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	<title>bambini Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Proteggere i bambini dall&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-aria-interna-bambini-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 15:42:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria negli ambienti chiusi (indoor) rappresenta un significativo rischio per la salute, particolarmente per i bambini che trascorrono la maggior parte del loro tempo in<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inquinamento-aria-interna-bambini-prevenzione/">Proteggere i bambini dall&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria negli ambienti chiusi (indoor) rappresenta <strong>un significativo rischio per la salute</strong>, particolarmente <strong>per i bambini</strong> che trascorrono la maggior parte del loro tempo in tali ambienti. Uno studio recente pubblicato sull&#8217;<em>Italian Journal of Pediatrics</em> presenta un consenso completo di esperti sui principali fattori di rischio, impatti sulla salute e strategie preventive relative all&#8217;<strong>inquinamento dell&#8217;aria interna</strong>. Questo articolo esamina i risultati di Bozzola et al. (2024) ed esplora la necessità critica di una maggiore consapevolezza e azione per proteggere la salute dei bambini.</p>
<h2>Background e metodo</h2>
<p>Lo studio è stato organizzato dal <strong>Centro Studi KOS</strong> &#8211; Scienza, Arte, Società attraverso un tavolo di lavoro intitolato &#8216;Vivere e lavorare in ambienti sani: aria interna, materiali da costruzione, arredamento&#8217; per valutare le evidenze e discutere gli impatti degli ambienti interni sulla salute e il benessere umano. Un <strong>gruppo interdisciplinare di esperti</strong> è stato selezionato in base alla loro competenza nell&#8217;inquinamento interno o come delegati di Società Scientifiche o Associazioni italiane.</p>
<p>Il metodo di ricerca si è basato su una <strong>ricerca elettronica sistematica</strong> del database PubMed utilizzando le diciture &#8216;<strong>inquinamento dell&#8217;aria</strong> interna&#8217; e &#8216;<strong>qualità dell&#8217;aria, interna</strong>,&#8217; limitandosi a studi su esseri umani pubblicati in lingua inglese. Gli esperti hanno analizzato indipendentemente i testi e i riferimenti, poi si sono riuniti per discutere e evidenziare i fattori chiave riguardanti l&#8217;aria interna e il suo impatto sulla salute umana, nonché le strategie per ridurre l&#8217;inquinamento.</p>
<h2>Principali fattori di rischio per l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna</h2>
<p>Il panel di esperti ha identificato quattro fattori di rischio primari che richiedono ulteriore valutazione:</p>
<ol>
<li><strong>Scarsa ventilazione</strong>. In aree scarsamente ventilate, i <strong>livelli di particolato</strong> fine possono essere <strong>100 volte più alti</strong> dei livelli accettabili, potenzialmente causando malattie respiratorie come asma, allergie e sintomi da edificio malato. Questo è particolarmente preoccupante negli <strong>edifici scolastici</strong>, dove alte concentrazioni di anidride carbonica indicano condizioni di ventilazione inadeguate;</li>
<li><strong>Sostanze chimiche</strong>. Gli ambienti interni contengono numerosi materiali con additivi in vernici, colle, tessuti, rivestimenti, arredi e apparecchiature elettroniche. Gli <strong>interferenti endocrini</strong> (ED) sono particolarmente pericolosi per i bambini e le donne in gravidanza, in quanto sono collegati a disturbi riproduttivi e dello sviluppo. Queste sostanze possono persistere nei materiali e nella polvere interna anche dopo essere state limitate;</li>
<li><strong>Condizioni climatiche</strong>. I cambiamenti climatici in corso influenzano significativamente la qualità dell&#8217;aria interna, colpendo specialmente i <strong>bambini</strong> a causa della loro vulnerabilità. Temperatura e umidità possono aumentare il rischio di <strong>contaminazione virale, batterica e fungina</strong>, con la contaminazione fungina interna che raggiunge il picco durante i mesi estivi;</li>
<li><strong>Basso status socioeconomico</strong>. La povertà può esacerbare gli effetti dannosi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria sulla salute limitando l&#8217;<strong>accesso a informazioni, trattamenti e altre risorse sanitarie</strong>. Anche nei paesi ad alto reddito, dispositivi abitativi obsoleti e inadeguati rappresentano fonti significative di inquinamento interno.</li>
</ol>
<h2>Impatti sulla salute dell&#8217;inquinamento interno</h2>
<p>Gli esperti si sono concentrati sia sugli aspetti di mortalità che di morbilità dell&#8217;inquinamento interno, come descritto di seguito.</p>
<h3>Mortalità</h3>
<p>L&#8217;inquinamento ambientale è stato responsabile di circa <a href="https://www.egalite.org/en/inquinamento-atmosferico-e-diffusione-di-covid-19-studi-scientifici/"><strong>9 milioni di morti</strong></a> nel 2019, con effetti combinati di <strong>inquinamento dell&#8217;aria ambientale e domestica</strong> associati a 6,7 milioni di morti premature annualmente. L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria domestica ha causato specificamente circa 3,2 milioni di morti all&#8217;anno nel 2020, inclusi oltre 237.000 decessi di bambini sotto i cinque anni.</p>
<h3>Morbilità</h3>
<p>I <strong>bambini sono</strong> particolarmente <strong>suscettibili</strong> agli effetti sulla salute dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria a causa del loro sistema immunitario e respiratorio in sviluppo. L&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento dell&#8217;aria domestica quasi raddoppia il rischio di <strong>infezioni del tratto respiratorio</strong> infantili e aumenta il rischio di <strong>malattie non trasmissibili</strong>, inclusi ictus, malattie cardiache ischemiche, malattie polmonari ostruttive croniche e cancro ai polmoni.</p>
<p>Una meta-analisi di 41 studi ha mostrato che i bambini che vivono in case con fornelli a gas hanno un rischio aumentato del 32% di sviluppare attacchi d&#8217;asma. L&#8217;inquinamento interno può costituire un <strong>fattore di rischio per le generazioni future</strong>, potenzialmente inducendo effetti negativi sulla salute anche prima della nascita, inclusi impatti sullo sviluppo neurologico, funzione cognitiva e disturbi comportamentali.</p>
<h2>Soluzioni pratiche per ridurre i rischi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna</h2>
<p>Per mitigare efficacemente i rischi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria interna, lo studio raccomanda diverse <strong>soluzioni pratiche</strong> che gli individui possono implementare nelle loro case e altri ambienti interni:</p>
<ul>
<li>una corretta <strong>gestione della ventilazione</strong> è cruciale, con gli esperti che suggeriscono la <strong>regolare apertura delle finestre</strong> per creare una ventilazione incrociata, specialmente durante e dopo le attività di cucina o pulizia. L&#8217;installazione e la manutenzione di <strong>ventole di estrazione nelle cucine e nei bagni</strong> possono ridurre in misura significativa l&#8217;umidità e i livelli di inquinanti. Per il <strong>riscaldamento</strong> e la <strong>cucina</strong>, lo studio sottolinea l&#8217;importanza di passare dai fornelli a gas alle <strong>alternative elettriche</strong>, che possono diminuire la concentrazione di biossido di azoto ambientale fino al 51%;</li>
<li>la regolare <strong>manutenzione dei sistemi di condizionamento dell&#8217;aria </strong>e dei <strong>filtri</strong> di ventilazione è essenziale per prevenire la crescita microbica e garantire una qualità dell&#8217;aria ottimale. Gli esperti raccomandano anche di <strong>ridurre al minimo l&#8217;uso di prodotti chimici </strong>come deodoranti sintetici per ambienti, detergenti aggressivi e aerosol che possono rilasciare composti organici volatili;</li>
<li>scegliere <strong>materiali da costruzione e mobili </strong>a basse emissioni, in particolare quelli <strong>privi di </strong>formaldeide e altre <strong>sostanze nocive</strong>, può ulteriormente ridurre l&#8217;esposizione a sostanze chimiche pericolose;</li>
<li>mantenere <strong>piante da interno</strong> può aiutare a migliorare la qualità dell&#8217;aria assorbendo certi inquinanti, sebbene questo dovrebbe supplementare piuttosto che sostituire le corrette pratiche di ventilazione.</li>
</ul>
<p>L&#8217;implementazione di queste semplici misure, combinata con una maggiore consapevolezza delle fonti di inquinamento interno, può contribuire significativamente a creare ambienti interni più sani per bambini e famiglie.</p>
<h3>Piante da interno specifiche per la purificazione dell&#8217;aria</h3>
<p>Sebbene lo studio originale non riferisca alle specifiche varietà di <strong>piante da interno</strong> per la purificazione dell&#8217;aria, altre ricerche scientifiche hanno valutato l&#8217;efficacia di alcune specie. Tenendo ben conto che la loro efficacia in ambienti reali è molto più limitata di quanto si credesse in precedenza.</p>
<p>Secondo diversi studi scientifici, piante come la <strong>sansevieria</strong> (lingua di suocera), il <strong>pothos</strong>, la <strong>dracaena</strong>, lo <strong>spatifillo</strong> (giglio della pace), il <strong>ficus benjamin</strong>, e la <strong>clorofito</strong> (pianta ragno) hanno mostrato capacità di ridurre alcuni composti organici volatili (VOC) in condizioni controllate.</p>
<p>Per ottenere un impatto significativo sulla qualità dell&#8217;aria domestica, sarebbero necessarie quantità impraticabili di piante (10-100 piante per metro quadrato). Il valore delle piante da interno rimane comunque notevole per altri <strong>benefici</strong>, come l&#8217;aumento dell&#8217;umidità, gli effetti psicologici positivi e i benefici estetici, che possono contribuire indirettamente al benessere generale.</p>
<h2>Strategie di prevenzione e riduzione del rischio</h2>
<p>Gli esperti hanno inoltre identificato dieci azioni chiave che dovrebbero essere rafforzate a livello nazionale e locale:</p>
<ol>
<li>Pubblicare <strong>aggiornamenti</strong> regionali e nazionali <strong>periodici</strong> dei livelli di inquinamento interno utilizzando indicatori appropriati;</li>
<li>Integrare <strong>reti sanitarie locali</strong> per sviluppare modelli basati sulla scienza e approcci per la ricerca sull&#8217;aria interna;</li>
<li>Creare una <strong>task force nazionale permanente</strong> per la sorveglianza epidemiologica e l&#8217;analisi del rischio;</li>
<li>Organizzare <strong>esperienze formative</strong> basate sulle esigenze locali, con contributi dalle organizzazioni civiche;</li>
<li>Pianificare <strong>interventi preventivi e correttivi</strong>, inclusa la riqualificazione di edifici insalubri e aree inquinate;</li>
<li>Fornire <strong>medici sentinella</strong> che possano fornire informazioni regolari e standardizzate utilizzando indicatori appropriati;</li>
<li>Includere <strong>formazione</strong> sull&#8217;ambiente e l&#8217;inquinamento <strong>durante i corsi di laurea in medicina </strong>e altre facoltà sanitarie e non sanitarie;</li>
<li>Promuovere la <strong>consapevolezza medica</strong> e la conoscenza dei determinanti ambientali, sociali e culturali della salute;</li>
<li>Incoraggiare la <strong>ricerca epidemiologica e clinica </strong>sugli effetti specifici per età e genere dell&#8217;inquinamento interno;</li>
<li><strong>Educare la popolazione</strong> attraverso medici di famiglia, pediatri e altri professionisti come farmacisti e operatori edili.</li>
</ol>
<h2>Conclusioni e implicazioni</h2>
<p>Il consenso degli esperti ha evidenziato l&#8217;<strong>urgente necessità di un approccio all&#8217;aria interna e all&#8217;ambiente da una prospettiva di valutazione e gestione del rischio sanitario</strong>. Gli autori hanno sollecitato i responsabili politici e i fornitori di assistenza sanitaria a finalizzare strategie per ridurre l&#8217;inquinamento interno attraverso la formazione medica, studi epidemiologici e campagne di sensibilizzazione pubblica.</p>
<p>Queste azioni sono coerenti con l&#8217;Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo <strong>sviluppo sostenibile e l&#8217;affrontare le disuguaglianze sanitarie</strong>. Una strategia sanitaria globale e un approccio transdisciplinare <strong>One Health</strong> sono raccomandati per la protezione integrata di tutti gli esseri viventi e dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Lo studio sottolinea che indicazioni concrete e guide anticipatorie, inclusi rapporti scientifici e <strong>campagne di sensibilizzazione</strong>, dovrebbero essere indirizzate alla popolazione generale, con iniziative su misura per i bambini per creare una cascata di effetti positivi sulla salute pubblica.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<ul>
<li>Bozzola, E., Agostiniani, R., Pacifici Noja, L., Park, J., Lauriola, P., Nicoletti, T., Taruscio, D., Taruscio, G., &amp; Mantovani, A. (2024). The impact of indoor air pollution on children&#8217;s health and well-being: the experts&#8217; consensus. <em>Italian Journal of Pediatrics</em>, 50(69), 1-7. <a href="https://doi.org/10.1186/s13052-024-01631-y">https://doi.org/10.1186/s13052-024-01631-y</a></li>
