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	<title>mare Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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	<item>
		<title>Person AlVaro, il cingolato anfibio che restituisce il mare alle persone con disabilità</title>
		<link>https://www.egalite.org/person-alvaro-mare-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 10:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ausili per disabili]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Person AlVaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;accesso al mare per le persone con disabilità motorie è da sempre un percorso a ostacoli: spiagge sabbiose, passerelle insufficienti, carrozzine da mare faticose da spingere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2638112c-b3ab-800e-8705-ed5b268bf10f" class="">L&#8217;<strong>accesso al mare</strong> per le persone con <strong>disabilità motorie</strong> è da sempre un percorso a ostacoli: spiagge sabbiose, passerelle insufficienti, carrozzine da mare faticose da spingere e la necessità di più operatori per sollevare e accompagnare la persona in acqua.</p>
<p id="2638112c-b3ab-8003-958b-cffbda23a99e" class="">In questo scenario nasce <strong>Person</strong> <strong>AlVaro</strong>, il primo <strong>veicolo cingolato anfibio</strong> capace di accompagnare in sicurezza le persone con disabilità fino al galleggiamento, superando i limiti degli ausili tradizionali e aprendo la strada a un <strong>turismo balneare</strong> davvero <strong>inclusivo</strong>.</p>
<h2 id="2638112c-b3ab-80a9-9164-e58d6458c67a" class=""><strong>Origini di un sogno di inclusione</strong></h2>
<p id="2638112c-b3ab-80ac-8be6-c82a573a5119" class="">La storia di <strong>Person</strong> <strong>AlVaro</strong>, il primo <strong>cingolato anfibio per persone con disabilità</strong>, nasce più di vent’anni fa grazie a un’amicizia e a un sogno di libertà. <strong>Gianni Ottonello</strong> (a sinistra nella foto di copertina) ricorda le parole del suo amico Letterio, colpito da SLA, che gli chiese di non progettare più soltanto macchine per l’alaggio delle barche ma una soluzione che potesse restituire anche a lui, in sedia a rotelle, la gioia di un bagno in mare.</p>
<p id="2638112c-b3ab-8024-a53d-cd1431dfdb73" class="">Da quel momento Ottonello ha dedicato anni alla ricerca di una tecnologia capace di superare le barriere fisiche e sociali legate alla balneazione delle persone con difficoltà motorie. Dopo numerose complicazioni, l’incontro con <strong>Gianfranco Martini</strong> e l’azienda <strong>Marca&amp;Volta</strong> ha permesso di trasformare l’idea in realtà: diversi prototipi si sono susseguiti fino ad arrivare alla macchina definitiva, pronta a essere commercializzata nel 2026.</p>
<h2 id="2638112c-b3ab-80e8-8030-d2ff11baa501" class=""><strong>Cos’è Person AlVaro e a cosa serve</strong></h2>
<p id="2638112c-b3ab-808a-a751-df09580a7c72" class="">Person AlVaro (da Alaggio e Varo delle Persone) è un veicolo semovente progettato per garantire trasporto sicuro &#8211; e in un futuro prossimo, anche la mobilità autonoma &#8211; di persone con difficoltà motorie su terreni difficili: <strong>spiagge sabbiose, ghiaiose, ciottolose</strong>, sentieri di campagna e montagna, oltreché ambienti urbani con ostacoli architettonici.</p>
<p id="2638112c-b3ab-809a-97d0-f0c045b3ffe3" class=""><strong>A differenza delle</strong> <strong>classiche sedie anfibie da mare</strong> – come la JOB, prodotta in Italia, o la francese Sand &amp; Sea, dotate di grandi ruote gonfiabili ma prive di <strong>trazione autonoma</strong> – Person AlVaro non si limita a consentire ad accompagnatori forzuti il trasferimento delle persone disabili fino al bagnasciuga.</p>
<p id="2638112c-b3ab-8048-afe3-cb45b6a45c29" class="">La sua caratteristica unica è la capacità di <strong>portare senza sforzi la persona fino dentro l’acqua, in</strong> condizioni di <strong>sicurezza</strong>, permettendo il trasferimento dalla seduta al galleggiamento in mare, lago o fiume. Ma non solo: Person AlVaro consente anche lo spostamento quotidiano, agevolando passaggi da e verso l’auto, il letto o gli spazi domestici.</p>
<h2 id="2638112c-b3ab-8097-8e13-ecd2e7fdbfdb" class=""><strong>Il brevetto: innovazione al servizio della disabilità</strong></h2>
