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	<title>povertà educativa Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Scuola, Italia. Profonde disuguaglianze educative</title>
		<link>https://www.egalite.org/scuola-italia-profonde-disuguaglianze-educative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 06:16:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[povertà educativa]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola inizia dopo anni di difficoltà acuite dalla pandemia, con l’impoverimento educativo che questa ha portato. Inizia con le solite (triste da dire) lacune e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/scuola-italia-profonde-disuguaglianze-educative/">Scuola, Italia. Profonde disuguaglianze educative</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola inizia dopo anni di difficoltà acuite dalla pandemia, con l’impoverimento educativo che questa ha portato.</p>
<p>Inizia con le solite (triste da dire) lacune e con “<em>profonde disuguaglianze educative</em>” legate al territorio in cui si nasce (Nord-Sud, città o aree interne), alle condizioni socioeconomiche della famiglia e al genere – per quanto riguarda l’accesso delle ragazze alle discipline scientifiche.</p>
<p>Le disuguaglianze educative riguardano inoltre gli studenti con <em>background</em> migratorio, nati in Italia o arrivati qui da piccoli, italiani di fatto ma non di diritto perché privi della cittadinanza.</p>
<p>I numeri della scuola nel dossier di Save the Children “<em>Il mondo in una classe. Un’indagine sul pluralismo culturale nelle scuole italiane”</em> (1). Tutto questo in una scuola che, anche strutturalmente, cade a pezzi. Cittadinanzattiva ha censito attraverso la rassegna stampa locale 61 episodi di crollo o distacchi di intonaco avvenuti nelle scuole fra settembre 2022 e agosto 2023. Un numero record, mai raggiunto da sei anni a questa parte (2).</p>
<h2>Scuola, tutti i numeri della crisi</h2>
<p><strong>Nonostante le difficoltà</strong> in cui versa la scuola e le promesse che ogni tanto si levano, sull’istruzione c’è una carenza di investimenti di fondo. Durante la pandemia c’è stato un temporaneo aumento degli investimenti legati alla gestione della emergenza e si è raggiunto il 4,3% del Pil. Ora invece, spiega Save the Children, tornano a scendere gli investimenti sull’istruzione che oggi si fermano al 4,1% contro una media europea del 4,8%.</p>
<p><strong>La scuola</strong> risente del declino demografico, con risultato che il numero di studenti sta diminuendo. Rispetto a 7 anni fa, quasi 71.000 bambini in meno hanno varcato la soglia della scuola elementare.</p>
<p><strong>Asili nido, mense e tempo pieno</strong> sono ancora per pochi. La copertura nelle strutture educative 0-2 anni pubbliche e private nell’anno educativo 2021/2022 è pari a <strong>28 posti disponibili per 100 bambini</strong> residenti, ben al di sotto dell’obiettivo europeo del 33% che doveva essere raggiunto entro il 2010. E molto lontano dal nuovo obiettivo stabilito a livello europeo del 45% entro il 2030.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi ancora l’anno scolastico 2021/2022, <strong>solo il 38,06% delle classi della scuola primaria è a tempo pieno</strong>: meno di quattro su dieci, anche se cinque anni prima si fermava a un terzo (32,4% nell’a.s. 2017/2018). Solo <strong>poco più della metà</strong> degli alunni di scuola primaria <strong>frequenta la mensa scolastica</strong> (54,9%).</p>
<p><strong>La dispersione scolastica</strong> in Italia è superiore alla media europea: arriva all’11,5% contro il 9,6% della Ue (dati 2022).</p>
<p><strong>L’8,7% di studenti</strong> si trova in condizione di dispersione implicita (secondo i dati INVALSI del 2023), percentuale in diminuzione rispetto allo scorso anno, ma ancora più elevata rispetto a quella registrata prima della pandemia (7,5% nel 2019). La dispersione implicita “<em>riguarda coloro che, pur ottenendo il diploma di scuola superiore, non raggiungono i livelli di competenze richieste nelle prove di italiano, matematica e inglese mostrando livelli di competenze che corrispondono agli obiettivi formativi previsti per gli studenti di terza media</em>” (Dossier Save the Children).</p>
