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	<title>diritto alla riparazione Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</title>
		<link>https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 12:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla riparazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La direttiva UE 2024/1799, finalmente, introduce le norme comuni per promuovere il diritto alla riparazione dei beni. I consumatori e i riparatori vengono così incentivati a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/">Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La direttiva UE 2024/1799, finalmente, introduce le norme comuni per promuovere il <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/">diritto alla riparazione dei beni</a>. I consumatori e i riparatori vengono così incentivati a richiedere ed effettuare la riparazione di alcuni prodotti, anziché gettarli e sostituirli. (1)</p>
<h2>1) Garanzia sui prodotti e diritto alla riparazione</h2>
<p><strong>I contratti di vendita</strong> tra venditori e consumatori, la garanzia sui prodotti e i rimedi da adottare nei casi di non-conformità sono già stati definiti nella direttiva (UE) 2019/771. (2) Altre misure sono previste nella direttiva per la responsabilizzazione dei consumatori verso la transizione verde.</p>
<p><strong>l venditori</strong> devono:</p>
<p>&#8211; riconoscere una garanzia legale di 2 anni dalla consegna (almeno 1 anno per i beni di seconda) e una garanzia commerciale che integra e non sostituisce quella legale</p>
<p>&#8211; adottare rimedi per il ripristino dei beni in garanzia, qualora si presentino non conformità che, a scelta del consumatore, possono comprendere la riparazione o la sostituzione (senza spese del consumatore)</p>
<p>&#8211; in caso di impossibilità o sproporzionalità dei costi dei rimedi di cui sopra, applicare una riduzione proporzionale del prezzo o la risoluzione del contratto</p>
<p>&#8211; adottare avvisi ed etichette armonizzate, per informare i consumatori sulla presenza della garanzia (legale e commerciale)</p>
<p>&#8211; fornire informazioni adeguate sui costi costi, i requisiti e le necessità di riparazione dei beni.</p>
<h2>2) Diritto alla riparazione ed economia circolare</h2>
<p><strong>Il Parlamento europeo</strong> &#8211; nella <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/economia-circolare-risoluzione-del-parlamento-europeo-sul-piano-dazione/">risoluzione</a> sulla comunicazione della Commissione sull’economia circolare &#8211; aveva a sua volta proposto di introdurre il ‘diritto alla riparazione’ nei confronti dei consumatori. (3)</p>
<p><strong>I consumatori</strong> hanno perciò diritto a:</p>
<p>&#8211; chiedere una riparazione a prezzi accessibili, dal riparatore di fiducia e di propria scelta, per i difetti che si manifestano anche al di fuori delle responsabilità del venditore e del periodo di garanzia</p>
<p>&#8211; ottenere gratuitamente (fatto salvo il caso in cui ciò richieda un servizio di diagnostica), entro un tempo ragionevole dalla richiesta, il modulo europeo di informazioni sulla riparazione.</p>
<p><strong>Il modulo</strong> consiste in un’offerta valida per 30 giorni, salvo periodi più ampio concordato tra le parti, ove sono riportati i dati del riparatore, il guasto e il servizio proposto, costo e tempi di riparazione. (4) In caso di sua accettazione, il riparatore è obbligato a eseguire il servizio di riparazione alle condizioni ivi stabilite.</p>
<h2>3) Obbligo di riparazione</h2>
<p><strong>L’obbligo di riparazione</strong> si applica ai prodotti in relazione ai quali siano state definite specifiche di riparabilità. Vale a dire:</p>
<p>&#8211; lavatrici, lavasciuga biancheria ed asciugabiancheria per uso domestico;</p>
<p>&#8211; lavastoviglie per uso domestico;</p>
<p>&#8211; apparecchi di refrigerazione;</p>
<p>&#8211; display elettronici;</p>
<p>&#8211; apparecchiature di saldatura;</p>
<p>&#8211; server e prodotti di archiviazione dati;</p>
