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	<title>malnutrizione Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>I danni dei disturbi alimentari. Seminario</title>
		<link>https://www.egalite.org/i-danni-dei-disturbi-alimentari-seminario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disturbi alimentari, anoressia in primis, possono causare gravi danni alla salute. Un approfondimento viene offerto dall’Accademia di Medicina di Torino con una seduta scientifica dal<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I disturbi alimentari, anoressia <em>in primis</em>, possono causare gravi danni alla salute. Un approfondimento viene offerto dall’Accademia di Medicina di Torino con una seduta scientifica dal titolo ‘Carenza nutrizionale nelle adolescenti: rischi per ossa, apparato cardiovascolare e cervello’.</p>
<p>L’evento è aperto a tutti, in presenza o online, venerdì 27 giugno alle ore 21.</p>
<p>Dopo l’introduzione di Patrizia Presbitero, Senior Consultant Radiologia interventistica Humanitas Research Hospital e socio dell’Accademia di Medicina, interverranno Carlo Campagnoli, Past President dell’Associazione Prevenzione Anoressia Torino (Pr.A.To.) e Giovanni Abbate Daga, Professore Associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino.</p>
<h2>Le conseguenze dei disturbi alimentari</h2>
<p>La <strong>carenza nutrizionale</strong> è un problema in espansione che riguarda molte <strong>adolescenti</strong> tra gli<strong> 11</strong> e i<strong> 15 anni</strong> con “comportamenti volti alla riduzione del peso” (restrizione alimentare e/o eccessiva attività fisica).</p>
<p>L’associazione fra stress e sottonutrizione può determinare una sospensione della <strong>funzione delle ovaie</strong>, con conseguente “Amenorrea Ipotalamica”, che rappresenta più del 50% delle amenorree delle adolescenti, e interessa almeno <strong>1 ragazza su 10</strong>.</p>
<h2>Due tipi di amenorrea</h2>
<p>Sul piano clinico le <strong>amenorree</strong> vengono distinte in</p>
<p><strong>&#8211; psicogena</strong>, da relativo eccesso di attività fisica e</p>
<p><strong>&#8211; da anoressia</strong>, situazione caratterizzata da un’estrema carenza nutrizionale e tensione nervosa, nella quale le conseguenze negative per la salute sono molto significative.</p>
<h2>Danni a livello osseo</h2>
<p>I danni più rilevanti sono a livello osseo in quanto il deficit energetico, oltre a bloccare la funzione ovarica con <strong>carenza di estrogeni</strong>, inibisce la produzione del <strong>fattore di crescita “insulino-simile”</strong>, il più importante stimolo alla formazione ossea.</p>
<p>Ne deriva una perdita che non solo può causare <strong>osteopenia permanente</strong> (premessa per l’osteoporosi postmenopausale), ma anche <strong>osteoporosi con rischio di fratture</strong> già in anni giovanili.</p>
<h2>Rischi cardiovascolari</h2>
<p>Di rilievo sono anche i problemi cardiovascolari caratterizzati da <strong>alterazioni del ritmo cardiaco e disfunzione endoteliale</strong> presente in almeno 1/3 delle ragazze in Amenorrea Ipotalamica e ancor più quando vi sia Anoressia.</p>
<h2>Sofferenza cerebrale</h2>
<p>Una privazione di cibo qualitativa e quantitativa conduce inoltre a una significativa sofferenza cerebrale con <strong>riduzione volumetrica delle aree cerebrali</strong>, stravolgimento del sistema neurormonale, attivazione dei circuiti dell’<strong>ansia</strong> e manifestazione di <strong>sintomi psichici</strong> (insicurezza, depressione, ossessioni e compulsioni, perfezionismo), che talvolta permangono anche dopo la guarigione.</p>
<h2>Come seguire l’evento</h2>
<p>Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino, in via Po 18, sia in diretta web al link riportato sul sito <a href="https://www.accademiadimedicina.unito.it/">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</p>
<p>Come di consueto, la registrazione dell’incontro verrà pubblicata sul sito.</p>
<h2>Il rifiuto del cibo</h2>
<p>I disturbi alimentari sono il sintomo di un disagio profondo che coinvolge sempre più giovani donne, in misura minore giovani uomini.</p>
