<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>sostenibilità Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
	<atom:link href="https://www.egalite.org/tag/sostenibilita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.egalite.org/tag/sostenibilita/</link>
	<description>no-profit organization</description>
	<lastBuildDate>Sun, 01 Jun 2025 09:17:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Tetti verdi senza terreno, l’innovazione sostenibile</title>
		<link>https://www.egalite.org/tetti-verdi-senza-terreno-linnovazione-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 21:21:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[case green]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7568</guid>

					<description><![CDATA[<p>I tetti verdi rappresentano una soluzione tecnologica sempre più rilevante per affrontare le sfide ambientali urbane, offrendo benefici significativi in termini di efficienza energetica, mitigazione dell&#8217;effetto isola di calore e gestione<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/tetti-verdi-senza-terreno-linnovazione-sostenibile/">Tetti verdi senza terreno, l’innovazione sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>tetti verdi</strong> rappresentano una soluzione tecnologica sempre più rilevante per affrontare le sfide ambientali urbane, offrendo benefici significativi in termini di <strong>efficienza energetica</strong>, mitigazione dell&#8217;effetto isola di <strong>calore</strong> e gestione delle <strong>acque</strong> meteoriche.</p>
<p>Una recente ricerca condotta dall&#8217;Università di Perugia (Muscas et al., 2022) ha analizzato l&#8217;impatto ambientale di un sistema innovativo di <strong>tetto verde senza terreno</strong> (Pratotetto®) che utilizza la specie <em>Zoysia tenuifolia</em>, attraverso la metodologia <em>Life Cycle Assessment</em> (LCA).</p>
<h2>Metodologia di ricerca e approccio LCA</h2>
<p>Lo studio di Muscas e colleghi (2022) ha adottato un approccio <em><strong>cradle-to-gate</strong></em>, seguendo gli standard ISO 14040:2006 e ISO 14044:2006 per l&#8217;<strong>analisi del ciclo di vita</strong>. La ricerca è stata condotta utilizzando il software SimaPro 8.4.0.0, applicando tre diverse metodologie di valutazione: <em>Ecological Footprint</em> V1.01, IPCC 2013 GWP 100y V1.0 e <strong>ReCiPe H V1.1</strong>.</p>
<p>La metodologia <strong>ReCiPe</strong>, dal termine <em>recipe</em> (ricetta), è un metodo che traduce i complessi inventari LCI (<em>Life Cycle Inventory</em>) in un numero limitato di indicatori di impatto ambientale, per un’analisi su due livelli:</p>
<ul>
<li><em><strong>midpoint</strong></em> (punto intermedio), che si concentra su singoli problemi ambientali come il cambiamento climatico o l&#8217;acidificazione;</li>
<li><em><strong>endpoint</strong></em> (punto finale), che valuta tre aree di protezione principali: salute umana, qualità degli ecosistemi e scarsità delle risorse. Il suffisso ‘H’ indica la prospettiva <em>Hierarchist</em> (gerarchica), che esprime il consenso scientifico più comune e adotta approcci di precauzione moderata per le assunzioni metodologiche.</li>
</ul>
<p>L&#8217;<strong>unità funzionale</strong> stabilita per l&#8217;analisi è 1 m² di Pratotetto®, un sistema modulare che si distingue per il suo peso estremamente ridotto rispetto ad altre soluzioni di tetti verdi. L’analisi LCA comprende tutti i processi produttivi, gli <em>input</em> delle materie prime e gli <em>output</em> fino al cancello della fabbrica (escludendo le fasi di trasporto, installazione e manutenzione per la loro variabilità caso-specifica).</p>
<h2>Caratteristiche di peso del sistema Pratotetto®</h2>
<p>Una delle <strong>caratteristiche distintive</strong> del sistema Pratotetto® è il suo <strong>peso considerevolmente ridotto</strong> rispetto ai sistemi tradizionali di tetti verdi:</p>
<ul>
<li>i tetti verdi estensivi convenzionali presentano pesi che variano da 73 a 270 kg/m² per sistemi poco profondi;</li>
<li>i tetti verdi intensivi possono raggiungere pesi compresi tra 390 e oltre 730 kg/m² con substrati di almeno 15 cm di profondità;</li>
<li>il sistema Pratotetto® è stimato pesare meno di 40 kg/m².</li>
</ul>
<p>La drastica riduzione di peso del sistema Pratotetto® è stata ottenuta mediante la <strong>sostituzione del </strong>tradizionale substrato di crescita (<strong>terreno</strong>) <strong>con</strong> un doppio strato di <strong>feltro riciclato</strong> spesso appena 4 cm. Questa caratteristica lo rende ideale per:</p>
<ul>
<li>interventi di retrofit edilizio, ovvero la <strong>riqualificazione di edifici esistenti</strong> mediante l’integrazione di soluzioni innovative come i tetti verdi, <strong>senza necessità di demolizioni</strong>;</li>
