

Con la transizione energetica globale, la domanda di ‘minerali critici’ come nichel, cobalto e rame è esplosa, trainata soprattutto dal mercato dei veicoli elettrici. Le Filippine (Palawan in primis), primo esportatore mondiale di minerale di nichel e secondo produttore dopo l’Indonesia, sono al centro di questa corsa. Insieme, i due Paesi coprono il 60% dell’offerta globale, con la Cina come principale acquirente (oltre 1 miliardo di dollari di nichel importato nel 2023).
Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. punta a trasformare l’estrazione mineraria in un pilastro dell’economia nazionale, e annuncia riforme per accelerare i permessi e attrarre investimenti. Le Filippine custodiscono riserve minerarie stimate in 1.000 miliardi di dollari, ma solo il 3% è sfruttato. Tuttavia, questa crescita ha un costo elevato per le comunità indigene e l’ambiente.
Circa il 60% dei giacimenti minerari si trova in territori indigeni, molti dei quali riconosciuti legalmente attraverso certificati di dominio ancestrale (CADC/T). Un rapporto di Global Witness e Kalikasan People’s Environment Network rivela che negli ultimi 30 anni un quinto di queste terre è stato colpito da progetti minerari, con una perdita territoriale equivalente alla superficie di Timor Est.
Le Filippine sono il Paese più pericoloso in Asia per i difensori dell’ambiente: un terzo degli omicidi documentati è legato all’attività mineraria. Le comunità che resistono all’estrazione affrontano violenze, intimidazioni e la mancanza di consultazioni genuine, nonostante le tutele previste dall’Indigenous Peoples’ Rights Act (IPRA).
Palawan, dichiarata Riserva della Biosfera UNESCO nel 1990, è un paradiso di biodiversità minacciato dall’espansione mineraria, dopo le violenze perpetrate dall’industria del legname e quella dell’olio di palma. Dopo la revoca del divieto nazionale sulle nuove concessioni per estrazioni minerarie varato nel 2021, le compagnie hanno intensificato le attività, spesso violando leggi ambientali e il consenso libero, preventivo e informato (FPIC) delle comunità.
Gli effetti sono devastanti:
– deforestazione di alberi secolari;
– inquinamento di risaie e habitat marini;
– declino dei mezzi di sussistenza tradizionali (agricoltura, caccia, raccolta di resina).
Le comunità Palawan, divise tra chi accetta compromessi con le miniere e chi resiste, subiscono tensioni sociali e manipolazioni.
Nel marzo 2025, una mobilitazione internazionale e locale ha portato a una moratoria di 50 anni sulle nuove miniere a Palawan, bloccando 67 richieste pendenti. Tuttavia, 11 contratti minerari esistenti restano attivi, incluso quello della MacroAsia Corporation sul Monte Mantalingahan, un’area protetta e vitale per 200.000 persone.
Le irregolarità nei processi di consultazione sono emerse chiaramente:
– la MacroAsia ha ottenuto il certificato FPIC (consenso delle comunità) tramite presunte corruzioni e l’uso di leader indigeni “finti”;
– la Ipilan Nickel Corporation (INC) ha avviato attività senza autorizzazioni, distruggendo foreste prima di ricevere il via libera formale.
Nonostante l’Indigenous Peoples’ Rights Act sia una legge progressista, la sua attuazione è compromessa da:
1. burocrazia corrotta, poiché la NCIP (Commissione Nazionale per i Popoli Indigeni) spesso favorisce le compagnie minerarie;
2. imposizione di strutture gerarchiche su società indigene tradizionalmente egualitarie;
3. violenza e stigmatizzazione nei confronti degli attivisti, etichettati dalle élite come “terroristi”.
Per proteggere Palawan, è necessario:
– estendere la moratoria a tutti i contratti esistenti;
– rafforzare il monitoraggio e coinvolgere le comunità nelle decisioni;
– riformare il NCIP per garantire rappresentanza autentica;
– rispettare l’Indigenous Peoples’ Rights Act, riconoscendo i diritti territoriali e le pratiche indigene di conservazione.
La transizione energetica non può replicare gli stessi modelli estrattivi del passato. Senza un cambiamento strutturale, la “decarbonizzazione” rischia di sacrificare territori, culture e vite umane.
Marta Strinati
In copertina il bucero di Palawan (Anthracoceros marchei). Foto di CALG, Coalition Against Land Grabbing.
Dorothy Mason, Wolfram Dressler, Dario Novellino. Extracting value, losing ground: the critical minerals boom in Palawan. New mandala 13.6.25 https://www.newmandala.org/extracting-value-losing-ground-the-critical-minerals-boom-in-palawan/