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	<title>povertà Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Istat. L’Italia invecchia, tra solitudine e fragilità</title>
		<link>https://www.egalite.org/istat-italia-vecchiaia-fragilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 15:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia sta vivendo una transizione demografica e sociale senza precedenti. Le ultime previsioni demografiche diffuse da ISTAT il 28 luglio 2025 fotografano un Paese in rapido invecchiamento e con una<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia sta vivendo una transizione demografica e sociale senza precedenti. Le ultime previsioni demografiche diffuse da <strong>ISTAT</strong> il 28 luglio 2025 fotografano un Paese in rapido invecchiamento e con una popolazione in progressivo declino: dagli attuali 59 milioni di residenti si scenderà a 54,7 milioni <strong>entro il 2050</strong>, con una quota di <strong>ultra-65enni</strong> e più che passerà <strong>dal 24,3% al 34,6%</strong>.</p>
<p>Il <strong>Rapporto annuale ISTAT 2025</strong> evidenzia al contempo come la disabilità, l’isolamento e la fragilità economica colpiscano in modo crescente la popolazione più anziana, alimentando disuguaglianze già radicate.</p>
<h2>Italia, una società sempre più anziana e sola</h2>
<p>Il processo di invecchiamento è già in atto: l’<strong>età media</strong> della popolazione salirà <strong>dai 46,6 anni</strong> nel 2024 <strong>ai 50,8 anni</strong> entro il 2050. Particolarmente significativo è l’aumento degli <strong>ultra-85enni</strong> &#8211; fascia ove si concentra la maggior parte delle fragilità e delle limitazioni funzionali &#8211; <strong>dal 3,9%</strong> (2024) <strong>al 7,2%</strong> della popolazione (2050).</p>
<p>La trasformazione non riguarda solo l’età anagrafica, ma anche le forme familiari. Le coppie con figli, che oggi rappresentano meno di tre famiglie su dieci, scenderanno a poco più di due su dieci nel 2050. Al contrario, cresceranno le <strong>persone sole: da</strong> <strong>9,7 milioni</strong> nel 2024 <strong>a 11 milioni</strong> nel 2050, con aumento particolarmente marcato tra le donne anziane. Gli <strong>ultra-65enni soli</strong>, già 4,6 milioni nel 2024, diventeranno 6,5 milioni nel 2050.</p>
<p>Questi dati mostrano come l’Italia sia destinata a diventare una società sempre più segnata dalla <strong>solitudine involontaria</strong>, con conseguenze dirette sulla qualità della vita, soprattutto per gli anziani che necessitano di assistenza quotidiana.</p>
<h2>Disabilità e salute: una fragilità crescente</h2>
<p>Il Rapporto annuale ISTAT 2025, pubblicato a maggio 2025, stima in <strong>2,9 milioni</strong> le <strong>persone con disabilità in Italia</strong>, pari al <strong>5%</strong> della popolazione. Si tratta in larga parte di anziani, e la loro condizione è aggravata da due fattori: il calo degli anni di vita in buona salute e la ridotta partecipazione sociale.</p>
<p>Se da un lato l’aspettativa di vita ha toccato il massimo storico (81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne), dall’altro la <strong>speranza di vita in buona salute</strong> è ferma a <strong>59,8 anni per gli uomini e 56,6 per le donne</strong>, valore minimo dal 2014. Ciò significa che molti italiani vivono più a lungo, ma trascorrono una parte crescente della vecchiaia con limitazioni legate a condizioni critiche di salute.</p>
<p>ISTAT sottolinea che il <strong>57,3% delle persone con disabilità dichiara di stare male o molto male</strong>, mentre solo il 9,8% afferma di stare bene. A questo si aggiunge la <strong>difficoltà di accesso ai servizi sanitari</strong>: una persona su dieci rinuncia a visite o esami specialistici, principalmente a causa delle <a href="https://www.egalite.org/45-anni-di-sistema-sanitario-nazionale-le-iniziative-di-gimbe-per-rilanciarlo/">lunghe liste d’attesa nel servizio sanitario pubblico</a> o per i costi troppo elevati della sanità privata.</p>
<h2>Barriere architettoniche e sociali</h2>
<p>Nonostante il <strong>Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche</strong> (PEBA) sia stato introdotto già nel 1986, la realtà mostra che ostacoli fisici e infrastrutturali permangono in larga parte dei comuni italiani. Ciò limita fortemente la possibilità per le persone con disabilità e per molti anziani di vivere una vita indipendente e di partecipare alla vita sociale, come ribadito nella <a href="https://www.egalite.org/giornata-mondiale-della-disabilita-ora-basta-lettera-aperta/">lettera aperta</a> del presidente di Égalité, Dario Dongo, in occasione della Giornata mondiale della disabilità, che cade il 3 dicembre.</p>
<p>L’isolamento, dunque, non è solo una questione demografica, ma anche di <strong>inadeguata assistenza e inclusione</strong>. L’Italia registra ritardi nella piena applicazione delle politiche di accessibilità universale, che potrebbero ridurre l’emarginazione e favorire una migliore qualità della vita.</p>
<h2>Povertà e caregiver: un sistema al limite</h2>
<p>Alla fragilità sanitaria e sociale si aggiunge quella economica. Nel 2023 <strong>5,7 milioni di persone vivevano in povertà assoluta</strong>, con un aumento di 2,8 punti percentuali rispetto al 2014. La povertà colpisce in modo particolare le famiglie con minori, i giovani, gli stranieri e i residenti nel Mezzogiorno, aggravando le disuguaglianze territoriali.</p>
<p>In questo contesto, l’assistenza alle persone non autosufficienti ricade in larga misura sulle famiglie, e soprattutto sui <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/"><strong>caregiver familiari</strong></a>. Tuttavia, la crescente frammentazione delle famiglie, la diminuzione del numero di figli e l’uscita ritardata dei giovani dalla casa dei genitori rendono sempre più difficile sostenere un modello basato quasi esclusivamente sull’assistenza familiare. Per molti nuclei è impensabile ricorrere a un caregiver esterno a pagamento, dato l’elevato costo e la precarietà economica diffusa.</p>
<h2>Un futuro da ripensare</h2>
<p>L’Italia si trova davanti a una sfida epocale. Le previsioni demografiche e sociali mostrano che senza politiche adeguate il rischio è quello di una società sempre più vecchia, isolata e diseguale.</p>
<p>Occorrono investimenti strutturali in <strong>assistenza domiciliare, servizi sanitari accessibili, abbattimento delle barriere architettoniche</strong> e sostegno ai caregiver. In parallelo bisogna affrontare il nodo della natalità e del sostegno alle giovani generazioni, per evitare un ulteriore squilibrio tra popolazione attiva e anziana.</p>
<p>In un Paese che nel 2050 vedrà <strong>un anziano ogni tre cittadini</strong>, il tema non riguarda solo chi oggi è fragile, ma l’intera società: il modo in cui l’Italia saprà affrontare la questione dell’invecchiamento determinerà non solo il futuro del <em>welfare</em>, ma anche la coesione sociale e il benessere collettivo.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><i>Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)</i></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<ul>
<li>Istat. Italia 2050: sfide e prospettive di una società in transizione. 28 luglio 2025 <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/07/Report_Previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie_Base-Base-112024.pdf" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/07/Report_Previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie_Base-Base-112024.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1756479696699000&amp;usg=AOvVaw0fX-f-L33l1LSl5v_RDK1T">https://www.istat.it/wp-<wbr />content/uploads/2025/07/<wbr />Report_Previsioni-della-<wbr />popolazione-residente-e-delle-<wbr />famiglie_Base-Base-112024.pdf</a></li>
<li>Istat. Rapporto annuale 2025. 21 maggio 2025 <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/05/Rapporto-Annuale-2025-integrale.pdf" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/05/Rapporto-Annuale-2025-integrale.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1756479696699000&amp;usg=AOvVaw1gcX99uniiq00ipesdcnbq">https://www.istat.it/wp-<wbr />content/uploads/2025/05/<wbr />Rapporto-Annuale-2025-<wbr />integrale.pdf</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Diseguaglianze e disparità territoriali in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/diseguaglianze-territoriali-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 15:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le diseguaglianze e le disparità territoriali rappresentano una delle sfide più persistenti dell&#8217;Italia contemporanea, superando la tradizionale dicotomia Nord-Sud per configurarsi come un fenomeno complesso e multidimensionale. Il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="22d8112c-b3ab-8003-b782-faa617fa12bd" class="">Le <strong>diseguaglianze</strong> e le <strong>disparità territoriali</strong> rappresentano una delle sfide più persistenti dell&#8217;Italia contemporanea, superando la tradizionale dicotomia Nord-Sud per configurarsi come un fenomeno complesso e multidimensionale. Il recente studio condotto da Prota e Cicatiello (2025) per la Friedrich Ebert Stiftung offre uno <strong>scenario aggiornato</strong> sulle disuguaglianze socioeconomiche italiane, identificando cinque tipologie territoriali distinte attraverso un&#8217;analisi innovativa che considera molteplici dimensioni del <strong>benessere territoriale</strong>.</p>
<p id="22d8112c-b3ab-8062-8304-ec79e18b452f" class="">Questa ricerca si inserisce nel dibattito scientifico europeo sulle <strong>politiche di coesione territoriale</strong>, di particolare rilievo poiché le disparità regionali in termini di reddito e occupazione all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea si sono già dimostrate essere profonde e persistenti (European Commission, 2023). Il caso italiano risulta emblematico, poiché nelle ultime due decadi tutte le regioni hanno sperimentato tassi di crescita del PIL pro-capite inferiori alla media UE27, indipendentemente dalla loro posizione di partenza.</p>
<h2 id="22d8112c-b3ab-80d4-b6c3-de91204c9cac" class="">Diseguaglianze e disparità territoriali in Italia, metodologia dell&#8217;analisi</h2>
<p id="22d8112c-b3ab-803b-a70f-eaea94b27b2e" class="">Lo studio di Prota e Cicatiello (2025) adotta un <strong>approccio multidimensionale</strong> che supera le tradizionali analisi economiche mono-indicatore, incorporando sei dimensioni fondamentali dello <strong>sviluppo territoriale</strong>:</p>
<ul id="22e8112c-b3ab-80a6-8e72-f7ada6ad750a" class="bulleted-list">
<li>economia e mercato del lavoro</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-8027-9e6f-f09a7c9b0754" class="bulleted-list">
<li>capitale umano</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-8062-ad72-d2e0a78499eb" class="bulleted-list">
<li>demografia</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-80c4-b500-d983b887f989" class="bulleted-list">
<li>servizi</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-8092-93cd-dec4dd99d214" class="bulleted-list">
<li>qualità della vita</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-80d6-a42c-f448d62c03b0" class="bulleted-list">
<li>capitale civico.</li>
</ul>
<p id="22e8112c-b3ab-809d-a9dd-efb7c509f7ef" class="">Questo approccio metodologico riflette l&#8217;evoluzione degli studi regionali verso approcci più olistici nella misurazione del benessere territoriale (Rodríguez-Pose &amp; Ezcurra, 2010).</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-80b3-884f-d4961660e794" class="">Unità di analisi e campionamento</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-802f-9e16-f8f45b3c7f0b" class="">L&#8217;analisi si basa sulle <strong>107 province italiane</strong> come unità di osservazione, in una scelta strategica che consente di cogliere l&#8217;eterogeneità spaziale anche all&#8217;interno delle medesime regioni.</p>
<p id="22e8112c-b3ab-8033-937f-f3e4f5843b3d" class="">Questa granularità analitica rappresenta un&#8217;innovazione rispetto agli studi precedenti che si limitavano al livello regionale, permettendo di identificare <strong>dinamiche territoriali</strong> più complesse e sfumate.</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-803f-bd56-f026a4240cb1" class="">Aggregazione statistica</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80e2-87c2-f0de68d1396e" class="">Il processo di <strong>aggregazione statistica</strong> ha seguito una procedura rigorosa articolata in tre fasi:</p>
<ul id="22d8112c-b3ab-80e1-8b4b-e4a56370360a" class="bulleted-list">
<li><strong>standardizzazione delle variabili</strong> (attraverso trasformazione z-score), per eliminare l&#8217;effetto delle diverse unità di misura;</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-8086-9e45-fed6d031d065" class="bulleted-list">
<li><strong>applicazione del metodo di Ward</strong> (agglomerazione gerarchica), per minimizzare l&#8217;aumento della varianza all’interno dei cluster;</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-80c1-b3c6-f39682477c7f" class="bulleted-list">
<li><strong>selezione del numero ottimale di </strong><em><strong>cluster</strong></em> (cioè gruppi socioeconomici), attraverso l&#8217;analisi della gerarchia che ne risulta.</li>
</ul>
<p id="22d8112c-b3ab-807f-a5e1-dfe4256673f3" class="">Questa metodologia ha consentito di identificare cinque gruppi socioeconomici e quattro gruppi relativi alla capacità amministrativa, ottimizzando il compromesso tra sintesi informativa e rappresentazione accurata della diversità territoriale.</p>
<h2 id="22d8112c-b3ab-80db-8e22-c73ae3e51602" class="">Risultati principali: le cinque Italie</h2>
<h3 id="22d8112c-b3ab-802a-be3a-fd67a93326f0" class="">Gruppo 1: innovazione consolidata con rischi di esclusione sociale</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-8080-9559-ce75c625986a" class="">Il primo <em>cluster</em> comprende le <strong>province metropolitane</strong> del Centro-Nord (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino) e i poli industriali di tradizione consolidata (Modena, Parma, Pisa, Pordenone, Reggio Emilia, Rimini). Questi territori presentano le <strong>migliori </strong><em><strong>performance</strong></em><strong> socioeconomiche</strong> nazionali, con tassi di occupazione prossimi al 70%, salari elevati e forte propensione all&#8217;innovazione (223,25 brevetti per milione di abitanti contro una media nazionale di 85,09).</p>
<p id="22d8112c-b3ab-8019-98e9-dfb0c987c276" class="">Emerge tuttavia un <strong>paradosso dell&#8217;esclusione sociale</strong>: l&#8217;attrattività di questi territori genera pressioni sui mercati immobiliari (prezzi medi di 3.395 euro/mq) e sui servizi pubblici, creando rischi di marginalizzazione per i percettori di redditi bassi. Questo fenomeno riflette dinamiche osservate in altre metropoli europee, dove la crescita economica può coesistere con l&#8217;aumento delle disuguaglianze intra-urbane (Dijkstra et al., 2020).</p>
