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	<title>sistema sanitario Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Rapporto GIMBE: cresce la spesa sanitaria privata, ma il 40% è inutile</title>
		<link>https://www.egalite.org/rapporto-gimbe-spesa-sanitaria-privata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 11:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La spesa sanitaria privata delle famiglie italiane ha superato nel 2023 i 40 miliardi di euro, rileva il Rapporto GIMBE, che sottolinea la necessità di aumentare<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La spesa sanitaria privata delle famiglie italiane ha superato nel 2023 i 40 miliardi di euro, rileva il Rapporto GIMBE, che sottolinea la necessità di aumentare il valore della spesa sanitaria pubblica, ridurre gli sprechi e garantire un accesso equo alle cure, preservando i principi fondanti del SSN.</p>
<p>Il rapporto GIMBE analizza la spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, evidenziando le criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e le dinamiche della spesa sanitaria.</p>
<h2>La spesa sanitaria in Italia nel 2023</h2>
<p><strong>La spesa sanitaria</strong> in Italia nel 2023 è stata complessivamente di 176,1 miliardi di euro, di cui:</p>
<ul>
<li>130,3 miliardi (74% del totale) di spesa pubblica (SSN)</li>
<li>45,8 miliardi in sanità privata, suddivisa in:</li>
</ul>
<p><strong>&#8211; out-of-pocket</strong>, cioè direttamente sostenuta dalle famiglie, pari a 40,6 miliardi (88,6% della spesa privata)</p>
<p><strong>&#8211; intermediata</strong>, vale a dire rimborsata in parte dalle assicurazioni, per 5,2 miliardi (11,4% della spesa privata).</p>
<h2>Spesa sanitaria pubblica sotto la media europea</h2>
<p><strong>La spesa pubblica per la sanità in Italia è in calo</strong> rispetto alla media europea, con un gap di 697 dollari pro-capite rispetto ai paesi OCSE. &#8216;<em>Dal 2012, tagli e definanziamenti effettuati da tutti i Governi hanno inciso direttamente sulla capacità del SSN di rispondere ai bisogni di salute della popolazione</em>&#8216;, ricorda il Rapporto GIMBE.</p>
<p>In altri termini, <strong>l’Italia spende il 6,2% del PIL</strong>, in confronto al 6,7% medio dei Paesi OCSE e al 6,6% della media UE.</p>
<h2>La spesa privata oltre la media OCSE</h2>
<p><strong>La spesa privata sanitaria</strong> pro-capite degli italiani ammonta a 1.258 dollari, supera sia la media OCSE (1.206 dollari) sia quella UE (1.169 dollari).</p>
<p><strong>La quota più importante</strong> è rappresentata dagli esborsi dei cittadini (out-of-pocket): 1.115 dollari pro-capite, ben oltre la media OCSE (906 dollari).</p>
<p><strong>La spesa out-of-pocket</strong> è aumentata del 26,8% dal 2012 al 2022, con un incremento medio annuo del 2,5%.</p>
<h2>Il 40% della spesa privata è per prestazioni inappropriate</h2>
<p><strong>Le principali voci</strong> di spesa del paniere out-of-pocket includono assistenza sanitaria per cura e riabilitazione (44,6%), prodotti farmaceutici (36,9%) e assistenza a lungo termine (10,9%). Circa il 40% della spesa è però considerata a basso valore, ovvero non contribuisce a migliorare la salute.</p>
<p><strong>La spesa out-of-pocket</strong> è peraltro frenata da fenomeni gravi come</p>
<p>&#8211; la limitazione delle spese per la salute (15,7% delle famiglie nel 2023),</p>
<p>&#8211; l’indisponibilità economica temporanea (5,1% delle famiglie) e</p>
<p>&#8211; la rinuncia alle cure (4,5 milioni di persone nel 2023, di cui 2,5 milioni per motivi economici), come <a href="https://www.egalite.org/ce-unitalia-numerosa-che-rinuncia-a-curarsi/">evidenziato</a> da Eurispes.</p>
<h2>La spesa tramite le assicurazioni sanitarie</h2>
<p><strong>La spesa intermediata</strong> dalle assicurazioni (143 dollari pro-capite) è invece inferiore alla media OCSE (299 dollari). Complessivamente in Italia vale 5,2 miliardi, pari al solo 3% della spesa sanitaria totale.</p>
<p>L’importo complessivo per il <strong>31,6%</strong> è destinato a <strong>costi di gestione</strong>, mentre il <strong>70%</strong> è utilizzato per <strong>servizi e prestazioni.</strong> La crisi del SSN ha spostato un numero crescente di bisogni di salute verso la sanità integrativa, mettendone a rischio la sostenibilità.</p>
<h2>Il valore reale della spesa sanitaria</h2>
<p><strong>Il Rapporto GIMBE</strong> adotta un approccio basato sul valore (value-based healthcare), evidenziando che il ritorno in termini di salute delle risorse investite in sanità è molto variabile:</p>
<p>&#8211; circa il 19% della spesa pubblica è assorbito da sprechi e inefficienze,</p>
<p>&#8211; il 40% della spesa out-of-pocket è a basso valore</p>
<p>&#8211; il 60% della spesa intermediata, invece, è destinato a servizi e prestazioni extra-LEA, ha pertanto un valore più elevato.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>La sostenibilità del SSN</strong> richiede un ripensamento strutturale e riforme coraggiose, conclude il Rapporto GIMBE. La spesa out-of-pocket non può essere semplicemente ridotta attraverso un aumento della spesa intermediata, ma richiede un <strong>aumento del finanziamento pubblico</strong>, una migliore appropriatezza delle prestazioni e una rimodulazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).</p>
<p>La sanità integrativa può essere sostenibile solo se <strong>integrata</strong> in un SSN efficace, altrimenti rischia di crollare insieme al sistema pubblico, aggravando disuguaglianze e iniquità.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Report Osservatorio GIMBE n. 2/2025. La spesa sanitaria privata in Italia nel 2023. <em>Fondazione GIMBE.</em> Bologna, 18 febbraio 2025. <a href="https://tinyurl.com/yeyr3rt3">https://tinyurl.com/yeyr3rt3</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>45 anni di Sistema Sanitario Nazionale. Le iniziative di GIMBE per rilanciarlo</title>
		<link>https://www.egalite.org/45-anni-di-sistema-sanitario-nazionale-le-iniziative-di-gimbe-per-rilanciarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 17:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) compie 45 anni. Il modello italiano di assistenza sanitaria universale, da sempre esemplare per il mondo intero, sta però perdendo efficienza<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) compie 45 anni. Il modello italiano di assistenza sanitaria universale, da sempre esemplare per il mondo intero, sta però perdendo efficienza sempre più rapidamente. Per ripristinarlo la fondazione GIMBE indica punti critici e soluzioni, e lancia due iniziative. (1)</p>
<h2>45 anni di Sistema Sanitario Nazionale</h2>
<p><strong>Il 23 dicembre 1978</strong> il Parlamento approvava a larghissima maggioranza la legge 833 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in attuazione dell’art. 32 della Costituzione. Ispirato da principi di equità e universalismo e finanziato dalla fiscalità generale, il sistema sanitario italiano rappresenta un modello di sanità pubblica esemplare, che ha permesso di tutelare la salute della popolazione.</p>
<p><strong>Un modello</strong> peraltro incluso negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goal, SDGs): Realizzare la Universal Health Coverage (UHC) entro il 2030. (2)</p>
<p><strong>La politica</strong> nazionale ha però demolito, legislatura dopo legislatura, l’impianto originario del SSN, come attestano i disservizi che chiunque può sperimentare.</p>
<p><strong>‘</strong><em><strong>La vita quotidiana delle persone</strong>, in particolare quelle meno abbienti, è sempre più condizionata dalla mancata esigibilità di un diritto fondamentale, quello alla tutela della salute: </em></p>
