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	<title>Eurostat Archivi - Égalité</title>
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		<title>Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini and Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 16:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La povertà assume forme diverse. Povertà è anche non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, non poter far fronte a spese impreviste, non avere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/">Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La povertà assume forme diverse. Povertà è anche non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, non poter far fronte a spese impreviste, non avere una connessione internet o delle scarpe che calzano bene. Oltre alla povertà assoluta, esiste infatti una condizione di deprivazione materiale e sociale grave che spiega concretamente le difficoltà in cui versano cittadini e famiglie. Il rapporto diffuso dall’Eurostat (1) a luglio 2024 e relativo al 2023 rivela che il 9,5% della popolazione europea non si è potuto permettere un pasto a base di carne, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni. Un aumento dell’1,2% rispetto al 2022, quando si trovava in questa condizione – una delle voci della grave deprivazione materiale e sociale – l’8,3% dei cittadini europei.</p>
<h2>Un quinto di europei a rischio povertà</h2>
<p><strong>Oltre un quinto</strong> (22,3%) dei cittadini dell&#8217;Unione europea nel 2023 è risultato a rischio di povertà. Nel biennio precedente questa percentuale era al 19,7% e al <a href="https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/">21,7% della popolazione</a>.</p>
<p><strong>A livello nazionale</strong>, evidenzia l’Eurostat, “<em>la quota più elevata di persone a rischio di povertà che non possono permettersi un pasto adeguato è stata registrata in Slovacchia (45,7%), seguita da Ungheria (44,9%) e Bulgaria (40,2%). D’altro canto, la quota più bassa è stata registrata in Irlanda (4,2%), seguita da Cipro (5,0%) e Portogallo (5,9%)</em>”.</p>
<p><strong>Il fenomeno</strong> si accompagna alla povertà dei bambini (2). Sempre nel 2023 quasi 20 milioni di bambini nell&#8217;Ue erano a rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta di un quarto, il 24,8%, dei minori al di sotto dei 18 anni, sostanzialmente stabile (su un valore drammatico, c’è da dirlo), in leggero aumento rispetto al 2022 (più 0,1%). La povertà morde soprattutto gli under 18. E l’Italia ne è la dimostrazione.</p>
<h2>Cosa è la grave deprivazione materiale e sociale</h2>
<p><strong>Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale</strong> (<em>severe material and social deprivation rate,</em> SMSD) è un indicatore che mostra la “mancanza forzata di elementi necessari e desiderabili per condurre una vita adeguata”.</p>
<p>Rientrano nella grave deprivazione le fasce di popolazione che sperimentano, su un elenco di 13 “voci di deprivazione”, almeno 7 di queste mancanze, carenze o difficoltà.</p>
<p>Sei elementi di deprivazione riguardano l’individuo e sette sono relativi alla situazione familiare (3).</p>
<p>L’item comprende a <strong>livello familiare</strong> la capacità di</p>
<ul>
<li>affrontare spese impreviste;</li>
<li>permettersi di pagare una settimana di ferie all’anno lontano da casa;</li>
<li>far fronte agli arretrati di pagamento (per pagamenti di mutui o affitti, bollette, rate di acquisto rateale o altri pagamenti di prestiti);</li>
<li>permettersi un pasto con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni;</li>
<li>mantenere la casa adeguatamente calda;</li>
<li>avere accesso a un’auto/furgone per uso personale;</li>
<li>sostituire mobili usurati.</li>
</ul>
<p><strong>A livello individuale</strong>, le voci di deprivazione che concorrono a identificare la grave deprivazione sono:</p>
<ul>
<li>avere una connessione a Internet;</li>
<li>sostituire i vestiti logori con altri nuovi;</li>