<p>Questa condizione è ben descritta da <a href="https://www.bulimianoressia.it/index.php/anoressia-2/">ABA</a>, Associazione bulimia anoressia, fondata da Fabiola De Clercq.</p>
<p>‘<em>L’anoressia si manifesta con il rifiuto del cibo: l’intento è quello di controllare la propria immagine, controllare tutto. In realtà l’immagine riflessa nello specchio non restituisce la realtà: la persona anoressica non si vede mai abbastanza magra anche se sfiora la morte.</em></p>
<p><em>Di solito si comincia con una dieta dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare il proprio aspetto. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra. Tra i sintomi, la fame viene negata, si cade nel calcolo ossessivo delle calorie e nel controllo spasmodico del peso. <strong>Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita, cambiare gli altri, cambiare la realtà</strong>.</em></p>
<p><em>Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere. </em></p>
<p><em>L’anoressia può portare <strong>danni molto gravi alla salute</strong> come insufficienza renale, perdita dei capelli e dei denti, arresto cardiaco. L’arresto del ciclo mestruale per oltre un trimestre è il primo indicatore dell’anoressia e può portare a gravi forme di osteoporosi. </em></p>
<p><em>Nel 75% dei casi oggi, l’anoressia è accompagnata dalla bulimia. Il soggetto cede all’istinto di sopravvivenza, perde il controllo, mangia tutto ciò che trova e si induce il vomito. Si può dire che l’anoressia sia una manovra disperata per coprire la bulimia. </em></p>
<p><em>La bulimia è il bisogno smodato di tutto. L’anoressia è un tentativo drastico di coprire la bulimia. </em></p>
<p><em>Spesso <strong>anoressia e bulimia si alternano</strong> ciclicamente: la persona anoressica, che non riesce più a controllare la fame, cede all’istinto e si punisce con il vomito autoindotto&#8217;</em>.</p>
<h2>Le donne invisibili</h2>
<p>“<em>L’anoressia è la punta dell’iceberg, il sintomo di una sofferenza che ha cause psicologiche. Per questa ragione non può essere aggredito: è necessario invece cercare le cause senza tuttavia perdere di vista la gravità dei risvolti che possono mettere a rischio la vita. </em></p>
<p><em>Il sintomo non viene soppresso ma si diluisce fino a scomparire solo quando la persona non sente più la necessità di adottare i comportamenti che ha dovuto cercare e usare come soluzione, quando riesce a esprimere e vivere i suoi sentimenti, quando a dispetto delle difficoltà trova dentro di sé gli strumenti per far fronte alla vita e alla sofferenza che ne è parte</em>” (Fabiola De Clercq, 1995, Donne invisibili, Bompiani).</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
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		<title>Uno su 10 non può riscaldare casa. I numeri della povertà in Italia nel rapporto di Caritas</title>
		<link>https://www.egalite.org/uno-su-10-non-puo-riscaldare-casa-i-numeri-della-poverta-in-italia-nel-rapporto-di-caritas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 20:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 5,6 milioni in Italia i poveri assoluti, pari al 9,7% della popolazione. Si tratta di una povertà che coinvolge anche i lavoratori e si<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre 5,6 milioni in Italia i poveri assoluti, pari al <strong>9,7% della popolazione</strong>. Si tratta di una povertà che coinvolge anche i lavoratori e si trasmette di generazione in generazione. Il 27° Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia di Caritas Italiana offre uno spaccato sul fenomeno. (1)</p>
<h2>Poveri assoluti, oltre 2 milioni di famiglie</h2>
<p><strong>I poveri assoluti</strong> residenti in Italia sono aumentati lo scorso anno da 5 milioni 316mila a 5 milioni 673mila (+ 357mila unità). L’incidenza è passata dal 9,1% al 9,7%.</p>
<p>Se si considerano i nuclei, si contano <strong>2 milioni 187mila famiglie</strong> in povertà assoluta, a fronte dei 2 milioni 22mila famiglie del 2021 (+165mila nuclei), concentrati soprattutto nel Mezzogiorno.</p>
<p>L&#8217;emergenza si riverbera anche sulla <strong>nutrizione</strong>. Oltre il 12% della popolazione italiana non è in grado di assicurarsi ogni giorno un pasto completo dal punto di vista nutrizionale, né di consumare un’adeguata quantità di frutta e verdura, né di riunirsi in convivio con parenti e/o amici una volta al mese, avverte il rapporto di ActionAid. (2)</p>
