<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>libertà di stampa Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
	<atom:link href="https://www.egalite.org/tag/liberta-di-stampa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.egalite.org/tag/liberta-di-stampa/</link>
	<description>no-profit organization</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Mar 2024 07:44:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.4</generator>
	<item>
		<title>Libertà di stampa, approvata la direttiva Anti-SLAPP</title>
		<link>https://www.egalite.org/liberta-di-stampa-approvata-la-direttiva-anti-slapp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 07:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7160</guid>

					<description><![CDATA[<p>CASE (Coalition Against SLAPPs in Europe) celebra l’approvazione al Parlamento Europeo &#8211; il 24 febbraio 2024 &#8211; della Direttiva Anti-SLAPP (Strategic Lawsuits Against publications Participation), volta<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/liberta-di-stampa-approvata-la-direttiva-anti-slapp/">Libertà di stampa, approvata la direttiva Anti-SLAPP</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>CASE (Coalition Against SLAPPs in Europe) celebra l’approvazione al Parlamento Europeo &#8211; il 24 febbraio 2024 &#8211; della Direttiva Anti-SLAPP (Strategic Lawsuits Against publications Participation), volta a proteggere la libertà di stampa contro le querele temerarie e le azioni giudiziarie nei confronti di giornalisti e cittadini che espongano notizie di interesse collettivo. (1)</p>
<h2>1) Daphne’s Law e Digital Services Act</h2>
<p><strong>La libertà di stampa in Europa</strong> aveva raggiunto il baratro con il caso della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. La quale, prima ancora di venire barbaramente uccisa, aveva subito minacce e intimidazioni anche attraverso 48 cause per diffamazione. La Anti-SLAPP Directive è perciò nota come ‘legge di Daphne’, a tributo postumo di questa eroina del giornalismo d’inchiesta che a Malta denunciò i legami tra la malavita organizzata e la politica.</p>
<p><strong>Digital Services Act</strong> (DSA), Regolamento (EU) 2022/2065, ha frattanto introdotto un sistema europeo di censura di regime, come si è già denunciato. (2) Gli sforzi della Coalition Against SLAPPs in Europe (CASE) valgono perciò soltanto a mitigare, con alcuni requisiti minimi, l’impatto delle sole azioni giudiziarie e amministrative ‘manifestamente infondate’ nei confronti dei pochi coraggiosi &#8211; giornalisti e non &#8211; che osino promuovere informazione indipendente sui diversi media. (2)</p>
<h2>2) Anti-SLAPP Directive</h2>
<p><strong>La legge Daphne</strong>, Anti-SLAPP Directive, dovrebbe fornire protezione a tutti coloro che si impegnino nella partecipazione pubblica su questioni di interesse pubblico. Alcuni elementi introdotti dalla direttiva sono le garanzie procedurali, il sostegno all&#8217;imputato nei procedimenti giudiziari, l&#8217;archiviazione anticipata, il riconoscimento delle spese e la protezione da sentenze di Paesi terzi.</p>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> dovranno adattare le proprie legislazioni agli standard minimi introdotti nella direttiva anti-SLAPP, che comprende:</p>
<p>&#8211; un ambito di applicazione esteso ai casi di SLAPP nazionali e azioni in ambito processuale penale e amministrativo</p>
<p>&#8211; salvaguardie a favore dei denunciati che includono il risarcimento di tutti i danni subiti, con criteri specifici e l&#8217;imposizione di multe sostanziali a chi ricorra alle SLAPP a scopo intimidatorio</p>
<p>&#8211; strumenti non legali, come meccanismi di supporto, sensibilizzazione e formazione di giudici/avvocati, etica degli avvocati, raccolta di dati e monitoraggio delle SLAPP.</p>
<p><strong>Alcuni primi approfondimenti</strong> sulla direttiva, elaborati da CASE, sono disponibili nelle note (3,4,5).</p>
<h2>3) Prospettive</h2>
<p><strong>È fondamentale</strong> garantire l’efficace recepimento della direttiva da parte degli Stati membri, non solo nei suoi criteri minimi ma anche in linea con la Raccomandazione anti-SLAPP della Commissione europea e con l&#8217;imminente Raccomandazione del Consiglio d&#8217;Europa sulle SLAPP. (6)</p>
<p><strong>La libertà di stampa </strong>e il diritto a esprimere le proprie opinioni, solo in teoria garantiti dalle Costituzioni di Paesi sedicenti democratici, rimangono appesi ovunque a un filo interdentale. (7) Come dimostrano, tra l’altro, le centinaia di omicidi di reporter in aree di conflitto e la perdurante prigionia di Julian Assange.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo, Elena Bosani. <a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</a>. Égalité. 9.10.21</p>