<p id="2638112c-b3ab-80f2-b505-c83830296bbb" class="">Registrato con il titolo ‘Semovente per il trasporto di persone con difficoltà di deambulazione su terreni non preparati’ (Classe Internazionale B60P 3/06), il brevetto è a nome di Gianni Ottonello e della società Marca&amp;Volta S.r.l.</p>
<p id="2638112c-b3ab-8009-969f-c1c486a61181" class="">Le principali innovazioni introdotte da AlVaro sono:</p>
<ul id="2638112c-b3ab-8064-acc0-eb09c9760fb3" class="bulleted-list">
<li><strong>sedile regolabile in altezza fino a quota zero</strong>, che consente il passaggio diretto da terra fino a carrozzina, lettino, auto;</li>
</ul>
<ul id="2638112c-b3ab-800d-aa1d-db04a20f48d3" class="bulleted-list">
<li><strong>traslazione laterale del seggiolino</strong> (a destra e/o sinistra), per facilitare il trasferimento della persona;</li>
</ul>
<ul id="2638112c-b3ab-80d9-8f31-c81ab7d398b2" class="bulleted-list">
<li><strong>mobilità anfibia</strong>, che permette di accompagnare in sicurezza la persona fino al punto di galleggiamento in acqua;</li>
</ul>
<ul id="2638112c-b3ab-80a8-bdca-d3218b5bb5a7" class="bulleted-list">
<li><strong>cingoli motorizzati</strong>, che garantiscono avanzamento graduale e sicuro anche su terreni instabili o inclinati.</li>
</ul>
<h2 id="2638112c-b3ab-80cc-bc08-f471f1b03d55" class=""><strong>Superare i limiti delle carrozzine da mare tradizionali</strong></h2>
<p id="2638112c-b3ab-8059-8782-e3d5a2a16c1f" class="">Fino a oggi l’accompagnamento in acqua delle persone con disabilità è stato affidato a <strong>carrozzine da mare tradizionali</strong> come la JOB e modelli simili, dotati di ruote galleggianti e telai leggeri. Questi ausili, molto diffusi negli stabilimenti balneari, consentono di trasportare le persone con disabilità sulla sabbia e hanno il <strong>vantaggio</strong> di essere economici e leggeri. Tuttavia, essi presentano alcuni <strong>limiti</strong> evidenti:</p>
<ul id="2638112c-b3ab-80f4-bf83-c0043ce74f99" class="bulleted-list">
<li>necessitano di spinta manuale, con notevole fatica per gli <strong>accompagnatori</strong>. Una fatica improba, in caso di dislivelli sul bagnasciuga, soprattutto quando le persone da trasportare non siano leggere. Senza trascurare la <strong>sicurezza sul lavoro</strong> degli assistenti bagnanti deputati all’accompagnamento, costretti a <strong>carichi</strong> significativi che spesso richiedono l’intervento di più persone, e le <strong>difficoltà di carico</strong> della persona trasportata (dall’acqua alla sedia);</li>
</ul>
<ul id="2638112c-b3ab-80bc-a9c5-ea5772b39e39" class="bulleted-list">
<li>non permettono l’<strong>uscita dall’acqua</strong> senza sollevare manualmente la persona, né l’autonomia di trasporto senza l’assistenza di una o due persone;</li>
</ul>
<ul id="2638112c-b3ab-8019-a231-c93964e08a99" class="bulleted-list">
<li>richiedono la predisposizione di <strong>lunghe passerelle</strong> in plastica o legno, per ridurre gli ostacoli e la fatica del trasporto su sabbia e ciottoli.</li>
</ul>
<p id="2638112c-b3ab-803f-a2df-d8e556d237c0" class="">Con <strong>Person</strong> <strong>AlVaro</strong> queste barriere vengono superate. Grazie al suo <strong>sistema cingolato motorizzato</strong>, il mezzo avanza lentamente anche su terreni irregolari, trasporta la persona fino al punto di galleggiamento e ne agevola il <strong>trasferimento in acqua</strong> grazie al <strong>carrello</strong> elettrocomandato che abbassa la seduta fino a terra, per risollevarla in fase di uscita. L’esperienza del bagno in mare diventa così accessibile, sicura e dignitosa, sia per chi la vive sia per chi accompagna.</p>
<h2 id="2638112c-b3ab-80f1-968a-ec39f51cb825" class="">Il nostro test</h2>
<p id="2638112c-b3ab-80b5-a267-fd2fc5e1b9af" class="">Il <strong>Comune di Genova</strong> ha acquistato i primi due prototipi di Person AlVaro per sperimentarne l’efficacia, nell’estate 2025, in due delle spiagge attrezzate per le persone con disabilità, in Corso Italia (Capo Marina) e Via del Tritone (Sturla).</p>
<p id="2638112c-b3ab-8049-9f4c-cf0069d82ad0" class="">Chi scrive, persona con disabilità motoria in sedia a rotelle, ha potuto provare personalmente il secondo prototipo presso la spiaggia di Sturla, caratterizzata da <strong>ciottoli e fondale irregolare</strong>: un contesto che rende estremamente faticoso, se non impossibile, il trasporto in acqua con una carrozzina da mare tradizionale.</p>
