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Consultazione pubblica per la libertà dei media

Consultazione pubblica per la libertà dei media

consultazione libertà dei media

È stata avviata la Consultazione pubblica riguardante la salvaguardia della libertà dei media. (1)

Obiettivo della consultazione è raccogliere le opinioni e i punti di vista dei cittadini, delle autorità e degli organi competenti degli Stati membri, del mondo accademico, degli operatori del settore dei media e delle organizzazioni ombrello che rappresentano i portatori di interessi:

– sui problemi attuali ed emergenti relativi alla libertà e al pluralismo dei media, con particolare attenzione agli ostacoli e alle problematiche riguardanti l’operatività dei media nel mercato interno dell’UE;
– sul possibile approccio strategico e sulle possibili opzioni e ripercussioni.

Fine della presente iniziativa, che figura nel programma di lavoro della Commissione per il 2022, è tutelare i giornalisti e i difensori dei diritti dall’abuso di contenziosi (SLAPPStrategic lawsuit against public participation – azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica), attraverso un quadro normativo comune, che migliori il mercato interno nel settore dei media salvaguardandone libertà e pluralismo. (2)

La consultazione è accessibile a tutti i cittadini europei, previa registrazione alla relativa pagina web fino al 21 marzo 2022.

Quadro attuale

Il mercato dei media è oggi contrassegnato da: i) disparità di norme nazionali in tema di pluralismo dei media; ii) strutture insufficienti per la cooperazione tra autorità indipendenti di regolamentazione dei media; iii) casi di ingerenza pubblica e privata nella proprietà, nella gestione e nelle attività degli organi di informazione; iv) mancanza di garanzie per il pluralismo dei media, anche online.

In un tale contesto le condizioni dell’effettiva libertà dei media, del loro pluralismo e della loro indipendenza dalle pressioni politiche e dagli interessi economici sono andate peggiorando, come sottolineato dai risultati dell’Indice sulla libertà di stampa nel mondo 2017 pubblicato da Reporter senza frontiere (3) e dalle conclusioni della relazione strategica 2017 dell’Istituto universitario europeo. (4)

Negli Stati membri dell’UE, i giornalisti continuano a essere oggetto di attacchi, che assumono diverse e molteplici forme. Come sottolineato dall’Agenzia europea dei diritti fondamentali, esse comprendono minacce di violenza, incidenti nel contesto di riunioni pubbliche, presunte ingerenze da parte di attori politici, pressioni per rivelare fonti e materiali riservati, ingerenze attraverso servizi di sicurezza e di intelligence, pressioni finanziarie ed economiche. (5)

Tali fattori, uniti alle ingerenze politiche e a un alto livello di concentrazione nel settore dei media, determinano anche l’espansione del fenomeno dell’autocensura, come mostrato dallo studio del Consiglio d’Europa dal titolo “Journalists under pressure: Unwarranted interference, fear and self-censorship in Europe”. (6) Inoltre il peggioramento delle condizioni lavorative ed economiche nel settore dei media derivante dalla crisi economica, unito all’emergere di nuovi attori internazionali quali i giganti del settore dell’alta tecnologia o le piattaforme dei social media in grado di dominare il mercato pubblicitario online, nonché i tagli di bilancio operati in alcuni Stati membri nei confronti dell’emittente di servizio pubblico, sta accrescendo la precarietà e, al tempo stesso, aumentando l’autocensura.

Obiettivi e azioni strategiche

Gli obiettivi chiave dell’iniziativa saranno i seguenti:

– fare in modo che le imprese del settore dei media possano operare nel mercato interno nel rispetto di norme regolamentari coerenti, anche per quanto riguarda la libertà e il pluralismo dei media;
– fare in modo che i cittadini dell’UE abbiano accesso a un’ampia e variegata offerta mediatica sia offline che online;
– salvaguardare l’indipendenza editoriale e gestionale dei media, indispensabile per la libertà dei media e per l’integrità del mercato interno;
– promuovere una concorrenza non falsata tra le imprese del settore dei media garantendo un’allocazione trasparente ed equa delle risorse pubbliche.

Inoltre, verranno analizzate le seguenti opzioni preliminari, che saranno adattate e perfezionate nel corso del processo di valutazione d’impatto.

Opzione 1: Raccomandazione rivolta agli Stati membri

Gli Stati membri dovranno attuare una serie di iniziative connesse alle procedure nazionali di controllo delle operazioni sul mercato dei media, alle restrizioni relative all’ingresso e all’operatività sul mercato, alla trasparenza della proprietà dei media, alla tutela dell’indipendenza editoriale e della diversità dei media e all’allocazione trasparente delle risorse pubbliche.

Opzione 2: Strumento legislativo sostenuto da una rete rafforzata di autorità di regolamentazione indipendenti nel settore dei media

La legislazione dell’UE stabilirebbe principi comuni per le procedure nazionali di controllo delle transazioni del mercato dei media e altre restrizioni all’ingresso sul mercato e all’operatività dei media.

Sarebbe inoltre prevista l’adozione di misure volte ad aumentare la trasparenza dei mercati dei media.

La legislazione dell’UE dovrà altresì promuovere principi per la tutela dell’indipendenza editoriale dei media e l’allocazione trasparente delle risorse pubbliche nel settore dei media. Dovrà inoltre varare norme di autoregolamentazione e normative coerenti per il pluralismo dei media, offline e online e istituire un quadro che possa consentire alle imprese del settore dei media di promuovere l’innovazione e la cooperazione transfrontaliera, per contribuire all’indipendenza finanziaria del settore e alla sua sostenibilità nel lungo periodo. Lo strumento sarebbe sostenuto da un meccanismo di monitoraggio efficace e indipendente a livello di UE e da un quadro di cooperazione strutturata per le autorità di regolamentazione dei media.

