<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>consumatori Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
	<atom:link href="https://www.egalite.org/tag/consumatori/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.egalite.org/tag/consumatori/</link>
	<description>no-profit organization</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Jan 2025 11:07:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Consumer Gold Cactus 2024, la palma nera assegnata dai consumatori</title>
		<link>https://www.egalite.org/consumer-gold-cactus-2024-la-palma-nera-assegnata-dai-consumatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 11:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7494</guid>

					<description><![CDATA[<p>La rivista dei consumatori francesi &#8217;60 Millions de Consommateurs&#8217; assegna il premio Cactus 2024 alle aziende che brillano per la scarsa attenzione a sicurezza e salute<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consumer-gold-cactus-2024-la-palma-nera-assegnata-dai-consumatori/">Consumer Gold Cactus 2024, la palma nera assegnata dai consumatori</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista dei consumatori francesi &#8217;60 Millions de Consommateurs&#8217; assegna il premio Cactus 2024 alle aziende che brillano per la scarsa attenzione a sicurezza e salute dei consumatori. (1)</p>
<h2>Consumer Gold Cactus 2024</h2>
<p><strong>Il premio &#8216;al contrario&#8217;</strong> Consumer Gold Cactus 2024, giunto alla ottava edizione, viene attribuito a nove aziende di vari settori commerciali. Le quali tutte si sono distinte per il comportamento scorretto nei confronti dei consumatori.</p>
<p><strong>Oltre ai tre peggiori </strong>operatori che finiscono sul podio, vengono infatti segnalati altri casi di condotte fallimentari e irrispettose nei confronti dei diritti basilari dei consumatori.</p>
<h2>1) Temu, la convenienza con alcuni problemi</h2>
<p><strong>Al primo posto</strong> nella classifica 2024 c&#8217;è Temu, la piattaforma di prodotti ‘made in China’ venduti a prezzi incredibilmente bassi e che già conta ben 92 milioni di clienti in Europa, ove è entrata nell&#8217;aprile 2023.</p>
<p><strong>Dietro tanta convenienza </strong>si celano diversi problemi. &#8216;<em>Innanzitutto i prodotti: istruzioni per l&#8217;uso in cinese, cosmetici senza lista degli ingredienti, giocattoli con piccole parti che si staccano, come dimostrato da diversi test della Federazione Europea dei Giocattoli.</em></p>
<p><em><strong>Qualità e sicurezza lasciano a desiderare</strong>. Le dogane, sopraffatte dalle merci provenienti dalla Cina, sono costrette a far passare molti prodotti non conformi&#8217;</em>, spiega 60 Millions de Consommateurs nelle motivazioni del &#8216;premio&#8217;.</p>
<h3>1.1) Cessione inconsapevole dei dati personali</h3>
<p><strong>I dati personali </strong>dei consumatori sono il vero valore in gioco, nelle transazioni sui portali di ecommerce e &#8216;online marketplace&#8217;. Nel caso di Temu, come di Amazon e altri colossi delle vendite sul web, ‘<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/amazon-linternet-of-things-allassalto-del-retail-fisico-cosa-come-che-fare/">Big Data is the key</a>’.</p>
<p><strong>A marzo 2024</strong>, rileva infatti ‘60 millions’, Temu addirittura &#8216;<em>offriva buoni e una somma su un conto PayPal ai nuovi clienti in cambio dell&#8217;uso a vita delle loro foto, nome, voce, opinioni, dichiarazioni, informazioni biografiche e città natale</em>&#8216;.</p>
<h2>2) Nestlé, la giga-frode sull’acqua minerale</h2>
<p><strong>Nestlé</strong>, al secondo posto, si aggiudica il Cactus d&#8217;argento per la giga-frode &#8211; durata 15 anni &#8211; delle acque minerali sottoposte a trattamenti vietati. (2)</p>
<p><strong>&#8216;<em>Tutti i marchi di Nestlé </em></strong><em>sono interessati dall’uso di trattamenti vietati per eliminare contaminanti come batteri coliformi e tracce di inquinanti: microfiltrazione inferiore a 0,8 micron, carbone attivo e ultravioletti. Da allora afferma di aver rinunciato ai trattamenti ultravioletti e ai filtri a carboni attivi, ma ammette di aver mantenuto i dispositivi di microfiltrazione, con l&#8217;accordo del governo.</em></p>
<p><em><strong>Questi trattamenti,</strong> sebbene non conformi, proteggevano i consumatori dal degrado della qualità dell&#8217;acqua&#8230; e questa è la linea di difesa di Nestlé. Insomma, l’inganno c’è, ma è per tutelare il consumatore</em>&#8216;, ironizza l&#8217;organizzazione dei consumatori.</p>
<h2>3) Stellantis, airbag difettosi</h2>
<p><strong>Il Cactus di bronzo</strong> va invece all&#8217;industria automobilistica Stellantis. &#8216;<em>Nella primavera del 2024, a più di 246.000 proprietari di C3 e DS3 è stato improvvisamente ordinato di smettere di guidare il proprio veicolo. Motivo: rischio di rottura dell&#8217;airbag, che potrebbe causare lesioni gravi o addirittura la morte</em>&#8216;.</p>
<p><strong>La mancanza di auto sostitutive </strong>e le lunghe liste d&#8217;attesa nelle officine per riparare il difetto hanno generato il panico tra i possessori delle auto citate. Ma c&#8217;è di più.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Takata </em></strong><em>(il costruttore giapponese degli airbag, chiuso nel 2018, ndr) aveva riconosciuto il difetto dei suoi airbag nel 2017, poco prima di fallire, e il rischio era noto dal 2015. Ciò non ha impedito a Stellantis di continuare la vendita di modelli dotati di questi airbag fino al 2019, senza informare gli acquirenti</em>&#8216;.</p>
<p><em><strong>Nonostante numerosi decessi </strong>all&#8217;estero in seguito all&#8217;esplosione degli airbag Takata, Stellantis ha taciuto. Un nuovo incidente mortale, nei Pirenei, ha finalmente innescato la campagna di richiamo nel maggio 2024</em>&#8216;. Fine della storia? No, perché &#8216;<em>il rischio riguarda anche C4, DS4 e DS5</em>&#8216;.</p>
<h2>4) Primagaz, clienti al freddo e senza bollette</h2>
<p><strong>Il Cactus of failure </strong>va a Primagaz, una compagnia di distribuzione di gas in bombole e serbatoi per le abitazioni non servite dal gas di rete. La disastrosa transizione digitale eseguita da Primagaz a inizio 2024 ha innescato una catena di problemi per i consumatori.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Notevoli ritardi </em></strong><em>nella consegna, perdita di tutti gli ordini, servizio di fatturazione scadente. I clienti si sono ritrovati senza bolletta, ma soprattutto senza riscaldamento in pieno inverno.</em><br />
<em>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate le difficoltà di consegna furono risolte, ma non i problemi con le fatture, e gli importi dovuti a volte erano enormi. Primagaz ha promesso di accettare pagamenti in più rate gratuitamente nelle aree clienti… che rimanevano di difficile accesso</em>&#8216;.</p>
<h2>5) Dazn, cactus low-cost</h2>
<p><strong>Dazn</strong>, la pay-tv sul calcio, si aggiudica il Cactus low-cost. La piattaforma ha infatti ridotto drasticamente la qualità del servizio. Dapprima venduto a 29,99 euro, l&#8217;abbonamento per vedere le partite della Ligue 1 è stato ridotto a 19,90 euro. Ancora troppo, secondo i consumatori, scesi frattanto a soli 400mila abbonamenti.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Il fallimento </em></strong><em>deriva in parte dalle scarse risorse destinate alla produzione. «Tutto è low cost», riassume Romain Molina, giornalista indipendente specializzato nel campo del calcio. Il numero di telecamere, ad esempio, è diminuito di un terzo rispetto alla scorsa stagione». Una stagione precedente pilotata da Amazon Prime con suono e immagini curate, uno spettacolo pre e post partita: tutto questo è scomparso su Dazn</em>&#8216;.</p>
<h2>6) Danone, il Cactus dell&#8217;opacità</h2>
<p><strong>Il Cactus dell&#8217;opacità</strong> viene assegnato a Danone, per la sua fuga dal Nutri-Score. Quando la revisione dell&#8217;algoritmo nutrizionale aveva peggiorato la valutazione degli yogurt da bere Actimel, Danonino, Alpro, Danone e Activia, il colosso ha scelto di eliminare il Nutri-Score dall&#8217;etichetta, invece di impegnarsi nella riformulazione dei prodotti. (3)</p>
<p>&#8216;<em>Dopo Bjorg, Krisprolls e certi salumi di Fleury Michon, Danone completa la lista di chi <strong>preferisce nascondere il proprio profilo nutrizionale piuttosto che migliorarlo</strong></em>&#8216;.</p>
<h2>7) Cactus 2024 della vulnerabilità a Free</h2>
<p><strong>La compagnia telefonica</strong> francese Free ha ricevuto il Cactus della vulnerabilità. Un attacco informatico all&#8217;operatore ha comportato il furto di dati dei clienti, con la sottrazione dei dati personali di 19,1 milioni di clienti e 5,1 milioni di coordinate bancarie.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Nella sua comunicazione</em></strong><em> iniziale, Free non ha menzionato l&#8217;esfiltrazione dei dati bancari, la cosa più preoccupante ovviamente. Il 27 ottobre, gli hacker hanno distribuito un campione di oltre 100.000 IBAN su un forum e li hanno messi tutti in vendita per 70.000 dollari</em>&#8216;.</p>
