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	<title>antibiotici Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Antibiotico-resistenza, con meno consumi batteri meno resistenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 11:38:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico-resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro la pandemia silenziosa dell’antibiotico-resistenza, ridurre l’uso degli antibiotici funziona. La buona notizia viene da un rapporto europeo multi-agenzia: “I Paesi che hanno ridotto il consumo di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contro la pandemia silenziosa dell’antibiotico-resistenza, ridurre l’uso degli antibiotici funziona. La buona notizia viene da un rapporto europeo multi-agenzia: “I Paesi che hanno ridotto il consumo di antibiotici sia negli animali che negli esseri umani hanno registrato una diminuzione dei batteri resistenti agli antibiotici”.</p>
<p>Applicando l’approccio «One Health», che riconosce il legame tra la salute delle persone e quella degli animali, il rapporto sul consumo di antibiotici e sulla resistenza agli antimicrobici in Europa accende un faro di speranza su una delle principali emergenze di salute pubblica mondiale. Il dossier è redatto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).</p>
<h2>Consumo di antibiotici e resistenza</h2>
<p><strong>La relazione</strong> congiunta, chiamata JIACRA IV, si basa sull’analisi integrata del consumo di antimicrobici (AMC) e della presenza di resistenza agli antimicrobici (AMR) nei batteri provenienti dall’uomo e dagli animali destinati alla produzione di alimenti. Tra il 2014 e il 2021, il consumo di antibiotici totale negli animali destinati alla produzione di alimenti è diminuita del 44%, mentre nell’uomo è rimasta relativamente stabile.</p>
<p><strong>Lo studio</strong> analizza dunque le associazioni tra AMC e AMR per combinazioni selezionate di batteri e antimicrobici. E trova che le misure attuate per ridurre il consumo di antibiotici negli animali da produzione alimentare e nell&#8217;uomo sono state efficaci in molti paesi.</p>
<p><strong>“<em>Sono state osservate associazioni positive</em></strong><em> tra il consumo di alcuni antimicrobici e la resistenza a tali sostanze nei batteri sia provenienti da esseri umani che da animali destinati alla produzione di alimenti. Per alcune combinazioni di batteri e antimicrobici, la resistenza antimicrobica nei batteri provenienti dagli esseri umani è stata associata alla resistenza antimicrobica nei batteri degli animali che, a loro volta, era correlata all&#8217;AMC negli animali</em>” (1).</p>
<p><strong>I risultati</strong> suggeriscono che le misure attuate per ridurre il consumo di antibiotici negli animali da produzione alimentare e nell’uomo sono stati efficaci in molti paesi.</p>
<h2>Il caso E.coli</h2>
<p><strong>Per la prima volta</strong> nell’ambito del progetto, le tre agenzie hanno analizzato le tendenze sul consumo di antimicrobici e sulla resistenza agli antimicrobici per Escherichia coli (E. coli) negli esseri umani e negli animali destinati alla produzione alimentare.</p>
<p><strong>Dall’analisi</strong> emerge che i batteri del genere E. coli sia negli animali che negli esseri umani stanno diventando meno resistenti agli antibiotici grazie alla riduzione del loro consumo complessivo. E questo, commenta Efsa, dimostra che le tendenze preoccupanti sulla resistenza agli antibiotici possono essere invertite.</p>
<p><strong>Fra il 2014 e il 2021</strong> in 10 dei 20 paesi che hanno ridotto significativamente il consumo di antibiotici totale negli animali da produzione alimentare, il batterio intestinale E.coli da animali è diventato sempre più suscettibile agli antimicrobici, mostrando “suscettibilità completa” o “resistenza zero” a un insieme di importanti antibiotici. In altre parole: quei farmaci funzionano.</p>
<p><strong>Allo stesso modo</strong>, in 9 dei 19 paesi che hanno ridotto il consumo di antibiotici negli esseri umani, l&#8217;E.coli originato da infezioni invasive umane è diventato sempre più suscettibile (quindi “suscettibilità completa” o “resistenza zero”) agli antibiotici.</p>
<p><strong>“<em>Questi risultati</em></strong><em> mostrano che la riduzione complessiva dell&#8217;AMC può aiutare a ridurre la resistenza antimicrobica. Ciò evidenzia anche l&#8217;importanza di misure che promuovano la salute umana e animale, come la vaccinazione e una migliore igiene, riducendo così la necessità di antimicrobici</em>” (2).</p>
