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	<title>giornalisti Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Diffamazione, giornalisti italiani in piazza il 14 dicembre</title>
		<link>https://www.egalite.org/diffamazione-giornalisti-italiani-in-piazza-il-14-dicembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 10:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disegno di legge per la riforma del reato di diffamazione, ora in discussione al Senato italiano, rischia di mettere il bavaglio all’informazione. Il sindacato dei<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diffamazione-giornalisti-italiani-in-piazza-il-14-dicembre/">Diffamazione, giornalisti italiani in piazza il 14 dicembre</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il disegno di legge per la riforma del reato di diffamazione, ora in discussione al Senato italiano, rischia di mettere il bavaglio all’informazione. Il sindacato dei giornalisti (FNSI, Federazione nazionale della stampa italiana), convoca una manifestazione in piazza a Roma giovedì 14 dicembre 2023. (1)</p>
<h2>Progetto di riforma del reato di diffamazione, i punti critici</h2>
<p><strong>Le norme più pericolose</strong> per la libertà di stampa e di espressione contenute nel disegno di legge sono tre, secondo il sindacato dei giornalisti:</p>
<p><strong>&#8211; la sanzione</strong> per diffamazione viene elevata fino a 50mila euro (contro gli attuali 1.000 euro circa). Questa cifra <em>monstre</em> potrebbe scoraggiare gran parte dei giornalisti a scrivere liberamente, anche perché ormai il 70% dei lavoratori nell’informazione è rappresentato da collaboratori co.co.co. o ‘autonomi’ a partita Iva, con compensi bassi e senza le tutele dei contrattualizzati,</p>
<p><strong>&#8211; l’indicazione del foro competente</strong> viene stabilito presso il domicilio del querelante, invece che nel luogo di registrazione della testata. In pratica, il giornalista per difendersi sarebbe costretto a costose trasferte (e parcelle per avvocati locali) a ogni querela per diffamazione presentata su tutto il territorio nazionale,</p>
<p><strong>&#8211; il diritto di rettifica</strong> diventa uno spazio a esclusiva disposizione della persona che si senta offesa o diffamata da un articolo. A margine della richiesta di rettifica, infatti, l’autore dell’articolo non può aggiungere un commento o una risposta che motivi il fondamento dello scritto.</p>
<h2>Querele temerarie nel dimenticatoio</h2>
<p><strong>Lo squilibrio dello schema di riforma</strong> del reato di diffamazione è aggravato dall’assenza di misure idonee a inibire le ‘querele temerarie’, per le quali da anni si chiede un intervento dissuasivo, anche in ambito europeo. (2)</p>
<p><strong>Il testo</strong> propone soltanto, all’articolo 6, ‘<em>la facoltà di condannare il quere­lante al pagamento di una somma da 2.000 euro a 10.000 euro in favore della cassa delle ammende</em>’, in caso di querela infondata. (3)</p>
<p><strong>Ora, si immagini quanto sia efficace</strong> una sanzione fino a 10mila euro per inibire le querele temerarie promosse da chi ha ampia disponibilità di denaro e avvocati per intimorire un giornalista, sempre più spesso precario o ‘autonomo’, (sotto)pagato ad articolo. Preso di mira dall’ufficio legale di un colosso industriale, un politico, un delinquente danaroso, è molto probabile che il giornalista smetta di scrivere le verità scomode.</p>
<h2>Due elementi pseudo positivi</h2>
<p><strong>La proposta</strong> di riforma del reato di diffamazione prevede del resto un paio di aspetti in apparenza positivi.</p>
<p><strong>Il giornalista condannato</strong> per diffamazione verrà chiamato a pagare fino a 50mila euro di sanzione, più i danni. Però non rischierà più di finire in prigione (come chiesto dalla Corte costituzionale). Un’alternativa poco appetibile, immaginando di venire colpiti da sanzioni penuniarie insostenibili, capaci di rovinare la vita a intere famiglie.</p>
