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	<title>protezione del suolo Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>L&#8217;aridità avanza. E ha già divorato il 40% delle terre emerse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 21:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[protezione del suolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aridità che avanza è la “crisi esistenziale” che ridefinisce la vita sulla Terra. A oggi le zone aride coprono già il 40,6% di tutte le terre<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aridità che avanza è la “crisi esistenziale” che ridefinisce la vita sulla Terra. A oggi le zone aride coprono già il 40,6% di tutte le terre emerse, Antartide esclusa. Ed è un dato in aumento rispetto al 37,5% degli ultimi 30 anni. Negli ultimi tre decenni tre quarti delle terre emerse del Pianeta sono diventate permanentemente più aride. E oggi quasi un terzo della popolazione mondiale, il 30,9%, vive in terre aride (1).</p>
<h2>Drying Lands, la minaccia dell&#8217;aridità</h2>
<p><strong>Il quadro</strong> arriva dal rapporto “ The Global Threat of Drying Lands: Regional and global aridity trends and future proiezioni ”, presentato alla Cop16 dell&#8217;UNCCD (Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta contro la desertificazione) che si è svolto a Riyadh, in Arabia Saudita.</p>
<p><strong>“<em>Questa analisi</em></strong><em> dissipa finalmente un&#8217;incertezza che da tempo circonda le tendenze globali di siccità. Per la prima volta, la crisi di aridità è stata documentata con chiarezza scientifica, rivelando una minaccia esistenziale che colpisce miliardi di persone in tutto il mondo. </em></p>
<p><em><strong>A differenza delle siccità</strong>, periodi temporanei di scarse precipitazioni, l&#8217;aridità rappresenta <strong>una trasformazione permanente e inesorabile</strong>. Le siccità finiscono. Quando il clima di un&#8217;area diventa più secco, tuttavia, si perde la capacità di tornare alle condizioni precedenti. I climi più secchi che ora interessano vaste terre in tutto il mondo non torneranno a essere come erano e questo cambiamento sta ridefinendo la vita sulla Terra</em>”, ha detto Ibrahim Thiaw, Segretario esecutivo dell&#8217;UNCCD &#8211; (1)</p>
<h2>Miliardi di persone su terre aride</h2>
<p><strong>La tendenza</strong> generale del pianeta è verso un aumento generale dell&#8217;aridità. Le terre aride si stanno espandendo e spingono ecosistemi e società che soffrono di impatti potenzialmente letali.</p>
<p><strong>2,3 miliardi di persone</strong> – ben oltre il 25% della popolazione mondiale – vivono in terre aride. E mentre il pianeta continua a riscaldarsi, le proiezioni legate agli scenari peggiori denunciano che fino a 5 miliardi di persone potrebbero vivere su terre aride entro la fine del secolo, alle prese dunque con terreni impoveriti, scarsità di risorse idriche ed ecosistemi al collasso.</p>
<p><strong>Una delle conseguenze</strong> più visibili di questo processo sono le migrazioni forzate. “<em>Dal Medio Oriente all&#8217;Africa e all&#8217;Asia meridionale, milioni sono già in movimento, una tendenza destinata ad intensificarsi nei prossimi decenni</em>”.</p>
<h2>La devastazione dell&#8217;aridità</h2>
<p><strong>L&#8217;aridità</strong> è legata a condizioni climatiche persistenti e a lungo termine, mentre la siccità è un periodo anomalo e a breve termine di carenza d&#8217;acqua che colpisce ecosistemi e persone. Mentre questa può verificarsi in quasi tutti i regimi climatici come parte della variabilità climatica naturale, l&#8217;aridità è una condizione stabile con cambiamenti su lunga scala.</p>
<p><strong>“<em>L&#8217;aridità</em></strong><em> &#8211; la mancanza relativa ea lungo termine di umidità disponibile per la vita nei climi terrestri &#8211; influisce in modo significativo sul degrado del territorio, sulla desertificazione e sulla resilienza complessiva degli ecosistemi e delle comunità umane. Il degrado del terreno e la scarsità d&#8217;acqua legati all&#8217;aridità sono stati collegati a insicurezza alimentare e idrica, scarsa fertilità del suolo, perdita di produttività delle colture e delle piante, declino della biodiversità, degrado degli ecosistemi, intense tempeste di sabbia e polvere, incendi selvaggi, cattiva salute e migrazioni umane su larga scala. Il cambiamento climatico causato dall&#8217;uomo è il principale responsabile del cambiamento dell&#8217;aridità in tutto il mondo</em>”. (2)</p>