<p><strong>«<em>Un minor uso di antibiotici</em></strong><em> nella produzione zootecnica paga: nella maggior parte dei Paesi che hanno ridotto l’uso di antibiotici abbiamo osservato una corrispondente diminuzione dei livelli di resistenza. Ciò significa che gli sforzi a livello nazionale servono. Inoltre ciò mette in evidenza l’impegno dell’UE a favore dell’approccio “One Health”, salvaguardando sia la salute animale che quella pubblica mondiale</em>», ha detto Bernhard Url, direttore esecutivo dell’Efsa</p>
<h2>La pandemia silenziosa</h2>
<p><strong>È una faro di speranza</strong>, considerata la minaccia che la resistenza agli antibiotici rappresenta per la salute pubblica mondiale (3).</p>
<p><strong>Le infezioni batteriche</strong> resistenti agli antibiotici causano ogni anno, secondo le stime, 35 mila decessi nella Ue, un dato paragonabile all&#8217;impatto di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS messe insieme. Di questi, un terzo dei decessi (11 mila vittime) si verifica in Italia. E non va dimenticato l’impatto sui sistemi sanitari europei, stimato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) in un costo approssimativo di 11,7 miliardi di euro annui.</p>
<p><strong>«<em>Un impegno maggiore</em></strong><em> volto a ridurre il consumo non necessario di antibiotici è fondamentale per affrontare la minaccia per la salute pubblica rappresentata dalla resistenza agli antimicrobici. Inoltre il rafforzamento dei programmi di vaccinazione e il miglioramento delle pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni nelle comunità e nelle strutture sanitarie sono essenziali per ridurre il fabbisogno di antibiotici</em>», ha detto Andrea Ammon, direttrice dell’ECDC.</p>
<h2>Antibiotici di ultima istanza, i rischi</h2>
<p><strong>Negli esseri umani</strong> l’uso di importanti classi di antibiotici, come i carbapenemi, le cefalosporine di terza e quarta generazione e i chinoloni, è associato alla resistenza a questi antibiotici in E. coli presente negli esseri umani. La resistenza dei batteri negli esseri umani può essere legata inoltre a quella presente negli animali destinati alla produzione alimentare, come è il caso di Campylobacter jejuni e Campylobacter coli, che possono trovarsi negli animali e trasmettersi alle persone mediante gli alimenti.</p>
<p><strong>Sono fenomeni da monitorare</strong> anche perché alcuni di questi farmaci, come i carbapenemi, sono antibiotici ad ampio spettro, efficaci anche verso batteri multiresistenti, antibiotici di ultima istanza per i quali qualsiasi rilevamento di resistenza è ragione di preoccupazione.</p>
<p><strong>Analogamente</strong> è preoccupante qualsiasi traccia di resistenza ai fluorochinoloni, antibiotici usati nel trattamento di infezioni batteriche anche molto gravi. Secondo uno studio Efsa/Ecdc, fra il 2013 e il 2022, in pazienti umani, almeno la metà dei Paesi dichiaranti ha osservato tendenze all&#8217;aumento della resistenza ai fluorochinoloni in isolati di Salmonella Enteritidis e Campylobacter jejuni, solitamente associata al pollame. È un dato preoccupante per la salute pubblica poiché “<em>nelle rare occasioni in cui le infezioni da Salmonella o Campylobacter evolvono in malattie gravi, i fluorochinoloni sono tra gli antimicrobici utilizzati per il trattamento</em>”, spiega l’Efsa.</p>
<p><strong>Lo studio</strong>, diffuso alla fine di febbraio 2024, ha evidenziato che continua a essere osservata di frequente, sia negli animali che negli esseri umani, la resistenza dei batteri Salmonella e Campylobacter agli antimicrobici di uso comune (4).</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Antimicrobial consumption and resistance in bacteria from humans and food‐producing animals <a href="https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/8589">https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/8589</a></p>
<p>(2) Fourth joint inter-agency report on integrated analysis of antimicrobial consumption and occurrence of antimicrobial resistance in bacteria from humans and food-producing animals in the European Union (JIACRA IV – 2019–2021) <a href="https://www.efsa.europa.eu/it/node/18280">https://www.efsa.europa.eu/it/node/18280</a></p>
<p>(3) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-la-pandemia-silenziosa/">Antibiotico-resistenza, la pandemia silenziosa</a>. Égalité. 15.12.23</p>
<p>(4) Continued efforts needed to fight antimicrobial resistance (AMR) in humans and animals <a href="https://www.efsa.europa.eu/en/news/continued-efforts-needed-fight-antimicrobial-resistance-amr-humans-and-animals">https://www.efsa.europa.eu/en/news/continued-efforts-needed-fight-antimicrobial-resistance-amr-humans-and-animals</a></p>
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		<title>Antibiotico-resistenza, la pandemia silenziosa</title>