<li>avere due paia di scarpe che calzano bene (incluso un paio di scarpe per tutte le stagioni);</li>
<li>spendere una piccola somma di denaro ogni settimana per se stesso;</li>
<li>avere attività ricreative regolari;</li>
<li>riunirsi con amici/familiari per un drink/pasto almeno una volta al mese.</li>
</ul>
<h2>Italia, un disastro sociale</h2>
<p><strong>In Italia</strong>, lo scorso maggio l’Istat, nel suo rapporto annuale, ha certificato di fatto un disastro sociale (4). Aumenta la povertà assoluta, che nel 2023 riguarda l’8,5% delle famiglie (un dato in crescita rispetto al 6,2% del 2014) e quasi il 10% dei cittadini (nel dettaglio il 9,8%).</p>
<p>&#8216;<em>Seppure in un quadro di sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, <strong>si raggiungono livelli mai toccati in precedenza</strong>, per un totale di 2 milioni 235 mila famiglie e di 5 milioni 752 mila individui in povertà&#8217;</em>, rileva l’Istat.</p>
<p><strong>L’andamento della povertà</strong> è condizionato prima dagli anni della pandemia (quando risente delle misure restrittive introdotte durante l’emergenza sanitaria e dei comportamenti delle famiglie che, prudenti, hanno determinato un calo della spesa nel 2020 solo in parte recuperato nel 2021) e nel 2022 dal forte aumento dell’inflazione, con la crisi dei prezzi che <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">ha colpito soprattutto le famiglie meno abbienti</a>.</p>
<h2>La povertà dei bambini</h2>
<p>Oltre alla crescita della povertà assoluta, c’è il fenomeno del <strong>lavoro che non protegge le famiglie</strong> e la <strong>diffusione della deprivazione materiale e sociale fra i giovani</strong>, con numeri drammatici. Fra bambini e ragazzini al di sotto dei 16 anni, oltre un milione si trova in condizione di deprivazione materiale e sociale.</p>
<p>Nel 2023, l’incidenza di povertà assoluta più elevata si registra per i <strong>minori di 18 anni</strong> (il 14% dei minorenni sono poveri, rispetto al 9,8% della media della popolazione, per un totale di 1,3 milioni di minori).</p>
<p>Valori più elevati della media nazionale si registrano anche per i <strong>18-34enni e i 35-44enni</strong> (11,9 e 11,8%, rispettivamente). L’incidenza individuale decresce fino al 5,4% dei 65-74enni, il valore più basso, per poi risalire al 7% nella fascia di popolazione più anziana, quella degli individui con 75 anni e più.</p>
<p><strong>I minorenni in Italia</strong> sono la fascia di popolazione con la più alta incidenza di povertà assoluta. E il distacco con le altre fasce di età si è aggravato negli anni compresi fra il 2014 e il 2023. La situazione è poi particolarmente grave per i minori stranieri, tra i quali l’incidenza della povertà assoluta è pari al 43,7 per cento, contro un’incidenza del 9,7 per cento tra i minori italiani (dati provvisori 2023).</p>
<p><strong>“</strong><em><strong>L’incremento del disagio economico per bambini e ragazzi</strong>, oltre a compromettere il benessere psico-fisico, può pregiudicarne le opportunità future, con ritardi difficilmente colmabili e un i<strong>mpatto duraturo sulle disuguaglianze</strong> socio-economiche, educative e territoriali</em>”, riconosce l’Istat.</p>
<h2>Under-16 peggio della media Ue</h2>
<p><strong>L’Istituto nazionale di statistica</strong> nel 2021 ha rilevato, nell’ambito dell’Indagine sul reddito e le condizioni di vita, alcune caratteristiche dell’ambiente di vita degli under 16 anni che rimandano all’indice di deprivazione dei minori.</p>
<p><strong>Emerge</strong> che in Italia il 13,5% dei minori di 16 anni risulta in condizione di deprivazione materiale e sociale: sono circa circa 1 milione 127 mila ragazzi e ragazze, più 0,5% in più rispetto alla media della Ue. Non tutti i territori sono uguali: l’incidenza è del 20,1% nel Mezzogiorno, dell’11,9% al Nord e del 5,7% al Centro.</p>
<p><strong>Il fenomeno</strong> della deprivazione quasi triplica tra i bambini e ragazzi stranieri residenti in Italia: riguarda il 34,4% del totale (quasi 415mila minori) e arriva al 33,9% dei minori di 16 anni se i genitori hanno al più la licenza media.</p>