<p id="2638112c-b3ab-8044-aa9d-e61eaf77234e" class="">Grazie a Person AlVaro l’esperienza è stata invece sorprendentemente agevole. L’accesso e soprattutto la <strong>risalita dall’acqua</strong> si sono svolti <strong>senza bisogno di sollevamenti manuali</strong>: è bastata una sola persona per abbassare elettricamente il carrello su cui era fissata la sedia, permettendomi di sedermi in sicurezza e senza sforzi.</p>
<p id="2638112c-b3ab-8089-84b3-ffb9c5a82de0" class="">Il ritorno sulla spiaggia e il trasferimento diretto sul lettino hanno completato un <strong>percorso fluido e dignitoso</strong>, trasformando quella che solitamente è una prova di resistenza in un momento di gioia e libertà.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-7643 size-large" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-1024x676.jpg" alt="" width="1024" height="676" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-1024x676.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-300x198.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-768x507.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-1536x1014.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-221x146.jpg 221w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-50x33.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test-114x75.jpg 114w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/09/PersonAlVaro-test.jpg 1599w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 id="2638112c-b3ab-8068-9748-e4cf62b1c75b" class=""><strong>Un progetto di inclusione e futuro</strong></h2>
<p id="2638112c-b3ab-80d4-804b-f1fa0b89dc7f" class="">Oltre al valore tecnico, Person AlVaro è un progetto che incarna un’idea di <strong>società inclusiva</strong>. Come spiegano Ottonello e Martini, «<em>per evolverci in qualcosa di migliore abbiamo bisogno di inclusività, non di esclusività</em>».</p>
<p id="2638112c-b3ab-80c5-bb05-c7e891b1f1d5" class="">La <strong>commercializzazione</strong> di Person AlVaro &#8211; prevista per il 2026 &#8211; segnerà una tappa fondamentale per il turismo accessibile, la balneazione e lo sport per disabili. È più in generale, la qualità della vita quotidiana di chi affronta barriere motorie.</p>
<p id="2638112c-b3ab-80a6-ac54-c903845ebc4b" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Clean Seas, uniti con l’UNEP contro la plastica nei mari</title>
		<link>https://www.egalite.org/clean-seas-uniti-con-lunep-contro-la-plastica-nei-mari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 12:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clean Seas]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[UNEP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’emergenza della plastica nei mari e i modi per contrastarla sono al centro della campagna di Clean Seas, la piattaforma lanciata da UNEP, l’United Nations Environment<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/clean-seas-uniti-con-lunep-contro-la-plastica-nei-mari/">Clean Seas, uniti con l’UNEP contro la plastica nei mari</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’emergenza della plastica nei mari e i modi per contrastarla sono al centro della campagna di Clean Seas, la piattaforma lanciata da UNEP, l’<em>United Nations Environment Programme</em>, e che unisce singoli, governi e industrie di tutto il mondo per ridurre la plastica negli oceani.</p>
<p>I nostri mari sono pieni di plastica. Ce ne possiamo accorgere semplicemente passeggiando su una spiaggia. Ma questo ha degli effetti sull’ecosistema marino, su di noi e sui cambiamenti climatici in generale.</p>
<h2>I numeri dell’inquinamento da plastica</h2>
<p><strong>La produzione di plastica</strong> è aumentata esponenzialmente negli ultimi decenni. Siamo passati da 2 milioni di tonnellate nel 1950 a più di 430 milioni del 2017 e si prevede che la produzione quadruplicherà entro il 2050.</p>
<p>Lo smaltimento dei rifiuti plastici è invece in affanno:</p>
<ul>
<li>solo il 10% viene riciclato,</li>
<li>il 14% viene incenerito,</li>
<li>il 76% viene smaltito in discarica o rilasciato nell’ambiente.</li>
</ul>
<p><strong>Molta</strong> di questa plastica viene esportata in Paesi con una inefficiente capacità di gestione dei rifiuti e, negli ultimi anni, è aumentato il commercio illegale dei rifiuti plastici. (1)</p>
<h2>Un camion di plastica nel mare ogni minuto</h2>
<p><strong>Ogni anno</strong> vengono scaricate in mare 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, come se ogni minuto un camion scaricasse il proprio carico in mare.</p>
