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	<description>no-profit organization</description>
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		<title>Égalité: inclusione e lotta alle barriere culturali e architettoniche</title>
		<link>https://www.egalite.org/egalite-inclusione-e-lotta-alle-barriere-culturali-e-architettoniche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 18:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Égalité]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’associazione Égalité si dedica da anni alla rimozione delle barriere, culturali e architettoniche, promuovendo l’inclusione sociale e perseguendo attivamente gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’associazione <b>Égalité</b> si dedica da anni alla rimozione delle barriere, culturali e architettoniche, promuovendo l’inclusione sociale e perseguendo attivamente gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda ONU 2030.</p>
<p>Iscritta al RUNTS come Ente del Terzo Settore, Égalité opera per la tutela dei diritti umani e dell’ecosistema. <b>Osservare, condividere e agire</b> costituisce il nostro schema operativo, che si traduce in iniziative concrete: dall’informazione e sensibilizzazione, all’intervento nelle sedi amministrative, politiche e giudiziarie ritenute più idonee per risolvere le criticità individuate.</p>
<h2><b>I nostri progetti in corso</b></h2>
<p>Égalité rivolge i suoi primi tre progetti alle persone con disabilità motoria che utilizzano la sedia a rotelle. La <b>Smart Wheelchair</b> è composta da <a href="https://www.egalite.org/e-tr-ruota-elettrica-per-sedie-a-rotelle/"><b>É-TR</b></a> (ruota elettrica), <a href="https://www.egalite.org/egalite-progetti/e-gt-sedia-a-rotelle-intelligente/"><b>É-GT</b></a> (sedia intelligente) ed <a href="https://www.egalite.org/egalite-progetti/e-we-carrellino-con-pedana-per-sedia-a-rotelle/"><b>É-WE</b></a> (carrellino con pedana), rappresenta una soluzione tecnologica integrata per restituire autonomia di movimento a tutti coloro che affrontano difficoltà nella deambulazione.</p>
<p>Nell’ottica di eliminare le barriere fisiche, è attivo il progetto <a href="https://www.egalite.org/access-egalite-la-certificazione-dellaccessibilita-di-strutture-e-servizi/"><b>ACCESS</b></a>, che fornisce servizi di <b>consulenza e certificazione dell’accessibilità</b> per luoghi pubblici e privati, guidando una trasformazione consapevole degli spazi.</p>
<p><b>Unisciti a noi</b></p>
<p>La nostra missione si realizza anche grazie al tuo sostegno.</p>
<p>&#8211; Per ricevere informazioni o partecipare alle nostre attività: info@egalite.org.</p>
<p>&#8211; Per sostenere economicamente i nostri progetti:</p>
<p><span class="Apple-converted-space">    </span>&#8211; <span class="Apple-converted-space">  </span><b>Bonifico bancario</b>: IBAN IT11N0501803200000016810848</p>
<p><span class="Apple-converted-space">    </span>&#8211; <span class="Apple-converted-space">  </span><b>Altri metodi di donazione</b>: visita la <a href="https://www.egalite.org/donate/">nostra pagina dedicata</a> sul sito web.</p>
<p>&#8211; Per donare a Égalité il tuo 5&#215;1000: codice fiscale 96411760588.</p>
<p>Insieme, per un mondo senza barriere.</p>
<p><em>Dario Dongo, Presidente di Égalité ETS</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Farmacie senza barriere: l’accordo Federfarma-#IoRampo</title>
		<link>https://www.egalite.org/farmacie-senza-barriere-laccordo-federfarma-iorampo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 19:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ACCESS]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, per una persona con disabilità motoria o difficoltà di movimento, anche un gesto quotidiano come recarsi in farmacia può trasformarsi in un percorso a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/farmacie-senza-barriere-laccordo-federfarma-iorampo/">Farmacie senza barriere: l’accordo Federfarma-#IoRampo</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, per una persona con disabilità motoria o difficoltà di movimento, anche un gesto quotidiano come recarsi in farmacia può trasformarsi in un percorso a ostacoli. Scale, scalini, ingressi stretti: barriere architettoniche che negano di fatto un diritto fondamentale, quello alla salute. Una sfida che coinvolge oltre 3 milioni di cittadini, secondo le stime, e che stride con i princìpi sanciti dalla <strong>Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità</strong>, ratificata dall’Italia nel 2009, la quale impegna gli Stati ad assicurare la piena accessibilità a tutti i servizi e gli spazi aperti al pubblico.</p>
<p>Proprio in questa direzione si muove un’iniziativa concreta e dal forte impatto simbolico: il protocollo d’intesa siglato tra Federfarma e il progetto #IoRampo, presentato alla Camera dei Deputati. L’obiettivo è rendere le farmacie – presidi sanitari di prossimità per eccellenza – realmente accessibili a tutti, a partire dalle persone con disabilità motoria, anziani, genitori con passeggini o chiunque abbia una ridotta mobilità, temporanea o permanente.</p>
<h2>La rampa mobile come soluzione immediata</h2>
<p>Il progetto #IoRampo, sviluppato dalla Società benefit Connessioni sociali e patrocinato dall’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), propone una soluzione pragmatica e a bassa soglia di attivazione: l’installazione di <strong>rampe mobili omologate</strong> all’ingresso di quelle farmacie che, per vincoli strutturali, storici o urbanistici, non possono garantire un accesso agevole con interventi edilizi permanenti. Si tratta di dispositivi semplici, sicuri e reversibili, che abbattono letteralmente l’ostacolo dello scalino, consentendo a tutti di varcare la soglia in autonomia e sicurezza.</p>
<p>L’iniziativa, come ha sottolineato la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli in un videomessaggio, “risponde pienamente ai princìpi della Convenzione ONU e alla riforma italiana sulla disabilità”, incarnando lo spirito delle norme sull’accessibilità universale. Non si tratta di un mero adempimento, ma di un cambio di paradigma: trasformare l’accessibilità da problema tecnico a <strong>valore condiviso</strong>, che migliora la qualità della vita dell’intera comunità. Per le persone con disabilità, come ha evidenziato Andrea Venuto, presidente di Connessioni sociali, significa soprattutto riconquistare la libertà di scegliere la propria farmacia di fiducia, senza essere costretti a selezionarla in base alla presenza o meno di barriere.</p>
<h2>Oltre l’ingresso: accesso ai servizi e diritto alla cura</h2>
<p>Rendere accessibile una farmacia non significa solo permettere l’ingresso fisico. Oggi le farmacie offrono un ventaglio sempre più ampio di servizi: dalla <strong>telemedicina</strong> alle campagne di prevenzione, dall’assistenza territoriale al counselling farmacologico. Garantire a tutti la possibilità di usufruirne significa tutelare il <strong>diritto all’equo accesso al farmaco</strong> e alla salute, contrastando le disuguaglianze. La farmacia accessibile diventa così un nodo cruciale di una rete sanitaria territoriale realmente inclusiva, in linea con gli obiettivi del PNRR e del nuovo assetto dell’assistenza territoriale.</p>
<h2>Una sfida culturale oltre che architettonica</h2>
<p>L’accordo Federfarma-#IoRampo si inserisce in un contesto nazionale in cui la battaglia contro le barriere architettoniche è ancora lunga. Nonostante una normativa (la legge 13/1989) esista da decenni, la sua applicazione è spesso disomogenea e legata a interventi puntuali. La scarsa accessibilità riguarda non solo gli spazi privati, ma molti luoghi pubblici, limitando di fatto la partecipazione sociale, l’autonomia e, come in questo caso, l’accesso alle cure. Iniziative come #IoRampo dimostrano che soluzioni concrete sono possibili, anche in attesa di interventi strutturali più complessi, e contribuiscono a sensibilizzare l’opinione pubblica e i gestori degli esercizi sul tema.</p>
<p>In questa cornice si colloca anche il <a href="https://www.egalite.org/access-egalite-la-certificazione-dellaccessibilita-di-strutture-e-servizi/"><strong>progetto ACCESS</strong></a> di Égalité ETS, che promuove la <strong>certificazione dell’accessibilità</strong> di strutture e servizi. Un approccio sistemico e volontario che, attraverso linee guida chiare e una valutazione trasparente, aiuta gli esercizi a migliorare la propria accessibilità sotto tutti i profili (percettivo, cognitivo, motorio) e a comunicarla efficacemente agli utenti. L’accordo sulle farmacie e progetti come ACCESS condividono la stessa visione: costruire una società in cui l’inclusione sia un criterio di qualità misurabile e un vantaggio per tutti.</p>
<h2>Verso una comunità più accogliente</h2>
<p>L’elenco delle farmacie che hanno già aderito a #IoRampo – dalla Farmacia Sollai di Iglesias alla Farmacia Mannazzu di Alghero, fino alla Farmacia Boy di Pirri (Cagliari) – è in continua crescita e mostra come l’adesione parta spesso dalla sensibilità del singolo farmacista verso la propria comunità. Questo percorso verso “farmacie senza barriere” è dunque un passo concreto per tradurre in pratica i princìpi della Convenzione ONU e costruire, giorno dopo giorno, un Paese più equo e accogliente. Perché la salute, per essere davvero tale, deve essere un diritto esercitabile da chiunque, senza ostacoli e senza distinzioni.</p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>https://www.federfarma.it/Edicola/Comunicati-stampa/16-12-2025-13-35-26.aspx</p>
<p>https://www.iorampo.com</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Disabilità e vita indipendente, rapporto UE</title>
