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	<title>Salute Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Vaccino HPV e prevenzione dei tumori</title>
		<link>https://www.egalite.org/vaccino-hpv-prevenzione-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 08:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[papillomavirus umano]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Numerosi studi condotti negli Stati Uniti dimostrano che il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) offre una protezione effettiva e duratura contro le infezioni e i<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2258112c-b3ab-8059-9a6e-ebe787c38f38" class="">Numerosi studi condotti negli Stati Uniti dimostrano che il <strong>vaccino</strong> contro il <strong>papillomavirus</strong> umano (HPV) offre una protezione effettiva e duratura contro le infezioni e i tumori correlati.</p>
<p id="2258112c-b3ab-8065-b753-ef51ae92b325" class="">I dati raccolti dai <em>Centers for Disease Control and Prevention</em> (CDCs) mostrano infatti un <strong>drastico calo</strong> (-90 %) <strong>delle infezioni da ceppi oncogeni</strong>, tra le adolescenti vaccinate (<em>Centers for Disease Control and Prevention</em>, 2022).</p>
<p id="2258112c-b3ab-802f-a7bc-f00d78d06eb7" class="">Le infezioni sono altresì ridotte in misura importante (-74 %) nelle ragazze non vaccinate, in USA, per effetto della cosiddetta ‘<strong>immunità di gregge</strong>’ (CDCs, 2022). In Italia, viceversa, la copertura vaccinale è ancora lontana dagli obiettivi.</p>
<h2 id="2258112c-b3ab-805f-928d-f5a7ee19dc74" class=""><strong>HPV e tumori cervicali, i dati USA</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-80c4-8dba-c0a6d5649396" class="">L’<strong>elevata copertura vaccinale</strong> – pari al 78,5 % nel 2021 tra le ragazze – ha contribuito a una <strong>riduzione significativa dell’incidenza</strong> in USA di lesioni cervicali precancerose nelle giovani donne:</p>
<ul id="2258112c-b3ab-8062-afb9-f64c0e58d028" class="bulleted-list">
<li>i precursori delle <strong>lesioni gravi</strong> si sono drasticamente diminuiti, -80 % tra il 2008 e il 2022, nelle donne in età compresa tra i 20 e i 24 anni (CDC, 2022);</li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8045-9409-f4c4c4229c6d" class="bulleted-list">
<li>i <strong>decessi</strong> per tumore della cervice uterina nelle donne <em>under</em>-25 sono scesi da 55 casi nel triennio 1992-1994 a 35 nel 2013-2015, fino a soli 13 casi nel 2019-2021 (<em>US Cancer Statistics Working Group</em>, 2023).</li>
</ul>
<h2 id="2258112c-b3ab-80ae-94e9-e27d768db862" class=""><strong>Efficacia clinica</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-80f9-b1ed-ffddc533b9ee" class="">Gli studi clinici controllati e randomizzati hanno mostrato un’<strong>efficacia del vaccino</strong> <strong>tra il 92 % e il 100 %</strong> nel prevenire infezioni da HPV 16 e 18, nonché lesioni cervicali di grado 2 o superiore (CIN2+), tra le giovani donne non infettate in precedenza (Drolet et al., 2019; Lei et al., 2020).</p>
<p id="2258112c-b3ab-8024-9a87-cee11e76f68b" class="">Risultati favorevoli &#8211; nella riduzione delle verruche genitali e delle lesioni anogenitali correlate a HPV &#8211; sono stati altresì osservati nei <strong>maschi adolescenti</strong> (Garland et al., 2016). Un elemento degno di attenzione, come si vedrà, sotto diversi aspetti.</p>
<h2 id="2258112c-b3ab-800e-963b-cbc62a580b5f" class=""><strong>La vaccinazione nei maschi</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-802b-beb8-d1a71ef0fb77" class="">Le principali agenzie sanitarie internazionali &#8211; tra cui OMS, CDC ed ECDC (<em>European Center for Disease Control and Prevention</em>) &#8211; raccomandano la <strong>vaccinazione universale</strong>, anche per i maschi , da somministrare idealmente prima dell’inizio dell’attività sessuale (World Health Organization, 2020; CDC, 2022).</p>
<p id="2258112c-b3ab-80bc-b80f-da0605476fe4" class="">La <strong>vaccinazione</strong> anti-HPV <strong>nei maschi</strong> rappresenta infatti un importante strumento di prevenzione individuale e collettiva, sia per ridurre la trasmissione del virus, sia per prevenire tumori e lesioni a carico dell’apparato anogenitale e del cavo orale, che risultano in aumento soprattutto tra i soggetti di sesso maschile in età adulta (Chaturvedi et al., 2011).</p>
<p id="2258112c-b3ab-80e1-b83c-fc13f7aecb19" class="">Il vaccino quadrivalente e nonavalente si è infatti dimostrato <strong>altamente efficace</strong> nella prevenzione delle verruche genitali e delle lesioni intraepiteliali anali di alto grado nei maschi (Giuliano et al., 2011; Garland et al., 2016).</p>
<h2 id="2258112c-b3ab-809f-9a81-fa85a462ee72" class=""><strong>L’importanza della vaccinazione anche in età adulta</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-8050-a89d-c9b56f16337e" class="">Sebbene la vaccinazione anti-HPV sia più efficace se somministrata prima dell’inizio dell’attività sessuale, numerose evidenze indicano benefici significativi anche per gli adulti, specialmente se non precedentemente esposti ai ceppi oncogeni del virus. FDA (<em>Food and Drug Administration</em>) e i CDCs in USA approvano l’uso del vaccino fino ai quarantacinque anni, e studi clinici dimostrano che negli adulti esso può ridurre la probabilità di infezione persistente, condilomi e lesioni precancerose (Castellsagué et al., 2011; Joura et al., 2015).</p>
<p id="2258112c-b3ab-80d1-8ea1-c4c5228ce643" class="">Anche se l’efficacia tende a diminuire con l’aumentare dell’età e delle esperienze sessuali pregresse, la vaccinazione può comunque offrire protezione individuale e contribuire alla riduzione della circolazione virale, soprattutto nei gruppi ad alto rischio. Inoltre, dati recenti mostrano che molti adulti non sono mai stati esposti a tutti i ceppi inclusi nel vaccino nonavalente, lasciando spazio a un’efficace prevenzione secondaria (Petrosky et al., 2015).</p>
<h2 id="2258112c-b3ab-80e1-a6f2-c629cb689fae" class=""><strong>Una sola dose può bastare?</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-800a-8ee3-f828d4e8b4fa" class="">Evidenze recenti suggeriscono che anche <strong>una sola dose</strong> di vaccino HPV potrebbe offrire una protezione comparabile a quella garantita dal ciclo completo. Un ampio studio osservazionale condotto in Kenya ha mostrato infatti una riduzione dell’88,9 % delle infezioni persistenti da HPV oncogeni già con una singola somministrazione (Barnabas et al., 2022). Questo approccio potrebbe facilitare la copertura vaccinale nei contesti a bassa adesione.</p>
<p id="2258112c-b3ab-80d4-930d-ff8ed165364b" class="">È importante tuttavia sottolineare che la quasi totalità degli studi clinici randomizzati e delle analisi sulla prevenzione dei tumori si basa su <strong>schemi vaccinali completi</strong>, composti da due o tre dosi. Per questo motivo l’adozione sistematica di un regime monodose &#8211; pur rappresentando una strategia promettente nei contesti a bassa copertura &#8211; richiede ulteriori conferme scientifiche e valutazioni da parte delle autorità sanitarie.</p>
<h2 id="2258112c-b3ab-80b1-b70d-e54c8c65e5e0" class=""><strong>Il vaccino HPV in Italia: stato attuale e potenzialità</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-8065-8b21-fbc7e8cdcd7d" class="">L’Organizzazione Mondiale della Sanità (<strong>OMS</strong>) promuove una <strong>campagna globale</strong> per eliminare il tumore cervicale come problema di salute pubblica, aspirando a vaccinare il 90 % delle ragazze entro i 15 anni (<em>World Health Organization</em>, 2020).</p>
<p id="2258112c-b3ab-80fe-9ee5-cff2991384c1" class="">In Italia è disponibile un vaccino nonavalente, che protegge contro 9 ceppi oncogeni e può prevenire fino al 90 % dei tumori legati a HPV. La copertura sul territorio nazionale rimane tuttavia disomogenea tra le varie regioni, e in alcune aree è ben lontana dall’obiettivo auspicato (Da Rold, 2025).</p>
<h2 id="2258112c-b3ab-8069-aa08-d54277df8ceb" class=""><strong>Prospettive e benefici di lungo termine</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-80ec-a0e3-e085eb9f9dee" class="">La <strong>protezione</strong> è <strong>massima</strong> quando il vaccino viene somministrato in età precoce, idealmente tra i nove e i quattordici anni, con una capacità di prevenire fino al novantanove per cento delle lesioni precancerose causate dai ceppi oncogeni 16 e 18 (Lei et al., 2020).</p>
<p id="2258112c-b3ab-80ba-9f27-e3a9a824f01f" class="">Studi di <em><strong>follow-up</strong></em><strong> a lungo termine</strong> confermano che l’efficacia del vaccino si mantiene stabile per almeno dieci anni senza necessità di richiamo (Markowitz et al., 2018).</p>
<p id="2258112c-b3ab-80e9-98b7-f2bfa007b40e" class="">L’elevata copertura vaccinale nella popolazione target favorisce inoltre un effetto gregge, offrendo <strong>protezione indiretta</strong> anche a coloro che non sono stati vaccinati, grazie alla ridotta circolazione dei ceppi ad alto rischio (Drolet et al., 2019).</p>
<h2 id="2258112c-b3ab-8024-846f-f3fdcd37ebac" class=""><strong>Conclusioni provvisorie</strong></h2>
<p id="2258112c-b3ab-8045-bdf8-ddd4461cf7fe" class="">L’efficacia del vaccino contro l’HPV è oggi confermata da dati epidemiologici solidi e da studi clinici su larga scala. Questa vaccinazione infatti:</p>
<ul id="2258112c-b3ab-8001-82f1-c6c9f3c15a16" class="bulleted-list">
<li>riduce drasticamente l’incidenza di infezioni e lesioni precancerose, anche con copertura incompleta,</li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8067-b393-eac13797aef5" class="bulleted-list">
<li>potrebbe garantire alta protezione già con una sola dose;</li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8096-aac6-e21302f50d67" class="bulleted-list">
<li>protegge donne e uomini da numerosi tipi di tumore, compresi quelli orofaringei e anali;</li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-80aa-b1f8-cdfb99cf3819" class="bulleted-list">
<li>offre una difesa a lungo termine, con un apprezzabile profilo di sicurezza.</li>
</ul>
<p id="2258112c-b3ab-809b-a9a7-e8ab4e67de47" class="">Per massimizzare l’impatto in Italia risulta tuttavia essenziale:</p>
<ul id="2258112c-b3ab-808a-ac30-e2f25e7742f3" class="bulleted-list">
<li>aumentare la copertura vaccinale precoce, coinvolgendo scuole e famiglie;</li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-802b-81e4-fe0cff2bfeaf" class="bulleted-list">
<li>valutare schemi semplificati di somministrazione;</li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8093-9c8d-e9c94badfeb3" class="bulleted-list">
<li>rafforzare la comunicazione pubblica, contrastando in questo specifico ambito le resistenze vaccinali.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p id="2258112c-b3ab-80fd-8ccb-ee366ad8b81a" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 id="2258112c-b3ab-8058-8d6d-d916511114ee" class=""><strong>Riferimenti</strong></h3>
<ul id="2258112c-b3ab-801f-9c3f-e8dafe13e7dc" class="bulleted-list">
<li>Barnabas, R. V., Brown, E. R., Onono, M. A., Bukusi, E. A., Njoroge, B., Winer, R. L., … &amp; Mugo, N. R. (2022). Efficacy of single-dose human papillomavirus vaccination among young African women. <em>NEJM Evidence</em>, 1(10), EVIDoa2100056. <a href="https://doi.org/10.1056/EVIDoa2100056">https://doi.org/10.1056/EVIDoa2100056</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-80ef-a139-d1a237a6b1de" class="bulleted-list">