<p>(2) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/digital-service-act-e-liberta-di-informazione-in-unione-europea/">Digital Service Act e libertà di informazione in Unione Europea</a>. Égalité. 10.9.23</p>
<p>(3) Early Dismissal Mechanism. CASE <a href="https://tinyurl.com/34x54x9w">https://tinyurl.com/34x54x9w</a></p>
<p>(4) Definition of cross-border. CASE <a href="https://tinyurl.com/5ezj29ed">https://tinyurl.com/5ezj29ed</a></p>
<p>(5) Compensatory damages. CASE <a href="https://tinyurl.com/ye29vhu2">https://tinyurl.com/ye29vhu2</a></p>
<p>(6) Commission Recommendation (EU) 2022/758 of 27 April 2022 on protecting journalists and human rights defenders who engage in public participation from manifestly unfounded or abusive court proceedings (‘Strategic lawsuits against public participation’). C/2022/2428 <a href="https://tinyurl.com/ymntze7b">https://tinyurl.com/ymntze7b</a></p>
<p>(7) Si veda anche il Media Freedom Rapid Response (MFRR) monitor <a href="https://www.mfrr.eu/monitor/">https://www.mfrr.eu/monitor/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/liberta-di-stampa-approvata-la-direttiva-anti-slapp/">Libertà di stampa, approvata la direttiva Anti-SLAPP</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diffamazione, giornalisti italiani in piazza il 14 dicembre</title>
		<link>https://www.egalite.org/diffamazione-giornalisti-italiani-in-piazza-il-14-dicembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 10:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7094</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il disegno di legge per la riforma del reato di diffamazione, ora in discussione al Senato italiano, rischia di mettere il bavaglio all’informazione. Il sindacato dei<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diffamazione-giornalisti-italiani-in-piazza-il-14-dicembre/">Diffamazione, giornalisti italiani in piazza il 14 dicembre</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il disegno di legge per la riforma del reato di diffamazione, ora in discussione al Senato italiano, rischia di mettere il bavaglio all’informazione. Il sindacato dei giornalisti (FNSI, Federazione nazionale della stampa italiana), convoca una manifestazione in piazza a Roma giovedì 14 dicembre 2023. (1)</p>
<h2>Progetto di riforma del reato di diffamazione, i punti critici</h2>
<p><strong>Le norme più pericolose</strong> per la libertà di stampa e di espressione contenute nel disegno di legge sono tre, secondo il sindacato dei giornalisti:</p>
<p><strong>&#8211; la sanzione</strong> per diffamazione viene elevata fino a 50mila euro (contro gli attuali 1.000 euro circa). Questa cifra <em>monstre</em> potrebbe scoraggiare gran parte dei giornalisti a scrivere liberamente, anche perché ormai il 70% dei lavoratori nell’informazione è rappresentato da collaboratori co.co.co. o ‘autonomi’ a partita Iva, con compensi bassi e senza le tutele dei contrattualizzati,</p>
<p><strong>&#8211; l’indicazione del foro competente</strong> viene stabilito presso il domicilio del querelante, invece che nel luogo di registrazione della testata. In pratica, il giornalista per difendersi sarebbe costretto a costose trasferte (e parcelle per avvocati locali) a ogni querela per diffamazione presentata su tutto il territorio nazionale,</p>
<p><strong>&#8211; il diritto di rettifica</strong> diventa uno spazio a esclusiva disposizione della persona che si senta offesa o diffamata da un articolo. A margine della richiesta di rettifica, infatti, l’autore dell’articolo non può aggiungere un commento o una risposta che motivi il fondamento dello scritto.</p>
<h2>Querele temerarie nel dimenticatoio</h2>
<p><strong>Lo squilibrio dello schema di riforma</strong> del reato di diffamazione è aggravato dall’assenza di misure idonee a inibire le ‘querele temerarie’, per le quali da anni si chiede un intervento dissuasivo, anche in ambito europeo. (2)</p>
<p><strong>Il testo</strong> propone soltanto, all’articolo 6, ‘<em>la facoltà di condannare il quere­lante al pagamento di una somma da 2.000 euro a 10.000 euro in favore della cassa delle ammende</em>’, in caso di querela infondata. (3)</p>