<li>applicabilità diffusa, anche su strutture non predisposte per sopportare i carichi dei tetti verdi convenzionali, come gli edifici storici che caratterizzano il patrimonio edilizio italiano.</li>
</ul>
<h2>Caratteristiche botaniche della <em>Zoysia tenuifolia</em></h2>
<p>La <em><strong>Zoysia tenuifolia </strong>Thiele</em>, comunemente nota come erba mascherene o erba vellutata coreana, è una <strong>graminacea perenne</strong> appartenente alla famiglia delle <em>Poaceae</em>. Dal punto di vista morfologico, la <em>Zoysia tenuifolia</em> si distingue per:</p>
<ul>
<li>le sue<strong> lamine fogliari estremamente fini</strong>, con larghezza tipicamente inferiore a 2 mm, che conferiscono al tappeto erboso una tessitura molto delicata e un aspetto vellutato caratteristico;</li>
<li>un portamento stolonifero &#8211; vale a dire con <strong>espansione orizzontale</strong>, a livello del suolo o appena inferiore &#8211; e una crescita molto lenta, così da formare <strong>tappeti densi</strong> che naturalmente inibiscono la crescita di erbe infestanti.</li>
</ul>
<p>La scelta di <em>Zoysia tenuifolia</em> per i tappeti erbosi e i tetti verdi è soprattutto dovuta a:</p>
<ul>
<li>elevata <strong>tolleranza</strong> allo<strong> stress idrico</strong> e alle <strong>temperature elevate</strong>. Grazie alla sua origine tropicale, Zpysia ha infatti sviluppato un metabolismo fotosintetico di tipo C4, molto efficiente;</li>
<li>un&#8217;eccezionale <strong>resistenza meccanica</strong>, al <strong>calpestio</strong> e all’usura da contatto fisico. Ed è perciò utilizzata nei campo da calcio e altri impianti sportivi in aree subtropicali e tropicali.</li>
</ul>
<p>La notevole capacità di formare tappeti densi e l’adattabilità a condizioni di stress fisico e climatico riducono significativamente i fabbisogni di gestione agronomica e manutenzione.</p>
<h2>Caratteristiche innovative del sistema senza terreno</h2>
<p>Il sistema <strong>Pratotetto®</strong> presenta caratteristiche tecnologiche innovative che lo differenziano dai tradizionali tetti verdi. Il substrato di crescita è costituito da un <strong>materiale feltrato</strong> realizzato con fibre tessili riciclate e trattate termicamente, che conferisce proprietà isolanti termiche e acustiche.</p>
<p>Il sistema di <strong>sub-irrigazione a goccia</strong> è integrato tra due strati di feltro, mentre uno strato geotessile non tessuto funge da barriera anti-radice. Sotto la barriera radicale, un tappetino cuspidato in <strong>polietilene ad alta densità</strong> (HDPE) garantisce il drenaggio delle acque eccedenti.</p>
<h2>Inventario del ciclo di vita e componenti analizzati</h2>
<p>L&#8217;<strong>inventario LCI</strong> ha identificato quattro componenti principali del sistema:</p>
<ul>
<li><strong>Coltivazione e manutenzione della Zoysia</strong>. Il modello agronomico considerato ha incluso l’impiego di fertilizzanti azotati (0,039 kg), fosfatici (0,004 kg) e potassici (0,006 kg), oltre a erbicidi specifici come pendimetalin e composti piridinici. Le operazioni meccaniche comprendono falciatura, coltivazione, fertilizzazione e irrigazione (132 litri/anno per unità funzionale);</li>
<li><strong>Sistema di irrigazione a goccia</strong>. Tubazioni in polietilene con gocciolatori integrati, per adempiere a un fabbisogno di 0,08 metri di tubo HDPE DN 200 equivalente per m²;</li>
<li><strong>Produzione del feltro</strong>. Processo di sterilizzazione delle fibre riciclate a 180°C senza utilizzo di acqua, sostanze chimiche o adesivi, con un consumo energetico di 9,814 MJ per kg di prodotto.</li>
<li><strong>Strato drenante</strong>. Geocomposito drenante con struttura cuspitata accoppiato a geotessile filtrante, costituito da 565 g/m² di HDPE e 150 g/m² di fibre polipropilene (PP).</li>
</ul>
<h2>Risultati della valutazione degli impatti</h2>
<p>L&#8217;analisi <strong>ReCiPe <em>midpoint</em></strong> ha evidenziato che la produzione del feltro rappresenta il componente a maggiore impatto, con 4,44 kg CO₂ eq./m², deplezione dell&#8217;ozono, acidificazione terrestre e formazione di particolato, principalmente a causa dell&#8217;elevato fabbisogno energetico per il trattamento delle fibre riciclate.</p>
<p>La coltivazione della <strong>Zoysia</strong> impatta principalmente sulla trasformazione del suolo naturale e l&#8217;acidificazione terrestre, oltre all&#8217;ecotossicità marina e d&#8217;acqua dolce. I dati normalizzati mostrano che la persistenza ambientale dei nutrienti azotati contribuisce all&#8217;eutrofizzazione marina, mentre i trattamenti erbicidi influenzano le categorie di ecotossicità.</p>