<li>Castellsagué, X., Muñoz, N., Pitisuttithum, P., Ferris, D. G., Monsonego, J., Ault, K. A., … &amp; Bosch, F. X. (2011). End-of-study safety, immunogenicity, and efficacy of quadrivalent HPV (types 6, 11, 16, 18) recombinant vaccine in adult women aged 24–45 years. <em>British Journal of Cancer</em>, 105(1), 28–37. <a href="https://doi.org/10.1038/bjc.2011.185">https://doi.org/10.1038/bjc.2011.185</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8082-8bd4-f1673189bf90" class="bulleted-list">
<li>Centers for Disease Control and Prevention. (2022). Human Papillomavirus (HPV) vaccination coverage among adolescents aged 13–17 years — United States, 2021. <em>Morbidity and Mortality Weekly Report</em>, 71(33), 1055–1062. <a href="https://doi.org/10.15585/mmwr.mm7135a1">https://doi.org/10.15585/mmwr.mm7135a1</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-80c3-9f29-d6cc16d00361" class="bulleted-list">
<li>Da Rold, C. (2025, 2 luglio). <em>Dati statunitensi suggeriscono che il vaccino contro l’HPV funziona molto bene</em>. AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). <a href="https://www.airc.it/news/dati-statunitensi-suggeriscono-che-il-vaccino-contro-lhpv-funziona-molto-bene">https://www.airc.it/news/dati-statunitensi-suggeriscono-che-il-vaccino-contro-lhpv-funziona-molto-bene</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-802e-9276-f9af60feb018" class="bulleted-list">
<li>Drolet, M., Bénard, É., Pérez, N., Brisson, M., &amp; HPV Vaccination Impact Study Group. (2019). Population-level impact and herd effects following the introduction of human papillomavirus vaccination programmes: updated systematic review and meta-analysis. <em>The Lancet</em>, 394(10197), 497–509. <a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(19)30298-3">https://doi.org/10.1016/S0140-6736(19)30298-3</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8085-853b-daf6688dd0c6" class="bulleted-list">
<li>Garland, S. M., Kjaer, S. K., Muñoz, N., Block, S. L., Brown, D. R., DiNubile, M. J., … &amp; Joura, E. A. (2016). Impact and effectiveness of the quadrivalent human papillomavirus vaccine: a systematic review of 10 years of real-world experience. <em>Clinical Infectious Diseases</em>, 63(4), 519–527. <a href="https://doi.org/10.1093/cid/ciw354">https://doi.org/10.1093/cid/ciw354</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8003-ba28-d6134ea5bbdc" class="bulleted-list">
<li>Joura, E. A., Giuliano, A. R., Iversen, O. E., Bouchard, C., Mao, C., Mehlsen, J., … &amp; Broad Spectrum HPV Vaccine Study Group. (2015). A 9-valent HPV vaccine against infection and intraepithelial neoplasia in women. <em>New England Journal of Medicine</em>, 372(8), 711–723. <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa1405044">https://doi.org/10.1056/NEJMoa1405044</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-800e-b6a2-f08a1a51c2b7" class="bulleted-list">
<li>Lei, J., Ploner, A., Elfström, K. M., Wang, J., Roth, A., Fang, F., … &amp; Sparén, P. (2020). HPV vaccination and the risk of invasive cervical cancer. <em>New England Journal of Medicine</em>, 383(14), 1340–1348. <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa1917338">https://doi.org/10.1056/NEJMoa1917338</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-8096-886e-e825196f1df3" class="bulleted-list">
<li>Markowitz, L. E., Gee, J., &amp; Chesson, H. (2018). Ten years of human papillomavirus vaccination in the United States. <em>Academic Pediatrics</em>, 18(2), S3–S10. <a href="https://doi.org/10.1016/j.acap.2017.09.014">https://doi.org/10.1016/j.acap.2017.09.014</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-803f-83c1-ebbc75221bd0" class="bulleted-list">
<li>Petrosky, E., Bocchini, J. A., Hariri, S., Chesson, H., Curtis, C. R., Saraiya, M., … &amp; Markowitz, L. E. (2015). Use of 9-valent human papillomavirus (HPV) vaccine: Updated HPV vaccination recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices. <em>Morbidity and Mortality Weekly Report</em>, 64(11), 300–304. <a href="https://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm6411a3.htm">https://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm6411a3.htm</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-80d3-96dc-e19a9455b370" class="bulleted-list">
<li>US Cancer Statistics Working Group. (2023). <em>United States cancer statistics: 1999–2021 incidence and mortality web-based report</em>. U.S. Department of Health and Human Services, Centers for Disease Control and Prevention and National Cancer Institute. <a href="https://www.cdc.gov/cancer/uscs/index.htm">https://www.cdc.gov/cancer/uscs/index.htm</a></li>
</ul>
<ul id="2258112c-b3ab-807b-8edc-c3f6a41fd27f" class="bulleted-list">
<li>World Health Organization. (2020). Global strategy to accelerate the elimination of cervical cancer as a public health problem. ISBN: 9789240014107. Geneva: WHO. <a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789240014107">https://www.who.int/publications/i/item/9789240014107</a></li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I danni dei disturbi alimentari. Seminario</title>
		<link>https://www.egalite.org/i-danni-dei-disturbi-alimentari-seminario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7583</guid>

					<description><![CDATA[<p>I disturbi alimentari, anoressia in primis, possono causare gravi danni alla salute. Un approfondimento viene offerto dall’Accademia di Medicina di Torino con una seduta scientifica dal<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/i-danni-dei-disturbi-alimentari-seminario/">I danni dei disturbi alimentari. Seminario</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I disturbi alimentari, anoressia <em>in primis</em>, possono causare gravi danni alla salute. Un approfondimento viene offerto dall’Accademia di Medicina di Torino con una seduta scientifica dal titolo ‘Carenza nutrizionale nelle adolescenti: rischi per ossa, apparato cardiovascolare e cervello’.</p>
<p>L’evento è aperto a tutti, in presenza o online, venerdì 27 giugno alle ore 21.</p>
<p>Dopo l’introduzione di Patrizia Presbitero, Senior Consultant Radiologia interventistica Humanitas Research Hospital e socio dell’Accademia di Medicina, interverranno Carlo Campagnoli, Past President dell’Associazione Prevenzione Anoressia Torino (Pr.A.To.) e Giovanni Abbate Daga, Professore Associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino.</p>
<h2>Le conseguenze dei disturbi alimentari</h2>
<p>La <strong>carenza nutrizionale</strong> è un problema in espansione che riguarda molte <strong>adolescenti</strong> tra gli<strong> 11</strong> e i<strong> 15 anni</strong> con “comportamenti volti alla riduzione del peso” (restrizione alimentare e/o eccessiva attività fisica).</p>
<p>L’associazione fra stress e sottonutrizione può determinare una sospensione della <strong>funzione delle ovaie</strong>, con conseguente “Amenorrea Ipotalamica”, che rappresenta più del 50% delle amenorree delle adolescenti, e interessa almeno <strong>1 ragazza su 10</strong>.</p>
<h2>Due tipi di amenorrea</h2>
<p>Sul piano clinico le <strong>amenorree</strong> vengono distinte in</p>
<p><strong>&#8211; psicogena</strong>, da relativo eccesso di attività fisica e</p>
<p><strong>&#8211; da anoressia</strong>, situazione caratterizzata da un’estrema carenza nutrizionale e tensione nervosa, nella quale le conseguenze negative per la salute sono molto significative.</p>
<h2>Danni a livello osseo</h2>
<p>I danni più rilevanti sono a livello osseo in quanto il deficit energetico, oltre a bloccare la funzione ovarica con <strong>carenza di estrogeni</strong>, inibisce la produzione del <strong>fattore di crescita “insulino-simile”</strong>, il più importante stimolo alla formazione ossea.</p>
<p>Ne deriva una perdita che non solo può causare <strong>osteopenia permanente</strong> (premessa per l’osteoporosi postmenopausale), ma anche <strong>osteoporosi con rischio di fratture</strong> già in anni giovanili.</p>
<h2>Rischi cardiovascolari</h2>
<p>Di rilievo sono anche i problemi cardiovascolari caratterizzati da <strong>alterazioni del ritmo cardiaco e disfunzione endoteliale</strong> presente in almeno 1/3 delle ragazze in Amenorrea Ipotalamica e ancor più quando vi sia Anoressia.</p>
<h2>Sofferenza cerebrale</h2>
<p>Una privazione di cibo qualitativa e quantitativa conduce inoltre a una significativa sofferenza cerebrale con <strong>riduzione volumetrica delle aree cerebrali</strong>, stravolgimento del sistema neurormonale, attivazione dei circuiti dell’<strong>ansia</strong> e manifestazione di <strong>sintomi psichici</strong> (insicurezza, depressione, ossessioni e compulsioni, perfezionismo), che talvolta permangono anche dopo la guarigione.</p>
<h2>Come seguire l’evento</h2>
<p>Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino, in via Po 18, sia in diretta web al link riportato sul sito <a href="https://www.accademiadimedicina.unito.it/">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</p>
<p>Come di consueto, la registrazione dell’incontro verrà pubblicata sul sito.</p>
<h2>Il rifiuto del cibo</h2>
<p>I disturbi alimentari sono il sintomo di un disagio profondo che coinvolge sempre più giovani donne, in misura minore giovani uomini.</p>
<p>Questa condizione è ben descritta da <a href="https://www.bulimianoressia.it/index.php/anoressia-2/">ABA</a>, Associazione bulimia anoressia, fondata da Fabiola De Clercq.</p>
<p>‘<em>L’anoressia si manifesta con il rifiuto del cibo: l’intento è quello di controllare la propria immagine, controllare tutto. In realtà l’immagine riflessa nello specchio non restituisce la realtà: la persona anoressica non si vede mai abbastanza magra anche se sfiora la morte.</em></p>
<p><em>Di solito si comincia con una dieta dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare il proprio aspetto. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra. Tra i sintomi, la fame viene negata, si cade nel calcolo ossessivo delle calorie e nel controllo spasmodico del peso. <strong>Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita, cambiare gli altri, cambiare la realtà</strong>.</em></p>
<p><em>Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere. </em></p>
<p><em>L’anoressia può portare <strong>danni molto gravi alla salute</strong> come insufficienza renale, perdita dei capelli e dei denti, arresto cardiaco. L’arresto del ciclo mestruale per oltre un trimestre è il primo indicatore dell’anoressia e può portare a gravi forme di osteoporosi. </em></p>
<p><em>Nel 75% dei casi oggi, l’anoressia è accompagnata dalla bulimia. Il soggetto cede all’istinto di sopravvivenza, perde il controllo, mangia tutto ciò che trova e si induce il vomito. Si può dire che l’anoressia sia una manovra disperata per coprire la bulimia. </em></p>
<p><em>La bulimia è il bisogno smodato di tutto. L’anoressia è un tentativo drastico di coprire la bulimia. </em></p>
<p><em>Spesso <strong>anoressia e bulimia si alternano</strong> ciclicamente: la persona anoressica, che non riesce più a controllare la fame, cede all’istinto e si punisce con il vomito autoindotto&#8217;</em>.</p>
<h2>Le donne invisibili</h2>