<p><em>&#8211; interminabili <strong>tempi di attesa</strong> per una prestazione sanitaria o una visita specialistica, </em></p>
<p><em>&#8211; necessità di ricorrere alla <strong>spesa privata</strong> sino all’impoverimento delle famiglie e alla <strong>rinuncia alle cure</strong>, </em></p>
<p><em>&#8211; <strong>pronto soccorso</strong> affollatissimi, </em></p>
<p><em>&#8211; impossibilità di trovare un <strong>medico o un pediatra di famiglia</strong> vicino casa, </em></p>
<p><em>&#8211; enormi <strong>diseguaglianze regionali</strong> e locali sino alla migrazione sanitaria</em>’, dice Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.</p>
<h2>La rete civica #SalviamoSSN e il logo nazionale</h2>
<p><strong>A dieci anni</strong> dall’avvio della campagna #SalviamoSSN, la Fondazione GIMBE lancia una rete civica nazionale con sezioni regionali per coinvolgere sempre più persone nella tutela e nel rilancio del SSN fondato su principi di universalità, uguaglianza, equità per tutelare un diritto costituzionale, e impedire che si degeneri in 21 sistemi sanitari regionali basati sulle regole del libero mercato. (3)</p>
<p><strong>Per valorizzare l’identità</strong> nazionale del SSN, inoltre, la Fondazione Gimbe auspica l’adozione di un logo ufficiale. All’obiettivo sono stati coinvolti la Presidenza della Repubblica, le Alte Cariche dello Stato e il ministero della Salute mediante richiesta formale inviata 4 dicembre 2023.</p>
<h2>La monografia sul SSN</h2>
<p><strong>A queste e numerose altre attività</strong> consultabili nel sito, la Fondazione GIMBE somma la monografia &#8216;Il Servizio Sanitario Nazionale compie 45 anni. Lunga vita al Servizio Sanitario Nazionale!’, un prezioso testo che ripercorre le cause dell’affossamento del SSN e propone soluzioni. (4)</p>
<h2>Le ‘patologie’ del SSN</h2>
<p><strong>Fondazione GIMBE</strong> snocciola le ‘patologie’ del SSN con ricchezza di dettagli e numeri, svelando al cittadino i motivi dei disservizi sempre più assillanti.</p>
<h2>1) Inadeguato finanziamento del SSN italiano</h2>
<p><strong>L’inadeguato finanziamento</strong> del Servizio Sanitario Nazionale si protrae da tre lustri. Negli ultimi 15 anni tutti i governi, di ogni colore, hanno tagliato risorse o non finanziato adeguatamente il SSN. Così,</p>
<p>&#8211; nel 2022 l’Italia supera in termini di spesa sanitaria pubblica pro-capite solo i Paesi dell’Europa meridionale (Spagna, Portogallo, Grecia) e quelli dell’Europa dell’Est, eccetto la Repubblica Ceca,</p>
<p>&#8211; rispetto alla media dei Paesi europei, invece, il sistema sanitario italiano risulta oggi sottofinanziato di 47,3 miliardi di euro,</p>
<p>&#8211; cumulando le differenze accumulate nel periodo 2010-2022 la cifra raggiunge circa 333 miliardi di euro.</p>
<h3>1.1) Fondi irrisori</h3>
<p><strong>L’attuale finanziamento</strong> del Fondo Sanitario Nazionale è inadeguato al rilancio del SSN. L’involuzione viene ben rappresentata nella monografia di GIMBE.</p>
<p><strong>&#8211; Negli anni 2020-2022</strong> il FSN è cresciuto di € 11,6 miliardi, rispetto agli € 8,2 miliardi del decennio 2010-2019. Tuttavia, le ingenti risorse sono state interamente assorbite dall’emergenza pandemica e non hanno permesso di rafforzare in maniera strutturale il SSN, né di mantenere i conti delle Regioni in ordine.</p>
<p><strong>&#8211; All’avvio della XIX Legislatura</strong> (governo Meloni, dal 13.10.22), con la Legge di Bilancio 2023 il governo ha aumentato il FSN di € 2,15 miliardi per il 2023 (di cui € 1,4 miliardi assorbiti dalla crisi energetica), di € 2,3 miliardi per il 2024 e di € 2,6 miliardi per il 2025.</p>
<p>Cifre irrisorie, anche in considerazione dell’inflazione acquisita che a settembre 2023 era del 5,7%, Peraltro, nel medio periodo non si intravede alcun programma di rilancio degli investimenti. Nella Nota di aggiornamento al DEF (NaDEF) del settembre 2023 il rapporto spesa sanitaria/PIL dal 6,6% del 2023 scende al 6,2% nel 2024 sino a toccare il 6,1% nel 2026, ben al di sotto del valore pre-pandemia del 2019.</p>
<p><strong>&#8211; La Legge di Bilancio 2024</strong> prevede un aumento il FSN di € 3 miliardi per il prossimo anno, € 4 miliardi per il 2025 e € 4,2 miliardi per il 2026. Tuttavia, nonostante il netto incremento del FSN nel 2024, non si intravede alcun rilancio progressivo del finanziamento pubblico per la sanità pubblica. Infatti, circa € 2.400 milioni saranno destinati al rinnovo contrattuale del personale sanitario dipendente e convenzionato, e gli incrementi previsti nel 2025 (+1%) e nel 2026 (+0,15%) sono talmente esigui che non riusciranno nemmeno a compensare l’inflazione, né l’aumento dei prezzi di beni e servizi.</p>
<div id="attachment_7102" style="width: 1884px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7102" class="wp-image-7102 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1.jpg" alt="45 anni di Sistema Sanitario Nazionale calo finanziamenti" width="1874" height="1142" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1.jpg 1874w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-300x183.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-1024x624.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-768x468.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-1536x936.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-240x146.jpg 240w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-50x30.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig1-123x75.jpg 123w" sizes="(max-width: 1874px) 100vw, 1874px" /><p id="caption-attachment-7102" class="wp-caption-text">Fonte: GIMBE<span style="font-size: 14px;"> </span></p></div>
<h2>2) Carenza di personale</h2>
<p><strong>La carenza di risorse</strong> continua a indebolire il SSN nelle sue componenti strutturale, tecnologica, organizzativa e, soprattutto, professionale.</p>
<p><strong>‘<em>A pagare le spese</em></strong><em> del progressivo definanziamento è stato infatti soprattutto il personale sanitario. La persistenza del tetto di spesa riferito al lontano 2004 ha prima ridotto la quantità di medici e soprattutto di infermieri, poi li ha progressivamente demotivati tanto che oggi si moltiplicano pensionamenti anticipati, licenziamenti volontari, fughe verso il privato o all’estero</em>’, rimarca Cartabellotta.</p>
<h2>3) Diseguaglianze regionali</h2>
<p><strong>L’uguaglianza e l’equità</strong> che hanno animato la creazione del SSN 45 anni fa sono polverizzate dall’evoluzione di 21 servizi sanitari regionali diseguali.</p>
<p><strong>Nella maggior parte delle Regioni meridionali</strong> non vengono garantiti nemmeno i livelli essenziali di assistenza (LEA). Il monitoraggio 2021 dei LEA da parte del ministero della Salute documenta infatti che delle 14 Regioni adempienti solo 3 sono del Sud (Abruzzo, Puglia e Basilicata), tutte a fondo classifica.</p>
<p>‘<em>E su questa frattura pende <strong>la mannaia dell’autonomia differenziata</strong>, che senza definire e finanziare i Livelli Essenziali delle Prestazioni, non potrà che amplificare le diseguaglianze, legittimando normativamente il divario Nord-Sud e violando il principio di uguaglianza nel diritto alla tutela della salute e assestando il colpo di grazia al SSN</em>’, chiosa il presidente di Fondazione GIMBE.</p>
<h2>4) Migrazione sanitaria</h2>
<p><strong>La conseguenza della ‘frattura strutturale Nord-Sud’</strong> è la crescita della migrazione dei cittadini dalle regioni meridionali a quelle settentrionali in cerca di cure sanitarie.</p>