		<link>https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-la-pandemia-silenziosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 08:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico-resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’antibiotico-resistenza è già stata segnalata da WHO (2019) come una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello planetario, una pandemia silenziosa poiché a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’antibiotico-resistenza è già stata segnalata da WHO (2019) come una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello planetario, una pandemia silenziosa poiché a tutt’oggi sottovalutata &#8211; quando non ignorata &#8211; nei diversi contesti. (1) Sebbene a essa siano state ricondotti circa 4,95 milioni di decessi nel solo 2019, prima dell’era Covid. Il pericolo è immediato e diffuso poiché quando gli antibiotici ‘non funzionano più’ le popolazioni sono esposte alle complicanze gravi (anche letali) di un lungo elenco di malattie e infezioni che diventano difficili da curare.</p>
<h2>1) Resistenza antimicrobica e antibiotico-resistenza</h2>
<p><strong>La resistenza antimicrobica</strong> (<em>anti-microbial resistance</em>, AMR) &#8211; nel cui ambito si colloca l’antibiotico-resistenza &#8211; è la capacità di un microrganismo di sopravvivere o crescere nonostante la presenza di una concentrazione di agente antimicrobico (o antibiotico) generalmente sufficiente a inibire o uccidere quel microrganismo.</p>
<p><strong>Gli antimicrobici</strong> – che comprendono antibiotici, antivirali, antifungini e antiparassitari – sono i medicinali usati per prevenire e curare le malattie infettive negli esseri umani, gli animali e le piante. La resistenza si verifica quando questi batteri, virus e parassiti sviluppano la capacità di resistere a tali farmaci, i quali perciò divengono inefficaci. (2)</p>
<h2>2) Cause</h2>
<p><strong>Antibiotico-resistenza</strong> e resistenza antimicrobica sono processi naturali legati alla capacità di adattamento di batteri e funghi, virus e parassiti. Le loro pericolosa accelerazione è invece legata all’uso improprio ed eccessivo di farmaci e ‘fitofarmaci’ per trattare, prevenire o controllare le infezioni in esseri umani, animali e piante.</p>
<p><strong>Gli abusi </strong>dei farmaci antibiotici sono particolarmrnte diffusi proprio in Italia, <a href="https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/">come si è visto</a>. Laddove, nel 2022:</p>
<ul>
<li>il 28,2% di patologie come influenza, raffreddore e laringotracheiti è stato gestito, in modo inappropriato, mediante ricorso agli antibiotici, (3)</li>
<li>oltre tre persone su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con livelli d’uso più elevati nei bambini fino a 4 anni di età e nelle persone con più di 75 anni. (4)</li>
</ul>
<h2>3) Conseguenze</h2>
<p><strong>Il fenomeno</strong> in esame non riguarda solo il singolo paziente ma l’intera società, poiché mette a rischio i progressi della medicina, rendendo le infezioni per ogni causa più difficili da trattare e vari trattamenti medici &#8211; es. chirurgia, taglio cesareo, chemioterapia &#8211; molto più rischiosi.</p>
<p><strong>L’impatto economico</strong> di resistenza antimicrobica e antibiotico-resistenza è stimato comportare, a livello planetario, perdite di GdP (<em>Gross Domestic Product</em>) fino a US$ 3,4 trilioni/anno entro il 2030 e costi sanitari aggiuntivi per US$ 1.000 miliardi/anno entro il 2050. (Banca Mondiale).</p>
<h2>4) La pandemia silenziosa</h2>
<p><strong>Lo studio scientifico</strong> ’Global burden of bacterial antimicrobial resistance in 2019: a systematic analysis’ (<em>The Lancet</em>, 2022) riporta circa 4,95 milioni di decessi associati alla resistenza antimicrobica. (5) A livello di macro-regioni:</p>
<ul>
<li>il tasso di mortalità è più alto nell’Africa sub-sahariana occidentale (27,3 morti ogni 100.000) e più basso in Australasia (6,5 decessi ogni 100.000),</li>
<li>in Europa si stima che l’antibiotico-resistenza causi ogni anno oltre 35 mila decessi, un terzo dei quali nella sola Italia.</li>
</ul>
<p><strong>Le infezioni delle vie respiratorie</strong> inferiori hanno rappresentato oltre 1,5 milioni di decessi associati nel 2019 alla resistenza antimicrobica. I sei principali patogeni associati a decessi per AMR sono <em>Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Streptococcus pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa</em>.</p>
