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	<title>Siria Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Crisi alimentare Siria e Yemen, 30 milioni di bocche da sfamare. Appello di Oxfam</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 08:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[FAO]]></category>
		<category><![CDATA[Oxfam]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Undici anni di conflitti in Siria e sette anni di bombardamenti sullo Yemen totalizzano oltre 30 milioni di bocche da sfamare, sottolinea Oxfam nei propri recenti appelli. Oltre a due crisi umanitarie<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/crisi-alimentare-siria-e-yemen-30-milioni-di-bocche-da-sfamare-appello-di-oxfam/">Crisi alimentare Siria e Yemen, 30 milioni di bocche da sfamare. Appello di Oxfam</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Undici anni di conflitti in Siria e sette anni di bombardamenti sullo Yemen totalizzano oltre 30 milioni di bocche da sfamare, sottolinea Oxfam nei propri recenti appelli. Oltre a due crisi umanitarie ampiamente ignorate dalla politica, salvo che per gli affari legati alle armi, e dal <em>mainstream</em> media occidentale.</p>
<p>La crisi di <em>food security</em> già esacerbata dalla pandemia (<a href="https://www.egalite.org/2021-la-pandemia-della-fame/">FAO, 2021</a>) si aggrava a causa del conflitto in Ucraina, che ha contribuito a un ulteriore <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/food-security-tesi-e-antitesi-del-parlamento-europeo">aumento generalizzato dei prezzi</a> degli alimenti. E gli aiuti internazionali, <em>ça va sans dir</em>, sono infinitesimali rispetto alle esigenze.</p>
<h2>SIRIA</h2>
<p><strong>12,4 milioni di persone</strong>, pari al 60% della popolazione, vive oggi in una condizione di insicurezza alimentare. La quale si aggiunge alle violenze, gli sfollamenti e la carenza di accesso ai servizi essenziali. 6,5 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria, 800 mila sono malnutriti e 2,5 milioni non vanno a scuola. (1)</p>
<h2>Siria, 6 su 10 senza cibo</h2>
<p><strong>‘<em>6 cittadini siriani su 10 </em></strong><em>non sanno letteralmente come procurarsi il cibo. Nell’area intorno a Damasco le persone fanno ore e ore di fila per il pane, mentre i bambini cercano qualcosa da mangiare tra i rifiuti. Per sopravvivere molte famiglie si stanno indebitando, o razionano il numero di pasti.</em></p>
<p><em><strong>Sono questi gli effetti</strong> indicibili di un conflitto dimenticato, in un Paese dove il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, il tasso di disoccupazione è arrivato al 60% e il salario minimo mensile nel settore pubblico è di 26 dollari’</em> (Paolo Pezzati, Oxfam Italia, <em>policy advisor</em> per le emergenze umanitarie).</p>
<h2>Siria, alcune testimonianze</h2>
<p><strong>Oxfam</strong> ha intervistato 300 siriani nelle aree governative di Aleppo, Deir-ez-Zor e Damasco rurale. L’88% degli intervistati ha dichiarato di mangiare solo pane, riso e occasionalmente verdure (con gravi carenze di proteine). Il 60% ha affermato di guadagnare meno del necessario per il proprio fabbisogno alimentare. Il 10% fa affidamento solo su pane e tè per sopravvivere e solo l’1,5% può permettersi raramente di acquistare carne.</p>
<p><strong>‘<em>Per noi non ha senso</em></strong><em> pensare al domani, se non sappiamo cosa mettere in tavola oggi per sfamare i nostri figli</em>’, racconta Hala, che vive a Deir-ez-Zor una delle zone più devastate dalla guerra, dove Oxfam è al lavoro per soccorrere la popolazione. ‘<em>Lavoro 13 ore al giorno per sfamare i miei figli, ma non sembra bastare</em>’, continua Majed che vive nel governatorato di Rural Damasco. ‘<em>A volte vorrei che la giornata durasse più di 24 ore per lavorare di più. Sono stanchissimo e non so se riusciremo a sopravvivere</em>’. (2)</p>
<h2>Siria, prospettive</h2>
<p><strong>Il presidente</strong> Bashar al Assad è volato ad Abu Dhabi (<em>United Arab Emirates</em>, UAE), il 18.3.22, per la prima volta dopo l’inizio della guerra in Siria. Si intravede così la possibile distensione dei rapporti, già raggiunta da Assad con l’Egitto, e il ritorno della Siria nella Lega Araba.</p>