<p>Il fenomeno vale 4,24 miliardi di euro (2021), che confluiscono da Sud verso 3 regioni settentrionali dove si concentra il 93,3% dei saldi attivi. Proprio le stesse Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto) che hanno già sottoscritto i pre-accordi per le maggiori autonomie.</p>
<p>Nel 2021, infatti, le<strong> Regioni con saldo positivo</strong> superiore a € 100 milioni sono tutte al Nord:</p>
<p>&#8211; Emilia-Romagna (€ 442 milioni),</p>
<p>&#8211; Lombardia (€ 271 milioni),</p>
<p>&#8211; Veneto (€ 228 milioni).</p>
<p><strong>Le Regioni con saldo negativo</strong> maggiore di € 100 milioni sono invece tutte al Centro-Sud:</p>
<p>&#8211; Abruzzo (-€ 108 milioni),</p>
<p>&#8211; Puglia (-€ 131 milioni),</p>
<p>&#8211; Lazio (-€ 140 milioni),</p>
<p>&#8211; Sicilia (-€ 177 milioni),</p>
<p>&#8211; Campania (-€ 221 milioni),</p>
<p>&#8211; Calabria (-€ 252 milioni).</p>
<h2>5) Sprechi e inefficienze</h2>
<p><strong>‘<em>L’erogazione dell’assistenza sanitaria</em></strong><em> oggi risulta molto frammentata, troppo medico-centrica, dicotomizzata tra ospedale e territorio e scarsamente integrata con quella socio-sanitaria, generando sprechi e inefficienze, ridotta qualità dei servizi e disagi per i pazienti</em>’, ricorda Cartabellotta.</p>
<p><strong>Sprechi e inefficienze</strong> non mancano. Si pensi a</p>
<p>&#8211; eccesso di prestazioni da medicina difensiva,</p>
<p>&#8211; frodi,</p>
<p>&#8211; acquisti a costi eccessivi,</p>
<p>&#8211; complessità amministrative,</p>
<p>&#8211; inadeguato coordinamento dell’assistenza, in particolare tra setting ospedalieri e territoriali.</p>
<p>Queste criticità meritano un’azione di recupero, ma il loro risanamento non è certo sufficiente a risanare il SSN.</p>
<h2>6) Espansione del privato accreditato</h2>
<p><strong>Le strutture sanitarie private</strong> accreditate continuano ad aumentare, complice la mancanza di un’assistenza pubblica efficiente.</p>
<p>Ormai appresentano</p>
<p>&#8211; quasi la metà di quelle che erogano l’assistenza ospedaliera (48,6%),</p>
<p>&#8211; il 60,4% di quelle per la specialistica ambulatoriale,</p>
<p>&#8211; l’84% delle strutture destinate all’assistenza residenziale,</p>
<p>&#8211; il 71,3% delle strutture destinate all’assistenza semiresidenziale,</p>
<p>&#8211; il 78,2% delle strutture riabilitative. (5)</p>
<div id="attachment_7103" style="width: 2012px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7103" class="wp-image-7103 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2.jpg" alt="sanità privata" width="2002" height="1366" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2.jpg 2002w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-300x205.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-1024x699.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-768x524.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-1536x1048.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-214x146.jpg 214w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-50x34.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/12/fig.2-110x75.jpg 110w" sizes="(max-width: 2002px) 100vw, 2002px" /><p id="caption-attachment-7103" class="wp-caption-text">Fonte: GIMBE</p></div>
<h2>Salviamo il SSN</h2>
<p><strong>‘<em>In occasione del suo 45° compleanno</em></strong><em> con le nostre iniziative vogliamo ribadire alla popolazione il valore inestimabile del SSN e l’inderogabile necessità di un patto sociale e politico che, prescindendo da ideologie partitiche e avvicendamenti di Governi, riconosca in quel modello di sanità un pilastro della nostra democrazia, una conquista irrinunciabile e una grande leva per lo sviluppo economico del Paese. Oltre che un’alleanza tra tutti gli attori della sanità finalizzata a rinunciare ai privilegi acquisiti per rilanciare questo prezioso bene comune nell’esclusivo interesse delle persone</em>’, conclude Cartabellotta.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Fondazione GIMBE. Il Servizio Sanitario Nazionale compie 45 anni. GIMBE lancia la rete civica #SalviamoSSN e chiede al Presidente Mattarella un logo per il SSN. “Festa” di compleanno amara e con la mannaia dell&#8217;autonomia differenziata. 19.12.23 <a href="https://www.gimbe.org/pagine/341/it/comunicati-stampa">https://www.gimbe.org/pagine/341/it/comunicati-stampa</a></p>
<p>(2) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</a>. <em>Égalité</em>. 22.2.20</p>
<p>(3) Per aderire alla rete civica, compilare il form a questo link https://salviamo-ssn.it/salviamo-ssn/rete-individui.it-IT.html</p>
<p>(4) Nino Cartabellotta. &#8216;Il Servizio Sanitario Nazionale compie 45 anni. Lunga vita al Servizio Sanitario Nazionale!&#8217; <a href="https://salviamo-ssn.it/var/contenuti/Monografia_SSN45.pdf">https://salviamo-ssn.it/var/contenuti/Monografia_SSN45.pdf</a></p>
<p>(5) Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale 2021. Ministero della Salute <a href="https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&amp;id=3299">https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&amp;id=3299</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/45-anni-di-sistema-sanitario-nazionale-le-iniziative-di-gimbe-per-rilanciarlo/">45 anni di Sistema Sanitario Nazionale. Le iniziative di GIMBE per rilanciarlo</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Antibiotico-resistenza, la pandemia silenziosa</title>
		<link>https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-la-pandemia-silenziosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 08:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico-resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7097</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’antibiotico-resistenza è già stata segnalata da WHO (2019) come una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello planetario, una pandemia silenziosa poiché a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-la-pandemia-silenziosa/">Antibiotico-resistenza, la pandemia silenziosa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’antibiotico-resistenza è già stata segnalata da WHO (2019) come una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello planetario, una pandemia silenziosa poiché a tutt’oggi sottovalutata &#8211; quando non ignorata &#8211; nei diversi contesti. (1) Sebbene a essa siano state ricondotti circa 4,95 milioni di decessi nel solo 2019, prima dell’era Covid. Il pericolo è immediato e diffuso poiché quando gli antibiotici ‘non funzionano più’ le popolazioni sono esposte alle complicanze gravi (anche letali) di un lungo elenco di malattie e infezioni che diventano difficili da curare.</p>
<h2>1) Resistenza antimicrobica e antibiotico-resistenza</h2>
<p><strong>La resistenza antimicrobica</strong> (<em>anti-microbial resistance</em>, AMR) &#8211; nel cui ambito si colloca l’antibiotico-resistenza &#8211; è la capacità di un microrganismo di sopravvivere o crescere nonostante la presenza di una concentrazione di agente antimicrobico (o antibiotico) generalmente sufficiente a inibire o uccidere quel microrganismo.</p>
<p><strong>Gli antimicrobici</strong> – che comprendono antibiotici, antivirali, antifungini e antiparassitari – sono i medicinali usati per prevenire e curare le malattie infettive negli esseri umani, gli animali e le piante. La resistenza si verifica quando questi batteri, virus e parassiti sviluppano la capacità di resistere a tali farmaci, i quali perciò divengono inefficaci. (2)</p>
<h2>2) Cause</h2>
