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	<title>donne Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Inclusione e uguaglianza. I seminari di ‘donna, immagine città’</title>
		<link>https://www.egalite.org/inclusione-e-uguaglianza-i-seminari-di-donna-immagine-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 08:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal linguaggio alla medicina, l’approccio androcentrico è ancora dominante. Come superare la prevaricazione degli interessi di genere maschile è il filo conduttore del ciclo di seminari<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal linguaggio alla medicina, l’approccio androcentrico è ancora dominante. Come superare la prevaricazione degli interessi di genere maschile è il filo conduttore del ciclo di seminari ‘Innovazione e transdisciplinarità per l’uguaglianza e l’inclusione’ organizzato a Roma da ‘donna, immagine città’, community per la promozione delle pari opportunità e il contrasto agli stereotipi.</p>
<h2>La medicina di genere</h2>
<p><strong>Il primo appuntamento</strong> (16 febbraio 2024, ore 15-19) è dedicato all’importanza della medicina di genere e agli effetti deleteri dell’impostazione androcentrica in termini di ricadute sulla salute e la qualità della vita delle donne.</p>
<p><strong>‘<em>La medicina di genere</em></strong><em> non riguarda solo la salute delle donne, né è esclusivamente incentrata sulle malattie degli organi della riproduzione, ma si interessa delle malattie che possono colpire entrambi i sessi. È un nuovo livello di analisi da inserire in tutte le aree della medicina già esistenti</em>’, spiegano gli organizzatori.</p>
<h2>A misura di maschio bianco</h2>
<p><strong>Nell’ambito del lavoro</strong> e nella prevenzione infortunistica la progettazione è smaccatamente escludente per chi non sia maschio e bianco.</p>
<p><strong>Una buona parte dei dispositivi di protezione</strong> individuale e molti strumenti da lavoro sono progettati rispetto alle caratteristiche morfologiche dei maschi. Così può verificarsi che maschere e occhiali di protezione non siano adeguati al volto delle donne, causando tagli o scarsa aderenza al viso con conseguente aumento dei rischi. Lo standard spesso non solo è maschile ma anche bianco e quindi i rischi si accentuano ulteriormente se la donna è afrodiscendente o di origine asiatica.</p>
<h2>Buone pratiche e linee guida</h2>
<p><strong>Il ciclo di incontri</strong> si pone come piattaforma di discussione e dialogo tra diversi settori disciplinari e professionali per tracciare un percorso di collaborazione finalizzato a raggiungere l’obiettivo di formulare buone pratiche e linee guida comuni che possano favorire l’uguaglianza e l’inclusione.</p>
<p><strong>Ogni evento</strong> è organizzato in relazioni tenute da accademici, professionisti, attivisti e politici seguite da un dibattito.</p>
<h2>Gli appuntamenti di marzo e aprile</h2>
<p><strong>Gli altri due appuntamenti</strong> in programma affrontano altri ambiti in cui l’inclusione latita:</p>
<p>&#8211; Città e design di genere e linguaggio inclusivo, il 22 marzo 2024,</p>
<p>&#8211; Economia e finanza, nuove tecnologie e intelligenza artificiale per l’inclusione, il 19 aprile 2024.</p>
<h2>Gli organizzatori</h2>
<p><strong>La community</strong> ‘donna, immagine città’ è fondata da:</p>
<p>&#8211; Integronomia, ricerca e formazione in  ergonomia / ingegneria dei fattori umani e sostenibilità</p>
<p>&#8211; INBB, Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi, Consorzio Interuniversitario</p>
<p>&#8211; Ergolab UniTus presso Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell&#8217;Università della Tuscia.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p><strong>La partecipazione</strong> ai seminari è libera e gratuita. Ci si può registrare scrivendo a info@immaginecitta.org.</p>
<p>Gli incontri si svolgono presso <strong>Europa Experience</strong>, sala dell’Unione Europea, a piazza Venezia 6c in Roma.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) V. <a href="https://www.immaginecitta.org/innovazione_inclusione/evento_2024_02_16.html">https://www.immaginecitta.org/innovazione_inclusione/evento_2024_02_16.html </a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Parlamento europeo celebra la Settimana per i diritti delle persone con disabilità</title>
		<link>https://www.egalite.org/il-parlamento-europeo-celebra-la-settimana-per-i-diritti-delle-persone-con-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 09:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo celebra la prima Settimana dei diritti delle persone con disabilità. L&#8217;iniziativa si svolge dal 27 novembre al 4 dicembre 2023, includendo la giornata<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo celebra la prima Settimana dei diritti delle persone con disabilità. L&#8217;iniziativa si svolge dal 27 novembre al 4 dicembre 2023, includendo la giornata internazionale che si tiene il 3 dicembre di ogni anno. (1)</p>
<h2>Una Settimana per i diritti delle persone con disabilità</h2>
<p><strong>L&#8217;iniziativa</strong> dell&#8217;Europarlamento intende valutare e condividere le iniziative esistenti per garantire la tutela e l&#8217;autonomia delle persone con disabilità, affinché possano condurre una vita autonoma.</p>
<p><strong>Durante la Settimana</strong>, in seno a varie Commissioni parlamentari sono previsti eventi sulle politiche in materia di disabilità. Gli incontri sono quasi sempre registrati, quindi fruibili a distanza, e pubblicati sul sito del Parlamento europeo. (2)</p>
<h2>Gli eventi in programma</h2>
<p><strong>I temi</strong> proposti abbracciano vari aspetti delle (mancate) politiche per le disabilità.</p>
<p><strong>L&#8217;inclusione dei disabili nel settore agricolo</strong>, di cui riferisce Benoît Ceysens, direttore dell&#8217;azienda Ferme Nos Pilifs, viene esaminata il 28 novembre presso la Commissione Agriculture and Rural Development (AGRI),</p>
<p>E ancora, nella stessa giornata, nella commissione Sviluppo (Committee on Development, DEVE), viene affrontato il cruciale tema dell&#8217;<strong>accesso all&#8217;istruzione e alla formazione nei paesi in via di sviluppo</strong>, che come abbiamo visto nella missione di Égalite a Dakar (Senegal), è molto problematica. (3)</p>
<h2>Parità di genere e carovita</h2>
<p><strong>La Commissione per le petizioni</strong> (Committee on Petitions, PETI) tiene il suo seminario annuale sui diritti delle persone con disabilità. Quest&#8217;anno si discute di due macro temi:</p>
<p>&#8211; come affrontare il <strong>carovita</strong>, un&#8217;impresa ardua per tutti, ma particolarmente gravosa per le persone con disabilità, molto spesso senza lavoro e con reddito scarso, (4)</p>
<p>&#8211; attuare una <strong>comunicazione inclusiva</strong>.</p>
<p><strong>La giornata</strong> prevede anche una audizione congiunta sulla <strong>parità di genere</strong> per le persone con disabilità, organizzata dalla Commissione per l&#8217;occupazione e gli affari sociali (Committee on Employment and Social Affairs, EMPL) e quella per i diritti della donna e l&#8217;uguaglianza di genere (Committee on Women&#8217;s Rights and Gender Equality, FEMM). Le donne disabili, peraltro, sono a maggior rischio violenza, come rilevato dall&#8217;osservatorio Oscad. (5)</p>
<h2>Sostegno europeo ancora limitato</h2>