<p><strong>Il recupero</strong> di relazioni collaborative in Medio Oriente apporterà sicuro beneficio all’economia e la popolazione siriana. Gli Emirati Arabi Uniti paiono del resto orientati verso lo sviluppo di <em>network</em> più ampi, che guardano anche a Cina, Russia e India. (3)</p>
<h2>YEMEN</h2>
<p><strong>Le agenzie ONU</strong> che si occupano di affari umanitari &#8211; FAO, UNICEF e <em>World Food Programme </em>(WFP) &#8211; sono intervenute nelle ultime settimane per segnalare quanto la situazione sia disperata, in Siria e nello Yemen. E come la già terribile crisi alimentare sia a un passo dal diventare una vera e propria catastrofe. (4)</p>
<h2>Yemen, la guerra</h2>
<p><strong>24.600 attacchi aerei </strong>dall’inizio del conflitto, nel 2014, hanno distrutto il 40% delle abitazioni in tutte le città del paese. Dal 2017, il <em>Civilian Impact Monitoring </em>(ONU) ha registrato 14.554 vittime civili. E da quando le Nazioni Unite hanno cessato il monitoraggio sulle violazioni dei diritti umani, a ottobre 2021, il numero di vittime civili è raddoppiato.</p>
<p><strong>La guerra</strong> ha costretto oltre 4 milioni di persone a lasciare le proprie case in cerca di salvezza e oltre 1 milione sono ora sfollate nel governatorato di Marib, divenuto l’epicentro del conflitto, ove negli ultimi mesi sono aumentati morti e feriti a causa delle mine attorno alla città, disseminate dalle forze in ritirata per rallentare i loro avversari.</p>
<h2>Yemen, la fame</h2>
<p><strong>17,4 milioni di persone</strong> tra cui 2,2 milioni di bambini oggi in Yemen soffrono la fame. E si stima che entro fine anno la malnutrizione acuta affliggerà 19 milioni di individui, cioè il 62% della popolazione. 8 milioni in più rispetto all&#8217;inizio del conflitto nel 2014. Da allora, 4,8 milioni di persone in più sopravvivono solo grazie agli aiuti umanitari.</p>
<p><strong>Qu Dongyu</strong>, Direttore Generale della FAO, ha ricordato che ‘<em>la FAO sta lavorando direttamente con gli agricoltori sul campo per promuovere la loro autosufficienza attraverso una combinazione di emergenza e sostegno ai mezzi di sussistenza a lungo termine, per rafforzare la loro resilienza, sostenere la produzione agroalimentare locale e compensare la dipendenza delle persone dalle importazioni</em>’.</p>
<h2>Gli aiuti (che mancano)</h2>
<p><strong>‘<em>L’Italia</em></strong><em> conferma 5,6 milioni di dollari (5 milioni di euro), una cifra che pone il nostro paese in basso nella lista dei donatori, lontano dagli USA che si sono impegnati per 585 milioni di dollari, Germania per 123 milioni, Gran Bretagna per 118 milioni. Ma anche nettamente sotto ad altri paesi europei come Svezia (35 mln), Danimarca (19 mln) e Francia (16 mln) e assestandosi agli stessi livelli dell’Irlanda</em>’ (Paolo Pezzati, Oxfam Italia, <em>policy advisor </em>per le emergenze umanitarie).</p>
<h2><em>Business</em> e necro-politica</h2>
<p><strong>L’industria delle armi</strong> in Italia ha invece realizzato grandi affari con il regime saudita responsabile della tragedia umanitaria in Yemen. Sono infatti <em>Made in Italy</em> le bombe (RWM Italia) e i mitra (Beretta), ma anche i cacciabombardieri Eurofighter (Leonardo &amp; C.).</p>
<p><strong>I <em>top gun</em> dell&#8217;Arabia Saudita</strong> sono addestrati nelle Scuole di Volo dell&#8217;Aeronautica Militare italiana a Galatina (Lecce), Frosinone e Pratica di Mare (Roma). Intanto Mario Draghi, con il ‘democratico’ Lorenzo Guerini e il pentastellato Luigi Di Maio predicano pace inviando armi in Ucraina.</p>
<p>#NonInNostroNome</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Immagine di copertina di EPA Photo da Daily Sabak <a href="https://www.dailysabah.com/world/mid-east/lockdowns-prompt-further-food-insecurity-in-war-torn-countries">https://www.dailysabah.com/world/mid-east/lockdowns-prompt-further-food-insecurity-in-war-torn-countries</a></em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Sabrina Bergamini. <em>2021, la pandemia della fame</em>. Égalité. 12.8.21 <a href="https://www.egalite.org/2021-la-pandemia-della-fame/">https://www.egalite.org/2021-la-pandemia-della-fame/</a></p>
