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	<title>dieta Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Food is medicine, cibo a domicilio per la salute delle persone vulnerabili</title>
		<link>https://www.egalite.org/food-is-medicine-cibo-a-domicilio-per-la-salute-delle-persone-vulnerabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2023 16:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Food is medicine]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>‘Food is medicine’ è un’area di intervento sanitario che si basa sulla fornitura a domicilio di alimenti e pasti pronti, per migliorare la salute delle persone<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/food-is-medicine-cibo-a-domicilio-per-la-salute-delle-persone-vulnerabili/">Food is medicine, cibo a domicilio per la salute delle persone vulnerabili</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>‘Food is medicine’ è un’area di intervento sanitario che si basa sulla fornitura a domicilio di alimenti e pasti pronti, per migliorare la salute delle persone vulnerabili. Popolazione anziana e/o affetta da patologie croniche e/o appena dimessa dall’ospedale.</p>
<p>Questa pratica è di recente attuazione in alcuni Stati degli USA e in pochi altri Paesi (Australia, Canada e Regno Unito). Si è dimostrata una soluzione di sanità pubblica efficace e a basso costo. Ma non mancano criticità.</p>
<h2>Il ruolo dell’alimentazione nella salute e nella malattia</h2>
<p><strong>L’alimentazione</strong> incide drasticamente sullo stato di salute. A livello globale, un decesso su cinque è attribuibile a una dieta squilibrata. Il cibo incide più di qualsiasi altro fattore di rischio, incluso il tabacco, secondo uno studio pubblicato nel 2019 su <em>The Lancet.</em> (1)</p>
<p><strong>I primi tre fattori di rischio </strong>correlati alla dieta sono:</p>
<ul>
<li><strong>sale, consumo eccessivo</strong>. Superare la soglia indicata da WHO (5 grammi al giorno) <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/sale-in-eccesso-malattie-croniche-e-mortalita-prematura/">espone a gravi rischi</a> di malattie cardiovascolari, diabete e tumori. Un consumo moderato di sale, entro i 2,3 g al giorno, è viceversa associato al livello più basso di pressione arteriosa negli studi randomizzati controllati,</li>
<li><strong>cereali integrali, bassi consumi</strong>. Almeno 125 g (100-150 g) di cereali integrali (completi di crusca, germe ed endosperma. Non anche ‘<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/falso-integrale-virtu-perdute-e-possibili-controindicazioni/">falsi integrali</a>’) dovrebbero venire assunti al giorno. Tal quali (es. riso integrale, fiocchi di cereali nel muesli) o attraverso pasta e prodotti da forno,</li>
<li><strong>frutta, scarsità</strong>. Il consumo medio giornaliero di frutta non dovrebbe scendere al di sotto dei 250 g (da 200 a 300 g) di frutta. Esclusi, beninteso, nettari e altre preparazioni zuccherine (o salate) a base di frutta. (1)</li>
</ul>
<p><strong>Possibile fonte di malattia</strong>, soprattutto quando scambiato con alimenti ultraprocessati, il (vero) cibo è anche uno strumento di cura, come dimostra la pratica denominata <em>Food is medicine.</em></p>
<h2>Food is medicine, il cibo che cura</h2>
<p><strong>La sperimentazione </strong>dei modelli di intervento Food is medicine (o Food as medicine) quale strumento per prevenire, gestire e curare le malattie sta riscuotendo molto interesse nella comunità scientifica.</p>
<p><strong>L’analisi</strong> delle iniziative condotte negli Stati Uniti (California <em>in primis</em>) evidenzia effetti benefici sia per la salute della popolazione coinvolta, sia per le casse del sistema sanitario. Un bilancio <em>win-win</em> che potrebbe convincere le assicurazioni sanitarie private a includere gli alimenti come cura, in vista di una riduzione della spesa sanitaria da rimborsare per farmaci e ricoveri.</p>
<h2>Come funziona</h2>
<p><strong>Gli interventi </strong>vengono articolati in funzione delle necessità e della patologia dei destinatari, sempre selezionati mediante medici di base e altre strutture del sistema sanitario. Di solito sono progettati per trattare individui con reddito basso, insicurezza alimentare e/o limitazioni nelle attività della vita quotidiana che rendono difficile la preparazione di pasti sani.</p>