<h2>8) Carrefour bio, ingredienti indesiderati</h2>
<p><strong>Nei prodotti della linea Carrefour bio</strong> sono stati rinvenuti ingredienti indesiderati e non dichiarati. Uno scivolone che vale l&#8217;assegnazione del Cactus Presenza Indesiderata alla linea bio del gigante della GDO francese.</p>
<p><strong>Le analisi </strong>condotte da &#8217;60 Millions&#8217; hanno identificato due casi:</p>
<p>&#8211; nell&#8217;aprile 2024, la <strong>valeriana in bustine</strong> conteneva un metabolita derivante dalla degradazione di un erbicida (diclobenil), vietato dal 2009. Le quantità rinvenute hanno fatto sospettare un uso deliberato dell&#8217;agrotossico. Carrefour nega, sostenendo che il metabolita persiste nel terreno e può così contaminare le colture</p>
<p>&#8211; nell’estate 2024, le analisi hanno svelato la presenza di tracce di DNA di maiale nelle <strong>salsicce merguez di ‘puro manzo’</strong> a marchio Carrefour.</p>
<h2>9) Trustpilot, recensioni a pagamento</h2>
<p><strong>Il Doping Cactus</strong> è l&#8217;ultimo riconoscimento della serie 2024 e viene assegnato a Trustpilot, una piattaforma di recensioni.</p>
<p><strong>Il motivo?</strong> &#8216;<em>È possibile, per le aziende stanche delle loro valutazioni negative, pagare un servizio di Trustpilot che consiste nel chiedere ai clienti di scrivere una recensione positiva, prima di pubblicarla. Per importi che vanno da poche migliaia di euro fino a oltre 20.000 euro all&#8217;anno, a seconda delle dimensioni dell&#8217;azienda, è possibile ottenere un aumento significativo del proprio rating. Come nel ciclismo, quando il giudizio è positivo è perché c’è il sospetto di doping</em>&#8216;.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Temu remporte notre Cactus d’or de la consommation 2024. 60 Millions de Consommateurs. 26.12.24 <a href="https://www.60millions-mag.com/2024/12/26/temu-remporte-notre-cactus-d-or-de-la-consommation-2024-23881">https://www.60millions-mag.com/2024/12/26/temu-remporte-notre-cactus-d-or-de-la-consommation-2024-23881</a></p>
<p>(2) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/acqua-perrier-rischio-virus-in-aggiunta-alle-frodi-di-nestle/">Acqua Perrier, rischio virus in aggiunta alle frodi di Nestlé</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.12.24</p>
<p>(3) NOTA Dario Dongo. <a href="https://www.foodtimes.eu/consumer-en/nutri-score-danone-backtracks/">Nutri-score, Danone backtracks</a>. FT (Food Times). 6.9.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consumer-gold-cactus-2024-la-palma-nera-assegnata-dai-consumatori/">Consumer Gold Cactus 2024, la palma nera assegnata dai consumatori</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</title>
		<link>https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 12:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla riparazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7419</guid>

					<description><![CDATA[<p>La direttiva UE 2024/1799, finalmente, introduce le norme comuni per promuovere il diritto alla riparazione dei beni. I consumatori e i riparatori vengono così incentivati a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/">Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La direttiva UE 2024/1799, finalmente, introduce le norme comuni per promuovere il <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/">diritto alla riparazione dei beni</a>. I consumatori e i riparatori vengono così incentivati a richiedere ed effettuare la riparazione di alcuni prodotti, anziché gettarli e sostituirli. (1)</p>
<h2>1) Garanzia sui prodotti e diritto alla riparazione</h2>
<p><strong>I contratti di vendita</strong> tra venditori e consumatori, la garanzia sui prodotti e i rimedi da adottare nei casi di non-conformità sono già stati definiti nella direttiva (UE) 2019/771. (2) Altre misure sono previste nella direttiva per la responsabilizzazione dei consumatori verso la transizione verde.</p>
<p><strong>l venditori</strong> devono:</p>
<p>&#8211; riconoscere una garanzia legale di 2 anni dalla consegna (almeno 1 anno per i beni di seconda) e una garanzia commerciale che integra e non sostituisce quella legale</p>
<p>&#8211; adottare rimedi per il ripristino dei beni in garanzia, qualora si presentino non conformità che, a scelta del consumatore, possono comprendere la riparazione o la sostituzione (senza spese del consumatore)</p>
<p>&#8211; in caso di impossibilità o sproporzionalità dei costi dei rimedi di cui sopra, applicare una riduzione proporzionale del prezzo o la risoluzione del contratto</p>
<p>&#8211; adottare avvisi ed etichette armonizzate, per informare i consumatori sulla presenza della garanzia (legale e commerciale)</p>
<p>&#8211; fornire informazioni adeguate sui costi costi, i requisiti e le necessità di riparazione dei beni.</p>
<h2>2) Diritto alla riparazione ed economia circolare</h2>
<p><strong>Il Parlamento europeo</strong> &#8211; nella <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/economia-circolare-risoluzione-del-parlamento-europeo-sul-piano-dazione/">risoluzione</a> sulla comunicazione della Commissione sull’economia circolare &#8211; aveva a sua volta proposto di introdurre il ‘diritto alla riparazione’ nei confronti dei consumatori. (3)</p>
<p><strong>I consumatori</strong> hanno perciò diritto a:</p>
<p>&#8211; chiedere una riparazione a prezzi accessibili, dal riparatore di fiducia e di propria scelta, per i difetti che si manifestano anche al di fuori delle responsabilità del venditore e del periodo di garanzia</p>
<p>&#8211; ottenere gratuitamente (fatto salvo il caso in cui ciò richieda un servizio di diagnostica), entro un tempo ragionevole dalla richiesta, il modulo europeo di informazioni sulla riparazione.</p>
<p><strong>Il modulo</strong> consiste in un’offerta valida per 30 giorni, salvo periodi più ampio concordato tra le parti, ove sono riportati i dati del riparatore, il guasto e il servizio proposto, costo e tempi di riparazione. (4) In caso di sua accettazione, il riparatore è obbligato a eseguire il servizio di riparazione alle condizioni ivi stabilite.</p>
<h2>3) Obbligo di riparazione</h2>
<p><strong>L’obbligo di riparazione</strong> si applica ai prodotti in relazione ai quali siano state definite specifiche di riparabilità. Vale a dire:</p>
<p>&#8211; lavatrici, lavasciuga biancheria ed asciugabiancheria per uso domestico;</p>
<p>&#8211; lavastoviglie per uso domestico;</p>
<p>&#8211; apparecchi di refrigerazione;</p>
<p>&#8211; display elettronici;</p>
<p>&#8211; apparecchiature di saldatura;</p>
<p>&#8211; server e prodotti di archiviazione dati;</p>
<p>&#8211; telefori cellulari, telefoni cordless e tablet;</p>
<p>&#8211; beni che incorporano batterie per mezzi di trasporto leggeri.</p>
<p><strong>La riparazione</strong> può venire eseguita a titolo gratuito o a pagamento a un prezzo ragionevole e deve venire effettuata in tempi ragionevoli dalla consegna fisica del bene o dall’accesso consentito dal consumatore.</p>
<p><strong>Durante il periodo della riparazione</strong>, i consumatori possono &#8211; ma non hanno sempre diritto, al di fuori di casi specifici (5) &#8211; ricevere in prestito, a titolo gratuito o a pagamento, un bene sostitutivo o un bene analogo ricondizionato.</p>
<h2>4) Doveri dei fabbricanti</h2>
<p><strong>I fabbricanti </strong>dei beni e delle parti di ricambio:</p>
<p>&#8211; devono mantenere prezzi ragionevoli per non scoraggiare la riparazione</p>
<p>&#8211; devono pubblicare i prezzi per le riparazioni dei loro beni, che non può venire impedita (salvo questioni di proprietà intellettuale).</p>
<p>&#8211; non possono rifiutare una riparazione se altri riparatori o persone hanno effettuato una riparazione precedente, neppure quando siano state utilizzate parti originali usate, compatibili o ottenute da stampanti 3D ai riparatori indipendenti.</p>
<h2>5) Piattaforma europea per la riparazione</h2>
<p><strong>La piattaforma europea</strong> online serve per permettere ai consumatori di identificare i riparatori o i venditori di beni ricondizionati, così come gli acquirenti di beni difettosi per il ricondizionamento, o qualsiasi iniziativa di riparazione.</p>
<p><strong>L’intera piattaforma</strong> è costitutita dalle sezioni nazionali, le quali possono avere natura pubblica o privata. Essa deve includere, oltre ai riparatori, le altre figure che partecipano al sistema europeo.</p>
<p><strong>La registrazione </strong>per gli operatori è facoltativa, mentre il servizio per i consumatori è gratuito, garantendo l’accessibilità alle persone con disabilità. Esso deve permettere di effettuare ricerche, richiedere il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, permettere agli operatori di fornire le proprie informazioni.</p>
<h2>6) Misure nazionali per la riparazione</h2>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> devono:</p>