<p>(2) <em>Siria, dopo 11 anni di guerra si muore di fame</em>. Oxfam Italia. 15.3.22, <a href="https://www.oxfamitalia.org/emergenza-fame-in-siria/">https://www.oxfamitalia.org/emergenza-fame-in-siria/</a></p>
<p>(3) ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). <em>Assad in the UAE: A Watershed Moment for the Syrian thaw?</em> 24.3.22, <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/assad-uae-watershed-moment-syrian-thaw-34279">https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/assad-uae-watershed-moment-syrian-thaw-34279</a></p>
<p>(4) ONU Italia. <em>Yemen e Siria: agenzie Onu, situazione disperata, non vanno dimenticate.</em> 15.3.22, <a href="https://www.onuitalia.com/2022/03/15/yemen-18/">https://www.onuitalia.com/2022/03/15/yemen-18/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/crisi-alimentare-siria-e-yemen-30-milioni-di-bocche-da-sfamare-appello-di-oxfam/">Crisi alimentare Siria e Yemen, 30 milioni di bocche da sfamare. Appello di Oxfam</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<item>
		<title>Unicef, Azione Umanitaria per i Bambini 2020</title>
		<link>https://www.egalite.org/unicef-azione-umanitaria-per-i-bambini-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 18:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bambini sono le prime vittime di guerre e catastrofi naturali. Un bambino su quattro vive in Paesi afflitti da conflitti e calamità naturali. Unicef lancia<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/unicef-azione-umanitaria-per-i-bambini-2020/">Unicef, Azione Umanitaria per i Bambini 2020</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini sono le prime vittime di guerre e catastrofi naturali. Un bambino su quattro vive in Paesi afflitti da conflitti e calamità naturali. Unicef lancia l’appello per l&#8217;Azione Umanitaria 2020.(1)</p>
<h1><strong>Uno su quattro, #1su4</strong></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>‘<strong>Oggi il numero dei bambini</strong> che hanno bisogno di assistenza umanitaria è il più alto che mai, da quando ne teniamo traccia. Un bambino su 4, nel mondo, vive in Paesi colpiti da guerre o disastri naturali. Questo numero senza precedenti di bambini costretti a lasciare le proprie case rende necessaria con urgenza un&#8217;azione di protezione e assistenza.<br />
</em><br />
<em><strong>I conflitti</strong> restano le cause principali, <a style="color: #ff0000;" href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-cera-una-volta-la-cena/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">insieme a fame</a>, malattie infettive ed <a style="color: #ff0000;" href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/giornate-mondiali-su-desertificazione-e-rifugiati-arido-bilancio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">eventi estremi</a> legati al cambiamento climatico, che costringono milioni di persone a dipendere dagli aiuti internazionali’</em></span> <span style="color: #ff0000;">(Henrietta Fore, UNICEF, direttore esecutivo. V. nota 2)</span></p>
<h1><strong>La fine della Guerra Fredda</strong></h1>
<p><strong>Paradossalmente</strong>, <em>‘il numero di Paesi in conflitto è al suo apice dall&#8217;adozione della Convenzione sui <a href="https://www.egalite.org/convenzione-onu-per-i-diritti-dellinfanzia-30-anni-senza-soluzione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">diritti dell’infanzia</a> e dell’adolescenza</em> <em>del 1989</em>’. (1) Nell’anno che si ricorda per la caduta del muro di Berlino e lo smantellamento della cortina di ferro, con la dissoluzione dell’URSS, sono venuti meno gli equilibri geopolitici di potenze contrapposte che per quattro decadi avevano garantito un livello di conflitti relativamente contenuto.</p>
<p><strong>Con la fine della Guerra Fredda</strong> si è così aperta una stagione di disordini bellici a livello planetario, tuttora in corso, le cui prime vittime sono appunto i bambini. Oltre alle donne, i disabili e gli anziani. Le persone fisicamente più deboli, va da sé, sono le prime a soccombere di fronte ai conflitti e alle crisi umanitarie. Crisi che generalmente approdano sul <em>mainstream media</em> quando è troppo tardi. (3)</p>