<p><strong>L’accesso</strong> al servizio, previa iscrizione, è condizionato dalla presenza di una malattia cronica (cardiopatie, patologie renali, diabete, cancro <em>etc</em>.) influenzabile dall’alimentazione e dal ricorrente bisogno di cure mediche e ricoveri ospedalieri.</p>
<p><strong>Alcuni programmi </strong>includono anche le persone con una disabilità che impedisce loro di prepararsi pasti adeguati, gli anziani non più autosufficienti, i positivi all’HIV. Proprio i malati di AIDS furono negli anni 90 i primi destinatari negli USA (a livello federale) di pasti forniti dall’assistenza sanitaria, come misura palliativa quando le cure scarseggiavano (<em>Ryan White Comprehensive AIDS Resources Emergency Act</em> del 1990).</p>
<h2>Pasti pronti o <em>voucher</em></h2>
<p><strong>Le forme</strong> di erogazione del cibo-medicina sono di tre tipi:</p>
<p><strong>&#8211; la consegna a domicilio</strong> di pasti preparati secondo le indicazioni di medici nutrizionisti e in funzione della patologia da trattare (<em>Medically Taylored Meals</em>, MTM, o <em>Medically Supportive Food</em>, MSF). I programmi di solito prevedono la fornitura di 2 o 3 pasti quotidiani per 12 settimane,</p>
<p><strong>&#8211; la fornitura di una spesa</strong> alimentare settimanale, studiata in funzione delle esigenze sanitarie del destinatario,</p>
<p><strong>&#8211; l’erogazione di buoni</strong> da spendere presso i mercati contadini per acquistare frutta e verdura.</p>
<p><strong>Oltre alla fornitura alimentare</strong>, alcuni programmi prevedono anche interventi di educazione nutrizionale e pasti di gruppo (in particolare per gli anziani, che si giovano così di una alimentazione adeguata e dell’occasione di socialità).</p>
<h2>Gli effetti degli interventi Food is medicine</h2>
<p><strong>I benefici</strong> per i destinatari di queste innovative prestazioni sanitarie sono evidenti, secondo numerosi studi che dal 2018 monitorano il fenomeno. (2)</p>
<p><strong>Questa forma</strong> di assistenza nella popolazione a basso reddito migliora la dieta, riduce l’ansia di dover scegliere se pagare il cibo o i farmaci. Tra i pazienti HIV positivi aumenta l’aderenza alla terapia retrovirale. Tra i diabetici migliora la gestione della patologia.</p>
<p><strong>Di conseguenza</strong> anche i ricoveri, gli accessi in pronto soccorso e le spese sanitarie si riducono.</p>
<h2>Ricoveri dimezzati</h2>
<p><strong>Gli autori</strong> di un recente articolo pubblicato su <em>JAMA Network Open</em> riferiscono che ‘<em>negli studi osservazionali e negli studi clinici pilota randomizzati, i pazienti che hanno ricevuto MTM (Medically Taylored Meals, cioè pasti su misura, ndr) hanno sperimentato una migliore gestione della malattia e hanno avuto meno ricoveri, ricoveri al pronto soccorso, visite a case di cura e minori spese sanitarie rispetto a pazienti di controllo (in condizioni) simili</em>’.</p>
<p><strong>La ricezione</strong> di questi pasti su misura è stata associata a</p>
<ul>
<li>rischio inferiore di ricovero variabile dal 37% al 52%,</li>
<li>riduzione tra il 16% e il 31% delle spese sanitarie mensili,</li>
<li>diminuzione dei costi sanitari netti di circa $ 2.500 per anno-paziente, dopo aver pagato i costi dei pasti su misura.</li>
</ul>
<p><strong>Sulla base di questi dati</strong>, i ricercatori hanno simulato la somministrazione di <em>Medically Taylored Meals</em> a 6.309.998 adulti statunitensi over-18 titolari di <em>Medicare</em>, <em>Medicaid</em> o un&#8217;assicurazione privata e almeno una patologia sensibile all&#8217;alimentazione e una limitazione nelle attività della vita quotidiana.</p>
<p><strong>In 10 anni</strong>, con 10 pasti a settimana per 8 mesi l’anno, la misura ‘<em>potrebbe potenzialmente essere associata a circa 1,6 milioni di ricoveri evitati e risparmi netti sui costi di $ 13,6 miliardi all’anno</em>&#8216;. (3)</p>
<p><strong>Degno di nota</strong>, infine, l’impatto dei pasti su misura sulle sorti degli individui ricoverati in ospedale. Uno studio su 645 individui ricoverati per insufficienza cardiaca cronica in 8 ospedali svizzeri ha rilevato che la nutrizione su misura ha ridotto del 56% la mortalità a 30 giorni, in confronto ai pazienti alimentati con il cibo ordinario dell’ospedale. (4)</p>
<h2>Un potenziale da migliorare</h2>
<p><strong>Le evidenze scientifiche</strong> sono incoraggianti. Tuttavia, un’analisi pubblicata sul BMJ (5) evidenzia che l’applicazione su larga scala dei programmi <em>Food is medicine</em> richiede di colmare alcune lacune, in particolare</p>