<h3 id="22e8112c-b3ab-80c9-96c4-d340846ae9b3" class="">Gruppo 2: aree a vocazione industriale strategica</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80aa-992c-da60d904152e" class="">Il secondo <em>cluster</em> include prevalentemente <strong>province settentrionali</strong> (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige) caratterizzate da forte vocazione manifatturiera. Nonostante performance economiche solide (tasso di occupazione al 69,36%), questi territori mostrano <strong>debolezze culturali e sociali</strong>: numero di librerie più basso tra tutti i <em>cluster</em> (5,45 per 100.000 abitanti) e differenziali di genere salariali elevati (33,14% contro 31,61% di media nazionale).</p>
<p id="22d8112c-b3ab-80d4-bb3c-e11dce0be3be" class="">Questa configurazione suggerisce un <strong>modello di sviluppo focalizzato sulla produzione</strong> che potrebbe presentare vulnerabilità nel lungo termine, particolarmente in relazione ai processi di transizione digitale e alle sfide della sostenibilità sociale.</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-8012-8670-f8cb8c44d530" class="">Gruppo 3: equilibrio tra benessere e vivibilità</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80cd-b874-fdff976a881a" class="">Il terzo cluster rappresenta un <strong>modello equilibrato</strong> di sviluppo territoriale, includendo province di Liguria, Umbria, Marche, alcune aree di Romagna, Piemonte e Toscana, oltre ad Aosta, Pescara e Cagliari. Questi territori combinano performance economiche vicine alla media nazionale con <strong>elevata qualità della vita</strong> e forte capitale civico.</p>
<p id="22d8112c-b3ab-8052-b336-d811297f9223" class="">Il <strong>tasso di occupazione</strong> (67,62%) e la <strong>disponibilità di servizi per l&#8217;infanzia</strong> (22,85% contro il 17,37% nazionale) evidenziano un buon equilibrio tra competitività economica e coesione sociale. L&#8217;elevata dipendenza demografica (61,99%) segnala tuttavia potenziali <a href="https://www.egalite.org/elezioni-amministrative-2021-persone-disabili-e-anziani-esclusi/">sfide legate all&#8217;invecchiamento della popolazione</a>.</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-8072-af30-f06ea8220ca5" class="">Gruppo 4: aree di fragilità e transizione</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80bd-8fb7-fe351c575e03" class="">Il quarto <em>cluster</em> comprende province prevalentemente centro-meridionali che fungono da <strong>ponte geografico</strong> tra aree con diversi livelli di sviluppo. Include province del Lazio (esclusa Roma), Abruzzo (esclusa Pescara), Molise, Basilicata e diverse province pugliesi, campane e sarde.</p>
<p id="22d8112c-b3ab-806f-a441-caba22795986" class="">Questi territori presentano <strong>opportunità economiche limitate</strong> (tasso di occupazione al 56,65%, salari medi di 12,64 euro/ora) nonostante un ricco patrimonio storico-culturale spesso sottoutilizzato. La <strong>scarsa propensione all&#8217;innovazione </strong>(24,33 brevetti per milione) e l&#8217;offerta museale inadeguata (0,32 musei per 100 km²) indicano la necessità di politiche mirate per valorizzare le potenzialità territoriali.</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-80b4-94bb-cd54fbceaf2d" class="">Gruppo 5: ostacoli strutturali allo sviluppo</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-8077-9a6a-c844be489ef0" class="">L&#8217;ultimo <em>cluster</em> include territori con <strong>ritardi strutturali persistenti</strong>: province di Caserta, Napoli, Salerno, Barletta-Andria-Trani, Foggia, Taranto, province calabresi (eccetto Catanzaro), siciliane (eccetto Ragusa) e Sud Sardegna.</p>
<p id="22e8112c-b3ab-8049-8b6d-f86a6fbfa940" class="">Il <strong>tasso di occupazione</strong> estremamente basso (44,48%) e l&#8217;alta incidenza di <strong>NEET</strong> (<em>Not in Education, Employment, or Training</em>. 27,27%) evidenziano sfide socioeconomiche profonde.</p>
<p id="22d8112c-b3ab-8013-81a3-e7f34cbc171f" class="">Paradossalmente, questi territori mantengono un <strong>patrimonio museale significativo</strong> (2,53 musei per 100 km²) e una buona disponibilità di medici di base, suggerendo potenzialità inespresse che richiedono interventi sistemici per essere valorizzate.</p>
<h2 id="22d8112c-b3ab-8071-9e47-fb97341c6e05" class="">Capacità amministrativa e governance territoriale</h2>
<h3 id="22d8112c-b3ab-807a-b34a-f9504739f2dd" class="">Analisi della capacità amministrativa</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80fd-ae4e-c27492978975" class="">L&#8217;analisi della <strong>capacità amministrativa</strong> rappresenta un&#8217;innovazione metodologica cruciale, considerando che l&#8217;efficacia delle politiche pubbliche dipende significativamente dalle competenze e dall&#8217;organizzazione degli enti locali (Andrews &amp; Brewer, 2013). Lo studio esamina alcuni indicatori specifici:</p>
<ul id="22e8112c-b3ab-806a-94f6-f67f5288122b" class="bulleted-list">
<li>capacità di riscossione</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-80ec-b462-ec9d849fecad" class="bulleted-list">
<li>presenza di sindaci giovani e donne</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-80aa-9a24-d7270aabd775" class="bulleted-list">
<li>partecipazione ai progetti PNRR</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-8059-b84a-c708573f4e6d" class="bulleted-list">
<li>qualificazione del personale</li>
</ul>
<ul id="22e8112c-b3ab-8022-a8ae-dcb365fc945d" class="bulleted-list">
<li>ricambio generazionale.</li>
</ul>
<h3 id="22d8112c-b3ab-8083-b8a7-c8e9f556b698" class="">Modelli di capacità amministrativa</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80d9-8670-e6d55cb8a4f9" class="">L&#8217;analisi identifica <strong>quattro </strong><em><strong>cluster</strong></em><strong> amministrativi</strong> distinti:</p>
<ol id="22d8112c-b3ab-8033-9e50-dc98a24a0253" class="numbered-list" start="1" type="1">
<li><strong>alta professionalità</strong>. Territori con personale qualificato ma governance tradizionale;</li>
</ol>
<ol id="22d8112c-b3ab-803d-8894-de7b5c38ad9e" class="numbered-list" start="2" type="1">
<li><strong>giovane dinamismo</strong>. Amministrazioni con personale giovane e buona progettualità PNRR;</li>
</ol>
<ol id="22d8112c-b3ab-80d6-8e7d-edfec8526d9f" class="numbered-list" start="3" type="1">
<li><strong>contrasto tra progettualità e debolezza strutturale</strong>. Province meridionali con forte adesione al PNRR ma carenze nelle risorse umane;</li>
</ol>
<ol id="22d8112c-b3ab-8027-ad73-e7cb8d4c141f" class="numbered-list" start="4" type="1">
<li><strong>potenziale inespresso della Sicilia</strong>. Leadership innovativa ma gravi carenze strutturali.</li>
</ol>
<h3 id="22d8112c-b3ab-80d3-8a5e-dec7ce89ba62" class="">Correlazione tra sviluppo e capacità amministrativa</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80b2-963d-efc659f45289" class="">L&#8217;analisi combinata rivela una <strong>forte correlazione</strong> tra <em>performance</em> socioeconomiche e capacità amministrativa. Delle 11 province del <em>cluster</em> socioeconomico migliore, 10 appartengono anche al <em>cluster</em> amministrativo più efficace. Questa associazione supporta la tesi che lo sviluppo territoriale richieda non solo investimenti economici ma anche <strong>rafforzamento istituzionale</strong> (Rodríguez-Pose et al., 2024).</p>
<h2 id="22d8112c-b3ab-803d-bf44-cbb0e649792a" class="">Discussione e implicazioni</h2>
<h3 id="22d8112c-b3ab-8076-9e2e-ef03fa5f6115" class="">Superamento del paradigma Nord-Sud</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80b1-9331-e6ebf67fa0e6" class="">I risultati dello studio in esame sfidano la <strong>narrativa tradizionale</strong> della dicotomia Nord-Sud, evidenziando invece una geografia complessa delle disuguaglianze. Questa frammentazione territoriale riflette processi più ampi di <strong>riconfigurazione spaziale</strong> dell&#8217;economia europea, dove la concentrazione geografica delle attività ad alto valore aggiunto genera nuove forme di polarizzazione (Viesti, 2021).</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-80a4-aa85-f460da115b6a" class="">Implicazioni per politiche territoriali differenziate</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80df-a4dd-e454aa663513" class="">L&#8217;eterogeneità territoriale identificata supporta l&#8217;adozione di <strong>politiche ‘place-based’ </strong>differenziate piuttosto che approcci uniformi. Come evidenziato da Bailey et al. (2023), le strategie territoriali efficaci devono considerare le specificità locali, i vantaggi comparati e le reti di attori presenti in ciascun contesto.</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-80c0-a59f-f548f6118d80" class="">Dimensioni multiple del benessere territoriale</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-8002-ad96-f1be4ad354e3" class="">Lo studio conferma l&#8217;inadeguatezza degli <strong>indicatori puramente economici</strong> nella misurazione del benessere territoriale. L&#8217;inclusione di dimensioni culturali, ambientali e sociali rivela trade-off complessi che richiedono approcci integrati nelle politiche di sviluppo, allineandosi con il dibattito internazionale su indicatori ulteriori rispetto al prodotto interno lordo (Marques Santos et al., 2024).</p>
<h2 id="22d8112c-b3ab-8018-bd8c-f11fb21a5427" class="">Raccomandazioni politiche</h2>
<h3 id="22d8112c-b3ab-80a7-9d01-ec16247dc699" class="">Strategia di rilancio degli investimenti pubblici</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-8052-85dc-c8bde56ac52a" class="">Lo studio raccomanda una <strong>strategia coordinata</strong> <strong>di investimenti pubblici</strong> focalizzata su due dimensioni cruciali: <a href="https://www.egalite.org/europee-2024-le-richieste-della-rete-europea-la-salute-non-e-in-vendita/"><strong>sanità</strong></a> <strong>e <a href="https://www.egalite.org/divario-digitale-istruzione-xiaomi-european-schoolnet/">istruzione</a></strong>. Per il settore sanitario, emerge la necessità di rivedere i <strong>criteri di riparto del fondo nazionale</strong> per considerare i maggiori bisogni socioeconomici dei territori svantaggiati (Bianchi et al., 2024).</p>
<p id="22d8112c-b3ab-8019-b0a2-c63f10833274" class="">Nel settore educativo, particolare attenzione deve essere rivolta al <strong>rafforzamento del sistema universitario</strong> nelle aree periferiche, considerando l&#8217;impatto positivo documentato della presenza universitaria sullo sviluppo economico e sociale regionale.</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-807c-972b-dffda31c1002" class="">Politiche industriali ‘place-based’</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-8079-abd1-d7571c31ab47" class="">Le <strong>politiche industriali territoriali</strong> devono superare l&#8217;approccio tradizionale focalizzato esclusivamente sulla crescita economica, integrando obiettivi sociali e ambientali.</p>
<p id="22e8112c-b3ab-8087-a5a9-ebfec38f2a11" class="">L&#8217;introduzione di <strong>condizionalità sociali</strong> per i sussidi pubblici può orientare il comportamento delle imprese verso pratiche più inclusive e sostenibili (Aiginger &amp; Rodrik, 2020).</p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-80aa-b7b5-cb285392a50d" class="">‘Capacity building’ amministrativo</h3>
<p id="22d8112c-b3ab-80de-9414-d0d655c2b52a" class="">Per i territori con bassa capacità amministrativa, lo studio raccomanda <strong>interventi combinati</strong> di ‘capacity building’ (rafforzamento delle capacità e sviluppo delle competenze) e supporto esterno da parte di strutture sovraordinate.</p>
<p id="22e8112c-b3ab-80eb-ae54-fc3a3304fdb2" class="">Questo approccio può garantire l&#8217;efficace implementazione delle politiche anche in contesti con limitazioni istituzionali.</p>
<h2 id="22d8112c-b3ab-80c5-9e03-c5663c5d74ad" class="">Conclusioni e direzioni future</h2>
<p id="22d8112c-b3ab-806b-9202-ccd9404a7ac2" class="">Lo studio di Prota e Cicatiello (2025) contribuisce significativamente alla comprensione delle <strong>disparità territoriali italiane</strong>, offrendo un’analisi innovativa che integra multiple dimensioni del benessere territoriale. L&#8217;identificazione delle &#8216;Cinque Italie&#8217; supera le semplificazioni della dicotomia Nord-Sud, rivelando una geografia complessa che richiede approcci politici differenziati e consapevoli.</p>
<p id="22d8112c-b3ab-8046-855e-d1f8a7659720" class="">I risultati evidenziano l&#8217;urgenza di ripensare le <strong>strategie di coesione territoriale</strong>, adottando approcci ‘place-based’ che considerino simultaneamente le specificità locali e la necessità di rafforzare la capacità amministrativa degli enti territoriali. Solo attraverso questa <strong>duplice strategia</strong> sarà possibile affrontare efficacemente le persistenti disuguaglianze territoriali che caratterizzano il paese.</p>
<p id="22d8112c-b3ab-80b4-9628-e2dda5399db4" class="">Per le <strong>ricerche future</strong>, emerge la necessità di approfondire i meccanismi causali che generano e perpetuano le disparità territoriali, nonché di sviluppare sistemi di monitoraggio continuo che permettano di valutare l&#8217;efficacia delle politiche implementate. Inoltre, l&#8217;integrazione di <strong>dati </strong>in tempo reale e tecnologie innovative potrebbe migliorare ulteriormente la comprensione delle dinamiche territoriali contemporanee.</p>
<p id="22e8112c-b3ab-8091-888c-c1306d3f1aa2" class="">#Égalité, #PaceTerraDignità</p>
<p id="22e8112c-b3ab-8073-ac72-f2b44e280327" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<h3 id="22d8112c-b3ab-8069-a0eb-f0c02664f917">Bibliografia</h3>
<ul id="22d8112c-b3ab-80b7-a430-e807f924d1cf" class="bulleted-list">
<li>Aiginger, K., &amp; Rodrik, D. (2020). Rebirth of industrial policy and an agenda for the twenty-first century. <em>Journal of Industry, Competition and Trade</em>, 20(2), 189-207.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-80d6-9d88-cdd86e1021e3" class="bulleted-list">
<li>Andrews, R., &amp; Brewer, G. A. (2013). Social capital, management capacity and public service performance: Evidence from the US states. <em>Public Management Review</em>, 15(1), 19-42.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-8066-81d4-e745fb308809" class="bulleted-list">
<li>Bailey, D., Pitelis, C. N., &amp; Tomlinson, P. R. (2023). Place-based industrial and regional strategy: Levelling the playing field. <em>Regional Studies</em>, 57(6), 977-983.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-80fd-a77d-c2d392d8f65f" class="bulleted-list">
<li>Bianchi, L., Caravella, S., &amp; Petraglia, C. (2024). Un Paese due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla Salute. <em>Informazioni SVIMEZ</em>, febbraio 2024.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-80f5-8d47-d746c26a0a7f" class="bulleted-list">
<li>Dijkstra, L., Poelman, H., &amp; Rodríguez-Pose, A. (2020). The geography of EU discontent. <em>Regional Studies</em>, 54(6), 737-753.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-8070-b831-e3ecaba25dc1" class="bulleted-list">