<p><strong>Il tema</strong> del sostegno UE alle persone con disabilità vira il giorno successivo (30 novembre) sulle iniziative adottate per la <strong>libera circolazione</strong> (tessera europea e contrassegno europeo per il parcheggio) e i loro limiti.</p>
<p><strong>All&#8217;evento</strong>, organizzato dalla commissione per l&#8217;occupazione e gli affari sociali (Committee on Employment and Social Affairs, EMPL), viene presentata la relazione speciale &#8216;Sostegno alle persone con disabilità – L&#8217;impatto pratico dell&#8217;azione dell&#8217;UE è limitata&#8217;, della Corte dei conti europea.</p>
<h2>Disabili in viaggio</h2>
<p><strong>Le barriere nei trasporti e nel turismo</strong> sono un&#8217;amara esperienza quotidiana per le persone con disabilità e i loro familiari. Égalité lo ha documentato ripetutamente negli anni, combattendo il malfunzionamento dei trasporti pubblici persino in sede giudiziaria, senza purtroppo l&#8217;esito sperato. (6)</p>
<p><strong>Altrettanto scarsa</strong> è la qualità dell&#8217;accoglienza turistica, caratterizzata dalla vendita di stanze d&#8217;albergo definite falsamente accessibili. Oltre alle denunce delle illegalità, Égalité ha avviato il progetto <strong>ACCESS</strong>, per la riqualificazione e la certificazione di accessibilità delle strutture ricettive e di ogni altra struttura aperta al pubblico. (7)</p>
<p><strong>A queste barriere</strong> (anche culturali), nell&#8217;ambito della Settimana dei diritti delle persone con disabilità è dedicata una sessione (il 30 novembre) della Commissione per i trasporti e il turismo (Committee on Transport and Tourism, TRAN).</p>
<h2>La guerra all&#8217;ennesima potenza</h2>
<p><strong>L&#8217;atrocità della guerra,</strong> che ancora nel 2023 non trova un&#8217;alternativa civile, si abbatte con ferocia sulle persone con disabilità, che pagano il prezzo più alto prima, durante e dopo i conflitti, quando amputazioni e varie forme di disabilità aumentano a dismisura.</p>
<p>La sottocommissione per i diritti umani (Subcommittee on Human Rights, DROI) affronta questo scabroso argomento il 30 novembre.</p>
<h2>Verso le elezioni europee</h2>
<p><strong>L&#8217;ultima giornata</strong> dell&#8217;iniziativa (4 dicembre) è dedicata alla <strong>partecipazione delle persone con disabilità al processo elettorale</strong>, in due incontri organizzati dalla Commissione per l&#8217;occupazione e gli affari sociali (Committee on Employment and Social Affairs, EMPL) con la partecipazione della Commissione per gli affari costituzionali (Committee on Constitutional Affairs, AFCO).</p>
<p><strong>Chiude</strong> la Settimana una votazione sul parere sulla proposta di carta europea d&#8217;invalidità e di contrassegno europeo di parcheggio, organizzata dalla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (Committee on Internal Market and Consumer Protection, IMCO).</p>
<p><strong>Dalle parole ai fatti</strong>. La risoluzione del parlamento europeo (2021) per la disabilità è ancora molto lontana dalla sua concreta attuazione, nel sostanziale vuoto dei diritti delle persone con disabilità in Europa. (8)</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/giornata-mondiale-della-disabilita-ora-basta-lettera-aperta/">Giornata mondiale della disabilità, ora Basta!</a> Lettera aperta. <em>Égalité</em>. 3.12.22</p>
<p>(2) Settimana dei diritti delle persone con disabilità al Parlamento europeo. European Parliament. 27.11.23 <a href="https://www.europarl.europa.eu/committees/it/european-parliament-s-first-disability-r/product-details/20231121EOT08001#:~:text=Settimana%20dei%20diritti%20delle%20persone%20con%20disabilit%C3%A0%20al%20Parlamento%20europeo,-EMPL%20DROI%20DEVE&amp;text=Prima%20edizione%3A%20Dal%2027%20novembre,essere%20pienamente%20integrate%20nella%20societ%C3%A0">https://www.europarl.europa.eu/committees/it/european-parliament-s-first-disability-r/product-details/20231121EOT08001#:~:text=Settimana%20dei%20diritti%20delle%20persone%20con%20disabilit%C3%A0%20al%20Parlamento%20europeo,-EMPL%20DROI%20DEVE&amp;text=Prima%20edizione%3A%20Dal%2027%20novembre,essere%20pienamente%20integrate%20nella%20societ%C3%A0</a>.</p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/seydou-nourou-sar-dakar/">Seydou Nourou Sar, Dakar</a>. <em>Égalité</em>. 20.9.19</p>
<p>(4) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">Povertà ed esclusione sociale</a>. <em>Égalité</em>. 19.10.19</p>
<p>(5) Marta Strinati. <a href="https://www.egalite.org/violenza-sulle-donne-disabili-il-rapporto-oscad/">Violenza sulle donne disabili, il rapporto Oscad</a>. Égalité. 9.12.22</p>
<p>(6) V. una parziale rassegna dei casi di inaccessibilità dei trasporti nelle note dell&#8217;articolo Dario Dongo, Elena Bosani. <a href="https://www.egalite.org/trasporti-pubblici-e-disabilita-oltre-al-danno-la-beffa-appello-al-ministro-enrico-giovannini/">Trasporti pubblici e disabilità, oltre al danno la beffa. Appello al ministro Enrico Giovannini</a>. <em>Égalité</em>. 11.4.21</p>
<p>(7) Marta Strinati. <a href="https://www.egalite.org/access-egalite-la-certificazione-dellaccessibilita-di-strutture-e-servizi/">ACCESS Égalité, la certificazione dell’accessibilità di strutture e servizi</a>. <em>Égalité</em>. 27.10.23</p>
<p>(8) Dario Dongo, Elena Bosani. <a href="https://www.egalite.org/disabili-inclusione-sociale-sdgs-2030-risoluzione-parlamento-europeo/">Disabilità e inclusione sociale, SDGs 2030. Risoluzione del Parlamento europeo</a>. <em>Égalité</em>. 7.11.21</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/il-parlamento-europeo-celebra-la-settimana-per-i-diritti-delle-persone-con-disabilita/">Il Parlamento europeo celebra la Settimana per i diritti delle persone con disabilità</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Violenza sulle donne disabili, il rapporto Oscad</title>
		<link>https://www.egalite.org/violenza-sulle-donne-disabili-il-rapporto-oscad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 16:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maltrattamenti, stalking e violenza sessuale sulle donne disabili sono una piaga che emerge con frequenza nelle cronache dell’orrore. L’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/violenza-sulle-donne-disabili-il-rapporto-oscad/">Violenza sulle donne disabili, il rapporto Oscad</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maltrattamenti, <em>stalking</em> e violenza sessuale sulle donne disabili sono una piaga che emerge con frequenza nelle cronache dell’orrore. L’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), coordinato dalla polizia criminale e partecipato anche dai carabinieri, pubblica un resoconto statistico su questi crimini.</p>
<h2>Violenza sulle donne disabili, i punti deboli</h2>
<p><strong>Il rischio</strong> di subire violenza è maggiore nelle donne disabili. Alla violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica, si spiega nel documento Oscad, si sommano infatti ulteriori e specifiche forme di sopraffazione come</p>
<ul>
<li>l’abuso farmacologico, che può consistere nel somministrare una dose maggiore o minore di farmaci o negare l’accesso a farmaci essenziali.</li>
<li><span style="font-size: 14px;">la negazione di cure essenziali, che può costituire non solo un disagio ma anche un pericolo per la salute fisica della donna,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">il mancato accesso alle attrezzature di sostegno (spostare le stampelle fuori dalla portata, togliere la batteria a una sedia a rotelle elettrica, portare via il telefono impedendo la possibilità di chiedere aiuto).</span></li>
</ul>