<p>“<em>L’anoressia è la punta dell’iceberg, il sintomo di una sofferenza che ha cause psicologiche. Per questa ragione non può essere aggredito: è necessario invece cercare le cause senza tuttavia perdere di vista la gravità dei risvolti che possono mettere a rischio la vita. </em></p>
<p><em>Il sintomo non viene soppresso ma si diluisce fino a scomparire solo quando la persona non sente più la necessità di adottare i comportamenti che ha dovuto cercare e usare come soluzione, quando riesce a esprimere e vivere i suoi sentimenti, quando a dispetto delle difficoltà trova dentro di sé gli strumenti per far fronte alla vita e alla sofferenza che ne è parte</em>” (Fabiola De Clercq, 1995, Donne invisibili, Bompiani).</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
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		<title>Creme solari, le migliori dieci secondo Yuka</title>
		<link>https://www.egalite.org/migliori-creme-solari-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 18:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Yuka]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yuka ha selezionato le dieci migliori creme solari per la stagione 2025. La app francese &#8211; che permette di verificare all’istante l’impatto su salute e ambiente<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Yuka ha selezionato le dieci migliori creme solari per la stagione 2025. La app francese &#8211; che permette di verificare all’istante l’impatto su salute e ambiente degli alimenti e cosmetici a scaffale, con una semplice scansione dei loro codici a barre tramite smartphone &#8211; ha ormai raggiunto un successo planetario, con oltre 70 milioni di iscritti.</p>
<p>La selezione di creme solari con il più alto indice di protezione disponibile (50 e 50+ SPF), in diversi formati (lozione, spray, stick), dimostra la sua grande utilità per identificare i prodotti più idonei a proteggere la pelle e la salute. Tanto più considerato che l’esposizione ai raggi solari richiede la massima cautela.</p>
<h2>Il buono e il cattivo effetto dei raggi solari</h2>
<p>L’esposizione al sole favorisce la produzione di <strong>serotonina</strong> con effetti positivi sull’umore ed è notoriamente associata alla produzione di <strong>vitamina D</strong>. Tuttavia, se prolungata e priva di cautele può tradursi in un pericolo per la salute.</p>
<p><strong>Tutte le radiazioni</strong> solari sono potenzialmente <strong>nocive</strong>:</p>
<p><strong>&#8211; raggi infrarossi.</strong> Il loro (prezioso) effetto riscaldante può favorire la dilatazione capillare con effetti negativi sulle vene varicose e/o la couperose;</p>
<p><strong>&#8211; luce visibile</strong>. Le componenti blu-violette ad alta energia possono facilitare la degenerazione maculare della retina. Ed è perciò necessario proteggere con occhiali da sole gli occhi più chiari soprattutto;</p>
<p><strong>&#8211; raggi ultravioletti di tipo A (UVA)</strong>. Queste radiazioni penetrano la pelle in profondità e accelerano la formazione di rughe. Oltre a poter favorire alcuni tumori cutanei;</p>
<p><strong>&#8211; raggi ultravioletti di tipo B (UVB)</strong>. Gli UVB, sebbene filtrati dallo strato di ozono dell’atmosfera, concorrono alla produzione della vitamina D e sono tuttavia i responsabili delle scottature cutanee. L’esposizione eccessiva e sconsiderata favorisce tumori della pelle e degli occhi;</p>
<p><strong>&#8211; raggi ultravioletti di tipo C (UVC)</strong>. I raggi UVC, ancor più pericolosi, vengono bloccati dallo strato di ozono in atmosfera.</p>
<h2>Il ‘buco’ nell’ozono si è chiuso</h2>
<p>Sono trascorsi 40 anni dalla scoperta (il 16 maggio 1985) del <strong>‘buco’ nell’ozono</strong>, che in realtà era un assottigliamento del suo strato sull’Antartide.</p>
<p>La pubblicazione su Nature della scoperta degli scienziati del British Antarctic Survey (BAS) generò un allarme che favorì la firma del <strong>Protocollo di Montréal</strong>, nel 1987. Vennero così banditi i clorofluorocarburi (Cfc), in passato utilizzati nei frigoriferi, oltre che in schiume e solventi.</p>
<p>Grazie al trattato di Montréal, e alla sua responsabile applicazione da parte della comunità internazionale, il ‘buco’ nell’ozono sembra essersi chiuso.</p>
<h2>Prevenire i danni dei raggi solari</h2>
<p>La quota di raggi solari che oltrepassa il filtro planetario dell’ozono richiede sempre e comunque misure di tutela personale, soprattutto nei casi di esposizione prolungata.</p>
<p>Cappelli a falde abbastanza larghe da tenere in ombra viso, orecchie e collo, e abbigliamento adeguato quando si è costretti a lavorare molte ore sotto il sole, sono la regola.</p>
<p>In <strong>spiaggia</strong> tuttavia, l’intero corpo è esposto alla radiazioni e una protezione ad hoc è essenziale, tanto più quando non sia possibile ripararsi almeno nelle ore centrali della giornata.</p>
<h2>Qual è il tuo fototipo?</h2>
<p>La scelta della crema solare deve tenere conto di alcuni fattori. Il primo è sicuramente il <strong>fototipo</strong> di appartenenza, che varia dal profilo più sensibile all’offesa delle radiazioni solari a quello più resistente. Vale a dire, dai soggetti con pelle chiara e lentigginosa, con capelli e occhi chiari, fino a quelli con carnagione olivastra, chiome e iridi scure.</p>
<p>La classificazione del fototipo, vale a dire della capacità della pelle di produrre melanina, acquisire colorazione e proteggere dai raggi UV, è articolata in sei profili (secondo la classificazione sviluppata nel 1975 dal dermatologo Fitzpatrick).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-7575 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi.jpg" alt="tabella dei sei fototipi" width="865" height="807" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi.jpg 1276w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi-300x280.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi-1024x955.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi-768x716.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi-157x146.jpg 157w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi-50x47.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/tabella-fototipi-80x75.jpg 80w" sizes="(max-width: 865px) 100vw, 865px" /></p>
<h2>Filtri chimici o fisici</h2>
<p>A prescindere dal fattore di protezione del cosmetico, il fulcro della ricetta delle creme solari è il filtro, che può essere chimico o minerale.</p>
<p><strong>Il filtro minerale</strong> (o inorganico) a base di biossido di titanio o ossido di zinco crea sulla pelle una <strong>barriera</strong> che riflette parte dei raggi solari. È noto per essere <strong>anallergico e non fotosensibilizzante</strong>. Caratteristiche che lo rendono più indicato per le persone con pelle reattiva o atopica. L’aspetto controverso riguarda la presenza dei minerali in forma di <strong>nanoparticelle</strong>, i cui effetti sulla salute e l’ambiente non sono definiti.</p>
<p><strong>Il filtro chimico</strong> (o organico) penetra nella pelle dove assorbe i raggi ultravioletti. Alcune <strong>molecole</strong> (come octocrilene, ossibenzone, ottinoxato) sono tuttavia <strong>problematiche</strong>, possono avere effetti nocivi sulla salute (allergie, fotosensibilizzazione, interferenza endocrina) e sull’ambiente.</p>
<p>Altrettanto nocivi possono essere altri ingredienti, come siliconi e profumi. Tutti componenti vagliati dalla app Yuka nella valutazione dei prodotti.</p>
<h2>Le dieci migliori creme solari</h2>
<p>Ricordando che la protezione solare va applicata <strong>20 minuti prima</strong> di esporsi al sole e rinnovata <strong>ogni due ore</strong> (specie dopo il bagno) e che comunque rappresenta un ausilio da combinare ad attenzione e buon senso, ecco le dieci migliori creme solari selezionate da Yuka.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-7574 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka.jpg" alt="égalité_le dieci migliori creme solari 2025" width="892" height="1954" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka.jpg 892w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka-137x300.jpg 137w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka-467x1024.jpg 467w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka-768x1682.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka-701x1536.jpg 701w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka-67x146.jpg 67w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka-23x50.jpg 23w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/06/dieci-migliori-creme-solari-Yuka-34x75.jpg 34w" sizes="(max-width: 892px) 100vw, 892px" /></p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>&#8211; AIRC. Il sole <a href="https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/il-sole">https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/il-sole</a></p>
<p>&#8211; Daniela Fassini. Il buco nell&#8217;ozono compie 40 anni. E quasi non c&#8217;è più. Avvenire. 16.5.2025 <a href="https://www.avvenire.it/economia/pagine/buco-nell-ozono-quarant-anni">https://www.avvenire.it/economia/pagine/buco-nell-ozono-quarant-anni</a></p>
<p>&#8211; IDE, Istituto Dermatologico Europeo. Fototipo. <a href="https://www.ide.it/patologie/fototipo/">https://www.ide.it/patologie/fototipo/</a></p>
<p>&#8211; Yuka. Le dieci migliori creme solari. <a href="https://yuka.io/it/tops/creme-solari/">https://yuka.io/it/tops/creme-solari/ </a></p>
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		<title>Proteggere i bambini dall&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-aria-interna-bambini-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 15:42:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria negli ambienti chiusi (indoor) rappresenta un significativo rischio per la salute, particolarmente per i bambini che trascorrono la maggior parte del loro tempo in<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria negli ambienti chiusi (indoor) rappresenta <strong>un significativo rischio per la salute</strong>, particolarmente <strong>per i bambini</strong> che trascorrono la maggior parte del loro tempo in tali ambienti. Uno studio recente pubblicato sull&#8217;<em>Italian Journal of Pediatrics</em> presenta un consenso completo di esperti sui principali fattori di rischio, impatti sulla salute e strategie preventive relative all&#8217;<strong>inquinamento dell&#8217;aria interna</strong>. Questo articolo esamina i risultati di Bozzola et al. (2024) ed esplora la necessità critica di una maggiore consapevolezza e azione per proteggere la salute dei bambini.</p>
<h2>Background e metodo</h2>
<p>Lo studio è stato organizzato dal <strong>Centro Studi KOS</strong> &#8211; Scienza, Arte, Società attraverso un tavolo di lavoro intitolato &#8216;Vivere e lavorare in ambienti sani: aria interna, materiali da costruzione, arredamento&#8217; per valutare le evidenze e discutere gli impatti degli ambienti interni sulla salute e il benessere umano. Un <strong>gruppo interdisciplinare di esperti</strong> è stato selezionato in base alla loro competenza nell&#8217;inquinamento interno o come delegati di Società Scientifiche o Associazioni italiane.</p>
<p>Il metodo di ricerca si è basato su una <strong>ricerca elettronica sistematica</strong> del database PubMed utilizzando le diciture &#8216;<strong>inquinamento dell&#8217;aria</strong> interna&#8217; e &#8216;<strong>qualità dell&#8217;aria, interna</strong>,&#8217; limitandosi a studi su esseri umani pubblicati in lingua inglese. Gli esperti hanno analizzato indipendentemente i testi e i riferimenti, poi si sono riuniti per discutere e evidenziare i fattori chiave riguardanti l&#8217;aria interna e il suo impatto sulla salute umana, nonché le strategie per ridurre l&#8217;inquinamento.</p>