<p><strong>Deprivazione</strong> significa anche non poter invitare gli amici a casa. E significa non avere cibo adeguato. I bisogni di base di molti bambini non vengono soddisfatti.</p>
<h2>Poco cibo di qualità e nessuna vacanza</h2>
<p><strong>Ancora i dati</strong> snocciolati dall’Istat: “<em>Il 16,9 per cento dei minori non si può permettere “una settimana di vacanza all’anno lontano da casa” per motivi economici; sempre per una mancata disponibilità economica, il 9,1 per cento del totale dei minori non può svolgere regolarmente “attività di svago fuori casa a pagamento”, valore che triplica nel caso dei minori stranieri. Per questi ultimi si segnala inoltre che il 16,5 per cento non si può permettere di “invitare gli amici per giocare</em>”.</p>
<p><strong>Non si cresce senza cibo adeguato</strong>. Ma nel 2021, rileva ancora l’Istat, “<em>il 4,9 per cento dei minori di 16 anni vive in famiglie che hanno sperimentato difficoltà economiche tali da impedire l’acquisto del cibo necessario. Inoltre, il 2,5 per cento dei minori di 16 anni non consuma almeno un pasto proteico al giorno perché la famiglia non può permetterselo. L’incapacità da parte della famiglia di sostenere le spese per un pasto proteico al giorno oppure l’incapacità di affrontare le spese per comprare il cibo necessario delinea una condizione di deprivazione alimentare che, nel 2021, interessa complessivamente il 5,9 per cento dei minori di 16 anni (6,2 per cento nel Nord, 2,5 nel Centro e 7,6 nel Mezzogiorno)</em>”.</p>
<p>È una condizione di deprivazione e povertà attuale che pregiudica salute, crescita e futuro dei bambini.</p>
<p>#PaceTerraDignità</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Eurostat. Almost 1 out of 10 in the EU could not afford proper meal <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240712-1">https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240712-1</a></p>
<p>(2) Eurostat. Children at risk of poverty or social exclusion in 2023 <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240719-1">https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240719-1</a></p>
<p>(3) Eurostat. Glossary:Severe material and social deprivation rate (SMSD) <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Severe_material_and_social_deprivation_rate_(SMSD)">https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Severe_material_and_social_deprivation_rate_(SMSD)</a></p>
<p>(4) Rapporto annuale 2024 Istat. Le condizioni e la qualità della vita <a href="https://www.istat.it/it/files//2024/05/Capitolo-3.pdf">https://www.istat.it/it/files//2024/05/Capitolo-3.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/">Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conoscere la disabilità. Rapporti Istat ed Eurostat</title>
		<link>https://www.egalite.org/conoscere-la-disabilita-rapporti-istat-ed-eurostat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo and Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 11:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo International Day of Persons with Disabilities (IDPD), il 3 dicembre, (1) offre occasione per ‘Conoscere la disabilità’. Con alcuni dati, almeno. Quelli offerti da Istat, nell’omonimo rapporto. E quelli<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/conoscere-la-disabilita-rapporti-istat-ed-eurostat/">Conoscere la disabilità. Rapporti Istat ed Eurostat</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <em>International Day of Persons with Disabilities</em> (IDPD), il 3 dicembre, (1) offre occasione per ‘<em>Conoscere la disabilità</em>’. Con alcuni dati, almeno. Quelli offerti da Istat, nell’omonimo rapporto. E quelli di Eurostat, su disabili e povertà. I numeri della vergogna, a seguire.</p>
<h2>‘<em>Conoscere la disabilità</em>’, il rapporto Istat</h2>
