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	<title>Roma Capitale Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Utenze salvavita e bonus energia ai disabili, la beffa di Areti SpA</title>
		<link>https://www.egalite.org/utenze-salvavita-e-bonus-energia-ai-disabili-la-beffa-di-areti-spa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 09:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Areti SpA]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[bonus energia]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disabili la cui esistenza dipende da uno o più dispositivi e ausili ‘salvavita’ hanno diritto a registrare le proprie utenze presso i fornitori di energia elettrica per<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I disabili la cui esistenza dipende da uno o più dispositivi e ausili ‘salvavita’ hanno diritto a registrare le proprie utenze presso i fornitori di energia elettrica per ricevere garanzia di continuità dell’approvvigionamento e tariffa preferenziale (c.d. bonus energia), ma il distributore romano Areti SpA osa prendersi beffa di loro. Una vergogna degna di nota, in un contesto kafkiano.</p>
<h2><strong>1) Utenze salvavita e bonus energia ai disabili, la grande avventura</strong></h2>
<p><strong>Le persone con disabilità</strong>, come si è visto, hanno diritto a una fornitura continuativa di energia elettrica &#8211; senza <em>blackout</em> e razionamenti- nel caso in cui utilizzino uno o più dei dispositivi e ausili ‘salvavita’ di cui in Allegato al DM 13.1.11. (1) La procedura da seguire non è semplice né facilmente accessibile, poiché i fornitori e distributori di energia elettrica raramente dispongono di informazioni chiare sui loro siti <em>web</em> e linee telefoniche dedicate.</p>
<h3><strong>1.1) Procedura di accesso al bonus, il primo paradosso</strong></h3>
<p><strong>Il ‘<em>bonus sociale per disagio fisico</em></strong><em> per la fornitura di energia elettrica</em>’ &#8211; infelice già nel nome, ove si riferisca a ‘<em>disagio fisico</em>’ anziché a ‘<em>disabilità</em>’ &#8211; deve venire richiesto, si legge sul sito di ARERA, al Comune o al CAF. (2)</p>
<p><strong>I numerosi CAF</strong> interpellati da Égalité nella città di Roma tuttavia &#8211; oltre a essere spesso inaccessibili, in barba alle leggi sull’abbattimento delle barriere architettoniche &#8211; si limitano però a trattare il solo ‘bonus sociale’ per le famiglie con bassi redditi.</p>
<p><strong>La categoria di cittadini</strong> (prima ancora che ‘consumatori’ e ‘utenti’) fragili per antonomasia è così costretta ad avventurarsi in un ginepraio a geometria variabile, negli oltre 7.000 Comuni e Municipi d’Italia, per esercitare i propri diritti.</p>
<h2><strong>2) Dichiarazione della ASL</strong></h2>
<p><strong>Il documento necessario</strong> per registrare l’utenza elettrica degli aventi diritto nell’elenco ‘salvavita’, e fruite del ‘bonus energia’, è un’apposita certificazione della ASL ove si attesti che il richiedente versa in condizioni di ‘<em>grave malattia che richiede l&#8217;utilizzo di apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita</em>’. Così riferisce ARERA, trascurando due aspetti:</p>
<ul>
<li>la disabilità è in molti casi una condizione di vita, transitoria o permanente, e non necessariamente ‘<em>una grave malattia</em>’,</li>
<li>i ‘salvavita’ non sono solo<em> apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita</em>’ (es. tende per ossigeno-terapia, apparecchi per dialisi) ma anche, ai sensi del DM 13.1.11, i dispositivi elettrici per il sollevamento, trasferimento e trasporto dei disabili.</li>
</ul>
<h3><strong>2.2) Dispositivi salvavita, il secondo paradosso</strong></h3>
<p><strong>Il secondo paradosso</strong> &#8211; verificato da Égalité presso la ASL 3 di Roma metropolitana &#8211; è che i servizi sanitari non sono disposti a certificare l’effettivo e dimostrabile utilizzo, da parte dei disabili, di ’salvavita’ altrettanto energivori che non siano stati prescritti dalle ASL. Ciò comporta che:</p>
<ul>
<li><strong>l’ascensore</strong>, il montacarichi o montascale, piuttosto che la carrozzina elettrica acquistati da persone con disabilità a loro spese &#8211; non per diletto ma per poter vivere e accedere alle loro abitazioni, magari anche a causa di indisponibilità o ritardi nell’erogazione da parte dei servizi pubblici, o indisponibilità dei condomini a ripartire i costi &#8211; sono perciò esclusi dalle agevolazioni in esame,</li>