<h2>Principali fattori di rischio per l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna</h2>
<p>Il panel di esperti ha identificato quattro fattori di rischio primari che richiedono ulteriore valutazione:</p>
<ol>
<li><strong>Scarsa ventilazione</strong>. In aree scarsamente ventilate, i <strong>livelli di particolato</strong> fine possono essere <strong>100 volte più alti</strong> dei livelli accettabili, potenzialmente causando malattie respiratorie come asma, allergie e sintomi da edificio malato. Questo è particolarmente preoccupante negli <strong>edifici scolastici</strong>, dove alte concentrazioni di anidride carbonica indicano condizioni di ventilazione inadeguate;</li>
<li><strong>Sostanze chimiche</strong>. Gli ambienti interni contengono numerosi materiali con additivi in vernici, colle, tessuti, rivestimenti, arredi e apparecchiature elettroniche. Gli <strong>interferenti endocrini</strong> (ED) sono particolarmente pericolosi per i bambini e le donne in gravidanza, in quanto sono collegati a disturbi riproduttivi e dello sviluppo. Queste sostanze possono persistere nei materiali e nella polvere interna anche dopo essere state limitate;</li>
<li><strong>Condizioni climatiche</strong>. I cambiamenti climatici in corso influenzano significativamente la qualità dell&#8217;aria interna, colpendo specialmente i <strong>bambini</strong> a causa della loro vulnerabilità. Temperatura e umidità possono aumentare il rischio di <strong>contaminazione virale, batterica e fungina</strong>, con la contaminazione fungina interna che raggiunge il picco durante i mesi estivi;</li>
<li><strong>Basso status socioeconomico</strong>. La povertà può esacerbare gli effetti dannosi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria sulla salute limitando l&#8217;<strong>accesso a informazioni, trattamenti e altre risorse sanitarie</strong>. Anche nei paesi ad alto reddito, dispositivi abitativi obsoleti e inadeguati rappresentano fonti significative di inquinamento interno.</li>
</ol>
<h2>Impatti sulla salute dell&#8217;inquinamento interno</h2>
<p>Gli esperti si sono concentrati sia sugli aspetti di mortalità che di morbilità dell&#8217;inquinamento interno, come descritto di seguito.</p>
<h3>Mortalità</h3>
<p>L&#8217;inquinamento ambientale è stato responsabile di circa <a href="https://www.egalite.org/en/inquinamento-atmosferico-e-diffusione-di-covid-19-studi-scientifici/"><strong>9 milioni di morti</strong></a> nel 2019, con effetti combinati di <strong>inquinamento dell&#8217;aria ambientale e domestica</strong> associati a 6,7 milioni di morti premature annualmente. L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria domestica ha causato specificamente circa 3,2 milioni di morti all&#8217;anno nel 2020, inclusi oltre 237.000 decessi di bambini sotto i cinque anni.</p>
<h3>Morbilità</h3>
<p>I <strong>bambini sono</strong> particolarmente <strong>suscettibili</strong> agli effetti sulla salute dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria a causa del loro sistema immunitario e respiratorio in sviluppo. L&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento dell&#8217;aria domestica quasi raddoppia il rischio di <strong>infezioni del tratto respiratorio</strong> infantili e aumenta il rischio di <strong>malattie non trasmissibili</strong>, inclusi ictus, malattie cardiache ischemiche, malattie polmonari ostruttive croniche e cancro ai polmoni.</p>
<p>Una meta-analisi di 41 studi ha mostrato che i bambini che vivono in case con fornelli a gas hanno un rischio aumentato del 32% di sviluppare attacchi d&#8217;asma. L&#8217;inquinamento interno può costituire un <strong>fattore di rischio per le generazioni future</strong>, potenzialmente inducendo effetti negativi sulla salute anche prima della nascita, inclusi impatti sullo sviluppo neurologico, funzione cognitiva e disturbi comportamentali.</p>
<h2>Soluzioni pratiche per ridurre i rischi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna</h2>
<p>Per mitigare efficacemente i rischi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna, lo studio raccomanda diverse <strong>soluzioni pratiche</strong> che gli individui possono implementare nelle loro case e altri ambienti interni:</p>
<ul>
<li>una corretta <strong>gestione della ventilazione</strong> è cruciale, con gli esperti che suggeriscono la <strong>regolare apertura delle finestre</strong> per creare una ventilazione incrociata, specialmente durante e dopo le attività di cucina o pulizia. L&#8217;installazione e la manutenzione di <strong>ventole di estrazione nelle cucine e nei bagni</strong> possono ridurre in misura significativa l&#8217;umidità e i livelli di inquinanti. Per il <strong>riscaldamento</strong> e la <strong>cucina</strong>, lo studio sottolinea l&#8217;importanza di passare dai fornelli a gas alle <strong>alternative elettriche</strong>, che possono diminuire la concentrazione di biossido di azoto ambientale fino al 51%;</li>
<li>la regolare <strong>manutenzione dei sistemi di condizionamento dell&#8217;aria </strong>e dei <strong>filtri</strong> di ventilazione è essenziale per prevenire la crescita microbica e garantire una qualità dell&#8217;aria ottimale. Gli esperti raccomandano anche di <strong>ridurre al minimo l&#8217;uso di prodotti chimici </strong>come deodoranti sintetici per ambienti, detergenti aggressivi e aerosol che possono rilasciare composti organici volatili;</li>
<li>scegliere <strong>materiali da costruzione e mobili </strong>a basse emissioni, in particolare quelli <strong>privi di </strong>formaldeide e altre <strong>sostanze nocive</strong>, può ulteriormente ridurre l&#8217;esposizione a sostanze chimiche pericolose;</li>
<li>mantenere <strong>piante da interno</strong> può aiutare a migliorare la qualità dell&#8217;aria assorbendo certi inquinanti, sebbene questo dovrebbe supplementare piuttosto che sostituire le corrette pratiche di ventilazione.</li>
</ul>
<p>L&#8217;implementazione di queste semplici misure, combinata con una maggiore consapevolezza delle fonti di inquinamento interno, può contribuire significativamente a creare ambienti interni più sani per bambini e famiglie.</p>
<h3>Piante da interno specifiche per la purificazione dell&#8217;aria</h3>
<p>Sebbene lo studio originale non riferisca alle specifiche varietà di <strong>piante da interno</strong> per la purificazione dell&#8217;aria, altre ricerche scientifiche hanno valutato l&#8217;efficacia di alcune specie. Tenendo ben conto che la loro efficacia in ambienti reali è molto più limitata di quanto si credesse in precedenza.</p>
<p>Secondo diversi studi scientifici, piante come la <strong>sansevieria</strong> (lingua di suocera), il <strong>pothos</strong>, la <strong>dracaena</strong>, lo <strong>spatifillo</strong> (giglio della pace), il <strong>ficus benjamin</strong>, e la <strong>clorofito</strong> (pianta ragno) hanno mostrato capacità di ridurre alcuni composti organici volatili (VOC) in condizioni controllate.</p>
<p>Per ottenere un impatto significativo sulla qualità dell&#8217;aria domestica, sarebbero necessarie quantità impraticabili di piante (10-100 piante per metro quadrato). Il valore delle piante da interno rimane comunque notevole per altri <strong>benefici</strong>, come l&#8217;aumento dell&#8217;umidità, gli effetti psicologici positivi e i benefici estetici, che possono contribuire indirettamente al benessere generale.</p>
<h2>Strategie di prevenzione e riduzione del rischio</h2>
<p>Gli esperti hanno inoltre identificato dieci azioni chiave che dovrebbero essere rafforzate a livello nazionale e locale:</p>
<ol>
<li>Pubblicare <strong>aggiornamenti</strong> regionali e nazionali <strong>periodici</strong> dei livelli di inquinamento interno utilizzando indicatori appropriati;</li>
<li>Integrare <strong>reti sanitarie locali</strong> per sviluppare modelli basati sulla scienza e approcci per la ricerca sull&#8217;aria interna;</li>
<li>Creare una <strong>task force nazionale permanente</strong> per la sorveglianza epidemiologica e l&#8217;analisi del rischio;</li>
<li>Organizzare <strong>esperienze formative</strong> basate sulle esigenze locali, con contributi dalle organizzazioni civiche;</li>
<li>Pianificare <strong>interventi preventivi e correttivi</strong>, inclusa la riqualificazione di edifici insalubri e aree inquinate;</li>
<li>Fornire <strong>medici sentinella</strong> che possano fornire informazioni regolari e standardizzate utilizzando indicatori appropriati;</li>
<li>Includere <strong>formazione</strong> sull&#8217;ambiente e l&#8217;inquinamento <strong>durante i corsi di laurea in medicina </strong>e altre facoltà sanitarie e non sanitarie;</li>
<li>Promuovere la <strong>consapevolezza medica</strong> e la conoscenza dei determinanti ambientali, sociali e culturali della salute;</li>
<li>Incoraggiare la <strong>ricerca epidemiologica e clinica </strong>sugli effetti specifici per età e genere dell&#8217;inquinamento interno;</li>
<li><strong>Educare la popolazione</strong> attraverso medici di famiglia, pediatri e altri professionisti come farmacisti e operatori edili.</li>
</ol>
<h2>Conclusioni e implicazioni</h2>
<p>Il consenso degli esperti ha evidenziato l&#8217;<strong>urgente necessità di un approccio all&#8217;aria interna e all&#8217;ambiente da una prospettiva di valutazione e gestione del rischio sanitario</strong>. Gli autori hanno sollecitato i responsabili politici e i fornitori di assistenza sanitaria a finalizzare strategie per ridurre l&#8217;inquinamento interno attraverso la formazione medica, studi epidemiologici e campagne di sensibilizzazione pubblica.</p>
<p>Queste azioni sono coerenti con l&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo <strong>sviluppo sostenibile e l&#8217;affrontare le disuguaglianze sanitarie</strong>. Una strategia sanitaria globale e un approccio transdisciplinare <strong>One Health</strong> sono raccomandati per la protezione integrata di tutti gli esseri viventi e dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Lo studio sottolinea che indicazioni concrete e guide anticipatorie, inclusi rapporti scientifici e <strong>campagne di sensibilizzazione</strong>, dovrebbero essere indirizzate alla popolazione generale, con iniziative su misura per i bambini per creare una cascata di effetti positivi sulla salute pubblica.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<ul>
<li>Bozzola, E., Agostiniani, R., Pacifici Noja, L., Park, J., Lauriola, P., Nicoletti, T., Taruscio, D., Taruscio, G., &amp; Mantovani, A. (2024). The impact of indoor air pollution on children&#8217;s health and well-being: the experts&#8217; consensus. <em>Italian Journal of Pediatrics</em>, 50(69), 1-7. <a href="https://doi.org/10.1186/s13052-024-01631-y">https://doi.org/10.1186/s13052-024-01631-y</a></li>
<li>Brilli, F., Fares, S., Ghirardo, A., de Visser, P., Calatayud, V., Muñoz, A., Annesi-Maesano, I., Sebastiani, F., Alivernini, A., Varriale, V., &amp; Menghini, F. (2018). Plants for sustainable improvement of indoor air quality. <em>Trends in Plant Science</em>, 23(6), 507-512. <a href="https://doi.org/10.1016/j.tplants.2018.03.004">https://doi.org/10.1016/j.tplants.2018.03.004</a></li>