<li>European Commission. (2023). Regional Trends for Growth and Convergence in the European Union. SWD(2023) 173 final. Brussels.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-80bc-ad4f-fbc2f72fab7a" class="bulleted-list">
<li>Marques Santos, A., Molica, F., &amp; Conte, A. (2024). Assessing economic divide across EU regions between 2000 and 2021. <em>Territorial Development Insights Series</em>, JRC136779, European Commission.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-807d-8e4b-dba90c366dee" class="bulleted-list">
<li>Prota, F., &amp; Cicatiello, L. (2025). <em>Italia (ancora) diseguale: Entità e persistenza delle disparità socioeconomiche territoriali in Italia</em>. Friedrich Ebert Stiftung.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-8074-ad67-eb303551fe03" class="bulleted-list">
<li>Rodríguez-Pose, A., &amp; Ezcurra, R. (2010). Does decentralization matter for regional disparities? A cross-country analysis. <em>Journal of Economic Geography</em>, 10(5), 619-644.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-801f-8f1c-e5bba9d4cc17" class="bulleted-list">
<li>Rodríguez-Pose, A., Dijkstra, L., &amp; Poelman, H. (2024). The Geography of EU Discontent and the Regional Development Trap. <em>Economic Geography</em>, 100(3), 213-245.</li>
</ul>
<ul id="22d8112c-b3ab-80d3-86b8-ca272180686c" class="bulleted-list">
<li>Viesti, G. (2021). <em>Centri e periferie: Europa, Italia, Mezzogiorno dal XX al XXI secolo</em>. Laterza.</li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto ISTAT 2024: povertà e disuguaglianze in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/rapporto-istat-2024-poverta-disuguaglianze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 04:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7541</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’ultimo rapporto ISTAT sulle condizioni di vita e reddito delle famiglie (2023-2024) dipinge un quadro allarmante: povertà in aumento, redditi erosi dall’inflazione e disuguaglianze record. (1)<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/rapporto-istat-2024-poverta-disuguaglianze/">Rapporto ISTAT 2024: povertà e disuguaglianze in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultimo rapporto ISTAT sulle <strong>condizioni di vita e reddito delle famiglie</strong> (2023-2024) dipinge un quadro allarmante: <strong>povertà in aumento, redditi erosi dall’inflazione e disuguaglianze record</strong>. (1) Questo articolo analizza i dati ufficiali, evidenziando le cause strutturali della crisi e proponendo soluzioni per un’economia più giusta.</p>
<h2>1. Povertà ed esclusione sociale: l’emergenza in Italia</h2>
<h3>1.1. Il 23,1% degli Italiani è a rischio di povertà</h3>
<p>Nel 2024, <strong>13,5 milioni di persone</strong> (23,1% della popolazione) vivono in condizioni di <strong>rischio di povertà o esclusione sociale</strong>, in aumento rispetto al 22,8% del 2023. Questo indicatore comprende:</p>
<ul>
<li>rischio di <strong>povertà monetaria (18,9%)</strong>. Famiglie con reddito inferiore a <strong>€12.363 annui</strong> (60% della mediana);</li>
<li><strong>bassa intensità lavorativa (9,2%)</strong>: nuclei in cui gli adulti lavorano meno del 20% del tempo disponibile;</li>
<li><strong>grave deprivazione materiale e sociale (4,6%)</strong>. Impossibilità di affrontare spese di base.</li>
</ul>
<h3>1.2. Grave deprivazione materiale e sociale</h3>
<p>Secondo l’ISTAT, <strong>2,7 milioni </strong>di italiani soffrono di <strong>grave deprivazione</strong>, con almeno <strong>7 su 13</strong> indicatori di difficoltà familiari e/o individuali, secondo i criteri stabiliti da Eurostat:</p>
<ul>
<li>non poter affrontare spese impreviste (es. riparazioni urgenti);</li>
<li>rinunciare a una settimana di vacanza annuale;</li>
<li>ritardi nel pagamento di affitto, bollette o mutui;</li>
<li>non assumere proteine (carne, pesce o alternative) almeno ogni due giorni;</li>
<li>non riscaldare adeguatamente casa;</li>
<li>non potersi permettere un’auto;</li>
<li>non poter sostituire mobili rotti;</li>
<li>nessuna connessione internet a casa.</li>
<li>abiti logori e impossibilità di comprarne di nuovi.</li>
<li>meno di due paia di scarpe in buono stato;</li>
<li>non poter spendere piccole somme per sé stessi;</li>
<li>rinunciare a svaghi fuori casa (cinema, ristoranti).</li>
<li>non poter incontrare amici/familiari almeno una volta al mese.</li>
</ul>
<h3>1.3. Chi soffre di più?</h3>
<ul>
<li><strong>Genitori single</strong>: 32,1% a rischio (+2,9% dal 2023).</li>
<li><strong>Famiglie con 3+ figli:</strong> 34,8% (+2,8%).</li>
<li><strong>Anziani soli</strong>: 29,5% (+2,3%).</li>
<li><strong>Mezzogiorno</strong>: 39,2% a rischio (vs. 11,2% nel Nord-Est).</li>
</ul>
<h2><span style="font-size: 30px;">2. Redditi in caduta libera: l’inflazione divora i salari</span></h2>
<h3>2.1. Potere d’acquisto reale</h3>
<ul>
<li><strong>Reddito medio familiare</strong>: €37.511 lordi annui (+4,2% nominale, ma 1,6% reale con l’inflazione al 5,9%).</li>
<li><strong>Reddito mediano</strong>: €30.039 (il 50% delle famiglie guadagna meno di <strong>€2.503</strong> al mese).</li>
<li><strong>Crollo storico</strong>: dal 2007, i redditi reali sono calati dell’<strong>8,7%</strong> (-17,5% per i lavoratori autonomi).</li>
</ul>
<h3>2.2. Disparità territoriali</h3>
<ul>
<li><strong>Nord-Est</strong>: -4,6% di reddito reale (peggiore flessione).</li>
<li><strong>Sud</strong>: reddito mediano inferiore del <strong>28%</strong> rispetto al Nord-Est.</li>
</ul>
<h2>3. Disuguaglianza record: il 20% più ricco guadagna 5,5 volte di più</h2>
<h3>3.1. Dati choc sulla distribuzione della ricchezza</h3>
<ul>
<li><strong>Divario ricchi-poveri</strong>: il 20% più ricco guadagna <strong>5,5 volte</strong> rispetto al 20% più povero (era 5,3 nel 2022).</li>
<li><strong>Indice di Gini</strong>: salito a <strong>0,323</strong> (0 = massima uguaglianza), con picchi al Sud (0,339). (2)</li>
<li><strong>Cause</strong>: precariato, tagli al welfare, fiscalità regressiva.</li>
</ul>
<h2>4. Lavoro precario = povertà garantita</h2>
<h3>4.1. Un occupato su dieci è ‘working poor’</h3>
<ul>
<li><strong>21% dei lavoratori</strong> guadagna meno di <strong>€12.188/anno</strong> (€1.015/mese).</li>
<li><strong>Donne</strong>: 26,6% a basso reddito (vs. 16,8% uomini).</li>
<li><strong>Stranieri</strong>: 35,2% (vs. 19,3% italiani).</li>
<li><strong>Settori più sfruttati:</strong></li>
</ul>
<p>&#8211; <strong>servizi alla persona</strong>: 44,5% <em>low-paid</em>.</p>
<p><strong>&#8211; Contratti temporanei:</strong> 46,6% a basso reddito (vs. 11,6% indeterminati).</p>
<h3>4.2. Povertà lavorativa in aumento (10,3%)</h3>
<ul>
<li><strong>Migranti</strong>: 22,6% a rischio (vs. 8,9% italiani).</li>
<li><strong>Famiglie monoreddito</strong>: 20,1% (vs. 5,5% con 3+ percettori).</li>
</ul>
<h2>5. Emergenza abitativa: affitti e mutui soffocano le famiglie</h2>
<ul>
<li><strong>20% delle famiglie</strong> in affitto spende fino al <strong>40% del reddito</strong> per la casa.</li>
<li><strong>Redditi da capitale</strong>: -22,6% dal 2007, ma concentrati nel <strong>10% più ricco</strong>.</li>
</ul>
<h2>6. Cosa fare? Proposte per un cambiamento reale</h2>
<ul>
<li><a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/"><strong>Reddito minimo garantito</strong></a>, con il supporto di misure di intervento sociale da finanziare anche con fondi UE dedicati, già a disposizione degli Stati membri (es. FSE+, FESR, InvestEU).</li>
<li><strong>Fiscalità progressiva</strong>: tassare i grandi patrimoni per affrontare l’emergenza sociale con strumenti concreti.</li>
<li><strong>Welfare universale</strong>: reddito di base e servizi pubblici gratuiti per le fasce di reddito più basse;</li>
<li><strong>Lotta al precariato</strong>: misure di sostegno (es. crediti fiscali) alla stabilizzazione dei contratti.</li>
</ul>
<h2>7. Conclusioni provvisorie</h2>
<p>Gli investimenti pubblici devono venire dedicati alla <strong>protezione</strong> della società rispetto ai nemici reali di povertà e diseguaglianze, anziché alla <strong>difesa</strong> militare da nemici immaginari.</p>
<p>Égalité si oppone fermamente al piano ‘<strong>Rearm Europe</strong>’, che aggraverà i guai sopra accennati a esclusivo vantaggio delle oligarchie finanziarie impegnate nell’industria delle armi.</p>
<p>#Égalité, #PaceTerraDignità</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) ISTAT. Nel 2023 il reddito delle famiglie diminuisce in termini reali. 26 marzo 2025 <a href="https://tinyurl.com/2s4yjnh3">https://tinyurl.com/2s4yjnh3</a></p>
<p>(2) Indice di concentrazione di <strong>Gini</strong>: misura il <strong>grado di diseguaglianza</strong> della <strong>distribuzione del reddito</strong> (un valore pari a 0 indica che tutte le unità ricevono lo stesso reddito, un valore pari a 1 indica che il reddito totale è percepito da una sola unità). Nel rapporto ISTAT in esame l’indice di Gini è calcolato su base individuale, attribuendo a ogni individuo il reddito netto equivalente della famiglia di appartenenza. L’indice è calcolato in base al reddito netto familiare senza componenti figurative e in natura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/rapporto-istat-2024-poverta-disuguaglianze/">Rapporto ISTAT 2024: povertà e disuguaglianze in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Italia, povertà assoluta in crescita nel 2023. Rapporto ISTAT</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-poverta-assoluta-in-crescita-nel-2023-rapporto-istat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 14:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7436</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rapporto ISTAT sulla povertà in Italia rivela trend in crescita, nel 2023. (1) Ristrettezze economiche e difficoltà di risparmio, potere d’acquisto eroso dall’inflazione. La povertà<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/italia-poverta-assoluta-in-crescita-nel-2023-rapporto-istat/">Italia, povertà assoluta in crescita nel 2023. Rapporto ISTAT</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto ISTAT sulla povertà in Italia rivela trend in crescita, nel 2023. (1) Ristrettezze economiche e difficoltà di risparmio, potere d’acquisto eroso dall’inflazione.</p>
<p>La povertà assoluta affligge quasi 1,3 milioni di under-17 anni, oltre a famiglie numerose, operaie e con persone straniere. Neppure il lavoro salva più dalla povertà.</p>
<h2>1) Italia, 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, 8,4 milioni in povertà relativa</h2>
<p><strong>ISTAT</strong> stima che la <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">povertà assoluta</a> abbia raggiunto, nel 2023, 5,7 milioni di individui e poco più di 2,2 milioni di famiglie residenti in Italia.  Le famiglie in povertà assoluta sono il 10,2% nel Mezzogiorno, il 7,9% al Nord e il 6,7% al Centro. <em>‘L’impatto dell&#8217;inflazione ha contrastato la possibile riduzione dell’incidenza di famiglie e individui in povertà assoluta’</em> rileva ISTAT.</p>
<p><strong>Le diseguaglianze</strong> espresse dalle condizioni di povertà relativa riguardano invece 8,4 milioni di individui (14,5%, +0,5% rispetto al 2022) e 2,8 milioni di famiglie. <em>‘Le spese per consumi di questo gruppo di famiglie, che include anche quelle in povertà assoluta, non hanno tenuto il passo dell’inflazione e, pur in forte crescita in termini correnti, hanno subito un calo dell’1,5% in termini reali della spesa equivalente’.</em></p>
<p><strong>Nei fatti,</strong> tra povertà assoluta e povertà relativa almeno 8 milioni di persone in Italia vivono in condizioni di deprivazione materiale o sociale e <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">‘povertà alimentare’,</a> come già documentato da Action Aid.</p>
<h2>2) ISTAT, quasi 1,3 milioni di minori in povertà assoluta</h2>
<p><em><strong>‘L’incidenza</strong> di povertà assoluta fra i minori si attesta al 13,8% (quasi 1,3 milioni di bambini e ragazzi, dal 13,4% del 2022) – valore più elevato della serie storica dal 2014 &#8211; mentre è all’11,8% fra i giovani di 18-34 anni (pari a circa 1 milione 145mila individui, stabile rispetto al 2022); per i 35-64 enni si conferma al 9,4%, anch’esso valore massimo raggiunto dalla serie storica’</em>.</p>
<p><strong>L’analisi</strong> per classi di età rivela che la povertà assoluta colpisce:</p>
<p>-13,4% dei bambini fino a 3 anni;</p>
<p>-14,8% nella fascia di età 4-6 anni;</p>
<p>-14,5% dei minori tra 7 e 13 anni;</p>
<p>-12,7% degli adolescenti tra 14 e 17 anni.</p>
<p>Le famiglie in povertà assoluta ove sono presenti minori sono quasi 748mila, pari al 12,4% del totale.</p>
<h2>3) Famiglie numerose e mono-genitore</h2>
<p><strong>Le difficoltà</strong> aumentano anche per le famiglie numerose e mono-genitore, ove la povertà assoluta raggiunge:</p>
<p>-20,1% tra le famiglie con cinque e più componenti, che a loro volta rappresentano una famiglia su cinque;</p>
<p>-21,6% delle famiglie con tre o più figli minori;</p>
<p>-18% delle coppie con tre o più figli;</p>
<p>-15,9% delle famiglie ove coabitano più nuclei familiari o componenti aggregati;</p>
<p>-12,5% delle famiglie monogenitoriali.</p>
<h2>4) Famiglie con operai e stranieri</h2>
<p><strong>La povertà lavorativa</strong> è sempre più diffusa. La povertà assoluta incide infatti sul 16,5% (+1,8% rispetto al 2022) delle famiglie ove la persona di riferimento è operaio/a o svolge funzioni analoghe.</p>
<p><strong>Gli stranieri</strong> sono poi i primi protagonisti della povertà assoluta, che colpisce il 30,4% delle famiglie con almeno un cittadino non italiano.</p>
<h2>5) Povertà e casa in affitto</h2>
<p>Sono circa un milione le famiglie povere con casa in affitto, il 46,5% di tutte le famiglie povere. L’incidenza della povertà assoluta è più che quadrupla nelle famiglie che vivono nelle case in affitto rispetto a quelle che risiedono in abitazioni di proprietà (21,6% e 4,7%, rispettivamente).</p>
<h2>6) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>Gli ultimi dati ISTAT</strong> su reddito e condizioni di vita (EU-SILC) indicano che già nel periodo 2021-2022 il 24,4% della popolazione italiana era a rischio di povertà ed esclusione sociale (all’8º posto in UE). (2)</p>
<p><strong>Il rapporto ISTAT</strong> in esame mostra il peggioramento di questa situazione, rispetto alla quale né la politica italiana né quella europea hanno finora introdotto idonee misure di mitigazione.</p>
<p><strong>International Monetary Fund</strong> ha frattanto riveduto al ribasso (-0,3%) le già magre previsioni di crescita per l’economia della zona euro &#8211; che ora si attestano all’1,2% &#8211; a causa della persistente crisi produttiva in Germania e Italia. Le politiche industriali, come quelle sociali, rimangono però inaudite.</p>
<p><em>#PaceTerraDignità</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Le statistiche dell’ISTAT sulla povertà in Italia, anno 2023 <a href="https://tinyurl.com/2p3esh9n">https://tinyurl.com/2p3esh9n</a></p>
