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	<title>Alessandra Mei, Autore presso &Eacute;galit&eacute; %</title>
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		<title>L’Ecomuseo del Mare di Palermo compie 10 anni e punta sull’inclusione</title>
		<link>https://www.egalite.org/lecomuseo-del-mare-di-palermo-compie-10-anni-e-punta-sullinclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 15:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palermo fa un passo avanti verso l’inclusività. L’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo, chiamato anche Ecomuseo del Mare, ha festeggiato i suoi primi 10 anni di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Palermo fa un passo avanti verso l’inclusività. L’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo, chiamato anche Ecomuseo del Mare, ha festeggiato i suoi primi 10 anni di vita abbattendo le barriere architettoniche e creando percorsi per persone con disabilità visive e auditive. (1)</p>
<h2>L’Ecomuseo Mare Memoria Viva</h2>
<p><strong>Gli ecomusei</strong> sono luoghi fisici o virtuali che, attraverso la ricostruzione della storia di un territorio, vogliono ridare memoria e dignità al territorio stesso e agli abitanti. Gli ecomusei raccolgono le storie delle persone che hanno abitato il territorio, i cambiamenti avvenuti a livello urbano e paesaggistico, per ricreare il profondo legame tra gli abitanti e il territorio che abitano.</p>
<p><strong>A Palermo</strong> l’Ecomuseo sorge a sud della città, sulla foce del fiume Oreto. Si chiama Ecomuseo Mare Memoria Viva (MMV), a sottolineare il profondo legame della città col mare. Così lo racconta Cristina Alga, una delle fondatrici:</p>
<p>‘<em>Siamo un museo comunitario che promuove pratiche di cura e conoscenza della costa urbana del golfo di Palermo come ambiente interdipendente di essere umani, vegetali, animali, architetture, luoghi, storie. Raccontiamo Palermo dal mare</em>’.</p>
<h2>La rinascita dal degrado</h2>
<p><strong>L’Ecomuseo</strong> sorge nella zona sud della città, un’area dove gli abitanti vivevano a stretto contatto con il mare, per mestiere e per passione. Col ‘sacco di Palermo’, avvenuto tra gli anni ‘50 e ‘80, la zona è diventata la discarica illecita dove sversare i detriti delle costruzioni, sono nate palazzine abusive che hanno eliminato i lidi e le villette stile liberty che ospitavano i palermitani per le vacanze estive.</p>
<p><strong>Questo pezzo di costa</strong> è stato abbandonato, le aziende ittiche hanno chiuso trasformando la zona Sud di Palermo in una periferia marginalizzata e degradata. Fino al 2014, quando è sorto l’Ecomuseo MMV all’interno dell’ex deposito locomotive di sant’Erasmo, accanto al fiume Oreto. Lo staff ecomuseale ha iniziato a raccogliere le storie degli abitanti delle borgate marinare, degli operai dei cantieri navali, delle famiglie, dei lidi e di come tutto è cambiato in seguito al ‘sacco’ per ricucire il rapporto con gli abitanti e con il centro di Palermo.</p>
<p><strong>‘(..) </strong><em><strong>siamo una cosa un po’ strana</strong>, siamo museo, spazio per festival e conferenze, laboratorio educativo, luogo di ricerca, archivio sul paesaggio e stiamo iniziando i lavori per avere un bas con cucina, un progetto culturale e uno spazio di aggregazione intergenerazionale gestito da un’impresa sociale</em>’, dice Cristina Alga.</p>
<h2>Un museo senza barriere</h2>
<p><strong>Per i 10 anni di vita</strong>, l’Ecomuseo ha deciso di rinnovarsi, diventando il primo museo accessibile in modo innovativo nella città. Sono state abbattute le barriere architettoniche e, il percorso già multimediale e interattivo, si è arricchito con video in LIS, dispositivi tattili, esperienze sonore, applicazioni dedicate alla fruizione dei contenuti da parte di persone non vedenti e sorde. Tutto ciò è stato possibile grazie un investimento di 335mila euro finanziato dall’Unione europeo attraverso il PNRR.</p>
<p><strong>Un esempio di accessibilità</strong> e agibilità in una Palermo tanto bella quanto difficile da percorrere per chi presenta delle disabilità, come abbiamo già raccontato. (2) Con marciapiedi dissestati, mancanza di scivoli e infrastrutture. E dove queste esistono, spesso manca la sensibilità delle persone.</p>
<h2>La rimozione delle barriere crea ‘abilità’</h2>
<p><strong>Il concetto di accessibilità</strong> per l’ecomuseo del Mare non è ridotto alla semplice possibilità di fruizione del luogo da parte delle persone con disabilità. È invece associato alla parola ‘agire’.</p>
<p><strong>Sono le barriere che creano un ostacolo</strong>, che rendono inabili alcune categorie di persone. Rimuovendo queste, si crea l’agio necessario a permettere a tutti di godere della socialità.</p>
<p><strong>Nel progetto di ristrutturazione</strong> si è tenuto in considerazione di tutti. Bambini, anziani, persone con bassa scolarizzazione. Sono state create zone ombreggiate, sedute e ci si è preoccupati della messa in sicurezza degli spazi comuni. E di abbattere più barriere possibili: culturali, cognitive, sensoriali, motorie, legate all’informazione, linguistiche, alla diversità di genere e sessuale e così via.</p>
<h2>Diritti dei disabili ignorati</h2>
<p><strong>Il progetto</strong> dell’Ecomuseo Mare Memoria Viva appare come una mosca bianca in un Paese che da sempre ignora i diritti delle persone con disabilità, che in Italia sono 13 milioni. E neanche l’Unione Europea si è mai preoccupata di garantire l’applicazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità del 2006.</p>
<p><strong>La dignità delle persone</strong> con disabilità è sempre stata al centro del progetto Égalité, e ora anche al centro del programma politico di Dario Dongo. Candidato alle prossime elezioni europee dell&#8217;8 e 9 giugno 2024 per il movimento Pace, Terra e Dignità. (3)</p>
<p><em>Alessandra Mei</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <a href="https://www.marememoriaviva.it/">https://www.marememoriaviva.it/</a></p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">Palermo, la battaglia di Valeria</a>. Ègalitè. 2.3.24 https://www.egalite.org/palermo-la-battaglia-di-valeria/</p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">Pace, Terra e Dignità. Il nostro movimento alle elezioni europee 2024</a>. Égalité. 14.3.24</p>
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		<title>‘Case green’, un’altra manovra UE a danno della popolazione</title>
		<link>https://www.egalite.org/case-green-unaltra-manovra-ue-a-danno-della-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 20:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[case green]]></category>
		<category><![CDATA[prima casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 12 aprile 2024 il Consiglio ha approvato la direttiva per le ‘case green’, già approvata dal Parlamento europeo il 12 marzo, per introdurre l’obbligo di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 aprile 2024 il Consiglio ha approvato la direttiva per le ‘case green’, già approvata dal Parlamento europeo il 12 marzo, per introdurre l’obbligo di ’efficientamento energetico’ degli edifici a danno e spese della popolazione.</p>
<p>Il ‘merito’ della <em>Energy Performance of Building Directive</em> (EPBD) va alla gran parte degli eurodeputati, che così dimostrano di privilegiare gli interessi speculatovi della finanza rispetto ai diritti e le libertà dei cittadini. (1)</p>
<h2>1) Efficientamento energetico degli edifici</h2>
<p><strong>Commissione europea</strong> riferisce che gli edifici dell’Unione sarebbero responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di gas effetto serra, mentre il 75% degli edifici risulterebbero inefficienti dal punto di vista energetico. Per raggiungere l’obiettivo di un’Europa ‘a impatto zero’ entro il 2050 la Commissione europea aveva perciò già annunciato nel 2020, nel presentare il <a href="https://www.egalite.org/european-green-deal-la-nuova-strategia-in-ue/">Green Deal</a>, la necessità di ristrutturare gli edifici europei.</p>
<p><strong>Il piano di ristrutturazione</strong>, definito come ‘nuovo Bauhaus europeo’, dovrebbe addirittura coinvolgere 35 milioni di unità immobiliari entro il 2030. La riduzione del consumo energetico e l’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili, energia solare soprattutto, dovrebbero ovviamente condurre alla riduzione della dipendenza energetica dell’Unione dai combustibili fossili e d’importazione. Nell’illusione di risolvere in breve tempo la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/gas-ed-energia-elettrica-una-crisi-annunciata/">crisi energetica</a> indotta dalle sanzioni alla Russia, affidandosi ai pannelli solari <em>Made in China</em>.</p>
<h2>2) Prestazioni energetiche degli edifici</h2>
<p><strong>La definizione</strong> delle prestazioni energetiche viene affidata agli Stati membri, con buona pace agli obiettivi generali di armonizzazione delle regole UE. Tali prestazioni verranno calcolate tenendo in considerazione vari fattori tra i quali l’effetto ‘isola di calore urbano&#8217;, il tipo di impianto di riscaldamento e condizionamento, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’illuminazione naturale, la qualità ambientale e così via.</p>
<p>Gli Stati membri adotteranno perciò I ‘requisiti minimi di prestazione energetica’ che gli edifici o le unità immobiliare dovranno raggiungere entro i termini temporali di cui a seguire:</p>
<ul>
<li>1 gennaio 2028, per gli edifici pubblici</li>
<li>1 gennaio 2030, per tutti gli altri edifici</li>
<li>subito, per gli edifici di nuova costruzione che dovranno essere a emissione zero (nuova direttiva, articolo 7).</li>
</ul>
<h3>2.1) Tabella di marcia</h3>