<li>Cummings, B. E., &amp; Waring, M. S. (2020). Potted plants do not improve indoor air quality: a review and analysis of reported VOC removal efficiencies.<em> Journal of Exposure Science &amp; Environmental Epidemiology</em>, 30, 253-261. <a href="https://doi.org/10.1038/s41370-019-0175-9">https://doi.org/10.1038/s41370-019-0175-9</a></li>
<li>Fuller, R., Landrigan, P. J., Balakrishnan, K., Bathan, G., Bose-O&#8217;Reilly, S., Brauer, M., Caravanos, J., Chiles, T., Cohen, A., Corra, L., Cropper, M., Ferraro, G., Hanna, J., Hanrahan, D., Hu, H., Hunter, D., Janata, G., Kupka, R., Lanphear, B., Lichtveld, M., … Yan, C. (2022). Pollution and health: a progress update. <em>The Lancet. Planetary health</em>, 6(6), e535–e547. <a href="https://doi.org/10.1016/S2542-5196(22)00090-0">https://doi.org/10.1016/S2542-5196(22)00090-0</a></li>
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<li>Lin, W., Brunekreef, B., &amp; Gehring, U. (2013). Meta-analysis of the effects of indoor nitrogen dioxide and gas cooking on asthma and wheeze in children. <em>International journal of epidemiology</em>, 42(6), 1724–1737. <a href="https://doi.org/10.1093/ije/dyt150">https://doi.org/10.1093/ije/dyt150</a></li>
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<li>Paulin, L. M., Diette, G. B., Scott, M., McCormack, M. C., Matsui, E. C., Curtin-Brosnan, J., Williams, D. L., Kidd-Taylor, A., Shea, M., Breysse, P. N., &amp; Hansel, N. N. (2014). Home interventions are effective at decreasing indoor nitrogen dioxide concentrations. <em>Indoor Air</em>, 24(4), 416-424. <a href="https://doi.org/10.1111/ina.12085">https://doi.org/10.1111/ina.12085</a></li>
<li>Predieri, B., Iughetti, L., Bernasconi, S., &amp; Street, M.E. (2022). Endocrine disrupting chemicals&#8217; effects in children: what we know and what we need to learn? <em>International Journal of Molecular Sciences</em>, 23(19), 11899. <a href="https://doi.org/10.3390/ijms231911899">https://doi.org/10.3390/ijms231911899</a></li>
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<li>World Health Organization. (2022). <em>Household air pollution</em>. <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/household-air-pollution-and-health">https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/household-air-pollution-and-health</a></li>
<li>World Health Organization. (2014). <em>WHO guidelines for indoor air quality: household fuel combustion</em>. World Health Organization. <a href="https://apps.who.int/iris/handle/10665/141496">https://apps.who.int/iris/handle/10665/141496</a></li>
</ul>
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		<title>Inquinamento atmosferico, emergenza sanitaria senza soglie di sicurezza</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-emergenza-sanitaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 08:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci sono soglie al di sotto delle quali l’inquinamento atmosferico non comporti rischi per la salute. Allo stesso tempo, ridurre il livello degli inquinanti porta<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci sono soglie al di sotto delle quali l’inquinamento atmosferico non comporti rischi per la salute. Allo stesso tempo, ridurre il livello degli inquinanti porta a un miglioramento dello stato di salute della popolazione in tempi rapidi. L’inquinamento atmosferico rimane un’emergenza sanitaria nel mondo, in Europa e in Italia. Lo attestano i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente. E lo ricorda l’ISDE, associazione medici per l’ambiente, che in Italia ha da poco pubblicato il suo nuovo “Position Paper sull’inquinamento atmosferico”, curato dal dottor Paolo Bortolotti, membro della Giunta Esecutiva ISDE Italia, con il contributo di numerosi esperti e ricercatori (1).</p>
<h2>Inquinamento atmosferico e decessi prematuri</h2>
<p><strong>L’inquinamento atmosferico</strong> è il principale rischio ambientale per la salute pubblica in Europa e in Italia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno nel mondo circa 8,1 milioni di persone muoiono prematuramente a causa dell’aria inquinata. Gli europei sono esposti poi a concentrazione di inquinanti superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità e dovranno aspettare il 1° gennaio 2030 per l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che rivede al ribasso i limiti previsti per gli inquinanti.</p>
<p><strong>Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente</strong>, nella Ue quasi 240 mila decessi l’anno possono essere attribuiti all’esposizione al particolato fine PM 2,5. Per l’Italia, <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-rapporto-eea/">i decessi attribuibili al PM 2,5 sono stimati in oltre 48 mila</a>, in pratica un quinto delle 239 mila vittime stimate nella Ue a 27, mentre 9.620 sono i decessi attribuibili a biossido di azoto e 13.640 quelli attribuibili all’inquinamento da ozono.</p>
<p><strong>“<em>L&#8217;ambiente in cui viviamo</em></strong><em> gioca un ruolo cruciale nel determinare la nostra salute e quella delle nostre comunità. Secondo un&#8217;analisi condotta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 23% delle morti nel mondo — e ben il 26% tra i bambini sotto i cinque anni — può essere ricondotto a fattori ambientali modificabili. Il Rapporto State of Global Air (SoGA) ha evidenziato, ad esempio, che nel 2021 l&#8217;inquinamento atmosferico ha causato circa 8,1 milioni di decessi a livello globale. Oltre a queste tragiche statistiche, milioni di persone vivono ogni giorno con malattie croniche debilitanti, un peso significativo per i sistemi sanitari e le economie di tutti i Paesi</em>” (Introduzione al dossier ISDE di Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia).</p>
<h2>Gli effetti sulla salute umana</h2>
<p><strong>Le condizioni cliniche patologiche</strong> associate all’inquinamento atmosferico non sono solo le malattie dell’apparato respiratorio. Ce ne sono molte altre, tra cui le patologie cardio-vascolari, cerebro-vascolari, neurodegenerative, il diabete, l’ipertensione arteriosa, le nascite premature, il basso peso alla nascita.</p>
<p><strong>Il dossier ISDE</strong> ricorda che l’impatto sulla salute umana c’è sempre, anche a soglie basse.</p>
<p><strong>“<em>Prove crescenti</em></strong><em> mostrano una relazione causale tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e le infezioni acute delle basse vie respiratorie, la malattia polmonare ostruttiva cronica, l’asma e il cancro ai polmoni. L’esposizione all’inquinamento atmosferico sia a breve sia a lungo termine ha un grave impatto sulla salute respiratoria. Effetti dannosi si verificano anche a livelli di concentrazione di inquinanti molto bassi e non esistono soglie rilevabili al di sotto delle quali l’esposizione può essere considerata sicura per la totalità della popolazione</em>”. (Position Paper ISDE)</p>
<p><strong>Se l’inquinamento dell’aria peggiora</strong> lo stato di salute della popolazione, l’impatto si risolve in un’azione ad ampio raggio. Non colpisce solo i fragili ma fa peggiorare lo stato di salute anche di chi è meno fragile, col risultato che il “pool” delle persone fragili non si esaurisce mai. Uno dei saggi ospitati nel Position Paper evidenzia che non esiste alcun “effetto soglia” al di sotto del quale si possa stare sicuri.</p>
<p><strong>“<em>Una valutazione</em></strong><em> successiva agli studi che abbiamo citato, ha stimato che ogni 10 ug/m3 in più di esposizione a lungo termine al PM2.5 produce un aumento del rischio cioè della probabilità di decesso per cause &#8220;naturali&#8221;, cioè per cause non violente, del 8% (EEA, 2023). Ricordiamo come il legame tra la concentrazione di particolato fine e la mortalità &#8220;naturale&#8221; sia lineare, cioè esiste una proporzionalità diretta tra i due, e che per il PM2.5 non esista una soglia di non effetto</em>”.</p>
<p><strong>Studi</strong> che hanno usato modelli matematici hanno permesso di indagare il legame causale tra una riduzione nei livelli di esposizione all’inquinamento atmosferico e gli effetti sanitari.</p>
<p><strong>Ne risulta</strong> che “<em>i decessi attribuibili al particolato si riducano entro pochi anni dalla diminuzione dell’esposizione; ciò vale anche per patologie quali il tumore al polmone: la diminuzione delle concentrazioni di PM2.5 comporta una diminuzione del rischio di mortalità per neoplasia polmonare già 3 anni dopo il momento in cui l’inquinamento è calato; per la mortalità totale il calo è ancora più repentino</em>”.</p>
<p><strong>Tutto questo</strong> offre informazioni importanti sulle politiche ambientali da intraprendere perché “<em>provvedimenti per la riduzione dei livelli di inquinamento possono riflettersi in benefici quasi immediati sulla salute della popolazione</em>”.</p>
<h2>Verso Cartagena</h2>
<p><strong>La prima Conferenza mondiale dell’OMS</strong> sull’inquinamento atmosferico e la salute si è svolta a Ginevra nel 2018. La seconda si svolgerà a Cartagena dal 25 al 27 marzo 2025 (2).</p>
<p><strong>Sul tema</strong> “accelerare l&#8217;azione per un&#8217;aria pulita, l&#8217;accesso all&#8217;energia pulita e la mitigazione dei cambiamenti climatici”, la Conferenza vuole evidenziare soluzioni multisettoriali per “<em>prevenire malattie trasmissibili e non trasmissibili, salvare vite umane, proteggere la salute dei bambini e limitare i cambiamenti climatici in tutto il mondo</em>”.</p>
<p><strong>Numerosi gli obiettivi</strong> che l’Oms si dà:</p>
<ul>
<li>condividere le ultime prove sui rischi per la salute derivanti dall’inquinamento atmosferico,</li>
<li>fare il punto sui progressi fatti dopo l’avvio degli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Onu,</li>
<li>evidenziare i benefici in termini di salute e clima legati alla lotta all’inquinamento atmosferico,</li>
<li>sfruttare i finanziamenti per il clima e lo sviluppo per contrastare l&#8217;inquinamento atmosferico e</li>
<li>garantire una giusta transizione energetica.</li>
<li>E “<em>mobilitare, valorizzare e responsabilizzare i professionisti sanitari affinché &#8220;prescrivano&#8221; aria pulita per la salute”.</em></li>
</ul>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) ISDE Italia: l’inquinamento atmosferico è un’emergenza sanitaria. Necessarie misure urgenti per la tutela della salute pubblica. Pubblicato il nostro position paper. ISDE News. 3.2.25 <a href="https://tinyurl.com/23737nwa"> https://tinyurl.com/23737nwa</a></p>
<p>(2) Second Global Conference on Air Pollution and Health. World Health Organization <a href="https://tinyurl.com/mtbc8mt2">https://tinyurl.com/mtbc8mt2 </a></p>
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		<title>Sacchetti di nicotina, la nuova frontiera della dipendenza</title>
		<link>https://www.egalite.org/sacchetti-di-nicotina-la-nuova-frontiera-della-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 19:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le sigarette elettroniche e i liquidi da svapare, è la volta dei sacchetti di nicotina aromatizzati e dolcificati. L’ultimo business dell’industria del tabacco suscita timori<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le sigarette elettroniche e i liquidi da svapare, è la volta dei sacchetti di nicotina aromatizzati e dolcificati. L’ultimo business dell’industria del tabacco suscita timori per il rischio di indurre assuefazione tra i giovanissimi. E un test del mensile dei consumatori francesi 60 Millions de consommateurs ne rivela la contaminazione con sostanze tossiche.</p>