<p>(2) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale</a>. Égalité. 19.3.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/italia-poverta-assoluta-in-crescita-nel-2023-rapporto-istat/">Italia, povertà assoluta in crescita nel 2023. Rapporto ISTAT</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 16:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La povertà assume forme diverse. Povertà è anche non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, non poter far fronte a spese impreviste, non avere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/">Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La povertà assume forme diverse. Povertà è anche non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, non poter far fronte a spese impreviste, non avere una connessione internet o delle scarpe che calzano bene. Oltre alla povertà assoluta, esiste infatti una condizione di deprivazione materiale e sociale grave che spiega concretamente le difficoltà in cui versano cittadini e famiglie. Il rapporto diffuso dall’Eurostat (1) a luglio 2024 e relativo al 2023 rivela che il 9,5% della popolazione europea non si è potuto permettere un pasto a base di carne, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni. Un aumento dell’1,2% rispetto al 2022, quando si trovava in questa condizione – una delle voci della grave deprivazione materiale e sociale – l’8,3% dei cittadini europei.</p>
<h2>Un quinto di europei a rischio povertà</h2>
<p><strong>Oltre un quinto</strong> (22,3%) dei cittadini dell&#8217;Unione europea nel 2023 è risultato a rischio di povertà. Nel biennio precedente questa percentuale era al 19,7% e al <a href="https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/">21,7% della popolazione</a>.</p>
<p><strong>A livello nazionale</strong>, evidenzia l’Eurostat, “<em>la quota più elevata di persone a rischio di povertà che non possono permettersi un pasto adeguato è stata registrata in Slovacchia (45,7%), seguita da Ungheria (44,9%) e Bulgaria (40,2%). D’altro canto, la quota più bassa è stata registrata in Irlanda (4,2%), seguita da Cipro (5,0%) e Portogallo (5,9%)</em>”.</p>
<p><strong>Il fenomeno</strong> si accompagna alla povertà dei bambini (2). Sempre nel 2023 quasi 20 milioni di bambini nell&#8217;Ue erano a rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta di un quarto, il 24,8%, dei minori al di sotto dei 18 anni, sostanzialmente stabile (su un valore drammatico, c’è da dirlo), in leggero aumento rispetto al 2022 (più 0,1%). La povertà morde soprattutto gli under 18. E l’Italia ne è la dimostrazione.</p>
<h2>Cosa è la grave deprivazione materiale e sociale</h2>
<p><strong>Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale</strong> (<em>severe material and social deprivation rate,</em> SMSD) è un indicatore che mostra la “mancanza forzata di elementi necessari e desiderabili per condurre una vita adeguata”.</p>
<p>Rientrano nella grave deprivazione le fasce di popolazione che sperimentano, su un elenco di 13 “voci di deprivazione”, almeno 7 di queste mancanze, carenze o difficoltà.</p>
<p>Sei elementi di deprivazione riguardano l’individuo e sette sono relativi alla situazione familiare (3).</p>
<p>L’item comprende a <strong>livello familiare</strong> la capacità di</p>
<ul>
<li>affrontare spese impreviste;</li>
<li>permettersi di pagare una settimana di ferie all’anno lontano da casa;</li>
<li>far fronte agli arretrati di pagamento (per pagamenti di mutui o affitti, bollette, rate di acquisto rateale o altri pagamenti di prestiti);</li>
<li>permettersi un pasto con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni;</li>
<li>mantenere la casa adeguatamente calda;</li>
<li>avere accesso a un’auto/furgone per uso personale;</li>
<li>sostituire mobili usurati.</li>
</ul>
<p><strong>A livello individuale</strong>, le voci di deprivazione che concorrono a identificare la grave deprivazione sono:</p>
<ul>
<li>avere una connessione a Internet;</li>
<li>sostituire i vestiti logori con altri nuovi;</li>
<li>avere due paia di scarpe che calzano bene (incluso un paio di scarpe per tutte le stagioni);</li>
<li>spendere una piccola somma di denaro ogni settimana per se stesso;</li>
<li>avere attività ricreative regolari;</li>
<li>riunirsi con amici/familiari per un drink/pasto almeno una volta al mese.</li>
</ul>
<h2>Italia, un disastro sociale</h2>
<p><strong>In Italia</strong>, lo scorso maggio l’Istat, nel suo rapporto annuale, ha certificato di fatto un disastro sociale (4). Aumenta la povertà assoluta, che nel 2023 riguarda l’8,5% delle famiglie (un dato in crescita rispetto al 6,2% del 2014) e quasi il 10% dei cittadini (nel dettaglio il 9,8%).</p>
<p>&#8216;<em>Seppure in un quadro di sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, <strong>si raggiungono livelli mai toccati in precedenza</strong>, per un totale di 2 milioni 235 mila famiglie e di 5 milioni 752 mila individui in povertà&#8217;</em>, rileva l’Istat.</p>
<p><strong>L’andamento della povertà</strong> è condizionato prima dagli anni della pandemia (quando risente delle misure restrittive introdotte durante l’emergenza sanitaria e dei comportamenti delle famiglie che, prudenti, hanno determinato un calo della spesa nel 2020 solo in parte recuperato nel 2021) e nel 2022 dal forte aumento dell’inflazione, con la crisi dei prezzi che <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">ha colpito soprattutto le famiglie meno abbienti</a>.</p>
<h2>La povertà dei bambini</h2>
<p>Oltre alla crescita della povertà assoluta, c’è il fenomeno del <strong>lavoro che non protegge le famiglie</strong> e la <strong>diffusione della deprivazione materiale e sociale fra i giovani</strong>, con numeri drammatici. Fra bambini e ragazzini al di sotto dei 16 anni, oltre un milione si trova in condizione di deprivazione materiale e sociale.</p>
<p>Nel 2023, l’incidenza di povertà assoluta più elevata si registra per i <strong>minori di 18 anni</strong> (il 14% dei minorenni sono poveri, rispetto al 9,8% della media della popolazione, per un totale di 1,3 milioni di minori).</p>
<p>Valori più elevati della media nazionale si registrano anche per i <strong>18-34enni e i 35-44enni</strong> (11,9 e 11,8%, rispettivamente). L’incidenza individuale decresce fino al 5,4% dei 65-74enni, il valore più basso, per poi risalire al 7% nella fascia di popolazione più anziana, quella degli individui con 75 anni e più.</p>
<p><strong>I minorenni in Italia</strong> sono la fascia di popolazione con la più alta incidenza di povertà assoluta. E il distacco con le altre fasce di età si è aggravato negli anni compresi fra il 2014 e il 2023. La situazione è poi particolarmente grave per i minori stranieri, tra i quali l’incidenza della povertà assoluta è pari al 43,7 per cento, contro un’incidenza del 9,7 per cento tra i minori italiani (dati provvisori 2023).</p>
<p><strong>“</strong><em><strong>L’incremento del disagio economico per bambini e ragazzi</strong>, oltre a compromettere il benessere psico-fisico, può pregiudicarne le opportunità future, con ritardi difficilmente colmabili e un i<strong>mpatto duraturo sulle disuguaglianze</strong> socio-economiche, educative e territoriali</em>”, riconosce l’Istat.</p>
<h2>Under-16 peggio della media Ue</h2>
<p><strong>L’Istituto nazionale di statistica</strong> nel 2021 ha rilevato, nell’ambito dell’Indagine sul reddito e le condizioni di vita, alcune caratteristiche dell’ambiente di vita degli under 16 anni che rimandano all’indice di deprivazione dei minori.</p>
<p><strong>Emerge</strong> che in Italia il 13,5% dei minori di 16 anni risulta in condizione di deprivazione materiale e sociale: sono circa circa 1 milione 127 mila ragazzi e ragazze, più 0,5% in più rispetto alla media della Ue. Non tutti i territori sono uguali: l’incidenza è del 20,1% nel Mezzogiorno, dell’11,9% al Nord e del 5,7% al Centro.</p>
<p><strong>Il fenomeno</strong> della deprivazione quasi triplica tra i bambini e ragazzi stranieri residenti in Italia: riguarda il 34,4% del totale (quasi 415mila minori) e arriva al 33,9% dei minori di 16 anni se i genitori hanno al più la licenza media.</p>
<p><strong>Deprivazione</strong> significa anche non poter invitare gli amici a casa. E significa non avere cibo adeguato. I bisogni di base di molti bambini non vengono soddisfatti.</p>
<h2>Poco cibo di qualità e nessuna vacanza</h2>
<p><strong>Ancora i dati</strong> snocciolati dall’Istat: “<em>Il 16,9 per cento dei minori non si può permettere “una settimana di vacanza all’anno lontano da casa” per motivi economici; sempre per una mancata disponibilità economica, il 9,1 per cento del totale dei minori non può svolgere regolarmente “attività di svago fuori casa a pagamento”, valore che triplica nel caso dei minori stranieri. Per questi ultimi si segnala inoltre che il 16,5 per cento non si può permettere di “invitare gli amici per giocare</em>”.</p>
<p><strong>Non si cresce senza cibo adeguato</strong>. Ma nel 2021, rileva ancora l’Istat, “<em>il 4,9 per cento dei minori di 16 anni vive in famiglie che hanno sperimentato difficoltà economiche tali da impedire l’acquisto del cibo necessario. Inoltre, il 2,5 per cento dei minori di 16 anni non consuma almeno un pasto proteico al giorno perché la famiglia non può permetterselo. L’incapacità da parte della famiglia di sostenere le spese per un pasto proteico al giorno oppure l’incapacità di affrontare le spese per comprare il cibo necessario delinea una condizione di deprivazione alimentare che, nel 2021, interessa complessivamente il 5,9 per cento dei minori di 16 anni (6,2 per cento nel Nord, 2,5 nel Centro e 7,6 nel Mezzogiorno)</em>”.</p>
<p>È una condizione di deprivazione e povertà attuale che pregiudica salute, crescita e futuro dei bambini.</p>
<p>#PaceTerraDignità</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Eurostat. Almost 1 out of 10 in the EU could not afford proper meal <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240712-1">https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240712-1</a></p>
<p>(2) Eurostat. Children at risk of poverty or social exclusion in 2023 <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240719-1">https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240719-1</a></p>
<p>(3) Eurostat. Glossary:Severe material and social deprivation rate (SMSD) <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Severe_material_and_social_deprivation_rate_(SMSD)">https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Severe_material_and_social_deprivation_rate_(SMSD)</a></p>
<p>(4) Rapporto annuale 2024 Istat. Le condizioni e la qualità della vita <a href="https://www.istat.it/it/files//2024/05/Capitolo-3.pdf">https://www.istat.it/it/files//2024/05/Capitolo-3.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/">Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>C’è un’Italia (numerosa) che rinuncia a curarsi</title>
		<link>https://www.egalite.org/ce-unitalia-numerosa-che-rinuncia-a-curarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 19:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi sei italiani su dieci arrivano a fine mese con grandi difficoltà. L’affitto è un problema per quasi la metà delle famiglie italiane e non fanno<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/ce-unitalia-numerosa-che-rinuncia-a-curarsi/">C’è un’Italia (numerosa) che rinuncia a curarsi</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi sei italiani su dieci arrivano a fine mese con grandi difficoltà. L’affitto è un problema per quasi la metà delle famiglie italiane e non fanno eccezione bollette e mutui. Qualche miglioramento c’è rispetto allo scorso anno (aumentano ad esempio le famiglie che non incontrano grandi difficoltà nell’arrivare a fine mese) ma la fotografia scattata dall’Eurispes sulla condizione economica delle famiglie evidenzia in ogni caso un Paese che arranca, che fa fatica e soffre nel far quadrare i conti, che attraversa gli attuali tempi di incertezza barcamenandosi come può. E come fa? Chiedendo aiuto alla famiglia di origine se può, pagando in nero alcuni servizi, risparmiando poco (ci riesce solo il 28,3%) e tagliando sulle spese che mettono più in difficoltà.</p>
<h2>I tagli alla salute</h2>
<p><strong>Fra le strategie di risparmio</strong> e la ricerca di liquidità, i tagli più dolorosi sono quelli alle cure sanitarie. Quasi tre italiani su dieci rinunciano alle cure dentistiche e ai controlli medici. A saltare sono soprattutto dentista e prevenzione ma non mancano coloro che non possono permettersi i medicinali.</p>
<p><strong>“Poco meno di un italiano su tre</strong> ha rinunciato a cure/interventi dentistici (29,5%), a controlli medici periodici/preventivi (28,7%) e a trattamenti/interventi estetici (28%). Il 23,1% ha rinunciato a visite specialistiche per disturbi o patologie specifiche, il 17,3% a terapie/interventi medici e il 15,9% all’acquisto di medicinali” (Eurispes Rapporto Italia 2024).</p>
<p><strong>Fotografare il fenomeno</strong> della rinuncia alle cure non è facile. E in questo viene in aiuto anche il rapporto Bes dell’Istat che secondo gli ultimi dati (relativi al 2023) indica che il 7,6% della popolazione in Italia ha rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici, lunghe liste di attesa o difficoltà di accesso.</p>
<h2>4,5 milioni di italiani senza cure</h2>
<p><strong>Sono circa 4 milioni e mezzo</strong> i cittadini che hanno dovuto rinunciare a visite mediche o accertamenti diagnostici per problemi economici, di lista di attesa o difficoltà di accesso, con un aumento negli ultimi anni – era il 7% della popolazione nel 2022 e il 6,3% nel 2019, probabilmente anche per il recupero delle prestazioni sanitarie differite per il Covid e la difficoltà a riorganizzare efficacemente l’assistenza sanitaria.</p>
<p><strong>Sono raddoppiate</strong> le persone che rinunciano a causa delle liste di attesa: nel 2023 sono il 4,5%, nel 2019 erano il 2,8%. Secondo l’Istat è stabile la rinuncia per motivi economici (da 4,3% nel 2019 a 4,2% nel 2023), ma comunque in aumento dell’1,3% nell’arco di un solo anno, dal 2022 al 2023. (https://www.istat.it/it/files//2024/04/Sintesi-per-la-stampa-BES-2024_160424-.pdf)</p>
<h2>L’Italia che arranca</h2>
<p><strong>Nel suo Rapporto Italia</strong>, Eurispes spiega che rispetto allo scorso anno migliorano alcuni indicatori. Rimane però un’Italia che arranca: il 57,4% delle popolazione non riesce ad arrivare a fine mese senza grandi difficoltà; per il 33,1% delle famiglie le bollette sono un problema come lo sono ancor di più l’affitto (45,5%) e le rate del mutuo (32,1%).</p>
<p><strong>Tutto questo</strong> genera ritardi nei pagamenti: il 24,8% ammette di aver pagato le bollette con forte ritardo, il 22,1% ha avuto ritardi nel pagamento delle tasse, il 18,5% è stato in ritardo o in arretrato con le rate del condominio e il 14,9% ha saldato in ritardo i conti presso commercianti o artigiani.</p>
<h2>Rinunce e pagamenti in nero</h2>
<p><strong>Un terzo degli italiani</strong> paga in nero alcuni servizi (riparazioni, baby sitter, medici e quant’altro: lo fa il 33,6% degli intervistati) ma alcuni devono rinunciare del tutto &#8211; il 37,6% ha dovuto rinunciare alla baby sitter e il 24,3% alla badante (plausibilmente servizi dei quali c’era bisogno per la cura di minori o anziani e per far quadrare l’equilibrio fra lavoro e famiglia).</p>