<li><strong>a prescindere</strong> da ogni considerazione sul livello di disabilità degli aventi diritto. Così ad esempio un disabile tetraplegico che ha ricevuto dalla ASL un materasso a celle d’aria anti-decubito (15-50 Wh) e ha dovuto acquistare in proprio un ascensore (10.000 Wh) riceve un bonus minimale e rischia di subire <em>blackout, </em>magari pure programmato, senza poter accedere alla propria abitazione.</li>
</ul>
<h2><strong>3) Areti SpA, la beffa a un cittadino disabile</strong></h2>
<p><strong>Areti SpA</strong> &#8211; Azienda Comunale Energia e Ambiente, a capitale misto pubblico-privato tra Roma Capitale (socio di maggioranza), l&#8217;azienda francese SUEZ e l&#8217;imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, con parte delle azioni quotate in Borsa Italiana &#8211; è stata protagonista di una recente beffa a una persona con disabilità.</p>
<p><strong>Il cittadino disabile</strong> ha presentato via PEC, il 14 maggio 2023, apposita ‘<em>istanza di registrazione utenza salvavita</em>’. Seguendo le istruzioni ricevute al telefono da Areti SpA, dopo ore di ping-pong tra i vari centralini della stessa Areti (già Acea Distribuzione) e del fornitore di energia Acea SpA. Allegando, <em>ça va sans dire</em>, la fatidica certificazione della ASL di appartenenza (Roma 3).</p>
<h3><strong>3.1) Adagio con beffa</strong></h3>
<p><strong>La certificazione</strong> a firma del dirigente medico dell’Ufficio Protesico della ASL competente, che segue il malcapitato disabile da circa 8 anni, riferisce trattarsi di ‘<em>persona in gravi condizioni di salute tali da richiedere l&#8217;utilizzo presso il proprio domicilio di apparecchiature medico-terapeutiche necessarie per la sua esistenza in vita e alimentate ad energia elettrica indicate all&#8217;elenco sottostante</em>’ di cui al decreto Min. Salute 13.1.11. Precisando il tipo di ausilio e le ore di consumo elettrico giornaliero.</p>
<p><strong>La PEC</strong> di risposta di Areti SpA, a 39 giorni di distanza, è firmata dal ‘responsabile reclami’ di Areti SpA. Il quale comunica che ‘<em>a seguito di verifica con l&#8217;ASL del suo distretto di appartenenza non risultano utilizzi di macchinari salva vita nell&#8217;immobile, pertanto non è possibile procedere con la sua richiesta di inserimento nella lista di utenze di protezione elettrica</em>’ (v. Allegato). Senza neppure contattare il richiedente &#8211; nel caso di specie, persona disabile con tetraplegia &#8211; né indicare le modalità di interlocuzione e opposizione. Salvo indicare il sito web.</p>
<h3><strong>3.2) Vergogna romana</strong></h3>
<p><strong>Il trattamento </strong>degli utenti disabili da parte di Areti SpA è emblematico. Non solo per l’inaccessibilità delle informazioni e di linee di contatto dedicate a un’ampia platea di cittadini e consumatori vulnerabili, laddove le persone con disabilità grave censite da ISTAT in Italia sono oltre tre milioni di cui la metà <em>over-75</em>. (4) Ma anche per un approccio indifferente alle effettive condizioni delle persone con disabilità. Delle due l’una:</p>
<ul>
<li>o Areti SpA sospetta che il dirigente ASL firmatario della certificazione protocollata abbia commesso un falso ideologico in atto pubblico e un tentativo di truffa aggravata, in concorso con il richiedente, per garantire a quest’ultimo la continuità della fornitura di elettricità domestica. Ricordando che tale certificazione ha valore legale fino a prova di falso, da accertare in sede giudiziaria,</li>
<li>oppure la ‘verifica presso la ASL di appartenenza’, di cui Areti SpA dovrà fornire documentazione scritta, è deficitaria. Magari anche a causa della parziale cancellazione degli archivi della Sanità di Regione Lazio a seguito di vari attacchi <em>hacker</em> &#8211; uno dei quali ha fatto attivare anche il governo italiano e la Commissione europea &#8211; di cui anche gli ‘ispettori alla amatriciana’ di Areti SpA dovrebbero aver avuto notizia. (5)</li>
</ul>
<h2><strong>4) Areti SpA, un caso o una prassi?</strong></h2>
