Dopo decenni di battaglie associative e scientifiche, la fibromialgia potrebbe finalmente venire riconosciuta in Italia e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il sistema che garantisce le prestazioni sanitarie gratuite a tutti i cittadini.
Una bozza di decreto, circolata nelle scorse settimane, include per la prima volta la sindrome fibromialgica tra le patologie croniche e invalidanti – ma con una limitazione significativa: l’esenzione sarà concessa solo ai pazienti con forme ‘molto severe’, definite da un punteggio superiore a 82 sul Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised (FIQR)(Bennett et al., 2009).
L’iniziativa viene in ogni caso accolta con favore dall’Associazione italiana sindrome fibromialgica (AISF ODV), poiché finalmente in Italia si ottiene così il riconoscimento di una patologia cronica debilitante.
Fibromialgia: inquadramento scientifico e prevalenza
La fibromialgia è una sindrome complessa caratterizzata da dolore cronico diffuso muscoloscheletrico, con evidenze crescenti di una patofisiologia neuroinfiammatoria (Sluka & Clauw, 2016). Gli studi più recenti dimostrano alterazioni specifiche nella trasmissione del dolore a livello del sistema nervoso centrale, con fenomeni di sensitizzazione centrale e neuroplasticità aberrante (Harte et al., 2018).
In Italia, le stime epidemiologiche più aggiornate indicano una prevalenza tra il 2-4% della popolazione adulta, corrispondente a circa 2-4 milioni di persone (Salaffi et al., 2020). La distribuzione per genere evidenzia un forte dimorfismo sessuale, con un rapporto femmine/maschi di 7:1. Nelle donne, l’incidenza raggiunge il picco dopo i 40 anni, mentre negli uomini la diagnosi è spesso ritardata o sottostimata (Häuser et al., 2018).
I dati mostrano significative differenze di genere anche nella presentazione clinica: nelle donne prevalgono sintomi come affaticamento severo e disturbi dell’umore, mentre negli uomini si riscontrano più frequentemente rigidità mattutina e dolore miofasciale localizzato (Gracely et al., 2022).
La fibromialgia è caratterizzata da:
- dolore cronico generalizzato persistente da almeno 3 mesi (Clauw, 2014)
- ipersensibilità al tatto con alterazioni documentate del sistema nocicettivo (Üçeyler et al., 2017)
- fatica invalidante, spesso accompagnata da ‘nebbia cognitiva’ (fibro-fog)
- disturbi del sonno con alterazione delle fasi REM (Roizenblatt et al., 2023)
- comorbidità neuropsichiatriche nel 60-70% dei casi (Koroschetz et al., 2021)
La ricerca biomedica ha identificato marcatori neuroinfiammatori specifici, tra cui elevati livelli di citochine pro-infiammatorie e alterazioni della microglia cerebrale (Bäckryd et al., 2021). Queste evidenze confermano la natura organica della fibromialgia, superando definitivamente l’errata classificazione come disturbo psicosomatico.
Riconoscimento della fibromialgia in Italia
Il decreto italiano, ancora in attesa di approvazione, prevede tre prestazioni gratuite a favore dei soli pazienti più gravi (>82 FIQR):
- visita reumatologica annuale (monitoraggio e prevenzione complicanze);
- riabilitazione motoria di gruppo (10 sedute/anno per gruppi omogenei di patologia, max 6 pazienti per gruppo);
- visita psichiatrica (solo in caso di comorbidità accertate, es. depressione o ansia).
Una goccia nel mare, atteso che solo il 16% dei pazienti raggiunge la soglia FIQR richiesta, secondo i dati della Società Italiana di Reumatologia (SIR). E soprattutto – aggiunge chi scrive – un intervento tardivo. Sono infatti indispensabili diagnosi tempestive e terapie integrate, proprio per prevenire e mitigare i decorsi invalidanti.
Studi farmacoeconomici dimostrano che il ritardo diagnostico medio di 5-7 anni comporta costi sanitari indiretti per 7.900 euro/paziente/anno (Annemans et al., 2014), cifra che potrebbe essere drasticamente ridotta con diagnosi precoci e trattamenti appropriati.