<p><strong>Il 40,9% dei cittadini</strong> afferma che la situazione economica personale e familiare negli ultimi 12 mesi è rimasta stabile ma, con diversa intensità, complessivamente il 35,4% degli italiani denuncia un peggioramento della propria condizione economica, mentre il 14,2% parla di un miglioramento. In tutto questo risparmiare non è affatto facile, tanto è vero che ci riesce solo poco più di un italiano su quattro (28,3%) mentre il 36,8% attinge ai risparmi per arrivare a fine mese.</p>
<h2>L&#8217;ultima àncora</h2>
<p><strong>Come si affrontano le difficoltà economiche?</strong></p>
<p><strong>La famiglia di origine</strong> rimane la prima scelta e davanti alle difficoltà economiche “per ottenere liquidità il 32,1% degli italiani intervistati ha chiesto sostegno finanziario alla famiglia di origine; il 17,2% è ricorso al sostegno di amici, colleghi e altri parenti; il 16% ha richiesto un prestito in banca, mentre il 13,6% ha dovuto chiedere soldi in prestito a privati (non amici o parenti) non potendo accedere a prestiti bancari, una nicchia dove chiaramente può essersi insinuata l’usura.</p>
<p><strong>Il 27,5% degli italiani</strong> ha ottenuto liquidità mettendo in vendita beni o oggetti su canali di compravendita on line, tipo E-Bay, Vinted, aste online, ecc. e il 15,3% ha dovuto vendere o ha perso beni come la casa o l’attività commerciale/imprenditoriale”.</p>
<p><strong>&#8216;<em>L&#8217;economia di guerra</em></strong><em> in Unione Europea sta aggravando la povertà di massa e la rarefazione dei servizi essenziali. Immani risorse vengono sottratte a scuola, lavoro e welfare, sanità pubblica per il business delle armi di distruzione di massa, la cui unica prospettiva è trascinarci nella terza guerra mondiale. Prima che sia troppo tardi, ed è già tardi, i popoli devono reagire. Nelle strade e le piazze, con le bandiere bianche, e alle elezioni europee, votando per la pace e la neutralità dell’Europa</em>&#8216;, afferma Dario Dongo, fondatore di Égalité e candidato nel Nord-Est per le elezioni europee dell&#8217;8 e 9 giugno con il movimento Pace, Terra, Dignità. <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">Qui</a> il suo programma elettorale.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Eurispes Rapporto Italia 2024 Sintesi <a href="https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2024/05/sintesi-colore-1.pdf">https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2024/05/sintesi-colore-1.pdf</a></p>
<p>(2) Istat Rapporto Bes 2024 Sintesi <a href="https://www.istat.it/it/files//2024/04/Sintesi-per-la-stampa-BES-2024_160424-.pdf">https://www.istat.it/it/files//2024/04/Sintesi-per-la-stampa-BES-2024_160424-.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/ce-unitalia-numerosa-che-rinuncia-a-curarsi/">C’è un’Italia (numerosa) che rinuncia a curarsi</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pace, Terra e Dignità. Il nostro movimento alle elezioni europee 2024</title>
		<link>https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 10:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura contadina]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Europee 2024]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7166</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chi scrive ha deciso di aderire al movimento Pace, Terra e Dignità costituito da Michele Santoro &#8211; sulla base dei valori condivisi nel programma qui allegato<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">Pace, Terra e Dignità. Il nostro movimento alle elezioni europee 2024</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi scrive ha deciso di aderire al movimento Pace, Terra e Dignità costituito da Michele Santoro &#8211; sulla base dei valori condivisi nel programma qui allegato &#8211; in vista delle imminenti elezioni per il Parlamento Europeo che si terranno in Italia l&#8217;8 e 9 giugno 2024.</p>
<p>Nutriamo la speranza di poter portare a Strasburgo le voci della popolazione che in questi anni né l’Unione Europea né gli Stati membri hanno voluto consultare, prima di assumere decisioni di enorme impatto sulla vita e l’esistenza di noi tutti. A seguire, alcune proposte concrete.</p>
<h2>1) PACE</h2>
<p><strong>L’Europa </strong>costruita sulle ceneri del secondo conflitto globale è oggi sull’orlo di una terza guerra mondiale che non avrà vincitori né vinti, ma solo morti e disastri. I cittadini europei stanno pagando le scelte belliciste dei ‘poteri forti’ con la più grave crisi sociale ed economica degli ultimi 70 anni:</p>
<p><strong>&#8211; le sanzioni UE alla Russia</strong> e il sabotaggio del gasdotto North Stream hanno provocato una crisi energetica del tutto prevedibile bensì deliberatamente ignorata. (1) La rinuncia al metano russo ci ha costretti a dipendere dall’insostenibile ‘shale gas’, i cui maggiori costi hanno paralizzato ogni settore produttivo in UE</p>
<p><strong>&#8211; i 180 miliardi in ‘aiuti’</strong> dell’Unione Europea all’Ucraina, a cui si aggiungono i generosi ‘aiuti’ degli Stati membri, hanno deviato sull’industria bellica le risorse che andavano invece destinate alla sanità pubblica, l’educazione e la ricerca, il welfare e l’assistenza sociale, le pensioni, l’agricoltura e la sovranità alimentare.</p>
<p><strong>La povertà di massa</strong> che ci viene presentata come ‘inevitabile’ ha generato extra-profitti per i colossi finanziari che speculano sulle popolazioni attraverso banche, fornitori di energia, assicurazioni, monopolisti delle commodities agricole, colossi industriali e della grande distribuzione organizzata (3,4).</p>
<p><strong>L’economia di guerra</strong> ha finora provocato oltre 750.000 morti, milioni di sfollati e decine di migliaia di disabilità, in nome di un conflitto tra Paesi Terzi che i cittadini europei non hanno mai voluto. Una guerra che si doveva evitare e si deve ora fermare con gli strumenti della diplomazia, per ritrovare un nuovo equilibrio multipolare.</p>
<h2>2) TERRA</h2>
<p><strong>La sovranità alimentare</strong> &#8211; intesa come diritto al cibo e alla terra, autodeterminazione e controllo dei mezzi di produzione, valore del lavoro, transizione ecologica sostenuta da aiuti pubblici (5) &#8211; è il nostro punto di partenza, in linea con i valori e gli obiettivi condivisi a livello internazionale dal movimento La Via Campesina.</p>
<p><strong>Le politiche agroalimentari europee</strong> devono venire riformate anzitutto nei provvedimenti che seguono:</p>
<p><strong>A) #prezzoequo</strong>. La direttiva UE 2019/633 sulle pratiche commerciali sleali deve venire riformata in modo da garantire la stima esatta dei costi effettivi di produzione delle derrate agroalimentari in ogni fase della filiera, nei singoli distretti, la trasparenza delle borse telematiche e il divieto di vendite sottocosto (da inserire nella ‘black list’ delle pratiche sempre vietate). I consumatori devono poter conoscere i prezzi riconosciuti agli agricoltori e alle imprese di trasformazione. I controlli devono venire affidati alle autorità deputate ai controlli fiscali (6)</p>
<p><strong>B) Agricoltura familiare e contadina</strong>. Le aziende agricole familiari e contadine rappresentano il 94,8% del totale, a livello europeo, ma le loro esigenze vengono tuttora ignorate in nome degli interessi (in conflitto) delle oligarchie agroindustriali, che divorano la gran parte della politica agricola comune, e dei monopolisti di sementi e pesticidi. (7) La Dichiarazione ONU sui diritti dei contadini e dei lavoratori in aree rurali deve trovare applicazione nella PAC mediante redistribuzione sostanziale degli aiuti e semplificazione burocratica sulle (irrinunciabili) condizioni sociali e ambientali. (8) Per consentire loro di curare la terra, i paesaggi e le persone.</p>
<p><strong>C) Agroecologia</strong>. La produttività dei suoli, la riduzione dei rischi in agricoltura e di quelli idrogeologici devono venire promosse con aiuti diretti e sostegno al reddito di agricoltori, allevatori e pastori europei. Tali aiuti devono venire precisamente mirati alla conversione delle monocolture in policolture, le rotazioni e le pratiche agronomiche tradizionali, la sostituzione di sostanze chimiche tossiche con i pesticidi e i fungicidi ammessi in agricoltura biologica (con particolare attenzione ai biostimolanti, es. alghe, microalghe e tannini, micorrize), l’economia circolare e il benessere animale (9,10,11). Senza azzardare la deregulation dei nuovi OGM, e la schiavitù dai loro brevetti. (12)</p>
<p><strong>D) Stop al consumo di suolo</strong>. L’impermeabilizzazione dei suoli (es. cemento, asfalto) è una causa primaria di perdita di biodiversità e servizi ecosistemici, nonché di aumento dei rischi idrogeologici. Il cemento continua a divorare terreni agricoli e aree naturali, anche per nutrire il business oligarchico dei pannelli solari &#8211; che devono invece venire installati su capannoni e altre costruzioni, inclusi i margini di strade e ferrovie &#8211; e delle pale eoliche (che devono piuttosto venire installate in mare, a miglia dalle coste). (13) L’Unione Europea deve attuare la strategia di protezione del suolo, dispersa nella legislatura ora al tramonto, con il rigore più assoluto. (14)</p>
<p><strong>E) Informazione al consumatore</strong>. Il regolamento (UE) 1169/11 deve venire riformato in modo da garantire l’informazione al consumatore sul Paese ove gli alimenti sono realizzati e quello/i da cui provengono gli ingredienti primari (&gt;50%) e significativi (cioè caratteristici), senza nessuna deroga. (15) È altresì necessario rafforzare e armonizzare le tutele nei confronti dei consumatori allergici e intolleranti, con riguardo sia all’informazione su alimenti venduti sfusi, preincartati e serviti nei pubblici esercizi, sia alle tolleranze nei casi di contaminazioni accidentali (16)</p>
<p><strong>F) Accordi di libero scambio</strong>. I ‘free trade agreement’ ultra-liberisti devono venire cambiati, nelle parti che riguardano gli scambi di derrate agricole e alimentari. Bisogna introdurre una clausola di reciprocità a garanzia del rispetto degli standard di sicurezza alimentare, i diritti e l’equo compenso dei lavoratori, la tutela di ambiente e biodiversità. (17) Oltre a una ‘carbon tax’ sui trasporti intercontinentali. I contingenti tariffari devono venire sempre aggiornati ogni anno, tenuto conto delle produzioni agricole e delle esigenze delle singole filiere produttive.</p>
<h2>3) DIGNITÀ</h2>
<p><strong>Le persone sono al centro del nostro movimento</strong> politico che aspira a lottare per la dignità di tutti gli esseri umani, nessuno escluso. In linea con gli obiettivi e le attività portate avanti dall’associazione no-profit <a href="https://www.egalite.org/">Égalité ETS</a>, fondata da chi scrive nel 2019. Dignità significa riconoscere in concreto, a ciascuno, i pari diritti e opportunità che oggi esistono solo sulla carta. Giustizia sociale anziché sporadiche elemosine. All’atto pratico:</p>
<p><strong>A) Reddito minimo garantito</strong>. La direttiva UE 2022/2041 ha introdotto alcuni requisiti minimi su pari opportunità, accesso al lavoro, protezione sociale. (18) Senza tuttavia prescrivere agli Stati membri l’adozione di criteri idonei ad assicurare un reddito medio garantito, per consentire ai lavoratori una vita dignitosa, tenuto conto del costo della vita. Una garanzia tanto più indispensabile nel settore dei servizi &#8211; che in Italia esprimono il 73% dei lavoratori, spesso autonomi &#8211; esacerbato dalla ‘gig-economy’. (19) La direttiva va perciò rimessa in discussione.</p>
<p><strong>B) Povertà, disoccupazione e sussidi, pensioni</strong>. Il rischio di povertà o esclusione sociale ha raggiunto il livello endemico del 22% della popolazione europea, oltre 95 milioni di persone, già prima della recessione causata dall’effetto boomerang delle sanzioni alla Russia (dati Eurostat 2021-2022). Con spiccata prevalenza tra le persone con disabilità e quelle con livello di istruzione medio-basso (20,21). L’UE deve introdurre sussidi di disoccupazione con obblighi di formazione e lavoro sociale, asili-nido gratuiti, (22) pensioni minime garantite per le persone non in grado di lavorare e gli anziani.</p>
<p><strong>C) Disabilità</strong>. L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane riferisce a 13 milioni di persone con disabilità, le quali ‘spesso vivono da sole e i servizi loro dedicati sono scarsi, come pure le risorse stanziate a loro favore’. (23,24). Le risorse scarsissime per i disabili gravi, oltre 3 milioni in Italia, così come per le madri e i caregiver (25,26), subiscono tagli ovunque. Dal governo di Giorgia Meloni alla Regione Lombardia di Attilio Fontana, alla Roma Capitale di Roberto Gualtieri (27,28,29). L’Unione Europea, del resto, non si è mai preoccupata di garantire l’applicazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (2006). (30) Del tutto ignorata con la ‘istituzionalizzazione’ dei più deboli, oltreché con le barriere, culturali e architettoniche, ubiquitarie.</p>
<p><strong>D) Salute</strong>. Il 23 settembre 2019 i 194 Paesi membri dell’ONU si sono impegnati a garantire un livello adeguato di copertura sanitaria universale entro il 2030. Il corrispondente impegno a ‘investire almeno l’1% in più del PIL nell’assistenza sanitaria di base’ (31) è stato però deviato verso gli armamenti, quantomeno nei Paesi UE, con il risultato dello sfascio di una sanità pubblica sempre più privatizzata. Dopo il disastro socio-economico del Covid e la saga dei ‘vaccini’ tra sospetti di corruzione irrisolti, (32) false promesse ed effetti collaterali, dittatura pseudo-sanitaria ed extra-profitti.</p>
<p><strong>E) Sicurezza alimentare</strong>. La Commissione di Ursula von der Leyen ha tradito i suoi impegni a rivedere la disciplina dei materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, nonché quella delle sostanze chimiche onnipresenti negli oggetti d’uso quotidiano (33,34). Ha omesso di considerare i rischi per la salute associati alle microplastiche e da ultimo &#8211; in accordo con le lobby dei colossi agrochimici, oltreché con Coldiretti e le rappresentanze dei latifondisti europei &#8211; ha ritirato la proposta di ridurre l’uso delle sostanze chimiche tossiche più pericolose in agricoltura (35,36). Mentre i tumori e le malattie neurologiche associate alla loro esposizione avanzano.</p>
<h2>4) PACE, TERRA E DIGNITÀ</h2>
<p><strong>Un movimento dal basso</strong>, composto da chi da anni è in prima linea nell’ascolto e lo studio dei problemi &#8211; oltreché nella battaglia per proporre le soluzioni &#8211; può aiutare il cambiamento. Così mi impegno, per la prima volta nella vita, in un movimento politico che si presenta alle elezioni.</p>
<p><strong>Ci era stato imposto</strong> di raccogliere 75.000 firme per poter presentare la nostra lista e ne abbiamo consegnate più di 100.000. Ora vogliamo superare la soglia del 4% dei voti in Italia, per portare a Strasburgo i nostri valori autentici e distintivi. Abbiamo bisogno della partecipazione attiva di tutti Voi, attraverso il passaparola, affinché ciò possa avvenire. A dispetto del silenzio stampa sulle nostre iniziative fomentato dai poteri forti e il sistema da essi imposto.</p>