<h2>I sintomi da osservare</h2>
<p><strong>La violenza</strong> nei confronti delle donne è molto spesso inflitta dalle persone più vicine alla vittima. Mariti, figli, amanti, ex. Per le disabili la cerchia include i <em>caregiver</em>, compresi gli operatori delle strutture residenziali, di ricovero e cura. In questi luoghi possono persino verificarsi abomini quali sterilizzazione forzata o aborto.</p>
<p><strong>I segnali</strong> di possibili abusi o violenze sono così descritti nel rapporto Oscad.</p>
<h3>Evidenze fisiche:</h3>
<ul>
<li>lesioni, dolori o lividi inspiegabili,</li>
<li><span style="font-size: 14px;">ritardo nella richiesta di cure mediche,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">frequenti ricoveri in ospedale,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">eccessiva sedazione nell’ambito delle cure domestiche,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">abiti macchiati, strappati, non indossati, abbigliamento inadeguato alla stagione,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">gravidanza inspiegabile,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">presenza di malattie sessualmente trasmissibili,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">perdita/aumento eccessivo di peso,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">scarsa igiene,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">ridotte capacità intellettive o motorie a causa dell’eccesso/carenza di somministrazione di farmaci,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">aumento, riduzione o assenza di risposta ai farmaci (farmaci non utilizzati come indicato).</span></li>
</ul>
<h3>Indicatori comportamentali:</h3>
<ul>
<li>comportamenti estremi,</li>
<li><span style="font-size: 14px;">insolita paura di una particolare persona,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">rifiuto di ambienti specifici,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">paura di un intervento da parte delle autorità,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">depressione,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">disturbi del sonno,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">disturbi alimentari,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">crisi di pianto eccessive,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">comportamento autolesionista,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">cambiamenti significativi nel comportamento e negli atteggiamenti sessuali,</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">elevato livello di ansia.</span></li>
</ul>
<h2>300 episodi in due anni</h2>
<p><strong>I fatti accertati</strong> negli ultimi due anni riferiscono</p>
<ul>
<li><strong>230 episodi di maltrattamenti</strong> contro familiari o conviventi (art. 572 c.p.) commessi nei confronti di donne con disabilità. Frequente è il caso di minori con disabilità vittime di violenza assistita tra le mura domestiche.</li>
<li><span style="font-size: 14px;"><strong>50 casi di violenza sessuale</strong> (art. 609 bis c.p.), anche di gruppo (art. 609 octies c.p.). Tali reati colpiscono maggiormente le donne con disabilità di tipo cognitivo, solitamente con difficoltà a riconoscere l’abuso e a denunciarlo.</span></li>
<li><span style="font-size: 14px;"><strong>21 episodi di atti persecutori</strong> (art. 612 bis c.p.). Il reato di <em>stalking</em> talvolta viene commesso da <em>partner</em> ed ex <em>partner</em>, ma le condotte vengono realizzate anche da vicini o conoscenti della vittima.</span></li>
</ul>
<p><strong>I <em>social network</em></strong> sono l’ambiente più a rischio di circuizione allo scopo di ottenere immagini e/o video con contenuto sessuale a scopo estorsivo. Il ricatto può prevedere la pretesa di sesso sotto la minaccia di divulgare il materiale ritenuto compromettente.</p>
<h2>L’<em>under reporting</em></h2>
<p><strong>Queste statistiche</strong> rappresentano solo una parte degli abusi subiti dalle donne con disabilità. Le denunce sono frenate dalla vergogna o dal senso di colpa per quanto accaduto, dal timore di venire abbandonate, di non essere credute e via dicendo.</p>
<p><strong>Nei casi di disabilità mentale</strong>, inoltre, potrebbe essere difficile riconoscere un’aggressione sessuale, sapere di poter essere difese o anche riuscire a ricordare e riferire i fatti.</p>
<p><strong>Allo scopo</strong>, ricordiamo la disponibilità di operatrici specializzate al <strong>numero anti violenza e stalking 1522,</strong> attivo 24 ore su 24.</p>
<h2>Nessuna si senta sola</h2>
<p><strong>Il documento</strong> della polizia criminale è stato divulgato in occasione della <a href="https://www.egalite.org/giornata-mondiale-della-disabilita-ora-basta-lettera-aperta/">giornata mondiale della disabilità</a>, il 3 dicembre. E si conclude con l’incoraggiamento delle atlete paralimpiche delle forze di polizia, ‘<em>perché il loro esempio possa servire da stimolo alle donne con disabilità vittime di violenza, affinché possano reagire alle avversità con forza e senza paura o vergogna di chiedere aiuto</em>’.</p>
<p><strong>Giulia Ghiretti</strong>, agente della polizia di Stato, campionessa di nuoto. <strong>Ambra Sabatini</strong>, paratleta delle Fiamme Gialle (Guardia di finanza). <strong>Xenia Francesca Palazzo</strong>, campionessa di nuoto paralimpico delle Fiamme Azzurre (polizia penitenziaria).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/violenza-sulle-donne-disabili-il-rapporto-oscad/">Violenza sulle donne disabili, il rapporto Oscad</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Salari minimi, approvata la direttiva UE</title>
		<link>https://www.egalite.org/salari-minimi-approvata-la-direttiva-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 15:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salario minimo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dell&#8217;UE ha dato il via libera definitivo alla direttiva sui salari minimi adeguati, che era stata approvata lo scorso 14.9.22 dal Parlamento europeo. (1)<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/salari-minimi-approvata-la-direttiva-ue/">Salari minimi, approvata la direttiva UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dell&#8217;UE ha dato il via libera definitivo alla direttiva sui salari minimi adeguati, che era stata approvata lo scorso 14.9.22 dal Parlamento europeo. (1)</p>
<h2>Salari minimi, i fini della direttiva</h2>
<p><strong>Il primo fine</strong> è di “<em>contribuire alla convergenza sociale verso l’alto</em>”, far cioè aumentare le retribuzioni e ridurre le “<em>disuguaglianze retributive</em>”. (Art. 1)</p>
<p><strong>I minimi retributivi</strong> dovranno, quindi, essere “<em>adeguati</em>” per conseguire “<em>condizioni di vita e di lavoro dignitose</em>”.</p>
<p><strong>La direttiva richiama</strong>, inoltre, ulteriori finalità, quali la promozione della “<em>coesione sociale</em>” e la riduzione del “<em>divario retributivo di genere</em>”.</p>
<h2>Ambito di applicazione</h2>
<p><strong>La direttiva</strong> “<em>si applica ai lavoratori dell&#8217;Unione che hanno un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro quali definiti dal diritto, dai contratti collettivi o dalle prassi in vigore in ciascuno Stato membro, tenendo conto della giurisprudenza della Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea</em>”. (Art. 2)</p>