<p>&#8211; telefori cellulari, telefoni cordless e tablet;</p>
<p>&#8211; beni che incorporano batterie per mezzi di trasporto leggeri.</p>
<p><strong>La riparazione</strong> può venire eseguita a titolo gratuito o a pagamento a un prezzo ragionevole e deve venire effettuata in tempi ragionevoli dalla consegna fisica del bene o dall’accesso consentito dal consumatore.</p>
<p><strong>Durante il periodo della riparazione</strong>, i consumatori possono &#8211; ma non hanno sempre diritto, al di fuori di casi specifici (5) &#8211; ricevere in prestito, a titolo gratuito o a pagamento, un bene sostitutivo o un bene analogo ricondizionato.</p>
<h2>4) Doveri dei fabbricanti</h2>
<p><strong>I fabbricanti </strong>dei beni e delle parti di ricambio:</p>
<p>&#8211; devono mantenere prezzi ragionevoli per non scoraggiare la riparazione</p>
<p>&#8211; devono pubblicare i prezzi per le riparazioni dei loro beni, che non può venire impedita (salvo questioni di proprietà intellettuale).</p>
<p>&#8211; non possono rifiutare una riparazione se altri riparatori o persone hanno effettuato una riparazione precedente, neppure quando siano state utilizzate parti originali usate, compatibili o ottenute da stampanti 3D ai riparatori indipendenti.</p>
<h2>5) Piattaforma europea per la riparazione</h2>
<p><strong>La piattaforma europea</strong> online serve per permettere ai consumatori di identificare i riparatori o i venditori di beni ricondizionati, così come gli acquirenti di beni difettosi per il ricondizionamento, o qualsiasi iniziativa di riparazione.</p>
<p><strong>L’intera piattaforma</strong> è costitutita dalle sezioni nazionali, le quali possono avere natura pubblica o privata. Essa deve includere, oltre ai riparatori, le altre figure che partecipano al sistema europeo.</p>
<p><strong>La registrazione </strong>per gli operatori è facoltativa, mentre il servizio per i consumatori è gratuito, garantendo l’accessibilità alle persone con disabilità. Esso deve permettere di effettuare ricerche, richiedere il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, permettere agli operatori di fornire le proprie informazioni.</p>
<h2>6) Misure nazionali per la riparazione</h2>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> devono:</p>
<p>&#8211; adottare almeno una misura idonea a promuovere la riparazione, insieme a misure adeguate a garantire la disponibilità per l’informazione ai consumatori</p>
<p>&#8211; definire i punti di contatto nazionali per la piattaforma online europea</p>
<p>&#8211; introdurre sanzioni proporzionate e dissuasive</p>
<p>&#8211; recepire la direttiva entro il 31 luglio 2026, con obbligo di rimuovere ogni misura divergente.</p>
<h2>7) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>Il legislatore europeo</strong>, ancora una volta, ha privilegiato gli interessi industriali rispetto ai diritti dei consumatori. Sotto due aspetti in particolare:</p>
<p>&#8211; la restrizione degli obblighi di riparazione a un gruppo ristretto di beni (v. paragrafo 3) che non comprende un’ampia serie di prodotti, elettrodomestici (es. forni, frullatori e robot da cucina, aspirapolvere e scope elettriche) e non;</p>
<p>&#8211; la facoltatività del modulo europeo di informazioni sulla riparazione;</p>
<p>&#8211; l’assenza di specifiche sui criteri di ‘prezzo ragionevole’ per le parti di ricambio.</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828 <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1799/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1799/oj</a></p>
<p>(2) Direttiva (UE) 2019/771 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e la direttiva 2009/22/CE, e che abroga la direttiva 1999/44/CE <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2019/771/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2019/771/oj</a></p>
<p>(3) Dario Dongo, Alessandra Mei. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/empowering-consumers-for-the-green-transition-via-libera-dal-parlamento-ue/">Empowering Consumers for the Green Transition, via libera dal Parlamento UE</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.2.24</p>