<p>Anche se i drammatici disastri legati all&#8217;acqua, come inondazioni e tempeste, si sono intensificati in alcune parti del mondo, <strong>più di tre quarti della terra della Terra sono diventati permanentemente più asciutti</strong> negli ultimi decenni. Ben il 77,6% della Terra ha sperimentato condizioni più asciutte durante i tre decenni precedenti al 2020 rispetto al precedente periodo di 30 anni. Nello stesso periodo, le terre aride si sono espanse di circa 4,3 milioni di km2, un&#8217;area quasi un terzo più grande dell&#8217;India, che è il settimo paese più grande del mondo, e ora copre il 40,6% di tutta la terra sulla Terra (esclusa l&#8217;Antartide).</p>
<p><strong>C&#8217;è un altro 7,6% di terre</strong>, un&#8217;area più grande del Canada, che ha attraversato diverse soglie di aridità passando dalle terre meno aride a terre più secche, da paesaggi umidi ad aridi, con devastanti implicazioni per l&#8217;agricoltura, gli ecosistemi e le comunità umane.</p>
<p><strong>Secondo la ricerca</strong>, se non si riesce a frenare le emissioni di gas serra un altro 3% di aree umide del mondo diventerà arido entro la fine del secolo.</p>
<h2>Ecosistemi e comunità negli hotspot di aridificazione</h2>
<p><strong>L&#8217;Europa</strong> c&#8217;è dentro in pieno. Gli “Hotspot di aridificazione” sono quasi tutta l&#8217;Europa (il 95,9% del suo territorio) e parti degli Stati Uniti occidentali, del Brasile, dell&#8217;Asia (in particolare l&#8217;Asia orientale) e l&#8217;Africa centrale.</p>
<p>Quando si parla di impatto devastante, significa che <strong>un quinto del pianeta potrebbe subire cambiamenti bruschi</strong> negli ecosistemi: foreste che diventano praterie, specie animali e vegetali che si estinguono. In queste condizioni, il 20% del Pianeta è a rischio di subire brusche trasformazioni dell&#8217;ecosistema entro la fine del secolo, con una perdita di habitat per il 55% delle specie tra mammiferi, rettili, pesci, anfibi e uccelli.</p>
<p>Si prevede che <strong>più di due terzi di tutta la terra del pianeta</strong> (esclusa la Groenlandia e l&#8217;Antartide) immagazzinerà meno acqua entro la fine del secolo se le emissioni di gas serra continueranno a seguire una crescita anche modesta. E ancora, ci saranno degrado ed erosione del suolo e una spinta a incendi più intensi e più diffusi.</p>
<p><strong>L&#8217;aumento dell&#8217;impatto</strong> sulla povertà, sulla scarsità dell&#8217;acqua e sul degrado del suolo sono inoltre collegati all&#8217;aumento dei tassi di malattia e al decessi a livello globale, specialmente tra i bambini e le donne.</p>
<p>L&#8217;aumento di aridità e siccità gioca infine un <strong>ruolo chiave sull&#8217;aumento della migrazione</strong> umana in tutto il mondo, in particolare nelle aree iperaride e aride dell&#8217;Europa meridionale, del Medio Oriente e del Nord Africa e dell&#8217;Asia meridionale.</p>
<p><strong>“<em>L&#8217;aumento dell&#8217;aridità</em></strong><em> rimodellerà il paesaggio globale, sfidando i modi di vita tradizionali e costringendo le società a reimmaginare il loro rapporto con la terra e l&#8217;acqua. Come per i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, affrontare l&#8217;aridità richiede un&#8217;azione internazionale coordinata e un impegno incrollabile per lo sviluppo sostenibile</em>” , ha detto Andrea Toreti, co-autore e scienziato senior della Commissione europea</p>
<h2>Accordi rimandati al 2026</h2>
<p>A fronte di tutto questo, la <strong>Cop16 sulla desertificazione</strong> si è conclusa senza raggiungere un accordo vincolante.</p>
<p><strong>Nel comunicato</strong> finale si legge infatti che i quasi 200 paesi riuniti alla Cop16 “s<em>ono impegnati a dare priorità al ripristino del territorio e alla resilienza alla siccità nelle politiche nazionali e nella cooperazione internazionale come strategia essenziale per la sicurezza alimentare e l&#8217;adattamento climatico. Le nazioni hanno anche compiuto progressi significativi nel gettare le basi per un futuro regime globale per la siccità, che intendono completare alla COP17 in Mongolia nel 2026. Nel frattempo, sono stati stanziati oltre 12 miliardi di dollari per affrontare la desertificazione, il degrado del suolo e la siccità in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più vulnerabili</em>”. (3)</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Tre quarti delle terre emerse della Terra sono diventate permanentemente più secche negli ultimi tre decenni: ONU</p>