<p>L&#8217;analisi <strong>ReCiPe <em>endpoint</em></strong> ha confermato che lo strato drenante presenta il valore più elevato in termini di costi aggiuntivi per la produzione futura di risorse, mentre la produzione del feltro impatta maggiormente sulla salute umana e sulla perdita di specie ecosistemiche. Il <em><strong>single score</strong></em> totale risulta di 735,92 mPt, con il feltro che contribuisce per il 48% (356,64 mPt).</p>
<h2>Impatto sul cambiamento climatico e impronta di carbonio</h2>
<p>Secondo la metodologia <strong>IPCC 2013 GWP 100y</strong>, la produzione di 1 m² di Pratotetto® comporta un <em><strong>Global Warming Potential</strong></em> di 7,66 kg CO₂ eq. La distribuzione degli impatti vede il feltro come principale contributore (4,47 kg CO₂ eq., 58%), seguito dallo strato drenante (1,77 kg CO₂ eq., 23%), il sistema di irrigazione a goccia (0,73 kg CO₂ eq., 10%) e la coltivazione della Zoysia (0,70 kg CO₂ eq., 9%).</p>
<p>L&#8217;analisi <em><strong>Ecological Footprint</strong></em> ha confermato l&#8217;elevato impatto della produzione del feltro sulla categoria anidride carbonica, mentre gli altri componenti influenzano maggiormente le categorie meno rilevanti di energia nucleare e occupazione del suolo.</p>
<h2>Analisi di sensitività e scenari alternativi</h2>
<p>L&#8217;<strong>analisi di sensitività</strong> ha valutato tre scenari ipotetici per verificare l&#8217;influenza delle variazioni dei componenti a maggiore impatto:</p>
<ul>
<li><strong>scenario 1</strong>. Utilizzo di tappetino drenante con 60% di HDPE riciclato &#8211; riduzione del 9,02% dell&#8217;impatto totale.</li>
<li><strong>scenario 2</strong>. Impiego di elettricità 100% fotovoltaica per la produzione del feltro &#8211; riduzione significativa, &#8211; 48,87%.</li>
<li><strong>scenario 3</strong>. Aumento del 30% di principi attivi fitosanitari e irrigazione &#8211; incremento dello 0,20%.</li>
</ul>
<p>I risultati dimostrano che gli impatti del Pratotetto® sono più sensibili alle variazioni del <strong>mix energetico</strong> utilizzato piuttosto che alla provenienza dei materiali, evidenziando l&#8217;importanza delle fonti energetiche rinnovabili.</p>
<h2>Confronto con la letteratura scientifica</h2>
<p>I risultati ottenuti si allineano con i pochi dati disponibili in letteratura, tenuto conto che gli studi LCA applicati ai <strong>tetti verdi</strong> sono ancora limitati e spesso includono fasi multiple del ciclo di vita:</p>
<ul>
<li>Manso et al. (2018) hanno analizzato il sistema commerciale Geogreen, identificando nello strato di supporto la principale causa di impatto;</li>
<li>Rincón et al. (2014) hanno confrontato diversi tipi di tetti verdi con substrati vari, evidenziando come la gomma riciclata, più simile al substrato analizzato, presenti il maggior carico ambientale nella fase produttiva.</li>
</ul>
<h2>Implicazioni per la sostenibilità edilizia</h2>
<p>L&#8217;analisi evidenzia le <strong>elevate prestazioni</strong> del sistema senza terreno Pratotetto® in termini di <strong>sostenibilità</strong>, particolarmente per la sua applicabilità in scenari di<strong> retrofit edilizio</strong> grazie al suo peso ridotto. Il sistema minimizza gli strati richiesti per l&#8217;assemblaggio di un tetto verde, rendendolo adatto a molti edifici esistenti che sono privi di capacità portante sufficiente per sistemi tradizionali.</p>
<p>La ricerca sottolinea l&#8217;importanza del <strong>riutilizzo di materiali di scarto</strong> dell&#8217;industria tessile, contribuendo all&#8217;economia circolare. Tuttavia, l&#8217;impatto del feltro è causato esclusivamente dall&#8217;elettricità necessaria per trattare le fibre riciclate, suggerendo che un&#8217;ulteriore riduzione dell&#8217;impatto sarebbe possibile utilizzando <strong>fonti energetiche rinnovabili</strong>.</p>
<h2>Raccomandazioni e sviluppi futuri</h2>
<p>Lo studio (Muscas et al., 2022) raccomanda diverse strategie per migliorare ulteriormente la <strong>sostenibilità ambientale</strong> del sistema di tetti verdi senza terreno Pratotetto®:</p>
<ol>
<li><strong>Transizione energetica</strong>. Implementazione di fonti rinnovabili per la fase di trattamento delle fibre, così da ridurre significativamente l&#8217;impatto complessivo della produzione;</li>
<li><strong>Gestione agronomica integrata</strong>. Miglioramento delle pratiche di fertilizzazione e trattamento della Zoysia attraverso approcci di gestione integrata o biologica;</li>
<li><strong>Ottimizzazione dei materiali</strong>. Utilizzo di materiali plastici con maggiore quota di fonti riciclate per lo strato drenante;</li>
<li><strong>Monitoraggio</strong>. Si raccomandano infine ulteriori studi che includano le fasi operative e di fine vita, per una valutazione LCA completa.</li>