<li>Brilli, F., Fares, S., Ghirardo, A., de Visser, P., Calatayud, V., Muñoz, A., Annesi-Maesano, I., Sebastiani, F., Alivernini, A., Varriale, V., &amp; Menghini, F. (2018). Plants for sustainable improvement of indoor air quality. <em>Trends in Plant Science</em>, 23(6), 507-512. <a href="https://doi.org/10.1016/j.tplants.2018.03.004">https://doi.org/10.1016/j.tplants.2018.03.004</a></li>
<li>Cummings, B. E., &amp; Waring, M. S. (2020). Potted plants do not improve indoor air quality: a review and analysis of reported VOC removal efficiencies.<em> Journal of Exposure Science &amp; Environmental Epidemiology</em>, 30, 253-261. <a href="https://doi.org/10.1038/s41370-019-0175-9">https://doi.org/10.1038/s41370-019-0175-9</a></li>
<li>Fuller, R., Landrigan, P. J., Balakrishnan, K., Bathan, G., Bose-O&#8217;Reilly, S., Brauer, M., Caravanos, J., Chiles, T., Cohen, A., Corra, L., Cropper, M., Ferraro, G., Hanna, J., Hanrahan, D., Hu, H., Hunter, D., Janata, G., Kupka, R., Lanphear, B., Lichtveld, M., … Yan, C. (2022). Pollution and health: a progress update. <em>The Lancet. Planetary health</em>, 6(6), e535–e547. <a href="https://doi.org/10.1016/S2542-5196(22)00090-0">https://doi.org/10.1016/S2542-5196(22)00090-0</a></li>
<li>Gubb, C., Blanusa, T., Griffiths, A., &amp; Pfrang, C. (2018). Can houseplants improve indoor air quality by removing CO2 and increasing relative humidity? <em>Air Quality, Atmosphere &amp; Health</em>, 11, 1191-1201. <a href="https://doi.org/10.1007/s11869-018-0618-9">https://doi.org/10.1007/s11869-018-0618-9</a></li>
<li>Lin, W., Brunekreef, B., &amp; Gehring, U. (2013). Meta-analysis of the effects of indoor nitrogen dioxide and gas cooking on asthma and wheeze in children. <em>International journal of epidemiology</em>, 42(6), 1724–1737. <a href="https://doi.org/10.1093/ije/dyt150">https://doi.org/10.1093/ije/dyt150</a></li>
<li>Osborne, S., Uche, O., Mitsakou, C., Exley, K., &amp; Dimitroulopoulou, S. (2021). Air quality around schools: part I &#8211; A comprehensive literature review across high-income countries. <em>Environmental Research</em>, 196, 110817. <a href="https://doi.org/10.1016/j.envres.2021.110817">https://doi.org/10.1016/j.envres.2021.110817</a></li>
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<li>Paulin, L. M., Diette, G. B., Scott, M., McCormack, M. C., Matsui, E. C., Curtin-Brosnan, J., Williams, D. L., Kidd-Taylor, A., Shea, M., Breysse, P. N., &amp; Hansel, N. N. (2014). Home interventions are effective at decreasing indoor nitrogen dioxide concentrations. <em>Indoor Air</em>, 24(4), 416-424. <a href="https://doi.org/10.1111/ina.12085">https://doi.org/10.1111/ina.12085</a></li>
<li>Predieri, B., Iughetti, L., Bernasconi, S., &amp; Street, M.E. (2022). Endocrine disrupting chemicals&#8217; effects in children: what we know and what we need to learn? <em>International Journal of Molecular Sciences</em>, 23(19), 11899. <a href="https://doi.org/10.3390/ijms231911899">https://doi.org/10.3390/ijms231911899</a></li>
<li>Salthammer, T., Uhde, E., Schripp, T., Schieweck, A., Morawska, L., Mazaheri, M., Clifford, S., He, C., Buonanno, G., Querol, X., Viana, M., &amp; Kumar, P. (2016). Children&#8217;s well-being at schools: impact of climatic conditions and air pollution. <em>Environment International</em>, 94, 196-210. <a href="https://doi.org/10.1016/j.envint.2016.05.009">https://doi.org/10.1016/j.envint.2016.05.009</a></li>
<li>Vardoulakis, S., Giagloglou, E., Steinle, S., Davis, A., Sleeuwenhoek, A., Galea, K.S., Dixon, K., &amp; Crawford, J.O. (2020). Indoor exposure to selected air pollutants in the home environment: a systematic review. <em>International Journal of Environmental Research and Public Health</em>, 17(23), 8972. <a href="https://doi.org/10.3390/ijerph17238972">https://doi.org/10.3390/ijerph17238972</a></li>
<li>Wargocki, P. (2013). The effects of ventilation in homes on health. <em>International Journal of Ventilation</em>, 12(2), 101-118. <a href="https://doi.org/10.1080/14733315.2013.11684005">https://doi.org/10.1080/14733315.2013.11684005</a></li>
<li>World Health Organization. (2022). <em>Household air pollution</em>. <a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/household-air-pollution-and-health">https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/household-air-pollution-and-health</a></li>
<li>World Health Organization. (2014). <em>WHO guidelines for indoor air quality: household fuel combustion</em>. World Health Organization. <a href="https://apps.who.int/iris/handle/10665/141496">https://apps.who.int/iris/handle/10665/141496</a></li>
</ul>
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			</item>
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		<title>PFAS e sostanze tossiche, l’inquinamento che minaccia la salute dei bambini</title>
		<link>https://www.egalite.org/pfas-e-sostanze-tossiche-linquinamento-che-minaccia-la-salute-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2024 14:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[PFAS]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bottiglie di plastica, abbigliamento, giocattoli e vestiti: dai prodotti di uso quotidiano arriva una lista infinita di sostanze chimiche che minacciano la salute dei bambini. I<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pfas-e-sostanze-tossiche-linquinamento-che-minaccia-la-salute-dei-bambini/">PFAS e sostanze tossiche, l’inquinamento che minaccia la salute dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bottiglie di plastica, abbigliamento, giocattoli e vestiti: dai prodotti di uso quotidiano arriva una lista infinita di sostanze chimiche che minacciano la salute dei bambini. I bambini sono infatti esposti a PFAS, pericolosi “forever chemicals”, compresi quelli che sono stati vietati per legge; a una serie di sostanze chimiche che vengono dalla plastica; ad additivi chimici noti ma anche a sostanze sconosciute, delle quali neanche si conoscono gli effetti.</p>
<p>I risultati di diverse ricerche, fra cui studi sulle sostanze che migrano dalle bottiglie in plastica e test su giacche e indumenti outdoor, evidenziano il rischio cui sono esposti i più piccoli – che sono anche i più vulnerabili, perché in fase di crescita – davanti all’inquinamento da sostanze tossiche presenti, o rilasciate, dai prodotti di consumo.</p>
<p>Da questa consapevolezza l’European Environmental Bureau (1) ha chiesto alla Commissione europea di migliorare al più presto il quadro normativo per proteggere la salute dei bambini dall’inquinamento tossico. La richiesta è quella di aggiornare rapidamente il Reach, il sistema di controllo delle sostanze chimiche dell&#8217;UE, vecchio di quasi due decenni. “<em>Al momento, ci vogliono in media oltre 19 anni per eliminare gradualmente le sostanze chimiche con profili di pericolo ben noti, mentre molte altre sostanze chimiche sono ammesse sul mercato nonostante le proprietà sconosciute – informa l’EEB – Il sistema è in ritardo rispetto al consenso scientifico, con sostanze chimiche come PFAS, bisfenoli, ritardanti di fiamma alogenati e PVC che rimangono sul mercato</em>”.</p>
<h2>Le sostanze che migrano dalle bottiglie in plastica</h2>
<p><strong>Rimangono sul mercato</strong> e rappresentano un pericolo dai risvolti sconosciuti. Lo studio “Chemical migration from reusable plastic drinking bottles for children”, condotto dalla Fondazione Tegengif nei Paesi Bassi, in collaborazione con cinque ONG europee (2), ha scoperto che le bottiglie di plastica per bambini rilasciano diisobutilftalato (DIBP), un additivo chimico vietato nella plastica, noto per alterare gli ormoni e danneggiare la riproduzione e lo sviluppo del feto.</p>
<p><strong>&#8216;</strong><em><strong>Sebbene le quantità</strong> di DIBP rilevate siano inferiori al limite europeo, la sola presenza di questa sostanza nei prodotti per bambini è allarmante</em>&#8216;, dice Annelies den Boer, direttrice della Fondazione Tegengif.</p>
<p><strong>Lo studio</strong> ha analizzato la presenza di decine di sostanze chimiche. Il test ha riscontrato che il DIBP migra da bottiglie in polipropilene (13 bottiglie del campione) e polietilene (9 tipi di bottiglie). Dopo i cicli di lavaggio in lavastoviglie, il DIBP è stato trovato in 22 bottiglie su 39 e in una sola bottiglia non lavata.</p>
<p><strong>Dallo studio</strong> emerge anche una scoperta di fatto sconcertante: solo una piccola frazione delle centinaia di sostanze chimiche che fuoriescono dalle bottiglie è stata identificata; il resto rappresenta sostanze sconosciute. Quali sono i possibili effetti?</p>
<p><strong>&#8216;<em>Questo significa</em></strong><em> che non sappiamo quali sostanze siano e cosa facciano, stiamo esponendo i bambini a sostanze chimiche non identificabili. La plastica è diventata una scatola nera &#8211; ha sottolineato den Boer &#8211; Semplicemente non sappiamo a cosa sono esposti i nostri bambini</em>&#8216;.</p>
<h2>Giacche outdoor, pericolo PFAS</h2>
<p><strong>Un’altra ricerca</strong>, condotta nel 2023, ha rilevato che i bambini sono esposti a PFAS quando indossano giacche outdoor e altri capi di abbigliamento. Lo studio Toxics in Our Clothing (3) di Arnika/IPEN evidenzia che oltre la metà delle giacche outdoor per bambini e altri indumenti contiene PFAS, un gruppo di &#8216;sostanze chimiche eterne&#8217; altamente persistenti, tossiche e bioaccumulabili, usate per conferire resistenza alle macchie e idrorepellenza, ma collegate a gravi effetti negativi sulla salute, tra cui cancro e impatto sui sistemi immunitario, riproduttivo e ormonale.</p>
<p><em><strong>&#8216;Negli indumenti per bambini</strong> sono stati trovati anche PFAS vietati, come l&#8217;acido perfluoroottanoico (PFOA)</em>”, denuncia Karolína Brabcová, del Programma Tossici e Rifiuti di Arnika.</p>
<p><strong>Su 72 campioni</strong> di giacche testate, 16 presentavano PFAS a livelli superiori ai limiti proposti dall’UE; 13 contenevano almeno un PFAS superiore al limite; e altre 3 avevano livelli superiori ai limiti per la categoria di PFAS nota come PFCA.</p>
<p><strong>In 17 giacche</strong> è stato trovato il PFOA, sostanza chimica PFAS nota per essere altamente tossica e vietata a livello globale.</p>
<p><strong>In 17 prodotti</strong> fra cui giacche, impermeabili e un grembiule è stato trovato il PFDA. Questa sostanza chimica è soggetta a restrizioni ai sensi delle normative dell&#8217;UE e ne viene raccomandato il divieto a livello mondiale.</p>
<p><strong>Dei 15 PFAS</strong> identificati negli indumenti analizzati, il 6:2 FTOH è stato misurato alle concentrazioni più elevate.</p>
<h2>PFAS, sostanze molto tossiche per i bambini</h2>
<p><strong>&#8216;<em>I PFAS</em></strong><em> sono ampiamente utilizzati nei tessuti e le persone possono esservi esposte quando indossano giacche e vestiti. È particolarmente preoccupante trovare PFAS nei prodotti per bambini, poiché i bambini potrebbero essere più vulnerabili all&#8217;esposizione ai PFAS. Finché l&#8217;industria continuerà a produrre PFAS, le minacce per la salute dei nostri bambini e delle nostre famiglie continueranno. Abbiamo bisogno di un divieto globale sui PFAS come gruppo per fermare il rilascio nell’ambiente e l&#8217;esposizione umana ai PFAS</em>&#8216;, dice Jitka Straková, Global Researcher di IPEN e autore principale dello studio. (4)</p>
<p><strong>Un elemento positivo</strong> però c’è. Ed è la presenza di indumenti privi di forever chemicals. Le alternative più sicure esistono, tanto è vero che sono state trovate 21 giacche impermeabili o antimacchia senza PFAS.</p>
<p><strong>Molti dei prodotti testati</strong> sono per bambini e finiscono a diretto contatto con la pelle. Una revisione del 2022 dell&#8217;American Academy of Pediatrics, citata dagli autori, ha affermato che i bambini sono più vulnerabili all&#8217;esposizione ai PFAS. I ricercatori sottolineano che &#8216;<em>è probabile che vi sia un&#8217;associazione tra l&#8217;esposizione cronica ai PFAS nei bambini e problemi medici come livelli elevati di colesterolo nel sangue, dislipidemie, peso alla nascita leggermente ridotto e risposta anticorpale ridotta a determinati vaccini/infezioni&#8217;.</em></p>
<p><strong>40 studi</strong> sottoposti a revisione dal 2017 al 2022 hanno riscontrato contaminazione da PFAS del sangue del cordone ombelicale. E questo suggerisce che i neonati già nascano con esposizione a questi pervasivi inquinanti.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Toxic pollution of children’s products needs urgent EU action <a href="https://eeb.org/toxic-pollution-of-childrens-products-needs-urgent-eu-action/">https://eeb.org/toxic-pollution-of-childrens-products-needs-urgent-eu-action/ </a></p>
<p>(2) Chemical migration from reusable plastic drinking bottles for children</p>
<p><a href="https://www.tegengif.nl/wp-content/uploads/2024/09/report_plastic_drinking_bottles_2024.pdf">https://www.tegengif.nl/wp-content/uploads/2024/09/report_plastic_drinking_bottles_2024.pdf</a></p>
<p>(3) Toxics in Our Clothing <a href="https://ipen.org/sites/default/files/documents/clothing-chemicals-v12.pdf">https://ipen.org/sites/default/files/documents/clothing-chemicals-v12.pdf</a></p>
<p>(4) PFAS “Forever Chemicals” Found in Outerwear and Clothing Sold Globally <a href="https://ipen.org/news/pfas-%E2%80%9Cforever-chemicals%E2%80%9D-found-outerwear-and-clothing-sold-globally">https://ipen.org/news/pfas-%E2%80%9Cforever-chemicals%E2%80%9D-found-outerwear-and-clothing-sold-globally</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pfas-e-sostanze-tossiche-linquinamento-che-minaccia-la-salute-dei-bambini/">PFAS e sostanze tossiche, l’inquinamento che minaccia la salute dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Inquinamento atmosferico, seconda causa di morte per i bambini</title>