<p><strong>Ora, si immagini quanto sia efficace</strong> una sanzione fino a 10mila euro per inibire le querele temerarie promosse da chi ha ampia disponibilità di denaro e avvocati per intimorire un giornalista, sempre più spesso precario o ‘autonomo’, (sotto)pagato ad articolo. Preso di mira dall’ufficio legale di un colosso industriale, un politico, un delinquente danaroso, è molto probabile che il giornalista smetta di scrivere le verità scomode.</p>
<h2>Due elementi pseudo positivi</h2>
<p><strong>La proposta</strong> di riforma del reato di diffamazione prevede del resto un paio di aspetti in apparenza positivi.</p>
<p><strong>Il giornalista condannato</strong> per diffamazione verrà chiamato a pagare fino a 50mila euro di sanzione, più i danni. Però non rischierà più di finire in prigione (come chiesto dalla Corte costituzionale). Un’alternativa poco appetibile, immaginando di venire colpiti da sanzioni penuniarie insostenibili, capaci di rovinare la vita a intere famiglie.</p>
<p>‘<em>Mi viene voglia di dire &#8220;ridateci il carcere”, perché penso che tanti colleghi preferirebbero andare in galera piuttosto che pagare cifre spropositate. È essenziale un testo moderno che cancelli il carcere, ma con questi interventi si finisce per imbavagliare la stampa</em>’, tuona Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. (4)</p>
<p><strong>La tutela delle fonti </strong>&#8211; da sempre considerato potente scudo della professione e che teoricamente consente al giornalista di non rivelare la fonte delle notizie che pubblica &#8211; viene estesa ai giornalisti iscritti all’Ordine nell’elenco dei pubblicisti. Questa seconda previsione ‘positiva’ nello schema di riforma fatica a convincere. Professionisti o pubblicisti, poco cambia. Quando viene disposto il sequestro di tutti i dispositivi del giornalista (telefono, computer, tablet) con l’estrazione di ogni informazione in essi contenuta, la tutela delle fonti si sgretola (e con essa la privacy del giornalista).</p>
<h2>L’iniziativa del sindacato</h2>
<p><strong>Per evidenziare i rischi</strong> della proposta Balboni (dal nome del primo firmatario, senatore di FdI e avvocato ferrarese, Alberto Balboni), il sindacato nazionale dei giornalisti italiani convoca una riunione straordinaria del Consiglio nazionale alla quale sono invitati a partecipare, insieme a colleghe e colleghi, i rappresentanti degli organismi della categoria, parlamentari, magistrati, cittadini.</p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento</strong> è per giovedì 14 dicembre 2023 alle 10 a Roma, in piazza Santi Apostoli.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Ddl Diffamazione, il 14 dicembre manifestazione e Consiglio nazionale straordinario in piazza. <em>FNSI</em>. 30.11.23 <a href="https://www.fnsi.it/ddl-diffamazione-il-14-dicembre-manifestazione-e-consiglio-nazionale-straordinario-in-piazza">https://www.fnsi.it/ddl-diffamazione-il-14-dicembre-manifestazione-e-consiglio-nazionale-straordinario-in-piazza</a></p>
<p>(2) Dario Dongo, Elena Bosani. <a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</a>. <em>Égalité</em>. 9.10.21</p>
<p>(3) DDL <em>Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale e al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato</em>. Senato della Repubblica <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01368510.pdf">https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01368510.pdf</a></p>
<p>(4) Si veda la conferenza stampa del 25.10.23 indetta da FNSI e Ordine nazionale, la cui registrazione è disponibile sul sito di Radio Radicale al link <a href="https://www.radioradicale.it/eventi/9231">https://www.radioradicale.it/eventi/9231</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diffamazione-giornalisti-italiani-in-piazza-il-14-dicembre/">Diffamazione, giornalisti italiani in piazza il 14 dicembre</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consultazione pubblica per la libertà dei media</title>
		<link>https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-per-la-liberta-dei-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 15:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5562</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stata avviata la Consultazione pubblica riguardante la salvaguardia della libertà dei media. (1) Obiettivo della consultazione è raccogliere le opinioni e i punti di vista<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-per-la-liberta-dei-media/">Consultazione pubblica per la libertà dei media</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata avviata la Consultazione pubblica riguardante la salvaguardia della libertà dei media. (1)</p>