<p>&#8211; adottare almeno una misura idonea a promuovere la riparazione, insieme a misure adeguate a garantire la disponibilità per l’informazione ai consumatori</p>
<p>&#8211; definire i punti di contatto nazionali per la piattaforma online europea</p>
<p>&#8211; introdurre sanzioni proporzionate e dissuasive</p>
<p>&#8211; recepire la direttiva entro il 31 luglio 2026, con obbligo di rimuovere ogni misura divergente.</p>
<h2>7) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>Il legislatore europeo</strong>, ancora una volta, ha privilegiato gli interessi industriali rispetto ai diritti dei consumatori. Sotto due aspetti in particolare:</p>
<p>&#8211; la restrizione degli obblighi di riparazione a un gruppo ristretto di beni (v. paragrafo 3) che non comprende un’ampia serie di prodotti, elettrodomestici (es. forni, frullatori e robot da cucina, aspirapolvere e scope elettriche) e non;</p>
<p>&#8211; la facoltatività del modulo europeo di informazioni sulla riparazione;</p>
<p>&#8211; l’assenza di specifiche sui criteri di ‘prezzo ragionevole’ per le parti di ricambio.</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828 <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1799/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1799/oj</a></p>
<p>(2) Direttiva (UE) 2019/771 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e la direttiva 2009/22/CE, e che abroga la direttiva 1999/44/CE <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2019/771/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2019/771/oj</a></p>
<p>(3) Dario Dongo, Alessandra Mei. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/empowering-consumers-for-the-green-transition-via-libera-dal-parlamento-ue/">Empowering Consumers for the Green Transition, via libera dal Parlamento UE</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.2.24</p>
<p>(4) Il riparatore che fornisce il modulo europeo di informazioni deve rispettare gli obblighi di informazione sulle caratteristiche principali del servizio di riparazione, l’identità e le informazioni di contatto del riparatore, il prezzo e le modalità ed i tempi di esecuzione del servizio di riparazione</p>
<p>(5) Si veda il precedente articolo di Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/garanzia-su-ausili-per-la-disabilita-lantitrust-afferma-il-diritto-allassistenza-immediata/">Garanzia su ausili per la disabilità, l’Antitrust afferma il diritto all’assistenza immediata</a>. Égalité. 27.7.20</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/">Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chimica tossica nei tappetini da yoga, l’indagine di KEMI</title>
		<link>https://www.egalite.org/chimica-tossica-nei-tappetini-da-yoga-lindagine-di-kemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 12:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7405</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Agenzia svedese per le sostanze chimiche (KEMI) ha trovato nei tappetini da yoga alcune sostanze tossiche che alterano gli ormoni e causano il cancro. L’indagine KEMI<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/chimica-tossica-nei-tappetini-da-yoga-lindagine-di-kemi/">Chimica tossica nei tappetini da yoga, l’indagine di KEMI</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia svedese per le sostanze chimiche (KEMI) ha trovato nei tappetini da yoga alcune sostanze tossiche che alterano gli ormoni e causano il cancro.</p>
<h2>L’indagine KEMI sui tappetini da yoga</h2>
<p><strong>L’Agenzia KEMI</strong> (Kemikalieinspektionen) ha analizzato in laboratorio 40 prodotti per l’esercizio fisico, principalmente tappetini per yoga e palle da ginnastica, provenienti da 23 aziende. (1)</p>
<p><strong>I risultati </strong>mostrano che sette prodotti, ovvero il 18% del campione, contengono livelli eccessivamente elevati di sostanze vietate.</p>
<h2>Le sostanze tossiche individuate</h2>
<p><strong>Le analisi</strong> hanno evidenziato la presenza di due categorie di sostanze chimiche pericolose per la salute</p>
<p><strong>&#8211; lo ftalato DIBP</strong>, che <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/gli-ftalati-negli-imballaggi-alimentari-associati-alla-mortalita-prematura-studio-usa/">come tutti gli ftalati</a> può influenzare la capacità di avere figli e lo sviluppo del feto, oltre a costituire causa di mortalità prematura</p>
<p><strong>&#8211; le paraffine clorurate</strong> (SCCP e MCCP), classificate come cancerogene e anche molto dannose per gli organismi acquatici.</p>
<h2>Esposizione per contatto cutaneo</h2>
<p><strong>Le sostanze</strong> individuate sono notoriamente pericolose (pertanto vietate) e quando presenti negli oggetti esaminati possono penetrare nell’organismo mediante contatto cutaneo.</p>
<p><strong>‘<em>È sorprendente</em></strong><em> che i prodotti che entrano in contatto diretto con la pelle in molti casi contengano livelli così elevati di questi pericolosi plastificanti (gli ftalati, ndr)</em>’, commenta Susan Strömbom, ispettore KEMI.</p>
<h2>Bambini più a rischio</h2>
<p><strong>Tappetini per yoga</strong>, palline e altre attrezzature per esercizi vengono utilizzati anche dai bambini, particolarmente sensibili alle sostanze chimiche pericolose.</p>
<p><strong>‘<em>Alcune sostanze</em></strong><em> chimiche possono influenzare negativamente il loro sviluppo con effetti che si manifestano solo più tardi nella vita. </em></p>
<p><em><strong>Inoltre i bambini</strong> hanno un peso corporeo inferiore e mettono più cose in bocca, il che significa che sono esposti a quantità di sostanze chimiche maggiori rispetto agli adulti in relazione alla loro corporatura</em>’, spiega Susan Strömbom.</p>
<h2>L’importanza dei controlli</h2>
<p><strong>L’aspetto subdolo</strong> delle sostanze chimiche tossiche, presenti in diversi oggetti di uso quotidiano, è che gli effetti nocivi non sono immediati ma a lungo termine.</p>
<p><strong>La prevenzione</strong> è resa possibile dai continui controlli sul mercato da parte di istituzioni come l&#8217;Agenzia KEMI, molto efficiente ma colpita da tagli ai finanziamenti decisi dal governo svedese, ben più generoso nelle spese in armi. (2)</p>
<h2>Otto aziende denunciate</h2>
<p><strong>A esito dell’inchiesta</strong>, KEMI ha denunciato otto aziende ai procuratori ambientali per vari tipi di violazioni delle disposizioni del Codice ambientale.</p>
<p><strong>Come di consueto</strong>, l’Agenzia svedese per la sicurezza chimica fornisce l’elenco dei prodotti pericolosi, indicando ogni dettaglio per individuarli. La lista è in questo <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/09/ALLEGATO.pdf">allegato</a>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Tillsyn av yogamattor och andra träningsredskap 2023. KEMI Kemikalieinspektionen. 8/24 <a href="https://www.kemi.se/download/18.2d968bd118fa4331a051151c/1716965595792/Tillsynsrapport%208-24%20Tillsyn%20av%20yogamattor%20och%20andra%20tr%C3%A4ningsredskap%202023.pdf">https://www.kemi.se/download/18.2d968bd118fa4331a051151c/1716965595792/Tillsynsrapport%208-24%20Tillsyn%20av%20yogamattor%20och%20andra%20tr%C3%A4ningsredskap%202023.pdf </a></p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/taglio-dei-fondi-allagenzia-svedese-per-le-sostanze-chimiche-kemi/">Taglio dei fondi all’Agenzia svedese per le sostanze chimiche (KEMI)</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.9.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/chimica-tossica-nei-tappetini-da-yoga-lindagine-di-kemi/">Chimica tossica nei tappetini da yoga, l’indagine di KEMI</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Automobili, i consumi sono ben superiori a quelli dichiarati. Studio CE</title>
		<link>https://www.egalite.org/automobili-i-consumi-sono-ben-superiori-a-quelli-dichiarati-studio-ce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 08:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7345</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto dalla Commissione europea dimostra che i consumi di carburante delle automobili sono molto più elevati di quanto dichiarato dai produttori. (1) Una distorsione<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/automobili-i-consumi-sono-ben-superiori-a-quelli-dichiarati-studio-ce/">Automobili, i consumi sono ben superiori a quelli dichiarati. Studio CE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio condotto dalla Commissione europea dimostra che i consumi di carburante delle automobili sono molto più elevati di quanto dichiarato dai produttori. (1) Una distorsione della realtà nociva per le politiche ambientali, oltre che per i consumatori.</p>
<h2>Consumi delle automobili, un parametro essenziale</h2>
<p><strong>I consumi di carburante</strong> delle automobili dichiarati dai produttori derivano da una serie di test oggetto di standard internazionali (<em>Worldwide harmonised Light vehicles Test Procedures</em>, WLTP). Questi dati costituiscono un parametro essenziale:</p>
<ul>
<li>nelle scelte di acquisto, leasing e noleggio a lungo termine dei veicoli da parte dei consumatori e delle organizzazioni, pubbliche e private</li>