<ul>
<li>ricerca. Per consolidare le evidenze emerse dagli studi pilota finora condotti servono studi di implementazione più ampi, compresi studi randomizzati con gruppi di confronto appropriati,</li>
<li>formazione. Migliorare la formazione dei medici affinché riconoscano i bisogni nutrizionali di un paziente e comprendere il potenziale impatto dei servizi disponibili. Negli USA, meno dell’1% delle ore di formazione alla facoltà di Medicina sono dedicate alla nutrizione. Altrove, Europa compresa, la situazione è simile, come testimonia uno studio su Lancet,(6)</li>
<li>finanziamenti. Il tasto più dolente riguarda il denaro. Negli Stati Uniti i programmi Food is medicine sono limitati ad alcune iniziative pilota e alla filantropia. Altrove, come in Gran Bretagna e Italia, il sistema sanitario copre soltanto gli alimenti particolari (aproteici, senza glutine).</li>
</ul>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) GBD 2017 Diet Collaborators. Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990-2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017. <em>Lancet</em> 2019;393:1958-72. doi:10.1016/S0140-6736(19)30041-8 pmid:30954305 <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30954305/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30954305/</a></p>
<p>(2) Si veda la panoramica della ricerca peer-reviewed associata agli interventi Food is Medicine realizzata dal Center for Health Law and Policy Innovation of Harvard Law School, <em>Food is Medicine: Peer-Reviewed Research in the U.S. Medically Tailored Meals, Medically Tailored Food Packages, and Nutritious Food Referrals. </em><a href="https://chlpi.org/wp-content/uploads/2013/12/Food-is-Medicine_Peer-Reviewed-Research-in-the-U.S.1.pdf">https://chlpi.org/wp-content/uploads/2013/12/Food-is-Medicine_Peer-Reviewed-Research-in-the-U.S.1.pdf</a></p>
<p>(3) Kurt Hager, Frederick P. Cudhea, John B. Wong et al. Association of National Expansion of Insurance Coverage of Medically Tailored Meals With Estimated Hospitalizations and Health Care Expenditures in the US. <em>JAMA Netw Open</em>. 2022;5(10):e2236898. doi:10.1001/jamanetworkopen.2022.36898 <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2797397">https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2797397</a></p>
<p>(4) Lara Hersberger, Anna Dietz, Helene Bürgler, Annika Bargetzi, Laura Bargetzi, Nina Kägi-Braun, Pascal Tribolet, Filomena Gomes, Claus Hoess, Vojtech Pavlicek, Stefan Bilz, Sarah Sigrist, Michael Brändle, Christoph Henzen, Robert Thomann, Jonas Rutishauser, Drahomir Aujesky, Nicolas Rodondi, Jacques Donzé, Zeno Stanga, Beat Mueller, Philipp Schuetz. Individualized Nutritional Support for Hospitalized Patients With Chronic Heart Failure. <em>Journal of the American College of Cardiology</em>, Volume 77, Issue 18, 2021, Pages 2307-2319, ISSN 0735-1097, <a href="https://doi.org/10.1016/j.jacc.2021.03.232">https://doi.org/10.1016/j.jacc.2021.03.232</a>.</p>
<p>(5) Downer S, Berkowitz S A, Harlan T S, Olstad D L, Mozaffarian D. Food is medicine: actions to integrate food and nutrition into healthcare <em>BMJ</em> 2020; doi: <a href="https://doi.org/10.1136/bmj.m2482">https://doi.org/10.1136/bmj.m2482</a></p>
<p>6) Crowley J, Ball L, Hiddink GJ. Nutrition in medical education: a systematic review. <em>Lancet Planet Health</em>. 2019 Sep;3(9):e379-e389. doi: 10.1016/S2542-5196(19)30171-8. PMID: 31538623.</p>
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		<title>Coronavirus: persistenza nell’aria e distanze. Lo studio cinese</title>
		<link>https://www.egalite.org/coronavirus-persistenza-nellaria-e-distanze-lo-studio-cinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Martina Novelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 10:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[sistema immunitario]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Coronavirus: persistenza nell&#8217;aria e distanze da mantenere per prevenire la trasmissione. Un recentissimo studio cinese, frattanto de-pubblicato, suggerisce misure più drastiche di quelle divulgate, per evitare il contagio da Covid-19 quando ci si trovi in ambienti chiusi.</p>
<h2>Coronavirus: persistenza nell&#8217;aria in ambienti chiusi e distanze di sicurezza</h2>
