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	<title>telemedicina Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Assistenza sanitaria domiciliare, ripartire dal decalogo dell’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/assistenza-sanitaria-domiciliare-ripartire-dal-decalogo-dellaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 21:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Accademia di Medicina di Torino analizza le criticità dell’assistenza sanitaria domiciliare, un sistema gravato da costi elevati e risultati clinici insufficienti. Un obiettivo nel PNRR Il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Accademia di Medicina di Torino analizza le criticità dell’assistenza sanitaria domiciliare, un sistema gravato da costi elevati e risultati clinici insufficienti.</p>
<h2>Un obiettivo nel PNRR</h2>
<p><strong>Il gruppo di lavoro</strong> coordinato dal presidente Giancarlo Isaia ha elaborato un documento scientifico di analisi che si conclude con un decalogo sulle misure necessarie per attivare un servizio indicato come cruciale anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.</p>
<p><strong>Il PNRR</strong> approvato il 22.6.21 dalla Commissione europea indica infatti l’abitazione come primo luogo di cura e intende affidare all’assistenza domiciliare, entro la metà del 2026, il 10% degli <em>over-</em>65 con una o più patologie e/o non autosufficienti. Una sfida complessa.</p>
<h2>Assistenza sanitaria domiciliare, l’Italia arranca</h2>
<p><strong>Nel panorama europeo</strong> l’Italia è ancora priva di una rete di assistenza sanitaria domiciliare efficace ed efficiente. L’OCSE lo segnalava già nel 2015, fino a ribadirlo nel 2020 pandemico, assieme alla Corte dei conti.</p>
<p>“<em>La mancanza di un efficace sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la <strong>popolazione senza protezioni adeguate</strong>. Se <strong>fino ad ora tali carenze si erano scaricate non senza problemi sulle famiglie</strong>, contando sulle risorse economiche private e su un’assistenza spesso basata su manodopera con bassa qualificazione socio-sanitaria (badanti), finendo per incidere sul particolare individuale, tale carenza ha finito per rappresentare una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema, quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta</em>”. Corte dei Conti, <a href="https://www.corteconti.it/Home/Organizzazione/UfficiCentraliRegionali/UffSezRiuniteSedeControllo/RappCoord/RappCoord2020"><em>Rapporto sul Coordinamento della Finanza Pubblica 2020</em></a>.</p>
<p><strong>La sfida</strong> della crisi pandemica ha acuito le gravi criticità esistenti in Italia nella cura dei malati cronici non autosufficienti. E come prima, ancora oggi nelle abitazioni private e nelle strutture residenziali i più fragili, soprattutto anziani, affetti da più patologie inclusa la demenza senile, vivono in pessime condizioni, dopo avere lavorato tutta la vita. A questa importante e crescente fascia di popolazione, spesso sola e in difficoltà economiche, urge restituire dignità e cure efficaci.</p>
<h2>10 proposte per il cambiamento</h2>
<p><strong>L’inappropriatezza</strong> delle cure socio-sanitarie attualmente offerte all’anziano ‘fragile’ e l’inadeguatezza del sistema sono tuttavia ‘mali curabili’.</p>
<p><strong>Secondo l’Accademia di Medicina di Torino</strong>, richiedono un approccio basato sui seguenti 10 punti</p>
<p>1)  Attivare di routine una procedura basata su un <strong>approccio olistico</strong> al paziente.</p>
<p>2)  Promuovere un salto di qualità culturale nei medici e negli operatori sanitari, volto a riconoscere il <strong>livello di autonomia/dipendenza funzionale come elemento centrale della </strong><strong>valutazione</strong> del paziente affetto da cronicità.</p>
<p>3)  Dedicare agli operatori specifici e sistematici <strong>interventi formativi</strong>.</p>
<p>4)  Promuovere una <strong>riorganizzazione delle cure per complessità clinica e funzionale</strong>, piuttosto che<br />
articolata in strutture specializzate per singole patologie.</p>
<p>5)  Attivare un sistema flessibile di cure domiciliari, ed in particolare l’<strong>ospedalizzazione a domicilio</strong>.</p>
<p>6)  Adeguare nelle RSA gli <strong>standard del personale</strong> alle esigenze della persona malata.</p>
<p>7)  Ricorrere sempre di più a nuove tecnologie come la <strong>telemedicina</strong>.</p>
<p>8)  Definire le <strong>competenze professionali</strong> nella cura degli anziani malati cronici, chiarendo quali siano specifiche del medico di medicina generale, del fisiatra, del geriatra o di altri specialisti.</p>
<p>9)  <strong>Integrare</strong> maggiormente l’assistenza ospedaliera con il territorio.</p>
<p>10)  Pianificare per ciascun malato un <strong>progetto individualizzato</strong> di presa in carico dell’ASL e provvedere all’erogazione di sostegni economici ai familiari, se disponibili.</p>