<p><strong>Le prestazioni energetiche</strong> degli edifici esistenti dovranno perciò venire migliorate, fino a soddisfare i ‘requisiti minimi di prestazione energetica’ stabiliti a livello UE, con le misure che gli Stati membri adotteranno in quanto ‘necessarie’ per far sì previsti dagli Stati membri stessi (art. 8). Così:</p>
<ul>
<li>il 16% degli edifici non residenziali dovrà soddisfare la soglia minima di prestazione energetica entro il 2030, il 26% entro il 2033</li>
<li>il consumo medio di energia primaria per gli edifici residenziali dovrà diminuire del 16% rispetto al 2020 entro il 2030, del 20-22% rispetto al 2020 entro il 2035</li>
<li>il 55% del calo del consumo medio di energia primaria dovrà venire raggiunto attraverso la ristrutturazione del 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori.</li>
</ul>
<p><strong>Una tabella di marcia</strong> dovrà venire presentata dagli Stati membri per la ristrutturazione progressiva del parco immobiliare, sia residenziale che non, con scadenze specifiche per il 2040 e <strong>2050</strong>, data in cui la totalità degli edifici dovrà essere ‘a emissioni zero’ (art. 9). La prima proposta di piano di ristrutturazione dovrà venire trasmessa dagli Stati membri alla Commissione entro il 31 dicembre 2025.</p>
<h2>3) Pannelli solari su edifici e parcheggi</h2>
<p><strong>La direttiva</strong> introduce precisi obiettivi sulla installazione di pannelli solari: ‘<em>gli Stati membri assicurano l&#8217;installazione di impianti solari adeguati, laddove tecnicamente appropriato ed economicamente e funzionalmente fattibile, come segue:</em></p>
<p><em>a) entro il 31 dicembre 2026, su tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con una superficie coperta utile superiore a 250 m2</em></p>
<p><em>b) su tutti gli edifici pubblici con superficie coperta utile superiore a:</em><br />
<em>i) 2.000 m2 entro il 31 dicembre 2027</em><br />
<em>ii) 750 m2 entro il 31 dicembre 2028</em><br />
<em>iii) 250 m2 entro il 31 dicembre 2030</em></p>
<p><em>c) entro il 31 dicembre 2027, sugli edifici non residenziali esistenti con una superficie coperta utile superiore a 500 m², se l&#8217;edificio è sottoposto a una ristrutturazione importante o a un&#8217;azione che richiede un&#8217;autorizzazione amministrativa per ristrutturazioni edilizie, lavori sul tetto o l&#8217;installazione di un sistema tecnico per l&#8217;edilizia</em></p>
<p><em>d) entro il 31 dicembre 2029, su tutti i nuovi edifici residenziali, e</em></p>
<p><em>e) entro il 31 dicembre 2029, su tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici’</em> (articolo 10).</p>
<h2>4) Esenzioni</h2>
<p><strong>Il testo</strong> della direttiva prevede situazioni specifiche che giustificano l’esenzione dal raggiungimento delle soglie minime di efficientamento per singoli edifici non residenziali. Gli Stati membri possono quindi decidere di escludere gli edifici per i quali i lavori sarebbero troppo difficoltosi, ovvero in caso di valutazione negativa tra costi e benefici. E si spera considereranno, tra l’altro, le diverse fonti di energie rinnovabili (es. geotermia).</p>
<p><strong>Ulteriori motivi</strong> per richiedere l’esenzione sono l’alto valore storico o architettonico dell’immobile, gli edifici temporanei, le chiese e gli altri luoghi di culto. Per non esentare un numero sproporzionato di edifici, gli Stati membri stabiliscono criteri chiari, precisi e rigorosi per i quali può essere chiesta l’esenzione e consente una valutazione ex ante della quota potenziale di edifici che sarebbe interessato.</p>
<h2>5) Simulazione dei costi</h2>
<p><strong>Cresme</strong> in collaborazione con Fondazione Symbola, Assimpredil Ance e European Climate Foundation ha presentato il rapporto ‘<em>Il valore dell’abitare. La sfida della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano</em>’, ove si presentano costi e benefici dell’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare italiano. Che risulta il primo in Europa con oltre 12mila edifici residenziali e 32 milioni di abitazioni.</p>
<p><strong>Il miglioramento</strong> delle prestazioni energetiche degli immobili di due sole classi energetiche, ad esempio, si stima richiedere tra i 260 e i 320 miliardi di euro. Il presidente Assimpredil Ance, Regina De Albertis, afferma che saranno necessari ‘incentivi fiscali adeguati’ e rimodulati in base agli interventi da effettuare. (2) Trascurando tuttavia l’ininfluenza dei crediti fiscali per la crescente quota di popolazione europea che oggi versa in condizioni di incapienza fiscale, a causa della povertà di massa indotta dall’economia di guerra voluta dai vertici europei e degli Stati membri. (3)</p>
<h2>6) Buone e pessime notizie</h2>
<p><strong>La buona notizia</strong> è che il miglioramento delle prestazioni energetiche consente il miglioramento della qualità della vita delle persone all’interno degli edifici, pubblici e privati. Con una possibile riduzione media del 40% dei consumi energetici familiari, sebbene i loro costi rimangano imprevedibili a causa di diversi fattori in cima ai quali le vergognose speculazioni dei colossi energetici che hanno già macinato extra-profitti esentasse a danno della popolazione europea, negli ultimi due anni.</p>
<p><strong>La pessima notizia</strong> è che la grande maggioranza degli eurodeputati anche italiani, con l’avallo dei governi degli Stati membri, ha reso l’ennesimo servizio alla finanza immobiliare. Guardandosi bene dal prevedere appositi stanziamenti (invano promessi nel Green Deal) affinché sia il settore pubblico, e non la popolazione, ad affrontare i trilioni di euro di investimenti previsti nella direttiva ‘case green’. Si evidenzia come l’obbligo di efficientamento energetico a tappe forzate integra una grave limitazione al diritto umano alla proprietà privata.</p>
<h2>7) Oltre al danno, la beffa</h2>
<p><strong>La finanza</strong> vince sempre. Poiché la crisi energetica ha costretto l’industria europea a delocalizzare le produzioni, ed è perciò diminuito il business degli incentivi sulle auto elettriche, la politica a servizio della finanza è andata a colpire il mattone, tuttora la prima destinazione del risparmio privato in Italia.</p>
<p><strong>I cittadini</strong> che hanno risparmiato l’intera esistenza per acquistare la prima casa si troveranno così costretti ad accendere nuovi mutui per adeguarsi alle nuove regole, o comunque a subire una considerevole perdita del valore dei propri immobili. Ottime notizie per la finanza creditizia, immobiliare, edilizia.</p>
<p>#Vergogna! #PaceTerraDignità</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p>In copertina «Prix de l&#8217;immobilier», Dave Graniund, <a href="http://www.davegranlund.com/">www.davegranlund.com</a></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) La proposta di direttiva sulla prestazione energetica nell&#8217;edilizia è stata approvata dal Parlamento europeo, il 12 marzo 2024, con 370 voti a favore, 199 contrari e 46 astensioni. Il voto negativo all’ultimo minuto di Italia e dell’Ungheria, così come l’astensione di Repubblica Ceca, Croazia, Polonia, Slovacchia e Svezia, si rivelano essere una messinscena pre-elettorale, dopo che gli stessi governi hanno aderito allo sviluppo della direttiva a spese dei cittadini europei <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0129_IT.html">https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0129_IT.html</a></p>
<p>(2) Fondazioni Symbola. Il valore dell’abitare. La sfida della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano. <a href="https://symbola.net/approfondimento/il-valore-dellabitare-la-sfida-della-riqualificazione-energetica-del-patrimonio-edilizio-italiano/">https://symbola.net/approfondimento/il-valore-dellabitare-la-sfida-della-riqualificazione-energetica-del-patrimonio-edilizio-italiano/</a></p>
<p>(3) Già agli albori della guerra in Ucraina il 22% della popolazione europea si trovava a rischio di povertà ed esclusione sociale, secondo Eurostat. E la situazione va inutilmente peggiorando. Si veda il punto 3.D del <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">programma politico</a> di Dario Dongo, candidato alle elezioni europee del 6-9 giugno con il movimento Pace, Terra e Dignità</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Protezione suolo, Égalité firma il Mission Soil Europeo</title>
		<link>https://www.egalite.org/protezione-suolo-egalite-firma-il-mission-soil-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 13:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Parco della Gioia]]></category>
		<category><![CDATA[protezione del suolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea, insieme alla Rete delle Regioni Europee per la Ricerca e l&#8217;Innovazione (ERRIN), ha lanciato il 18 aprile il Mission Soil, il manifesto con<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea, insieme alla Rete delle Regioni Europee per la Ricerca e l&#8217;Innovazione (ERRIN), ha lanciato il 18 aprile il <em>Mission Soil</em>, il manifesto con 5 obiettivi per la protezione del suolo che rientra nella missione Horizon Europe ‘<em>A Soil Deal for Europe</em>’. Égalitè ha sottoscritto il Manifesto presentando il suo progetto ‘Il Parco della Gioia’.</p>
<h2>La protezione del suolo</h2>
<p><strong>La salute del suolo</strong> è un aspetto di cui forse non si conosce appieno l’importanza e ci si preoccupa meno rispetto acqua e aria. Tuttavia, la vita sulla Terra si basa su suoli sani. Dai suoli dipendono il 95% della produzione alimentare e il 25% della biodiversità. I suoli in buona salute riescono a catturare l’80% del carbonio a livello globale, rendendo questo elemento il più grande serbatoio di carbonio al mondo.</p>
