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Diseguaglianza economica, lo stato dell’arte al G7 di Biarritz

Diseguaglianza economica, lo stato dell’arte al G7 di Biarritz

diseguaglianza economica

Diseguaglianza economica mondiale. L’1% possiede più risorse del restante 99% della popolazione del pianeta. I Paesi del G7 ora riuniti a Biarritz – USA, Canada, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Giappone – detengono oltre la metà della ricchezza globale. E in questi 7 Paesi il 10% della popolazione controlla più della metà delle risorse economiche, mentre il 50% ne possiede il 10% o meno. Ma la sempre più iniqua distribuzione di redditi e patrimoni continua a sfuggire, nei fatti, alle priorità dei rispettivi leader politici.

G7, lotta alla diseguaglianza economica solo a parole

Sotto la presidenza italiana – condotta da un governo di sedicente centro-sinistra, nel 2017 – il G7 aveva adottato un’agenda politica teoricamente improntata alla crescita e le disuguaglianze. Si invocava una ‘crescita inclusiva’, a parole, che è stata invece smentita dai fatti. La forbice delle diseguaglianze sì è divaricata ulteriormente, con grave impatto sui livelli di povertà e la dignità delle persone.

La politica non ha fatto nulla per contrastare le concentrazioni aggregate di poteri economici, lasciando libero spazio all’espansione del crony capitalism su scala globale. Rapine delle terre , abusi sui diritti umani e sull’ambiente, monopoli. Dall’agricoltura all’ecommerce e l’IT, sotto il silenzio delle autorità Antitrust.

I trattati internazionali conclusi e negoziati negli ultimi anni dai governi del G7, con la complicità della Commissione europea guidata da Jean Claude Juncker, hanno perseguito la demolizione delle regole democratiche stabilite nei Paesi membri a tutela di individui e lavoratori, salute e ambiente. CETA, JEFTA, Mercosur e TTIP. Quattro accordi tossici con un identico cliché. Affermare il dominio delle Corporation sopra ogni regola e garantire la loro irresponsabilità con clausole tipo ISDS (Investor-State Dispute Settlement).

G7, la crisi dei diritti

La crisi socio-ecologica prosegue, di pari passo con malnutrizione e obesità. Ed è Global Syndemic, un’epidemia globale destinata a colpire con maggior veemenza gli svantaggiati nei Paesi più poveri. I pesticidi divorano salute ed ecosistemi, anche in Europa. La desertificazione avanza e l’acqua potabile, sempre più scarsa, è inquinata da microplastiche e batteri. Mentre il pianeta brucia, dal Brasile e l’Argentina fino all’Indonesia.

La disuguaglianza è il cancro della nostra società. Privilegi e clientelismi – sempre a favore delle élite finanziarie, dei super-ricchi e dei loro sodali – minacciano le democrazie, corrompono la politica e travolgono le economie. Una svolta radicale è necessaria e urgente, e deve partire dalle nostre scelte di tutti i giorni. Dall’individuale al collettivo, ‘Me We. Chiediamo impegni formali e specifici alle forze politiche in gioco, pretendiamone il rispetto, attiviamo e partecipiamo a iniziative solidali nella vita quotidiana.

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Dario Dongo

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