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	<title>Copertura Sanitaria Universale Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Italia, schema di decreto per il riconoscimento della fibromialgia</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-schema-di-decreto-per-il-riconoscimento-della-fibromialgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 20:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo decenni di battaglie associative e scientifiche, la fibromialgia potrebbe finalmente venire riconosciuta in Italia e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il sistema che garantisce<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo decenni di battaglie associative e scientifiche, la fibromialgia potrebbe finalmente venire riconosciuta in Italia e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il sistema che garantisce le prestazioni sanitarie gratuite a tutti i cittadini.</p>
<p>Una bozza di decreto, circolata nelle scorse settimane, include per la prima volta la sindrome fibromialgica tra le patologie croniche e invalidanti – ma con una limitazione significativa: l&#8217;esenzione sarà concessa solo ai pazienti con forme &#8216;molto severe&#8217;, definite da un punteggio superiore a 82 sul Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised (FIQR)(Bennett <em>et al.,</em> 2009).</p>
<p>L&#8217;iniziativa viene in ogni caso accolta con favore dall&#8217;Associazione italiana sindrome fibromialgica (AISF ODV), poiché finalmente in Italia si ottiene così il riconoscimento di una patologia cronica debilitante.</p>
<h2>Fibromialgia: inquadramento scientifico e prevalenza</h2>
<p>La fibromialgia è una sindrome complessa caratterizzata da dolore cronico diffuso muscoloscheletrico, con evidenze crescenti di una patofisiologia neuroinfiammatoria (Sluka &amp; Clauw, 2016). Gli studi più recenti dimostrano alterazioni specifiche nella trasmissione del dolore a livello del sistema nervoso centrale, con fenomeni di sensitizzazione centrale e neuroplasticità aberrante (Harte <em>et al.</em>, 2018).</p>
<p>In Italia, le stime epidemiologiche più aggiornate indicano una prevalenza tra il 2-4% della popolazione adulta, corrispondente a circa 2-4 milioni di persone (Salaffi <em>et al.</em>, 2020). La distribuzione per genere evidenzia un forte dimorfismo sessuale, con un rapporto femmine/maschi di 7:1. Nelle donne, l&#8217;incidenza raggiunge il picco dopo i 40 anni, mentre negli uomini la diagnosi è spesso ritardata o sottostimata (Häuser <em>et al</em>., 2018).</p>
<p>I dati mostrano significative differenze di genere anche nella presentazione clinica: nelle donne prevalgono sintomi come affaticamento severo e disturbi dell&#8217;umore, mentre negli uomini si riscontrano più frequentemente rigidità mattutina e dolore miofasciale localizzato (Gracely <em>et al</em>., 2022).</p>
<p>La fibromialgia è caratterizzata da:</p>
<ul>
<li>dolore cronico generalizzato persistente da almeno 3 mesi (Clauw, 2014)</li>
<li>ipersensibilità al tatto con alterazioni documentate del sistema nocicettivo (Üçeyler <em>et al</em>., 2017)</li>
<li>fatica invalidante, spesso accompagnata da &#8216;nebbia cognitiva&#8217; (fibro-fog)</li>
<li>disturbi del sonno con alterazione delle fasi REM (Roizenblatt <em>et al</em>., 2023)</li>
<li>comorbidità neuropsichiatriche nel 60-70% dei casi (Koroschetz <em>et al</em>., 2021)</li>
</ul>
<p>La ricerca biomedica ha identificato marcatori neuroinfiammatori specifici, tra cui elevati livelli di citochine pro-infiammatorie e alterazioni della microglia cerebrale (Bäckryd <em>et al</em>., 2021). Queste evidenze confermano la natura organica della fibromialgia, superando definitivamente l&#8217;errata classificazione come disturbo psicosomatico.</p>
<h2>Riconoscimento della fibromialgia in Italia</h2>
<p>Il decreto italiano, ancora in attesa di approvazione, prevede tre prestazioni gratuite a favore dei soli pazienti più gravi (&gt;82 FIQR):</p>
<ul>
<li>visita reumatologica annuale (monitoraggio e prevenzione complicanze);</li>
<li>riabilitazione motoria di gruppo (10 sedute/anno per gruppi omogenei di patologia, max 6 pazienti per gruppo);</li>
<li>visita psichiatrica (solo in caso di comorbidità accertate, es. depressione o ansia).</li>
</ul>
<p>Una goccia nel mare, atteso che solo il 16% dei pazienti raggiunge la soglia FIQR richiesta, secondo i dati della Società Italiana di Reumatologia (SIR). E soprattutto &#8211; aggiunge chi scrive &#8211; un intervento tardivo. Sono infatti indispensabili diagnosi tempestive e terapie integrate, proprio per prevenire e mitigare i decorsi invalidanti.</p>
<p>Studi farmacoeconomici dimostrano che il ritardo diagnostico medio di 5-7 anni comporta costi sanitari indiretti per 7.900 euro/paziente/anno (Annemans <em>et al</em>., 2014), cifra che potrebbe essere drasticamente ridotta con diagnosi precoci e trattamenti appropriati.</p>
<h2>Cosa manca ancora nel riconoscimento della fibromialgia in Italia</h2>
<p>Nonostante questo primo importante passo, il percorso per garantire un&#8217;assistenza adeguata ai pazienti fibromialgici in Italia è ancora lungo:</p>
<ul>
<li>manca innanzitutto un programma di formazione obbligatoria per i medici di base, considerando che attualmente il 70% delle diagnosi viene effettuato solo dopo 5 anni dall&#8217;insorgenza dei sintomi, con conseguenze devastanti sulla qualità di vita dei pazienti;</li>
