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	<title>Accademia di Medicina di Torino Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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	<description>no-profit organization</description>
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		<title>I danni dei disturbi alimentari. Seminario</title>
		<link>https://www.egalite.org/i-danni-dei-disturbi-alimentari-seminario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disturbi alimentari, anoressia in primis, possono causare gravi danni alla salute. Un approfondimento viene offerto dall’Accademia di Medicina di Torino con una seduta scientifica dal<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I disturbi alimentari, anoressia <em>in primis</em>, possono causare gravi danni alla salute. Un approfondimento viene offerto dall’Accademia di Medicina di Torino con una seduta scientifica dal titolo ‘Carenza nutrizionale nelle adolescenti: rischi per ossa, apparato cardiovascolare e cervello’.</p>
<p>L’evento è aperto a tutti, in presenza o online, venerdì 27 giugno alle ore 21.</p>
<p>Dopo l’introduzione di Patrizia Presbitero, Senior Consultant Radiologia interventistica Humanitas Research Hospital e socio dell’Accademia di Medicina, interverranno Carlo Campagnoli, Past President dell’Associazione Prevenzione Anoressia Torino (Pr.A.To.) e Giovanni Abbate Daga, Professore Associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino.</p>
<h2>Le conseguenze dei disturbi alimentari</h2>
<p>La <strong>carenza nutrizionale</strong> è un problema in espansione che riguarda molte <strong>adolescenti</strong> tra gli<strong> 11</strong> e i<strong> 15 anni</strong> con “comportamenti volti alla riduzione del peso” (restrizione alimentare e/o eccessiva attività fisica).</p>
<p>L’associazione fra stress e sottonutrizione può determinare una sospensione della <strong>funzione delle ovaie</strong>, con conseguente “Amenorrea Ipotalamica”, che rappresenta più del 50% delle amenorree delle adolescenti, e interessa almeno <strong>1 ragazza su 10</strong>.</p>
<h2>Due tipi di amenorrea</h2>
<p>Sul piano clinico le <strong>amenorree</strong> vengono distinte in</p>
<p><strong>&#8211; psicogena</strong>, da relativo eccesso di attività fisica e</p>
<p><strong>&#8211; da anoressia</strong>, situazione caratterizzata da un’estrema carenza nutrizionale e tensione nervosa, nella quale le conseguenze negative per la salute sono molto significative.</p>
<h2>Danni a livello osseo</h2>
<p>I danni più rilevanti sono a livello osseo in quanto il deficit energetico, oltre a bloccare la funzione ovarica con <strong>carenza di estrogeni</strong>, inibisce la produzione del <strong>fattore di crescita “insulino-simile”</strong>, il più importante stimolo alla formazione ossea.</p>
<p>Ne deriva una perdita che non solo può causare <strong>osteopenia permanente</strong> (premessa per l’osteoporosi postmenopausale), ma anche <strong>osteoporosi con rischio di fratture</strong> già in anni giovanili.</p>
<h2>Rischi cardiovascolari</h2>
<p>Di rilievo sono anche i problemi cardiovascolari caratterizzati da <strong>alterazioni del ritmo cardiaco e disfunzione endoteliale</strong> presente in almeno 1/3 delle ragazze in Amenorrea Ipotalamica e ancor più quando vi sia Anoressia.</p>
<h2>Sofferenza cerebrale</h2>
<p>Una privazione di cibo qualitativa e quantitativa conduce inoltre a una significativa sofferenza cerebrale con <strong>riduzione volumetrica delle aree cerebrali</strong>, stravolgimento del sistema neurormonale, attivazione dei circuiti dell’<strong>ansia</strong> e manifestazione di <strong>sintomi psichici</strong> (insicurezza, depressione, ossessioni e compulsioni, perfezionismo), che talvolta permangono anche dopo la guarigione.</p>
<h2>Come seguire l’evento</h2>
<p>Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino, in via Po 18, sia in diretta web al link riportato sul sito <a href="https://www.accademiadimedicina.unito.it/">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</p>
<p>Come di consueto, la registrazione dell’incontro verrà pubblicata sul sito.</p>
<h2>Il rifiuto del cibo</h2>
<p>I disturbi alimentari sono il sintomo di un disagio profondo che coinvolge sempre più giovani donne, in misura minore giovani uomini.</p>
<p>Questa condizione è ben descritta da <a href="https://www.bulimianoressia.it/index.php/anoressia-2/">ABA</a>, Associazione bulimia anoressia, fondata da Fabiola De Clercq.</p>