<h2>Gli studenti con background migratorio</h2>
<p><strong>“<em>La scuola rappresenta il luogo chiave</em></strong><em> in cui combattere le disuguaglianze educative, teatro principale d’incontro e interazione tra studenti con provenienze diverse e di contaminazione tra culture, saperi e lingue. Tuttavia le difficoltà di rinnovamento legate alla scarsità di risorse organizzative, economiche e professionali che caratterizzano la scuola italiana rendono la sfida particolarmente ardua, in particolare per gli istituti collocati nelle aree più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico</em>” (Save the Children).</p>
<p><strong>Gli studenti con background migratorio</strong> sono i minori nati in Italia con almeno uno dei genitori che ha fatto ingresso in Italia come migrante e i minori che sono giunti in Italia da altri paesi nei quali sono nati e in parte vissuti. Sono italiani di fatto ma senza cittadinanza. Per questo Save the Children ha anche lanciato una campagna per riconoscere la cittadinanza a bambini e adolescenti nati in Italia o arrivati qui da piccoli (3).</p>
<h2>Minori senza cittadinanza, chi sono</h2>
<p>Stiamo parlando di <strong>oltre 800 mila minori,</strong> pari a oltre 1 su 10 (10,6%) tra gli iscritti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie d’Italia.</p>
<p>Nell’anno scolastico 2021/2022, <strong>gli studenti senza cittadinanza italiana erano 872.360</strong> con un incremento dello 0,8% rispetto all’anno scolastico precedente. Sono maggiormente presenti al Nord (il 65,5% di tutti gli studenti stranieri presenti in Italia), a seguire nel Centro (21,9%) e Sud e Isole (12,6%). Le regioni che hanno affrontato un incremento maggiore rispetto all’a.s. 2019/2020 sono però Basilicata (+4,1%), Puglia (+2,5%) e Campania (+1,8%). Fra gli alunni “stranieri”, i <strong>nati in Italia</strong> sono quasi <strong>sette su dieci</strong> (67,5%).</p>
<p><strong>Meno della metà</strong> degli studenti con cittadinanza non italiana è di origine <strong>europea</strong> (44,1%), seguito da studenti di provenienza africana (27,56%) ed asiatica (20,52%), per un quadro complessivo di quasi 200 Paesi di origine.</p>
<p>Nonostante i miglioramenti degli anni passati, “<em>gli studenti con background migratorio hanno generalmente percorsi scolastici caratterizzati da maggiori ritardi, casi di dispersione e abbandono scolastico</em>”.</p>
<p>Molti studenti con background migratorio hanno infatti meno opportunità rispetto ai loro compagni di scuola, a partire dall’<strong>inserimento alla scuola dell’infanzia</strong>, al ritardo scolastico dovuto alla<strong> collocazione in classi inferiori</strong> a quelle corrispondenti all’età anagrafica o alla <strong>mancata ammissione</strong> all’anno successivo, fino all’<strong>abbandono precoce</strong>, passando in alcuni territori anche per il cosiddetto fenomeno del <em>white flight.</em></p>
<p>Save the Children segnala infatti, fra le dinamiche che investono la scuola, “<em>lo spostamento, da parte delle famiglie italiane, di bambini e adolescenti verso scuole situate in aree urbane centrali, aumentando così la concentrazione di alunni stranieri nelle scuole periferiche</em>”.</p>
<p>Secondo uno studio citato dall’associazione, specialmente nella scuola primaria (quella elementare) “<em>i docenti meno preparati e motivati vengono assegnati alle classi con una più alta concentrazione di alunni di origine straniera”</em>.</p>
