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	<title>salute pubblica Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Un’Europa malata di disuguaglianze: il rapporto EuroHealthNet</title>
		<link>https://www.egalite.org/disuguaglianze-salute-rapporto-eurohealthnet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 08:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Europa non è mai stata così longeva. Con un&#8217;aspettativa di vita media di 81,4 anni, i cittadini europei vivono più a lungo che in qualsiasi altra<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Europa non è mai stata così longeva. Con un&#8217;aspettativa di vita media di 81,4 anni, i cittadini europei vivono più a lungo che in qualsiasi altra epoca della storia. Questo dato nasconde però una verità scomoda: la salute, come la ricchezza, è distribuita in modo profondamente ineguale. Non è solo una questione di geografia – un bambino nato in Spagna può aspettarsi di vivere oltre otto anni in più di uno nato in Bulgaria – ma di classe sociale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>È questa la fotografia che emerge dal rapporto ‘Disuguaglianze sociali in salute nell’UE’, redatto da EuroHealthNet in collaborazione con il Centre for Health Equity Analytics (CHAIN) e basato sui dati dell&#8217;Indagine Sociale Europea (ESS).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>L&#8217;abisso della disuguaglianza</h2>
<p>La prima, grande mistificazione è la media. Mentre a Malta si possono aspettare 71 anni di vita <b>in buona salute</b>, in Lettonia questo traguardo si ferma a 53. Un divario di 18 anni.</p>
<p>Il cuore del problema non sta solo tra i Paesi, bensì all&#8217;interno di essi. L&#8217;ESS rivela che in tutta Europa, una persona con un basso livello di istruzione (licenza media) ha il <b>40% di probabilità</b> di dichiarare di stare in cattiva salute, contro il <b>20%</b> di chi possiede una laurea. Il doppio. E non si tratta di un confine netto tra ricchi e poveri, ma di un ‘<b>gradiente sociale</b>’: più si scala la piramide sociale, migliore diventa la salute. Il manager ha più probabilità di vivere a lungo e in salute dell&#8217;impiegato, che a sua volta sta meglio dell&#8217;operaio.</p>
<h3>La salute come termometro della società</h3>
<p>Perché, come cittadini e come classe dirigente, dovremmo preoccuparci di questo? La risposta è triplice.</p>
<p>&#8211; <b>etica</b>. La salute è un diritto umano fondamentale. L&#8217;entità delle disuguaglianze è la cartina di tornasole di quanto una società sia giusta e solidale:</p>
<p>&#8211; <b>economica</b>. Una popolazione malata è una popolazione meno produttiva. I costi sanitari diretti si sommano a quelli indiretti per assenteismo, presenteismo (lavorare in condizioni di malessere) e perdita di forza lavoro;</p>
<p>&#8211; <b>sociale e democratica</b>. La ricerca mostra un circolo vizioso tra cattiva salute, sfiducia nelle istituzioni e disimpegno democratico. Una società malata è una società fragile, meno capace di affrontare sfide epocali come la transizione verde e digitale o le crisi geopolitiche.</p>
<h2>I veri colpevoli non sono (soltanto) i geni</h2>
<p>Uno dei luoghi comuni più duri a morire è che la salute sia frutto di scelte individuali e di DNA. Il rapporto smonta questa narrativa: <b>l&#8217;assistenza sanitaria incide solo per il 10%</b> sulle differenze di salute della popolazione. Il restante 90% è governato da <b>determinanti sociali</b>:</p>
<p>1.<span class="Apple-converted-space">  </span>sicurezza finanziaria</p>
<p>2.<span class="Apple-converted-space">  </span>alloggio</p>
<p>3.<span class="Apple-converted-space">  </span>ambiente</p>
<p>4.<span class="Apple-converted-space">  </span>reti sociali</p>
<p>5.<span class="Apple-converted-space">  </span>condizioni di lavoro e di vita.</p>