<p><strong>Mille fiumi</strong> del mondo sono responsabili dell’80% dell’inquinamento globale e in mare navigano 51 trilioni di particelle di microplastiche, ossia frammenti di plastica di grandezza inferiore ai 5 mm.</p>
<p><strong>Il 46%</strong> della plastica trovata in mare è costituita da attrezzature da pesca abbandonate, come reti e nasse. (2)</p>
<h2>Le conseguenze della plastica in mare</h2>
<p><strong>I rifiuti plastici</strong> possono essere scambiati per nutrimento dagli animali. Infatti rappresentano una delle principali cause di morte dei pesci e degli uccelli marini. Oppure possono costituire delle vere e proprie trappole. Secondo il WWF, sono 700 le specie interessate da fenomeni di inquinamento di materie plastiche. (3)</p>
<p><strong>In mare</strong>, la plastica segue le correnti fino ad arrivare nell’Artico e persino in cima all’Everest. Quando si degrada in particelle sempre più piccole riesce ad entrare <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nellacqua-potabile-loms-chiede-valutazione-dei-rischi/">nell’acqua potabile</a> e persino a rimanere sospesa nell’aria. Quando consumiamo pesci contaminati, entra anche <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/le-microplastiche-nella-nostra-dieta/">nelle nostre diete</a>. Sono state trovate tracce di plastica persino <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nel-sangue-prima-evidenza-nelluomo/">nel nostro sangue</a>  e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microplastiche-nella-placenta-umana-la-scoperta-di-ricercatori-italiani/">nella placenta umana</a> con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microplastiche-e-salute-umana-linvisibile-male/">rischi</a> per la salute non del tutto esplorati.</p>
<h2>L’impegno di Clean Seas</h2>
<p><strong>La piattaforma Clean Seas</strong> di UNEP ha l’obiettivo di creare più consapevolezza sulle conseguenze dell’inquinamento marino da plastica sulla fauna e sulla nostra salute. La piattaforma è aperta a tutti. Riunisce infatti privati cittadini, gruppi della società civile, imprese e governi per arrivare ad una drastica riduzione dei rifiuti.</p>
<p><strong>Dal 2017</strong>, anno della sua creazione, hanno aderito a Clean Seas 69 Paesi che rappresentano il 76% delle coste del mondo. Clean Seas è diventato un importante strumento per guidare la trasformazione di abitudini, pratiche e politiche in tutto il mondo. Anche i Paesi che non hanno sbocchi sul mare stanno aderendo perché hanno capito l’importanza di tenere puliti i fiumi dalla sorgente alla foce. (4)</p>
<h2>Gli impegni dei governi</h2>
<p><strong>L’impegno dei governi</strong> è importante per sensibilizzare l’opinione pubblica, offrire incentivi per il riciclaggio e attuare leggi vincolanti sulla riduzione o divieto di plastica inutile ed evitabile. Aderendo alla campagna, i Paesi possono accedere ad una piattaforma e alle migliori pratiche per profilare il proprio lavoro e incoraggiare gli altri ad agire. Possono richiedere anche il supporto tecnico dell’UNEP per sviluppare i propri piani d’azione.</p>
<p><strong>Ecco alcuni esempi</strong> degli impegni che i Paesi hanno assunto da quando hanno aderito alla campagna di Clean Seas:</p>
<ul>
<li><strong>Città del Messico</strong> dal 2020 ha vietato i sacchetti in plastica e le autorità si impegnano nel vietare anche cannucce, bicchieri, posate e altri articoli in plastica monouso;</li>
<li><strong>il Cile</strong> ha vietato l’uso dei sacchetti di plastica monouso e ha espanso le aree marine protette al 42% delle acque costiere;</li>
<li><strong>le Filippine</strong> hanno aumentato i loro sforzi cercando di bonificare la baia di Manila e rimuovendo da mare solo nel 2019 ben 2000 tonnellate di rifiuti;</li>
<li><strong>in Kenya</strong> dal 2020 è vietato introdurre plastica monouso nei parchi nazionali, nelle spiagge, foreste e nelle aree protette.</li>
</ul>
<p><strong>Anche l’Unione Europea</strong> si è impegnata con Clean Seas, nel 2017 attraverso la coalizione Aquaria, campagna per aumentare la consapevolezza sui rifiuti marini, e nel 2019 approvando la direttiva sulla riduzione dell’impatto di alcuni prodotti in plastica (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/plastiche-monouso-la-direttiva-ue-al-traguardo/">direttiva SUP</a>, 2019/904/CE). (5) Tuttavia, gli sforzi non sono mai abbastanza. Ora speriamo che il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/riduzione-riutilizzo-e-riciclo-degli-imballaggi-in-ue-la-proposta-di-ppwr/">regolamento sulla riduzione degli imballaggi</a> e sul potenziamento del riciclo e riuso venga approvata.</p>
