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	<title>qualità aria Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Qualità dell’aria in Europa, l’inquinamento è ancora elevato</title>
		<link>https://www.egalite.org/qualita-aria-europa-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 13:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[qualità aria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La quasi totalità della popolazione urbana in Europa rimane esposta a concentrazioni di PM2.5 superiori a quelli indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). È il 94%<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La quasi totalità della popolazione urbana in Europa rimane esposta a concentrazioni di PM2.5 superiori a quelli indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). È il 94% dei residenti nelle città, che subiscono soprattutto l’esposizione al particolato fine, quello con un diametro pari o inferiore a 2,5 µm. Sono particelle emesse principalmente dalla combustione di combustibili solidi per il riscaldamento domestico, le attività industriali e il trasporto su strada. E contribuiscono, insieme a numerosi altri inquinanti, al (cattivo) stato della <strong>qualità dell’aria</strong> nelle città e nei cieli d’Europa.</p>
<p>L’<strong>Italia</strong> si distingue in negativo perché è fra i Paesi che esibiscono, nel 2023 e nel 2024,<strong> concentrazioni superiori ai limiti</strong> individuati nella Ue. Mentre dall&#8217;OMS sono arrivate, nel 2021, <strong>linee guida</strong> sulla qualità dell’aria globale su particolato (PM2.5 e PM10), ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo e monossido di carbonio con valori inferiori a quelli europei, con l’obiettivo di prevenire l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute.</p>
<h2>Rapporto sulla qualità dell’aria in Ue 2025</h2>
<p>L’ultimo <strong>rapporto</strong> sullo stato della qualità dell’aria dell’<strong>Agenzia europea per l’ambiente</strong> (EEA) (1) fornisce gli ultimi dati ufficiali, relativi agli ultimi due anni, sui livelli di inquinanti atmosferici chiave in Europa, e confronta queste concentrazioni con i limiti attuali, con gli standard previsti per la Ue nel 2030 e con più stringenti linee guida dell’OMS.</p>
<p>Secondo i dati raccolti nelle varie stazioni di monitoraggio in Ue, gli standard venivano soddisfatti per il particolato fine (PM 2.5) (99% delle stazioni) e per il biossido di azoto (NO2) (98% delle stazioni), due inquinanti atmosferici significativamente dannosi. Nonostante questo, i <strong>limiti</strong> sono <strong>lontani dai livelli guida dell’OMS</strong>. E l’inquinamento atmosferico continua a rappresentare il <strong>rischio ambientale più rilevante per la salute</strong> della popolazione, alla base di bassa qualità della vita, di malattie e decessi evitabili.</p>
<p>I <strong>messaggi chiave</strong> del rapporto (2) evidenziano che, nonostante il miglioramento generale, <a href="https://www.egalite.org/isde-linquinamento-in-ue-migliora-ma-la-situazione-rimane-critica/">gli standard di qualità dell’aria non sono pienamente soddisfatti</a> in tutta Europa.</p>
<p>In particolare “<em>dal 2011, tutti i Paesi hanno ridotto l&#8217;esposizione della popolazione urbana al particolato fine PM2.5, l&#8217;inquinante più dannoso per la salute. Tuttavia, la stragrande maggioranza (94%) della popolazione urbana dell&#8217;UE rimane esposta a concentrazioni di PM2.5 superiori al livello indicato dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, evidenziando la necessità di misure aggiuntive per ridurre i rischi per la salute associati</em>”.</p>
<p>Le concentrazioni di <strong>CO2</strong> in molte località sono già inferiori agli standard Ue per il 2030. Allo stesso tempo serviranno ulteriori misure per migliorare la qualità dell’aria, soprattutto nelle città.</p>
<h2>Qualità dell’aria, inquinanti e linee guida OMS</h2>
<p>Secondo il rapporto, “<em>la qualità dell&#8217;aria in Europa è migliorata significativamente negli ultimi decenni per la maggior parte degli inquinanti. Per alcuni inquinanti, come <strong>benzene</strong> e <strong>cadmio</strong>, i Paesi europei stanno già rispettando gli standard stabiliti dalla legislazione dell&#8217;Unione Europea sulla qualità dell&#8217;aria. Miglioramenti positivi si possono osservare anche per altri inquinanti atmosferici, come <strong>anidride solforosa</strong>, <strong>monossido di carbonio</strong>, <strong>piombo</strong>, <strong>arsenico</strong> o <strong>nichel</strong>, con solo poche stazioni di monitoraggio in Europa che mostrano valori per questi inquinanti superiori agli standard UE. Tuttavia, un numero significativo di località nell&#8217;UE presenta <strong>concentrazioni di altri inquinanti superiori agli standard</strong> attualmente in vigore, nonché ai più severi valori guida dell&#8217;OMS</em>”.</p>