<p><a href="https://www.unccd.int/news-stories/press-releases/three-quarters-earths-land-became-permanently-drier-last-three-decades">https://www.unccd.int/news-stories/press-releases/three-quarters-earths-land-became-permanently-drier-last-three-decades</a></p>
<p>(2) La minaccia globale delle terre inaridite: tendenze regionali e globali dell&#8217;aridità e proiezioni future</p>
<p><a href="https://www.unccd.int/sites/default/files/2024-12/aridity_report.pdf">https://www.unccd.int/sites/default/files/2024-12/aridity_report.pdf</a></p>
<p>(3) La conferenza delle Nazioni Unite a Riyadh traccia un percorso per un&#8217;azione globale sulla terra e la siccità</p>
<p><a href="https://www.unccd.int/news-stories/press-releases/united-nations-conference-riyadh-charts-path-global-action-land-drought">https://www.unccd.int/news-stories/press-releases/united-nations-conference-riyadh-charts-path-global-action-land-drought</a></p>
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		<title>Giardini e balconi accoglienti per insetti impollinatori e uccelli</title>
		<link>https://www.egalite.org/giardini-e-balconi-accoglienti-per-insetti-impollinatori-e-uccelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 08:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[insetti impollinatori]]></category>
		<category><![CDATA[protezione del suolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giardini con il prato all’inglese e molte piante tropicali sono poco accoglienti per gli insetti impollinatori, le farfalle e gli uccelli. Öko-test, la rivista dei<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I giardini con il prato all’inglese e molte piante tropicali sono poco accoglienti per gli insetti impollinatori, le farfalle e gli uccelli. Öko-test, la rivista dei consumatori tedeschi, consiglia come migliorarli. (1)</p>
<h2>Dalla parte degli insetti impollinatori, e delle farfalle</h2>
<p><strong>Gli insetti impollinatori</strong> hanno un ruolo cruciale, in natura come in agricoltura. Oltre il 60 per cento delle specie di insetti, dalle api selvatiche alle farfalle, è oggi a rischio di estinzione a causa degli agrotossici, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. (2)</p>
<p><strong>I proprietari di giardini e balconi</strong> possono peraltro contribuire a preservare la biodiversità, progettando habitat ideali per questi piccoli ma importanti animali.</p>
<h2>Tre regole per giardini e balconi ospitali</h2>
<p><strong>Il rispetto di tre semplici regole</strong> può trasformare giardini e balconi affinché gli animali locali possano trovare accoglienza.</p>
<h2>1) Limitare le piante esotiche</h2>
<p><strong>Le piante esotiche</strong> sono belle da vedere, ma non sono purtroppo molto apprezzate dai nostri animali. Le piante autoctone sono invece ottimi fornitori di polline per api, farfalle e altri insetti.</p>
<p><strong>Nella scelta delle piante</strong> si deve considerare la loro sintonia con gli ecosistemi locali. Un esempio: mentre più di 30 specie di uccelli mangiano i frutti del nostro biancospino autoctono, come il ginepro e il sambuco, che è tra l’altro un arbusto ideale per la nidificazione e il riparo dei piccoli animali selvatici. I frutti del biancospino scarlatto, originano del continente americano, sono viceversa meno appetibili.</p>
<h3>1.1) Un prato di fiori selvatici</h3>
<p><strong>Un prato fiorito</strong> è una calamita per le farfalle. Gli esperti di Öko-test consigliano perciò di convertire parte del prato all’inglese in prato di fiori selvatici. Questa scelta tra l’altro &#8211; oltre ad attirare e nutrire le farfalle e altri insetti impollinatori &#8211; consente di falciare l’erba solo due volte l’anno.</p>
<p><strong>Piante aromatiche</strong> come la lavanda, la santoreggia, la menta piperita, l&#8217;erba cipollina e la salvia a loro volta offrono fiori che attirano api, bombi e farfalle. Ed è importante non raccogliere le erbe prima che esse fioriscano.</p>
<h2>2) Nessun veleno</h2>