<p><strong>Il documento scientifico</strong> è disponibile a questo <a href="https://drive.google.com/file/d/1IZdOgmFYc0j7PdMzaPhqIufnVAxTdefX/view"><em>link</em></a>.</p>
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		<title>Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</title>
		<link>https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 13:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[teleassistenza]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, come si è visto, dalla pandemia Covid-19. Telemedicina e teleassistenza possono<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, <a href="https://www.egalite.org/impazzire-di-covid-19-rapporti-oms-e-onu/">come si è visto</a>, dalla pandemia Covid-19. <a href="https://www.egalite.org/covid-19-il-ruolo-cruciale-della-telemedicina/">Telemedicina</a> e <a href="https://www.egalite.org/wikiparky-teleassistenza-ai-malati-di-parkinson-in-emergenza-covid-19/">teleassistenza</a> possono avere un ruolo cruciale anche nel supporto psicologico, come i recenti studi dimostrano.</p>
<h2>Salute mentale e disturbi</h2>
<p><strong>La salute mentale </strong>è definita come ‘l<em>o stato di benessere che permette alle persone di comprendere le proprie abilità, risolvere i problemi che si presentano quotidianamente, lavorare al meglio e contribuire significativamente al benessere delle persone che fanno parte di una comunità</em>’. (1)</p>
<p><strong>Situazioni personali inconsuete</strong>, ivi compresa l’insorgenza di malattie, possono condurre alla riduzione dello stato di benessere psicologico e alla necessità di interventi di sostegno. I quali spesso non vengono accettati, per difficoltà a riconoscere la necessità di aiuto ma anche per vergogna. (2)</p>
<h2>Prevenzione e terapia online, i primi riscontri</h2>
<p><strong>Il sostegno psicologico</strong> sta andando incontro a una radicale trasformazione, grazie al crescente impiego di strumenti di relazione digitale. Computer, <em>smartphone</em> e altri <em>device</em> digitali aiutano i professionisti a interagire con le persone bisognose di supporto, le quali a loro volta riescono a superare più facilmente alcune barriere (fisiche e mentali) nell’accesso ai servizi. (3)</p>
<p><strong>Il progetto <em>ICare</em></strong>, finanziato dalla Comunità europea, ha di recente analizzato l’efficacia dei trattamenti a distanza per la salute mentale (Taylor <em>et al.</em>, 2020). Le terapie <em>online</em> sono risultate più efficaci su alcuni dei disturbi più frequenti quali depressione e ansia. Meno efficaci, viceversa, su disordini alimentari (anoressia, bulimia) e dipendenze. Lo sviluppo di nuove applicazioni peraltro, secondo i ricercatori, potrebbe aiutare a identificare strategie specifiche per i vari problemi di natura psicologica. (4)</p>
<h2>Sostegno ai <em>caregiver</em> familiari</h2>
<p><strong>I <em>caregiver</em> familiari,</strong> come si è <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">più volte annotato</a>, sono gli eroi di una società che vi si affida senza riconoscer loro nulla. Nei <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">casi di disabilità gravi</a> e meno gravi, i <em>caregiver</em> aiutano tra l’altro a ridurre i ricoveri ospedalieri. (5) Ma essi stessi incorrono nel rischio di logoramento fisico e mentale (<em>burnout</em>), senza una rete di sostegno, soprattutto in caso di problemi mentali dei propri cari. (6)</p>
<p><strong>La teleassistenza </strong>può rappresentare un’opportunità importante anche per aiutare i <em>caregiver</em> che spesso si sentono abbandonati a se stessi e hanno scarso accesso a forme di aiuto in presenza anche per necessità di non allontanarsi dal proprio caro accudito. L’efficacia già dimostrata di questi sistemi di assistenza <em>online</em> indica la necessità di una implementazione e un potenziamento per migliorare i risultati raggiungibili. (7)</p>
<h2>Covid-19 e salute mentale</h2>
<p><strong>La pandemia </strong>Covid-19, con i suoi catastrofici effetti a livello sociale ed economico, ha esacerbato i disturbi mentali a livello globale. Il <em>lockdown</em> ha costretto alla drastica interruzione delle <em>routine</em>, causando incertezze e paure diffuse. La consulenza a distanza è stata provvidenziale per garantire una continua assistenza per le persone più bisognose. (8)</p>
<p><strong>La consulenza psicologica</strong> <em>online</em> si è dimostrata utile a favore di coloro che abbiano sviluppato o accentuato problemi psicologici durante e dopo il <em>lockdown</em>, ma anche degli operatori del settore sanitario. I quali possono così prepararsi al confronto con pazienti difficili e assicurare un migliore servizio, soprattutto per categorie a svantaggio come anziani o pazienti psichiatrici. (9)</p>
<h2>Anziani e <em>digital divide</em></h2>