<p>Questi fattori sono a loro volta il riflesso di disuguaglianze più profonde di potere e opportunità. Il vero problema, denuncia il rapporto, è sistemico. I sistemi politici ed economici determinano l&#8217;equa distribuzione delle risorse attraverso la tassazione, i salari minimi e le politiche di welfare. Inoltre, le pratiche commerciali giocano un ruolo nefasto: i <b>gruppi socioeconomici più bassi </b>sono i bersagli preferiti di prodotti nocivi e a basso costo, come il <b>cibo ultra-processato</b> o l&#8217;<b>alcol</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Prodotti e pratiche commerciali sono responsabili di <b>quasi un decesso su quattro (24,5%)</b> nella regione europea. Combattere le disuguaglianze sanitarie, quindi, richiede un <b>approccio che coinvolga l&#8217;intera amministrazione</b>.</p>
<h2>La mappa del malessere</h2>
<p>Il rapporto analizza i dati ESS del 2014 e del 2024 su 14 Stati membri UE e altri 3 Paesi europei, tracciando un decennio di evoluzioni.</p>
<h3>Salute fisica: un&#8217;Europa a due velocità</h3>
<p>Nel 2024, quasi un europeo su tre (30%) dichiara di avere una salute da ‘discreta’ a ‘pessima’. Il dato aggregato è leggermente migliorato (-1,8% in 10 anni), ma nasconde dinamiche opposte.</p>
<p><b>I virtuosi</b>. Slovenia e Polonia sono i fari di speranza. Sono gli unici Paesi dove il divario tra istruiti e meno istruiti si sta riducendo, mentre contemporaneamente la salute generale migliora per tutti. Hanno trovato la formula per crescere senza lasciare indietro nessuno.</p>
<p><b>I disuguali</b>. Austria, Germania e Ungheria hanno migliorato la salute media, ma a un prezzo altissimo: l&#8217;aumento delle disuguaglianze. In Austria e Germania, i benefici sono andati esclusivamente ai più istruiti, creando un solco sempre più profondo. In Ungheria, tutti stanno meglio, ma i ricchi hanno migliorato più dei poveri.</p>
<p><b>L&#8217;involuzione preoccupante</b>. Belgio, Norvegia e Lituania registrano il peggior risultato: la salute peggiora per tutti e le disuguaglianze aumentano. Un segnale di allarme per modelli sociali considerati tra i più avanzati.</p>
<p><b>Il paradosso scandinavo</b>. Svezia e Irlanda hanno visto ridursi le disuguaglianze, ma non perché i più svantaggiati stiano meglio, ma perché la salute dei più istruiti è peggiorata. È un livellamento verso il basso.</p>
<h3>Salute mentale, la pandemia silenziosa e il peso della professione</h3>
<p>La salute mentale è il termometro più sensibile del malessere sociale. In media, il 12% degli europei (un adulto su otto) dichiara una cattiva salute mentale, un dato stabile dal 2014. Ma anche<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>qui, le disuguaglianze sono marcate.</p>
<p>La forbice si apre in base alla professione: solo l&#8217;<b>8%</b> dei dirigenti e professionisti dichiara problemi, una percentuale che sale al <b>18%</b> tra chi svolge lavori manuali o di routine. Oltre il doppio.</p>
<p>Anche in questo frangente emergono dinamiche nazionali molto differenti.</p>
<p>&#8211; <b>I modelli</b>. Ungheria e Slovenia brillano ancora: salute mentale stabile o in miglioramento per tutti e divari che si riducono.</p>
<p>&#8211; <b>La svolta iberica</b>. Spagna, Portogallo e Lituania mostrano un modello interessante: la salute mentale è migliorata per i gruppi a bassa professionalità e peggiorata per quelli alti, riducendo le disuguaglianze in un contesto di media in rialzo.</p>
<p>&#8211; <b>La crisi del benessere</b>. Belgio, Regno Unito, Norvegia e Irlanda vedono calare le disuguaglianze, ma solo perché la salute mentale di tutti peggiora, con un crollo più accentuato ai piani alti. In Norvegia, paradossalmente, i lavoratori meno qualificati stanno mentalmente meglio di dieci anni fa, mentre i manager stanno peggio.</p>