<h1><strong>La mappa dei disastri</strong></h1>
<p><strong>L’assalto alla Siria</strong> ha costretto quasi 11 milioni di persone al bisogno di assistenza umanitaria. Oltre due milioni e mezzo di bambini siriani sono rifugiati in Turchia &#8211; ove vengono pure sfruttati per le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/ferrero-nocciole-e-lavoro-minorile-inchiesta-bbc-in-turchia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raccolta delle nocciole</a> &#8211; nonché in Libano e Giordania, Egitto ed Iraq.</p>
<p><strong>Nello Yemen</strong>, secondo Unicef oltre 368mila bambini sotto i 5 anni rischiano la morte per la malnutrizione acuta grave. Oxfam, che a sua volta opera nel Paese, stima in 2 milioni i bimbi yemeniti a <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/buona-pasqua-per-pochi-rapporti-fao-wfp-oms" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rischio di malnutrizione.</a> Evidenziando come #2su3 persone siano prive di accesso ad acqua potabile e servizi igienici. Ben oltre i già tragici livelli di <a href="https://www.egalite.org/acqua/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carenze idriche a livello globale</a>.</p>
<p><strong>Altre crisi</strong> si segnalano in Afghanistan, ove 5 milioni di bambini sono preda di conflitti armati, catastrofi naturali. Ove si stima che ogni giorno 9 minori vengano uccisi da armi ed esplosioni (incluse quelle provocate da <em>improvised explosive devices</em>, IEDs). Almeno 6.500 gli uccisi, 15mila i gravemente feriti in un decennio. Nel Sahel centrale (Burkina Faso, Mali, Niger), ove 721mila bimbi sotto i 5 anni sono a rischio di malnutrizione acuta grave. E 610mila giovani sono stati privati dell’istruzione di base, a causa delle violenze che in 3 anni hanno costretto alla chiusura di 3mila scuole nell’ultimo triennio.</p>
<p><strong>Si aggiunge il Venezuela</strong>, ove l’embargo espone 1,9 milioni di piccoli a necessità di aiuto. E nella Repubblica Democratica del Congo, già afflitta dalla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/congo-olio-di-palma-e-colonialismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> rapina delle terre</a> (finanziata da banche di sviluppo europee) in nome dell’olio di palma. Ove il virus Ebola ha già colpito più di 3mila persone, oltre 900 bimbi, e va ad espandersi in Burundi, Ruanda, Sud Sudan, Uganda. Senza dimenticare la Repubblica Popolare di Corea, ove il clima siderale e l’interminabile embargo sono causa di grave insicurezza alimentare.</p>
<h1><strong>I migranti ‘fantasma’</strong></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>‘<strong>In tutto il mondo, più di 30 milioni di bambini</strong> sono stati sfollati a causa del conflitto. Molti di loro sono stati ridotti in schiavitù, trafficati, maltrattati e sfruttati. Molti altri vivono in un limbo, senza status di immigrazione ufficiale o accesso all&#8217;istruzione e all&#8217;assistenza sanit<span style="color: #ff0000;">aria</span></em>’. (1)</span></p>
<p><strong>I piccoli migranti</strong> spesso viaggiano da soli e altrettanto spesso spariscono dai radar delle istituzioni. Da minori non accompagnati diventano ‘fantasmi’, soggetti a maggiori rischi di abusi, violenze e sfruttamenti. Un inferno che riguarda anche il Vecchio Continente.</p>
<p><em><span style="color: #ff6600;"><strong>‘Tra gennaio e i primi di settembre 2019,</strong> 57.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Europa, un quarto dei quali bambini. I bambini &#8211; in particolare quelli che viaggiano da soli &#8211; sono vulnerabili agli abusi e allo sfruttamento, compresa la violenza di ge<span style="color: #ff9900;">nere’. (1)</span></span></em></p>
<h1><strong>UNICEF, Azione Umanitaria per i Bambini 2020</strong></h1>