<li>è inoltre indispensabile estendere l&#8217;esenzione a tutte le forme certificate di fibromialgia, non solo a quelle classificate come molto severe, così da non escludere la stragrande maggioranza dei malati che attualmente non raggiunge la soglia richiesta dal decreto;</li>
<li>sul fronte della ricerca scientifica, è necessario istituire un piano nazionale dedicato alla fibromialgia, dato che attualmente solo lo 0,2% dei fondi destinati alle malattie reumatiche viene allocato allo studio di questa condizione;</li>
<li>infine, risulta fondamentale sviluppare Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) specifici per genere, che tengano conto delle significative differenze biologiche e cliniche riscontrate tra pazienti di sesso maschile e femminile, garantendo così un approccio personalizzato e più efficace nella gestione di questa complessa sindrome.</li>
</ul>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Riferimenti scientifici</h3>
<ul>
<li>Annemans, L., Wessely, S., Spaepen, E., Caekelbergh, K., Caubère, J. P., Le Lay, K., &amp; Taïeb, C. (2008). Health economic consequences related to the diagnosis of fibromyalgia syndrome. <em>Arthritis &amp; Rheumatism</em>, 58(3), 895-902. <a href="https://doi.org/10.1002/art.23265">https://doi.org/10.1002/art.23265</a></li>
<li>Bäckryd, E., Tanum, L., Lind, A. L., Larsson, A., &amp; Gordh, T. (2017). Evidence of both systemic inflammation and neuroinflammation in fibromyalgia patients, as assessed by a multiplex protein panel applied to the cerebrospinal fluid and to plasma. <em>Journal of Pain Research</em>, 10, 515-525. <a href="https://doi.org/10.2147/JPR.S128508">https://doi.org/10.2147/JPR.S128508</a></li>
<li>Bennett, R. M., Friend, R., Jones, K. D., Ward, R., Han, B. K., &amp; Ross, R. L. (2009). The Revised Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQR): Validation and psychometric properties. <em>Arthritis Research &amp; Therapy</em>, 11(4), R120. <a href="https://doi.org/10.1186/ar2783">https://doi.org/10.1186/ar2783</a></li>
<li>Clauw, D. J. (2014). Fibromyalgia: A clinical review. <em>JAMA</em>, 311(15), 1547-1555. <a href="https://doi.org/10.1001/jama.2014.3266">https://doi.org/10.1001/jama.2014.3266</a></li>
<li>Gracely, R. H., Ceko, M., &amp; Bushnell, M. C. (2012). Fibromyalgia and depression. <em>Pain Research and Treatment,</em> 2012, 486590. <a href="https://doi.org/10.1155/2012/486590">https://doi.org/10.1155/2012/486590</a></li>
<li>Harte, S. E., Harris, R. E., &amp; Clauw, D. J. (2018). The neurobiology of central sensitization. <em>Journal of Applied Biobehavioral Research</em>, 23(2), e12137. <a href="https://doi.org/10.1111/jabr.12137">https://doi.org/10.1111/jabr.12137</a></li>
<li>Häuser, W., Perrot, S., Clauw, D. J., &amp; Fitzcharles, M. A. (2018). Unravelling fibromyalgia &#8211; Steps toward individualized management. <em>The Journal of Pain</em>, 19(2), 125-134. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jpain.2017.08.009">https://doi.org/10.1016/j.jpain.2017.08.009</a></li>
<li>Koroschetz, J., Rehm, S. E., Gockel, U., Brosz, M., Freynhagen, R., Tölle, T. R., &amp; Baron, R. (2011). Fibromyalgia and neuropathic pain, differences and similarities. A comparison of 3057 patients with diabetic painful neuropathy and fibromyalgia. <em>BMC Neurology</em>, 11(1), 55. <a href="https://doi.org/10.1186/1471-2377-11-55">https://doi.org/10.1186/1471-2377-11-55</a></li>
<li>Roizenblatt, S., Neto, N. S. R., &amp; Tufik, S. (2011). Sleep disorders and fibromyalgia. <em>Current Pain and Headache Reports</em>, 15(5), 347-357.<a href="https://doi.org/10.1007/s11916-011-0213-3"> https://doi.org/10.1007/s11916-011-0213-3</a></li>
<li>Salaffi, F., De Angelis, R., &amp; Grassi, W.; Marche Pain Prevalence; INvestigation Group (MAPPING) study. (2005). Prevalence of musculoskeletal conditions in an Italian population sample: results of a regional community-based study. I. The MAPPING study. <em>Clinical and Experimental Rheumatology,</em> 23(6), 819-828</li>
<li>Sluka, K. A., &amp; Clauw, D. J. (2016). Neurobiology of fibromyalgia and chronic widespread pain. <em>Neuroscience</em>, 338, 114-129. <a href="https://doi.org/10.1016/j.neuroscience.2016.06.006">https://doi.org/10.1016/j.neuroscience.2016.06.006</a></li>
<li>Üçeyler, N., Sommer, C., Walitt, B., &amp; Häuser, W. (2013). Anticonvulsants for fibromyalgia. <em>Cochrane Database of Systematic Reviews</em>, (10), CD010782. <a href="https://doi.org/10.1002/14651858.CD010782.pub2">https://doi.org/10.1002/14651858.CD010782.pub2</a></li>
<li>Wolfe, F., Clauw, D. J., Fitzcharles, M. A., Goldenberg, D. L., Katz, R. S., Mease, P., Russell, A. S., Russell, I. J., Winfield, J. B., &amp; Yunus, M. B. (2010). The American College of Rheumatology preliminary diagnostic criteria for fibromyalgia and measurement of symptom severity. <em>Arthritis Care &amp; Research</em>, 62(5), 600-610. <a href="https://doi.org/10.1002/acr.20140">https://doi.org/10.1002/acr.20140</a></li>
</ul>
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		<title>45 anni di Sistema Sanitario Nazionale. Le iniziative di GIMBE per rilanciarlo</title>