<p><strong>3,1 milioni di individui</strong> in Italia &#8211; pari al 5,2% della popolazione &#8211; soffrono gravi limitazioni nella vita quotidiana, a causa di problemi di salute. Persone con disabilità, appunto. In una delle sue tante e singolari espressioni. Con prevalenza relativa nella fascia di età degli ultra-settantacinquenni (quasi 1 milione e mezzo di disabili, di cui 990 mila donne).</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>‘Negli ambiti di vita</strong> analizzati emergono ancora <strong>significativi svantaggi</strong> delle persone con disabilità rispetto al resto della popolazione (&#8230;). Ad esempio, le <strong>politiche di welfare</strong>, attuate in larga parte attraverso trasferimenti monetari, (&#8230;) non hanno risolto il problema della <strong>deprivazione materiale</strong> di cui soffrono le persone con disabilità. (&#8230;)</span></em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>I livelli occupazionali </strong>sono ancora molto al di sotto della media nazionale e spesso i lavoratori con disabilità vengono relegati a svolgere mansioni secondarie’</em> (Istat, rapporto ‘<em>Conoscere la disabilità</em>’. V. nota 2).</span></p>
<p><strong>La discriminazione</strong> fotografata a ottobre nel <a href="https://www.egalite.org/discriminazioni-in-ue-la-storia-infinita-eurobarometro-2019/">rapporto dell’Eurobarometro</a> trova dunque attualità. La barriera culturale nei confronti dei disabili &#8211; impregnata di ignoranza e pietismo &#8211; è un dato reale e incide in misura determinante sulla loro partecipazione alla vita sociale.</p>
<h2>Inclusione sociale in Italia, la grande assente</h2>
<p><strong>L’inclusione sociale</strong> in Italia è rarefatta e frammentaria. Si registrano gravi squilibri nella gestione dei servizi prestati ai disabili e alle loro famiglie, che variano atrocemente da una Regione e un Comune all’altro. Quanto si è accennato con riguardo alla <a href="https://www.egalite.org/mobilita-personale-dei-disabili-diritti-negati-e-blackout-a-roma/">mobilità personale</a> vale ancor più per l’assistenza individuale, che è cruciale per i disabili gravi eppure scarsissima.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>‘Nel nostro Paese le famiglie</strong> continuano a svolgere un ruolo cruciale attorno al quale le Istituzioni hanno costruito una rete di interventi complementari, di natura sociale ed assistenziale. In prospettiva, però, la rarefazione delle reti familiari e il progressivo invecchiamento della popolazione rischiano di mettere in crisi la sostenibilità di questo modello di welfare’</em>. (3)</span></p>
<h2>Deprivazione materiale e isolamento</h2>
<p><strong>La deprivazione materiale</strong> colpisce quasi 1 su 3 famiglie con uno o più membri disabili (28,7%), a fronte del 18% del dato medio nazionale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘Il 67% delle famiglie</strong> nelle quali vive almeno una persona con disabilità non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa, il 53,7% non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro, più di un quinto non può riscaldare sufficientemente l’abitazione o consumare un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni’ (rapporto Istat).</span></p>
<p><strong>L’isolamento</strong> riguarda invece ‘<em>oltre 600 mila persone con limitazioni gravi’, le quali ‘vivono in una situazione di grande, senza alcuna rete su cui poter contare in caso di bisogno. Di queste, ben 204 mila vivono completamente sole</em>’.</p>
<h2>Eurostat, disabili e povertà</h2>
<p><strong>Il 28,7%</strong> delle persone con disabilità dai 16 anni in su &#8211; a livello europeo &#8211; è a rischio di povertà o di esclusione sociale (19,2% i non disabili). E un ulteriore 68,1% si troverebbe in situazione di rischio povertà, se non fruisse di prestazioni sociali, indennità o pensioni. (4)</p>
<p><strong>L’indice AROPE</strong> (<em>At Risk of Poverty or social Exclusion</em>) comprende tre indicatori:</p>
<p><strong>&#8211; deprivazione materiale</strong>, 9,4% dei disabili (D) vs. 5% dei non disabili (ND),</p>