<p><strong>Gli anziani </strong>sono una delle categorie più fragili e bisognose di supporto. Con l’avanzare dell’età, i problemi mentali si possono accentuare e innescarne altri. Ivi compresa la malnutrizione che, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/coronavirus-e-infezioni-come-rafforzare-le-difese-degli-over-65-con-una-buona-dieta">come si è visto</a>, è a sua volta causa di varie patologie.</p>
<p><strong>Internet</strong> è uno strumento potenzialmente formidabile per raggiungere nelle loro case persone che vengono spesso trascurate e perciò aumentano il senso di solitudine, la perdita di speranza. Ed è perciò necessario intervenire sul <a href="https://www.egalite.org/digital-divide-sicurezza-e-salute/"><em>digital divide</em></a>, cioè garantire la disponibilità e istruire all’uso di strumenti come <em>tablet</em> e <em>smartphone</em>. (10)</p>
<h2><em>Social media</em>, le due facce della medaglia</h2>
<p><strong>I <em>social media</em> </strong>integrano la quotidianità di uno straordinario numero di utenti. Nella sfera personale e lavorativa, per l’informazione e la socialità. I loro effetti, in particolare sui giovani, possono essere benefici come negativi. Il loro uso improprio può infatti causare o aggravare anche i disturbi psichici, come osservato in diversi studi scientifici. (11)</p>
<p><strong>Il dibattito</strong> in merito all’impatto dei <em>social media</em> sulla salute mentale non si risolverà a breve. Tanto più a fronte dell’asimmetria di conoscenze su neuromarketing e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/influencer-marketing-la-nostra-segnalazione-allantitrust/"><em>influencer marketing</em></a>. Il <em>social networking</em> &#8211; cioè la creazione di reti sociali sul <em>web</em> &#8211; rappresenta in ogni caso un elemento cruciale nell’influenza della propria salute mentale, in funzione della qualità e della quantità delle relazioni instaurate. (12)</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) WHO, <em>World Health Organization</em> (2004). <em>The world health report 2004 – changing history</em>. https://www.who.int/whr/2004/en/report04_en.pdf?ua=1<br />
(2) Falloon (2003). <em>Family interventions for mental disorders: efficacy and effectiveness.</em> World Psychiatry 2(1):20-28<br />
(3) Fairburn <em>et al.</em> (2017). <em>The impact of digital technology on psychological treatments and their dissemination. </em>Behav. Res. Ther. 88:19-25, <a href="https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012">https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012</a><br />
(4) Taylor <em>et al</em>. (2020). <em>Current state of scientific evidence on Internet-based interventions for the treatment of depression, anxiety, eating disorders and substance abuse: an overview of systematic reviews and meta-analyses.</em> European Journal of Public Health 1-8, doi:10.1093/eurpub/ckz208<br />
(5) Brodaty <em>et al</em>. (2003). <em>Meta-analysis of psychosocial interventions for caregivers of people with dementia.</em> J. Am. Geriatr. Soc. 51(5):657-664, <a href="https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x">https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x</a><br />
(6) Magliano <em>et al</em>. (2005). <em>Family burden in long-term diseases: a comparative study in schizophrenia vs. physical disorders. </em>Social Science &amp; Medicine 61(2):313-322, <a href="https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064">https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064</a><br />
(7) Spencer <em>et al.</em> (2019) <em>Internet-based interventions for carers of individuals with psychiatric disorders, neurological disorders, or brain injury: systematic review.</em> J. Med. Internet Res. 21(7):e10876, doi:10.2196/10876<br />
(8) Parrish (2020). <em>The next pandemic: COVID-19 mental health pandemic</em>. Perspect Psychiatric Care 56:485, doi:10.1111/ppc.12571<br />
(9) Talevi<em> et al.</em> (2020). <em>Gli esiti di salute mentale della pandemia di CoViD-19. </em>Riv. Psichiatr. 55(3):137-144, doi:10.1708/3382.33569<br />
(10) Serafini <em>et al.</em> (2020). <em>Aged patients with mental disorders in the COVID-19 era: The experience of Northern Italy.</em> Am. J. of Geriatric Psychiatry 28(7):794-795, <a href="https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015">https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015</a><br />
(11) Karim <em>et al.</em> (2020). <em>Social media use and its connection to mental health: a systematic review. </em>Cureus 12(6):e8627, doi:10.7759/cureus.8627<br />
(12) Berryman <em>et al.</em> (2017). <em>Social media use and mental health among young adults. </em>Psychiatric Quarterly 89:307-314, <a href="https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6">https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Covid 19, meno ricoveri e più vittime di infarti</title>