<li>nella definizione delle politiche ambientali dell&#8217;Unione Europea.</li>
</ul>
<p><strong>Il trasporto stradale</strong> è responsabile di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell’Unione europea. Di queste, circa il 70% è causato dai veicoli leggeri, vale a dire le automobili e i veicoli commerciali leggeri.</p>
<h2>Emissioni di gas serra e obiettivi climatici</h2>
<p><strong>L’obiettivo</strong> di raggiungere un impatto climatico neutrale in UE entro il 2050 comporta una riduzione del 90% delle emissioni di gas serra derivanti dai trasporti, rispetto ai livelli del 1990. Come previsto dallo <a href="https://www.egalite.org/european-green-deal-la-nuova-strategia-in-ue/">European Green Deal</a> (2019).</p>
<p><strong>Il regolamento (UE) 2019/631</strong> ha perciò definito gli obiettivi da raggiungere in termini di emissioni medie di CO2 anche per singolo produttore, ma la sua efficacia dipende dalla veridicità dei dati riferiti dai test WLTP delle industrie automobilistiche.</p>
<h2>Diesel e benzina, 18-24% di consumi extra</h2>
<p><strong>La corrispondenza tra i consumi</strong> di carburante dichiarati dai produttori e quelli reali è tuttavia lontana. La Commissione ha analizzato i dati di utilizzo effettivo di 617.194 veicoli messi in circolazione nel 2021 dimostrando che, in media:</p>
<ul>
<li>i veicoli a benzina consumano il 23,7% di carburante in più rispetto a quanto misurato con la procedura WLTP. Un gap che corrisponde a un maggior consumo di 1,5 litri per 100 km</li>
<li>le automobili alimentate a diesel consumano il 18,1% in più di quanto dichiarato, con un maggior consumo di 1,05 litri ogni 100 km.</li>
</ul>
<h2>Case automobilistiche europee e asiatiche, le differenze</h2>
<p><strong>L&#8217;ampiezza della forbice</strong> tra i valori di consumo reali e quelli dichiarati varia a seconda della marca:</p>
<p><strong>&#8211; nelle auto a benzina</strong> BMW, Dacia, Ford e Renault i consumi effettivi superano quelli dichiarati in misura variabile dal 25% fino a oltre il 30%. I consumi delle auto Hyundai, Suzuki e Toyota sono invece più vicini alle misurazioni teoriche dichiarate dai produttori</p>
<p><strong>&#8211; nel settore dei veicoli diesel</strong> lo scarto tra i valori reali e quelli teorici è generalmente meno significativo. Con eccezioni negative per Alfa Romeo, BMW e Seat, i cui consumi medi effettivi superano quelli dichiarati di oltre il 25%.</p>
<h2>Veicoli ibridi plug-in, 238% di consumi extra</h2>
<p><strong>La distanza tra i consumi</strong> effettivi su strada e i consumi teorici da dati WLTP raggiunge livelli sorprendenti per i veicoli ibridi plug-in. I quali &#8211; a differenza dei veicoli ibridi tradizionali, le cui batterie vengono ricaricate dal motore termico &#8211; possono venire collegati alla presa elettrica per la ricarica delle batterie.</p>
<p><strong>Il rapporto</strong> della Commissione europea riferisce che:</p>
<ul>
<li>il divario tra i consumi effettivi e quelli dichiarati varia tra il 170% e il 345%, con una media del 238%. In termini pratici, i consumi extra valgono 4,21 litri di benzina per 100 km</li>
<li>l&#8217;enorme divario viene imputato all&#8217;uso ‘errato’ di questi veicoli da parte dei consumatori, i quali non li ricaricano con sufficiente frequenza presso le colonnine (ammesso di trovarne a sufficienza, ndr) e non si affidano perciò all’esclusiva alimentazione elettrica.</li>
</ul>
<p><strong>Nel 2025</strong> verrà implementato un aggiornamento del protocollo WLTP per rappresentare meglio, si spera, il reale utilizzo di questi veicoli.</p>
<h2>Pratiche commerciali sleali?</h2>
<p><strong>Rimane da chiedersi</strong> se il mero rispetto di uno standard internazionale sia sufficiente a esentare le case automobilistiche da responsabilità per pratiche commerciali sleali, ai sensi della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/pratiche-commerciali-scorrette-il-codice-del-consumo-nellera-digitale/">Omnibus Directive (EU) 2019/2161</a>. Quali tutele per i consumatori?</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Report from the Commission Commission report under Article 12(3) of Regulation (EU) 2019/631 on the evolution of the real-world CO2 emissions gap for passenger cars and light commercial vehicles and containing the anonymised and aggregated real-world datasets referred to in Article 12 of Commission Implementing Regulation (EU) 2021/392 {COM(2024) 122 final} <a href="https://climate.ec.europa.eu/document/download/5b8549e4-9218-4b55-9429-ae609aca84bc_en?filename=swd.pdf">https://climate.ec.europa.eu/document/download/5b8549e4-9218-4b55-9429-ae609aca84bc_en?filename=swd.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/automobili-i-consumi-sono-ben-superiori-a-quelli-dichiarati-studio-ce/">Automobili, i consumi sono ben superiori a quelli dichiarati. Studio CE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fast fashion, quando la moda devasta l’ambiente</title>
		<link>https://www.egalite.org/fast-fashion-quando-la-moda-devasta-lambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 20:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7129</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli eccessi di produzione e consumo rendono opachi i numeri della moda. L’eccesso di offerta di capi low cost è ‘lo sporco segreto dell’industria tessile’ e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/fast-fashion-quando-la-moda-devasta-lambiente/">Fast fashion, quando la moda devasta l’ambiente</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli eccessi di produzione e consumo rendono opachi i numeri della moda. L’eccesso di offerta di capi low cost è ‘<em>lo sporco segreto dell’industria tessile</em>’ e fonte di disastri ambientali. Una recente inchiesta del Guardian approfondisce il tema della fast fashion vista dal versante della eccessiva produzione, o meglio dell’eccesso di offerta. Che ha numeri enormi ma al tempo stesso sconosciuti. (1)</p>
<h2>Il ciclo vizioso della fast fashion</h2>
<p><strong>Da un canto</strong>, dilaga la produzione di capi usa e getta, di bassa qualità, che vengono usati pochissimo. Talvolta mai, vengono gettati con il cartellino del prezzo. Merci inutili, che finiscono nelle discariche dell’Africa, in paesi come Ghana e Nepal, e spargono nell’ambiente particelle di inquinanti, coloranti ma anche micro e nanoplastiche, trovate ovunque, nei mari, nell’ambiente, nel sangue umano. (2)</p>
<p><strong>L’altra faccia</strong> del fenomeno è l’eccesso di consumo, alimentato anche da un marketing pervasivo che riproduce un ciclo di promozioni, sconti e campagne mirate per invitare i consumatori a continuare a comprare di continuo nuovo abbigliamento.</p>
<h2>Mistero sui numeri della fast fashion</h2>
<p><strong>I numeri</strong> in ballo sono in realtà solo stime. Fra il 10% e il 40% degli indumenti prodotti ogni anno non viene venduto. Ma quanti siano gli indumenti prodotti nessuno al momento lo sa con certezza.</p>
<p><strong>Il Guardian</strong> scrive che, secondo le statistiche a oggi disponibili, <em>‘ogni anno vengono realizzati tra 80 e 150 miliardi di indumenti’</em>. La percentuale di vestiti invenduti corrisponderebbe a un numero che varia fra 8 miliardi o 60 miliardi di indumenti all’anno.</p>
<p><em><strong>‘Nessuno sa</strong> esattamente quanti cappotti, jeans, magliette e scarpe da ginnastica vengono prodotti ogni anno, il che significa che nessuno sa quanti capi rimangono invenduti nei magazzini, destinati alla discarica o alla distruzione. Senza queste informazioni, cercare di ridurre l&#8217;impronta di carbonio dell&#8217;industria della moda è un po&#8217; come cercare di risolvere un puzzle al buio</em>’, (The Guardian).</p>
<h2>L’opacità dei dati</h2>
<p><strong>Uno dei problemi</strong> del settore tessile è la misinformation, denuncia Vox. (3). Più che di disinformazione o dell’abusata espressione ‘fake news’ si tratta di cattiva informazione, incompleta, fuorviante, basata su statistiche discutibili, con fonti di studi opache e non troppo chiare. Con il risultato di non avere definito il quadro in cui ci si deve muovere per chiedere nuove legislazioni o azioni effettive di tutela dell’ambiente.</p>
<p><strong>‘<em>L&#8217;8-10% delle emissioni globali</em></strong><em> di gas serra proviene dall&#8217;industria della moda, che è più delle industrie dell&#8217;aviazione e del trasporto marittimo messe insieme. L&#8217;industria della moda produce e vende tra gli 80 e i 150 miliardi di capi all&#8217;anno a livello globale. Quasi tre quinti di tutti i capi di abbigliamento prodotti finiscono negli inceneritori o nelle discariche entro pochi anni dalla produzione</em>’, sottolinea Vox.</p>
<p><strong>La forchetta di numeri</strong> è certo troppo ampia per assumere un significato univoco e dare vita ad azioni significative. Ma le prove che qualcosa non quadra sono tante, dai cumuli di rifiuti tessili in Africa alle acque potabili inquinate dalle microplastiche. ‘<em>La statistica secondo cui il 4% dei rifiuti globali proviene dall&#8217;industria della moda</em>’ è il fatto più documentato, secondo Vox.</p>