<p><strong>&#8211; rischio di povertà</strong>, 20,9% D vs. 15% ND,</p>
<p><strong>&#8211; bassa intensità di lavoro</strong>, 22,5% famiglie con disabilità vs. 7,1% di quelle senza.</p>
<h2>Europa, la classifica delle discriminazioni</h2>
<p><strong>La grave deprivazione materiale</strong> dei disabili, secondo Eurostat, è prevalente nei Paesi dell’Est Europa. Con apice in Bulgaria (35,9%). Sul fronte opposto della classifica si trovano invece la Svezia &#8211; che ancora mantiene un apprezzabile livello di <em>welfare</em> (3,8%) &#8211; e il minuscolo Lussemburgo (2,1%).</p>
<p><strong>La discriminazione</strong> espressa dal rischio di povertà o di esclusione sociale dei D rispetto ai ND è altresì spiccata in Bulgaria (49,4% vs. 29,9%), Lettonia (43,6% vs. 21,2%) e Lituania (43% vs. 22,5%). Anche la Germania di Wolfgang Schäuble &#8211; politico di lungo corso, ora presidente del Bundestag (Parlamento federale), paraplegico dal 1990 a seguito di un tentato omicidio &#8211; registra un <em>gap</em> significativo.</p>
<p><strong>In Germania</strong> infatti il 31,2% delle persone con disabilità è a rischio di povertà o esclusione sociale (vs. 16,1% dei ND). La situazione è altrettanto drammatica in Belgio (30,5% vs. 15,3%). Un po’ meglio in Danimarca (23,5% vs. 15,6%), Spagna (31,1% vs. 24,1%), Francia (21% vs. 14,3%).</p>
<h2>Italia, politica sotto zero</h2>
<p><strong>Il primo governo</strong> a guida di Giuseppe Conte si era dotato di un ministro leghista, senza portafoglio, con delega alla famiglia e alla disabilità. Non vale la pena ricordarne il nome poiché non ha fatto assolutamente nulla, neppure per mitigare una delle tante aree di disagio sofferte dai disabili e le loro famiglie in Italia.</p>
<p><strong>Giuseppe Conte</strong> &#8211; nel celebrare la giornata mondiale della disabilità &#8211; ha annunciato l’apertura di un ‘<em>ufficio permanente per le persone con disabilità</em>’. A palazzo Chigi, dall&#8217;1.1.20. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece invocato la ‘Barbie’ con il volto di Bebe Vio (citata anche dal ministro delle Sport e delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora). Per invitare ‘<em>tutti i nostri concittadini con disabilità, senza disabilità o con disabilità non apparente</em>’ a praticare attività sportive.</p>
<p><strong>Bene farebbero</strong>, i vertici della politica in Italia, a leggere il rapporto appena divulgato dall’Istat. Magari anche a uscire dai loro palazzi e incontrare gli ultimi degli ultimi. Poiché è questa la condizione in cui oggi vivono in Italia le persone con disabilità, le quali &#8211; al di fuori dei pochi casi di formidabili paralimpici &#8211; spesso non possono neppure uscire di casa a causa di barriere architettoniche onnipresenti. Né andare a scuola, con 2/3 degli istituti inaccessibili.</p>
<p><em>No one left behind?</em> Vergogna!</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1)<em> <a href="https://www.egalite.org/world-disability-day-3-dicembre/">International Day of Persons with Disabilities</a></em> (IDPD), 3 dicembre</p>
<p>(2) Istat (2019). <a href="https://www.istat.it/it/files//2019/12/NOTA-STAMPA-RAPPORTO-DISABILITA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Conoscere la disabilità</em></a></p>
<p>(3) Va altresì evidenziata la precarietà in cui si trovano i <em>caregiver</em> familiari, privi in Italia di alcuna tutela. V. <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/</a></p>
<p>(4) Eurostat (2019). <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Disability_statistics_-_poverty_and_income_inequalities#In-work_poverty:_people_with_activity_limitation_more_exposed_than_people_with_no_limitation" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Disability statistics &#8211; poverty and income inequalities</em></a>.</p>