<p>Obiettivo della consultazione è raccogliere le opinioni e i punti di vista dei cittadini, delle autorità e degli organi competenti degli Stati membri, del mondo accademico, degli operatori del settore dei media e delle organizzazioni ombrello che rappresentano i portatori di interessi:</p>
<p>&#8211; sui problemi attuali ed emergenti relativi alla libertà e al pluralismo dei media, con particolare attenzione agli ostacoli e alle problematiche riguardanti l&#8217;operatività dei media nel mercato interno dell&#8217;UE;<br />
&#8211; sul possibile approccio strategico e sulle possibili opzioni e ripercussioni.</p>
<p>Fine della presente iniziativa, che figura nel programma di lavoro della Commissione per il 2022, è tutelare i giornalisti e i difensori dei diritti dall&#8217;abuso di contenziosi (<a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">SLAPP</a>, <em>Strategic lawsuit against public participation</em> &#8211; azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica), attraverso un quadro normativo comune, che migliori il mercato interno nel settore dei media salvaguardandone libertà e pluralismo. (2)</p>
<p>La consultazione è accessibile a tutti i cittadini europei, previa registrazione alla relativa pagina <em>web</em> fino al 21 marzo 2022.</p>
<h2>Quadro attuale</h2>
<p><strong>Il mercato dei media</strong> è oggi contrassegnato da: i) disparità di norme nazionali in tema di pluralismo dei media; ii) strutture insufficienti per la cooperazione tra autorità indipendenti di regolamentazione dei media; iii) casi di ingerenza pubblica e privata nella proprietà, nella gestione e nelle attività degli organi di informazione; iv) mancanza di garanzie per il pluralismo dei media, anche <em>online</em>.</p>
<p><strong>In un tale contesto</strong> le condizioni dell&#8217;effettiva libertà dei media, del loro pluralismo e della loro indipendenza dalle pressioni politiche e dagli interessi economici sono andate peggiorando, come sottolineato dai risultati dell&#8217;Indice sulla libertà di stampa nel mondo 2017 pubblicato da Reporter senza frontiere (3) e dalle conclusioni della relazione strategica 2017 dell&#8217;Istituto universitario europeo. (4)</p>
<p><strong>Negli Stati membri</strong> dell&#8217;UE, i giornalisti continuano a essere oggetto di attacchi, che assumono diverse e molteplici forme. Come sottolineato dall&#8217;Agenzia europea dei diritti fondamentali, esse comprendono minacce di violenza, incidenti nel contesto di riunioni pubbliche, presunte ingerenze da parte di attori politici, pressioni per rivelare fonti e materiali riservati, ingerenze attraverso servizi di sicurezza e di <em>intelligence</em>, pressioni finanziarie ed economiche. (5)</p>
<p><strong> Tali fattori</strong>, uniti alle ingerenze politiche e a un alto livello di concentrazione nel settore dei media, determinano anche l&#8217;espansione del fenomeno dell&#8217;autocensura, come mostrato dallo studio del Consiglio d&#8217;Europa dal titolo “<em>Journalists under pressure: Unwarranted interference, fear and self-censorship in Europe</em>”. (6) Inoltre il peggioramento delle condizioni lavorative ed economiche nel settore dei media derivante dalla crisi economica, unito all&#8217;emergere di nuovi attori internazionali quali i giganti del settore dell&#8217;alta tecnologia o le piattaforme dei social media in grado di dominare il mercato pubblicitario <em>online</em>, nonché i tagli di bilancio operati in alcuni Stati membri nei confronti dell&#8217;emittente di servizio pubblico, sta accrescendo la precarietà e, al tempo stesso, aumentando l&#8217;autocensura.</p>
<h2>Obiettivi e azioni strategiche</h2>
<p><strong>Gli obiettivi chiave</strong> dell&#8217;iniziativa saranno i seguenti:</p>
<p>&#8211; fare in modo che le imprese del settore dei media possano operare nel mercato interno nel rispetto di norme regolamentari coerenti, anche per quanto riguarda la libertà e il pluralismo dei media;<br />
&#8211; fare in modo che i cittadini dell&#8217;UE abbiano accesso a un&#8217;ampia e variegata offerta mediatica sia <em>offline</em> che <em>online</em>;<br />
&#8211; salvaguardare l&#8217;indipendenza editoriale e gestionale dei media, indispensabile per la libertà dei media e per l&#8217;integrità del mercato interno;<br />
&#8211; promuovere una concorrenza non falsata tra le imprese del settore dei media garantendo un&#8217;allocazione trasparente ed equa delle risorse pubbliche.</p>
<p><strong>Inoltre</strong>, verranno analizzate le seguenti opzioni preliminari, che saranno adattate e perfezionate nel corso del processo di valutazione d&#8217;impatto.</p>
