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	<title>Giulia Torre, Autore presso &Eacute;galit&eacute; %</title>
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		<title>Stop alle pubblicità di combustibili fossili e prodotti inquinanti, iniziativa dei cittadini europei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 11:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop definitivo alle pubblicità e sponsorizzazioni di aziende che realizzano e distribuiscono combustibili fossili e altri prodotti inquinanti. A ciò aspira la nuova Iniziativa dei Cittadini Europei proposta<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stop definitivo alle pubblicità e sponsorizzazioni di aziende che realizzano e distribuiscono combustibili fossili e altri prodotti inquinanti. A ciò aspira la nuova Iniziativa dei Cittadini Europei proposta da Greenpeace e oltre 20 associazioni.</p>
<p>Un precedente di rilievo risale al 2003, quando il legislatore UE ha vietato pubblicità e sponsor dell’industria del tabacco, riconoscendo che esse costituiscono una minaccia per la salute. In quel caso dei singoli, ora del pianeta.</p>
<h2>‘<em>Tante parole pochi fatti</em>’</h2>
<p><strong>L’indagine</strong> “<em>Tante parole e pochi fatti</em>”, pubblicata dal gruppo di ricerca DeSmog e commissionata da Greenpeace Paesi Bassi, ha rivelato come circa due terzi di un campione di pubblicità delle sei principali aziende europee dei combustibili fossili siano <em>greenwashing</em>. Messaggi fuorvianti per i consumatori che non riflettono la vera attività delle società, ma promuovono false soluzioni.</p>
<p><strong>Oltre 3.000 annunci</strong> dei sei colossi di gas e del petrolio in Europa &#8211; Eni, Shell, Total Energies, Preem, Repsol e Fortum &#8211; sono stati esaminati da DeSmog su Twitter, Facebook, Instagram e YouTube. Due terzi delle pubblicità analizzate promuovono false soluzioni per il clima (es. stoccaggio di CO2 nel sottosuolo) – o enfatizzano progetti <em>green</em>(<em>wash</em>) irrilevanti rispetto al core business delle ‘6 sorelle’.</p>
<h2>Il <em>greenwashing</em> di ENI</h2>
<p><strong>Appena l’8% </strong>degli annunci analizzati di ENI promuove i combustibili fossili, sebbene questi costituiscano circa l’80% del suo portfolio. Il 55% degli annunci di Eni riguardano prodotti <em>green</em> e false soluzioni per il clima.</p>
<p><strong>Il 16% delle pubblicità</strong> di Eni valutate nel <em>report</em> promuove come ‘verdi’ e ‘sostenibili’ soluzioni che di <em>green</em> non hanno proprio nulla. Come la ‘<a href="https://www.egalite.org/biodiesel-da-olio-di-palma-antitrust-condanna-eni/">bioenergia</a>’, il gas fossile e il CCS (la tecnologia per la cattura e lo stoccaggio della CO2).</p>
<h2>L’Iniziativa dei Cittadini Europei</h2>
<p><strong>Greenpeace</strong> e oltre 20 organizzazioni (1) hanno lanciato una Iniziativa dei Cittadini Europei, vale a dire un ‘referendum UE’. Se entro un anno di tempo verrà raggiunto l’obiettivo di 1 milione di firme raccolte in almeno 7 Paesi membri, la Commissione europea dovrà esprimersi in merito all&#8217;Iniziativa dei Cittadini, esponendo le sue conclusioni giuridiche e politiche e l&#8217;eventuale azione che intende intraprendere.</p>
<p><strong>Questa iniziativa</strong> aspira a ottenere che la Commissione europea proponga un regolamento UE ove si vietino:</p>
<p>&#8211; la pubblicità dei combustibili fossili e dei servizi di trasporto aereo, stradale e per via navigabile che utilizzano combustibili fossili, fatta eccezione per i servizi di trasporto di interesse economico generale,</p>
<p>&#8211; la pubblicità di qualsiasi impresa attiva nel mercato dei combustibili fossili, in particolare nell&#8217;ambito della loro estrazione, raffinazione, fornitura, distribuzione o vendita,</p>
