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	<title>Giulia Caddeo, Autore presso &Eacute;galit&eacute; %</title>
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		<title>Biodiesel da olio di palma. Antitrust condanna ENI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Giulia Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 11:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[ENI]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ‘biodiesel’ da olio di palma è insostenibile. E l’Antitrust (Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, AGCM), con provvedimento 15.1.20, condanna ENI S.P.A. a 5 milioni di euro di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ‘biodiesel’ da olio di palma è insostenibile. E l’Antitrust (Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, AGCM), con <a href="https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/PS11400provv.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">provvedimento 15.1.20</a>, condanna ENI S.P.A. a 5 milioni di euro di multa. Per avere ingannato i consumatori, presentando falsamente come green il carburante ‘<em>ENIdiesel+</em>’.</p>
<h2>Olio di palma e ‘biodiesel’ in Italia</h2>
<p><strong>L’olio di palma</strong> è il grasso più economico e così più diffuso a livello planetario. La fenomenale crescita della sua domanda globale ha tuttavia stravolto le popolazioni e gli ecosistemi dei vari Paesi ove esso viene prodotto. A partire <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/olio-di-palma-indonesia-e-malesia-nascondono-i-dati-e-minacciano-leuropa-buycott/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">da Indonesia e Malesia</a>, suoi primi produttori, ove negli ultimi due decenni si è registrato lo straordinario incedere delle rapine delle terre (o <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/palma-malesia-e-conversione-degli-aborigeni-buycott" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>land grabbing</em></a>) e delle deforestazioni di foresta primaria proprio per fare spazio alle monocolture di palma da olio. (1)</p>
<p><strong>L’Italia</strong> è sempre stata uno dei primi importatori di questo grasso tropicale, molto apprezzato per il basso costo e la versatilità d’impiego. Nella filiera alimentare, soprattutto, fino a quando &#8211; a esito della campagna di sensibilizzazione pubblica e la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/olio-di-palma/stop-allolio-di-palma/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">petizione</a> lanciata da chi scrive (Dongo) &#8211; i consumatori hanno iniziato a boicottare la quasi totalità dei cibi che lo contengono.</p>
<p><strong>Le importazioni</strong> sono tuttavia proseguite, con destino prevalente verso la produzione di ‘biocarburanti’ (54% dell’import, nel 2018). L’Italia è così oggi il secondo produttore in UE di ‘biodiesel’ da <em>palm oil</em>, che viene trasformato nelle raffinerie ENI di Porto Marghera, Venezia, e di Gela.</p>
<h2>‘Biodiesel’ da olio di palma e <em>greenwashing</em>, la denuncia di Legambiente</h2>
<p><strong>Legambiente</strong> &#8211; insieme al Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e <em>Transport &amp; Environment</em> (T&amp;E) &#8211; ha denunciato la pubblicità ingannevole del gasolio ‘<em>ENIdiesel+</em>’. (2) I dati su un’ipotetica riduzione delle emissioni gassose (‘<em>fino al 40%</em>’) e di CO2 (‘<em>5% in media</em>’) e dei consumi (‘<em>fino al 4%</em>’) sono di dubbio fondamento, oltreché poco chiari. E la ‘<em>sostenibilità ambientale</em>’ del ‘biodiesel’ da palma è falsa.</p>
<p><strong>L’ingannevolezza dei messaggi</strong> pubblicitari utilizzati da ENI deriva in primo luogo dalla confusione fra il prodotto pubblicizzato ‘<em>EniDiesel+</em>’ e la sua componente biodiesel &#8211; HVO, <em>Hydrotreated Vegetable Oil</em>, chiamata da Eni ‘<em>Green Diesel</em>’ &#8211; che ne rappresenta il 15%. Le materie prime utilizzate nel processo di idrogenazione (<em>Ecofining</em>, tecnologia brevettata da ENI e Honeywell) del ‘Green Diesel’, oltretutto, sono costituite in prevalenza da olio di palma, il cui impatto sui suoli risulta problematico. (3). Secondo quanto dichiarato dalla stessa ENI,</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>‘l’olio di palma </strong>rappresentava nel 2017 e nel 2018 la principale materia prima utilizzata per la produzione del proprio HVO, mentre venivano gradualmente utilizzati crescenti quantità di altre materie  prime ‘di scarto’ (oli vegetali esausti, acidi grassi e oleine)’</em>. (4)</span></p>
<h2>‘Biocarburante’ certificato = sostenibile?</h2>
<p><strong>La Corte dei Conti UE</strong>, nella propria <a href="https://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR16_18/SR_BIOFUELS_IT.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">relazione 18/2016</a> sul sistema per la certificazione dei biocarburanti sostenibili dell’Unione europea, ha chiarito che:</p>
<p><strong>&#8211; il riconoscimento</strong> dei sistemi volontari di certificazione da parte della Commissione è limitato alla verifica dei requisiti obbligatori stabiliti dalla direttiva sulle energie rinnovabili ma non garantisce la sostenibilità dei biocarburanti certificati, e</p>
<p><strong>&#8211; il sistema UE</strong> di certificazione della sostenibilità dei biocarburanti non è pienamente affidabile, in quanto la valutazione non considera l’impatto sull’ambiente dei cambiamenti di destinazione dei terreni (ILUC, <em>Indirect Land Use Change</em>).</p>
<h2>Un ‘<em>Green Diesel</em>’?</h2>
<p><strong>Nei messaggi pubblicitari</strong>, tra il 2016 e il 2019, ENI ha utilizzato in maniera suggestiva la denominazione ‘<em>Green Diesel</em>’, le qualifiche ‘<em>componente green</em>’ e ‘<em>componente rinnovabile</em>’ e altri vanti di ‘ispirazione ambientale’. Lo stesso termine ‘<em>green</em>’ evoca nel consumatore medio l’idea di un beneficio assoluto di cura (o quantomeno di assenza di danno) per l’ambiente. Ed</p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>‘essendo di per sé privo di un significato</strong> più puntuale e comunemente comprensibile relativo appunto all’impatto ambientale di un dato prodotto o processo produttivo può pertanto essere utilizzato come elemento fondante di vanti concreti relativi alle prestazioni di un prodotto pubblicizzato solo se quest’ultimo effettivamente apporta un vantaggio ambientale dimostrabile di carattere assoluto e non relativo’.</em> (4)</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Tali messaggi riguardano un gasolio</strong> per autotrazione, ovvero un carburante che per sua natura è un prodotto altamente inquinante e che, evidentemente, non può essere considerato “green” né tantomeno attraverso il suo utilizzo è possibile prendersi cura dell’ambiente. In tal caso, l’utilizzo di vanti ambientali generici appare, dunque, creare elevata confusione sulle caratteristiche e sugli effetti dell’utilizzo di un prodotto il cui impiego ha certamente un impatto ambientale negativo, ingannando in tal modo i consumatori.’</em> (5)</span></p>
<h2>Olio di palma ‘<em>rinnovabile</em>’? Buycott!</h2>
<p><strong>Il termine ‘<em>rinnovabile</em>’</strong>, utilizzato da ENI per attribuire una valenza <em>green</em> al proprio biodiesel da olio di palma, è a sua volta suggestivo di un valore univoco e immediato in termini di impatto ambientale favorevole. Non compatibile tuttavia con una filiera &#8211; quella dell’olio di palma &#8211; che ha <a href="https://www.egalite.org/buycott-petizione/">un impatto molto negativo</a> sulle comunità locali (vittime di sistematica rapina delle terre) e su ecosistemi devastati dalla monocoltura in questione. (6)</p>
<p><strong>L’agricoltura di per sé</strong> non può venire considerata fonte rinnovabile, come invece il vento, il sole, il moto ondoso, la geotermia. In ragione del suo impatto significativo e diretto su risorse scarse per definizione, quali il suolo e l’acqua.</p>