		<link>https://www.egalite.org/inquinamento-atmosferico-seconda-causa-di-morte-per-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 08:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico è un enorme e crescente problema di salute pubblica. L’aria cattiva uccide. E le persone più esposte sono ancora una volta i più fragili,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inquinamento atmosferico è un enorme e crescente problema di salute pubblica. L’aria cattiva uccide. E le persone più esposte sono ancora una volta i più fragili, i bambini prima di tutto. Nel 2021 l’inquinamento atmosferico è responsabile di oltre 700 mila decessi di bambini di età inferiore ai 5 anni, il 15% di tutti i decessi mondiali di bambini di quella età. I dati peggiori sono in Asia e in Africa. La cattiva qualità dell’aria è seconda solo alla malnutrizione come causa di morte fra i bambini al di sotto dei 5 anni e precede fattori critici quali igiene e acqua ed esposizione a temperature troppo alte o troppo basse.</p>
<p>I dati dell’emergenza globale non si fermano ai bambini, anche se fra i più piccoli il livello è particolarmente drammatico.</p>
<h2>Inquinamento atmosferico seconda causa di morte</h2>
<p><strong>L’inquinamento atmosferico</strong>, sempre nel 2021, ha causato 8,1 milioni di decessi a livello mondiale fra adulti e bambini. Ormai è diventato la seconda causa di morte a livello globale, superando il consumo di tabacco, seconda solo all’ipertensione come fattore di rischio per tutta la popolazione e seconda solo alla malnutrizione come fattore di rischio di mortalità per i bambini.</p>
<p><strong>Sul totale dei decessi</strong>, le malattie non trasmissibili, tra cui le malattie cardiache, l&#8217;ictus, il diabete, il cancro ai polmoni e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), rappresentano quasi il 90% del carico di malattia dovuto all&#8217;inquinamento atmosferico.</p>
<p><strong>È il quadro</strong> che viene dal recente dossier State of Global Air 2024, pubblicato dall’Health Effects Institute, organizzazione di ricerca statunitense indipendente, realizzato per la prima volta in partnership con l’Unicef. Il dossier fornisce un&#8217;analisi completa dei dati sulla qualità dell&#8217;aria e sull’impatto sulla salute per i paesi di tutto il mondo nel 2021.</p>
<p><strong>Fra i decessi</strong> attribuiti all’inquinamento atmosferico, il 58% è collegato all’impatto del PM 2.5 diffuso nell’ambiente, il 6% all’ozono e il 38% all’inquinamento dell’aria domestica.</p>
<h2>Bambini vulnerabili già dal grembo materno</h2>
<p><strong>I bambini</strong> sono particolarmente vulnerabili. Nel 2021 più di 700 mila decessi nei bambini sotto i 5 anni sono stati collegati all’inquinamento atmosferico e 500 mila di questi decessi, spiega il dossier, sono collegati all’inquinamento dell’aria domestica dovuta alla cottura con combustibili inquinanti in ambienti chiusi, soprattutto in Africa e in Asia.</p>
<p><strong>L’inquinamento</strong> dell’aria si ripercuote sulla salute, con effetti che iniziano già nel grembo materno e che vanno dal parto prematuro al basso peso alla nascita, dall’asma alle malattie dei polmoni, compromettendo la salute anche negli anni a venire.</p>
<p><strong>Gli inquinanti atmosferici</strong> inalati possono depositarsi nei polmoni, dove alterano le difese polmonari. Alcuni entrano direttamente nel flusso sanguigno e nei tessuti più profondi, compresi cuore, cervello e altri organi. Possono attraversare la placenta e colpire il feto. Tutto questo può avere impatti negativi sullo sviluppo delle vie respiratorie, cardiovascolare, immunitario, endocrino e sul sistema nervoso; ci possono essere esiti avversi nel corso della nascita e un impatto negativo sulla salute che si prolunga nel corso della vita. Significa rischio di difetti cardiaci congeniti, polmonite nel primo anno di vita del bambino, disturbi del neurosviluppo, arresto della crescita, sviluppo di asma, eczema e malattie allergiche e ipertensione arteriosa.</p>
<p><strong>Nell’arco della vita</strong>, le conseguenze della cattiva qualità dell’aria sulla salute di bambini e adolescenti includono infezioni delle vie respiratorie superiori, asma e allergie, polmonite, alterazioni nella crescita e una compromissione dello sviluppo cognitivo.</p>
<h2>Ancora disuguaglianza</h2>
<p><strong>Ancora una volta</strong> c’è un grande problema di disuguaglianza. Come accade anche per la crisi climatica, che sta esacerbando l’inquinamento atmosferico e che spesso ha un impatto disuguale – pesa di più di fasce fragili di popolazione, bambini, anziani, malati e poveri – l’impatto della cattiva qualità dell’aria risulta maggiore e dalle proporzioni più ampie proprio su alcune fasce di popolazione.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Come il cambiamento climatico</em></strong><em>, l&#8217;inquinamento atmosferico colpisce tutti noi, ma porta impatti sproporzionati per alcuni: le persone incinte, i neonati e i bambini, gli anziani, coloro che vivono in condizioni di povertà e coloro che sono stati storicamente emarginati</em>&#8216;, evidenzia il dossier.</p>
<p><strong>Eppure l’ambiente sano è un diritto</strong>. State of the global air ricorda infatti, proprio nelle sue prime righe, che &#8216;<em>l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha formalmente dichiarato l&#8217;accesso a</em><br />
<em>un ambiente pulito, sano e sostenibile come un diritto umano universale, specialmente per i bambini. Nel 2023, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell&#8217;infanzia ha sottolineato il diritto dei bambini a un ambiente pulito, sano e sostenibile. Eppure, si tratta di un diritto che rimane non rispettato per miliardi di persone</em>&#8216;.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) State of the global air <a href="https://www.stateofglobalair.org/sites/default/files/documents/2024-06/soga-2024-report_0.pdf">https://www.stateofglobalair.org/sites/default/files/documents/2024-06/soga-2024-report_0.pdf</a></p>
<p>(2) Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/disuguaglianza-e-crisi-climatica-vanno-di-pari-passo/">Disuguaglianza e crisi climatica vanno di pari passo</a>. Égalité. 4.11.22</p>
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		<title>Disabilità grave e infanzia, assistenza negata</title>
		<link>https://www.egalite.org/disabilita-grave-e-infanzia-assistenza-negata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 10:46:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Giulia, una mamma nonché caregiver di un bambino di 10 anni con una disabilità grave (sindrome Charge), la quale<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disabilita-grave-e-infanzia-assistenza-negata/">Disabilità grave e infanzia, assistenza negata</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Giulia, una mamma nonché caregiver di un bambino di 10 anni con una disabilità grave (sindrome Charge), la quale invoca un’assistenza doverosa e tuttavia negata nel Comune di Roma, Regione Lazio, Italia.</p>
<h2>1) Disabilità grave, sindrome CHARGE</h2>
<p><strong>La sindrome CHARGE</strong> è una malattia genetica rara (con incidenza 1/10.000), il cui nome è un acronimo inglese delle principali caratteristiche cliniche con cui essa si manifesta:</p>
<p>&#8211; coloboma (malformazione dell&#8217;occhio con possibili alterazioni della vista)</p>
<p>&#8211; heart defects (anomalie cardiache)</p>
<p>&#8211; atresia choanae (atresia delle coane, un&#8217;anomalia congenita delle vie aeree nasali posteriori caratterizzata dall&#8217;ostruzione di una o entrambe le coane, con segni clinici che vanno dal distress respiratorio acuto all&#8217;ostruzione cronica del naso</p>
<p>&#8211; growth retardation (ritardi nella crescita e lo sviluppo), genital abnormalities (anomalie genitali e/o urinarie)</p>
<p>&#8211; ear abnormalities (anomalie dell’orecchio: dei padiglioni auricolari, del condotto uditivo esterno e interno e dell’orecchio interno). (1)</p>
<h2>2) La storia di un bambino con disabilità grave a Roma</h2>
<p><strong>Il bambino </strong>di cui alla presente lettera, nato a settembre 2013, è stato dimesso dall’ospedale solo sei mesi dopo la nascita. Il quadro clinico complesso, associato alla sindrome di CHARGE, ha richiesto una tracheotomia e un sondino gastrico per l’idratazione (PEG, Percutaneous endoscopic gastrostomy) già in fase neonatale. (2) Ed è stato perciò sottoposto a un progetto di assistenza domiciliare ad alta intensità.</p>
<p><strong>Le infermiere</strong> che hanno assistito il bambino a domicilio lo hanno sempre seguito anche all’asilo (dai 3 ai 6 anni) e a scuola, occupandosi di gestire i suoi bisogni fisiologici e non solo. Vale a dire:</p>
<p>&#8211; idratazione attraverso un sondino gastrico (PEG)</p>
<p>&#8211; somministrazione di pasti semisolidi (per os), a causa della disfagia (3)</p>
<p>&#8211; supporto scolastico in caso di assenza delle figure preposte, poiché il bambino non ha mai ricevuto copertura completa per le ore di frequenza a tempo pieno.</p>
<h2>3) Progressi di salute e tagli all’assistenza</h2>
<p><strong>‘<em>A settembre 2022</em></strong><em> finalmente, il bambino ha migliorato la capacità respiratoria ed è stato così possibile rimuovere la tracheotomia, con un intervento chirurgico. Il piano di assistenza domiciliare (PAI) è stato però drasticamente ridotto, nonostante il perdurare di gravi disturbi sensoriali, comportamentali e dell’attenzione, con incapacità di camminare da solo al di fuori dell’ambiente domestico.</em></p>
<p><em><strong>Già dopo un paio di mesi</strong> dalla chiusura della tracheotomia &#8211; nonostante la permanenza delle altre condizioni, che comprendono tra l’altro il rischio continuativo di cadere a terra per problemi di equilibrio &#8211; l’assistenza infermieristica è scesa da 12 a 9 ore di copertura nel periodo scolastico e 4 ore nel periodo estivo (metà giugno, luglio e metà agosto 2023). Costringendomi a non poter lavorare, pur avendone necessità per sostentare la famiglia</em>’.</p>
<h2>4) Assistenza scolastica anziché infermieristica?</h2>
<p><strong>&#8216;<em>Il problema </em></strong><em>è sorto a fine anno scolastico, quando il CAD (Centro Aggregazione Disabili) mi ha comunicato che poiché la legge non prevederebbe ‘nella maniera più assoluta’ che un disabile ‘non ventilato’ usufruisca di questo servizio (né a domicilio, né a scuola). Non mi veniva assicurato che da dicembre 2023 il servizio venisse rinnovato.</em></p>
<p><em><strong>Il responsabile infermieristico del CAD</strong> mi proponeva perciò di prendere un appuntamento con il dirigente della scuola primaria per proporre di formare il personale scolastico alla gestione della gastrostomia (PEG) in vista di una possibile sospensione del servizio. Accettavo questo incontro, mio malgrado, evidenziando subito l’assurdità di tale ipotesi, per le ragioni che seguono</em>&#8216;.</p>
<h3>4.1) Esigenze concrete</h3>
<p><strong>&#8216;<em>Né un insegnante né un OEPAC</em></strong><em> (Operatore Educativo per l&#8217;Autonomia e la Comunicazione) né un assistente alla comunicazione, per quanto volonterosi, possono sostituirsi a un infermiere professionale. L’esigenza di attenzione continuativa e la capacità di gestire situazioni critiche sono già emerse in precedenti casi di soffocamento del bambino.</em></p>
<p><em><strong>Il personale scolastico</strong> oltretutto cambia ogni anno e ruota di ora in ora, senza poter garantire una presenza costante neppure nel corso della giornata scolastica giornaliera. E se la figura scolatica (maestra, OEPAC o assistente alla comunicazione) istruita a idratare il bambino tramite PEG o a somministrare il pasto per os è assente, è possibile rinunciare all’idratazione e al nutrimento del bambino?</em>&#8216;.</p>
<h2>5) Discriminazioni</h2>
<p><strong>&#8216;<em>La sola disabilità</em></strong><em> che giustifica l’assistenza di una figura sanitaria professionale, secondo la tesi del CAD, sarebbe quella legata a insufficienza respiratoria che richiede la ventilazione meccanica. Esistono peraltro tante forme di disabilità grave come quella del mio bambino. Il quale, nonostante i miglioramenti, presenta a tutt’oggi grandi difficoltà che richiedono un’assistenza infermieristica insostituibile. Alcuni esempi:</em></p>
<p><em><strong>&#8211; disfagia per liquidi e solidi</strong>. Il bambino è in attesa del terzo intervento chirurgico di ricostruzione di palato e gengive, con innesto osseo, a causa di labiopalatoschisi (4)</em></p>
<p><em><strong>&#8211; deficit di equilibrio</strong>. Il bambino, portatore di impianto acustico a conduzione ossea BAHA V, ha una sordità medio-grave, nonché una riduzione del campo visivo a causa della presenza di colobomi a entrambi gli occhi. Deficit sensoriali, disturbi dell’attenzione ed emotivi, a cui si aggiunge il ritardo cognitivo, espongono il bambino a frequenti rischi di caduta</em>&#8216;.</p>
<h2>6) Disabilità grave, assistenza negata</h2>
<p><em><strong>&#8216;La rivendicazione delle esigenze</strong> sopra esposte aveva permesso di ottenere una proroga del piano di assistenza domiciliare (PAI), fino al termine del ciclo scolastico nella scuola primaria, da parte del responsabile infermieristico del CAD. Il quale però, con pochi giorni di anticipo, mi ha comunicato che a decorrere dal 9 giugno 2024 &#8211; al termine della scuola &#8211; l’assistenza infermieristica sarebbe stata dimezzata nel periodo estivo e addirittura sospesa, a meno di:</em></p>