<h2>Un sistema di produzione ‘arcaico’</h2>
<p><strong>Alla base della sovrapproduzione</strong> di vestiti, secondo il Guardian, risiedono diversi motivi:</p>
<p>&#8211; i produttori insistono su quantità minime d’ordine,</p>
<p>&#8211; il ciclo di vendite è sempre più veloce,</p>
<p>&#8211; c’è una certa incapacità di interpretare il mercato, di prevedere la domanda dei consumatori.</p>
<p><strong>Un fenomeno</strong> sintomatico di un sistema di produzione arcaico, che incentiva il volume: più magliette vengono ordinate, più economico è il prezzo per ogni capo. Anche perché il fattore di costo più elevato riguarda i macchinari, non i lavoratori o i tessuti.</p>
<p><strong>Il risultato</strong> è uno spreco esorbitante. Ad alimentarlo controbuisce una domanda creata e alimentata dal marketing sui social media, dagli annunci digitali, dalle campagne email e da un ciclo apparentemente infinito di sconti e promozioni.</p>
<h2>Fast fashion out of fashion?</h2>
<p><strong>L’eccessivo consumo</strong> di abbigliamento low cost suscita anche riflessioni sulla responsabilità e la consapevolezza dei consumatori. Prima ancora, della politica.</p>
<p><strong>La legislazione europea</strong> ancora in sospeso sulla responsabilità estesa del produttore ‘<em>non arriverà mai abbastanza presto</em>’, secondo The Guardian.</p>
<p><strong>La Strategia europea per prodotti tessili</strong> sostenibili e circolari (4) stima che nella sola Ue</p>
<p>&#8211; ogni anno vengano buttati via circa 5,8 milioni di tonnellate di prodotti tessili, ossia 11,3 kg a persona,</p>
<p>&#8211; il consumo di prodotti tessili ha il quarto maggiore impatto sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, dopo l’alimentazione, l’alloggio e la mobilità ed è una delle tre principali fonti di pressione sull’uso dell’acqua e del suolo.</p>
<h2>Ogni secondo un camion di abiti incenerito</h2>
<p><strong>A livello globale</strong> i numeri si impennano:</p>
<p>&#8211; la produzione tessile è quasi raddoppiata tra il 2000 e il 2015,</p>
<p>&#8211; il consumo di abbigliamento e calzature è destinato ad aumentare del 63% entro il 2030,</p>
<p>&#8211; ogni secondo l’equivalente di un camion carico di materiali tessili è collocato in discarica o incenerito,</p>
<p>&#8211; solo poco più dell’1% dei materiali usati per produrre capi di abbigliamento viene riciclato per produrne di nuovi,</p>
<p>&#8211; fino al 35% dell’insieme delle microplastiche rilasciate nell’ambiente deriva dai prodotti tessili. (5)</p>
<p><strong>C’è molto da lavorare</strong> affinché la fast fashion sia ‘out of fashion’ come auspica l’Europa.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Lucianne Tonti. ’It’s the industry’s dirty secret’: why fashion’s oversupply problem is an environmental disaster. <em>The Guardian</em>. 18.1.24</p>
<p><a href="https://www.theguardian.com/fashion/2024/jan/18/its-the-industrys-dirty-secret-why-fashions-oversupply-problem-is-an-environmental-disaster">https://www.theguardian.com/fashion/2024/jan/18/its-the-industrys-dirty-secret-why-fashions-oversupply-problem-is-an-environmental-disaster</a></p>
<p>(2) Per un riepilogo del ritrovamento di micro e nanoplastiche in ambiente e nel corpo umano, vedi Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/una-nuova-analisi-svela-lenorme-mole-di-nanoplastiche-nellacqua-in-bottiglia/">Una nuova analisi svela l’enorme mole di nanoplastiche nell’acqua in bottiglia</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 15.1.24</p>
<p>(3) Alden Wicker. Fashion has a misinformation problem. That’s bad for the environment. <em>Vox</em>. 31.1.20 <a href="https://www.vox.com/the-goods/2020/1/27/21080107/fashion-environment-facts-statistics-impact">https://www.vox.com/the-goods/2020/1/27/21080107/fashion-environment-facts-statistics-impact</a></p>
<p>(4) EU strategy for sustainable and circular textiles <a href="https://environment.ec.europa.eu/strategy/textiles-strategy_en">https://environment.ec.europa.eu/strategy/textiles-strategy_en</a>, <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/9f3fc2a6-b02f-11ec-83e1-01aa75ed71a1/language-en/format-PDF/source-278929923">https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/9f3fc2a6-b02f-11ec-83e1-01aa75ed71a1/language-en/format-PDF/source-278929923</a></p>
<p>(5) Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/microplastiche-dai-tessuti-il-ruolo-della-moda-low-cost/">Microplastiche dai tessuti, il ruolo della moda low cost</a>. <em>Égalité</em>. 5.5.22</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/fast-fashion-quando-la-moda-devasta-lambiente/">Fast fashion, quando la moda devasta l’ambiente</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mini localizzatori per persone, animali e oggetti</title>
		<link>https://www.egalite.org/mini-localizzatori-per-persone-animali-e-oggetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 07:53:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7126</guid>

					<description><![CDATA[<p>La rivista dei consumatori francesi 60 Millions de Consommateurs pubblica una comparazione tra i localizzatori (tracker) utili per rintracciare persone, animali domestici, oggetti e veicoli. Questi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/mini-localizzatori-per-persone-animali-e-oggetti/">Mini localizzatori per persone, animali e oggetti</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista dei consumatori francesi 60 Millions de Consommateurs pubblica una comparazione tra i localizzatori (tracker) utili per rintracciare persone, animali domestici, oggetti e veicoli. Questi dispositivi non sono classificati come ‘medicali’ ma possono rivelarsi utili anche per la sicurezza di bambini e persone con i primi sintomi di Alzheimer. (1)</p>
<h2>Localizzatori per oggetti</h2>
<p><strong>La prima tipologia</strong> di localizzatori è dedicata al ritrovamento di oggetti, come chiavi, portafoglio o borsa. Pesano meno di 20g e funzionano secondo la tecnologia Bluetooth Low Energy (LE), che consuma fino a dieci volte meno energia del Bluetooth.</p>
<p><strong>Si utilizzano</strong> mediante smartphone e risultano utili nella localizzazione (con allarme sonoro) entro un raggio di oltre 100 metri, con funzioni meno precise nel caso di abitazioni a più piani.</p>
<h2>Il plus dei piccoli localizzatori Apple e Samsung</h2>
<p><strong>I piccoli localizzatori</strong> dei due big Apple e Samsung possono funzionare anche a distanze maggiori, con una precisione di pochi centimetri, grazie alla tecnologia Ultra Wideband (UWB), che per il tracciamento usa come ‘ripetitori’ i telefoni di altri utenti (in forma anonima). Con una distinzione:</p>
<p><strong>&#8211; Air-Tag di Apple</strong>, che costa circa 37 euro, attivando la funzione ‘Trova’ usa come rete tutti gli iPhone che si trovano nelle vicinanze,</p>
<p><strong>&#8211; SmartTag2 di Samsung</strong> (prezzo di circa 30 euro) offre un servizio di localizzazione simile, ma la rete è molto più limitata poiché include solo gli smartphone su cui gli utenti hanno installato l’apposita applicazione.</p>
<p><strong>Questa funzione</strong> è ovviamente meno efficace nelle aree rurali, dove non si trovano smartphone.</p>
<p><strong>I localizzatori </strong>di Apple e Samsung sono primi in classifica, secondo le prove condotte da 60 Millions de Consommateurs. Chipolo One Spot (circa 34 euro), per il sistema Apple, è terzo. Orbit Key (circa 40 euro), compatibile con Apple e Samsung, è quarto in classifica.</p>
<h2>Tracker per veicoli e persone</h2>
<p><strong>I localizzatori </strong>per monitorare un&#8217;auto o una moto sono generalmente più grandi e pesanti, ma alcuni modelli si prestano anche all’inserimento in una borsa o in una tasca.</p>
<p><strong>Il tracciamento</strong> della posizione avviene mediante un chip GPS che trasmette la posizione allo smartphone. In questo caso è però necessario un abbonamento mensile o annuale e una SIM card.</p>
<h2>Sorveglianza discreta di malati di Alzheimer</h2>
<p><strong>Alcuni localizzatori</strong> di questa categoria consentono di stabilire un confine di sicurezza oltre il quale viene inviato un allarme sullo smartphone. Questa funzione è molto utile per sorvegliare con discrezione un familiare con i primi sintomi di Alzheimer, ma anche i bambini nel tragitto casa-scuola, per esempio, o nelle attività prive della sorveglianza di un adulto.</p>
<p><strong>I primi tre</strong> localizzatori nella classifica di 60 Millions de Consommateurs sono:</p>
<p>&#8211; PAJ GPS. L’apparecchio pesa circa 140g, costa circa 30 euro e richiede il pagamento di un abbonamento da 5 a 7 euro/mese per la SIM,</p>
<p>&#8211; Geotraceur Locbox Nano (295 euro), non disponibile in Italia,</p>
<p>&#8211;  Winnes 905 b 4g (circa 85 euro), 370g. Richiede l’attivazione una SIM.</p>