<p>Su povertà e diseguaglianze, si vedano anche i precedenti articoli <a href="https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/">https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/</a>, <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/</a></p>
<p>(5) Giornata internazionale della disabilità. Mattarella: &#8216;<em>Bisogna garantire la realizzazione e le opportunità. Pensate alla Barbie di Bebe Vio</em>&#8216;. <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2019/12/03/news/disabili_papa_giornata-242491625/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Repubblica, 3.12.19</a>,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/conoscere-la-disabilita-rapporti-istat-ed-eurostat/">Conoscere la disabilità. Rapporti Istat ed Eurostat</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Povertà, 1 su 5 a rischio in Europa, 1 su 4 in Italia. Il rapporto Eurostat</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo and Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 11:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=2168</guid>

					<description><![CDATA[<p>Povertà ed esclusione sociale. In Europa, 1 individuo su 5 è a rischio. In Italia la situazione è ancora peggiore. La fotografia del declino nel rapporto Eurostat 17.10.19. (1)<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/">Povertà, 1 su 5 a rischio in Europa, 1 su 4 in Italia. Il rapporto Eurostat</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Povertà ed esclusione sociale. In Europa, 1 individuo su 5 è a rischio. In Italia la situazione è ancora peggiore. La fotografia del declino nel rapporto Eurostat 17.10.19. (1)</p>
<h2>Povertà in Europa, 1 su 5 a rischio povertà</h2>
<p><strong>Più di individuo su cinque</strong> in Europa è a rischio di povertà e/o esclusione sociale. Ed è così dal 2008, grazie alle feroci politiche di <em>austerity</em> che hanno dolosamente trascurato la dignità di oltre il 20% della popolazione europea. Con un picco nel 2012 (24,8%) e una lenta risalita, al 21,7% nel 2018. Diseguaglianze e povertà colorano di grigio l’alba di questo nuovo millennio. Nel sempre più Vecchio Continente, oltreché <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">nel resto del pianeta</a>.</p>
<p><strong>Oltre 109 milioni </strong>di abitanti negli ancora 28 Paesi membri, secondo Eurostat, versano in una o più tra le seguenti condizioni di svantaggio sociale: povertà di reddito, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro nel contesto familiare. Una situazione lontana dalle vacue promesse dei politicanti di turno, che avevano assunto l’impegno di liberare dalla povertà almeno 20 milioni di cittadini entro il 2020. Obiettivo fallito.</p>
<p><strong>Bambini, giovani e donne</strong>, <em>ça va sans dir</em>, sono le fasce di popolazione più esposte al rischio di povertà ed emarginazione. I dati aggregati a livello UE mostrano invero che:</p>
<p><strong>&#8211; il 24% dei minori</strong> di 18 anni versa in situazioni critiche (a fronte del 18,3% degli <em>over</em>-65),</p>
<p><strong>&#8211; il 22,6% delle donne</strong> vive nell’indigenza (quota che scende al 20,7% per gli uomini).</p>
<h2>Europa, la scala della povertà</h2>
<p><strong>La soglia di povertà</strong>, nella metrica europea, si individua in un reddito inferiore al 65% rispetto alla media reddituale che viene stimata ogni anno a livello nazionale. Questa situazione interessa in media il 16,9% della popolazione europea, cioè 1 su 6. Con maggiore occorrenza in Italia (20,3%), Romania, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Estonia, Spagna.</p>
<p><strong>La grave deprivazione materiale</strong> si identifica invece in coloro che, per mancanza di risorse, non sono in grado di pagare le bollette, mantenere la casa riscaldata d’inverno, permettersi una settimana di vacanza. In questa condizione si trova 1 europeo su 17, pari al 5,8% della popolazione (2018). Con picchi negativi in Bulgaria (20,9%) e positivi in Lussemburgo (1,3%).</p>
