<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>UNEP Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
	<atom:link href="https://www.egalite.org/tag/unep/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.egalite.org/tag/unep/</link>
	<description>no-profit organization</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Aug 2024 13:31:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Clean Seas, uniti con l’UNEP contro la plastica nei mari</title>
		<link>https://www.egalite.org/clean-seas-uniti-con-lunep-contro-la-plastica-nei-mari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 12:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clean Seas]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[UNEP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=6622</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’emergenza della plastica nei mari e i modi per contrastarla sono al centro della campagna di Clean Seas, la piattaforma lanciata da UNEP, l’United Nations Environment<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/clean-seas-uniti-con-lunep-contro-la-plastica-nei-mari/">Clean Seas, uniti con l’UNEP contro la plastica nei mari</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’emergenza della plastica nei mari e i modi per contrastarla sono al centro della campagna di Clean Seas, la piattaforma lanciata da UNEP, l’<em>United Nations Environment Programme</em>, e che unisce singoli, governi e industrie di tutto il mondo per ridurre la plastica negli oceani.</p>
<p>I nostri mari sono pieni di plastica. Ce ne possiamo accorgere semplicemente passeggiando su una spiaggia. Ma questo ha degli effetti sull’ecosistema marino, su di noi e sui cambiamenti climatici in generale.</p>
<h2>I numeri dell’inquinamento da plastica</h2>
<p><strong>La produzione di plastica</strong> è aumentata esponenzialmente negli ultimi decenni. Siamo passati da 2 milioni di tonnellate nel 1950 a più di 430 milioni del 2017 e si prevede che la produzione quadruplicherà entro il 2050.</p>
<p>Lo smaltimento dei rifiuti plastici è invece in affanno:</p>
<ul>
<li>solo il 10% viene riciclato,</li>
<li>il 14% viene incenerito,</li>
<li>il 76% viene smaltito in discarica o rilasciato nell’ambiente.</li>
</ul>
<p><strong>Molta</strong> di questa plastica viene esportata in Paesi con una inefficiente capacità di gestione dei rifiuti e, negli ultimi anni, è aumentato il commercio illegale dei rifiuti plastici. (1)</p>
<h2>Un camion di plastica nel mare ogni minuto</h2>
<p><strong>Ogni anno</strong> vengono scaricate in mare 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, come se ogni minuto un camion scaricasse il proprio carico in mare.</p>
<p><strong>Mille fiumi</strong> del mondo sono responsabili dell’80% dell’inquinamento globale e in mare navigano 51 trilioni di particelle di microplastiche, ossia frammenti di plastica di grandezza inferiore ai 5 mm.</p>
<p><strong>Il 46%</strong> della plastica trovata in mare è costituita da attrezzature da pesca abbandonate, come reti e nasse. (2)</p>
<h2>Le conseguenze della plastica in mare</h2>
<p><strong>I rifiuti plastici</strong> possono essere scambiati per nutrimento dagli animali. Infatti rappresentano una delle principali cause di morte dei pesci e degli uccelli marini. Oppure possono costituire delle vere e proprie trappole. Secondo il WWF, sono 700 le specie interessate da fenomeni di inquinamento di materie plastiche. (3)</p>
<p><strong>In mare</strong>, la plastica segue le correnti fino ad arrivare nell’Artico e persino in cima all’Everest. Quando si degrada in particelle sempre più piccole riesce ad entrare <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nellacqua-potabile-loms-chiede-valutazione-dei-rischi/">nell’acqua potabile</a> e persino a rimanere sospesa nell’aria. Quando consumiamo pesci contaminati, entra anche <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/le-microplastiche-nella-nostra-dieta/">nelle nostre diete</a>. Sono state trovate tracce di plastica persino <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nel-sangue-prima-evidenza-nelluomo/">nel nostro sangue</a>  e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microplastiche-nella-placenta-umana-la-scoperta-di-ricercatori-italiani/">nella placenta umana</a> con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microplastiche-e-salute-umana-linvisibile-male/">rischi</a> per la salute non del tutto esplorati.</p>