<p>‘<em>L’anoressia si manifesta con il rifiuto del cibo: l’intento è quello di controllare la propria immagine, controllare tutto. In realtà l’immagine riflessa nello specchio non restituisce la realtà: la persona anoressica non si vede mai abbastanza magra anche se sfiora la morte.</em></p>
<p><em>Di solito si comincia con una dieta dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare il proprio aspetto. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra. Tra i sintomi, la fame viene negata, si cade nel calcolo ossessivo delle calorie e nel controllo spasmodico del peso. <strong>Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita, cambiare gli altri, cambiare la realtà</strong>.</em></p>
<p><em>Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere. </em></p>
<p><em>L’anoressia può portare <strong>danni molto gravi alla salute</strong> come insufficienza renale, perdita dei capelli e dei denti, arresto cardiaco. L’arresto del ciclo mestruale per oltre un trimestre è il primo indicatore dell’anoressia e può portare a gravi forme di osteoporosi. </em></p>
<p><em>Nel 75% dei casi oggi, l’anoressia è accompagnata dalla bulimia. Il soggetto cede all’istinto di sopravvivenza, perde il controllo, mangia tutto ciò che trova e si induce il vomito. Si può dire che l’anoressia sia una manovra disperata per coprire la bulimia. </em></p>
<p><em>La bulimia è il bisogno smodato di tutto. L’anoressia è un tentativo drastico di coprire la bulimia. </em></p>
<p><em>Spesso <strong>anoressia e bulimia si alternano</strong> ciclicamente: la persona anoressica, che non riesce più a controllare la fame, cede all’istinto e si punisce con il vomito autoindotto&#8217;</em>.</p>
<h2>Le donne invisibili</h2>
<p>“<em>L’anoressia è la punta dell’iceberg, il sintomo di una sofferenza che ha cause psicologiche. Per questa ragione non può essere aggredito: è necessario invece cercare le cause senza tuttavia perdere di vista la gravità dei risvolti che possono mettere a rischio la vita. </em></p>
<p><em>Il sintomo non viene soppresso ma si diluisce fino a scomparire solo quando la persona non sente più la necessità di adottare i comportamenti che ha dovuto cercare e usare come soluzione, quando riesce a esprimere e vivere i suoi sentimenti, quando a dispetto delle difficoltà trova dentro di sé gli strumenti per far fronte alla vita e alla sofferenza che ne è parte</em>” (Fabiola De Clercq, 1995, Donne invisibili, Bompiani).</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Malattia di Alzheimer. Incontro all’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/malattia-di-alzheimer-incontro-allaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 13:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fattore di rischio genetico di ammalarsi di Alzheimer è il tema del primo appuntamento autunnale, l’8 ottobre 2024, con le sedute scientifiche dell’Accademia di Medicina<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fattore di rischio genetico di ammalarsi di Alzheimer è il tema del primo appuntamento autunnale, l’8 ottobre 2024, con le sedute scientifiche dell’Accademia di Medicina di Torino.</p>
<p>L’evento ‘La genetica della malattia di Alzheimer: che c&#8217;è di nuovo?’ è fruibile in presenza e in modalità webinar.</p>
<h2>Malattia di Alzheimer, la genetica</h2>
<p><strong>La malattia di Alzheimer</strong> è una condizione complessa e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/alzheimer-il-consumo-di-fibre-alimentari-riduce-il-rischio-e-protegge-il-cervello-degli-anziani/">multifattoriale</a>.</p>
<p><strong>Mutazioni</strong> ad alto impatto in tre geni, la proteina precursore dell&#8217;amiloide (APP), la presenilina 1 (PSEN1) e la presenilina 2 (PSEN2), causano la malattia di Alzheimer autosomica dominante (ADAD) a esordio precoce, mentre la triplicazione del gene APP nella sindrome di Down porta alla malattia di Alzheimer associata a sindrome di Down (DSAD).</p>
<p><strong>Queste forme genetiche</strong> rappresentano una porzione molto piccola di casi.</p>
<h2>Il maggiore fattore di rischio genetico</h2>
<p><strong>Tra i geni che predispongono</strong> alle forme isolate, l&#8217;apolipoproteina E4 (codificata da APOE4, una variante del gene APOE) è considerato il più forte fattore di rischio genetico.</p>
<p><strong>Un recente studio</strong> di Fortea et al. pubblicato su Nature Medicine, fornisce prove complete a sostegno del ruolo dell&#8217;omozigosi APOE4 come una nuova forma di malattia di Alzheimer geneticamente determinata, simile all&#8217;ADAD e al DSAD.</p>
<h2>La malattia genetica più comune al mondo</h2>