<h2>Opzione 1: Raccomandazione rivolta agli Stati membri</h2>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> dovranno attuare una serie di iniziative connesse alle procedure nazionali di controllo delle operazioni sul mercato dei media, alle restrizioni relative all&#8217;ingresso e all&#8217;operatività sul mercato, alla trasparenza della proprietà dei media, alla tutela dell&#8217;indipendenza editoriale e della diversità dei media e all&#8217;allocazione trasparente delle risorse pubbliche.</p>
<h2>Opzione 2: Strumento legislativo sostenuto da una rete rafforzata di autorità di regolamentazione indipendenti nel settore dei media</h2>
<p><strong>La legislazione dell&#8217;UE</strong> stabilirebbe principi comuni per le procedure nazionali di controllo delle transazioni del mercato dei media e altre restrizioni all&#8217;ingresso sul mercato e all&#8217;operatività dei media.</p>
<p><strong>Sarebbe inoltre prevista</strong> l&#8217;adozione di misure volte ad aumentare la trasparenza dei mercati dei media.</p>
<p><strong>La legislazione dell&#8217;UE</strong> dovrà altresì promuovere principi per la tutela dell&#8217;indipendenza editoriale dei media e l&#8217;allocazione trasparente delle risorse pubbliche nel settore dei media. Dovrà inoltre varare norme di autoregolamentazione e normative coerenti per il pluralismo dei media, <em>offline</em> e <em>online</em> e istituire un quadro che possa consentire alle imprese del settore dei media di promuovere l&#8217;innovazione e la cooperazione transfrontaliera, per contribuire all&#8217;indipendenza finanziaria del settore e alla sua sostenibilità nel lungo periodo. Lo strumento sarebbe sostenuto da un meccanismo di monitoraggio efficace e indipendente a livello di UE e da un quadro di cooperazione strutturata per le autorità di regolamentazione dei media.</p>
<h2>Probabile impatto economico</h2>
<p><strong>Da questa iniziativa</strong> le imprese del settore dei media dovrebbero ricavare una maggiore certezza del diritto, un migliore accesso al mercato e opportunità di crescita economica.</p>
<p><strong>Essa fornirebbe</strong> inoltre alle imprese del settore dei media maggiori incentivi per investire all&#8217;estero, dati i minori rischi di norme o procedure nazionali ostruttive, e un maggiore grado di cooperazione e convergenza normativa nell&#8217;UE. L&#8217;iniziativa contribuirebbe inoltre a migliorare le condizioni di concorrenza tra tutti gli operatori dei media.</p>
<h2>Probabile impatto sociale</h2>
<p><strong>Il settore europeo</strong> dei media contribuisce alla creazione di posti di lavoro e alla crescita per una quota superiore al 3% del PIL 7, di conseguenza un forte mercato interno dei media potrà offrire ulteriori opportunità occupazionali e facilitare l&#8217;inclusione sociale. È inoltre probabile che l&#8217;iniziativa contribuisca allo sviluppo del settore dei media e, allo stesso tempo, alla funzione sociale dei media di informare i cittadini e consentire loro di formare le proprie opinioni.</p>
<h2>Probabile impatto sui diritti fondamentali</h2>
<p><strong>Se adottata</strong>, l&#8217;iniziativa contribuirebbe a salvaguardare la libertà di espressione nel rispetto dell&#8217;articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea. L&#8217;iniziativa sosterrebbe inoltre i valori fondamentali dell&#8217;UE sanciti dall&#8217;articolo 2 del trattato sull&#8217;Unione europea, dato il ruolo svolto dagli operatori indipendenti dei media nei sistemi democratici fondati sullo Stato di diritto.</p>
<h2>Probabile impatto sulla semplificazione e/o sugli oneri amministrativi</h2>
<p><strong>Tutte le opzioni</strong> potrebbero comportare per le autorità pubbliche un aumento degli oneri amministrativi. Esso sarebbe tuttavia controbilanciato dalla notevole riduzione degli oneri a carico degli operatori del mercato, derivante dalla semplificazione delle procedure e dalla diminuzione dei rischi di norme o comportamenti amministrativi ostruttivi. In virtù della diminuzione dei costi normativi, gli oneri per i media si ridurrebbero, e al tempo stesso questi ultimi beneficerebbero di un livello più elevato di certezza del diritto.</p>
<h2>Probabile impatto ambientale</h2>
<p>Non si prevedono ripercussioni di rilievo sull&#8217;ambiente. Una ripercussione negativa di modesta entità potrebbe essere costituita dall&#8217;aumento della corrispondenza elettronica o delle operazioni tecniche e organizzative.</p>
