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	<title>Povertà Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>La povertà alimentare in Italia, il rapporto ActionAid</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-alimentare-action-aid-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 20:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>povertà alimentare</strong> è una delle espressioni più drammatiche delle disuguaglianze sociali, che colpisce un bisogno primario e quotidiano: il cibo. In Italia, il fenomeno ha assunto proporzioni sempre più rilevanti, soprattutto dopo la crisi economica del 2008 (iniziata con la crisi dei subprime USA) e la pandemia di COVID-19. Il rapporto ‘Fragili Equilibri’ di ActionAid offre una fotografia dettagliata della povertà alimentare nel nostro Paese, attraverso l’analisi delle cause, le dimensioni e le possibili soluzioni.</p>
<h2>Povertà alimentare in tempo di pace</h2>
<p>La povertà alimentare non si limita alla mancanza di cibo &#8211; che vediamo affliggere i palestinesi intrappolati a Gaza &#8211; ma ad altre latitudini e in tempo di pace si manifesta come <strong>impossibilità di accedere a un’alimentazione adeguata</strong> dal punto di vista qualitativo, quantitativo e sociale. Carenze che compromettono salute, relazioni e dignità.</p>
<p>In Italia, il fenomeno è strettamente legato alla precarietà economica, lavorativa e abitativa. Molte famiglie, pur non rientrando nelle soglie ufficiali di povertà, sono costrette a ridurre la <strong>qualità o la quantità del cibo</strong> per far fronte ad altre spese essenziali come affitto, bollette o cure mediche.</p>
<h2>I numeri della povertà alimentare in Italia</h2>
<p>Il rapporto ‘Fragili Equilibri’ di ActionAid utilizza tre indicatori principali per misurare il fenomeno:</p>
<p><strong>1. Deprivazione Alimentare Materiale o Sociale</strong> (DAMS). Nel 2023, l’11,8% della popolazione italiana sopra i 16 anni (circa 6 milioni di persone) ha sperimentato almeno una forma di deprivazione alimentare materiale o sociale, con un aumento di 1,3 punti percentuali rispetto al 2022.</p>
<p>Il 60% di queste persone non è formalmente povero secondo le soglie ISTAT, segnalando una vulnerabilità crescente anche tra le fasce intermedie.</p>
<p>Le regioni più colpite sono Calabria (31,7%), Puglia e Campania, ma il fenomeno riguarda anche il Nord, con la Lombardia che conta oltre 700.000 persone coinvolte.</p>
<p><strong>2. Food Insecurity Experience Scale</strong> (FIES). Nel 2023, il 3,6% della popolazione italiana (1,8 milioni di persone) ha vissuto insicurezza alimentare moderata o grave, con riduzione della qualità o quantità del cibo.</p>
<p>Questo dato è significativamente più basso rispetto al DAMS, suggerendo una possibile sottostima del fenomeno, poiché la FIES è pensata per contesti a basso reddito e meno adatta a cogliere le forme meno gravi ma diffuse di insicurezza.</p>
<p><strong>3. Povertà Alimentare Relativa</strong>. Nel 2023, il 15,6% delle famiglie italiane (oltre 4 milioni) ha speso per l’alimentazione meno della media nazionale.</p>
<p>Le regioni con i valori più alti sono Sardegna (27,2%), Molise (24,6%) e Calabria (21,9%).</p>
<h2>Identikit dei più vulnerabili</h2>
<p>La povertà alimentare colpisce in modo diseguale, seguendo linee di fragilità socio-demografiche ben definite:</p>
<p>&#8211; fascia d’età: 35-44 anni;</p>
<p>&#8211; livello di istruzione: basso;</p>
<p>&#8211; occupazione: disoccupazione e lavoro precario;</p>
<p>&#8211; nuclei familiari: monogenitoriali (separati, single, vedovi) o numerosi;</p>
<p>&#8211; origine: migranti extra-europei (tasso di deprivazione superiore al 23%, il doppio rispetto ai nati in Italia);</p>
<p>&#8211; condizione abitativa: in affitto a prezzi di mercato.</p>
<p>L’interazione tra questi fattori aumenta esponenzialmente il rischio: ad esempio, le donne immigrate nel Sud Italia hanno una probabilità superiore al 30% di trovarsi in condizioni di deprivazione alimentare.</p>
<h3>Le cause strutturali</h3>
<p>La povertà alimentare in Italia è il risultato di dinamiche complesse:</p>
<p><strong>&#8211; Smantellamento del welfare</strong>. Le politiche neoliberali e di austerità hanno ridotto le reti di protezione sociale.</p>
<p><strong>&#8211; Precarietà lavorativa</strong>. L’aumento di lavori instabili e salari troppo bassi (senza riuscire a ottenere una legge sul salario minimo) limita l’accesso a un’alimentazione adeguata.</p>