<h2>Gli stranieri hanno la peggio</h2>
<p><strong>Le disuguaglianze</strong> tra cittadini italiani e stranieri residenti si sono acuite negli ultimi dodici mesi.</p>
<p><strong>La povertà assoluta</strong> si mantiene infatti al di sotto della media per le famiglie di soli italiani (6,4%), mentre si attesta su livelli molto elevati tra i nuclei con soli componenti stranieri (33,2%), in particolare se con figli minori 36,1% (a fronte del 7,8% delle famiglie di soli italiani).</p>
<p><strong>Gli stranieri</strong> rappresentano l’8,7% della popolazione residente, ma costituiscono il 30% dei poveri assoluti.</p>
<h2>Lavorare non basta</h2>
<p><strong>L’istruzione</strong> continua ad essere tra i fattori che più tutelano rispetto al rischio di indigenza (oggi più del passato),</p>
<p><strong>Il lavoro</strong>, invece, non è più causa sufficiente di benessere: il 47% dei nuclei in povertà assoluta risulta avere il capofamiglia occupato.</p>
<h2>Richieste di aiuto raddoppiate</h2>
<p><strong>Nel 2022</strong>, nei Centri di ascolto e servizi delle Caritas diocesane le persone incontrate e accompagnate sono aumentate del 12% rispetto al 2021. Complessivamente il peso degli stranieri tra i beneficiari si attesta al 59,6%.</p>
<p><strong>Gli aiuti erogati</strong> (solo nei Centri d’ascolto collegati alla rete informatizzata) sono stati complessivamente 3,4 milioni, per una media di 13,5 prestazioni per assistito/nucleo. La media del 2021 era di 6,5.</p>
<h2>La povertà energetica</h2>
<p><strong>Il Rapporto</strong> analizza per la prima volta l’effetto della ‘povertà energetica’, ossia l’impossibilità di garantire un livello minimo di consumo energetico, come quello necessario per <strong>riscaldare la casa, lavarsi e cucinare</strong>.</p>
<p><strong>In questa condizione</strong> versa il 9,9% della popolazione. Già nel 2022, degli oltre 86mila sussidi economici erogati dalla rete Caritas nel 2022 il 45% è stato a supporto di ‘bisogni energetici’. I beneficiari di sussidi economici utili per pagamento di bollette/tasse sono state per lo più famiglie povere e genitori fragili (anche mono-genitori).</p>
<h2>Poveri lavoratori</h2>
<p><strong>Altro approfondimento</strong> è dedicato al fenomeno dei ‘working poor’, ossia a quelle situazioni di povertà in cui <strong>non manca il lavoro, ma il reddito non è sufficiente</strong> a una vita dignitosa.</p>
<p>I lavoratori poveri sono soprattutto <strong>lavoratori in nero, in grigio, part time forzati, con contratti regolari ma tutti con salari inadeguati</strong>.</p>
<h2>Dopo l’abolizione del reddito di cittadinanza</h2>
<p>Il Rapporto dedica anche una riflessione alla riforma del <strong>Reddito di Cittadinanza</strong> e al passaggio verso le nuove misure di <strong>Supporto alla formazione e al lavoro</strong> (SFL) e <strong>Assegno di inclusione</strong> (Adi).</p>
<p>L’abbandono del principio di universalismo selettivo e l’introduzione di nuovi requisiti <strong>lascia scoperte alcune specifiche tipologie di poveri</strong> (per esempio le persone senza dimora). Vi sono inoltre seri dubbi sulla reale possibilità di <strong>trovare un’occupazione entro i 12 mesi</strong> di copertura economica per la formazione garantiti dall’SFL.</p>
<p>Situazione più favorevole invece per i circa <strong>50mila nuclei di stranieri che potranno accedere per la prima volta alla misura</strong> e il fatto che sommando gli importi dell’Adi con quelli dell’Assegno Universale Unico per i figli a carico, la nuova impostazione sostiene maggiormente le famiglie numerose.</p>
<h2>Una sconfitta per tutti</h2>
<p>‘<em>La presenza di oltre 2,1 milioni di famiglie povere è una <strong>sconfitta</strong> non solo per chi ne è direttamente coinvolto, ma anche <strong>per l’intera società</strong>, perché così essa si trova a dover fare i conti con la perdita di capitale umano, sociale, relazionale che produce gravi e visibili impatti anche sul piano dei diritti’</em>,  afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.</p>