<p><strong>Rimane il dubbio</strong> se la condotta di Areti SpA sopra descritta rappresenti un caso isolato o forse piuttosto una prassi. Le istanze di inserimento utenze nel registro salvavita da parte dei disabili sono sempre gestite dall’ufficio reclami? Se così fosse, tale prassi potrebbe servire a mantenere i lauti profitti di Areti e/o di Acea rigettando queste istanze a caso, o magari in quota costante, confidando nella rassegnazione dei contraenti deboli.</p>
<p><strong>L’Antitrust</strong> meglio di altri potrebbe valutare la situazione e magari aprire un’istruttoria nei confronti di Areti SpA. <strong>L’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali</strong> (<em><strong>Privacy</strong></em>) potrebbe a sua volta valutare la legittimità di ‘istruttorie’ condotte da Areti SpA presso i servizi sanitari pubblici &#8211; in ordine a dati sensibili dei cittadini e senza raccogliere il loro consenso &#8211; che vadano al di là della sola verifica formale di autenticità della certificazione protocollata dalla stessa ASL e allegata alla domanda.</p>
<h2><strong>AAA Attiviamoci!</strong></h2>
<p><strong>Invitiamo i nostri lettori</strong> a trasmetterci notizie e documenti su altre simili disavventure occorse a disabili che abbiano subito il rigetto delle proprie legittime istanze, all’indirizzo <a href="mailto:egaliteonlus@gmail.com">egaliteonlus@gmail.com</a>.</p>
<p><em>Égalité</em>!</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3><strong>Allegato</strong></h3>
<p><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/06/PEC-di-Areti-SpA-23.6.23-a-utente-disabile-che-ha-presentato-istanza-di-registrazione-utenza-salvavita.pdf">PEC di Areti SpA 23.6.23 a utente disabile che ha presentato istanza di registrazione utenza salvavita</a></p>
<h3><strong>Note</strong></h3>
<p>(1) Dario Dongo. Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani. <a href="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/">https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/</a> <em>Égalité</em>. 16.9.22</p>
<p>(2) Bonus sociale per disagio fisico per la fornitura di energia elettrica. V.</p>
<p>Decreto interministeriale 28.12.07, decreto Min. Salute 13.1.11, decreto Min. Sviluppo Economico 29.12.16.</p>
<p>Delibera ARERA 402/2013/R/com e Allegato A. Maggiori informazioni su <a href="https://www.arera.it/it/consumatori/ele/bonusele_df.htm#rich3">https://www.arera.it/it/consumatori/ele/bonusele_df.htm#rich3</a></p>
<p>(3) V. Areti. Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE) <a href="https://www.areti.it/gestione-rete/interruzioni-programmate/piano-salva-blackout-pesse">https://www.areti.it/gestione-rete/interruzioni-programmate/piano-salva-blackout-pesse</a></p>
<p>(4) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/italia-un-popolo-di-anziani-e-disabili-rapporto-istat-2022/">Italia, un popolo di anziani e disabili. Rapporto ISTAT 2022</a>. <em>Égalité</em>. 17.4.23</p>
<p>(5) Arianna Di Cori. Attacco hacker al Lazio. I Green Pass lumaca e la Caporetto del Cup, sanità in ginocchio. <a href="https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/08/03/news/attacco_hacker_al_lazio_i_green_pass_lumaca_e_la_caporetto_del_cup_sanita_in_ginocchio-312756339/amp/">https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/08/03/news/attacco_hacker_al_lazio_i_green_pass_lumaca_e_la_caporetto_del_cup_sanita_in_ginocchio-312756339/amp/</a> <em>Repubblica</em>. 3.8.21</p>
<p>(6) Antonio Sbraga. Gli <em>hacker</em> fanno il <em>bis</em> alla Regione Lazio: attacco al ReCup e prenotazioni in tilt. <a href="https://www.iltempo.it/roma-capitale/2022/03/03/news/hacker-fanno-il-bis-alla-regione-lazio-attacco-recup-prenotazioni-in-tilt-laziocrea-nicola-zingaretti-30681754/amp/">https://www.iltempo.it/roma-capitale/2022/03/03/news/hacker-fanno-il-bis-alla-regione-lazio-attacco-recup-prenotazioni-in-tilt-laziocrea-nicola-zingaretti-30681754/amp/</a> <em>Il Tempo</em>. 3.3.22</p>
<p>(7) Sei mesi prima del caso descritto, l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP) ha irrogato una sanzione di un milione di euro alla stessa Areti Spa, per altre violazioni della normativa sulla <em>privacy</em>. V. GPDP. Ordinanza ingiunzione nei confronti di Areti S.p.A. 24 novembre 2022 [9832979] <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9832979">https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9832979</a></p>
