<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Andrea Adelmo Della Penna, Autore presso &Eacute;galit&eacute; %</title>
	<atom:link href="https://www.egalite.org/author/andrea-adelmo-della-penna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.egalite.org/author/andrea-adelmo-della-penna/</link>
	<description>no-profit organization</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Oct 2024 16:18:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.4</generator>
	<item>
		<title>Autobus e disabilità, quali diritti?</title>
		<link>https://www.egalite.org/autobus-e-disabilita-quali-diritti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 16:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[autobus]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità ridotta]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto pubblico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7443</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le persone con disabilità e/o mobilità ridotta hanno diritto ad accedere al trasporto pubblico, anche su autobus, urbani ed extraurbani. E a ricevere l’assistenza necessaria, senza<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/autobus-e-disabilita-quali-diritti/">Autobus e disabilità, quali diritti?</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone con disabilità e/o mobilità ridotta hanno diritto ad accedere al trasporto pubblico, anche su autobus, urbani ed extraurbani. E a ricevere l’assistenza necessaria, senza subire maggiori costi né discriminazioni, in teoria almeno. A seguire, le regole vigenti in Unione Europea e in Italia.</p>
<h2>1) Regolamento UE sui diritti dei passeggeri in autobus</h2>
<p><strong>Il regolamento (UE) n. 181/2011</strong> stabilisce le regole che disciplinano il trasporto con autobus per quanto riguarda:</p>
<p>-la non discriminazione fra i passeggeri riguardo alle condizioni di trasporto offerte dai vettori;</p>
<p>-le condizioni di trasporto offerte dai vettori, e le informazioni minime da fornire ai passeggeri;</p>
<p>&#8211; i diritti dei passeggeri in caso di incidenti, perdita o danneggiamento dei bagagli, cancellazione o ritardo dei viaggi;</p>
<p>&#8211; l’assenza di discriminazione e l’assistenza obbligatoria da fornire ai passeggeri con disabilità o mobilità ridotta; (1)</p>
<p>&#8211; il trattamento dei reclami. (2)</p>
<h2>2) Diritti delle persone con disabilità o mobilità ridotta</h2>
<p><strong>Le persone</strong> con disabilità o mobilità ridotta dovrebbero fare richiesta di assistenza 36 ore prima del viaggio. I vettori, gli agenti di viaggio e gli operatori turistici non possono in alcun modo rifiutare di accettare una prenotazione, emettere un biglietto o fare salire a bordo una persona. Né possono incrementare il prezzo del biglietto o delle prenotazioni.</p>
<p><strong>Le non trascurabili eccezioni</strong> riguardano il rispetto di obblighi in materia di sicurezza o salute, che comprendono la configurazione del veicolo o delle infrastrutture (es. fermate). In tali casi i soggetti responsabili devono informare i passeggeri per iscritto, entro cinque giorni lavorativi, dichiarando loro i servizi alternativi conformi gestiti dal vettore.</p>
<p><strong>È inoltre possibile</strong> richiedere l’aiuto di un accompagnatore &#8211; che viaggia gratuitamente &#8211; se così si possono risolvere le cause che comportano le eccezioni considerate.</p>
<p><strong>In caso di rifiuto</strong> del diritto al trasporto del passeggero (e dell’eventuale accompagnatore) che abbia presentato richiesta entro le 36 ore antecedenti, è possibile scegliere tra:</p>
<p>&#8211; rimborso e, se richiesto, ritorno gratuito al primo punto di partenza non appena possibile, ovvero</p>
<p>&#8211; proseguimento del viaggio o reinstradamento con servizi di trasporto alternativi conformi fino alla destinazione prevista, salvo condizioni di non praticabilità.</p>
<h2>3) Accessibilità e informazione</h2>
<p><strong>Le condizioni di accesso</strong> non discriminatorie devono venire definite e adottate dai vettori e dai gestori delle stazioni, in eventuale collaborazione con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità o a mobilità ridotta, e messe a disposizione materialmente (anche su richiesta del passeggero) o su internet, tenendo in considerazione i requisiti linguistici e la leggibilità delle informazioni.</p>
<p><strong>Gli operatori turistici</strong> devono a loro volta rendere tali informazioni disponibili, se i viaggi, vacanze e circuiti da loro organizzati e venduti comprendono servizi di trasporto ai passeggeri.</p>
<h2>4) Designazione delle stazioni e diritto di assistenza</h2>
<p><strong>Tutti gli Stati membri</strong> devono definire le stazioni di autobus ove è fornita assistenza alle persone con disabilità o mobilità ridotta, e mettere a disposizione la lista alla Commissione europea. La quale, a sua volta, ha reso pubblica la (scarsa) lista dei <em>‘designated bus terminals’.</em> (3)</p>
<p><strong>Le stazioni</strong> sono state designate in Italia ai sensi del DM 25 agosto 2022. (4) I servizi di assistenza devono venire forniti a titolo gratuito, anche a bordo, in modo tale da consentire di:</p>
<p>&#8211; comunicare l’arrivo alla stazione e richiedere assistenza nei punti designati, per spostarsi al banco di accettazione, sala d’aspetto e/o alla zona d’imbarco in base alle necessità</p>
<p>&#8211; salire e scendere a bordo del veicolo (anche durante le pause di viaggio), mediante elevatori, sedie a rotelle o altre attrezzature, a seconda dei casi, insieme ad il cane riconosciuto da assistenza (se presente), recarsi al posto a sedere, riporre il bagaglio e recuperarlo all’arrivo;</p>
<p>&#8211; ottenere le informazioni essenziali relative al viaggio nei formati accessibili previsti per i passeggeri. (5)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7456" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/10/Fig1-Elenco-delle-stazioni-di-autobus-che-in-Italia-forniscono-assistenza-alle-persone-con-disabilita-o-mobilita-ridotta-300x116.jpg" alt="Fig1 Elenco delle stazioni di autobus che in Italia forniscono assistenza alle persone con disabilità o mobilità ridotta" width="300" height="116" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/10/Fig1-Elenco-delle-stazioni-di-autobus-che-in-Italia-forniscono-assistenza-alle-persone-con-disabilita-o-mobilita-ridotta-300x116.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/10/Fig1-Elenco-delle-stazioni-di-autobus-che-in-Italia-forniscono-assistenza-alle-persone-con-disabilita-o-mobilita-ridotta-260x101.jpg 260w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/10/Fig1-Elenco-delle-stazioni-di-autobus-che-in-Italia-forniscono-assistenza-alle-persone-con-disabilita-o-mobilita-ridotta-50x19.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/10/Fig1-Elenco-delle-stazioni-di-autobus-che-in-Italia-forniscono-assistenza-alle-persone-con-disabilita-o-mobilita-ridotta-150x58.jpg 150w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/10/Fig1-Elenco-delle-stazioni-di-autobus-che-in-Italia-forniscono-assistenza-alle-persone-con-disabilita-o-mobilita-ridotta.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Fig. 1 – Elenco delle stazioni di autobus che in Italia forniscono assistenza alle persone con disabilità o mobilità ridotta (fonte: Commissione europea)</p>
<h2>5) Prestazione di assistenza, le condizioni</h2>
<p><strong>La prestazione di assistenza</strong> richiede in ogni caso il rispetto di alcune condizioni che devono venire adempiute dagli stessi passeggeri. Oltre alla notifica di necessità di assistenza di trentasei ore prima, è necessario che la persona interessata si presenti a un’ora prestabilita, almeno trenta minuti prima la partenza programmata ove non altrimenti concordato.</p>
<p>Le esigenze specifiche sul posto al sedere devono venire comunicate al momento della prenotazione o dell’acquisto anticipato del biglietto.</p>
<p><strong>Tutti gli operatori coinvolti</strong> devono adottare le misure necessarie per agevolare il ricevimento delle notifiche di richiesta di assistenza e compiere ogni sforzo ragionevole per fornire assistenza, anche in caso di mancata notifica, almeno per salire o scendere dal mezzo e prendere un’eventuale coincidenza. Gli agenti di viaggio e gli operatori turistici devono trasmettere tutte le informazioni necessarie ai vettori o agli enti di gestione delle stazioni.</p>
<p><strong>I vettori</strong> o gli enti di gestione delle stazioni ultimi devono designare un punto interno o esterno &#8211; evidenziato da adeguata segnalazione e informazioni appropriate &#8211; ove le persone con disabilità o mobilità ridotta possono annunciare il loro arrivo e richiedere assistenza.</p>
<h2>6) Formazione</h2>
<p><strong>Gli enti di gestione</strong> delle stazioni bus e i vettori stessi devono stabilire procedure di formazione e istruzioni su disabilità e mobilità ridotta, in modo tale da garantire che il personale conducente e non conducente siano formati e sensibilizzati sulle azioni da adottare per facilitare le operazioni utili alla garanzia dei diritti di tali passeggeri.</p>
<p><strong>Le attività essenziali</strong> che gli operatori devono essere in grado di realizzare riguardano:</p>
<p>&#8211; supporto agli utilizzatori di sedie a rotelle a sedersi e ad alzarsi, con cognizione e utilizzo delle necessarie attrezzature di supporto</p>
<p>&#8211; tecniche per scortare passeggeri non vedenti o ipovedenti e fornire assistenza ai cani di assistenza, se presenti, in modo da soddisfare le loro esigenze;</p>
<p>&#8211; utilizzo dell’attrezzatura generale e delle procedure di salita e discesa a bordo per il rispetto e tutela della salute, sicurezza e dignità dei passeggeri;</p>
<p>&#8211; consapevolezza degli specifici bisogni e delle situazioni di vulnerabilità;</p>
<p>-capacità di somministrare interventi di primo soccorso. (6)</p>