<p><strong>Fertilizzanti e insetticidi </strong>danneggiano l&#8217;ambiente e sono pericolosi anche per gli animali. (3) Vi sono peraltro molte alternative naturali per allontare i parassiti, come l’agricoltura biologica e biodinamica insegnano. (4)</p>
<p><strong>Molte molecole pericolose</strong> per gli umani, gli animali domestici e quelli selvatici vengono venduti e ‘consigliati’ senza alcuna attenzione sul loro impatto ambientale.</p>
<h2>3) Meno ordine possibile</h2>
<p><strong>L&#8217;ordine in giardino</strong> non è solo inutile, ma addirittura controproducente. Più il giardino è incolto, più gli animali selvatici saranno felici.</p>
<p><strong>Lasciare in giro vecchi tronchi</strong> d&#8217;albero, mucchi di foglie e steli è molto utile. Il legno morto offre infatti agli insetti un habitat ottimale.</p>
<p><strong>Altrettanto utile </strong>è conservare in giardino un ‘angolo selvatico’ ove lasciare crescere ortiche, denti di leone ed erbacce.</p>
<h2>Un albergo per i piccoli animali</h2>
<p><strong>Installare una casetta per insetti</strong>, in una zona soleggiata e protetta dalla pioggia, può aiutare le api, i bombi e altri piccoli insetti a trovare un luogo di nidificazione e a superare l&#8217;inverno. Con un vantaggio anche per il raccolto dei frutti, più ricco quando gli impollinatori si sentono a proprio agio.</p>
<p><strong>Riserve di acqua</strong> sono fondamentali, durante l’estate, per gli insetti e gli uccelli:</p>
<p><strong>&#8211; le api </strong>possono beneficiare di una ciotola poco profonda fatta di argilla, ceramica o vetro, riempita di sassi e legni per offrire agli insetti un’area di atterraggio e dissetarsi in sicurezza, visto che la maggior parte di loro non sa nuotare. La posizione ideale è in un punto soleggiato e senza vento, vicino a piante adatte alle api</p>
<p><strong>&#8211; gli uccelli</strong> si accontentano invece di una vasca poco profonda, al sicuro dai gatti, a condizione che l&#8217;acqua venga cambiata regolarmente.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <a href="https://www.oekotest.de/">https://www.oekotest.de/ </a></p>
<p>(2) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/savethebees-salviamo-le-api-iniziativa-dei-cittadini-europei/">#Savethebees, salviamo le api! Iniziativa dei cittadini europei</a>. Égalité. 15.1.21</p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/impatto-dei-coadiuvanti-di-pesticidi-sullolfatto-delle-api/">Impatto dei coadiuvanti di pesticidi sull’olfatto delle api</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.1.24</p>
<p>(4) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/pesticidi-impiegati-nel-convenzionale-e-nel-bio-tossicita-a-confronto/">Pesticidi impiegati nel convenzionale e nel bio. Tossicità a confronto</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.3.23</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/giardini-e-balconi-accoglienti-per-insetti-impollinatori-e-uccelli/">Giardini e balconi accoglienti per insetti impollinatori e uccelli</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Stop a pale eoliche e pannelli solari in Sardegna. Le firme per un referendum</title>
		<link>https://www.egalite.org/stop-a-pale-eoliche-e-pannelli-solari-in-sardegna-le-firme-per-un-referendum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 10:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[protezione del suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un comitato di cittadini ha avviato la raccolta di firme necessaria ad attivare un referendum contro l’assedio di pale eoliche e pannelli solari alla regione Sardegna.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/stop-a-pale-eoliche-e-pannelli-solari-in-sardegna-le-firme-per-un-referendum/">Stop a pale eoliche e pannelli solari in Sardegna. Le firme per un referendum</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un comitato di cittadini ha avviato la raccolta di firme necessaria ad attivare un referendum contro l’assedio di pale eoliche e pannelli solari alla regione Sardegna. Lo stop transitorio di 18 mesi, introdotto dalla giunta regionale guidata da Alessandra Todde con legge 3 luglio 2024, deve venire rafforzato e assumere natura permanente per salvaguardare l’isola. (1)</p>
<h2>Legge regionale, i limiti a eolico e solare selvaggio</h2>
<p><strong>La legge regionale </strong>3.7.24 indica tutte le aree ove non sarà possibile installare pale e pannelli.:</p>