<p><strong>L’olio di palma</strong> è una produzione insostenibile, la cui domanda globale deve venire arrestata. Rinnoviamo l’invito a rinunciare all’acquisto di ogni prodotto &#8211; alimentari, cosmetici, detergenti, biocarburanti &#8211; che lo contenga, e a sottoscrivere la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/rapina-delle-terre-e-deforestazioni-olio-di-palma-e-soia-ogm-buycott" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nostra petizione <strong>#Buycott!</strong></a></p>
<p><em>Dario Dongo e Giulia Caddeo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) <strong>Legambiente</strong>. <em>Maxi multa per ENI, ha ingannato i consumatori sul green diesel</em>, <a href="https://www.legambiente.it/maxi-multa-per-eni-ha-ingannato-i-consumatori-sul-green-diesel/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa 15.1.20</a>.</p>
<p>(2) <strong>Codice del Consumo</strong>, articoli 21 e 22.</p>
<p>(3) <strong>Antitrust</strong>, provvedimento ENI 15.1.20, punto 28 (pag. 9). Il cambiamento indiretto dell&#8217;uso del suolo, o ILUC (<em>Indirect Land Use Change</em>) è l&#8217;impatto della domanda di materie prime per biocarburanti sull&#8217;agricoltura globale. Ciò potrebbe portare all&#8217;espansione del suolo disponibile e alla deforestazione altrove, con il conseguente effetto di un aumento delle emissioni di CO2. L&#8217;ILUC non è misurabile, poiché si svolge attraverso complesse interazioni economiche e si manifesta solo in piccole variazioni nelle grandi dinamiche del sistema agricolo globale. Può essere analizzato solo attraverso modelli dettagliati. Nel 2015 e nel 2016, la Commissione europea ha stipulato un contratto con Ecofys, la società Navigant e l&#8217;Istituto internazionale per l&#8217;analisi dei sistemi applicati (IIASA), per valutare ILUC con il modello GLOBIOM. Carlo Hamelinck. (2017). <em>Climate Change, Indirect Land Use Change from Biofuels Explained</em>. Biofuels, Policy regulation, Carbon emissions.</p>
<p>(4) AGCM, punti 29 e 45 del provvedimento (pagine 9 e 15).</p>
<p>(5) Idem c.s., punto 81 (pagina 27).</p>
<p>(6) Idem c.s., punto 90 (pag. 30).</p>
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		<title>Glifosato e soia OGM, l’ecatombe in Argentina. #Buycott!</title>
		<link>https://www.egalite.org/glifosato-e-soia-ogm-lecatombe-in-argentina-buycott/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Giulia Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 16:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[#Buycott!]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[glifosato]]></category>
		<category><![CDATA[soia OGM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La politica in Europa continua ad ammettere l’impiego del glifosato in agricoltura. In Argentina intanto, si registra l’ecatombe legata all’abuso dell’agrotossico più venduto al mondo nei campi di soia OGM.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La politica in Europa <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/glifosato-lo-zoo-di-berlino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">continua ad ammettere</a> l’impiego del glifosato in agricoltura. In Argentina intanto, si registra l’ecatombe legata all’abuso dell’agrotossico più venduto al mondo nei campi di soia OGM. #Buycott!</p>
<p><strong>Aborti spontanei e malformazioni </strong>congenite, autismo e disturbi dell&#8217;attenzione, malattie neurologiche degenerative, ipotiroidismo e infertilità, asma, tumori. L’epidemiologia supera le incertezze &#8211; <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/glifosato-rapporto-echa-dati-falsi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spesso pilotate</a> &#8211; delle autorità che dovrebbero valutare i rischi plurimi associati all’esposizione al glifosate.</p>
<h2>Glifosato, una storia di successo</h2>
<p><strong>Il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/armi-di-distruzione-di-massa-il-glifosato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">glifosato</a> è l’erbicida più utilizzato</strong> a livello planetario. In agricoltura come nella manutenzione di orti e giardini, urbani e domestici. È un preparato non selettivo, cioè uccide qualsiasi pianta al di fuori di quelle il cui DNA è stato appositamente manipolato per resistervi. Come il mais e la soia OGM, la cui ampia diffusione è appunto funzionale al commercio degli agrotossici.</p>
<p><strong>Il mercato globale</strong> dei pesticidi &#8211; come si è documentato nell‘ebook gratuito ‘<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/ogm-la-grande-truffa" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>OGM, la Grande Truffa</em></a>’ &#8211; vale infatti il triplo di quello delle sementi. Ed entrambi tali mercati sono dominati dai quattro monopolisti planetari, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/pesticidi-siamo-tutti-cavie-di-big-4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le <em>Big 4</em></a>.</p>
<h2>Soia OGM e glifosate in Argentina</h2>
<p><strong>La soia OGM</strong> venne introdotta in Argentina nel 1996 da Monsanto, che ancora deteneva il brevetto del glifosate. E si è rapidamente diffusa su terreni in precedenza destinati al pascolo dei bovini e ai frutteti. Oltreché in aree occupate da foreste primarie che sono state e vengono tuttora rase al suolo per lasciare spazio a <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/ristorazione/carni-argentine-in-metro-italia-la-deforestazione-a-casa-nostra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuove aree di allevamento</a> e alla monocoltura in questione.</p>
<p><strong>Le coltivazioni</strong>, secondo i dati del Ministero dell&#8217;Economia, si sono estese in pochi anni, da 5 a 25 milioni di ettari. Al punto che la soia OGM ora primeggia nella produzione agricola &#8211; rappresentando il 60% dei seminativi &#8211; e le esportazioni del Paese. E il consumo di agrotossici è aumentato in misura esponenziale, +1.600%. Fino a raggiungere i circa 500 milioni di litri/anno. Con un&#8217;esposizione media pro-capite di circa 11 litri/anno, che aumenta in misura considerevole nelle aree agricole.</p>
<h2>Glifosato e salute, il caso argentino</h2>
<p><strong>Alcuni scienziati</strong>, come il biochimico Horacio Lucero, già alla fine degli anni ‘90 chiesero al governo di organizzare appositi monitoraggi sulla salute delle popolazioni di alcune provincie del Paese. Dopo avere raccolto dati allarmanti sui pesticidi residuati nel sangue delle persone esposte. Ma gli allarmi furono trascurati dalle commissioni investigative che vennero sciolte poco dopo l&#8217;apertura. (1)</p>
<p><strong>In province</strong> come quella del Chaco &#8211; tuttora <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/argentina-gran-chaco-in-fiamme-per-soia-ogm-e-bovini-da-carne-buycott" target="_blank" rel="noopener noreferrer">oggetto di conflitti</a> sulle terre e deforestazioni in nome di carni bovine e soia OGM &#8211; si era infatti registrato un incremento significativo (+400%) delle malformazioni alla nascita. Un rapporto ministeriale del 2010 riferisce anche alla spiccata prevalenza di aborti spontanei, tumori (quasi raddoppiati, in alcune aree, rispetto alla media nazionale) e allergie. Nonché alla comparsa di malattie rare che si manifestano con squame e macchie sulla pelle.</p>
<h2>Glifosate in Argentina, il rinnovato allarme</h2>
<p><strong>La comunità medico-scientifica</strong> in Argentina continua a denunciare che i casi di malformazioni, aborti, cancro e leucemia nei bambini e nei giovani &#8211; nelle popolazioni esposte al glifosato &#8211; sono aumentati fino a quattro volte. (5)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>‘</strong><em><strong>È indiscutibile che il glifosato</strong>, attraversando la barriera placentare e aumentando l&#8217;acido retinoico quattro o cinque volte, produca malformazioni nell&#8217;embrione. Ma il glifosato è anche associato a un aumento significativo dei casi di leucemia nei bambini di età inferiore ai 15 anni</em>’ (<a href="http://argentinainvestiga.edu.ar/noticia.php?titulo=glifosato_leucemia_malformaciones_embrionarias_y_abortos_espontaneos&amp;id=1106&amp;fbclid=IwAR3w2CpsCz3qoEA-2bTlfNggz1chJEbTGvcyXiyKmP7VfOGQrutyLr_16to#" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Andrés Carrasco</a>, Università di Buenos Aires, capo del laboratorio di embriologia molecolare).</p>
