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	<title>antibiotico-resistenza Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Antibiotico-resistenza, con meno consumi batteri meno resistenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 11:38:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico-resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro la pandemia silenziosa dell’antibiotico-resistenza, ridurre l’uso degli antibiotici funziona. La buona notizia viene da un rapporto europeo multi-agenzia: “I Paesi che hanno ridotto il consumo di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-con-meno-consumi-batteri-meno-resistenti/">Antibiotico-resistenza, con meno consumi batteri meno resistenti</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contro la pandemia silenziosa dell’antibiotico-resistenza, ridurre l’uso degli antibiotici funziona. La buona notizia viene da un rapporto europeo multi-agenzia: “I Paesi che hanno ridotto il consumo di antibiotici sia negli animali che negli esseri umani hanno registrato una diminuzione dei batteri resistenti agli antibiotici”.</p>
<p>Applicando l’approccio «One Health», che riconosce il legame tra la salute delle persone e quella degli animali, il rapporto sul consumo di antibiotici e sulla resistenza agli antimicrobici in Europa accende un faro di speranza su una delle principali emergenze di salute pubblica mondiale. Il dossier è redatto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).</p>
<h2>Consumo di antibiotici e resistenza</h2>
<p><strong>La relazione</strong> congiunta, chiamata JIACRA IV, si basa sull’analisi integrata del consumo di antimicrobici (AMC) e della presenza di resistenza agli antimicrobici (AMR) nei batteri provenienti dall’uomo e dagli animali destinati alla produzione di alimenti. Tra il 2014 e il 2021, il consumo di antibiotici totale negli animali destinati alla produzione di alimenti è diminuita del 44%, mentre nell’uomo è rimasta relativamente stabile.</p>
<p><strong>Lo studio</strong> analizza dunque le associazioni tra AMC e AMR per combinazioni selezionate di batteri e antimicrobici. E trova che le misure attuate per ridurre il consumo di antibiotici negli animali da produzione alimentare e nell&#8217;uomo sono state efficaci in molti paesi.</p>
<p><strong>“<em>Sono state osservate associazioni positive</em></strong><em> tra il consumo di alcuni antimicrobici e la resistenza a tali sostanze nei batteri sia provenienti da esseri umani che da animali destinati alla produzione di alimenti. Per alcune combinazioni di batteri e antimicrobici, la resistenza antimicrobica nei batteri provenienti dagli esseri umani è stata associata alla resistenza antimicrobica nei batteri degli animali che, a loro volta, era correlata all&#8217;AMC negli animali</em>” (1).</p>
<p><strong>I risultati</strong> suggeriscono che le misure attuate per ridurre il consumo di antibiotici negli animali da produzione alimentare e nell’uomo sono stati efficaci in molti paesi.</p>
<h2>Il caso E.coli</h2>
<p><strong>Per la prima volta</strong> nell’ambito del progetto, le tre agenzie hanno analizzato le tendenze sul consumo di antimicrobici e sulla resistenza agli antimicrobici per Escherichia coli (E. coli) negli esseri umani e negli animali destinati alla produzione alimentare.</p>
<p><strong>Dall’analisi</strong> emerge che i batteri del genere E. coli sia negli animali che negli esseri umani stanno diventando meno resistenti agli antibiotici grazie alla riduzione del loro consumo complessivo. E questo, commenta Efsa, dimostra che le tendenze preoccupanti sulla resistenza agli antibiotici possono essere invertite.</p>
<p><strong>Fra il 2014 e il 2021</strong> in 10 dei 20 paesi che hanno ridotto significativamente il consumo di antibiotici totale negli animali da produzione alimentare, il batterio intestinale E.coli da animali è diventato sempre più suscettibile agli antimicrobici, mostrando “suscettibilità completa” o “resistenza zero” a un insieme di importanti antibiotici. In altre parole: quei farmaci funzionano.</p>