<p>(4) Il riparatore che fornisce il modulo europeo di informazioni deve rispettare gli obblighi di informazione sulle caratteristiche principali del servizio di riparazione, l’identità e le informazioni di contatto del riparatore, il prezzo e le modalità ed i tempi di esecuzione del servizio di riparazione</p>
<p>(5) Si veda il precedente articolo di Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/garanzia-su-ausili-per-la-disabilita-lantitrust-afferma-il-diritto-allassistenza-immediata/">Garanzia su ausili per la disabilità, l’Antitrust afferma il diritto all’assistenza immediata</a>. Égalité. 27.7.20</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/">Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Diritto alla riparazione. Lavori in corso in Europa</title>
		<link>https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 09:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla riparazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea è al lavoro sul diritto alla riparazione. Se si vuole applicare in concreto l’economia circolare e avere prodotti più sostenibili, bisogna puntare sulla<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/">Diritto alla riparazione. Lavori in corso in Europa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea è al lavoro sul diritto alla riparazione. Se si vuole applicare in concreto l’economia circolare e avere prodotti più sostenibili, bisogna puntare sulla riparazione e sul riutilizzo dei beni. Specialmente quando si parla di prodotti elettronici ed elettrodomestici.</p>
<h2>L’iniziativa europea su riparazione e riutilizzo</h2>
<p><strong>La Commissione europea</strong> ha lanciato un’iniziativa che «<em>promuove un uso più sostenibile dei beni nel loro ciclo di vita. Incoraggerà i consumatori a compiere scelte più sostenibili fornendo incentivi e strumenti per utilizzare i beni per un periodo più lungo, anche riparando i prodotti difettosi</em>». (1)</p>
<p><strong>L’intento </strong>è incoraggiare i produttori a progettare prodotti che durino di più (contro i fenomeni di obsolescenza programmata) e siano riparabili con facilità. Premesse essenziali per incrementare il consumo sostenibile, come pure l’acquisto di prodotti di seconda mano, ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e contribuire all’economia circolare.</p>
<p><strong>La consultazione pubblica</strong>, aperta l’11.1.22, durerà fino a 5.4.22.</p>
<h2>Consumo sostenibile vs insostenibile</h2>
<p><strong>Una delle grandi questioni</strong> ambientali dei consumi non sostenibili è la produzione di una crescente quantità di rifiuti. La nuova agenda per i consumatori e il piano d’azione per l’economia circolare della Ue mirano dunque a promuovere la riparazione e a incoraggiare il passaggio a prodotti più sostenibili. Lo stesso Parlamento europeo ha invitato la Commissione a facilitare le scelte sostenibili dei consumatori e delle imprese e a promuovere il diritto alla riparazione. E il Consiglio dell’Unione europea (22.2.21) ha accolto con favore l’iniziativa sul &#8216;diritto alla riparazione&#8217; con l’obiettivo di promuovere riparazioni più sistematiche, anche al di là del periodo di responsabilità (la garanzia legale di conformità, due anni), a un costo ragionevole. (2)</p>
<p><strong>L’iniziativa</strong> della Commissione europea porterà nel terzo trimestre 2022 a una proposta legislativa sul diritto alla riparazione, come indicato anche nella lettera di intenti inviata dalla Commissione europea al Parlamento nel settembre 2021, con le iniziative che Bruxelles proporrà nell’arco dell’anno.</p>
<h2>Il ciclo di vita dei prodotti</h2>
<p><strong>Come spiega</strong> la Commissione nell’invito a presentare contributi per una valutazione d’impatto dell’iniziativa, le imprese hanno un interesse economico limitato a fornire beni più sostenibili dal punto di vista ambientale e che durino di più. I consumatori possono fare scelte sostenibili ma quello che ha un impatto è anche la durata d’uso che si fa dei prodotti, il loro ciclo di vita.</p>