<h2>7) Risarcimento danni su sedie a rotelle e attrezzature per la mobilità</h2>
<p><strong>La responsabilità</strong> della perdita o il danneggiamento di sedie a rotelle o altre attrezzature di mobilità e dispositivi di assistenza è a carico dei vettori e gli enti di gestione delle stazioni, così come il risarcimento dovuto ai passeggeri in caso di situazioni di perdita o danneggiamento.</p>
<p><strong>Oltre al risarcimento</strong> &#8211; pari al costo della sostituzione o della riparazione dell’attrezzatura o dei dispositivi &#8211; gli operatori responsabili devono compiere ogni tipo di sforzo, in caso di necessità, per fornire soluzioni temporanee che presentino caratteristiche tecniche e funzionali simili.</p>
<h2>8) Deroghe</h2>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> possono continuare ad applicare deroghe per taluni aspetti dei servizi regolari interni, alla sola condizione che il livello di protezione previsto dalle norme nazionali sia almeno pari a quelle previste dal regolamento.</p>
<p><strong>La relazione</strong> della Commissione dedicata a questi aspetti ha peraltro confermato come tali deroghe non siano mai state adottate dagli Stati membri. (7)</p>
<h2>9) Sanzioni</h2>
<p><strong>Le sanzioni</strong> da applicare in ipotesi di violazioni del reg. (UE) n. 181/2011 sono stabilite in Italia dal d. lgs. n. 169/2014, per quanto riguarda i diritti delle persone con disabilità o mobilità ridotta:</p>
<p>&#8211; diritto al trasporto. Sanzione da € 500 a 5.000 in caso di rifiuto di accettazione della prenotazione, emissione o fornitura di biglietto, mancato trasporto gratuito dell’accompagnatore (ove previsto) e<br />
persistere del rifiuto inizialmente leggitimo alla cessazione delle limitazioni per via della presenza dell’accompagnatore;</p>
<p>&#8211; oneri aggiuntivi. Una sanzione da € 150 a 1.500 è prevista nei casi in cui le prenotazioni o i biglietti vengano offerti a prezzi aumentati;</p>
<p>&#8211; accessibilità e informazione. La mancata definizione delle condizioni d’accesso non discriminatorie, in collaborazione con le organizzazioni preposte, è soggetta a sanzioni da € 1.500 a 15.000. La mancata fornitura di informazioni comporta l’applicazione di sanzioni da € 500 a 5.000, ridotte a €150–1500 € se le informazioni non sono distribuite materialmente su richiesta del passeggero, in formati adeguati ed accessibili;</p>
<p>&#8211; assistenza nelle stazioni di autobus designate e a bordo degli autobus. La mancata assistenza gratuita da parte del vettore o del gestore della stazione è soggetta a sanzione da € 300 a 1.200. Le violazioni degli obblighi sulle condizioni di assistenza sono soggetti a sanzioni da € 150 a 900;</p>
<p>&#8211; formazione. La mancata formazione, da parte dei vettori e dei gestori delle stazioni, è soggetta a sanzioni da € 1.000 a 30.000. (8)</p>
<h2>10) Autorità di Regolazione dei Trasporti</h2>
<p><strong>ART</strong>, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, è responsabile in Italia della verifica del rispetto dei requisiti di tutti i regolamenti in materia di diritti di passegeri (autobus, treni, navi, in parte anche gli aerei), e fornisce una serie di strumenti ai passeggeri utili a garantire il rispetto dei propri diritti. Tra questi vi è il servizio di assistenza digitale <strong>‘smARTbot’</strong>, che è possibile consultare per ottenere informazioni dedicate e diversificate in base alla lunghezza della tratta (superiori o inferiori a 250 km). (9)</p>
<h2>11) Azioni di tutela</h2>
<p><strong>L’Autorità</strong> di Regolazione dei Trasporti è altresì responsabile di eseguire controlli e irrogare le sanzioni previste. A tal fine, ART ha istituito un apposito regolamento interno che contempla le azioni che i passeggeri possono esercitare, anche suo tramite, per l’esercizio dei loro diritti. (10)</p>
<p><strong>I reclami</strong> di seconda istanza, in particolare, possono venire presentati ART quando l’esito del reclamo presentato al vettore non sia risultato soddisfacente ovvero in assenza di riscontro nei 90 giorni dalla sua presentazione. Il reclamo di seconda istanza deve essere inviato per PEC in formato PDF o inviato per raccomandata con avviso di ricevimento utilizzando l’apposito modulo compilato e firmato, o in via telematica tramite il sistema di acquisizione telematica dei reclami (SiTe). (11,12,13)</p>
<p><strong>Le istanze di conciliazione</strong> per la risoluzione di controversie (alternative dispute resolution) possono a loro volta venire presentate tramite il servizio ConciliaWeb qualora &#8211; a seguito di reclamo o richiesta di rimborso/indennizzo &#8211; l’utente non abbia ricevuto risposta soddisfacente o non abbia alcuna ricevuto risposta, entro un anno di tempo. (14)</p>
<h2>12) Revisioni e studi sui diritti dei passeggeri in UE</h2>
<p><strong>La Commissione europea</strong> ha pubblicato diversi documenti sull’applicazione del regolamento (UE) n. 181/2011 negli Stati membri. Tra questi:</p>
<p>&#8211; rapporto per il Parlamento europeo e il Consiglio (2016); (15)</p>
<p>&#8211; documenti di lavoro per la verifica del funzionamento del regolamento, adottato in seguito a una consultazione tra gli stakeholders; (16,17)</p>
<p>&#8211; studio esterno sul funzionamento del regolamento e analisi comparativa delle buone pratiche; (18,19)</p>
<p>&#8211; guida sulle ‘best practices’ per il trasporto di persone con disabilità e mobilità ridotta (20,21).</p>
<h3>12.1) Esito delle valutazioni</h3>
<p><strong>L’adozione del regolamento</strong> (UE) n. 181/2011 avrebbe apportato un contributo importante al miglioramento dei diritti di tutti i passeggeri inclusi quelli con disabilità o mobilità ridotta, secondo la Commissione europea.</p>
<p><strong>I servizi</strong> di trasporto pubblico su autobus con distanza inferiore a 250 km rimangono tuttavia provvisti di tutele inferiori e dovrebbero perciò venire adeguati.</p>
<p><strong>Altri aspetti</strong> che dovrebbero venire migliorati riguardano:</p>
<p>-i terminal bus, da adeguare per numero e struttura</p>
<p>-l’assistenza da fornire, ai sensi del regolamento</p>
<p>-le responsabilità sulla perdita o il danneggiamento dei bagagli.</p>
<h2>13) Italia, norme nazionali per il funzionamento del servizio autobus</h2>
<p>La normativa italiana si caratterizza per l’esistenza di diverse disposizioni anteriori all’entrata in vigore del reg. (UE) n. 181/2011. In particolare:</p>
<p>&#8211; legge n. 118/71. L’art. 27 prevede che i servizi di trasporti pubblici devono essere accessibili agli ‘invalidi non deambulanti’, e in nessun luogo pubblico o aperto al pubblico può venire vietato l’accesso ai ‘minorati’; (22)</p>
<p>&#8211; D.P.R. n. 384/78, in attuazione dell’art. 27 di cui sopra, dispone che almeno tre posti vengano riservati in prossimità della porta di uscita e l’accessibilità di quest’ultima; (23)</p>
<p>&#8211; DM 2.10.1987, sulle caratteristiche funzionali degli autobus, minibus e autobus snodati, per il trasporto di persone a ridotta capacità motoria; (24)</p>
<p>&#8211; la legge n. 104/92, infine, impone alle Regioni e ai Comuni gli interventi per garantire mezzi pubblici adeguati per i disabili, e l’omologazione (mai pervenuta) di un prototipo di autobus urbano ed extraurbano dedicato. (25)</p>
<h3>13.1) Federmobilità, ISFORT. Rapporto 2015</h3>
<p><strong>Federmobilità</strong> e l’Istituto Superiore di Ricerca sui Trasporti (ISFORT) hanno presentato due successivi rapporti, nel 2015 e 2020, ove vengono descritte la situazione dei trasporti dei disabili in Italia e le debolezze del quadro normativo vigente (26,27). Le principali criticità riscontrate riguardano:</p>
<p>&#8211; la percezione di accessibilità, molto scarsa (dati Eurostat 2012);</p>
<p>&#8211; l’eccessiva frammentazione applicativa delle normative vigenti, anche dovuta alle deleghe attribuite alle Regioni che influenzano in misura significativa la disponibilità e la qualità dei servizi erogati;</p>
<p>&#8211; trasporto scolastico con attribuzioni di competenza diversa tra Regioni e/o comuni. Con difetto di recepimento di alcune norme, come quelle sulla l gratuità del servizio;</p>
<p>&#8211; scarso utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico tra i disabili, soprattutto in contesti non lavorativi. Il 74,9% di essi utilizzerebbe l’automobil, ove possibile;</p>
<p>&#8211; la spesa comunale complessiva per il trasporto sociale risulta inferiore a € 100 milioni/anno (5% delle risorse destinate per gli interventi dedicati ai disabili).</p>
<h2>14) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>Le regole comuni</strong> introdotte dal reg. (UE) n. 181/2011 sono ancora velleitarie poiché scarsamente applicate, nella sostanziale assenza delle doverose attività di vigilanza e controllo</p>
<p><span style="color: #0000ff;">‘Dove vive meglio un disabile, vivono meglio tutti’ (Federmobilità, ISFORT).</span></p>
<p><strong>Égalité</strong> ha più volte denunciato l’inaccessibilità degli autobus in diverse città d’Italia. Il trasporto interurbano è ancora più complesso. Dalle parole ai fatti, le regole in esame rimangono sulla carta.</p>
<p>#Égalité</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) La mobilità ridotta nell’uso del trasporto:</p>
<p>-può essere causata da<em> ‘disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o minorazione mentale, o qualsiasi altra causa di disabilità’</em>, incluse le ragioni di età, e</p>
<p>-richiede un’attenzione adeguata nonché un adattamento alle sue esigenze specifiche del servizio fornito alla generalità dei passeggeri</p>
<p>(2) Regolamento (UE) n. 181/2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus <a href="https://tinyurl.com/3wjd7me8">https://tinyurl.com/3wjd7me8</a></p>
<p>(3) Designated Bus Terminals to assist persons with reduced mobility and disabilities. Updated 17.10.24 <a href="https://tinyurl.com/4w2etm3h">https://tinyurl.com/4w2etm3h</a></p>
