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	<title>acque reflue Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Italia condannata dalla Corte di Giustizia UE per il mancato trattamento delle acque reflue</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-condannata-dalla-corte-di-giustizia-ue-per-il-mancato-trattamento-delle-acque-reflue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 08:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue]]></category>
		<category><![CDATA[Corte UE]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha inflitto all’Italia pesanti sanzioni economiche per il mancato adempimento degli obblighi relativi alla raccolta e al trattamento delle acque reflue urbane in quattro agglomerati. Il verdetto, emesso il 27 marzo 2025, conferma una vicenda giudiziaria iniziata oltre un decennio fa, con implicazioni significative per l’ambiente e la salute pubblica.</p>
<h2>Un ritardo inaccettabile</h2>
<p>Già nel 2014, la Corte aveva stabilito che l’Italia non aveva rispettato la direttiva europea sul trattamento delle acque reflue (91/271/EEC) in 41 agglomerati. Nonostante il tempo trascorso e i ripetuti richiami, il Paese non è riuscito a conformarsi completamente alla sentenza, lasciando scoperte cinque aree:</p>
<p>&#8211; Castellammare del Golfo I (Sicilia),</p>
<p>&#8211; Cinisi (Sicilia),</p>
<p>&#8211; Terrasini (Sicilia),</p>
<p>&#8211; Trappeto (Sicilia) e</p>
<p>&#8211; Courmayeur (Valle d’Aosta).</p>
<p>Solo per <strong>Trappeto</strong>, i <strong>lavori</strong> sono stati <strong>ultimati</strong>, mentre per le altre quattro località la situazione è rimasta invariata.</p>
<h2>Le sanzioni: 10 milioni di euro subito, 13,4 milioni ogni sei mesi di ritardo</h2>
<p>La Corte ha condannato l’Italia al pagamento di una somma forfettaria di <strong>10 milioni di euro</strong>, a cui si aggiungerà una penalità di <strong>13.687.500 euro ogni sei mesi di ritardo</strong> nell’adeguamento, a partire dalla data del verdetto (27 aprile 2025) fino al completo rispetto degli obblighi. Le sanzioni riflettono la gravità dell’infrazione, la sua durata (oltre 20 anni dalla scadenza dei termini iniziali) e la capacità economica dello Stato.</p>
<p>Il mancato trattamento delle acque reflue, sottolinea la Corte, rappresenta un <strong>danno ambientale</strong> molto grave, soprattutto perché gli scarichi delle quattro aree coinvolte finiscono in zone sensibili. Sebbene il numero di agglomerati non conformi sia diminuito da 41 a 4, l’impatto persiste, minacciando ecosistemi e salute pubblica.</p>
<h2>Le reazioni e il contesto normativo</h2>
<p>L’azione legale è stata promossa dalla Commissione Europea dopo che l’Italia non ha ottemperato alla sentenza del 2014 entro il termine stabilito (18 maggio 2018). La procedura rientra nel meccanismo di infrazione UE, che prevede sanzioni finanziarie per gli Stati membri inadempienti.</p>
<p>La Corte ha riconosciuto che i lavori infrastrutturali richiedono tempo, ma <strong>undici anni di ritardo</strong> sono stati giudicati eccessivi, soprattutto considerando l’urgenza di proteggere l’ambiente.</p>
<h2>Prossimi passi</h2>
<p>L’Italia dovrà ora accelerare gli interventi nelle quattro aree residue per evitare l’accumulo di penalità. Intanto, il caso riaccende i riflettori sulle <strong>criticità nella gestione dei servizi idrici nel Paese</strong>, un tema spesso al centro di polemiche e ritardi infrastrutturali.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Numero di causa = C-515/23 <a href="https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-515/23">https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-515/23</a></p>
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		<title>Pompe di calore, la più grande in Europa ricava energia dalle acque reflue</title>
		<link>https://www.egalite.org/pompe-di-calore-la-piu-grande-in-europa-ricava-energia-dalle-acque-reflue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 13:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[upcycling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La società Wien Energy di Vienna si appresta a collaudare la pompa di calore più grande d’Europa per ricavare energia dalle acque reflue domestiche. L’impianto è<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La società <em>Wien Energy</em> di Vienna si appresta a collaudare la pompa di calore più grande d’Europa per ricavare energia dalle acque reflue domestiche.</p>
<p><strong>L’impianto</strong> è formato da 3 pompe di calore lunghe nove metri, alte sette metri, pesanti oltre 205 tonnellate ciascuna, con capacità energetica di 55 megawatt. Appena attivato, entro il 2023, sarà sufficiente a sopperire al bisogno energetico di 56.000 famiglie viennesi.</p>