<h2>Sacchetti di nicotina, come funzionano</h2>
<p><strong>I nicotine pouches</strong> sono piccoli incarti usa e getta in cellulosa contenenti sali di nicotina, aromi, edulcoranti e altre sostanze. Si consumano ponendoli tra il labbro superiore e la gengiva per assimilare in circa 30 minuti la dose di nicotina contenuta.</p>
<p><strong>La novità </strong>studiata dall’industria del tabacco &#8211; la francese Nicoswitch, Velo di British American Tobacco, Zyn di Philip Morris International ed Estonian Nois, per ora &#8211; vanta l’utilità di una somministrazione di nicotina senza emissioni, fruibile anche in luoghi ove vige il divieto di fumo.</p>
<p><strong>È proposta ai fumatori </strong>come strumento utile nel percorso di disassuefazione, ma ha il giusto appeal per sedurre gli adolescenti: sapore dolce in diversi gusti, piccola confezione rotonda, consumo di nicotina ‘pulito’, senza emissioni né odori sgradevoli, facile da assumere ovunque, persino a scuola durante le lezioni.</p>
<h2>L’escamotage del ‘senza tabacco’</h2>
<p><strong>Prezzo e quantità </strong>dei sacchetti di nicotina per confezione sono simili a quelli del pacchetto di sigarette ‘a combustione’. La dose di nicotina e il gusto sono variabili. La vendita avviene in tabaccheria o online.</p>
<p><strong>L’assenza di tabacco</strong> e derivati è il jolly dei sacchetti di nicotina. Questi prodotti sono infatti esclusi dal campo di applicazione della Tabacco Products Directive 2014/40/EU della Commissione europea sui prodotti del tabacco. La norma, si ricorda, ha vietato lo snus, il tabacco umido per consumo orale, nella UE, a eccezione della Svezia, che ha chiesto e ottenuto la deroga. Ma nulla ha previsto per le nicotine pouches, con nicotina ma senza tabacco.</p>
<h2>Pericolose per ipertesi e cardiopatici</h2>
<p><strong>La formula </strong>edulcorata e aromatizzata di questi somministratori di nicotina solleva preoccupazione per il rischio di diffusione e abuso tra i minori e per gli effetti nocivi anche a carico degli adulti.</p>
<p><strong>L’industria del tabacco</strong> cerca di sottrarsi alle proprie responsabilità per eventuali intossicazioni e reazioni avverse riferendo tali rischi nelle avvertenze sul packaging mediante</p>
<p>&#8211; l’alert generico, ‘<em>La nicotina crea forte dipendenza. Sconsigliato ai non fumatori</em>’</p>
<p>&#8211; altre informazioni, scritte ovviamente in caratteri microscopici sul retro della confezione. Philip Morris International sulle sue Zyn, per esempio, riferisce dei pericoli per chi soffre di diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete, epilessia, convulsioni. Oltre che dei rischi di irritazione e allergia, fino a difficoltà respiratorie.</p>
<h2>Cosa contengono</h2>
<p><strong>Oltre alla nicotina</strong>, i nicotine pouches contengono altre sostanze destinate a venire assimilate mediante la mucosa della bocca e la saliva.</p>
<p><strong>Le Zyn</strong> Cool Mint di Philip Morris International, secondo l’area FAQ del sito aziendale, contengono cellulosa derivata dal bambù, acqua e aromi. Da quanto si intravede nelle immagini delle scatoline, tuttavia, si rileva anche la presenza di acesulfame k (E 950), un dolcificante artificiale che WHO (World Health Organization) sconsiglia &#8211; al pari di altri edulcoranti di sintesi &#8211; perché espone a malattie come il diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e mortalità. (1)</p>
<h2>Edulcoranti e coloranti</h2>
<p><strong>L’edulcorante E 950</strong>, il cui potere dolcificante è circa 200 volte superiore a quello del saccarosio, è un ingrediente sempre presente nei sacchetti di nicotina. Lo troviamo anche nei francesi Dlice by Kapz gusto ‘menta di ghiaccio’, ove compaiono altre sostanze problematiche, come</p>
<p>&#8211; maltitolo (E 965) e idrossi-propil-cellulosa (E 463), entrambi responsabili di disagi intestinali come gonfiore e diarrea;</p>
<p>&#8211; coloranti come la tartrazina (E 102), che può causare reazioni allergiche e quando presente negli alimenti richiede l’avvertenza in etichetta ‘<em>Può influire negativamente sull&#8217;attività e l&#8217;attenzione dei bambini’</em>, e il Blu brillante FCF (E 133), che uno studio del 2015 associa a un possibile effetto citotossico e genotossico sui linfociti umani; (2)</p>
<p>&#8211; olio MCT (Medium Chain Triglycerides), grassi ottenuti dalla lavorazione di oli (cocco o palma);</p>
<p>&#8211; gelatina animale (da pelle di suini e bovini, com’è certo quando non viene precisato altrimenti); (3)</p>
<p>&#8211; aromi, molecole di sintesi per creare i vasti gusti.</p>
<h2>Contaminanti e dosi sballate</h2>
<p><strong>Altre sostanze</strong> sono presenti come contaminanti. Un test comparativo della rivista dei consumatori francesi ’60 Millions de Consommateurs’ su sette sacchetti di nicotina rivela che</p>
<p>&#8211; in tutti i campioni è stato trovato dell&#8217;arsenico. In alcuni anche piombo, antimonio, molibdeno e cromo;</p>
<p>&#8211; i livelli di nicotina sono diversi da quelli dichiarati. In diversi prodotti il reale contenuto è inferiore fino a un quarto di quanto riferito sulla confezione. Ciò rivela la mancanza di controllo da parte dei produttori e pone problemi in caso di un percorso per la cessazione dal fumo (scopo ufficiale dei sacchetti di nicotina).</p>
<h2>Le richieste di vietare le bustine di nicotina</h2>
<p><strong>Troppi rischi </strong>e benefici per la disassuefazione non provati. Per questo, contro le bustine di nicotina cresce la richiesta di un divieto totale.</p>
<p><strong>‘<em>Belgio e Paesi Bassi </em></strong><em>hanno già vietato queste bustine. Il CNCT (Comité national de lutte contre le tabagisme, ndr) chiede alla Francia di vietarli a sua volta, così come l&#8217;Alleanza contro il tabacco. Anche il National Consumer Institute (INC, editore di 60 Millions) ritiene che questo sia il modo più efficace per proteggere rapidamente i giovani consumatori e i non fumatori. Si attende una decisione europea</em>’, riferisce 60 Millions de Consommateurs. (4)</p>
<h2>Italia, mozioni e pressioni</h2>
<p><strong>In Italia</strong>, dove il 4% degli adolescenti ha già cominciato a usarli, i sacchetti di nicotina sono stati dapprima ritirati dal commercio in seguito all’allarme delle istituzioni sanitarie, poi riammessi nella legge 15/2022, su pressione delle lobby dell’industria di settore. (5)</p>
<p><strong>L’Istituto Mario Negri e la SITAB</strong> (Società Italiana di Tabaccologia) segnalano che la diffusione di questi prodotti ‘<em>porterebbe a un incontrollabile aumento dell’assunzione di nicotina e quindi della dipendenza</em>’. Nel luglio 2023 hanno promosso una mozione per vietarli. Ad oggi inascoltata.</p>
<p>Messaggi di incerta paternità sui social network, frattanto, illudono falsamente i giovani sull’assenza di pericoli per la salute nella nicotina senza tabacco.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/senza-zuccheri-gli-edulcoranti-sintetici-sono-inutili-e-nocivi-avverte-who/">‘Senza zuccheri’? Gli edulcoranti sintetici sono inutili e nocivi, avverte WHO</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.5.23</p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.foodtimes.eu/food-system-en/toxicity-of-synthetic-food-colors-scientific-review/">Toxicity of synthetic food colors, scientific review</a>. FT (Food Times). 31.8.24</p>
<p>(3) <a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/goleador-la-caramella-gommosa-e-adatta-per-vegetariani-e-vegani-risponde-lavvocato-dario-dongo/">Goleador, la caramella gommosa è adatta per vegetariani e vegani? Risponde l’avvocato Dario Dongo</a>. FARE (Food Agricolture and Requirements). 5.6.17</p>
<p>(4) Adélaïde Robert. Test de sachets de nicotine: des produits à bannir. 60 Millions de Consommateurs. 10.12.24. <a href="https://www.60millions-mag.com/2024/12/10/test-de-sachets-de-nicotine-des-produits-bannir-23812">https://www.60millions-mag.com/2024/12/10/test-de-sachets-de-nicotine-des-produits-bannir-23812</a></p>
<p>(5) Tobacco Endgame. I sacchetti di nicotina si diffondono tra gli studenti italiani. 2.11.24. <a href="https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina">https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina</a></p>
<p>(6) Sacchetti di sali di nicotina: mozione dell’Istituto Mario Negri e della Sitab contro la commercializzazione in Italia. Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri &#8211; IRCCS. 17.7.23 <a href="https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina">https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina</a></p>
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		<title>Inquinamento Zero al 2050, nuovi standard UE sulla qualità dell&#8217;aria</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-zero-al-2050-nuovi-standard-ue-sulla-qualita-dellaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 10:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento Zero]]></category>
		<category><![CDATA[qualità aria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso Inquinamento Zero al 2050, l’Europa si dota di una nuova direttiva che aggiorna gli standard sulla qualità dell’aria per gli inquinanti, con obiettivi da raggiungere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-zero-al-2050-nuovi-standard-ue-sulla-qualita-dellaria/">Inquinamento Zero al 2050, nuovi standard UE sulla qualità dell&#8217;aria</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Verso Inquinamento Zero al 2050, l’Europa si dota di una nuova direttiva che aggiorna gli standard sulla qualità dell’aria per gli inquinanti, con obiettivi da raggiungere entro il 2030 e più strettamente allineati agli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).</p>
<h2>Gli inquinanti</h2>
<p><strong>Gli inquinanti</strong> cui ci si riferisce comprendono fra gli altri il particolato PM10 e PM2,5, il biossido di azoto, l’anidride solforosa e il biossido di zolfo, tutti notoriamente responsabili di problemi respiratori e di una cattiva qualità dell’aria che colpisce la quasi totalità della popolazione.</p>
<p><strong>La direttiva</strong> stabilisce poi un equo accesso alla giustizia e il diritto al risarcimento da parte dei cittadini che siano danneggiati in salute dall’inquinamento atmosferico. Il Consiglio ha formalmente adottato la direttiva il 14 ottobre 2024.</p>
<p><em><strong>“Le nuove norme</strong> contribuiranno all&#8217;obiettivo dell&#8217;UE di conseguire l&#8217;inquinamento zero entro il 2050 e aiuteranno a scongiurare i decessi prematuri dovuti all&#8217;inquinamento atmosferico. I cittadini dell&#8217;UE potranno chiedere un risarcimento per i danni alla loro salute dovuti al mancato rispetto delle norme dell&#8217;UE in materia di qualità dell&#8217;aria”.</em> (1)</p>
<h2>Cattiva aria, migliaia di morti premature</h2>
<p><strong>La cattiva aria</strong> che respiriamo è causa di problemi respiratori e di salute. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, ogni anno circa 300 mila persone in Europa muoiono prematuramente a causa dell&#8217;inquinamento atmosferico. Nel 2021 ha rappresentato la <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-seconda-causa-di-morte-per-i-bambini/">seconda causa di morte</a> per i bambini. (2)</p>