		<link>https://www.egalite.org/disabilita-vita-indipendente-rapporto-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 15:18:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[progetto di vita individuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente studio del Parlamento europeo (Šiška et al., 2025) mostra come il diritto delle persone con disabilità a ricevere supporto per condurre una vita indipendente<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disabilita-vita-indipendente-rapporto-ue/">Disabilità e vita indipendente, rapporto UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2c28112c-b3ab-80d6-8e70-cecb58bc97d1" class="">Un recente studio del Parlamento europeo (Šiška et al., 2025) mostra come il <strong>diritto</strong> delle persone con <strong>disabilità</strong> a ricevere supporto per condurre una <strong>vita indipendente</strong> &#8211; benché affermato nella <em>UN Convention for the Rights of Persons with Disabilities</em> (CRPD), che l’Unione europea ha ratificato nel 2010 &#8211; rimanga una promessa mancata a danno di milioni di persone, con notevoli disparità tra gli Stati membri. La situazione in Italia è drammatica, in attesa della concreta attuazione della ‘riforma della disabilità’ introdotta con il decreto legislativo n. 62/2024.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80eb-9990-c5dc4487b4bb" class="">Disabilità in Unione Europea</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8086-b56a-ed4329324328" class="">La Commissione europea stima che attualmente circa <strong>87 milioni di persone in UE </strong>vivano con una<strong> disabilità</strong>. Le disuguaglianze sono persistenti, atteso che:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-802a-b24a-f6300720c1e3" class="bulleted-list">
<li>solo la metà delle persone con disabilità è occupata (a fronte di tre quarti delle persone senza disabilità);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80d8-8f6a-f16b1a59fe6f" class="bulleted-list">
<li>il 28,4% è a rischio di povertà o esclusione sociale;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80c2-817a-f5912114f61d" class="bulleted-list">
<li>il 52% riferisce di aver subito discriminazioni.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-807e-9f4d-c27fd0608bdc" class="">Il pilastro dei diritti delle persone con disabilità nell&#8217;UE è la <strong>Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (UN CRPD)</strong>, ratificata dall&#8217;UE e da tutti i suoi Stati membri.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80ce-9cb6-c0367cba0829" class=""><strong>Vita indipendente, la promessa mancata</strong></h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8090-9683-db46f4f6aef3" class="">La Convenzione ONU, all&#8217;articolo 19, stabilisce il diritto delle persone con disabilità a vivere in modo indipendente, venire incluse nella comunità e avere la libertà di scegliere dove e con chi vivere, con accesso ai servizi di supporto necessari.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2c28112c-b3ab-80ae-9491-f38c334636ff" class=""><strong>Il divario a livello UE tra politiche e pratica</strong></h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8047-8f6b-c0b9d80ea141" class="">Le revisioni della Commissione ONU CRPD alle politiche UE e alla loro attuazione, nel 2015 e nel 2025, rivelano un persistente <strong>divario attuativo</strong>. Le preoccupazioni principali includono:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8018-9b7b-ea0a49cee78e" class="bulleted-list">
<li>il sistematico <strong>uso improprio dei fondi strutturali UE</strong> per rinnovare o costruire strutture di assistenza residenziale (‘istituzionalizzazione’), anziché favorire soluzioni di vita indipendente, in contrasto con l&#8217;articolo 19 della Convenzione;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-801a-b425-f20e7eecc89e" class="bulleted-list">
<li><strong>accessibilità insufficiente</strong> in molti ambiti della vita;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80fc-ae8e-d9f6500643fd" class="bulleted-list">
<li><strong>partecipazione limitata</strong> delle persone con disabilità al processo decisionale relativo alle soluzioni che le riguardano direttamente.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-804e-997c-df99962af4dd" class="">La <strong>Commissione europea</strong>, nella sua risposta del 2023, ha indicato progressi politici come lo <a href="https://www.egalite.org/european-accessibility-act-avanti-adagio/"><em>European Accessibility Act</em></a> e la <a href="https://www.egalite.org/disabilita-nuova-strategia-europea-2021-2030/">Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030</a>. Riconoscendo tuttavia che la <strong>responsabilità</strong> nella ‘gestione condivisa’ dei fondi ricade principalmente sugli <strong>Stati membri</strong>, mentre le organizzazioni della società civile ribadiscono che i meccanismi di consultazione rimangono insufficienti e inefficaci.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80ac-bc70-c4c478534496" class=""><strong>La situazione in Italia</strong></h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-800c-9cc3-f5ceeceda1fc" class="">Lo studio del Parlamento europeo considera lo stato di attuazione dell’articolo 19 della Convenzione ONU nei 27 Stati membri UE. La situazione in <strong>Italia</strong>, come in molti altri Paesi, riflette le principali preoccupazioni esposte nel rapporto. I <strong>dati</strong> italiani sono anzi <strong>allarmanti</strong>, poiché si registra:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8082-a908-ecb2aaf817ea" class="bulleted-list">
<li>un <strong>aumento del 56%</strong> del numero di minori in strutture residenziali (2010-2020);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80d5-b19a-e326c7e2f03c" class="bulleted-list">
<li>un <strong>aumento del 36%</strong> degli adulti in strutture residenziali (2011-2021);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8063-83e4-c7b704eb38d7" class="bulleted-list">
<li>una stima di <strong>70.000 adulti</strong> in strutture residenziali nel 2021.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-80ae-b0b7-f76b95748244" class="">La <strong>transizione all&#8217;età adulta</strong> è un elemento critico del fallimento. Mentre i minori possono venire supportati in famiglia o in affido, la loro segregazione in grandi istituti residenziali al compimento dei 18 anni diventa spesso l&#8217;opzione predefinita, soprattutto per le persone con disabilità intellettive.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-80b2-9cad-cc1901084db3" class="">Sebbene l&#8217;Italia abbia introdotto concetti come il ‘<strong>Progetto di Vita</strong>’ personalizzato &#8211; con la ‘riforma della disabilità’ (<a href="https://www.egalite.org/riforma-disabilita-italia/">decreto legislativo 62/2024</a>) e alcuni progetti pilota regionali per la vita indipendente, l&#8217;<strong>approccio</strong> rimane <strong>frammentato</strong>. Non esiste una strategia nazionale globale di de-istituzionalizzazione con obiettivi vincolanti. Il Comitato ONU aveva già in passato criticato l&#8217;Italia per il mantenimento di un <strong>modello medico della disabilità</strong> e per l&#8217;accesso disomogeneo ai servizi tra le regioni.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2c28112c-b3ab-80da-9344-e77615e4751d" class=""><strong>Conclusioni provvisorie </strong></h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-80de-aaab-c2fe6c76b96a" class="">Il rapporto UE dipinge un quadro di <strong>progressi lenti e disomogenei</strong>. Sebbene esista un solido quadro normativo a livello UE, la sua traduzione in diritti tangibili e soluzioni abitative nella comunità delle persone con disabilità è in grave ritardo. Stati membri come l&#8217;Italia continuano a fare molto affidamento sulla ‘istituzionalizzazione’ degli aventi diritto, cioè il loro ricovero in strutture residenziali, spesso con il supporto degli stessi fondi UE.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-807e-a1c7-fbb490582773" class="">Il prossimo <strong>bilancio UE 2028-2034</strong> rappresenta un&#8217;opportunità cruciale per applicare condizioni più severe alla gestione dei fondi pubblici e reindirizzare gli investimenti verso una reale inclusione nella comunità. In assenza di un concreto impegno politico verso l’effettiva applicazione dell&#8217;articolo 19 CRPD e delle risorse a ciò necessarie, di strategie nazionali misurabili e dello smantellamento dei modelli istituzionali, il diritto alla vita indipendente proclamato dall’ONU rimarrà un miraggio.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2c28112c-b3ab-8073-97ca-c2f45dabad3f" class="">#Égalité</p>
<p><em>Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@cdc?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">CDC</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-donna-in-una-sedia-a-rotelle-in-una-cucina-rUW_SiE512U?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2c28112c-b3ab-8029-9cc5-d0709dde2299" class="">Riferimenti</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-8050-8833-eec241c9275d" class="bulleted-list">
<li>Decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato. Normattiva. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-80a3-a0d4-ed3f33973bd8" class="bulleted-list">
<li>European Commission. (n.d.). Persons with disabilities. <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/disability/persons-disabilities_en">https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/disability/persons-disabilities_en</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2c28112c-b3ab-802a-8aba-e1147660a65d" class="bulleted-list">