<p><strong>Allo stesso modo</strong>, in 9 dei 19 paesi che hanno ridotto il consumo di antibiotici negli esseri umani, l&#8217;E.coli originato da infezioni invasive umane è diventato sempre più suscettibile (quindi “suscettibilità completa” o “resistenza zero”) agli antibiotici.</p>
<p><strong>“<em>Questi risultati</em></strong><em> mostrano che la riduzione complessiva dell&#8217;AMC può aiutare a ridurre la resistenza antimicrobica. Ciò evidenzia anche l&#8217;importanza di misure che promuovano la salute umana e animale, come la vaccinazione e una migliore igiene, riducendo così la necessità di antimicrobici</em>” (2).</p>
<p><strong>«<em>Un minor uso di antibiotici</em></strong><em> nella produzione zootecnica paga: nella maggior parte dei Paesi che hanno ridotto l’uso di antibiotici abbiamo osservato una corrispondente diminuzione dei livelli di resistenza. Ciò significa che gli sforzi a livello nazionale servono. Inoltre ciò mette in evidenza l’impegno dell’UE a favore dell’approccio “One Health”, salvaguardando sia la salute animale che quella pubblica mondiale</em>», ha detto Bernhard Url, direttore esecutivo dell’Efsa</p>
<h2>La pandemia silenziosa</h2>
<p><strong>È una faro di speranza</strong>, considerata la minaccia che la resistenza agli antibiotici rappresenta per la salute pubblica mondiale (3).</p>
<p><strong>Le infezioni batteriche</strong> resistenti agli antibiotici causano ogni anno, secondo le stime, 35 mila decessi nella Ue, un dato paragonabile all&#8217;impatto di influenza, tubercolosi e HIV/AIDS messe insieme. Di questi, un terzo dei decessi (11 mila vittime) si verifica in Italia. E non va dimenticato l’impatto sui sistemi sanitari europei, stimato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) in un costo approssimativo di 11,7 miliardi di euro annui.</p>
<p><strong>«<em>Un impegno maggiore</em></strong><em> volto a ridurre il consumo non necessario di antibiotici è fondamentale per affrontare la minaccia per la salute pubblica rappresentata dalla resistenza agli antimicrobici. Inoltre il rafforzamento dei programmi di vaccinazione e il miglioramento delle pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni nelle comunità e nelle strutture sanitarie sono essenziali per ridurre il fabbisogno di antibiotici</em>», ha detto Andrea Ammon, direttrice dell’ECDC.</p>
<h2>Antibiotici di ultima istanza, i rischi</h2>
<p><strong>Negli esseri umani</strong> l’uso di importanti classi di antibiotici, come i carbapenemi, le cefalosporine di terza e quarta generazione e i chinoloni, è associato alla resistenza a questi antibiotici in E. coli presente negli esseri umani. La resistenza dei batteri negli esseri umani può essere legata inoltre a quella presente negli animali destinati alla produzione alimentare, come è il caso di Campylobacter jejuni e Campylobacter coli, che possono trovarsi negli animali e trasmettersi alle persone mediante gli alimenti.</p>
<p><strong>Sono fenomeni da monitorare</strong> anche perché alcuni di questi farmaci, come i carbapenemi, sono antibiotici ad ampio spettro, efficaci anche verso batteri multiresistenti, antibiotici di ultima istanza per i quali qualsiasi rilevamento di resistenza è ragione di preoccupazione.</p>
<p><strong>Analogamente</strong> è preoccupante qualsiasi traccia di resistenza ai fluorochinoloni, antibiotici usati nel trattamento di infezioni batteriche anche molto gravi. Secondo uno studio Efsa/Ecdc, fra il 2013 e il 2022, in pazienti umani, almeno la metà dei Paesi dichiaranti ha osservato tendenze all&#8217;aumento della resistenza ai fluorochinoloni in isolati di Salmonella Enteritidis e Campylobacter jejuni, solitamente associata al pollame. È un dato preoccupante per la salute pubblica poiché “<em>nelle rare occasioni in cui le infezioni da Salmonella o Campylobacter evolvono in malattie gravi, i fluorochinoloni sono tra gli antimicrobici utilizzati per il trattamento</em>”, spiega l’Efsa.</p>