<p><strong>Antibiotico-resistenza</strong> e resistenza antimicrobica sono processi naturali legati alla capacità di adattamento di batteri e funghi, virus e parassiti. Le loro pericolosa accelerazione è invece legata all’uso improprio ed eccessivo di farmaci e ‘fitofarmaci’ per trattare, prevenire o controllare le infezioni in esseri umani, animali e piante.</p>
<p><strong>Gli abusi </strong>dei farmaci antibiotici sono particolarmrnte diffusi proprio in Italia, <a href="https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/">come si è visto</a>. Laddove, nel 2022:</p>
<ul>
<li>il 28,2% di patologie come influenza, raffreddore e laringotracheiti è stato gestito, in modo inappropriato, mediante ricorso agli antibiotici, (3)</li>
<li>oltre tre persone su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con livelli d’uso più elevati nei bambini fino a 4 anni di età e nelle persone con più di 75 anni. (4)</li>
</ul>
<h2>3) Conseguenze</h2>
<p><strong>Il fenomeno</strong> in esame non riguarda solo il singolo paziente ma l’intera società, poiché mette a rischio i progressi della medicina, rendendo le infezioni per ogni causa più difficili da trattare e vari trattamenti medici &#8211; es. chirurgia, taglio cesareo, chemioterapia &#8211; molto più rischiosi.</p>
<p><strong>L’impatto economico</strong> di resistenza antimicrobica e antibiotico-resistenza è stimato comportare, a livello planetario, perdite di GdP (<em>Gross Domestic Product</em>) fino a US$ 3,4 trilioni/anno entro il 2030 e costi sanitari aggiuntivi per US$ 1.000 miliardi/anno entro il 2050. (Banca Mondiale).</p>
<h2>4) La pandemia silenziosa</h2>
<p><strong>Lo studio scientifico</strong> ’Global burden of bacterial antimicrobial resistance in 2019: a systematic analysis’ (<em>The Lancet</em>, 2022) riporta circa 4,95 milioni di decessi associati alla resistenza antimicrobica. (5) A livello di macro-regioni:</p>
<ul>
<li>il tasso di mortalità è più alto nell’Africa sub-sahariana occidentale (27,3 morti ogni 100.000) e più basso in Australasia (6,5 decessi ogni 100.000),</li>
<li>in Europa si stima che l’antibiotico-resistenza causi ogni anno oltre 35 mila decessi, un terzo dei quali nella sola Italia.</li>
</ul>
<p><strong>Le infezioni delle vie respiratorie</strong> inferiori hanno rappresentato oltre 1,5 milioni di decessi associati nel 2019 alla resistenza antimicrobica. I sei principali patogeni associati a decessi per AMR sono <em>Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Streptococcus pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa</em>.</p>
<h2>5) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>La resistenza antimicrobica è una delle principali cause di morte</strong> in tutto il mondo, con gli oneri più elevati in contesti con risorse limitate. Comprendere il peso della resistenza antimicrobica e le principali combinazioni patogeno-farmaco che vi contribuiscono è fondamentale per prendere decisioni politiche informate e specifiche per luogo, in particolare sui programmi di prevenzione e controllo delle infezioni, sull’accesso agli antibiotici essenziali e sulla ricerca e sviluppo di nuovi vaccini e antibiotici</em>’. (5)</span></p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/resistenza-agli-antibiotici-non-ce-tempo-da-perdere-rapporto-oms/">Resistenza agli antibiotici, non c’è tempo da perdere. Rapporto OMS</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 11.5.19</p>
<p>(2) WHO.Antimicrobial resistance, Key Facts <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/antimicrobial-resistance">https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/antimicrobial-resistance</a></p>
<p>(3) Barbara Gobbi. Resistenza agli antibiotici: in Italia 70mila morti per sepsi in un anno e un costo pro capite di 40 euro al 2050. <em>Il Sole 24 Ore</em>. 21.11.23 <a href="http://tinyurl.com/ysd26dbj">http://tinyurl.com/ysd26dbj</a></p>
<p>(4) L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto annuale 2022. Osservatorio Nazionale sull’impiego dei medicinali. <em>AIFA</em> (Agenzia Italiana del Farmaco) <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1967301/Rapporto-OsMed-2022.pdf">https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1967301/Rapporto-OsMed-2022.pdf</a></p>
<p>(5) Antimicrobial Resistance Collaborators (2022). Global burden of bacterial antimicrobial resistance in 2019: a systematic analysis. <em>The Lancet</em>. <a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)02724-0">https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)02724-0</a></p>
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		<title>Assistenza sanitaria domiciliare, ripartire dal decalogo dell’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/assistenza-sanitaria-domiciliare-ripartire-dal-decalogo-dellaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 21:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Accademia di Medicina di Torino analizza le criticità dell’assistenza sanitaria domiciliare, un sistema gravato da costi elevati e risultati clinici insufficienti. Un obiettivo nel PNRR Il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Accademia di Medicina di Torino analizza le criticità dell’assistenza sanitaria domiciliare, un sistema gravato da costi elevati e risultati clinici insufficienti.</p>
<h2>Un obiettivo nel PNRR</h2>
<p><strong>Il gruppo di lavoro</strong> coordinato dal presidente Giancarlo Isaia ha elaborato un documento scientifico di analisi che si conclude con un decalogo sulle misure necessarie per attivare un servizio indicato come cruciale anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.</p>
<p><strong>Il PNRR</strong> approvato il 22.6.21 dalla Commissione europea indica infatti l’abitazione come primo luogo di cura e intende affidare all’assistenza domiciliare, entro la metà del 2026, il 10% degli <em>over-</em>65 con una o più patologie e/o non autosufficienti. Una sfida complessa.</p>
<h2>Assistenza sanitaria domiciliare, l’Italia arranca</h2>
<p><strong>Nel panorama europeo</strong> l’Italia è ancora priva di una rete di assistenza sanitaria domiciliare efficace ed efficiente. L’OCSE lo segnalava già nel 2015, fino a ribadirlo nel 2020 pandemico, assieme alla Corte dei conti.</p>
<p>“<em>La mancanza di un efficace sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la <strong>popolazione senza protezioni adeguate</strong>. Se <strong>fino ad ora tali carenze si erano scaricate non senza problemi sulle famiglie</strong>, contando sulle risorse economiche private e su un’assistenza spesso basata su manodopera con bassa qualificazione socio-sanitaria (badanti), finendo per incidere sul particolare individuale, tale carenza ha finito per rappresentare una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema, quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta</em>”. Corte dei Conti, <a href="https://www.corteconti.it/Home/Organizzazione/UfficiCentraliRegionali/UffSezRiuniteSedeControllo/RappCoord/RappCoord2020"><em>Rapporto sul Coordinamento della Finanza Pubblica 2020</em></a>.</p>
<p><strong>La sfida</strong> della crisi pandemica ha acuito le gravi criticità esistenti in Italia nella cura dei malati cronici non autosufficienti. E come prima, ancora oggi nelle abitazioni private e nelle strutture residenziali i più fragili, soprattutto anziani, affetti da più patologie inclusa la demenza senile, vivono in pessime condizioni, dopo avere lavorato tutta la vita. A questa importante e crescente fascia di popolazione, spesso sola e in difficoltà economiche, urge restituire dignità e cure efficaci.</p>
<h2>10 proposte per il cambiamento</h2>
<p><strong>L’inappropriatezza</strong> delle cure socio-sanitarie attualmente offerte all’anziano ‘fragile’ e l’inadeguatezza del sistema sono tuttavia ‘mali curabili’.</p>