<p>‘<em>Come ci chiede papa Francesco, nell’invitarci a celebrare la Giornata mondiale dei Poveri del 19 novembre, siamo tutti chiamati a “<strong>non distogliere lo sguardo dal povero</strong>”. Invitati dunque a partire dai poveri, a metterli al centro delle nostre comunità, a fare la nostra parte per cercare di diminuire le disuguaglianze e dare sollievo e nuove opportunità a chi si rivolge a noi, per sconfiggere insieme la miseria&#8217;</em>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Tutto da perdere. Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia 2023. <em>Caritas Italiana</em> <a href="https://archivio.caritas.it/materiali/Rapporti_poverta/2023/rapportopoverta2023_tuttodaperdere.pdf">https://archivio.caritas.it/materiali/Rapporti_poverta/2023/rapportopoverta2023_tuttodaperdere.pdf</a></p>
<p>(2) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</a>. <em>Égalité</em>. 21.20.23</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/uno-su-10-non-puo-riscaldare-casa-i-numeri-della-poverta-in-italia-nel-rapporto-di-caritas/">Uno su 10 non può riscaldare casa. I numeri della povertà in Italia nel rapporto di Caritas</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 14:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi 8 milioni di persone vivono in in Italia uno ‘status’ di deprivazione alimentare materiale o sociale, o ‘povertà alimentare’. Vale a dire che oltre il 12% della<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi 8 milioni di persone vivono in in Italia uno ‘status’ di deprivazione alimentare materiale o sociale, o ‘povertà alimentare’. Vale a dire che oltre il 12% della popolazione italiana non è in grado di assicurarsi ogni giorno un pasto completo dal punto di vista nutrizionale, né di consumare un&#8217;adeguata quantità di frutta e verdura, né di riunirsi in convivio con parenti e/o amici una volta al mese.</p>
<p>La ‘<em>food security</em>’ è dunque un problema molto attuale anche in Italia &#8211; a dispetto delle sciocche battute del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, secondo cui ‘i poveri’ in Italia si nutrirebbero bene. A seguire i dati offerti da ActionAid in ‘Frammenti da ricomporre’, il suo quarto rapporto sulla povertà alimentare in Italia elaborato assieme a ‘Percorsi di Secondo Welfare’ (1).</p>
<h2>1) Povertà in Italia, 2023. La spirale e lo stigma</h2>
<p><strong>La spirale della povertà</strong> &#8211; e così della povertà alimentare &#8211; ha assunto dimensioni epidemiche, in in Italia, a partire dalla ‘era Covid’.</p>
<p>‘<em>La pandemia affamava il Paese colpendo anche fasce di popolazione che non avevano mai avuto la necessità di ricorrere a forme di aiuto istituzionali, i cosiddetti <strong>nuovi poveri </strong>(lavoratori poveri, giovani precari, famiglie numerose e monogenitoriali). La traiettoria che ha condotto questi individui nella spirale della povertà risale almeno a dieci anni prima della pandemia, a seguito della crisi economica e finanziaria e delle politiche di austerità adottate dai Paesi europei</em>’.</p>
<p><strong>I dati statistici</strong> oggi a disposizione, nondimeno, riferiscono alla povertà ‘<em>utilizzando lenti rotte che, pur nel necessario esercizio di ricomposizione dei loro pezzi, lasciano inevitabilmente dei vuoti da colmare</em>’.</p>
<p><strong>La povertà e la povertà alimentare</strong> vengono cioè osservate solo nella loro dimensione economica, trascurandone i risvolti sociali &#8211; ‘<em>stigma, rinuncia, mancanza di libertà di scelta e contrazione delle opportunità di socialità e convivialità</em>’ – su cui invece si sofferma l’indagine di ActionAid. Bisogna ricomporre statistiche frammentate per comprendere la vera portata di questi fenomeni.</p>
<h2>2) Deprivazione alimentare materiale e sociale</h2>
<p><strong>La ‘deprivazione</strong> alimentare materiale’ viene definita da Eurostat come ‘<em>l’impossibilità, per ragioni economiche, di assumere un pasto completo – con pollo, carne, pesce o equivalente vegetariano – almeno una volta ogni due giorni</em>’. Nel 2021, prima ancora dell’abissale crisi economica innescata dalla partecipazione europea al conflitto in Ucraina, si trovava in questa condizione il 7,9% della popolazione residente in Italia, pari a 4,6 milioni di persone.</p>