<p>&#8211; <b>I peggiori in classifica</b>. Germania, Francia, Svezia, Svizzera e Finlandia mostrano la tendenza più allarmante: la salute mentale media peggiora e, contemporaneamente, i divari tra le classi professionali si allarano. È il segno di società sotto stress, dove la pressione sta erodendo il benessere psicologico in modo diseguale.</p>
<h2>I fattori scatenanti le disuguaglianze</h2>
<p>L&#8217;analisi multivariata del rapporto identifica i fattori che più pesano sulle disuguaglianze.</p>
<p>Per la <b>salute fisica</b>, il fattore numero uno è la <b>percezione della sicurezza economica</b> (&#8216;Avere abbastanza soldi per vivere comodamente&#8217;). Al secondo posto c&#8217;è il <b>peso corporeo</b>, seguito da condizioni di lavoro, fumo e difficoltà finanziarie durante l&#8217;infanzia.</p>
<p>Per la salute mentale, ancora una volta, la <b>sicurezza economica</b> è il driver principale. Subito dopo, il <b>controllo sul proprio lavoro</b> (autonomia, potere decisionale) si rivela cruciale. Lo stress e il senso di impotenza nella vita quotidiana completano il quadro.</p>
<p>Questi dati confermano che le politiche per l&#8217;equità devono partire dal portafoglio e dalla dignità sul lavoro.</p>
<h2>Le vie d’uscita: cosa funziona sul campo</h2>
<p>Il rapporto non si limita a diagnosticare il male, ma propone terapie, evidenziando casi di studio virtuosi.</p>
<h3>L&#8217;approccio sistemico: l&#8217;economia del benessere in Finlandia</h3>
<p>La Finlandia ha reso operativo il concetto di &#8216;economia del benessere&#8217; con un Piano d&#8217;Azione Nazionale (2023-2025). Ha creato indicatori e strumenti per integrare il benessere in ogni decisione politica, con una visione al 2050 che bilancia obiettivi sociali, economici e ambientali. Significa che un ministero dei Trasporti, prima di approvare un&#8217;infrastruttura, deve valutarne l&#8217;impatto non solo sul PIL, ma sulla salute e la coesione sociale dei cittadini.</p>
<h3>La tassa mirata: la sugar tax polacca</h3>
<p>La Polonia, con un emendamento del 2015, ha introdotto una tassa sulle bevande zuccherate. L&#8217;obiettivo era duplice: disincentivarne il consumo (specialmente tra le fasce a basso reddito, più esposte al marketing di questi prodotti) e spingere i produttori a riformulare le ricette. È un classico esempio di politica &#8216;universalista&#8217; (riguarda tutti) che ha un impatto &#8216;proporzionale&#8217; (aiuta di più i più vulnerabili).</p>
<h3>L&#8217;universalismo proporzionato: l&#8217;esempio del Belgio Fiammingo</h3>
<p>Il Flemish Institute of Healthy Living supporta le organizzazioni nell&#8217;applicare il principio dell&#8217;<b>universalismo proporzionato</b>: servizi universali a cui tutti hanno accesso, ma erogati con un&#8217;intensità e una scala proporzionale al bisogno. Non è assistenzialismo, è equità. Si offrono programmi per tutti, ma si dedicano più risorse e attenzione alle comunità più svantaggiate.</p>
<h3>Gli interventi mirati: la salute delle donne Rom in Grecia</h3>
<p>Ad Atene, l&#8217;Istituto Prolepsis gestisce un programma di promozione della salute per le donne Rom, coinvolgendole direttamente nella progettazione dei corsi (su salute sessuale, prevenzione oncologica, vaccinazioni). È la dimostrazione che per raggiungere i gruppi più emarginati, è necessario un approccio &#8216;su misura&#8217; e un coinvolgimento diretto della comunità.</p>
<h3>La leadership del settore sanitario: Norvegia e Spagna</h3>
<p>Anche se la salute si decide fuori dagli ospedali, il settore sanitario ha un ruolo di regia.</p>
<p>In <b>Norvegia</b>, il Public Health Act rende la riduzione delle disuguaglianze una responsabilità legale a tutti i livelli di governo, fornendo ai comuni profili sanitari locali per indirizzare gli interventi.</p>