<p><strong>Da notare</strong> che mentre in Francia la compagnia Free offre una sim card ad appena 2 €/mese, in Italia questi abbonamenti ad hoc sembrano poco diffusi.</p>
<h2>Dispositivi per tracciare cani e gatti</h2>
<p><strong>La terza categoria </strong>di localizzatori esaminata dal mensile dei consumatori francesi è studiata per monitorare gli spostamenti degli animali domestici.</p>
<p><strong>Come i modelli </strong>per localizzare i veicoli, questi dispositivi funzionano con la rete GPS e richiedono l’inserimento di una sim card e la sottoscrizione di un abbonamento. Consentono inoltre l’impostazione di un&#8217;area limite oltre la quale viene inviata una notifica sullo smartphone collegato.</p>
<p><strong>L’area </strong>di funzionamento è indicata in 500 metri, ma secondo i test francesi in città non supera i 250 metri.</p>
<p><strong>I primi tre</strong> in classifica sono</p>
<p>&#8211; Tractive dog (prezzo circa 50 euro)</p>
<p>&#8211; Weenect (circa 50 euro),</p>
<p>&#8211; Kippy (circa 50 euro), che però fatica nella comunicazione in tempo reale del superamento della zona limite impostata.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) V. <a href="https://www.60millions-mag.com/">https://www.60millions-mag.com/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/mini-localizzatori-per-persone-animali-e-oggetti/">Mini localizzatori per persone, animali e oggetti</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luce, gas, rc-auto, risparmiare con i comparatori delle Authority</title>
		<link>https://www.egalite.org/luce-gas-rc-auto-risparmiare-con-i-comparatori-delle-authority/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 15:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7106</guid>

					<description><![CDATA[<p>Risparmiare sulle bollette di luce e gas e sui costi della rc-auto richiede un monitoraggio almeno annuale delle tariffe proposte dai diversi operatori. In alternativa alle<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/luce-gas-rc-auto-risparmiare-con-i-comparatori-delle-authority/">Luce, gas, rc-auto, risparmiare con i comparatori delle Authority</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Risparmiare sulle bollette di luce e gas e sui costi della rc-auto richiede un monitoraggio almeno annuale delle tariffe proposte dai diversi operatori. In alternativa alle proposte commerciali avanzate dai call center, spesso poco chiare e mai confrontabili, per ogni settore sono disponibili i comparatori gestiti dalle Authority di regolamentazione.</p>
<h2>I comparatori tariffari delle Authority</h2>
<p><strong>I sistemi</strong> approntati dalle Authority sono piattaforme accessibili attraverso i siti web ufficiali di</p>
<p><strong>&#8211; <a href="https://www.ivass.it/">IVASS</a></strong>, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni,</p>
<p><strong>&#8211; <a href="https://www.arera.it/">ARERA</a></strong>, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.</p>
<h2>1) Luce e gas</h2>
<p><strong>ARERA</strong>, l’Authority del settore energetico, mette a disposizione dei consumatori tre strumenti:</p>
<p><strong>&#8211; un rapporto sui consumi</strong> delle singole utenze, fino ai 36 mesi precedenti, che consente di monitorare l’andamento dei m3 di gas e dei kwh di energia elettrica utilizzati. Il dato è fondamentale per comparare le offerte commerciali delle diverse aziende di fornitura. L’accesso al servizio avviene mediante SPID o CIE, la carta d’identità elettronica, (1)</p>
<p><strong>&#8211; un call center</strong>, raggiungibile mediante numero verde 800 166 654 (lunedì-venerdì, 8-18) per chiedere informazioni, presentare reclami e avviare una conciliazione, anche riguardo al servizio idrico,</p>
<p><strong>&#8211; il comparatore tariffario</strong>, un motore di ricerca che fornisce una selezione delle offerte commerciali disponibili per ciascuna utenza. (2) Il cambio fornitore è sempre consentito, senza penali, nel rispetto dell’eventuale periodo di preavviso concordato nel contratto che si intende chiudere. Gi aventi diritto di bonus per disagio fisico (vale a dire disabilità) seguono un iter dedicato, come abbiamo visto. (3,4)</p>
<h3>1.1) Come usare il comparatore</h3>
<p><strong>L’uso del comparatore</strong> richiede di</p>
<p>&#8211; conoscere il proprio consumo annuo, elemento indispensabile per una migliore comparazione delle offerte. Il dato si recupera nel portale di ARERA o nell’area personale presso il proprio fornitore. In alternativa si possono sommare i consumi indicati nelle bollette degli ultimi 12 mesi,</p>
<p>&#8211; valutare se si preferisce il prezzo fisso o variabile della materia prima,</p>
<p>&#8211; decidere se, in base alle proprie abitudini, conviene una fornitura con tariffa monoraria o bioraria (più cara nella fascia 8-19 e meno cara nella fascia oraria 19-8 e nei festivi),</p>
<p>&#8211; scegliere se si desidera acquistare energia elettrica da fonti rinnovabili.</p>
<h2>2) Rc-auto</h2>
<p><strong>L’assicurazione obbligatoria</strong> di veicoli (rc-auto) è un altro conto salato inevitabile e in aumento. Le compagnie assicurative giustificano i rincari con il caro-prezzi che ha reso più onerosi i sinistri, per ricambi e riparazioni.</p>
<p><strong>L’IVASS</strong>, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, registra rincari in tutte le province. La variazione va da +1,5% a +9,4%. Gli incrementi maggiori si registrano a</p>
<ul>
<li>Roma (+9,4%),</li>
<li><span style="font-size: 14px;">Cagliari (+8,1%), </span></li>
<li><span style="font-size: 14px;">Milano (+8,0%).</span></li>
</ul>
<h3>2.1) PreventiIVASS</h3>
<p><strong>Il costo medio</strong> della garanzia rc-auto nel secondo trimestre 2023 ammonta a 374 euro. Porta con sé un aumento di +5,9% rispetto all’anno precedente, inferiore all’incremento su base annua dell’indice generale dei prezzi del 6,4%, dichiara IVASS. (5) C’è quindi spazio per ulteriori rincari.</p>
<p><strong>Per confrontare le offerte</strong> di rc-auto di ciclomotori, motocicli e auto è disponibile PreventiIVASS, il comparatore dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Vi si accede senza SPID, semplicemente digitando</p>
<p>&#8211; codice fiscale dell’intestatario del veicolo o motoveicolo,</p>
<p>&#8211; targa del mezzo che si intende assicurare. (6)</p>
<p><strong>IVASS</strong> fornisce assistenza per l’uso del Preventivatore al numero verde 800 184 801, attivo da lunedì a venerdì, dalle 8,30 alle 16,30.</p>
<h3>2.2) Controlli incrociati</h3>
<p><strong>Il comparatore pubblico</strong> elenca tutte le offerte di contratto base (solo rc, responsabilità civile) disponibili sul mercato italiano. La selezione richiede però altri due passaggi, da compiere nel sito della compagnia di assicurazioni:</p>
<p>&#8211; verificare che il <strong>prezzo</strong> indicato in PreventIVASS sia al netto degli sconti che di tanto in tanto gli operatori decidono di applicare (non riferiti sul comparatore pubblico), (7)</p>
<p>&#8211; valutare se aggiungere al contratto base <strong>ulteriori garanzie</strong>, come soccorso stradale, assistenza legale, rinuncia alla rivalsa ect.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) I dati ufficiali dei tuoi consumi di elettricità e gas. ARERA <a href="https://www.consumienergia.it/portaleConsumi/">https://www.consumienergia.it/portaleConsumi/</a></p>
<p>(2) Portale Offerte. ARERA <a href="https://www.ilportaleofferte.it/portaleOfferte/">https://www.ilportaleofferte.it/portaleOfferte/ </a></p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/">Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani</a>. <em>Égalité</em>. 16.9.22</p>
<p>(4) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/utenze-salvavita-e-bonus-energia-ai-disabili-la-beffa-di-areti-spa/">Utenze salvavita e bonus energia ai disabili, la beffa di Areti SpA</a>. <em>Égalité</em>. 22.6.23</p>
<p>(5) Comunicazione statistica n. 6/2023. IPER: l’andamento dei prezzi effettivi per la garanzia r.c. auto nel secondo trimestre 2023. IVASS. 1.9.23 <a href="https://www.ivass.it/pubblicazioni-e-statistiche/statistiche/comunicazioni-statistiche/2023/n_6_2023/Report_IPER_II_trim_23.pdf">https://www.ivass.it/pubblicazioni-e-statistiche/statistiche/comunicazioni-statistiche/2023/n_6_2023/Report_IPER_II_trim_23.pdf </a></p>
<p>(6) PreventIVASS <a href="https://www.preventivass.it/home">https://www.preventivass.it/home </a></p>
<p>(7) Assicurazioni auto: nuova mazzata per le famiglie. E il comparatore pubblico? <em>QuiFinanza</em>. 20.6.23 <a href="https://quifinanza.it/info-utili/assicurazioni-auto-nuova-mazzata-per-le-famiglie-e-il-comparatore-pubblico/723263/">https://quifinanza.it/info-utili/assicurazioni-auto-nuova-mazzata-per-le-famiglie-e-il-comparatore-pubblico/723263/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/luce-gas-rc-auto-risparmiare-con-i-comparatori-delle-authority/">Luce, gas, rc-auto, risparmiare con i comparatori delle Authority</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diritto alla riparazione. Lavori in corso in Europa</title>