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		<title>Mobilità personale dei disabili, diritti negati e blackout a Roma</title>
		<link>https://www.egalite.org/mobilita-personale-dei-disabili-diritti-negati-e-blackout-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 15:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[CRPD]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[inaccessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità personale]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/mobilita-personale-dei-disabili-diritti-negati-e-blackout-a-roma/">Mobilità personale dei disabili, diritti negati e blackout a Roma</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mobilità personale è uno dei tanti diritti riconosciuti ai disabili solo ‘sulla carta’, nella teoria. Ecco cosa prevede la Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità. A raffronto con i diritti negati in Italia, e il recente <em>blackout</em> a Roma.</p>
<h2>Mobilità personale, i diritti dei disabili</h2>
<p><strong>La disabilità</strong> può esprimersi in varie forme. Fisica e sensoriale, neurologica e psichica. In molti casi il disabile ha la necessità di venire accompagnato e trasportato. Ogni giorno, se pure in molti casi solo per percorrere brevi distanze. A questa necessità corrisponde un preciso diritto, proclamato dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. (1)</p>
<p><strong>La Convenzione ONU</strong> sui diritti delle persone con <a href="https://www.egalite.org/disabilita/">disabilità</a>, in particolare, ha stabilito il dovere degli Stati di garantire la mobilità personale dei disabili con il più elevato livello di indipendenza possibile. Tenuto conto delle loro esigenze e delle loro libere scelte, a costi accessibili. Per consentire la loro partecipazione a una società inclusiva. (2)</p>
<h2>Mobilità personale, i diritti negati in Italia</h2>
<p><strong>Il diritto costituzionale</strong> delle persone con disabilità di poter ricevere servizi di mobilità personale, in Italia, è tuttavia sistematicamente violato. E soprattutto, i servizi sociali a sostegno della mobilità personale variano sensibilmente da Regione a Regione, oltreché da un Comune all’altro. Con livelli abissali di diseguaglianze, come sempre <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">a discapito degli ‘ultimi degli ultimi’</a>.</p>
<p><strong>Le gravi inadempienze</strong> del settore pubblico sono aggravate dall’omessa definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) relativi alla mobilità individuale. Gli svantaggiati sono così spesso costretti alla completa esclusione sociale. Salvo potersi affidare &#8211; in alcune aree del Paese ed entro i limiti della provvidenza &#8211; a servizi privati di volontariato che in qualche modo suppliscano alle carenze pubbliche.</p>
<p><strong>Le famiglie e i <em>care-giver</em></strong> sono l’unica via di salvezza, per chi almeno abbia questa risorsa. Per poter frequentare la scuola, andare al lavoro, provvedere alle esigenze di vita quotidiana e partecipare alle attività sociali. Oltreché recarsi, all’occorrenza, nei centri di cura e terapia. (2)</p>
<h2>Mobilità personale a Roma. Un servizio sociale pubblico antesignano</h2>
<p><strong>Il servizio sociale taxi</strong> a favore delle persone disabili venne introdotto dal Comune di Roma 3 decadi or sono, proprio per garantire la mobilità personale di almeno alcuni degli individui svantaggiati. In anteprima, tra l’altro, rispetto all’affermazione di tale diritto da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.</p>
<p><strong>Le liste dei beneficiari </strong>di tale servizio, a ben vedere, erano già chiuse da diversi anni. Di conseguenza, coloro che avevano maturato in tempi più recenti il diritto alla mobilità individuale ne erano preclusi, a prescindere dal livello della loro invalidità e dalle situazioni patrimoniali. Ma almeno a un migliaio di persone, tale supporto fondamentale è stato fornito per lungo tempo.</p>
<p><strong>La capitale</strong>, oltretutto, è afflitta da barriere architettoniche ubiquitarie e inaccessibilità diffusa dei mezzi di trasporto pubblico. In un contesto che si è di recente aggravato a causa dei guasti diffusi degli ascensori, nelle già poche fermate di metropolitana teoricamente attrezzate. <a href="https://www.egalite.org/metro-roma-black-out-ascensori/">Come abbiamo denunciato più volte</a>, l’estate scorsa, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.</p>