<li>Šiška, J., &amp; Beadle-Brown, J. (2025). <em>Independent living of persons with disabilities in the European Union</em> (PE 759.355). Policy Department for Structural and Cohesion Policies (CASP), European Parliament. <a href="https://www.europarl.europa.eu/thinktank/en/document/CASP_STU(2025)759355">https://www.europarl.europa.eu/thinktank/en/document/CASP_STU(2025)759355</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disabilita-vita-indipendente-rapporto-ue/">Disabilità e vita indipendente, rapporto UE</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riforma della disabilità in Italia, lo stato dell’arte</title>
		<link>https://www.egalite.org/riforma-disabilita-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:38:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[INPS]]></category>
		<category><![CDATA[progetto di vita individuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7725</guid>

					<description><![CDATA[<p>La riforma della disabilità introdotta in Italia con il d.lgs. 62/2024 rappresenta uno dei passaggi più significativi nel lungo percorso verso un sistema di riconoscimento e<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/riforma-disabilita-italia/">Riforma della disabilità in Italia, lo stato dell’arte</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2be8112c-b3ab-8022-b928-d9f03d372fcb" class="">La <strong>riforma della disabilità</strong> introdotta in Italia con il d.lgs. 62/2024 rappresenta uno dei passaggi più significativi nel lungo percorso verso un sistema di riconoscimento e tutela coerente con la <strong>Convenzione ONU</strong> sui diritti delle persone con disabilità.</p>
<p id="2be8112c-b3ab-806c-b188-c8d52ae1e655" class="">Il nuovo modello supera l’impostazione puramente medico-legale e introduce una <strong>valutazione</strong> più ampia che integra aspetti sociali e psicologici. Il nodo della riforma rimane peraltro la copertura finanziaria dei <strong>riconoscimenti economici</strong>.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-80e8-a2de-c8d6ff33a182" class=""><strong>Riforma della disabilità, obiettivi</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-8004-b950-cca7101f180b" class="">La riforma in esame mira a:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-807a-a38b-dac8a6c22431" class="bulleted-list">
<li>semplificare il processo di riconoscimento della disabilità;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-8045-bee1-ff1f02541e9a" class="bulleted-list">
<li>unificare la valutazione sanitaria a livello nazionale;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-808c-915b-f88698a5a127" class="bulleted-list">
<li>ridurre le revisioni non necessarie;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80a4-ad53-dc427a406d2c" class="bulleted-list">
<li>rafforzare l’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80a1-9642-c41a89b19672" class="bulleted-list">
<li>rilasciare un certificato sanitario unico, utilizzabile per tutte le prestazioni;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80dd-88a6-c7d8d135e79d" class="bulleted-list">
<li>favorire l’<strong>interconnessione dei servizi sociali e sanitari</strong>.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-80b3-a615-e3caf51cea71" class="">L’INPS diventa l’unico titolare della valutazione, a decorrere dall’1 dicembre 2026, così da ridurre frammentazioni e difformità territoriali che per decenni hanno ostacolato l’accesso ai diritti.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-804a-accb-c19ca560cdcd" class=""><strong>La valutazione di base</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-80a6-9dbf-ef4909745408" class="">La valutazione di base introduce diversi elementi innovativi che consentono di superare il vecchio modello puramente medico-legale, integrando strumenti che misurano il funzionamento reale della persona.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-8056-8d86-f67fc6159767" class=""><strong>Il questionario WHODAS 2.0</strong></h3>
<p id="2be8112c-b3ab-80ef-80b1-cab5f1860fbc" class="">Durante la visita presso l’Unità di Valutazione di Base, per le persone maggiorenni viene compilato il <strong>WHODAS 2.0</strong>, un questionario dell’OMS che <strong>misura l’impatto della disabilità sulla vita quotidiana</strong> (mobilità, relazioni, autonomia, partecipazione).</p>
<p id="2be8112c-b3ab-801f-95f2-d2c4411d35e6" class="">Si tratta di uno strumento che permette di rilevare non solo la condizione clinica, ma anche <strong>le difficoltà effettive</strong> che la persona incontra <strong>nel</strong> vivere, lavorare, studiare e <strong>partecipare alla vita sociale</strong>.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-801b-9ac0-c8ae051d850b" class=""><strong>I codici ICF e ICD-9</strong></h3>
<p id="2be8112c-b3ab-8081-9c18-da7b06043b8d" class="">La nuova procedura di valutazione utilizza due classificazioni internazionali complementari:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-8076-bb4e-f9c3c58a40b7" class="bulleted-list">
<li>ICF (<em>International Classification of Functioning</em>). La classificazione dell’OMS che descrive il funzionamento della persona, il livello di autonomia e le barriere ambientali, consentendo una valutazione biopsicosociale della disabilità;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-801c-8836-e7a0e7fe2a45" class="bulleted-list">
<li>ICD-9 (<em>International Classification of Diseases</em>). La classificazione internazionale delle malattie utilizzata per codificare diagnosi e condizioni cliniche. Se l’ICF aiuta a capire come vive la persona la sua condizione, l’ICD-9 identifica la diagnosi medica di partenza.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-8098-bac9-fc36cead58fd" class="">Questi tre strumenti – ICD-9 per la diagnosi, ICF per il funzionamento, WHODAS per l’impatto pratico – compongono il nuovo modello di riconoscimento previsto dalla riforma.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-800d-b131-cd15a21f34d9" class=""><strong>Dati socioeconomici e prestazioni economiche</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-801f-b5b8-c323cc67cd94" class="">Gli utenti possono dichiarare online (via SPID o CIE) i dati necessari per ottenere prestazioni economiche, attraverso il servizio ‘Dati socio-economici prestazioni di disabilità’.</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80c2-b3da-c7f878ed8990" class="">In alternativa, possono rivolgersi a un patronato o alle associazioni di categoria autorizzate.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-8001-af1a-dc9e75424e16" class=""><strong>Il progetto di vita individuale</strong></h3>
<p id="2be8112c-b3ab-8075-a9bd-f4cfa3b2073c" class="">Uno dei pilastri della riforma è il <strong>progetto di vita individuale</strong>, che può venire attivato dopo il riconoscimento della disabilità. Il progetto dovrebbe:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-80cc-a451-f2edfd99dcc3" class="bulleted-list">
<li>essere personalizzato, partecipato e costruito insieme alla persona e alla famiglia;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80df-be97-cdb19d79056b" class="bulleted-list">
<li>coinvolgere i servizi sociali e sanitari territoriali, la scuola, il lavoro;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-809e-9ecf-dcf869ef6cbb" class="bulleted-list">
<li>essere definito dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), che raccoglie i bisogni e identifica gli interventi necessari;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-8010-a30b-c57ac0970751" class="bulleted-list">
<li>superare la frammentazione degli interventi, integrando misure sociali, educative, sanitarie e occupazionali.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-8021-b877-e1ae8ab985b3" class="">La UVM comprende la persona con disabilità (o tutore), un facilitatore (se nominato), un medico di base o pediatra, professionisti sanitari indicati dall’Agenzia Sanitaria, un assistente sociale/educatore e rappresentanti scolastici o dell’inserimento lavorativo.</p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-8000-8dbb-e7bc1732fb5b" class="">L’accomodamento ragionevole</h3>
<p id="2be8112c-b3ab-8098-9ccd-f4d65358d48f" class="">Altro elemento cardine della riforma è il cosiddetto ‘<strong>accomodamento ragionevole</strong>’:</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80af-93ab-fe18ffd7a2bb" class="">‘<em>1. Nei casi in cui l&#8217;applicazione delle disposizioni di legge non garantisca alle persone con disabilità il godimento e l&#8217;</em><em><strong>effettivo e tempestivo esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali</strong></em><em>, l&#8217;accomodamento ragionevole, ai sensi dell&#8217;articolo 2 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, individua le </em><em><strong>misure e</strong></em><em> gli </em><em><strong>adattamenti necessari</strong></em><em>, pertinenti, appropriati e adeguati, che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo al soggetto obbligato.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80fe-bedf-cc6747de7b99" class=""><em>2. L&#8217;accomodamento ragionevole è attivato in via sussidiaria e non sostituisce né limita il diritto al pieno accesso alle prestazioni, ai servizi e ai sostegni riconosciuti dalla legislazione vigente.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80dc-8ecd-e05c9df561c1" class=""><em>3. La persona con disabilità, l&#8217;esercente la responsabilità genitoriale in caso di minore, il tutore ovvero l&#8217;amministratore di sostegno se dotato dei poteri ha la facoltà di richiedere, con apposita istanza scritta, alla pubblica amministrazione, ai concessionari di pubblici servizi e ai soggetti privati l&#8217;adozione di un accomodamento ragionevole, anche formulando una proposta.