<p>&#8211; aree naturali protette</p>
<p>&#8211; zone umide di importanza internazionale e quelle di riproduzione di specie faunistiche protette</p>
<p>&#8211; aree agricole interessate da produzioni biologiche e a indicazione geografica protetta (Dop, Doc, Igp)</p>
<p>&#8211; aree a rischio idrogeologico</p>
<p>&#8211; quelle che distano meno di sette chilometri dai beni culturali (1.500 metri per le isole minori)</p>
<p>&#8211; la fascia costiera dei 300 metri dal mare</p>
<p>&#8211; aree che distano meno di 2 chilometri da alberi monumentali.</p>
<p><strong>Sono esclusi dal divieto</strong> &#8211; si noti bene, oltre agli interventi che non comportano uso di suolo e a quelli per autoconsumo &#8211; gli impianti delle comunità energetiche.</p>
<p><strong>Entro sei mesi </strong>verrà redatto il piano energetico regionale e definita la mappa delle aree idonee a ospitare i mega impianti.</p>
<h2>La resistenza contro gli abusi. Il referendum</h2>
<p><strong>Il provvedimento</strong> accoglie le istanze di numerosi comitati spontanei che si oppongono all’installazione scriteriata di impianti nell’isola.</p>
<p><strong>Il Comitato Regionale Sardo per il No</strong> (o Comitato per il No) a luglio 2024 ha avviato la raccolta delle 10.000 firme necessarie per indire un referendum regionale consultivo con il seguente quesito:</p>
<p>‘<em>Volete voi che il paesaggio sardo terrestre e marino sia modificato con l’installazione sul terreno ed in mare di impianti industriali eolici e/o fotovoltaici per la produzione di energia elettrica?</em>’.</p>
<p><strong>Presso ogni Comune</strong> è già possibile firmare. (2)</p>
<h2>Quando il troppo storpia</h2>
<p><strong>La sostituzione dell’energia fossile</strong> con quella rinnovabile sembra essere un percorso ineluttabile. La bulimia degli investitori rischia però di trasformare questa transizione in un danno ambientale, come è finora avvenuto con gli incentivi a terrazzamenti di pannelli solari su suoli sottratti all’agricoltura. (3)</p>
<p><strong>In Sardegna</strong> il rischio di stravolgere l’ecosistema è concreto, se le installazioni programmate verranno realizzate.</p>
<h2>Richieste di impianti inutili</h2>
<p><strong>Il decreto</strong> ‘Aree idonee per le rinnovabili’ del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) assegna alla Sardegna una quota di rinnovabili pari a 6,2 gigawatt totali al 2030. (4)</p>
<p><strong>Le istanze di connessione</strong> di nuovi impianti sull’isola presentate a Terna spa (gestore della rete elettrica nazionale) al 30 giugno 2024 risultano invece complessivamente ben 824, pari a 54,39 GW di potenza, vale a dire quasi 30 volte gli impianti oggi esistenti in Sardegna, i quali esprimono una potenza complessiva di 1,93 GW.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Un’overdose di energia</em></strong><em> che </em></p>
<p><em>&#8211; non potrebbe esser consumata sull’Isola (che già oggi ha circa il 38% di energia prodotta in più rispetto al proprio fabbisogno), </em></p>
<p><em>&#8211; non potrebbe esser trasportata verso la Penisola, </em></p>
<p><em>&#8211; non potrebbe esser conservata (a oggi gli impianti di conservazione approvati sono molto pochi e di potenza estremamente contenuta)</em>’, chiarisce il Gruppo d’intervento giuridico, associazione ecologista promotrice della petizione ‘Sì all’energia rinnovabile, no alla speculazione energetica!’, che ha già raccolto oltre 13mila firme. (5,6).</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Legge n. 5 del 3/7/2024 ‘Misure urgenti per la salvaguardia del paesaggio e dei beni paesaggistici e ambientali’. BURAS Bollettino n.35 &#8211; Parte I e II del 04/07/2024 <a href="https://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=6980e9f8-eb77-41b7-92c7-9090c2e307bb">https://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=6980e9f8-eb77-41b7-92c7-9090c2e307bb </a></p>
<p>(2) Comitato Regionale Sardo per il NO. Promotore Responsabile Michele Pala. sardegnaperilno@libero.it</p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/rapina-delle-terre-parchi-agrisolari-e-pale-eoliche/">Rapina delle terre, ‘parchi agrisolari’ e pale eoliche</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.4.24</p>