<p><strong>Lo studio scientifico</strong> dell&#8217;Università Nazionale di Río Cuarto a Cordova, pubblicato sull&#8217;<em>Argentine Journal of Pediatrics</em> ad aprile 2015, riscontra una differenza significativa tra le cellule di bambini esposti agli agenti chimici nelle aree rurali e il gruppo di controllo urbano. Un mese prima, lo IARC (<em>International Agency for Research on Cancer</em>, OMS) aveva inserito il glifosato nella categoria delle sostanze potenzialmente cancerogene. Ma ciò non è bastato a ottenere l’applicazione del principio di precauzione, per tutelare la salute pubblica e quella dei bambini in particolare.</p>
<h2>Iniziative e speranze per mitigare l’ecatombe</h2>
<p><strong>In Argentina</strong> la protezione del territorio è affidata alle amministrazioni provinciali.(3) Le distanze di sicurezza &#8211; il limite cioè tra aree di fumigazione e centri abitati &#8211; sono definite in 200, 500 o 1500 metri, a seconda delle province. Sebbene spesso violate. (4) Mentre<em> in Italia</em>, si noti bene, il ministero della salute ha considerato bastino 15 metri (!) di distanza dalle case, nell’<a href="https://www.egalite.org/pesticidi-il-pericolo-di-peter-pan/">oscena bozza di Peter PAN</a> (Piano Azione Nazionale pesticidi).</p>
<p><strong>Una rete di associazioni</strong> e ricercatori ha proposto al presidente neo-eletto, Alberto Fernández, un progetto politico innovativo. (5) Ridurre i pesticidi nell’agricoltura e zootecnia argentine, con un intervento su due livelli:</p>
<p>&#8211; restrizioni quali-quantitative all’impiego di agrotossici e distanze di sicurezza idonee omogenee in tutto il Paese, (6)</p>
<p>&#8211; incentivi alla transizione volontaria verso l&#8217;agroecologia. Da finanziare mediante un prelievo (0,2%) sulle esportazioni agricole. (7)</p>
<p><strong>In Brasile</strong> &#8211; ove pure è in corso l’ecatombe da agrotossici, <a href="https://www.egalite.org/brasile-cataclisma-pesticidi-buycott-soia-ogm-e-palma/">come si è visto</a> &#8211; organizzazioni mediche come <em><a href="https://www.abrasco.org.br/site/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Abrasco</a></em> e la <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/13061157" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Pediatric Society</em></a> stanno a loro volta proponendo una legge per ridurre l&#8217;impiego di pesticidi.</p>
<h2>Firma la petizione #Buycott!</h2>
<p><strong>Nel nostro piccolo</strong>, possiamo intanto aderire alla campagna #Buycott! Soia OGM, carni americane e olio di palma. Si deve abbattere la domanda internazionale di queste merci per costringere a modificare l’offerta. Interrompere i consumi per cambiare il sistema. Basta! a rapine delle terre, deforestazioni e veleni.</p>
<p><strong>Firma e diffondi la petizione</strong>, su <a href="https://www.egalite.org/buycott-petizione/">https://www.egalite.org/buycott-petizione/</a></p>
<p><em>Dario Dongo e Giulia Caddeo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) V. Por Soledad Barruti, <em>Las manchas de la fumigación</em>, Gatopardo, 29.3.16, https://gatopardo.com/reportajes/contaminacion-glifosato-argentina/</p>
<p>(2) Lucía Maina, <em>Por la vida: proponen un Plan Nacional de Reducción de Uso de Agrotóxicos</em>, La Tinta, 29.8.19</p>
<p>(3) A marzo 2010 la Camera dei ricorsi civili e commerciali di Santa Fe <a href="http://argentinainvestiga.edu.ar/noticia.php?titulo=glifosato_leucemia_malformaciones_embrionarias_y_abortos_espontaneos&amp;id=1106&amp;fbclid=IwAR3w2CpsCz3qoEA-2bTlfNggz1chJEbTGvcyXiyKmP7VfOGQrutyLr_16to#" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha vietato</a> l’impiego di prodotti chimici per l&#8217;agricoltura entro gli 800 metri dalla città di San Jorge</p>
<p>V. Laura Borse, <a href="https://news.google.com/articles/CBMidGh0dHA6Ly93d3cubGFpenF1aWVyZGFkaWFyaW8uY29tL09yZGVuYW56YS1wcm9oaWJlLWxhLXV0aWxpemFjaW9uLXktYXBsaWNhY2lvbi1kZS1nbGlmb3NhdG8tZW4tbGEtY2l1ZGFkLWRlLVNhbnRhLUZl0gEA?hl=es-419&amp;gl=AR&amp;ceid=AR%3Aes-419" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ordenanza prohíbe la utilización y aplicación de glifosato en la ciudad de Santa Fe</em></a>, La Izquierda Diario, 15.9.18,</p>
<p>V. anche Roberto Andrés, <a href="http://www.laizquierdadiario.com/Gobierno-de-Vidal-habilito-fumigar-con-agrotoxicos-en-escuelas-rurales-a-partir-del-1o-de-enero" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Gobierno de Vidal habilitó fumigar con agrotóxicos en escuelas rurales a partir del 1° de enero</em></a>, La Izquierda Diario, 21.12.18,</p>
<p>(4) V. nota 1</p>
<p>(5) Tra questi, si segnalano la rete universitaria di ambiente e salute (REDUAS), la rete federale degli insegnanti per la vita, la rete nazionale dei comuni e delle comunità che promuovono l&#8217;agroecologia (RENAMA). Oltre a spazi educativi come la UBA <em>School of Nutrition</em>, collettivi e ONG di Entre Ríos, Santa Fe, Chaco e Buenos Aires che combattono la fumigazione</p>
<p>(6) Emblema di questa lotta è Fabian Tomasi, nativo di Basavilbaso, morto a 53 anni dopo 10 anni di per la polineuropatia. Tomasi iniziò a lavorare, all’età di 23 anni, per una <em>fazenda</em> nella regione di Entre Rios (Centro-Est). Con il ruolo di riempire i serbatoi degli aerei con glifosate e altri agrotossici da irrorare sui campi di soia OGM. Alcuni mesi prima di morire, l’ex operaio agricolo aveva reso un’eloquente intervista ad Agence France-Presse, su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kaJk4oCFnZc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.youtube.com/watch?v=kaJk4oCFnZc</a></p>
<p>(7) Altro emblematico esempio è quello di Sabrina Ortiz, una delle fondatrici del <a href="https://www.facebook.com/parendefumigarnosPergamino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">collettivo <em>Madres de Barrios Fumigados de Pergaminon</em></a>. I suoi figli hanno valori di glifosato nel sangue 100-120 volte superiori rispetto alla media e hanno subito diversi trattamenti chemioterapici. Lei stessa ha subito due attacchi ischemici a causa delle sostanze neurotossiche che ha nel corpo. V. <em>Cauce, Cultura Ambiental Causa Ecologista</em> <a href="http://cauceecologico.org/?p=1282" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://cauceecologico.org/?p=1282</a> e <em>Pergamino: militantes del #SíSePuede agredieron a Madres de Barrios Fumigados</em>, Codigo Baires, 17.10.19</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/glifosato-e-soia-ogm-lecatombe-in-argentina-buycott/">Glifosato e soia OGM, l’ecatombe in Argentina. #Buycott!</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Campagna Buycott! CALG e European Consumers aderiscono</title>
		<link>https://www.egalite.org/campagna-buycott-calg-e-european-consumers-aderiscono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Giulia Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 08:59:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[soia OGM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La campagna Buycott! olio di palma, soia OGM e carni americane raccoglie ulteriori adesioni. Dopo l’Associazione Comuni Virtuosi e Disability Pride, si uniscono a Égalité e GIFT (Great Italian<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/campagna-buycott-calg-e-european-consumers-aderiscono/">Campagna Buycott! CALG e European Consumers aderiscono</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La campagna Buycott! olio di palma, soia OGM e carni americane raccoglie ulteriori adesioni. <a href="https://www.egalite.org/buycott-labc-comuni-virtuosi-e-disability-pride-aderiscono/">Dopo l’Associazione Comuni Virtuosi e Disability Pride</a>, si uniscono a Égalité e GIFT (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazzonia-i-tweet-non-spengono-i-fuochi-buycott" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Great Italian Food Trade</em></a>) anche <em>Coalition Against Land Grabbing</em>, CALG, ed <em>European Consumers</em>.</p>