<p>In <b>Spagna</b>, il ministero della Salute ha pubblicato una &#8216;health equity checklist&#8217;, uno strumento pratico per aiutare decisori e professionisti a integrare l&#8217;equità in ogni strategia e programma.</p>
<h2>La sfida di Bruxelles e il ruolo (troppo timido) dell&#8217;Unione Europea</h2>
<p>L&#8217;UE ha gli strumenti per essere un attore decisivo, ma il suo potenziale è sottoutilizzato.</p>
<h3>Il Pilastro europeo dei diritti sociali: una cornice da riempire</h3>
<p>Il Pilastro europeo dei diritti sociali è un insieme di 20 principi e diritti fondamentali, promulgato a Göteborg nel 2017. È il quadro di riferimento più promettente. Il suo Principio 16 sancisce il diritto a un&#8217;assistenza sanitaria di qualità e accessibile. Strumenti come la <b>Garanzia europea per l&#8217;infanzia</b> (per combattere la povertà infantile) e il piano per un&#8217;<b>edilizia abitativa a prezzi accessibili </b>sono iniziative concrete che, se potenziate, possono colpire i determinanti sociali della salute. Tuttavia, l&#8217;UE non può imporre queste politiche; può solo monitorare i progressi attraverso il Semestre europeo e il Social Scoreboard, un processo che spesso manca di &#8216;denti&#8217; vincolanti.</p>
<h3>I poteri inespressi: regolamentare i giganti del commercio</h3>
<p>L&#8217;UE ha il potere di regolamentare i &#8216;determinanti commerciali della salute&#8217; (tabacco, alcol, cibo malsano), ma lo ha fatto con troppa lentezza e timidezza. L’attività di lobbyng dell&#8217;industria ha spesso ritardato o annacquato proposte legislative. Il prossimo Piano d&#8217;azione per la salute cardiovascolare sarà un banco di prova fondamentale.</p>
<h3>I fondi: la coesione che può guarire</h3>
<p>La politica di coesione, con i suoi fondi strutturali, è il più potente strumento di investimento sociale dell&#8217;UE. Il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (2028-2034) sarà cruciale. Se l&#8217;obiettivo è la competitività e la sicurezza, come dichiarato dalle nuove linee guida, allora investire nell&#8217;equità sanitaria non è un costo, ma un prerequisito. Una forza lavoro malata e stressata non può competere a livello globale.</p>
<h2>Conclusioni e raccomandazioni: un&#8217;agenda per un&#8217;Europa più sana e giusta</h2>
<p>Il quadro che emerge è preoccupante. Le disuguaglianze sanitarie sono profonde, ingiuste e, in molti Paesi, in peggioramento. Il fatto che in nazioni ricche come Germania e Svezia la salute mentale stia peggiorando e i divari si stiano ampliando è un campanello d&#8217;allarme che non può essere ignorato.</p>
<p>Le raccomandazioni del rapporto sono una chiamata all&#8217;azione corale e radicale.</p>
<h3><b>Raccomandazioni chiave per affrontare le cause profonde:</b></h3>
<p>1.<span class="Apple-converted-space">  </span><b>reddito e lavoro</b>. Garantire un reddito minimo adeguato e salari dignitosi. Migliorare le condizioni di lavoro, in particolare il &#8216;controllo&#8217; che i lavoratori hanno sulle loro attività;</p>
<p>2.<span class="Apple-converted-space">  </span><b>ambienti sani</b>. Affrontare la crisi abitativa e garantire l&#8217;accesso al cibo sano, regolamentando aggressivamente il marketing del cibo spazzatura;</p>
<p>3.<span class="Apple-converted-space">  </span>prevenzione. Riorientare i sistemi sanitari dalla cura alla prevenzione primaria, investendo massicciamente nella promozione della salute mentale.</p>
<h3><b>Raccomandazioni per una governance efficace:</b></h3>
<p>1. <b>integrare l&#8217;equità in tutte le politiche</b>. Inserire obiettivi di equità sanitaria nella strategia anti-povertà dell&#8217;UE, nel Semestre europeo e nei fondi strutturali. Organizzare Consigli UE congiunti tra ministri della Salute, Affari Sociali e Finanze;</p>