<p>&#8211; le sponsorizzazioni da parte delle imprese attive nel mercato dei combustibili fossili o l&#8217;utilizzazione di marchi o denominazioni commerciali utilizzati per i combustibili fossili.</p>
<h2>Perché e come partecipare</h2>
<p><strong>Il divieto UE</strong> che si richiede consentirebbe di perseguire nei fatti gli obiettivi di tutela dell&#8217;ambiente e dei consumatori, come indicati nel <a href="https://www.egalite.org/european-green-deal-la-nuova-strategia-in-ue/"><em>Green Deal</em></a> europeo e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goals</em>, <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">SDGs</a>). Oltre ad accrescere la consapevolezza del pubblico in merito ai prodotti e le tecnologie responsabili di cambiamenti climatici e altri danni, ambientali e sanitari.</p>
<p><strong>Per sottoscrivere</strong> l’Iniziativa dei Cittadini europei: <a href="https://attivati.greenpeace.it/petizioni/basta-spot-aziende-inquinanti/?utm_source=greenpeace.it&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=climate&amp;utm_content=0410_lancio_eci&amp;_ga=2.15972342.1155746206.1650449104-423802007.1650449104">clicca qui</a>.</p>
<p>#Égalité!</p>
<p><em>Giulia Torre</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Le organizzazioni che sostengono l’Iniziativa dei Cittadini Europei sono ActionAid, Adfree Cities, Air Clim, Avaaz, Badvertising, BoMiasto.pl, Ecologistas en Acción, ClientEarth, Europe Beyond Coal, FOCSIV, Food and Water Action Europe, Friends of the Earth Europe, Fundación Renovables, Gastivists, Global Witness, Greenpeace, New Weather Institute Sweden, Plataforma por un Nuevo Modelo Energético, Résistance à l’Agression Publicitaire,  Reclame, Fossielvrij, ReCommon, Stop Funding Heat, Social Tipping Point Coalitie, Zero (<em>Associação Sistema Terrestre Sustentável</em>).</p>
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		<title>Sangue indigeno a cena? Buycott</title>
		<link>https://www.egalite.org/sangue-indigeno-a-cena-buycott/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Giulia Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 18:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[comunità indigene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>‘Sangue indigeno, non una goccia in più’. Una delegazione delle comunità indigene dell’Amazzonia sta girando l’Europa, 18 città in 35 giorni. Per sensibilizzare il Vecchio Continente sulle rapine delle<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sangue-indigeno-a-cena-buycott/">Sangue indigeno a cena? Buycott</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>‘<em>Sangue indigeno, non una goccia in più</em>’. Una delegazione delle comunità indigene dell’Amazzonia sta girando l’Europa, 18 città in 35 giorni. Per sensibilizzare il Vecchio Continente sulle rapine delle terre (<em>land grabbing</em>) e le deforestazioni tuttora perpetrate in America Latina per produrre soia OGM, carni bovine e pelli, legnami.</p>
<p>‘<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/deforestazione-made-in-italy-buycott/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Deforestazione <em>Made in Italy</em></a>’ e <em>Made in Europe</em>? Ora Basta! È nostra responsabilità arrestare la domanda di <em>commodities</em> come soia OGM, olio di palma e carni americane.</p>
<p><strong>Buycott!</strong> Firmiamo tutti e divulghiamo la petizione, seguendo il link <a href="https://www.egalite.org/buycott-petizione/">https://www.egalite.org/buycott-petizione/.</a></p>
<h2>‘<em>Sangue indigeno, non una goccia in più</em>’. Missione in Europa</h2>