<p>Il quadro diventa più chiaro se si guarda alla percentuale di stazioni di monitoraggio che, nel 2023, rispettano le linee guida sulla qualità dell’aria. Questa percentuale, che è alta per il rispetto degli attuali limiti per PM2.5, PM10, NO2 (biossido di azoto) e O3 (ozono), scende se si guarda al rispetto dei futuri limiti Ue al 2030. In questo caso, le <strong>percentuali scendono</strong> a valori compresi fra il 59% di stazioni per il <strong>PM2.5</strong> e il 71% per l’<strong>ozono</strong>.</p>
<h2>Solo pochi siti conformi ai valori OMS</h2>
<p>Se valutato rispetto ai livelli delle linee guida dell’OMS, che sono più severi, nel 2023 il numero di siti di monitoraggio in cui la qualità dell’aria è considerata sicura per la salute era relativamente basso, in particolare per il PM 2,5 e l’ozono. Il rischio di impatti sulla salute legati a questi inquinanti include <strong>malattie respiratorie e cardiovascolari</strong>. Il dato emerge appunto se si guarda alle percentuali di stazioni di monitoraggio che rispettano le linee guida dell’OMS. In quest’ultimo caso, <strong>solo l’8%</strong> dei siti di monitoraggio <strong>per PM2.5 risulta conforme</strong> e solo il <strong>2%</strong> per quanto riguarda l’<strong>ozono</strong>. Va un po’ meglio per il PM10 (36%) e per il biossido di azoto (30%).</p>
<p>L’EEA spiega che, “<em>sebbene la combustione di carburanti sia una fonte comune della maggior parte di questi inquinanti, la riduzione del rischio per la salute richiede spesso una combinazione di diverse misure a causa della variazione nelle fonti specifiche che contribuiscono a ciascun inquinante. Ad esempio, per l&#8217;NO2 la fonte principale è il trasporto, in particolare il <strong>traffico stradale</strong>, e quindi l&#8217;NO2 tende a rappresentare un problema particolare nelle aree urbane</em>”.</p>
<p>I trasporti causano anche emissioni di PM 10 e PM 2.5 ma per questi incide anche il contributo delle altre attività economiche e della combustione domestica di combustibili solidi.</p>
<h2>Italia, dati negativi</h2>
<p>L’<strong>Italia</strong> esibisce spesso dati critici.</p>
<p>Se si guarda ai livelli di<strong> PM10</strong>, ad esempio, emerge che (con un limite medio giornaliero nella Ue di 50 μg/m3) “<em>concentrazioni superiori al valore limite giornaliero UE per il PM10 si riscontrano principalmente in <strong>Italia</strong> e in <strong>alcuni Paesi dell&#8217;Europa orientale</strong>. In molti Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale, combustibili solidi come <strong>carbone e legna</strong> vengono utilizzati per il riscaldamento domestico e in alcuni impianti industriali e centrali elettriche. La <strong>Pianura Padana</strong>, nell&#8217;Italia settentrionale, è un&#8217;area densamente popolata e industrializzata con condizioni meteorologiche e geografiche specifiche che favoriscono l&#8217;<strong>accumulo di inquinanti atmosferici </strong>in atmosfera. Alcune concentrazioni <strong>superano il valore limite giornaliero UE</strong> anche nelle <strong>Isole Canarie</strong>, principalmente a causa dell&#8217;apporto naturale di <strong>polvere sahariana</strong></em>”.</p>
<p>Per il <strong>PM2.5</strong>, concentrazioni superiori al valore limite annuale dell’Ue ci sono ancora in <strong>Italia</strong>, insieme alla <strong>Turchia</strong> e alla maggioranza dei Paesi nei <strong>Balcani occidentali</strong>. Anche per l’<strong>ozono</strong> nel 2023 le concentrazioni più elevate sono state riscontrate nel <strong>Mar Mediterraneo orientale</strong>, in <strong>Italia</strong>, nella <strong>Penisola Iberica</strong> e nell&#8217;<strong>Europa centrale</strong>.</p>
<h2>Le linee guida OMS</h2>
<p>I livelli guida globali per la qualità dell&#8217;aria dell&#8217;OMS (3) sono stati stabiliti nel 2021. Sono inferiori ai valori limite e obiettivo UE e mirano a prevenire impatti significativi dell&#8217;inquinamento atmosferico sulla salute umana.</p>
<p>Le <strong>linee guida dell’OMS</strong> sulla qualità dell’aria non sono giuridicamente vincolanti ma rappresentano un riferimento per i Paesi e gli organi legislativi quando definiscono le politiche e i parametri di riferimento per la qualità dell’aria e per il controllo degli inquinanti atmosferici (4).</p>