<p><strong>L&#8217;ampia formulazione</strong> consente di includere anche quei lavoratori che si collocano ai confini della subordinazione, i cosiddetti “<em>workers</em>”. Il disposto del Considerando 17 stabilisce che “<em>i lavoratori domestici, i lavoratori a chiamata, i lavoratori intermittenti, i lavoratori a voucher, i i falsi lavoratori autonomi, i lavoratori tramite piattaforma digitale, i tirocinanti e gli apprendisti potrebbero rientrare nell&#8217;ambito di applicazione della presente direttiva a condizione che soddisfino tali criteri</em>”.</p>
<p><strong>Lo stesso Considerando</strong> precisa che “<em>è opportuno che la determinazione dell&#8217;esistenza di un rapporto di lavoro si fondi sui fatti correlati all&#8217;effettiva prestazione di lavoro e non sul modo in cui le parti descrivono il rapporto</em>”.</p>
<h2>Cosa prevede la Direttiva</h2>
<p><strong>La direttiva</strong> prevede un salario minimo adeguato, sia che esso venga determinato dalla contrattazione collettiva o dalla legge.</p>
<p><strong>L’Ue</strong> non ha competenza nel fissare il livello dei salari minimi (art. 153, par. 5 TFUE Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), pertanto spetterà agli Stati membri provvedervi con legge e con i contratti collettivi o con entrambi.</p>
<p><strong>A tale scopo</strong> la Direttiva indica due percorsi:</p>
<ul>
<li>uno comune a tutti gli Stati membri, basato sulla promozione della contrattazione collettiva, al fine di aumentare i livelli di copertura, (2)</li>
<li>un altro <em>ad hoc</em> per quegli Stati membri dotati di salario minimo legale, che saranno tenuti ad applicare alcuni criteri condivisi che, pur lasciando il dovuto margine di manovra ai governi nazionali, favoriranno il raggiungimento di livelli salariali “adeguati”.</li>
</ul>
<h2>Proposte di intervento per garantire l&#8217;adeguatezza del salario minimo</h2>
<h3>Promozione della contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari (Art. 4)</h3>
<p><strong>Gli Stati</strong> dovranno:</p>
<ul>
<li>adottare misure volte a promuovere la capacità delle parti sociali di partecipare alla contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari</li>
<li>incoraggiare negoziazioni costruttive, significative e informate sui salari tra le parti sociali</li>
<li>prendere in esame eventuali criticità che affliggono specifici settori o aree</li>
<li>laddove il livello di copertura risulti inferiore alla soglia del 70%, gli Stati membri in cui ciò avviene dovranno “prevedere un quadro di condizioni favorevoli alla contrattazione collettiva”. Tali condizioni saranno individuate “per legge a seguito della consultazione delle parti sociali o mediante un accordo con queste ultime”, definendo così un piano d’azione da comunicare alla Commissione e sul quale la Commissione potrà eserciterà un controllo.</li>
</ul>
<h3>Salario minimo legale</h3>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> in cui già opera un regime legale di salario minimo dovranno:</p>
<ul>
<li>definire criteri nazionali chiari e stabili per la determinazione e l&#8217;aggiornamento periodico del salario minimo, che tengano conto del potere d&#8217;acquisto dei salari minimi in rapprto al costo della vita, del livello generale dei salari lordi e la loro distribuzione, del tasso di crescita dei salari lordi e dell&#8217;andamento della produttività del lavoro. (Art. 5)</li>
<li>tutelare i salari minimi legali dalle trattenute ingiustificate o sproporzionate. (Art. 6)</li>
<li>coinvolgere le parti sociali nella determinazione e nell&#8217;aggiornamento dei salari minimi legali, anche attraverso l’istituzione di appositi organi consultivi. (Art. 7)</li>
<li>rafforzare il sistema di controlli e ispezioni sul campo, fornire orientamenti alle autorità responsabili dell&#8217;applicazione e dotare i lavoratori di informazioni adeguate sui salari minimi, al fine di promuovere un effettivo accesso ai salari minimi legali. (Art. 8)</li>
<li>nell&#8217;esecuzione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, gli operatori economici diretti e la successiva catena di subappalto sono tenuti a conformarsi ai salari stabiliti dalle contrattazioni collettive e ai salari minimi legali, laddove esistenti. (Art. 9)</li>
<li>sviluppare strumenti efficaci e affidabili di raccolta dei dati e monitoraggio, al fine di consentire agli Stati membri di comunicare annualmente alla Commissione i pertinenti dati relativi alla copertura e all&#8217;adeguatezza. (Art. 10)</li>
<li>garantire ai lavoratori e ai loro rappresentanti l&#8217;accesso a una risoluzione efficace e imparziale delle controversie, il diritto di ricorso, compreso il diritto a una compensazione adeguata, e una protezione efficace da qualsiasi forma di pregiudizio qualora decidano di esercitare il diritto di difesa dei loro diritti relativi alla tutela garantita dal salario minimo vigente. (Art. 11)</li>
<li>prevedere sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive in caso di violazioni delle disposizioni nazionali che istituiscono la tutela garantita dal salario minimo. (Art. 12)</li>
</ul>
<h2>Prossime tappe</h2>
<p><strong>La direttiva</strong> entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea e gli stati membri avranno due anni di tempo per recepirla.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>La direttiva</strong> rappresenta un&#8217;importante novità nelle politiche sociali dell’Unione Europea e uno slancio necessario per una riforma dei meccanismi di determinazione dei salari minimi a livello nazionale.</p>
<p><strong>Spetterà ora ai singoli Stati</strong> membri e alle parti sociali adottare le misure necessarie per assicurare il rispetto delle prescrizioni della direttiva, tenendo in considerazione le rispettive circostanze economiche nazionali e le specificità dei rispettivi sistemi di determinazione dei salari minimi.</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020PC0682">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020PC0682</a><br />
(2) per “<em>livello di copertura</em>”, l’art. 2 intende “<em>la percentuale di lavoratori a livello nazionale cui si applica un contratto collettivo</em>”.</p>
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		<title>Povertà in Europa, a rischio più di un quinto della popolazione</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 13:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rischio di povertà morde. Nel 2021 in Europa più di una persona su 5 è a rischio di povertà o di esclusione sociale. È il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio di povertà morde. Nel 2021 in Europa più di una persona su 5 è a rischio di povertà o di esclusione sociale. È il 21,7% della popolazione.</p>
<p>Gli ultimi dati Eurostat sul rischio di povertà e di esclusione sociale si riferiscono al 2021 (1). Considerata la crisi dei prezzi dell’energia e la corsa dell’inflazione il timore è che, a oggi, la situazione sia anche peggiore. Mentre già è salito l’allarme sul rischio di un aumento della povertà energetica (2).</p>
<h2>Eurostat: il rischio di povertà in Europa</h2>
<p><strong>Nel 2021</strong>, 95,4 milioni di persone nell’Ue, pari al 21,7% della popolazione, erano a rischio di povertà o esclusione sociale, ossia vivevano in famiglie che presentavano almeno uno dei tre fattori di rischio:</p>
<ul>
<li>rischio di povertà,</li>
<li>grave deprivazione materiale e sociale o</li>
<li>residenza in una famiglia con intensità di lavoro molto bassa.</li>
</ul>
<p><strong>È un dato</strong> in leggero aumento rispetto al 2020, quando in questa situazione si trovava già il 21,6% della popolazione (94,8 milioni).</p>