<p><strong>Abbiamo partecipato</strong> alla seconda giornata di missione della rappresentanza indigena in Europa. A Roma, presso l’Esc Atelier, grazie a <a href="https://www.dinamopress.it/news/amazzonia-is-burning-sabato-19-10-esc-atelier/?fbclid=IwAR0TDepfZ_arDrYZtaN_dnE3ohPqJxZLB9X-ysvWCZMYXfPrvSDdSIsw2wg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DinamoPress</a>, Survival International, Greenpeace e la Rete ‘In difesa di&#8230;’. Célia Xakriabá, Alberto Terena, Kretã Kaingang e Elizeu Guarani Kaywoá di APIB hanno offerto <a href="https://www.greenpeace.org/brasil/blog/liderancas-indigenas-fazem-jornada-pela-europa-para-denunciar-violencias-contra-os-povos-originarios-no-brasil/." target="_blank" rel="noopener noreferrer">testimonianza delle violenze e soprusi subiti dalle comunità indigene in Brasile</a>.</p>
<p><strong>L<a href="https://www.survival.it/notizie/12242" target="_blank" rel="noopener noreferrer">’iniziativa</a></strong> è sorta a gennaio 2019, ‘<em>dopo l’eccidio di 19 leader indigeni</em>’. È quanto spiega <a href="https://www.facebook.com/coiabamazoniaoficial/photos/pcb.455194778424447/455194448424480/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Célia Xakriabá</a>, che viene dal Cerrado. La grande savana, ricca di altipiani, il secondo bioma più importante del Brasile, viene ora bruciata per lasciare spazio all&#8217;agricoltura industriale di soia OGM. Nell’indifferenza, un eufemismo, della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazzonia-i-tweet-non-spengono-i-fuochi-buycott" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presidenza Bolsonaro</a>. Elizeu Guarani Kaiowà proviene invece da una delle popolazioni indigene più perseguitate, nel Mato Grosso del Sud (Amazzonia).</p>
<p><strong>Le aggressioni</strong> delle comunità indigene vengono realizzate <em>manu militari</em>, ma anche attraverso armi chimiche. Avvelenando le acque con i pesticidi, per costringere i popoli autoctoni ad allontanarsi dalle loro terre.</p>
<h2>Iniziativa indigena, gli obiettivi</h2>
<p><strong>Gli indigeni </strong>rivendicano il possesso di almeno una quota dei territori che rappresentano i loro domini ancestrali. Ma i loro portavoce vengono sistematicamente uccisi, dai tempi del martire Chico Mendez come tuttora. E ai loro omicidi segue l’espulsione delle comunità indigene dalle loro terre. Gli ecosistemi vengono devastati, le famiglie costrette a vivere per strada, bere acqua contaminata, migrare verso le favelas ai margini delle città.</p>
<p><strong>L&#8217;obiettivo della campagna</strong> è richiamare l’attenzione dei governi e della società civile in Europa affinché si rendano conto del genocidio ed ecocidio in atto, e vi reagiscano:</p>
<p><strong>&#8211; alle autorità politiche </strong>si chiede di fare pressione sul governo brasiliano e sulla <em>lobby</em> dei <em>ruralistas</em>. Il gruppo di potere che controlla la filiera agroindustriale e zootecnica alla base delle deforestazioni in Amazzonia e Cerrado. È fondamentale promuovere missioni di ONU e Parlamento europeo, per mitigare gli attacchi di militari e milizie private agli indigeni. E ottenere l’impegno delle amministrazioni locali a riconoscere i diritti indigeni sulle aree possedute per generazioni,</p>
<p><strong>&#8211; alla società civile</strong> si chiede di assumere consapevolezza dei disastri in corso, e adottare scelte di consumo responsabili.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>To make European consumers aware of ways of conscious consumption’ </strong></em>è dunque un obiettivo prioritario della campagna internazionale<em> ‘<a href="https://www.nenhumagotamais.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sangue Indigena, nehuma gota mais</a></em>’.</span></p>