<h2>Servizio sociale taxi</h2>
<p><strong>L’1 ottobre 2019</strong>, tuttavia, il servizio sociale taxi per portatori di handicap è stato interrotto improvvisamente, dal Comune di Roma, senza alcun preavviso. <em>Blackout</em>. La testimonianza del nostro amico Carlo Corizza, che ne ha potuto beneficiare per lungo tempo, qui a seguire.</p>
<p><em><strong>‘Sono disabile al 100%</strong> dalla nascita, a causa di emiplegia spastica, e vivo su una sedia a rotelle. Dal 1990 lavoro presso il Comune di Roma, all’ufficio dell’anagrafe.</em></p>
<p><em><strong>Fin dall’inizio</strong> della mia attività lavorativa ho potuto fruire del servizio di mobilità individuale a favore dei disabili. Un servizio organizzato dai servizi sociali del comune di Roma in convenzione dapprima con tutti i radio-taxi della città, poi soltanto con le cooperative 06-3570 e 06-6645.</em></p>
<p><em><strong>Grazie al servizio sociale taxi</strong> &#8211; che peraltro era stato concesso a un numero limitato di invalidi residenti a Roma &#8211; ho potuto recarmi al lavoro ogni giorno per 30 anni, facendomi accompagnare dalla casa all’ufficio e viceversa.</em></p>
<h2><em>Blackout</em> a Roma</h2>
<p><em><strong>&#8216;A partire dall’1.10.19</strong> il servizio sociale taxi è stato però sospeso, senza alcun preavviso. Il Comune di Roma ha infatti deciso di sostituire questo servizio indispensabile a tanti di noi con un servizio di trasporto collettivo attraverso pulmini inagibili e inaccessibili, della società Tumbo, se non ricordo male&#8217;.</em></p>
<p><em><strong>I pulmini </strong>organizzano giri collettivi per ‘raccogliere e scaricare’ i disabili nelle varie zone della città. Devono venire prenotati con un giorno d’anticipo e tuttavia non garantiscono la continuità del trasporto negli orari che per chi lavora sono imperativi. Oltretutto gli autisti non attendono neppure pochi minuti di ritardo, che a volte per i disabili sono inevitabili a causa di improvvise emergenze.</em></p>
<p><em><strong>Ma ciò che è peggio</strong>, i pulmini sono privi di pedane per consentire l’accesso di coloro che si trovano sulle carrozzine elettriche, e non hanno un addetto che possa aiutare i disabili in difficoltà per salire e scendere da un mezzo che, a differenza dell’auto dei taxi, è alto e difficile da ‘scalare’.</em></p>
<p><em><strong>A seguito della sospensione</strong> del servizio sociale taxi, molti di noi sono impossibilitati ad andare al lavoro, altri devono rinunciare alla scuola, altri ancora alle terapie. E pure i pensionati invalidi, che fino a poche settimane fa avevano diritto a 8 corse al mese, devono a loro volta rinunciare ai trasporti per le visite mediche piuttosto che per le attività sociali&#8217;.</em></p>
<h2>&#8216;Espulsi&#8217; dal lavoro</h2>
<p><em><strong>&#8216;Questa situazione</strong> è del tutto insostenibile. Per chi lavora, affrontare i costi di un trasporto taxi quotidiano è pressoché impossibile. Il rischio è quello di perdere il lavoro e subire ulteriore emarginazione sociale. Per chi non lavora, va da sé come una pensione d’invalidità di 280 euro al mese sia incompatibile con ogni uscita e costringa perciò il disabile all’isolamento più completo.</em></p>
<p><em><strong>Da parte del Comune di Roma</strong>, nessun segnale. Da parte della Regione Lazio, tanto meno. La situazione è ferma, la discriminazione insostenibile.</em>’</p>
<p><strong>Ringraziamo Carlo Corizza</strong> per la condivisione, esprimendo la nostra disponibilità a raccogliere testimonianze sui livelli di servizio pubblico offerti ai portatori di handicap nei vari Comuni d’Italia. Nella prospettiva, tra l’altro, di agire in via giudiziaria per ottenere il concreto riconoscimento dei diritti umani fondamentali consacrati nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), all’articolo 20. (2)</p>
<p><strong>Gli interessati sono pregati di scriverci</strong>, a <a href="mailto:egaliteonlus@gmail.com">egaliteonlus@gmail.com</a>.</p>
<p>#Égalité!</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) <em>UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD), testo originale in inglese su <a href="https://www.un.org/disabilities/documents/convention/crpd_english.doc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.un.org/disabilities/documents/convention/crpd_english.doc</a></p>