<p><em>&#8211; portare il bambino a un centro estivo o a un centro diurno, ovvero e/o</em></p>
<p><em>&#8211; presentare un certificato medico del SSN ove si attesti il rischio di morte del bambino&#8217;.</em></p>
<h3>6.1) Centri estivi, nessuna chance</h3>
<p><em><strong>&#8216;L’iscrizione del bambino a un centro estivo</strong> gli avrebbe consentito di trascorrere almeno parte della giornata, nel periodo estivo, con i suoi coetanei. E interagire con loro, in un ambiente prezioso per la crescita psicologica che prosegue in lui come in tutti gli altri bambini.</em></p>
<p><em><strong>Ho provato così a informarmi</strong> sui centri estivi disponibili in zona, specializzati in disabilità e non, senza tuttavia trovarne alcuno compatibile con le nostre esigenze e possibilità economiche, comportando spese di 50 euro al giorno, a intero carico della famiglia, per l’accesso giornaliero part-time</em>&#8216;.</p>
<h3>6.2) ASL Roma 2, blackout</h3>
<p><strong>&#8216;<em>La follia</em></strong><em> è che il servizio TMSREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva) di ASL 2 Roma aveva rilasciato a stento il certificato per la messa in lista del bambino in centri riabilitativi, poiché ritenuto troppo grave, mentre il CAD della stessa ASL non riconosce la medesima gravità tanto da decidere di interrompere la continuità del progetto di assistenza.</em><br />
<em> </em><br />
<em><strong>Il CAD</strong> (Centro Aggregazione Disabili) insiste infatti nell’affermare che ‘nonostante la complessità del bambino non è necessaria e giustificabile la presenza di un professionista infermeristico, ed è il caregiver a doversi occupare del paziente in questi casi’. In pratica, ‘affari vostri!’.</em></p>
<p><em><strong>Le operatrici</strong> &#8211; neppure la ASL né la cooperativa appaltante &#8211; mi hanno da ultimo confermato che da luglio verrà sospeso anche il progetto riabilitativo domiciliare fino ad oggi composto da:</em></p>
<p><em>&#8211; disfagia (mantenimento pre-intervento da integrare al post intervento), 1 ora a settimana</em><br />
<em>&#8211; logopedia e comunicazione, 3 ore la settimana</em><br />
<em>&#8211; fisiokinesiterapia, 3 ore la settimana</em><br />
<em>&#8211; terapia occupazionale, 3 ore la settimana solo in teoria poiché mai integrata nell’ultimo anno per mancanza di operatori</em>&#8216;.</p>
<h2>7) Dignità</h2>
<p><em><strong>&#8216;Proprio agli inizi di giugno</strong> ho intrapreso un lavoro come operatore call center in smart working, l’unica condizione compatibile con le esigenze del bambino. La cessazione del servizio infermieristico andrebbe nuovamente a gravare anche sulla condizione economica familiare, rendendo impossibile per me la prosecuzione del rapporto lavorativo.</em></p>
<p><em><strong>E le istituzioni?</strong> Dove sono le istituzioni? Possibile che ci troviamo ancora abbandonati a causa della scarsità dei fondi economici che dovrebbero supportare famiglie e situazioni come quella che viviamo noi? Possibile che debba trovarmi a elemosinare ogni minimo aiuto per poter consentire una vita dignitosa a mio figlio?</em>’</p>
<p><strong>La presente lettera</strong> viene trasmessa ai dirigenti di ASL 2 Roma, all’assessore alla Sanità di Regione Lazio e alla ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli. Preannunciando, in difetto di immediata soluzione ai problemi denunciati, ogni meglio vista azione per la tutela dei diritti negati.</p>
<p>#Égalité! #PaceTerraDignità!</p>
<h2>Aggiornamento al 27 giugno 2024</h2>
<p>La nostra istanza ha ricevuto tempestivo riscontro, come ci scrive Giulia.</p>
<p><em>&#8216;Egregio avv. Dongo</em><br />
<em>In riferimento al Suo intervento alla mia richiesta di aiuto, sono qui a porgerLe i miei più sentiti ringraziamenti per il fantastico obbiettivo raggiunto, tra l’altro in tempi record!</em></p>
<p><em>La Sua diffida, inviata per mail stanotte alle 00:16 circa, ha scatenato dei riscontri già stamattina dalle 7,15.</em></p>
<p><em>Io e la mia famiglia non troviamo le parole per rappresentarle la gratitudine e la commozione che proviamo! Trovare chi ci dà ascolto ma soprattutto chi è disposto a schierarsi per lottare con noi e per noi non è cosa affatto semplice!&#8217;.</em></p>
<h2>L&#8217;obbligo di lottare per il riconoscimento dei propri diritti</h2>
<p><em>&#8216;Nonostante la gioia resta in me però l’amaro di quanto concettualmente è di fatto emerso da tutta questa situazione: noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere lei e intraprendere quella che poteva essere una lotta contro le istituzioni (per fortuna per ora finita bene) molto più complicata, ma non riesco a non chiedermi continuamente: e se non avessi avuto la forza, il coraggio, il contatto utile per ribellarmi? Cosa sarebbe successo?</em></p>
<p><em>Se avessi taciuto accettando la decisione della asl, senza combattere, avrei solo peggiorato la mia condizione di vita, ma soprattutto quella di mio figlio e della mia famiglia tutta, per le conseguenze che questa decisione avrebbe comportato?</em></p>
<p><em>Perché dobbiamo continuamente lottare con le unghie e con i denti per vedere rispettati i diritti dei ns cari già flagellati della gravità della loro salute? Perché dobbiamo sempre affannarci e scalare le montagne per garantire un percorso di vita dignitoso ai nostri cari? Perché?&#8217;.</em></p>
<h2>Una vittoria con l&#8217;amaro in bocca</h2>
<p><em>&#8216;Insomma questi quesiti mi lasciano davvero la tristezza e l’amaro in bocca, perché nel 2024, nonostante le continue campagne politiche, sia regionali che nazionali, mirate a promuovere una maggiore cura, attenzione e inclusione di persone fragili e con disabilità, è evidente che queste parole vengono utilizzate e strumentalizzate solo per “riempirsi la bocca”e che di fatto, le istituzioni abbandonano i più bisognosi e i più deboli alle loro già tristi realtà.</em></p>
<p><em>Non smetteremo mai di ringraziarla abbastanza! </em></p>
<p><em>Con affetto </em><br />
<em>Giulia&#8217;</em></p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>(Il soggetto nell&#8217;immagine di copertina non corrisponde al bambino a cui la lettera è riferita)</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Ospedale Bambino Gesù. Sindrome di CHARGE <a href="https://tinyurl.com/mr3wbf4m">https://tinyurl.com/mr3wbf4m</a></p>
<p>(2) Assisla. PEG <a href="https://tinyurl.com/5ex9c9s5">https://tinyurl.com/5ex9c9s5</a></p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/disfagia-e-rischi-di-malnutrizione-delle-fasce-vulnerabili-di-popolazione/">Disfagia e rischi di malnutrizione delle fasce vulnerabili di popolazione</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.4.23</p>
<p>(4) La labiatoschisi è una malformazione congenita che si presenta con un&#8217;interruzione (schisi), la quale coinvolge (in combinazione o singolarmente) il labbro superiore, la gengiva e il palato</p>
<p>(5) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">Italia, madri e caregiver senza tutela</a>. Égalité. 22.11.19</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disabilita-grave-e-infanzia-assistenza-negata/">Disabilità grave e infanzia, assistenza negata</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disturbi del sonno per un minore su tre a causa dei monitor. Lo studio italiano</title>
		<link>https://www.egalite.org/disturbi-del-sonno-per-un-minore-su-tre-a-causa-dei-monitor-lo-studio-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 12:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=6966</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un minore su tre ha sviluppato disturbi del sonno a causa dell’uso eccessivo di monitor (smartphone, computer, Playstation, etc.), durante la pandemia Covid-19. È quanto emerge<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disturbi-del-sonno-per-un-minore-su-tre-a-causa-dei-monitor-lo-studio-italiano/">Disturbi del sonno per un minore su tre a causa dei monitor. Lo studio italiano</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un minore su tre ha sviluppato disturbi del sonno a causa dell’uso eccessivo di monitor (<em>smartphone</em>, <em>computer</em>, <em>Playstation</em>, <em>etc</em>.), durante la pandemia Covid-19. È quanto emerge da uno studio italiano pubblicato su <em>Sleep Medicine</em>. (1)</p>
<h2>Disturbi del sonno e monitor, lo studio</h2>
<p><strong>Lo studio</strong> è basato sui questionari somministrati, tra aprile e giugno 2021, ai genitori di 1.000 minori di età compresa tra i 2 e i 18 anni.  Lo <em>Sleep Disturbance Scale for Children</em> è un questionario standard che include domande specifiche come la durata del sonno, le difficoltà nell’addormentarsi e nello svegliarsi, il numero di volte in cui ci si sveglia durante la notte, lo stato di agitazione durante il sonno, <em>etc</em>.</p>
<p>I neurologi dello sviluppo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e delle Università La Sapienza e Tor Vergata hanno rilevato che nel periodo di osservazione nella maggior parte dei casi (68,7%) il tempo trascorso davanti a uno schermo è aumentato, in confronto ai comportamenti pre-pandemia.</p>
<h2>Tra DAD e intrattenimento</h2>
<p><strong>La didattica a distanza</strong> ha più che triplicato il tempo di esposizione ai monitor (da poco meno di un’ora al giorno a tre ore e mezza) e ha riguardato il 72% di bambini e ragazzi.</p>
<p><strong>L’uso a scopo ricreativo</strong> è quasi raddoppiato (da un’ora e trequarti a tre ore) e ha riguardato il 49,7% dei soggetti.</p>
<h2>Dopo le 18 aumenta il rischio</h2>
<p><strong>Il fattore cruciale</strong> è però legato all’esposizione al monitor durante le ore serali, dopo le 18, quando aumenta il rischio di insorgenza di disturbi del sonno.</p>
<p>Nelle ore serali,</p>
<p>&#8211; il 30% del campione (325 soggetti) ha trascorso più tempo davanti ai monitor,</p>
<p>&#8211; la quota di minori impegnati davanti a uno schermo per più di due ore è passata dal 13,7% pre-Covid al 29,1% (più del doppio).</p>
<h2>Il risultato</h2>
<p><strong>Lo studio</strong> evidenzia un aumento di oltre il 50% dei disturbi del sonno rispetto al periodo pre-pandemia. Nel dettaglio, si è passati da 240 bambini e adolescenti che mostravano già <a href="https://www.egalite.org/insonnia-cause-e-cure-riunione-scientifica-dellaccademia-di-medicina-di-torino/">disturbi del sonno</a> prima dell’inizio della pandemia, ai 367 durante la pandemia: il 33,9% di tutto il campione, praticamente un minore su tre.</p>
<p>‘<em>I dati dello studio hanno dimostrato una <strong>correlazione tra l’aumento dell’uso di dispositivi elettronici</strong> durante il Covid e l’<strong>aumento dei disturbi del sonno</strong></em>’, spiega la dottoressa Romina Moavero della Neurologia dello sviluppo del Bambino Gesù.</p>
<p><em>‘Ma c’è un altro elemento molto importante. E cioè che lo stile di vita dei bambini e di ragazzi è cambiato profondamente. Ormai i dispositivi elettronici fanno parte della loro vita, sia scolastica che sociale, e questo persiste anche ora che siamo molto lontani dalle chiusure pandemiche. </em></p>
<p><em>Tutto questo non fa che sottolineare <strong>l&#8217;importanza delle raccomandazioni di igiene del sonno</strong> che devono essere sempre considerate la prima linea di trattamento per promuovere comportamenti adeguati a favorire il buon sonno in infanzia e in adolescenza. Soprattutto perché <strong>il sonno in questa fascia di età è cruciale</strong> per migliorare apprendimenti, abilità cognitive, scolastiche e anche sociali’</em>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Romina Moavero, Valentina Di Micco, Giusy Forte, Alessandra Voci, Luigi Mazzone, Massimiliano Valeriani, Leonardo Emberti Gialloreti, Oliviero Bruni. Screen exposure and sleep: How the COVID-19 pandemic influenced children and adolescents – A questionnaire-based study. <em>Sleep Medicine</em>, Volume 107, 2023, Pages 48-54, <a href="https://doi.org/10.1016/j.sleep.2023.04.009">https://doi.org/10.1016/j.sleep.2023.04.009</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disturbi-del-sonno-per-un-minore-su-tre-a-causa-dei-monitor-lo-studio-italiano/">Disturbi del sonno per un minore su tre a causa dei monitor. Lo studio italiano</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Inclusione scolastica degli alunni con disabilità, un miraggio in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/inclusione-scolastica-degli-alunni-con-disabilita-un-miraggio-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 08:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inclusione degli alunni con disabilità delle scuole in Italia rimane un miraggio, con il 66% dei plessi scolastici inaccessibile ai bambini e ragazzi con disabilità fisiche<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inclusione-scolastica-degli-alunni-con-disabilita-un-miraggio-in-italia/">Inclusione scolastica degli alunni con disabilità, un miraggio in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inclusione degli alunni con disabilità delle scuole in Italia rimane un miraggio, con il 66% dei plessi scolastici inaccessibile ai bambini e ragazzi con disabilità fisiche e neurologiche associate, il 98,5% a quelli con disabilità sensoriali. Ogni parte politica è indifferente alle barriere culturali e architettoniche.</p>