<p><strong>Nel 2021</strong>, il 97% della popolazione residente nelle aree urbane è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM2,5, il più nocivo tra gli inquinanti atmosferici) superiori ai livelli menzionati nei più recenti orientamenti dell&#8217;Oms.</p>
<p><strong>Alla sola esposizione al particolato fine</strong> sono imputati 238 mila decessi prematuri nel 2020, un numero 12 volte superiore alle vittime degli incidenti stradali dello stesso anno.</p>
<p><strong>Nonostante gli impegni</strong>, i livelli di emissioni rimangono ancora al di sopra dei livelli raccomandati. Ridurre l’inquinamento atmosferico è dunque fondamentale per tutelare la salute umana e del pianeta.</p>
<h2>La nuova direttiva Inquinamento Zero</h2>
<p><strong>La nuova direttiva</strong> stabilisce dunque standard di qualità dell&#8217;aria più rigorosi per il 2030, quale passo intermedio verso il conseguimento dell&#8217;obiettivo di inquinamento zero e per contribuire a un ambiente privo di sostanze tossiche entro il 2050.</p>
<p><strong>Ci si allinea di più</strong> agli orientamenti dell’Oms. Gli standard riguarderanno inoltre i limiti di emissione, gli obblighi di riduzione dell&#8217;esposizione media e le soglie di allarme. Ad esempio, per il particolato fine (PM2,5), responsabile del maggior numero di morti precoci in Europa, il valore limite annuale sarà ridotto da 25 µg/m³ a 10 µg/m³ (il valore indicato negli orientamenti dell&#8217;OMS è 5 µg/m³).</p>
<p><em><strong>“L&#8217;esposizione media</strong> della popolazione agli inquinanti che hanno l&#8217;impatto documentato più elevato sulla salute umana, ossia il particolato sottile (PM2,5) e il biossido di azoto dovrebbe essere ridotta sulla base delle più recenti raccomandazioni dell&#8217;OMS. A tal fine, oltre ai valori limite, ma non in sostituzione degli stessi, dovrebbe essere introdotto un obbligo di riduzione dell&#8217;esposizione media quale norma complementare di qualità dell&#8217;aria”</em>, si legge nella direttiva. (3)</p>
<p><em><strong>“È opportuno fissare una soglia</strong> di allarme e una soglia di informazione per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5) e l&#8217;ozono al fine di tutelare la salute della popolazione in generale e, in particolare, delle categorie vulnerabili e dei gruppi sensibili dalle esposizioni di breve durata a concentrazioni elevate di inquinanti”</em>.</p>
<h2>Proroga possibile</h2>
<p><strong>Il termine</strong> di riferimento per i nuovi standard è il 2030. Rimane però la possibilità di un rinvio della data.</p>
<p><em><strong>“Gli Stati membri</strong> possono chiedere che il termine del 2030 sia prorogato se sono soddisfatte condizioni specifiche”,</em> spiega il Consiglio.</p>
<p><strong>Nella direttiva</strong>, infatti, si legge che <em>“per le zone in cui le condizioni sono particolarmente difficili, in via eccezionale dovrebbe essere possibile prorogare il termine entro il quale deve essere garantita la conformità ai valori limite per la qualità dell&#8217;aria nei casi in cui, nonostante l&#8217;attuazione di adeguate misure di abbattimento, in alcune zone specifiche persistano problemi acuti di conformità. </em><em>Le eventuali proroghe per una determinata zona dovrebbero essere corredate di una tabella di marcia globale sottoposta alla valutazione della Commissione”.</em></p>
<h2>Risarcimento per danni alla salute</h2>
<p><strong>C’è poi il risarcimento</strong> per danni alla salute umana, con un rafforzamento dell’accesso alla giustizia da parte dei cittadini. La direttiva consente a chi vanta un interesse sufficiente, comprese le Ong, di contestarne l&#8217;attuazione.</p>
<p><strong>Le norme</strong> impongono dunque agli Stati di garantire che le persone possano chiedere e ottenere un risarcimento qualora abbiano subito danni alla salute a seguito di una violazione di carattere doloso o colposo delle norme nazionali che recepiscono la direttiva.</p>
<p><em><strong>“Gli Stati membri</strong> provvedono affinché le persone fisiche la cui salute subisce un danno a causa di una violazione delle norme nazionali di recepimento (&#8230;) della presente direttiva, commessa intenzionalmente o per negligenza dalle autorità competenti, abbiano il diritto di chiedere e ottenere un risarcimento per tale danno”</em> (art 28 comma 1).</p>
<p><strong>Gli Stati</strong> avranno due anni di tempo per recepire la direttiva nel diritto nazionale.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Qualità dell&#8217;aria: via libera definitivo del Consiglio al rafforzamento degli standard nell&#8217;UE https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/10/14/air-quality-council-gives-final-green-light-to-strengthen-standards-in-the-eu/</p>
<p>(2) Qualità dell&#8217;aria https://www.consilium.europa.eu/it/policies/air-quality/</p>
<p>(3) DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla qualità dell&#8217;aria ambiente e per un&#8217;aria più pulita in Europa https://data.consilium.europa.eu/doc/document/PE-88-2024-INIT/it/pdf</p>
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		<title>PFAS e sostanze tossiche, l’inquinamento che minaccia la salute dei bambini</title>
		<link>https://www.egalite.org/pfas-e-sostanze-tossiche-linquinamento-che-minaccia-la-salute-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 14:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bottiglie di plastica, abbigliamento, giocattoli e vestiti: dai prodotti di uso quotidiano arriva una lista infinita di sostanze chimiche che minacciano la salute dei bambini. I<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pfas-e-sostanze-tossiche-linquinamento-che-minaccia-la-salute-dei-bambini/">PFAS e sostanze tossiche, l’inquinamento che minaccia la salute dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bottiglie di plastica, abbigliamento, giocattoli e vestiti: dai prodotti di uso quotidiano arriva una lista infinita di sostanze chimiche che minacciano la salute dei bambini. I bambini sono infatti esposti a PFAS, pericolosi “forever chemicals”, compresi quelli che sono stati vietati per legge; a una serie di sostanze chimiche che vengono dalla plastica; ad additivi chimici noti ma anche a sostanze sconosciute, delle quali neanche si conoscono gli effetti.</p>
<p>I risultati di diverse ricerche, fra cui studi sulle sostanze che migrano dalle bottiglie in plastica e test su giacche e indumenti outdoor, evidenziano il rischio cui sono esposti i più piccoli – che sono anche i più vulnerabili, perché in fase di crescita – davanti all’inquinamento da sostanze tossiche presenti, o rilasciate, dai prodotti di consumo.</p>
<p>Da questa consapevolezza l’European Environmental Bureau (1) ha chiesto alla Commissione europea di migliorare al più presto il quadro normativo per proteggere la salute dei bambini dall’inquinamento tossico. La richiesta è quella di aggiornare rapidamente il Reach, il sistema di controllo delle sostanze chimiche dell&#8217;UE, vecchio di quasi due decenni. “<em>Al momento, ci vogliono in media oltre 19 anni per eliminare gradualmente le sostanze chimiche con profili di pericolo ben noti, mentre molte altre sostanze chimiche sono ammesse sul mercato nonostante le proprietà sconosciute – informa l’EEB – Il sistema è in ritardo rispetto al consenso scientifico, con sostanze chimiche come PFAS, bisfenoli, ritardanti di fiamma alogenati e PVC che rimangono sul mercato</em>”.</p>
<h2>Le sostanze che migrano dalle bottiglie in plastica</h2>
<p><strong>Rimangono sul mercato</strong> e rappresentano un pericolo dai risvolti sconosciuti. Lo studio “Chemical migration from reusable plastic drinking bottles for children”, condotto dalla Fondazione Tegengif nei Paesi Bassi, in collaborazione con cinque ONG europee (2), ha scoperto che le bottiglie di plastica per bambini rilasciano diisobutilftalato (DIBP), un additivo chimico vietato nella plastica, noto per alterare gli ormoni e danneggiare la riproduzione e lo sviluppo del feto.</p>
<p><strong>&#8216;</strong><em><strong>Sebbene le quantità</strong> di DIBP rilevate siano inferiori al limite europeo, la sola presenza di questa sostanza nei prodotti per bambini è allarmante</em>&#8216;, dice Annelies den Boer, direttrice della Fondazione Tegengif.</p>
<p><strong>Lo studio</strong> ha analizzato la presenza di decine di sostanze chimiche. Il test ha riscontrato che il DIBP migra da bottiglie in polipropilene (13 bottiglie del campione) e polietilene (9 tipi di bottiglie). Dopo i cicli di lavaggio in lavastoviglie, il DIBP è stato trovato in 22 bottiglie su 39 e in una sola bottiglia non lavata.</p>
<p><strong>Dallo studio</strong> emerge anche una scoperta di fatto sconcertante: solo una piccola frazione delle centinaia di sostanze chimiche che fuoriescono dalle bottiglie è stata identificata; il resto rappresenta sostanze sconosciute. Quali sono i possibili effetti?</p>
<p><strong>&#8216;<em>Questo significa</em></strong><em> che non sappiamo quali sostanze siano e cosa facciano, stiamo esponendo i bambini a sostanze chimiche non identificabili. La plastica è diventata una scatola nera &#8211; ha sottolineato den Boer &#8211; Semplicemente non sappiamo a cosa sono esposti i nostri bambini</em>&#8216;.</p>
<h2>Giacche outdoor, pericolo PFAS</h2>
<p><strong>Un’altra ricerca</strong>, condotta nel 2023, ha rilevato che i bambini sono esposti a PFAS quando indossano giacche outdoor e altri capi di abbigliamento. Lo studio Toxics in Our Clothing (3) di Arnika/IPEN evidenzia che oltre la metà delle giacche outdoor per bambini e altri indumenti contiene PFAS, un gruppo di &#8216;sostanze chimiche eterne&#8217; altamente persistenti, tossiche e bioaccumulabili, usate per conferire resistenza alle macchie e idrorepellenza, ma collegate a gravi effetti negativi sulla salute, tra cui cancro e impatto sui sistemi immunitario, riproduttivo e ormonale.</p>
<p><em><strong>&#8216;Negli indumenti per bambini</strong> sono stati trovati anche PFAS vietati, come l&#8217;acido perfluoroottanoico (PFOA)</em>”, denuncia Karolína Brabcová, del Programma Tossici e Rifiuti di Arnika.</p>
<p><strong>Su 72 campioni</strong> di giacche testate, 16 presentavano PFAS a livelli superiori ai limiti proposti dall’UE; 13 contenevano almeno un PFAS superiore al limite; e altre 3 avevano livelli superiori ai limiti per la categoria di PFAS nota come PFCA.</p>
<p><strong>In 17 giacche</strong> è stato trovato il PFOA, sostanza chimica PFAS nota per essere altamente tossica e vietata a livello globale.</p>
<p><strong>In 17 prodotti</strong> fra cui giacche, impermeabili e un grembiule è stato trovato il PFDA. Questa sostanza chimica è soggetta a restrizioni ai sensi delle normative dell&#8217;UE e ne viene raccomandato il divieto a livello mondiale.</p>
<p><strong>Dei 15 PFAS</strong> identificati negli indumenti analizzati, il 6:2 FTOH è stato misurato alle concentrazioni più elevate.</p>
<h2>PFAS, sostanze molto tossiche per i bambini</h2>