</ol>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La ricerca rappresenta un contributo significativo alla comprensione degli <strong>impatti ambientali </strong>dei sistemi di tetti verdi innovativi, fornendo dati quantitativi essenziali per decisioni informate nel settore edilizio. Il sistema Pratotetto® dimostra potenzialità interessanti per la <strong>mitigazione climatica urbana</strong>, con un impatto di produzione di 7,66 kg CO₂ eq./m² che può essere ulteriormente ridotto attraverso l&#8217;ottimizzazione del mix energetico.</p>
<p>L&#8217;approccio <strong>soil-less</strong> (senza terreno) con <em>Zoysia tenuifolia</em> si configura come una soluzione tecnologica promettente per la diffusa implementazione di <strong>infrastrutture verdi</strong> nei contesti urbani, particolarmente in clima mediterraneo, con beneficio ultimo per la <strong>salute</strong> e il <strong>benessere degli abitanti</strong>. La metodologia LCA fornisce un quadro solido per la valutazione di tecnologie simili, contribuendo allo sviluppo di soluzioni edilizie più sostenibili e resilienti ai cambiamenti climatici.</p>
<p>La ricerca evidenzia inoltre l&#8217;importanza dell&#8217;<strong>innovazione tecnologica</strong> nel settore dei tetti verdi, dimostrando come l&#8217;integrazione di materiali riciclati e tecniche colturali avanzate possa contribuire in misura significativa alla sostenibilità ambientale dell&#8217;ambiente costruito, supportando gli obiettivi di <strong>decarbonizzazione</strong> del settore edilizio.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Bibliografia</h3>
<ul>
<li>Bianchini, F., &amp; Hewage, K. (2012). How &#8216;green&#8217; are the green roofs? Lifecycle analysis of green roof materials. <em>Building and Environment</em>, 48(1), 57-65. <a href="https://doi.org/10.1016/j.buildenv.2011.08.019">https://doi.org/10.1016/j.buildenv.2011.08.019</a></li>
<li>Catalano, C., Laudicina, V. A., Badalucco, L., &amp; Guarino, R. (2018). Some European green roof norms and guidelines through the lens of biodiversity: Do ecoregions and plant traits also matter? <em>Ecological Engineering</em>, 115, 15-26. <a href="https://doi.org/10.1016/j.ecoleng.2018.01.006">https://doi.org/10.1016/j.ecoleng.2018.01.006</a></li>
<li>Cook-Patton, S. C., &amp; Bauerle, T. L. (2012). Potential benefits of plant diversity on vegetated roofs: A literature review. <em>Journal of Environmental Management</em>, 106, 85-92. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jenvman.2012.04.003">https://doi.org/10.1016/j.jenvman.2012.04.003</a></li>
<li>Dunnett, N., &amp; Kingsbury, N. (2008). <em>Planting green roofs and living walls</em>. Timber Press. ISBN: 978-0-88192-882-9</li>
<li>Fantozzi, F., Rocchi, L., Brunetti, M., Peron, F., &amp; Saro, O. (2021). Do green roofs really provide significant energy saving in a Mediterranean climate? Critical evaluation based on different case studies. <em>Frontiers of Architectural Research,</em> 10(2), 447-465. <a href="https://doi.org/10.1016/j.foar.2021.01.006">https://doi.org/10.1016/j.foar.2021.01.006</a></li>
<li>Fernandez-Cañero, R., Emilsson, T., Fernandez-Barba, C., &amp; Herrera Machuca, M. Á. (2013). Green roof systems: A study of public attitudes and preferences in southern Spain. <em>Journal of Environmental Management,</em> 128, 106-115. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jenvman.2013.04.052">https://doi.org/10.1016/j.jenvman.2013.04.052</a></li>
<li>Kolokotsa, D., Santamouris, M., &amp; Zerefos, S. C. (2013). Green and cool roofs&#8217; urban heat island mitigation potential in European climates for office buildings under free floating conditions. <em>Solar Energy</em>, 95, 118-130. <a href="https://doi.org/10.1016/j.solener.2013.06.001">https://doi.org/10.1016/j.solener.2013.06.001</a></li>
<li>Korol, E., &amp; Shushunova, N. (2016). Benefits of a modular green roof technology. <em>Procedia Engineering</em>, 161, 1820-1826. <a href="https://doi.org/10.1016/j.proeng.2016.08.673">https://doi.org/10.1016/j.proeng.2016.08.673</a></li>
<li>Li, W. C., &amp; Yeung, K. K. A. (2014). A comprehensive study of green roof performance from environmental perspective. <em>International Journal of Sustainable Built Environment</em>, 3(1), 127-134. <a href="https://doi.org/10.1016/j.ijsbe.2014.05.001">https://doi.org/10.1016/j.ijsbe.2014.05.001</a></li>
<li>Manso, M., Teotónio, I., Silva, C. M., &amp; Cruz, C. O. (2018). Life cycle analysis of a new modular greening system. <em>Science of the Total Environment</em>, 627, 1146-1153. <a href="https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2018.01.198">https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2018.01.198</a></li>
