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Trasporti pubblici e disabilità, oltre al danno la beffa. Appello al ministro Enrico Giovannini

Trasporti pubblici e disabilità, oltre al danno la beffa. Appello al ministro Enrico Giovannini

Dario Dongo et Elena Bosani
trasporti disabilità

L’ignoranza italica dei diritti delle persone con disabilità trova massima espressione nei trasporti pubblici, oltreché nelle scuole (1,2).

Al danno dell’inciviltà si aggiunge la beffa dell’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti (ART) che stabilisce, nel 2021, un risarcimento minimo di 4 euro per i disservizi.

Chiediamo al ministro per i trasporti Enrico Giovannini di rafforzare sul serio ‘il contenuto minimo dei diritti dei passeggeri per il trattamento dei reclami’. Con particolare riguardo alle persone più fragili. (3)

Italia – Europa, mobilità ridotta e diritti teorici

La delibera ART 28/2021 prescrive ai gestori di servizi ferroviari e di trasporto con autobus, anche attraverso stazioni e piattaforme digitali, di garantire entro l’1.1.22 un sistema di facile accesso ai reclami. Affinché tutti gli utenti possano denunciare i disservizi con facilità e in tempi brevi.

Il legislatore europeo ha peraltro affermato – da oltre tre lustri (4,5) – una serie di doveri a carico dei gestori del trasporto pubblico su rotaia e gomma. In particolare:

– ‘la non discriminazione e l’assistenza obbligatoria nei confronti delle persone con disabilità o a mobilità ridotta’ (regolamento autobus, reg. UE 181/11, art. 1.1.c),

– ‘la protezione delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel viaggio in treno e l’assistenza alle medesime’ (regolamento ferroviario, reg. CE 1371/07, art. 1.1.e).

Disabilità o mobilità ridotta

I regolamenti UE sopra accennati definiscono  come «persona con disabilità» o «persona a mobilità ridotta» ‘una persona la cui mobilità sia ridotta nell’uso del trasporto a causa di una disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o minorazione mentale, o per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un’attenzione adeguata e un adattamento alle sue esigenze specifiche del servizio fornito a tutti i passeggeri’.

Disservizi su autobus e treni in Italia, diritti di reclamo

L’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti (ART), nella propria delibera, definisce i diritti di reclamo nei termini che seguono:

– i passeggeri/utenti devono poter presentare i reclami in lingua inglese, oltreché in italiano,

– i reclami devono poter venire presentati attraverso diversi canali (sito web, email, raccomandata, modulo cartaceo,

– le informazioni su come reperire il modulo di reclamo devono essere chiare,

– i termini stabiliti per la risposta al reclamo sono perentori,

– l’utente ha diritto a un risarcimento nei casi di mancata risposta o suo ritardo.

Reclamo, la risposta dovuta

La risposta al reclamo dovrà essere esauriente, secondo quanto prescrive l’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti. Dovrà cioè riferire a tutti i motivi del reclamo precisati dall’utente, e precisare se il reclamo è accolto o respinto, ma anche:

– l’eventuale diritto a ricevere un indennizzo o rimborso,

– le misure poste in atto per la risoluzione del disservizio segnalato,

– i rimedi che l’utente può attivare nel caso in cui non ritenga soddisfacente la risposta ricevuta,

– un recapito di riferimento per l’eventuale richiesta di chiarimenti sulla risposta ricevuta.

Indennizzi da barzelletta

L’indennizzo spetterà all’utente in via automatica, laddove dovuto. E sarà commisurato, si noti bene, non ai costi subiti dall’utente – che nei casi di disabilità e/o mobilità ridotta è tra l’altro un consumatore fragile, come ha chiarito l’Antitrust (6) – bensì al solo prezzo del titolo di viaggio e limitatamente al servizio di trasporto. In una misura da barzelletta, non inferiore al:

  • 10%, nel caso di risposta fornita tra il 91° ed il 120° giorno dal ricevimento del reclamo,
  • 20%, nel caso di risposta non fornita entro il 120° giorno dal ricevimento del reclamo.

Indennizzo, nessuna soluzione per le brevi tratte

Nessuna somma sarà comunque dovuta se l’importo dell’indennizzo risulterà essere inferiore a 4 euro. Si penalizzano così ancora una volta gli utenti delle brevi percorrenze, coloro che subiscono disagi quotidiani e sistematici.

I disabili, gli anziani e le persone fragili spesso non dispongono di soluzioni alternative al trasporto pubblico a causa del disagio socio-economico e della indisponibilità degli strumenti di mobilità personale che gli enti locali hanno dovere di fornire loro (7,8).

A queste persone rimane solo la possibilità di un reclamo di seconda istanza, che peraltro non è di facile accesso né di pronta soluzione.

Treni e stazioni ferroviarie accessibili, il miraggio italiano

Il reg. CE 1371/07 – c.d. regolamento ferroviario – ha stabilito il dovere, per ‘le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni’, di garantire ‘il rispetto delle STI [specifiche tecniche di interoperabilità, ndr] per le persone a mobilità ridotta, l’accessibilità delle stazioni, delle banchine, del materiale rotabile e degli altri servizi alle persone con disabilità o a mobilità ridotta’ (articolo 19, diritto al trasporto).