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-809f-801b-dc7b2eb48582" class=""><em>4. La persona con disabilità e il richiedente di cui al comma 3, se diverso, partecipano al procedimento relativo all&#8217;individuazione dell&#8217;accomodamento ragionevole.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-8080-8dbb-fbc9698a4576" class=""><em>5. L&#8217;accomodamento ragionevole deve risultare </em><em><strong>necessario, adeguato, pertinente e appropriato</strong></em><em> rispetto </em><em><strong>all&#8217;entità della tutela</strong></em><em> da accordare e alle condizioni di contesto nel caso concreto, </em><em><strong>nonché compatibile con le risorse</strong></em><em> effettivamente disponibili allo scopo.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80dd-9c9f-d2b80da8426a" class=""><em>6. Nella valutazione dell&#8217;istanza di accomodamento ragionevole deve essere previamente verificata la possibilità di accoglimento della proposta eventualmente presentata dal richiedente ai sensi del comma 3.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80d1-b63d-fb7b1c0efd0c" class=""><em>7. La </em><em><strong>pubblica amministrazione</strong></em><em> nel provvedimento finale tiene conto delle esigenze della persona con disabilità anche attraverso gli incontri personalizzati e conclude il procedimento con diniego motivato, ove non sia possibile accordare l&#8217;accomodamento ragionevole proposto, con l&#8217;indicazione dell&#8217;accomodamento secondo i principi di cui al comma 5.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80f8-b385-f9bccf6bdf7a" class=""><em>8. Avverso il diniego motivato di accomodamento ragionevole da parte della pubblica amministrazione, oppure nei casi di cui al comma 7, è ammesso ricorso ai sensi degli </em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-03-01;67~art3">articoli 3</a></em><em> e </em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-03-01;67~art4">4 della legge 1° marzo 2006, n. 67</a></em><em>.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80e4-a11f-e0cb01f1ce6b" class=""><em>9. Resta salva, ai sensi dell&#8217;</em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-02-05;20~art5">articolo 5 del decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20</a></em><em>, la facoltà dell&#8217;istante e delle associazioni legittimate ad agire ai sensi dell&#8217;</em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;67~art4">articolo 4 della legge n. 67 del 2006</a></em><em>, di chiedere all&#8217;</em><em><strong>Autorità Garante</strong></em><em> nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la discriminazione per rifiuto di accomodamento ragionevole da parte della pubblica amministrazione e anche di formulare una proposta di accomodamento ragionevole.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-803a-abec-eb0f13101462" class=""><em>10. Nel caso di rifiuto da parte di un concessionario di pubblico servizio dell&#8217;accomodamento ragionevole, richiesto ai sensi del comma 3, l&#8217;istante e le associazioni legittimate ad agire ai sensi dell&#8217;</em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;67~art4">articolo 4 della legge n. 67 del 2006</a></em><em>, ferma restando la facoltà di agire in giudizio ai sensi dell&#8217;articolo 3 della medesima legge, possono chiedere all&#8217;Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la </em><em><strong>discriminazione</strong></em><em> per rifiuto di accomodamento ragionevole proponendo o chiedendo, anche attraverso l&#8217;autorità di settore o di vigilanza, accomodamenti ragionevoli idonei a superare le criticità riscontrate.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-806b-a030-d58afeb41244" class=""><em>11. Nel caso di rifiuto da parte di un soggetto privato dell&#8217;accomodamento ragionevole, richiesto ai sensi del comma 3, l&#8217;istante e le associazioni legittimate ad agire ai sensi dell&#8217; </em><em><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;67~art4">articolo 4 della legge n. 67 del 2006</a></em><em>, ferma restando la facoltà di </em><em><strong>agire in giudizio</strong></em><em> ai sensi della medesima legge, possono chiedere all&#8217;Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la discriminazione di rifiuto di accomodamento ragionevole.</em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-80b3-9c03-ca4d1d9480ba" class=""><em>12. All&#8217;attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica</em>’ (d.lgs. 62/2024, articolo 5-bis).</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-8070-b6ad-f4ace2e3aef5" class=""><strong>La sperimentazione in corso</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-8004-8f46-dc5d0d44d987" class="">La riforma non è ancora attiva su tutto il territorio nazionale. La sperimentazione è iniziata l’1 gennaio 2025 in nove province e si è estesa dal 30 settembre 2025 ad altre nove province, comprese due province autonome. Allo stato attuale convivono dunque:</p>
<ul id="2be8112c-b3ab-8090-9cf7-d77f43f04ede" class="bulleted-list">
<li>province in sperimentazione, dove si applica la nuova procedura;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80b1-9e6e-da9b1987a336" class="bulleted-list">
<li>province e regioni non coinvolte, dove resta in vigore la procedura tradizionale;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-80a1-a26c-cd5eefa6df10" class="bulleted-list">
<li>territori ove il riconoscimento è già interamente in capo all’INPS;</li>
</ul>
<ul id="2be8112c-b3ab-804e-85a7-fe674449728a" class="bulleted-list">
<li>territori con sistemi misti, ove operano sia ASL che INPS.</li>
</ul>
<p id="2be8112c-b3ab-805c-ba8e-ff72535b688b" class="">La <strong>raccolta dati</strong> si focalizza, nella fase sperimentale, su alcune condizioni patologiche considerate più rappresentative: artrite reumatoide, cardiopatie, broncopatie, malattie oncologiche, diabete di tipo 2, disturbi dello spettro autistico e sclerosi multipla.</p>
<h2 id="2be8112c-b3ab-80ae-8ed6-f775e7191026" class=""><strong>Conclusioni provvisorie</strong></h2>
<p id="2be8112c-b3ab-805e-b950-e5477199c807" class="">La riforma è ancora in fase sperimentale ma rappresenta un passo avanti per superare le disuguaglianze territoriali nel riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. Il suo successo dipenderà dalla capacità di coordinare servizi, risorse e competenze, ma soprattutto dalla <strong>disponibilità di risorse finanziarie</strong> per sostenere progetti di vita individuale e accomodamenti ragionevoli. I diritti umani fondamentali sono perciò ancora legati alle decisioni della politica, fino a oggi in Italia del tutto ingenerosa nei confronti delle persone con disabilità.</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80ca-aea2-fe67c92bc100" class="">#Égalité, #PaceTerraDignità</p>
<p id="2be8112c-b3ab-80a4-afcf-f0de88515ba1" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
<p id="2be8112c-b3ab-8071-babd-c87e9dcca5e5" class="">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@kodachron?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">t s</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-uomo-in-sella-a-un-piccolo-veicolo-BtyjxBb8SWs?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
<h3 id="2be8112c-b3ab-807f-8149-e683c09fdc12">Note</h3>
<ul id="2be8112c-b3ab-80f8-87bd-dfd37901f2e9" class="bulleted-list">
<li>Decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l&#8217;elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato. Normattiva. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Bilancio UE 2026, welfare non armi</title>
		<link>https://www.egalite.org/bilancio-ue-2026-welfare-non-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7722</guid>

					<description><![CDATA[<p>La discussione sul Bilancio dell’Unione Europea 2026 e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 apre una delle più delicate fasi politiche della legislatura. L’orientamento crescente verso<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2b28112c-b3ab-8089-afcc-ec5734ac870b" class="">La discussione sul <strong>Bilancio dell’Unione Europea 2026</strong> e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 apre una delle più delicate fasi politiche della legislatura. L’orientamento crescente verso la spesa militare – incluso il piano <strong>ReArm Europe</strong> – solleva interrogativi profondi sull’equilibrio tra sicurezza, diritti sociali e investimenti pubblici.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8098-af31-e8369dc69f7e" class="">La <strong>lettera aperta</strong> ai parlamentari europei firmata da oltre <strong>800 organizzazioni della società civile</strong>, tra cui la nostra Égalité, rappresenta un appello forte: invertire la rotta, spostando risorse dal riarmo all’inclusione sociale, alla prevenzione dei conflitti e alla protezione delle fasce più deboli della comunità.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80be-b1f8-c1c9a63472a2" class="">Questa voce collettiva impone un’analisi critica sul rapporto fra <strong>militarizzazione</strong> del bilancio europeo e tutela del <strong>welfare</strong>, inteso come insieme delle politiche che garantiscono coesione, diritti fondamentali e infrastrutture sociali.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80cb-a21e-fcee2239db75" class=""><strong>La tensione tra sicurezza militare e sicurezza sociale</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-801f-87eb-f09129b3cc14" class="">La lettera evidenzia un nodo centrale: la distinzione tra sicurezza militare e sicurezza umana. La prima si concentra su armamenti e deterrenza; la seconda su <strong>bisogni fondamentali</strong> come salute pubblica, sicurezza del lavoro, stabilità economica, accesso all’alimentazione e all’abitazione, protezione ambientale.