<li>Mentens, J., Raes, D., &amp; Hermy, M. (2006). Green roofs as a tool for solving the rainwater runoff problem in the urbanized 21st century? <em>Landscape and Urban Planning</em>, 77(3), 217-226. <a href="https://doi.org/10.1016/j.landurbplan.2005.02.010">https://doi.org/10.1016/j.landurbplan.2005.02.010</a></li>
<li>Muscas Desirée, Landi, F. F. A., Fabiani, C., Grohmann, D., &amp; Rocchi, L. (2022). Zoysia soil-less green roof&#8217;s performance: A life cycle assessment. <em>Environmental and Climate Technologies</em>, 26(1), 955-967. <a href="https://doi.org/10.2478/rtuect-2022-0072">https://doi.org/10.2478/rtuect-2022-0072</a></li>
<li>Niachou, A., Papakonstantinou, K., Santamouris, M., Tsangrassoulis, A., &amp; Mihalakakou, G. (2001). Analysis of the green roof thermal properties and investigation of its energy performance. <em>Energy and Buildings</em>, 33(7), 719-729. <a href="https://doi.org/10.1016/S0378-7788(01)00062-7">https://doi.org/10.1016/S0378-7788(01)00062-7</a></li>
<li>Patton, A. J., Schwartz, B. M., &amp; Kenworthy, K. E. (2017). Zoysiagrass (Zoysia spp.) history, utilization, and improvement in the United States: A review. <em>Crop Science</em>, 57, 37-72. <a href="https://doi.org/10.2135/cropsci2017.02.0074">https://doi.org/10.2135/cropsci2017.02.0074</a></li>
<li>Rincón, L., Coma, J., Pérez, G., Castell, A., Boer, D., &amp; Cabeza, L. F. (2014). Environmental performance of recycled rubber as drainage layer in extensive green roofs. A comparative life cycle assessment. <em>Building and Environment</em>, 74, 22-30. <a href="https://doi.org/10.1016/j.buildenv.2014.01.001">https://doi.org/10.1016/j.buildenv.2014.01.001</a></li>
<li>Shafique, M., Kim, R., &amp; Rafiq, M. (2018). An overview of life cycle assessment of green roofs. <em>Journal of Cleaner Production</em>, 250, 119471. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2019.119471">https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2019.119471</a></li>
<li>Vacek, P., Struhala, K., &amp; Matějka, L. (2017). Life-cycle study on semi intensive green roofs. <em>Journal of Cleaner Production</em>, 154, 203-213. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2017.03.188">https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2017.03.188</a></li>
<li>Vijayaraghavan, K. (2016). Green roofs: A critical review on the role of components, benefits, limitations and trends. <em>Renewable and Sustainable Energy Reviews</em>, 57, 740-752. <a href="https://doi.org/10.1016/j.rser.2015.12.119">https://doi.org/10.1016/j.rser.2015.12.119</a></li>
<li>Wherley, B. G., Gardner, D. S., Metz, S. P., &amp; Walz, A. L. (2011). Low-input performance of zoysiagrass (Zoysia spp.) cultivars maintained under dense tree shade. <em>HortScience</em>, 46(7), 1033-1037. <a href="https://doi.org/10.21273/HORTSCI.46.7.1033">https://doi.org/10.21273/HORTSCI.46.7.1033</a></li>
<li>Yang, H. S., Kang, J., &amp; Choi, M. S. (2012). Acoustic effects of green roof systems on a low-profiled structure at street level. <em>Building and Environment</em>, 50, 44-55. <a href="https://doi.org/10.1016/j.buildenv.2011.10.004">https://doi.org/10.1016/j.buildenv.2011.10.004</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/tetti-verdi-senza-terreno-linnovazione-sostenibile/">Tetti verdi senza terreno, l’innovazione sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Parco della Gioia a Roma. Un’oasi storica, verde e inclusiva</title>
		<link>https://www.egalite.org/il-parco-della-gioia-a-roma-unoasi-inclusiva-e-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 08:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Parco della Gioia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=6794</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel quartiere Magliana, a Roma, si potrebbe materializzare un sogno, il Parco della Gioia. Nel popoloso quartiere della Capitale &#8211; noto per le vicende criminali degli<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/il-parco-della-gioia-a-roma-unoasi-inclusiva-e-sostenibile/">Il Parco della Gioia a Roma. Un’oasi storica, verde e inclusiva</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quartiere Magliana, a Roma, si potrebbe materializzare un sogno, il Parco della Gioia. Nel popoloso quartiere della Capitale &#8211; noto per le vicende criminali degli anni ’70, poi trasposte in vari libri e film &#8211; si è progettata un’oasi verde e accessibile, di possibile interesse archeologico.</p>
<h2>Il Parco della Gioia, l’oasi che mancava</h2>
<p><strong>Il progetto</strong> di Green-Archeo-Edu-Park (v. Allegato) nasce dall’idea di <strong>Dario Dongo</strong>, presidente di Égalité. Con l’idea di integrare la biodiversità e lo sviluppo sostenibile con le prospettive di sviluppo storico &#8211; archeologico dell’area, preservando ogni centimetro quadrato di verde.</p>
