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	<title>Eurobarometro Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Eurobarometro, i cittadini europei reclamano tutela di ambiente e salute</title>
		<link>https://www.egalite.org/eurobarometro-i-cittadini-europei-reclamano-tutela-di-ambiente-e-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 14:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobarometro]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cittadini europei sono ben consapevoli dell’impatto sulla salute dei disastri ambientali in corso e invocano misure di protezione. L’indagine di Eurobarometro. (1) Ambiente e salute,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/eurobarometro-i-cittadini-europei-reclamano-tutela-di-ambiente-e-salute/">Eurobarometro, i cittadini europei reclamano tutela di ambiente e salute</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I cittadini europei sono ben consapevoli dell’impatto sulla salute dei disastri ambientali in corso e invocano misure di protezione. L’indagine di Eurobarometro. (1)</p>
<h2>Ambiente e salute, unicità inscindibile</h2>
<p><strong>Oltre tre quarti degli europei</strong> (78%) concordano sul fatto che le questioni ambientali hanno un effetto diretto sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute.</p>
<p><strong>Circa quattro intervistati su cinque</strong> (84%) ritengono che la legislazione ambientale dell&#8217;UE sia necessaria per proteggere l&#8217;ambiente nel loro Paese.</p>
<h2>Cittadini europei preoccupati</h2>
<p><strong>Paesi</strong> come Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Portogallo e Italia continuano a a registrare, come nel precedente Eurobarometro 2019, una forte preoccupazione.</p>
<p><strong>Tra l&#8217;88% e il 98%</strong> dei cittadini afferma che l&#8217;ambiente ha un impatto sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute.</p>
<h2>Chi inquina paghi</h2>
<p><strong>I cittadini </strong>sono preoccupati anche per i costi dell&#8217;inquinamento.</p>
<p><strong>Il 92%</strong> degli europei afferma che le aziende dovrebbero farsi carico dei costi di bonifica dell&#8217;inquinamento, come in teoria previsto dalla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/crimini-ambientali-la-nuova-direttiva-ue/">nuova direttiva sui crimini ambientali</a>. Il 74% concorda sul fatto che dovrebbero essere le autorità pubbliche a farsi carico di tali costi.</p>
<p><strong>Speranze vane</strong>, in casi come l’inquinamento da PFAS che attanaglia il Veneto, ove l’industria responsabile dell’avvelenamento delle acque è fallita, lasciando le falde acquifere e i suoli in condizioni disastrose. (2)</p>
<h2>Le priorità ambientali</h2>
<p><strong>Le emergenze</strong> su cui lavorare sono chiare ai cittadini europei:</p>
<p><strong>&#8211; l&#8217;<a href="https://www.egalite.org/economiacircolare/">economia circolare</a></strong> è considerata una priorità essenziale, per affrontare i problemi ambientali, in 11 Stati membri,</p>
<p><strong>&#8211; il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/nature-restoration-law-via-libera-in-ue/">ripristino della natura</a></strong>, al secondo posto tra le misure urgenti, è considerato il rimedio più importante in Grecia, Portogallo, Spagna, Estonia, Cipro e Bulgaria.</p>
<h2>Il ruolo attivo dei cittadini</h2>
<p><strong>L’indagine</strong> Eurobarometro mostra che i cittadini sono già impegnati a fare la loro parte</p>
<p><strong>&#8211; quasi sei intervistati su dieci</strong> si dichiarano disposti a pagare di più per prodotti sostenibili che siano più facili da riparare, riciclabili e/o prodotti in modo ecosostenibile</p>
<p><strong>&#8211; tutti</strong> sostengono l’obiettivo di riduzione della quantità di rifiuti, attraverso la loro raccolta differenziata e l’impiego di imballaggi riutilizzabili.</p>
<h2>Acqua, inquinamento e sprechi</h2>
<p><strong>Oltre tre quarti </strong>(78%) degli europei ritengono che l&#8217;UE dovrebbe proporre misure aggiuntive per affrontare i problemi legati all&#8217;acqua in Europa, vale dire</p>
<p>&#8211; inquinamento</p>
<p>&#8211; consumo eccessivo</p>
<p>&#8211; spreco.</p>