		<link>https://www.egalite.org/covid-19-meno-ricoveri-e-piu-vittime-di-infarti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2020 20:05:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’allarme Covid-19 &#8211; nel mettere in crisi il sistema sanitario italiano, come molti altri &#8211; ha causato un aumento drastico delle vittime di infarti. Questo fenomeno è stato<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’allarme Covid-19 &#8211; nel mettere <a href="https://www.egalite.org/coronavirus-malati-e-persone-con-disabilita-il-disastro-nel-disastro/">in crisi il sistema sanitario italiano</a>, come <a href="https://www.egalite.org/covid-19-dal-tramonto-allalba/">molti altri </a>&#8211; ha causato un aumento drastico delle vittime di infarti.</p>
<p>Questo fenomeno è stato oggetto di diversi studi. Da parte della SIC, Società Italiana di Cardiologia. (1) E di altri gruppi di ricerca in Spagna, USA, Hong Kong. (2) Gli studi convergono nel rilevare il calo e il ritardo nei ricoveri ospedalieri, da un lato, e la conseguente impennata di mortalità e altre complicanze. Una lezione da apprendere.</p>
<h2>Società Italiana di Cardiologia, lo studio</h2>
<p><strong>La Società Italiana </strong>di Cardiologia ha curato lo studio multicentrico <em>Reduction of hospitalizations for myocardial infarction in Italy in the COVID-19 era,</em> pubblicato sullo <em>European Heart Journal.</em> La ricerca, condotta su 54 ospedali italiani associati al <em>Coronary Care Unit – Academy Investigator Group</em>, ha analizzato il numero di ricoveri per infarto acuto del miocardio (<em>Acute Myocardial Infarction</em>, AMI) nella settimana 12-19.3.20, subito dopo il <em>lockdown</em>. Confrontandoli con quelli della stessa settimana nel 2019.</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>‘Mentre i sistemi sanitari</strong> insieme all&#8217;opinione pubblica, ai media e ai pazienti erano focalizzati sulla pandemia di COVID-19, si è osservata in tutta Italia una preoccupante riduzione dei ricoveri per infarto acuto al miocardio con un aumento parallelo dei tassi di mortalità e delle complicanze. È necessario prendere in considerazione l&#8217;adozione tempestiva di contromisure per evitare un impatto sociale ampio e di lunga data.’ </span></em><span style="color: #ff0000;">(1)</span></p>
<h2>Metà ricoveri</h2>
<p><strong>Lo studio</strong> italiano mostra come agli albori della pandemia i ricoveri per infarto miocardico, nei 54 ospedali oggetto di analisi, siano dimezzati (319 vs 618, -48,4%). Con andamento omogeneo tra le Regioni del Nord, del Centro e del Sud. Sebbene il nuovo coronavirus sin da principio si sia diffuso in prevalenza al Settentrione.</p>
<p><em><span style="color: #000080;"><strong>‘I ricoveri per infarto</strong> acuto al miocardio durante la pandemia da Covid 19 si sono significativamente ridotti in tutta Italia, con un parallelo aumento della mortalità e dei tassi di complicanze. Questo rappresenta un grave problema sociale, che richiede attenzione da parte delle comunità scientifiche e sanitarie e delle agenzie di regolamentazione pubbliche’.</span></em></p>
<p><strong>La sanità</strong> ‘non-Covid’ si è peraltro arenata nei più vari contesti, come ulteriori studi dimostreranno. Discontinuità alle terapie oncologiche, rinvio di interventi chirurgici programmate, blocco della gran parte dell’attività medica e paramedica ritenuta ‘non indispensabile’.</p>
<h2>Infarto, mortalità triplicata</h2>
<p><strong>La mortalità </strong>per infarto nel periodo considerato dallo studio (12-19.3) è più che triplicata. Per tutti i tipi di infarto acuto al miocardio, dal 2,8% del 2019 al 9,7% del 2020. Per l’infarto STEMI (ST-<em>Elevation Myocardial Infarction</em>), dal 4,1% al 13,7%. Le complicazioni non mortali più gravi sono invece quasi raddoppiate, dal 10,4% al 18,8%.</p>
<p><strong>Il ritardo</strong> nell’accesso alle cure mediche è aumentato in misura significativa, durante l’epidemia. Troppo, per queste patologie ove il tempismo è cruciale. Il periodo che intercorre tra l&#8217;esordio dei sintomi e l’angiografia coronarica di è dilatato oltremodo, +39,2%, rispetto all’anno precedente.</p>
<h2>Donne a rischio maggiore</h2>
<p><strong>Si segnala </strong>inoltre un divario di genere, poiché la flessione maggiore nei ricoveri per infarti ha riguardato le donne. Ma</p>
<p><em><span style="color: #800080;"><strong>‘La maggiore riduzione</strong> delle ammissioni di STEMI tra le donne (41,2%) rispetto agli uomini (25,4%) estende la proporzione del problema, poiché il divario di genere già intollerabile nel trattamento dell&#8217;AMI è ulteriormente ampliato da questa emergenza sociale e molto probabilmente si tradurrà in un ulteriore aumento della mortalità cardiovascolare e della morbilità tra le donne’.</span></em></p>
<h2>Più infarti, le cause possibili</h2>
<p><em><span style="color: #ff6600;"><strong>‘Il principale risultato </strong>del presente studio è la drammatica riduzione del numero di ricoveri per AMI in tutta Italia durante la pandemia di COVID-19. In effetti, le ammissioni per l&#8217;AMI si sono dimezzate durante la pandemia rispetto al periodo equivalente dell&#8217;anno precedente’.</span></em></p>