<p><strong>Secondo l’Accademia di Medicina di Torino</strong>, richiedono un approccio basato sui seguenti 10 punti</p>
<p>1)  Attivare di routine una procedura basata su un <strong>approccio olistico</strong> al paziente.</p>
<p>2)  Promuovere un salto di qualità culturale nei medici e negli operatori sanitari, volto a riconoscere il <strong>livello di autonomia/dipendenza funzionale come elemento centrale della </strong><strong>valutazione</strong> del paziente affetto da cronicità.</p>
<p>3)  Dedicare agli operatori specifici e sistematici <strong>interventi formativi</strong>.</p>
<p>4)  Promuovere una <strong>riorganizzazione delle cure per complessità clinica e funzionale</strong>, piuttosto che<br />
articolata in strutture specializzate per singole patologie.</p>
<p>5)  Attivare un sistema flessibile di cure domiciliari, ed in particolare l’<strong>ospedalizzazione a domicilio</strong>.</p>
<p>6)  Adeguare nelle RSA gli <strong>standard del personale</strong> alle esigenze della persona malata.</p>
<p>7)  Ricorrere sempre di più a nuove tecnologie come la <strong>telemedicina</strong>.</p>
<p>8)  Definire le <strong>competenze professionali</strong> nella cura degli anziani malati cronici, chiarendo quali siano specifiche del medico di medicina generale, del fisiatra, del geriatra o di altri specialisti.</p>
<p>9)  <strong>Integrare</strong> maggiormente l’assistenza ospedaliera con il territorio.</p>
<p>10)  Pianificare per ciascun malato un <strong>progetto individualizzato</strong> di presa in carico dell’ASL e provvedere all’erogazione di sostegni economici ai familiari, se disponibili.</p>
<p><strong>Il documento scientifico</strong> è disponibile a questo <a href="https://drive.google.com/file/d/1IZdOgmFYc0j7PdMzaPhqIufnVAxTdefX/view"><em>link</em></a>.</p>
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		<title>Disabilità e discriminazioni nel servizio sanitario. Roma, Lazio</title>
		<link>https://www.egalite.org/disabilita-e-discriminazioni-nel-servizio-sanitario-roma-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2021 13:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[CRPD]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le discriminazioni a danno delle persone con disabilità schizzano dappertutto, ogni giorno, anche nel servizio sanitario pubblico. Un reportage da Roma, Regione Lazio, vissuto in prima persona. Ambulanza, 2 ore di attesa Una sedia<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le discriminazioni a danno delle persone con disabilità schizzano dappertutto, ogni giorno, anche nel servizio sanitario pubblico. Un <em>reportage</em> da Roma, Regione Lazio, vissuto in prima persona.</p>
<h2>Ambulanza, 2 ore di attesa</h2>
<p><strong>Una sedia a rotelle</strong> si ribalta all’indietro, nell’affrontare l’ennesima barriera architettonica per accedere a un negozio. Caduta secca sulla schiena (già malandata) di un tetraplegico, possibile trauma vertebrale. 118.</p>
<p><strong>Ipotermia e immobilità</strong> non contano, il codice giallo vale per ogni età e condizione fisica. Inutili i solleciti. Due ore d’attesa per un’ambulanza, in un sabato d’inverno, è la rupe di Sparta in salsa romana. I barellieri adducono di restare bloccati ai pronto soccorso per carenza di letti. Chissà.</p>
<h2>San Camillo Forlanini, Kabul. Anzi Roma</h2>
<p><strong>Un ospedale di guerra</strong> si disvela il pronto soccorso del San Camillo Forlanini, con tutta la buona volontà di alcuni medici, infermieri e OSS. Altri hanno fatto il callo, in questa Kabul di Roma. L’handicappato che ha freddo si fotta, ‘<em>se la coperta ce stava gliàa’vevamo data</em>’. E se gli brucia la pelle che macera piaghe ogni anno, sul fondoschiena, si fotta. ‘<em>Al pronto soccorso antidecubito non ce sta, ma che cerchi?</em>’.</p>
<p><strong>11 ore e mezza</strong> possono bastare, per ottenere una TAC. Covid c’entra poco e nulla, con la radiologia e ancor più con la disattenzione verso chi ha alcune semplici esigenze che il plesso ospedaliero trascura del tutto:</p>
<p><strong>&#8211; accessibilità dei bagni</strong>. Uso promiscuo dei bagni che andrebbero riservati ai disabili. Maniglioni divelti dalle pareti, indisponibili. Assenza di protezioni sui water ove invece campeggiano ganci in ferro, ideali per strappare la cute. Rubinetti per igiene sanitaria privi di tubi e doccini,</p>
<p><strong>&#8211; cuscini e materassi antidecubito</strong> per barella o letto, indisponibili. Come pure gli urocondom, sovente necessari agli uomini con vescica neurologica. ‘<em>Ma come fate? Se li ricoveriamo poi la farmacia ordina ciò che serve</em>’. E nel mentre? Si arrangi, maceri piaghe, si bagni nelle proprie urine.</p>
<h2>Disabilità, discriminazioni e sanità pubblica</h2>
<p><strong>Al direttore sanitario</strong> dell’ospedale San Camillo Forlanini e al primario del Pronto Soccorso di Kabul &#8211; Roma Portuense proviamo a segnalare quanto sopra, allegando un paio di immagini dei bagni messi a disposizione dei disabili. Chiediamo loro di spiegare il livello di igiene e la dignità riservata agli uomini e soprattutto alle donne più fragili, nella struttura di cui essi sono responsabili.</p>

<a href='https://www.egalite.org/disabilita-e-discriminazioni-nel-servizio-sanitario-roma-lazio/gallery-bagni-1/'><img decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1.jpg" class="attachment-full size-full" alt="bagni disabili san camillo roma" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1.jpg 600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1-300x225.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1-370x278.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1-20x15.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1-185x139.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1-400x300.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-1-64x48.jpg 64w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='https://www.egalite.org/disabilita-e-discriminazioni-nel-servizio-sanitario-roma-lazio/gallery-bagni-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2.jpg 600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2-300x225.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2-370x278.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2-20x15.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2-185x139.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2-400x300.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-2-64x48.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='https://www.egalite.org/disabilita-e-discriminazioni-nel-servizio-sanitario-roma-lazio/gallery-bagni-3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3.jpg 600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3-300x225.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3-370x278.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3-20x15.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3-185x139.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3-400x300.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-3-64x48.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='https://www.egalite.org/disabilita-e-discriminazioni-nel-servizio-sanitario-roma-lazio/gallery-bagni-4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4.jpg 600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4-300x225.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4-370x278.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4-20x15.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4-185x139.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4-400x300.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagni-4-64x48.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>