<p><strong>La deprivazione alimentare sociale</strong> viene invece considerata in termini di impossibilità di riunirsi con amici o parenti per mangiare o bere qualcosa, in convivialità, almeno una volta al mese. Questa condizione riguardava invece, sempre nel 2021, il 6,5% della popolazione residente in Italia nelle fasce di età superiori ai 15 anni. 3,3 milioni di persone circa.</p>
<p><strong>L’indice</strong> di ‘deprivazione alimentare materiale o sociale’ elaborato da ActionAid stima perciò che nel 2021 quasi 8 milioni di persone residenti in Italia non avevano ‘<em>accesso a un pasto completo almeno una volta al giorno ovvero erano impossibilitate a riunirsi con amici o familiari per mangiare o bere un drink almeno una volta al mese. È importante sottolineare che di queste persone solo 4 su 10 si trovavano in condizione di povertà relativa</em>’.</p>
<h2>3) Povertà alimentare, povertà economica e percezione delle famiglie</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Ben 6 persone su 10</strong> tra quelle che si trovano in condizione esidente in Italia di deprivazione alimentare materiale o sociale non sono considerate a rischio di povertà, poiché hanno redditi superiori al 60% della mediana nazionale. Utilizzando un altro indicatore di povertà, basato sulla percezione delle famiglie rispetto alla difficoltà di arrivare a fine mese con le risorse disponibili, scopriamo che ben 7 persone su 10 tra quelle in condizione di deprivazione alimentare si ritrovano anche tra quelle che dichiarano di arrivare a fine mese con difficoltà o grande difficoltà</em>’.</p>
<p><strong>Questi dati</strong> mostrano che non solo le statistiche ma anche le politiche rese a mitigare la povertà, laddove basate sulle sole soglie di reddito standardizzate, non sono in grado di intercettare la complessità e l’estensione della povertà alimentare. Con il rischio di escludere un’ampia parte di popolazione che di fatto vive in condizioni di deprivazione materiale ma non è considerata povera. Senza peraltro dimenticare che oltre 1/5 della popolazione europea già si trovava in stato di povertà agli albori della crisi euro-russa. (2)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>Dobbiamo cambiare la visione</strong> che abbiamo del fenomeno per adottare un vero approccio multidimensionale che ruoti attorno al diritto cibo e non all’aiuto, che coinvolga la comunità e non solo i singoli individui adottando, inoltre, sistemi di rilevazione della povertà alimentare più efficaci e a livello territoriale</em>’.</span></p>
<h2>4) Fasce di popolazione più afflitte</h2>
<p><strong>Disoccupati, stranieri e disabili </strong>(‘inabili al lavoro’, nel gergo discriminatorio che vige in Italia) sono al primo posto nella deprivazione alimentare materiale o sociale, che ne coinvolge rispettivamente il 28,3%, il 23,1% e il 22,3%.</p>
<p><strong>La povertà alimentare</strong> affligge</p>
<ul>
<li>il 22,6% di chi vive in una casa in affitto,</li>
<li>il 20,7% della popolazione nel Sud,</li>
<li>il 17,4% di chi ha istruzione pari o inferiore alla licenza media,</li>
<li>il 13,3% di chi vive in aree metropolitane,</li>
<li>il 12,3% dei giovani in età 19-35,</li>
<li>il 12,7% degli adulti nella fascia 50-64 anni.</li>
</ul>
<p>Nel 2021, in Italia, subiva una condizione di malnutrizione, intesa quale incapacità di assumere un pasto completo con le proteine necessarie almeno una volta al giorno,</p>
<ul>
<li>il 10,4% dei minori di cittadinanza extraeuropea,</li>
<li>il 5,3% di quelli del Nord-Ovest,</li>
<li>il 5,3% di quelli le cui famiglie pagano un affitto,</li>
<li>il 3,3% tra i bambini sotto i 5 anni.</li>
</ul>
<p><strong>E la situazione non può che essere peggiorata</strong>, con l’inflazione alimentare a due cifre degli ultimi due anni.<br />
Lo stigma sociale che ruota intorno alla povertà può però compromettere le risposte dei genitori, che potrebbero minimizzare o nascondere la difficoltà incontrate nel garantire adeguate condizioni di vita e pasti ai propri figli. Su questi dati e sulle cause della povertà alimentare minorile dovrebbero perciò venire eseguiti studi più approfonditi, come quelli a suo tempo eseguiti dalla Fondazione Gaslini di Genova. (2)</p>