<p><strong>I ricercatori</strong> italiani attribuiscono il fenomeno in esame a due principali cause, tra i diversi fattori che vi abbiano contribuito:</p>
<p><strong>&#8211; i pazienti </strong>si sono tenuti lontani dagli ospedali. ‘<em>In primo luogo, è possibile che la paura del contagio in ospedale abbia scoraggiato l&#8217;accesso ai servizi medici di emergenza, in particolare dopo che i media hanno diffuso la notizia che l&#8217;infezione si era ampiamente diffusa tra i pazienti ricoverati e il personale sanitario a causa della mancanza di dispositivi di protezione personale</em>’,</p>
<p><strong>&#8211; i servizi</strong> sanitari non sono funzionati a dovere. ‘<em>Una seconda ipotesi è legata al fatto che il sistema medico di emergenza era focalizzato su COVID-19 e che la maggior parte delle risorse sanitarie sono state trasferite per gestire la pandemia</em>’.</p>
<p><strong>L’elemento critico</strong> che emerge dalla ricerca è il mancato raggiungimento dell’ospedale, per varie cause, da parte della metà dei pazienti colpiti da infarto acuto al miocardio. L’incremento significativo di mortalità e la prevalenza di complicanze durante il ricovero ‘<em>devono suonare come un campanello d&#8217;allarme per gli operatori sanitari e le agenzie di regolamentazione pubbliche</em>’.</p>
<h2>Le parole non dette</h2>
<p><strong>La privatizzazione </strong>e i tagli alla sanità pubblica &#8211; oltre all’assenza di Livelli Essenziali di Assistenza degni del nome, nelle varie Regioni &#8211; costituiscono le macro-cause del disastro. Da attribuire, vergognosamente, a ogni parte politica dello scenario nazionale. Dal punto di vista operativo giova tuttavia inserire alcune parole non dette:</p>
<p><em><strong>&#8211; crisis management</strong></em>. Le organizzazioni di produzione di beni e fornitura di servizi essenziali alla collettività devono adottare, testare e aggiornare procedure di gestione delle emergenze. Proprio per evitare di trovarsi impreparati di fronte a eventi come Covid-19 che, <a href="https://www.egalite.org/il-cigno-grigio-leconomia-che-verra-e-le-reti-internet-parallele/">come si è visto</a>, possono e devono venire previsti. La cultura della gestione crisi sfugge però alla gran parte degli operatori, nel settore pubblico come nel privato,</p>
<p><strong>&#8211; telemedicina</strong>. Se ne inizia a parlare solo ora in Italia, a seguito della pandemia, mentre nella Repubblica Popolare Democratica di Corea oltre 200 presidi medici e ospedalieri sono interconnessi da un decennio. Medicina di prevenzione, <a href="https://www.egalite.org/wikiparky-teleassistenza-ai-malati-di-parkinson-in-emergenza-covid-19/">tele-assistenza</a>, monitoraggio, intercettazione tempestiva dei sintomi sono solo alcune delle funzioni che la telemedicina può già ora assolvere. Nella prospettiva di interconnettere la medicina territoriale e specialistica con i centri di cura.</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Salvatore De Rosa, Carmen Spaccarotella, Cristina Basso, Maria Pia Calabrò, Antonio Curcio, Pasquale Perrone Filardi, Massimo Mancone, Giuseppe Mercuro, Saverio Muscoli, Savina Nodari, Roberto Pedrinelli, Gianfranco Sinagra, Ciro Indolfi, Società Italiana di Cardiologia <em>and the</em> CCU <em>Academy investigators group. Reduction of hospitalizations for myocardial infarction in Italy in the COVID-19 era.</em> European Heart Journal, Volume 41, Issue 22, 7.6.20, Pages 2083–2088, <a href="https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaa409">https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaa409</a></p>
<p>(2) Said Ashraf, Suleman Ilyas, M Chadi Alraies. <em>Acute coronary syndrome in the time of the COVID-19 pandemic.</em> European Heart Journal, Volume 41, Issue 22, Pages 2089–2091, <a href="https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaa454" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaa454</a></p>
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		<title>Covid-19, il ruolo cruciale della telemedicina</title>
		<link>https://www.egalite.org/covid-19-il-ruolo-cruciale-della-telemedicina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 08:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La telemedicina può avere un ruolo davvero cruciale, nell’era Covid-19. Brevi cenni di riflessione. Contagi da Covid-19 in Italia, numeri incerti Il bollettino web del ministero della Salute riferisce 103.616<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La telemedicina può avere un ruolo davvero cruciale, nell’era Covid-19. Brevi cenni di riflessione.</p>
<h2>Contagi da Covid-19 in Italia, numeri incerti</h2>
<p><strong>Il bollettino</strong> web del ministero della Salute riferisce 103.616 contagi e 20.465 decessi da SARS-CoV-2 in Italia al 13.4.20 (aggiornamenti <a href="http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?area=nuovoCoronavirus&amp;id=5351&amp;lingua=italiano&amp;menu=vuoto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sul sito</a>). Se questi fossero i dati reali, il tasso di mortalità da Covid in Italia sarebbe straordinario. Ma non è certo così, per alcune semplici ragioni:</p>