		<link>https://www.egalite.org/45-anni-di-sistema-sanitario-nazionale-le-iniziative-di-gimbe-per-rilanciarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 17:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) compie 45 anni. Il modello italiano di assistenza sanitaria universale, da sempre esemplare per il mondo intero, sta però perdendo efficienza<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/45-anni-di-sistema-sanitario-nazionale-le-iniziative-di-gimbe-per-rilanciarlo/">45 anni di Sistema Sanitario Nazionale. Le iniziative di GIMBE per rilanciarlo</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) compie 45 anni. Il modello italiano di assistenza sanitaria universale, da sempre esemplare per il mondo intero, sta però perdendo efficienza sempre più rapidamente. Per ripristinarlo la fondazione GIMBE indica punti critici e soluzioni, e lancia due iniziative. (1)</p>
<h2>45 anni di Sistema Sanitario Nazionale</h2>
<p><strong>Il 23 dicembre 1978</strong> il Parlamento approvava a larghissima maggioranza la legge 833 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in attuazione dell’art. 32 della Costituzione. Ispirato da principi di equità e universalismo e finanziato dalla fiscalità generale, il sistema sanitario italiano rappresenta un modello di sanità pubblica esemplare, che ha permesso di tutelare la salute della popolazione.</p>
<p><strong>Un modello</strong> peraltro incluso negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goal, SDGs): Realizzare la Universal Health Coverage (UHC) entro il 2030. (2)</p>
<p><strong>La politica</strong> nazionale ha però demolito, legislatura dopo legislatura, l’impianto originario del SSN, come attestano i disservizi che chiunque può sperimentare.</p>
<p><strong>‘</strong><em><strong>La vita quotidiana delle persone</strong>, in particolare quelle meno abbienti, è sempre più condizionata dalla mancata esigibilità di un diritto fondamentale, quello alla tutela della salute: </em></p>
<p><em>&#8211; interminabili <strong>tempi di attesa</strong> per una prestazione sanitaria o una visita specialistica, </em></p>
<p><em>&#8211; necessità di ricorrere alla <strong>spesa privata</strong> sino all’impoverimento delle famiglie e alla <strong>rinuncia alle cure</strong>, </em></p>
<p><em>&#8211; <strong>pronto soccorso</strong> affollatissimi, </em></p>
<p><em>&#8211; impossibilità di trovare un <strong>medico o un pediatra di famiglia</strong> vicino casa, </em></p>
<p><em>&#8211; enormi <strong>diseguaglianze regionali</strong> e locali sino alla migrazione sanitaria</em>’, dice Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.</p>
<h2>La rete civica #SalviamoSSN e il logo nazionale</h2>
<p><strong>A dieci anni</strong> dall’avvio della campagna #SalviamoSSN, la Fondazione GIMBE lancia una rete civica nazionale con sezioni regionali per coinvolgere sempre più persone nella tutela e nel rilancio del SSN fondato su principi di universalità, uguaglianza, equità per tutelare un diritto costituzionale, e impedire che si degeneri in 21 sistemi sanitari regionali basati sulle regole del libero mercato. (3)</p>
<p><strong>Per valorizzare l’identità</strong> nazionale del SSN, inoltre, la Fondazione Gimbe auspica l’adozione di un logo ufficiale. All’obiettivo sono stati coinvolti la Presidenza della Repubblica, le Alte Cariche dello Stato e il ministero della Salute mediante richiesta formale inviata 4 dicembre 2023.</p>
<h2>La monografia sul SSN</h2>
<p><strong>A queste e numerose altre attività</strong> consultabili nel sito, la Fondazione GIMBE somma la monografia &#8216;Il Servizio Sanitario Nazionale compie 45 anni. Lunga vita al Servizio Sanitario Nazionale!’, un prezioso testo che ripercorre le cause dell’affossamento del SSN e propone soluzioni. (4)</p>
<h2>Le ‘patologie’ del SSN</h2>
<p><strong>Fondazione GIMBE</strong> snocciola le ‘patologie’ del SSN con ricchezza di dettagli e numeri, svelando al cittadino i motivi dei disservizi sempre più assillanti.</p>
<h2>1) Inadeguato finanziamento del SSN italiano</h2>
<p><strong>L’inadeguato finanziamento</strong> del Servizio Sanitario Nazionale si protrae da tre lustri. Negli ultimi 15 anni tutti i governi, di ogni colore, hanno tagliato risorse o non finanziato adeguatamente il SSN. Così,</p>
<p>&#8211; nel 2022 l’Italia supera in termini di spesa sanitaria pubblica pro-capite solo i Paesi dell’Europa meridionale (Spagna, Portogallo, Grecia) e quelli dell’Europa dell’Est, eccetto la Repubblica Ceca,</p>
<p>&#8211; rispetto alla media dei Paesi europei, invece, il sistema sanitario italiano risulta oggi sottofinanziato di 47,3 miliardi di euro,</p>
<p>&#8211; cumulando le differenze accumulate nel periodo 2010-2022 la cifra raggiunge circa 333 miliardi di euro.</p>
<h3>1.1) Fondi irrisori</h3>
<p><strong>L’attuale finanziamento</strong> del Fondo Sanitario Nazionale è inadeguato al rilancio del SSN. L’involuzione viene ben rappresentata nella monografia di GIMBE.</p>
<p><strong>&#8211; Negli anni 2020-2022</strong> il FSN è cresciuto di € 11,6 miliardi, rispetto agli € 8,2 miliardi del decennio 2010-2019. Tuttavia, le ingenti risorse sono state interamente assorbite dall’emergenza pandemica e non hanno permesso di rafforzare in maniera strutturale il SSN, né di mantenere i conti delle Regioni in ordine.</p>
<p><strong>&#8211; All’avvio della XIX Legislatura</strong> (governo Meloni, dal 13.10.22), con la Legge di Bilancio 2023 il governo ha aumentato il FSN di € 2,15 miliardi per il 2023 (di cui € 1,4 miliardi assorbiti dalla crisi energetica), di € 2,3 miliardi per il 2024 e di € 2,6 miliardi per il 2025.</p>