<a href='https://www.egalite.org/disabilita-e-discriminazioni-nel-servizio-sanitario-roma-lazio/gallery-bagno-5/'><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5.jpg" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5.jpg 600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5-300x225.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5-370x278.jpg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5-20x15.jpg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5-185x139.jpg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5-400x300.jpg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/12/gallery-bagno-5-64x48.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>

<p><strong>Al presidente della Regione Lazio</strong> Nicola Zingaretti chiediamo quale sia il problema, cosa bisogna fare per poter attendere un’ambulanza meno di due ore, al freddo, in codice giallo. Anziani, disabili, persone fragili soffrono. È un problema di soldi, possiamo forse aiutarlo, lanciamo una petizione per Kabul &#8211; Roma? O forse bisogna chiamare il soccorso in un altro Comune, o Regione?</p>
<h2>Salute pubblica e disabilità, la Convenzione ONU</h2>
<p><strong>La <em>UN Convention</em></strong><em> on the Rights of Persons with Disabilities</em>, (CRPD, 2006) &#8211; Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, recepita in Italia con legge 18/2009, in vigore dal 15.3.09 &#8211; si applica non solo ai 3,1 milioni di disabili ‘certificati’ da INPS e <a href="https://www.egalite.org/conoscere-la-disabilita-rapporti-istat-ed-eurostat/">censiti da ISTAT</a>. Ma anche a tutti coloro che abbiano &#8211; <span style="color: #ff0000;">‘<em>menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine le quali &#8211; in interazione con varie barriere attitudinali e ambientali &#8211; impediscono la loro piena partecipazione alla società su una base di uguaglianza con gli altri</em>’ (CRPD).</span></p>
<p><strong>Le persone fragili</strong> &#8211; tra le quali si registra una crescente quota di anziani &#8211; <a href="https://www.egalite.org/elezioni-amministrative-2021-persone-disabili-e-anziani-esclusi/">continuano però a venire escluse</a> da ogni attenzione della politica e della pubblica amministrazione, oltreché della società civile. Ricordiamo perciò anche ai ministri Roberto Speranza ed Erika Stefani uno dei vari articoli della Convenzione ONU CRPD. Sempre in lingua originale inglese poiché l’Italia &#8211; a differenza di Kenya, Bangladesh e Cambogia tra gli altri &#8211; non ha ancora provveduto alla sua traduzione ufficiale.</p>
<h2><em>UN Convention for the Rights of Persons with Disabilities. Article 25 &#8211; Health</em></h2>
<p>‘<em>States Parties</em><em> recognize that persons with disabilities have the right to the enjoyment of the <strong>highest attainable standard of health without discrimination on the basis of disability</strong>. States Parties shall take all appropriate measures to ensure access for persons with disabilities to health services that are gender-sensitive, including health-related rehabilitation. In particular, States Parties shall:</em></p>
<p><em>a) Provide persons with disabilities with the same range, quality and standard of free or affordable health care and programmes as provided to other persons, including in the area of sexual and reproductive health and population-based public health programmes;</em></p>
<p><em>b) Provide those health services needed by persons with disabilities specifically because of their disabilities, including early identification and intervention as appropriate, and services designed to minimize and prevent further disabilities, including among children and older persons;</em></p>
<p><em>c) Provide these health services as close as possible to people’s own communities, including in rural areas;</em></p>
<p><em>d) Require health professionals to provide care of the same quality to persons with disabilities as to others, including on the basis of free and informed consent by, inter alia, raising awareness of the human rights, dignity, autonomy and needs of persons with disabilities through training and the promulgation of ethical standards for public and private health care;</em></p>
<p><em>e) Prohibit discrimination against persons with disabilities in the provision of health insurance, and life insurance where such insurance is permitted by national law, which shall be provided in a fair and reasonable manner;</em></p>
<p><em>f) Prevent discriminatory denial of health care or health services or food and fluids on the basis of disability</em>.’</p>
<p>#égalité!</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
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		<title>Anoressia e bulimia crescono del 30%. Appello al ministro Speranza</title>
		<link>https://www.egalite.org/anoressia-e-bulimia-crescono-del-30-appello-al-ministro-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 14:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anoressia e bulimia hanno colpito il 30% in più di persone durante il 2020 di pandemia. E all’inizio del 2021 la tendenza non accenna a rallentare.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anoressia e bulimia hanno colpito il 30% in più di persone durante il 2020 di pandemia. E all’inizio del 2021 la tendenza non accenna a rallentare. L’allarme viene lanciato dall’associazione Consult@noi, che rivolge un appello al ministro della Salute, Roberto Speranza.</p>
<h2>Anoressia e bulimia, l’aggravante Covid-19</h2>
<p><strong>Le restrizioni</strong> imposte dalla pandemia Covid-19 hanno aumentato l’isolamento sociale e l’impoverimento della vita di relazione. Una delle conseguenze è un peggioramento dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (anoressia, bulimia, <em>etc</em>.), che colpiscono in particolare gli adolescenti. Nel 2020 è stato registrato un aumento del 30% di nuovi casi, con mortalità accresciuta nella stessa misura.</p>
<p><strong>A peggiorare la situazione</strong> è la carenza di strutture <em>ad hoc</em> in molte regioni italiane. Una sottovalutazione pericolosa, anche perché questa patologia in Italia ha coinvolto 3 milioni di giovani, pre-adolescenti, adolescenti, soprattutto di genere femminile. Richiede quindi il riconoscimento di malattia specifica da trattare con terapie multidisciplinari e idonei percorsi di cura.</p>
<h2>Le raccomandazioni di ISS su anoressia e bulimia</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>I disturbi della nutrizione</strong> e dell’alimentazione, in particolare l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (il binge eating), sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza per la loro diffusione, l’esordio sempre più precoce tra i giovani e l’eziologia multifattoriale complessa.</em></p>
<p><em>È importante <strong>identificarli e intervenire tempestivamente</strong> perché, se non trattati adeguatamente, aumentano il rischio di danni permanenti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo che, nei casi più gravi, possono portare alla morte’, </em><a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dipendenze-disturbi-alimentazione" target="_blank" rel="noopener">raccomanda l’Istituto superiore di sanità</a> (ISS), che evidenzia il rischio di recrudescenza anche a causa della <em>‘inadeguatezza dell’offerta di trattamenti psicologici e psichiatrici nel corso dell’emergenza COVID-19’</em>.</p>
<h2>L’appello di Consult@noi</h2>