<h2>Palawan, Filippine. Rapine delle terre, ecocidi e olio di palma</h2>
<p><strong>CALG<em>, <a href="https://www.coalitionagainstlandgrabbing.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Coalition Against Land Grabbing</a></em></strong>, è un’organizzazione attiva da anni a Palawan, arcipelago delle Filippine, per proteggere le popolazioni indigene dalle rapine delle terre e le deforestazioni perpetrate per creare spazio alle monocolture di palma da olio. Crimini internazionali contro l’umanità e l’ambiente di cui abbiamo già scritto, con un’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/olio-di-palma-reportage-filippine" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intervista a Dario Novellino</a>, fondatore di CALG. Nel ferale silenzio della stampa e della politica internazionale, ma anche di molte associazioni d’Occidente.</p>
<p><strong>Le Filippine </strong>sono uno dei pochi Paesi a disporre di una legge che prescrive, almeno in teoria, dal lontano 1997, la tutela di popolazioni indigene ed ecosistemi naturali. (1) Il ‘<em>concetto indigeno di proprietà</em>’ riconosciuto da tale legge considera ‘<em>i domini ancestrali e tutte le risorse ivi contenute</em>’ come ‘<em>base materiale della loro integrità culturale</em>’. (2) I domini ancestrali sono quindi una proprietà collettiva delle comunità indigene, che ‘<em>appartiene a tutte le generazioni</em>’ e ‘<em>non può essere venduta, smaltita o distrutta</em>’.</p>
<p><strong>Palawan</strong>, oltretutto, è anche una ‘<em>riserva di biosfera umana e naturale</em>’, <a href="https://whc.unesco.org/en/list/652/%C2%A0come%20patrimonio%20dell’umanità" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riconosciuta da UNESCO</a>. Ma la protezione è affidata alle amministrazioni locali e viene di fatto vanificata da procedure complesse, ordinanze municipali e norme minori. Così, lontano dalle mappe e dai riflettori dei media, <em>land grabbing</em> e deforestazioni proseguono.</p>
<h2>Coalition Against Land Grabbing, uniti contro la rapina delle terre</h2>
<p><strong>CALG è impegnata</strong> sul territorio per ostacolare gli abomini sopra descritti, con una serie di attività:</p>
<p><strong>&#8211; assiste</strong> le comunità locali nelle procedure volte a ottenere i certificati di titoli di dominio ancestrali e a richiedere licenze per raccogliere e vendere legalmente prodotti forestali non legnosi,</p>
<p><strong>&#8211; controlla</strong> e documenta le attività predatorie nei confronti degli indigeni e dei loro ecosistemi,</p>
<p><strong>&#8211; intraprende azioni legali</strong> contro i rapinatori di terre e fornisce assistenza materiale alle comunità colpite,</p>
<p><strong>&#8211; fornisce supporto</strong> di base per la sussistenza delle famiglie indigene bisognose,</p>
<p><strong>&#8211; facilita il dialogo</strong> tra i rappresentanti delle comunità indigene, i funzionari del governo e le agenzie non governative,</p>
<p><strong>&#8211; esercita pressioni</strong> sulle società private, attraverso azioni di difesa strategica e campagne internazionali.</p>
<p><strong>Condividere le battaglie</strong> di CALG nello scenario internazionale è tanto più necessario nell’attuale contesto politico locale. Laddove il governatore di Palawan, Jose Alvarez, rieletto nel 2019, nonostante le accuse di voto di scambio, è un noto sostenitore dell&#8217;agroindustria su larga scala. (3) Ed è proprio un membro della famiglia del governatore ad avere registrato la foresta del Nord Palawan, nei lontani anni ‘80, nonché a presiedere il <em>Palawan Council for Sustainable Development</em> (PCSD).</p>
<p><strong>Il Piano Strategico Ambientale</strong> dovrebbe garantire, in linea di principio, lo sviluppo sostenibile dell&#8217;intera provincia. (4) Tale piano prescrive l’autorizzazione preventiva di ogni progetto di sviluppo sui territori, previa valutazione d’impatto ambientale e consultazione delle comunità interessate. Ma la sua attuazione è rimessa a quello stesso <em>Palawan Council for Sustainable Development</em> presieduto dal familiare del governatore. E la massiccia espansione delle colture palma da olio in aree a tal uopo deforestate prosegue senza sosta senza autorizzazioni di sorta. (5)</p>
<h2><em>European Consumers</em>, sempre al fianco dei consumatori e dell’ambiente, afferma il #Buycott</h2>
<p><a href="http://www.europeanconsumers.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>European Consumers</strong></em></a> è un’associazione indipendente, attiva in Italia dal 2001 nella difesa dei consumatori e dell’ambiente. La concretezza dei suoi impegni trova espressione nella <a href="http://www.europeanconsumers.it/2019/09/14/european-consumers-diffida-comuni-e-governo-sui-campi-elettromagnetici-e-il-5g/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recente diffida</a> notificata ai 7914 Sindaci italiani, al Governo e ai gruppi parlamentari. Affinché proteggano il territorio e la popolazione rispetto ai gravi rischi legati ai campi elettromagnetici e alla rete 5G. Rischi evidenziati nel rapporto tecnico/legale realizzato da <em>European Consumers</em> insieme a ISDE. (6)</p>
<p><strong>La campagna Buycott!</strong> olio di palma, soia OGM e carni americane riceve il pieno supporto di <em>European Consumers</em>, a riprova della sua indipendenza nel sostenere iniziative determinate a innescare trasformazioni positive e reali. L’attivismo sui <em>social network</em> serve solo ad arricchire le <em>Corporation</em> monopoliste che gestiscono il traffico web e i <em>Big Data</em>. Bisogna invece sensibilizzare la popolazione, coinvolgere tutti i cittadini, utenti e consumatori affinché la società possa cambiare.</p>
<p><span style="color: #008080;"><strong>‘</strong><em><strong>European Consumers </strong>ha da sempre condotto dure lotte contro i cattivi consumi e il degrado del territorio. In particolare si impegna a proteggere le colture locali e a contrastare i prodotti brevettati dalle multinazionali, OGM e, più in genere, qualsiasi produzione ad alto impatto ambientale. Per cui aderisce alla campagna internazionale contro Olio di Palma e Soia OGM</em>.’ (Marco Tiberti, <em>European Consumers</em>, presidente)</span></p>
<h2>Campagna Buycott! Olio di palma, soia OGM e carni americane</h2>
<p><strong>Ringraziamo</strong> <em>European Consumers</em> &#8211; insieme a CALG, Associazione Comuni Virtuosi, Disability Pride Italia &#8211; e tutti coloro che intenderanno aderire, a titolo individuale e collettivo, alla campagna #Buycott! Una campagna i cui unici protagonisti sono le comunità indigene scacciate dalle loro terre con violenza e minaccia, gli attivisti locali minacciati e uccisi, le foreste pluviali e altri ecosistemi devastati.</p>