<p>&#8216;<em>Attualmente <strong>numerosi prodotti non vengono usati per il proprio intero ciclo di vita potenziale e diventano rifiuti prima del suo termine</strong>. Alcuni studi dimostrano che negli ultimi anni la durata di vita di molti prodotti è in calo; i consumatori possono svolgere un ruolo importante per invertire questa tendenza&#8217;</em>.</p>
<p><strong>I consumatori</strong> non vengono incentivati a comprare beni usati o rigenerati. Uno dei fenomeni è sotto gli occhi di tutti, nella vita quotidiana: l’alto costo dei pezzi di ricambio o dell’intervento di riparazione.</p>
<p><strong>&#8216;Al di là della direttiva</strong>, quando i consumatori non possono beneficiare dei rimedi previsti dal periodo di responsabilità legale (ad esempio perché il difetto è stato causato da essi stessi o il periodo di responsabilità legale è scaduto), spesso si trovano ad affrontare notevoli difficoltà nel riparare i beni, cosa che spesso li porta a gettarli via prematuramente (ad esempio perché dissuasi dai costi di riparazione, talora vicini o addirittura superiori al prezzo di un prodotto nuovo). Anche l&#8217;atteggiamento spesso avverso dei consumatori nei confronti dei beni di seconda mano o rigenerati causa una riduzione della durata di vita dei beni, con ripercussioni negative sull&#8217;ambiente&#8217;.</p>
<h2>Riparare è meglio che ricomprare</h2>
<p><strong>I rifiuti elettronici</strong> (RAEE) sono il gruppo di rifiuti che nel mondo aumenta di più con un forte impatto sull&#8217;ambiente, spiega la campagna <em>Right to Repair</em>. Solo il 15-20% viene riciclato. Ogni anno vengono prodotti 53 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, l&#8217;equivalente del peso di 350 navi da crociera.</p>
<p><strong>«</strong><em><strong>I prodotti elettronici</strong> hanno un alto impatto ambientale. Occorrono materie prime preziose e quantità considerevoli di energia per produrli. Quando questi prodotti vengono smaltiti, tutta l’energia incorporata viene persa, come anche molti dei materiali &#8211; solo una piccola parte può essere effettivamente recuperata attraverso il riciclaggio. Ecco perché estendere la vita dei prodotti elettrici ed elettronici attraverso la riparazione è il modo più efficiente per ridurre il loro impatto ambientale complessivo</em>». (3)</p>
<h2>Allungare la vita dei prodotti ha senso?</h2>
<p><strong>Alcuni studi</strong> dimostrano che solo in casi eccezionali la sostituzione dei prodotti è meno nociva sull’ambiente rispetto alla riparazione. I consumatori desiderano prodotti che abbiano maggiore durata e si possano riparare (<em>Dossier Coolproducts. (</em>4).</p>
<p><strong>Secondo un rapporto Eurobarometro</strong> del 2019 sugli atteggiamenti degli europei nei confronti della gestione dei rifiuti e dell’efficienza delle risorse, il 77% dei cittadini dell&#8217;Unione farebbe riparare i propri beni piuttosto che comprarne di nuovi. Ma alla fine deve sostituirli o scartarli perché scoraggiato dal costo delle riparazioni e dal livello del servizio fornito.</p>
<p><strong>Le cause</strong> alla base della ridotta vita dei prodotti possono essere diverse, possono riguardare ragioni indotte dal <em>software</em> (ad esempio periferiche che diventano obsolete), elettronica carente, &#8216;costo elevato di riparazione&#8217;, oppure &#8216;tendenze e desiderio di nuove funzionalità&#8217;. A questo si aggiunge la carenza di informazioni sulla durata di vita dei prodotti e sulla loro riparabilità.</p>
<h2>Il <em>dossier Coolproducts</em></h2>
<p><strong>Il <em>dossier Coolproducts</em></strong> ha analizzato quattro gruppi di prodotti: lavatrici, computer portatili, aspirapolvere e <em>smartphone</em>. Dal punto di vista del riscaldamento globale, ha senso allungare la vita dei prodotti? Sì, conclude l’indagine. Per tutti e quattro i gruppi di prodotti analizzati, sono state esaminate le implicazioni dell’estensione del ciclo di vita a oggi “normale” invece che della sostituzione con prodotti nuovi (I normali valori del ciclo di vita sono 11 anni per le lavatrici; 4-5 anni per i computer portatili; 5-8 anni per gli aspirapolvere; 3 anni per gli <em>smartphone</em>).</p>