<p><strong>Lo studio</strong>, diffuso alla fine di febbraio 2024, ha evidenziato che continua a essere osservata di frequente, sia negli animali che negli esseri umani, la resistenza dei batteri Salmonella e Campylobacter agli antimicrobici di uso comune (4).</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Antimicrobial consumption and resistance in bacteria from humans and food‐producing animals <a href="https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/8589">https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/8589</a></p>
<p>(2) Fourth joint inter-agency report on integrated analysis of antimicrobial consumption and occurrence of antimicrobial resistance in bacteria from humans and food-producing animals in the European Union (JIACRA IV – 2019–2021) <a href="https://www.efsa.europa.eu/it/node/18280">https://www.efsa.europa.eu/it/node/18280</a></p>
<p>(3) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-la-pandemia-silenziosa/">Antibiotico-resistenza, la pandemia silenziosa</a>. Égalité. 15.12.23</p>
<p>(4) Continued efforts needed to fight antimicrobial resistance (AMR) in humans and animals <a href="https://www.efsa.europa.eu/en/news/continued-efforts-needed-fight-antimicrobial-resistance-amr-humans-and-animals">https://www.efsa.europa.eu/en/news/continued-efforts-needed-fight-antimicrobial-resistance-amr-humans-and-animals</a></p>
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		<title>Antibiotico-resistenza, la pandemia silenziosa</title>
		<link>https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-la-pandemia-silenziosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 08:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico-resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’antibiotico-resistenza è già stata segnalata da WHO (2019) come una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello planetario, una pandemia silenziosa poiché a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/antibiotico-resistenza-la-pandemia-silenziosa/">Antibiotico-resistenza, la pandemia silenziosa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’antibiotico-resistenza è già stata segnalata da WHO (2019) come una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello planetario, una pandemia silenziosa poiché a tutt’oggi sottovalutata &#8211; quando non ignorata &#8211; nei diversi contesti. (1) Sebbene a essa siano state ricondotti circa 4,95 milioni di decessi nel solo 2019, prima dell’era Covid. Il pericolo è immediato e diffuso poiché quando gli antibiotici ‘non funzionano più’ le popolazioni sono esposte alle complicanze gravi (anche letali) di un lungo elenco di malattie e infezioni che diventano difficili da curare.</p>
<h2>1) Resistenza antimicrobica e antibiotico-resistenza</h2>
<p><strong>La resistenza antimicrobica</strong> (<em>anti-microbial resistance</em>, AMR) &#8211; nel cui ambito si colloca l’antibiotico-resistenza &#8211; è la capacità di un microrganismo di sopravvivere o crescere nonostante la presenza di una concentrazione di agente antimicrobico (o antibiotico) generalmente sufficiente a inibire o uccidere quel microrganismo.</p>
<p><strong>Gli antimicrobici</strong> – che comprendono antibiotici, antivirali, antifungini e antiparassitari – sono i medicinali usati per prevenire e curare le malattie infettive negli esseri umani, gli animali e le piante. La resistenza si verifica quando questi batteri, virus e parassiti sviluppano la capacità di resistere a tali farmaci, i quali perciò divengono inefficaci. (2)</p>
<h2>2) Cause</h2>
<p><strong>Antibiotico-resistenza</strong> e resistenza antimicrobica sono processi naturali legati alla capacità di adattamento di batteri e funghi, virus e parassiti. Le loro pericolosa accelerazione è invece legata all’uso improprio ed eccessivo di farmaci e ‘fitofarmaci’ per trattare, prevenire o controllare le infezioni in esseri umani, animali e piante.</p>
<p><strong>Gli abusi </strong>dei farmaci antibiotici sono particolarmrnte diffusi proprio in Italia, <a href="https://www.egalite.org/antibiotici-i-consumi-in-italia-rapporto-aifa/">come si è visto</a>. Laddove, nel 2022:</p>