<p>‘<em>Mi viene voglia di dire &#8220;ridateci il carcere”, perché penso che tanti colleghi preferirebbero andare in galera piuttosto che pagare cifre spropositate. È essenziale un testo moderno che cancelli il carcere, ma con questi interventi si finisce per imbavagliare la stampa</em>’, tuona Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. (4)</p>
<p><strong>La tutela delle fonti </strong>&#8211; da sempre considerato potente scudo della professione e che teoricamente consente al giornalista di non rivelare la fonte delle notizie che pubblica &#8211; viene estesa ai giornalisti iscritti all’Ordine nell’elenco dei pubblicisti. Questa seconda previsione ‘positiva’ nello schema di riforma fatica a convincere. Professionisti o pubblicisti, poco cambia. Quando viene disposto il sequestro di tutti i dispositivi del giornalista (telefono, computer, tablet) con l’estrazione di ogni informazione in essi contenuta, la tutela delle fonti si sgretola (e con essa la privacy del giornalista).</p>
<h2>L’iniziativa del sindacato</h2>
<p><strong>Per evidenziare i rischi</strong> della proposta Balboni (dal nome del primo firmatario, senatore di FdI e avvocato ferrarese, Alberto Balboni), il sindacato nazionale dei giornalisti italiani convoca una riunione straordinaria del Consiglio nazionale alla quale sono invitati a partecipare, insieme a colleghe e colleghi, i rappresentanti degli organismi della categoria, parlamentari, magistrati, cittadini.</p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento</strong> è per giovedì 14 dicembre 2023 alle 10 a Roma, in piazza Santi Apostoli.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Ddl Diffamazione, il 14 dicembre manifestazione e Consiglio nazionale straordinario in piazza. <em>FNSI</em>. 30.11.23 <a href="https://www.fnsi.it/ddl-diffamazione-il-14-dicembre-manifestazione-e-consiglio-nazionale-straordinario-in-piazza">https://www.fnsi.it/ddl-diffamazione-il-14-dicembre-manifestazione-e-consiglio-nazionale-straordinario-in-piazza</a></p>
<p>(2) Dario Dongo, Elena Bosani. <a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</a>. <em>Égalité</em>. 9.10.21</p>
<p>(3) DDL <em>Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale e al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato</em>. Senato della Repubblica <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01368510.pdf">https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01368510.pdf</a></p>
<p>(4) Si veda la conferenza stampa del 25.10.23 indetta da FNSI e Ordine nazionale, la cui registrazione è disponibile sul sito di Radio Radicale al link <a href="https://www.radioradicale.it/eventi/9231">https://www.radioradicale.it/eventi/9231</a></p>
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		<title>Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</title>
		<link>https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 08:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[SLAPP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proteggere la libertà di stampa e il pluralismo dei media rispetto a querele e liti temerarie è l’obiettivo di un’apposita iniziativa UE, nell’ambito del Piano d&#8217;azione per la democrazia europea.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proteggere la libertà di stampa e il pluralismo dei media rispetto a querele e liti temerarie è l’obiettivo di un’apposita iniziativa UE, nell’ambito del Piano d&#8217;azione per la democrazia europea. (1)</p>
<p>Il progetto di direttiva SLAPP (<em>Strategic lawsuit against public participation</em>) ambisce a garantire l’indipendenza dell&#8217;informazione e a proteggere i giornalisti da azioni ‘strategiche’ volte a limitare la partecipazione pubblica.</p>
<p>L’iniziativa è ora soggetta a consultazione pubblica a cui tutti possono partecipare entro l’1.11.21, esprimendo i propri commenti, sul <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13192-Azione-dellUE-contro-labuso-del-contenzioso-nei-confronti-di-giornalisti-e-difensori-dei-diritti-umani-SLAPP-_it">sito <em>web</em></a> della Commissione europea. Un approfondimento.</p>
<h2>Libertà di stampa, la crisi europea</h2>