<p>Gli alunni nati o cresciuti in Italia, ma senza cittadinanza italiana, sperimentano <strong>percorsi diversi rispetto ai compagni</strong>, incontrano difficoltà nel partecipare a <strong>gite scolastiche, a soggiorni all’estero, a competizioni sportive</strong>. Tutto questo si incrocia con una riforma della cittadinanza sempre più necessaria eppure ferma da tempo, nonostante le varie proposte che si sono alternate, dallo ius soli temperato allo ius scholae. E si aspetta ancora, nonostante le disuguaglianze educative e i buoni propositi di chi parla di scuola, minori e tutela dell’infanzia ma si ferma sempre alle parole.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>1) Il mondo in una classe. Indagine sul pluralismo culturale nelle scuole italiane<a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/il-mondo-in-una-classe"> https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/il-mondo-in-una-classe</a></p>
<p>2) Scuola: 61 i crolli censiti da Cittadinanzattiva nell’ultimo anno. Il 23 settembre la presentazione del XXI Rapporto sulla sicurezza scolastica, con un nuovo focus sugli atenei <a href="https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/15917-scuola-61-i-crolli-censiti-da-cittadinanzattiva-nellultimo-anno-il-23-settembre-la-presentazione-del-xxi-rapporto-sulla-sicurezza-scolastica-con-un-nuovo-focus-sugli-atenei.html">https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/15917-scuola-61-i-crolli-censiti-da-cittadinanzattiva-nellultimo-anno-il-23-settembre-la-presentazione-del-xxi-rapporto-sulla-sicurezza-scolastica-con-un-nuovo-focus-sugli-atenei.html</a></p>
<p>3) Petizione Cittadinanza italiana per i bambini nati o cresciuti in Italia <a href="https://www.savethechildren.it/petizionecittadinanzaitalianabambini">https://www.savethechildren.it/petizionecittadinanzaitalianabambini</a></p>
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		<item>
		<title>Asilo nido e povertà educativa in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2019 09:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Oxfam]]></category>
		<category><![CDATA[povertà educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La povertà educativa va affrontata sul nascere, a partire dall’asilo nido. Scuola ed educazione di qualità sono infatti la premessa affinché i giovani possano emanciparsi dalle difficoltà socio-economiche delle famiglie<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">Asilo nido e povertà educativa in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La povertà educativa va affrontata sul nascere, a partire dall’asilo nido. Scuola ed educazione di qualità sono infatti la premessa affinché i giovani possano emanciparsi dalle difficoltà socio-economiche delle famiglie di provenienza. E così ridurre le disuguaglianze, assicurando la salute e il benessere che ancora mancano ad ampi strati della popolazione. (1)</p>
<p>La diseguaglianza educativa amplifica le difficoltà a proseguire gli studi dei bambini e ragazzi che provengono dalle famiglie più povere. Nei Paesi a reddito medio-basso (LMIC, <em>Low-Middle Income Countries</em>), come pure in quelli le cui economie sono più avanzate. La diseguaglianza si riconferma essere il primo ostacolo allo sviluppo degli individui, ma anche della società. I rapporti di Oxfam e <em>Save the Children</em> mostrano la gravità della situazione in Italia.</p>
<h2>Povertà educativa in Italia, asilo nido pubblico solo per 1 su 10</h2>
<p><em><strong>Save the Children</strong></em> ha inaugurato l’anno scolastico, in Italia, con il rapporto ‘<em>Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita</em>.’ (2) Il miglior inizio &#8211; in un Paese che ancora siede ai tavoli del <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/">G7</a>  &#8211; è a tutt’oggi una pia illusione. Un vero miraggio in alcune Regioni d’Italia, con grave divario tra Nord e Sud. A livello nazionale, solo un bambino su dieci ha possibilità di frequentare un asilo nido pubblico. Sebbene l’accesso ai servizi per la prima infanzia sia riconosciuto essere un fattore cruciale per lo sviluppo armonioso e la pedagogia dei più piccoli. Oltre a consentire ai genitori di mantenere l’occupazione e il reddito familiare, dedicando ai bambini maggiori attenzioni nel tempo libero da altri pensieri.