		<link>https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 09:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla riparazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5601</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea è al lavoro sul diritto alla riparazione. Se si vuole applicare in concreto l’economia circolare e avere prodotti più sostenibili, bisogna puntare sulla<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/">Diritto alla riparazione. Lavori in corso in Europa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea è al lavoro sul diritto alla riparazione. Se si vuole applicare in concreto l’economia circolare e avere prodotti più sostenibili, bisogna puntare sulla riparazione e sul riutilizzo dei beni. Specialmente quando si parla di prodotti elettronici ed elettrodomestici.</p>
<h2>L’iniziativa europea su riparazione e riutilizzo</h2>
<p><strong>La Commissione europea</strong> ha lanciato un’iniziativa che «<em>promuove un uso più sostenibile dei beni nel loro ciclo di vita. Incoraggerà i consumatori a compiere scelte più sostenibili fornendo incentivi e strumenti per utilizzare i beni per un periodo più lungo, anche riparando i prodotti difettosi</em>». (1)</p>
<p><strong>L’intento </strong>è incoraggiare i produttori a progettare prodotti che durino di più (contro i fenomeni di obsolescenza programmata) e siano riparabili con facilità. Premesse essenziali per incrementare il consumo sostenibile, come pure l’acquisto di prodotti di seconda mano, ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e contribuire all’economia circolare.</p>
<p><strong>La consultazione pubblica</strong>, aperta l’11.1.22, durerà fino a 5.4.22.</p>
<h2>Consumo sostenibile vs insostenibile</h2>
<p><strong>Una delle grandi questioni</strong> ambientali dei consumi non sostenibili è la produzione di una crescente quantità di rifiuti. La nuova agenda per i consumatori e il piano d’azione per l’economia circolare della Ue mirano dunque a promuovere la riparazione e a incoraggiare il passaggio a prodotti più sostenibili. Lo stesso Parlamento europeo ha invitato la Commissione a facilitare le scelte sostenibili dei consumatori e delle imprese e a promuovere il diritto alla riparazione. E il Consiglio dell’Unione europea (22.2.21) ha accolto con favore l’iniziativa sul &#8216;diritto alla riparazione&#8217; con l’obiettivo di promuovere riparazioni più sistematiche, anche al di là del periodo di responsabilità (la garanzia legale di conformità, due anni), a un costo ragionevole. (2)</p>
<p><strong>L’iniziativa</strong> della Commissione europea porterà nel terzo trimestre 2022 a una proposta legislativa sul diritto alla riparazione, come indicato anche nella lettera di intenti inviata dalla Commissione europea al Parlamento nel settembre 2021, con le iniziative che Bruxelles proporrà nell’arco dell’anno.</p>
<h2>Il ciclo di vita dei prodotti</h2>
<p><strong>Come spiega</strong> la Commissione nell’invito a presentare contributi per una valutazione d’impatto dell’iniziativa, le imprese hanno un interesse economico limitato a fornire beni più sostenibili dal punto di vista ambientale e che durino di più. I consumatori possono fare scelte sostenibili ma quello che ha un impatto è anche la durata d’uso che si fa dei prodotti, il loro ciclo di vita.</p>
<p>&#8216;<em>Attualmente <strong>numerosi prodotti non vengono usati per il proprio intero ciclo di vita potenziale e diventano rifiuti prima del suo termine</strong>. Alcuni studi dimostrano che negli ultimi anni la durata di vita di molti prodotti è in calo; i consumatori possono svolgere un ruolo importante per invertire questa tendenza&#8217;</em>.</p>
<p><strong>I consumatori</strong> non vengono incentivati a comprare beni usati o rigenerati. Uno dei fenomeni è sotto gli occhi di tutti, nella vita quotidiana: l’alto costo dei pezzi di ricambio o dell’intervento di riparazione.</p>
<p><strong>&#8216;Al di là della direttiva</strong>, quando i consumatori non possono beneficiare dei rimedi previsti dal periodo di responsabilità legale (ad esempio perché il difetto è stato causato da essi stessi o il periodo di responsabilità legale è scaduto), spesso si trovano ad affrontare notevoli difficoltà nel riparare i beni, cosa che spesso li porta a gettarli via prematuramente (ad esempio perché dissuasi dai costi di riparazione, talora vicini o addirittura superiori al prezzo di un prodotto nuovo). Anche l&#8217;atteggiamento spesso avverso dei consumatori nei confronti dei beni di seconda mano o rigenerati causa una riduzione della durata di vita dei beni, con ripercussioni negative sull&#8217;ambiente&#8217;.</p>
<h2>Riparare è meglio che ricomprare</h2>
<p><strong>I rifiuti elettronici</strong> (RAEE) sono il gruppo di rifiuti che nel mondo aumenta di più con un forte impatto sull&#8217;ambiente, spiega la campagna <em>Right to Repair</em>. Solo il 15-20% viene riciclato. Ogni anno vengono prodotti 53 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, l&#8217;equivalente del peso di 350 navi da crociera.</p>
<p><strong>«</strong><em><strong>I prodotti elettronici</strong> hanno un alto impatto ambientale. Occorrono materie prime preziose e quantità considerevoli di energia per produrli. Quando questi prodotti vengono smaltiti, tutta l’energia incorporata viene persa, come anche molti dei materiali &#8211; solo una piccola parte può essere effettivamente recuperata attraverso il riciclaggio. Ecco perché estendere la vita dei prodotti elettrici ed elettronici attraverso la riparazione è il modo più efficiente per ridurre il loro impatto ambientale complessivo</em>». (3)</p>
<h2>Allungare la vita dei prodotti ha senso?</h2>
<p><strong>Alcuni studi</strong> dimostrano che solo in casi eccezionali la sostituzione dei prodotti è meno nociva sull’ambiente rispetto alla riparazione. I consumatori desiderano prodotti che abbiano maggiore durata e si possano riparare (<em>Dossier Coolproducts. (</em>4).</p>
<p><strong>Secondo un rapporto Eurobarometro</strong> del 2019 sugli atteggiamenti degli europei nei confronti della gestione dei rifiuti e dell’efficienza delle risorse, il 77% dei cittadini dell&#8217;Unione farebbe riparare i propri beni piuttosto che comprarne di nuovi. Ma alla fine deve sostituirli o scartarli perché scoraggiato dal costo delle riparazioni e dal livello del servizio fornito.</p>
<p><strong>Le cause</strong> alla base della ridotta vita dei prodotti possono essere diverse, possono riguardare ragioni indotte dal <em>software</em> (ad esempio periferiche che diventano obsolete), elettronica carente, &#8216;costo elevato di riparazione&#8217;, oppure &#8216;tendenze e desiderio di nuove funzionalità&#8217;. A questo si aggiunge la carenza di informazioni sulla durata di vita dei prodotti e sulla loro riparabilità.</p>
<h2>Il <em>dossier Coolproducts</em></h2>
<p><strong>Il <em>dossier Coolproducts</em></strong> ha analizzato quattro gruppi di prodotti: lavatrici, computer portatili, aspirapolvere e <em>smartphone</em>. Dal punto di vista del riscaldamento globale, ha senso allungare la vita dei prodotti? Sì, conclude l’indagine. Per tutti e quattro i gruppi di prodotti analizzati, sono state esaminate le implicazioni dell’estensione del ciclo di vita a oggi “normale” invece che della sostituzione con prodotti nuovi (I normali valori del ciclo di vita sono 11 anni per le lavatrici; 4-5 anni per i computer portatili; 5-8 anni per gli aspirapolvere; 3 anni per gli <em>smartphone</em>).</p>
<p><strong>&#8216;</strong><em><strong>La nostra analisi</strong> mostra che, in circostanze normali, ha sempre senso allungare la vita del nostro prodotti oltre la loro vita tipica. Da un punto di vista del riscaldamento globale, le lavatrici dovrebbero durare per 25-40 anni per compensare le emissioni di gas serra che vengono da produzione, distribuzione e smaltimento; gli aspirapolvere dai 18 ai 48 anni; notebook e smartphone dovrebbero essere conservati per tutto il tempo possibile, perché non solo la sostituzione dei vecchi dispositivi consuma nuove risorse, ma anche le nuove generazioni consumano più energia rispetto alle precedenti&#8217;</em>.</p>
<p><strong>Se è difficile</strong> immaginare un ciclo di vita lungo decenni, questo non significa che sia impossibile agire. Prendiamo lo <em>smartphone</em>, prodotto dalle tante implicazioni legate anche al <em>lifestyle</em> e alla volontà di esibire l’ultimo modello. La produzione di <em>smartphone</em> ha il maggior impatto sul clima perché la produzione dei componenti è ad alta densità di materiale ed energia. Il ciclo di vita atteso di uno <em>smartphone</em> è di (soli) tre anni. Estendere il ciclo di vita di tutti gli <em>smartphone</em> in Europa per un solo anno permetterebbe di risparmiare 2,1 Mt CO2 l’anno entro il 2030, equivalente a togliere più di un milione di auto dalle strade.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <em>Consumo sostenibile di beni &#8211; promuovere la riparazione e il riutilizzo</em> <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13150-Consumo-sostenibile-di-beni-promuovere-la-riparazione-e-il-riutilizzo_it">https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13150-Consumo-sostenibile-di-beni-promuovere-la-riparazione-e-il-riutilizzo_it</a></p>