<p><strong>Questa forma</strong> potrebbe spiegare tra il 15% e il 20% di tutti i casi di Alzheimer, rendendola la malattia genetica più comune al mondo.</p>
<p><strong>Lo studio</strong> di Fortea et al. ha implicazioni importanti nel campo della malattia di Alzheimer, aprendo nuove entusiasmanti strade per la ricerca, lo <a href="https://www.egalite.org/alzheimer-nuovo-farmaco-in-sperimentazione-in-israele/">sviluppo terapeutico</a> e la progettazione di studi clinici.</p>
<h2>I relatori</h2>
<p><strong>La seduta scientifica</strong> viene introdotta da Irma Dianzani, Professore di Patologia Generale, Università del Piemonte Orientale e socio dell’Accademia di Medicina.</p>
<p><strong>Intervengono</strong> Innocenzo Rainero, Professore ordinario di Neurologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Torino e Alfredo Brusco, Professore di Genetica Medica, Dipartimento di Neuroscienze &#8220;Rita Levi Montalcini, Università di Torino.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p><strong>Appuntamento</strong> martedì 8 ottobre alle ore 21, in presenza o in modalità webinar:</p>
<ul>
<li>nell’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino),</li>
<li>collegandosi al sito <a href="http://www.accademiadimedicina.unito.it">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Progetto Genoma Umano. Webinar dell’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/progetto-genoma-umano-webinar-dellaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2023 18:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Progetto Genoma Umano (Human Genome Project) ha impresso una svolta straordinaria per la medicina e la biologia, rendendo possibili le terapie personalizzate. A questa scoperta<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Progetto Genoma Umano (<em>Human Genome Project</em>) ha impresso una svolta straordinaria per la medicina e la biologia, rendendo possibili le terapie personalizzate. A questa scoperta epocale,  l’Accademia di Medicina di Torino dedica una riunione scientifica.</p>
<h2>Il Progetto Genoma Umano</h2>
<p><strong>Vent&#8217;anni fa</strong>, il 14 aprile 2003 veniva annunciata la conclusione dello <em>Human Genome Project</em>. L’evento di Torino ‘<em>Le ricadute cliniche del progetto genoma a vent’anni dal suo completamento</em>’ ne ripercorre la portata.</p>
<p><strong>‘<em>Il Progetto Genoma Umano</em></strong><em> ha avuto un profondo impatto sulla medicina, rivoluzionando la nostra comprensione delle basi genetiche delle malattie e trasformando il modo in cui le diagnostichiamo, trattiamo e preveniamo</em>’, spiegano all’Accademia di Medicina di Torino.</p>
<h2>Dalle malattie rare alla medicina di precisione</h2>
<p><strong>Una ricaduta</strong> particolarmente significativa dal completamento del maestoso progetto di ricerca si è avuta nel campo della genetica clinica.</p>
<p><strong>La conoscenza</strong> del genoma umano ha permesso di identificare varianti genetiche associate a <a href="https://www.egalite.org/malattie-invisibili-i-pazienti-sono-soli-e-chiedono-a-dottor-google/">malattie ereditarie</a> anche molto rare, fornendo un quadro più accurato della predisposizione genetica dei pazienti a determinate condizioni.</p>
<p><strong>Il Progetto</strong> Genoma ha poi aperto la strada alla medicina di precisione. Ha consentito di identificare mutazioni genetiche associate a malattie complesse come il cancro, le malattie cardiovascolari e le malattie neurodegenerative.</p>
<h2>I relatori</h2>
<p><strong>La riunione</strong> scientifica è introdotta da Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina.</p>
<p><strong>Intervengono</strong> come relatori Enzo Medico, Professore ordinario di Istologia, Università degli Studi di Torino e Istituto di Candiolo, e Giovanni Battista Ferrero, Professore ordinario di Pediatria, Università degli Studi di Torino e Ospedale S. Luigi Gonzaga.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p><strong>Martedì 6 giugno, alle ore 21</strong>, si può seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi da remoto al sito <a href="https://www.accademiadimedicina.unito.it/attivita/sedute-scientifiche/prossime-sedute.html">https://www.accademiadimedicina.unito.it/attivita/sedute-scientifiche/prossime-sedute.html</a>.</p>
<p><strong>La preziosa condivisione</strong> del sapere offerta dall’Accademia di Medicina di Torino rimane disponibile sul <em>web</em> anche successivamente alla data dell’evento.</p>