<p>2. <b>leadership sanitaria</b>. Il settore salute deve farsi promotore di un&#8217;azione intersettoriale, istituendo meccanismi di alto livello e coinvolgendo i cittadini, specialmente le voci più marginali;</p>
<p>3. <b>dati e trasparenza</b>. Colmare le lacune nei dati, specialmente sui bambini. Raccogliere informazioni più dettagliate e comparabili, e riferire regolarmente sui progressi;</p>
<p>4.<span class="Apple-converted-space">  </span><b>strumenti pratici</b>. Utilizzare sistematicamente le ‘valutazioni di impatto sull&#8217;equità sanitaria’ per tutte le politiche principali e comunicare i risultati ai cittadini.</p>
<p>La diagnosi e le terapie sono individuate. La domanda che rimane è se <b>ci sarà la volontà politica</b>, a livello nazionale e europeo, di agire.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>&#8211; EuroHealthNet-CHAIN report. Social inequalities in health in the EU. Are countries closing the health gap? Settembre 2025 <a href="https://eurohealthnet.eu/publication/social-inequalities-in-health-in-the-eu/">https://eurohealthnet.eu/publication/social-inequalities-in-health-in-the-eu/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eurobarometro, i cittadini europei reclamano tutela di ambiente e salute</title>
		<link>https://www.egalite.org/eurobarometro-i-cittadini-europei-reclamano-tutela-di-ambiente-e-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 14:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobarometro]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cittadini europei sono ben consapevoli dell’impatto sulla salute dei disastri ambientali in corso e invocano misure di protezione. L’indagine di Eurobarometro. (1) Ambiente e salute,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I cittadini europei sono ben consapevoli dell’impatto sulla salute dei disastri ambientali in corso e invocano misure di protezione. L’indagine di Eurobarometro. (1)</p>
<h2>Ambiente e salute, unicità inscindibile</h2>
<p><strong>Oltre tre quarti degli europei</strong> (78%) concordano sul fatto che le questioni ambientali hanno un effetto diretto sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute.</p>
<p><strong>Circa quattro intervistati su cinque</strong> (84%) ritengono che la legislazione ambientale dell&#8217;UE sia necessaria per proteggere l&#8217;ambiente nel loro Paese.</p>
<h2>Cittadini europei preoccupati</h2>
<p><strong>Paesi</strong> come Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Portogallo e Italia continuano a a registrare, come nel precedente Eurobarometro 2019, una forte preoccupazione.</p>
<p><strong>Tra l&#8217;88% e il 98%</strong> dei cittadini afferma che l&#8217;ambiente ha un impatto sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute.</p>
<h2>Chi inquina paghi</h2>
<p><strong>I cittadini </strong>sono preoccupati anche per i costi dell&#8217;inquinamento.</p>
<p><strong>Il 92%</strong> degli europei afferma che le aziende dovrebbero farsi carico dei costi di bonifica dell&#8217;inquinamento, come in teoria previsto dalla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/crimini-ambientali-la-nuova-direttiva-ue/">nuova direttiva sui crimini ambientali</a>. Il 74% concorda sul fatto che dovrebbero essere le autorità pubbliche a farsi carico di tali costi.</p>
<p><strong>Speranze vane</strong>, in casi come l’inquinamento da PFAS che attanaglia il Veneto, ove l’industria responsabile dell’avvelenamento delle acque è fallita, lasciando le falde acquifere e i suoli in condizioni disastrose. (2)</p>
<h2>Le priorità ambientali</h2>
<p><strong>Le emergenze</strong> su cui lavorare sono chiare ai cittadini europei:</p>
<p><strong>&#8211; l&#8217;<a href="https://www.egalite.org/economiacircolare/">economia circolare</a></strong> è considerata una priorità essenziale, per affrontare i problemi ambientali, in 11 Stati membri,</p>