<p>(2) Conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del 22 febbraio 2021 sulla nuova Agenda dei consumatori. Da sottolineare i punti 10 e 11. <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6364-2021-INIT/it/pdf">https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6364-2021-INIT/it/pdf</a></p>
<p>Al punto 10 scrive “<em>SOTTOLINEA la necessità di ridurre l&#8217;impronta ecologica dei consumatori promuovendo l&#8217;allungamento della durata di vita e la durabilità dei prodotti, l&#8217;adeguata manutenzione, la riparabilità e il riciclaggio, e prevenendo nel contempo l&#8217;obsolescenza prematura, anche per quanto riguarda i software; ACCOGLIE CON FAVORE l&#8217;intenzione della Commissione di affrontare tali questioni nelle prossime proposte legislative pertinenti</em>”.</p>
<p>Al punto 11, “<em>RICONOSCE il ruolo dei consumatori nei nuovi modelli imprenditoriali che potrebbero ottimizzare l&#8217;efficienza e la sostenibilità di beni e servizi, quali la condivisione, il leasing o la rifabbricazione dei prodotti, o la loro fornitura come servizio o come prodotti di seconda mano, in linea con gli obiettivi di un&#8217;economia circolare; SI COMPIACE dell&#8217;intenzione della</em> <em>Commissione di rafforzare il &#8220;diritto alla riparazione&#8221;, in modo da consentire una riparazione più sistematica e agevole dei beni, anche oltre il periodo di garanzia, a un costo accettabile ed entro tempi ragionevoli per i consumatori</em>”.</p>
<p>(3) Campagna <em>Right to Repair.</em> <a href="https://repair.eu/it/">https://repair.eu/it/</a></p>
<p>(4) <em>Coolproducts don’t cost the Earth, dossier.</em> <a href="https://eeb.org/wp-content/uploads/2019/09/Coolproducts-report.pdf">https://eeb.org/wp-content/uploads/2019/09/Coolproducts-report.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/">Diritto alla riparazione. Lavori in corso in Europa</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza chimica, nuovi divieti e regole nel 2022</title>
		<link>https://www.egalite.org/sicurezza-chimica-nuovi-divieti-e-regole-nel-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 08:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5576</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sicurezza chimica è ancora un miraggio. Prosegue tuttavia, con lentezza, la revisione della legislazione europea sulle sostanze chimiche per proteggere consumatori, lavoratori e ambiente. Tra<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sicurezza-chimica-nuovi-divieti-e-regole-nel-2022/">Sicurezza chimica, nuovi divieti e regole nel 2022</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sicurezza chimica è ancora un miraggio. Prosegue tuttavia, con lentezza, la revisione della legislazione europea sulle sostanze chimiche per proteggere consumatori, lavoratori e ambiente.</p>
<p>Tra le novità che entrano in vigore nel 2022 compare il divieto di tre fragranze allergeniche nei giocattoli e restrizioni sulla quantità di IPA (idrocarburi aromatici policiclici) ammesse nei prodotti finiti, come i tappeti erbosi artificiali. Ecco le modifiche più rilevanti, riassunte dall’Agenzia svedese per i prodotti chimici (<a href="https://www.kemi.se/">KEMI</a>, <em>Kemikalieinspektionen</em>).</p>
<h2>Sicurezza chimica, da febbraio 2022 alert sul poliuretano</h2>
<p><strong>I diisocianati</strong> sono sostanze chimiche impiegate principalmente per la produzione di plastica poliuretanica (PUR), molto diffusa in forma di schiume, sigillanti e rivestimenti. Sono riconosciuti da molti anni come allergenici e sensibilizzanti per le vie respiratorie (causando asma grave) e della pelle.</p>
<p><strong>Dal 24.2.22</strong>, la concentrazione di diisocianati è ridotta allo 0,1% di peso del prodotto finito e la vendita è riservata a lavoratori formati sull’uso sicuro del materiale. Un’etichetta deve precisare che tra oltre un anno (dal 24.8.23) l’uso industriale o professionale del prodotto contenente diisocianati sarà consentito solo dopo aver ricevuto una formazione adeguata. (1)</p>
<h2>Etichettatura di pericolo</h2>
<p><strong>Dal 1.3.22</strong> scatta l’armonizzazione obbligatoria di classificazione, imballaggio ed etichettatura di pericolo di un gruppo di sostanze chimiche elencate nell&#8217;allegato VI del regolamento 1272/2008, detto regolamento CLP, <em>Classification, labelling and packaging.</em></p>
<p><strong>Il XV adeguamento</strong> tecnico (ATP 15, <em>Adaption to Technical Progress</em>) dell’elenco delle sostanze riguarda, tra gli altri, il diisottilftalato (DIOP), uno ftalato plastificante classificato come tossico per la riproduzione, vale a dire nocivo per la fertilità o il nascituro, e per il piombo in polvere. (2)</p>
<h2>Cancerogeni e allergizzanti nei giocattoli</h2>
<p><strong>I giocattoli</strong> possono contenere sostanze molto pericolose per la salute dei bambini. Dopo la revisione delle regole nel 2021 su formaldeide e alluminio, alcuni correttivi sono in vista per il 2022. Tre fragranze allergeniche (atranolo, clotraranolo e metil pentano carbonato) dal 5.7.22 si aggiungono alle 55 già vietate. L’etichettatura obbligatoria per le fragranze allergeniche ammesse viene invece estesa da 11 a 72 sostanze.</p>
<p><strong>Sulla anilina</strong> &#8211; genotossica e cancerogena &#8211; dal 5.12.22 scattano nuovi limiti per la presenza nei giocattoli per bambini di età inferiore ai tre anni e negli altri giocattoli destinati a essere messi in bocca. I limiti si applicano ai giocattoli in tessuto e pelle e alle pitture per le dita. (3)</p>
<h2>La chimica nei campetti da gioco</h2>
<p><strong>Gli idrocarburi aromatici policiclici</strong> (IPA) sono composti molto pericolosi per la salute, in quanto cancerogeni e mutageni. Sono presenti nei granuli cosparsi nelle aree giochi per attenuare le cadute e nei prati artificiali, largamente impiegati nelle aree dedicate allo sport.</p>
<p><strong>Dal 10.8.22</strong> ne viene rivista la presenza. Le nuove soglie massime sono di 20 mg/kg (0,002%) per la somma di 8 specifici IPA. (4)</p>
<h2>Etichettatura di pericolo, fine del periodo di transizione</h2>
<p><strong>Il 17.12.22</strong> termina il periodo di transizione stabilito dall’ATP 17 (il diciassettesimo adeguamento tecnico del regolamento CLP) per aggiornare classificazione, etichettatura e imballaggio, nonché terminare le scorte, di altre numerose sostanze chimiche, tra le quali:</p>
<p>&#8211; acido citrico e diverse sostanze attive utilizzate nei pesticidi. Ora soggette a etichettatura  e classificazione vincolanti,</p>
<p>&#8211; d-limonene. Classificato per il rischio di aspirazione,</p>
<p>&#8211; composti del boro. Nuova classificazione ed etichettatura sulla tossicità riproduttiva (‘nuoce alla fertilità e al feto’) ed eliminazione dei limiti speciali, confluiti nel limite generale dello 0,3%,</p>
<p>&#8211; composti di rame. Viene assegnato un valore fisso per la tossicità acuta stimata dei composti impiegati nelle miscele. (5)</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Regolamento (UE) 2020/1149 della Commissione del 3 agosto 2020 recante modifica dell’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda i diisocianati. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32020R1149&amp;from=IT">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32020R1149&amp;from=IT</a></p>
<p>(2) Regolamento delegato (UE) 2020/1182 della Commissione del 19 maggio 2020 <em>recante modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico e scientifico, dell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele </em><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32020R1182">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32020R1182</a></p>
<p>(3) Le revisioni alla direttiva Giocattoli sono riassunte da KEMI a <a href="https://www.kemi.se/lagar-och-regler/ytterligare-eu-regler/leksaker---leksaksdirektivet/aktuella-andringar-i-leksaksdirektivet">questo <em>link</em> </a></p>
<p>(4) V. Regolamento (UE) 2021/1199 della Commissione del 20 luglio 2021, <em>che modifica l’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) presenti nei granuli o nel pacciame utilizzati come materiale da intaso nei campi sportivi in erba sintetica o in forma sfusa nei parchi giochi o in applicazioni sportive</em> <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R1199&amp;from=EN">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R1199&amp;from=EN</a></p>
<p>(5) V. ATP 9-17 sul sito ECHA <a href="https://echa.europa.eu/it/information-on-chemicals/annex-vi-to-clp">https://echa.europa.eu/it/information-on-chemicals/annex-vi-to-clp</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/sicurezza-chimica-nuovi-divieti-e-regole-nel-2022/">Sicurezza chimica, nuovi divieti e regole nel 2022</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