<p><strong>Il rischio</strong> di povertà o di esclusione sociale non dipende strettamente dal livello di reddito di una famiglia, perché riflette anche lo stato di disoccupazione, la bassa intensità di lavoro, le condizioni lavorative e una serie di caratteristiche socioeconomiche, spiega Eurostat.</p>
<h2>Più a rischio donne e giovani</h2>
<p><strong>Il rischio di povertà</strong> o esclusione sociale è maggiore nella Ue per le donne (piuttosto che per gli uomini), per i giovani adulti (piuttosto che per le persone di mezza età o gli anziani), per le persone con un basso livello di istruzione (rispetto a chi ha titolo di studio medio o terziario) e, in particolare, per i disoccupati.</p>
<p><strong>Fra gli oltre 95 milioni</strong> di europei in difficoltà, ci sono circa 5,9 milioni (pari all’1,3% della popolazione totale) che vivono in famiglie dove si presentano contemporaneamente tutti e tre i fattori di rischio di povertà/esclusione sociale.</p>
<p>Nel dettaglio dell’analisi Eurostat, nel 2021 ci sono nella Ue</p>
<ul>
<li>73,7 milioni di persone a rischio di povertà,</li>
<li>27 milioni gravemente svantaggiate dal punto di vista materiale e sociale,</li>
<li>29,3 milioni che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro.</li>
</ul>
<h2>Il fattore figli a carico</h2>
<p>La presenza di figli a carico è incisiva. Nel 2021, più di un quinto (22,5%) delle persone che vivevano in famiglie con figli a carico nell&#8217;Ue era a rischio di povertà o esclusione sociale, una quota in realtà anche abbastanza vicina a quella delle famiglie e senza figli a carico (20,9%).</p>
<p>Queste percentuali cambiano però molto da un paese europeo all’altro. Per le famiglie con figli a carico, il rischio di povertà/esclusione sociale varia da un massimo del 35,4 % in Romania, al 31,7 % in Grecia e 31,5% in Spagna fino all&#8217;11,4 % in Finlandia e al 9,9 % in Slovenia.</p>
<h2>Il fattore generazionale</h2>
<p><strong>Un’altra spaccatura</strong> riguarda il fattore generazionale. Non è un’Europa per giovani, perché sono i giovani (e i bambini) le persone più colpite da povertà e disagio.</p>
<p>Se analizzato per età, infatti, nel 2021 nella Ue il rischio più alto di povertà o esclusione sociale si registra per i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni (27,3%), mentre il rischio più basso c’è per le persone di età pari o superiore a 65 anni (19,6%).</p>
<p>Fra questi due estremi ci sono tutti i valori intermedi: il rischio è pari al 20,2 % per le persone di età compresa tra 25 e 49 anni e al 21,9 % per la popolazione di età compresa tra 50 e 64 anni.</p>
<p>Sono a rischio anche i giovanissimi, adolescenti e bambini: fra le persone under 18 anni, quasi uno su quattro (il 24,4%) è a rischio alto di povertà o di esclusione sociale.</p>
<h2>Il livello di istruzione</h2>
<p><strong>Oltre all’età</strong>, un aspetto che pesa è anche è il livello di istruzione.</p>
<p><strong>Nel 2021</strong>, più di un terzo (34,8%) di tutte le persone di età pari o superiore a 18 anni con un basso livello di istruzione nell&#8217;Ue è a rischio di povertà o esclusione sociale, rispetto al 10,3% di persone della stessa fascia di età con un livello di istruzione alto.</p>
<p><strong>Ci sono poi le differenze nazionali</strong>, che evidenziano la situazione disomogenea della comunità europea e dei popoli che la abitano. Le percentuali più elevate di persone a rischio di povertà o esclusione sociale ci sono in Romania (34%), Bulgaria (32%), Grecia e Spagna (entrambe al 28%). Mentre le percentuali più basse ci sono in Cechia (11%), Slovenia (13%) e Finlandia (14%). In Italia dati provvisori indicano che è a rischio di povertà o di esclusione sociale il 25% della popolazione, un cittadino su quattro.</p>
<h2>Povertà e disabilità</h2>
<p><strong>Povertà e disabilità</strong> vanno spesso insieme. Sbarcare il lunario è più difficile per le persone con disabilità. Così accade che il “povero disabile” sia spesso iscritto nella categoria di ‘disabile povero’. La prevalenza della povertà tra i disabili <em>over</em>-16 supera infatti di 10 punti, 26,1% vs. 16%, quella dei non-disabili (come evidenzia un rapporto Eurostat di febbraio 2021) (3).</p>
<p><strong>Nel 2019</strong>, il 26,1% degli adulti (di età pari o superiore a 16 anni) con disabilità nell&#8217;Ue viveva in famiglie che hanno riferito di avere difficoltà a sbarcare il lunario, con risorse finanziarie che non coprivano le spese necessarie (4).</p>
<p><strong>Il 41% dei cittadini</strong> con disabilità nella Ue non può permettersi una settimana di ferie annuali – povertà e disabilità significa anche vacanze off limits.</p>
<p><strong>L’11,3 % delle persone con disabilità</strong> nell&#8217;Ue non può permettersi di mangiare carne, pesce o un equivalente vegetariano a giorni alterni (contro il 5,8% delle persone senza disabilità che si trova in questa condizione). Il 40,9 % delle persone con disabilità nell&#8217;Ue non può sostenere spese finanziarie impreviste (rispetto al 27,4% tra coloro che non hanno alcuna disabilità). Una riparazione in casa, la sostituzione di un elettrodomestico, anche un dispositivo o ausilio indispensabile, o un intervento chirurgico, un funerale, sono spesso insormontabili per i disabili. I dati Eurostat sono del 2019 e, ancora una volta, c’è da temere che la crisi europea dei prezzi, dell’energia e dell’inflazione non farà che peggiorare la situazione.</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Eurostat. Over 1 in 5 at risk of poverty or social exclusion https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/ddn-20220915-1</p>
<p>(2) Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="eCVKKcUHfw"><p><a href="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/">Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani&#8221; &#8212; Égalité" src="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/embed/#?secret=eCVKKcUHfw" data-secret="eCVKKcUHfw" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>(3) Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="uqphtoOVXB"><p><a href="https://www.egalite.org/disabilita-e-poverta-il-rapporto-eurostat/">Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat&#8221; &#8212; Égalité" src="https://www.egalite.org/disabilita-e-poverta-il-rapporto-eurostat/embed/#?secret=uqphtoOVXB" data-secret="uqphtoOVXB" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>(4) Eurostat. Disability statistics &#8211; financial situation</p>
<p>https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Disability_statistics_-_financial_situation</p>
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		<title>Pratiche dannose nei confroni delle donne. Consultazione in UE</title>
		<link>https://www.egalite.org/pratiche-dannose-nei-confroni-delle-donne-consultazione-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2022 13:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consultazioni]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato, all&#8217;interno della strategia per la parità di genere 2020-2025, un&#8217;iniziativa di feedback, riguardante le pratiche dannose perpetrate principalmente a donne e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato, all&#8217;interno della strategia per la parità di genere 2020-2025, un&#8217;iniziativa di <em>feedback</em>, riguardante le pratiche dannose perpetrate principalmente a donne e ragazze, che comportano gravi violazioni dei diritti umani e costituiscono un ostacolo alla parità di genere.</p>