Treni e stazioni ferroviarie in Italia rimangono però un miraggio per le persone con disabilità e/o mobilità ridotta, come si è visto. (9) L’83% delle stazioni ferroviarie italiane non è accessibile, il restante 17% presenta comunque barriere architettoniche. (10) Capoluoghi di province come Varese e Viterbo, località turistiche come Senigallia sono privi di stazioni accessibili. E la disponibilità di posti per disabili è limitata allo 0,2-0,4% sui treni Frecciarossa.

Trasporto pubblico, disabilità e Sustainable Development Goals (SDGs)

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), in Agenda ONU 2030, sono accompagnati da un programma d’azione che prevede tra l’altro lo sviluppo di una rete infrastrutturale inclusiva, affidabile, accessibile e di qualità per tutti, con particolare attenzione alle esigenze di chi versa in situazioni di vulnerabilità. (11)

La situazione in Italia è a tutt’oggi tragica, come lo è del resto l’ubiquità delle barriere architettoniche che i circa 7 mila Comuni italiani avrebbero dovuto rimuovere mediante apposita programmazione a cui quasi nessuno ha provveduto, nei 35 anni trascorsi dall’entrata in vigore della legge 41/1986. (12)

Conclusioni provvisorie

I reclami degli utenti potrebbero costituire un’utile fonte di informazione, per documentare almeno in parte le carenze dei servizi essenziali per una mobilità sostenibile. La delibera ART 28/2021 è però del tutto inidonea a raggiungere tale obiettivo. Una vera beffa per gli utenti con disabilità e/o mobilità ridotta, rassegnati da sempre a disservizi sistematici, nella parte in cui si prevedono ‘indennizzi’ da barzelletta per la lesione dei loro diritti umani fondamentali.

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Strategia europea disabilità

Al ministro Enrico Giovannini rivolgiamo una richiesta di maggiore respiro, abbattere la discriminazione delle persone disabili e variamente fragili nell’accesso a tutti i servizi di trasporto pubblico in Italia. Con un approccio econometrico che ben si addice alla sua cultura ed esperienza, avuto riguardo alla prevalenza di disabili (5,2%) e over-65 (22% circa) in questo splendido ma ancor malandato Paese.

Dario Dongo ed Elena Bosani

 Note

(1) Dario Dongo. Disabilità. Inaccessibilità metropolitana Roma, ennesima denuncia alla Procura. Égalité. 24.7.20, https://www.egalite.org/disabili-inaccessibilita-metropolitana-roma-ennesima-denuncia-alla-procura/

(2) Dario Dongo. Genova, dopo il ponte Morandi le barriere architettoniche. Lettera al sindaco e denuncia alla Procura. Égalité. 3.8.20, https://www.egalite.org/genova-dopo-il-ponte-le-barriere-architettoniche-appello-al-sindaco-e-denuncia-allamt/

(3) Autorità di Regolamentazione dei Trasporti (ART), delibera 28/2021.
https://www.autorita-trasporti.it/wp-content/uploads/2021/02/All.A-delibera-n.-28_2021.pdf

(4) Reg. UE 181/2011, c.d. regolamento autobus, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobushttps://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1618081801276&uri=CELEX%3A32011R0181

(5) Reg. CE 1371/2007, c.d. regolamento ferroviario, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32007R1371&qid=1618088981837

(6) Dario Dongo. Garanzia su ausili per la disabilità, l’Antitrust afferma il diritto all’assistenza immediata. Égalité. 27.7.20, https://www.egalite.org/garanzia-su-ausili-per-la-disabilita-lantitrust-afferma-il-diritto-allassistenza-immediata/

(7) Dario Dongo, Marta Strinati. Disabilità e povertà, rapporto Eurostat. Égalité. 18.2.21, https://www.egalite.org/disabilita-e-poverta-il-rapporto-eurostat/

(8) Dario Dongo. Mobilità personale dei disabili, diritti negati e blackout a Roma. Égalité. 20.10.19, https://www.egalite.org/mobilita-personale-dei-disabili-diritti-negati-e-blackout-a-roma/

(9) Dario Dongo. Treni e disabilità in Italia, stop apartheid! Égalité. 17.8.20, https://www.egalite.org/treni-e-disabilita-in-italia-stop-apartheid/

(10) Un esempio su tutti è la stazione di Roma-Ostiense, terza stazione della capitale, ove da anni manca un banale scivolo sul marciapiede di accesso

(11) V. https://unric.org/it/agenda-2030

(12) Vanessa Ciccarelli. Piano Eliminazione Barriere Architettoniche (PEBA), a Roma 34 anni di ritardo. Reportage. Égalité. 27.3.20, https://www.egalite.org/piano-peba-contro-le-barriere-architettoniche-a-roma-34-anni-di-ritardo-reportage/

Avvocata in Milano e Francoforte sul Meno. Esperta in diritto di famiglia, minorile e penale, è ora iscritta a un master universitario in diritto alimentare

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