<p><strong>&#8211; il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/nature-restoration-law-via-libera-in-ue/">ripristino della natura</a></strong>, al secondo posto tra le misure urgenti, è considerato il rimedio più importante in Grecia, Portogallo, Spagna, Estonia, Cipro e Bulgaria.</p>
<h2>Il ruolo attivo dei cittadini</h2>
<p><strong>L’indagine</strong> Eurobarometro mostra che i cittadini sono già impegnati a fare la loro parte</p>
<p><strong>&#8211; quasi sei intervistati su dieci</strong> si dichiarano disposti a pagare di più per prodotti sostenibili che siano più facili da riparare, riciclabili e/o prodotti in modo ecosostenibile</p>
<p><strong>&#8211; tutti</strong> sostengono l’obiettivo di riduzione della quantità di rifiuti, attraverso la loro raccolta differenziata e l’impiego di imballaggi riutilizzabili.</p>
<h2>Acqua, inquinamento e sprechi</h2>
<p><strong>Oltre tre quarti </strong>(78%) degli europei ritengono che l&#8217;UE dovrebbe proporre misure aggiuntive per affrontare i problemi legati all&#8217;acqua in Europa, vale dire</p>
<p>&#8211; inquinamento</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo</p>
<p>&#8211; spreco.</p>
<p><strong>La protezione della salute</strong> pubblica dall’impatto delle sostanze chimiche pericolose è giudicata <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/rimandata-lapprovazione-delle-modifiche-al-reach-la-lobby-della-chimica-puo-esultare/">troppo scarsa</a> da oltre la metà degli europei (52%), che invoca misure più incisive.</p>
<p><strong>Gli sprechi idrici </strong>sono un’altra questione prioritaria da affrontare, a fronte di inefficienze diffuse che la maggior parte degli intervistati considera inaccettabili a livello nazionale e locale.</p>
<h2>(In)sicurezza chimica</h2>
<p><strong>Oltre quattro intervistati su cinque</strong> (84%) sono preoccupati per l&#8217;impatto sulla loro salute delle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/sostanze-chimiche-tossiche-in-oggetti-di-uso-quotidiano-il-rapporto-inglese/">sostanze chimiche nocive presenti nei prodotti di uso quotidiano</a>.</p>
<p><strong>Altrettanti</strong> cittadini (84% del campione intervistato) sono preoccupati per l&#8217;impatto di tali sostanze chimiche sull&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Il 72%</strong> degli europei afferma inoltre di tenere conto della sicurezza chimica dei prodotti quando effettua acquisti.</p>
<p><strong>Oltre la metà</strong> degli europei (52%) ritiene tuttavia che il livello effettivo di protezione della salute umana e dell&#8217;ambiente dalle sostanze chimiche nocive sia troppo basso e debba venire aumentato.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Attitudes of Europeans towards the Environment. Eurobarometro. Maggio 2024 <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173?s=03">https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173?s=03</a></p>
<p>(2) Marta Strinati, Ylenia Patti Giammello. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/inquinamento-da-pfas-quasi-quattromila-morti-in-piu-in-30-comuni-veneti/">Inquinamento da PFAS, quasi quattromila morti in più in 30 comuni veneti</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.6.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/eurobarometro-i-cittadini-europei-reclamano-tutela-di-ambiente-e-salute/">Eurobarometro, i cittadini europei reclamano tutela di ambiente e salute</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale</title>