<p><strong>&#8211; Aumento del costo della vita</strong>. L’inflazione, soprattutto sui beni alimentari, aggrava le difficoltà delle famiglie. Ricordiamo l’effetto delle posizioni assunte con la guerra Russia-Ucraina, con l’impennata del costo del gas (cottura e riscaldamento), dell’olio di girasole e in generale del cibo nutriente di qualità, che costringe molte famiglie a ripiegare su offerte low cost;</p>
<p><strong>&#8211; Disuguaglianze territoriali</strong>. Il divario tra Nord e Sud si riflette anche nell’accesso al cibo.</p>
<h2>Le raccomandazioni di ActionAid</h2>
<p>Per affrontare il problema in modo strutturale, il rapporto ActionAid propone:</p>
<p><strong>1. Rivedere gli strumenti di misurazione.</strong> Adattare la FIES (Food Insecurity Experience Scale) &#8211; un sistema di misurazione della gravità della condizione di insicurezza alimentare di un individuo o di una famiglia &#8211; al contesto italiano e promuovere rilevazioni locali partecipate.</p>
<p><strong>2. Rendere la mensa scolastica un servizio essenziale</strong>. Come nei Paesi a basso reddito, dove il pasto nella mensa scolastica è spesso quello più equilibrato e abbondante dell’intera giornata, viene suggerito di garantire accesso gratuito alla mensa scolastica almeno per i bambini delle scuole primarie.</p>
<p><strong>3. Superare l’approccio assistenziale</strong>. Promuovere politiche integrate che affrontino le cause strutturali della povertà alimentare.</p>
<p><strong>4. Investire in ricerche qualitative</strong>. Ascoltare le esperienze dirette delle persone per costruire risposte efficaci.</p>
<h2>Non solo mense dei poveri</h2>
<p>La povertà alimentare in Italia è un fenomeno multidimensionale che richiede risposte altrettanto articolate. Come evidenzia il rapporto ’Fragili Equilibri’ di ActionAid, non basta distribuire cibo: serve <strong>una strategia nazionale</strong> che combini interventi economici, sociali e culturali, riconoscendo l’accesso a un’alimentazione adeguata come un diritto fondamentale. Solo così sarà possibile rompere il circolo vizioso della povertà e costruire un futuro più equo per tutti.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>&#8211; ActionAid, &#8220;Fragili Equilibri: I numeri della povertà alimentare tra disuguaglianze, esperienze vissute e dimensioni invisibili&#8221;, 2025. <a href="https://www.actionaid.it/pubblicazioni/fragili-equilibri/"> https://www.actionaid.it/pubblicazioni/fragili-equilibri/ </a></p>
<p>&#8211; ISTAT, &#8220;Condizioni di vita e reddito delle famiglie&#8221;, 2023. <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/condizioni-di-vita-e-reddito-delle-famiglie-anno-2023/"> https://www.istat.it/comunicato-stampa/condizioni-di-vita-e-reddito-delle-famiglie-anno-2023/ </a></p>
<p>&#8211; FAO, &#8220;The State of Food Security and Nutrition in the World&#8221;, 2024. <a href="https://openknowledge.fao.org/items/ebe19244-9611-443c-a2a6-25cec697b361">https://openknowledge.fao.org/items/ebe19244-9611-443c-a2a6-25cec697b361 </a></p>
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		<title>Italia, povertà assoluta in crescita nel 2023. Rapporto ISTAT</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-poverta-assoluta-in-crescita-nel-2023-rapporto-istat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 14:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto ISTAT sulla povertà in Italia rivela trend in crescita, nel 2023. (1) Ristrettezze economiche e difficoltà di risparmio, potere d’acquisto eroso dall’inflazione. La povertà<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto ISTAT sulla povertà in Italia rivela trend in crescita, nel 2023. (1) Ristrettezze economiche e difficoltà di risparmio, potere d’acquisto eroso dall’inflazione.</p>
<p>La povertà assoluta affligge quasi 1,3 milioni di under-17 anni, oltre a famiglie numerose, operaie e con persone straniere. Neppure il lavoro salva più dalla povertà.</p>
<h2>1) Italia, 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, 8,4 milioni in povertà relativa</h2>
<p><strong>ISTAT</strong> stima che la <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">povertà assoluta</a> abbia raggiunto, nel 2023, 5,7 milioni di individui e poco più di 2,2 milioni di famiglie residenti in Italia.  Le famiglie in povertà assoluta sono il 10,2% nel Mezzogiorno, il 7,9% al Nord e il 6,7% al Centro. <em>‘L’impatto dell&#8217;inflazione ha contrastato la possibile riduzione dell’incidenza di famiglie e individui in povertà assoluta’</em> rileva ISTAT.</p>