<p><strong>&#8211; il virus </strong>può essere asintomatico ovvero esprimersi con sintomi lievi, facili da ignorare o confondere con un banale raffreddore,</p>
<p><strong>&#8211; il servizio</strong> sanitario pubblico in diverse Regioni d’Italia non è ancora in grado di eseguire analisi su soggetti sintomatici che pure abbiano fatto richiesta di venire sottoposti a tampone.</p>
<h2>Pressione idraulica sul sistema sanitario</h2>
<p><strong>Oltre il 70% delle positività</strong> indicate dal ministero della Salute, 72.333 persone al 13.4.20, si trova in <a href="https://www.egalite.org/covid-19-isolamento-domiciliare-le-istruzioni-di-iss/">isolamento domiciliare fiduciario</a>. Ed è questa la condizione ideale, per la salute del singolo ma anche per i minori rischi complessivi di diffusione del contagio.</p>
<p><strong>Il sistema sanitario</strong> pubblico, del resto, è sottoposto a una pressione idraulica a causa della pandemia. La quale ha afflitto le regioni del nord Italia, <a href="https://www.egalite.org/covid-19-e-inquinamento-il-nostro-studio-su-bergamo-brescia-e-milano/">Lombardia</a>, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte in particolare. Con uno straordinario carico di lavoro anche su operatori medici e paramedici, soprattutto ospedalieri. Ove il personale lavora a ritmo continuo, con turni che raggiungono le 12-15 ore.</p>
<h2>Il ruolo della telemedicina</h2>
<p><strong>Le tecnologie digitali</strong> possono fornire soluzioni eccellenti su entrambi i fronti di:</p>
<p><em><strong>&#8211; knowledge sharing.</strong></em> Formazione e condivisione di conoscenze, nonché consultazioni in linea con gli specialisti. Essenziali anche e soprattutto quando si debbano affrontare emergenze come quella in atto, (1)</p>
<p><em><strong>&#8211; telemonitoring</strong></em> clinico domiciliare. La relazione diretta tra medico e paziente può venire mantenuta con efficacia, integrando gli strumenti ordinari di comunicazione (via telefono e web) con strumenti di rilevazione e trasmissione dei dati relativi ai parametri sanitari di rilievo per il paziente (es. temperatura, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno nel sangue).</p>
<h2>I vantaggi della telemedicina</h2>
<p><strong>Il primo vantaggio </strong>della telemedicina è rappresentato dalla possibilità di evitare a persone anziane, disabili e malate la necessità di uscire di casa per recarsi dal medico o in una struttura ospedaliera, allorché la consultazione non richieda una visita clinica. La telemedicina può così consentire di mantenere una relazione diretta medico-paziente riducendo al minimo la necessità per quest’ultimo di esporsi tra l’altro a rischi di contagio.</p>
<p><strong>Gli accessi </strong>alle strutture sanitarie possono venire modulati e indirizzati <em>online</em>, fino a predisporre il <em>triage</em> telematico. Così da ridurre anche i tempi d’attesa e la densità di persone nei locali (es. pronto soccorso) e su percorsi non sempre necessari, oltretutto pericolosa per rischio contagio.</p>
<p><strong>La continuità</strong> della relazione tra paziente e personale sanitario &#8211; abbinata alla disponibilità degli strumenti per la rilevazione e trasmissione <em>online</em> dei dati di salute &#8211; può inoltre consentire di ridurre i casi e i tempi dei ricoveri, con privilegio ove possibile verso la degenza domiciliare.</p>
<p><strong>Si può dunque</strong> ridurre la pressione sulle strutture sanitarie e i rischi di trasmissione del virus che in ambienti chiusi potrebbe tra l’altro avvenire per via aerea, attraverso gli impianti di condizionamento. (2)</p>
<h2>Telemedicina, l’appello di @ITIM</h2>
<p><strong>Ogni contributo, organizzativo e tecnologico</strong>, capace di ridurre l’estenuante carico di lavoro sanitario provocato da COVID-19 e i contatti tra operatori e malati è auspicabile e fondamentale.</p>
<p><strong>@ITIM, Associazione Italiana</strong> di Informatica Medica e Telemedicina, ha lanciato un appello per costituire una <em>task force </em>di telemedicina e informatica biomedica. A tale appello hanno aderito vari ricercatori, operatori sanitari, professionisti e aziende ICT. Con l’obiettivo e l’impegno di mettere a disposizione delle autorità sanitarie, in tempi rapidi, piattaforme di teleassistenza sanitaria dei pazienti e sistemi intelligenti di tracciabilità del contagio. Per contribuire anche così alla battaglia contro il coronavirus.</p>
<h2>@ITIM, programma e gruppi di lavoro</h2>
<p><strong>Il programma di @ITIM </strong>&#8211; come descritto dal caro amico Francesco Sicurello, presidente di @ITIM e di IITM (Istituto Internazionale di Tele-Medicina), nonché professore a contratto di Informatica Medica e Telemedicina presso l’Università di Milano Bicocca &#8211; si articola sull’attività di 3 gruppi di lavoro, che operano nei seguenti ambiti:</p>