<p>Cifre irrisorie, anche in considerazione dell’inflazione acquisita che a settembre 2023 era del 5,7%, Peraltro, nel medio periodo non si intravede alcun programma di rilancio degli investimenti. Nella Nota di aggiornamento al DEF (NaDEF) del settembre 2023 il rapporto spesa sanitaria/PIL dal 6,6% del 2023 scende al 6,2% nel 2024 sino a toccare il 6,1% nel 2026, ben al di sotto del valore pre-pandemia del 2019.</p>
<p><strong>&#8211; La Legge di Bilancio 2024</strong> prevede un aumento il FSN di € 3 miliardi per il prossimo anno, € 4 miliardi per il 2025 e € 4,2 miliardi per il 2026. Tuttavia, nonostante il netto incremento del FSN nel 2024, non si intravede alcun rilancio progressivo del finanziamento pubblico per la sanità pubblica. Infatti, circa € 2.400 milioni saranno destinati al rinnovo contrattuale del personale sanitario dipendente e convenzionato, e gli incrementi previsti nel 2025 (+1%) e nel 2026 (+0,15%) sono talmente esigui che non riusciranno nemmeno a compensare l’inflazione, né l’aumento dei prezzi di beni e servizi.</p>
<div id="attachment_7102" style="width: 1884px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7102" class="wp-image-7102 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1.jpg" alt="45 anni di Sistema Sanitario Nazionale calo finanziamenti" width="1874" height="1142" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1.jpg 1874w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-300x183.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-1024x624.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-768x468.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-1536x936.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-240x146.jpg 240w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-50x30.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-123x75.jpg 123w" sizes="(max-width: 1874px) 100vw, 1874px" /><p id="caption-attachment-7102" class="wp-caption-text">Fonte: GIMBE<span style="font-size: 14px;"> </span></p></div>
<h2>2) Carenza di personale</h2>
<p><strong>La carenza di risorse</strong> continua a indebolire il SSN nelle sue componenti strutturale, tecnologica, organizzativa e, soprattutto, professionale.</p>
<p><strong>‘<em>A pagare le spese</em></strong><em> del progressivo definanziamento è stato infatti soprattutto il personale sanitario. La persistenza del tetto di spesa riferito al lontano 2004 ha prima ridotto la quantità di medici e soprattutto di infermieri, poi li ha progressivamente demotivati tanto che oggi si moltiplicano pensionamenti anticipati, licenziamenti volontari, fughe verso il privato o all’estero</em>’, rimarca Cartabellotta.</p>
<h2>3) Diseguaglianze regionali</h2>
<p><strong>L’uguaglianza e l’equità</strong> che hanno animato la creazione del SSN 45 anni fa sono polverizzate dall’evoluzione di 21 servizi sanitari regionali diseguali.</p>
<p><strong>Nella maggior parte delle Regioni meridionali</strong> non vengono garantiti nemmeno i livelli essenziali di assistenza (LEA). Il monitoraggio 2021 dei LEA da parte del ministero della Salute documenta infatti che delle 14 Regioni adempienti solo 3 sono del Sud (Abruzzo, Puglia e Basilicata), tutte a fondo classifica.</p>
<p>‘<em>E su questa frattura pende <strong>la mannaia dell’autonomia differenziata</strong>, che senza definire e finanziare i Livelli Essenziali delle Prestazioni, non potrà che amplificare le diseguaglianze, legittimando normativamente il divario Nord-Sud e violando il principio di uguaglianza nel diritto alla tutela della salute e assestando il colpo di grazia al SSN</em>’, chiosa il presidente di Fondazione GIMBE.</p>
<h2>4) Migrazione sanitaria</h2>
<p><strong>La conseguenza della ‘frattura strutturale Nord-Sud’</strong> è la crescita della migrazione dei cittadini dalle regioni meridionali a quelle settentrionali in cerca di cure sanitarie.</p>
<p>Il fenomeno vale 4,24 miliardi di euro (2021), che confluiscono da Sud verso 3 regioni settentrionali dove si concentra il 93,3% dei saldi attivi. Proprio le stesse Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto) che hanno già sottoscritto i pre-accordi per le maggiori autonomie.</p>
<p>Nel 2021, infatti, le<strong> Regioni con saldo positivo</strong> superiore a € 100 milioni sono tutte al Nord:</p>
<p>&#8211; Emilia-Romagna (€ 442 milioni),</p>
<p>&#8211; Lombardia (€ 271 milioni),</p>
<p>&#8211; Veneto (€ 228 milioni).</p>
<p><strong>Le Regioni con saldo negativo</strong> maggiore di € 100 milioni sono invece tutte al Centro-Sud:</p>
<p>&#8211; Abruzzo (-€ 108 milioni),</p>
<p>&#8211; Puglia (-€ 131 milioni),</p>
<p>&#8211; Lazio (-€ 140 milioni),</p>
<p>&#8211; Sicilia (-€ 177 milioni),</p>
<p>&#8211; Campania (-€ 221 milioni),</p>
<p>&#8211; Calabria (-€ 252 milioni).</p>
<h2>5) Sprechi e inefficienze</h2>
<p><strong>‘<em>L’erogazione dell’assistenza sanitaria</em></strong><em> oggi risulta molto frammentata, troppo medico-centrica, dicotomizzata tra ospedale e territorio e scarsamente integrata con quella socio-sanitaria, generando sprechi e inefficienze, ridotta qualità dei servizi e disagi per i pazienti</em>’, ricorda Cartabellotta.</p>
<p><strong>Sprechi e inefficienze</strong> non mancano. Si pensi a</p>
<p>&#8211; eccesso di prestazioni da medicina difensiva,</p>
<p>&#8211; frodi,</p>
<p>&#8211; acquisti a costi eccessivi,</p>
<p>&#8211; complessità amministrative,</p>