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80a5-8458-ff005687e625" class="">Nella prospettiva del welfare, questa distinzione è essenziale. Un aumento massiccio della <strong>spesa militare</strong> non solo assorbe risorse finanziarie, ma produce <strong>costi sociali indiretti</strong>: riduzione degli investimenti in politiche per la salute e l’inclusione sociale, la coesione territoriale, la ricerca civile e la transizione ecologica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-800f-99ac-dce769ea866b" class="">La lettera richiama esplicitamente il rischio di sottrarre fondi a programmi come politiche di coesione, ricerca (Horizon), digitalizzazione, scuola, mobilità e diplomazia. Questo tipo di riallocazione minaccia l’intero ecosistema del welfare europeo, che si fonda proprio su tali pilastri.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-8014-9982-e6ada5b7f7f1" class=""><strong>La critica della società civile: trasparenza, lobbying e democrazia</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-80d1-b56d-ed8781462f33" class="">Uno degli elementi più rilevanti della lettera riguarda la crescente <strong>influenza dell’industria degli armamenti sulle istituzioni</strong> europee. Secondo i dati riportati:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-800e-9bf4-cd3772017eab" class="bulleted-list">
<li>i budget di lobbying delle prime dieci aziende produttrici di armi sono aumentati del 40% in un solo anno;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80d3-b3af-fda42a35e0d7" class="bulleted-list">
<li>nel 2025 la Commissione ha incontrato i lobbisti dell’industria militare 89 volte, contro sole 15 interazioni con ONG, sindacati o comunità scientifica;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-8020-8482-fc1fab1f098a" class="bulleted-list">
<li>gli europarlamentari hanno avuto 197 incontri con rappresentanti dell’industria degli armamenti in un anno, più del doppio rispetto al quinquennio precedente .</li>
</ul>
<p id="2b28112c-b3ab-80f5-90b5-f94d80c3dc0c" class="">Dal punto di vista della tutela del welfare, queste dinamiche alterano gli equilibri democratici: le politiche sociali – meno strutturate in termini di lobbying, ma cruciali per la vita quotidiana – rischiano di perdere centralità politica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80cf-8a73-da0bb9a18a74" class="">La lettera denuncia anche l’inserimento, nei pacchetti legislativi ‘<strong>difesa</strong> <strong>omnibus</strong>’, di <strong>deroghe agli standard sociali</strong>, ambientali, etici e di responsabilità d’impresa, che minano decenni di normative europee a tutela dei lavoratori, della salute e dell’ambiente.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80c8-a4d3-ffcfd3127057" class=""><strong>Il rischio di un nuovo modello economico estrattivo</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-806d-bc06-da07cd3e9417" class="">Nella prospettiva del welfare, la spesa militare non rappresenta solo una deviazione di fondi, ma un <strong>cambio di paradigma economico</strong>.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80d2-824d-f1d745a5a143" class="">Il modello delineato dal piano ReArm Europe e dal QFP 2028–2034 orienta risorse pubbliche verso:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-80b8-bea1-ec59a306256c" class="bulleted-list">
<li>produzione militare;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80df-a593-da479dada5c8" class="bulleted-list">
<li>filiere industriali a basso impatto sociale diretto;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80bb-ad32-e0e532060a2b" class="bulleted-list">
<li>tecnologie <em>dual-use</em> (civile e militare) spesso sottratte a logiche di <em>accountability</em>.</li>
</ul>
<p id="2b28112c-b3ab-809c-a1fb-e2d1834d6459" class="">Si tratta di un <strong>modello estrattivo</strong>, che chiede sacrifici ai cittadini europei e al welfare – attraverso indebitamento, minori investimenti sociali e riduzione dei servizi – per sostenere i colossi dell’industria bellica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80a5-9ed8-fb02d10f8771" class="">Questo approccio contrasta con la visione promossa dalla lettera, basata su diplomazia preventiva, giustizia sociale, investimenti nella resilienza delle comunità, rafforzamento dei servizi pubblici, promozione della sostenibilità ambientale.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80db-8a3e-db5474c89dcb" class=""><strong>La pace come politica pubblica: un investimento sociale</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-8061-a3c0-db0084cfb4ca" class="">Il testo propone una concezione ampia di <strong>pace positiva</strong>, fondata su diritti umani, inclusione sociale e riduzione delle disuguaglianze, trasparenza di governo e partecipazione democratica. Gli stessi valori che sorreggono le politiche di welfare.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80ff-85b2-e22a4003d29c" class="">Gli economisti della pace mostrano come <strong>investire in educazione, sanità, reti sociali</strong> e transizione ecologica riduca drasticamente i rischi di conflitto, incrementando stabilità e prosperità.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8003-a8fd-cf6847dbe4dd" class="">La militarizzazione del bilancio europeo è viceversa destinata a indebolire politiche sociali e ambientali, amplificare le disuguaglianze, ridurre gli spazi democratici, generare dipendenze industriali e finanziarie.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-802f-9aec-c02942689c20" class=""><strong>Le richieste concrete: un’agenda per il welfare europeo</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-808b-a996-e587027092bd" class="">La lettera avanza proposte coerenti con la tutela del welfare:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-80e7-9fcb-e0a539bd7ce5" class="bulleted-list">
<li>rigettare il Bilancio UE 2026 e riaprire i negoziati per <strong>ristabilire equilibrio</strong> tra spesa militare e politiche sociali;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-8011-8cd9-c11de26a2416" class="bulleted-list">
<li>rafforzare diplomazia, <strong>prevenzione dei conflitti</strong> e diritti umani destinando fondi oggi diretti all’industria militare;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80b8-b832-cc118bc5d630" class="bulleted-list">
<li><strong>proteggere le norme sociali</strong> e ambientali da deroghe e eccezioni introdotte nei pacchetti legislativi per la difesa;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80c4-bddb-c9d0e11166c7" class="bulleted-list">
<li><strong>contrastare la marginalizzazione</strong> della società civile, essenziale per la qualità democratica dell’UE;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-808c-9b14-c78edd82fc5a" class="bulleted-list">
<li>ripensare il QFP 2028–2034, respingendo fondi destinati alla militarizzazione dello spazio e reindirizzando risorse verso salute, povertà, istruzione, clima.</li>
</ul>
<h2 id="2b28112c-b3ab-8069-9417-db77ffcbee08" class=""><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-80d4-8ff7-ce653d91d1c4" class="">La Lettera aperta ai parlamentari europei non è solo un appello <strong>contro il riarmo</strong>: è un manifesto <strong>per la salvaguardia del welfare europeo</strong>.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8076-a80a-de44653c187e" class="">La militarizzazione dei bilanci, la pressione crescente dei lobbisti dell’industria degli armamenti e il rischio di indebolimento delle politiche civili rappresentano una sfida diretta alla visione fondativa dell’Unione: pace, giustizia sociale e prosperità condivisa.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80f3-a787-cb19ead184e8" class=""><strong>Riaffermare il primato delle politiche sociali </strong>significa investire nella resilienza delle comunità, nella coesione e nella sicurezza comune, quella che nasce dai diritti, dal lavoro dignitoso, dall’ambiente sano e dal rafforzamento dei servizi pubblici.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80f3-bb17-e83641907c23" class="">In un’epoca segnata da crisi multiple – climatiche, sanitarie, economiche – la scelta tra riarmo e welfare non è solo di bilancio, ma di modello di società. E il futuro del progetto europeo, oltreché delle nostre vite, dipenderà da quale di queste visioni prevarrà.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-807e-8f39-f393de443732" class="">#Égalité #PaceTerraDignità</p>
<p id="2b28112c-b3ab-802a-b389-ef29c7014610" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><i>Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)</i></p>
<h3 id="2b28112c-b3ab-80a3-b404-d4a419efcd38" class="">Note</h3>
<ul id="2b28112c-b3ab-80e6-b1a8-e7b09bf5f655" class="bulleted-list">
<li>StopReArm Europe (2025, 21 novembre). Oltre 800 organizzazioni invitano i parlamentari europei a trasferire i fondi dalla guerra alla pace. <a href="https://stoprearmitalia.it/fermiamo-aumento-spese-militari/">https://stoprearmitalia.it/fermiamo-aumento-spese-militari/</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/bilancio-ue-2026-welfare-non-armi/">Bilancio UE 2026, welfare non armi</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riconoscere il caregiver familiare come lavoratore. Petizione</title>
		<link>https://www.egalite.org/caregiver-familiare-lavoratore-petizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 09:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[petizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7716</guid>

