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	<title>teleassistenza Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</title>
		<link>https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 13:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[teleassistenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, come si è visto, dalla pandemia Covid-19. Telemedicina e teleassistenza possono<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, <a href="https://www.egalite.org/impazzire-di-covid-19-rapporti-oms-e-onu/">come si è visto</a>, dalla pandemia Covid-19. <a href="https://www.egalite.org/covid-19-il-ruolo-cruciale-della-telemedicina/">Telemedicina</a> e <a href="https://www.egalite.org/wikiparky-teleassistenza-ai-malati-di-parkinson-in-emergenza-covid-19/">teleassistenza</a> possono avere un ruolo cruciale anche nel supporto psicologico, come i recenti studi dimostrano.</p>
<h2>Salute mentale e disturbi</h2>
<p><strong>La salute mentale </strong>è definita come ‘l<em>o stato di benessere che permette alle persone di comprendere le proprie abilità, risolvere i problemi che si presentano quotidianamente, lavorare al meglio e contribuire significativamente al benessere delle persone che fanno parte di una comunità</em>’. (1)</p>
<p><strong>Situazioni personali inconsuete</strong>, ivi compresa l’insorgenza di malattie, possono condurre alla riduzione dello stato di benessere psicologico e alla necessità di interventi di sostegno. I quali spesso non vengono accettati, per difficoltà a riconoscere la necessità di aiuto ma anche per vergogna. (2)</p>
<h2>Prevenzione e terapia online, i primi riscontri</h2>
<p><strong>Il sostegno psicologico</strong> sta andando incontro a una radicale trasformazione, grazie al crescente impiego di strumenti di relazione digitale. Computer, <em>smartphone</em> e altri <em>device</em> digitali aiutano i professionisti a interagire con le persone bisognose di supporto, le quali a loro volta riescono a superare più facilmente alcune barriere (fisiche e mentali) nell’accesso ai servizi. (3)</p>
<p><strong>Il progetto <em>ICare</em></strong>, finanziato dalla Comunità europea, ha di recente analizzato l’efficacia dei trattamenti a distanza per la salute mentale (Taylor <em>et al.</em>, 2020). Le terapie <em>online</em> sono risultate più efficaci su alcuni dei disturbi più frequenti quali depressione e ansia. Meno efficaci, viceversa, su disordini alimentari (anoressia, bulimia) e dipendenze. Lo sviluppo di nuove applicazioni peraltro, secondo i ricercatori, potrebbe aiutare a identificare strategie specifiche per i vari problemi di natura psicologica. (4)</p>
<h2>Sostegno ai <em>caregiver</em> familiari</h2>
<p><strong>I <em>caregiver</em> familiari,</strong> come si è <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">più volte annotato</a>, sono gli eroi di una società che vi si affida senza riconoscer loro nulla. Nei <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">casi di disabilità gravi</a> e meno gravi, i <em>caregiver</em> aiutano tra l’altro a ridurre i ricoveri ospedalieri. (5) Ma essi stessi incorrono nel rischio di logoramento fisico e mentale (<em>burnout</em>), senza una rete di sostegno, soprattutto in caso di problemi mentali dei propri cari. (6)</p>
<p><strong>La teleassistenza </strong>può rappresentare un’opportunità importante anche per aiutare i <em>caregiver</em> che spesso si sentono abbandonati a se stessi e hanno scarso accesso a forme di aiuto in presenza anche per necessità di non allontanarsi dal proprio caro accudito. L’efficacia già dimostrata di questi sistemi di assistenza <em>online</em> indica la necessità di una implementazione e un potenziamento per migliorare i risultati raggiungibili. (7)</p>
<h2>Covid-19 e salute mentale</h2>
<p><strong>La pandemia </strong>Covid-19, con i suoi catastrofici effetti a livello sociale ed economico, ha esacerbato i disturbi mentali a livello globale. Il <em>lockdown</em> ha costretto alla drastica interruzione delle <em>routine</em>, causando incertezze e paure diffuse. La consulenza a distanza è stata provvidenziale per garantire una continua assistenza per le persone più bisognose. (8)</p>
<p><strong>La consulenza psicologica</strong> <em>online</em> si è dimostrata utile a favore di coloro che abbiano sviluppato o accentuato problemi psicologici durante e dopo il <em>lockdown</em>, ma anche degli operatori del settore sanitario. I quali possono così prepararsi al confronto con pazienti difficili e assicurare un migliore servizio, soprattutto per categorie a svantaggio come anziani o pazienti psichiatrici. (9)</p>
<h2>Anziani e <em>digital divide</em></h2>