<p>Tutti i cittadini dell&#8217;Unione europea e le parti interessate potranno esprimere le proprie opinioni in merito, dando un proprio <em>feedback</em> o dei suggerimenti, previa registrazione alla relativa pagina <em>web</em> entro la mezzanotte del 31 maggio 2022.</p>
<p>Il feedback di ciascuno contribuirà al processo decisionale dell&#8217;UE e alla formazioni di Raccomandazioni, che serviranno a integrare e potenziare la recente direttiva proposta l’8 marzo dalla stessa Commissione Europea sulla violenza contro le donne e la violenza domestica, (1) incentivandone la prevenzione ed il sostegno, promuovendo la formazione di varie figure professionali e semplificando l&#8217;accesso alla giustizia per le vittime. (2)</p>
<h2>Pratiche dannose nei confronti delle donne</h2>
<p><strong>Le pratiche dannose</strong>, anche definite pratiche culturali (3) o tradizionali (4) lesive, sono usanze discriminatorie. Vere e proprie violenze di genere, perpetrate con una certa regolarità su lunghi periodi di tempo, tanto che le comunità e le società finiscono per considerarle accettabili.</p>
<p><strong>Tali pratiche</strong> incidono negativamente sulla dignità delle vittime e sulla loro integrità fisica, psicosociale e morale, pregiudicandone lo sviluppo personale, la partecipazione e l&#8217;emancipazione civica, la salute e lo <em>status</em> educativo, economico e sociale.</p>
<p><strong>Tra questi abusi</strong> figurano le mutilazioni genitali femminili (MGF), l&#8217;aborto forzato, la sterilizzazione forzata, il matrimonio forzato o precoce e la violenza legata all&#8217;onore.</p>
<h2>Mutilazioni genitali femminili (MGF)</h2>
<p><strong>Circa 600.000</strong> donne e ragazze nell&#8217;UE e oltre 200 milioni in tutto il mondo sono state sottoposte a MGF, eseguite, nella maggior parte dei casi, senza il consenso della vittima.</p>
<p><strong>Questa iniziativa</strong> mira a elaborare Raccomandazioni capaci di affrontare le sfide specifiche di questa pratica lesiva, che richiedono</p>
<p>&#8211; conoscenze da parte dei professionisti di tutti i settori che entrano in contatto con le MGF;</p>
<p>&#8211; educazione in merito alle pratiche e alle loro conseguenze;</p>
<p>&#8211; finanziamenti alle comunità di base;</p>
<p>&#8211; dati e ricerche;</p>
<p>&#8211; un approccio sistematico e olistico per offrire alle vittime di MGF servizi di assistenza accessibili e sicuri.</p>
<h2>Matrimonio forzato</h2>
<p><strong>Il matrimonio forzato</strong>, cioè l'&#8221;<em>atto intenzionale di costringere un adulto o un bambino a contrarre matrimonio</em>&#8221; (articolo 37 della Convenzione di Istanbul del Consiglio d&#8217;Europa) è esplicitamente considerato reato in 16 Stati membri dell&#8217;UE.</p>
<p><strong>Per matrimonio infantile</strong> o precoce si intende qualsiasi matrimonio in cui almeno uno dei contraenti abbia meno di 18 anni. Non è di per sé considerato reato negli Stati membri, tranne che in Svezia.</p>
<p><strong>In UE</strong> si registrano matrimoni precoci e forzati imposti a donne e ragazze soprattutto nelle comunità di migranti e nei gruppi minoritari.</p>
<p><strong>Nel mondo</strong>, secondo le Nazioni Unite, circa 650 milioni di donne e ragazze si sono sposate prima dei 18 anni.</p>
<h2>Aborto e sterilizzazione forzati</h2>
<p><strong>L&#8217;articolo 39</strong> della Convenzione di Istanbul del Consiglio d&#8217;Europa (5) li definisce così: &#8220;<em>praticare un aborto su una donna senza il suo preliminare consenso informato; praticare un intervento chirurgico che abbia lo scopo e l’effetto di interrompere definitivamente la capacità riproduttiva di una donna senza il suo preliminare consenso informato o la sua comprensione della procedura praticata</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Entrambe</strong> le pratiche violano l&#8217;autonomia riproduttiva delle vittime, che sono in prevalenza donne e ragazze con disabilità intellettive e psicosociali, con oggettive difficoltà a esprimere il loro pieno consenso o di comprendere la loro libertà riproduttiva, donne e ragazze appartenenti a minoranze razziali o etniche e <em>transgender</em>.</p>
<p><strong>La sterilizzazione</strong> forzata è perseguibilmente penalmente in 4 paesi dell&#8217;UE.</p>
<h2>Violenza legata all&#8217;onore</h2>
<p><strong>Riguarda gli omicidi</strong>, le violenze fisiche o le minacce di violenza commessi all&#8217;interno delle famiglie allargate delle vittime da soggetti che vogliono ripristinare la propria posizione all&#8217;interno della comunità, che si presume sia stata pregiudicata dal comportamento della vittima.</p>
<p><strong>In Svezia</strong> la violenza legata all&#8217;onore costituisce un reato specifico, ma nella maggior parte degli altri paesi dell&#8217;UE è considerata una circostanza aggravante di un reato generale.</p>
<h2>Obiettivi</h2>
<p><strong>L&#8217;obiettivo</strong> dell&#8217;iniziativa è prevenire e contrastare queste pratiche dannose, attraverso l&#8217;adozione di Raccomandazioni mirate di sensibilizzazione, di educazione e di sviluppo di capacità.</p>
<p><strong>Ciò richiederà</strong> un approccio coordinato a livello dell&#8217;UE che prenda in considerazione sia il contesto specifico delle diverse pratiche e sia le singole necessità delle vittime, coinvolgendo le comunità interessate e implementando il supporto delle organizzazioni non governative, della società civile e delle comunità di base.</p>
<p><strong>Le Raccomandazioni</strong> faciliteranno lo sviluppo di una comunicazione chiara in merito all&#8217;inaccettabilità delle pratiche dannose, affronteranno l&#8217;incertezza giuridica e garantiranno un rafforzamento della cooperazione tra le autorità, il sistema giudiziario e i servizi sociali e sanitari, per una piena tutela dei diritti fondamentali delle donne e delle ragazze.</p>
<p><em>Elena Bosani</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) com_2022_105_1_en.pdf <a href="https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/aid_development_cooperation_fundamental_rights/com_2022_105_1_en.pdf">https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/aid_development_cooperation_fundamental_rights/com_2022_105_1_en.pdf</a><br />
(2) <em>Prevention of harmful practices against women and girls</em> <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13110-Prevention-of-harmful-practices-against-women-and-girls_en">https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13110-Prevention-of-harmful-practices-against-women-and-girls_en</a><br />
(3) FactSheet23en.pdf (ohchr.org) <a href="https://www.ohchr.org/sites/default/files/Documents/Publications/FactSheet23en.pdf">https://www.ohchr.org/sites/default/files/Documents/Publications/FactSheet23en.pdf</a><br />
(4) <em>Harmful practices</em> | UNICEF <a href="https://www.unicef.org/protection/harmful-practices">https://www.unicef.org/protection/harmful-practices</a><br />
(5) Lista completa (coe.int) <a href="https://www.coe.int/it/web/conventions/full-list?module=treaty-detail&amp;treatynum=210">https://www.coe.int/it/web/conventions/full-list?module=treaty-detail&amp;treatynum=210</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Regione Lazio, via a 5 nuovi centri antiviolenza presso le università</title>