<p>La libertà della stampa e il pluralismo dei media sono vitali per la democrazia e lo stato di diritto.</p>
<p>È quindi di estrema importanza assicurare ai giornalisti e agli operatori dei media condizioni di lavoro adeguate, nel pieno rispetto degli obblighi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;UE e dalla Carta sociale europea, al fine di evitare indebite pressioni interne ed esterne, situazioni di dipendenza, vulnerabilità e instabilità e, dunque, il rischio di autocensura.</p>
<p><strong>La Commissione e gli Stati membri</strong> dovranno elaborare e favorire nuovi modelli economici socialmente sostenibili, che consentano di finanziare e sostenere un giornalismo indipendente e di qualità, nonché garantire la corretta informazione dei cittadini.</p>
<p><strong>Solo un&#8217;azione coordinata</strong> a livello di UE e a una cooperazione rafforzata nei settori chiave garantirà a livello nazionale e transfrontaliero, libertà di espressione, come pure libertà e pluralismo del panorama mediatico a servizio di una società democratica.</p>
<p><em>Elena Bosani</em></p>
<p><em>Immagine di copertina: (In)dépendance des médias. GSARA, <a href="https://gsara.tv/caricatures/image-15">https://gsara.tv/caricatures/image-15</a></em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13206-Safeguarding-media-freedom-in-the-EU-new-rules_en">https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13206-Safeguarding-media-freedom-in-the-EU-new-rules_en</a>;</p>
<p>(2) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?from=EN&amp;uri=CELEX%3A52021DC0645">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?from=EN&amp;uri=CELEX%3A52021DC0645</a></p>
<p>(3) Reporter senza frontiere, Indice della libertà di stampa nel mondo 2017, <em>Journalism weakened by democracy&#8217;s erosion</em> (Il giornalismo indebolito dall&#8217;erosione della democrazia), <a href="https://rsf.org/en/journalism-weakened-democracys-erosion">https://rsf.org/en/journalism-weakened-democracys-erosion</a></p>
<p>(4) Centro per il pluralismo e la libertà dei media, Istituto universitario europeo, &#8220;<em>Monitoring MediaPluralism in Europe: Application of the Media Pluralism Monitor 2016 in the European Union, Montenegro and Turkey</em>&#8221; (Monitoraggio del pluralismo dei media in Europa: applicazione dell&#8217;Osservatorio del pluralismo dei media 2016 nell&#8217;Unione europea, in Montenegro e in Turchia), <a href="http://cmpf.eui.eu/media-pluralism-monitor/mpm-2016-results/">http://cmpf.eui.eu/media-pluralism-monitor/mpm-2016-results/</a></p>
<p>(5) Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA), <em>Violence, threats and pressures against journalists and other media actors in the EU </em>(Violenza, minacce e pressioni nei confronti dei giornalisti e di altri operatori dei media nell&#8217;UE), contributo al secondo convegno annuale sui diritti fondamentali – novembre 2016, <a href="http://fra.europa.eu/en/publication/2016/violence-threats-and-pressures-against-journalists-and-other-media-actors-european">http://fra.europa.eu/en/publication/2016/violence-threats-and-pressures-against-journalists-and-other-media-actors-european</a></p>
<p>(6) Marilyn Clark e Anna Grech, <em>Journalists under pressure – Unwarranted interference, fear and self-censorship in Europe</em> (Pressioni contro i giornalisti – Ingerenze indebite, paura e autocensura in Europa), Edizioni del Consiglio d&#8217;Europa, 2017<br />
Come indicato nel piano d&#8217;azione per i media e gli audiovisivi, reperibile all&#8217;indirizzo: <a href="https://eur-lex.europa.eu/legalcontent/it/TXT/?uri=CELEX%3A52020DC0784">https://eur-lex.europa.eu/legalcontent/it/TXT/?uri=CELEX%3A52020DC0784</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consultazione-pubblica-per-la-liberta-dei-media/">Consultazione pubblica per la libertà dei media</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</title>
		<link>https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 08:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[SLAPP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5177</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proteggere la libertà di stampa e il pluralismo dei media rispetto a querele e liti temerarie è l’obiettivo di un’apposita iniziativa UE, nell’ambito del Piano d&#8217;azione per la democrazia europea.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proteggere la libertà di stampa e il pluralismo dei media rispetto a querele e liti temerarie è l’obiettivo di un’apposita iniziativa UE, nell’ambito del Piano d&#8217;azione per la democrazia europea. (1)</p>