<h2>L’impegno di Clean Seas</h2>
<p><strong>La piattaforma Clean Seas</strong> di UNEP ha l’obiettivo di creare più consapevolezza sulle conseguenze dell’inquinamento marino da plastica sulla fauna e sulla nostra salute. La piattaforma è aperta a tutti. Riunisce infatti privati cittadini, gruppi della società civile, imprese e governi per arrivare ad una drastica riduzione dei rifiuti.</p>
<p><strong>Dal 2017</strong>, anno della sua creazione, hanno aderito a Clean Seas 69 Paesi che rappresentano il 76% delle coste del mondo. Clean Seas è diventato un importante strumento per guidare la trasformazione di abitudini, pratiche e politiche in tutto il mondo. Anche i Paesi che non hanno sbocchi sul mare stanno aderendo perché hanno capito l’importanza di tenere puliti i fiumi dalla sorgente alla foce. (4)</p>
<h2>Gli impegni dei governi</h2>
<p><strong>L’impegno dei governi</strong> è importante per sensibilizzare l’opinione pubblica, offrire incentivi per il riciclaggio e attuare leggi vincolanti sulla riduzione o divieto di plastica inutile ed evitabile. Aderendo alla campagna, i Paesi possono accedere ad una piattaforma e alle migliori pratiche per profilare il proprio lavoro e incoraggiare gli altri ad agire. Possono richiedere anche il supporto tecnico dell’UNEP per sviluppare i propri piani d’azione.</p>
<p><strong>Ecco alcuni esempi</strong> degli impegni che i Paesi hanno assunto da quando hanno aderito alla campagna di Clean Seas:</p>
<ul>
<li><strong>Città del Messico</strong> dal 2020 ha vietato i sacchetti in plastica e le autorità si impegnano nel vietare anche cannucce, bicchieri, posate e altri articoli in plastica monouso;</li>
<li><strong>il Cile</strong> ha vietato l’uso dei sacchetti di plastica monouso e ha espanso le aree marine protette al 42% delle acque costiere;</li>
<li><strong>le Filippine</strong> hanno aumentato i loro sforzi cercando di bonificare la baia di Manila e rimuovendo da mare solo nel 2019 ben 2000 tonnellate di rifiuti;</li>
<li><strong>in Kenya</strong> dal 2020 è vietato introdurre plastica monouso nei parchi nazionali, nelle spiagge, foreste e nelle aree protette.</li>
</ul>
<p><strong>Anche l’Unione Europea</strong> si è impegnata con Clean Seas, nel 2017 attraverso la coalizione Aquaria, campagna per aumentare la consapevolezza sui rifiuti marini, e nel 2019 approvando la direttiva sulla riduzione dell’impatto di alcuni prodotti in plastica (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/plastiche-monouso-la-direttiva-ue-al-traguardo/">direttiva SUP</a>, 2019/904/CE). (5) Tuttavia, gli sforzi non sono mai abbastanza. Ora speriamo che il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/riduzione-riutilizzo-e-riciclo-degli-imballaggi-in-ue-la-proposta-di-ppwr/">regolamento sulla riduzione degli imballaggi</a> e sul potenziamento del riciclo e riuso venga approvata.</p>
<h2>Il ruolo fondamentale delle aziende</h2>
<p><strong>Le aziende</strong> svolgono un ruolo fondamentale in questa partita. Sono queste infatti che producono un’enorme quantità di imballaggi in plastica che spesso non viene riciclata e viene incenerita o dispersa nell’ambiente. Molte delle più grandi aziende, dette <em>Fast Moving Consumer Goods Company</em> (FMCG) hanno preso impegni nel 2018 per ridurre il packaging o aumentare il riciclo (<em>New Plastic Economy Global Commitment</em>).</p>
<p><strong>I loro siti</strong> sono costellati da promesse e impegni di sostenibilità. Tuttavia, il documento di BFFP sgretola questa verde narrazione (6) mentre il rapporto dell’UNEP del 2022, che valuta l’andamento degli impegni presi, afferma che quasi sicuramente gli obiettivi non saranno raggiunti. (7)</p>