<p>(4) Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. Decreto 25 agosto 2022. Designazione quali stazioni di autobus che forniscono assistenza a persone con disabilità o a mobilità ridotta <a href="https://tinyurl.com/ykuy7mr9">https://tinyurl.com/ykuy7mr9</a></p>
<p>(5) I tipi di assistenza fornita sono indicati nell’allegato I del reg. (UE) n. 181/2011</p>
<p>(6) Come descritto dall’allegato II del reg. (UE) n. 181/2011</p>
<p>(7) Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio. Deroghe accordate dagli Stati membri a norma del regolamento (UE) n. 181/2011 relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52019DC0179">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52019DC0179</a></p>
<p>(8) Decreto legislativo 4 novembre 2014, n. 169. Disciplina sanzionatoria delle violazioni delle disposizioni del regolamento (UE) n. 181/2011, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus.<a href="https://www.normattiva.it/eli/id/2014/11/21/14G00182/CONSOLIDATED"> https://www.normattiva.it/eli/id/2014/11/21/14G00182/CONSOLIDATED</a></p>
<p>(9) V.<a href="https://www.autorita-trasporti.it/"> https://www.autorita-trasporti.it/</a></p>
<p>(10) V. <a href="https://www.autorita-trasporti.it/wp-content/uploads/2023/09/Regolamento-sanzionatorio-diritti-dei-passeggeri.pdf">https://www.autorita-trasporti.it/wp-content/uploads/2023/09/Regolamento-sanzionatorio-diritti-dei-passeggeri.pdf</a></p>
<p>(11) La mail per la PEC è pec@pec.autorita-trasporti.it, mentre la raccomandata deve essere inviata all’Autorità di regolazione dei trasporti, Ufficio Diritti dei passeggeri -Via Nizza 230 – 10126 Torino</p>
<p>(12) Il modulo di reclamo è disponibile su <a href="https://www.autorita-trasporti.it/wp-content/uploads/2023/09/Annesso_reclamo-Autobus_UE_181_2011_signed.pdf">https://www.autorita-trasporti.it/wp-content/uploads/2023/09/Annesso_reclamo-Autobus_UE_181_2011_signed.pdf </a></p>
<p>(13) Il SiTe è disponibile su <a href="https://www.autorita-trasporti.it/site/">https://www.autorita-trasporti.it/site/</a></p>
<p>(14) V. <a href="https://www.autorita-trasporti.it/conciliaweb/">https://www.autorita-trasporti.it/conciliaweb/</a></p>
<p>(15) Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio. Relazione sull’applicazione del regolamento (UE) n. 181/2011 relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=COM:2016:0619:FIN">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=COM:2016:0619:FIN</a></p>
<p>(16) Commission Staff Working Document. Evaluation of Regulation (EU) No 181/2011 concerning the rights of passengers in bus and coach transport. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52021SC0415">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52021SC0415</a></p>
<p>(17) Commission Staff Working Document. Executive Summary of the evaluation of Regulation (EU) No 181/2011 concerning the rights of passengers in bus and coach transport.<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52021SC0416"> https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52021SC0416</a></p>
<p>(18) European Commission (2021) Study on the EU Regulatory Framework for Passenger Rights. Part B, Evaluation of Regulation (EU) No 181/2011 on the rights of passengers travelling by bus and coach. <a href="https://data.europa.eu/doi/10.2832/486038">https://data.europa.eu/doi/10.2832/486038</a></p>
<p>(19) European Commission (2021) Study on the EU Regulatory Framework for Passenger Rights &#8211; Comparative analysis of good practices: final report. <a href="https://data.europa.eu/doi/10.2832/94240">https://data.europa.eu/doi/10.2832/94240</a></p>
<p>(20) European Commission (2019) Best practices guide on the carriage of persons with reduced mobility &#8211; Final report. <a href="https://data.europa.eu/doi/10.2832/044141">https://data.europa.eu/doi/10.2832/044141</a></p>
<p>(21) European Commission (2019) Best practices guide on the carriage of persons with reduced mobility. Annex 4, Booklet of best practices.<a href="https://data.europa.eu/doi/10.2832/03474"> https://data.europa.eu/doi/10.2832/03474</a></p>
<p>(22) Legge 30 marzo 1971, n. 118. Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili. <a href="https://www.normattiva.it/eli/id/1971/04/02/071U0118/CONSOLIDATED/20241021">https://www.normattiva.it/eli/id/1971/04/02/071U0118/CONSOLIDATED/20241021</a></p>
<p>(23) Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384. Regolamento di attuazione dell&#8217;art. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118, a favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici. <a href="https://www.normattiva.it/eli/id/1978/07/22/078U0384/ORIGINAL">https://www.normattiva.it/eli/id/1978/07/22/078U0384/ORIGINAL</a></p>
<p>(24) Decreto 2 ottobre 1987. Caratteristiche funzionali e di approvazione dei tipi unificati di «autobus e minibus destinati al trasporto di persone a ridotta capacita&#8217; motoria anche non deambulanti» ed «autobus, minibus ed autobus snodati con posti appositamente attrezzati per persone a ridotta capacita&#8217; motoria».Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana GU Serie Generale n.257 del 03-11-1987. <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1987/11/03/087A9393/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1987/11/03/087A9393/sg</a></p>
<p>(25) Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Legge-quadro per l&#8217;assistenza, l&#8217;integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. <a href="https://www.normattiva.it/eli/id/1992/02/17/092G0108/CONSOLIDATED">https://www.normattiva.it/eli/id/1992/02/17/092G0108/CONSOLIDATED</a></p>
<p>(26) Trasporto pubblico e disabilità. Norme, offerta di servizi, meccanismi di finanziamento: un Rapporto introduttivo.https://federmobilita.it/2016/12/19/trasporto-pubblico-e-disabilita/</p>
<p>(27) I servizi di trasporto per i disabili &#8211; I numeri, le regole, le risorse: un inquadramento. 9.7.20. <a href="https://www.federmobilita.it/it/images/doc/2020/carminucci_dis.pdf">https://www.federmobilita.it/it/images/doc/2020/carminucci_dis.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/autobus-e-disabilita-quali-diritti/">Autobus e disabilità, quali diritti?</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</title>
		<link>https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 12:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla riparazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7419</guid>

					<description><![CDATA[<p>La direttiva UE 2024/1799, finalmente, introduce le norme comuni per promuovere il diritto alla riparazione dei beni. I consumatori e i riparatori vengono così incentivati a<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/">Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La direttiva UE 2024/1799, finalmente, introduce le norme comuni per promuovere il <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-lavori-in-corso-in-europa/">diritto alla riparazione dei beni</a>. I consumatori e i riparatori vengono così incentivati a richiedere ed effettuare la riparazione di alcuni prodotti, anziché gettarli e sostituirli. (1)</p>
<h2>1) Garanzia sui prodotti e diritto alla riparazione</h2>
<p><strong>I contratti di vendita</strong> tra venditori e consumatori, la garanzia sui prodotti e i rimedi da adottare nei casi di non-conformità sono già stati definiti nella direttiva (UE) 2019/771. (2) Altre misure sono previste nella direttiva per la responsabilizzazione dei consumatori verso la transizione verde.</p>
<p><strong>l venditori</strong> devono:</p>
<p>&#8211; riconoscere una garanzia legale di 2 anni dalla consegna (almeno 1 anno per i beni di seconda) e una garanzia commerciale che integra e non sostituisce quella legale</p>
<p>&#8211; adottare rimedi per il ripristino dei beni in garanzia, qualora si presentino non conformità che, a scelta del consumatore, possono comprendere la riparazione o la sostituzione (senza spese del consumatore)</p>
<p>&#8211; in caso di impossibilità o sproporzionalità dei costi dei rimedi di cui sopra, applicare una riduzione proporzionale del prezzo o la risoluzione del contratto</p>
<p>&#8211; adottare avvisi ed etichette armonizzate, per informare i consumatori sulla presenza della garanzia (legale e commerciale)</p>
<p>&#8211; fornire informazioni adeguate sui costi costi, i requisiti e le necessità di riparazione dei beni.</p>
<h2>2) Diritto alla riparazione ed economia circolare</h2>
<p><strong>Il Parlamento europeo</strong> &#8211; nella <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/economia-circolare-risoluzione-del-parlamento-europeo-sul-piano-dazione/">risoluzione</a> sulla comunicazione della Commissione sull’economia circolare &#8211; aveva a sua volta proposto di introdurre il ‘diritto alla riparazione’ nei confronti dei consumatori. (3)</p>
<p><strong>I consumatori</strong> hanno perciò diritto a:</p>
<p>&#8211; chiedere una riparazione a prezzi accessibili, dal riparatore di fiducia e di propria scelta, per i difetti che si manifestano anche al di fuori delle responsabilità del venditore e del periodo di garanzia</p>
<p>&#8211; ottenere gratuitamente (fatto salvo il caso in cui ciò richieda un servizio di diagnostica), entro un tempo ragionevole dalla richiesta, il modulo europeo di informazioni sulla riparazione.</p>
<p><strong>Il modulo</strong> consiste in un’offerta valida per 30 giorni, salvo periodi più ampio concordato tra le parti, ove sono riportati i dati del riparatore, il guasto e il servizio proposto, costo e tempi di riparazione. (4) In caso di sua accettazione, il riparatore è obbligato a eseguire il servizio di riparazione alle condizioni ivi stabilite.</p>
<h2>3) Obbligo di riparazione</h2>
<p><strong>L’obbligo di riparazione</strong> si applica ai prodotti in relazione ai quali siano state definite specifiche di riparabilità. Vale a dire:</p>
<p>&#8211; lavatrici, lavasciuga biancheria ed asciugabiancheria per uso domestico;</p>