<p><strong>La rivoluzione è nelle mani di tutti noi</strong> e deve venire esercitata, pacificamente, in ogni sede possibile. Anche all’interno delle istituzioni ove troppo si decide senza badare ai diritti delle popolazioni, le loro volontà e il bene comune. E proseguirà, in ogni caso, su questi siti come nelle piazze.</p>
<p>#TerraNonGuerra, #Égalité</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<table style="height: 864px; width: 83.859142%; border-collapse: collapse; border-style: solid; border-color: #f21111;" border="1">
<thead>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 125.159842%; height: 24px;" colspan="3"><strong>LE TAPPE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DI DARIO DONGO NEL NORD-EST</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;"><strong>DATA E LUOGO</strong></td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;"><strong>EVENTO</strong></td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><strong>SCARICA </strong><strong>LA LOCANDINA</strong></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">10/5 Parma</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-PARMA.pdf">10 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">11/5 Reggio Emilia</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">12/5 Ravenna</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">13/5 Rimini</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-RIMINI-13-MAGGIO.pdf">13 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">14/5 Vicenza</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-VICENZA.pdf">14 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">15/5 Rovigo</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/ROVIGO-15-MAGGIO.pdf">15 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">16/5 Padova</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">con AltrAgricoltura</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/PADOVA-16-MAGGIO.pdf">16 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">17/5 Ravenna</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">con Michele Santoro</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA_RAVENNA.jpg">17 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">18/5 Conegliano</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">dibattito tra candidati organizzato dal Movimento Federalista Europeo</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA_CONEGLIANO_18-5-scaled.jpg">18 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">19/5 Treviso</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA_TREVISO.jpg">19 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">20/5 Belluno</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-BELLUNO-20-MAGGIO.pdf">20 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">21/5 Trieste</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-TRIESTE-21-MAGGIO.pdf">21 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">22/5 Udine</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-UDINE-22-MAGGIO.pdf">22 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">23/5 Gorizia</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-GORIZIA-23-MAGGIO.pdf">23 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">24/5 Pordenone</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-PORDENONE24.pdf">24 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">25/5 Bologna</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">con Legambiente</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-BOLOGNA-25-MAGGIO.pdf">25 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">26/5 Vicenza</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">presentazione libro “Agricoltura è cibo. La rivoluzione necessaria”</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/VICENZA-26-MAGGIO.pdf">26 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">27/5 Trento</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">conferenza stampa con i candidati PTD</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA_TRENTO_27_MAGGIO.jpg">27 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">27/5 Verona</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-VERONA-27-MAGGIO.pdf">27 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">28/5 Bologna</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-BOLOGNA-28-MAGGIO.pdf">28 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">29/5 Piacenza</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">con Confagricoltura</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-PIACENZA-29-MAGGIO.pdf">29 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">30/5 Padova</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">incontro candidati PTD con Legambiente</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/Padova_30-5.jpg">30 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">30/5 Ferrara</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">con i candidati PTD Odifreddi e Stamboulis</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/Locandina-RAVENNA-Odifreddi.pdf">30 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">30/5 Ferrara</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-FERRARA-30-MAGGIO.pdf">30 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">31/5 Ravenna</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale con Confagricoltura</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-RAVENNA-31-MAGGIO.pdf">31 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">31/5 Mestre</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">dibattito tra candidati organizzato dal Gruppo Scout Mestre2</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/incontro-scout.png">31 maggio 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">1/6 Mestre</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">Marcia contro l’inceneritore</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/MESTRE-scaled.jpg">1 giugno 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">2/6 Copparo</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">incontro pubblico con Willer Malavasi</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA_COPPARO_2-6-scaled.jpg">2 giugno 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">3/6 Trieste</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">Convegno con &#8216;Adesso Trieste&#8217;</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/06/LOCANDINA_TRIESTE_3_GIUGNO_-_ADESSO_TRIESTE.jpg">3 giugno 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">4/6 Bolzano</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/BOLZANO-4-GIUGNO.pdf">4 giugno 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">5/6 Adria &#8211; Polesine</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/06/LOCANDINA-ADRIA-5-GIUGNO.pdf">5 giugno 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">5/6 Ficarolo</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINA-FICAROLO-5-GIUGNO.pdf">5 giugno 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">6/6 Modena</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/06/LOCANDINA-MODENA-6-GIUGNO.pdf">6 giugno 2024</a></td>
</tr>
<tr style="height: 24px;">
<td style="width: 20.05666%; height: 24px;">7/6 Castelgomberto</td>
<td style="width: 49.220931%; height: 24px;">convegno elettorale</td>
<td style="width: 55.882251%; height: 24px;"><a href="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/06/LOCANDINA-CASTELGOMBERTO.pdf">7 giugno 2024</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<div id="attachment_7180" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://youtu.be/zryHwseao9A?si=fOo1DSLgU-4qStqy"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7180" class="wp-image-7180 size-large" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-1024x583.jpg" alt="Video Dario Dongo candidato Elezioni europee 2024" width="1024" height="583" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-1024x583.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-300x171.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-768x438.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-1536x875.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-2048x1167.jpg 2048w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-256x146.jpg 256w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-50x28.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/VIDEO-DARIO-DONGO-EUROPEE-2024-132x75.jpg 132w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><p id="caption-attachment-7180" class="wp-caption-text">VIDEO. Dario Dongo, programma di Pace, Terra e Dignità per le Europee 2024</p></div>
<p><strong>Allegato <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/03/Programma-elettorale-Pace-Terra-e-Dignita.-I-nostri-valori.pdf">Programma elettorale ’Pace, Terra e Dignità’. I nostri valori</a></strong></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/gas-ed-energia-elettrica-una-crisi-annunciata/">Gas ed energia elettrica, una crisi annunciata</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.3.22</p>
<p>(2) Lo ‘shale gas’ viene estratto mediante fratturazione idraulica dell’argilla a profondità superiori a quelle delle falde acquifere, provocandone l’inquinamento e l’impossibilità d’impiego (oltre ai rischi sismici). La resa di estrazione è inferiore alla metà rispetto a quella del metano. Questo gas viene poi liquefatto, per venire trasportato via nave attraverso l’Oceano Atlantico e altri mari, e rigassificato in prossimità dei porti nei Paesi di destinazione</p>
<p>(3) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/aumento-dei-prezzi-e-crisi-alimentare-in-tempo-di-guerra-retroscena-nel-rapporto-ipes-food/">Aumento dei prezzi e crisi alimentare in tempo di guerra. Retroscena nel rapporto iPES FOOD</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.5.22</p>
<p>(4) Marta Strinati, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/greedflation-i-super-profitti-delle-corporation-e-supermercati-in-uk-con-lalibi-dellinflazione/">Greedflation, i super profitti delle Corporation e supermercati in UK con l’alibi dell’inflazione</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.3.23</p>
<p>(5) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/sovranita-alimentare-in-italia-labc-riflessioni-e-proposte-al-nuovo-ministro/">Sovranità alimentare in Italia, l’ABC. Riflessioni e proposte al nuovo ministro</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.10.22</p>
<p>(6) Si veda il paragrafo 3 al precedente articolo di Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/sottocosto-protesta-degli-agricoltori-in-francia/">Sottocosto, protesta degli agricoltori in Francia</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.1.24</p>
<p>(7) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/sementi-i-4-padroni-del-mondo/">Sementi, i 4 padroni del mondo</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.1.19</p>
<p>(8) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/pac-post-2022-il-fallimento-della-transizione-ecologica-in-agricoltura/">PAC post-2022, il fallimento della transizione ecologica in agricoltura</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.11.21</p>
<p>(9) Donato Ferrucci, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/nutrizione-dei-suoli-e-le-colture-il-piano-dazione-integrato-in-ue/">Nutrizione dei suoli e le colture, il piano d’azione integrato in UE</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.7.22</p>
<p>(10) Dario Dongo, Giulia Pietrollini. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/economia-circolare-nei-sistemi-agroalimentari-unimpellenza-economica/">Economia circolare nei sistemi agroalimentari, un’impellenza economica</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.5.23</p>
<p>(11) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/benessere-animale-lettera-aperta-della-societa-civile-alla-commissione-europea/">Benessere animale, lettera aperta della società civile alla Commissione europea</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.9.23</p>
<p>(12) Dario Dongo, Alessandra Mei. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/nuovi-ogm-ngts-via-libera-da-strasburgo-alla-deregulation/">Nuovi OGM, NGTs. Via libera da Strasburgo alla deregulation</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.2.24</p>
<p>(13) Dario Dongo, Gabriele Sapienza. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/italia-consumo-di-suolo-e-servizi-ecosistemici-rapporto-ispra/">Italia, consumo di suolo e servizi ecosistemici. Rapporto ISPRA</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.11.23</p>
<p>(14) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/protezione-del-suolo-strategia-2030-labc/">Protezione del suolo, strategia 2030. L’ABC</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.12.21</p>
<p>(15) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/origine-delle-materie-prime-in-etichetta-il-guaio-irrisolto/">Origine delle materie prime in etichetta, il guaio irrisolto</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 5.3.24</p>
<p>(16) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/allergeni-e-rasff-blackout-europeo/">Allergeni e RASFF, blackout europeo</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.7.22</p>
<p>(17) La clausola di reciprocità su diritti umani e lavoratori, nonché la tutela dell’ambiente, può seguire i criteri introdotti nel reg. (EU) 2023/1115. Si veda Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/deforestation-regulation-al-via-la-due-diligence-sulle-materie-prime-critiche/">Deforestation Regulation. Al via la due diligence sulle materie prime critiche</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.7.23</p>
<p>(18) Elena Bosani. <a href="https://www.egalite.org/salario-minimo-garantito-proposta-di-direttiva-ue-per-la-sostenibilita-sociale-del-lavoro/">Salario minimo garantito, proposta di direttiva UE per la sostenibilità sociale del lavoro</a>. Égalité. 18.3.21</p>
<p>(19) In UE 21 su 27 Stati membri hanno un salario minimo garantito. Gli altri sei &#8211; tra cui l&#8217;Italia e Cipro, oltre ad Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia &#8211; determinano i livelli salariali sulla base della contrattazione collettiva</p>
<p>(20) Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/">Povertà in Europa, a rischio più di un quinto della popolazione</a>. Égalité. 20.9.22</p>
<p>(21) People at risk of poverty or social exclusion in 2022. Eurostat. 14.6.23 <a href="https://tinyurl.com/4ezczxbr">https://tinyurl.com/4ezczxbr</a></p>
<p>(22) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">Asilo nido e povertà educativa in Italia</a>. Égalité. 20.9.19</p>
<p>(23) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/italia-un-popolo-di-anziani-e-disabili-rapporto-istat-2022/">Italia, un popolo di anziani e disabili. Rapporto ISTAT 2022</a>. Égalité. 17.4.23</p>
<p>(24) Scarsi dati sono raccolti da Eurostat nel ‘disability database’ <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/disability/database">https://ec.europa.eu/eurostat/web/disability/database</a></p>