<p><strong>La libertà di stampa</strong> sta vivendo uno dei periodi più bui nella storia delle democrazie europee. Si susseguono e aumentano intimidazioni, attacchi e azioni legali, nei confronti di giornalisti e attivisti, per impedire loro di informare il pubblico e manifestare la libertà di opinione.</p>
<p><strong>La Piattaforma</strong> per la “protezione del giornalismo” &#8211; istituita dal Consiglio d&#8217;Europa per monitorare lo stato della libertà della stampa nei 47 Paesi membri, inclusi Turchia e Russia &#8211; ha registrato nel 2020 un incremento significativo delle segnalazioni (+ 40%) rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p><strong>Gli atti intimidatori </strong>nei confronti dei giornalisti sono ulteriormente aumentati nei primi sette mesi del 2021, +19% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso. Oltre la metà delle intimidazioni è stata esercitata attraverso il <em>web</em> e i <em>social network</em>. (2)</p>
<h2>Libertà di stampa in Italia, il Medioevo</h2>
<p><strong>L’Italia è <em>leader</em> </strong>in UE e al secondo posto nel continente europeo (dopo la Russia e prima della Serbia) per la carenza di libertà di stampa, nella <a href="https://rm.coe.int/final-version-annual-report-2021-en-wanted-real-action-for-media-freed/1680a2440e">classifica 2021</a> stilata al Consiglio d’Europa.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">‘<em>Dati Istat indicano che <strong>solo nel 2017 sono state inoltrate 9.479 querele per diffamazione a mezzo stampa</strong>, di cui solo oltre il 60% sono successivamente state archiviate dal gip e di cui solo il 6,6% è stato rinviato a processo.</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>I querelanti</strong> sono spesso personaggi di pubblica notorietà, come politici, direttori di holding private o soggetti collusi con la criminalità organizzata, i quali iniziano procedimenti legali contro giornalisti al fine di silenziarli e mantenere nascoste le informazioni contenute nei loro articoli, spesso riguardanti fatti di corruzione, evasione fiscale o coinvolgimento con affari mafiosi</em>.’ (3)</span></p>
<h2><em>Chilling effect</em></h2>
<p><strong>AGCOM</strong>, nel proprio Osservatorio sul giornalismo, già nel 2017 rilevava il frequente utilizzo dell’azione legale come strumento deterrente sistemico, noto in letteratura come <em>chilling effect</em> (4,5). Con grave nocumento alla possibilità di portare una voce critica nel dibattito pubblico, e così alla democrazia stessa.</p>
<p><strong>L&#8217;effetto intimidatorio</strong> di queste strategie è aggravato in Italia dalla straordinaria durata dei processi, nonché dal timore del querelato di subire una condanna a una pena detentiva. Un caso unico, nel panorama legislativo degli Stati membri UE, rispetto al quale la Corte Costituzionale ha più volte sollecitato una riforma del Parlamento. Finora invano. (3)</p>
<h2>SLAPP, il progetto di direttiva UE</h2>
<p><strong>SLAPP</strong>, come il suono di uno schiaffo, è l’acronimo di <em>Strategic lawsuit against public participation</em>. Vale a dire, le strategie intentate da istituzioni pubbliche, imprese e altri soggetti nei confronti di giornalisti e pubblicisti, associazioni, attivisti e sindacalisti, accademici, <em>whistleblower</em>. (6) Allo scopo di interrompere le loro attività di informazione e denuncia, con minacce spesso seguite da querele e/o citazioni in giudizio e richieste di cospicui risarcimenti.</p>
<p><strong>Le intimidazioni</strong> ‘ad astenersi dal pubblicare altre notizie su… ’ già di per sé dovrebbero venire perseguite come estorsioni, ad avviso di chi scrive, in quanto mirate a limitare a priori l’esercizio di diritti umani fondamentali (libertà di espressione) per procurare a sé o ad altri un profitto ingiusto. Con la minaccia di un danno che si realizza già nel dover sopportare i costi della difesa da querele calunniose e liti temerarie di durata imprevedibile in Italia.</p>
<h2>Libertà di opinione, nessuna tutela in UE</h2>