<p><strong>#NonInNostroNome</strong>, diciamo #Basta all’acquisto di qualsivoglia prodotto che contenga <a href="https://www.egalite.org/land-grabbing-e-cambiamento-climatico-il-rapporto-ipcc/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">olio di palma</a>, nella crema da spalmare come nel ‘<em>biodiesel</em>’. #NotInOurNames i prodotti di origine animale da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/i-crimini-dell-amazzonia-nelle-nostre-dop" target="_blank" rel="noopener noreferrer">animali nutriti con la soia OGM dell’Amazzonia</a> in fiamme. Vogliamo vederci chiaro, sapere anche <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/origine-carni-al-ristorante-la-proposta-di-decreto-legge-del-consorzio-italia-zootecnica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">da dove arrivano le carni</a> servite nei locali pubblici e nelle mense. Per rifiutare quelle di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/argentina-gran-chaco-in-fiamme-per-soia-ogm-e-bovini-da-carne-buycott/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bovini pascolati nel Gran Chaco</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/pesticidi-antibiotici-e-ormoni-nel-latte-usa-lo-studio-urge-l-etichetta-di-origine" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dopati in USA</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/ceta-carne-canadese-da-bovini-nutriti-con-farine-animali" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nutriti con farine animali in Canada</a>.</p>
<p><strong>Restiamo in attesa</strong> di conoscere gli orientamenti delle numerose associazioni che abbiamo già contattato. Verificheremo così chi si impegna e chi chiacchiera, chi è davvero contro la globalizzazione dello sfruttamento di esseri umani e risorse naturali. E chi invece rende conto a diversi padroni. Su Slow Food, che ha già declinato il nostro invito, gira voce ad esempio di un ipotetico salvataggio dell’Università di Pollenzo da parte del più indomito utilizzatore di olio di palma in Italia, negli anni passati. Sarà vero?</p>
<p><em>Dario Dongo e Giulia Caddeo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) <em>Indigenous Peoples Rights Act</em> 8371, 1997. V. https://www.officialgazette.gov.ph/1997/10/29/republic-act-no-8371/</p>
<p>(2) I domini ancestrali, secondo la legge di cui in nota 1, devono includere tali concetti di territori che coprono non solo l&#8217;ambiente fisico ma anche l&#8217;ambiente totale, compresi i legami spirituali e culturali con le aree che le comunità locali possiedono, occupano e usano e alle quali hanno rivendicazioni di proprietà</p>
<p>(3) V. <a href="https://www.rappler.com/nation/politics/elections/2019/231028-palawan-ngo-network-accuses-governor-jose-alvarez-vote-buying" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.rappler.com/nation/politics/elections/2019/231028-palawan-ngo-network-accuses-governor-jose-alvarez-vote-buying</a></p>
<p>(4) <em>Strategic Environmental Plan</em>, SEP (R.A. Republic Act 7611)</p>
<p>(5) V. <a href="https://www.farmlandgrab.org/post/view/24842-palawan-stop-blaming-indigenous-peoples-farming-practices-for-deforestation-look-at-oil-palm-plantations-and-mining" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.farmlandgrab.org/post/view/24842-palawan-stop-blaming-indigenous-peoples-farming-practices-for-deforestation-look-at-oil-palm-plantations-and-mining</a></p>
<p>(6) European Consumers e ISDE, <a href="http://www.europeanconsumers.it/wp-content/uploads/2019/09/Rapporto-indipendente-isde_ec-sui-campi-elettromagnetici.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Rapporto indipendente sui campi elettromagnetici e diffusione del 5G</em></a></p>
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		<title>SDGs, le 6 rivoluzioni necessarie. Studio e commenti</title>
		<link>https://www.egalite.org/sdgs-le-6-rivoluzioni-necessarie-studio-e-commenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Giulia Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 21:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Mariana Mazzucato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sustainable Development Goals, SDGs. 17 obiettivi, 169 indicatori di target. L’anno 2030 si avvicina e la società umana arretra anziché avanzare. Un gruppo di ricercatori di fama internazionale &#8211;<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sdgs-le-6-rivoluzioni-necessarie-studio-e-commenti/">SDGs, le 6 rivoluzioni necessarie. Studio e commenti</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sustainable Development Goals, SDGs. 17 obiettivi, 169 indicatori di <em>target.</em> L’anno 2030 si avvicina e la società umana arretra anziché avanzare. Un gruppo di ricercatori di fama internazionale &#8211; tra cui l’economista Mariana Mazzucato (1) &#8211; indica le 6 trasformazioni, anzi rivoluzioni, necessarie. Seguiamo la traccia del loro studio, pubblicato su <em>Nature</em>, per aggiungere alcune ispirazioni sui temi che ci sono più cari. #Égalité!</p>
<h2>SDGs, le 6 rivoluzioni necessarie</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Six Transfomations</strong> to Achieve the Sustainable Development Goals</em>’ è il titolo della pubblicazione. (2) Un lavoro sistemico, di sintesi e indirizzo &#8211; che nel contesto dell’iniziativa ONU <em>The World in 2050 Initiative</em> &#8211; offre una chiave di lettura degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in Agenda 2030, <a href="https://www.un.org/development/desa/disabilities/envision2030.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#Envision2030</a>. (3) I 17 SDGs vengono così aggregati in sei macro-categorie, e linee di intervento:</p>
<p>1) educazione, genere e disuguaglianza,</p>
<p>2) salute, benessere e demografia,</p>
<p>3) decarbonizzazione energetica e industria sostenibile,</p>
<p>4) cibo, terra, acqua e oceani sostenibili,</p>
<p>5) città e comunità sostenibili,</p>
<p>6) rivoluzione digitale per lo sviluppo sostenibile.</p>
<p><strong>6 trasformazioni </strong>che &#8211; vista la crescente distanza dagli obiettivi fissati per il 2030, rispetto a <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">quando vennero adottati</a> dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 25.9.2015 &#8211; appare più consono definire ‘rivoluzioni’. A maggior ragione ove si consideri che la natura non vincolante degli impegni assunti affida l’adozione di politiche coerenti al raggiungimento degli SDGs al libero arbitrio dei governi degli Stati membri e alle amministrazioni locali. I quali, <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/">come si è visto</a> nel recente incontro del G7 a Biarritz, non sono in grado di esprimere visioni convergenti sulle priorità di base, la riduzione delle diseguaglianze <em>in primis</em>. E dunque, le 6 rivoluzioni qui a seguire.</p>
<h2>1) Educazione, genere e disuguaglianza</h2>
<p><strong>I sistemi educativi </strong>devono venire trasformati, ampliando i bacini di utenza e aggiornando i programmi. Gli Autori attribuiscono rilievo cruciale agli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, con peculiare attenzione al loro impatto sulla sicurezza sociale. È necessario investire anzitutto sulle scuole primaria e secondaria, fasi cruciali nella formazione dell’individuo oltreché del percorso scolastico. A tal fine, adeguate risorse devono venire dedicate sia a infrastrutture e materiale didattico, sia a formazione e aggiornamento del corpo docente. (4)</p>
<p><strong>Istruzione superiore</strong>, formazione professionale, sistemi di formazione scuola-lavoro sono tuttora carenti in molti Paesi del pianeta. E devono venire sviluppati diffusamente, in ottica di sviluppo sociale ed economico sul lungo periodo. Adeguati investimenti pubblici e privati in tale ambito rappresentano la pre-condizione per avvicinarsi alla realizzazione di almeno 3 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in Agenda ONU 2030:</p>
<ul>
<li><strong>educazione</strong>. ‘<em>Ensure inclusive and equitable quality education and promote lifelong learning opportunities for all</em>’ (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 4</a>),</li>
<li><strong>parità di genere</strong>. ‘<em>Achieve gender equality and empower all women and girls</em>’ (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 5</a>),</li>
<li><strong>riduzione delle disuguaglianze</strong>. ‘<em>Reduce inequality within and among countries</em>’ (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 10</a>).</li>
</ul>
<h2>2) Salute, benessere e demografia</h2>