<p><strong>La protezione della salute</strong> pubblica dall’impatto delle sostanze chimiche pericolose è giudicata <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/rimandata-lapprovazione-delle-modifiche-al-reach-la-lobby-della-chimica-puo-esultare/">troppo scarsa</a> da oltre la metà degli europei (52%), che invoca misure più incisive.</p>
<p><strong>Gli sprechi idrici </strong>sono un’altra questione prioritaria da affrontare, a fronte di inefficienze diffuse che la maggior parte degli intervistati considera inaccettabili a livello nazionale e locale.</p>
<h2>(In)sicurezza chimica</h2>
<p><strong>Oltre quattro intervistati su cinque</strong> (84%) sono preoccupati per l&#8217;impatto sulla loro salute delle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/sostanze-chimiche-tossiche-in-oggetti-di-uso-quotidiano-il-rapporto-inglese/">sostanze chimiche nocive presenti nei prodotti di uso quotidiano</a>.</p>
<p><strong>Altrettanti</strong> cittadini (84% del campione intervistato) sono preoccupati per l&#8217;impatto di tali sostanze chimiche sull&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Il 72%</strong> degli europei afferma inoltre di tenere conto della sicurezza chimica dei prodotti quando effettua acquisti.</p>
<p><strong>Oltre la metà</strong> degli europei (52%) ritiene tuttavia che il livello effettivo di protezione della salute umana e dell&#8217;ambiente dalle sostanze chimiche nocive sia troppo basso e debba venire aumentato.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Attitudes of Europeans towards the Environment. Eurobarometro. Maggio 2024 <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173?s=03">https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173?s=03</a></p>
<p>(2) Marta Strinati, Ylenia Patti Giammello. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/inquinamento-da-pfas-quasi-quattromila-morti-in-piu-in-30-comuni-veneti/">Inquinamento da PFAS, quasi quattromila morti in più in 30 comuni veneti</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.6.24</p>
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		<title>Discriminazioni in UE, la storia infinita. Eurobarometro 2019</title>
		<link>https://www.egalite.org/discriminazioni-in-ue-la-storia-infinita-eurobarometro-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2019 15:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobarometro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le discriminazioni in UE sono rivelate nella loro ampiezza sul rapporto di Eurobarometro speciale 493 ‘Discrimination in the European Union’, pubblicato a ottobre 2019. (1) Al di là dei fenomeni<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/discriminazioni-in-ue-la-storia-infinita-eurobarometro-2019/">Discriminazioni in UE, la storia infinita. Eurobarometro 2019</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le discriminazioni in UE sono rivelate nella loro ampiezza sul rapporto di Eurobarometro speciale 493 ‘<em>Discrimination in the European Union</em>’, pubblicato a ottobre 2019. (1) Al di là dei fenomeni estremi più recenti &#8211; dalle minacce alla Senatrice Liliana Segre in Italia, all’allarme neonazismo dichiarato a Dresda &#8211; il pregiudizio nei confronti di minoranze e diversità rimane effettivo, quotidiano e diffuso.</p>
<h2>Discriminazioni in UE, il rapporto 2019</h2>
<p><strong>L’analisi della ‘<em>public opinion</em>’ </strong>considera i livelli di discriminazione in UE nei confronti di gruppi di persone (genere e LGBTI, credo e religione, disabilità) e minoranze etniche (etnie e ‘colore della pelle’). In relazione alle diverse dimensioni sociali (sentimentale, lavorativa, politica).</p>
<p><strong>Il lavoro </strong>è stato condotto mediante interviste <em>vis-à-vis </em>di 27.438 persone, appartenenti a diversi gruppi sociali e demografici, nei 28 Paesi membri. Su incarico della Commissione europea, Direzione Generale Consumatori e Giustizia. Tenendo a mente i requisiti di uguaglianza stabiliti nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. (2)</p>