<h2>Energia dalle acque reflue</h2>
<p><strong>Secondo alcuni studi</strong> condotti in Germania e Svizzera, il 3% di tutti gli edifici potrebbe essere climatizzato (riscaldato o raffreddato) tramite lo sfruttamento del calore derivante dalle acque reflue. (1)</p>
<p><strong>Gli scarichi</strong> domestici nei sistemi fognari, infatti, hanno una temperatura compresa tra i 10 °C e i 25 °C che può venire recuperata mediante pompe di calore.</p>
<h2>Come funziona l’impianto di Vienna</h2>
<p><strong>Nell’impianto</strong> di<em> Wien Energy</em> giungono le acque reflue già pulite, normalmente destinate a confluire nel Danubio. All’interno, gli scambiatori di calore estraggono dall’acqua circa 6 gradi <em>Celsius</em> (o centigradi).</p>
<p><strong>Grazie all’impiego</strong> di moderne tecnologie, questa temperatura viene utilizzata per generare calore a oltre 90 gradi, che fluirà sotto forma di acqua calda nella rete di teleriscaldamento.</p>
<p><strong>In questo modo</strong>, due terzi dell&#8217;energia sarà generata dal calore estratto dalle acque reflue e un terzo dalla vicina centrale elettrica di <em>Verbund Danube a Freudenau</em>, che utilizza anch’essa fonti energetiche rinnovabili.</p>
<div id="attachment_6706" style="width: 859px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6706" class="wp-image-6706 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid.jpg" alt="energia da acque reflue" width="849" height="556" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid.jpg 1600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid-300x196.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid-1024x670.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid-768x503.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid-1536x1005.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid-223x146.jpg 223w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid-50x33.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/03/rid-115x75.jpg 115w" sizes="(max-width: 849px) 100vw, 849px" /><p id="caption-attachment-6706" class="wp-caption-text">Presse-Service Rathauskorrespondenz Stadt Wien</p></div>
<h2>Obiettivo inquinamento zero</h2>
<p><em><strong>Wien Energy</strong></em> prevede di ampliare l’impianto entro il 2027 con altre 3 pompe di calore e raggiungere i 5.000 litri di acqua al secondo, che fluiranno attraverso le 6 pompe.</p>
<p><strong>Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente</strong> (AEA) il trattamento delle acque reflue svolgerà un ruolo chiave nel passaggio dell’Europa verso un futuro a inquinamento zero, permettendo di ridurre al minimo la dipendenza dai combustibili fossili e di migliorare l’efficienza degli impianti, riducendo al minimo il prezzo del riscaldamento per gli utenti. (2)</p>
<p>Inoltre, avrà un impatto positivo in termini di economia circolare.</p>
<p><strong>Secondo il Rapporto</strong> <em>‘Beyond water quality – Sewage treatment in a circular economy’</em>, pubblicato il 5 luglio 2022 dall’AEA, con l’utilizzo di tecnologie innovative tali impianti potrebbero anche fungere da ‘centri di risorse’ fornendo acqua, energia, sostanze nutritive e materiali organici recuperati per il riutilizzo e il riciclo.</p>
<p><strong>Questi impianti</strong> potranno dunque apportare contributi sostanziali al Green Deal europeo non solo per il <a href="https://www.regionieambiente.it/inquinamento-zero-piano-ue/">Piano d’azione Inquinamento Zero</a>, (3) ma anche per il <a href="https://www.regionieambiente.it/economia-circolare-9/">Piano d’azione Economia Circolare</a>. (4)</p>
<p><em>Elena Bosani</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) <a href="https://heatpumpingtechnologies.org/publications/sewage-water-interesting-heat-source-forheat-pumps-and-chillers/">https://heatpumpingtechnologies.org/publications/sewage-water-interesting-heat-source-forheat-pumps-and-chillers/</a></p>
<p>(2) <a href="https://www.eea.europa.eu/publications/beyond-water-quality-sewage-treatment">https://www.eea.europa.eu/publications/beyond-water-quality-sewage-treatment</a>;</p>
<p>(3) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0400&amp;from=EN">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0400&amp;from=EN</a>;</p>
<p>(4)<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1583933814386&amp;uri=COM%3A2020%3A98%3AFIN"> https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1583933814386&amp;uri=COM%3A2020%3A98%3AFIN</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pompe-di-calore-la-piu-grande-in-europa-ricava-energia-dalle-acque-reflue/">Pompe di calore, la più grande in Europa ricava energia dalle acque reflue</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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