<p><strong>Le pratiche agricole</strong> non sostenibili, la cementificazione selvaggia che sottrae ogni anno 40.000 ettari di terreno alla natura, fanno sì che il suolo non riesca più ad immagazzinare carbonio e, anzi, lo rilasci nell’atmosfera sotto forma di anidride carbonica, andando ad incidere negativamente sui cambiamenti climatici. Inoltre, l’uso massiccio di fertilizzanti ed erbicidi chimici ne hanno ridotto la fertilità. Si stima che circa il 60% dei suoli dell’Unione Europea sia oggi considerato malsano se non degradato e a rischio di desertificazione. (1)</p>
<h2>La strategia UE per la protezione dei suoli</h2>
<p><strong>Nel 2021</strong> l’Unione Europea, consapevole dell’importanza di risanare i suoli per salvaguardare la salute umana delle generazioni attuali e future, ha lanciato la <em>EU Soil Strategy for 2030</em> per garantire il raggiungimento entro il 2050 dei seguenti obiettivi:</p>
<ul>
<li>rendere i suoli più sani e resilienti così che possano continuare a fornire i loro servizi ecosistemici fondamentali;</li>
<li>azzerare il consumo netto di suolo e abbassare i livelli di inquinamento a livelli che non siano più dannosi per la salute delle persone e per gli ecosistemi;</li>
<li>rendere la protezione del suolo, la gestione sostenibile e il ripristino dei suoli degradati degli standard comuni alle politiche di tutti gli Stati membri. (2)</li>
</ul>
<p><strong>Il manifesto</strong> <em>Mission Soil</em> si inserisce in tale strategia attraverso la creazione di una comunità impegnata e di condivisione delle pratiche a livello europeo. Ha l’obiettivo di creare 100 living lab (luoghi per esperimenti sul campo) e fari (siti per divulgare le buone pratiche) per guidare la transizione verso suoli sani attraverso il collegamento della ricerca con la società civile, politiche basate su dati scientifici, monitoraggio del suolo, incentivando gli investimenti e la comunicazione efficace.</p>
<p><strong>Gli otto obiettivi</strong> specifici della <em>Mission Soil</em> sono:</p>
<ul>
<li><span style="color: #003300;">ridurre la desertificazione,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">conservare gli <em>stock</em> di carbonio del suolo,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">arrestare l’impermeabilizzazione del suolo e aumentare il riutilizzo dei suoli urbani,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">ridurre l’inquinamento del suolo e migliorare il ripristino del suolo,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">prevenzione dell’erosione,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">miglioramento della struttura del suolo dell’UE,</span></li>
<li><span style="color: #003300;">miglioramento dell’alfabetizzazione del suolo nella società.</span></li>
</ul>
<p><strong>Il documento</strong> può essere sottoscritto da rappresentanti di enti pubblici, aziende, organizzazioni private o pubbliche, ONG, scuole ed enti di ricerca. Anche i singoli cittadini possono firmare il manifesto diventando <em>Friend of the Mission</em> entrando a far parte di questa grande comunità. Tutti i firmatari saranno aggiornati sull’andamento della missione, sulle proposte e gli eventi programmati e verranno aggiornati sullo sviluppo dei progetti. E il primo di questi eventi della <em>European Mission Soil Fair</em> si terrà a novembre dell’anno corrente. (3)</p>
<h2>Il Parco della Gioia</h2>
<p><strong>Égalité</strong>, come associazione senza scopo di lucro, ha preso questo impegno presentando il suo progetto ‘ <a href="https://www.egalite.org/egalite-progetti/il-parco-della-gioia/">Il Parco della Gioia</a>’. Un parco per evitare che 20mila metri quadrati di area abbandonata in una zona tra le più densamente popolate di Roma, zona Magliana &#8211; Pian due Torri, venga cementificata.</p>
<p><strong>Il progetto</strong> è restituire il suolo agli abitanti della zona. Creare un parco inclusivo, senza barriere architettoniche che ne ostacolino la fruizione ad anziani e persone con disabilità. Rigenerare una zona urbana attraverso un bosco di Paulownia, pianta a rapida crescita e capace di immagazzinare grandi quantità di CO2.</p>
<p><strong>Pannelli solari e pale eoliche</strong> di <em>design</em> per rendere l’illuminazione sostenibile. Creazione di spazi per gli orti urbani, con possibilità di svolgere laboratori per la comunità e un teatro all’aperto come fulcro di scambio e condivisione. (4)</p>
<p><em>Alessandra Mei</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/protezione-del-suolo-strategia-2030-labc/#">Protezione del suolo, strategia 2030. l’ABC</a>. <em>GIFT (Great Italian Food Trade)</em>. 6.12.2021<br />
(2) European Commission. Soil strategy for 2030. <a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/soil-and-land/soil-strategy_en#:~:text=The%20EU%20soil%20strategy%20for,with%20concrete%20actions%20by%202030">https://environment.ec.europa.eu/topics/soil-and-land/soil-strategy_en#:~:text=The%20EU%20soil%20strategy%20for,with%20concrete%20actions%20by%202030</a>.<br />
(3) European Commission, Agriculture and rural development. The EU Mission Soil launches its Manifesto. 18.4.2023 <a href="https://agriculture.ec.europa.eu/news/eu-mission-soil-launches-its-manifesto-2023-04-18_en">https://agriculture.ec.europa.eu/news/eu-mission-soil-launches-its-manifesto-2023-04-18_en </a><br />
(4) Fabio Grilli. Giochi inclusivi, orti e pannelli fotovoltaici: i residenti progettano il ‘Parco della Gioia’. <em>RomaToday</em>. 5.4.2023. <a href="https://www.romatoday.it/politica/parco-della-gioia-progetto-sostenibile-inclusivo.html">https://www.romatoday.it/politica/parco-della-gioia-progetto-sostenibile-inclusivo.html </a></p>
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		<title>Clean Seas, uniti con l’UNEP contro la plastica nei mari</title>
		<link>https://www.egalite.org/clean-seas-uniti-con-lunep-contro-la-plastica-nei-mari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 12:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clean Seas]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[UNEP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’emergenza della plastica nei mari e i modi per contrastarla sono al centro della campagna di Clean Seas, la piattaforma lanciata da UNEP, l’United Nations Environment<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’emergenza della plastica nei mari e i modi per contrastarla sono al centro della campagna di Clean Seas, la piattaforma lanciata da UNEP, l’<em>United Nations Environment Programme</em>, e che unisce singoli, governi e industrie di tutto il mondo per ridurre la plastica negli oceani.</p>
<p>I nostri mari sono pieni di plastica. Ce ne possiamo accorgere semplicemente passeggiando su una spiaggia. Ma questo ha degli effetti sull’ecosistema marino, su di noi e sui cambiamenti climatici in generale.</p>
<h2>I numeri dell’inquinamento da plastica</h2>
<p><strong>La produzione di plastica</strong> è aumentata esponenzialmente negli ultimi decenni. Siamo passati da 2 milioni di tonnellate nel 1950 a più di 430 milioni del 2017 e si prevede che la produzione quadruplicherà entro il 2050.</p>
<p>Lo smaltimento dei rifiuti plastici è invece in affanno:</p>
<ul>
<li>solo il 10% viene riciclato,</li>
<li>il 14% viene incenerito,</li>
<li>il 76% viene smaltito in discarica o rilasciato nell’ambiente.</li>
</ul>
<p><strong>Molta</strong> di questa plastica viene esportata in Paesi con una inefficiente capacità di gestione dei rifiuti e, negli ultimi anni, è aumentato il commercio illegale dei rifiuti plastici. (1)</p>
<h2>Un camion di plastica nel mare ogni minuto</h2>
<p><strong>Ogni anno</strong> vengono scaricate in mare 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, come se ogni minuto un camion scaricasse il proprio carico in mare.</p>
<p><strong>Mille fiumi</strong> del mondo sono responsabili dell’80% dell’inquinamento globale e in mare navigano 51 trilioni di particelle di microplastiche, ossia frammenti di plastica di grandezza inferiore ai 5 mm.</p>
<p><strong>Il 46%</strong> della plastica trovata in mare è costituita da attrezzature da pesca abbandonate, come reti e nasse. (2)</p>
<h2>Le conseguenze della plastica in mare</h2>
<p><strong>I rifiuti plastici</strong> possono essere scambiati per nutrimento dagli animali. Infatti rappresentano una delle principali cause di morte dei pesci e degli uccelli marini. Oppure possono costituire delle vere e proprie trappole. Secondo il WWF, sono 700 le specie interessate da fenomeni di inquinamento di materie plastiche. (3)</p>
<p><strong>In mare</strong>, la plastica segue le correnti fino ad arrivare nell’Artico e persino in cima all’Everest. Quando si degrada in particelle sempre più piccole riesce ad entrare <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nellacqua-potabile-loms-chiede-valutazione-dei-rischi/">nell’acqua potabile</a> e persino a rimanere sospesa nell’aria. Quando consumiamo pesci contaminati, entra anche <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/le-microplastiche-nella-nostra-dieta/">nelle nostre diete</a>. Sono state trovate tracce di plastica persino <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nel-sangue-prima-evidenza-nelluomo/">nel nostro sangue</a>  e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microplastiche-nella-placenta-umana-la-scoperta-di-ricercatori-italiani/">nella placenta umana</a> con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microplastiche-e-salute-umana-linvisibile-male/">rischi</a> per la salute non del tutto esplorati.</p>
<h2>L’impegno di Clean Seas</h2>
<p><strong>La piattaforma Clean Seas</strong> di UNEP ha l’obiettivo di creare più consapevolezza sulle conseguenze dell’inquinamento marino da plastica sulla fauna e sulla nostra salute. La piattaforma è aperta a tutti. Riunisce infatti privati cittadini, gruppi della società civile, imprese e governi per arrivare ad una drastica riduzione dei rifiuti.</p>