<p><strong>1) sviluppo e messa in opera di piattaforme ICT</strong> integrate per il <em>telemonitoring</em> e assistenza domiciliare di persone contagiate da Covid-19, anziani in particolare.<br />
Il sistema info-telematico integra un <em>database</em> sanitario delle persone seguite col monitoraggio quotidiano. Registro medico o fascicolo sanitario personale che comprende i dati anamnestici e quelli sulle patologie in corso, aggiornato con i dati clinici inviati da casa attraverso un kit di sensori digitali di cui saranno forniti i pazienti, assieme a un questionario di poche domande a cui rispondere,</p>
<p><strong>2) teleconsulto e televisita</strong> da eseguire sia con app specifiche, sia attraverso contatti telefonici con ogni paziente in <em>follow-up</em>. Il gruppo di lavoro è composto da una squadra di operatori sanitari e medici specialisti. Cardiologi, pneumologi, oculisti, diabetologi, neurologici, psicologi, geriatri. Esperti di @itim, di centri clinici e divisioni ospedaliere.<br />
Questo tipo di squadre sanitarie deve venire articolato a livello regionale. Sono già state raccolte le adesioni di medici e operatori sanitari, nonché esperti in telemedicina, da Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio,</p>
<p><strong>3) informatica biomedica</strong>, per il supporto a studi epidemiologici predittivi e di simulazione delle infezioni. Nonché alla ricerca clinica e farmacologica, per accelerare sviluppo e produzione di nuovi farmaci e vaccini. Questo gruppo si avvarrà di sistemi informatici efficaci e di algoritmi di Intelligenza Artificiale, reti neurali, software di <em>Data Analytics</em> ed elaborazione statistica (R, Data Miner, Pyton, Tensorflow, etc.).<br />
Vi partecipano epidemiologi, bioinformatici, biologi molecolari, genetisti, fisici e bioingegneri di diversi ospedali, varie università ed enti di ricerca e sviluppo (es. CNR, INFN, IRCCS, IZS, ecc.). Oltre al gruppo di lavoro @itim di Informatica in Veterinaria.</p>
<p><strong>Un quarto gruppo</strong> di lavoro &#8211; su uso di tecnologie robotiche (droni, robot, <em>etc</em>.) per supporti automatici a cure ospedaliere in terapia intensiva o per fornire cibi e farmaci a persone in quarantena &#8211; non è ancora stato attivato. In attesa di raccogliere i riscontri sufficienti a sviluppare progetti operativi. A tal uopo sono già disponibili colleghi e membri @itim esperti di robotica e automazione industriale.</p>
<h2>Sanità in Italia, la svolta necessaria</h2>
<p><strong>Il <em>British Journal of Medicine</em></strong> ha di recente pubblicato una risposta di @ITIM all’allarme lanciato dagli anestesisti dell&#8217;ospedale di Bergamo, in relazione alla forte impennata nel ricorso alle terapie intensive. Per evidenziare come la medicina di base e il telemonitoraggio basato sui saturimetri e altri sensori di facile utilizzo possano allentare la pressione sulle strutture ospedaliere, trattando i casi di lieve e media gravità. (3)</p>
<p><strong>La Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) e i Medici del 118</strong>, col loro presidente nazionale, affermano che il saturimetro a casa è come un salvavita. Ed è perciò essenziale che questi salvavita &#8211; come altri, in relazione a varie altre malattie anche croniche che mantengono epidemicità, sebbene oscurate dalla pandemia COVID-19 &#8211; possano esprimere la loro funzione in un rapporto efficace con i medici di base. (4)</p>
<p><strong>Solo ora</strong> iniziano a diffondersi alcuni servizi di telemedicina, grazie anche a recenti bandi di finanziamento a livello nazionale, regionale ed europeo di sistemi digitali per la teleassistenza sanitaria. È indispensabile che tali servizi possano venire attivati ed entrare subito a regime, superando i vari intralci burocratici che caratterizzano la nostra pubblica amministrazione.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>‘La riorganizzazione generale dei servizi socio-sanitari</strong>, sia nel nostro che in altri Paesi europei e del mondo devono puntare su un numero più elevato di medici ed infermieri, sui riequilibri tra strutture territoriali e ospedaliere e tra settore pubblico e privato. Le reti dei medici di base e dei distretti ambulatoriali di zona devono essere integrate con le reti ospedaliere. E poi necessariamente si dovrà far ricorso alle nuove tecnologie dell&#8217;informazione e delle telecomunicazioni. E soprattutto bisognerà puntare, realmente e non a parole, sulla ricerca biomedica e l&#8217;innovazione tecnologica in Sanità’</em> (Francesco Sicurello, presidente @ITIM).</span></p>
<h2>Il paradosso digitale</h2>