<p><strong>&#8216;<em>I PFAS</em></strong><em> sono ampiamente utilizzati nei tessuti e le persone possono esservi esposte quando indossano giacche e vestiti. È particolarmente preoccupante trovare PFAS nei prodotti per bambini, poiché i bambini potrebbero essere più vulnerabili all&#8217;esposizione ai PFAS. Finché l&#8217;industria continuerà a produrre PFAS, le minacce per la salute dei nostri bambini e delle nostre famiglie continueranno. Abbiamo bisogno di un divieto globale sui PFAS come gruppo per fermare il rilascio nell’ambiente e l&#8217;esposizione umana ai PFAS</em>&#8216;, dice Jitka Straková, Global Researcher di IPEN e autore principale dello studio. (4)</p>
<p><strong>Un elemento positivo</strong> però c’è. Ed è la presenza di indumenti privi di forever chemicals. Le alternative più sicure esistono, tanto è vero che sono state trovate 21 giacche impermeabili o antimacchia senza PFAS.</p>
<p><strong>Molti dei prodotti testati</strong> sono per bambini e finiscono a diretto contatto con la pelle. Una revisione del 2022 dell&#8217;American Academy of Pediatrics, citata dagli autori, ha affermato che i bambini sono più vulnerabili all&#8217;esposizione ai PFAS. I ricercatori sottolineano che &#8216;<em>è probabile che vi sia un&#8217;associazione tra l&#8217;esposizione cronica ai PFAS nei bambini e problemi medici come livelli elevati di colesterolo nel sangue, dislipidemie, peso alla nascita leggermente ridotto e risposta anticorpale ridotta a determinati vaccini/infezioni&#8217;.</em></p>
<p><strong>40 studi</strong> sottoposti a revisione dal 2017 al 2022 hanno riscontrato contaminazione da PFAS del sangue del cordone ombelicale. E questo suggerisce che i neonati già nascano con esposizione a questi pervasivi inquinanti.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Toxic pollution of children’s products needs urgent EU action <a href="https://eeb.org/toxic-pollution-of-childrens-products-needs-urgent-eu-action/">https://eeb.org/toxic-pollution-of-childrens-products-needs-urgent-eu-action/ </a></p>
<p>(2) Chemical migration from reusable plastic drinking bottles for children</p>
<p><a href="https://www.tegengif.nl/wp-content/uploads/2024/09/report_plastic_drinking_bottles_2024.pdf">https://www.tegengif.nl/wp-content/uploads/2024/09/report_plastic_drinking_bottles_2024.pdf</a></p>
<p>(3) Toxics in Our Clothing <a href="https://ipen.org/sites/default/files/documents/clothing-chemicals-v12.pdf">https://ipen.org/sites/default/files/documents/clothing-chemicals-v12.pdf</a></p>
<p>(4) PFAS “Forever Chemicals” Found in Outerwear and Clothing Sold Globally <a href="https://ipen.org/news/pfas-%E2%80%9Cforever-chemicals%E2%80%9D-found-outerwear-and-clothing-sold-globally">https://ipen.org/news/pfas-%E2%80%9Cforever-chemicals%E2%80%9D-found-outerwear-and-clothing-sold-globally</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pfas-e-sostanze-tossiche-linquinamento-che-minaccia-la-salute-dei-bambini/">PFAS e sostanze tossiche, l’inquinamento che minaccia la salute dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<item>
		<title>Malattia di Alzheimer. Incontro all’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/malattia-di-alzheimer-incontro-allaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 13:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Medicina di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fattore di rischio genetico di ammalarsi di Alzheimer è il tema del primo appuntamento autunnale, l’8 ottobre 2024, con le sedute scientifiche dell’Accademia di Medicina<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fattore di rischio genetico di ammalarsi di Alzheimer è il tema del primo appuntamento autunnale, l’8 ottobre 2024, con le sedute scientifiche dell’Accademia di Medicina di Torino.</p>
<p>L’evento ‘La genetica della malattia di Alzheimer: che c&#8217;è di nuovo?’ è fruibile in presenza e in modalità webinar.</p>
<h2>Malattia di Alzheimer, la genetica</h2>
<p><strong>La malattia di Alzheimer</strong> è una condizione complessa e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/alzheimer-il-consumo-di-fibre-alimentari-riduce-il-rischio-e-protegge-il-cervello-degli-anziani/">multifattoriale</a>.</p>
<p><strong>Mutazioni</strong> ad alto impatto in tre geni, la proteina precursore dell&#8217;amiloide (APP), la presenilina 1 (PSEN1) e la presenilina 2 (PSEN2), causano la malattia di Alzheimer autosomica dominante (ADAD) a esordio precoce, mentre la triplicazione del gene APP nella sindrome di Down porta alla malattia di Alzheimer associata a sindrome di Down (DSAD).</p>
<p><strong>Queste forme genetiche</strong> rappresentano una porzione molto piccola di casi.</p>
<h2>Il maggiore fattore di rischio genetico</h2>
<p><strong>Tra i geni che predispongono</strong> alle forme isolate, l&#8217;apolipoproteina E4 (codificata da APOE4, una variante del gene APOE) è considerato il più forte fattore di rischio genetico.</p>
<p><strong>Un recente studio</strong> di Fortea et al. pubblicato su Nature Medicine, fornisce prove complete a sostegno del ruolo dell&#8217;omozigosi APOE4 come una nuova forma di malattia di Alzheimer geneticamente determinata, simile all&#8217;ADAD e al DSAD.</p>
<h2>La malattia genetica più comune al mondo</h2>
<p><strong>Questa forma</strong> potrebbe spiegare tra il 15% e il 20% di tutti i casi di Alzheimer, rendendola la malattia genetica più comune al mondo.</p>
<p><strong>Lo studio</strong> di Fortea et al. ha implicazioni importanti nel campo della malattia di Alzheimer, aprendo nuove entusiasmanti strade per la ricerca, lo <a href="https://www.egalite.org/alzheimer-nuovo-farmaco-in-sperimentazione-in-israele/">sviluppo terapeutico</a> e la progettazione di studi clinici.</p>
<h2>I relatori</h2>
<p><strong>La seduta scientifica</strong> viene introdotta da Irma Dianzani, Professore di Patologia Generale, Università del Piemonte Orientale e socio dell’Accademia di Medicina.</p>
<p><strong>Intervengono</strong> Innocenzo Rainero, Professore ordinario di Neurologia, Dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Torino e Alfredo Brusco, Professore di Genetica Medica, Dipartimento di Neuroscienze &#8220;Rita Levi Montalcini, Università di Torino.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p><strong>Appuntamento</strong> martedì 8 ottobre alle ore 21, in presenza o in modalità webinar:</p>
<ul>
<li>nell’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino),</li>
<li>collegandosi al sito <a href="http://www.accademiadimedicina.unito.it">www.accademiadimedicina.unito.it</a>.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Chimica tossica nei tappetini da yoga, l’indagine di KEMI</title>
		<link>https://www.egalite.org/chimica-tossica-nei-tappetini-da-yoga-lindagine-di-kemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 12:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7405</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Agenzia svedese per le sostanze chimiche (KEMI) ha trovato nei tappetini da yoga alcune sostanze tossiche che alterano gli ormoni e causano il cancro. L’indagine KEMI<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/chimica-tossica-nei-tappetini-da-yoga-lindagine-di-kemi/">Chimica tossica nei tappetini da yoga, l’indagine di KEMI</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Agenzia svedese per le sostanze chimiche (KEMI) ha trovato nei tappetini da yoga alcune sostanze tossiche che alterano gli ormoni e causano il cancro.</p>
<h2>L’indagine KEMI sui tappetini da yoga</h2>
<p><strong>L’Agenzia KEMI</strong> (Kemikalieinspektionen) ha analizzato in laboratorio 40 prodotti per l’esercizio fisico, principalmente tappetini per yoga e palle da ginnastica, provenienti da 23 aziende. (1)</p>
<p><strong>I risultati </strong>mostrano che sette prodotti, ovvero il 18% del campione, contengono livelli eccessivamente elevati di sostanze vietate.</p>
<h2>Le sostanze tossiche individuate</h2>
<p><strong>Le analisi</strong> hanno evidenziato la presenza di due categorie di sostanze chimiche pericolose per la salute</p>
<p><strong>&#8211; lo ftalato DIBP</strong>, che <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/gli-ftalati-negli-imballaggi-alimentari-associati-alla-mortalita-prematura-studio-usa/">come tutti gli ftalati</a> può influenzare la capacità di avere figli e lo sviluppo del feto, oltre a costituire causa di mortalità prematura</p>
<p><strong>&#8211; le paraffine clorurate</strong> (SCCP e MCCP), classificate come cancerogene e anche molto dannose per gli organismi acquatici.</p>
<h2>Esposizione per contatto cutaneo</h2>
<p><strong>Le sostanze</strong> individuate sono notoriamente pericolose (pertanto vietate) e quando presenti negli oggetti esaminati possono penetrare nell’organismo mediante contatto cutaneo.</p>
<p><strong>‘<em>È sorprendente</em></strong><em> che i prodotti che entrano in contatto diretto con la pelle in molti casi contengano livelli così elevati di questi pericolosi plastificanti (gli ftalati, ndr)</em>’, commenta Susan Strömbom, ispettore KEMI.</p>
<h2>Bambini più a rischio</h2>
<p><strong>Tappetini per yoga</strong>, palline e altre attrezzature per esercizi vengono utilizzati anche dai bambini, particolarmente sensibili alle sostanze chimiche pericolose.</p>
<p><strong>‘<em>Alcune sostanze</em></strong><em> chimiche possono influenzare negativamente il loro sviluppo con effetti che si manifestano solo più tardi nella vita. </em></p>
<p><em><strong>Inoltre i bambini</strong> hanno un peso corporeo inferiore e mettono più cose in bocca, il che significa che sono esposti a quantità di sostanze chimiche maggiori rispetto agli adulti in relazione alla loro corporatura</em>’, spiega Susan Strömbom.</p>
<h2>L’importanza dei controlli</h2>
<p><strong>L’aspetto subdolo</strong> delle sostanze chimiche tossiche, presenti in diversi oggetti di uso quotidiano, è che gli effetti nocivi non sono immediati ma a lungo termine.</p>
<p><strong>La prevenzione</strong> è resa possibile dai continui controlli sul mercato da parte di istituzioni come l&#8217;Agenzia KEMI, molto efficiente ma colpita da tagli ai finanziamenti decisi dal governo svedese, ben più generoso nelle spese in armi. (2)</p>
<h2>Otto aziende denunciate</h2>
<p><strong>A esito dell’inchiesta</strong>, KEMI ha denunciato otto aziende ai procuratori ambientali per vari tipi di violazioni delle disposizioni del Codice ambientale.</p>
<p><strong>Come di consueto</strong>, l’Agenzia svedese per la sicurezza chimica fornisce l’elenco dei prodotti pericolosi, indicando ogni dettaglio per individuarli. La lista è in questo <a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/09/ALLEGATO.pdf">allegato</a>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Tillsyn av yogamattor och andra träningsredskap 2023. KEMI Kemikalieinspektionen. 8/24 <a href="https://www.kemi.se/download/18.2d968bd118fa4331a051151c/1716965595792/Tillsynsrapport%208-24%20Tillsyn%20av%20yogamattor%20och%20andra%20tr%C3%A4ningsredskap%202023.pdf">https://www.kemi.se/download/18.2d968bd118fa4331a051151c/1716965595792/Tillsynsrapport%208-24%20Tillsyn%20av%20yogamattor%20och%20andra%20tr%C3%A4ningsredskap%202023.pdf </a></p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/taglio-dei-fondi-allagenzia-svedese-per-le-sostanze-chimiche-kemi/">Taglio dei fondi all’Agenzia svedese per le sostanze chimiche (KEMI)</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.9.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/chimica-tossica-nei-tappetini-da-yoga-lindagine-di-kemi/">Chimica tossica nei tappetini da yoga, l’indagine di KEMI</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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