<p><strong>Coca-Cola Company</strong>, ad esempio, che distribuisce 120 miliardi di bottiglie all’anno, si è impegnata a riciclare una bottiglia o lattina usata per ogni nuova venduta entro il 2030 e ad aumentare il contenuto di plastica riciclata nelle bottiglie al 50% entro la stessa data. (8) Peccato che la maggior parte dei residui trovati in spiaggia negli ultimi anni appartengano proprio a questa compagnia.</p>
<h2>Le responsabilità dell&#8217;industria</h2>
<p><em><strong>Break Free From Plastic</strong></em> è un movimento internazionale che riunisce organizzazioni e singoli cittadini. Ogni anno dal 2018 realizza un <em>report</em>, <em>Brand Audit Report</em>, dove vengono analizzati i rifiuti plastici recuperati nelle spiagge dai volontari di 44 Paesi.</p>
<p><strong>Per il 63%</strong> (dato in aumento) i rifiuti raccolti nel 2022 appartengono a Coca-Cola Company. Poi abbiamo PepsiCo, Nestlé, Procter &amp; Gamble, Mondelez International, Philip Morris International, Danone, Mars e Colgate-Palmolive, le prime in classifica ogni anno. (9) Coca-Cola Company è stata persino lo sponsor ufficiale della COP27 sui cambiamenti climatici. Un palese esempio di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/inquinamento-da-plastica-le-responsabilita-di-big-food/"><em>greenwashing</em></a>.</p>
<h2>Il potere dei consumatori</h2>
<p><strong>Noi, singoli cittadini</strong>, abbiamo un grande potere anche se spesso non ce ne accorgiamo. Possiamo scegliere. Scegliere quali prodotti comprare, con che tipo di <em>packaging</em>, preferiamo quelli riutilizzabili. Controlliamo gli ingredienti dei cosmetici, i materiali dei nostri vestiti e ricicliamo.</p>
<p><strong>Più di 111.000</strong> persone hanno preso un impegno con Clean Seas e hanno condiviso le loro esperienze sui <em>social</em> per coinvolgere gli altri. Attraverso un semplice gioco disponibile sul sito (10), tutti possono prendere un impegno nei confronti della natura e degli oceani. E alla prossima passeggiata in spiaggia, raccogliamo i rifiuti che troviamo e menzioniamo #CleanSeas nelle nostre foto. Possiamo essere un esempio per gli altri. Rendiamo la pulizia dei mari virale!</p>
<p><em>Alessandra Mei</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) UNEP, Drowning in Plastic, executive summary, <a href="https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/36989/VITGRAPH_ES.pdf">https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/36989/VITGRAPH_ES.pdf</a><br />
(2) Dal sito di Clean Seas https://www.cleanseas.org/did-you-know <br />
(3) Dati dal sito del WWF <a href="https://www.wwf.it/cosa-facciamo/mari-e-oceani/plastica/">https://www.wwf.it/cosa-facciamo/mari-e-oceani/plastica/</a><br />
(4) https://www.cleanseas.org/about<br />
(5) Clean Seas, Turn the tide on plastic. Why become a Clean Seas country? <a href="https://express.adobe.com/page/YZgiTSpy72fHj/">https://express.adobe.com/page/YZgiTSpy72fHj/ </a><br />
(6) BFFP, Missing the Mark. Unveiling corporate false solutions to the plastic pollution crisis <a href="https://drive.google.com/file/d/1VWL78eU8VMDApX8H5mlvui_zJ3RhNvi8/view">https://drive.google.com/file/d/1VWL78eU8VMDApX8H5mlvui_zJ3RhNvi8/view </a><br />
(7) UNEP, The Global Commitment 2022, progress report, <a href="https://emf.thirdlight.com/link/f6oxost9xeso-nsjoqe/@/preview/3">https://emf.thirdlight.com/link/f6oxost9xeso-nsjoqe/@/preview/3 </a><br />
(8) Dal sito di Clean Seas, <a href="https://www.unep.org/news-and-stories/story/what-are-businesses-doing-turn-plastic-tap?_ga=2.204251289.84436743.1673423200-1412289195.1673423200">https://www.unep.org/news-and-stories/story/what-are-businesses-doing-turn-plastic-tap?_ga=2.204251289.84436743.1673423200-1412289195.1673423200 </a><br />
(9) BFFP, Branded, five years of holding corporate plastic polluters accountable, Brand Audit Report 2018-2022 <a href="https://brandaudit.breakfreefromplastic.org/wp-content/uploads/2022/11/BRANDED-brand-audit-report-2022.pdf">https://brandaudit.breakfreefromplastic.org/wp-content/uploads/2022/11/BRANDED-brand-audit-report-2022.pdf </a><br />