<p><strong>L’accesso</strong> alle precedenti riunioni scientifiche è possibile tramite il <em>link</em> <a href="https://www.accademiadimedicina.unito.it/attivita/sedute-scientifiche/sedute-passate.html">https://www.accademiadimedicina.unito.it/attivita/sedute-scientifiche/sedute-passate.html</a>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Scuola di microbioma presso l’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/a-scuola-di-microbioma-presso-laccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2023 21:04:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[microbioma]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via la Scuola di microbioma, patrocinata e ospitata dall’Accademia di Medicina di Torino, nel prestigioso palazzo storico di via Po 18. La VI edizione prevede<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al via la Scuola di microbioma, patrocinata e ospitata dall’Accademia di Medicina di Torino, nel prestigioso palazzo storico di via Po 18.</p>
<p>La VI edizione prevede la suddivisione della didattica in due sessioni:</p>
<ul>
<li>la prima parte, dal 25 al 27 maggio, è focalizzata sulla microbiologia del microbioma, i cambiamenti strutturali e funzionali del microbioma nelle fasi della vita, il ruolo del microbioma in gastroenterologia e ginecologia,</li>
<li>l<span style="font-size: 14px;">a seconda sessione, dal 5 al 7 ottobre, è invece dedicata ad approfondire gli aspetti specialistici che attengono  il ruolo del microbioma in dermatologia, oncologia e ambiente e nello sport.</span></li>
</ul>
<h2>La Scuola di microbioma a Torino</h2>
<p><strong>La Scuola Microbioma</strong> nasce a Torino nel 2017, grazie a un gruppo di ricercatori e professionisti dediti allo studio del Microbioma Umano. I quali che hanno deciso di mettere le proprie conoscenze e la propria esperienza al servizio dei professionisti sanitari, nella prima scuola dedicata in Italia a questo tema specifico bensì legato alle condizioni generali di salute, oltreché a numerose patologie l.</p>
<p><strong>Questi stessi specialisti</strong> partecipano al Comitato Scientifico della Scuola e si occupano, di edizione in edizione, di aggiornare il programma scientifico dell’evento. Il Responsabile Scientifico della Scuola è il Prof. Marco Astegiano, Medico chirurgo, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva e già Responsabile Ambulatori SC Gastroenterologia U – A.O. Città della Salute e della Scienza, Torino.</p>
<h2>Il microbioma umano</h2>
<p><strong>Con il termine di ‘<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microbioma-e-intestino-il-secondo-cervello/%C2%A0">Microbioma Umano</a>’ </strong>si intende l’insieme di microrganismi che vivono dentro e fuori dal nostro organismo in condizioni di simbiosi, nonché l’immenso patrimonio genetico che portano con sé.</p>
<p><strong>Le ricerche</strong> condotte nell’ambito dello<em> Human Microbiome Project</em> a partire dal 2007 hanno evidenziato che questa comunità di microrganismi si compone di svariate comunità di batteri, funghi, virus, protozoi ed elminti che intrecciano complesse interazioni ecologiche tra di loro e con il nostro organismo.</p>
<p><strong>Questi microrganismi</strong> svolgono numerose funzioni per noi fondamentali In particolare:</p>
<p>&#8211; sono in grado di metabolizzare le fibre e altre sostanze nutritive, e di produrre vitamine;</p>
<p>&#8211; sono regolatori fondamentali dello sviluppo del sistema immunitario;</p>
<p>&#8211; svolgono un ruolo molto importante nel controllo del metabolismo;</p>
<p>&#8211; sono coinvolti nella produzione di neuromediatori, e numerose altre funzioni che via via vengono aggiunte a una lista già ampia.</p>
<h2>Una conoscenza essenziale ai professionisti della salute</h2>
<p><strong>L’alterazione</strong> della composizione e soprattutto della diversità di queste popolazioni di microrganismi è associata all’insorgenza di <a href="https://www.egalite.org/malattie-invisibili-i-pazienti-sono-soli-e-chiedono-a-dottor-google/%C2%A0">patologie</a> che vanno da problematiche autoimmuni, come MICI e artrite reumatoide, a malattie metaboliche (obesità e diabete), dalle patologie ginecologiche alle alterazioni dell’umore, per citarne alcune.</p>
<p><strong>È sufficiente</strong> digitare le parole “<em>Human Microbiome</em>” su PubMed per accedere a centinaia di migliaia di articoli e lavori scientifici che quasi ogni giorno mettono in luce nuove funzioni o correlazioni tra alterazioni del microbioma e malattie dell’essere umano.</p>