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">‘<em>Le disuguaglianze tra i bambini, per quanto riguarda l’acquisizione di capacità e competenze, si formano già nei primissimi anni di vita, ben prima dell’ingresso a scuola. Non si tratta, tuttavia, di disuguaglianze inevitabili: frequentare l’asilo nido, così come trascorrere del tempo di qualità con i propri genitori, si dimostra un fattore determinante in grado di ridurre il gap. Eppure, in Italia, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell’accedere alla rete degli asili privati non convenzionati</em>’. (<em>Save the Children</em>)</span></p>
<h2>Il nido evolutivo</h2>
<p><strong>Un’indagine pilota</strong> &#8211; condotta in dieci città italiane tra marzo e giugno 2019 &#8211; ha coinvolto 653 bambini di età compresa tra 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo. I bimbi sono stati valutati sulla base di diverse capacità, come riconoscere numeri e lettere e fare confronti.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>‘<em>I bambini che hanno frequentato l’asilo nido</em></strong><em> hanno risposto in maniera appropriata a circa il 47% dei quesiti proposti a fronte del 41,6% di quelli che hanno frequentato servizi integrativi, che sono andati in anticipo alla scuola dell’infanzia o che sono rimasti a casa e non hanno quindi usufruito di alcun servizio. Una differenza che si fa ancor più marcata per i minori provenienti da famiglie in svantaggio socio-economico. Tra questi, infatti, coloro che sono andati al nido hanno reagito appropriatamente al 44% delle domande contro il 38% dei bambini che non lo hanno frequentato</em>’. (2)</span></p>
<p><strong>In pratica</strong>, i piccoli che hanno frequentato il nido riconoscono più segni (numeri e lettere) e hanno ‘una marcia in più’ su diverse attitudini. Dalla matematica alla capacità di espressione verbale, lo sviluppo motorio e quello socio-emozionale. La durata di frequentazione del nido è altresì determinante nel combattere la povertà educativa. ‘<em>I bambini appartenenti a famiglie in svantaggio socio-economico che hanno frequentato il nido per tre anni, infatti, hanno risposto appropriatamente al 50% delle domande, a fronte del 42,5% per coloro la cui frequenza è stata tra i 12 e i 24 mesi e del 38% per un solo anno o meno (una percentuale del tutto simile a quella di chi non ha frequentato il nido)</em>’. (2)</p>
<h2>La mamma lavoratrice protegge i figli dalla povertà educativa</h2>
<p><strong>L’occupazione delle mamme</strong> rappresenta un vantaggio in termini di lotta alla povertà educativa. Ciò che conta è infatti la qualità del tempo trascorso dai genitori con i bambini. Leggere libri e ascoltare musica insieme, i giochi all’aperto e ogni altra attività che il genitore possa dedicare al figlio con gioia, senza l’afflizione di altri pensieri. L’indagine di <em>Save the Children</em> evidenzia questo aspetto nei suoi risvolti concreti in termini di sviluppo delle attitudini del bambino. Precisando che ‘<em>una mamma lavoratrice rappresenta un fattore di protezione rispetto alla povertà educativa, in particolare per i bambini che vivono in un contesto di disagio socio-economico&#8217;</em>.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>&#8216;<em>Secondo i risultati della ricerca</em></strong><em>, i bambini con madre disoccupata o che si dedica a un lavoro di cura non retribuito rispondono rispettivamente in modo appropriato al 38,4% e al 43,1% dei quesiti. Una percentuale notevolmente inferiore rispetto a quella dei bambini la cui madre svolge un lavoro manuale (48%), un lavoro da impiegata (51%) o da dirigente, imprenditrice o libera professionista (55%)</em>’.</span></p>
<h2>Oxfam, il potere dell’educazione per superare le diseguaglianze</h2>
