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	<title>smart working Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Disabilità e lavoro, incontro con il Sottosegretario al Welfare</title>
		<link>https://www.egalite.org/disabilita-e-lavoro-incontro-con-il-sottosegretario-al-welfare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 12:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo incontrato oggi il Sottosegretario al ministero del Lavoro e Politiche Sociali, senatore Steni Di Piazza, per condividere alcune opportunità di intervento su disabilità e lavoro. Lo schema<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo incontrato oggi il Sottosegretario al ministero del Lavoro e Politiche Sociali, senatore Steni Di Piazza, per condividere alcune opportunità di intervento su disabilità e lavoro. Lo schema di lavoro si articola in 7 punti.</p>
<h2>Disabilità e lavoro</h2>
<p><strong>Le proposte</strong> di riforma della legge 68/1999 (norme per il diritto al lavoro dei disabili) prevedono in primo luogo una classificazione dei disabili in due categorie, sulla base del grado di invalidità riconosciuta dalla Commissione medico-legale Inps:</p>
<p>&#8211; disabilità ordinaria (dal 46% al 74%) e</p>
<p>&#8211; disabilità grave (dal 75% al 100%).</p>
<p><strong>I disabili gravi </strong>sono a oggi tendenzialmente esclusi dal mercato del lavoro. In particolare quando non autosufficienti (es. in caso di tetraplegia, ovvero in stadi avanzati di sclerosi multipla, SLA, Parkinson), a causa della necessità di un assistente personale la cui presenza nei locali di lavoro comporta oneri burocratici e costi di fatto insormontabili. Sebbene molti di essi siano potenzialmente in grado di svolgere un’attività lavorativa apprezzabile.</p>
<p><strong>Il loro inserimento </strong>lavorativo è in ogni caso prezioso, anche per favorire la loro inclusione sociale. Bisogna quindi:</p>
<p>&#8211; estendere i loro diritti di tirocinio extra-curricolare (v. punto 2),</p>
<p>&#8211; garantire il diritto allo<em> smart working</em> (v. punto 3) e</p>
<p>&#8211; prevedere l’assunzione obbligatoria di almeno 1 disabile grave ogni 3 disabili che vengano assunti. Con premialità fiscale e contributiva,</p>
<p>&#8211; introdurre una quota riservata di posti di lavoro a disabili gravi in bandi e concorsi.</p>
<p><strong>Bisogna poi rafforzare</strong> le sanzioni nei confronti delle imprese e gli enti che non rispettino le quote di assunzione obbligatoria, in modo da garantire la loro efficacia dissuasiva:</p>
<p>&#8211; introduzione di sanzioni accessorie, quali sospensione delle licenze e la chiusura temporanea delle attività per un periodo minimo di 5 giorni,</p>
<p>&#8211; esclusione da appalti pubblici fino al ripristino della conformità ai requisiti imposti dalla legge 68/1999.</p>
<h2>Tirocinio extra-curricolare</h2>
<p><strong>Gli enti convenzionati </strong>possono attualmente arruolare da 5 a 100 tirocinanti disabili, a seconda delle condizioni, senza alcun obbligo di assunzione. Il disabile però non può seguire più di un anno di tirocinio. Inserimento lavorativo e formazione così si vanificano. Si dovrebbe lavorare su tre fronti:</p>
<p>&#8211; i disabili gravi devono venire autorizzati a eseguire<strong> tirocini ulteriori,</strong> anche presso altri enti e senza limiti temporali, fino a quando non trovino collocazione,</p>
<p>&#8211; ai disabili gravi deve venire riconosciuto il diritto allo <em><strong>smart working</strong></em> (v. punto 3), anche in fase di tirocinio,</p>
<p>&#8211; gli enti devono venire obbligati ad assumere almeno 1/5 dei tirocinanti arruolati nel corso dell’anno fiscale precedente, quale condizione per poter chiedere altri tirocini.</p>
<h2><em>Smart working</em></h2>
<p><strong>È necessario</strong> introdurre il diritto dei lavoratori subordinati e parasubordinati (gestione separata Inps) con disabilità grave a lavorare in <em>smart working</em>. Al di fuori dei soli incarichi che lo impediscano del tutto, in accordo con il lavoratore.</p>
<p><strong>Lo <em>smart working</em></strong> deve venire sottoposto a una disciplina de minimis, atta a escludere che esso si traduca in mero lavoro a domicilio con isolamento sociale dei lavoratori. Si dovrebbe perciò:</p>
<p>&#8211; prevedere l’obbligo di <strong>riunioni di lavoro interattive</strong>, con frequenza minima prestabilita, sia pure con strumenti telematici,</p>
<p>&#8211; favorire gli <strong>incontri fisici periodici</strong>, non necessariamente presso i luoghi di lavoro ma anche in diversi spazi (es. stazioni di <em>coworking</em>), purché privi di <a href="https://www.egalite.org/piano-peba-contro-le-barriere-architettoniche-a-roma-34-anni-di-ritardo-reportage/">barriere architettoniche</a>.</p>
<h2>Formazione</h2>
<p><strong>La formazione continua </strong>delle persone con disabilità e dei <em>caregiver</em> di disabili gravi &#8211; anche in remoto &#8211; deve venire incentivata mediante credito fiscale straordinario a favore dei datori di lavoro e dei committenti che contribuiscano ad almeno il 50% dei redditi da lavoro. A favore di lavoratori subordinati e parasubordinati (iscritti alla gestione separata Inps).</p>