<p><strong>L’architetto romano Giancarlo Zema</strong> ha trasposto il sogno in un <a href="https://www.giancarlozema.com/project/park-of-joy/">progetto</a> incantevole, che ha già raccolto l’adesione di numerose organizzazioni della società civile sul territorio e del Comitato di quartiere, oltre al sostegno bipartisan di diversi Consiglieri del Municipio XI.</p>
<h3><em><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.radiocusanocampus.it/it/avv-dario-dongo-inclusivita-un-nuovo-progetto-per-il-parco-della-gioia-a-roma"><span class="td_btn td_btn_md td_default_btn">ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA A DARIO DONGO</span></a></span></em></h3>
<h2>La storia e la bellezza</h2>
<p><strong>Il parco urbano inclusivo</strong> è destinato a valorizzare un’area verde inutilizzata di quasi 2 ettari tra via Mancini e via dei Grottoni. Un’area di potenziale interesse archeologico, come spiegano i ricercatori Stefania Nisio e Antonello Anappo. Si indaga infatti perciò la possibile <a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/cavita-sotterranee/progetto-censimento-delle-cavita-sotterranee-a-roma/progetti-e-collaborazioni-per-l-approfondimento-delle-cavita-sotterranee-di-roma/studio-delle-cavita-sotterranee-nel-quartiere-portuense">presenza di ipogei</a>, nella speranza di trovare le catacombe e la basilica paleocristiana di San Felice.</p>
<div id="attachment_6797" style="width: 606px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6797" class="wp-image-6797 size-large" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-596x1024.jpg" alt="Parco della Gioia ricerca di catacombe" width="596" height="1024" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-596x1024.jpg 596w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-174x300.jpg 174w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-768x1320.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-893x1536.jpg 893w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-85x146.jpg 85w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-29x50.jpg 29w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia-44x75.jpg 44w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/img-interna-parco-della-gioia.jpg 951w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /></a><p id="caption-attachment-6797" class="wp-caption-text">Marco Placidi, <a href="https://www.sotterraneidiroma.it/">Sotterranei di Roma</a></p></div>
<p><strong>Bellezza e inclusione</strong> sono i tratti più vistosi della prima idea di progetto. Tre piccole pale eoliche a forma di tulipano si accompagnano a pannelli fotovoltaici da installare sulle barriere antirumore dell’adiacente linea ferroviaria che in un percorso ad anello serve l’intera città e conduce all’aeroporto internazionale di Fiumicino.</p>
<h2>La paulownia divoratrice di CO2</h2>
<p><strong>Un percorso accessibile</strong> in materiali bioplastici appoggiati sul terreno conduce a orti sociali e didattici ispirati all’agroecologia, aree di giochi accessibili e luoghi d’incontro, utili anche ad attività artistiche e di laboratorio, oltre a un teatro all’aperto. In una logica di inclusione degli stessi archeologi, laddove le ricerche possano suggerire l’apertura di scavi.</p>
<p><strong>A monte del Parco della Gioia</strong>, sul lato che sale dolcemente verso una fonte sotterranea, si svilippa il piccolo bosco urbano di paulownia. Un albero miracoloso, non infestante, capace di crescere rapidamente per divorare la CO2 e donare ossigeno. La piantumazione avverrà con il supporto di <a href="https://www.paulownia4planet.com/parco-della-gioia/">Paulownia4all</a>, organizzazione che collabora con Égalité.</p>
<h2>Un grande dono alla comunità</h2>
<p><strong>L’installazione</strong> del Parco della Gioia dovrà assolvere la promessa insita nel suo nome. Offrire ai residenti di un quartiere più popoloso di un allevamento intensivo &#8211; 35mila persone in 42 ettari, spiega l’avvocato Marco Filippetto del Comitato di quartiere Magliana &#8211; un polmone verde a ridosso della ‘palazzopoli’.</p>
<p><strong>Un’opportunità unica</strong> che già venne colta dall’attuale assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia. Il quale fu presidente del Municipio XI e fece approvare una delibera della sua Giunta, nel 2015, per estendere alla via dei Grottoni il parco Ruspoli che però purtroppo non riuscì ad avere seguito. E ritrova oggi attualità.</p>
<h2>Zero barriere</h2>
<p><strong>L’assessore all’Urbanistica del Municipio XI, Alberto Belloni,</strong> ha condiviso con il Comitato di Quartiere Magliana ed Égalité l’opportunità di fare tutto il possibile per realizzare il Parco della Gioia che sarà anche il primo parco accessibile di Roma.</p>