<p>&#8211; inadeguato coordinamento dell’assistenza, in particolare tra setting ospedalieri e territoriali.</p>
<p>Queste criticità meritano un’azione di recupero, ma il loro risanamento non è certo sufficiente a risanare il SSN.</p>
<h2>6) Espansione del privato accreditato</h2>
<p><strong>Le strutture sanitarie private</strong> accreditate continuano ad aumentare, complice la mancanza di un’assistenza pubblica efficiente.</p>
<p>Ormai appresentano</p>
<p>&#8211; quasi la metà di quelle che erogano l’assistenza ospedaliera (48,6%),</p>
<p>&#8211; il 60,4% di quelle per la specialistica ambulatoriale,</p>
<p>&#8211; l’84% delle strutture destinate all’assistenza residenziale,</p>
<p>&#8211; il 71,3% delle strutture destinate all’assistenza semiresidenziale,</p>
<p>&#8211; il 78,2% delle strutture riabilitative. (5)</p>
<div id="attachment_7103" style="width: 2012px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7103" class="wp-image-7103 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2.jpg" alt="sanità privata" width="2002" height="1366" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2.jpg 2002w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-300x205.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-1024x699.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-768x524.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-1536x1048.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-214x146.jpg 214w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-50x34.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-110x75.jpg 110w" sizes="(max-width: 2002px) 100vw, 2002px" /><p id="caption-attachment-7103" class="wp-caption-text">Fonte: GIMBE</p></div>
<h2>Salviamo il SSN</h2>
<p><strong>‘<em>In occasione del suo 45° compleanno</em></strong><em> con le nostre iniziative vogliamo ribadire alla popolazione il valore inestimabile del SSN e l’inderogabile necessità di un patto sociale e politico che, prescindendo da ideologie partitiche e avvicendamenti di Governi, riconosca in quel modello di sanità un pilastro della nostra democrazia, una conquista irrinunciabile e una grande leva per lo sviluppo economico del Paese. Oltre che un’alleanza tra tutti gli attori della sanità finalizzata a rinunciare ai privilegi acquisiti per rilanciare questo prezioso bene comune nell’esclusivo interesse delle persone</em>’, conclude Cartabellotta.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Fondazione GIMBE. Il Servizio Sanitario Nazionale compie 45 anni. GIMBE lancia la rete civica #SalviamoSSN e chiede al Presidente Mattarella un logo per il SSN. “Festa” di compleanno amara e con la mannaia dell&#8217;autonomia differenziata. 19.12.23 <a href="https://www.gimbe.org/pagine/341/it/comunicati-stampa">https://www.gimbe.org/pagine/341/it/comunicati-stampa</a></p>
<p>(2) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</a>. <em>Égalité</em>. 22.2.20</p>
<p>(3) Per aderire alla rete civica, compilare il form a questo link https://salviamo-ssn.it/salviamo-ssn/rete-individui.it-IT.html</p>
<p>(4) Nino Cartabellotta. &#8216;Il Servizio Sanitario Nazionale compie 45 anni. Lunga vita al Servizio Sanitario Nazionale!&#8217; <a href="https://salviamo-ssn.it/var/contenuti/Monografia_SSN45.pdf">https://salviamo-ssn.it/var/contenuti/Monografia_SSN45.pdf</a></p>
<p>(5) Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale 2021. Ministero della Salute <a href="https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&amp;id=3299">https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&amp;id=3299</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/45-anni-di-sistema-sanitario-nazionale-le-iniziative-di-gimbe-per-rilanciarlo/">45 anni di Sistema Sanitario Nazionale. Le iniziative di GIMBE per rilanciarlo</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Coronavirus e sanità pubblica, la lezione cinese</title>
		<link>https://www.egalite.org/coronavirus-e-sanita-pubblica-la-lezione-cinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 13:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[UHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’allarme coronavirus è valso a erigere una nuova Grande Muraglia nei confronti della Cina e della sua popolazione, 1 su 5 abitanti del pianeta terra. In un periodo storico che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’allarme <em>coronavirus</em> è valso a erigere una nuova Grande Muraglia nei confronti della Cina e della sua popolazione, 1 su 5 abitanti del pianeta terra. In un periodo storico che si connota, guarda caso, per le tensioni commerciali scatenate dall’amministrazione di Donald Trump nei confronti dell’Impero di Mezzo. Al di là dell’isteria collettiva, il <em>coronavirus</em> mieterà probabilmente meno vittime di quelle causate ogni anno dalle zoonosi che affliggono la filiera agroalimentare negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>La lezione cinese</strong> sulla sanità pubblica, a ben vedere, va oltre la <a href="https://www.globaltimes.cn/content/1178224.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">brillante gestione</a> di un’emergenza in metropoli e province ad alta densità abitativa. Riguarda invece gli straordinari investimenti pubblici per garantire la <em>Universal Health Coverage</em> (UHC). Vale a dire la copertura sanitaria universale, in un Paese che ospita quasi 1,5 miliardi di persone. (1) E una politica, sui farmaci e le cure, che apporterà sicuro beneficio al sistema sanitario globale.</p>