<p><strong>Salute e benessere </strong>costituiscono la seconda area di intervento, strettamente associata alla precedente, che gli Autori propongono nel vademecum agli SDGs. Ancora una volta sono indispensabili investimenti generosi, accompagnati dalla precisa volontà politica di promuovere e favorire stili di vita improntati al rispetto di salute e ambiente.</p>
<p><strong>Il sistema sanitario pubblico</strong> è la chiave di volta per raggiungere <a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il terzo</a> dei 17 SDGs, ‘<em>Ensure healthy lives and promote well-being for all at all ages</em>’ . ‘<em>Il più alto livello di salute raggiungibile</em>’ <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/human-rights-and-health" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato riconosciuto</a> ‘<em>come un diritto fondamentale</em> <em>di ogni essere umano</em>’ già nell’atto costitutivo dell’OMS (1946). Ciò comporta il dovere, per i suoi 193 Stati membri, di assegnare le ‘<em>massime risorse disponibili</em>’ per garantire questo diritto universale.</p>
<p><strong>Lo studio su Nature</strong> riafferma l’esigenza di stabilire sistemi sanitari pubblici efficaci ed efficienti. Nonché accessibili all’intera popolazione, senza preclusioni legate a incapacità economica e diseguaglianze (es. <em>gender</em>). Le politiche sanitarie devono venire basate sulla prevenzione e così comprendere apposite misure, volte a scoraggiare comportamenti e consumi che costituiscono fattori di rischio (es. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/bevande-zuccherate-e-dolcificate-snack-dolci-studi-su-mortalita-prematura-e-sugar-tax/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>sugar tax</em></a>  su cibo spazzatura). Bisogna poi focalizzarsi su controllo e monitoraggio di infezioni, malattie e patologie. Oltreché su servizi pediatrici e per la maternità, cure palliative, salute mentale e chirurgia di base. Senza trascurare, aggiungiamo, <a href="https://www.egalite.org/disabilita/">le disabilità</a>.</p>
<p><strong>Il dovere degli Stati membri OMS</strong>, a garantire il diritto universale alla salute, a ben vedere, non può prescindere dalla garanzia dei suoi primi fattori determinanti:</p>
<p><strong>&#8211; <a href="https://www.egalite.org/acqua/">acqua potabile</a></strong> e sicura, servizi igienico-sanitari. ‘<em>Ensure availability and sustainable management of water and sanitation for all’</em> (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 6</a>),</p>
<p><strong>&#8211; <a href="https://www.egalite.org/cibo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cibo sicuro e nutriente</a></strong>. ‘<em>Zero hunger</em>’ (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 2</a>).</p>
<h2>3) Decarbonizzazione energetica e industria sostenibile</h2>
<p><strong>Energia per tutti</strong>, da fonti rinnovabili. ‘<em>Ensure access to affordable, reliable, sustainable and modern energy for all’</em> (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 7</a>). In linea con quanto previsto nell’Accordo di Parigi (2015), la convenzione globale per la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/cop-24-cambiamento-climatico-65mila-in-piazza-a-bruxelles" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mitigazione del <em>climate change</em></a>. Nonché con l’<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg13" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Obiettivo 13</a>, ‘<em>Take urgent action to combat climate change and its impacts</em>’, aggiornato all’High-Level Political Forum di maggio 2019.</p>
<p><strong>Oltre 1,1 miliardi</strong> di abitanti del pianeta tuttora abbisogna di elettricità, tramite reti e micro-reti. Ad altri 2,8 miliardi di persone manca il gas per cucinare. I ministeri responsabili di favorire l’accesso di tutte le comunità all’energia, nei singoli Stati, sono quelli delegati a opere pubbliche, energia, ambiente e trasporti. E l’accesso all’energia non può peraltro prescindere dalla sua ‘decarbonizzazione’. (5) Vale a dire, letteralmente, riduzione di carbonio. E quindi di emissioni di gas-serra in atmosfera. Ciò postula il superamento delle centrali elettriche e dei mezzi di trasporto basati sull’utilizzo di fonti di carbonio fossile (carbone, petrolio, metano). Privilegiando le fonti rinnovabili come solare, eolico, bio-metano (il quale ultimo, in una logica di economia circolare, utilizza materie prime vegetali che a loro volta sequestrano anidride carbonica).</p>
<h2>4) Cibo, terra, acqua e oceani sostenibili</h2>
<p><strong>I sistemi alimentari</strong> devono venire convertiti ai paradigmi della sostenibilità. La filiera agroalimentare globale attualmente assorbe il 90% delle acque, contribuisce a un quarto delle emissioni totali di gas serra, partecipa in misura significativa a inquinamento e al surriscaldamento globali. Proprio a partire da queste considerazioni Égalité ha lanciato la <a href="https://www.egalite.org/buycott-labc-comuni-virtuosi-e-disability-pride-aderiscono/">campagna #Buycott! olio di palma, soia OGM e carni americane</a>, con il preciso scopo di limitare la domanda delle commodities che rappresentano le <a href="https://www.egalite.org/land-grabbing-e-cambiamento-climatico-il-rapporto-ipcc/">prime cause di rapina delle terre</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/olio-di-palma-indonesia-e-malesia-nascondono-i-dati-e-minacciano-leuropa-buycott/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">deforestazioni</a> a livello planetario.</p>
<p><strong>Il cibo</strong> è indispensabile quanto l’energia, non se ne può proprio fare a meno. Ma in entrambi i casi si deve pretendere la sostenibilità delle produzioni, per garantire il sostentamento della civiltà umana in una prospettiva di lungo e lunghissimo termine. Si deve quindi arrestare il fenomeno delle deforestazioni a uso delle monocolture intensive e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/progresso-10-anni-di-agroecologia-per-salvare-leuropa-lo-studio-iddri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">convertire i sistemi agricoli all’ecoagricoltura</a>, anche allo scopo di mitigare la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/giornate-mondiali-su-desertificazione-e-rifugiati-arido-bilancio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">desertificazione</a> dei suoli. Applicare con severità le misure volte a ridurre la pesca illegale, non tracciata e non regolata (<em>Illegal, unreported and unregulated fishing</em>, IUU) e promuovere l’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/lacquacoltura-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acquacoltura sostenibile</a>. <em>Last but not least</em>, adottare un <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/sprechi-alimentari-un-approccio-sistemico-per-affrontare-la-crisi-ecologica-e-sociale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">approccio sistemico nella riduzione degli sprechi</a></p>
<h2>Filiere alimentari, ruoli e responsabilità</h2>
<p><strong>Le filiere alimentari</strong> dovrebbero perciò considerare i seguenti obiettivi:</p>
<ul>
<li>efficienza e resilienza,</li>
<li>capacità di conservazione (delle fonti di approvvigionamento),</li>
<li>garantire la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/food-security-e-nutrizione-rapporto-fao-2019" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>food security</em></a> (cioè la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari),</li>
<li>riduzione d’impatto ambientale, con particolare riguardo alle merci d’importazione,</li>
<li>uso strategico delle risorse naturali (nel senso più ampio).</li>
</ul>
<p><strong>Gli SDGs</strong> di riferimento, in aggiunta al fondamentale ‘<em>Zero hunger</em>’ di cui sopra:</p>
<ul>
<li>vita sulla terra. ‘<em>Protect, restore and promote sustainable use of terrestrial ecosystems, sustainably manage forests, combat desertification, and halt and reverse land degradation and halt biodiversity loss</em>’ (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg15" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 15</a>),</li>