<p>(25) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">Italia, madri e caregiver senza tutela</a>. Égalité. 22.4.19</p>
<p>(26) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">Se questo è uno Stato. Disabilità gravi e caregiver familiari</a>. Égalité. 31.12.19</p>
<p>(27) Stefano Baudino. Tagli alle cure dei bimbi disabili: l’altro dramma censurato dal Festival di Sanremo. L’Indipendente. 19.2.24 <a href="https://tinyurl.com/52hd7ns6">https://tinyurl.com/52hd7ns6</a></p>
<p>(28) Valerio Valleri. Tagli all&#8217;assistenza disabili nelle scuole, i sindacati di base diffidano il Campidoglio. Roma Today. 11.1.24 <a href="https://tinyurl.com/2hjk4jbr">https://tinyurl.com/2hjk4jbr</a></p>
<p>(29) Tagli ai caregiver. Le associazioni del mondo della disabilità manifesteranno in piazza. Disabili.com. 17.3.24 <a href="https://tinyurl.com/3rneb47m">https://tinyurl.com/3rneb47m</a></p>
<p>(30) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/disabilita-nuova-strategia-europea-2021-2030/">Disabilità, nuova Strategia europea 2021-2030</a>. Égalité. 12.3.21</p>
<p>(31) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">Copertura sanitaria universale, dichiarazione ONU</a>. Égalité. 22.1.20</p>
<p>(32) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/4-milioni-di-euro-piovuti-sul-conto-della-commissaria-europea-dei-vaccini/">4 milioni di euro piovuti sul conto della Commissaria europea dei vaccini</a>. Égalité. 12.5.21</p>
<p>(33) Dario Dongo, Paolo Rebolini. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/articoli-da-cucina-e-materiali-a-contatto-con-gli-alimenti-condizioni-di-prova-in-ue/">Articoli da cucina e materiali a contatto con gli alimenti, le condizioni di prova in UE</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.8.23</p>
<p>(34) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/chimica-pericolosa-la-restrictions-roadmap-della-commissione-europea/">Chimica pericolosa, la Restrictions Roadmap della Commissione europea</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.5.22</p>
<p>(35) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/agricoltori-in-protesta-pesticidi-anziche-prezzoequo/">Agricoltori in protesta, pesticidi anziché #prezzoequo</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.2.24</p>
<p>(36) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/microplastiche-nel-piatto-due-nuovi-studi-e-una-petizione/">Microplastiche nel piatto, due nuovi studi e una petizione</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.6.19</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">Pace, Terra e Dignità. Il nostro movimento alle elezioni europee 2024</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>La disuguaglianza è questione di potere. Rapporto Oxfam</title>
		<link>https://www.egalite.org/la-disuguaglianza-e-questione-di-potere-rapporto-oxfam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 08:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Oxfam]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La disuguaglianza è una questione di potere. E se al mondo 5 super miliardari fanno 14 milioni di dollari l’ora, mentre 800 milioni di lavoratori hanno<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/la-disuguaglianza-e-questione-di-potere-rapporto-oxfam/">La disuguaglianza è questione di potere. Rapporto Oxfam</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La disuguaglianza è una questione di potere. E se al mondo 5 super miliardari fanno 14 milioni di dollari l’ora, mentre 800 milioni di lavoratori hanno perso l’equivalente di uno stipendio davanti al caro vita e quasi 5 miliardi di persone povere rimangono in una condizione immobile, dire che il sistema non funziona neanche basta più. È un incubo quello che emerge rapporto di Oxfam “Disuguaglianza: il potere al servizio di pochi” (1) pubblicato in occasione del vertice di Davos.</p>
<p>“<em>La ricchezza dei cinque miliardari più ricchi al mondo è più che raddoppiata, in termini reali, dall’inizio di questo decennio, mentre la ricchezza del 60% più povero dell’umanità non ha registrato alcuna crescita</em>”, evidenzia in apertura il dossier di Oxfam.</p>
<p>Da anni l’associazione lancia l’allarme sull’acutizzarsi della disuguaglianza nel mondo e ora, in quello che viene definito “<em>un decennio di grandi divari</em>”, all’inizio del 2024, “<em>il vero pericolo è che questa incredibile divaricazione diventi la normalità</em>”.</p>
<p>Spiega Oxfam: “<em>Il potere economico, la sua estrema concentrazione e le rendite di posizione associate favoriscono l’accumulazione di enormi fortune nelle mani di pochi e generano ampi divari nella società. Il potere politico e l’uso che ne viene fatto costituiscono una leva potentissima per contrastare o al contrario alimentare le disuguaglianze. Siamo davanti a un bivio: tra un’era di incontrollata supremazia oligarchica o un’era in cui il potere pubblico riacquista centralità promuovendo società più eque e coese ed un’economia più giusta ed inclusiva</em>”.</p>
<h2>Il decennio di grandi divari</h2>
<p><strong>Miliardi di persone</strong> vedono crescere le proprie difficoltà davanti a epidemie, guerre, carovita e crisi climatica sempre più frequenti. Dall’altro lato ci sono una manciata di paperoni che moltiplicano le loro fortune. I numeri di questo gap sempre più accentuato sono quasi inimmaginabili.</p>
<p><strong>I miliardari globali</strong> oggi, dice Oxfam, sono in termini reali più ricchi di 3.300 miliardi di dollari rispetto al 2020 e il valore dei loro patrimoni è cresciuto tre volte più velocemente del tasso di inflazione.</p>
<p><strong>Dall’inizio della pandemia</strong> (<em>en passant</em>: doveva renderci tutti migliori, ha tracciato un solco sociale ed economico immane) i 5 uomini più ricchi al mondo hanno più che raddoppiato le proprie fortune, a un ritmo di 14 milioni di dollari all’ora. Dall’altro lato la ricchezza aggregata di quasi 5 miliardi delle persone più povere non ha mostrato barlumi di crescita. Se la ricchezza dei cinque più ricchi miliardari al mondo continuasse a crescere così come ora, in una decina di anni si potrebbe avere il primo trilionario della storia dell’umanità. Ai ritmi attuali, invece, ci vorrebbero 230 anni per ridurre la povertà globale sotto l’1%. (2)</p>
<p><strong>Per la maggior parte delle persone</strong> al mondo, l’inizio di questo decennio è stato incredibilmente difficile: 4,8 miliardi di persone hanno tenuto a stento il passo con l’inflazione. Ricchezza e potere sono concentrati nelle mani di pochi miliardari e poche <em>Corporation</em> cui vanno profitti crescenti.</p>
<p><strong>Il valore dei patrimoni</strong> dei miliardari è aumentato del 34% dall’inizio di questo decennio di crisi e si prevede che il numero dei milionari crescerà del 44% da qui al 2027, mentre il numero di individui con un patrimonio pari o superiore a 50 milioni di dollari aumenterà nello stesso periodo di oltre il 50%.</p>
<h2>Capitolo <em>Corporation</em></h2>
<p>Le 10 società più grandi al mondo hanno un valore in borsa che supera il Pil combinato di tutti i paesi dell’Africa e dell’America Latina.</p>
<p><strong>Chi paga</strong> queste disuguaglianze? I lavoratori, che davanti alla corsa dell’inflazione e al caro vita hanno perso potere d’acquisto.</p>
<p><strong>“<em>Per quasi 800 milioni di lavoratori</em></strong><em> occupati in 52 Paesi i salari non hanno tenuto il passo dell’inflazione. Il relativo monte salari ha visto un calo in termini reali di 1.500 miliardi di dollari nel biennio 2021-2022, una perdita equivalente a quasi uno stipendio mensile (25 giorni) per ciascun lavoratore</em>”.</p>
<h2>La disuguaglianza e il potere</h2>
<p><strong>La disuguaglianza</strong> non è però una missione impossibile da combattere. È frutto di precise scelte di politica pubblica, a volte di scelte non fatte. È una questione di potere che attraversa rapporti economici squilibrati ed è frutto della concentrazione del potere nelle mani di pochi. Una sorta di Robin Hood al contrario.</p>
<p><strong>“</strong><em><strong>Le disuguaglianze</strong> sono piuttosto il risultato di scelte (o, talvolta, non-scelte) della politica che hanno prodotto negli ultimi decenni profondi mutamenti nella distribuzione di risorse, dotazioni, opportunità e potere tra gli individui. </em></p>
<p><em><strong>La dinamica del potere</strong> rappresenta, in particolare, la principale chiave narrativa del nostro rapporto. A finire sotto i riflettori, nel contesto internazionale, è la dimensione economica del potere, la cui accresciuta concentrazione – sospinta dal rilassamento delle politiche di tutela della concorrenza e “agevolata” dalla finanziarizzazione dell’economia e dalla sempre più marcata presenza del settore privato nella sfera pubblica – ha incrementato le rendite di posizione, indebolito il potere contrattuale dei lavoratori, soprattutto quelli meno qualificati, e prodotto forti sperequazioni nei premi distribuiti dai mercati. </em></p>
<p><em><strong>Una redistribuzione alla “rovescia”</strong> con un trasferimento di risorse da lavoratori e consumatori a titolari e manager di grandi imprese monopolistiche con conseguente accumulazione di enormi fortune nelle mani di pochi</em>”, scrive Oxfam. (3)</p>
<h2>Disuguaglianza chiama Italia</h2>
<p><strong>L’Italia non fa eccezione</strong>. Anzi è un paese dalle disparità sempre più marcate, nel quale le opportunità individuali e collettive si ridimensionano e si riducono al lumicino per chi si trova in situazioni di svantaggio a causa della sua appartenenza sociale o per il mancato sviluppo del contesto territoriale in cui vive.</p>
<p><strong>I dati</strong> disponibili dicono che alla fine del 2022 in Italia l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva una ricchezza 84 volte superiore a quella del 20% più povero della popolazione.</p>
<p><strong>Il 20% più ricco</strong> degli italiani possiede oltre i due terzi della ricchezza nazionale mentre il 60% più povere ne detiene solo il 13,5%.</p>
<p><strong>L’Italia</strong> occupa da tempo le ultime posizioni nell’Unione europea per quanto riguarda la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi.</p>
<p><strong>Un dato recentissimo</strong>, pubblicato a gennaio di quest’anno da Banca d’Italia, evidenzia che il 5% delle famiglie italiane più ricche possiede circa il 46% della ricchezza netta totale (4).</p>
<p><strong>La crisi</strong> degli ultimi anni ha lasciato un paese impoverito, con una povertà assoluta in aumento, e con un impatto devastante dell’inflazione sulle famiglie con minore capacità di spesa che non possono fronteggiare il caro vita ricorrendo ai risparmi. La dinamica è destinata ad aggravarsi per il rallentamento dell’economia nazionale, la riduzione delle misure di compensazione contro il caro vita e l’abbandono del reddito di cittadinanza che lascia scoperte da un supporto al reddito 500 mila famiglie.</p>
<h2>Tax the Rich</h2>
<p><strong>Davanti a questo bagno di sangue</strong>, cosa fare? Una delle azioni che Oxfam promuove è quella di tassare i grandi patrimoni. Per avere una maggiore equità del sistema fiscale, bisogna partire dall’introduzione di un’imposta progressiva sui grandi patrimoni.</p>
<p><strong>L’Unione europea</strong> si dovrà misurare allora con l’Iniziativa dei cittadini europei Tax the Rich (5). Attraverso questo strumento di partecipazione dei cittadini alle politiche europee, si chiede alla Commissione Ue di introdurre un’imposta europea sui grandi patrimoni. Sono risorse addizionali che vengono chieste a carico di chi ha tanto di più e occupa le posizioni di vertice della società, per dare risposta all’aumento delle disuguaglianze anche in Europa e finanziare una transizione ecologica e sociale giusta ed equa.</p>
<p><strong>Questa tassa sui grandi patrimoni</strong> sarebbe una “risorsa propria dell’Unione”, il cui gettito verrebbe destinato a sostenere le politiche europee di transizione ambientale e di cooperazione allo sviluppo, e contribuirebbe sia alla lotta contro la crisi climatica sia a quella contro le crescenti disuguaglianze (6).</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Disuguaglianza: il potere al servizio di pochi <a href="https://www.oxfamitalia.org/report-disuguaglianza/?ref=023_AS_00_PO_19_V">https://www.oxfamitalia.org/report-disuguaglianza/?ref=023_AS_00_PO_19_V</a></p>
<p>(2) CS Oxfam <a href="https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-il-potere-al-servizio-di-pochi/">https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-il-potere-al-servizio-di-pochi/</a></p>
<p>(3) V. <a href="https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-il-potere-al-servizio-di-pochi/">https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-il-potere-al-servizio-di-pochi/</a></p>
<p>(4) Banca d’Italia, Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie: prime evidenze sull’Italia <a href="https://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/conti-patrimoniali/conti-distributivi/neri-spuri-vercelli-prime-evidenze-2024.01.05.pdf">https://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/conti-patrimoniali/conti-distributivi/neri-spuri-vercelli-prime-evidenze-2024.01.05.pdf</a></p>
<p>(5) Tax the Rich <a href="https://tax-the-rich.it/">https://tax-the-rich.it/</a></p>
<p>(6) Tax the Rich, iniziativa dei cittadini europei chiede l’imposta sui grandi patrimoni <a href="https://www.egalite.org/tax-the-rich-iniziativa-dei-cittadini-europei-chiede-limposta-sui-grandi-patrimoni/">https://www.egalite.org/tax-the-rich-iniziativa-dei-cittadini-europei-chiede-limposta-sui-grandi-patrimoni/ </a></p>
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		<title>Uno su 10 non può riscaldare casa. I numeri della povertà in Italia nel rapporto di Caritas</title>
		<link>https://www.egalite.org/uno-su-10-non-puo-riscaldare-casa-i-numeri-della-poverta-in-italia-nel-rapporto-di-caritas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 20:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 5,6 milioni in Italia i poveri assoluti, pari al 9,7% della popolazione. Si tratta di una povertà che coinvolge anche i lavoratori e si<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/uno-su-10-non-puo-riscaldare-casa-i-numeri-della-poverta-in-italia-nel-rapporto-di-caritas/">Uno su 10 non può riscaldare casa. I numeri della povertà in Italia nel rapporto di Caritas</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre 5,6 milioni in Italia i poveri assoluti, pari al <strong>9,7% della popolazione</strong>. Si tratta di una povertà che coinvolge anche i lavoratori e si trasmette di generazione in generazione. Il 27° Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia di Caritas Italiana offre uno spaccato sul fenomeno. (1)</p>
<h2>Poveri assoluti, oltre 2 milioni di famiglie</h2>
<p><strong>I poveri assoluti</strong> residenti in Italia sono aumentati lo scorso anno da 5 milioni 316mila a 5 milioni 673mila (+ 357mila unità). L’incidenza è passata dal 9,1% al 9,7%.</p>