<h2>Il ruolo fondamentale delle aziende</h2>
<p><strong>Le aziende</strong> svolgono un ruolo fondamentale in questa partita. Sono queste infatti che producono un’enorme quantità di imballaggi in plastica che spesso non viene riciclata e viene incenerita o dispersa nell’ambiente. Molte delle più grandi aziende, dette <em>Fast Moving Consumer Goods Company</em> (FMCG) hanno preso impegni nel 2018 per ridurre il packaging o aumentare il riciclo (<em>New Plastic Economy Global Commitment</em>).</p>
<p><strong>I loro siti</strong> sono costellati da promesse e impegni di sostenibilità. Tuttavia, il documento di BFFP sgretola questa verde narrazione (6) mentre il rapporto dell’UNEP del 2022, che valuta l’andamento degli impegni presi, afferma che quasi sicuramente gli obiettivi non saranno raggiunti. (7)</p>
<p><strong>Coca-Cola Company</strong>, ad esempio, che distribuisce 120 miliardi di bottiglie all’anno, si è impegnata a riciclare una bottiglia o lattina usata per ogni nuova venduta entro il 2030 e ad aumentare il contenuto di plastica riciclata nelle bottiglie al 50% entro la stessa data. (8) Peccato che la maggior parte dei residui trovati in spiaggia negli ultimi anni appartengano proprio a questa compagnia.</p>
<h2>Le responsabilità dell&#8217;industria</h2>
<p><em><strong>Break Free From Plastic</strong></em> è un movimento internazionale che riunisce organizzazioni e singoli cittadini. Ogni anno dal 2018 realizza un <em>report</em>, <em>Brand Audit Report</em>, dove vengono analizzati i rifiuti plastici recuperati nelle spiagge dai volontari di 44 Paesi.</p>
<p><strong>Per il 63%</strong> (dato in aumento) i rifiuti raccolti nel 2022 appartengono a Coca-Cola Company. Poi abbiamo PepsiCo, Nestlé, Procter &amp; Gamble, Mondelez International, Philip Morris International, Danone, Mars e Colgate-Palmolive, le prime in classifica ogni anno. (9) Coca-Cola Company è stata persino lo sponsor ufficiale della COP27 sui cambiamenti climatici. Un palese esempio di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/inquinamento-da-plastica-le-responsabilita-di-big-food/"><em>greenwashing</em></a>.</p>
<h2>Il potere dei consumatori</h2>
<p><strong>Noi, singoli cittadini</strong>, abbiamo un grande potere anche se spesso non ce ne accorgiamo. Possiamo scegliere. Scegliere quali prodotti comprare, con che tipo di <em>packaging</em>, preferiamo quelli riutilizzabili. Controlliamo gli ingredienti dei cosmetici, i materiali dei nostri vestiti e ricicliamo.</p>
<p><strong>Più di 111.000</strong> persone hanno preso un impegno con Clean Seas e hanno condiviso le loro esperienze sui <em>social</em> per coinvolgere gli altri. Attraverso un semplice gioco disponibile sul sito (10), tutti possono prendere un impegno nei confronti della natura e degli oceani. E alla prossima passeggiata in spiaggia, raccogliamo i rifiuti che troviamo e menzioniamo #CleanSeas nelle nostre foto. Possiamo essere un esempio per gli altri. Rendiamo la pulizia dei mari virale!</p>
<p><em>Alessandra Mei</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) UNEP, Drowning in Plastic, executive summary, <a href="https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/36989/VITGRAPH_ES.pdf">https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/36989/VITGRAPH_ES.pdf</a><br />
(2) Dal sito di Clean Seas https://www.cleanseas.org/did-you-know <br />
(3) Dati dal sito del WWF <a href="https://www.wwf.it/cosa-facciamo/mari-e-oceani/plastica/">https://www.wwf.it/cosa-facciamo/mari-e-oceani/plastica/</a><br />
(4) https://www.cleanseas.org/about<br />
(5) Clean Seas, Turn the tide on plastic. Why become a Clean Seas country? <a href="https://express.adobe.com/page/YZgiTSpy72fHj/">https://express.adobe.com/page/YZgiTSpy72fHj/ </a><br />
(6) BFFP, Missing the Mark. Unveiling corporate false solutions to the plastic pollution crisis <a href="https://drive.google.com/file/d/1VWL78eU8VMDApX8H5mlvui_zJ3RhNvi8/view">https://drive.google.com/file/d/1VWL78eU8VMDApX8H5mlvui_zJ3RhNvi8/view </a><br />
(7) UNEP, The Global Commitment 2022, progress report, <a href="https://emf.thirdlight.com/link/f6oxost9xeso-nsjoqe/@/preview/3">https://emf.thirdlight.com/link/f6oxost9xeso-nsjoqe/@/preview/3 </a><br />