					<description><![CDATA[<p>Égalité sostiene e promuove la sottoscrizione della petizione ‘Il caregiver familiare h24 va riconosciuto come lavoratore’, lanciata il 4.11.25 dalla nostra amica Alessandra Corradi, fondatrice dell’associazione<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/caregiver-familiare-lavoratore-petizione/">Riconoscere il caregiver familiare come lavoratore. Petizione</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2ad8112c-b3ab-8022-ac6f-ccbda511d03b" class="">Égalité sostiene e promuove la sottoscrizione della petizione ‘<strong>Il caregiver familiare h24 va riconosciuto come lavoratore</strong>’, lanciata il 4.11.25 dalla nostra amica Alessandra Corradi, fondatrice dell’associazione ‘Genitori Tosti’.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80bb-9c4a-c2e0a280cc98" class="">‘<em>In Italia chi assiste un proprio familiare convivente, h 24, non è riconosciuto né sostenuto. Si ritrova solo, povero (poiché abbandona il lavoro per assistere), a rischio depressione. La legge è attesa da 30 anni, da 15 ci lavorano in Parlamento</em>’.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-80ed-a8e1-e908e1878429" class="">Riconoscere il caregiver familiare come lavoratore, la petizione</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-80d4-b79d-d42e2fd411d2" class=""><strong>La petizione</strong> per il riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore si rivolge a tutte le persone che si trovano a prendersi cura di un familiare non autosufficiente, in Italia, senza disporre di mezzi economici adeguati.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80e7-9274-d5b3efa04bd2" class=""><strong>I caregiver familiari</strong> <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">non possono svolgere altri lavori</a> a causa dell’impegno costante e senza tregua richiesto dall’assistenza, e spesso ricevono scarso o nessun sostegno dai servizi sociali e sanitari, i quali non sempre risultano organizzati o effettivamente accessibili a chi ne ha diritto.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-8031-a79d-c392e7d9e10b" class=""><strong>Riconoscere</strong> queste persone come lavoratori significherebbe garantire loro una dignità che si traduce nell’accesso a risorse economiche per vivere, l’assistenza sanitaria in caso di malattia, i momenti di riposo e la possibilità di andare in pensione a una certa età.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-8051-a8ff-def31896df74">Caregiver familiare, un lavoro usurante</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-80c0-bf88-e34d03e3786c" class="">L’attività del caregiver familiare <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">è a tutti gli effetti un <strong>lavoro usurante</strong></a>, poiché comporta un’<strong>attività notturna continuativa</strong> e un <strong>impegno fisico gravoso</strong>, che spesso richiede il sollevamento fisico dell’assistito per provvedere alle sue cure. ‘<em>Chi vive questa situazione è destinato al logoramento psico-fisico</em>’, spiega Alessandra Corradi, ‘<em>con un’aspettativa di vita inferiore di ben 17 anni rispetto alla media</em>’.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-808b-bd05-eb4cd3b70056" class="">‘<em>Attualmente il caregiver familiare h24 è in </em><em><strong>perenne stato di ansia a rischio burn out</strong></em><em>, non ha nessuno che lo sostituisca, non si cura o si cura in maniera inadeguata, si deve ingegnare a vivere con pochissimi soldi spesso quelli dell’assegno mensile del suo assistito. Infine il caregiver familiare è soggetto a quel fenomeno tremendo dell’omicidio-suicidio che in Italia è liquidato banalmente come ‘gesto disperato</em>’.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-802a-b59b-d61864ca9dd0" class="">In attesa di un testo unico</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-800a-8def-ece31d9d20be" class="">‘<em>Si definisce </em><em><strong>caregiver familiare</strong></em><em> la persona che assiste e </em><em><strong>si prende cura del</strong></em><em> coniuge, dell&#8217;altra parte dell&#8217;unione civile tra persone dello stesso sesso o del </em><em><strong>convivente</strong></em><em> di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, </em><em><strong>di un familiare o di un affine entro il secondo grado</strong></em><em>, </em><em><strong>ovvero</strong></em><em>, nei soli casi indicati dall&#8217;articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, </em><em><strong>di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità</strong></em><em>, anche croniche o degenerative, </em><em><strong>non sia autosufficiente</strong></em><em> e in grado di prendersi cura di sé, </em><em><strong>sia riconosciuto invalido</strong></em><em> in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell&#8217;articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, </em><em><strong>o</strong></em><em> sia </em><em><strong>titolare di indennità di accompagnamento</strong></em><em> ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18’ </em>(legge 205/2017, articolo 1, comma 255). (2)</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80f4-93f4-efa17fb1e10e" class="">La definizione di cui sopra, introdotta nella legge finanziaria 2018, è a tutt’oggi priva di una valenza concreta nel riconoscere i diritti del caregiver familiare. Nel corso degli ultimi decenni sono stati presentati ben 19 disegni di legge, tra Camera e Senato, ed è stata pure costituita una Commissione dedicata &#8211; alla Camera, la Commissione XII &#8211; che ha iniziato i lavori nell’autunno del 2022. Addirittura, nei <strong>pigri dibattiti</strong> in corso, si è teorizzato di introdurre il concetto di caregiver ‘prevalente’, anche non convivente, anziché riferire in primo luogo al ‘caregiver familiare’. Ma ancora si rimane in attesa di un testo unico e coerente con gli impegni che l’Italia ha assunto con la legge 18/2009 di ratifica e (falsa) promessa di esecuzione della <strong>Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità</strong>. (3)</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-80f7-9b5d-f1c65b194659">Partecipazione delle associazioni interessate</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-8045-b5ba-f53e88c13f24" class="">‘<em>Questo governo ha escluso dalla partecipazione dei lavori preparatori alla nuova legge le pochissime </em><em><strong>associazioni rappresentative di categoria</strong></em>’, prosegue la fondatrice dell’associazione ’Genitori Tosti’ &#8211; ‘<em>ammettendo invece le associazioni di colf e badanti o associazioni di patologie rare che nulla hanno a che fare con il destinatario reale della legge</em>’.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-808a-bdec-d7409443d6a0" class="">Firmiamo tutti!</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-8017-8b9f-c7e256563309" class="">È importante <strong>sottoscrivere questa petizione</strong> per dare voce a chi davvero si prende cura, gratuitamente e senza aiuti statali, di un proprio caro non autosufficiente, per ottenere il riconoscimento che gli compete e finalmente la dignità. Non si può continuare a calpestare i diritti dei caregiver familiari, né quelli delle persone con disabilità gravi da essi assistiti, come da sempre e tuttora avviene in questo Paese.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-805a-9969-d88b20a4b367" class="">#Égalité, #PaceTerraDignità</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80ef-9fbc-e38be9d42dec" class=""><em>Dario Dongo </em></p>
<h3 id="2ad8112c-b3ab-806c-bda0-c916a5b2467c" class="">Note</h3>
<p id="2ad8112c-b3ab-80a3-86ef-f8c69241c70c" class="">(1) La petizione ‘Il caregiver familiare h24 va riconosciuto come lavoratore’ <a href="https://www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosciuto-come-lavoratore/?fbclid=IwRlRTSAOG7KlleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5CGNhbGxzaXRlATIAAR5waYeZNAF3yqdEfZBM84YqD6TtFFRgsy-S8sR5QVL3CzC9-Lmwcmfv_SLlfA_aem_9kXsVIjnBN2IumovU2RxFA">https://www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosciuto-come-lavoratore/</a></p>
<p id="2ad8112c-b3ab-8038-ae2f-cc3d3694ab8e" class="">(2) Si veda il comma 255 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Bilancio di previsione dello Stato per l&#8217;anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. Normattiva (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 06/06/2025). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017;205">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017;205</a></p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80d6-a69f-ffcec2c5b197" class="">(3) Legge 3 marzo 2009, n. 18. Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell&#8217;Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Normattiva (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 27.2.23). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009;18">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009;18</a></p>
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		<title>Italia, il Garante per i diritti delle persone con disabilità</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-garante-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 06:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Garante per la Disabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7712</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia, a partire dal 1° gennaio 2025, è operativo il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituito con il decreto legislativo 5 febbraio<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/italia-garante-disabilita/">Italia, il Garante per i diritti delle persone con disabilità</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="tVu25">