<p>Hanno portato a una rivisitazione dei valori raccomandati in precedenza, con <strong>riduzioni dei valori guida</strong> rilevanti per tutti gli inquinanti, in particolare per il valore annuale del PM2,5 e dell’NO2. Ad esempio nel 2005 il livello medio annuo di emissioni più elevato raccomandato per il PM2.5 era di 10 μg/m3; la revisione del 2021 dimezza questo numero, portandolo a soli 5 μg/m3. Il livello medio annuo di emissione raccomandato per il PM10 nel 2021 passa a 15 μg/m3 (era di 20 μg/m3 nel 2005). Vengono abbassati anche i livelli di esposizione giornalieri. Per il <strong>biossido di azoto</strong>, le linee guida dell&#8217;OMS sono state drasticamente riviste da 40 a 10 μg/m3 in media all&#8217;anno.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>1. Air quality steadily improving but EU standards still not fully met, latest EEA data analysis shows</p>
<p><a href="https://www.eea.europa.eu/en/newsroom/news/air-pollution-standards-still-not-fully-met-across-europe">https://www.eea.europa.eu/en/newsroom/news/air-pollution-standards-still-not-fully-met-across-europe</a></p>
<p>2. Air quality status report 2025</p>
<p><a href="https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/air-quality-status-report-2025">https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/air-quality-status-report-2025</a></p>
<p>3. WHO global air quality guidelines: particulate matter (‎PM2.5 and PM10)‎, ozone, nitrogen dioxide, sulfur dioxide and carbon monoxide</p>
<p><a href="https://iris.who.int/handle/10665/345329">https://iris.who.int/handle/10665/345329</a></p>
<p>4. Qualità dell’aria: le nuove linee guida dell’OMS. <a href="https://www.epicentro.iss.it/ambiente/qualita-aria-linee-guida-oms-2021">https://www.epicentro.iss.it/ambiente/qualita-aria-linee-guida-oms-2021</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/qualita-aria-europa-salute/">Qualità dell’aria in Europa, l’inquinamento è ancora elevato</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<item>
		<title>Inquinamento Zero al 2050, nuovi standard UE sulla qualità dell&#8217;aria</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-zero-al-2050-nuovi-standard-ue-sulla-qualita-dellaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 10:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento Zero]]></category>
		<category><![CDATA[qualità aria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso Inquinamento Zero al 2050, l’Europa si dota di una nuova direttiva che aggiorna gli standard sulla qualità dell’aria per gli inquinanti, con obiettivi da raggiungere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Verso Inquinamento Zero al 2050, l’Europa si dota di una nuova direttiva che aggiorna gli standard sulla qualità dell’aria per gli inquinanti, con obiettivi da raggiungere entro il 2030 e più strettamente allineati agli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).</p>
<h2>Gli inquinanti</h2>
<p><strong>Gli inquinanti</strong> cui ci si riferisce comprendono fra gli altri il particolato PM10 e PM2,5, il biossido di azoto, l’anidride solforosa e il biossido di zolfo, tutti notoriamente responsabili di problemi respiratori e di una cattiva qualità dell’aria che colpisce la quasi totalità della popolazione.</p>
<p><strong>La direttiva</strong> stabilisce poi un equo accesso alla giustizia e il diritto al risarcimento da parte dei cittadini che siano danneggiati in salute dall’inquinamento atmosferico. Il Consiglio ha formalmente adottato la direttiva il 14 ottobre 2024.</p>
<p><em><strong>“Le nuove norme</strong> contribuiranno all&#8217;obiettivo dell&#8217;UE di conseguire l&#8217;inquinamento zero entro il 2050 e aiuteranno a scongiurare i decessi prematuri dovuti all&#8217;inquinamento atmosferico. I cittadini dell&#8217;UE potranno chiedere un risarcimento per i danni alla loro salute dovuti al mancato rispetto delle norme dell&#8217;UE in materia di qualità dell&#8217;aria”.</em> (1)</p>
<h2>Cattiva aria, migliaia di morti premature</h2>
<p><strong>La cattiva aria</strong> che respiriamo è causa di problemi respiratori e di salute. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, ogni anno circa 300 mila persone in Europa muoiono prematuramente a causa dell&#8217;inquinamento atmosferico. Nel 2021 ha rappresentato la <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-seconda-causa-di-morte-per-i-bambini/">seconda causa di morte</a> per i bambini. (2)</p>
<p><strong>Nel 2021</strong>, il 97% della popolazione residente nelle aree urbane è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM2,5, il più nocivo tra gli inquinanti atmosferici) superiori ai livelli menzionati nei più recenti orientamenti dell&#8217;Oms.</p>
<p><strong>Alla sola esposizione al particolato fine</strong> sono imputati 238 mila decessi prematuri nel 2020, un numero 12 volte superiore alle vittime degli incidenti stradali dello stesso anno.</p>
<p><strong>Nonostante gli impegni</strong>, i livelli di emissioni rimangono ancora al di sopra dei livelli raccomandati. Ridurre l’inquinamento atmosferico è dunque fondamentale per tutelare la salute umana e del pianeta.</p>