<p>Il progetto di direttiva SLAPP (<em>Strategic lawsuit against public participation</em>) ambisce a garantire l’indipendenza dell&#8217;informazione e a proteggere i giornalisti da azioni ‘strategiche’ volte a limitare la partecipazione pubblica.</p>
<p>L’iniziativa è ora soggetta a consultazione pubblica a cui tutti possono partecipare entro l’1.11.21, esprimendo i propri commenti, sul <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13192-Azione-dellUE-contro-labuso-del-contenzioso-nei-confronti-di-giornalisti-e-difensori-dei-diritti-umani-SLAPP-_it">sito <em>web</em></a> della Commissione europea. Un approfondimento.</p>
<h2>Libertà di stampa, la crisi europea</h2>
<p><strong>La libertà di stampa</strong> sta vivendo uno dei periodi più bui nella storia delle democrazie europee. Si susseguono e aumentano intimidazioni, attacchi e azioni legali, nei confronti di giornalisti e attivisti, per impedire loro di informare il pubblico e manifestare la libertà di opinione.</p>
<p><strong>La Piattaforma</strong> per la “protezione del giornalismo” &#8211; istituita dal Consiglio d&#8217;Europa per monitorare lo stato della libertà della stampa nei 47 Paesi membri, inclusi Turchia e Russia &#8211; ha registrato nel 2020 un incremento significativo delle segnalazioni (+ 40%) rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p><strong>Gli atti intimidatori </strong>nei confronti dei giornalisti sono ulteriormente aumentati nei primi sette mesi del 2021, +19% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso. Oltre la metà delle intimidazioni è stata esercitata attraverso il <em>web</em> e i <em>social network</em>. (2)</p>
<h2>Libertà di stampa in Italia, il Medioevo</h2>
<p><strong>L’Italia è <em>leader</em> </strong>in UE e al secondo posto nel continente europeo (dopo la Russia e prima della Serbia) per la carenza di libertà di stampa, nella <a href="https://rm.coe.int/final-version-annual-report-2021-en-wanted-real-action-for-media-freed/1680a2440e">classifica 2021</a> stilata al Consiglio d’Europa.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">‘<em>Dati Istat indicano che <strong>solo nel 2017 sono state inoltrate 9.479 querele per diffamazione a mezzo stampa</strong>, di cui solo oltre il 60% sono successivamente state archiviate dal gip e di cui solo il 6,6% è stato rinviato a processo.</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>I querelanti</strong> sono spesso personaggi di pubblica notorietà, come politici, direttori di holding private o soggetti collusi con la criminalità organizzata, i quali iniziano procedimenti legali contro giornalisti al fine di silenziarli e mantenere nascoste le informazioni contenute nei loro articoli, spesso riguardanti fatti di corruzione, evasione fiscale o coinvolgimento con affari mafiosi</em>.’ (3)</span></p>
<h2><em>Chilling effect</em></h2>
<p><strong>AGCOM</strong>, nel proprio Osservatorio sul giornalismo, già nel 2017 rilevava il frequente utilizzo dell’azione legale come strumento deterrente sistemico, noto in letteratura come <em>chilling effect</em> (4,5). Con grave nocumento alla possibilità di portare una voce critica nel dibattito pubblico, e così alla democrazia stessa.</p>
<p><strong>L&#8217;effetto intimidatorio</strong> di queste strategie è aggravato in Italia dalla straordinaria durata dei processi, nonché dal timore del querelato di subire una condanna a una pena detentiva. Un caso unico, nel panorama legislativo degli Stati membri UE, rispetto al quale la Corte Costituzionale ha più volte sollecitato una riforma del Parlamento. Finora invano. (3)</p>
<h2>SLAPP, il progetto di direttiva UE</h2>
<p><strong>SLAPP</strong>, come il suono di uno schiaffo, è l’acronimo di <em>Strategic lawsuit against public participation</em>. Vale a dire, le strategie intentate da istituzioni pubbliche, imprese e altri soggetti nei confronti di giornalisti e pubblicisti, associazioni, attivisti e sindacalisti, accademici, <em>whistleblower</em>. (6) Allo scopo di interrompere le loro attività di informazione e denuncia, con minacce spesso seguite da querele e/o citazioni in giudizio e richieste di cospicui risarcimenti.</p>
<p><strong>Le intimidazioni</strong> ‘ad astenersi dal pubblicare altre notizie su… ’ già di per sé dovrebbero venire perseguite come estorsioni, ad avviso di chi scrive, in quanto mirate a limitare a priori l’esercizio di diritti umani fondamentali (libertà di espressione) per procurare a sé o ad altri un profitto ingiusto. Con la minaccia di un danno che si realizza già nel dover sopportare i costi della difesa da querele calunniose e liti temerarie di durata imprevedibile in Italia.</p>