<p><strong>Le diseguaglianze</strong> espresse dalle condizioni di povertà relativa riguardano invece 8,4 milioni di individui (14,5%, +0,5% rispetto al 2022) e 2,8 milioni di famiglie. <em>‘Le spese per consumi di questo gruppo di famiglie, che include anche quelle in povertà assoluta, non hanno tenuto il passo dell’inflazione e, pur in forte crescita in termini correnti, hanno subito un calo dell’1,5% in termini reali della spesa equivalente’.</em></p>
<p><strong>Nei fatti,</strong> tra povertà assoluta e povertà relativa almeno 8 milioni di persone in Italia vivono in condizioni di deprivazione materiale o sociale e <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">‘povertà alimentare’,</a> come già documentato da Action Aid.</p>
<h2>2) ISTAT, quasi 1,3 milioni di minori in povertà assoluta</h2>
<p><em><strong>‘L’incidenza</strong> di povertà assoluta fra i minori si attesta al 13,8% (quasi 1,3 milioni di bambini e ragazzi, dal 13,4% del 2022) – valore più elevato della serie storica dal 2014 &#8211; mentre è all’11,8% fra i giovani di 18-34 anni (pari a circa 1 milione 145mila individui, stabile rispetto al 2022); per i 35-64 enni si conferma al 9,4%, anch’esso valore massimo raggiunto dalla serie storica’</em>.</p>
<p><strong>L’analisi</strong> per classi di età rivela che la povertà assoluta colpisce:</p>
<p>-13,4% dei bambini fino a 3 anni;</p>
<p>-14,8% nella fascia di età 4-6 anni;</p>
<p>-14,5% dei minori tra 7 e 13 anni;</p>
<p>-12,7% degli adolescenti tra 14 e 17 anni.</p>
<p>Le famiglie in povertà assoluta ove sono presenti minori sono quasi 748mila, pari al 12,4% del totale.</p>
<h2>3) Famiglie numerose e mono-genitore</h2>
<p><strong>Le difficoltà</strong> aumentano anche per le famiglie numerose e mono-genitore, ove la povertà assoluta raggiunge:</p>
<p>-20,1% tra le famiglie con cinque e più componenti, che a loro volta rappresentano una famiglia su cinque;</p>
<p>-21,6% delle famiglie con tre o più figli minori;</p>
<p>-18% delle coppie con tre o più figli;</p>
<p>-15,9% delle famiglie ove coabitano più nuclei familiari o componenti aggregati;</p>
<p>-12,5% delle famiglie monogenitoriali.</p>
<h2>4) Famiglie con operai e stranieri</h2>
<p><strong>La povertà lavorativa</strong> è sempre più diffusa. La povertà assoluta incide infatti sul 16,5% (+1,8% rispetto al 2022) delle famiglie ove la persona di riferimento è operaio/a o svolge funzioni analoghe.</p>
<p><strong>Gli stranieri</strong> sono poi i primi protagonisti della povertà assoluta, che colpisce il 30,4% delle famiglie con almeno un cittadino non italiano.</p>
<h2>5) Povertà e casa in affitto</h2>
<p>Sono circa un milione le famiglie povere con casa in affitto, il 46,5% di tutte le famiglie povere. L’incidenza della povertà assoluta è più che quadrupla nelle famiglie che vivono nelle case in affitto rispetto a quelle che risiedono in abitazioni di proprietà (21,6% e 4,7%, rispettivamente).</p>
<h2>6) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>Gli ultimi dati ISTAT</strong> su reddito e condizioni di vita (EU-SILC) indicano che già nel periodo 2021-2022 il 24,4% della popolazione italiana era a rischio di povertà ed esclusione sociale (all’8º posto in UE). (2)</p>
<p><strong>Il rapporto ISTAT</strong> in esame mostra il peggioramento di questa situazione, rispetto alla quale né la politica italiana né quella europea hanno finora introdotto idonee misure di mitigazione.</p>
<p><strong>International Monetary Fund</strong> ha frattanto riveduto al ribasso (-0,3%) le già magre previsioni di crescita per l’economia della zona euro &#8211; che ora si attestano all’1,2% &#8211; a causa della persistente crisi produttiva in Germania e Italia. Le politiche industriali, come quelle sociali, rimangono però inaudite.</p>
<p><em>#PaceTerraDignità</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Le statistiche dell’ISTAT sulla povertà in Italia, anno 2023 <a href="https://tinyurl.com/2p3esh9n">https://tinyurl.com/2p3esh9n</a></p>
<p>(2) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale</a>. Égalité. 19.3.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/italia-poverta-assoluta-in-crescita-nel-2023-rapporto-istat/">Italia, povertà assoluta in crescita nel 2023. Rapporto ISTAT</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Povertà in Europa, a rischio più di un quinto della popolazione</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 13:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rischio di povertà morde. Nel 2021 in Europa più di una persona su 5 è a rischio di povertà o di esclusione sociale. È il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/">Povertà in Europa, a rischio più di un quinto della popolazione</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio di povertà morde. Nel 2021 in Europa più di una persona su 5 è a rischio di povertà o di esclusione sociale. È il 21,7% della popolazione.</p>