<p><strong>Fame e malnutrizione in Europa</strong> persistono. Alcuni volenterosi hanno presentato anche un’apposita <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/stop-alla-fame-in-europa-iniziativa-popolare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iniziativa popolare</a>, nel 2018. E la malnutrizione &#8211; ancor più subdola, poiché difficile da diagnosticare e curare per tempo &#8211; è particolarmente diffusa, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-cera-una-volta-la-cena/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche in Italia purtroppo</a>.</p>
<h2>Povertà nei Paesi membri, chi sale e chi scende</h2>
<p><strong>La mannaia dell’austerità</strong> in questi anni ha colpito duramente la Grecia, come è noto, dopo che Alexis Tsipras ha tradito il suo popolo per cedere agli ordini della Troika. (2) Ma la dieta è stata rigorosa anche per la Spagna, il Portogallo e l’Italia. Al punto che tra il 2008 e il 2018 la povertà ha investito un ulteriore 1,8% della popolazione, nel Bel Paese, con buona pace alla sedicente identità di ‘centro-sinistra’ dei suoi governanti.</p>
<p><strong>Nell’ultimo decennio </strong>i poveri sono aumentati pure in Svezia, ex-culla della socialdemocrazia, e nel vicino regno di Danimarca. Addirittura anche nel sontuoso Lussemburgo (+6,4%, dal 15,5% al 21,9%), e l’altrettanto microscopica Estonia. In Bulgaria e Romania, viceversa, la situazione da principio catastrofica &#8211; con il 44,8% di indigenti in Bulgaria nel 2008 &#8211; è migliorata negli ultimi 10 anni (-12% circa, in entrambi i Paesi balcanici).</p>
<h2>II G7 della povertà in Europa, la disgrazia italiana</h2>
<p><strong>Il primato della diseguaglianza</strong> e della negazione della dignità umana in Europa va a sette Paesi, ove il rischio di povertà ed esclusione sociale è superiore al 25% sul totale della popolazione, vale a dire 1 individuo su 4 (dati 2018). Bulgaria (32,8%), Romania (32,5%), Grecia (31,8%), Lettonia (28,4%), Lituania (28,3%), Italia (27,3%), Spagna (26,1%).</p>
<p><strong>L’Italia è l’unico </strong>tra i Stati fondatori dell’Europa, nonché l’unico membro del <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/">G7</a> a distinguersi per una così marcata fragilità sociale. (3) La quale colpisce quasi un terzo delle famiglie con figli e quasi un terzo di <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">bambini e giovanissimi</a>. In Italia risultano dunque a rischio di povertà e/o <a href="https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/">esclusione sociale</a>:</p>
<p>&#8211; <strong>il 30,6% dei minori</strong> di 18 anni (a fronte del 20,2% degli ultra-65enni), e</p>
<p><strong>&#8211; il 30% delle famiglie</strong> con figli (a raffronto con il 24,8% di quelle senza figli).</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Eurostat (2018). <em>At risk of poverty or social exclusion in the EU-28</em>, su <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/EDN-20191017-1?inheritRedirect=true&amp;redirect=%2Feurostat%2F" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/EDN-20191017-1?inheritRedirect=true&amp;redirect=%2Feurostat%2F</a></p>
<p>(2) La Troika è il terzetto composto da Commissione europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (<em>International Monetary Fund</em>, IMF). Per una breve sintesi di alcune delle purghe imposte dalla Troika ai Paesi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) si veda https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20140425STO45128/chi-e-la-troika</p>
<p>(3) In USA si segnalano altresì marcate diseguaglianze nella distribuzione del reddito, di particolare evidenza nella crisi emergente degli homeless. V. <a href="https://www.egalite.org/emergenza-abitativa-e-deiezioni/">https://www.egalite.org/emergenza-abitativa-e-deiezioni/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/">Povertà, 1 su 5 a rischio in Europa, 1 su 4 in Italia. Il rapporto Eurostat</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
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