<h2>5) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>La resistenza antimicrobica è una delle principali cause di morte</strong> in tutto il mondo, con gli oneri più elevati in contesti con risorse limitate. Comprendere il peso della resistenza antimicrobica e le principali combinazioni patogeno-farmaco che vi contribuiscono è fondamentale per prendere decisioni politiche informate e specifiche per luogo, in particolare sui programmi di prevenzione e controllo delle infezioni, sull’accesso agli antibiotici essenziali e sulla ricerca e sviluppo di nuovi vaccini e antibiotici</em>’. (5)</span></p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/resistenza-agli-antibiotici-non-ce-tempo-da-perdere-rapporto-oms/">Resistenza agli antibiotici, non c’è tempo da perdere. Rapporto OMS</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 11.5.19</p>
<p>(2) WHO.Antimicrobial resistance, Key Facts <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/antimicrobial-resistance">https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/antimicrobial-resistance</a></p>
<p>(3) Barbara Gobbi. Resistenza agli antibiotici: in Italia 70mila morti per sepsi in un anno e un costo pro capite di 40 euro al 2050. <em>Il Sole 24 Ore</em>. 21.11.23 <a href="http://tinyurl.com/ysd26dbj">http://tinyurl.com/ysd26dbj</a></p>
<p>(4) L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto annuale 2022. Osservatorio Nazionale sull’impiego dei medicinali. <em>AIFA</em> (Agenzia Italiana del Farmaco) <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1967301/Rapporto-OsMed-2022.pdf">https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1967301/Rapporto-OsMed-2022.pdf</a></p>
<p>(5) Antimicrobial Resistance Collaborators (2022). Global burden of bacterial antimicrobial resistance in 2019: a systematic analysis. <em>The Lancet</em>. <a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)02724-0">https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)02724-0</a></p>
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			</item>
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		<title>Antibiotici, i consumi in Italia. Rapporto Aifa</title>
		<link>https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 12:18:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antibiotici. I consumi in Italia sono ancora eccessivi, con profili di uso inappropriato che raggiungono il 30% dei casi. Il rapporto di Aifa (Agenzia italiana del<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/">Antibiotici, i consumi in Italia. Rapporto Aifa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Antibiotici. I consumi in Italia sono ancora eccessivi, con profili di uso inappropriato che raggiungono il 30% dei casi. Il rapporto di Aifa (Agenzia italiana del farmaco) viene diffuso nella <em>World Antibiotic Awareness Week</em>, organizzata dall’ONU dal 18 al 24 novembre 2019. All’emergenza globale di salute pubblica legata alla resistenza agli antibiotici si aggiunge la particolare criticità dello scenario italiano.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>‘La perdita di efficacia</strong> degli antibiotici attualmente disponibili rischia di mettere in crisi i sistemi sanitari, causando sia l’aumento della mortalità per infezioni che maggiori costi sanitari e sociali’</em> (Aifa, rapporto ‘L’uso degli antibiotici in Italia, anno 2018).</span></p>
<h2><em>‘L’uso degli antibiotici in Italia nel 2018’</em>, rapporto Aifa</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>L’uso degli antibiotici </strong>in Italia. Anno 2018</em>’, rapporto Aifa, evidenzia i dati su spesa e consumo di questa categoria di farmaci. (1) E parte, come detto, dall’allarme rappresentato in tutto il mondo dalla diffusione della resistenza agli antibiotici.</p>
<p><strong>L’approccio <em>One Health </em></strong>&#8211; adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) &#8211; è valso a sensibilizzare i governi dei 193 Stati aderenti in merito alla necessità di una strategia integrata sui diversi fronti di salute umana, salute animale e ambiente. La Commissione europea e i governi degli Stati membri UE hanno a loro volta seguito tale approccio. Nondimeno l’Italia, assieme alla Grecia, ha il primato nella diffusione di batteri resistenti.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>‘La situazione italiana è critica </strong>sia per quanto riguarda la diffusione dell’antibiotico-resistenza sia per il consumo degli antibiotici. Infatti, nonostante il trend in riduzione, il consumo continua a essere superiore alla media europea, con una grande variabilità tra le regioni’</em> (AIFA).</span></p>
<h2>Antibiotici. Quanti, come e perché</h2>