		<link>https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-sul-piano-strategico-ue-per-la-salute-pubblica-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 20:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Global Gateway]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=6048</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale. (1) Un progetto politico molto ambizioso, sul quale i cittadini e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-sul-piano-strategico-ue-per-la-salute-pubblica-globale/">Consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale. (1)</p>
<p>Un progetto politico molto ambizioso, sul quale i cittadini e le parti sociali interessate potranno esprimersi fino al 19.9.22.</p>
<h2>Salute pubblica globale, il ruolo dell’UE</h2>
<p><strong>La pandemia</strong> da Covid-19 ha messo in luce l’esigenza di affrontare con efficacia le minacce sanitarie e le disuguaglianze sanitarie, anche a livello di Unione Europea (UE). (2)</p>
<p><strong>Obiettivo generale </strong>del piano strategico della Commissione è rinnovare l&#8217;azione esterna (e interna) dell&#8217;UE in ambito sanitario, assegnandole un ruolo più chiaro ed efficiente.</p>
<h2>Piano strategico UE, i 5 punti chiave</h2>
<p><strong>Il nuovo piano </strong>strategico UE si articola su cinque punti chiave:</p>
<p>1) gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goals</em>, <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">SDGs</a>) in Agenda ONU 2030),</p>
<p>2) la strategia UE ‘<em>Global Gateway</em>’, che aspira a promuovere connessioni digitali nei sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca (oltreché nei settori energetico e dei trasporti) a livello globale, con un investimento UE di € 300 miliardi circa, (3)</p>
<p>3) il crescente impatto di cambiamenti climatici e perdita di biodiversità sulla salute pubblica, (4)</p>
<p>4) l&#8217;evoluzione delle malattie infettive, incluse le zoonosi (dagli animali all’uomo), e le malattie non trasmissibili (<em>Non-Communicable Diseases</em>, NCDs), (5)</p>
<p>5) i recenti cambiamenti della ‘architettura sanitaria globale’. Avendo riguardo sia al diritto umano a una copertura sanitaria universale, (6) sia all&#8217;interconnessione tra persone, animali, piante e l&#8217;ambiente, secondo l’approccio <em>One Health</em>. (7)</p>
<h2>Obiettivi UE</h2>
<p><strong>L&#8217;iniziativa</strong> si prefigge di definire una strategia per:</p>
<p>1) rafforzare i sistemi sanitari globali per affrontare le disuguaglianze sanitarie, progredire verso una copertura sanitaria universale e fornire protezione sociale in ambito sanitario,</p>
<p>2) stimolare una ‘<em>leadership mondiale</em>’ dell’UE, con un approccio <em>Team Europe</em> che contribuisca a rendere più efficaci le istituzioni multilaterali e sviluppi partenariati strategici con altre regioni del pianeta,</p>
<p>3) garantire un finanziamento efficace mediante un approccio <em>Team Europe</em>, che corrisponda alle esigenze e alle ambizioni di questa iniziativa.</p>
<h2>Strumenti</h2>
<p><strong>La strategia UE </strong>dovrebbe individuare misure tematiche e trasversali per conseguire tali obiettivi, che potranno comprendere:</p>
<p>a) un miglioramento del coordinamento, per parlare con una sola voce (insieme ai Paesi dell&#8217;UE e ai portatori di interessi) a livello mondiale, regionale e nazionale, (8)</p>
<p>b) la promozione di un coordinamento più efficace tra gli altri attori e iniziative mondiali in campo sanitario, ad esempio tramite l&#8217;attuazione del piano d&#8217;azione globale per una vita sana e il benessere di tutti (<em>Global Action Plan for Healthy Lives and Well-being for All</em>), (9)</p>
<p>c) una <em>leadership</em> che mostri l&#8217;esempio da seguire, con un aumento di credibilità. La strategia delineerà le misure necessarie che la Commissione, i Paesi dell&#8217;UE, il Parlamento e i portatori di interessi (<em>stakeholders</em>) dovranno adottare.</p>
<h2>Multilateralismo, WHO, salute al centro</h2>
<p><strong>Le misure</strong> individuate nel progetto di strategia UE in esame comprendono altresì:</p>