<p>(4) Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Decreto 21 giugno 2024. ‘Disciplina per l&#8217;individuazione di superfici e aree idonee per l&#8217;installazione di impianti a fonti rinnovabili’. (24A03360) (GU Serie Generale n.153 del 02-07-2024) <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/07/02/24A03360/SG">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/07/02/24A03360/SG </a></p>
<p>(5) Sardegna, l’isola della speculazione energetica. Gruppo d’Intervento Giuridico. 9.7.24 <a href="https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2024/07/09/sardegna-lisola-della-speculazione-energetica/">https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2024/07/09/sardegna-lisola-della-speculazione-energetica/ </a></p>
<p>(6) La petizione è disponibile a questo link <a href="https://www.change.org/p/si-all-energia-rinnovabile-no-alla-speculazione-energetica?recruiter=52679190&amp;recruited_by_id=fb3745a0-af82-0130-04ab-00221964dac8&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=share_for_starters_page&amp;utm_medium=copylink">https://www.change.org/p/si-all-energia-rinnovabile-no-alla-speculazione-energetica?recruiter=52679190&amp;recruited_by_id=fb3745a0-af82-0130-04ab-00221964dac8&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=share_for_starters_page&amp;utm_medium=copylink </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/stop-a-pale-eoliche-e-pannelli-solari-in-sardegna-le-firme-per-un-referendum/">Stop a pale eoliche e pannelli solari in Sardegna. Le firme per un referendum</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Protezione suolo, Égalité firma il Mission Soil Europeo</title>
		<link>https://www.egalite.org/protezione-suolo-egalite-firma-il-mission-soil-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 13:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Parco della Gioia]]></category>
		<category><![CDATA[protezione del suolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=6916</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea, insieme alla Rete delle Regioni Europee per la Ricerca e l&#8217;Innovazione (ERRIN), ha lanciato il 18 aprile il Mission Soil, il manifesto con<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea, insieme alla Rete delle Regioni Europee per la Ricerca e l&#8217;Innovazione (ERRIN), ha lanciato il 18 aprile il <em>Mission Soil</em>, il manifesto con 5 obiettivi per la protezione del suolo che rientra nella missione Horizon Europe ‘<em>A Soil Deal for Europe</em>’. Égalitè ha sottoscritto il Manifesto presentando il suo progetto ‘Il Parco della Gioia’.</p>
<h2>La protezione del suolo</h2>
<p><strong>La salute del suolo</strong> è un aspetto di cui forse non si conosce appieno l’importanza e ci si preoccupa meno rispetto acqua e aria. Tuttavia, la vita sulla Terra si basa su suoli sani. Dai suoli dipendono il 95% della produzione alimentare e il 25% della biodiversità. I suoli in buona salute riescono a catturare l’80% del carbonio a livello globale, rendendo questo elemento il più grande serbatoio di carbonio al mondo.</p>
<p><strong>Le pratiche agricole</strong> non sostenibili, la cementificazione selvaggia che sottrae ogni anno 40.000 ettari di terreno alla natura, fanno sì che il suolo non riesca più ad immagazzinare carbonio e, anzi, lo rilasci nell’atmosfera sotto forma di anidride carbonica, andando ad incidere negativamente sui cambiamenti climatici. Inoltre, l’uso massiccio di fertilizzanti ed erbicidi chimici ne hanno ridotto la fertilità. Si stima che circa il 60% dei suoli dell’Unione Europea sia oggi considerato malsano se non degradato e a rischio di desertificazione. (1)</p>
<h2>La strategia UE per la protezione dei suoli</h2>
<p><strong>Nel 2021</strong> l’Unione Europea, consapevole dell’importanza di risanare i suoli per salvaguardare la salute umana delle generazioni attuali e future, ha lanciato la <em>EU Soil Strategy for 2030</em> per garantire il raggiungimento entro il 2050 dei seguenti obiettivi:</p>
<ul>
<li>rendere i suoli più sani e resilienti così che possano continuare a fornire i loro servizi ecosistemici fondamentali;</li>
<li>azzerare il consumo netto di suolo e abbassare i livelli di inquinamento a livelli che non siano più dannosi per la salute delle persone e per gli ecosistemi;</li>
<li>rendere la protezione del suolo, la gestione sostenibile e il ripristino dei suoli degradati degli standard comuni alle politiche di tutti gli Stati membri. (2)</li>