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<p>In Italia, a partire dal 1° gennaio 2025, è operativo il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituito con il decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20. Questo organismo svolge un ruolo centrale nella promozione, tutela e monitoraggio dei diritti delle persone con disabilità, operando in piena autonomia amministrativa e con indipendenza da vincoli gerarchici.</p>
<h2>Struttura e organizzazione</h2>
<p>Il Garante per la Disabilità è un organo collegiale composto da tre membri: un presidente e due componenti, nominati rispettivamente dai Presidenti della Camera e del Senato. L’Ufficio del Garante &#8211; che dipende direttamente da quest’ultimo e ha una dotazione organica dedicata &#8211; è istituito per supportare il suo lavoro.</p>
<p>L’organizzazione interna prevede anche la possibilità di delegare attività specifiche a ciascun membro del collegio, secondo criteri stabiliti dallo stesso Garante.</p>
<h2>Funzioni istituzionali</h2>
<p>Il decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20 attribuisce al Garante per la Disabilità diverse <strong>funzioni istituzionali</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>vigilanza sui diritti</strong>. Il Garante deve monitorare il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, secondo i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata in Italia con la legge n. 18/2009), della Costituzione e della normativa nazionale e internazionale pertinente;</li>
<li><strong>contrasto alle discriminazioni</strong>. Il Garante deve intervenire contro discriminazioni dirette, indirette o molestie legate alla disabilità, nonché contro il rifiuto del c.d. ‘<strong>accomodamento ragionevole</strong>’ (cioè le misure adeguate che consentono la partecipazione in condizione di pari dignità);</li>
<li><strong>promozione dell’eguaglianza</strong>. Il Garante deve promuovere il ‘<em><strong>godimento effettivo</strong></em>’ delle libertà fondamentali e dei diritti delle persone con disabilità, prevenendo fenomeni di segregazione.</li>
</ul>
<h2>Segnalazioni, pareri e raccomandazioni</h2>
<p>Il Garante può ricevere <strong>segnalazioni</strong> da persone con disabilità, loro familiari, associazioni rappresentative e istituzioni pubbliche. Le modalità di presentazione devono essere accessibili (ad esempio tramite un centro di contatto dedicato), e le segnalazioni vengono valutate collegialmente.</p>
<p>Una volta esaminate, tali segnalazioni possono dare luogo a <strong>pareri motivati</strong> su atti amministrativi, provvedimenti generali o casi specifici, ove indicare profili di violazione dei diritti e proponendo misure o ‘accomodamenti ragionevoli’ per risolvere criticità.</p>
<p>Inoltre, il Garante formula <a href="https://www.egalite.org/scuola-e-disabilita-il-garante-basta-col-permesso-dei-genitori-per-laccesso-dei-terapisti-in-classe/"><strong>raccomandazioni</strong></a> alle amministrazioni pubbliche e ai concessionari di servizi, al fine di migliorare le politiche e le pratiche relative alla disabilità.</p>
<h2>Verifiche e visite</h2>
<p>L’autorità può svolgere <strong>verifiche</strong> d’ufficio o a seguito di segnalazione, per accertare la presenza di discriminazioni o violazioni. Ha inoltre la facoltà di <strong>visitare strutture</strong> che erogano servizi pubblici essenziali, come istituti residenziali, centri diurni o altre strutture sociali. Durante queste visite, il Garante può avere colloqui riservati (anche senza testimoni) con le persone con disabilità, per raccogliere informazioni utili.</p>
<h2>Relazione annuale e trasparenza</h2>
<p>Entro il 30 settembre di ogni anno, il Garante presenta una relazione al Parlamento e al Presidente del Consiglio, con un <strong>resoconto</strong> delle attività svolte, delle segnalazioni ricevute, delle raccomandazioni emesse e delle verifiche effettuate. Questa relazione garantisce visibilità pubblica e rende conto dell’operato dell’autorità.</p>
<h2>Collaborazioni e advocacy</h2>
<p>Il Garante per la Disabilità collabora strettamente con l’<strong>Osservatorio nazionale</strong> sulla condizione delle persone con disabilità, per il monitoraggio della Convenzione ONU e delle politiche nazionali. Dovrebbe inoltre mantenere un dialogo continuo con associazioni di persone con disabilità, federazioni rappresentative, enti pubblici, operatori sociali ed altri organi di tutela, al fine di promuovere una cultura di inclusione e di rispetto.</p>
<h2>Potere giudiziario e azione legale</h2>
<p>Il Garante ha la facoltà di <strong>agire</strong> e resistere <strong>in giudizio</strong> per la difesa delle proprie prerogative e per il pieno esercizio delle sue competenze.</p>
<h2>Sensibilizzazione e promozione dei diritti</h2>
<p>Tra i compiti del Garante figura anche la promozione di <strong>campagne di sensibilizzazione</strong> su disabilità e inclusione, con l’obiettivo di diffondere la cultura del rispetto dei diritti delle persone con disabilità e di stimolare interventi legislativi o amministrativi correttivi.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità può rappresentare un nuovo e decisivo punto di riferimento istituzionale in Italia. Con poteri di vigilanza, intervento attivo e consultazione, l’autorità può contribuire a realizzare una piena inclusione delle persone con disabilità, contrastando discriminazioni e promuovendo cambiamenti strutturali. Attendiamo fiduciosi di vedere i risultati.</p>
<p>#Égalité</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<ul>
<li>Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. <a href="https://www.garantedisabilita.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.garantedisabilita.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1763223414748000&amp;usg=AOvVaw1zDuTMPTNDi0r6K_2M0TEZ">https://www.<wbr />garantedisabilita.it</a></li>
<li>Decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20. <em>Istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità</em>. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-02-05;20" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-02-05;20&amp;source=gmail&amp;ust=1763223414748000&amp;usg=AOvVaw0SB_GscDXuSxRa2hn57NMs">https://www.<wbr />normattiva.it/uri-res/N2Ls?<wbr />urn:nir:stato:decreto.<wbr />legislativo:2024-02-05;20</a></li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/italia-garante-disabilita/">Italia, il Garante per i diritti delle persone con disabilità</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Scuola e disabilità, il Garante: ‘Basta col permesso dei genitori per l’accesso dei terapisti in classe’</title>
		<link>https://www.egalite.org/scuola-e-disabilita-il-garante-basta-col-permesso-dei-genitori-per-laccesso-dei-terapisti-in-classe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 18:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una raccomandazione del 23 ottobre 2025, l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità interviene su una prassi diffusa e discriminatoria: quella di subordinare<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In una raccomandazione del 23 ottobre 2025, l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità interviene su una prassi diffusa e discriminatoria: quella di subordinare l’ingresso in aula di terapisti e professionisti sanitari al consenso informato di tutti i genitori della classe. Una pratica che, di fatto, ha spesso negato a studenti con disabilità gravi, come alunni con disturbo dello spettro autistico, il diritto alla continuità terapeutica in orario scolastico.</p>
<h2>La segnalazione al Garante</h2>
<p>La questione è emersa da una segnalazione giunta al Garante. La madre di un alunno con autismo e disabilità grave (ex L. 104/92) denunciava l’<b>impossibilità per il medico ASL di accedere in classe</b> per svolgere le sedute terapeutiche previste dal piano obbligatorio. Il motivo? La scuola aveva bloccato tutto in attesa che ogni singolo genitore della classe compilasse e firmasse un ‘modulo di consenso informato per l’accesso di esperti esterni’.</p>
<p>Il Garante ha accertato che <b>non si tratta di un caso isolato</b>. In molte scuole, i dirigenti scolastici applicano iter analoghi, richiedendo persino, in alcuni regolamenti, la presentazione del casellario giudiziale da parte del terapista – una richiesta giudicata ‘del tutto priva di giustificazione’ per professionisti già inseriti organicamente nel Sistema Sanitario Nazionale.</p>
<h2>Prassi incostituzionale</h2>
<p>La raccomandazione n. 1/2025, firmata dal Collegio dell’Autorità (Borgo, Vaia, Pelagatti), stronca queste prassi, definendole <b>in contrasto con i principi sovranazionali e costituzionali </b>che sanciscono il diritto allo studio e alla salute degli alunni con disabilità, diritti ‘prevalenti anche rispetto ad altri interessi’.</p>
<p>L’Autorità ricorda che i professionisti sanitari esterni – dipendenti ASL, di enti accreditati o liberi professionisti coinvolti nel progetto terapeutico – agiscono esclusivamente per l’alunno con disabilità, senza interagire con il resto della classe e sempre in presenza dell’insegnante. La loro attività, dunque, <b>non viola la privacy degli altri studenti</b>.</p>
<h2>La raccomandazione</h2>
<p>Alla luce di ciò, il Garante raccomanda a tutti gli Uffici Scolastici Regionali di <b>modificare i regolamenti </b>che prevedono procedure più restrittive.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’accesso del terapista dovrà essere autorizzato dal dirigente scolastico, previa semplice <b>comunicazione</b> a docenti e genitori e una dichiarazione dello specialista sull’impegno a rispettare la riservatezza. L’ingresso in classe non può più essere ‘sottoposto, e quindi limitato, ritardato ovvero negato’ dal mancato consenso anche di un solo genitore.</p>