<p>&#8211; lavastoviglie per uso domestico;</p>
<p>&#8211; apparecchi di refrigerazione;</p>
<p>&#8211; display elettronici;</p>
<p>&#8211; apparecchiature di saldatura;</p>
<p>&#8211; server e prodotti di archiviazione dati;</p>
<p>&#8211; telefori cellulari, telefoni cordless e tablet;</p>
<p>&#8211; beni che incorporano batterie per mezzi di trasporto leggeri.</p>
<p><strong>La riparazione</strong> può venire eseguita a titolo gratuito o a pagamento a un prezzo ragionevole e deve venire effettuata in tempi ragionevoli dalla consegna fisica del bene o dall’accesso consentito dal consumatore.</p>
<p><strong>Durante il periodo della riparazione</strong>, i consumatori possono &#8211; ma non hanno sempre diritto, al di fuori di casi specifici (5) &#8211; ricevere in prestito, a titolo gratuito o a pagamento, un bene sostitutivo o un bene analogo ricondizionato.</p>
<h2>4) Doveri dei fabbricanti</h2>
<p><strong>I fabbricanti </strong>dei beni e delle parti di ricambio:</p>
<p>&#8211; devono mantenere prezzi ragionevoli per non scoraggiare la riparazione</p>
<p>&#8211; devono pubblicare i prezzi per le riparazioni dei loro beni, che non può venire impedita (salvo questioni di proprietà intellettuale).</p>
<p>&#8211; non possono rifiutare una riparazione se altri riparatori o persone hanno effettuato una riparazione precedente, neppure quando siano state utilizzate parti originali usate, compatibili o ottenute da stampanti 3D ai riparatori indipendenti.</p>
<h2>5) Piattaforma europea per la riparazione</h2>
<p><strong>La piattaforma europea</strong> online serve per permettere ai consumatori di identificare i riparatori o i venditori di beni ricondizionati, così come gli acquirenti di beni difettosi per il ricondizionamento, o qualsiasi iniziativa di riparazione.</p>
<p><strong>L’intera piattaforma</strong> è costitutita dalle sezioni nazionali, le quali possono avere natura pubblica o privata. Essa deve includere, oltre ai riparatori, le altre figure che partecipano al sistema europeo.</p>
<p><strong>La registrazione </strong>per gli operatori è facoltativa, mentre il servizio per i consumatori è gratuito, garantendo l’accessibilità alle persone con disabilità. Esso deve permettere di effettuare ricerche, richiedere il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, permettere agli operatori di fornire le proprie informazioni.</p>
<h2>6) Misure nazionali per la riparazione</h2>
<p><strong>Gli Stati membri</strong> devono:</p>
<p>&#8211; adottare almeno una misura idonea a promuovere la riparazione, insieme a misure adeguate a garantire la disponibilità per l’informazione ai consumatori</p>
<p>&#8211; definire i punti di contatto nazionali per la piattaforma online europea</p>
<p>&#8211; introdurre sanzioni proporzionate e dissuasive</p>
<p>&#8211; recepire la direttiva entro il 31 luglio 2026, con obbligo di rimuovere ogni misura divergente.</p>
<h2>7) Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>Il legislatore europeo</strong>, ancora una volta, ha privilegiato gli interessi industriali rispetto ai diritti dei consumatori. Sotto due aspetti in particolare:</p>
<p>&#8211; la restrizione degli obblighi di riparazione a un gruppo ristretto di beni (v. paragrafo 3) che non comprende un’ampia serie di prodotti, elettrodomestici (es. forni, frullatori e robot da cucina, aspirapolvere e scope elettriche) e non;</p>
<p>&#8211; la facoltatività del modulo europeo di informazioni sulla riparazione;</p>
<p>&#8211; l’assenza di specifiche sui criteri di ‘prezzo ragionevole’ per le parti di ricambio.</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, recante norme comuni che promuovono la riparazione dei beni e che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828 <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1799/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1799/oj</a></p>
<p>(2) Direttiva (UE) 2019/771 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e la direttiva 2009/22/CE, e che abroga la direttiva 1999/44/CE <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2019/771/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2019/771/oj</a></p>
<p>(3) Dario Dongo, Alessandra Mei. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/empowering-consumers-for-the-green-transition-via-libera-dal-parlamento-ue/">Empowering Consumers for the Green Transition, via libera dal Parlamento UE</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.2.24</p>
<p>(4) Il riparatore che fornisce il modulo europeo di informazioni deve rispettare gli obblighi di informazione sulle caratteristiche principali del servizio di riparazione, l’identità e le informazioni di contatto del riparatore, il prezzo e le modalità ed i tempi di esecuzione del servizio di riparazione</p>
<p>(5) Si veda il precedente articolo di Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/garanzia-su-ausili-per-la-disabilita-lantitrust-afferma-il-diritto-allassistenza-immediata/">Garanzia su ausili per la disabilità, l’Antitrust afferma il diritto all’assistenza immediata</a>. Égalité. 27.7.20</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diritto-alla-riparazione-dei-beni-la-direttiva-ue-2024-1799/">Diritto alla riparazione dei beni, la direttiva UE 2024/1799</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale</title>
		<link>https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 14:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale sono i sintomi più gravi delle diseguaglianze che la nostra associazione Égalité e il nostro movimento #PaceTerraDignità &#8211; alle elezioni<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale sono i sintomi più gravi delle diseguaglianze che la nostra associazione Égalité e il nostro movimento <a href="https://www.egalite.org/pace-terra-e-dignita-il-nostro-movimento-alle-elezioni-europee-2024/">#PaceTerraDignità &#8211; alle elezioni europee, il 6-9 giugno 2024</a> &#8211; propone di superare. A seguire, un approfondimento.</p>
<h2>1) Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale. Premessa</h2>
<p><strong>Parlamento europeo</strong>, Consiglio e Commissione hanno provocato la più grave crisi sociale ed economica dal secondo dopoguerra e ci stanno ora precipitando nella terza guerra mondiale, che nessun popolo vuole.</p>
<p><strong>Immani risorse pubbliche</strong> sono state deviate dallo stato sociale alle armi di distruzione di massa. Oltre 180 miliardi di euro sono già stati distratti dal bilancio UE, 5,4 miliardi di euro da quello italiano, solo per fornire armi all’Ucraina.</p>
<p><strong>Le istituzioni europee</strong> hanno peraltro dichiarato l’esigenza di un reddito minimo, confermata da enti internazionali (i.e. OECD, UN, World Bank), ancora in attesa di concreta attuazione.</p>
<h2>2) Consiglio europeo, raccomandazione 2023</h2>
<p><strong>Il Consiglio europeo</strong> ha adottato la raccomandazione relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l’inclusione attiva, il 30 gennaio 2023, ove si riferisce l’obiettivo di contrastare la povertà e l’esclusione sociale. E al contempo, garantire una maggiore occupazione tramite il sostegno al reddito. (1)</p>
<p><strong>Le ‘</strong><em><strong>persone</strong> che non dispongono di risorse sufficienti</em>’ &#8211; cioè ‘<em>coloro che vivono in condizioni di penuria, irregolarità o precarietà delle risorse monetarie e materiali, utili a salute, benessere, e partecipazione alla vita economica e sociale</em>’ (recital 15), siano esse in grado di lavorare oppure no &#8211; devono venire supportate con misure attive di sostegno al reddito e servizi abilitanti.</p>
<h3>2.1) Principi di diritto</h3>
<p><strong>L’esigenza</strong> di un reddito minimo dignitoso per tutti i cittadini europei trova fondamento teorico in diversi atti. Tra questi:</p>
<p>– <strong>Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea</strong> (Carta di Nizza). I diritti di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali inclusa la lotta alla povertà, in caso di residenza e trasferimento tra Stati membri UE, devono sempre venire riconosciuti e rispettati (2)</p>
<p>– Raccomandazione 2008/867/CE. Un’adeguata integrazione del reddito per una vita dignitosa, destinata a soggetti non in grado di lavorare, è parte (teorica, ndr) dell’inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro (3)</p>
<p>– Pilastro europeo dei diritti sociali. Chiunque non disponga di risorse sufficienti ha diritto a un adeguato reddito minimo per garantire l’accesso permanente a beni e servizi. Per chi abbia capacità lavorativa, gli Stati membri dovrebbero prevedere incentivi per la (re)integrazione nel mercato del lavoro (4)</p>
<p>– Piano d&#8217;azione sul pilastro europeo dei diritti sociali. Entro il 2030 l’UE e gli Stati membri dovrebbero ridurre di almeno 15 milioni le persone oggi in condizioni di povertà ed esclusione sociale (95,3 milioni nel 2022, <a href="https://www.egalite.org/poverta-1-su-5-a-rischio-in-europa-1-su-4-in-italia-il-rapporto-eurostat/">secondo Eurostat</a>)  e di incrementare del 78% l’occupazione di persone nella fascia 20-64, e di formarne ogni anno almeno il 60%. (5)</p>
<h3>2.2) La raccomandazione del Consiglio</h3>
<p><strong>La raccomandazione</strong> è costituita da 9 parti, 6 delle quali sono direttamente rivolte a garantire gli obiettivi previsti, oltre alla <em>governance</em> e il monitoraggio delle misure adottate dagli Stati membri. Le 6 parti principali riguardano:</p>
<p>– adeguatezza del sostegno al reddito. Servono una combinazione di un reddito minimo, da stabilire con metodi trasparenti che tengano conto di tutti gli elementi di rilievo (es. situazione di svantaggio delle famiglie, livello dei prezzi), con altre prestazioni monetarie e in natura. Avuto riguardo anche alle esigenze di soggetti più sensibili come donne, giovani e persone con disabilità</p>