<p><strong>Le autorità sanitarie </strong>internazionali <a href="https://www.egalite.org/coronavirus-le-raccomandazioni-del-ministero-della-salute/">hanno finora raccomandato</a> di mantenere 1,5-2 metri di distanza tra le persone, per prevenire la trasmissione del virus. Mantenere una distanza adeguata è un elemento cruciale, a maggior ragione in quanto il coronavirus si è rivelato essere contagioso già prima che nel suo portatore si manifestino sintomi come la tosse.</p>
<p><strong>Un recentissimo studio</strong> del centro epidemiologico dello Hunan (Cina) suggerisce anzi di mantenere distanze anche maggiori, poiché in ambienti chiusi con aria condizionata il coronavirus può persistere a lungo nell’aria (fino a 30 minuti) e potrebbe propagarsi fino a una distanza di 4,5 metri. Si raccomanda quindi di portare effettiva attenzione alle distanze e soprattutto utilizzare le mascherine &#8211; negli ambienti chiusi, in presenza di altre persone &#8211; per proteggere le vie respiratorie.</p>
<h2>Persistenza e distanze di sicurezza, lo studio cinese</h2>
<p><strong>Lo <em>Hunan</em></strong><em> Provincial Centre for Diseases Control and Prevention </em>ha pubblicato sulla rivista scientifica <em>Practical Preventive Medicine</em>, il 6.3.20, uno studio aneddotico sulla trasmissione del coronavirus. La pubblicazione è stata peraltro ritirata dopo pochi giorni, il 10.3.20, senza indicarne la motivazione. (1)</p>
<p><strong>Lo studio</strong> è stato realizzato mediante analisi retrospettiva di un evento di contagio avvenuta su un pullman a lunga percorrenza il 22.1.20. Quando ancora non si aveva notizia di Covid-19 e un passeggero già sintomatico &#8211; se pure, all’epoca, inconsapevole della causa della tosse e sprovvisto di mascherina &#8211; ha trasmesso il virus ad alcuni altri passeggeri, nel corso di 4 ore.</p>
<h2>Il paradosso del vicino immune</h2>
<p><strong>L’analisi dell’evento</strong> è stata resa possibile grazie alle registrazioni delle telecamere a circuito chiuso, che in Cina sono obbligatorie sui mezzi pubblici a lunga percorrenza. E ha consentito di rilevare la potenziale permanenza del coronavirus in ambienti chiusi &#8211; fino a trenta minuti &#8211; e coprire una distanza di circa 4 metri e mezzo.</p>
<p><strong>La permanenza</strong> del coronavirus nell’aria, in ambienti chiusi, è il dato che merita più attenzione. La propagazione nello spazio è viceversa un dato difficile da calcolare, la cui conferma postula ulteriori studi. Tanto più considerato che la persona seduta al fianco del ‘paziente-zero’ dello Hunan non abbia contratto il coronavirus, pur essendo la più esposta in assoluto.</p>
<h2><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2841" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese.jpg" alt="" width="640" height="350" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese.jpg 640w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese-300x164.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese-370x202.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese-20x11.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese-185x101.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese-400x219.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/studio-cinese-88x48.jpg 88w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></h2>
<h2>Le raccomandazioni dei ricercatori cinesi</h2>
<p><strong>Il corretto utilizzo di una mascherina </strong>per coprire il volto, sottolineano gli autori dello studio cinese, ha impedito alle persone esposte di contrarre il coronavirus. I ricercatori hanno perciò espresso tre raccomandazioni essenziali:</p>
<ul>
<li><strong>indossare la mascherina</strong> quando si prenda qualunque mezzo pubblico,</li>
<li><strong>ridurre al minimo il contatto </strong>tra le mani e le aree pubbliche,</li>
<li><strong>evitare di toccare il viso</strong> prima di aver lavato adeguatamente le mani.</li>
</ul>
<h2>Il virus sulle superfici</h2>
<p><strong>Il virus</strong> può permanere sulle superfici più o meno a lungo, in relazione ai fattori ambientali (temperatura e umidità). Al punto da resistere &#8211; in teoria &#8211; fino a due o tre giorni, a una temperatura di 37°, su vetro, metallo, plastica, carta e tessuti.</p>