<p>d) il miglioramento dell&#8217;architettura sanitaria globale per affrontare le sfide sanitarie equamente e in modo più efficace.<br />
La strategia dovrebbe riflettere il multilateralismo &#8211; es. G7, G20, OCSE (9) &#8211; e la partecipazione a WHO (<em>World Health Organization</em>). (10) Promuovendo il rafforzamento del sistema sanitario con specifici flussi di finanziamento. Le pandemie dovrebbero venire affrontate con uno ‘<em>strumento specifico vincolante</em>’ e il rafforzamento del regolamento sanitario internazionale,</p>
<p>e) l&#8217;inclusione efficace della salute in tutte le politiche (commercio, resilienza delle catena di approvvigionamento globali, <em>etc</em>.) che sono essenziali per contribuire al conseguimento degli obiettivi della politica sanitaria.</p>
<p>#andràtuttobene?</p>
<p><em>Dario Dongo ed Elena Bosani</em></p>
<p><em>Immagine di copertina da Health Consumer Powerhouse (non-profit organization). Ultimi dati su <a href="https://healthpowerhouse.com/en/category/euro-health-consumer-index/?post_type=publications">https://healthpowerhouse.com/en/category/euro-health-consumer-index/?post_type=publications</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <em>Sanità mondiale &#8211; nuova strategia dell&#8217;UE</em> (<a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13506-Global-health-new-EU-strategy_en">europa.eu</a>)</p>
<p>(2) La dichiarata <em>leadership</em> europea non è purtroppo emersa nella gestione della recente pandemia. Si può fare di più, come annotato nella nostra trilogia <em><a href="https://www.egalite.org/covid-19-abc-i-nostri-ebook-sul-nuovo-coronavirus/">Covid-19, abc</a></em>. I nostri <em>ebook</em> sul nuovo coronavirus</p>
<p>(3) Strategia UE Global Gateway. V. <a href="https://bit.ly/3IHjBjB">https://bit.ly/3IHjBjB</a></p>
<p>(4) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/speciale-strategia-ue-2030-per-la-biodiversita-il-piano-annunciato-a-bruxelles/"><em>Speciale – Strategia UE 2030 per la Biodiversità, il piano annunciato a Bruxelles</em></a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 31.5.20,</p>
<p>(5) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/obesita-obesita-infantile-e-marketing-rapporto-who-europe-2022/">Obesità, obesità infantile e marketing. Rapporto WHO Europe 2022</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 16.6.22,</p>
<p>(6) Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</p>
<p>(7) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/one-health-salute-e-benessere-animale-umano-planetario-cosa-possiamo-fare/">One Health. Salute e benessere animale, umano, planetario. Cosa possiamo fare?</a> GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 2.6.21,</p>
<p>(8) Obiettivo che la Commissione europea purtroppo oggi stenta a raggiungere, sul fronte della salute pubblica associata alla sicurezza alimentare, a causa delle disfunzioni della sua DG Sante. Come si è visto nel recente caso della analisi e gestione dei rischi legati alle allergie alimentari. V. Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/allergeni-e-rasff-blackout-europeo/"><em>Allergeni e RASFF, blackout europeo</em></a>. 13.7.22,</p>
<p>(9) I concetti di salute pubblica e multilateralismo postulano ovviamente il raggiungimento della pace nella macro-regione europea. Pace in Europa, appello al cancelliere Olaf Scholz. Petizione</p>
<p>(10) Frequently asked questions of SDG3 <em>Global Action Plan</em> (<a href="http://who.int">who.int</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-sul-piano-strategico-ue-per-la-salute-pubblica-globale/">Consultazione pubblica sul piano strategico UE per la salute pubblica globale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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