<h2>Copertura sanitaria universale, la lezione cinese</h2>
<p><strong>Il governo cinese</strong> &#8211; l’unico capace a programmare politiche di lungo corso &#8211; ha stabilito l’impegno di migliorare efficacia, efficienza e accessibilità del servizio sanitario pubblico. Gli investimenti in sanità pubblica sono quadruplicati, tra il 2008 e il 2017, fino a raggiungere € 197,4 miliardi. Con un tasso di crescita annua pari al 150% rispetto al PIL (+12,2% vs. +8,1%). La quota di PIL destinata alla sanità è così salita, dal 4,5% (2008) al 6,4% (2017).</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>‘Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages’</em></strong> (SDG 3).</span></p>
<p><strong>I finanziamenti degli ospedali</strong> pubblici, raddoppiati negli ultimi cinque anni, ammontano ora a € 34,3 miliardi/anno. Con l’obiettivo di raddoppiarne le capacità, entro il 2030, per un valore complessivo atteso in € 2,1 mila miliardi. Il tasso di ospedalizzazione è salito dal 7,4% del 2010 al 13,5% del 2016, senza registrare differenze di rilievo legate ai redditi della popolazione. Sono così diminuite in maniera significativa sia le rinunce alle cure ospedaliere, sia le differenze tra provincie in termini di mortalità materna (con riduzione spiccata nelle aree più povere.</p>
<p><strong>L’impegno pubblico</strong> per finanziare la copertura sanitaria universale ha comportato una radicale modifica della composizione della spesa sanitaria complessiva. La sua copertura è attualmente garantita <em>in primis</em> da assicurazione pubblica (42%) e spesa sanitaria pubblica (30%). Con una drastica diminuzione della componente di spesa a carico dei cittadini (dal 50 al 28% tra il 2008 e il 2017), in corso di ulteriore riduzione. (2)</p>
<h2>Prezzi dei farmaci</h2>
<p><strong>Il raggiungimento degli obiettivi</strong> ha richiesto e tuttora comporta investimenti straordinari in infrastrutture, tecnologia, risorse umane e professionali. Ma il governo cinese è altresì intervenuto sul controllo dei costi dei farmaci, imponendo a <em>Big Pharma</em> una drastica riduzione dei loro prezzi per garantire il loro accesso alla più ampia popolazione del pianeta. Grazie a questa politica &#8211; che si traduce anche in un’economia di scala senza pari, in una logica <em>win-win</em> &#8211; gli stessi farmaci costano ora in Cina meno della metà rispetto agli USA.</p>
<p><strong>Alcuni esempi </strong>(fonte Drugs.com):</p>
<p>&#8211; Entecavir (farmaco usato per il trattamento dell’epatite B), 0.5mg, 28 compresse. Prezzo in USA CNY 83,16 (10,81 €), prezzo in Cina CNY 17,36 (2,26 €),</p>
<p>&#8211; Atorvastatin (per il trattamento dell’ipercolesterolemia), 20mg, 7 compresse. Prezzo in USA CNY 58 (7,54 €), prezzo in Cina CNY 6,6 (0,86 €).</p>
<h2>L’impatto della Cina sul sistema sanitario globale</h2>
<p><strong>I prezzi dei farmaci</strong> generici sono più che dimezzati in Cina rispetto a quelli vigenti in USA (-52% in media), quelli di alcune case farmaceutiche (es. Pfizer, Roche, Merck) ridotti fino al 70% e a volte ancor più. Grazie a programmi governativi di acquisto collettivo. I colossi farmaceutici registrano nell’Impero di Mezzo un tasso di crescita e un volume complessivo delle vendite che non può venire trascurato. In un percorso di bilanciamento senza precedenti, che avrà sicuro impatto sul mercato globale.</p>
<p><strong>Pechino</strong> ha inoltre rinnovato il suo sistema di approvazione dei nuovi farmaci, ora più rapido che in molti altri Paesi. Attraendo, tra l’altro, nuovi finanziamenti in capitale di rischio &#8211; quadruplicati negli ultimi 4 anni, fino a raggiungere € 15,9 miliardi &#8211; a favore di <em>start-up</em> nel settore delle biotecnologie (fonte <em>ChinaBio LLC</em>). Ai farmaci a prezzi equi si aggiungono quindi gli investimenti (privati, oltreché pubblici) nella ricerca.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>La posta in gioco</em></strong><em> non è solo il benessere di milioni di cinesi, ma il futuro del settore sanitario globale. La Cina ha puntato gli occhi sulla creazione di un sistema sanitario del Santo Graal che soddisfi le esigenze dei pazienti e controlli i costi, incoraggiando al contempo la ricerca all&#8217;avanguardia &#8211; e il mondo sta guardando</em>.’ (3)</span></p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) E sarà infatti la Cina il primo, forse l’unico dei 194 Stati membri WHO (<em>World Health Organization</em>, o OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità) a raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 3, in Agenda ONU 2030. Una breve sintesi dei <em>Sustainable Development Goals </em>(SDGs) in Agenda ONU 2030 su <a href="https://www.egalite.org/category/sdgs/">https://www.egalite.org/category/sdgs/</a>.</p>
<p>In merito allo SDG 3, si veda <a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3</a></p>
<p>(2) Per approfondimenti si veda Gavino Maciocco. <a href="https://www.saluteinternazionale.info/2019/10/cina-10-e-70/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Cina: 10 e 70</em></a>. Salute internazionale, 16.10.19,</p>