<p><i>Marta Strinati</i></p>
<p>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/wir_sind_klein-6630807/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=8225400">Wilfried Pohnke</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=8225400">Pixabay</a></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Raccomandazione 1/2025</p>
<p><a href="https://www.garantedisabilita.it/wp-content/uploads/2025/10/RACCOMANDAZIONE-accesso-classe-professionisti-sanitari-DEF_signed.pdf">https://www.garantedisabilita.it/wp-content/uploads/2025/10/RACCOMANDAZIONE-accesso-classe-professionisti-sanitari-DEF_signed.pdf</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>AAA furgone cercasi. Raccolta fondi per distribuire aiuti a Roma</title>
		<link>https://www.egalite.org/raccolta-fondi-furgone-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 17:56:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Open Lab]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Égalité ETS (ente del terzo settore) promuove una raccolta fondi per l’acquisto di un furgone, necessario alla migliore realizzazione dei tre progetti promossi dall’associazione Roma Open Lab<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Égalité ETS (ente del terzo settore) promuove una raccolta fondi per l’acquisto di un furgone, necessario alla migliore realizzazione dei tre progetti promossi dall’associazione <a href="http://www.romaopenlab.it/">Roma Open Lab APS</a>.</p>
<p>Le iniziative sono già in corso, ma per ampliare la loro risonanza è necessario e urgente l’acquisto di un mezzo di trasporto capiente, che faciliti la raccolta e la distribuzione degli aiuti.</p>
<p>L’obiettivo è raccogliere 5.000 euro per acquistare il furgone e pagarne le spese per un anno (bollo, assicurazione, carburante, manutenzione, etc.).</p>
<h2>I progetti di Roma Open Lab APS</h2>
<p>Le iniziative promosse da Roma Open Lab APS mirano a raggiungere e sostenere quelle fasce di popolazione che in questi tempi di crisi sono particolarmente sotto pressione e non riescono ad acquistare cibo, vestiti e coperte, bombole del gas e altri beni di prima necessità.</p>
<p>Il raggio d’azione è concentrato a Roma, nella zona popolare della Magliana e dintorni. Tutti possono offrire un contributo, secondo le proprie possibilità, certi di aggiungere un anello alla catena di solidarietà a cui già lavorano molti volontari.</p>
<p>Oltre alle donazioni, è sempre gradito un aiuto concreto per sbrigare le tante attività necessarie al funzionamento delle tre iniziative in corso.</p>
<h3>‘Portaci calore’: la raccolta di indumenti e coperte per l’inverno</h3>
<p>L’ultima iniziativa, in ordine temporale, ha l’obiettivo di anticipare l’arrivo del freddo con una raccolta di indumenti e coperte invernali per vivere una città che si scalda insieme.</p>
<p>‘<i>Portaci calore. Non vogliamo più vedere persone morire di freddo. Raccogliamo coperte, pile e cappotti pesanti</i>’, è l’invito di Roma Open Lab APS.</p>
<p>La raccolta si svolge all&#8217;interno della Città dell&#8217;Altra Economia, in Largo Dino Frisullo &#8211; l’ex Mattatoio di Testaccio, a Roma, da domenica a venerdì, ore 7:30 -12:30, oppure nel primo pomeriggio, però prendendo appuntamento tramite il numero WhatsApp: 347-690-5136 o l’email <a href="mailto:romaopenlab@gmail.com">romaopenlab@gmail.com</a>.</p>
<h3>+ PANE – FAME</h3>
<p>La seconda iniziativa è semplice nella sua logica ma potente nei suoi effetti. + PANE – FAME mira a <b>ridurre lo spreco</b> alimentare e <b>sostenere le persone in condizione di fragilità </b>economica e sociale.</p>
<p>Il progetto consiste nella raccolta di pane e prodotti da forno invenduti presso forni e panifici di Roma, per ridistribuirli gratuitamente a famiglie e persone in difficoltà.</p>
<p>Roma Open Lab APS coordina una rete di volontari e di attività commerciali che ogni giorno rendono possibile questa catena solidale. Ogni panificio che partecipa contribuisce a trasformare un avanzo in risorsa, un gesto quotidiano in atto di solidarietà. Per adesioni e informazioni si può scrivere a <a href="mailto:romaopenlab@gmail.com">romaopenlab@gmail.com</a> oppure chiamare il presidente Luca Zarfati al numero 347 690 5136.</p>
<h3>Vesto e Investo Solidale</h3>
<p>La terza iniziativa in corso, che necessita di un furgone, è ‘Vesto e investo solidale’, la <b>raccolta fondi mediante la vendita di abiti</b> invenduti, fuori stagione, fallati o di campionario donati dalle aziende.</p>
<p>Il banco di Vesto e investo solidale è aperto ogni domenica a Roma, alla Città dell’Altra Economia (CAE), nell’ex Mattatoio di Testaccio, dalle 9:30 alle 14:30.</p>
<p>Il ricavato della vendita degli indumenti donati dalle imprese si trasforma in un aiuto concreto alle persone in condizioni svantaggiate: bombole del gas, cibo, gli stessi indumenti per chi non ha la possibilità di acquistarli.</p>
<h2>Una catena di solidarietà</h2>
<p>I progetti di Roma Open Lab APS sono frutto di una sinergia che vede coinvolte a vario titolo molte parti, i panifici, le aziende tessili, i volontari, organizzazioni come il Dipartimento Sociale PRO LOCO EPLI e UNOE (Unione nazionale organizzatori eventi), la cooperativa sociale Egalitech, Agci (Associazione generale cooperative italiane) e la nostra Égalité Ets.</p>
<p>Per <b>partecipare alla raccolta fondi </b>per l’acquisto del furgone si può donare, indicando la causale ‘Furgone Roma Open Lab APS’, attraverso</p>
<p>– bonifico su Banca Credit Agricole, IBAN IT75Y0623003216000041646848</p>
<p>– versamento tramite PayPal indicando l’indirizzo e-mail <a href="mailto:romaopenlab@gmail.com">romaopenlab@gmail.com</a> o seguendo il link <a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=N5Q5HTR2E56HL">https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=N5Q5HTR2E56HL</a>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><i>Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)</i></p>
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		<title>Dalla legge 104 alla legge 106, cosa cambia per lavoratori fragili e caregiver</title>
		<link>https://www.egalite.org/legge-106-lavoratori-fragili-caregiver/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 15:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge 106/2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal primo gennaio 2026 entra in applicazione la legge 106 del 18 luglio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio e in vigore dal 9<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal primo gennaio 2026 entra in applicazione la legge 106 del 18 luglio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio e in vigore dal 9 agosto scorso. Il provvedimento integra e amplia alcune delle tutele garantite dalla legge 104/92 alle persone con disabilità e ai loro caregiver. Un aiuto concreto che però in alcuni casi favorisce soltanto i più abbienti.</p>
<h2>Permessi, congedi e conservazione del posto di lavoro</h2>
<p>Dal primo gennaio 2026, ai tre giorni mensili di permesso retribuito già previsti dalla legge 104 si aggiungono altre <b>10 ore in più all’anno di permessi retribuiti </b>per visite, esami e terapie.</p>
<p>Tali permessi retribuiti sono riconosciuti sia ai lavoratori pubblici che a quelli privati se</p>
<p>&#8211; affetti da patologie oncologiche, croniche o invalidanti</p>
<p>&#8211; genitori di un figlio minorenne con patologie oncologiche, croniche o invalidanti</p>
<p>&#8211; familiari che assistono persone con disabilità certificata pari o superiore al 74%.</p>
<p>La legge 106/2025 introduce inoltre un <b>congedo fino a 24 mesi,</b> continuativo o frazionato, con garanzia di conservazione del posto di lavoro ma <b>senza retribuzione, contributi o Tfr</b>. Un&#8217;opportunità utile soltanto a chi ha sufficienti risparmi per vivere senza alcuna entrata economica né preoccupazioni per il sostentamento in vecchiaia.</p>
<h2>Corsia preferenziale per lo smart working</h2>
<p>Un ulteriore sostegno ai lavoratori dipendenti beneficiari delle agevolazioni ex legge 104 e 106 (disabili e caregiver) è la previsione di una corsia preferenziale per accedere al lavoro da casa (smart working o lavoro agile).</p>
<p>L’accesso prioritario allo smart working scatta al termine di un eventuale periodo di congedo (fino a 24 mesi) previsto dalla stessa legge. Questo permette un rientro graduale e sostenibile al lavoro.</p>
<p>Questa previsione è tuttavia garantita soltanto se la mansione e le esigenze aziendali lo consentono. Uno scoglio, di fatto, in molte aziende.</p>
<h2>Inclusi per la prima volta i lavoratori autonomi</h2>
<p>Per la prima volta, la legge 106 estende alcune tutele anche ai<b> lavoratori autonomi.</b></p>
<p><b>Professionisti e lavoratori a partita Iva </b>potranno sospendere l’attività per un massimo di 300 giorni all’anno in caso di malattie oncologiche o invalidanti, mantenendo attiva la posizione previdenziale.</p>
<p>Anche in questo caso, nessuna indennità compensa il mancato guadagno e la misura risulta utile soltanto a chi può permettersi di non guadagnare.</p>
<p>Le <b>istruzioni</b> <b>operative</b> verranno chiarite in apposite circolari Inps.</p>
<p><i>Marta Strinati</i></p>
<p><b>Riferimenti</b></p>
<p>Legge 18 luglio 2025, n. 106. Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. (25G00114). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;106">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;106</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/legge-106-lavoratori-fragili-caregiver/">Dalla legge 104 alla legge 106, cosa cambia per lavoratori fragili e caregiver</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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