(8) Dal sito di Clean Seas, <a href="https://www.unep.org/news-and-stories/story/what-are-businesses-doing-turn-plastic-tap?_ga=2.204251289.84436743.1673423200-1412289195.1673423200">https://www.unep.org/news-and-stories/story/what-are-businesses-doing-turn-plastic-tap?_ga=2.204251289.84436743.1673423200-1412289195.1673423200 </a><br />
(9) BFFP, Branded, five years of holding corporate plastic polluters accountable, Brand Audit Report 2018-2022 <a href="https://brandaudit.breakfreefromplastic.org/wp-content/uploads/2022/11/BRANDED-brand-audit-report-2022.pdf">https://brandaudit.breakfreefromplastic.org/wp-content/uploads/2022/11/BRANDED-brand-audit-report-2022.pdf </a><br />
(10) https://www.cleanseas.org/make-pledge</p>
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		<title>La lista delle spiagge senza barriere e con sedia a rotelle anfibia</title>
		<link>https://www.egalite.org/la-lista-delle-spiagge-senza-barriere-e-con-sedia-a-rotelle-anfibia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 10:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[inaccessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le spiagge accessibili &#8211; senza barriere architettoniche e con una sedia a rotelle anfibia, tipo JOB, per accompagnare in acqua le persone con disabilità &#8211; rimangono<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le spiagge accessibili &#8211; senza barriere architettoniche e con una sedia a rotelle anfibia, tipo JOB, per accompagnare in acqua le persone con disabilità &#8211; rimangono una pia illusione in gran parte d’Italia. Sebbene una legge dello Stato le prescriva dal 1992.</p>
<p><span style="color: #800080;"><em>Le concessioni demaniali e i loro rinnovi sono subordinati ‘al<strong>l’effettiva possibilità di accesso al mare delle persone handicappate</strong>’</em> (legge 104/1992, art. 23.3)</span></p>
<p>Il cartellino col logo della sedia a rotelle, all’ingresso degli stabilimenti, è spesso ingannevole. A volte chi non cammina riesce a malapena a raggiungere l’area bar-ristorante, cosa ben diversa dall’entrare in acqua e vivere il mare.</p>
<h2>Spiagge senza barriere, i requisiti minimi di struttura</h2>
<p><strong>Una spiaggia accessibile </strong>alle persone con disabilità richiede alcuni requisiti minimi di struttura:</p>
<p>&#8211; un percorso su passerella, ininterrotto e libero da ostacoli, dall’ingresso alla riva,</p>
<p>&#8211; una o più piazzole con ombrellone e lettini rialzati (per facilitare i trasferimenti dalla sedia a rotelle e viceversa),</p>
<p>&#8211; una sedia a rotelle anfibia, per accompagnare in acqua le persone con disabilità (senza costringere chi è su sedia a rotelle a entrare in mare con la propria),</p>
<p>&#8211; servizi igienici riservati e docce accessibili con un seggiolino di supporto. Sia esso reclinabile e fissato alla parete o amovibile, purché idoneo e omologato,</p>
<p>&#8211; accessibilità del bar, magari anche con una parte di bancone fruibile a chi è seduto.</p>
<h2>Il mare di tutti</h2>
<p><strong>L’entrata in acqua</strong> è l’elemento cruciale per distinguere uno stabilimento accessibile. La struttura deve disporre di una sedia a rotelle ‘da spiaggia’, per garantire la sicurezza che non è compatibile con umilianti, se pur generosi, trasbordi a braccia.</p>
<p><strong>La sedia anfibia</strong> forse più economica e diffusa in Italia è la JOB, sebbene altri modelli svolgono la stessa funzione. Gli assistenti ai bagnanti, ovviamente, devono essere a disposizione per condurla e avere ricevuto una formazione minima su come aiutare le persone con disabilità.</p>
<h2>La lista delle spiagge accessibili</h2>
<p><strong>Una lista dei lidi (solo in teoria) accessibili </strong>viene offerta dal blog InVisibili, sul Corriere della sera. Il censimento è articolato per Regioni e conta 650 spiagge su 8.300 km di costa. Ma attenzione, non sempre lo stabilimento citato in elenco offre i servizi essenziali sopra citati.</p>
<p><strong>Prima di andare al mare</strong>, insomma, è necessario fare una verifica. A fronte del rischio di restare fuori e trovarsi ad ascoltare balle spaziali, del tipo ‘<em>siamo in attesa della consegna delle sedia</em>’, ‘<em>la pedana verrà realizzata la prossima settimana</em>’ eccetera, che chi vive una disabilità conosce bene.</p>