</ul>
<p><strong>Il manifesto</strong> <em>Mission Soil</em> si inserisce in tale strategia attraverso la creazione di una comunità impegnata e di condivisione delle pratiche a livello europeo. Ha l’obiettivo di creare 100 living lab (luoghi per esperimenti sul campo) e fari (siti per divulgare le buone pratiche) per guidare la transizione verso suoli sani attraverso il collegamento della ricerca con la società civile, politiche basate su dati scientifici, monitoraggio del suolo, incentivando gli investimenti e la comunicazione efficace.</p>
<p><strong>Gli otto obiettivi</strong> specifici della <em>Mission Soil</em> sono:</p>
<ul>
<li><span style="color: #003300;">ridurre la desertificazione,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">conservare gli <em>stock</em> di carbonio del suolo,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">arrestare l’impermeabilizzazione del suolo e aumentare il riutilizzo dei suoli urbani,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">ridurre l’inquinamento del suolo e migliorare il ripristino del suolo,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">prevenzione dell’erosione,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">miglioramento della struttura del suolo dell’UE,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">miglioramento dell’alfabetizzazione del suolo nella società.</span></li>
</ul>
<p><strong>Il documento</strong> può essere sottoscritto da rappresentanti di enti pubblici, aziende, organizzazioni private o pubbliche, ONG, scuole ed enti di ricerca. Anche i singoli cittadini possono firmare il manifesto diventando <em>Friend of the Mission</em> entrando a far parte di questa grande comunità. Tutti i firmatari saranno aggiornati sull’andamento della missione, sulle proposte e gli eventi programmati e verranno aggiornati sullo sviluppo dei progetti. E il primo di questi eventi della <em>European Mission Soil Fair</em> si terrà a novembre dell’anno corrente. (3)</p>
<h2>Il Parco della Gioia</h2>
<p><strong>Égalité</strong>, come associazione senza scopo di lucro, ha preso questo impegno presentando il suo progetto ‘ <a href="https://www.egalite.org/egalite-progetti/il-parco-della-gioia/">Il Parco della Gioia</a>’. Un parco per evitare che 20mila metri quadrati di area abbandonata in una zona tra le più densamente popolate di Roma, zona Magliana &#8211; Pian due Torri, venga cementificata.</p>
<p><strong>Il progetto</strong> è restituire il suolo agli abitanti della zona. Creare un parco inclusivo, senza barriere architettoniche che ne ostacolino la fruizione ad anziani e persone con disabilità. Rigenerare una zona urbana attraverso un bosco di Paulownia, pianta a rapida crescita e capace di immagazzinare grandi quantità di CO2.</p>
<p><strong>Pannelli solari e pale eoliche</strong> di <em>design</em> per rendere l’illuminazione sostenibile. Creazione di spazi per gli orti urbani, con possibilità di svolgere laboratori per la comunità e un teatro all’aperto come fulcro di scambio e condivisione. (4)</p>
<p><em>Alessandra Mei</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/protezione-del-suolo-strategia-2030-labc/#">Protezione del suolo, strategia 2030. l’ABC</a>. <em>GIFT (Great Italian Food Trade)</em>. 6.12.2021<br />
(2) European Commission. Soil strategy for 2030. <a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/soil-and-land/soil-strategy_en#:~:text=The%20EU%20soil%20strategy%20for,with%20concrete%20actions%20by%202030">https://environment.ec.europa.eu/topics/soil-and-land/soil-strategy_en#:~:text=The%20EU%20soil%20strategy%20for,with%20concrete%20actions%20by%202030</a>.<br />
(3) European Commission, Agriculture and rural development. The EU Mission Soil launches its Manifesto. 18.4.2023 <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/news/eu-mission-soil-launches-its-manifesto-2023-04-18_en">https://agriculture.ec.europa.eu/news/eu-mission-soil-launches-its-manifesto-2023-04-18_en </a><br />
(4) Fabio Grilli. Giochi inclusivi, orti e pannelli fotovoltaici: i residenti progettano il ‘Parco della Gioia’. <em>RomaToday</em>. 5.4.2023. <a href="https://www.romatoday.it/politica/parco-della-gioia-progetto-sostenibile-inclusivo.html">https://www.romatoday.it/politica/parco-della-gioia-progetto-sostenibile-inclusivo.html </a></p>
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