<p><strong>Serve un aiuto immediato</strong> per aiutare 59 milioni di bambini in tutto il mondo, ha annunciato l’Unicef a inizio dicembre. Chiamando gli <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">indifferenti</a> decisori politici e i privati all’appello per l&#8217;Azione Umanitaria per i Bambini 2020,<em> ‘la più grande raccolta fondi di sempre</em>’. (2) I bambini sono diventati obiettivi in prima linea, vittime di omicidi, gravi lesioni e traumi duraturi. Le emergenze umanitarie privano anche i piccoli di cibo nutriente, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/lacqua-che-manca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua e servizi igienico-sanitari</a>, istruzione (4) e assistenza sanitaria.</p>
<p><strong>L’organizzazione</strong> &#8211; che da 70 anni lavora per migliorare le condizioni di vita dei bambini e delle loro famiglie &#8211; stima la necessità di 4,2 miliardi di dollari, nei prossimi 12 mesi. Per raggiungere con aiuti di prima necessità 59 milioni di bambini in 64 Paesi, 95 milioni di persone considerando anche i loro familiari.</p>
<p><strong>Pesano le guerre,</strong> ma anche le catastrofi naturali e gli eventi meteorologici estremi. Più di mezzo miliardo di bambini, spiega ancora l’Unicef, vivono in zone dove le inondazioni sono frequentissime e quasi 160 milioni in aree dove aumenta l’impatto della siccità.</p>
<h1><strong>Gli obiettivi dell’Unicef</strong></h1>
<p><strong>Curare</strong> la malnutrizione, vaccinare il morbillo e altre malattie infettive, garantire l’accesso all’acqua potabile e all’istruzione sono gli obiettivi che Unicef si prefigge per la sua Azione Umanitaria nel 2020. In pratica, si intende curare dalla malnutrizione acuta grave 5,1 milioni di bambini e vaccinare contro il morbillo 8,5 milioni di bambini. Garantire a 28,4 milioni di persone l&#8217;accesso ad acqua potabile e igiene personale. Fornire assistenza psicologica e servizi di salute mentale a 4,5 milioni tra bambini e genitori.</p>
<p><strong>Intervenire,</strong> anche in fase preventiva, sui rischi legati alla violenza di genere che interessano primariamente 1,4 milioni di donne e bambini. E ancora, garantire l’accesso alle scuole &#8211; formali e informali &#8211; anche per la prima infanzia, a 10,2 milioni di bambini.</p>
<p><strong>Con buona memoria</strong> degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (<em>Sustainable Development Goals,</em> <a href="https://www.egalite.org/category/sdgs/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SDGs</a>) in Agenda ONU 2030? Porre fine alla povertà e alla fame, assicurare la salute, l’istruzione di qualità, la disponibilità dell’acqua, l’uguaglianza di genere. A quando?</p>
<p><em>Dario Dongo</em> e <em>Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) UNICEF (2019). Appello per l&#8217;Azione Umanitaria per i Bambini 2020, <em>Humanitarian Action for Children</em> &#8211; <em>HAC</em><br />
https://www.unicef.it/Allegati/UNICEF_Humanitarian_Action_for_Children_2020_Overview_ITA.pdf<br />
(2) Unicef (2019). Appello sulle emergenze 2020, la più grande raccolta fondi di sempre<br />
<a href="https://www.unicef.it/doc/9563/appello-umanitario-2020.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.unicef.it/doc/9563/appello-umanitario-2020.htm</a><br />
(3) Per (dis)onor di cronaca, le notizie delle crisi umanitarie giungono all’attenzione dei grandi media italiani anche in occasione di presunti allarmi sulle migrazioni. Allorché i politici di turno inneschino dibattiti sulla ‘identità’ dei migranti, ‘economici’ e non. Migliaia di disperati che spesso provengono e quasi sempre transitano da Paesi martoriati dalle guerre (realizzate con armi fornite dai Paesi del Nord del mondo). Nel rituale silenzio sulle loro cause e sui milioni di sfollati inter-regionali<br />
(4) Circa 3,7 milioni di bambini, pari al 43% della popolazione in età scolare, tuttora non vanno a scuola. Con particolare incidenza nelle aree rurali, e prevalenza delle bambine e ragazze</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/unicef-azione-umanitaria-per-i-bambini-2020/">Unicef, Azione Umanitaria per i Bambini 2020</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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