<p><strong>La lista</strong> delle spiagge accessibili è consultabile a <a href="https://www.corriere.it/spiagge-per-disabili/" target="_blank" rel="noopener">questo link</a>, grazie al lavoro certosino del blog InVisibili.</p>
<h2>Disabili, diritti di carta e mare in cartolina</h2>
<p><strong>Le istituzioni pubbliche </strong>e gli operatori privati si ostinano a disapplicare la legge. Tutti i titolari di concessione demaniale hanno dovere di garantire l’effettiva accessibilità dei servizi balneari ma quasi tutti se ne fregano e nessuno li controlla, <a href="https://www.egalite.org/genova-dopo-il-ponte-le-barriere-architettoniche-appello-al-sindaco-e-denuncia-allamt/">come si è visto</a>.</p>
<p><strong>Ai disabili</strong> oggi in Italia, restano solo di diritti di carta. Possiamo fare l’origami con la Costituzione italiana, la UN <em>Convention on the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD) e le leggi vigenti. La sola vacanza garantita a tutti è il mare in cartolina, con buona pace all’esistenza di una ministra per la Disabilità nel governo dei ‘migliori’. Avanti il prossimo</p>
<p><em>Dario Dongo e Marta Strinati </em></p>
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		<title>Mascherine e guanti monouso, appello contro la catastrofe ambientale</title>
		<link>https://www.egalite.org/mascherine-e-guanti-monouso-appello-contro-la-catastrofe-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Martina Novelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 09:40:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Greco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo smaltimento scorretto di mascherine e guanti monouso rischia di trascinare il pianeta dall’emergenza Covid-19 a una catastrofe ambientale senza precedenti. Guanti e mascherine, appello per il Mediterraneo Silvio Greco &#8211;<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo smaltimento scorretto di mascherine e guanti monouso rischia di trascinare il pianeta dall’emergenza Covid-19 a una catastrofe ambientale senza precedenti.</p>
<h2>Guanti e mascherine, appello per il Mediterraneo</h2>
<p><strong>Silvio Greco</strong> &#8211; biologo marino, Direttore del centro di ricerca della Stazione zoologica Antonio Dohrn (Napoli) nonché presidente del Consiglio scientifico Ambiente e Mare di Coldiretti &#8211; lancia un accorato appello.</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>‘I battelli pulisci mare</strong>, i c.d. Pelikan, stanno ora pescando nei mari italiani guanti monouso e mascherine di diverso tipo. Dispositivi di protezione individuale &#8211; che in un periodo come questo sono necessari per proteggere la nostra salute e per rispettare quella degli altri &#8211; sono però armi letali per gli organismi marini.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>I rettili marini</strong>, come le tartarughe, ma anche i grandi pesci pelagici (come tonni e pesci spada) &#8211; confondono questi oggetti in mare con le loro prede abituali, cioè seppie e calamari. Si rischia una catastrofe marina, in aggiunta al fatto che questa plastica si disintegra in microplastiche e nanoplastiche le quali vengono ingerite dai pesci che poi mangiamo (1,2).</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>L’appello</strong> è duplice:</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8211; alle industrie</strong> chiediamo che le mascherine vengano prodotte in monomateriale. O polipropilene o polietilene, ambedue ampiamente riciclabili,</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8211; a noi tutti</strong>. Non appena torniamo a casa e smettiamo di usare questi dispositivi individuali di protezione, dobbiamo assolutamente gettarli nella plastica, così da poterli riciclare.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>Nei prossimi mesi</strong>, in Italia e in tutto il Mediterraneo, utilizzeremo miliardi di queste mascherine: se non smaltite correttamente, porteranno ad una catastrofe ambientale senza eguali.’</span></em></p>
<h2>Il mare di plastica e noi</h2>
<p><strong>Ogni anno</strong>, oltre 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle sole acque del Mediterraneo. L’equivalente di 34 mila bottigliette di plastica ogni minuto (3,4). La direttiva europea SUP (<em>Single-Use Plastics</em>), ora in corso di applicazione, avrebbe dovuto mitigare questa catastrofe ambientale. (5) La continua crescita dei volumi di produzione dei materiali plastici, oltretutto, ha un impatto significativo sulle emissioni di gas-serra. (6)</p>