<p><strong>Per affrontare questa emergenza</strong> non basta dedicare una Giornata al fenomeno (‘Fiocchetto Lilla’, 15 marzo). L’associazione Consult@noi, <em>network</em> di associazioni di familiari impegnate nelle gravi patologie connesse con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, chiede al ministro Speranza un incontro urgente.</p>
<p><strong>L’appello</strong> è veicolato con una lettera, qui <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2021/03/LETTERA-MINISTRO-SPERANZA-.pdf" target="_blank" rel="noopener">allegata</a>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><em>(in copertina, elaborazione di un&#8217;opera di Alberto Giacometti)</em></p>
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		<title>Covid-19, paralisi della sanità a livello globale. Rapporto OMS</title>
		<link>https://www.egalite.org/covid-19-paralisi-della-sanita-a-livello-globale-rapporto-oms/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 16:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Covid-19 sembra avere condotto alla paralisi della sanità, a livello globale. Si sono fermati i servizi di cura per varie malattie trasmissibili e non, anche di urgenza. Ivi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Covid-19 sembra avere condotto alla paralisi della sanità, a livello globale. Si sono fermati i servizi di cura per varie malattie trasmissibili e non, anche di urgenza. Ivi comprese le terapie oncologiche e psichiatriche, i programmi di nutrizione dei minori malnutriti, quelli socio-assistenziali a favore dei disabili. Non da ultimo, anche le vaccinazioni. Il rapporto OMS (o WHO, <em>World Health Organization</em>) rivela la crisi dei sistemi sanitari di 105 Paesi (1,2).</p>
<h2>Sanità globale, indietro tutta</h2>
<p><strong>OMS esprime grande preoccupazione</strong> per l’impatto del coronavirus sui servizi sanitari dell’intero pianeta. Le conquiste ottenute negli ultimi vent’anni rischiano di venire spazzate via in breve tempo, come già accaduto in alcune aree geografiche a causa di emergenze umanitarie causate da guerre o precedenti epidemie (es. Ebola).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>‘Il collasso dei servizi sanitari essenziali </strong>&#8211; tra cui promozione della salute, servizi di prevenzione, diagnosi, trattamento e servizi riabilitativi e palliativi &#8211; rischia di avere gravi effetti negativi sulla salute, specialmente sulle popolazioni più vulnerabili, come bambini, anziani, persone che convivono con malattie croniche o <a style="color: #ff0000;" href="https://www.egalite.org/coronavirus-malati-e-persone-con-disabilita-il-disastro-nel-disastro/">disabilità</a>  e gruppi minoritari</em>.’ (2)</span></p>
<h2>Servizi sanitari fermi, il rapporto OMS</h2>
<p><strong>L’OMS ha condotto un sondaggio</strong>, tra maggio e luglio 2020, interpellando i ministri della Salute di 159 Paesi. Il 90% dei 105 Paesi che hanno risposto al questionario ha segnalato interruzioni ai servizi sanitari essenziali a causa della pandemia Covid-19. (1) E i Paesi a basso-medio reddito, come prevedibile, hanno riconosciuto le maggiori difficoltà.</p>
<p><em><strong>‘È ragionevole </strong>anticipare che anche una modesta interruzione dei servizi sanitari essenziali potrebbe portare a un aumento della morbilità e della mortalità per cause diverse dal COVID-19 nel breve, medio e lungo termine’.</em> (2)</p>
<h2>Paralisi della sanità</h2>
<p><strong>Molti servizi</strong> di <em>routine</em> e servizi elettivi sono stati sospesi mentre l’assistenza critica &#8211; come lo <em>screening</em>, le terapie oncologiche e per l’HIV &#8211; hanno subito pericolose interruzioni nei Paesi a basso reddito. Il 66% degli Stati aveva identificato una serie di servizi sanitari essenziali da mantenere attivi durante la pandemia. Ma le loro interruzioni &#8211; parziali (-5-50%) o gravi (&gt;50%) &#8211; sono state segnalate quasi dappertutto.</p>
<p><strong>I servizi sanitari</strong> più colpiti sono quelli di vaccinazione (70%), diagnosi e cura di malattie non trasmissibili (69%), pianificazione familiare e contraccezione (68%), trattamento per malattie mentali disturbi della salute (61%), diagnosi e cura del cancro (55%). Oltre a interruzioni nella diagnosi e il trattamento di malaria (46%) e tubercolosi (42%).</p>
<h2>Bloccata anche la sanità salvavita</h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>‘Sono stati investiti tutti i servizi</strong>, compresi i servizi essenziali per malattie trasmissibili, malattie non trasmissibili, salute mentale, salute riproduttiva, materna, neonatale, infantile e adolescenziale e servizi nutrizionali. I servizi di emergenza sono stati i meno interrotti, sebbene 16 paesi abbiano segnalato interruzioni in tutti i servizi di emergenza’.</em> (2)</span></p>
<p><strong>Quasi un quarto </strong>dei 105 Paesi che hanno risposto alla consultazione ha rivelato il blocco dei servizi di emergenza potenzialmente salvavita. Con interruzione di servizi h24 di pronto soccorso (nel 22% delle nazioni), trasfusioni urgenti (23%), chirurgia d&#8217;urgenza (19%).</p>
<h2>Perché?</h2>
<p><strong>Perché la sanità si è fermata?</strong> Hanno pesato un insieme di fattori sia sul lato della domanda che dell’offerta. Le persone sono rimaste a casa in <em>lockdown</em>, spesso prive dei soldi in molti Paesi necessari per accedere ai servizi sanitari. Molte visite ambulatoriali sono state cancellate, medici e infermieri sono stati dirottati all’emergenza Covid lasciando scoperti altri reparti.</p>
<p><strong>Il 76% delle amministrazioni</strong> sanitarie nazionali ha segnalato riduzioni dell&#8217;assistenza ambulatoriale a causa della minore domanda e altri fattori come <em>lockdown</em> e difficoltà economiche. Sul lato dell’offerta ha pesato la cancellazione delle cure mediche (66%), anche a causa della redistribuzione del personale per fornire assistenza COVID-19 (49%). Altri servizi sanitari sono saltati a causa dell’interruzione delle forniture di attrezzature mediche e prodotti sanitari.</p>
<h2>Copertura sanitaria universale, a quando?</h2>
<p><strong>Solo chi paga riesce a salvarsi</strong>, o comunque a ottenere le cure necessarie, affidandosi alla sanità privata. L’<a href="https://www.egalite.org/giustizia-sociale-giornata-mondiale-della-vergogna/">ingiustizia sociale</a> è al culmine, la <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">copertura sanitaria universale</a> un miraggio, <a href="https://www.egalite.org/coronavirus-e-sanita-pubblica-la-lezione-cinese/">al di fuori della sola Cina</a>. E dei pochi altri Paesi, in prevalenza a trazione comunista o socialista, che hanno saputo affrontare meglio di altri <a href="https://www.egalite.org/il-cigno-grigio-leconomia-che-verra-e-le-reti-internet-parallele/">il cigno grigio</a> del <a href="https://www.egalite.org/covid-19-dal-tramonto-allalba/">nuovo coronavirus</a>.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) WHO (<em>World Health Organization</em>).<em> In WHO global pulse survey, 90% of countries report disruptions to essential health services since COVID-19 pandemic</em>. Comunicato stampa 31.8.20,<br />
<a href="https://www.who.int/news-room/detail/31-08-2020-in-who-global-pulse-survey-90-of-countries-report-disruptions-to-essential-health-services-since-covid-19-pandemic">https://www.who.int/news-room/detail/31-08-2020-in-who-global-pulse-survey-90-of-countries-report-disruptions-to-essential-health-services-since-covid-19-pandemic</a></p>
<p>(2) WHO. <em>Pulse survey on continuity of essential health services during the COVID-19 pandemic,</em> Interim report. 27.8.20,<br />