<p>Se si considerano i nuclei, si contano <strong>2 milioni 187mila famiglie</strong> in povertà assoluta, a fronte dei 2 milioni 22mila famiglie del 2021 (+165mila nuclei), concentrati soprattutto nel Mezzogiorno.</p>
<p>L&#8217;emergenza si riverbera anche sulla <strong>nutrizione</strong>. Oltre il 12% della popolazione italiana non è in grado di assicurarsi ogni giorno un pasto completo dal punto di vista nutrizionale, né di consumare un’adeguata quantità di frutta e verdura, né di riunirsi in convivio con parenti e/o amici una volta al mese, avverte il rapporto di ActionAid. (2)</p>
<h2>Gli stranieri hanno la peggio</h2>
<p><strong>Le disuguaglianze</strong> tra cittadini italiani e stranieri residenti si sono acuite negli ultimi dodici mesi.</p>
<p><strong>La povertà assoluta</strong> si mantiene infatti al di sotto della media per le famiglie di soli italiani (6,4%), mentre si attesta su livelli molto elevati tra i nuclei con soli componenti stranieri (33,2%), in particolare se con figli minori 36,1% (a fronte del 7,8% delle famiglie di soli italiani).</p>
<p><strong>Gli stranieri</strong> rappresentano l’8,7% della popolazione residente, ma costituiscono il 30% dei poveri assoluti.</p>
<h2>Lavorare non basta</h2>
<p><strong>L’istruzione</strong> continua ad essere tra i fattori che più tutelano rispetto al rischio di indigenza (oggi più del passato),</p>
<p><strong>Il lavoro</strong>, invece, non è più causa sufficiente di benessere: il 47% dei nuclei in povertà assoluta risulta avere il capofamiglia occupato.</p>
<h2>Richieste di aiuto raddoppiate</h2>
<p><strong>Nel 2022</strong>, nei Centri di ascolto e servizi delle Caritas diocesane le persone incontrate e accompagnate sono aumentate del 12% rispetto al 2021. Complessivamente il peso degli stranieri tra i beneficiari si attesta al 59,6%.</p>
<p><strong>Gli aiuti erogati</strong> (solo nei Centri d’ascolto collegati alla rete informatizzata) sono stati complessivamente 3,4 milioni, per una media di 13,5 prestazioni per assistito/nucleo. La media del 2021 era di 6,5.</p>
<h2>La povertà energetica</h2>
<p><strong>Il Rapporto</strong> analizza per la prima volta l’effetto della ‘povertà energetica’, ossia l’impossibilità di garantire un livello minimo di consumo energetico, come quello necessario per <strong>riscaldare la casa, lavarsi e cucinare</strong>.</p>
<p><strong>In questa condizione</strong> versa il 9,9% della popolazione. Già nel 2022, degli oltre 86mila sussidi economici erogati dalla rete Caritas nel 2022 il 45% è stato a supporto di ‘bisogni energetici’. I beneficiari di sussidi economici utili per pagamento di bollette/tasse sono state per lo più famiglie povere e genitori fragili (anche mono-genitori).</p>
<h2>Poveri lavoratori</h2>
<p><strong>Altro approfondimento</strong> è dedicato al fenomeno dei ‘working poor’, ossia a quelle situazioni di povertà in cui <strong>non manca il lavoro, ma il reddito non è sufficiente</strong> a una vita dignitosa.</p>
<p>I lavoratori poveri sono soprattutto <strong>lavoratori in nero, in grigio, part time forzati, con contratti regolari ma tutti con salari inadeguati</strong>.</p>
<h2>Dopo l’abolizione del reddito di cittadinanza</h2>
<p>Il Rapporto dedica anche una riflessione alla riforma del <strong>Reddito di Cittadinanza</strong> e al passaggio verso le nuove misure di <strong>Supporto alla formazione e al lavoro</strong> (SFL) e <strong>Assegno di inclusione</strong> (Adi).</p>
<p>L’abbandono del principio di universalismo selettivo e l’introduzione di nuovi requisiti <strong>lascia scoperte alcune specifiche tipologie di poveri</strong> (per esempio le persone senza dimora). Vi sono inoltre seri dubbi sulla reale possibilità di <strong>trovare un’occupazione entro i 12 mesi</strong> di copertura economica per la formazione garantiti dall’SFL.</p>
<p>Situazione più favorevole invece per i circa <strong>50mila nuclei di stranieri che potranno accedere per la prima volta alla misura</strong> e il fatto che sommando gli importi dell’Adi con quelli dell’Assegno Universale Unico per i figli a carico, la nuova impostazione sostiene maggiormente le famiglie numerose.</p>
<h2>Una sconfitta per tutti</h2>
<p>‘<em>La presenza di oltre 2,1 milioni di famiglie povere è una <strong>sconfitta</strong> non solo per chi ne è direttamente coinvolto, ma anche <strong>per l’intera società</strong>, perché così essa si trova a dover fare i conti con la perdita di capitale umano, sociale, relazionale che produce gravi e visibili impatti anche sul piano dei diritti’</em>,  afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.</p>
<p>‘<em>Come ci chiede papa Francesco, nell’invitarci a celebrare la Giornata mondiale dei Poveri del 19 novembre, siamo tutti chiamati a “<strong>non distogliere lo sguardo dal povero</strong>”. Invitati dunque a partire dai poveri, a metterli al centro delle nostre comunità, a fare la nostra parte per cercare di diminuire le disuguaglianze e dare sollievo e nuove opportunità a chi si rivolge a noi, per sconfiggere insieme la miseria&#8217;</em>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Tutto da perdere. Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia 2023. <em>Caritas Italiana</em> <a href="https://archivio.caritas.it/materiali/Rapporti_poverta/2023/rapportopoverta2023_tuttodaperdere.pdf">https://archivio.caritas.it/materiali/Rapporti_poverta/2023/rapportopoverta2023_tuttodaperdere.pdf</a></p>
<p>(2) Sabrina Bergamini, Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</a>. <em>Égalité</em>. 21.20.23</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/uno-su-10-non-puo-riscaldare-casa-i-numeri-della-poverta-in-italia-nel-rapporto-di-caritas/">Uno su 10 non può riscaldare casa. I numeri della povertà in Italia nel rapporto di Caritas</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 14:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi 8 milioni di persone vivono in in Italia uno ‘status’ di deprivazione alimentare materiale o sociale, o ‘povertà alimentare’. Vale a dire che oltre il 12% della<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi 8 milioni di persone vivono in in Italia uno ‘status’ di deprivazione alimentare materiale o sociale, o ‘povertà alimentare’. Vale a dire che oltre il 12% della popolazione italiana non è in grado di assicurarsi ogni giorno un pasto completo dal punto di vista nutrizionale, né di consumare un&#8217;adeguata quantità di frutta e verdura, né di riunirsi in convivio con parenti e/o amici una volta al mese.</p>
<p>La ‘<em>food security</em>’ è dunque un problema molto attuale anche in Italia &#8211; a dispetto delle sciocche battute del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, secondo cui ‘i poveri’ in Italia si nutrirebbero bene. A seguire i dati offerti da ActionAid in ‘Frammenti da ricomporre’, il suo quarto rapporto sulla povertà alimentare in Italia elaborato assieme a ‘Percorsi di Secondo Welfare’ (1).</p>
<h2>1) Povertà in Italia, 2023. La spirale e lo stigma</h2>
<p><strong>La spirale della povertà</strong> &#8211; e così della povertà alimentare &#8211; ha assunto dimensioni epidemiche, in in Italia, a partire dalla ‘era Covid’.</p>
<p>‘<em>La pandemia affamava il Paese colpendo anche fasce di popolazione che non avevano mai avuto la necessità di ricorrere a forme di aiuto istituzionali, i cosiddetti <strong>nuovi poveri </strong>(lavoratori poveri, giovani precari, famiglie numerose e monogenitoriali). La traiettoria che ha condotto questi individui nella spirale della povertà risale almeno a dieci anni prima della pandemia, a seguito della crisi economica e finanziaria e delle politiche di austerità adottate dai Paesi europei</em>’.</p>
<p><strong>I dati statistici</strong> oggi a disposizione, nondimeno, riferiscono alla povertà ‘<em>utilizzando lenti rotte che, pur nel necessario esercizio di ricomposizione dei loro pezzi, lasciano inevitabilmente dei vuoti da colmare</em>’.</p>
<p><strong>La povertà e la povertà alimentare</strong> vengono cioè osservate solo nella loro dimensione economica, trascurandone i risvolti sociali &#8211; ‘<em>stigma, rinuncia, mancanza di libertà di scelta e contrazione delle opportunità di socialità e convivialità</em>’ – su cui invece si sofferma l’indagine di ActionAid. Bisogna ricomporre statistiche frammentate per comprendere la vera portata di questi fenomeni.</p>
<h2>2) Deprivazione alimentare materiale e sociale</h2>
<p><strong>La ‘deprivazione</strong> alimentare materiale’ viene definita da Eurostat come ‘<em>l’impossibilità, per ragioni economiche, di assumere un pasto completo – con pollo, carne, pesce o equivalente vegetariano – almeno una volta ogni due giorni</em>’. Nel 2021, prima ancora dell’abissale crisi economica innescata dalla partecipazione europea al conflitto in Ucraina, si trovava in questa condizione il 7,9% della popolazione residente in Italia, pari a 4,6 milioni di persone.</p>
<p><strong>La deprivazione alimentare sociale</strong> viene invece considerata in termini di impossibilità di riunirsi con amici o parenti per mangiare o bere qualcosa, in convivialità, almeno una volta al mese. Questa condizione riguardava invece, sempre nel 2021, il 6,5% della popolazione residente in Italia nelle fasce di età superiori ai 15 anni. 3,3 milioni di persone circa.</p>
<p><strong>L’indice</strong> di ‘deprivazione alimentare materiale o sociale’ elaborato da ActionAid stima perciò che nel 2021 quasi 8 milioni di persone residenti in Italia non avevano ‘<em>accesso a un pasto completo almeno una volta al giorno ovvero erano impossibilitate a riunirsi con amici o familiari per mangiare o bere un drink almeno una volta al mese. È importante sottolineare che di queste persone solo 4 su 10 si trovavano in condizione di povertà relativa</em>’.</p>
<h2>3) Povertà alimentare, povertà economica e percezione delle famiglie</h2>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Ben 6 persone su 10</strong> tra quelle che si trovano in condizione esidente in Italia di deprivazione alimentare materiale o sociale non sono considerate a rischio di povertà, poiché hanno redditi superiori al 60% della mediana nazionale. Utilizzando un altro indicatore di povertà, basato sulla percezione delle famiglie rispetto alla difficoltà di arrivare a fine mese con le risorse disponibili, scopriamo che ben 7 persone su 10 tra quelle in condizione di deprivazione alimentare si ritrovano anche tra quelle che dichiarano di arrivare a fine mese con difficoltà o grande difficoltà</em>’.</p>
<p><strong>Questi dati</strong> mostrano che non solo le statistiche ma anche le politiche rese a mitigare la povertà, laddove basate sulle sole soglie di reddito standardizzate, non sono in grado di intercettare la complessità e l’estensione della povertà alimentare. Con il rischio di escludere un’ampia parte di popolazione che di fatto vive in condizioni di deprivazione materiale ma non è considerata povera. Senza peraltro dimenticare che oltre 1/5 della popolazione europea già si trovava in stato di povertà agli albori della crisi euro-russa. (2)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘</strong><em><strong>Dobbiamo cambiare la visione</strong> che abbiamo del fenomeno per adottare un vero approccio multidimensionale che ruoti attorno al diritto cibo e non all’aiuto, che coinvolga la comunità e non solo i singoli individui adottando, inoltre, sistemi di rilevazione della povertà alimentare più efficaci e a livello territoriale</em>’.</span></p>
<h2>4) Fasce di popolazione più afflitte</h2>
<p><strong>Disoccupati, stranieri e disabili </strong>(‘inabili al lavoro’, nel gergo discriminatorio che vige in Italia) sono al primo posto nella deprivazione alimentare materiale o sociale, che ne coinvolge rispettivamente il 28,3%, il 23,1% e il 22,3%.</p>
<p><strong>La povertà alimentare</strong> affligge</p>
<ul>
<li>il 22,6% di chi vive in una casa in affitto,</li>
<li>il 20,7% della popolazione nel Sud,</li>
<li>il 17,4% di chi ha istruzione pari o inferiore alla licenza media,</li>
<li>il 13,3% di chi vive in aree metropolitane,</li>
<li>il 12,3% dei giovani in età 19-35,</li>
<li>il 12,7% degli adulti nella fascia 50-64 anni.</li>
</ul>
<p>Nel 2021, in Italia, subiva una condizione di malnutrizione, intesa quale incapacità di assumere un pasto completo con le proteine necessarie almeno una volta al giorno,</p>
<ul>
<li>il 10,4% dei minori di cittadinanza extraeuropea,</li>
<li>il 5,3% di quelli del Nord-Ovest,</li>
<li>il 5,3% di quelli le cui famiglie pagano un affitto,</li>
<li>il 3,3% tra i bambini sotto i 5 anni.</li>
</ul>
<p><strong>E la situazione non può che essere peggiorata</strong>, con l’inflazione alimentare a due cifre degli ultimi due anni.<br />
Lo stigma sociale che ruota intorno alla povertà può però compromettere le risposte dei genitori, che potrebbero minimizzare o nascondere la difficoltà incontrate nel garantire adeguate condizioni di vita e pasti ai propri figli. Su questi dati e sulle cause della povertà alimentare minorile dovrebbero perciò venire eseguiti studi più approfonditi, come quelli a suo tempo eseguiti dalla Fondazione Gaslini di Genova. (2)</p>
<h2>3) Famiglie che tagliano la spesa alimentare</h2>
<p><strong>ActionAid</strong> ha altresì analizzato le indagini Istat sulla spesa delle famiglie. Già nel 2021 il 9% delle famiglie residenti in Italia aveva ridotto l’acquisto di beni alimentari, per un totale di 2,3 milioni di famiglie e oltre 5,4 milioni di persone. E la situazione è peggiorata drasticamente negli anni successivi, vale la pena annotare.</p>
<p><strong>Questo fenomeno</strong> è più spiccato tra le famiglie in povertà assoluta (26,2%), quelle che non sarebbero in grado di far fronte a una spesa improvvisa di circa 800 euro (24,8%), quelle composte da cittadini stranieri (23,0%), le persone che vivono da sole in età 35-64 (11,8%), le famiglie monogenitoriali (13,9%) e quelle composte da coppie con tre o più figli (13,5%).</p>
<p>#andràtuttobene?</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<p><em>Cover da Alberto Sànchez Arguello <a href="https://tinyurl.com/4a8ay43j">https://tinyurl.com/4a8ay43j</a></em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Frammenti da ricomporre. Quarto rapporto sulla povertà alimentare in Italia. ActionAid <a href="https://actionaid-it.imgix.net/uploads/2023/10/ActionAid_Report_Frammenti_da-Ricomporre.pdf">https://actionaid-it.imgix.net/uploads/2023/10/ActionAid_Report_Frammenti_da-Ricomporre.pdf</a></p>
<p>(2) Sabrina Bergamini.  <a href="https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/">Povertà in Europa, a rischio più di un quinto della popolazione</a>. Égalité. 20.9.22</p>
<p>(3) Dario Dongo, Giulia Baldelli. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/malnutrizione-infantile-cera-una-volta-la-cena/">Malnutrizione infantile, ‘C’era una volta la cena’</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.2.19</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/poverta-alimentare-la-crisi-in-italia-rapporto-action-aid/">Povertà alimentare, la crisi in Italia. Rapporto Action Aid</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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