<p><strong>Un dettaglio cruciale</strong> in una città ove le barriere architettoniche sono ubiquitarie e causano gravi problemi agli anziani, i genitori con passeggini e le persone con disabilità, <a href="https://www.egalite.org/disabilita-invisibili-e-non-viste-la-quinta-serie-di-video-egalite/">visibili e non</a>. Anche nel vicino Parco Marconi, purtroppo non accessibile.</p>
<p><strong>Il Municipio XI </strong>tra l’altro, si accinge finalmente alla stesura del <a href="https://www.egalite.org/piano-peba-contro-le-barriere-architettoniche-a-roma-34-anni-di-ritardo-reportage/">PEBA</a> (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), sotto la guida dell’assessore all’Ambiente e al Verde urbano Daniela Gentili. Speriamo al più presto, assieme al Parco della Gioia.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><strong>ALLEGATI.</strong> Il <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/PARCO-DELLA-GIOIA-SENZA-DESTINATARI.pdf">progetto</a> e <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2023/04/Egalite_Parco-della-Gioia-by-GZDG.pdf.zip">le prime elaborazioni grafiche</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/il-parco-della-gioia-a-roma-unoasi-inclusiva-e-sostenibile/">Il Parco della Gioia a Roma. Un’oasi storica, verde e inclusiva</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intermodalità e sostenibilità nei trasporti, 4 proposte UE nel Green Deal</title>
		<link>https://www.egalite.org/intermodalita-e-sostenibilita-nei-trasporti-4-proposte-ue-nel-green-deal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 21:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[European Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[intermodalità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5589</guid>

					<description><![CDATA[<p>La transizione ecologica annunciata il 12.11.19 nel trilionario European Green Deal si esprime, tra l’altro, nella modernizzazione del sistema dei trasporti in UE, all’insegna di intermodalità e sostenibilità. Quattro proposte &#8211; adottate dalla<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/intermodalita-e-sostenibilita-nei-trasporti-4-proposte-ue-nel-green-deal/">Intermodalità e sostenibilità nei trasporti, 4 proposte UE nel Green Deal</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La transizione ecologica annunciata il 12.11.19 nel trilionario <a href="https://www.egalite.org/european-green-deal-la-nuova-strategia-in-ue/"><em>European Green Deal</em></a> si esprime, tra l’altro, nella modernizzazione del sistema dei trasporti in UE, all’insegna di intermodalità e sostenibilità.</p>
<p>Quattro proposte &#8211; adottate dalla Commissione europea il 14.12.21 (1) &#8211; e due interrogativi su disabilità e discriminazioni, a seguire.</p>
<h2>Premessa. Intermodalità e sostenibilità dei trasporti in UE</h2>
<p><strong>Intermodalità e sostenibilità</strong> devono guidare la modernizzazione del sistema dei trasporti di persone e merci in Unione Europea. Rafforzare la connettività sui corridoi strategici &#8211; da integrare con un <em>North-South Corridor </em>in <em>Est Europa</em> &#8211; e promuovere il trasferimento modale.</p>
<p><strong>Favorire il passaggio</strong> dal trasporto su gomma a quello su rotaia, anche ad alta velocità, oltreché sulle vie navigabili interne. Investimenti pubblici sulle infrastrutture di trasporto e di rifornimento elettrico, nuove tecnologie digitali, mobilità urbana sostenibile attraverso collegamenti intermodali e piste ciclabili.</p>
<p><strong>L’obiettivo</strong> dichiarato è ridurre drasticamente le emissioni di gas-serra nel settore trasporti, che oggi esprime il 25% del totale in UE. -55% al 2030, -90% entro il 2050, rispetto ai dati 1990.</p>
<h2>1) TEN-T (<em>Trans-European Transport Network</em>)</h2>
<p><strong>La rete multimodale TEN-T </strong>(ferrovie, vie navigabili interne, rotte marittime e autostrade) oggi collega 424 grandi città con porti, aeroporti e <em>terminal</em> ferroviari. La Commissione europea, a esito di <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12532-Trans-European-transport-network-TEN-T-revised-guidelines_en">consultazioni</a>, ha proposto una riforma del reg. UE 1315/2013. Le principali novità:</p>
<p>&#8211; adattamento all’alta velocità (&gt;160 km/h) delle linee ferroviarie, sui corridoi della rete TEN-T, entro il 2040. Nella prospettiva di offrire ai passeggeri collegamenti ferroviari competitivi (con il trasporto aereo, ndr) in tutta l&#8217;Unione,</p>
<p>&#8211; garanzia di ‘buone condizioni di navigazione’ per canali e fiumi,</p>
<p>&#8211; aumento dei <em>terminal</em> di trasbordo, incremento capacità di movimentazione nei <em>terminal</em> merci, riduzione tempi di attesa ai valichi di frontiera ferroviari, treni più lunghi per trasferire più merci su rotaia con opzione di trasporto dei camion su tutta la rete ferroviaria.</p>