<p><strong>&#8216;</strong><em><strong>La nostra analisi</strong> mostra che, in circostanze normali, ha sempre senso allungare la vita del nostro prodotti oltre la loro vita tipica. Da un punto di vista del riscaldamento globale, le lavatrici dovrebbero durare per 25-40 anni per compensare le emissioni di gas serra che vengono da produzione, distribuzione e smaltimento; gli aspirapolvere dai 18 ai 48 anni; notebook e smartphone dovrebbero essere conservati per tutto il tempo possibile, perché non solo la sostituzione dei vecchi dispositivi consuma nuove risorse, ma anche le nuove generazioni consumano più energia rispetto alle precedenti&#8217;</em>.</p>
<p><strong>Se è difficile</strong> immaginare un ciclo di vita lungo decenni, questo non significa che sia impossibile agire. Prendiamo lo <em>smartphone</em>, prodotto dalle tante implicazioni legate anche al <em>lifestyle</em> e alla volontà di esibire l’ultimo modello. La produzione di <em>smartphone</em> ha il maggior impatto sul clima perché la produzione dei componenti è ad alta densità di materiale ed energia. Il ciclo di vita atteso di uno <em>smartphone</em> è di (soli) tre anni. Estendere il ciclo di vita di tutti gli <em>smartphone</em> in Europa per un solo anno permetterebbe di risparmiare 2,1 Mt CO2 l’anno entro il 2030, equivalente a togliere più di un milione di auto dalle strade.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <em>Consumo sostenibile di beni &#8211; promuovere la riparazione e il riutilizzo</em> <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13150-Consumo-sostenibile-di-beni-promuovere-la-riparazione-e-il-riutilizzo_it">https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13150-Consumo-sostenibile-di-beni-promuovere-la-riparazione-e-il-riutilizzo_it</a></p>
<p>(2) Conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del 22 febbraio 2021 sulla nuova Agenda dei consumatori. Da sottolineare i punti 10 e 11. <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6364-2021-INIT/it/pdf">https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6364-2021-INIT/it/pdf</a></p>
<p>Al punto 10 scrive “<em>SOTTOLINEA la necessità di ridurre l&#8217;impronta ecologica dei consumatori promuovendo l&#8217;allungamento della durata di vita e la durabilità dei prodotti, l&#8217;adeguata manutenzione, la riparabilità e il riciclaggio, e prevenendo nel contempo l&#8217;obsolescenza prematura, anche per quanto riguarda i software; ACCOGLIE CON FAVORE l&#8217;intenzione della Commissione di affrontare tali questioni nelle prossime proposte legislative pertinenti</em>”.</p>
<p>Al punto 11, “<em>RICONOSCE il ruolo dei consumatori nei nuovi modelli imprenditoriali che potrebbero ottimizzare l&#8217;efficienza e la sostenibilità di beni e servizi, quali la condivisione, il leasing o la rifabbricazione dei prodotti, o la loro fornitura come servizio o come prodotti di seconda mano, in linea con gli obiettivi di un&#8217;economia circolare; SI COMPIACE dell&#8217;intenzione della</em> <em>Commissione di rafforzare il &#8220;diritto alla riparazione&#8221;, in modo da consentire una riparazione più sistematica e agevole dei beni, anche oltre il periodo di garanzia, a un costo accettabile ed entro tempi ragionevoli per i consumatori</em>”.</p>
<p>(3) Campagna <em>Right to Repair.</em> <a href="https://repair.eu/it/">https://repair.eu/it/</a></p>
<p>(4) <em>Coolproducts don’t cost the Earth, dossier.</em> <a href="https://eeb.org/wp-content/uploads/2019/09/Coolproducts-report.pdf">https://eeb.org/wp-content/uploads/2019/09/Coolproducts-report.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/">Diritto alla riparazione. Lavori in corso in Europa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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