<p><strong>In generale</strong>, i livelli di tolleranza &#8211; espressi con l’eufemismo di ‘comfort e agio’ &#8211; sono più bassi verso persone di etnia rom, intersessuali e <em>transgender</em>. A maggior ragione quando i rapporti interessino la sfera familiare (come nel caso di una relazione sentimentale con i propri figli). L’intolleranza diminuisce quando la persona a rischio discriminazione sia un/una collega. E raggiunge un discreto livello di accettazione quando ‘il/la diverso/a’ assuma un incarico politico, anche in posizione elevata.</p>
<h2>Stigma sociale, la classifica della vergogna in Europa</h2>
<p><strong>L’Eurobarometro 2019</strong> &#8211; a esito di ampia indagine demoscopica &#8211; offre una vera e propria classifica della vergogna. Vale a dire, i gruppi di persone nei confronti delle quali i cittadini europei avvertono esistere una discriminazione:</p>
<p>&#8211; persone di etnia rom o roma (61%),</p>
<p>&#8211; individui di altre etnie e differenti colori della pelle (59%),</p>
<p>&#8211; persone di orientamento non eterosessuale (<em>lesbian</em>, gay, bisex, 53%, <em>transgender</em> 48%),</p>
<p>&#8211; esseri umani di varie credenze e religioni (47%),</p>
<p>&#8211; persone con disabilità (44%).</p>
<h2>Persone con disabilità, esclusione e diritti negati</h2>
<p><strong>Le persone con disabilità</strong> subiscono diffuse discriminazioni, riconosce il 63% dei cittadini francesi. Una rivoluzione non è insomma bastata ad affermare i valori di <em>Fraternité</em> ed <em>Égalité</em> (!). Il pregiudizio nei confronti dei disabili è riconosciuto, in Italia, da 1 cittadino su 2. Ed è solo grazie al maggiore livello di civiltà dei Paesi del Nord Europa che la tolleranza media verso i portatori di handicap raggiunge il 56%. Ma solo il 49%, si noti bene, tra i giovani (15-24 anni).</p>
<p><strong>Il problema</strong> è dunque culturale, <em>in primis</em>. E l’unico dato in apparenza favorevole, la crescente accettazione di un collega disabile (84%), è puramente velleitario. Poiché i livelli di disoccupazione legati alla disabilità sono impareggiabili. Ed è questo il vero stigma, con un impatto sociale che Eurostat mostra in termini di prevalenza del <a href="https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/">rischio di povertà ed esclusione sociale</a> (28,7% vs. 19,2%, il <em>gap</em> tra disabili e non).</p>
<p><strong>Le barriere culturali</strong>, del resto, si esprimono anche nella sistematica violazione della libertà dei portatori di handicap. Con buona pace dei solenni principi affermati nella <em>UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD). (3) Barriere architettoniche ubiquitarie, <a href="https://www.egalite.org/bidoni-sui-viaggi-per-i-disabili-sondaggio/">servizi di viaggio inaccessibili</a> e <a href="https://www.egalite.org/mobilita-personale-dei-disabili-diritti-negati-e-blackout-a-roma/">mobilità personale inesistente</a> completano il quadro dei diritti negati.</p>
<h2>Rom, razzismo e pochi sforzi per l’inclusione</h2>
<p><strong>Il disagio </strong>espresso nei confronti di persone e gruppi a rischio discriminazione è più spiccato nei confronti della comunità rom rispetto a gruppi di altre etnie, ‘colori’ o fedi. Solo il 39% dei cittadini europei intervistati dichiara si sentirsi a proprio agio qualora i propri figli abbiano compagni di classe rom. Il razzismo di antica memoria dunque persiste. È più spiccato in Francia (75%) e in Italia (71%) e scala gradatamente procedendo verso Nord (41% in Finlandia).</p>
<p><strong>Al contempo</strong> però, meno di un europeo su 5 (19%) considera efficaci gli sforzi eseguiti nel proprio Paese per l’inclusione dei rom. Il 28% ritiene che tali sforzi abbiano un’efficacia moderata e il 34%, almeno quello, ne riconosce la totale inadeguatezza. Senza peraltro che la politica &#8211; a livello europeo come dei singoli Stati membri &#8211; faccia alcunché.</p>
<p><strong>Questa crisi sociale </strong><a href="https://www.reuters.com/article/us-global-roma-rights/roma-people-10-ways-europes-biggest-minority-faces-discrimination-idUSKCN1RK01Y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">affligge 12 milioni di individui in Europa</a>, l’80% dei quali vive al di sotto della soglia di povertà. L’aspettativa di vita degli appartenenti a questa comunità, si noti bene, è di 10 anni inferiore alla media.</p>
<h2>LGBTI e diritti</h2>