<h2>Libertà di opinione, nessuna tutela in UE</h2>
<p><strong>Nessuno Stato membro</strong> in UE ha a tutt’oggi adottato alcuna norma idonea a proteggere i giornalisti e pubblicisti rispetto a questo tipo di intimidazioni che di fatto si traducono in spade di Damocle installate da chiunque nella più completa irresponsabilità dei denuncianti.</p>
<p><em>‘Finché c’è un sistema che consente di non pagare nulla a chi fa esposti o denunce ai giornalisti, io credo che la democrazia avrà un bavaglio per sempre’</em> (Sigfrido Ranucci su Report, Rai3, 19.4.21).</p>
<p><strong>Nella migliore delle ipotesi</strong>, il giornalista prosciolto dalle accuse deve accontentarsi della condanna di controparte a risarcire spese legali inferiori alle tariffe minime. Ma le condanne per lite temeraria e calunnia &#8211; nei giudizi civile e penale rispettivamente &#8211; sono aghi nei pagliai delle carte bollate. (7)</p>
<h2><em>Ad memoriam</em></h2>
<p><span style="color: #008000;"><strong>‘<em>Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee, senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera</em>’ </strong>(Convenzione europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, CEDU, articolo 10)</span></p>
<p><em>Dario Dongo ed Elena Bosani</em></p>
<h2> Note</h2>
<p>(1) Commissione europea. <em>Piano d&#8217;azione per la democrazia europea: per democrazie dell&#8217;UE più forti</em>. Comunicato stampa, 3.12.20.<br />
<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2250">https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2250</a>;</p>
<p>(2) FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana). <em>Consiglio d&#8217;Europa, nel 2020 «enormi danni» alla libertà di stampa</em>. 28.4.21, <a href="https://www.fnsi.it/consiglio-deuropa-nel-2020-enormi-danni-alla-liberta-di-stampa">https://www.fnsi.it/consiglio-deuropa-nel-2020-enormi-danni-alla-liberta-di-stampa</a></p>
<p>(3) Italia: La decisione della Corte Costituzionale sul carcere per i giornalisti condannati per diffamazione a mezzo stampa pone l’urgenza di una riforma legislativa in materia. <a href="https://bit.ly/2ZYnAFZ">https://bit.ly/2ZYnAFZ </a> Dichiarazione sottoscritta da Article 19, FNSI, Sindacato Unitario Giornalisti Campania (SUGC), Articolo 21, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), European Federation of Journalists (EFJ), European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF), International Press Institute (IPI)</p>
<p>(4) AGCOM (2017). <em>Osservatorio sul giornalismo, II edizione</em>. AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Servizio economico-statistico. <a href="https://www.agcom.it/documents/10179/7278186/Documento+generico+29-03-2017/3c3b73a7-64ce-47e9-acf1-e0ae62fad01f?version=1.0">https://www.agcom.it/documents/10179/7278186/Documento+generico+29-03-2017/3c3b73a7-64ce-47e9-acf1-e0ae62fad01f?version=1.0</a></p>
<p>(5) Il <em>chilling effect</em> si concretizza in un effetto deterrente di carattere strutturale. La minaccia di ripercussioni di tipo legale induce all’autocensura, all’impoverimento del pluralismo delle informazioni e del dibattito pubblico. V. Barendt, E. et al. (1997). <em>Libel and the media: The chilling effect</em>, 31-32. Logan D. A. (2001). <em>Essay, Libel Law in the Trenches: Reflections on Current Data on Libel Litigation</em>, 87 Va. L. Rev. 503, 511</p>
<p>(6) Si intende per <em>whistleblower</em> l’individuo che denunci pubblicamente o riferisca alle autorità attività illecite realizzate in organizzazioni pubbliche o private ove esso lavori</p>
<p>(7) <a href="https://www.ossigeno.info">Ossigeno per l’informazione</a>. <em>Rassegna di querele e altre azioni legali pretestuose contro i giornalisti in Italia.</em> (2015). ‘<em>Anche nel codice di procedura civile c’è una norma per punire chi sostiene una causa con motivazioni che sa di essere false o infondate (art. 96 del Codice di Procedura Civile). Questa norma, introdotta nel 2009, è stata applicata in tutto due o tre volte. L’ultima applicazione dell’articolo 96, il 28.2.15 (caso Unione Sarda), ha fatto tanta sensazione quanta ne susciterebbe la notizia di un uomo che morde un cane</em>’</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/proteggere-la-liberta-di-stampa-da-querele-e-liti-temerarie-liniziativa-ue/">Proteggere la libertà di stampa da querele e liti temerarie, l’iniziativa UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