<p><strong>Gli ospiti </strong>delle residenze sanitarie assistenziali devono a loro volta ricevere formazione, anche attraverso strumenti digitali interattivi (es. <a href="https://www.egalite.org/wikiparky-teleassistenza-ai-malati-di-parkinson-in-emergenza-covid-19/">WikiParky tv</a>). Con obiettivi di miglioramento di funzionalità e autonomia, in ambito di programmi personalizzati da sottoporre a rendicontazione periodica.</p>
<p><strong>Il governo</strong> deve sostenere la fornitura di servizi di formazione in remoto con modalità interattiva, da parte di enti senza scopo di lucro (associazioni, imprese sociali, cooperative, università e centri di ricerca).</p>
<h2>Mobilità personale e tecnologie abilitanti</h2>
<p><strong>Il ministero del Lavoro</strong> dovrebbe erogare un contributo all’acquisto di dispositivi e mezzi di mobilità personale (es. sedie a rotelle con motore elettrico, auto e altri veicoli adattati alla guida da parte di persone con disabilità, dispositivi per adattare i veicoli alla guida da parte di disabili) &#8211; a favore dei disabili gravi con una posizione lavorativa attiva &#8211; entro un limite di spesa di 5.000€ ogni 4 anni.</p>
<p><strong>Il ministero dei Trasporti </strong>deve a sua volta riconosce l’equivalenza delle sedie a rotelle e altri veicoli con motore elettrico destinati ai disabili gravi alle biciclette elettriche. Come già <a href="https://www.egalite.org/sedie-a-rotelle-egalite-e-legambiente-chiedono-il-riconoscimento-di-equivalenza-alle-bici-elettriche/">più volte sollecitato da Legambiente insieme a Égalité</a>.</p>
<p><strong>Il dicastero del Lavoro </strong>dovrebbe altresì erogare un contributo all’acquisto di strumenti tecnologici atti a favorire l’attività lavorativa e la formazione dei disabili gravi, siano essi lavoratori (subordinati o parasubordinati) ovvero tirocinanti extracurricolari, entro un limite di 2.500€ ogni 4 anni. Con particolare riguardo alle tecnologie abilitanti per le persone con disabilità sensoriali.</p>
<p><strong>Tali contributi</strong>, così come l’IVA al 4% già prevista a favore degli acquisti diretti da parte delle persone con disabilità, sono erogati ai disabili stessi ovvero agli enti (imprese, cooperative) che acquistino strumenti di mobilità personale a uso esclusivo di lavoratori subordinati o parasubordinati (gestione separata Inps, ivi inclusi gli amministratori) con disabilità grave.</p>
<p><strong>Il <em>Welfare</em> </strong>dovrebbe poi sostenere la produzione di dispositivi e strumenti di mobilità personale e tecnologie abilitanti &#8211; nonché la ricerca e sviluppo a essi relativi &#8211; mediante sovvenzioni a favore di progetti realizzati da enti senza scopo di lucro (associazioni, imprese sociali, cooperative, università e centri di ricerca pubblici).</p>
<h2>Legge 104/92</h2>
<p><strong>I benefici </strong>previsti dalla legge 104/92 (<em>legge-quadro per l&#8217;assistenza, l&#8217;integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate</em>) all’articolo 33.3 &#8211; 3 giorni/mese di permesso ad astensione lavorativa retribuita &#8211; devono venire estesi ai lavoratori parasubordinati (gestione separata Inps).</p>
<h2><strong><em>Caregiver</em></strong></h2>
<p><strong>Bisogna introdurre</strong> i criteri già utilizzati in ambito medico-legale per valutare il profilo dinamico-funzionale della persona con disabilità e quindi il grado di autonomia effettivo (indice di Barthel).</p>
<p><strong>Tutti i <em>caregiver</em> </strong>di disabili gravi hanno diritto a:</p>
<p>&#8211; ricevere formazione, anche in remoto,</p>
<p>&#8211; una quota riservata di posti di lavoro in bandi e concorsi.</p>
<p><strong>Ai <em>caregiver</em></strong> di riferimento di <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">persone con disabilità completamente prive di autosufficienza</a> deve venire riconosciuta la facoltà di chiedere il riconoscimento di qualifica professionale e l’assunzione come dipendente pubblico.</p>
<h2>Il ruolo del ministero del <em>Welfare</em></h2>
<p><strong>Il ministero del <em>Welfare</em> </strong>&#8211; vale a dire, appunto, del Lavoro e delle Politiche Sociali &#8211; ha un ruolo essenziale nel favorire l’inclusione delle persone con disabilità. Nel mondo del lavoro e nella società in generale. Ed è perciò che il Sottosegretario Steni Di Piazza ha accolto con interesse e manifestato grande sensibilità verso gli argomenti proposti. Nella prospettiva di avviare un tavolo di lavoro volto a definire al più presto le soluzioni concrete ai problemi sollevati.</p>
<p><strong>La scuola</strong> è a sua volta il primo spazio di inclusione sociale, con un approccio di integrazione <em>inter pares </em>che connota infatti il sistema scolastico italiano, in antitesi allo schema ‘medicale’ degli istituti ‘speciali’ che ancora vige in alcuni Stati membri UE. È tuttavia indispensabile e urgente adeguare i plessi scolastici affinché ne venga garantita l’effettiva accessibilità che è tuttora carente, <a href="https://www.egalite.org/2-scuole-su-3-inaccessibili-agli-alunni-con-disabilita-rapporto-istat/">come si è visto</a>, nel 66% e nel 98% dei casi. Rispettivamente, per quanto attiene alle barriere architettoniche e al difetto di ausili per le disabilità sensoriali.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disabilita-e-lavoro-incontro-con-il-sottosegretario-al-welfare/">Disabilità e lavoro, incontro con il Sottosegretario al Welfare</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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