<p>Gli ultimi dati Eurostat sul rischio di povertà e di esclusione sociale si riferiscono al 2021 (1). Considerata la crisi dei prezzi dell’energia e la corsa dell’inflazione il timore è che, a oggi, la situazione sia anche peggiore. Mentre già è salito l’allarme sul rischio di un aumento della povertà energetica (2).</p>
<h2>Eurostat: il rischio di povertà in Europa</h2>
<p><strong>Nel 2021</strong>, 95,4 milioni di persone nell’Ue, pari al 21,7% della popolazione, erano a rischio di povertà o esclusione sociale, ossia vivevano in famiglie che presentavano almeno uno dei tre fattori di rischio:</p>
<ul>
<li>rischio di povertà,</li>
<li>grave deprivazione materiale e sociale o</li>
<li>residenza in una famiglia con intensità di lavoro molto bassa.</li>
</ul>
<p><strong>È un dato</strong> in leggero aumento rispetto al 2020, quando in questa situazione si trovava già il 21,6% della popolazione (94,8 milioni).</p>
<p><strong>Il rischio</strong> di povertà o di esclusione sociale non dipende strettamente dal livello di reddito di una famiglia, perché riflette anche lo stato di disoccupazione, la bassa intensità di lavoro, le condizioni lavorative e una serie di caratteristiche socioeconomiche, spiega Eurostat.</p>
<h2>Più a rischio donne e giovani</h2>
<p><strong>Il rischio di povertà</strong> o esclusione sociale è maggiore nella Ue per le donne (piuttosto che per gli uomini), per i giovani adulti (piuttosto che per le persone di mezza età o gli anziani), per le persone con un basso livello di istruzione (rispetto a chi ha titolo di studio medio o terziario) e, in particolare, per i disoccupati.</p>
<p><strong>Fra gli oltre 95 milioni</strong> di europei in difficoltà, ci sono circa 5,9 milioni (pari all’1,3% della popolazione totale) che vivono in famiglie dove si presentano contemporaneamente tutti e tre i fattori di rischio di povertà/esclusione sociale.</p>
<p>Nel dettaglio dell’analisi Eurostat, nel 2021 ci sono nella Ue</p>
<ul>
<li>73,7 milioni di persone a rischio di povertà,</li>
<li>27 milioni gravemente svantaggiate dal punto di vista materiale e sociale,</li>
<li>29,3 milioni che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro.</li>
</ul>
<h2>Il fattore figli a carico</h2>
<p>La presenza di figli a carico è incisiva. Nel 2021, più di un quinto (22,5%) delle persone che vivevano in famiglie con figli a carico nell&#8217;Ue era a rischio di povertà o esclusione sociale, una quota in realtà anche abbastanza vicina a quella delle famiglie e senza figli a carico (20,9%).</p>
<p>Queste percentuali cambiano però molto da un paese europeo all’altro. Per le famiglie con figli a carico, il rischio di povertà/esclusione sociale varia da un massimo del 35,4 % in Romania, al 31,7 % in Grecia e 31,5% in Spagna fino all&#8217;11,4 % in Finlandia e al 9,9 % in Slovenia.</p>
<h2>Il fattore generazionale</h2>
<p><strong>Un’altra spaccatura</strong> riguarda il fattore generazionale. Non è un’Europa per giovani, perché sono i giovani (e i bambini) le persone più colpite da povertà e disagio.</p>
<p>Se analizzato per età, infatti, nel 2021 nella Ue il rischio più alto di povertà o esclusione sociale si registra per i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni (27,3%), mentre il rischio più basso c’è per le persone di età pari o superiore a 65 anni (19,6%).</p>
<p>Fra questi due estremi ci sono tutti i valori intermedi: il rischio è pari al 20,2 % per le persone di età compresa tra 25 e 49 anni e al 21,9 % per la popolazione di età compresa tra 50 e 64 anni.</p>
<p>Sono a rischio anche i giovanissimi, adolescenti e bambini: fra le persone under 18 anni, quasi uno su quattro (il 24,4%) è a rischio alto di povertà o di esclusione sociale.</p>
<h2>Il livello di istruzione</h2>
<p><strong>Oltre all’età</strong>, un aspetto che pesa è anche è il livello di istruzione.</p>
<p><strong>Nel 2021</strong>, più di un terzo (34,8%) di tutte le persone di età pari o superiore a 18 anni con un basso livello di istruzione nell&#8217;Ue è a rischio di povertà o esclusione sociale, rispetto al 10,3% di persone della stessa fascia di età con un livello di istruzione alto.</p>
<p><strong>Ci sono poi le differenze nazionali</strong>, che evidenziano la situazione disomogenea della comunità europea e dei popoli che la abitano. Le percentuali più elevate di persone a rischio di povertà o esclusione sociale ci sono in Romania (34%), Bulgaria (32%), Grecia e Spagna (entrambe al 28%). Mentre le percentuali più basse ci sono in Cechia (11%), Slovenia (13%) e Finlandia (14%). In Italia dati provvisori indicano che è a rischio di povertà o di esclusione sociale il 25% della popolazione, un cittadino su quattro.</p>