<p><strong>Per via della stretta correlazione</strong> tra stato di salute del microbioma e malattia del nostro organismo, possiamo senz’altro dire che la conoscenza delle funzioni e delle alterazioni della comunità di microrganismi che vive in simbiosi con noi è fondamentale per chiunque si occupi di salute.</p>
<p><strong>In <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/05/Scuola-Microbioma-2023-1.pdf">allegato</a></strong>la locandina della Scuola di microbioma. Per informazioni, è disponibile il numero 0521 647705 e la mail della Dr.ssa Francesca Busa, scuolamicrobioma@gmail.com.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/a-scuola-di-microbioma-presso-laccademia-di-medicina-di-torino/">A Scuola di microbioma presso l’Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sordità, prevenzione e cure. Focus dell’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/sordita-prevenzione-e-cure-focus-dellaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 13:53:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[sordità]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sordità non è un problema esclusivo della terza età. Molti giovani rischiano di perdere l’udito, come pure i neonati con malformazioni. Questa disfunzione tuttavia si<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sordita-prevenzione-e-cure-focus-dellaccademia-di-medicina-di-torino/">Sordità, prevenzione e cure. Focus dell’Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sordità non è un problema esclusivo della terza età. Molti giovani rischiano di perdere l’udito, come pure i neonati con malformazioni. Questa disfunzione tuttavia si può prevenire e trattare. Se ne parla nella riunione scientifica indetta dalla Accademia di Medicina di Torino.</p>
<p>L’evento è aperto a tutti, anche <em>online</em>, e si svolge il 21.6.22 alle 21.</p>
<h2>Sordità, la riunione scientifica</h2>
<p><strong>La riunione scientifica</strong> ‘<em>La sordità: possibilità diagnostiche e terapeutiche</em>’ viene introdotta da Roberto Albera, Professore Ordinario in Otorinolaringoiatria e socio dell’Accademia di Medicina.</p>
<p><strong>I relatori</strong> sono Claudia Cassandro e Andrea Canale, entrambi del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Università degli Studi di Torino.</p>
<h2>Sordità, non è un problema dei soli anziani</h2>
<p><strong>Il primo obiettivo</strong> dell’evento è <strong>sfatare miti e percezioni errate</strong>. Uno di questi è che la perdita dell&#8217;udito sia un problema delle persone anziane e un segno di senilità e declino.</p>
<p><strong>La perdita dell&#8217;udito</strong> colpisce persone di tutte le età. Globalmente 360 milioni di persone, circa il 5% della popolazione mondiale, vive con una perdita uditiva disabilitante; di questi 32 milioni sono bambini.</p>
<p><strong>Più di un miliardo di giovani</strong> tra i 12 e i 35 anni, inoltre, hanno un maggiore rischio di sviluppare precocemente una perdita d’udito per l’ascolto di musica ad alto volume specie se attraverso cuffie.</p>
<h2>Prevenire si può</h2>
<p><strong>Il secondo mito</strong> che gli accademici sfatano è che la perdita dell&#8217;udito sia inevitabile.</p>
<p><strong>La disponibilità di una diagnostica avanzata</strong>, anche neonatale e infantile con lo <em>screening</em> uditivo neonatale inserito nei LEA, oggi permette un’accurata diagnosi precoce di tutti i tipi di sordità. È così possibile curare efficacemente infezioni, malformazioni e patologie dell&#8217;orecchio sia con terapie mediche che con tecniche chirurgiche microscopiche ed endoscopiche sofisticate.</p>
<p><strong>Nella terapia riabilitativa</strong> si sono fatti passi da gigante. Con gli apparecchi acustici di ultima generazione e con gli impianti cocleari (orecchio bionico) si ottengono risultati inimmaginabili sul piano del recupero dell’udito solo 20 anni addietro.</p>
<h2>Isolamento e disoccupazione, il peso della sordità</h2>
<p><strong>La sordità</strong> costa in termini personali e sociali.</p>
<p><strong>Gli adulti più anziani</strong> sperimentano un disabilitante isolamento sociale con associate ansia, depressione, declino cognitivo e demenza.</p>
<p><strong>Gli ipoacusici</strong> hanno una maggiore frequenza di <a href="https://www.egalite.org/disabilita-e-accesso-al-mercato-del-lavoro-progetto-di-linee-guida-ue/">disoccupazione</a> e le mansioni degli occupati il più delle volte non sono adeguate. Inoltre, la collettività affronta costi riabilitativi sicuramente maggiori di un efficace intervento di prevenzione.</p>