<p><strong>Dal 2017</strong>, anno della sua creazione, hanno aderito a Clean Seas 69 Paesi che rappresentano il 76% delle coste del mondo. Clean Seas è diventato un importante strumento per guidare la trasformazione di abitudini, pratiche e politiche in tutto il mondo. Anche i Paesi che non hanno sbocchi sul mare stanno aderendo perché hanno capito l’importanza di tenere puliti i fiumi dalla sorgente alla foce. (4)</p>
<h2>Gli impegni dei governi</h2>
<p><strong>L’impegno dei governi</strong> è importante per sensibilizzare l’opinione pubblica, offrire incentivi per il riciclaggio e attuare leggi vincolanti sulla riduzione o divieto di plastica inutile ed evitabile. Aderendo alla campagna, i Paesi possono accedere ad una piattaforma e alle migliori pratiche per profilare il proprio lavoro e incoraggiare gli altri ad agire. Possono richiedere anche il supporto tecnico dell’UNEP per sviluppare i propri piani d’azione.</p>
<p><strong>Ecco alcuni esempi</strong> degli impegni che i Paesi hanno assunto da quando hanno aderito alla campagna di Clean Seas:</p>
<ul>
<li><strong>Città del Messico</strong> dal 2020 ha vietato i sacchetti in plastica e le autorità si impegnano nel vietare anche cannucce, bicchieri, posate e altri articoli in plastica monouso;</li>
<li><strong>il Cile</strong> ha vietato l’uso dei sacchetti di plastica monouso e ha espanso le aree marine protette al 42% delle acque costiere;</li>
<li><strong>le Filippine</strong> hanno aumentato i loro sforzi cercando di bonificare la baia di Manila e rimuovendo da mare solo nel 2019 ben 2000 tonnellate di rifiuti;</li>
<li><strong>in Kenya</strong> dal 2020 è vietato introdurre plastica monouso nei parchi nazionali, nelle spiagge, foreste e nelle aree protette.</li>
</ul>
<p><strong>Anche l’Unione Europea</strong> si è impegnata con Clean Seas, nel 2017 attraverso la coalizione Aquaria, campagna per aumentare la consapevolezza sui rifiuti marini, e nel 2019 approvando la direttiva sulla riduzione dell’impatto di alcuni prodotti in plastica (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/plastiche-monouso-la-direttiva-ue-al-traguardo/">direttiva SUP</a>, 2019/904/CE). (5) Tuttavia, gli sforzi non sono mai abbastanza. Ora speriamo che il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/riduzione-riutilizzo-e-riciclo-degli-imballaggi-in-ue-la-proposta-di-ppwr/">regolamento sulla riduzione degli imballaggi</a> e sul potenziamento del riciclo e riuso venga approvata.</p>
<h2>Il ruolo fondamentale delle aziende</h2>
<p><strong>Le aziende</strong> svolgono un ruolo fondamentale in questa partita. Sono queste infatti che producono un’enorme quantità di imballaggi in plastica che spesso non viene riciclata e viene incenerita o dispersa nell’ambiente. Molte delle più grandi aziende, dette <em>Fast Moving Consumer Goods Company</em> (FMCG) hanno preso impegni nel 2018 per ridurre il packaging o aumentare il riciclo (<em>New Plastic Economy Global Commitment</em>).</p>
<p><strong>I loro siti</strong> sono costellati da promesse e impegni di sostenibilità. Tuttavia, il documento di BFFP sgretola questa verde narrazione (6) mentre il rapporto dell’UNEP del 2022, che valuta l’andamento degli impegni presi, afferma che quasi sicuramente gli obiettivi non saranno raggiunti. (7)</p>
<p><strong>Coca-Cola Company</strong>, ad esempio, che distribuisce 120 miliardi di bottiglie all’anno, si è impegnata a riciclare una bottiglia o lattina usata per ogni nuova venduta entro il 2030 e ad aumentare il contenuto di plastica riciclata nelle bottiglie al 50% entro la stessa data. (8) Peccato che la maggior parte dei residui trovati in spiaggia negli ultimi anni appartengano proprio a questa compagnia.</p>
<h2>Le responsabilità dell&#8217;industria</h2>
<p><em><strong>Break Free From Plastic</strong></em> è un movimento internazionale che riunisce organizzazioni e singoli cittadini. Ogni anno dal 2018 realizza un <em>report</em>, <em>Brand Audit Report</em>, dove vengono analizzati i rifiuti plastici recuperati nelle spiagge dai volontari di 44 Paesi.</p>
<p><strong>Per il 63%</strong> (dato in aumento) i rifiuti raccolti nel 2022 appartengono a Coca-Cola Company. Poi abbiamo PepsiCo, Nestlé, Procter &amp; Gamble, Mondelez International, Philip Morris International, Danone, Mars e Colgate-Palmolive, le prime in classifica ogni anno. (9) Coca-Cola Company è stata persino lo sponsor ufficiale della COP27 sui cambiamenti climatici. Un palese esempio di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/inquinamento-da-plastica-le-responsabilita-di-big-food/"><em>greenwashing</em></a>.</p>
<h2>Il potere dei consumatori</h2>
<p><strong>Noi, singoli cittadini</strong>, abbiamo un grande potere anche se spesso non ce ne accorgiamo. Possiamo scegliere. Scegliere quali prodotti comprare, con che tipo di <em>packaging</em>, preferiamo quelli riutilizzabili. Controlliamo gli ingredienti dei cosmetici, i materiali dei nostri vestiti e ricicliamo.</p>
<p><strong>Più di 111.000</strong> persone hanno preso un impegno con Clean Seas e hanno condiviso le loro esperienze sui <em>social</em> per coinvolgere gli altri. Attraverso un semplice gioco disponibile sul sito (10), tutti possono prendere un impegno nei confronti della natura e degli oceani. E alla prossima passeggiata in spiaggia, raccogliamo i rifiuti che troviamo e menzioniamo #CleanSeas nelle nostre foto. Possiamo essere un esempio per gli altri. Rendiamo la pulizia dei mari virale!</p>
<p><em>Alessandra Mei</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) UNEP, Drowning in Plastic, executive summary, <a href="https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/36989/VITGRAPH_ES.pdf">https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/36989/VITGRAPH_ES.pdf</a><br />
(2) Dal sito di Clean Seas https://www.cleanseas.org/did-you-know <br />
(3) Dati dal sito del WWF <a href="https://www.wwf.it/cosa-facciamo/mari-e-oceani/plastica/">https://www.wwf.it/cosa-facciamo/mari-e-oceani/plastica/</a><br />
(4) https://www.cleanseas.org/about<br />
(5) Clean Seas, Turn the tide on plastic. Why become a Clean Seas country? <a href="https://express.adobe.com/page/YZgiTSpy72fHj/">https://express.adobe.com/page/YZgiTSpy72fHj/ </a><br />
(6) BFFP, Missing the Mark. Unveiling corporate false solutions to the plastic pollution crisis <a href="https://drive.google.com/file/d/1VWL78eU8VMDApX8H5mlvui_zJ3RhNvi8/view">https://drive.google.com/file/d/1VWL78eU8VMDApX8H5mlvui_zJ3RhNvi8/view </a><br />
(7) UNEP, The Global Commitment 2022, progress report, <a href="https://emf.thirdlight.com/link/f6oxost9xeso-nsjoqe/@/preview/3">https://emf.thirdlight.com/link/f6oxost9xeso-nsjoqe/@/preview/3 </a><br />
(8) Dal sito di Clean Seas, <a href="https://www.unep.org/news-and-stories/story/what-are-businesses-doing-turn-plastic-tap?_ga=2.204251289.84436743.1673423200-1412289195.1673423200">https://www.unep.org/news-and-stories/story/what-are-businesses-doing-turn-plastic-tap?_ga=2.204251289.84436743.1673423200-1412289195.1673423200 </a><br />
(9) BFFP, Branded, five years of holding corporate plastic polluters accountable, Brand Audit Report 2018-2022 <a href="https://brandaudit.breakfreefromplastic.org/wp-content/uploads/2022/11/BRANDED-brand-audit-report-2022.pdf">https://brandaudit.breakfreefromplastic.org/wp-content/uploads/2022/11/BRANDED-brand-audit-report-2022.pdf </a><br />
(10) https://www.cleanseas.org/make-pledge</p>
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		<title>Opening Up America Again. Il piano USA in 3 fasi</title>
		<link>https://www.egalite.org/opening-up-america-again-il-piano-usa-in-3-fasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 12:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Ground Zero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Opening Up America Again. Il 17.4.20 il presidente USA Donald Trump presenta il piano per ritornare a una ‘nuova normalità’ dopo il lockdown imposto da Covid-19. Il percorso si articola<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Opening Up America Again</strong>. Il 17.4.20 il presidente USA Donald Trump presenta il piano per ritornare a una ‘nuova normalità’ dopo il <em>lockdown</em> imposto da Covid-19. Il percorso si articola in tre fasi, la cui applicazione è affidata alla responsabilità dei governatori nei 50 Stati della federazione. (1) Come e soprattutto Quando? Brevi cenni e riflessioni.</p>
<h2>Covid-19 in USA, <em>Ground Zero</em></h2>
<p><em><strong>Ground zero</strong></em> è il tragico punto di partenza negli Stati Uniti sotto <em>lockdown</em>. Quasi 1 milione sono i contagi registrati, tra gli 1,7 e i 3,3 milioni quelli che si possono inferire. Tenuto conto del numero dei decessi (&gt;50 mila) e del tasso medio di mortalità da SARS-CoV-2 (1,5-3%).</p>
<p><strong>Il nuovo coronavirus</strong> ha avuto e sta avendo un impatto micidiale sulla prima economia del pianeta. A causa della <a href="https://www.egalite.org/covid-19-dal-tramonto-allalba/">tardività</a> nella reazione ai primi segnali dell’emergenza globale, comunicata da WHO (<em>World Health Organization</em>) nei primi giorni di gennaio 2020.</p>
<p><strong>Alla continua crescita</strong> dei nuovi contagi registrati si aggiunge il problema della scarsità dei tamponi finora eseguiti, che impedisce di inquadrare l’effettiva entità del contagio. Il tasso di positività negli Stati Uniti è infatti stimato nel 20% degli esami, ma solo l’1% della popolazione è stato sottoposto a esami. Nel frattanto diversi Stati &#8211; Colorado, Ohio, Georgia, Alaska &#8211; si dichiarano pronti ad allentare le misure di contenimento.</p>
<h2>USA, il riavvio in 3 fasi</h2>