<p><strong>Il rapporto Oxfam</strong> ‘<em>Il potere dell’educazione per sconfiggere la disuguaglianza</em>’ a sua volta evidenza la criticità del sistema educativo italiano. I servizi per l’infanzia come quelli scolastici dovrebbero rappresentare una priorità assoluta per l’Italia, che è ancora lontana dai pur modesti <em>target</em> stabiliti a livello europeo. L’accesso agli asili nido e/o ai servizi integrativi dovrebbe venire garantito ad almeno il 33% dei bambini da 0 a 3 anni. In Italia invece, secondo <em>Save the Children</em>, solo il 12,3% dei bimbi frequenta un asilo pubblico. E un restante 11,7% avrebbe accesso a servizi privati. Con picchi negativi in Calabria e Campania, Puglia e Sicilia al di sotto della metà della media nazionale. Neppure i ‘campioni’ italiani &#8211; Valle d’Aosta (28%), Provincia autonoma di Trento (26,7%) ed Emilia Romagna (26,6%) &#8211; riescono ad avvicinarsi al già iniquo <em>target</em> europeo, che si dovrebbe invece superare.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>La grande disuguaglianza</strong> di accesso alla scuola nei paesi più poveri condiziona il futuro di intere generazioni. In un mondo sempre più disuguale sono le nuove generazioni a pagare il prezzo più alto in termini di opportunità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In media i bambini nati in famiglie povere hanno infatti 7 volte meno probabilità di terminare la scuola rispetto ai loro coetanei nati in famiglie ricche o benestanti’. Ma anche nei Paesi con le economie più avanzate ‘solo il 75% dei ragazzi nati in famiglie con reddito basso termina le superiori contro il 90% dei figli delle famiglie più ricche</em>’. (3)</span></p>
<h2>Istruzione pubblica, gratuita e di qualità</h2>
<p><strong>La soluzione</strong> è una soltanto. Investire nell’istruzione pubblica, gratuita e di qualità. Affinché non sia la classe sociale a determinare il futuro dei giovani e compromettere lo sviluppo della civiltà. La Cina, ancora una volta, ha molto da insegnare. Proprio grazie ai cospicui investimenti pubblici nella qualità dell’istruzione di massa, la Repubblica Popolare Cinese oggi attrae gli investimenti produttivi internazionali &#8211; in industria, tecnologia e servizi &#8211; non per il basso costo della manodopera bensì grazie a una forza lavoro qualificata.</p>
<p><strong>I politici italiani</strong> &#8211; anziché simulare la sindrome di Calimero, attribuendo ad altri le colpe della stagnazione economica &#8211; dovrebbero dimostrare nei fatti l’attenzione verso la famiglia. Anziché tirar fuori ministri <em>ad hoc</em>, privi di portafogli e di iniziativa, si stanzino risorse adeguate agli scopi nella legge di bilancio ora in discussione. Potrebbe davvero essere l’ultima, Speranza. Speranza?</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini </em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Si segnala al proposito l’interazione tra alcuni Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in Agenda ONU2030 (<a href="https://www.egalite.org/sdgs-le-6-rivoluzioni-necessarie-studio-e-commenti/"><em>Sustainable Development Goals</em></a>, SDGs, #sgds2030):</p>
<ul>
<li>SDG 4. <em>Ensure inclusive and equitable quality education and promote lifelong learning opportunities for all</em>,</li>
<li>SDG 3. <em>Ensure healthy lives and promote well-being for all at all ages</em>,</li>
<li>SDG 10. <em>Reduce inequality within and among countries</em>.</li>
</ul>
<p>(2) Save the Children Italia (2019). <a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/rapporto-il-miglior-inizio-disuguaglianze-e-opportunita-nei-primi-anni-di-vita" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita</em></a></p>
<p>(3) Oxfam Italia (2019). <em>Il potere dell’educazione per sconfiggere la disuguaglianza</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">Asilo nido e povertà educativa in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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