<p><strong>La comunicazione digitale</strong> trova applicazione crescente e formale riconoscimento, anche in Italia, nel settore privato come in quello pubblico. COVID-19 ha costretto ogni ambito operativo a sviluppare e incentivare attività come <a href="https://www.egalite.org/iorestoacasa-solidarieta-digitale-per-tutti/"><em>smart working</em> ed <em>e-learning</em></a>, per la formazione e la didattica scolastica a distanza (5,6,7). Addirittura i controlli pubblici ufficiali sulla filiera alimentare possono venire eseguiti a distanza, in questo periodo. (8)</p>
<p><strong>Anziani, malati e disAbili</strong> sono invece costretti a tirare le loro carrette in giro per strada, come meglio possono. I mangiapane a tradimento della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e dell’<em>ecommerce </em>in Italia si ostinano a non rispondere al <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/covid-19-spesa-a-domicilio-per-disabili-e-anziani-lappello-di-egalite-a-gdo-ed-ecommerce/">nostro appello</a> per garantire consegna prioritaria e gratuita della spesa online alle fasce di cittadini più vulnerabili. I quali sono esposti a gravi difficoltà e rischi di contagio, ogni qualvolta escano di casa. Per la spesa, la ricetta medica o i farmaci e altri servizi essenziali che questo Stato incivile continua a relegare ai <em>caregiver</em> familiari, salvo <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">negare (anche a) loro ogni diritto</a>.</p>
<p>#Égalité!</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) Chi scrive (Dongo) ha avuto modo di osservare in loco l’efficacia del sistema di telemedicina adottato nel 2011 dalla <em>Democratic People’s Republic of Korea</em> (DPRK), con il sostegno di WHO (World Health Organization). Grazie a tale sistema gli operatori in oltre 250 presidi sanitari nel Paese, anche in località remote, possono riferirsi in via continuativa agli specialisti basati a Pyongyang</p>
<p>(2) Li Y, Huang X, Yu IT, Wong TW, Qian H. <em><strong>Role of air distribution in SARS transmission during the largest nosocomial outbreak in Hong Kong</strong></em>. Indoor Air. 2005;15(2):83–95. doi:10.1111/j.1600-0668.2004.00317.x</p>
<p>(3) Gianluca Castelnuovo, Giada Pietrabissa, Gian Mauro Manzoni, Francesco Sicurello Enrico Molinari. <em><strong>On the front lines of coronavirus: the Italian response to covid-19</strong></em>. BMJ 2020; 368 doi: <a href="https://doi.org/10.1136/bmj.m1065" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1136/bmj.m1065</a></p>
<p>(4) <strong>Gli Ordini degli psicologi </strong>e psicanalisti in Italia hanno a loro volta introdotto servizi di assistenza <em>online</em>, per aiutare i bisognosi (oltreché per proseguire le loro attività professionali in una nuova configurazione)</p>
<p>(5)<strong> Decreto #RestiamoaCasa</strong>, 11.3.20, v.</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3DratHCp4C"><p><a href="https://www.egalite.org/coronavirus-si-ferma-litalia-ma-non-la-solidarieta-digitale/">Coronavirus, si ferma l’Italia ma non la solidarietà (digitale)</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Coronavirus, si ferma l’Italia ma non la solidarietà (digitale)&#8221; &#8212; Égalité" src="https://www.egalite.org/coronavirus-si-ferma-litalia-ma-non-la-solidarieta-digitale/embed/#?secret=2iaR0Fzgkz#?secret=3DratHCp4C" data-secret="3DratHCp4C" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>(6) <strong>Decreto ‘Cura Italia’</strong>, 17.3.20, v. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/covid-19-decreto-cura-italia-le-misure-a-favore-di-persone-fisiche-lavoratori-e-imprese-abc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/covid-19-decreto-cura-italia-le-misure-a-favore-di-persone-fisiche-lavoratori-e-imprese-abc</a>. Sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, v. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/decreto-cura-italia-startup-innovative-e-bonus-pubblicita-2-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/decreto-cura-italia-startup-innovative-e-bonus-pubblicità</a></p>
<p>(7) <strong>Protocollo 14.3.20 per il contenimento di Covid-19 negli ambienti di lavoro</strong>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/coronavirus-misure-di-contenimento-negli-ambienti-di-lavoro-protocollo-14-3-20" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/coronavirus-misure-di-contenimento-negli-ambienti-di-lavoro-protocollo-14-3-20</a></p>
<p>(8) <strong>Controlli pubblici ufficiali a distanza</strong> nella filiera agroalimentare, reg. UE 2020/466, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/controlli-pubblici-ufficiali-deroghe-covid-19-scenario" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/controlli-pubblici-ufficiali-deroghe-covid-19-scenario</a></p>
<p>(9) <em><strong>Consegna della spesa a domicilio di anziani, malati e disabili. Il vergognoso flop del retail in Italia</strong></em>. V. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/esselunga-consegna-gratis-a-disabili-e-anziani" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/esselunga-consegna-gratis-a-disabili-e-anziani</a></p>
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