<h2>3) Famiglie che tagliano la spesa alimentare</h2>
<p><strong>ActionAid</strong> ha altresì analizzato le indagini Istat sulla spesa delle famiglie. Già nel 2021 il 9% delle famiglie residenti in Italia aveva ridotto l’acquisto di beni alimentari, per un totale di 2,3 milioni di famiglie e oltre 5,4 milioni di persone. E la situazione è peggiorata drasticamente negli anni successivi, vale la pena annotare.</p>
<p><strong>Questo fenomeno</strong> è più spiccato tra le famiglie in povertà assoluta (26,2%), quelle che non sarebbero in grado di far fronte a una spesa improvvisa di circa 800 euro (24,8%), quelle composte da cittadini stranieri (23,0%), le persone che vivono da sole in età 35-64 (11,8%), le famiglie monogenitoriali (13,9%) e quelle composte da coppie con tre o più figli (13,5%).</p>
<p>#andràtuttobene?</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<p><em>Cover da Alberto Sànchez Arguello <a href="https://tinyurl.com/4a8ay43j">https://tinyurl.com/4a8ay43j</a></em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Frammenti da ricomporre. Quarto rapporto sulla povertà alimentare in Italia. ActionAid <a href="https://actionaid-it.imgix.net/uploads/2023/10/ActionAid_Report_Frammenti_da-Ricomporre.pdf">https://actionaid-it.imgix.net/uploads/2023/10/ActionAid_Report_Frammenti_da-Ricomporre.pdf</a></p>
<p>(2) Sabrina Bergamini.  <a href="https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/">Povertà in Europa, a rischio più di un quinto della popolazione</a>. Égalité. 20.9.22</p>
<p>(3) Dario Dongo, Giulia Baldelli. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-cera-una-volta-la-cena/">Malnutrizione infantile, ‘C’era una volta la cena’</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.2.19</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Unicef, Azione Umanitaria per i Bambini 2020</title>
		<link>https://www.egalite.org/unicef-azione-umanitaria-per-i-bambini-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 18:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bambini sono le prime vittime di guerre e catastrofi naturali. Un bambino su quattro vive in Paesi afflitti da conflitti e calamità naturali. Unicef lancia<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini sono le prime vittime di guerre e catastrofi naturali. Un bambino su quattro vive in Paesi afflitti da conflitti e calamità naturali. Unicef lancia l’appello per l&#8217;Azione Umanitaria 2020.(1)</p>
<h1><strong>Uno su quattro, #1su4</strong></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>‘<strong>Oggi il numero dei bambini</strong> che hanno bisogno di assistenza umanitaria è il più alto che mai, da quando ne teniamo traccia. Un bambino su 4, nel mondo, vive in Paesi colpiti da guerre o disastri naturali. Questo numero senza precedenti di bambini costretti a lasciare le proprie case rende necessaria con urgenza un&#8217;azione di protezione e assistenza.<br />
</em><br />
<em><strong>I conflitti</strong> restano le cause principali, <a style="color: #ff0000;" href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-cera-una-volta-la-cena/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">insieme a fame</a>, malattie infettive ed <a style="color: #ff0000;" href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/giornate-mondiali-su-desertificazione-e-rifugiati-arido-bilancio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">eventi estremi</a> legati al cambiamento climatico, che costringono milioni di persone a dipendere dagli aiuti internazionali’</em></span> <span style="color: #ff0000;">(Henrietta Fore, UNICEF, direttore esecutivo. V. nota 2)</span></p>
<h1><strong>La fine della Guerra Fredda</strong></h1>
<p><strong>Paradossalmente</strong>, <em>‘il numero di Paesi in conflitto è al suo apice dall&#8217;adozione della Convenzione sui <a href="https://www.egalite.org/convenzione-onu-per-i-diritti-dellinfanzia-30-anni-senza-soluzione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">diritti dell’infanzia</a> e dell’adolescenza</em> <em>del 1989</em>’. (1) Nell’anno che si ricorda per la caduta del muro di Berlino e lo smantellamento della cortina di ferro, con la dissoluzione dell’URSS, sono venuti meno gli equilibri geopolitici di potenze contrapposte che per quattro decadi avevano garantito un livello di conflitti relativamente contenuto.</p>