<p><strong>In Italia </strong>il consumo di antibiotici è ancora superiore alla media europea. Nel 2018 i consumi complessivi si attesta a 21,4 dosi al giorno ogni 1000 abitanti. In lieve aumento rispetto al 2017 (20,9). Tale dato comprende sia le erogazioni di farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale (85% sul totale), sia gli acquisti privati (con una spesa annuale pro-capite nazionale di €14,3 euro).</p>
<p><strong>Gli antibiotici </strong>vengono prescritti, nel 90% dei casi, da medici di famiglia e pediatri. Vengono usati soprattutto al Sud e nella stagione invernale, quando si verifica il picco influenzale. (2) Un dato, quest’ultimo, che può rivelare il loro uso inappropriato nel caso di infezioni virali. Gli acquisti privati di antibiotici rimborsabili dal SSN (classe A), nel 2018, sono stati pari a 3,4 dosi ogni 1000 abitanti, con una spesa pro capite di € 1,69 e un’incidenza del 17,4% sul consumo territoriale totale di antibiotici.</p>
<h2>Le fasce di popolazione più esposte</h2>
<p><strong>I bambini </strong>fino a quattro anni e gli <em>over</em>-75 anni, oltre alle <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">donne</a> in età intermedia, sono le fasce di popolazione più esposte.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>Nel corso del 2018</strong> il 40,8% della popolazione pediatrica (0-13 anni) ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici sistemici e a ogni bambino trattato sono state prescritte in media 2,6 confezioni. Nel primo anno di vita, un bambino su due ha ricevuto, nel corso del 2018, almeno una prescrizione di antibiotici, senza significative differenze tra maschi e femmine. Questo valore si mantiene pressoché costante fino ai sei anni di età</em>’ (Aifa).</span></p>
<h2>Farmaci poco selettivi e inappropriati</h2>
<p><strong>Uno dei farmaci </strong>più prescritti ai bambini- a livello territoriale e ospedaliero &#8211; è la combinazione amoxicillina/acido clavulanico. 399 prescrizioni per 1000 bambini nel 2018, oltre il doppio rispetto al gruppo di penicilline più selettive (rappresentate in massima parte da amoxicillina isolata).</p>
<p><strong>Il rapporto</strong> suggerisce dunque ‘<em>un probabile sovra-utilizzo di questa associazione, laddove potrebbe essere indicata la sola amoxicillina, che ha uno spettro d’azione più selettivo e ha quindi un minor impatto sulle resistenze. Ciò è particolarmente evidente nella popolazione pediatrica</em>’.</p>
<h2>Uso inappropriato nel 30% dei casi</h2>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>‘Dall’analisi dei dati </strong>della Medicina Generale sulle prescrizioni ambulatoriali di antibiotici per specifiche patologie infettive, è emersa una prevalenza di uso inappropriato che supera il 30% per quasi tutte le condizioni cliniche studiate (influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata e bronchite acuta)’. </span></em><span style="color: #ff0000;">(Aifa)</span></p>
<p><strong>‘<em>Non c’è tempo da perdere</em>’</strong>, ha sottolineato l’OMS nel suo omonimo rapporto sulla resistenza agli antibiotici. (3) Lo scenario di medio e lungo termine delineato dalla <em>World Health Organization</em> è catastrofico, per la salute e l’economia globale.</p>
<p><strong>La situazione in Italia</strong> è particolarmente critica. Anche perché il nostro Paese ha il primato in Europa della mortalità per antibiotico-resistenza, con 10.000 decessi sui 33.000 che si registrano in Europa ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. (4)</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Aifa (2019). <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1074882/Rapporto_Antibiotici_2018.pdf/755967e7-575f-ca86-9aeb-7c557b612e03" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale 2018</em></a>,</p>
<p>(2) Il consumo medio su base annuale varia da un massimo di 20,4 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti &#8211; al Sud e nelle Isole &#8211; a 16,9 al Centro e 12,7 al Nord. I consumi medi mensili variano da invece un minimo di 11,4 dosi al giorno ogni 1000 abitanti nel mese di agosto a un picco di 24,5 a gennaio</p>
<p>(3) Sabrina Bergamini e Dario Dongo (2019). <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/resistenza-agli-antibiotici-non-ce-tempo-da-perdere-rapporto-oms/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Resistenza agli antibiotici, non c’è tempo da perdere. Rapporto OMS</em></a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>),</p>
<p>(3) ISS (2019). <em>Antibioticoresistenza in Italia: trend in leggero calo, ma i valori restano oltre la media europea, su https://ufficiostampa.iss.it/?p=2260</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/">Antibiotici, i consumi in Italia. Rapporto Aifa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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