<p><strong>La sanificazione</strong> degli ambienti chiusi frequentati dal pubblico (uffici, negozi, mezzi di trasporto) dovrebbe perciò venire eseguita un paio di volte al giorno, secondo gli autori dello studio. E l&#8217;aria condizionata sui mezzi pubblici dovrebbe venire regolata in modo da aumentare il volume di aria fresca dall’esterno. L’aria calda, viceversa, può trasportare le goccioline cariche di virus a una distanza maggiore.</p>
<h2>Ulteriori suggerimenti</h2>
<p><strong>Rafforzare il sistema immunitario</strong> è il consiglio essenziale del professor Luc Montagnier. Il virologo (nonché medico e biologo, insignito del premio Nobel nel 2008 per l’identificazione del virus HIV) spiega che ‘<em>non abbiamo specifici inibitori del virus, ma abbiamo tutti un buon sistema immunitario</em>.’ Dobbiamo perciò aiutare il nostro organismo a organizzare al meglio le proprie difese.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>‘La nostra più importante difesa, adesso, è il sistema immunitario’</em> </strong>(professor Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina 2008).</span></p>
<h2>Curare la dieta</h2>
<p><strong>Le raccomandazioni</strong> del premio Nobel &#8211; corroborate da ampia letteratura scientifica, che abbiamo esposto nel <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/coronavirus-come-rafforzare-il-sistema-immunitario-il-nobel-montagnier-e-l-evidenza-scientifica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">precedente articolo</a> &#8211; si sintetizzano nel correggere la propria dieta:</p>
<p><strong>&#8211; evitare il cibo spazzatura</strong> (vale a dire gli alimenti ultraprocessati con zucchero o sale e grassi in eccesso) e le bevande alcoliche, per non sovraffaticare l’apparato gastrointestinale,</p>
<p><strong>&#8211; assumere verdura e frutta</strong> fresca, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/fibra-alimentare-ecco-perche-fa-bene/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cereali integrali</a> e legumi, frutta secca, proteine di diverse fonti. Possibilmente bio, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/il-tempo-delle-mele-bio-tanto-meglio-per-la-salute-dimostra-la-scienza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per meglio nutrire il microbioma intestinale</a>,</p>
<p><strong>&#8211; garantire un apporto</strong> adeguato e completo di vitamine e minerali, antiossidanti e grassi preziosi. Come <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/olio-extravergine-doliva-prezioso-anche-per-il-microbioma-intestinale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quelli dell’olio extravergine d’oliva</a> e le diverse fonti di acidi grassi Omega 3 (pesce, lino, canapa, chia).</p>
<h2>Aggiornamenti sul contagio, le fonti ufficiali</h2>
<p><strong>Gli aggiornamenti</strong> sul contagio in Italia possono venire consultati in tempo reale sul <a href="http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito della Protezione civile</a>. Ove sono disponibili una mappa interattiva, i dati sull’andamento nazionale e l’incremento giornaliero dei soggetti che risultano positivi al COVID-19.</p>
<p><strong>A livello internazionale</strong>, gli aggiornamenti e le raccomandazioni sono disponibili sul <a href="https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a> dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO, <em>World Health Organization</em>).</p>
<p>#IoRestoaCasa!</p>
<p><em>Dario Dongo e Martina Novelli</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1)<strong> ‘</strong><a href="https://www.scmp.com/news/china/science/article/3074351/coronavirus-can-travel-twice-far-official-safe-distance-and-stay" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>Coronavirus can travel twice </strong>as far as official ‘safe distance’ and stay in air for 30 minutes, Chinese study finds</em></a>’. Stephen Chen, South China Morning Post,</p>
<p>(2) <strong>Il microbioma intestinale</strong> è il complesso di microrganismi che regola una serie di funzioni essenziali, tra cui il sistema immunitario. Per approfondimenti, si veda <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microbioma-e-intestino-il-secondo-cervello" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microbioma-e-intestino-il-secondo-cervello</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/coronavirus-persistenza-nellaria-e-distanze-lo-studio-cinese/">Coronavirus: persistenza nell’aria e distanze. Lo studio cinese</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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