<p>‘<em>La campagna e le campagne che state portando avanti qui in Europa sono davvero molto importanti. Ma ancora più importante è capire che noi dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare per quanto riguarda i prodotti esportati dalle terre indigene, dai taglialegna, gli agricoltori. Mangiando questi prodotti non fate altro che finanziare il lavoro di Bolsonaro. L’accordo economico con l’Europa sta prendendo sempre più piede. Oggi le popolazioni indigene in Brasile rappresentano lo 0,5 % della popolazione brasiliana, ma noi abbiamo l’85% della biodiversità delle terre. Con demarcazione intendo che quando voi comprate questi prodotti voi state impedendo la nostra demarcazione delle terre o la rimarcazione delle terre già demarcate, state supportando il disboscamento. Dovreste cambiare le vostre leggi europee così che noi possiamo lavorare tutti insieme contro l’economia capitalista devastatrice</em>.’ (Kretã Kaingang)</p>
<h2>Testimonianze</h2>
<p><strong>Alberto Terena</strong> spiega l’impegno di APIB (<em>Articulação dos Povos Indígenas do Brasil</em>), sensibilizzare i cittadini del mondo affinché il popolo indigeno possa continuare a vivere. L’Amazzonia non ha mai subito tanto gravi aggressioni. Jair Bolsonaro, ‘il Nero’, sta aprendo le porte all&#8217;agrobusiness per distruggerla. Gli indigeni assistono allo sterminio e la deportazione forzata delle loro popolazioni. Erano 5 milioni, sono ora 400 mila. Perciò si chiede che  l’Europa spinga il Brasile a rispettare gli accordi internazionali in vigore, come l’accordo di Parigi.</p>
<p><strong>Kretã Kaingang</strong>, dal sud del Brasile, spiega che per salvare l’Amazzonia e il pianeta bisogna difendere gli ecosistemi originari. Nel sud del Brasile non esistevano la soia OGM né i bovini al pascolo, c’era la foresta che proteggeva i popoli e dava cibo e sostentamento. Con l’arrivo di italiani e tedeschi il territorio è stato occupato. ‘<em>La nostra terra occupa 4 Stati, ha una grande biodiversità, e per questo è un luogo sacro. Gli europei hanno abbattuto la foresta e hanno provocato la perdita della nostra identità territoriale</em>’.</p>
<h2>Una voce dall’Ecuador</h2>
<p><strong>Il popolo Kichwa</strong> di Sarayaku, dell&#8217;Amazzonia in Ecuador, è rappresentato dalla portavoce Patricia Gualinga, la quale si trova a Roma per partecipare al <a href="https://www.survival.it/notizie/12243" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sinodo</a> amazzonico organizzato da Papa Francesco. La resistenza indigena nell’Ecuador amazzonico è riuscita a fermare l’avanzata delle trivelle petrolifere nel nostro territorio, grazie anche a una vittoria in tribunale. E continua a battersi, da decenni, per opporsi alla costruzione di dighe e miniere.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>Distruggere l’Amazzonia </strong>è distruggere la vita del pianeta. Lottare per proteggerla significa lottare per la sopravvivenza del pianeta stesso. A volte sembra che in Europa stiate ascoltando di problemi così lontani, ma i problemi degli indigeni hanno un impatto diretto per tutti i popoli del mondo. Per questo occorre dare valore alla resistenza dei popoli indigeni</em>.’ (Patricia Gualinga)</span></p>
<p><strong>Sulla rapina delle terre</strong> si veda anche <a href="https://www.egalite.org/land-grabbing-e-cambiamento-climatico-il-rapporto-ipcc/">https://www.egalite.org/land-grabbing-e-cambiamento-climatico-il-rapporto-ipcc/</a></p>
<p><em>Dario Dongo e Giulia Torre</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sangue-indigeno-a-cena-buycott/">Sangue indigeno a cena? Buycott</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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