<p><strong>Il <a href="https://www.who.int/publications/i/item/world-report-on-hearing"><em>World Report on Hearing</em></a></strong> dell’OMS ha calcolato che investire nella prevenzione dei danni uditivi può, in dieci anni, avvantaggiare oltre 1,4 miliardi di persone e portare a un ritorno di quasi 16 volte per ogni euro investito.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p><strong>Si può seguire l’incontro</strong> sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi al sito <a href="http://www.accademiadimedicina.unito.it">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sordita-prevenzione-e-cure-focus-dellaccademia-di-medicina-di-torino/">Sordità, prevenzione e cure. Focus dell’Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Insonnia, cause e cure. Riunione scientifica dell’Accademia di medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/insonnia-cause-e-cure-riunione-scientifica-dellaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 20:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’insonnia riduce la qualità della vita e genera, a cascata, disturbi alla salute, aggravio delle spese sanitarie, assenza dal lavoro e minore produttività. Al tema, l’Accademia<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’insonnia riduce la qualità della vita e genera, a cascata, disturbi alla salute, aggravio delle spese sanitarie, assenza dal lavoro e minore produttività. Al tema, l’Accademia di Medicina di Torino dedica la riunione scientifica ‘<em>Le insonnie. Aspetti fisiopatologici e terapeutici</em>’, accessibile anche <em>online</em>, venerdì 8.4.22, alle ore 17.30.</p>
<h2>Insonnia, la riunione all’Accademia di Medicina di Torino</h2>
<p><strong>L’incontro</strong> viene introdotto da Roberto Mutani, professore emerito di Neurologia e socio dell’Accademia di Medicina.</p>
<p><strong>Intervengono</strong> i relatori Alessandro Cicolin, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per i Disturbi del Sonno, Ospedale Molinette di Torino, e Luigi Ferini-Strambi, professore ordinario di Neurologia e direttore del Centro di Medicina del Sonno, Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano.</p>
<h2>Sintomi notturni e diurni</h2>
<p><strong>Secondo Alessandro Cicolin</strong>, l’insonnia rappresenta il più diffuso disturbo del sonno ed è caratterizzata dalla presenza di sintomi notturni (difficoltà di addormentamento e di mantenere il sonno) e diurni (fatica, depressione del tono dell’umore, malessere generale, difficoltà cognitive).</p>
<p><strong>I recenti progressi</strong> nel comprendere la fisiopatologia dell’insonnia hanno significativamente modificato l’approccio terapeutico sia dal punto di vista farmacologico che psicologico.</p>
<h2>Serve un quadro diagnostico</h2>
<p><strong>Il prof. Luigi Ferini-Strambi</strong> ritiene che prima di instaurare un trattamento per l’insonnia, sia fondamentale un inquadramento diagnostico preciso. Questo è importante, ad esempio, per le situazioni dove il quadro insonnia è collegato a un disturbo depressivo o a una sindrome alle gambe senza riposo.</p>
<p><strong>Secondo le linee guida</strong> internazionali, il trattamento di prima scelta per l’insonnia è quello della terapia cognitivo-comportamentale. È sicuramente una terapia efficace, ma non facilmente accessibile, poiché sono pochi i centri in Italia dove viene effettuata.</p>
<h2>Nuovi farmaci in arrivo</h2>
<p><strong>Diverse</strong> sono le opzioni di scelta del trattamento farmacologico. La regola fondamentale è di evitare farmaci a lunga emivita e di utilizzare le minime dosi necessarie.</p>
<p><strong>Oltre agli ipnotici</strong> benzodiazepici (come triazolam e brotizolam) e agli Z-drugs (come zolpidem ed eszopiclone), saranno presto disponibili composti con un nuovo meccanismo d’azione: gli antagonisti dell&#8217;orexina, un neurotrasmettitore coinvolto nel favorire lo stato di veglia.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p><strong>Per partecipare</strong> alla riunione scientifica in presenza, presso l’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), è necessaria la prenotazione via mail all’indirizzo <a href="mailto:accademia.medicina@unito.it">accademia.medicina@unito.it</a> e la presentazione del Green Pass.</p>
<p><strong>L’incontro</strong> è aperto anche alla partecipazione a distanza, tramite il sito <a href="http://www.accademiadimedicina.unito.it">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</p>