(10) https://www.cleanseas.org/make-pledge</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/clean-seas-uniti-con-lunep-contro-la-plastica-nei-mari/">Clean Seas, uniti con l’UNEP contro la plastica nei mari</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UNEP: la crisi ambientale nuoce alla salute mentale</title>
		<link>https://www.egalite.org/unep-la-crisi-ambientale-nuoce-alla-salute-mentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 08:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento acustico]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
		<category><![CDATA[UNEP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=6308</guid>

					<description><![CDATA[<p>La crisi ambientale sta danneggiando la nostra salute mentale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dedica a questa emergenza un focus sugli effetti nocivi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/unep-la-crisi-ambientale-nuoce-alla-salute-mentale/">UNEP: la crisi ambientale nuoce alla salute mentale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi ambientale sta danneggiando la nostra salute mentale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dedica a questa emergenza un <em>focus</em> sugli effetti nocivi dell’inquinamento acustico e atmosferico, la dispersione di rifiuti chimici e il surriscaldamento del pianeta.</p>
<p>In occasione della Giornata per la salute mentale (10 ottobre), la più importante autorità ambientale globale ha reiterato l’allarme, indicando soluzioni concrete per invertire la rotta.</p>
<h2>1) Inquinamento acustico</h2>
<p><strong>Il rumore incessante</strong> caratterizza gran parte delle città. Gli agglomerati urbani continuano a crescere, per l’arrivo di persone in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Ma le maggiori opportunità comportano anche l’esposizione degli abitanti a livelli elevati di inquinamento acustico.</p>
<p><strong>Traffico</strong> stradale e ferroviario, aeroporti vicini ai centri abitati, industrie causano un rumore continuo che compromette la salute mentale delle persone interrompendo il loro sonno.</p>
<h3>1.1) Più verde antirumore</h3>
<p><strong>Secondo le stime</strong>, in Europa 22 milioni di persone soffrono di disturbi cronici da rumore e 6,5 milioni sono affetti da disturbi del sonno. I più a rischio sono gli anziani, le donne incinte e i lavoratori turnisti.</p>
<p><strong>Per migliorare</strong> la salute mentale dei cittadini e mitigare gli effetti negativi dell&#8217;inquinamento acustico, lo studio Frontiers 2022 di UNEP suggerisce di aumentare la vegetazione negli ambienti urbani per assorbire l&#8217;energia acustica e ridurre l&#8217;amplificazione stradale.</p>
<p><strong>Alberi, arbusti, pareti e tetti verdi</strong>, inoltre, generano effetti visivi positivi e attirano la fauna selvatica urbana. I suoni naturali, come il cinguettio degli uccelli, trasmettono la tranquillità di trovarsi in un ambiente sicuro, che quindi riduce l’ansia. (1)</p>
<h2>2) Inquinamento dell’aria</h2>
<p><strong>La buona qualità dell’aria </strong>è un lusso per pochi. Il 99% della popolazione mondiale respira aria con livelli di inquinanti superiori alle linee guida OMS. E 7 milioni di persone muoiono prematuramente proprio a causa dell&#8217;inquinamento atmosferico, ha ricordato Inger Andersen, direttore generale UNEP. (2)</p>
<p><strong>Anche la salute mentale è compromessa</strong>. In particolare quella dei bambini, per i quali l’esposizione a livelli elevati di inquinamento atmosferico potrebbe causare problemi psicologici e comportamentali, incluso l’ormai noto disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ansia e depressione. (3)</p>
<h3>2.1) Come migliorare l’aria cittadina</h3>
<p><strong>Le misure</strong> per migliorare la qualità dell’aria nelle città sono state richiamate dalla piattaforma d’azione <a href="https://breathelife2030.org/">BreatheLife</a>, una <em>partnership</em> tra OMS, UNEP, la <em>Climate and Clean Air Coalition</em> (CCAC) e la Banca Mondiale.</p>