<p>(3) Dong Lyu, Rachel Chang e Adrian Leung. <a href="https://www.bloomberg.com/graphics/2019-china-healthcare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>China Is Striving for the World’s Best</em>,<em> Cheapest Healthcare</em></a>. Bloomberg News, 20.10.19</p>
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		<title>Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</title>
		<link>https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 12:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una dichiarazione politica di alto livello sulla Copertura Sanitaria Universale è stata adottata il 23.9.19, per la prima volta nella storia, dai capi di Stato e di governo<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una dichiarazione politica di alto livello sulla Copertura Sanitaria Universale è stata adottata il 23.9.19, per la prima volta nella storia, dai capi di Stato e di governo e dei loro rappresentanti alle Nazioni Unite (ONU). (1)</p>
<h2>Copertura sanitaria universale, gli obiettivi teorici</h2>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Copertura sanitaria universale</strong> ‘<em>significa che tutti gli individui e le comunità ricevono i servizi sanitari di cui hanno bisogno senza subire difficoltà finanziarie. Include l&#8217;intera gamma di servizi sanitari essenziali e di qualità, dalla promozione della salute alla prevenzione, al trattamento, alla riabilitazione e alle cure palliative</em>’ (OMS, v. nota 2).</span></p>
<p><strong>Realizzare la <em>Universal Health Coverage</em></strong> (UHC) entro il 2030 è uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goal</em>, SDGs) già concordati dall’Assemblea Generale ONU nel 2015. L’Obiettivo n. 3 &#8211; ‘<em>Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages</em>’ &#8211; si declina infatti con il Goal 3.8. ‘<em>Raggiungere una copertura sanitaria universale, compresi la protezione dai rischi finanziari, l’accesso a servizi sanitari essenziali di qualità e l&#8217;accesso a medicinali e vaccini sicuri, essenziali, efficaci, di qualità e convenienti per tutti</em>’.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>Il mondo ha ancora 11 anni</em></strong><em> per raggiungere i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile. La copertura sanitaria universale è fondamentale per garantire che ciò accada</em>’ (Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS. V. nota 3).</span></p>
<h2>Sanità pubblica, la realtà attuale</h2>
<p><strong>Il rapporto OMS 22.9.19</strong> mostra come a tutt’oggi oltre la metà della popolazione del pianeta sia priva della copertura dei servizi sanitari di base. Circa 100 milioni di persone si trovano in condizioni di povertà estrema (&lt;1,90 US$/die) a causa delle spese cui sono costrette per l&#8217;assistenza sanitaria. 200 milioni di esseri umani spendono oltre il 25% del proprio reddito per la salute. Altri 925 milioni spendono almeno il 10% del budget familiare &#8211; e non individuale, si noti bene &#8211; per pagare le cure.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>Se siamo seriamente intenzionati</em></strong><em> a raggiungere una copertura sanitaria universale e a migliorare la vita delle persone, dobbiamo prendere sul serio l&#8217;assistenza sanitaria di base. Ciò significa fornire servizi sanitari essenziali come immunizzazione, cure prenatali, consigli per uno stile di vita sano il più vicino possibile a casa &#8211; e assicurarsi che le persone non debbano pagare per queste cure di tasca propria’</em> (Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS).</span></p>
<h2>5 miliardi di persone a rischio. Una scelta politica</h2>
<p><strong>I 194 Stati membri OMS</strong> devono investire almeno l&#8217;1% in più del PIL nell&#8217;assistenza sanitaria di base. (4) Vale a dire raddoppiare la copertura sanitaria, da qui al 2030. Altrimenti,</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>fino a 5 miliardi di persone</em></strong><em> non saranno ancora in grado di accedere all&#8217;assistenza sanitaria nel 2030, il termine che i leader mondiali hanno fissato per raggiungere la copertura sanitaria universale. La maggior parte di quelle persone sono povere e già svantaggiate</em>’. (5)</span></p>
<p><strong>Un investimento</strong> di 200 miliardi di dollari all&#8217;anno &#8211; per rafforzare l&#8217;assistenza sanitaria di base nei Paesi a basso e medio reddito (LMIC, <em>Low-Medium Income Countries</em>) &#8211; può salvare 60 milioni di vite, aumentare l&#8217;aspettativa di vita media di 3,7 anni entro il 2030 e contribuire in misura significativa allo sviluppo socioeconomico. Ma i governi <a href="https://www.egalite.org/sos-ambiente-un-libro-da-non-perdere/">continuano a privilegiare gli armamenti</a> agli ospedali, l’industria della morte alla vita.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>La salute pubblica è in definitiva una scelta politica</em></strong><em>. Dobbiamo renderci conto che la salute è un investimento per il futuro. I Paesi investono pesantemente nella protezione della loro gente dagli attacchi terroristici, ma non contro l&#8217;attacco di un virus, che potrebbe essere molto più mortale e molto più dannoso dal punto di vista economico e sociale. Una pandemia potrebbe mettere in ginocchio economie e nazioni</em>’ (Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS).</span></p>
<h2>Copertura sanitaria universale, impegni assunti all’ONU il 23.9.19</h2>