<p><strong>Il piano di riavvio </strong>delle attività in USA si articola nelle 3 fasi successive all’attuale ‘fase 0’. La Phase One d’Oltreoceano corrisponde perciò alla ‘fase 2’ nel lessico europeo (ove per ‘fase 1’ si intende quella di <em>lockdown</em>, ancora attuale in Italia e in altri Stati membri UE).</p>
<p><strong>La prima fase di riavvio</strong>, nel piano adottato dalla Casa Bianca, presuppone il raggiungimento dei c.d. <em>gating criteria</em> (criteri di accesso). Essenzialmente, una diminuzione costante dei casi di positività da coronavirus. Se nei 14 giorni successivi al primo allentamento delle misure la traiettoria dei dati del contagio continua a scendere, si può passare alla <em>Phase Two</em>. E così, applicando analoghi criteri, alla <em>Phase Three</em>. A seguire, i criteri e le raccomandazioni della <em>White House</em> agli Stati federali.</p>
<h2>I criteri di attivazione del piano</h2>
<p><strong>I <em>gating criteria</em></strong>, vale a dire i criteri di attivazione della Phase One del piano, sono i seguenti:</p>
<p><strong>A) traiettorie in declino</strong>, sia dei sintomatici che dei casi diagnosticati di COVID-19, per un periodo di 14 giorni,</p>
<p><strong>B) capacità del sistema </strong>ospedaliero di trattare i pazienti,</p>
<p><strong>C) solido programma di analisi </strong>su operatori sanitari. Mediante test di biologia molecolare sui tamponi e test sierologici, per la ricerca degli anticorpi nel sangue.</p>
<p><strong>Su tali premesse</strong>, le linee guida 17.4.20 indicano le misure da adottare nelle tre fasi di riavvio progressivo delle attività in USA.</p>
<h2>PHASE 1</h2>
<p><strong>Gli Stati e le Regioni</strong> che soddisfino i <em>gating criteria</em> possono avviare la <em>Phase One</em>, applicando le misure che seguono.</p>
<p><strong>1.1. Persone</strong></p>
<p><strong>Tutte le persone vulnerabili </strong>dovrebbero continuare a restare in casa. I membri delle loro famiglie dovrebbero essere consapevoli di poter trasmettere il nuovo coronavirus al rientro dal lavoro o da ambienti ove le <a href="https://www.egalite.org/distanze-di-sicurezza-la-chiave-per-arginare-covid-19/">distanze di sicurezza interpersonali</a> non siano garantite. Si dovrebbero inoltre adottare precauzioni per ‘isolare’ le persone vulnerabili dagli altri residenti.</p>
<p><strong>Sono considerate vulnerabili </strong>le persone anziane e coloro che presentino malattie polmonari croniche, ipertensione, diabete e obesità, asma. Nonché coloro il cui sistema immunitario sia compromesso, anche a causa di trattamenti farmacologici. (2)</p>
<p><strong>Tutti gli individui </strong>&#8211; quando si trovino in spazi pubblici (es. parchi, aree ricreative all’aperto, centri commerciali) &#8211; dovrebbero massimizzare la distanza fisica dalle altre persone. I contesti sociali con oltre 10 persone dovrebbero essere evitati, quando non possa venite garantita un’appropriata distanza. A meno che non vengano osservate altre (idonee) misure precauzionali.</p>
<p><strong>Evitare la socializzazione </strong>in gruppi di oltre 10 persone in circostanze che non consentano un adeguato distanziamento fisico (es. ricevimenti, fiere).</p>
<p><strong>Ridurre al minimo i viaggi </strong>non essenziali e rispettare le linee guida del CDC (<em>Center for Disease Control and Prevention</em>) su viaggi e successivo isolamento.</p>
<p><strong>1.2. Datori di lavoro</strong></p>
<p><strong>Il telelavoro</strong> deve continuare a venire incoraggiato in tutte le situazioni ove esso sia possibile e compatibile con le esigenze dell’organizzazione.</p>
<p><strong>Il ritorno al lavoro</strong> dovrebbe venire organizzato gradualmente, per fasi e per turni.</p>
<p><strong>Le aree </strong>comuni ove è probabile che il personale si riunisca e interagisca dovrebbero venire chiuse. Applicando, più in generale, rigorosi protocolli di distanziamento sociale.</p>
<p><strong>Ridurre</strong> al minimo i viaggi non essenziali e seguire le linee guida CDC relative all’isolamento dopo al viaggio. Considerare vivamente la possibilità di alloggi speciali per il personale che fa parte delle categorie vulnerabili.</p>
<p><strong>1.3. Raccomandazioni specifiche</strong></p>
<p><strong>Scuole e attività organizzate</strong> per i giovani (es. asili, campi) attualmente chiusi dovrebbero rimanere chiusi.</p>
<p><strong>Le visite a strutture per anziani </strong>e ospedali dovrebbero essere vietate. Chi interagisce con i residenti e i pazienti deve comunque attenersi ai rigidi protocolli di igiene.</p>
<p><strong>I grandi spazi</strong> (es. ristoranti, centri sportivi, luoghi di culto, cinema) possono operare secondo rigorosi protocolli di distanza fisica.</p>
<p><strong>La chirurgia</strong> elettiva (cioè diversa da quelle di emergenza e d’urgenza) può riprendere &#8211; in regime ambulatoriale (senza pernottamento) &#8211; presso strutture che aderiscano alle linee guida CSM (<em>Center for Medicare &amp; Medicaid Services</em>).</p>
<p><strong>Le palestre</strong> possono aprire se aderiscono a rigorosi protocolli sanitari e di distanziamento fisico.</p>
<p><strong>I bar</strong> dovrebbero rimanere chiusi.</p>
<h2>PHASE 2</h2>
<p><strong>Gli Stati e le Regioni</strong> senza segni di recrudescenza del virus &#8211; e che continuino a soddisfare i <em>gating criteria</em>, dopo la <em>Phase One</em> &#8211; possono poi attivare la <em>Phase Two</em>. Come segue</p>
<p><strong>2.1. Persone</strong></p>
<p><strong>Tutti gli individui vulnerabili</strong> dovrebbero continuare a restare in casa, con precauzioni di isolamento rispetto ai membri di famiglia che escano in condizioni ove le distanze sociali non possano venire garantite.</p>
<p><strong>La distanza fisica interpersonale</strong> deve venire sempre mantenuta. I contesti sociali con più di 50 persone ove il distanziamento tra persone non sia praticabile dovrebbero venire evitati, salvo osservare le misure precauzionali.</p>
<p><strong>I viaggi non essenziali </strong>possono riprendere.</p>
<p><strong>2.2. Datori di lavoro</strong></p>
<p><strong>Lo <em>smart working</em></strong> deve proseguire, quando risulti possibile e conciliabile con l’operatività organizzativa.</p>
<p><strong>Mantenere chiuse</strong> le aree comuni in cui è probabile che il personale si riunisca ed interagisca, o applicare moderati protocolli di distanziamento sociale.</p>
<p><strong>Riprendere i viaggi </strong>non essenziali.</p>
<p><strong>Considerare vivamente</strong> la possibilità di stazioni di lavoro dedicate al personale che fa parte delle categorie vulnerabili.</p>
<p><strong>2.3. Raccomandazioni specifiche</strong></p>
<p><strong>Le scuole</strong> e le attività organizzate per i giovani (es. asili, campi) possono riaprire.</p>
<p><strong>Visite a strutture per anziani</strong> e ospedali dovrebbero rimanere vietate.</p>
<p><strong>I grandi spazi</strong> (es. ristoranti, centri sportivi, luoghi di culto, cinema) possono attuando protocolli di distanziamento sociale moderati.</p>
<p><strong>Gli interventi chirurgici in elezione</strong> possono riprendere anche in regime ospedaliero, presso strutture che aderiscano alle linee guida CSM.</p>
<p><strong>In palestra</strong> si devono mantenere i rigorosi protocolli sanitari e di distanziamento fisico.</p>
<p><strong>Possono riaprire i bar</strong>, riducendo i posti nelle sale ove possibile e appropriato.</p>
<h2>Phase 3</h2>
<p><strong>La fase 3</strong> si applica gradualmente negli Stati e le Regioni ove il virus non abbia recrudescenze e la curva dei contagi continui a scendere. Si delinea così la quotidianità post-emergenza.</p>
<p><strong>3.1. Persone</strong></p>
<p><strong>Le persone vulnerabili </strong>possono riprendere le interazioni pubbliche. Devono tuttavia mantenere il distanziamento fisico e ridurre al minimo l’esposizione ai contesti sociali ove esso non possa venire garantito, a meno che non vengano adottate precauzioni ulteriori.</p>
<p><strong>La popolazione a basso rischio </strong>dovrebbe in ogni caso considerare di ridurre al minimo il tempo da trascorrere in ambienti affollati.</p>
<p><strong>3.2. Datori di lavoro</strong></p>
<p><strong>Possono riaprire</strong> i luoghi di lavoro con i dipendenti al completo.</p>
<p><strong>3.3. Raccomandazioni specifiche</strong></p>
<p><strong>La visita</strong> a strutture per anziani e ospedali può riprendere. Chi interagisce con i residenti e i pazienti deve seguire con diligenza le prassi igieniche.</p>
<p><strong>I grandi spazi</strong> (ristoranti, <em>etc</em>.) possono operare seguendo protocolli di limitata distanza fisica.</p>
<p><strong>Protocolli standard </strong>di sanificazione possono venire applicati nelle palestre.</p>
<p><strong>I posti in piedi nei bar</strong> possono venire aumentati.</p>
<h2>Brevi note</h2>
<p><strong>La sfida politica al virus</strong> &#8211; da parte di Donald Trump in USA, come Jair Bolsonaro in Brasile, Boris Johnson in UK, Attilio Fontana in Lombardia, Giuseppe Sala e Nicola Zingaretti a Milano &#8211; è fallita tragicamente. Il ‘cigno grigio’ Covid era prevedibile, <a href="https://www.egalite.org/il-cigno-grigio-leconomia-che-verra-e-le-reti-internet-parallele/">come si è visto</a>, e doveva venire quantomeno intercettato con tempestività.</p>
<p><strong>La giullaresca gestione</strong> del rischio ha lasciato sul campo decine di migliaia di vittime innocenti. Oltre a causare la più grave crisi economica della storia dopo la Grande Recessione e la seconda guerra mondiale. Dovranno perciò venire indagate le responsabilità giuridiche, oltreché politiche, dei gestori del rischio. Per avere disatteso o trascurato la sua doverosa valutazione, con dolo o colpa grave.</p>