<p>– copertura del reddito minimo, da stabilire per legge e destinare a tutte le persone senza risorse sufficienti, con tutte le misure necessarie a garantire accesso celere e trasparente (anche per la risoluzione delle controversie), tenuto conto di possibili altre fonti di reddito nei nuclei familiari</p>
<p>– utilizzo del reddito minimo. Bisogna promuovere l’accesso al reddito minimo, tramite sensibilizzazione delle persone bisognose e dei portatori di interesse, combattendo la stigmatizzazione e i pregiudizi che si possono generare</p>
<p>– accesso a mercati del lavoro che favoriscono l’inserimento. Il reddito minimo va accompagnato con un’attivazione del mercato del lavoro e un’adeguata formazione, adeguati al contesto e ai destinatari delle misure, incentivando anche le attività da svolgere internamente all’azienda da parte del titolare e/o dipendenti (es. tutoraggio)</p>
<p>– accesso ai servizi abilitanti ed essenziali, da garantire in modo efficiente e continuo. Evitando che problemi di natura finanziaria e non finanziaria si interpongano ad essi</p>
<p>– sostegno personalizzato. Bisogna adottare un approccio <em>ad personam</em> che differenzi i soggetti in grado e non in grado di lavorare, valutare gli ostacoli nei confronti di inclusione sociale e occupazione, intervenire in modo adeguato.</p>
<h3>2.3) Benefici attesi</h3>
<p><strong>Il reddito minimo</strong> è come un elemento fondamentale per abbattere la povertà e l’esclusione sociale, opera come stabilizzatore automatico (per ridurre le fluttuazioni economiche) e favorisce una ripresa sostenibile e inclusiva, in tempi di crisi economica e di calo dei redditi familiari, anche per quanto attiene al mercato del lavoro e l’occupazione.</p>
<p><strong>L’impegno degli Stati membri</strong> in questa direzione può migliorare gli esiti sociali e sanitari dei rispettivi cittadini, a beneficio proprio e dell’UE. Oltre all’assistenza per il reddito e il lavoro, dovrebbero essere tenuti conto anche servizi di assistenza sanitaria e per un’alimentazione sana.</p>
<p><strong>Gli Stati membri</strong>, si sottolinea, già dispongono di importanti risorse (tra cui fondi di investimento dedicati, e.g. FSE+, FESR, InvestEU) da indirizzare a misure di intervento sociale, insieme a infrastrutture e attrezzature adeguate per accompagnare le strategie di somministrazione del reddito minimo e il reinserimento lavorativo (ove possibile).</p>
<h2>3) Parlamento Europeo, risoluzione 2023</h2>
<p><strong>Il Parlamento europeo</strong> ha a sua volta adottato, il 15 marzo 2023, una risoluzione su un adeguato reddito minimo per l’inclusione attiva. (6) L’assemblea di Strasburgo ha richiamato la raccomandazione del Consiglio e richiesto:</p>
<p>&#8211; alla Commissione di proporre una proposta di direttiva di riforma della direttiva (UE) 2022/2041 su salari minimi adeguati della tale riguardo</p>
<p>&#8211; agli Stati membri, di cooperare nello scambio di buone prassi e lo sviluppo di un quadro comune, per applicare la raccomandazione. (7)</p>
<p><strong>L’assemblea</strong> di Strasburgo ha inoltre sottolineato come l’indicatore ‘a rischio di povertà o di esclusione sociale’ (AROPE) ometta di considerare le cause più ampie e complesse delle diseguaglianze. È invece necessario adottare indicatori più pertinenti e disaggregare i dati (es. in base a età, reddito, sesso) per meglio focalizzare le misure di reddito minimo e le prestazioni di disoccupazione. (8)</p>
<h2>4) Commissione europea e Stati membri, iniziative sparse</h2>
<p><strong>La Commissione europea</strong> ha blandamente invitato gli Stati membri a rivisitare le proprie politiche sull’adozione di un reddito minimo, già in fase di proposta della raccomandazione del Consiglio, sulla base di un modello di microsimulazione denominato EUROMOD (9). Nel frattempo, tramite fondi ESF+, sono stati testati alcuni regimi di reddito minimo e di assistenza materiale da parte di alcuni Stati membri:</p>
<p>– Italia. Il comune di Brescia ha somministrato più di 500 E-vouchers mensili per sostenere le persone sulla soglia di povertà nelle loro scelte di acquisto e sostentamento (10)</p>
<p>– Francia. Il progetto ‘<em>Un toit sur la tête, un job dans la poche</em>’ (Un tetto sopra la testa, un lavoro in tasca) mira a promuovere l&#8217;inclusione sociale dei giovani al di sotto dei 25 anni che si trovano in una situazione di vulnerabilità e/o precarietà, attraverso un sussidio di reddito minimo, misure per l&#8217;attivazione del mercato del lavoro e un adeguato sostegno all&#8217;alloggio e all&#8217;occupazione (11)</p>
<p>– Germania, Ungheria e Slovacchia. Il programma CRIS (Cooperate, Reach Out, Integrate Services) predilige la ricerca per l’adozione di misure di inclusione al lavoro per soggetti in condizione di svantaggio (es. competenze carenti, persone con problemi di salute, diverse etnie), come il <em>counselling</em>, parzialmente sviluppato dagli stessi utenti. (12)</p>
<h2>5) Minimum Income Report 2022</h2>
<p><strong>Il ‘2022 Minimum Income Report</strong>’ della Commissione e del Comitato per la protezione sociale (CPS) fornisce una panoramica generale e specifica per gli Stati membri, articolata sui tre paradigmi di:</p>
<p>-inclusione attiva, cioè adeguato sostegno al reddito</p>
<p>-mercati di lavoro inclusivi</p>
<p>&#8211; accesso a servizi di qualità.</p>
<p><strong>I dati</strong> riportati nel ‘2022 Minimum Income Report’ &#8211; le cui rilevazioni, si noti bene, sono anteriori alla povertà di massa esacerbata dalla ‘economia di guerra’ &#8211; mostrano quanto segue:</p>
<p>– l’adeguatezza delle prestazioni è rimasta pressochè invariata nell’ultimo decennio di riferimento</p>
<p>– le persone in condizione di esclusione sociale e di accesso al reddito sarebbero diminuite, ma difficoltà oggettive di accesso sono ancora esistenti</p>
<p>– la partecipazione dei beneficiari del reddito minimo alle misure del mercato del lavoro sono spesso basse e limitate, e vi è scarso coordinamento con organismi che offrono accesso ai servizi abilitanti e altri vantaggi complementari (13,14).</p>
<h2>5) European Anti-Poverty Network</h2>
<p><em><strong>European Anti-Poverty Network</strong></em> (EAPN) è la più importante rete di associazioni non governative locali, regionali ed europee attive nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale.<br />
EAPN &#8211; come già il Comitato Economico e Sociale Europeo, prima ancora dal Parlamento (15) &#8211; sottolinea la necessità di adottare una direttiva sul reddito minimo e denuncia le gravi carenze, nella raccomandazione del Consiglio, delle misure necessarie a raggiungere gli obiettivi prefissati. In particolare:</p>
<p>– assenza di un approccio basato sui diritti universali, che renda il regime valido per tutti<br />
– mancanza di un metodo e un quadro comune a livello UE sui bilanci di riferimento, le misure di sostenibilità e le migliori pratiche per l’adozione del reddito minimo<br />
– insufficiente disaggregazione dei dati<br />
– limitazioni in termini di residenza e di età per l’accesso al servizio (16,17).</p>
<h2>6) ITALIA, le misure di sostegno</h2>
<p><strong>In Italia</strong> si sono susseguite diverse misure di sostegno alla povertà, dal SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), al REI (Reddito di Inclusione) fino a RdC (Reddito di Cittadinanza) e PdC (Pensione di Cittadinanza), che sono risultati essere gli strumenti più inclusivo ed universale, in quanto destinato anche a nuclei monofamiliari, a prescindere da età o altre condizioni.</p>
<p><strong>Le misure di sostegno</strong> sono state disaggregate, dal governo di Giorgia Meloni, nelle forme del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e l’Assegno di Inclusione (ADI) che interessano rispettivamente, alla data odierna, circa 550.000 e 36.000 persone. (18) Con un approccio esclusivo &#8211; anziché universale, come raccomandato nei documenti sopra richiamati (19,20).</p>
<p><strong>L’Osservatorio INPS</strong> indica infatti 1.121.690 beneficiari di Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza, tra aprile 2019 e dicembre 2023, con un sussidio medio di € 573,96 e € 264,02 rispettivamente. (21) Il numero dei beneficiari è dunque dimezzato, ed è improbabile che il mezzo milione di esclusi siano solo truffatori come il figlio del fondatore della Lega, Riccardo Bossi.</p>
<h3>6.1) Italia, i dati</h3>
<p><strong>Le statistiche ISTAT</strong> sul reddito e le condizioni di vita (EU-SILC), che risalgono al 2021-2022, indicano che:</p>
<p>– <strong>il 24,4% della popolazione italiana è a rischio di povertà</strong> ed esclusione sociale (all’8º posto in UE). Tale rischio incide maggiormente su<br />
&#8211; donne (26,2%, rispetto al 22,5% degli uomini)<br />
&#8211; minori (28,5% sotto i 18 anni, 20,0% sopra i 65 anni)<br />
&#8211; inoccupati (65,4%, rispetto al 12,7% degli occupati)<br />
&#8211; famiglie con figli (26,3%. 22,6% quelle senza figli)<br />
– <strong>il 4,5% della popolazione</strong> è in condizione di grave deprivazione materiale e sociale<br />
– <strong>il reddito delle famiglie</strong> più povere è 5,6 volte inferiore a quello delle famiglie più abbienti (senza il sostegno al reddito, il valore sarebbe stato di 6,4). (22,23)</p>
<div id="attachment_7174" style="width: 1063px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7174" class="wp-image-7174 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-300x179.jpg" alt="Distribuzione mensile dei percettori di Rei, RdC/PdC e Reddito di emergenza (REm) per il periodo Aprile 2019 – Dicembre 2023 (fonte: INPS)" width="1053" height="628" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-300x179.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-768x459.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-244x146.jpg 244w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-50x30.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-1-125x75.jpg 125w" sizes="(max-width: 1053px) 100vw, 1053px" /><p id="caption-attachment-7174" class="wp-caption-text">Fig. 1 – Distribuzione mensile dei percettori di Rei, RdC/PdC e Reddito di emergenza (REm) per il periodo Aprile 2019 – Dicembre 2023 (fonte: INPS)</p></div>