<h2>Povertà e disabilità</h2>
<p><strong>Povertà e disabilità</strong> vanno spesso insieme. Sbarcare il lunario è più difficile per le persone con disabilità. Così accade che il “povero disabile” sia spesso iscritto nella categoria di ‘disabile povero’. La prevalenza della povertà tra i disabili <em>over</em>-16 supera infatti di 10 punti, 26,1% vs. 16%, quella dei non-disabili (come evidenzia un rapporto Eurostat di febbraio 2021) (3).</p>
<p><strong>Nel 2019</strong>, il 26,1% degli adulti (di età pari o superiore a 16 anni) con disabilità nell&#8217;Ue viveva in famiglie che hanno riferito di avere difficoltà a sbarcare il lunario, con risorse finanziarie che non coprivano le spese necessarie (4).</p>
<p><strong>Il 41% dei cittadini</strong> con disabilità nella Ue non può permettersi una settimana di ferie annuali – povertà e disabilità significa anche vacanze off limits.</p>
<p><strong>L’11,3 % delle persone con disabilità</strong> nell&#8217;Ue non può permettersi di mangiare carne, pesce o un equivalente vegetariano a giorni alterni (contro il 5,8% delle persone senza disabilità che si trova in questa condizione). Il 40,9 % delle persone con disabilità nell&#8217;Ue non può sostenere spese finanziarie impreviste (rispetto al 27,4% tra coloro che non hanno alcuna disabilità). Una riparazione in casa, la sostituzione di un elettrodomestico, anche un dispositivo o ausilio indispensabile, o un intervento chirurgico, un funerale, sono spesso insormontabili per i disabili. I dati Eurostat sono del 2019 e, ancora una volta, c’è da temere che la crisi europea dei prezzi, dell’energia e dell’inflazione non farà che peggiorare la situazione.</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Eurostat. Over 1 in 5 at risk of poverty or social exclusion https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/ddn-20220915-1</p>
<p>(2) Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="eCVKKcUHfw"><p><a href="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/">Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani&#8221; &#8212; Égalité" src="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/embed/#?secret=eCVKKcUHfw" data-secret="eCVKKcUHfw" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>(3) Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="uqphtoOVXB"><p><a href="https://www.egalite.org/disabilita-e-poverta-il-rapporto-eurostat/">Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat&#8221; &#8212; Égalité" src="https://www.egalite.org/disabilita-e-poverta-il-rapporto-eurostat/embed/#?secret=uqphtoOVXB" data-secret="uqphtoOVXB" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>(4) Eurostat. Disability statistics &#8211; financial situation</p>
<p>https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Disability_statistics_-_financial_situation</p>
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		<title>Povertà, 1 su 5 a rischio in Europa, 1 su 4 in Italia. Il rapporto Eurostat</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 11:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Povertà ed esclusione sociale. In Europa, 1 individuo su 5 è a rischio. In Italia la situazione è ancora peggiore. La fotografia del declino nel rapporto Eurostat 17.10.19. (1)<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Povertà ed esclusione sociale. In Europa, 1 individuo su 5 è a rischio. In Italia la situazione è ancora peggiore. La fotografia del declino nel rapporto Eurostat 17.10.19. (1)</p>
<h2>Povertà in Europa, 1 su 5 a rischio povertà</h2>
<p><strong>Più di individuo su cinque</strong> in Europa è a rischio di povertà e/o esclusione sociale. Ed è così dal 2008, grazie alle feroci politiche di <em>austerity</em> che hanno dolosamente trascurato la dignità di oltre il 20% della popolazione europea. Con un picco nel 2012 (24,8%) e una lenta risalita, al 21,7% nel 2018. Diseguaglianze e povertà colorano di grigio l’alba di questo nuovo millennio. Nel sempre più Vecchio Continente, oltreché <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">nel resto del pianeta</a>.</p>
<p><strong>Oltre 109 milioni </strong>di abitanti negli ancora 28 Paesi membri, secondo Eurostat, versano in una o più tra le seguenti condizioni di svantaggio sociale: povertà di reddito, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro nel contesto familiare. Una situazione lontana dalle vacue promesse dei politicanti di turno, che avevano assunto l’impegno di liberare dalla povertà almeno 20 milioni di cittadini entro il 2020. Obiettivo fallito.</p>