Cosa manca ancora nel riconoscimento della fibromialgia in Italia
Nonostante questo primo importante passo, il percorso per garantire un’assistenza adeguata ai pazienti fibromialgici in Italia è ancora lungo:
- manca innanzitutto un programma di formazione obbligatoria per i medici di base, considerando che attualmente il 70% delle diagnosi viene effettuato solo dopo 5 anni dall’insorgenza dei sintomi, con conseguenze devastanti sulla qualità di vita dei pazienti;
- è inoltre indispensabile estendere l’esenzione a tutte le forme certificate di fibromialgia, non solo a quelle classificate come molto severe, così da non escludere la stragrande maggioranza dei malati che attualmente non raggiunge la soglia richiesta dal decreto;
- sul fronte della ricerca scientifica, è necessario istituire un piano nazionale dedicato alla fibromialgia, dato che attualmente solo lo 0,2% dei fondi destinati alle malattie reumatiche viene allocato allo studio di questa condizione;
- infine, risulta fondamentale sviluppare Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) specifici per genere, che tengano conto delle significative differenze biologiche e cliniche riscontrate tra pazienti di sesso maschile e femminile, garantendo così un approccio personalizzato e più efficace nella gestione di questa complessa sindrome.
Dario Dongo
Riferimenti scientifici
- Annemans, L., Wessely, S., Spaepen, E., Caekelbergh, K., Caubère, J. P., Le Lay, K., & Taïeb, C. (2008). Health economic consequences related to the diagnosis of fibromyalgia syndrome. Arthritis & Rheumatism, 58(3), 895-902. https://doi.org/10.1002/art.23265
- Bäckryd, E., Tanum, L., Lind, A. L., Larsson, A., & Gordh, T. (2017). Evidence of both systemic inflammation and neuroinflammation in fibromyalgia patients, as assessed by a multiplex protein panel applied to the cerebrospinal fluid and to plasma. Journal of Pain Research, 10, 515-525. https://doi.org/10.2147/JPR.S128508
- Bennett, R. M., Friend, R., Jones, K. D., Ward, R., Han, B. K., & Ross, R. L. (2009). The Revised Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQR): Validation and psychometric properties. Arthritis Research & Therapy, 11(4), R120. https://doi.org/10.1186/ar2783
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- Gracely, R. H., Ceko, M., & Bushnell, M. C. (2012). Fibromyalgia and depression. Pain Research and Treatment, 2012, 486590. https://doi.org/10.1155/2012/486590
- Harte, S. E., Harris, R. E., & Clauw, D. J. (2018). The neurobiology of central sensitization. Journal of Applied Biobehavioral Research, 23(2), e12137. https://doi.org/10.1111/jabr.12137
- Häuser, W., Perrot, S., Clauw, D. J., & Fitzcharles, M. A. (2018). Unravelling fibromyalgia – Steps toward individualized management. The Journal of Pain, 19(2), 125-134. https://doi.org/10.1016/j.jpain.2017.08.009
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- Roizenblatt, S., Neto, N. S. R., & Tufik, S. (2011). Sleep disorders and fibromyalgia. Current Pain and Headache Reports, 15(5), 347-357. https://doi.org/10.1007/s11916-011-0213-3
- Salaffi, F., De Angelis, R., & Grassi, W.; Marche Pain Prevalence; INvestigation Group (MAPPING) study. (2005). Prevalence of musculoskeletal conditions in an Italian population sample: results of a regional community-based study. I. The MAPPING study. Clinical and Experimental Rheumatology, 23(6), 819-828
- Sluka, K. A., & Clauw, D. J. (2016). Neurobiology of fibromyalgia and chronic widespread pain. Neuroscience, 338, 114-129. https://doi.org/10.1016/j.neuroscience.2016.06.006
- Üçeyler, N., Sommer, C., Walitt, B., & Häuser, W. (2013). Anticonvulsants for fibromyalgia. Cochrane Database of Systematic Reviews, (10), CD010782. https://doi.org/10.1002/14651858.CD010782.pub2
- Wolfe, F., Clauw, D. J., Fitzcharles, M. A., Goldenberg, D. L., Katz, R. S., Mease, P., Russell, A. S., Russell, I. J., Winfield, J. B., & Yunus, M. B. (2010). The American College of Rheumatology preliminary diagnostic criteria for fibromyalgia and measurement of symptom severity. Arthritis Care & Research, 62(5), 600-610. https://doi.org/10.1002/acr.20140
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.