Probabile impatto economico

Da questa iniziativa le imprese del settore dei media dovrebbero ricavare una maggiore certezza del diritto, un migliore accesso al mercato e opportunità di crescita economica.

Essa fornirebbe inoltre alle imprese del settore dei media maggiori incentivi per investire all’estero, dati i minori rischi di norme o procedure nazionali ostruttive, e un maggiore grado di cooperazione e convergenza normativa nell’UE. L’iniziativa contribuirebbe inoltre a migliorare le condizioni di concorrenza tra tutti gli operatori dei media.

Probabile impatto sociale

Il settore europeo dei media contribuisce alla creazione di posti di lavoro e alla crescita per una quota superiore al 3% del PIL 7, di conseguenza un forte mercato interno dei media potrà offrire ulteriori opportunità occupazionali e facilitare l’inclusione sociale. È inoltre probabile che l’iniziativa contribuisca allo sviluppo del settore dei media e, allo stesso tempo, alla funzione sociale dei media di informare i cittadini e consentire loro di formare le proprie opinioni.

Probabile impatto sui diritti fondamentali

Se adottata, l’iniziativa contribuirebbe a salvaguardare la libertà di espressione nel rispetto dell’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. L’iniziativa sosterrebbe inoltre i valori fondamentali dell’UE sanciti dall’articolo 2 del trattato sull’Unione europea, dato il ruolo svolto dagli operatori indipendenti dei media nei sistemi democratici fondati sullo Stato di diritto.

Probabile impatto sulla semplificazione e/o sugli oneri amministrativi

Tutte le opzioni potrebbero comportare per le autorità pubbliche un aumento degli oneri amministrativi. Esso sarebbe tuttavia controbilanciato dalla notevole riduzione degli oneri a carico degli operatori del mercato, derivante dalla semplificazione delle procedure e dalla diminuzione dei rischi di norme o comportamenti amministrativi ostruttivi. In virtù della diminuzione dei costi normativi, gli oneri per i media si ridurrebbero, e al tempo stesso questi ultimi beneficerebbero di un livello più elevato di certezza del diritto.

Probabile impatto ambientale

Non si prevedono ripercussioni di rilievo sull’ambiente. Una ripercussione negativa di modesta entità potrebbe essere costituita dall’aumento della corrispondenza elettronica o delle operazioni tecniche e organizzative.

La libertà della stampa e il pluralismo dei media sono vitali per la democrazia e lo stato di diritto.

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È quindi di estrema importanza assicurare ai giornalisti e agli operatori dei media condizioni di lavoro adeguate, nel pieno rispetto degli obblighi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dalla Carta sociale europea, al fine di evitare indebite pressioni interne ed esterne, situazioni di dipendenza, vulnerabilità e instabilità e, dunque, il rischio di autocensura.

La Commissione e gli Stati membri dovranno elaborare e favorire nuovi modelli economici socialmente sostenibili, che consentano di finanziare e sostenere un giornalismo indipendente e di qualità, nonché garantire la corretta informazione dei cittadini.

Solo un’azione coordinata a livello di UE e a una cooperazione rafforzata nei settori chiave garantirà a livello nazionale e transfrontaliero, libertà di espressione, come pure libertà e pluralismo del panorama mediatico a servizio di una società democratica.

Elena Bosani

Immagine di copertina: (In)dépendance des médias. GSARA, https://gsara.tv/caricatures/image-15

Note

(1) https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13206-Safeguarding-media-freedom-in-the-EU-new-rules_en;

(2) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?from=EN&uri=CELEX%3A52021DC0645

(3) Reporter senza frontiere, Indice della libertà di stampa nel mondo 2017, Journalism weakened by democracy’s erosion (Il giornalismo indebolito dall’erosione della democrazia), https://rsf.org/en/journalism-weakened-democracys-erosion

(4) Centro per il pluralismo e la libertà dei media, Istituto universitario europeo, “Monitoring MediaPluralism in Europe: Application of the Media Pluralism Monitor 2016 in the European Union, Montenegro and Turkey” (Monitoraggio del pluralismo dei media in Europa: applicazione dell’Osservatorio del pluralismo dei media 2016 nell’Unione europea, in Montenegro e in Turchia), http://cmpf.eui.eu/media-pluralism-monitor/mpm-2016-results/

(5) Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA), Violence, threats and pressures against journalists and other media actors in the EU (Violenza, minacce e pressioni nei confronti dei giornalisti e di altri operatori dei media nell’UE), contributo al secondo convegno annuale sui diritti fondamentali – novembre 2016, http://fra.europa.eu/en/publication/2016/violence-threats-and-pressures-against-journalists-and-other-media-actors-european

(6) Marilyn Clark e Anna Grech, Journalists under pressure – Unwarranted interference, fear and self-censorship in Europe (Pressioni contro i giornalisti – Ingerenze indebite, paura e autocensura in Europa), Edizioni del Consiglio d’Europa, 2017
Come indicato nel piano d’azione per i media e gli audiovisivi, reperibile all’indirizzo: https://eur-lex.europa.eu/legalcontent/it/TXT/?uri=CELEX%3A52020DC0784

Avvocata in Milano e Francoforte sul Meno. Esperta in diritto di famiglia, minorile e penale, è ora iscritta a un master universitario in diritto alimentare

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