<p><strong>Bambini, giovani e donne</strong>, <em>ça va sans dir</em>, sono le fasce di popolazione più esposte al rischio di povertà ed emarginazione. I dati aggregati a livello UE mostrano invero che:</p>
<p><strong>&#8211; il 24% dei minori</strong> di 18 anni versa in situazioni critiche (a fronte del 18,3% degli <em>over</em>-65),</p>
<p><strong>&#8211; il 22,6% delle donne</strong> vive nell’indigenza (quota che scende al 20,7% per gli uomini).</p>
<h2>Europa, la scala della povertà</h2>
<p><strong>La soglia di povertà</strong>, nella metrica europea, si individua in un reddito inferiore al 65% rispetto alla media reddituale che viene stimata ogni anno a livello nazionale. Questa situazione interessa in media il 16,9% della popolazione europea, cioè 1 su 6. Con maggiore occorrenza in Italia (20,3%), Romania, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Estonia, Spagna.</p>
<p><strong>La grave deprivazione materiale</strong> si identifica invece in coloro che, per mancanza di risorse, non sono in grado di pagare le bollette, mantenere la casa riscaldata d’inverno, permettersi una settimana di vacanza. In questa condizione si trova 1 europeo su 17, pari al 5,8% della popolazione (2018). Con picchi negativi in Bulgaria (20,9%) e positivi in Lussemburgo (1,3%).</p>
<p><strong>Fame e malnutrizione in Europa</strong> persistono. Alcuni volenterosi hanno presentato anche un’apposita <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/stop-alla-fame-in-europa-iniziativa-popolare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iniziativa popolare</a>, nel 2018. E la malnutrizione &#8211; ancor più subdola, poiché difficile da diagnosticare e curare per tempo &#8211; è particolarmente diffusa, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-cera-una-volta-la-cena/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche in Italia purtroppo</a>.</p>
<h2>Povertà nei Paesi membri, chi sale e chi scende</h2>
<p><strong>La mannaia dell’austerità</strong> in questi anni ha colpito duramente la Grecia, come è noto, dopo che Alexis Tsipras ha tradito il suo popolo per cedere agli ordini della Troika. (2) Ma la dieta è stata rigorosa anche per la Spagna, il Portogallo e l’Italia. Al punto che tra il 2008 e il 2018 la povertà ha investito un ulteriore 1,8% della popolazione, nel Bel Paese, con buona pace alla sedicente identità di ‘centro-sinistra’ dei suoi governanti.</p>
<p><strong>Nell’ultimo decennio </strong>i poveri sono aumentati pure in Svezia, ex-culla della socialdemocrazia, e nel vicino regno di Danimarca. Addirittura anche nel sontuoso Lussemburgo (+6,4%, dal 15,5% al 21,9%), e l’altrettanto microscopica Estonia. In Bulgaria e Romania, viceversa, la situazione da principio catastrofica &#8211; con il 44,8% di indigenti in Bulgaria nel 2008 &#8211; è migliorata negli ultimi 10 anni (-12% circa, in entrambi i Paesi balcanici).</p>
<h2>II G7 della povertà in Europa, la disgrazia italiana</h2>
<p><strong>Il primato della diseguaglianza</strong> e della negazione della dignità umana in Europa va a sette Paesi, ove il rischio di povertà ed esclusione sociale è superiore al 25% sul totale della popolazione, vale a dire 1 individuo su 4 (dati 2018). Bulgaria (32,8%), Romania (32,5%), Grecia (31,8%), Lettonia (28,4%), Lituania (28,3%), Italia (27,3%), Spagna (26,1%).</p>
<p><strong>L’Italia è l’unico </strong>tra i Stati fondatori dell’Europa, nonché l’unico membro del <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/">G7</a> a distinguersi per una così marcata fragilità sociale. (3) La quale colpisce quasi un terzo delle famiglie con figli e quasi un terzo di <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">bambini e giovanissimi</a>. In Italia risultano dunque a rischio di povertà e/o <a href="https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/">esclusione sociale</a>:</p>
<p>&#8211; <strong>il 30,6% dei minori</strong> di 18 anni (a fronte del 20,2% degli ultra-65enni), e</p>
<p><strong>&#8211; il 30% delle famiglie</strong> con figli (a raffronto con il 24,8% di quelle senza figli).</p>
<p><em>Dario Dongo e Sabrina Bergamini</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Eurostat (2018). <em>At risk of poverty or social exclusion in the EU-28</em>, su <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/EDN-20191017-1?inheritRedirect=true&amp;redirect=%2Feurostat%2F" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/EDN-20191017-1?inheritRedirect=true&amp;redirect=%2Feurostat%2F</a></p>
