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Conoscere la disabilità. Rapporti Istat ed Eurostat

Conoscere la disabilità. Rapporti Istat ed Eurostat

Conoscere la disabilità

Lo International Day of Persons with Disabilities (IDPD), il 3 dicembre, (1) offre occasione per ‘Conoscere la disabilità’. Con alcuni dati, almeno. Quelli offerti da Istat, nell’omonimo rapporto. E quelli di Eurostat, su disabili e povertà. I numeri della vergogna, a seguire.

Conoscere la disabilità’, il rapporto Istat

3,1 milioni di individui in Italia – pari al 5,2% della popolazione – soffrono gravi limitazioni nella vita quotidiana, a causa di problemi di salute. Persone con disabilità, appunto. In una delle sue tante e singolari espressioni. Con prevalenza relativa nella fascia di età degli ultra-settantacinquenni (quasi 1 milione e mezzo di disabili, di cui 990 mila donne).

‘Negli ambiti di vita analizzati emergono ancora significativi svantaggi delle persone con disabilità rispetto al resto della popolazione (…). Ad esempio, le politiche di welfare, attuate in larga parte attraverso trasferimenti monetari, (…) non hanno risolto il problema della deprivazione materiale di cui soffrono le persone con disabilità. (…)

I livelli occupazionali sono ancora molto al di sotto della media nazionale e spesso i lavoratori con disabilità vengono relegati a svolgere mansioni secondarie’ (Istat, rapporto ‘Conoscere la disabilità’. V. nota 2).

La discriminazione fotografata a ottobre nel rapporto dell’Eurobarometro trova dunque attualità. La barriera culturale nei confronti dei disabili – impregnata di ignoranza e pietismo – è un dato reale e incide in misura determinante sulla loro partecipazione alla vita sociale.

Inclusione sociale in Italia, la grande assente

L’inclusione sociale in Italia è rarefatta e frammentaria. Si registrano gravi squilibri nella gestione dei servizi prestati ai disabili e alle loro famiglie, che variano atrocemente da una Regione e un Comune all’altro. Quanto si è accennato con riguardo alla mobilità personale vale ancor più per l’assistenza individuale, che è cruciale per i disabili gravi eppure scarsissima.

‘Nel nostro Paese le famiglie continuano a svolgere un ruolo cruciale attorno al quale le Istituzioni hanno costruito una rete di interventi complementari, di natura sociale ed assistenziale. In prospettiva, però, la rarefazione delle reti familiari e il progressivo invecchiamento della popolazione rischiano di mettere in crisi la sostenibilità di questo modello di welfare’. (3)

Deprivazione materiale e isolamento

La deprivazione materiale colpisce quasi 1 su 3 famiglie con uno o più membri disabili (28,7%), a fronte del 18% del dato medio nazionale.

‘Il 67% delle famiglie nelle quali vive almeno una persona con disabilità non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa, il 53,7% non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro, più di un quinto non può riscaldare sufficientemente l’abitazione o consumare un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni’ (rapporto Istat).

L’isolamento riguarda invece ‘oltre 600 mila persone con limitazioni gravi’, le quali ‘vivono in una situazione di grande, senza alcuna rete su cui poter contare in caso di bisogno. Di queste, ben 204 mila vivono completamente sole’.

Eurostat, disabili e povertà

Il 28,7% delle persone con disabilità dai 16 anni in su – a livello europeo – è a rischio di povertà o di esclusione sociale (19,2% i non disabili). E un ulteriore 68,1% si troverebbe in situazione di rischio povertà, se non fruisse di prestazioni sociali, indennità o pensioni. (4)

L’indice AROPE (At Risk of Poverty or social Exclusion) comprende tre indicatori:

– deprivazione materiale, 9,4% dei disabili (D) vs. 5% dei non disabili (ND),

– rischio di povertà, 20,9% D vs. 15% ND,

– bassa intensità di lavoro, 22,5% famiglie con disabilità vs. 7,1% di quelle senza.

Europa, la classifica delle discriminazioni

La grave deprivazione materiale dei disabili, secondo Eurostat, è prevalente nei Paesi dell’Est Europa. Con apice in Bulgaria (35,9%). Sul fronte opposto della classifica si trovano invece la Svezia – che ancora mantiene un apprezzabile livello di welfare (3,8%) – e il minuscolo Lussemburgo (2,1%).

La discriminazione espressa dal rischio di povertà o di esclusione sociale dei D rispetto ai ND è altresì spiccata in Bulgaria (49,4% vs. 29,9%), Lettonia (43,6% vs. 21,2%) e Lituania (43% vs. 22,5%). Anche la Germania di Wolfgang Schäuble – politico di lungo corso, ora presidente del Bundestag (Parlamento federale), paraplegico dal 1990 a seguito di un tentato omicidio – registra un gap significativo.

In Germania infatti il 31,2% delle persone con disabilità è a rischio di povertà o esclusione sociale (vs. 16,1% dei ND). La situazione è altrettanto drammatica in Belgio (30,5% vs. 15,3%). Un po’ meglio in Danimarca (23,5% vs. 15,6%), Spagna (31,1% vs. 24,1%), Francia (21% vs. 14,3%).

Italia, politica sotto zero

Il primo governo a guida di Giuseppe Conte si era dotato di un ministro leghista, senza portafoglio, con delega alla famiglia e alla disabilità. Non vale la pena ricordarne il nome poiché non ha fatto assolutamente nulla, neppure per mitigare una delle tante aree di disagio sofferte dai disabili e le loro famiglie in Italia.

Giuseppe Conte – nel celebrare la giornata mondiale della disabilità – ha annunciato l’apertura di un ‘ufficio permanente per le persone con disabilità’. A palazzo Chigi, dall’1.1.20. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece invocato la ‘Barbie’ con il volto di Bebe Vio (citata anche dal ministro delle Sport e delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora). Per invitare ‘tutti i nostri concittadini con disabilità, senza disabilità o con disabilità non apparente’ a praticare attività sportive.

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Bene farebbero, i vertici della politica in Italia, a leggere il rapporto appena divulgato dall’Istat. Magari anche a uscire dai loro palazzi e incontrare gli ultimi degli ultimi. Poiché è questa la condizione in cui oggi vivono in Italia le persone con disabilità, le quali – al di fuori dei pochi casi di formidabili paralimpici – spesso non possono neppure uscire di casa a causa di barriere architettoniche onnipresenti. Né andare a scuola, con 2/3 degli istituti inaccessibili.

No one left behind? Vergogna!

Dario Dongo e Sabrina Bergamini

Note

(1) International Day of Persons with Disabilities (IDPD), 3 dicembre

(2) Istat (2019). Conoscere la disabilità

(3) Va altresì evidenziata la precarietà in cui si trovano i caregiver familiari, privi in Italia di alcuna tutela. V. https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/

(4) Eurostat (2019). Disability statistics – poverty and income inequalities.

Su povertà e diseguaglianze, si vedano anche i precedenti articoli https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/

(5) Giornata internazionale della disabilità. Mattarella: ‘Bisogna garantire la realizzazione e le opportunità. Pensate alla Barbie di Bebe Vio‘. La Repubblica, 3.12.19,

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