<li>vita acquatica. ‘<em>Conserve and sustainably use the oceans, seas and marine resources for sustainable development</em>’. (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg14" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 14</a>),</li>
<li><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/cibo-veloce-proteico-e-sostenibile-i-trend-di-consumo-secondo-il-rapporto-coop" target="_blank" rel="noopener noreferrer">consumi e produzioni responsabili</a>. ‘<em>Ensure responsible production and consumption</em>’ (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg12" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 12</a>).</li>
</ul>
<h2>5) Città e comunità sostenibili</h2>
<p><strong>La convivenza civile</strong> va poi ripensata nei suoi centri primari di aggregazione, le città. ‘<em>Make cities inclusive, safe, resilient and sustainable</em>‘ (<a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg11" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 12</a>). L’urbanizzazione procede a ritmo più rapido dell’incremento demografico, al punto che già nel 2030 la popolazione urbana avrà raggiunto i 5 miliardi di abitanti. Affinché questo fenomeno non conduca al collasso delle metropoli e al crollo di qualità dell’esistenza, si deve intervenire con decisione su infrastrutture e servizi.</p>
<p><strong>L’eguaglianza</strong> &#8211; citata in <a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Obiettivo 10</a>, ‘<em>Reduce inequality within and among countries</em>‘ &#8211; va ancora una volta richiamata. Quale condizione a base della civiltà, nonché della sicurezza che essa aspira a raggiungere. Infrastrutture resilienti, industrie sostenibili e innovazione (‘<em>Build resilient infrastructure, promote sustainable industrialization and foster innovation</em>’ <a href="https://sdg-tracker.org/infrastructure-industrialization" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDG 9</a>) sono altresì cruciali, con peculiare riguardo a trasporto pubblico e urbanistica.</p>
<p><strong>L’intermodalità</strong> deve governare i trasporti, quale unica soluzione per abbattere le emissioni di particelle in atmosfera il cui grave impatto sulla salute pubblica continua a crescere. Servono mezzi pubblici a zero emissioni, piste ciclabili e micromobilità elettrica. (6) Eliminare le barriere architettoniche, con buona memoria di uno dei trattati ONU più barbaramente disattesi, la <em>Convention on the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD).</p>
<p><strong>Servono più spazi verdi</strong>, per contaminare la <em>concrete jungle</em> con ossigeno e magari anche buon cibo, grazie anche all’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/agricoltura-contadina-le-opportunita-inespresse/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agricoltura contadina</a>. La gestione virtuosa dei materiali, in omaggio alla <a href="https://www.egalite.org/economia-circolare/">scala di Lansink</a>, costituisce poi la premessa per la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/economia-circolare-abc-pacchetto-ue" target="_blank" rel="noopener noreferrer">drastica riduzione e il corretto smaltimento dei rifiuti</a>. Su cui tanto ancora va fatto, per ridurre l’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/plastiche-e-microplastiche-nel-mediterraneo-una-sfida-culturale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">inquinamento da microplastiche</a> in particolare.</p>
<h2>6) Rivoluzione digitale per lo sviluppo sostenibile</h2>
<p><strong>La rivoluzione digitale</strong> viene indicata dagli Autori dello studio come la sesta trasformazione necessaria. Il dilemma verte sulla possibilità di rendere l’innovazione tecnologica uno strumento dalle esternalità totalmente positive. Più ancora che in altri casi, la speranza qui tende verso l’utopia. A fronte di uno scenario distopico ove la concentrazione di potere nelle mani di un ristretto manipolo di colossi privati continua a sfuggire alle attenzioni di tutti. Connivenza, codardia o inedia? (7)</p>
<p><strong>L’innovazione tecnologica</strong> &#8211; come l’agricoltura, per citare altro <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/sementi-i-4-padroni-del-mondo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esempio di concentrazione aggregata</a> su scala globale che <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/pesticidi-siamo-tutti-cavie-di-big-4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">usa le popolazioni come cavie</a> di laboratorio &#8211; può avere i suoi ‘effetti collaterali’. Gli Autori indicano il rischio della perdita di posti di lavoro e suggeriscono un impiego ragionato degli strumenti tecnologici a disposizione, quale mezzo per raggiungere standard di vita adeguati per tutti. La mano invisibile del mercato sarà così saggia?</p>
<p><strong>La speranza</strong> è sempre l’ultima, illusioni e false promesse le prime a cadere.</p>
<p><em>Dario Dongo e Giulia Caddeo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) https://marianamazzucato.com/research/un-sustainable-development-goals/</p>
<p>(2) Sachs, J.D., Schmidt-Traub, G., Mazzucato, M., Messner, D., Nakicenovic, N., Rockström, J. (2019). <em>Six transformations to achieve the Sustainable Development Goals</em>. Nature Sustainability volume 2, pages 805–814 (2019). doi.org/10.1038s41893-019-0352-9,</p>
<p>(3) <a href="http://www.iiasa.ac.at/web/home/research/twi/TWI2050.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.iiasa.ac.at/web/home/research/twi/TWI2050.html</a></p>
<p>(4) Un lodevole esempio di contribuzione ai valori sociali condivisi (CSV, <em>Contributing to Social Values</em>) è offerto dalle cospicue donazioni fornite dal gruppo Esselunga &#8211; € 67 milioni, nelle prime 4 edizioni del programma ‘Amici di scuola’ &#8211; a oltre 10.000 plessi scolastici italiani. Si veda l’articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/dalle-scuole-alle-spiagge-brillanti-iniziative-della-gdo-in-italia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/dalle-scuole-alle-spiagge-brillanti-iniziative-della-gdo-in-italia</a></p>
<p>(5) Sul concetto di <em>decarbonization</em>, si veda https://www.sciencedirect.com/topics/economics-econometrics-and-finance/decarbonization. V. anche <a href="http://deepdecarbonization.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://deepdecarbonization.org</a></p>
<p>(6) L’intermodalità nei trasporti delle persone si basa sull’uso combinato di più mezzi per coprire i percorsi. Privilegiando i mezzi pubblici per le distanze medio-lunghe, la mobilità leggera (es. bici anche elettriche) per quelle più brevi.</p>
<p>Il trasporto intermodale si caratterizza per la funzionalità delle apposite strutture di interscambio, c.d. nodi intermodali, ove è possibile cambiare mezzo di trasporto. La funzionalità di un nodo intermodale è legata al numero di infrastrutture di trasporto disponibili (es. treno, metro, bus, piste ciclabili e <em>bike-sharing</em>), all’ubicazione lungo le principali rotte di percorso, al massimo volume di traffico sostenibile</p>
<p>(7) Il fronte occidentale si preoccupa per il sorpasso cinese nella tecnologia 5G. Nessuno però presta attenzione al dominio globale di <em>Big Data</em> da parte di una decina di <em>Corporation</em> USA (L’esempio di Amazon, su <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/amazon-linternet-of-things-allassalto-del-retail-fisico-cosa-come-che-fare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/amazon-l-internet-of-things-all-assalto-del-retail-fisico-cosa-come-che-fare</a>). Né,<em> ça va sans dir</em>, si presta cura al monopolio privato della ricerca sull’intelligenza artificiale. V. Cade Metz, When the A.I. Professor Leaves, Students Suffer, Study Says. New York Times, 6.9.19, https://www.nytimes.com/2019/09/06/technology/when-the-ai-professor-leaves-students-suffer-study-says.html</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sdgs-le-6-rivoluzioni-necessarie-studio-e-commenti/">SDGs, le 6 rivoluzioni necessarie. Studio e commenti</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Sustainable Development Goals, SDGs. La sfida dell’umanità</title>