<p>(2) La Troika è il terzetto composto da Commissione europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (<em>International Monetary Fund</em>, IMF). Per una breve sintesi di alcune delle purghe imposte dalla Troika ai Paesi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) si veda https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20140425STO45128/chi-e-la-troika</p>
<p>(3) In USA si segnalano altresì marcate diseguaglianze nella distribuzione del reddito, di particolare evidenza nella crisi emergente degli homeless. V. <a href="https://www.egalite.org/emergenza-abitativa-e-deiezioni/">https://www.egalite.org/emergenza-abitativa-e-deiezioni/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/">Povertà, 1 su 5 a rischio in Europa, 1 su 4 in Italia. Il rapporto Eurostat</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Povertà ed esclusione sociale</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2019 18:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>‘The International Day for the Eradication of Poverty’. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel lontano 1992, ha dedicato il 17 ottobre di ogni anno all’eradicazione della povertà.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">Povertà ed esclusione sociale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>‘<em>The International Day for the Eradication of Poverty</em>’. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel lontano 1992, ha dedicato il 17 ottobre di ogni anno all’eradicazione della povertà. (1)  Il primo obiettivo dichiarato dai 193 Paesi che aderiscono all’ONU, in cima ai <a href="https://www.egalite.org/sdgs-le-6-rivoluzioni-necessarie-studio-e-commenti/">17 SDGs</a> (<em>Sustainable Development Goals</em>) fissati in Agenda 2030. Ma il traguardo è lontano e il tempo corre, in una crisi epocale della civiltà e dei diritti umani fondamentali.</p>
<h2>Indici di povertà e stime in difetto</h2>
<p><strong>Nel 2015</strong> &#8211; l’anno di celebrazione di Expo Milano, dedicato all’alimentazione, nonché della definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) in Agenda ONU 2030 &#8211; oltre 736 milioni di persone vivevano con meno di 1,90 US$ al giorno. Una quota ben più ampia della popolazione globale è tuttavia <a href="https://www.egalite.org/cibo/">preclusa dall’accesso a cibo sicuro e nutriente</a>, <a href="https://www.egalite.org/acqua/">acqua e servizi igienici</a>, educazione.</p>
<p><strong>L&#8217;indice di povertà</strong> multidimensionale (<em>Multidimensional Poverty Index</em>, MPI) è stato sviluppato dall’agenzia ONU UNDP (<em>United Nation Development Programme</em>) per misurare l’indigenza facendo ricorso ad alcuni indicatori di base. Quali<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/buona-pasqua-per-pochi-rapporti-fao-wfp-oms" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> la malnutrizione</a> e la mortalità infantile. L’accesso ad acqua potabile e strutture igienico-sanitarie, combustibile per cuocere i cibi, elettricità, strumenti a base della vita moderna (es. bici, radio o tv). L’istruzione primaria da parte di almeno un membro della famiglia. (2)</p>
<p><strong>Almeno 1,3 miliardi</strong> di persone, pari al 19% della popolazione mondiale, sono ‘multi-dimensionalmente povere’. Ma la stima è molto approssimativa in difetto, come riconosce la stessa agenzia UNDP, a causa sia della carenza di dati statistici affidabili e aggiornati, sia della diffusione della povertà al di fuori dei Paesi poveri, delle regioni povere e delle famiglie povere che si provano a fotografare attraverso l’indice MPI. (3)</p>
<h2><em>Sustainable Development Goals</em> (SDGs). Goal 1, No Poverty</h2>
<p><strong>Eradicare la povertà estrema</strong> e la fame nel mondo è stato il primo dei <em>Millennium Development Goals</em> (MDGs) stabiliti l’8.9.00 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in vista del 2015. (4) Ma <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/fao-la-cina-al-comando" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la Cina è stato l’unico Paese del pianeta a raggiungere tale obiettivo</a>. Che è perciò stato riproposto tra i <em>Sustainable Development Goals</em> (SDGs), con ipotetico traguardo posticipato al 2030. <em>No Poverty. Eradicating poverty in its all forms, everywhere.</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>Noi socialdemocratici non siamo contro la ricchezza ma contro la povertà. La ricchezza, per noi, non è una colpa da espiare, ma un legittimo obiettivo da perseguire. Ma la ricchezza non può non essere anche una responsabilità da esercitare</em>.’ (Olof Palme ‘Perché sono socialdemocratico’, 1982. Il video su <a href="https://m.youtube.com/watch?v=7i2Ws1X5DSA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://m.youtube.com/watch?v=7i2Ws1X5DSA</a>)</strong></span></p>