<p><strong>Le linee guida</strong> in esame sono inevitabilmente viziate da <em>The Donald</em>, che il 23.4.20 è giunto a proporre agli scienziati di iniettare disinfettante nelle vene dei pazienti per uccidere (anche) il virus. (3) Non stupiscono quindi la loro vaghezza &#8211; che sconta pure, in USA come in UE e in Italia, la giurisdizione concorrente del livello centrale con quello regionale &#8211; e l’incoerenza, nella <em>Phase 3</em> soprattutto.</p>
<p><strong>Il Quando</strong> &#8211; più del Come &#8211; merita in ogni caso attenzione. Laddove il CDC d’Oltreoceano è riuscito a mantenere una posizione di pur minima cautela, per prevenire la ripresa del contagio, che neppure la Commissione europea ha avuto il coraggio di indicare nelle proprie <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/covid-19-tabella-di-marcia-della-commissione-europea-anteprima-sulla-fase-2/">linee guida</a>.</p>
<p><em>Dario Dongo e Alessandra Mei</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) L. Hoy. <em>One Vital Metric Trump’s ‘Opening Up America Again’ Plan Ignores</em>. 17.04.2020. CCN. https://www.ccn.com/one-vital-metric-trumps-opening-up-america-again-plan-ignores/</p>
<p>(2) CDC. <em>Guidelines. Opening Up America Again.</em> <a href="https://www.whitehouse.gov/openingamerica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.whitehouse.gov/openingamerica/</a></p>
<p>(3) Eliza Relman. <em>Trump directs experts to see whether they can bring &#8216;light inside the body&#8217; to kill the coronavirus, even as his own expert shuts him down.</em> Business Insider. 24.4.20, <a href="https://www.businessinsider.com/trump-wants-bring-light-inside-the-body-to-kill-coronavirus-2020-4?IR=T" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.businessinsider.com/trump-wants-bring-light-inside-the-body-to-kill-coronavirus-2020-4?IR=T</a></p>
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		<title>Coronavirus, appello umanitario ONU</title>
		<link>https://www.egalite.org/coronavirus-appello-umanitario-onu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 07:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti i nodi delle diseguaglianze nel mondo sono venuti al pettine del coronavirus. Diseguaglianze tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo, ingiustizie sociali ubiquitarie che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i nodi delle diseguaglianze nel mondo sono venuti al pettine del coronavirus. Diseguaglianze tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo, <a href="https://www.egalite.org/giustizia-sociale-giornata-mondiale-della-vergogna/">ingiustizie sociali</a> ubiquitarie che <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/covid-19-e-rischi-di-food-security-raccomandazioni-fao/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">possono causare anche problemi di <em>food</em> <em>security</em></a>. Appello umanitario e programma di ONU, OCHA, UNICEF, WHO.</p>
<h2>Fragilità al Nord del mondo</h2>
<p><strong>I Paesi del Nord del mondo</strong> hanno dimostrato una straordinaria fragilità di fronte a un evento che, <a href="https://www.egalite.org/il-cigno-grigio-leconomia-che-verra-e-le-reti-internet-parallele/">come si è già condiviso</a>, non era affatto imprevedibile. Il capitalismo occidentale ha prodotto 34 varietà di <em>Pringles</em>, 40 diverse Barbie e missili balistici con una portata di 16.000 chilometri, ma per qualche ragione non è capace di produrre abbastanza maschere e ventilatori per la salute pubblica di base.</p>
<p><strong>Ironia della sorte</strong>, il comunismo è stato il singolo fattore più importante che <a href="https://www.egalite.org/covid-19-e-distanziamento-sociale-lefficacia-del-modello-wuhan/">ha aiutato la Cina</a> a superare con grande efficacia il primo focolaio di Covid-19. La cultura radicata sull’interesse collettivo, lo spirito di partecipazione e assistenza, la disciplina comunitaria hanno permesso di isolare in poche settimane il contagio in una metropoli da 12 milioni di abitanti. Nell’unico Paese che porta avanti da anni un maestoso programma di investimenti, <a href="https://www.egalite.org/coronavirus-e-sanita-pubblica-la-lezione-cinese/">garantire la copertura sanitaria universale</a>.</p>
<h2>Fragilità al Sud del mondo</h2>
<p><strong>Il Sud del mondo</strong> è storicamente fragile, dopo secoli di colonialismo che prosegue senza fine per la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/congo-olio-di-palma-e-colonialismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapina delle terre</a> e delle risorse naturali. Ed è proprio la corruzione indotta dai colonialisti a far sì che le ricchezze residue vengano concentrate nelle mani delle <em>élite</em> locali. Mentre <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/food-security-e-nutrizione-rapporto-fao-2019" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i popoli muoiono di fame</a>, sete e malattie spesso causate dalle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/lacqua-che-manca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carenza di servizi igienici</a>.</p>
<p><strong>Le guerre</strong> &#8211; generalmente azionate o commissionate da Stati NATO e loro alleati (1) &#8211; indeboliscono ciclicamente le popolazioni già deboli. E aggravano gli effetti di crisi esogene quali <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/giornate-mondiali-su-desertificazione-e-rifugiati-arido-bilancio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">desertificazione</a> e carestie, <a href="https://www.egalite.org/riscaldamento-globale-il-rapporto-wmo/">catastrofi naturali</a> ed epidemie.</p>
<h2>Covid-19 e Sud del mondo</h2>
<p><strong>In Africa 1,2 posti letto per 1000 persone</strong> sono disponibili negli ospedali. In una media che tuttavia non distingue tra le aree urbane, ove sono concentrati i presidi ospedalieri, e quelle rurali ove invece essi mancano. Il Sudafrica, seconda più grande economia del continente dopo la Nigeria, vanta il migliore sistema sanitario. Meno di 1000 letti di terapia intensiva per 56 milioni di persone. 150 in Kenya, 50 in <a href="https://www.egalite.org/missione-senegal/">Senegal</a>, 45 in Zambia, 38 in Tanzania, 34 in Malawi, <em>etc</em>. (2)</p>
<p><strong>L’<a href="https://www.egalite.org/covid-19-isolamento-domiciliare-le-istruzioni-di-iss">isolamento domiciliare</a></strong> raccomandato da WHO, in molti Paesi africani, non è neppure concepibile. Poiché la ‘casa’, quando pure sia disponibile, tende a essere uno spazio condiviso da molte persone. Restare a casa può quindi facilitare, anziché ostacolare, la diffusione del virus.</p>
<h2>Megalopoli e povertà</h2>
<p><strong>Il distanziamento sociale</strong> è altresì improbabile, in molti Paesi a Basso-Medio Reddito (<em>Low-Middle Income Countries</em>, LMIC), per i milioni di persone che vivono ai margini delle megalopoli in baracche di fortuna, con latrine condivise. E i tanti altri senzatetto, affidati alla sussistenza <em>hand-to-mouth</em>. Vale a dire con ciò che recuperano quando capita.</p>
<p><strong>In America Latina</strong> il nuovo coronavirus si è già diffuso in quasi tutti i Paesi, ma non è facile avere i numeri esatti per varie carenze organizzative dei sistemi sanitari, impreparati ad affrontare la crisi. Con la sola eccezione forse di Cuba, che ha già inviato propri medici anche in Italia. Quasi tutti i Paesi hanno dichiarato lo stato di emergenza. Fatto salvo il Brasile in preda a Jair Bolsonaro, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/amazzonia-i-tweet-non-spengono-i-fuochi-buycott" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il Nero</a>, che si ostina a negare l’esistenza di alcun pericolo. (3)</p>
<p><strong>In India 1,8 milioni di esseri umani </strong>(più degli abitanti di Milano &#8211; 1,379 milioni &#8211; e Bologna, 391 mila, messi assieme) sono <em>homeless</em>, non hanno cioè una casa dove ‘isolarsi’. E altri 73 milioni di individui (pari agli abitanti di Pavia) vivono in abitazioni che non possono definirsi ‘decenti’. Centinaia di migliaia di lavoratori migranti di loro si sono messi in cammino (poiché treni e bus sono fermi), nelle ultime settimane, per migrare al contrario. Dalle città verso le zone rurali di origine, a causa delle perdite di lavoro dovute al <em>lockdown</em>. (4) Che proprio oggi è stato prorogato di altre tre settimane, dopo le tre iniziali. (5)</p>
<h2>ONU, appello e programma umanitario</h2>
<p><strong>L’ONU</strong> lancia un appello umanitario, il 25.3.20. Affinché i Paesi più fragili e con sistemi sanitari deboli non vengano lasciati soli.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><strong>‘Il mondo è forte</strong> solo quanto il nostro sistema sanitario più debole (&#8230;)’</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">COVID-19 sta minacciando l&#8217;intera umanità. L&#8217;intera umanità deve combattere. Le risposte individuali dei singoli Paesi non basteranno (&#8230;)</span></em></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>È una questione di solidarietà umana basilare’</em> (António Guterres, Segretario Generale ONU)</span></p>
<p><strong>Il Segretario Generale ONU</strong> António Guterres &#8211; in conferenza stampa virtuale con il responsabile di OCHA (<em>UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs</em>) Mark Lowcock, il direttore esecutivo di UNICEF (<em>United Nations Children&#8217;s Fund</em>) Henrietta Fore e il direttore generale di WHO Tedros Adhanom Ghebreyesus &#8211; ha lanciato un programma umanitario globale coordinato, per il valore di 2 miliardi di dollari. (7)</p>
<h2>Il piano globale</h2>
<p><strong>Il piano globale</strong> di risposta al COVID-19, che verrà attuato dalle agenzie delle Nazioni Unite e da ONG internazionali, prevede:</p>