		<link>https://www.egalite.org/regione-lazio-via-a-5-nuovi-centri-antiviolenza-presso-le-universita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 07:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5671</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Regione Lazio annuncia l’arrivo di 5 nuovi centri antiviolenza a tutela delle donne, all’interno delle maggiori università del territorio. Centri antiviolenza all’università Con uno stanziamento<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lazio annuncia l’arrivo di 5 nuovi centri antiviolenza a tutela delle donne, all’interno delle maggiori università del territorio.</p>
<h2>Centri antiviolenza all’università</h2>
<p><strong>Con uno stanziamento di 335mila euro</strong>, la Regione Lazio ha dato il via alla realizzazione di centri antiviolenza proprio nei luoghi di studio e incontro delle giovani donne.</p>
<p><strong>I primi in programma</strong> sono all&#8217;Università La Sapienza, in via dei Sardi 55/77 e all&#8217;Ateneo della Tuscia a Viterbo, in via Santa Maria in Gradi 4. Seguiranno quelli negli atenei di Tor Vergata (Roma), Roma Tre e Cassino.</p>
<h2>28 centri e 12 case rifugio</h2>
<p><strong>I nuovi punti</strong> di riferimento per le donne oggetto di prevaricazione maschile sono destinati ad ampliare una rete regionale già composta di 28 centri antiviolenza e 12 case rifugio.</p>
<p><strong>Un successo</strong> dell’amministrazione guidata da Nicola Zingaretti, che ha moltiplicato i centri antiviolenza nella Regione Lazio. Dagli 8 del 2013 ai 28 del 2022.</p>
<h2>1522, sempre attivo</h2>
<p><strong>Per le donne in difficoltà </strong>ricordiamo la possibilità di chiedere aiuto al numero nazionale 1522, attivo 24 ore su 24.</p>
<p>Uscire dal tunnel si può.</p>
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		<title>Tampon tax, vittoria nella battaglia emblema della parità di genere</title>
		<link>https://www.egalite.org/tampon-tax-vittoria-nella-battaglia-emblema-della-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Nov 2021 07:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Tampon Tax]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo tre anni di mobilitazione, la Tampon Tax, l’Iva sugli assorbenti femminili, da gennaio 2022 scende dal 22 al 10%. La novità incide nell’economia delle donne,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tre anni di mobilitazione, la <em>Tampon Tax</em>, l’Iva sugli assorbenti femminili, da gennaio 2022 scende dal 22 al 10%. La novità incide nell’economia delle donne, costrette ogni mese a pagare un prodotto essenziale come fosse un bene superfluo. Ma soprattutto dimostra che le ingiustizie di genere sono pronte per essere sanate. Il prossimo passo? Tagliare la <em>Tampon Tax</em> al 4%.</p>
<h2><em>Tampon Tax</em>, la battaglia simbolo</h2>
<p><strong>La vittoria</strong> contro il ‘caro Iva’ sugli assorbenti femminili è stata condivisa il 5 novembre scorso in Senato dalle protagoniste dell’impresa. Vale a dire le giovani attiviste che da tre anni si battono contro la <em>Tampon Tax</em> e Coop Italia, che le ha affiancate nell’ultimo anno, conducendole alla vittoria.</p>
<p><strong>All’incontro</strong> ha partecipato Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità, che ha portato al governo le istanze sulla <em>Tampon Tax</em>, accolte &#8211; in parte &#8211; nella Manovra 2022.</p>
<p>‘<em>La strada per una piena parità di genere è ancora lunga, ma abbiamo tutti gli strumenti per percorrerla insieme</em>’, ha detto la ministra.</p>
<h2>Il turbo di Coop</h2>
<p><strong>La mobilitazione</strong> sulla <em>Tampon Tax</em> è stata concepita 3 anni fa in un sottoscala milanese dalle ragazze del collettivo Onde Rosa. Un primo megafono si è materializzato con la pubblicazione della petizione ‘<a href="https://www.change.org/p/stop-tampontax-il-ciclo-non-%C3%A8-un-lusso"><em>Stop Tampon tax, il ciclo non è un lusso</em></a>’ ancora attiva su Change.org. Quasi 670mila firme mentre scriviamo.</p>
<p><strong>A mettere il turbo</strong> alla mobilitazione si è dedicata Coop Italia, dove la figura femminile è centrale. Oltre ai vertici, a cominciare dalla amministratrice delegata Maura Latini, è donna il 70% dei lavoratori e il 43% dei responsabili dei negozi.</p>
<h2><em>Close the Gap</em></h2>
<p><strong>Grazie all’impegno</strong> di soci e volontari Coop, a sostegno della petizione sono state raccolte oltre 79.000 firme in presenza in 260 punti vendita dislocati in 221 comuni.</p>
<p><strong>La mobilitazione</strong> sulla <em>Tampon Tax</em> è peraltro un tassello della campagna <a href="https://www.e-coop.it/close-the-gap"><em>Close the Gap</em></a> lanciata da Coop Italia a marzo scorso per eliminare le discriminazioni di genere. Un percorso che si snoda tra progetti interni, percorsi formativi e coinvolgendo i fornitori di prodotto a marchio.</p>
<h2><em>Tampon Tax</em>, ancora non basta</h2>
<p><strong>Il taglio di 12 punti</strong> dell’Iva sugli assorbenti ‘promesso’ dal governo deve essere approvato in Parlamento. Ma la misura potrebbe migliorare ancora, se i parlamentari dessero ascolto alla richiesta di giustizia economica avanzata da oltre mezzo milione di cittadini.</p>
<p><strong>La mobilitazione</strong> delle donne punta infatti al riconoscimento degli assorbenti come beni di prima necessità. E in quanto tali, soggetti a Iva del 4%.</p>
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		<title>Donne con disabilità per costruire la pace</title>
		<link>https://www.egalite.org/donne-disabili-per-costruire-la-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lilian Dibo Eyong]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 12:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le donne di tutto il mondo si stanno opponendo all&#8217;esclusione politica. Si deve fare di più per assicurare che venga usato un approccio sensibile al genere,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne di tutto il mondo si stanno opponendo all&#8217;esclusione politica. Si deve fare di più per assicurare che venga usato un approccio sensibile al genere, che tutte le donne abbiano l&#8217;opportunità di partecipare alla ricostruzione, alla costruzione dello stato di diritto, al rafforzamento della democrazia e ai processi decisionali post-conflitto. Una pace sostenibile richiede l&#8217;inclusione di tutti i gruppi colpiti dal conflitto in tutte le fasi.</p>
<p><strong>Alcuni progressi </strong>sono stati fatti attraverso una serie di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a partire dalla risoluzione 1325 del 2000, per dare alle donne un posto al tavolo della costruzione della pace e della riconciliazione postbellica. (1) Le donne con disabilità non hanno però avuto un ruolo in questi processi, né nella pratica né formalmente, attraverso le varie risoluzioni e documenti politici delle Nazioni Unite. (2)</p>
<p><strong>Le donne con disabilità</strong> affrontano sfide uniche, offrono prospettive uniche e hanno la capacità di dare importanti contributi al processo di costruzione della pace e di ricostruzione. Devono venire incluse per assicurare che siano effettivamente rappresentate e che i loro bisogni e le loro preoccupazioni siano affrontati. Una politica emancipatrice di genere deve considerare la disabilità insieme ad altre identità.</p>
<p><strong>I gruppi </strong>che sono stati tradizionalmente esclusi, come le donne con disabilità, meritano dunque un&#8217;attenzione speciale, portando al tavolo delle trattative i loro diversi <em>background</em>, prospettive e competenze. Possono giocare un ruolo importante nella formulazione e nell&#8217;implementazione delle politiche che influenzeranno la società nel suo complesso andando avanti dopo il conflitto.</p>