<div id="attachment_7175" style="width: 1113px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7175" class="wp-image-7175 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-300x191.jpg" alt="Distribuzione della percentuale di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE) per singolo Stato membro e media UE (fonte: Eurostat)" width="1103" height="702" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-300x191.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-1024x652.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-768x489.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-229x146.jpg 229w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-50x32.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2-118x75.jpg 118w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-2.jpg 1061w" sizes="(max-width: 1103px) 100vw, 1103px" /><p id="caption-attachment-7175" class="wp-caption-text">Fig. 2 – Distribuzione della percentuale di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE) per singolo Stato membro e media UE (fonte: Eurostat)</p></div>
<h2>7) Reddito minimo nel resto del mondo</h2>
<p><strong>OCSE</strong> ha raccolto sul sito web <em>Benefit and Wages</em> alcuni cenni alle politiche adottate nei parte Paesi suoi membri e alcuni non membri. Utilizzando uno standard, TaxBen, per mettere a confronto gli obblighi fiscali e i diritti a prestazioni sociali e la loro influenza sul reddito netto disponibile delle famiglie in diverse condizioni occupazionali. (24)</p>
<p><strong>ONU e World Bank</strong> stanno considerando invece l’ipotesi di promuovere adozione di un reddito minimo universale (Universal basic income, UBI), quale strumento di lotta per la precarietà del mercato del lavoro, la disoccupazione, la povertà ed ingiustizia sociale (25,26). Alcuni paesi (i.e. India, Mongolia, Iran) hanno avviato alcune sperimentazioni al riguardo.</p>
<div id="attachment_7176" style="width: 996px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7176" class="wp-image-7176 " src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-300x164.jpg" alt="Confronto tra il reddito minimo universale (viola) e altri schemi di assistenza sociale, in termini di condizionalitá, modalità di erogazione e targeting (fonte: UN)" width="986" height="539" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-300x164.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-1024x559.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-768x419.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-260x142.jpg 260w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-50x27.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3-137x75.jpg 137w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2024/03/Fig-3.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 986px) 100vw, 986px" /><p id="caption-attachment-7176" class="wp-caption-text">Fig. 3 – Confronto tra il reddito minimo universale (viola) e altri schemi di assistenza sociale, in termini di condizionalitá, modalità di erogazione e targeting (fonte: UN)</p></div>
<h2>8) Pace, Terra e Dignità</h2>
<p><strong>#SDG1</strong> &#8211; il primo dei Sustainable Development Goals, in Agenda ONU 2030 &#8211; riguarda la fine della povertà in tutte le sue forme e ovunque nel mondo. (27) Un’estensione del primo dei Millennium Development Goals, ‘eradicare la povertà estrema’, che solo la Cina riuscì a raggiungere entro il 2000. (28)</p>
<p><strong>L’economia di guerra</strong> che gli attuali vertici dell’UE e i suoi Stati membri europei stanno imponendo alle popolazioni &#8211; nell’esclusivo interesse della grande finanza e l’industria delle armi &#8211; ha invece provocato una povertà di massa destinata a ulteriore aggravamento. Ora più che mai bisogna invertire la rotta.</p>
<p>#PaceTerraDignità</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Raccomandazione del Consiglio del 30 gennaio 2023 relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l’inclusione attiva (2023/C 41/01). <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32023H0203(01)">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32023H0203(01)</a><br />
(2) Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, articolo 34 <a href="http://data.europa.eu/eli/treaty/char_2016/oj">http://data.europa.eu/eli/treaty/char_2016/oj</a><br />
(3) Raccomandazione della Commissione, del 3 ottobre 2008, relativa all’inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro. Capo III (Protezione sociale ed inclusione), punto 14 <a href="http://data.europa.eu/eli/reco/2008/867/oj">http://data.europa.eu/eli/reco/2008/867/oj</a><br />
(4) Proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32017C1213(01)">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32017C1213(01)</a><br />
(5) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Piano d&#8217;azione sul pilastro europeo dei diritti sociali (COM/2021/102 final) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:52021DC0102">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:52021DC0102</a><br />
(6) Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2023 relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca l&#8217;inclusione attiva (2022/2840(RSP)) <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0076_IT.pdf">https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0076_IT.pdf</a><br />
(7) Questo aspetto è stato proposto anche nel punto 14 della relazione finale della Conferenza sul futuro dell’Europa<br />
(8) Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2023. Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2023 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2023 (2022/2151(INI)) <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0079_IT.pdf">https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0079_IT.pdf</a><br />
(9) V. <a href="https://euromod-web.jrc.ec.europa.eu/">https://euromod-web.jrc.ec.europa.eu/</a><br />
(10) European Commission. Gli e-voucher aiutano una città italiana a combattere lo stigma della povertà. 28.9.22<br />
<a href="https://european-social-fund-plus.ec.europa.eu/it/projects/vouchers-fight-poverty-stigma">https://european-social-fund-plus.ec.europa.eu/it/projects/vouchers-fight-poverty-stigma</a> (accesso effettuato il 12.3.24)<br />
(11) Grand Lyon. « Un toit sur la tête, un job dans la poche » : 1,2 million d’euros de financement européen pour accompagner 300 jeunes en situation précaire sur le territoire. 23.9.21 <a href="https://www.grandlyon.com/fileadmin/user_upload/media/pdf/espace-presse/cp/2021/20210923_cp_programme-easi.pdf">https://www.grandlyon.com/fileadmin/user_upload/media/pdf/espace-presse/cp/2021/20210923_cp_programme-easi.pdf</a> (accesso effettuato il 12.3.24)<br />
(12) V. <a href="http://t.ly/5BDnf">t.ly/5BDnf</a><br />
(13) European Commission. The 2022 minimum income. Volume I. <em>Publications Office of the European Union</em>. <a href="https://data.europa.eu/doi/10.2767/37278">https://data.europa.eu/doi/10.2767/37278</a><br />
(14) European Commission. The 2022 minimum income. Volume II, Country Profiles. <em>Publications Office of the European Union</em> <a href="https://data.europa.eu/doi/10.2767/701127">https://data.europa.eu/doi/10.2767/701127</a><br />
(15) CESE. For a European Framework directive on a Minimum Income (own initiative opinion). <a href="https://www.eesc.europa.eu/en/our-work/opinions-information-reports/opinions/european-framework-directive-minimum-income-own-initiative-opinion">https://www.eesc.europa.eu/en/our-work/opinions-information-reports/opinions/european-framework-directive-minimum-income-own-initiative-opinion</a><br />
(16) Van Lacker A. et al. (2020). Expert study on a binding EU framework on adequate national minimun income schemes: Making the case for an EU framework Directve on minimum income <a href="https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2020/10/EAPN-european-minimum-income-eu-framework-expert-study_October-2020-4734.pdf">https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2020/10/EAPN-european-minimum-income-eu-framework-expert-study_October-2020-4734.pdf</a><br />
(17) EAPN. Minimum Council Recommendation: Not Enough To Fight Poverty <a href="https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2023/02/eapn-EAPN-2022_Minimum-Income-Council-Recommendation-5646.pdf">https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2023/02/eapn-EAPN-2022_Minimum-Income-Council-Recommendation-5646.pdf</a><br />
(18) Gli ultimi dati pubblici riportano 287.704 domande ADI accolte, su 446.256 domande presentate <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.01.assegno-di-inclusione-adi-avvio-dei-primi-pagamenti.html">https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.01.assegno-di-inclusione-adi-avvio-dei-primi-pagamenti.html</a>, e 117.023 domande presentate per il SFL <a href="https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/supporto-la-formazione-e-il-lavoro-domande-117023-persone">https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/supporto-la-formazione-e-il-lavoro-domande-117023-persone</a><br />
(19) Proto G. (2023) L’abolizione del reddito minimo in Italia nell’orizzonte europeo. <em>Menabò</em> 196/2023 <a href="https://eticaeconomia.it/labolizione-del-reddito-minimo-in-italia-nellorizzonte-europeo/">https://eticaeconomia.it/labolizione-del-reddito-minimo-in-italia-nellorizzonte-europeo/</a><br />
(20) Gaetano Proto è stato critico anche del RdC, avendo determinato un aumento del tasso di disoccupazione. V. <a href="https://www.astrid-online.it/static/upload/dal-/dal-reddito-di-cittadina.pdf">https://www.astrid-online.it/static/upload/dal-/dal-reddito-di-cittadina.pdf</a><br />