<p>Il rapporto ISTAT sull’anno scolastico 2021-2022 conferma infatti l’assenza di progressi rispetto ai due anni precedenti (1,2). E la legge di bilancio 2023 ha dedicato pochi spiccioli alle migliaia di infrastrutture scolastiche, talora fatiscenti, nonché ai piani di eliminazione delle barriere architettoniche. (3)</p>
<h2>1) Barriere architettoniche, accessibile una scuola su tre</h2>
<p><span style="color: #ff0000;">&#8216;<em>Nell’anno scolastico 2021-2022 nelle scuole sono ancora presenti molte barriere fisiche: soltanto <strong>una scuola su tre</strong> risulta <strong>accessibile per gli alunni con disabilità motoria</strong>.</em></span></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">La situazione è migliore nel <strong>Nord</strong> del Paese dove i valori sono superiori alla media nazionale (39,5% di scuole a norma) mentre peggiora, raggiungendo i livelli più bassi, nel <strong>Mezzogiorno</strong> (31,8%).</span></em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>La regione più virtuosa è la <strong>Valle d’Aosta</strong>/Vallée d&#8217;Aoste, con il 58,4% di scuole accessibili, di contro la Provincia autonoma di <strong>Bolzano</strong>/Bozen si distingue per la presenza più elevata di barriere fisiche (soltanto il 19% di scuole accessibili)</em>’. (1)</span></p>
<h2>1.1) Barriere architettoniche per gli alunni con disabilità fisica, cosa manca</h2>
<p><em>‘L’assenza di un <strong>ascensore</strong> o la mancanza di un ascensore adeguato al trasporto delle persone con disabilità rappresenta la barriera più diffusa (45%). Numerose anche le scuole sprovviste di <strong>servoscala</strong> interno (31%) o di <strong>bagni</strong> a norma (24%). </em></p>
<p><em>All’interno degli edifici, invece, raramente le <strong>scale</strong> o le <strong>porte</strong> non sono a norma (rispettivamente 6% e 3 % dei casi)</em>’. (1)</p>
<h2>1.2) Accessibilità per gli alunni con disabilità sensoriale, il guaio assoluto</h2>
<p>‘<em>L’accessibilità degli spazi deve comprendere anche gli <strong>ausili senso-percettivivi</strong> destinati all’<strong>orientamento</strong> degli alunni con disabilità sensoriali all’interno del plesso scolastico: solo il 16% delle scuole dispone di segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre le <strong>mappe a rilievo</strong> e i <strong>percorsi tattili</strong>, necessari a rendere gli spazi accessibili agli alunni con cecità o ipovisione, sono <strong>presenti solo nell’1,5% delle scuole</strong>.</em></p>
<p><em>La situazione riguarda <strong>tutto il territorio nazionale</strong>, con poche differenze tra il Nord e il Sud.</em><br />
<em>Nonostante si rilevi ancora un grave ritardo nei livelli di accessibilità, solo il 19% delle scuole ha effettuato, nel corso dell’anno scolastico, lavori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche mentre il 17% dichiara di non averlo fatto anche se l’edificio ne avrebbe avuto bisogno</em>’. (1)</p>
<h2>2) Eliminazione delle barriere architettoniche, le regole in vigore dal 1978</h2>
<p><strong>La legge 28 febbraio 1986 n. 41</strong> ha introdotto i divieti di:</p>
<p><strong>– approvare ‘<em>progetti</em></strong><em> di costruzione o ristrutturazione di opere pubbliche che non siano conformi alle disposizioni del <strong>DPR 27 aprile 1978, n. 384</strong>, in materia di superamento delle barriere architettoniche</em>’,</p>
<p><strong>– erogare contributi o agevolazioni</strong>, da parte dello Stato e altri enti pubblici, per la realizzazione di progetti in contrasto con le norme del predetto DPR 384/78.</p>
<h2>2.1) Accessibilità di spazi, edifici e servizi pubblici. Inclusione nelle scuole</h2>
<p><strong>Il DPR 24 luglio 1996 n. 503</strong> ha prescritto di eliminare le barriere architettoniche in <strong>tutti gli edifici, spazi e servizi pubblici </strong>in Italia. Garantire l’inclusione, nelle scuole come in altri edifici pubblici, comporta il rispetto di alcuni requisiti minimi di accessibilità. Alcuni esempi:</p>
<p>&#8211; accesso dall&#8217;esterno con <strong>rampe di pendenza &lt;8%</strong>,</p>
<p>&#8211; <strong>scale a norma</strong>, cioè con alzata &lt;16 cm, pedata &gt;30 cm),</p>
<p>&#8211; <strong>ascensori</strong> per il trasporto di persone con disabilità, misure minime <strong>140&#215;110</strong> cm,</p>
<p>&#8211; piattaforme elevatrici,</p>
<p>&#8211; <strong>bagni a norma</strong> per le persone con disabilità,</p>
<p>&#8211; <strong>porte</strong> di larghezza minima <strong>90 cm</strong>.</p>
<h2>2.2) Requisiti di accessibilità per le persone con disabilità sensoriali</h2>
<p><strong>I requisiti di accessibilità </strong>comprendono ausili senso-percettivivi per le persone e gli alunni con disabilità sensoriali. Quali:</p>
<p><strong>&#8211; segnali visivi e acustici</strong> per segnalare emergenze ed evacuazioni,</p>
<p><strong>&#8211; mappe a rilievo e/o percorsi tattili</strong> su ogni piano, ove indicare i luoghi di uso comune e le uscite di emergenza.</p>
<p><strong>I percorsi tattili </strong>in gomma speciale, a pavimento, devono:</p>
<p>&#8211; collegare tutti i locali, inclusi uffici e servizi comuni (es. palestra, spogliatoi, aula informatica, bagni),</p>
<p>&#8211; indicare i percorsi e le aree che collegano le aule, le aule con i bagni e le aule con altri spazi frequentati dagli alunni,</p>
<p>&#8211; segnalare con continuità i percorsi esterni all’edificio scolastico, inclusi ad esempio i campetti sportivi e il percorso dal cancello all’edificio scolastico.</p>
<h2>3) <em>Special Education Needs</em></h2>
<p><strong>Gli <em>Special Educational Needs</em></strong> (o Bisogni Educativi Speciali, BES): comprendono tre aree:</p>
<p>&#8211; disabilità,<br />
&#8211; disturbi evolutivi specifici, (4)<br />
&#8211; svantaggi legati all’ambiente socio-economico, linguistico e culturale di provenienza.</p>
<p><strong>Gli alunni </strong>con<em> Special Education Needs</em> in Italia, nell’anno scolastico 2021-2022, hanno superato l’8% degli iscritti complessivi, con un aumento del +23%, pari a 113.000 alunni, rispetto al 2017-2018. Con prevalenza dei disturbi specifici dell’apprendimento (51,8%) sui casi di alunni con svantaggi socio-economici, linguistici e culturali (35,4%). (1)</p>
<h2>3.1) Bisogni educativi speciali maggiori nella scuola secondaria</h2>
<p><strong>I Bisogni educativi speciali</strong> &#8211; senza considerare quelli degli alunni con disabilità, rappresentano il 12,3% degli iscritti nella scuola secondaria di secondo grado, con un incremento di circa 85.000 unità negli ultimi 4 anni. La maggiore concentrazione è negli istituti professionali e di tipo artistico, ove gli alunni con BES (o <em>Special Education Needs</em>) rappresentano il 17,5% e il 16,6% degli iscritti, rispettivamente. Molto inferiore la loro presenza all’interno nei licei classico e scientifico (5%).</p>
<p><strong>La scuola primaria </strong>registra il 7% degli alunni con Bisogno educativo sociale, che è in aumento anche nella scuola dell’infanzia (asili), dallo 0,9% all’1,3% dei bambini negli ultimi quattro anni. Le scuole devono quindi predisporre e attuare un Piano didattico personalizzato (PDP) per ciascun alunno con <em>Special Education Needs</em>.</p>
<h2>3.2) Piani annuali per l&#8217;inclusività, ancora scarsa la programmazione</h2>
<p><strong>L’esistenza di alunni con disabilità</strong> e altri bisogni educativi speciali &#8211; un dato ineluttabile &#8211; suggerisce la stesura, da parte delle scuole, dei piani annuali (e pluriennali) per l’inclusività. Il PAI è ‘<em>uno strumento che consente alla scuola di programmare e organizzare in tempo le risorse necessarie per i propri alunni e contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi</em>’.</p>
<p><strong>La programmazione </strong>annuale o pluriennale dei piani per l&#8217;inclusività rimane tuttavia in ampia parte sottoutilizzata, atteso che nell’anno scolastico 2021-2022:</p>
<p>&#8211; solo il 45% delle scuole ha attuato una programmazione a lungo termine (per l’anno scolastico in corso e quello successivo),</p>
<p>&#8211; il 32% delle scuole ha eseguito una programmazione a breve termine, provvedendo alla stesura del PAI per un solo anno scolastico (32%),</p>
<p>&#8211; almeno il 6% delle scuole, 8% al Nord, non ricorre ad alcuna programmazione. In aggiunta al 18% degli istituti che non ha neppure fornito l’informazione richiesta da ISTAT.</p>
<h2>4) Scenario Italia &#8211; Unione Europea. Meno scuole e più armi</h2>
<p><strong>L’unico investimento</strong> in (d)istruzione dichiarato dal governo riguarda la formazione militare degli ucraini in Italia. (5) Il ministro della difesa Crosetto ha poi ribadito la volontà di dedicare alle spese militari il 2% del PIL e annunciato € 1,5 miliardi di spesa in sommergibili (6,7). Una somma pari a 1500 volte le spese dedicate alla messa in sicurezza dell’edilizia scolastica in Italia verrebbe spesa solo per i due sottomarini militari.</p>
<p><strong>La Commissione europea</strong> a sua volta ha deciso di destinare alle giovani generazioni &#8211; attraverso il #RecoveryFund, rinominato #NextGenerationEU &#8211; ricche dotazioni di armi di distruzione di massa. (8) E la sua presidente non eletta Ursula Von der Leyen attribuisce priorità all’ASAP (<em>Act in support of ammunition production</em>), spese pubbliche miliardarie per produrre munizioni da utilizzare in Ucraina. (9)</p>
<p>L’educazione è un vero un disastro.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <em>ISTAT</em>. L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Anno scolastico 2021-2022. <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/12/Alunni-con-disabilita-AS-2021-2022.pdf">https://www.istat.it/it/files//2022/12/Alunni-con-disabilita-AS-2021-2022.pdf</a> 2.12.22</p>
<p>(2) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/2-scuole-su-3-inaccessibili-agli-alunni-con-disabilita-rapporto-istat/">2 scuole su 3 inaccessibili agli alunni con disabilità. Rapporto ISTAT</a>. <em>Égalité</em>. 12.2.20</p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/scuole-barriere-architettoniche-piste-ciclabili-nessuna-priorita-in-italia/">Scuole, barriere architettoniche, piste ciclabili. Nessuna priorità in Italia</a>. <em>Égalité</em>. 18.2.23</p>
<p>(4) I disturbi specifici dell’apprendimento DSA (<em>Specific Learning Disorders</em>) comprendono la sindrome da deficit dell’attenzione (ADHD, <em>Attention deficit hyperactivity disorder.</em> V. <a href="https://bit.ly/41dJmj7">https://bit.ly/41dJmj7</a>). V. anche legge 8 ottobre 2010, n. 170</p>
<p>(5) &#8216;Glad&#8217; to be able to train Ukrainian soldiers &#8211; Crosetto. <a href="https://www.ansa.it/english/news/general_news/2023/03/29/glad-to-be-able-to-train-ukrainian-soldiers-crosetto_24b8e5a8-c2a9-41e7-8ee6-b0a42472fb57.html">https://www.ansa.it/english/news/general_news/2023/03/29/glad-to-be-able-to-train-ukrainian-soldiers-crosetto_24b8e5a8-c2a9-41e7-8ee6-b0a42472fb57.html</a> <em>ANSA</em>. 29.3.23</p>
<p>(6) Difesa. Crosetto, spese a 1,38% Pil, rischio Italia &#8216;Pierino&#8217; Nato. <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/02/16/difesacrosetto-spese-a-138-pilrischio-italia-pierino-nato_eb3b0310-d712-42eb-9150-c94866c5c3d1.html">https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/02/16/difesacrosetto-spese-a-138-pilrischio-italia-pierino-nato_eb3b0310-d712-42eb-9150-c94866c5c3d1.html</a> <em>ANSA</em>. 16.3.23</p>
<p>(7) Pronti 1,3 miliardi per due nuovi sottomarini. <a href="https://www.lanotiziagiornale.it/pronti-13-miliardi-per-due-nuovi-sottomarini/">https://www.lanotiziagiornale.it/pronti-13-miliardi-per-due-nuovi-sottomarini/</a> <em>La Notizia</em>. 13.4.23</p>
<p>(8) Ue, &#8216;i fondi del Pnrr utilizzabili per produrre munizioni&#8217;. https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/europa/2023/05/03/ue-i-fondi-del-pnrr-utilizzabili-per-produrre-munizioni_eb43a669-cd5f-49bf-985d-1bedaccf67e4.html <em>ANSA</em>. 3.5.23</p>
<p>(9) La Commissione lancia il fondo che accelera la produzione di munizioni per l&#8217;Ucraina. <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2023/05/03/la-commissione-lancia-il-fondo-che-accelera-la-produzione-di-munizioni-per-lucraina_2de1ac93-8821-4f5c-bf2f-5a92e6628b2d.html">https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2023/05/03/la-commissione-lancia-il-fondo-che-accelera-la-produzione-di-munizioni-per-lucraina_2de1ac93-8821-4f5c-bf2f-5a92e6628b2d.html</a> <em>ANSA</em>. 3.5.23</p>
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		<title>Malformazioni da talidomide. Riunione all&#8217;Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/malformazioni-da-talidomide-riunione-allaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 19:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella della talidomide è una tragica storia che non è ancora finita. Questo farmaco antiemetico, che venne dato alle donne in gravidanza fra la fine degli<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/malformazioni-da-talidomide-riunione-allaccademia-di-medicina-di-torino/">Malformazioni da talidomide. Riunione all&#8217;Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella della talidomide è una tragica storia che non è ancora finita. Questo farmaco antiemetico, che venne dato alle donne in gravidanza fra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, fece nascere migliaia di bambini con malformazioni congenite agli arti. Ventimila nati malformati in tutto il mondo. In Italia non si sa quanti di preciso, perché dati ufficiali non ce ne sono. Di più. Ci sono alcune vittime del talidomide che non vengono ancora riconosciute perché hanno “solo” un danno monolaterale – a un arto superiore o inferiore.</p>