<p><strong>Le diseguaglianze </strong>continuano invece a crescere &#8211; a dispetto degli <a href="https://www.egalite.org/diseguaglianza-economica-lo-stato-dellarte-al-g7-di-biarritz/">impegni solo formali dei leader politici</a> &#8211; verso distanze abissali. Tra i Paesi dalle economie più sviluppate e quelli a basso-medio reddito (LMIC, <em>Low-Middle Income Countries</em>) e all’interno degli stessi Paesi di entrambi i fronti.</p>
<h2>Povertà e diseguaglianze, i condannati</h2>
<p><strong>Le donne</strong> sono le prime vittime dell’ingiustizia sociale planetaria, all’insegna del c.d. <em>gender gap</em>. Ovunque &#8211; salvo rarissime eccezioni, in alcuni Paesi scandinavi e nei regimi socialisti &#8211; la popolazione femminile è maggiormente esposta al rischio di indigenza a causa di discriminazioni nell’istruzione, i livelli di la retribuzione, le proprietà.</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">‘<em>Acting together to empower children, their families and communities to end poverty</em>’</span></strong></p>
<p><strong>I bambini</strong> a loro volta paiono condannati a rimanere intrappolati nelle ‘caste’ a cui appartengono le loro famiglie. Anche in società teoricamente democratiche come quella italiana (vedasi <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">precedente articolo</a>). Il 20.11.19, tra l’altro, si celebra il trentennale dall’adozione della Convenzione ONU per i diritti dei bambini. (5) Ed è infatti dedicato a loro il tema del <em>World Poverty Day</em> 2019.</p>
<p><strong>I <a href="https://www.egalite.org/disabilita/">disabili</a> </strong>meritano poi forse di venire iscritti nella categoria degli ‘ultimi degli ultimi’. A maggior ragione quando lo svantaggio fisico, sensoriale o cognitivo colpisca donne e bambini. Piove sul bagnato, è davvero il caso di dire. Al punto che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha virtualmente dedicato ai disabili l’insieme dei 17 <em>Sustainable Development Goals</em>. (6) In una visione complessiva &#8211; la #envision2030 &#8211; che peraltro rimane priva, a tutt’oggi, di alcuna attuazione concreta.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>‘</strong><em><strong>Se c’è uno che soffre</strong> io ho un dovere preciso: intervenire in tutti i modi con tutti gli accorgimenti che l’amore suggerisce e che la legge fornisce, perché quella sofferenza sia o diminuita o lenita</em>’ (Giorgio La Pira)</span></p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Cfr. risoluzione Assemblea generale ONU 22.12.92 n. 47/196. Il testo in inglese su <a href="https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N93/191/46/IMG/N9319146.pdf?OpenElement" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N93/191/46/IMG/N9319146.pdf?OpenElement</a></p>
<p>(2) <em>Multidimensional Poverty Index</em> (MPI), i lavori in corso su <a href="https://indicators.report/indicators/i-3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://indicators.report/indicators/i-3/</a></p>
<p>(3) V. comunicato stampa Achim Steiner, amministratore UNDP, 17.10.19, <a href="https://www.undp.org/content/undp/en/home/news-centre/speeches/2019/international-day-for-the-eradication-of-poverty-.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.undp.org/content/undp/en/home/news-centre/speeches/2019/international-day-for-the-eradication-of-poverty-.html </a></p>
<p>(4) <em>United Nations Millennium Declaration</em>, risoluzione 8.9.00 A/55/L.2</p>
<p>(5) <em>UN Convention on the Rights of the Child</em>, risoluzione ONU 20.11.89 n. 44/25. Il testo in inglese su https://www.unicef.org/child-rights-convention/convention-text . Le tappe che hanno condotto alla Convenzione ONU dei diritti dei bambini, e le tappe successive, sono sintetizzate da UNICEF su https://www.unicef.org/child-rights-convention/history-child-rights</p>
<p>(5) ONU, <em>Envision Disabilities</em> 2030. V. <a href="https://www.un.org/development/desa/disabilities/envision2030.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.un.org/development/desa/disabilities/envision2030.html</a></p>
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