<p><strong>Si tratta di cambiamenti</strong> ormai molto praticabili, come aumentare la mobilità elettrica, a piedi e in bicicletta, creare più spazi verdi, ridurre l&#8217;inquinamento atmosferico causato dall&#8217;industria, i trasporti, la gestione dei rifiuti <em>etc</em>. Misure purtroppo inutili nei confronti delle microplastiche, che come abbiamo visto permeano l’aria e penetrano nei nostri polmoni. (4)</p>
<p><strong>Purtroppo, la strada è ancora lunga</strong>, come mostra il contatore del sito BreatheLife, che indica le vittime dello smog nelle varie città. Oltre 37mila a Berlino, più di 29mila a Roma, 16mila a Parigi, 13mila a Madrid, per citare qualche esempio.</p>
<h2>3) Inquinamento chimico</h2>
<p><strong>Le sostanze chimiche</strong> disperse nell&#8217;ambiente sono anch’esse un problema di salute globale.</p>
<p><strong>Il piombo</strong> ha conclamati effetti nocivi sulla salute mentale dei bambini. E purtroppo, come documentato da Unicef, un bambino su tre ha piombo nel sangue a livelli che possono essere associati a diminuzione dell&#8217;intelligenza, difficoltà comportamentali e problemi di apprendimento. (5)</p>
<p><strong>Le misure di contenimento</strong> di questa forma di inquinamento sono ancora insufficienti.</p>
<h2>4) Cambiamento climatico</h2>
<p><strong>Depressione, ansia, stress</strong> sono la punta dell’<em>iceberg</em> dei disturbi mentali associati agli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Ormai alluvioni, ‘bombe d’acqua’, siccità estrema, livelli di calore insostenibili sono la regola in tutto il pianeta. Le perdite economiche e sociali che ne derivano scatenano ansia e angoscia. Si pensi ai territori delle Marche, coltivazioni, case, attività commerciali devastati pochi giorni fa da un evento meteo estremo.</p>
<p><strong>Invertire la tendenza</strong> che ci ha condotti fin qui è impresa ardua, ma meritevole di speranza. Un incoraggiamento viene dalla resilienza della natura, che in poche settimane di <em>lockdown</em> per pandemia ci ha rivelato una capacità di recupero stupefacente.</p>
<h2>Che fare</h2>
<p><strong>Il cambiamento è già tracciato</strong>, per chi vorrà attuarlo. L’UNEP è in prima linea a sostegno dell’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 °C e puntare &#8211; per sicurezza &#8211; a 1,5 °C, rispetto ai livelli preindustriali.</p>
<p><strong>I singoli cittadini-consumatori</strong> possono fare la propria parte ogni giorno. Per un attivismo più largo, le azioni ‘virtuose’ possono venire condivise scaricando sullo <em>smartphone</em> la app ‘<a href="https://actnow.aworld.org/"><em>A world in support of ActNow</em></a>’.</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Frontiers 2022: Noise, Blazes and Mismatches. <em>UNEP</em>. 17.2.22 <a href="https://www.unep.org/resources/frontiers-2022-noise-blazes-and-mismatches">https://www.unep.org/resources/frontiers-2022-noise-blazes-and-mismatches</a></p>
<p>(2) Inger Andersen. One Health on the global map. 28th Tripartite Annual Executive Meeting. 17.3.22 <a href="https://www.unep.org/news-and-stories/speech/one-health-global-map">https://www.unep.org/news-and-stories/speech/one-health-global-map </a></p>
<p>(3) V. rapporto UNICEF Danger in the Air. Dicembre 2017 <a href="https://www.unicef.org/sites/default/files/press-releases/glo-media-Danger_in_the_Air.pdf">https://www.unicef.org/sites/default/files/press-releases/glo-media-Danger_in_the_Air.pdf</a></p>
<p>(4) Marta Strinati, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-anche-nei-nostri-polmoni-lo-studio-britannico/">Microplastiche anche nei nostri polmoni. Lo studio britannico</a>. <em>GIFT (Great Italian Food Trade)</em>. 12.4.22</p>
<p>(5) The toxic truth. <em>Unicef</em> <a href="https://www.unicef.org/reports/toxic-truth-childrens-exposure-to-lead-pollution-2020">https://www.unicef.org/reports/toxic-truth-childrens-exposure-to-lead-pollution-2020</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/unep-la-crisi-ambientale-nuoce-alla-salute-mentale/">UNEP: la crisi ambientale nuoce alla salute mentale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