(21) Osservatorio INPS. Report trimestrale RdC Aprile 2019 – Dicembre 2023 <a href="https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/osservatori-statistici/Report_trimestrale_RdC_Aprile_2019-Dicembre_2023.pdf">https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/osservatori-statistici/Report_trimestrale_RdC_Aprile_2019-Dicembre_2023.pdf</a><br />
(22) ISTAT. Stabile il rischio di povertà ed esclusione sociale <a href="https://www.istat.it/it/files//2023/06/REPORT-REDDITO-CONDIZIONI-DI-VITA2022.pdf">https://www.istat.it/it/files//2023/06/REPORT-REDDITO-CONDIZIONI-DI-VITA2022.pdf</a><br />
(23) V. <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/income-and-living-conditions/visualisations">https://ec.europa.eu/eurostat/web/income-and-living-conditions/visualisations</a><br />
(24) V. <a href="https://www.oecd.org/social/benefits-and-wages/">https://www.oecd.org/social/benefits-and-wages/</a><br />
(25) UN. Universal basic income: potential and limitations from a gender perspective <a href="https://www.un-ilibrary.org/content/papers/10.18356/2618026X-22/read">https://www.un-ilibrary.org/content/papers/10.18356/2618026X-22/read</a><br />
(26) Gentilini U. et al. (2020). Exploring Universal Basic Income – A guide to Navigating Concepts, Evidence, and Practices. <em>World Bank</em><a href="https://documents1.worldbank.org/curated/en/993911574784667955/pdf/Exploring-Universal-Basic-Income-A-Guide-to-Navigating-Concepts-Evidence-and-Practices.pdf"> https://documents1.worldbank.org/curated/en/993911574784667955/pdf/Exploring-Universal-Basic-Income-A-Guide-to-Navigating-Concepts-Evidence-and-Practices.pdf</a><br />
(27) Dario Dongo, Giulia Caddeo. <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/">Sustainable Development Goals, SDGs. La sfida dell’umanità</a>. <em>Égalité</em>. 5.9.19<br />
(28) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/poverta-ed-esclusione-sociale/">Povertà ed esclusione sociale</a>.<em> Égalité.</em> 19.10.19</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">Reddito minimo, povertà ed esclusione sociale</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I-GRAINE, il Registro italiano per curare l&#8217;emicrania</title>
		<link>https://www.egalite.org/i-graine-il-registro-italiano-per-curare-lemicrania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 14:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=5914</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il registro nazionale I-GRAINE sui pazienti che soffrono di emicrania è stato implementato in Italia, per rimediare alla carenza di dati sulle condizioni e sullo stato<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/i-graine-il-registro-italiano-per-curare-lemicrania/">I-GRAINE, il Registro italiano per curare l&#8217;emicrania</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il registro nazionale I-GRAINE sui pazienti che soffrono di emicrania è stato implementato in Italia, per rimediare alla carenza di dati sulle condizioni e sullo stato di sviluppo di questa malattia invalidante nella popolazione.</p>
<p>In questo modo è possibile acquisire informazioni precise per ogni singolo paziente, necessarie per valutare l’efficacia dei trattamenti adottati e, al tempo stesso, ottimizzare le risorse del Sistema sanitario nazionale per curare al meglio il maggior numero possibile di persone.</p>
<h2>Cefalee ed emicrania</h2>
<p><strong>La cefalea</strong> è il termine scientifico con cui si identifica il mal di testa, costituita da numerose categorie e sottocategorie difficili da gestire in modo tale da portare a una completa eradicazione del problema.</p>
<p><strong>Si distinguono</strong> in cefalee primarie e secondarie e l’emicrania (parte della prima categoria) si divide a sua volta in emicrania senz’aura ed emicrania con aura. (1)</p>
<h2>Le cause dell&#8217;emicrania</h2>
<p><strong>Uno studio</strong> di recente pubblicazione ha finalmente dimostrato la causa del dolore dell’emicrania, dovuta alle cellule di Schwann (una guaina che avvolge i nervi) sollecitate dal peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), il quale induce una ipersensibilità (allodinia) e stimolazione dei nocicettori.</p>
<p><strong>L’uso di antagonisti dei CGRP</strong> (es. anticorpi monoclonali) in forma nanoincapsulata sembra essere più promettente nella riduzione del dolore da mal di testa. (2)</p>
<h2>Consulti degli esperti</h2>
<p><strong>In occasione</strong> della XIV Giornata nazionale del mal di testa (9-15 maggio), la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) ha organizzato un’iniziativa chiamata ‘Mettiamoci la faccia’.</p>
<p><strong>Tutti</strong> hanno avuto la possibilità di realizzare un breve video a cui gli esperti del SISC e della Società Italiana di Neurologia (SIN) hanno risposto sui rispettivi canali <em>social</em> (consultabili in ogni momento). (3)</p>
<h2>Registro I-GRAINE</h2>
<p><strong>Il registro I-GRAINE</strong> (<em>Italian miGRAINe rEgistry</em>) è stato organizzato e sviluppato dall’Università San Raffaele di Roma, con l’intento di raccogliere in modo sistematico i dati dei pazienti affetti da emicrania attraverso i diversi centri e ambulatori di cefalea in Italia (circa 40) aderenti.</p>
<p><strong>Il registro</strong> sarà “accompagnato” dalla sperimentazione del Rimegepant, un anti-CGRP approvato da EMA a doppio effetto (profilassi e fase acuta) per bambini e adulti con almeno quattro attacchi al mese. (4)</p>
<h2>Uno studio quinquennale</h2>
<p><strong>È stato implementato</strong> come uno studio osservazionale di tipo prospettico, non interventistico, di una durata di 5 anni, sulla base dei dati raccolti dal progetto IRON.</p>
<p><strong>Attraverso sotto-studi</strong> retrospettivi, prospettici e longitudinali, vi è l’intenzione di analizzare in dettaglio la storia clinica dei pazienti, prima e durante i primi due anni dall’inizio del trattamento presso il centro/ambulatorio cefalee. (5)</p>
<h2>Il progetto IRON</h2>
<p><strong>Il progetto IRON</strong> (<em>Italian chROnic migraiNe</em>) è stato il primo registro sviluppato per il monitoraggio delle emicranie croniche, avviato il 1° maggio 2018 da parte di 28 centri italiani di cefalea.</p>
<p><strong>I pazienti</strong> sono stati sottoposti a <em>screening</em> tramite interviste individuali, utilizzando un <em>database online</em> che comprendeva 6 domini che includevano: (6)</p>
<p>&#8211; stile di vita, fattori comportamentali e socio-demografici,</p>
<p>&#8211; caratteristiche dell’emicrania prima della cronicizzazione,</p>
<p>&#8211; caratteristiche e comorbidità dell’emicrania cronica,</p>
<p>&#8211; risorse usate per la cura e benefici socio-economici derivati,</p>
<p>&#8211; questionario MIDAS (<em>Migraine Disability Assessment Score Questionnaire</em>),</p>
<p>&#8211; questionario HIT-6.</p>
<p><strong>L’efficacia</strong> di IRON e i risultati conseguiti hanno portato allo sviluppo del suo erede I-GRAINE.</p>
<h2>Registro RICe</h2>
<p><strong>Il Registro Italiano delle Cefalee</strong> RICe realizzato dal SISC ha anch’esso iniziato dal 1° aprile 2019 a definire le caratteristiche cliniche e il percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti affetti da cefalee, che si rivolgono ai Centri Cefalee Italiani, nonché identificare la prevalenza di cefalee primarie e secondarie, nella forma di studio osservazionale prospettico senza una durata specifica stabilita. (7)</p>
<p><strong>L’effetto</strong> della prima quarantena sull’intensità dell’emicrania è stata valutata attraverso questo registro, utilizzando informazioni sulle caratteristiche dell’emicrania, stili di vita, emozioni, <em>status</em> infettivo e percezione del COVID-19 nei 2 mesi prima della quarantena e dopo il suo inizio.</p>
<h2>L&#8217;impatto di Covid-19 sull&#8217;emicrania</h2>
<p><strong>Nei 433 soggetti</strong> intervistati vi è stato un miglioramento correlato al numero di giorni rimasti a casa, a eccezione dei soggetti che provavano sentimenti avversi nei confronti della situazione, a cui è corrisposto un aumento dell’intensità dell’emicrania. (8)</p>
<p><strong>Uno studio successivo</strong> è stato ricondotto partendo dagli stessi soggetti, ridotti a 304, confrontando la pre-pandemia, la prima e la seconda pandemia. In quest’ultimo caso, la frequenza e l’intensità delle emicranie, e l’assunzione di farmaci è andata peggiorando, mostrando come il prolungamento della pandemia abbia portato a una percezione emotiva negativa, che ha influito sullo <em>status</em> dell’emicrania negli italiani. (9)</p>
<h2>Progetto Emicrania 2022</h2>
<p><strong>Il Progetto Emicrania 2022</strong>, curato da Motore Sanità, ha posto grande enfasi sulle terapie attualmente a disposizione e sui benefici delle ultime innovazioni, quali gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, il cui principale limite è dovuto alla disponibilità e ai costi per il SSN, che ha portato a stabilire dei paletti prescrittivi da parte di AIFA, ossia: (10)</p>
<ul>
<li>&gt; 8 giorni di emicrania/mese,</li>
<li>&gt; 3 fallimenti di profilassi,</li>
<li>disabilità marcata (MIDAS &gt; 11),</li>
<li>controllo dell’efficacia dopo 3 mesi (limitante per coloro che hanno risposte positive in tempi successivi).</li>
</ul>
<h2>Nuovi farmaci</h2>
<p><strong>Altri nuovi farmaci</strong> in dirittura d’arrivo sono:</p>
<p><strong>Ditani</strong>: farmaci in grado di interrompere l’attacco emicranico senza vasocostrizione e impiegabili da pazienti con attacchi cardiovascolari, senza limiti per gli <em>over</em> 65,</p>
<p><strong>Gepanti</strong>: azione simile agli anticorpi monoclonali, assunti per via orale e ad azione terapeutica oltre che preventiva.</p>
<p><strong>Sono stati anche presentati</strong> i risultati della <em>survey</em> ‘Access to Care III’ condotta dalla <em>European Migraine &amp; Headache Alliance</em> (EHMA), che ha collaborato a Progetto Emicrania 2022, per comprendere lo stato dell’accesso alle cure in Europa.</p>