<p>Sullo scandalo talidomide, <strong>martedì 2 maggio alle ore 21</strong>, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità <em>webinar</em>, dal titolo “<em>Malformazioni congenite da talidomide: una storia infinita</em>”. (1) Relatori saranno Benedetto Terracini, Professore di Epidemiologia dei tumori umani e socio emerito dell’Accademia di Medicina, e Luisa Guerrini, Professore Associato di Biologia Molecolare, Dipartimento di Bioscienze &#8211; Università degli Studi di Milano.</p>
<h2>Talidomide, Italia</h2>
<p>&#8216;<em>Non so quanto l’opinione pubblica in Italia sappia cosa è stato il talidomide. È stato un <strong>farmaco ampiamente usato per curare e prevenire il vomito nelle donne incinte</strong>, molto popolare intorno al 1960. In tutto il mondo ci sono stati 20 mila neonati malformati. Oltre a un certo numero di concepiti che non sono arrivati a essere neonati perché affetti da gravi malformazioni agli arti e agli organi interni. L’Italia è stato un paese fortemente toccato. Si pensi soltanto che dei 34 prodotti farmaceutici che circolavano a quei tempi, ben 10 erano prodotti in Italia. Solo che per l’Italia non abbiamo dei dati. Non ci si è mai preoccupati di contare cosa sono state le vittime del talidomide&#8217;</em>, Spiega Benedetto Terracini in un <em>videoabstract</em>. (2)</p>
<p><strong>Luisa Guerrini</strong> da anni studia gli effetti teratogeni della talidomide e ha contribuito a definire cosa succede durante la gravidanza delle donne che avevano assunto questo farmaco. Ha dimostrato che la talidomide causa la degradazione della proteina p63. Usando come sistema modello il pesce Zebra, Guerrini ha dimostrato che la talidomide agisce solo a livello della proteina p63 e non del Dna. E questo è in accordo con l’evidenza che i figli dei talidomidici non hanno alcuna malformazione trasmessa loro dal genitore. Infine, come accaduto negli esseri umani, anche nel pesce Zebra si hanno difetti di sviluppo monolaterali indotti dalla talidomide. (3)</p>
<p><strong>Su tutte le vittime</strong> del talidomide, riconosciute con una legge tardivamente approvata nel 2016, più di cinquant’anni dopo, sono stati fatti tantissimi esami genetici che non sono stati conclusivi, racconta nel <em>videoabstract</em>. La casistica raccolta negli anni ‘60 si è inoltre basata sui bambini nati &#8216;più malformati&#8217;, dunque c’è stato un <em>bias</em> di selezione su come considerare le persone, se vittime o meno di talidomide.</p>
<h2>Diamo voce alle vittime</h2>
<p>&#8216;<em>Cerchiamo di dar <strong>voce e diritto alle vittime italiane della talidomide non ancora riconosciute</strong> dal Ministero, in particolar modo le persone affette da danni monolaterali, con un arto mancante superiore o inferiore</em>&#8216;.</p>
<p><strong>L’altro argomento</strong> più difficile da affrontare sul piano scientifico, anticipa Terracini, è documentare in quale modo venissero registrati i farmaci in Italia negli anni Cinquanta. Il ministero della Sanità è stato infatti creato nel 1958 e i meccanismi di registrazione dei farmaci non erano così rigorosi come sono oggi.</p>
<p>L’incontro scientifico partirà dunque dal fatto che, intorno al 1960, i nati vivi malformati a causa dell’assunzione materna dell’antiemetico talidomide furono circa 2000. Negli anni l’attenzione alle vittime da parte di accademia e autorità sanitarie è stata scarsa e a oggi i principali motivi di sconcerto scientifico sono l’esclusione da parte ministeriale di un rapporto causa-effetto (e quindi dall’indennizzo) per i nati in data ritenuta incompatibile e per i soggetti affetti &#8216;soltanto&#8217; da danni monolaterali agli arti. La tragedia non coinvolse gli Stati Uniti, grazie al diniego della farmacologia della FDA Frances Oldham Kelsey all&#8217;approvazione del farmaco. (4)</p>
<h2>La teratogenicità del talidomide</h2>
<p><strong>È teratogeno</strong> un composto, una sostanza o una condizione in grado di indurre alterazioni del normale sviluppo del feto durante la gravidanza e di provocare aborto spontaneo oppure malformazioni congenite, o dopo la nascita, che determinano un danno permanente alla salute (ISS Salute). (5)</p>
<p><strong>Nei primi anni Sessanta</strong> con la talidomide si ebbe il primo grande caso indagato dalla comunità scientifica – e uno scandalo di proporzioni mondiali – legato alle malformazioni causate da farmaci in gravidanza, con la scoperta del collegamento fra l’uso di questo farmaco nei primi due mesi di gravidanza e la comparsa di gravissime malformazioni negli arti dei neonati. (6)</p>
<p>Il disastro ebbe inizio quando venne scoperto che il farmaco aveva un effetto antiemetico: venne dunque prescritto alle donne in gravidanza ma <strong>senza che fosse stato testato su animali in gravidanza</strong>. Le stime e i numeri sulle malformazioni congenite provocate dalla talidomide risultano probabilmente sottostimate perché non considerano le morti perinatali e gli aborti. Il caso ha scosso l’opinione pubblica e messo in evidenza la necessità della ricerca sui possibili effetti teratogeni dei farmaci.</p>
<p><em>Sabrina Bergamini</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi da remoto al sito <a href="https://www.accademiadimedicina.unito.it/attivita/sedute-scientifiche/prossime-sedute.html">https://www.accademiadimedicina.unito.it/attivita/sedute-scientifiche/prossime-sedute.html</a>.</p>
<p>(2) <em>Videoabstract</em> al <em>link</em> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=L44kDN-h9JI">https://www.youtube.com/watch?v=L44kDN-h9JI</a></p>
<p>(3) Farmaci teratogeni: lo scandalo del Talidomide. Microbiologia Italia. <a href="https://www.microbiologiaitalia.it/farmacologia/farmaci-teratogeni-lo-scandalo-del-talidomide/">https://www.microbiologiaitalia.it/farmacologia/farmaci-teratogeni-lo-scandalo-del-talidomide/</a></p>
<p>Talidomide, scoperto come causa le malformazioni nel feto. <em>Corriere della Sera</em>. 7.10.19 <a href="https://www.corriere.it/salute/malattie-rare/19_ottobre_07/talidomide-scoperto-come-causa-malformazioni-feto-dd4b9570-e924-11e9-a351-0f862d63c352.shtml">https://www.corriere.it/salute/malattie-rare/19_ottobre_07/talidomide-scoperto-come-causa-malformazioni-feto-dd4b9570-e924-11e9-a351-0f862d63c352.shtml</a></p>
<p>(4)Emanuela Pasqua. Muore a 101 anni la scienziata che si oppose alla talidomide. <em>Corriere della Sera</em>. 8.10.15 <a href="https://www.corriere.it/salute/pediatria/15_agosto_08/muore-101-anni-scienziata-che-si-oppose-talidomide-699b2928-3de4-11e5-be68-18b96553415a.shtml">https://www.corriere.it/salute/pediatria/15_agosto_08/muore-101-anni-scienziata-che-si-oppose-talidomide-699b2928-3de4-11e5-be68-18b96553415a.shtml</a></p>
<p>(5) Iss salute <a href="https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/t/teratogenesi#farmaci-e-rischio-teratogeno">https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/t/teratogenesi#farmaci-e-rischio-teratogeno</a></p>
<p>(6) Morena Pinto. Pharmakon, la tragedia del talidomide. Il podcast nato nelle aule della SISSA. <em>Trieste news</em>. 5.10.22 <a href="https://www.triesteallnews.it/2022/09/pharmakon-la-tragedia-del-talidomide-il-podcast-nato-nelle-aule-della-sissa/">https://www.triesteallnews.it/2022/09/pharmakon-la-tragedia-del-talidomide-il-podcast-nato-nelle-aule-della-sissa/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/malformazioni-da-talidomide-riunione-allaccademia-di-medicina-di-torino/">Malformazioni da talidomide. Riunione all&#8217;Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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		<title>Disuguaglianza e crisi climatica vanno di pari passo</title>
		<link>https://www.egalite.org/disuguaglianza-e-crisi-climatica-vanno-di-pari-passo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 09:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza climatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disuguaglianza e crisi climatica vanno di pari passo, perché le conseguenze dei cambiamenti climatici hanno un impatto maggiore sui paesi più poveri, che meno contribuiscono all’attuale<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/disuguaglianza-e-crisi-climatica-vanno-di-pari-passo/">Disuguaglianza e crisi climatica vanno di pari passo</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Disuguaglianza e crisi climatica vanno di pari passo, perché le conseguenze dei cambiamenti climatici hanno un impatto maggiore sui paesi più poveri, che meno contribuiscono all’attuale emergenza. In media ogni anno 189 milioni di persone vengono colpite da eventi climatici estremi nei paesi in via di sviluppo e questa tendenza non si interrompe da quando, nel 1991, si è iniziato a misurare i costi del cambiamento climatico per i paesi a basso reddito.</p>
<p>L’allarme viene da un nuovo rapporto diffuso dalla <em>Loss and Damage Collaboration</em>, di cui Oxfam fa parte, che in vista dell’inizio della Cop 27 in Egitto denuncia come i Paesi ricchi si siano ripetutamente opposti a qualsiasi tentativo di finanziare la risposta alla crisi climatica nei Paesi poveri, responsabili solo in minima parte dell’attuale emergenza (1).</p>
<h2>Disuguaglianza e crisi climatica, l&#8217;allarme</h2>
<p><strong>Nei primi venti anni</strong> di questo secolo, il costo della crisi climatica in 55 fra i paesi più poveri del mondo conta perdite economiche da eventi climatici estremi per 500 miliardi di dollari.</p>
<p><strong>&#8216;</strong><em><strong>Mentre i profitti per chi vende energia</strong> da combustibili fossili sono aumentati vertiginosamente da anni, milioni di persone che vivono nei luoghi più disagiati del pianeta pagano un conto salatissimo al cambiamento climatico.</em> <em>Il comparto fossile ha realizzato profitti stratosferici tra il 2000 e 2019: un ammontare che supera di quasi 60 volte il costo della crisi climatica nei 55 Paesi più vulnerabili analizzati&#8217;</em>, dice Francesco Petrelli, policy advisor di Oxfam Italia.</p>
<p><strong>Secondo le stime</strong> del <em>report</em>, il 79% delle vittime registrate e il 97% delle persone colpite da eventi climatici estremi dal 1991 viveva nei Paesi in via di sviluppo. Nello stesso periodo il numero di disastri climatici nelle aree più povere del pianeta è più che raddoppiato. E ha causato oltre 676 mila vittime.</p>
<h2>Crisi dei diritti dei bambini</h2>
<p><strong>La crisi climatica</strong> è una crisi dei diritti dei bambini. Mette a rischio la loro stessa sopravvivenza, nonché la tenuta dei servizi destinati all’infanzia. Per i nostri bambini, dice l’Unicef, questo è stato probabilmente l’anno più freddo della loro vita. Le ondate di calore minacciano direttamente la salute dei più piccoli e mettono in pericolo l’accesso al cibo e all’acqua, l’istruzione e i futuri mezzi di sostentamento. Secondo l’Unicef entro il 2050 ci saranno 2 miliardi di bambini che dovranno affrontare frequenti ondate di calore.</p>
<p><strong>Nell&#8217;agosto 2021</strong>, l&#8217;UNICEF aveva lanciato l&#8217;Indice di rischio climatico dei bambini (2). Il <em>dossier</em> già evidenziava che 1 miliardo di bambini a livello globale, quasi la metà dei bambini del mondo, sono esposti a un &#8220;<em>rischio estremamente elevato</em>&#8221; di subire <em>shock</em> climatici come ondate di calore, cicloni, inondazioni e scarsità d&#8217;acqua. La lista è allarmante: ci sono 1 miliardo di bambini esposti a inquinamento atmosferico; 920 milioni a scarsità d’acqua; 820 milioni a ondate di calore; 400 milioni a cicloni; 240 milioni a inondazioni costiere. E non è finita qui. Inoltre i paesi più colpiti da <em>choc</em> climatici e ambientali spesso devono affrontare più rischio sovrapposti.</p>
<p><strong>Quest’anno</strong> l’Unicef ha analizzato più da vicino le ondate di calore e il loro impatto sui bambini in un rapporto il cui titolo dice già tutto: &#8220;<em>L&#8217;anno più freddo del resto della loro vita.</em> Proteggere i bambini dall&#8217;impatto crescente delle ondate di calore&#8221;. (3)</p>
<h2>Uno scenario drammatico</h2>
<p><strong>559 milioni di bambini</strong>, ovvero 1 su 4, sono attualmente esposti a una frequenza elevata di ondate di calore. Entro il 2050, si prevede che quasi tutti i bambini sulla terra &#8211; poco più di 2 miliardi &#8211; dovranno affrontare frequenti ondate di calore, indipendentemente dal fatto che il mondo raggiunga uno &#8220;<em>scenario a basse emissioni di gas serra&#8221;</em>, quindi con un riscaldamento stimato di 1,7 gradi nel 2050, o uno &#8220;<em>scenario a emissioni di gas serra molto elevate</em>&#8220;, con un riscaldamento stimato di 2,4 gradi nel 2050.</p>
<p><strong>In uno scenario a basse emissioni,</strong> ci saranno 100 milioni di bambini esposti a una gravità elevata delle ondate di calore (oggi sono 28 milioni) che diventeranno 212 milioni in uno scenario a emissione elevate.</p>
<p><strong>740 milioni di bambini</strong> vivono oggi in Paesi che registrano un caldo estremo (con 84 o più giorni all&#8217;anno che superano i 35 gradi). Diventeranno circa 816 milioni entro il 2050 in uno &#8220;<em>scenario a emissioni di gas serra molto elevate</em>”.</p>
<h2>Le richieste Unicef alla COP27</h2>