<p><strong>L’era Covid-19</strong>, nell’imporre il frequente utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) monouso &#8211; guanti, mascherine, camici, soprascarpe &#8211; a centinaia di milioni di persone, avrà un’incidenza sulla produzione di polimeri e lo smaltimento di rifiuti tuttora privo di stime complessive su scala globale, che è peraltro facile immaginare ben oltre ogni aspettativa.</p>
<p><strong>Il Politecnico di Torino</strong> prevede che solo in Italia, nella fase 2 (progressiva riapertura delle attività lavorative) di emergenza Covid, serviranno circa 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di (paia di) guanti al mese. E ‘<em>se solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura’ &#8211; </em>ammonisce la presidente di WWF Italia Donatella Bianchi<em> &#8211; ‘questo si tradurrebbe in circa 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente</em>’. (7) Una catastrofe ambientale.</p>
<p><strong>Gli ecosistemi</strong> sono nelle mani di ciascuno di noi. In attesa di soluzioni coerenti all’<a href="https://www.egalite.org/economia-circolare/">economia circolare</a> &#8211; es. DPI riutilizzabili, uso di bioplastiche e plastiche da riciclo &#8211; è indispensabile avere cura del corretto smaltimento di ogni singolo oggetto e ogni sua parte, fino all’ultimo elastico di mascherina.</p>
<p>Responsabilità eco-logica.</p>
<p><em>Dario Dongo e Martina Novelli</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) <em><strong>Microplastiche nel piatto, due nuovi studi e una petizione</strong></em>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/microplastiche-nel-piatto-due-nuovi-studi-e-una-petizione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/microplastiche-nel-piatto-due-nuovi-studi-e-una-petizione</a></p>
<p>(2) <em><strong>Microplastiche nell’acqua potabile, l’Oms chiede valutazione dei rischi</strong></em>. V. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nellacqua-potabile-loms-chiede-valutazione-dei-rischi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nell-acqua-potabile-l-oms-chiede-valutazione-dei-rischi</a></p>
<p>(3) <em><strong>Mediterraneo, un mare di plastica. Rapporto ISPRA 2019</strong></em>. V. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/mediterraneo-un-mare-di-plastica-il-rapporto-ispra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/mediterraneo-un-mare-di-plastica-il-rapporto-ispra</a></p>
<p>(4) <em><strong>Plastiche e microplastiche nel Mediterraneo, una sfida culturale</strong></em>. V. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/plastiche-e-microplastiche-nel-mediterraneo-una-sfida-culturale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/plastiche-e-microplastiche-nel-mediterraneo-una-sfida-culturale</a></p>
<p>(5) <em><strong>Plastiche monouso, la direttiva SUP</strong></em>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/plastiche-monouso-la-direttiva-ue-al-traguardo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/plastiche-monouso-la-direttiva-ue-al-traguardo</a></p>
<p>(6) <em><strong>Plastica ed emissioni di gas serra, un‘emergenza da prevenire</strong></em>. V. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/plastica-ed-emissioni-di-gas-serra-unemergenza-da-prevenire-studio-scientifico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/plastica-ed-emissioni-di-gas-serra-un-emergenza-da-prevenire-studio-scientifico</a></p>
<p>(7) <em><strong>Nello smaltimento di mascherine e guanti serve responsabilità</strong></em>. WWF Italia. 29.4.20, <a href="https://www.wwf.it/news/?53500/Nello-smaltimento-di-mascherine-e-guanti-serve-responsabilita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.wwf.it/news/?53500/Nello-smaltimento-di-mascherine-e-guanti-serve-responsabilita</a></p>
<p>(8)<em><strong> Il mare di plastica e noi, ABC. </strong></em><a href="https://www.wwf.it/news/?53500/Nello-smaltimento-di-mascherine-e-guanti-serve-responsabilita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.wwf.it/news/?53500/Nello-smaltimento-di-mascherine-e-guanti-serve-responsabilita</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/mascherine-e-guanti-monouso-appello-contro-la-catastrofe-ambientale/">Mascherine e guanti monouso, appello contro la catastrofe ambientale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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