<ul>
<li>il 28,2% di patologie come influenza, raffreddore e laringotracheiti è stato gestito, in modo inappropriato, mediante ricorso agli antibiotici, (3)</li>
<li>oltre tre persone su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con livelli d’uso più elevati nei bambini fino a 4 anni di età e nelle persone con più di 75 anni. (4)</li>
</ul>
<h2>3) Conseguenze</h2>
<p><strong>Il fenomeno</strong> in esame non riguarda solo il singolo paziente ma l’intera società, poiché mette a rischio i progressi della medicina, rendendo le infezioni per ogni causa più difficili da trattare e vari trattamenti medici &#8211; es. chirurgia, taglio cesareo, chemioterapia &#8211; molto più rischiosi.</p>
<p><strong>L’impatto economico</strong> di resistenza antimicrobica e antibiotico-resistenza è stimato comportare, a livello planetario, perdite di GdP (<em>Gross Domestic Product</em>) fino a US$ 3,4 trilioni/anno entro il 2030 e costi sanitari aggiuntivi per US$ 1.000 miliardi/anno entro il 2050. (Banca Mondiale).</p>
<h2>4) La pandemia silenziosa</h2>
<p><strong>Lo studio scientifico</strong> ’Global burden of bacterial antimicrobial resistance in 2019: a systematic analysis’ (<em>The Lancet</em>, 2022) riporta circa 4,95 milioni di decessi associati alla resistenza antimicrobica. (5) A livello di macro-regioni:</p>
<ul>
<li>il tasso di mortalità è più alto nell’Africa sub-sahariana occidentale (27,3 morti ogni 100.000) e più basso in Australasia (6,5 decessi ogni 100.000),</li>
<li>in Europa si stima che l’antibiotico-resistenza causi ogni anno oltre 35 mila decessi, un terzo dei quali nella sola Italia.</li>
</ul>
<p><strong>Le infezioni delle vie respiratorie</strong> inferiori hanno rappresentato oltre 1,5 milioni di decessi associati nel 2019 alla resistenza antimicrobica. I sei principali patogeni associati a decessi per AMR sono <em>Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Streptococcus pneumoniae, Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa</em>.</p>
<h2>5) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>La resistenza antimicrobica è una delle principali cause di morte</strong> in tutto il mondo, con gli oneri più elevati in contesti con risorse limitate. Comprendere il peso della resistenza antimicrobica e le principali combinazioni patogeno-farmaco che vi contribuiscono è fondamentale per prendere decisioni politiche informate e specifiche per luogo, in particolare sui programmi di prevenzione e controllo delle infezioni, sull’accesso agli antibiotici essenziali e sulla ricerca e sviluppo di nuovi vaccini e antibiotici</em>’. (5)</span></p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/resistenza-agli-antibiotici-non-ce-tempo-da-perdere-rapporto-oms/">Resistenza agli antibiotici, non c’è tempo da perdere. Rapporto OMS</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 11.5.19</p>
<p>(2) WHO.Antimicrobial resistance, Key Facts <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/antimicrobial-resistance">https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/antimicrobial-resistance</a></p>
<p>(3) Barbara Gobbi. Resistenza agli antibiotici: in Italia 70mila morti per sepsi in un anno e un costo pro capite di 40 euro al 2050. <em>Il Sole 24 Ore</em>. 21.11.23 <a href="http://tinyurl.com/ysd26dbj">http://tinyurl.com/ysd26dbj</a></p>
<p>(4) L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto annuale 2022. Osservatorio Nazionale sull’impiego dei medicinali. <em>AIFA</em> (Agenzia Italiana del Farmaco) <a href="https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1967301/Rapporto-OsMed-2022.pdf">https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1967301/Rapporto-OsMed-2022.pdf</a></p>
<p>(5) Antimicrobial Resistance Collaborators (2022). Global burden of bacterial antimicrobial resistance in 2019: a systematic analysis. <em>The Lancet</em>. <a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)02724-0">https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)02724-0</a></p>
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