<p>(2) CRPD, Article 20 &#8211; Personal mobility.</p>
<p>‘<em>States Parties shall take effective measures to ensure personal mobility with the greatest possible independence for persons with disabilities, including by:</em></p>
<p><em>(a) Facilitating the personal mobility of persons with disabilities in the manner and at the time of their choice, and at affordable cost (&#8230;)</em>.’</p>
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		<title>Metro Roma, black-out ascensori</title>
		<link>https://www.egalite.org/metro-roma-black-out-ascensori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jul 2019 18:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azioni di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ATAC]]></category>
		<category><![CDATA[interruzione di pubblico servizio]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitana]]></category>
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		<category><![CDATA[Procura della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Roma]]></category>
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		<category><![CDATA[tutela accessibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=758</guid>

					<description><![CDATA[<p>Metro Roma, black-out ascensori, tutti denunciati. L’11.6.19 Égalité ha presentato all’ufficio centrale dei Carabinieri NAS &#8211; per l’inoltro alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma &#8211; una denuncia nei confronti dei<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Metro Roma, black-out ascensori</strong>, tutti denunciati. L’11.6.19 Égalité ha presentato all’ufficio centrale dei Carabinieri NAS &#8211; per l’inoltro alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma &#8211; <a href="https://www.egalite.org/azioni-tutela/">una denuncia</a> nei confronti dei legali rappresentanti di ATAC e della società a cui è affidata la manutenzione della linea metropolitana di Roma Capitale. Nonché nei confronti dei loro dirigenti responsabili di garantire il corretto funzionamento degli ascensori.</p>
<p>Alla prima denuncia, per il delitto di interruzione di pubblico servizio, è seguita il 12.6.19 una querela nei confronti degli stessi soggetti per il delitto di violenza privata. (1)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Interruzione di pubblico servizio</strong>. ‘<em>Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno.</em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em>I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni</em>’ (codice penale, articolo 340).</span></p>
<h2>Metro Roma, black-out ascensori, la parola alla Procura</h2>
<p><strong>La Procura della Repubblica</strong> dovrà accertare le responsabilità che attengono al sistematico difetto di funzionamento degli ascensori nella gran parte delle stazioni di metropolitana nella città di Roma. Le fotografie e testimonianze raccolte mostrano infatti come gli ascensori &#8211; di cui neppure tutte le stazioni sono fornite &#8211; siano fuori servizio da oltre un mese. Il servizio è così inaccessibile a genitori con bambini piccoli e passeggini, anziani e altri utenti. In tutte quelle situazioni di svantaggio (fisico, neurologico o sensoriale) o comunque di necessità (anche temporanea, come il trasporto di trolley) non compatibili con la salita delle scale.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Violenza privata</strong>. ‘<em>Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni</em>.’ (codice penale, articolo 610).</span></p>
<p><strong>L’omissione di preavviso</strong> circa il mancato funzionamento di ascensori e montascale, prima dei tornelli di accesso, è altresì sistematica. Questa fattispecie meriterà altresì attenzione &#8211; da parte della magistratura inquirente &#8211; per verificare l’eventuale ricorrenza del delitto di truffa aggravata.</p>
<p><em>(Dario Dongo)</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Cfr. <a href="https://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2014/10/30/codice-penale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">codice penale</a>, articoli 340 (Interruzione di pubblico servizio) e 610 (violenza privata)</p>
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