<p>&#8211; consegna di apparecchiature di laboratorio per i test epidemiologici e attrezzature per curare i malati e proteggere gli operatori sanitari,- installazione di postazioni per il lavaggio delle mani in campi di accoglienza e negli insediamenti,</p>
<p>&#8211; campagne di informazione pubblica su come proteggere se stessi e gli altri dal virus,</p>
<p>&#8211; creazione di ponti aerei e punti nevralgici in Africa, Asia e America Latina, per spostare risorse umane e apparecchiature secondo le esigenze.</p>
<p><em><strong>‘Abbandonare</strong> al proprio destino i più poveri e i Paesi più vulnerabili al mondo sarebbe crudele e stolto’.</em> (Mark Lowcock, OCHA). Milioni di affamati potrebbero venire costretti a migrare verso Nord, proprio quando i movimenti di persone dovrebbero venire limitati al minimo per prevenire l’ulteriore circolazione di Covid-19. Perciò Guterres chiede agli Stati membri ‘<em>pieno sostegno</em>’, senza interrompere i fondi già stanziati per gli aiuti umanitari. Bisogna aiutare soprattutto i più vulnerabili, ‘<em>le vittime nascoste della pandemia</em>’. Anziani, disabili, malati cronici, bambini, donne. (6)</p>
<p><strong>Buoni propositi</strong> e scarsi mezzi, come sempre purtroppo. A dicembre 2019 UNICEF lanciava l’appello per la <em>Humanitarian Action for Children</em> (HAC) 2020. Sottolineando la necessità di raccogliere 4,3 miliardi di US$ per alleviare i bambini del mondo da malnutrizione cronica acuta, sete e carenza di vaccini contro il morbillo. Meno della metà di quella somma viene ora annunciata per affrontare la pandemia Covid-19.</p>
<p><em>Dario Dongo e Alessandra Mei</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) Robert J. Borrowes. <strong><em>Understanding NATO, Ending War.</em></strong> CounterPunch, 23.5.19, <a href="https://www.counterpunch.org/2019/05/23/understanding-nato-ending-war/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.counterpunch.org/2019/05/23/understanding-nato-ending-war/</a></p>
<p>(2) N. Dentico. Covid 19, <em>Il virus delle disuguaglianze in azione e il “gioco” di scommettere sulla morte dell’altro.</em> 26.03.2020. La Repubblica. <a href="https://www.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2020/03/26/news/covid_19_il_virus_delle_disuguaglianze_in_azione-252357585/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2020/03/26/news/covid_19_il_virus_delle_disuguaglianze_in_azione-252357585/</a></p>
<p><strong>I letti attrezzati per la terapia intensiva </strong>sono 2,4/1000 abitanti in Spagna, 2,6 in Italia, 3,1 in Francia 6 in Germania (dati 2017, fonte OCSE)</p>
<p>(3) Chantal Rayes. Au Brésil, <em>Bolsonaro se met tout le monde à dos.</em> Libération. 13.4.20, <a href="https://www.liberation.fr/planete/2020/04/13/et-au-bresil-bolsonaro-se-met-tout-le-monde-a-dos_1785090" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.liberation.fr/planete/2020/04/13/et-au-bresil-bolsonaro-se-met-tout-le-monde-a-dos_1785090</a></p>
<p>(4) S. Biswas. <em><strong>Coronavirus: India’s pandemic lockdown turns into a human tragedy.</strong></em> BBC. 30.3.20, <a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-india-52086274" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.bbc.com/news/world-asia-india-52086274</a></p>
<p>(5) Sanjeev Miglani and Rupam Jain. <em><strong>India extends world&#8217;s biggest lockdown, ignites protest by migrant workers.</strong></em> Reuters, 14.4.20, <a href="https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-southasia-idUSKCN21W0HI" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-southasia-idUSKCN21W0HI</a></p>
<p>(6) António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, discorso 25.3.20, <a href="https://www.un.org/sg/en/content/sg/statement/2020-03-25/secretary-generals-remarks-launch-of-global-humanitarian-response-plan-for-covid-19" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.un.org/sg/en/content/sg/statement/2020-03-25/secretary-generals-remarks-launch-of-global-humanitarian-response-plan-for-covid-19</a></p>
<p>(6) UN News. <em><strong>UN launches major humanitarian appeal to keep COVID-19 from “circling back around the globe”</strong></em>. 25.3.20, <a href="https://news.un.org/en/story/2020/03/1060222" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://news.un.org/en/story/2020/03/1060222</a></p>
<p>(7) ONU. <em><strong>COVID-19 – L’ONU vara un piano globale d’azione umanitaria di 2 miliardi di dollari per i Paesi più vulnerabili.</strong> </em>25.3.20, <a href="https://unric.org/it/covid-19-lonu-vara-un-piano-globale-dazione-umanitaria-di-2-miliardi-di-dollari-per-i-paesi-piu-vulnerabili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://unric.org/it/covid-19-lonu-vara-un-piano-globale-dazione-umanitaria-di-2-miliardi-di-dollari-per-i-paesi-piu-vulnerabili/</a></p>
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		<title>Inquinamento atmosferico e diffusione di Covid-19, studi scientifici</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-e-diffusione-di-covid-19-studi-scientifici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Alessandra Mei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 13:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Sima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inquinamento e le condizioni climatiche sono causa di una pandemia che si stima causare quasi 9 milioni di morti ogni anno. E le polveri sottili possono influenzare anche<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inquinamento e le condizioni climatiche sono causa di una pandemia che si stima causare quasi 9 milioni di morti ogni anno. E le polveri sottili possono influenzare anche la circolazione del coronavirus. Al punto che la loro straordinaria concentrazione nella pianura Padana potrebbe avere favorito la diffusione del contagio da Covid-19. Studi scientifici. È ora di cambiare rotta.</p>
<h2>Inquinamento, la pandemia globale</h2>
<p><strong>La pandemia COVID-19</strong> non è sola. Ve n’è un’altra ancor più grave, l&#8217;inquinamento atmosferico, a cui sono stati attribuiti nel solo 2019 quasi 10 milioni di morti premature, per il tramite di malattie cardiovascolari e respiratorie, oltre a tumori e altre patologie incurabili. È quanto rivela lo studio pubblicato il 3.5.19 dalla <em>European Society of Cardiology</em>. (1)</p>
<p><strong>I ricercatori del <em>Max Planck</em></strong><em> Institute for Chemistry</em> e del Dipartimento di Cardiologia del Centro medico universitario di Magonza (Germania) hanno raffrontato i dati sull&#8217;esposizione agli inquinanti atmosferici (<a href="http://www.toxicology.org/groups/ss/ophss/docs/SOT_Oct-2-2019_OPHSS.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Global Exposure Mortality Model</em></a>, GEMM) con quelli su mortalità e demografia planetaria (WHO, <em>World Health Organization</em>).</p>
<p><strong>La mortalità prematura </strong>causata dall&#8217;inquinamento atmosferico &#8211; <a href="https://www.egalite.org/drastici-benefici-per-la-salute-con-la-riduzione-dellinquinamento-atmosferico-studio-scientifico/">combustibili fossili</a> (2/3) e <a href="https://www.egalite.org/riscaldamento-globale-il-rapporto-wmo/">incendi</a> (1/3) &#8211; è stata stimata a livello globale in 8,8 milioni di casi (2015). Più del tabacco (7,2 milioni di morti premature), HIV / AIDS (1 milione), malattie parassitarie (es. malaria, 600 mila morti) e di tutte le forme di violenza, civile e bellica (530 mila). Il tasso di mortalità per inquinamento atmosferico è stimato in una riduzione media dell&#8217;aspettativa di vita di quasi tre anni per ogni essere umano.</p>
<h2><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-3001" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1.png" alt="" width="488" height="488" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1.png 600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-300x300.png 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-150x150.png 150w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-180x180.png 180w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-90x90.png 90w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-370x370.png 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-270x270.png 270w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-20x20.png 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-185x185.png 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-400x400.png 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/1-48x48.png 48w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" />   <img decoding="async" class="alignnone wp-image-3010" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2.png" alt="" width="487" height="487" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2.png 600w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-300x300.png 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-150x150.png 150w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-180x180.png 180w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-90x90.png 90w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-370x370.png 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-270x270.png 270w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-20x20.png 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-185x185.png 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-400x400.png 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2020/03/2-48x48.png 48w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></h2>
<h2>Pianura Padana, pandemia inquinamento</h2>