<p><strong>Da questo quadro</strong> allarmante arrivano le richieste dell’Unicef alla COP27 che si svolgerà fra pochi giorni in Egitto:</p>
<p><strong>«</strong><em><strong>I Paesi sviluppati</strong> devono mantenere gli impegni assunti alla COP26 di raddoppiare i finanziamenti per l&#8217;adattamento climatico, portandoli almeno a 40 miliardi di dollari all&#8217;anno entro il 2025, come passo verso la destinazione di almeno 300 miliardi di dollari all&#8217;anno per l&#8217;adattamento entro il 2030.</em> Tutti i governi devono rivedere i loro piani climatici nazionali e ridurre le emissioni di almeno il 45% entro il 2030 per mantenere il riscaldamento a non più di 1,5 °C. I Paesi del G20 dovrebbero agire in prima linea. Inoltre, la COP 27 deve rappresentare un momento per ribadire che tutti i bambini e i giovani devono essere inclusi in tutti i processi decisionali relativi al clima».</p>
<h2>Europa, conto alla rovescia</h2>
<p><strong>Se questo è il quadro</strong> mondiale, l’Europa si ritrova a un punto cruciale, stretta nella triplice crisi della pandemia, della guerra in Ucraina e della crisi climatica. “<em>The 2022 Europe report of the Lancet Countdown on health and climate change: towards a climate resilient future</em>” è il <em>report</em> di <em>The Lancet</em> centrato sull’Europa, che evidenzia come il cambiamento climatico sia giù un enorme problema di salute pubblica. Con un mondo “<em>pericolosamente vicino</em>” al punto di non ritorno sul fronte del clima, la “<em>crescente crisi energetica</em>” e “<em>la salute delle popolazioni sempre più minata dal riscaldamento globale</em>”, dice il <em>dossier</em>, “<em>l&#8217;Europa si trova a un punto cruciale per il cambiamento</em>” (4).</p>
<p><strong>I numeri</strong> dello studio sono impressionanti. Il 2022 è stata l&#8217;estate europea più calda mai registrata e l’aumento medio della temperatura in Europa è stata di quasi 1 grado superiore all’aumento medio della temperatura globale. Lancet parla di <em>“impatti sulla salute sovrapposti e interconnessi</em>” dai cambiamenti climatici e non solo.</p>
<p><strong>L&#8217;esposizione della popolazione</strong> alle ondate di calore è aumentata in media del 57% nel periodo 2010-2019 rispetto al periodo 2000-2009 e di oltre il 250% in alcune regioni, e questo mette gli anziani, i bambini piccoli, le persone con patologie croniche di base e le persone che non hanno accesso adeguato all&#8217;assistenza sanitaria ad alto rischio di morbilità e mortalità legate al caldo. Il riscaldamento globale osservato tra il 2000 e il 2020 viene associato a un aumento della mortalità correlata alla temperatura nella maggior parte delle regioni monitorate.</p>
<h2>Bambini e anziani più a rischio</h2>
<p><strong>Tra il 2011 e il 2020</strong>, il 55% delle regioni europee ha vissuto condizioni di siccità estiva da estrema a eccezionale. E gli eventi estremi legati al clima sono associati a perdite economiche record nel 2021 per un totale di quasi 48 miliardi di euro.</p>
<p><strong>La crisi climatica</strong> fa sì che le malattie infettive diventino più trasmissibili. L&#8217;idoneità climatica alla trasmissione della dengue è aumentata del 30% nell&#8217;ultimo decennio rispetto agli anni &#8217;50 e il rischio ambientale di epidemie di virus del Nilo occidentale è aumentato del 149% nell&#8217;Europa meridionale e del 163% nell&#8217;Europa centrale e orientale nel 1986–2020 rispetto al periodo 1951–85.</p>
<p><strong>Le temperature più calde</strong> stanno spostando la stagione di fioritura di diverse specie arboree allergeniche: la stagione di betulle, olivi e ontani iniziano 10-20 giorni prima rispetto a 41 anni fa e questo ha un impatto sulla salute di circa il 40% della popolazione europea che soffre di allergie ai pollini.</p>
<p><strong>Dal 2010 al 2020</strong> rispetto al periodo 2000-2009, l&#8217;esposizione alle ondate di calore nei gruppi vulnerabili (<em>over</em> 65 e bambini fino a 1 anno) è aumentata del 57% in tutta Europa. Ma in alcune aree l’aumento è stato del 157%.</p>
<h2>Decarbonizzare entro il 2035</h2>
<p><strong>«</strong><em><strong>Questi impatti sulla salute</strong> sovrapposti e interconnessi, che si stanno evolvendo sullo sfondo di una pandemia e di una guerra devastante in Ucraina, rivelano l&#8217;urgente necessità di interventi che rafforzino la resilienza nel settore sanitario e proteggano le persone dai crescenti rischi per la salute</em>».</p>
<p><strong>Per evitare</strong> un aumento catastrofico delle temperature globali, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici ha chiarito che l&#8217;Europa deve decarbonizzare completamente il suo settore energetico entro il 2035, chiudendo tutte le centrali elettriche a livello globale entro il 2040. In realtà rischia di accadere il contrario, anche a causa della risposta alla crisi dell’energia legata alla guerra e a “<em>decenni di ritardo nel passaggio alla produzione di energia a basse emissioni di carbonio</em>”: si rischia di passare a una maggiore produzione di energia da carbone nel breve termine. Ma «<em>anche come misura temporanea, un aumento dell&#8217;uso del carbone potrebbe sommarsi ai circa 8000 decessi annuali associati alle centrali elettriche a carbone, nel settore domestico, invertendo quello che si è guadagnato in sanità nell&#8217;ultimo decennio e minando gli sforzi per soddisfare Impegni dell&#8217;accordo di Parigi</em>».</p>
<p><strong>Nel frattempo</strong> l’Italia è il sesto paese più grande finanziatore internazionale di combustibili fossili. Fra il 2019 e il 2021 ha fornito 2,8 miliardi di dollari all&#8217;anno in finanza pubblica per i combustibili fossili. Solo il 3,5% dei finanziamenti internazionali del nostro Paese in tema di energia va alle rinnovabili (5).</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Oxfam disastri climatici <a href="https://www.oxfamitalia.org/disastri-climatici-colpiscono-189-milioni-di-persone-ogni-anno/">https://www.oxfamitalia.org/disastri-climatici-colpiscono-189-milioni-di-persone-ogni-anno/</a></p>
<p>(2) Rapporto: un miliardo di bambini a rischio “estremamente elevato” per gli impatti della crisi climatica</p>
<p><a href="https://www.unicef.it/media/rapporto-un-miliardo-di-bambini-a-rischio-estremamente-elevato-per-gli-impatti-della-crisi-climatica/">https://www.unicef.it/media/rapporto-un-miliardo-di-bambini-a-rischio-estremamente-elevato-per-gli-impatti-della-crisi-climatica/</a></p>
<p>(3) UNICEF verso COP27: entro il 2050 oltre 2 miliardi di bambini dovranno affrontare frequenti ondate di calore</p>
<p><a href="https://www.unicef.it/media/unicef-verso-cop27-entro-il-2050-oltre-2-miliardi-di-bambini-dovranno-affrontare-frequenti-ondate-di-calore/">https://www.unicef.it/media/unicef-verso-cop27-entro-il-2050-oltre-2-miliardi-di-bambini-dovranno-affrontare-frequenti-ondate-di-calore/</a></p>
<p>(4) The 2022 Europe report of the Lancet Countdown on health and climate change: towards a climate resilient future</p>
<p>https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(22)00197-9/fulltext</p>
<p>(5) New Report: International public finance for fossil fuels dropped in 2021, but a rebound is likely unless key governments deliver on pledges <a href="https://priceofoil.org/2022/11/01/g20-increased-international-public-finance-for-clean-energy-is-the-solution-to-the-energy-crisis-not-more-fossil-investments/">https://priceofoil.org/2022/11/01/g20-increased-international-public-finance-for-clean-energy-is-the-solution-to-the-energy-crisis-not-more-fossil-investments/</a></p>
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		<title>UNEP: la crisi ambientale nuoce alla salute mentale</title>
		<link>https://www.egalite.org/unep-la-crisi-ambientale-nuoce-alla-salute-mentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 08:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento acustico]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza chimica]]></category>
		<category><![CDATA[UNEP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi ambientale sta danneggiando la nostra salute mentale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dedica a questa emergenza un focus sugli effetti nocivi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi ambientale sta danneggiando la nostra salute mentale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dedica a questa emergenza un <em>focus</em> sugli effetti nocivi dell’inquinamento acustico e atmosferico, la dispersione di rifiuti chimici e il surriscaldamento del pianeta.</p>
<p>In occasione della Giornata per la salute mentale (10 ottobre), la più importante autorità ambientale globale ha reiterato l’allarme, indicando soluzioni concrete per invertire la rotta.</p>
<h2>1) Inquinamento acustico</h2>
<p><strong>Il rumore incessante</strong> caratterizza gran parte delle città. Gli agglomerati urbani continuano a crescere, per l’arrivo di persone in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Ma le maggiori opportunità comportano anche l’esposizione degli abitanti a livelli elevati di inquinamento acustico.</p>
<p><strong>Traffico</strong> stradale e ferroviario, aeroporti vicini ai centri abitati, industrie causano un rumore continuo che compromette la salute mentale delle persone interrompendo il loro sonno.</p>
<h3>1.1) Più verde antirumore</h3>
<p><strong>Secondo le stime</strong>, in Europa 22 milioni di persone soffrono di disturbi cronici da rumore e 6,5 milioni sono affetti da disturbi del sonno. I più a rischio sono gli anziani, le donne incinte e i lavoratori turnisti.</p>
<p><strong>Per migliorare</strong> la salute mentale dei cittadini e mitigare gli effetti negativi dell&#8217;inquinamento acustico, lo studio Frontiers 2022 di UNEP suggerisce di aumentare la vegetazione negli ambienti urbani per assorbire l&#8217;energia acustica e ridurre l&#8217;amplificazione stradale.</p>
<p><strong>Alberi, arbusti, pareti e tetti verdi</strong>, inoltre, generano effetti visivi positivi e attirano la fauna selvatica urbana. I suoni naturali, come il cinguettio degli uccelli, trasmettono la tranquillità di trovarsi in un ambiente sicuro, che quindi riduce l’ansia. (1)</p>
<h2>2) Inquinamento dell’aria</h2>
<p><strong>La buona qualità dell’aria </strong>è un lusso per pochi. Il 99% della popolazione mondiale respira aria con livelli di inquinanti superiori alle linee guida OMS. E 7 milioni di persone muoiono prematuramente proprio a causa dell&#8217;inquinamento atmosferico, ha ricordato Inger Andersen, direttore generale UNEP. (2)</p>
<p><strong>Anche la salute mentale è compromessa</strong>. In particolare quella dei bambini, per i quali l’esposizione a livelli elevati di inquinamento atmosferico potrebbe causare problemi psicologici e comportamentali, incluso l’ormai noto disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ansia e depressione. (3)</p>
<h3>2.1) Come migliorare l’aria cittadina</h3>
<p><strong>Le misure</strong> per migliorare la qualità dell’aria nelle città sono state richiamate dalla piattaforma d’azione <a href="https://breathelife2030.org/">BreatheLife</a>, una <em>partnership</em> tra OMS, UNEP, la <em>Climate and Clean Air Coalition</em> (CCAC) e la Banca Mondiale.</p>
<p><strong>Si tratta di cambiamenti</strong> ormai molto praticabili, come aumentare la mobilità elettrica, a piedi e in bicicletta, creare più spazi verdi, ridurre l&#8217;inquinamento atmosferico causato dall&#8217;industria, i trasporti, la gestione dei rifiuti <em>etc</em>. Misure purtroppo inutili nei confronti delle microplastiche, che come abbiamo visto permeano l’aria e penetrano nei nostri polmoni. (4)</p>
<p><strong>Purtroppo, la strada è ancora lunga</strong>, come mostra il contatore del sito BreatheLife, che indica le vittime dello smog nelle varie città. Oltre 37mila a Berlino, più di 29mila a Roma, 16mila a Parigi, 13mila a Madrid, per citare qualche esempio.</p>
<h2>3) Inquinamento chimico</h2>
<p><strong>Le sostanze chimiche</strong> disperse nell&#8217;ambiente sono anch’esse un problema di salute globale.</p>
<p><strong>Il piombo</strong> ha conclamati effetti nocivi sulla salute mentale dei bambini. E purtroppo, come documentato da Unicef, un bambino su tre ha piombo nel sangue a livelli che possono essere associati a diminuzione dell&#8217;intelligenza, difficoltà comportamentali e problemi di apprendimento. (5)</p>
<p><strong>Le misure di contenimento</strong> di questa forma di inquinamento sono ancora insufficienti.</p>
<h2>4) Cambiamento climatico</h2>
<p><strong>Depressione, ansia, stress</strong> sono la punta dell’<em>iceberg</em> dei disturbi mentali associati agli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Ormai alluvioni, ‘bombe d’acqua’, siccità estrema, livelli di calore insostenibili sono la regola in tutto il pianeta. Le perdite economiche e sociali che ne derivano scatenano ansia e angoscia. Si pensi ai territori delle Marche, coltivazioni, case, attività commerciali devastati pochi giorni fa da un evento meteo estremo.</p>
<p><strong>Invertire la tendenza</strong> che ci ha condotti fin qui è impresa ardua, ma meritevole di speranza. Un incoraggiamento viene dalla resilienza della natura, che in poche settimane di <em>lockdown</em> per pandemia ci ha rivelato una capacità di recupero stupefacente.</p>
<h2>Che fare</h2>