<p><em>Lilian Dibo Eyong, Cameroon</em></p>
<h2>Note</h2>
<p>(1) La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR) 1325 su donne, pace e sicurezza è stata adottata all&#8217;unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 31.10.2000. La risoluzione affronta specificamente il modo in cui le donne e le ragazze sono sproporzionatamente colpite dai conflitti violenti e dalla guerra e riconosce il ruolo critico che le donne possono svolgere e già svolgono negli sforzi di costruzione della pace.</p>
<p>L&#8217;UNSCR 1325 afferma che gli sforzi per la pace e la sicurezza sono più sostenibili quando le donne sono partner alla pari nella prevenzione dei conflitti violenti, nella fornitura di aiuti e negli sforzi di recupero e nella creazione di una pace duratura</p>
<p>(2) Stephanie Ortoleva. (2010). <em>Women with Disabilities – The Forgotten Peace Builders. <a href="https://womenenabled.org/pdfs/StephanieOrtoleva,WomenwithDisabilities-TheForgottenPeaceBuilders,33LOYLAINT'L&amp;COMPLREV83(2010)Final.pdf">https://womenenabled.org/pdfs/StephanieOrtoleva,WomenwithDisabilities-TheForgottenPeaceBuilders,33LOYLAINT&#8217;L&amp;COMPLREV83(2010)Final.pdf</a></em></p>
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		<title>Stress da Covid, aumentano i consumi di alcolici e i casi di violenza domestica</title>
		<link>https://www.egalite.org/stress-da-covid-aumentano-i-consumi-di-alcolici-e-i-casi-di-violenza-domestica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2021 11:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2020, primo anno dell’era Covid-19, ha registrato l’aumento dei consumi di alcolici in casa e delle denunce di violenza domestica, ai danni di partner e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2020, primo anno dell’era Covid-19, ha registrato l’aumento dei consumi di alcolici in casa e delle denunce di violenza domestica, ai danni di partner e figli. La coincidenza non appare casuale. I numeri in UK, USA e Italia.</p>
<h2>Consumo di alcolici e violenza domestica in UK</h2>
<p><strong>Il <em>British Medical Journal</em></strong> riferisce un <strong>aumento del 67%</strong> della vendita al dettaglio di alcolici in una sola settimana (14-21.3.20), all&#8217;indomani della chiusura dei <em>pub</em> per <em>lockdown</em>. Associando all’aumento delle scorte alcoliche un incremento dei casi di violenza in famiglia. (1)</p>
<p><strong>Le autrici </strong>dell&#8217;articolo, entrambe rappresentanti di organizzazioni britanniche per la lotta alla dipendenza da alcol, riferiscono di una <strong>correlazione evidente tra alcolismo e violenza domestica</strong>.</p>
<p><em><strong>Alcohol Health Alliance</strong></em>, nel rapporto ivi citato, a sua volta evidenzia come gli autori delle aggressioni siano molto spesso sotto l&#8217;effetto dell&#8217;alcol. L&#8217;incidenza varia dal 25 al 73% dei casi di violenza, a seconda di aree e periodi.</p>
<h2>Stress globale da pandemia</h2>
<p><strong>Gli Stati Uniti </strong>a loro volta, con la pandemia e le restrizioni domiciliari combinate alla chiusura delle attività non essenziali, hanno registrato un aumento significativo dei consumi domestici di alcol. <strong>+20%</strong> &#8211; tra marzo e settembre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019 &#8211; le vendite al dettaglio di bevande alcoliche (41,9 miliardi di dollari).</p>
<p><strong>Una reazione disfunzionale</strong> allo stress legato all&#8217;obbligo di rimanere in casa e alle preoccupazioni economiche per il futuro, osservano gli autori di uno studio sul tema della <em>Columbia University</em> appena pubblicato.</p>
<p><strong>Forse ancor peggio</strong> dell&#8217;autodistruzione, visto che durante la pandemia le telefonate alla polizia per aggressioni in casa al partner o ai figli sono aumentate fino al 27% in diversi Stati USA (es. Alabama, New York, Oregon, Texas). (2)</p>
<h2>Abusi di alcol e violenza domestica in Italia</h2>
<p><strong>Il binomio alcol-violenza</strong> domestica sembra riguardare anche l&#8217;Italia:</p>
<p>&#8211; le chiamate telefoniche e via chat al numero verde antiviolenza 1152, nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020, è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+119,6%). Da 6.956 a 15.280, secondo Istat, (3)</p>
<p>&#8211; &#8216;<em>l’approvvigionamento delle bevande alcoliche non ha conosciuto pause nel periodo del lockdown e il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi (&#8230;) gli acquisti su canali online di e-commerce, per il settore delle bevande alcoliche, si stima abbiano conosciuto un’impennata nel 2020 tra il 181 e il 250% nell’home delivery, con un aumento dei consumi domestici registrati da più settori</em>&#8216;, (4)</p>
<p>&#8211; il ministero della Salute riferisce perciò a &#8216;<em>ricadute pesanti sulle famiglie di chi beve secondo modalità rischiose o dannose di alcol e sulla comunità in generale a causa del deterioramento delle relazioni personali e di lavoro, dei comportamenti criminali (ad esempio vandalismo e violenza)</em>&#8216;. (4)</p>
<h2>Che fare?</h2>
<p><strong>Contro la piaga dell&#8217;alcolismo</strong>, gli autori dei due lavori stranieri citati invocano politiche attive su prezzi, <em>marketing</em>, modalità di vendita. Il costo sociale dell’abuso di alcol è altissimo, anche rispetto al maggior rischio di complicanze da Covid <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/coronavirus-perché-eliminare-o-ridurre-al-minimo-i-consumi-di-bevande-alcoliche">come si è visto</a>.</p>
<p><strong>Per fronteggiare la violenza domestica</strong> &#8211; le cui vittime sono quasi sempre donne &#8211; è invece necessario mantenere alta la vigilanza e ricordare il <strong>numero verde 1152</strong>, anche via chat. Oltreché il 112, valido per ogni tipo di emergenza.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h2>Note</h2>
<p>(1) Ilora Finlay, Ian Gilmore. <em>Tackling alcohol harms must be an integral part of the nation’s recovery.</em> BMJ 20.5.20 <a href="https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1987">https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1987</a></p>
<p>(2) João M.Castaldelli-Maia, Luis E.Segura, Silvia S.Martins. <em>The concerning increasing trend of alcohol beverage sales in the U.S. during the COVID-19 pandemic.</em> ScienceDirect 2021 <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0741832921000732?via=ihub#!">https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0741832921000732?via=ihub#!</a></p>
<p>(3) Istat.<em> Il numero di pubblica utilità 1522 durante la pandemia (periodo marzo-giugno 2020) </em><a href="https://www.istat.it/it/archivio/246557">https://www.istat.it/it/archivio/246557</a></p>
<p>(4) Ministero della Salute. <em>Relazione del ministro della salute al parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della legge 30.3.2001 n. 125 “legge quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati”. </em><a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3059_allegato.pdf">https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3059_allegato.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/stress-da-covid-aumentano-i-consumi-di-alcolici-e-i-casi-di-violenza-domestica/">Stress da Covid, aumentano i consumi di alcolici e i casi di violenza domestica</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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