<h2>La nuova direttiva Inquinamento Zero</h2>
<p><strong>La nuova direttiva</strong> stabilisce dunque standard di qualità dell&#8217;aria più rigorosi per il 2030, quale passo intermedio verso il conseguimento dell&#8217;obiettivo di inquinamento zero e per contribuire a un ambiente privo di sostanze tossiche entro il 2050.</p>
<p><strong>Ci si allinea di più</strong> agli orientamenti dell’Oms. Gli standard riguarderanno inoltre i limiti di emissione, gli obblighi di riduzione dell&#8217;esposizione media e le soglie di allarme. Ad esempio, per il particolato fine (PM2,5), responsabile del maggior numero di morti precoci in Europa, il valore limite annuale sarà ridotto da 25 µg/m³ a 10 µg/m³ (il valore indicato negli orientamenti dell&#8217;OMS è 5 µg/m³).</p>
<p><em><strong>“L&#8217;esposizione media</strong> della popolazione agli inquinanti che hanno l&#8217;impatto documentato più elevato sulla salute umana, ossia il particolato sottile (PM2,5) e il biossido di azoto dovrebbe essere ridotta sulla base delle più recenti raccomandazioni dell&#8217;OMS. A tal fine, oltre ai valori limite, ma non in sostituzione degli stessi, dovrebbe essere introdotto un obbligo di riduzione dell&#8217;esposizione media quale norma complementare di qualità dell&#8217;aria”</em>, si legge nella direttiva. (3)</p>
<p><em><strong>“È opportuno fissare una soglia</strong> di allarme e una soglia di informazione per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5) e l&#8217;ozono al fine di tutelare la salute della popolazione in generale e, in particolare, delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili dalle esposizioni di breve durata a concentrazioni elevate di inquinanti”</em>.</p>
<h2>Proroga possibile</h2>
<p><strong>Il termine</strong> di riferimento per i nuovi standard è il 2030. Rimane però la possibilità di un rinvio della data.</p>
<p><em><strong>“Gli Stati membri</strong> possono chiedere che il termine del 2030 sia prorogato se sono soddisfatte condizioni specifiche”,</em> spiega il Consiglio.</p>
<p><strong>Nella direttiva</strong>, infatti, si legge che <em>“per le zone in cui le condizioni sono particolarmente difficili, in via eccezionale dovrebbe essere possibile prorogare il termine entro il quale deve essere garantita la conformità ai valori limite per la qualità dell&#8217;aria nei casi in cui, nonostante l&#8217;attuazione di adeguate misure di abbattimento, in alcune zone specifiche persistano problemi acuti di conformità. </em><em>Le eventuali proroghe per una determinata zona dovrebbero essere corredate di una tabella di marcia globale sottoposta alla valutazione della Commissione”.</em></p>
<h2>Risarcimento per danni alla salute</h2>
<p><strong>C’è poi il risarcimento</strong> per danni alla salute umana, con un rafforzamento dell’accesso alla giustizia da parte dei cittadini. La direttiva consente a chi vanta un interesse sufficiente, comprese le Ong, di contestarne l&#8217;attuazione.</p>
<p><strong>Le norme</strong> impongono dunque agli Stati di garantire che le persone possano chiedere e ottenere un risarcimento qualora abbiano subito danni alla salute a seguito di una violazione di carattere doloso o colposo delle norme nazionali che recepiscono la direttiva.</p>
<p><em><strong>“Gli Stati membri</strong> provvedono affinché le persone fisiche la cui salute subisce un danno a causa di una violazione delle norme nazionali di recepimento (&#8230;) della presente direttiva, commessa intenzionalmente o per negligenza dalle autorità competenti, abbiano il diritto di chiedere e ottenere un risarcimento per tale danno”</em> (art 28 comma 1).</p>
<p><strong>Gli Stati</strong> avranno due anni di tempo per recepire la direttiva nel diritto nazionale.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Qualità dell&#8217;aria: via libera definitivo del Consiglio al rafforzamento degli standard nell&#8217;UE https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/10/14/air-quality-council-gives-final-green-light-to-strengthen-standards-in-the-eu/</p>
<p>(2) Qualità dell&#8217;aria https://www.consilium.europa.eu/it/policies/air-quality/</p>
<p>(3) DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla qualità dell&#8217;aria ambiente e per un&#8217;aria più pulita in Europa https://data.consilium.europa.eu/doc/document/PE-88-2024-INIT/it/pdf</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-zero-al-2050-nuovi-standard-ue-sulla-qualita-dellaria/">Inquinamento Zero al 2050, nuovi standard UE sulla qualità dell&#8217;aria</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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