<p><strong>Il cambiamento è già tracciato</strong>, per chi vorrà attuarlo. L’UNEP è in prima linea a sostegno dell’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere l&#8217;aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 °C e puntare &#8211; per sicurezza &#8211; a 1,5 °C, rispetto ai livelli preindustriali.</p>
<p><strong>I singoli cittadini-consumatori</strong> possono fare la propria parte ogni giorno. Per un attivismo più largo, le azioni ‘virtuose’ possono venire condivise scaricando sullo <em>smartphone</em> la app ‘<a href="https://actnow.aworld.org/"><em>A world in support of ActNow</em></a>’.</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Frontiers 2022: Noise, Blazes and Mismatches. <em>UNEP</em>. 17.2.22 <a href="https://www.unep.org/resources/frontiers-2022-noise-blazes-and-mismatches">https://www.unep.org/resources/frontiers-2022-noise-blazes-and-mismatches</a></p>
<p>(2) Inger Andersen. One Health on the global map. 28th Tripartite Annual Executive Meeting. 17.3.22 <a href="https://www.unep.org/news-and-stories/speech/one-health-global-map">https://www.unep.org/news-and-stories/speech/one-health-global-map </a></p>
<p>(3) V. rapporto UNICEF Danger in the Air. Dicembre 2017 <a href="https://www.unicef.org/sites/default/files/press-releases/glo-media-Danger_in_the_Air.pdf">https://www.unicef.org/sites/default/files/press-releases/glo-media-Danger_in_the_Air.pdf</a></p>
<p>(4) Marta Strinati, Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-anche-nei-nostri-polmoni-lo-studio-britannico/">Microplastiche anche nei nostri polmoni. Lo studio britannico</a>. <em>GIFT (Great Italian Food Trade)</em>. 12.4.22</p>
<p>(5) The toxic truth. <em>Unicef</em> <a href="https://www.unicef.org/reports/toxic-truth-childrens-exposure-to-lead-pollution-2020">https://www.unicef.org/reports/toxic-truth-childrens-exposure-to-lead-pollution-2020</a></p>
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		<title>Pilastro europeo dei diritti sociali, il Piano d’azione invisibile</title>
		<link>https://www.egalite.org/pilastro-europeo-dei-diritti-sociali-il-piano-dazione-invisibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 09:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5717</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Piano d’azione UE varato dalla Commissione europea a marzo 2021 poneva l&#8217;obiettivo di accelerare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dalle istituzioni UE nel 2017 (1,2).<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pilastro-europeo-dei-diritti-sociali-il-piano-dazione-invisibile/">Pilastro europeo dei diritti sociali, il Piano d’azione invisibile</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Piano d’azione UE varato dalla Commissione europea a marzo 2021 poneva l&#8217;obiettivo di accelerare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dalle istituzioni UE nel 2017 (1,2). Venti principi essenziali sono stati indicati per correggere i mercati del lavoro e i sistemi di protezione sociale nelle direzioni di equità, sostenibilità ed efficienza.</p>
<p>Il programma richiamava gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs, <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/"><em>Sustainable Development Goals</em></a>), per riferire a tre obiettivi che dovrebbero venire conseguiti entro il 2030 grazie anche al supporto finanziario del <em>Next Generation EU</em> (o <em>Recovery Plan</em>. V. note 3,4). Qualcuno si è forse accorto di tutto ciò?</p>
<h2>1) Lavoro per tutti</h2>
<p><strong>Almeno il 78% della popolazione</strong> residente in UE in età 20-64 anni, entro il 2030, dovrebbe avere un lavoro. Una ricerca della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro mostra come il 28% degli europei abbia perso il lavoro a causa della pandemia, quasi il 50% abbia subito una riduzione di orario (e compensi), il 15% creda di rimanere senza lavoro nei tre mesi successivi. Più di uno su cinque ha difficoltà a trovare i mezzi di sussistenza e il 27% afferma di non avere risparmi su cui fare affidamento. (5)</p>
<p><strong>Il recupero dell’occupazione</strong> dovrebbe venire sostenuto, dagli Stati membri, con risorse adeguate alle seguenti misure:</p>
<p>&#8211; ridurre al minimo il divario di genere nei livelli d’occupazione,</p>
<p>&#8211; accrescere la disponibilità per tutti di servizi di educazione e cura per la prima infanzia,</p>
<p>&#8211; ridurre la prevalenza dei giovani NEET (<em>Not in Education, Employment, or Training</em>), in età 15-29 anni. Dal 12,6% (dato 2019) al 9%,</p>
<p>&#8211; garantire salari congrui e condizioni di vita e di lavoro adeguate ai lavoratori e alle loro famiglie.</p>
<p>&#8211; promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e le transizioni verso settori in espansione, quali digitale ed ecologia. (6)</p>
<h2>2) Formazione continua</h2>
<p><strong>Ogni anno</strong> almeno il 60% di tutti gli adulti dovrebbe partecipare, entro il 2030, ad attività di formazione. Nel 2016 solo il 18% degli adulti con qualifiche basse e il 37% complessivo ha partecipato ad attività di apprendimento e formazione. Abbandono, dispersione scolastica e fallimenti formativi già drammatici sono peggiorati rispetto ai dati che preoccupavano già nel 2019, allorché il 10,2% dei giovani ha lasciato istruzione e formazione, non appena assolto l’obbligo scolastico (10 anni di istruzione a partire dal sesto anno di età), senza venire più coinvolto in attività similari.</p>
<p><strong>La Commissione europea </strong>ha quindi evidenziato la necessità di intensificare gli sforzi per ridurre l’abbandono scolastico, migliorare i livelli di rendimento nell&#8217;istruzione e la formazione di base, aumentare la partecipazione degli adulti alla formazione. Si richiamano alcune iniziative già adottate nel 2020:</p>
<p><strong>&#8211; Agenda europea per le competenze</strong>. (7) Ove si afferma la necessità di consentire alle persone lo sviluppo di ‘<em>competenze per l’occupazione</em>’, sulla base di un’analisi solida del fabbisogno di <em>skills</em> e un’offerta formativa moderna e dinamica,</p>
<p><strong>&#8211; Piano d’azione per l’educazione digitale</strong>. Alfabetizzazione digitale, compresa la lotta alla disinformazione, educazione informatica, competenze avanzate per formare profili specializzati e competitivi, garantendo alle donne e alle giovani ragazze una equa partecipazione agli studi e le carriere. (8)</p>
<h2>3) Riduzione di povertà ed esclusione sociale</h2>
<p><strong>L’Unione Europea </strong>si è prefissa di ridurre di almeno un quarto il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale. Sottrarre cioè alla miseria almeno 15 milioni di persone, tra le quali di 5 milioni di bambini. <em>Save the Children </em>ha riferito in circa 20 milioni i bambini europei che oggi crescono in condizioni di povertà. E sono così privati delle possibilità di accedere a scuole, corsi di formazione, attività sportive, ludiche e culturali, con evidenti limiti allo sviluppo delle loro potenzialità. (9)</p>
<p><strong>L’ascensore sociale è rotto</strong>, in UE <a href="https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/">come in Italia</a>.</p>
<p><strong>Un sistema europeo</strong> di garanzia per i bambini vulnerabili (<em>European Child Guarantee</em>) è stato così previsto nel Piano d’azione, onde garantire misure specifiche per minorenni e prevenire situazioni di loro indigenza economica. (10) Il Consiglio d&#8217;Europa ha poi raccomandato di adottare un reddito minimo nel 2022 e lanciare una piattaforma per i senzatetto, al fine di sostenere gli Stati membri e le città nella condivisione delle migliori pratiche e nell&#8217;identificazione di approcci efficienti e innovativi.</p>
<h2>#Égalité</h2>
<p><strong>Salute e sicurezza sul lavoro</strong>, parità di genere e altre iniziative intraprese nel contesto della c.d. ‘Unione nell’eguaglianza’ &#8211; già adottate nel 2020 in relazione a Lgbtiq, Rom, razzismo, inclusione degli immigrati e <a href="https://www.egalite.org/disabili-inclusione-sociale-sdgs-2030-risoluzione-parlamento-europeo/">persone con disabilità</a> &#8211; sono state pure richiamate in questo Piano d’azione. (11)</p>
<p><strong>Il diritto alla salute </strong>è stato ricordato anche nella strategia per un’unione della salute e nel <em>Beating Cancer Plan</em> (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/beating-cancer-plan-all-indice-pesticidi-sostanze-chimiche-tossiche-alcol-junk-food">BECA</a>), che il Parlamento europeo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/bevande-alcoliche-il-parlamento-ue-cancella-la-proposta-di-avvertenza-in-etichetta-su-alcol-e-rischi-di-tumori">ha parzialmente rinnegato</a> (12,13). Su partecipazione e dialogo sociale, la Commissione ha inoltre annunciato un’apposita iniziativa nel 2022.</p>
<h2>Dalle parole ai fatti</h2>
<p><strong>Un anno è trascorso</strong> e i fatti purtroppo non si sono registrati. Men che meno in Italia, ove rimangono tragici e invariati i dati sulla povertà assoluta che affligge 5,6 milioni di persone (9,4% della popolazione. Fonte ISTAT. V. Figura 1 e nota 14). Affinché il Piano d&#8217;Azione UE non rimanga una mera dichiarazione di principi ma si trasformi in un vero e proprio strumento operativo capace di garantire un impatto significativo sulla vita dei cittadini, è indispensabile un&#8217;assunzione di responsabilità dei diversi livelli di governo in UE, Stati membri, Regioni e amministrazioni locali.</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-5730 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0.jpeg" alt="" width="1169" height="472" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0.jpeg 1169w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-300x121.jpeg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-1024x413.jpeg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-768x310.jpeg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-370x149.jpeg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-800x323.jpeg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-185x75.jpeg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-740x299.jpeg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-20x8.jpeg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-400x162.jpeg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-119x48.jpeg 119w" sizes="(max-width: 1169px) 100vw, 1169px" /></strong></p>
<p><strong>Gli ambiziosi obiettivi</strong> che nessuno può ‘non condividere’ devono venire tradotti in impegni vincolanti con appositi calendari dei lavori, per ottenere l’attuazione nel Vecchio Continente di riforme sociali indispensabili. E gli Stati membri devono venire chiamati a rispondere per inadempimenti e ritardi, proprio come avviene in altri ambiti cruciali, qual è ad esempio la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/acque-reflue-in-agricoltura-salute-pubblica-e-sicurezza-alimentare-le-regole-ue-e-il-disastro-italiano">gestione delle acque reflue</a>.</p>
<p><strong>Politiche reflue</strong> urgono bonifica e riconversione</p>
<p><em>Dario Dongo ed Elena Bosani</em></p>
<h3> Note</h3>
<p>(1) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0102">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0102</a></p>
<p>(2) <a href="https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_it.pdf">https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_it.pdf</a></p>
<p>(3)<a href="https://sdgs.un.org/goals"> https://sdgs.un.org/goals</a></p>
<p>(4) <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pd">https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pd</a></p>
<p>(5) <a href="https://www.eurofound.europa.eu/data/covid-19/financial-situation">https://www.eurofound.europa.eu/data/covid-19/financial-situation</a></p>
<p>(6) Raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione su un sostegno attivo efficace all&#8217;occupazione a seguito della crisi COVID-19 (EASE)</p>
<p>(7) <a href="https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1223&amp;langId=it">https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1223&amp;langId=it</a></p>
<p>(8) <a href="https://ec.europa.eu/education/education-in-the-eu/digital-education-action-plan_it">https://ec.europa.eu/education/education-in-the-eu/digital-education-action-plan_it</a></p>
<p>(9) <a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/garantire-il-futuro-dei-bambini">https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/garantire-il-futuro-dei-bambini</a></p>
<p>(10) <a href="https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/rights-child/eu-strategy-rights-child-and-european-child-guarantee_en">https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/rights-child/eu-strategy-rights-child-and-european-child-guarantee_en</a></p>
<p>(11) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2021:101:FIN&amp;qid=1615105669638">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2021:101:FIN&amp;qid=1615105669638</a></p>
<p>(12) Unione europea della salute | Commissione europea (europa.eu)</p>
<p>(13) Piano europeo per la lotta contro il cancro: la salute in tutte le politiche (<a href="http://www.asvis.it">asvis.it</a>)</p>
<p>(14) (3) ISTAT. Nel 2021 stabile la povertà assoluta. 8.3.22, <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf">https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/pilastro-europeo-dei-diritti-sociali-il-piano-dazione-invisibile/">Pilastro europeo dei diritti sociali, il Piano d’azione invisibile</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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