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Antibiotici, i consumi in Italia. Rapporto Aifa

Antibiotici, i consumi in Italia. Rapporto Aifa

Antibiotici. I consumi in Italia sono ancora eccessivi, con profili di uso inappropriato che raggiungono il 30% dei casi. Il rapporto di Aifa (Agenzia italiana del farmaco) viene diffuso nella World Antibiotic Awareness Week, organizzata dall’ONU dal 18 al 24 novembre 2019. All’emergenza globale di salute pubblica legata alla resistenza agli antibiotici si aggiunge la particolare criticità dello scenario italiano.

‘La perdita di efficacia degli antibiotici attualmente disponibili rischia di mettere in crisi i sistemi sanitari, causando sia l’aumento della mortalità per infezioni che maggiori costi sanitari e sociali’ (Aifa, rapporto ‘L’uso degli antibiotici in Italia, anno 2018).

‘L’uso degli antibiotici in Italia nel 2018’, rapporto Aifa

L’uso degli antibiotici in Italia. Anno 2018’, rapporto Aifa, evidenzia i dati su spesa e consumo di questa categoria di farmaci. (1) E parte, come detto, dall’allarme rappresentato in tutto il mondo dalla diffusione della resistenza agli antibiotici.

L’approccio One Health – adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – è valso a sensibilizzare i governi dei 193 Stati aderenti in merito alla necessità di una strategia integrata sui diversi fronti di salute umana, salute animale e ambiente. La Commissione europea e i governi degli Stati membri UE hanno a loro volta seguito tale approccio. Nondimeno l’Italia, assieme alla Grecia, ha il primato nella diffusione di batteri resistenti.

‘La situazione italiana è critica sia per quanto riguarda la diffusione dell’antibiotico-resistenza sia per il consumo degli antibiotici. Infatti, nonostante il trend in riduzione, il consumo continua a essere superiore alla media europea, con una grande variabilità tra le regioni’ (AIFA).

Antibiotici. Quanti, come e perché

In Italia il consumo di antibiotici è ancora superiore alla media europea. Nel 2018 i consumi complessivi si attesta a 21,4 dosi al giorno ogni 1000 abitanti. In lieve aumento rispetto al 2017 (20,9). Tale dato comprende sia le erogazioni di farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale (85% sul totale), sia gli acquisti privati (con una spesa annuale pro-capite nazionale di €14,3 euro).

Gli antibiotici vengono prescritti, nel 90% dei casi, da medici di famiglia e pediatri. Vengono usati soprattutto al Sud e nella stagione invernale, quando si verifica il picco influenzale. (2) Un dato, quest’ultimo, che può rivelare il loro uso inappropriato nel caso di infezioni virali. Gli acquisti privati di antibiotici rimborsabili dal SSN (classe A), nel 2018, sono stati pari a 3,4 dosi ogni 1000 abitanti, con una spesa pro capite di € 1,69 e un’incidenza del 17,4% sul consumo territoriale totale di antibiotici.

Le fasce di popolazione più esposte

I bambini fino a quattro anni e gli over-75 anni, oltre alle donne in età intermedia, sono le fasce di popolazione più esposte.

Nel corso del 2018 il 40,8% della popolazione pediatrica (0-13 anni) ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici sistemici e a ogni bambino trattato sono state prescritte in media 2,6 confezioni. Nel primo anno di vita, un bambino su due ha ricevuto, nel corso del 2018, almeno una prescrizione di antibiotici, senza significative differenze tra maschi e femmine. Questo valore si mantiene pressoché costante fino ai sei anni di età’ (Aifa).

Farmaci poco selettivi e inappropriati

Uno dei farmaci più prescritti ai bambini- a livello territoriale e ospedaliero – è la combinazione amoxicillina/acido clavulanico. 399 prescrizioni per 1000 bambini nel 2018, oltre il doppio rispetto al gruppo di penicilline più selettive (rappresentate in massima parte da amoxicillina isolata).

Il rapporto suggerisce dunque ‘un probabile sovra-utilizzo di questa associazione, laddove potrebbe essere indicata la sola amoxicillina, che ha uno spettro d’azione più selettivo e ha quindi un minor impatto sulle resistenze. Ciò è particolarmente evidente nella popolazione pediatrica’.

Uso inappropriato nel 30% dei casi

‘Dall’analisi dei dati della Medicina Generale sulle prescrizioni ambulatoriali di antibiotici per specifiche patologie infettive, è emersa una prevalenza di uso inappropriato che supera il 30% per quasi tutte le condizioni cliniche studiate (influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata e bronchite acuta)’. (Aifa)

Non c’è tempo da perdere, ha sottolineato l’OMS nel suo omonimo rapporto sulla resistenza agli antibiotici. (3) Lo scenario di medio e lungo termine delineato dalla World Health Organization è catastrofico, per la salute e l’economia globale.

La situazione in Italia è particolarmente critica. Anche perché il nostro Paese ha il primato in Europa della mortalità per antibiotico-resistenza, con 10.000 decessi sui 33.000 che si registrano in Europa ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. (4)

Sabrina Bergamini e Dario Dongo

Note

(1) Aifa (2019). L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale 2018,

(2) Il consumo medio su base annuale varia da un massimo di 20,4 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti – al Sud e nelle Isole – a 16,9 al Centro e 12,7 al Nord. I consumi medi mensili variano da invece un minimo di 11,4 dosi al giorno ogni 1000 abitanti nel mese di agosto a un picco di 24,5 a gennaio

(3) Sabrina Bergamini e Dario Dongo (2019). Resistenza agli antibiotici, non c’è tempo da perdere. Rapporto OMS. GIFT (Great Italian Food Trade),

(3) ISS (2019). Antibioticoresistenza in Italia: trend in leggero calo, ma i valori restano oltre la media europea, su https://ufficiostampa.iss.it/?p=2260

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