<p><strong>Gli anziani </strong>sono una delle categorie più fragili e bisognose di supporto. Con l’avanzare dell’età, i problemi mentali si possono accentuare e innescarne altri. Ivi compresa la malnutrizione che, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/coronavirus-e-infezioni-come-rafforzare-le-difese-degli-over-65-con-una-buona-dieta">come si è visto</a>, è a sua volta causa di varie patologie.</p>
<p><strong>Internet</strong> è uno strumento potenzialmente formidabile per raggiungere nelle loro case persone che vengono spesso trascurate e perciò aumentano il senso di solitudine, la perdita di speranza. Ed è perciò necessario intervenire sul <a href="https://www.egalite.org/digital-divide-sicurezza-e-salute/"><em>digital divide</em></a>, cioè garantire la disponibilità e istruire all’uso di strumenti come <em>tablet</em> e <em>smartphone</em>. (10)</p>
<h2><em>Social media</em>, le due facce della medaglia</h2>
<p><strong>I <em>social media</em> </strong>integrano la quotidianità di uno straordinario numero di utenti. Nella sfera personale e lavorativa, per l’informazione e la socialità. I loro effetti, in particolare sui giovani, possono essere benefici come negativi. Il loro uso improprio può infatti causare o aggravare anche i disturbi psichici, come osservato in diversi studi scientifici. (11)</p>
<p><strong>Il dibattito</strong> in merito all’impatto dei <em>social media</em> sulla salute mentale non si risolverà a breve. Tanto più a fronte dell’asimmetria di conoscenze su neuromarketing e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/influencer-marketing-la-nostra-segnalazione-allantitrust/"><em>influencer marketing</em></a>. Il <em>social networking</em> &#8211; cioè la creazione di reti sociali sul <em>web</em> &#8211; rappresenta in ogni caso un elemento cruciale nell’influenza della propria salute mentale, in funzione della qualità e della quantità delle relazioni instaurate. (12)</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) WHO, <em>World Health Organization</em> (2004). <em>The world health report 2004 – changing history</em>. https://www.who.int/whr/2004/en/report04_en.pdf?ua=1<br />
(2) Falloon (2003). <em>Family interventions for mental disorders: efficacy and effectiveness.</em> World Psychiatry 2(1):20-28<br />
(3) Fairburn <em>et al.</em> (2017). <em>The impact of digital technology on psychological treatments and their dissemination. </em>Behav. Res. Ther. 88:19-25, <a href="https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012">https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012</a><br />
(4) Taylor <em>et al</em>. (2020). <em>Current state of scientific evidence on Internet-based interventions for the treatment of depression, anxiety, eating disorders and substance abuse: an overview of systematic reviews and meta-analyses.</em> European Journal of Public Health 1-8, doi:10.1093/eurpub/ckz208<br />
(5) Brodaty <em>et al</em>. (2003). <em>Meta-analysis of psychosocial interventions for caregivers of people with dementia.</em> J. Am. Geriatr. Soc. 51(5):657-664, <a href="https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x">https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x</a><br />
(6) Magliano <em>et al</em>. (2005). <em>Family burden in long-term diseases: a comparative study in schizophrenia vs. physical disorders. </em>Social Science &amp; Medicine 61(2):313-322, <a href="https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064">https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064</a><br />
(7) Spencer <em>et al.</em> (2019) <em>Internet-based interventions for carers of individuals with psychiatric disorders, neurological disorders, or brain injury: systematic review.</em> J. Med. Internet Res. 21(7):e10876, doi:10.2196/10876<br />
(8) Parrish (2020). <em>The next pandemic: COVID-19 mental health pandemic</em>. Perspect Psychiatric Care 56:485, doi:10.1111/ppc.12571<br />
(9) Talevi<em> et al.</em> (2020). <em>Gli esiti di salute mentale della pandemia di CoViD-19. </em>Riv. Psichiatr. 55(3):137-144, doi:10.1708/3382.33569<br />
(10) Serafini <em>et al.</em> (2020). <em>Aged patients with mental disorders in the COVID-19 era: The experience of Northern Italy.</em> Am. J. of Geriatric Psychiatry 28(7):794-795, <a href="https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015">https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015</a><br />
(11) Karim <em>et al.</em> (2020). <em>Social media use and its connection to mental health: a systematic review. </em>Cureus 12(6):e8627, doi:10.7759/cureus.8627<br />
(12) Berryman <em>et al.</em> (2017). <em>Social media use and mental health among young adults. </em>Psychiatric Quarterly 89:307-314, <a href="https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6">https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6</a></p>
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