<p><strong>Il rapporto <em>The Lancet Countdown</em> </strong>su ‘<em>salute e cambiamenti climatici, garantire che la salute di un bambino nato oggi non sia compromessa da un clima che cambia</em>’ &#8211; è stato pubblicato il 13.11.19. L’Italia si colloca al primo posto in Europa, undicesimo nel mondo, per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM 2,5. Vale a dire particelle minuscole (PM, <em>Particulate Material</em>) solide e liquide, di diametro inferiore a 2,5 micron (millesimi di millimetro). Le quali penetrano le porzioni alveolari dei polmoni.</p>
<p><strong>L’OMS</strong>, Organizzazione Mondiale della Sanità (o WHO), a sua volta a marzo 2019 aveva stimato in 80mila i decessi in Italia causati ogni anno dall’aria inquinata. Abbiamo così raggiunto il nono posto nella <em>top ten</em> globale delle fatalità di origine antropica, considerati anche altri fattori di inquinamento (forse perché teneva in considerazione anche altri elementi come PM10, biossido di azoto e ozono).</p>
<h2>Pianura Padana, il caso Covid-19</h2>
<p><strong>La Società italiana di medicina ambientale</strong> (Sima), insieme all’Università di Bologna e di Bari, ha raccolto i dati sulla concentrazione giornaliera di PM10 rilevati dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) di tutta Italia. Raccordandoli con i dati sulle positività da COVID-19 riportati sul sito della Protezione Civile.</p>
<p><strong>Una relazione</strong> tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di polveri sottili (50 microgrammi/m3 di concentrazione giornaliera) &#8211; nel periodo tra il 10 e il 29.2.20 &#8211; e il numero dei contagi (aggiornati al 3.3.20, considerando uno scarto temporale di 14 giorni pari al periodo medio di incubazione) è emersa proprio in diverse province della Pianura Padana.</p>
<p><strong>Le curve di espansione</strong> dell’infezione nelle Regioni della Pianura Padana, spiega il professor Leonardo Setti dell’Università di Bologna, mostrano invero un’accelerazione anomala dei contagi che tende a coincidere con le concentrazioni più elevate di particolato atmosferico. Nelle Regioni del Sud Italia, viceversa, le curve di espansione seguono gli andamenti tipici di una trasmissione epidemica da persona a persona.</p>
<h2>Polveri sottili, un <em>carrier</em> per i virus</h2>
<p><strong>Le concentrazioni di polveri sottili</strong> al di sopra dei limiti di legge potrebbero quindi aver esercitato un’azione di impulso alla diffusione del virus, non verificatasi in altre zone di Italia. A Roma ad esempio, pur essendosi verificati casi di Covid-19 negli stessi giorni delle regioni padane, non si è innescato lo stesso fenomeno virulento. Gianluigi de Gennaro, dell’Università di Bari, spiega che le polveri sottili operano come <em>carrier</em>, cioè veicolano il virus e ‘<em>più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi</em>’.</p>
<p><strong>Il particolato atmosferico</strong> si lega ai virus, con un processo di coagulazione, e li trasporta su lunghe distanze. Il particolato costituisce inoltre un substrato che permette a Covid-19 di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni.</p>
<p><strong>Precedenti casi </strong>di diffusione dei virus in relazione alla concentrazione di PM10 in atmosfera sono del resto stati evidenziati in diverse epidemie:</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8211; SARS. Uno studio epidemiologico retrospettivo </strong>condotto in Cina in 5 regioni ove la SARS si è diffusa nel 2002 (oltre 100 casi per regione) ha stimato</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">a) un significativo aumento del rischio di contrarre il virus (+84%) nelle regioni con air pollution index (API) moderato rispetto e quelle con API basso,</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">b) una prevalenza doppia di mortalità a seguito di infezione, nelle regioni più inquinate (API alto) rispetto a quelle meno inquinate (API basso. V. nota 5),</span></p>
<p><strong>&#8211; l’influenza aviaria (H2N1)</strong> è stata veicolata su lunghe distanze, nel 2010, dalle tempeste asiatiche di polveri,</p>
<p><strong>&#8211; il virus respiratorio sinciziale</strong> umano nei bambini è stato veicolato in profondità nei polmoni grazie al particolato,</p>
<p><strong>&#8211; il virus del morbillo</strong> in Lanzhou (Cina) è stato veicolato negli ultimi mesi a causa degli alti livelli di inquinamento dell’aria.</p>
<p><strong>Esiste</strong> dunque una correlazione, secondo i ricercatori del SIMA, tra l’alta velocità dei contagi e la concentrazione di PM10 e PM2,5 in atmosfera. (4)</p>
<h2>Covid-19, clima temperato e umidità</h2>
<p><strong>Uno studio</strong> appena pubblicato su MedRxiv, in attesa di <em>peer review</em>, indica poi come il COVID-19 prediligerebbe i climi temperati. In particolare, le zone con climi caldo-temperati tra i mesi di ottobre e maggio e quelle con climi freddo-temperati tra aprile e settembre. Aree tropicali (ove le temperature sono elevate e le piogge abbondanti) o polari (con temperature estremamente rigide) potrebbero quindi venire risparmiate almeno da questa epidemia.</p>
<p><strong>L’umidità influisce</strong> altresì nella diffusione del virus. Si è osservato infatti che il Sars-CoV <a href="https://www.egalite.org/il-coronavirus-persiste-a-lungo-sulle-superfici-bisogna-sanificare-anche-gli-smartphone/">possa sopravvivere per 5 giorni</a> su una superficie liscia, a temperature comprese tra gli 11 e i 25 gradi con un’umidità del 40-50%. I patogeni espulsi dal nostro corpo &#8211; attraverso uno starnuto ad esempio &#8211; galleggiano letteralmente nell’aria. E possono persistere per un periodo maggiore se l’umidità è più alta, favorendo così la diffusione del virus. (5)</p>
<h2>SOS Ambiente, Costituzione per la Terra</h2>
<p><strong>Il diritto di respirare </strong>aria pulita, strettamente legato ai diritti alla vita e alla salute, comporta precisi obblighi da parte degli Stati membri ONU. Il Relatore speciale per i diritti umani e l’ambiente David Boyde, nelle sua relazione 8.1.19 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha sottolineato come ogni ora 800 persone nel mondo muoiano a causa del particolato in atmosfera. (6)</p>
<p><strong>SOS Ambiente</strong>. Ora o mai più si deve <a href="https://www.egalite.org/sos-ambiente-un-libro-da-non-perdere/">decarbonizzare l’economia</a>, <a href="https://www.egalite.org/biodiversita-ed-emergenza-climatica-il-filo-comune/">arrestare le deforestazioni</a> in nome di olio di palma e soia OGM, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/progresso-10-anni-di-agroecologia-per-salvare-leuropa-lo-studio-iddri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">convertire all’ecoagricoltura</a> le filiere agricole ora impestate di agrotossici sono le premesse. <a href="https://www.egalite.org/una-costituzione-per-la-terra/">Una Costituzione per la Terra</a> è lo strumento per garantire la continuità di politiche consone alla vita sul pianeta.</p>
<p><em>Dario Dongo e Alessandra Mei</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Jos Lelieveld, Andrea Pozzer, Ulrich Pöschl, Mohammed Fnais, Andy Haines, Thomas Münzel (2020). <em><strong>Loss of life expectancy from air pollution compared to other risk factors: a worldwide perspective. </strong></em>Cardiovascular Research, <a href="https://doi.org/10.1093/cvr/cvaa025" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1093/cvr/cvaa025</a></p>
<p>(2) Nick Watts, Markus Amann, Prof Nigel Arnell, Sonja Ayeb-Karlsson, Kristine Belesova, Prof Maxwell Boykoff, PhD et al. (2019). <em><strong>The 2019 report of The Lancet Countdown on health and climate change: ensuring that the health of a child born today is not defined by a changing climate</strong></em>. DOI: <a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(19)32596-6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1016/S0140-6736 (19) 32596-6</a></p>
<p>(3) Galli, Corrado Lodovico. e Corsini, Emanuela. <em><strong>Tossicologia</strong></em> (Piccin Nuova Libraria, Padova. 3a edizione, 2016) ISBN: 978-88-299-2793-7</p>
<p>(4) SIMA. <a href="http://www.simaonlus.it/wpsima/wp-content/uploads/2020/03/COVID19_Position-Paper_Relazione-circa-l%E2%80%99effetto-dell%E2%80%99inquinamento-da-particolato-atmosferico-e-la-diffusione-di-virus-nella-popolazione.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>Position Paper. Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione</strong></em>. </a></p>
<p>(5) Cui, Y., Zhang, Z., Froines, J. et al. <em><strong>Air pollution and case fatality of SARS in the People&#8217;s Republic of China: an ecologic study.</strong></em> Environ Health 2, 15 (2003). <a href="https://doi.org/10.1186/1476-069X-2-15" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1186/1476-069X-2-15</a></p>
<p>M. B. Araujo, B. Naimi. (2020). <strong><em>Spread of SARS-CoV-2 Coronavirus likely to be constrained by climate.</em></strong> MedRxiv. doi: <a href="https://doi.org/10.1101/2020.03.12.20034728" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://doi.org/10.1101/2020.03.12.20034728</a>. Link: <a href="https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.03.12.20034728v1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.03.12.20034728v1</a></p>
<p>(6) <em><strong>Issue of human rights</strong> obligations relating to the enjoyment of a safe, clean, healthy and sustainable environment. </em>Report of the Special Rapporteur to the UN General Assembly, 8.1.19. <a href="https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G19/002/54/PDF/G1900254.pdf?OpenElement" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G19/002/54/PDF/G1900254.pdf?OpenElement</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-e-diffusione-di-covid-19-studi-scientifici/">Inquinamento atmosferico e diffusione di Covid-19, studi scientifici</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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