		<link>https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Giulia Caddeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 17:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha inserito nella propria agenda 2030 il raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs). Una sfida per l’umanità,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha inserito nella propria agenda 2030 il raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goals</em>, SDGs). Una sfida per l’umanità, che tuttavia postula impegni ancora privi di segni concreti.</p>
<h2>Agenda ONU 2030, i 17 SDGs</h2>
<p><strong>L’Assemblea Generale</strong> delle Nazioni Unite, con la <a href="https://www.un.org/en/development/desa/population/migration/generalassembly/docs/globalcompact/A_RES_70_1_E.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">risoluzione 25.9.15 n. 70/1</a>, ha adottato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Trasferendoci di fatto gli Obiettivi di Fine Millennio (<em>Millennium Development Goals</em>, MDGs) miseramente falliti nell’anno 2000. (1) I quali sono stati declinati in 17 macro-Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goals</em>, SDGs), con 169 specifiche:</p>
<p>1) porre fine alla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/buona-pasqua-per-pochi-rapporti-fao-wfp-oms" target="_blank" rel="noopener noreferrer">povertà</a>,</p>
<p>2) interrompere la <a href="https://www.egalite.org/cibo/">fame</a>,</p>
<p>3) garantire salute e benessere,</p>
<p>4) assicurare un’educazione di qualità,</p>
<p>5) assicurare la parità di genere,</p>
<p>6) garantire <a href="https://www.egalite.org/acqua/">disponibilità e gestione di acqua potabile e strutture igienico-sanitarie</a></p>
<p>7) garantire energia pulita e affidabile,</p>
<p>8) assicurare condizioni lavorative eque e crescita economica,</p>
<p>9) promuovere infrastrutture, innovazione, industrializzazione sostenibili ed eque,</p>
<p>10) ridurre le <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianze-situazioni-da-cambiare/">diseguaglianze</a>,</p>
<p>11) rendere le città e le comunità sostenibili e resilienti, (2)</p>
<p>12) garantire <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/sprechi-alimentari-un-approccio-sistemico-per-affrontare-la-crisi-ecologica-e-sociale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">produzione e consumo di cibo sostenibili</a>,</p>
<p>13) contrastare il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/giornate-mondiali-su-desertificazione-e-rifugiati-arido-bilancio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamento climatico</a>, (3)</p>
<p>14) proteggere la vita acquatica,</p>
<p>15) proteggere la vita sulla terra,</p>
<p>16) promuovere pace e giustizia, istituire istituzioni affidabili ed efficaci,</p>
<p>17) rafforzare partenariati e cooperazione internazionale.</p>
<h2>SDGs, la <em>governance</em> che manca</h2>
<p><strong>Un modello di ‘<em>governance</em></strong> mediante obiettivi’, nella teoria, dovrebbe ispirare il percorso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Vale a dire che una pluralità di attori &#8211; istituzioni internazionali e locali, settore privato e società civile, accademia e comunità scientifiche &#8211; dovrebbero partecipare alla realizzazione del bene comune. Anche mediante opera di sensibilizzazione e divulgazione, con approccio mutualistico e solidale. Non solo nei Paesi più industrializzati, ma anche in quelli a basso e medio reddito (<em>Low-Medium Income Countries</em>).</p>
<p><strong>Dalle parole ai fatti.</strong> Il concreto raggiungimento degli obiettivi è ostacolato &#8211; un eufemismo &#8211; dall’assenza di <em>target</em> vincolanti per gli Stati membri. Nonché dalla dipendenza da assetti istituzionali deboli, incapaci di attuare politiche orientate sul lungo termine. Inoltre, bisogna superare l’obsoleta logica degli aiuti Nord-Sud. E lasciare spazio alla cooperazione trilaterale mediante rapporti di reciprocità Sud-Sud. Con contributi di <em>know-how </em>e relazioni maturate dai Paesi del Nord, che devono però venire svincolati dai retaggi neo-colonialisti. (4)</p>
<h2>Chi fa Cosa, Come e Quando</h2>
<p><strong>Il fallimento dei MDGs</strong> pare destinato a ripetersi con i <em>Sustainable Development Goals</em>. Per una semplice ragione, il plateale disinteresse di ‘<em>coloro che girano le rotelle del mondo</em>’ (cit. Murakami) verso il tema delle disuguaglianze. Le quali continuano ad aggravarsi, anziché ridursi, come i dati attuali su distribuzione dei redditi, accesso al cibo, all’acqua potabile e ai servizi sanitari dimostrano.</p>
<p><strong>La declinazione dei 17 SDGs</strong> in 169 obiettivi specifici rimane perciò un esercizio di stile, senza definire il Chi fa Cosa, Come e Quando. È una <em>gap-analysis</em> della società moderna, così articolata quanto vacua, nella misura in cui la sua esecuzione venga rimessa alla più ampia discrezione degli Stati membri delle Nazioni Unite.</p>
<p><strong>La speranza</strong> è sempre l’ultima a morire. Va però nutrita, assieme a quegli 1,3 miliardi di persone tuttora afflitte da fame e denutrizione cronica. (5)</p>
<p><em>Dario Dongo e Giulia Caddeo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) La Repubblica Popolare Cinese è stato l’unico dei 193 Stati aderenti alle Nazioni Unite ad avere raggiunto il primo degli obiettivi di fine millennio. Il Paese più popoloso del pianeta è infatti riuscito, nel giro di pochi anni, a eradicare la povertà estrema</p>
<p>(2) La <a href="https://www.wcdrr.org/uploads/Conference-Handbook.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Convenzione quadro di Sendai</a> sulla riduzione del rischio catastrofi denota l’unanime presa di coscienza sulle priorità da affrontare a livello globale.</p>
<p>(3) In questa direzione si segnala anche l’<a href="https://unfccc.int/sites/default/files/english_paris_agreement.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici</a>. Accordo a tutt’oggi ampiamente disatteso dai suoi stessi firmatari, come si è annotato</p>
<p>(4) Superare il neo-colonialismo significa anzitutto promuovere la ratifica e la concreta attuazione delle due Linee Guida FAO e della dichiarazione ONU di cui a seguire:</p>
<p>&#8211; Committee on World Food Security (CFS, FAO), &#8216;<em>The Voluntary Guidelines on the Tenure of Land Fisheries and Forests</em>’, 9.3.12,</p>
<p>&#8211; Committee on World Food Security (CFS, FAO), ‘<em>Principles for Responsible Investment in Agriculture and Food Systems</em>’, 15.10.14</p>
<p>&#8211; ONU, ‘<em>United Nations Declaration on the Rights of Peasants and Other People Working in Rural Areas</em>’, 17.11.18.</p>
<p>Si vedano gli articoli <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/fao-la-cina-al-comando" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/fao-la-cina-al-comando</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/diritti-dei-contadini-dichiarazione-onu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/diritti-dei-contadini-dichiarazione-onu</a></p>
<p>(5) FAO. (2019). ‘<em>Global Report on Food Crisis</em>’. Si veda <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/buona-pasqua-per-pochi-rapporti-fao-wfp-oms" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/buona-pasqua-per-pochi-rapporti-fao-wfp-oms</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">Sustainable Development Goals, SDGs. La sfida dell’umanità</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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