<p><strong>Con la fine della Guerra Fredda</strong> si è così aperta una stagione di disordini bellici a livello planetario, tuttora in corso, le cui prime vittime sono appunto i bambini. Oltre alle donne, i disabili e gli anziani. Le persone fisicamente più deboli, va da sé, sono le prime a soccombere di fronte ai conflitti e alle crisi umanitarie. Crisi che generalmente approdano sul <em>mainstream media</em> quando è troppo tardi. (3)</p>
<h1><strong>La mappa dei disastri</strong></h1>
<p><strong>L’assalto alla Siria</strong> ha costretto quasi 11 milioni di persone al bisogno di assistenza umanitaria. Oltre due milioni e mezzo di bambini siriani sono rifugiati in Turchia &#8211; ove vengono pure sfruttati per le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/ferrero-nocciole-e-lavoro-minorile-inchiesta-bbc-in-turchia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raccolta delle nocciole</a> &#8211; nonché in Libano e Giordania, Egitto ed Iraq.</p>
<p><strong>Nello Yemen</strong>, secondo Unicef oltre 368mila bambini sotto i 5 anni rischiano la morte per la malnutrizione acuta grave. Oxfam, che a sua volta opera nel Paese, stima in 2 milioni i bimbi yemeniti a <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/buona-pasqua-per-pochi-rapporti-fao-wfp-oms" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rischio di malnutrizione.</a> Evidenziando come #2su3 persone siano prive di accesso ad acqua potabile e servizi igienici. Ben oltre i già tragici livelli di <a href="https://www.egalite.org/acqua/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carenze idriche a livello globale</a>.</p>
<p><strong>Altre crisi</strong> si segnalano in Afghanistan, ove 5 milioni di bambini sono preda di conflitti armati, catastrofi naturali. Ove si stima che ogni giorno 9 minori vengano uccisi da armi ed esplosioni (incluse quelle provocate da <em>improvised explosive devices</em>, IEDs). Almeno 6.500 gli uccisi, 15mila i gravemente feriti in un decennio. Nel Sahel centrale (Burkina Faso, Mali, Niger), ove 721mila bimbi sotto i 5 anni sono a rischio di malnutrizione acuta grave. E 610mila giovani sono stati privati dell’istruzione di base, a causa delle violenze che in 3 anni hanno costretto alla chiusura di 3mila scuole nell’ultimo triennio.</p>
<p><strong>Si aggiunge il Venezuela</strong>, ove l’embargo espone 1,9 milioni di piccoli a necessità di aiuto. E nella Repubblica Democratica del Congo, già afflitta dalla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/congo-olio-di-palma-e-colonialismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> rapina delle terre</a> (finanziata da banche di sviluppo europee) in nome dell’olio di palma. Ove il virus Ebola ha già colpito più di 3mila persone, oltre 900 bimbi, e va ad espandersi in Burundi, Ruanda, Sud Sudan, Uganda. Senza dimenticare la Repubblica Popolare di Corea, ove il clima siderale e l’interminabile embargo sono causa di grave insicurezza alimentare.</p>
<h1><strong>I migranti ‘fantasma’</strong></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>‘<strong>In tutto il mondo, più di 30 milioni di bambini</strong> sono stati sfollati a causa del conflitto. Molti di loro sono stati ridotti in schiavitù, trafficati, maltrattati e sfruttati. Molti altri vivono in un limbo, senza status di immigrazione ufficiale o accesso all&#8217;istruzione e all&#8217;assistenza sanit<span style="color: #ff0000;">aria</span></em>’. (1)</span></p>
<p><strong>I piccoli migranti</strong> spesso viaggiano da soli e altrettanto spesso spariscono dai radar delle istituzioni. Da minori non accompagnati diventano ‘fantasmi’, soggetti a maggiori rischi di abusi, violenze e sfruttamenti. Un inferno che riguarda anche il Vecchio Continente.</p>
<p><em><span style="color: #ff6600;"><strong>‘Tra gennaio e i primi di settembre 2019,</strong> 57.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Europa, un quarto dei quali bambini. I bambini &#8211; in particolare quelli che viaggiano da soli &#8211; sono vulnerabili agli abusi e allo sfruttamento, compresa la violenza di ge<span style="color: #ff9900;">nere’. (1)</span></span></em></p>