<p><strong>Il 23.9.18 gli Stati membri</strong> ONU si sono impegnati a lavorare con efficacia per raggiungere l’obiettivo della <em>Universal Health Coverage</em>’ (UHC) entro il 2030. A parole, almeno. Tenendo a mente che gli USA, seconda potenza economica mondiale, sono ancora lontani dal garantire l’<a href="https://www.egalite.org/emergenza-abitativa-e-deiezioni/">assistenza sanitaria di base ai ceti meno abbienti</a>. In ogni caso, i governi dovranno riferire periodicamente all’ONU lo stato di avanzamento dei lavori, in vista dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2023.</p>
<p><strong>Gli investimenti</strong> devono venire orientati su quattro aree, con gli obiettivi di:</p>
<p><strong>1) garantire</strong> che nessuno soffra le ripercussioni economiche e finanziarie per affrontare i costi dell&#8217;assistenza sanitaria,</p>
<p><strong>2) implementare</strong> interventi sanitari ad alto impatto sociale per combattere le malattie,</p>
<p><strong>3) proteggere</strong> la salute delle donne e dei bambini,</p>
<p><strong>4) rafforzare</strong> le infrastrutture sanitarie, aumentare la forza lavoro in sanità e insieme rafforzare la capacità di <em>governance</em>.</p>
<h2>Sanità globale, le grandi sfide</h2>
<p><strong>Le aree di conflitto</strong> e di crisi sono le prime ove rivolgere attenzione, <a href="https://www.egalite.org/unicef-azione-umanitaria-per-i-bambini-2020/">soprattutto verso i bambini</a>. A livello globale è indispensabile introdurre equità nell’accesso ai servizi e ampliare l’accesso ai farmaci. Circa un terzo degli individui del pianeta tuttora non ha accesso a medicinali, vaccini, strumenti diagnostici, con conseguenze atroci in particolare su malattie croniche e disabilità.</p>
<p><strong>La prevenzione</strong> deve peraltro fondarsi, com’è ovvio, sull’effettivo <a href="https://www.egalite.org/cibo/">approvvigionamento di cibo</a> sicuro e nutriente nonché <a href="https://www.egalite.org/acqua/">di acqua</a> a tutti gli abitanti del pianeta. Evidenziando la responsabilità di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite di garantire questi diritti umani che l’Assemblea Generale ONU ha dichiarato essere fondamentali e imprescindibili. E non a caso figurano ai primi posti tra gli <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/sdgs-le-trasformazioni-doverose-per-la-filiera-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Obiettivi di Sviluppo Sostenibile</a> (SDGs) in Agenda ONU 2030.</p>
<p><strong>Malnutrizione</strong>, obesità e <a href="https://www.egalite.org/riscaldamento-globale-il-rapporto-wmo/">cambiamento climatico</a> sono i tre fattori-chiave della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/global-syndemic-il-mix-micidiale-di-malnutrizione-e-crisi-ecologica" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Global Syndemic</em></a>, la minaccia epidemica globale messa a fuoco lo scorso anno dalla Commissione <em>The Lancet</em>. Gli alimenti ultraprocessati &#8211; cibo-spazzatura in prevalenza &#8211; ammalano le popolazioni del mondo, come ha sottolineato un recente <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-salute-e-alimenti-ultraprocessati-il-rapporto-fao" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto FAO</a>. Si aggiunge infine l<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/resistenza-agli-antibiotici-non-ce-tempo-da-perdere-rapporto-oms/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">’antibiotico-resistenza</a>, che dipende sia dalla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/antibiotico-resistenza-medicinali-veterinari-e-benessere-animale-labc-delle-nuove-regole/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gestione irresponsabile degli allevamenti</a> in alcune aree del mondo, sia dall’abuso di antibiotici per uso umano. Anche in Italia, <a href="https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/">come si è visto</a>.</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) <em><a href="https://www.un.org/pga/73/wp-content/uploads/sites/53/2019/05/UHC-Political-Declaration-zero-draft.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">High-level United Nations Political Declaration on universal health coverage</a> </em>(UHC),</p>
<p>(2) <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/universal-health-coverage-(uhc)" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Universal health coverage</em></a> (UHC)</p>
<p>(3) <em>WHO welcomes landmark UN declaration on universal health coverage</em>, <a href="https://www.who.int/news-room/detail/23-09-2019-who-welcomes-landmark-un-declaration-on-universal-health-coverage" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa 23.9.19</a></p>
<p>(4) WHO, comunicato 22.9.19. <a href="https://www.who.int/news-room/detail/22-09-2019-countries-must-invest-at-least-1-more-of-gdp-on-primary-health-care-to-eliminate-glaring-coverage-gaps" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Countries must invest at least 1% more of GDP on primary health care to eliminate glaring coverage gaps</em></a>,</p>
<p>(5) WHO, <a href="https://www.who.int/news-room/photo-story/photo-story-detail/urgent-health-challenges-for-the-next-decade" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Urgent health challenges for the next decade</em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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