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		<title>Consenso informato, dalle cure al fine vita. Webinar dell&#8217;Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/consenso-informato-dalle-cure-al-fine-vita-webinar-dellaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 06:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[consenso informato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 29 marzo, alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino organizza la riunione scientifica, anche in streaming, &#8216;Il consenso informato. Novità sul piano del Diritto.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 29 marzo, alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino organizza la riunione scientifica, anche in <em>streaming</em>, &#8216;<em>Il consenso informato. Novità sul piano del Diritto. Informare per aiutare a decidere</em>&#8216;.</p>
<p>L’incontro è introdotto da Giancarlo Di Vella, Professore Ordinario di Medicina Legale, Università di Torino. I relatori sono Vladimiro Zagrebelsky, Direttore del Laboratorio dei Diritti Fondamentali di Torino, già Giudice della Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, e Silvana Quadrino, Psicologa, psicoterapeuta, docente di comunicazione nelle relazioni di cura.</p>
<h2>Consenso informato, tra nozioni e pratica</h2>
<p><strong>Il professore Zagrebelsky</strong> illustra la legge 219/2017 che definisce il rapporto tra medico e paziente: la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l&#8217;autonomia decisionale del paziente e la competenza, l&#8217;autonomia professionale e la responsabilità del medico.</p>
<p><strong>Si tratta</strong> di una descrizione che corrisponde alla nozione che discende dalle regole deontologiche del medico. Ma nella pratica il divario di conoscenze che distingue il paziente dal medico rende complessa la piena realizzazione di ciò che la legge prescrive.</p>
<p><strong>Il tema della fine della vita</strong> (disposizioni anticipate di trattamento, pianificazione condivisa di trattamento, suicidio medicalmente assistito), anche a seguito delle recenti sentenze della Corte costituzionale, presenta aspetti specifici della informazione e del consenso sia per il paziente, che per il medico.</p>
<h2>Come favorire l&#8217;autonomia decisionale del paziente</h2>
<p><strong>La professoressa Quadrino</strong> sottolinea come dalla legge sopracitata emerga un concetto: il tempo della comunicazione è tempo di cura.</p>
<p><strong>Se si passa dal “cosa”</strong> è buono e giusto fare al “come” farlo, la faccenda si complica. “Come” il medico può favorire l’autonomia decisionale del paziente &#8211; e dei suoi familiari &#8211; nelle diverse fasi dell’intervento di cura, tenendo conto della realtà attuale che a ragione è stata definita “caos informativo”. Come tenere conto delle informazioni che paziente e famiglia inevitabilmente raccolgono quando compare una malattia, come affiancarli nel percorso decisionale.</p>
<p><strong>Tutto questo</strong> va appreso, basarsi solo sul buon senso e sulla buona volontà del medico è ingiusto, pericoloso e troppo gravoso per entrambi i protagonisti di quel percorso decisionale informato di cui parla la legge.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p><strong>Per partecipare</strong> all&#8217;incontro in presenza, nell’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), è necessario prenotarsi via email all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green Pass.</p>
<p><strong>L&#8217;accesso <em>online</em></strong> è aperto a tutti, mediante il sito <a href="http://www.accademiadimedicina.unito.it">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consenso-informato-dalle-cure-al-fine-vita-webinar-dellaccademia-di-medicina-di-torino/">Consenso informato, dalle cure al fine vita. Webinar dell&#8217;Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Assistenza sanitaria domiciliare, ripartire dal decalogo dell’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/assistenza-sanitaria-domiciliare-ripartire-dal-decalogo-dellaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 21:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Accademia di Medicina di Torino analizza le criticità dell’assistenza sanitaria domiciliare, un sistema gravato da costi elevati e risultati clinici insufficienti. Un obiettivo nel PNRR Il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Accademia di Medicina di Torino analizza le criticità dell’assistenza sanitaria domiciliare, un sistema gravato da costi elevati e risultati clinici insufficienti.</p>
<h2>Un obiettivo nel PNRR</h2>