<p><strong>Nessuno Stato membro</strong> in UE ha a tutt’oggi adottato alcuna norma idonea a proteggere i giornalisti e pubblicisti rispetto a questo tipo di intimidazioni che di fatto si traducono in spade di Damocle installate da chiunque nella più completa irresponsabilità dei denuncianti.</p>
<p><em>‘Finché c’è un sistema che consente di non pagare nulla a chi fa esposti o denunce ai giornalisti, io credo che la democrazia avrà un bavaglio per sempre’</em> (Sigfrido Ranucci su Report, Rai3, 19.4.21).</p>
<p><strong>Nella migliore delle ipotesi</strong>, il giornalista prosciolto dalle accuse deve accontentarsi della condanna di controparte a risarcire spese legali inferiori alle tariffe minime. Ma le condanne per lite temeraria e calunnia &#8211; nei giudizi civile e penale rispettivamente &#8211; sono aghi nei pagliai delle carte bollate. (7)</p>
<h2><em>Ad memoriam</em></h2>
<p><span style="color: #008000;"><strong>‘<em>Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee, senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera</em>’ </strong>(Convenzione europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, CEDU, articolo 10)</span></p>
<p><em>Dario Dongo ed Elena Bosani</em></p>
<h2> Note</h2>
<p>(1) Commissione europea. <em>Piano d&#8217;azione per la democrazia europea: per democrazie dell&#8217;UE più forti</em>. Comunicato stampa, 3.12.20.<br />
<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2250">https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2250</a>;</p>
<p>(2) FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana). <em>Consiglio d&#8217;Europa, nel 2020 «enormi danni» alla libertà di stampa</em>. 28.4.21, <a href="https://www.fnsi.it/consiglio-deuropa-nel-2020-enormi-danni-alla-liberta-di-stampa">https://www.fnsi.it/consiglio-deuropa-nel-2020-enormi-danni-alla-liberta-di-stampa</a></p>
<p>(3) Italia: La decisione della Corte Costituzionale sul carcere per i giornalisti condannati per diffamazione a mezzo stampa pone l’urgenza di una riforma legislativa in materia. <a href="https://bit.ly/2ZYnAFZ">https://bit.ly/2ZYnAFZ </a> Dichiarazione sottoscritta da Article 19, FNSI, Sindacato Unitario Giornalisti Campania (SUGC), Articolo 21, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), European Federation of Journalists (EFJ), European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF), International Press Institute (IPI)</p>
<p>(4) AGCOM (2017). <em>Osservatorio sul giornalismo, II edizione</em>. AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Servizio economico-statistico. <a href="https://www.agcom.it/documents/10179/7278186/Documento+generico+29-03-2017/3c3b73a7-64ce-47e9-acf1-e0ae62fad01f?version=1.0">https://www.agcom.it/documents/10179/7278186/Documento+generico+29-03-2017/3c3b73a7-64ce-47e9-acf1-e0ae62fad01f?version=1.0</a></p>
<p>(5) Il <em>chilling effect</em> si concretizza in un effetto deterrente di carattere strutturale. La minaccia di ripercussioni di tipo legale induce all’autocensura, all’impoverimento del pluralismo delle informazioni e del dibattito pubblico. V. Barendt, E. et al. (1997). <em>Libel and the media: The chilling effect</em>, 31-32. Logan D. A. (2001). <em>Essay, Libel Law in the Trenches: Reflections on Current Data on Libel Litigation</em>, 87 Va. L. Rev. 503, 511</p>
<p>(6) Si intende per <em>whistleblower</em> l’individuo che denunci pubblicamente o riferisca alle autorità attività illecite realizzate in organizzazioni pubbliche o private ove esso lavori</p>
<p>(7) <a href="https://www.ossigeno.info">Ossigeno per l’informazione</a>. <em>Rassegna di querele e altre azioni legali pretestuose contro i giornalisti in Italia.</em> (2015). ‘<em>Anche nel codice di procedura civile c’è una norma per punire chi sostiene una causa con motivazioni che sa di essere false o infondate (art. 96 del Codice di Procedura Civile). Questa norma, introdotta nel 2009, è stata applicata in tutto due o tre volte. L’ultima applicazione dell’articolo 96, il 28.2.15 (caso Unione Sarda), ha fatto tanta sensazione quanta ne susciterebbe la notizia di un uomo che morde un cane</em>’</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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