<p><strong>La comunità LBGTI</strong> (<em>lesbian</em>, gay, <em>bisexual</em>, <em>transgender</em> and <em>intersex</em>) sembra invece essere finalmente in uscita dalle liste di proscrizione dei cittadini europei. L’Eurobarometro registra infatti un miglioramento rispetto alla precedente rilevazione del 2015. Il 76% degli europei oggi riconosce la parità di diritti per le persone gay, lesbiche, bisessuali e intersessuali. Il 72% considera che non vi sia nulla di male nella relazione affettiva fra due persone dello stesso sesso e il 69% si dichiara a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.</p>
<p><strong>I documenti ufficiali</strong>, per il 46% dei soggetti intervistati, dovrebbero contemplare una terza opzione per coloro che non si attribuiscano un’identità maschile né femminile. Il 42% mantiene posizione contraria, il restante 12% risponde di ‘non sapere’. Con variazioni significative tra i diversi Paesi, con maggiore indulgenza a Malta (67%) e in Spagna (63%), estremo rigore in Bulgaria (7%) e Ungheria (13%). In Italia domina ancora il no (49%, a raffronto con il 37% a favore).</p>
<h2>Educazione alla ‘diversità’ nelle scuole</h2>
<p><strong>La maggior parte </strong>dei cittadini europei intervistati ritiene opportuno introdurre lezioni e materiale didattico sulla ‘diversità’ nelle scuole. Soprattutto quando si tratti di disabilità (86% a favore), origine etnica o colore della pelle (82%), credo e religione (81%).</p>
<p><strong>Il consenso</strong> all’educazione &#8211; che è la logica premessa della tolleranza &#8211; diminuisce invece quando si consideri l’idea di inserire nella didattica cenni alla storia e cultura rom (72% favorevoli). E soprattutto allorché si affronti il tema delle variabili che attengano alla sessualità. Solo il 65% del campione intervistato è invero favorevole a offrire informazioni, nel contesto scolastico, sull’essere <em>transgender</em> o intersessuale.</p>
<h2>Discriminazioni in Italia</h2>
<p><strong>La discriminazione in Italia </strong>è marcatamente più spiccata rispetto alla media europea. Nei confronti dei rom (79%, rispetto al 61% della media Ue) ma anche verso colore della pelle, orientamento sessuale, <em>transgender</em>. Gli italiani sono altresì meno disposti all’eventualità di lavorare con persone di etnia rom (con un ‘maggior disagio’ espresso dal 39% degli intervistati, a fronte di 17% nella media UE). Addirittura, 1 su 4 ‘<em>non si sentirebbe a proprio agio</em>’ se una persona gay, lesbica o bisessuale occupasse la più alta carica elettiva del Paese (24%, vs. 18%).</p>
<p><strong>Neppure a scuola </strong>gli italiani accettano di accogliere informazioni sulla ‘diversità’. Solo il 47% è d’accordo che le scuole informino sul <em>transgender</em> e il 49% sull’intersessualità (65% la media in UE), il 56% sull’orientamento sessuale (71% in UE). Infine, solo il 53% (verso il 72% in Unione Europea) è d’accordo sul fatto che a scuola si parli di storia e cultura rom.</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) European Commission. (2019). <a href="https://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinionmobile/index.cfm/survey/getsurveydetail/instruments/special/surveyky/2251;jsessionid=CE1D665E703B7EE9690FD311F10CDB81.cfusion06901?CFID=7931120&amp;CFTOKEN=e04d8ce77d7b16cd-CFBAFA0F-B89D-FDDA-31250CF462D8560C" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Special Eurobarometer 493, Discrimination in the European Union</em></a>,</p>
<p>(2) V. Carta dei diritti fondamentali in Unione Europea, 2012/C 326/02. Titolo III, <em>Uguaglianza</em>, articoli 20-26. Su <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A12012P%2FTXT" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A12012P%2FTXT</a></p>
<p>(3) V. anche Carta dei diritti fondamentali in Unione Europea, articolo 26, <em>Inserimento delle persone con disabilità. ‘L&#8217;Unione riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l&#8217;autonomia, l&#8217;inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità.’</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/discriminazioni-in-ue-la-storia-infinita-eurobarometro-2019/">Discriminazioni in UE, la storia infinita. Eurobarometro 2019</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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