<a href="https://www.who.int/publications/i/item/WHO-2019-nCoV-EHS_continuity-survey-2020.1">https://www.who.int/publications/i/item/WHO-2019-nCoV-EHS_continuity-survey-2020.1</a></p>
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		<title>Coronavirus e sanità pubblica, la lezione cinese</title>
		<link>https://www.egalite.org/coronavirus-e-sanita-pubblica-la-lezione-cinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 13:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[UHC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’allarme coronavirus è valso a erigere una nuova Grande Muraglia nei confronti della Cina e della sua popolazione, 1 su 5 abitanti del pianeta terra. In un periodo storico che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’allarme <em>coronavirus</em> è valso a erigere una nuova Grande Muraglia nei confronti della Cina e della sua popolazione, 1 su 5 abitanti del pianeta terra. In un periodo storico che si connota, guarda caso, per le tensioni commerciali scatenate dall’amministrazione di Donald Trump nei confronti dell’Impero di Mezzo. Al di là dell’isteria collettiva, il <em>coronavirus</em> mieterà probabilmente meno vittime di quelle causate ogni anno dalle zoonosi che affliggono la filiera agroalimentare negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>La lezione cinese</strong> sulla sanità pubblica, a ben vedere, va oltre la <a href="https://www.globaltimes.cn/content/1178224.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">brillante gestione</a> di un’emergenza in metropoli e province ad alta densità abitativa. Riguarda invece gli straordinari investimenti pubblici per garantire la <em>Universal Health Coverage</em> (UHC). Vale a dire la copertura sanitaria universale, in un Paese che ospita quasi 1,5 miliardi di persone. (1) E una politica, sui farmaci e le cure, che apporterà sicuro beneficio al sistema sanitario globale.</p>
<h2>Copertura sanitaria universale, la lezione cinese</h2>
<p><strong>Il governo cinese</strong> &#8211; l’unico capace a programmare politiche di lungo corso &#8211; ha stabilito l’impegno di migliorare efficacia, efficienza e accessibilità del servizio sanitario pubblico. Gli investimenti in sanità pubblica sono quadruplicati, tra il 2008 e il 2017, fino a raggiungere € 197,4 miliardi. Con un tasso di crescita annua pari al 150% rispetto al PIL (+12,2% vs. +8,1%). La quota di PIL destinata alla sanità è così salita, dal 4,5% (2008) al 6,4% (2017).</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>‘Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages’</em></strong> (SDG 3).</span></p>
<p><strong>I finanziamenti degli ospedali</strong> pubblici, raddoppiati negli ultimi cinque anni, ammontano ora a € 34,3 miliardi/anno. Con l’obiettivo di raddoppiarne le capacità, entro il 2030, per un valore complessivo atteso in € 2,1 mila miliardi. Il tasso di ospedalizzazione è salito dal 7,4% del 2010 al 13,5% del 2016, senza registrare differenze di rilievo legate ai redditi della popolazione. Sono così diminuite in maniera significativa sia le rinunce alle cure ospedaliere, sia le differenze tra provincie in termini di mortalità materna (con riduzione spiccata nelle aree più povere.</p>
<p><strong>L’impegno pubblico</strong> per finanziare la copertura sanitaria universale ha comportato una radicale modifica della composizione della spesa sanitaria complessiva. La sua copertura è attualmente garantita <em>in primis</em> da assicurazione pubblica (42%) e spesa sanitaria pubblica (30%). Con una drastica diminuzione della componente di spesa a carico dei cittadini (dal 50 al 28% tra il 2008 e il 2017), in corso di ulteriore riduzione. (2)</p>
<h2>Prezzi dei farmaci</h2>
<p><strong>Il raggiungimento degli obiettivi</strong> ha richiesto e tuttora comporta investimenti straordinari in infrastrutture, tecnologia, risorse umane e professionali. Ma il governo cinese è altresì intervenuto sul controllo dei costi dei farmaci, imponendo a <em>Big Pharma</em> una drastica riduzione dei loro prezzi per garantire il loro accesso alla più ampia popolazione del pianeta. Grazie a questa politica &#8211; che si traduce anche in un’economia di scala senza pari, in una logica <em>win-win</em> &#8211; gli stessi farmaci costano ora in Cina meno della metà rispetto agli USA.</p>
<p><strong>Alcuni esempi </strong>(fonte Drugs.com):</p>
<p>&#8211; Entecavir (farmaco usato per il trattamento dell’epatite B), 0.5mg, 28 compresse. Prezzo in USA CNY 83,16 (10,81 €), prezzo in Cina CNY 17,36 (2,26 €),</p>
<p>&#8211; Atorvastatin (per il trattamento dell’ipercolesterolemia), 20mg, 7 compresse. Prezzo in USA CNY 58 (7,54 €), prezzo in Cina CNY 6,6 (0,86 €).</p>
<h2>L’impatto della Cina sul sistema sanitario globale</h2>
<p><strong>I prezzi dei farmaci</strong> generici sono più che dimezzati in Cina rispetto a quelli vigenti in USA (-52% in media), quelli di alcune case farmaceutiche (es. Pfizer, Roche, Merck) ridotti fino al 70% e a volte ancor più. Grazie a programmi governativi di acquisto collettivo. I colossi farmaceutici registrano nell’Impero di Mezzo un tasso di crescita e un volume complessivo delle vendite che non può venire trascurato. In un percorso di bilanciamento senza precedenti, che avrà sicuro impatto sul mercato globale.</p>
<p><strong>Pechino</strong> ha inoltre rinnovato il suo sistema di approvazione dei nuovi farmaci, ora più rapido che in molti altri Paesi. Attraendo, tra l’altro, nuovi finanziamenti in capitale di rischio &#8211; quadruplicati negli ultimi 4 anni, fino a raggiungere € 15,9 miliardi &#8211; a favore di <em>start-up</em> nel settore delle biotecnologie (fonte <em>ChinaBio LLC</em>). Ai farmaci a prezzi equi si aggiungono quindi gli investimenti (privati, oltreché pubblici) nella ricerca.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘<em>La posta in gioco</em></strong><em> non è solo il benessere di milioni di cinesi, ma il futuro del settore sanitario globale. La Cina ha puntato gli occhi sulla creazione di un sistema sanitario del Santo Graal che soddisfi le esigenze dei pazienti e controlli i costi, incoraggiando al contempo la ricerca all&#8217;avanguardia &#8211; e il mondo sta guardando</em>.’ (3)</span></p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) E sarà infatti la Cina il primo, forse l’unico dei 194 Stati membri WHO (<em>World Health Organization</em>, o OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità) a raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 3, in Agenda ONU 2030. Una breve sintesi dei <em>Sustainable Development Goals </em>(SDGs) in Agenda ONU 2030 su <a href="https://www.egalite.org/category/sdgs/">https://www.egalite.org/category/sdgs/</a>.</p>
<p>In merito allo SDG 3, si veda <a href="https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3</a></p>
<p>(2) Per approfondimenti si veda Gavino Maciocco. <a href="https://www.saluteinternazionale.info/2019/10/cina-10-e-70/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Cina: 10 e 70</em></a>. Salute internazionale, 16.10.19,</p>
<p>(3) Dong Lyu, Rachel Chang e Adrian Leung. <a href="https://www.bloomberg.com/graphics/2019-china-healthcare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>China Is Striving for the World’s Best</em>,<em> Cheapest Healthcare</em></a>. Bloomberg News, 20.10.19</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/coronavirus-e-sanita-pubblica-la-lezione-cinese/">Coronavirus e sanità pubblica, la lezione cinese</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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