<h2>9 corridoi, 424 città a mobilità sostenibile</h2>
<p><strong>Nove ‘corridoi di trasporto europei’</strong> vengono definiti per integrare ferrovie, strade e corsi d&#8217;acqua. La rete di infrastrutture verrà sviluppata in tre fasi, rete centrale al 2030, rete centrale estesa al 2040, rete globale al 2050.</p>
<p><strong>Le 424 città </strong>nella rete TEN-T dovranno sviluppare piani di mobilità urbana sostenibile nella direzione di ‘emissioni zero’, con incremento di trasporto pubblico e infrastrutture pedonali oltreché ciclabili.</p>
<h2>2) Trasporto ferroviario</h2>
<p><strong>Obiettivo della Commissione</strong> è raddoppiare il traffico ferroviario ad alta velocità entro il 2030, triplicarlo entro il 2050. A tale scopo prevede di intervenire già a partire dal 2022 su:</p>
<p>&#8211; biglietteria multimodale (cioè integrata) <em>smart</em>,</p>
<p>&#8211; servizi di ricerca di tratte e biglietti a prezzi convenienti e assistenza in caso di interruzioni dei servizi,</p>
<p>&#8211; possibile esenzione IVA sui biglietti ferroviari,</p>
<p>&#8211; abrogazione norme tecniche e operative nazionali ‘ridondanti’,</p>
<p>&#8211; requisiti di orari e gestione capacità, per garantire servizi ferroviari più rapidi e frequenti,</p>
<p>&#8211; linee guida per i prezzi di accesso alle infrastrutture, nel 2023, per favorire la concorrenza.</p>
<h2>3) <em>Intelligent Transport System</em></h2>
<p><strong>La Commissione</strong> ha proposto una riforma della direttiva <em>Intelligent Transport System</em> (2010/40/UE) del 2010, per aggiornarla rispetto all&#8217;emergere di nuove opzioni di mobilità stradale (es. guida automatica), app per la mobilità e mobilità connessa.</p>
<p><strong>L’idea</strong> in questo caso è rendere disponibili in formato digitale i dati cruciali su limiti di velocità, piani di circolazione del traffico e lavori stradali, lungo la rete TEN-T e alla fine coprendo l&#8217;intera rete stradale. Garantirà anche che i servizi essenziali relativi alla sicurezza siano resi disponibili per i conducenti lungo la rete TEN-T.</p>
<h2>4) Mobilità urbana</h2>
<p><strong>Lo </strong><em><strong>Urban Mobility Framework</strong> </em>indica la via da seguire per ridurre le emissioni e programmare piani di mobilità urbana sostenibile. Attenzione prioritaria a trasporti pubblici, hub multimodali con soluzioni e servizi digitali, vie pedonali e ciclabili.<br />
Flotte urbane a emissioni zero (elettrico e idrogeno), inclusi taxi e servizi di <em>ride-hailing</em> (es. NCC, Uber, Lyft).</p>
<p><strong>La proposta </strong>delinea le opzioni di finanziamento per gli enti locali e regionali per attuare queste priorità. Primo obiettivo la neutralità climatica dei trasporti in 100 città, entro il 2030. Da estendere alle 424 della rete TEN-T e via a seguire. Nel 2022 la Commissione proporrà agli Stati membri una raccomandazione per lo sviluppo dei piani nazionali. Senza tuttavia definire regole armonizzate sulla micro mobilità sostenibile (es. bici elettriche, monopattini).</p>
<h2>Disabilità e discriminazioni</h2>
<p><strong>Rimane da chiedersi </strong>quale sarà la sorte delle persone disabili e fragili. In Italia l’83% delle stazioni ferroviarie è <a href="https://www.egalite.org/treni-e-disabilita-in-italia-stop-apartheid/">privo dei requisiti di accessibilità</a>, così come la quasi totalità delle flotte di autobus che gestiscono il trasporto provinciale, regionale e inter-regionale.</p>
<p><strong>Barriere architettoniche e disservizi</strong> affliggono sistematicamente le stazioni urbane ferroviarie e di metropolitana, come spesso <a href="https://www.egalite.org/roma-genova-italia-trasporto-pubblico-disabilita-e-discriminazioni/">denunciamo</a> assieme alle pedane rotte dei bus cittadini. Quanto ai servizi di <a href="https://www.egalite.org/mobilita-personale-dei-disabili-diritti-negati-e-blackout-a-roma/">mobilità personale</a>, l’utopia supera ogni prospettiva.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p>Immagine di copertina da https://uitpsummit.org/meet-our-mobility-artists-hans-arby/</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) European Commission. <em>New transport proposals target greater efficiency and more sustainable travel.</em> Press Release, 14.12.21. <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_21_6776">https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_21_6776</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/intermodalita-e-sostenibilita-nei-trasporti-4-proposte-ue-nel-green-deal/">Intermodalità e sostenibilità nei trasporti, 4 proposte UE nel Green Deal</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