<p><strong>Il gruppo di lavoro</strong> coordinato dal presidente Giancarlo Isaia ha elaborato un documento scientifico di analisi che si conclude con un decalogo sulle misure necessarie per attivare un servizio indicato come cruciale anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.</p>
<p><strong>Il PNRR</strong> approvato il 22.6.21 dalla Commissione europea indica infatti l’abitazione come primo luogo di cura e intende affidare all’assistenza domiciliare, entro la metà del 2026, il 10% degli <em>over-</em>65 con una o più patologie e/o non autosufficienti. Una sfida complessa.</p>
<h2>Assistenza sanitaria domiciliare, l’Italia arranca</h2>
<p><strong>Nel panorama europeo</strong> l’Italia è ancora priva di una rete di assistenza sanitaria domiciliare efficace ed efficiente. L’OCSE lo segnalava già nel 2015, fino a ribadirlo nel 2020 pandemico, assieme alla Corte dei conti.</p>
<p>“<em>La mancanza di un efficace sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la <strong>popolazione senza protezioni adeguate</strong>. Se <strong>fino ad ora tali carenze si erano scaricate non senza problemi sulle famiglie</strong>, contando sulle risorse economiche private e su un’assistenza spesso basata su manodopera con bassa qualificazione socio-sanitaria (badanti), finendo per incidere sul particolare individuale, tale carenza ha finito per rappresentare una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema, quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta</em>”. Corte dei Conti, <a href="https://www.corteconti.it/Home/Organizzazione/UfficiCentraliRegionali/UffSezRiuniteSedeControllo/RappCoord/RappCoord2020"><em>Rapporto sul Coordinamento della Finanza Pubblica 2020</em></a>.</p>
<p><strong>La sfida</strong> della crisi pandemica ha acuito le gravi criticità esistenti in Italia nella cura dei malati cronici non autosufficienti. E come prima, ancora oggi nelle abitazioni private e nelle strutture residenziali i più fragili, soprattutto anziani, affetti da più patologie inclusa la demenza senile, vivono in pessime condizioni, dopo avere lavorato tutta la vita. A questa importante e crescente fascia di popolazione, spesso sola e in difficoltà economiche, urge restituire dignità e cure efficaci.</p>
<h2>10 proposte per il cambiamento</h2>
<p><strong>L’inappropriatezza</strong> delle cure socio-sanitarie attualmente offerte all’anziano ‘fragile’ e l’inadeguatezza del sistema sono tuttavia ‘mali curabili’.</p>
<p><strong>Secondo l’Accademia di Medicina di Torino</strong>, richiedono un approccio basato sui seguenti 10 punti</p>
<p>1)  Attivare di routine una procedura basata su un <strong>approccio olistico</strong> al paziente.</p>
<p>2)  Promuovere un salto di qualità culturale nei medici e negli operatori sanitari, volto a riconoscere il <strong>livello di autonomia/dipendenza funzionale come elemento centrale della </strong><strong>valutazione</strong> del paziente affetto da cronicità.</p>
<p>3)  Dedicare agli operatori specifici e sistematici <strong>interventi formativi</strong>.</p>
<p>4)  Promuovere una <strong>riorganizzazione delle cure per complessità clinica e funzionale</strong>, piuttosto che<br />
articolata in strutture specializzate per singole patologie.</p>
<p>5)  Attivare un sistema flessibile di cure domiciliari, ed in particolare l’<strong>ospedalizzazione a domicilio</strong>.</p>
<p>6)  Adeguare nelle RSA gli <strong>standard del personale</strong> alle esigenze della persona malata.</p>
<p>7)  Ricorrere sempre di più a nuove tecnologie come la <strong>telemedicina</strong>.</p>
<p>8)  Definire le <strong>competenze professionali</strong> nella cura degli anziani malati cronici, chiarendo quali siano specifiche del medico di medicina generale, del fisiatra, del geriatra o di altri specialisti.</p>
<p>9)  <strong>Integrare</strong> maggiormente l’assistenza ospedaliera con il territorio.</p>
<p>10)  Pianificare per ciascun malato un <strong>progetto individualizzato</strong> di presa in carico dell’ASL e provvedere all’erogazione di sostegni economici ai familiari, se disponibili.</p>
<p><strong>Il documento scientifico</strong> è disponibile a questo <a href="https://drive.google.com/file/d/1IZdOgmFYc0j7PdMzaPhqIufnVAxTdefX/view"><em>link</em></a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/assistenza-sanitaria-domiciliare-ripartire-dal-decalogo-dellaccademia-di-medicina-di-torino/">Assistenza sanitaria domiciliare, ripartire dal decalogo dell’Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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