<h1><strong>UNICEF, Azione Umanitaria per i Bambini 2020</strong></h1>
<p><strong>Serve un aiuto immediato</strong> per aiutare 59 milioni di bambini in tutto il mondo, ha annunciato l’Unicef a inizio dicembre. Chiamando gli <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">indifferenti</a> decisori politici e i privati all’appello per l&#8217;Azione Umanitaria per i Bambini 2020,<em> ‘la più grande raccolta fondi di sempre</em>’. (2) I bambini sono diventati obiettivi in prima linea, vittime di omicidi, gravi lesioni e traumi duraturi. Le emergenze umanitarie privano anche i piccoli di cibo nutriente, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/lacqua-che-manca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua e servizi igienico-sanitari</a>, istruzione (4) e assistenza sanitaria.</p>
<p><strong>L’organizzazione</strong> &#8211; che da 70 anni lavora per migliorare le condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie &#8211; stima la necessità di 4,2 miliardi di dollari, nei prossimi 12 mesi. Per raggiungere con aiuti di prima necessità 59 milioni di bambini in 64 Paesi, 95 milioni di persone considerando anche i loro familiari.</p>
<p><strong>Pesano le guerre,</strong> ma anche le catastrofi naturali e gli eventi meteorologici estremi. Più di mezzo miliardo di bambini, spiega ancora l’Unicef, vivono in zone dove le inondazioni sono frequentissime e quasi 160 milioni in aree dove aumenta l’impatto della siccità.</p>
<h1><strong>Gli obiettivi dell’Unicef</strong></h1>
<p><strong>Curare</strong> la malnutrizione, vaccinare il morbillo e altre malattie infettive, garantire l’accesso all’acqua potabile e all’istruzione sono gli obiettivi che Unicef si prefigge per la sua Azione Umanitaria nel 2020. In pratica, si intende curare dalla malnutrizione acuta grave 5,1 milioni di bambini e vaccinare contro il morbillo 8,5 milioni di bambini. Garantire a 28,4 milioni di persone l&#8217;accesso ad acqua potabile e igiene personale. Fornire assistenza psicologica e servizi di salute mentale a 4,5 milioni tra bambini e genitori.</p>
<p><strong>Intervenire,</strong> anche in fase preventiva, sui rischi legati alla violenza di genere che interessano primariamente 1,4 milioni di donne e bambini. E ancora, garantire l’accesso alle scuole &#8211; formali e informali &#8211; anche per la prima infanzia, a 10,2 milioni di bambini.</p>
<p><strong>Con buona memoria</strong> degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goals,</em> <a href="https://www.egalite.org/category/sdgs/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDGs</a>) in Agenda ONU 2030? Porre fine alla povertà e alla fame, assicurare la salute, l’istruzione di qualità, la disponibilità dell’acqua, l’uguaglianza di genere. A quando?</p>
<p><em>Dario Dongo</em> e <em>Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) UNICEF (2019). Appello per l&#8217;Azione Umanitaria per i Bambini 2020, <em>Humanitarian Action for Children</em> &#8211; <em>HAC</em><br />
https://www.unicef.it/Allegati/UNICEF_Humanitarian_Action_for_Children_2020_Overview_ITA.pdf<br />
(2) Unicef (2019). Appello sulle emergenze 2020, la più grande raccolta fondi di sempre<br />
<a href="https://www.unicef.it/doc/9563/appello-umanitario-2020.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.unicef.it/doc/9563/appello-umanitario-2020.htm</a><br />
(3) Per (dis)onor di cronaca, le notizie delle crisi umanitarie giungono all’attenzione dei grandi media italiani anche in occasione di presunti allarmi sulle migrazioni. Allorché i politici di turno inneschino dibattiti sulla ‘identità’ dei migranti, ‘economici’ e non. Migliaia di disperati che spesso provengono e quasi sempre transitano da Paesi martoriati dalle guerre (realizzate con armi fornite dai Paesi del Nord del mondo). Nel rituale silenzio sulle loro cause e sui milioni di sfollati inter-regionali<br />
(4) Circa 3,7 milioni di bambini, pari al 43% della popolazione in età scolare, tuttora non vanno a scuola. Con particolare incidenza nelle aree rurali, e prevalenza delle bambine e ragazze</p>
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