<p><strong>Le principali conclusioni</strong> riportate per l’Italia sono:</p>
<p>&#8211; il 58% ha riferito di soffrire di emicrania cronica, di grave intensità e per periodi molto prolungati, con grave influenza sulle attività quotidiane,</p>
<p>&#8211; il Medico di Medicina Generale è il principale specialista, seguito dal neurologo, ma un 22% ha dichiarato di non essere seguito da alcuna figura professionale,</p>
<p>&#8211; i principali trattamenti sono i triptani (74%) e botulino (5%), con lunghi tempi tra diagnosi e trattamento,</p>
<p>&#8211; il botulino e gli anticorpi monoclonali anti-CGRP sono le cure più difficilmente accessibili, perché non coperte da assicurazioni private o dal SSN, e anche per le limitate quantità disponibili.</p>
<h2>Emicrania, una malattia di genere</h2>
<p><strong>L’emicrania</strong> è una malattia che colpisce prevalentemente le donne, tanto che su 6 milioni di persone che ne soffrono, ben 4 sono donne (2/3). Le conseguenze sono molto più deleterie per il lavoro e la vita sociale e privata, poiché le donne sono colpite nella fase più fertile e anche molti sintomi (es. dolore, fastidio a luce e rumori, nausea) sono significativamente più collegati all’emicrania, rispetto agli uomini.</p>
<p><strong>A carico degli uomini</strong> sono stati invece identificati i maggiori costi per la gestione e le terapie per le emicranie e maggiori perdite di produttività a lavoro. (11)</p>
<h2>&#8216;Uniti contro l&#8217;emicrania&#8217;</h2>
<p><strong>La Fondazione Onda</strong>, attiva nella tutela della salute della donna e di genere, ha promosso una campagna di sensibilizzazione.</p>
<p><strong>Attraverso il suo ‘Manifesto</strong>: Uniti contro l’emicrania’ ha voluto sottolineare l’importanza di promuovere una sensibilizzazione nei confronti delle donne e delle persone colpite da emicrania e di incrementare gli interventi e le collaborazioni tra i professionisti del settore, per migliorare l’efficacia delle cure, le quali dovrebbero avere accesso semplificato. (12)</p>
<h2>Invalidità sociale, i primi in Europa</h2>
<p><strong>La legge 81/2020</strong> ha decretato una cefalea primaria cronica, accertata da almeno un anno nel paziente in seguito a diagnosi di uno specialista come invalidante, come malattia sociale. Le cefalee sono le seguenti (13):</p>
<p>&#8211; emicrania cronica e ad alta frequenza,<br />
&#8211; cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici,<br />
&#8211; cefalea a grappolo cronica,<br />
&#8211; emicrania parossistica cronica,<br />
&#8211; cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione,<br />
&#8211; emicrania continua.</p>
<h2>Una legge inapplicata</h2>
<p><strong>Immediate complicazioni</strong>, però, sembrano interporsi alla corretta applicazione della legge, la quale entro 180 giorni dalla entrata in vigore avrebbe dovuto individuare progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea e i criteri e le modalità di attuazione dei progetti da parte delle Regioni, considerate invece già attuate secondo un’interrogazione alla Camera da parte della On. Fabiola Bologna al sottosegretario Andrea Costa. (14)</p>
<p><strong>In attesa dei chiarimenti</strong> sull’attuazione della legge, il progetto TELL-Migraine propone di ideare un sistema di supporto per i pazienti lungo la <em>patient journey</em>, così da supportarli nell’aiuto di cui hanno bisogno ed evitare le terapie fai-da-te potenzialmente dannose e aumentare la cultura delle cefalee tra i pazienti, il pubblico generale e le istituzioni sanitarie. (15)</p>
<h2>Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>Le cefalee e l’emicrania</strong> in particolare sono malattie invalidanti e sottostimate, che portano i soggetti colpiti ad abbandonare i possibili tentativi di cura. L’attuazione del registro I-GRAINE e di altre iniziative sono una novità che fanno presupporre a cambiamenti importanti in questo paradigma.</p>
<p><strong>L’attuazione di leggi</strong> dedicate è un primo passo, che però deve proseguire lungo tutto un percorso che porta a interventi e azioni concrete per incentivare le cure e i servizi nei confronti dei soggetti che soffrono di emicrania e altre forme di cefalea. Al momento, vi sono diverse associazioni a cui i pazienti possono fare riferimento, come suggerito dall’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF). (16)</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Andrea Adelmo Della Penna. <em>Anticorpi monoclonali per il trattamento dell’emicrania, convegno dall’Accademia di Medicina di Torino.</em> Egalité, 8.5.21, <a href="https://www.egalite.org/anticorpi-monoclonali-per-il-trattamento-dellemicrania-convegno-dallaccademia-di-medicina-di-torino/">https://www.egalite.org/anticorpi-monoclonali-per-il-trattamento-dellemicrania-convegno-dallaccademia-di-medicina-di-torino/</a></p>
<p>(2) De Logu et al. (2022). <em>Schwann cell endosome CGRP signals elicit periorbital mechanical allodynia in mice</em>. Nature Communications 13:646, <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-022-28204-z">https://doi.org/10.1038/s41467-022-28204-z</a></p>
<p>(3) Società Italiana per lo Studio delle Cefalee. XIV Giornata Nazionale del Mal di Testa. <a href="https://www.sisc.it/ita/giornata-nazionale-del-mal-di-testa-covid_8/mal-di-testa-cefalee-emicrania-mettiamoci-la-faccia_14.html">https://www.sisc.it/ita/giornata-nazionale-del-mal-di-testa-covid_8/mal-di-testa-cefalee-emicrania-mettiamoci-la-faccia_14.html</a> (sito visitato il 15.5.22)</p>
<p>(4) IRCCS San Raffaele. IRCCS San Raffaele/Prof. Barbanti: “<em>Dal peptide ai monoclonali passando per il registro dell’emicrania sino ad arrivare al Rimegepant, oggi la guerra al mal di testa si può vincere</em>”. 09.05.22,<a href="https://www.sanraffaele.it/comunicazione/news/12603/irccs-san-raffaele-prof-barbanti-dal-peptide-ai-monoclonali-passando-per-il-registro-dell-emicrania-sino-ad-arrivare-al-rimegepant-oggi-la-guerra-al-mal-di-testa-si-puo-vincere">https://www.sanraffaele.it/comunicazione/news/12603/irccs-san-raffaele-prof-barbanti-dal-peptide-ai-monoclonali-passando-per-il-registro-dell-emicrania-sino-ad-arrivare-al-rimegepant-oggi-la-guerra-al-mal-di-testa-si-puo-vincere</a> (sito visitato il 16.5.22)</p>
<p>(5) Vedi <a href="http://www.i-graine.it/">http://www.i-graine.it/</a></p>
<p>(5) Barbanti et al. (2018). <em>The Italian chROnic migraiNe (IRON) Registry: first report from 28 headache centers.</em> <em>In: 12th European Headache Federation Congress jointly with 32nd National Congress of the Italian Society for the Study of Headaches</em>. The Journal of Headache and Pain 19(Suppl 1):80, <a href="https://doi.org/10.1186/s10194-018-0900-0">https://doi.org/10.1186/s10194-018-0900-0</a></p>
<p>(6) Società Italiana per lo Studio delle Cefalee. Registro Italiano delle Cefalee (Studio RICe) – Sinossi. <a href="https://www.sisc.it/upload/19.02.03_V1_RICe_Sinossi-1562049786323-18471.pdf">https://www.sisc.it/upload/19.02.03_V1_RICe_Sinossi-1562049786323-18471.pdf</a></p>
<p>(7) Delussi et al. (2020). <em>Investigating the Effects of COVID-19 Quarantine in Migraine: An Observational Cross-Sectional Study From the Italian National Headache Registry (RICe)</em>. Front. Neurol. 11:597881, <a href="https://doi.org/10.3389/fneur.2020.597881">https://doi.org/10.3389/fneur.2020.597881</a></p>
<p>(8) Gentile et al. (2021). <em>Migraine during COVID-19: Data from Second Wave Pandemic in an Italian Cohort.</em> Brain Sciences 11:482, <a href="https://doi.org/10.3390/brainsci11040482">https://doi.org/10.3390/brainsci11040482</a></p>
<p>(9) Motore Sanità. <em>Progetto Emicrania 2022.</em> <a href="https://www.motoresanita.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/04/DOCUMENTO-DI-SINTESI-Progetto-Emicrania-2022-16-marzo-2022.pdf">https://www.motoresanita.it/wordpress/wp-content/uploads/2022/04/DOCUMENTO-DI-SINTESI-Progetto-Emicrania-2022-16-marzo-2022.pdf</a></p>
<p>(10) Istituto Superiore di Sanità (2018). <em>Emicrania: Una malattia di genere – Impatto socio-economico in Italia</em>. ISBN 978-88-0632-2</p>
<p>(11) Fondazione Onda (2022). <em>Emicrania: una patologia di genere &#8211; Manifesto per un impegno collettivo</em>. <a href="https://ondaosservatorio.it/ondauploads/2022/03/Emicrania-una-patologia-di-genere-1.pdf">https://ondaosservatorio.it/ondauploads/2022/03/Emicrania-una-patologia-di-genere-1.pdf</a></p>
<p>(12) Presidente della Repubblica. Legge 14 luglio 2020, n. 81 &#8211; <em>Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale.</em> GU Serie Generale n. 188 del 28-07-2020, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/28/20G00100/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/28/20G00100/sg</a></p>
<p>(13) Atto Camera. Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5/07755. <a href="https://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&amp;numero=5/07755&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=18">https://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&amp;numero=5/07755&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=18</a> (sito visitato il 15.5.22)</p>
<p>(14) Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. <em>Progetto di ricerca TELL-Migraine.</em> <a href="https://www.pubblicazioni.unicampania.it/data/2022/_dipartimento_scienze_mediche_chirurgiche_avanzate/DSMC_13307_all.2_progetto_tell_migraine_protocollato.pdf">https://www.pubblicazioni.unicampania.it/data/2022/_dipartimento_scienze_mediche_chirurgiche_avanzate/DSMC_13307_all.2_progetto_tell_migraine_protocollato.pdf</a></p>
<p>(15) ANIRCEF. Associazioni per pazienti. <a href="https://www.anircef.it/2019/01/27/associazioni-per-pazienti/">https://www.anircef.it/2019/01/27/associazioni-per-pazienti/</a> (sito visitato il 15.5.22)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/i-graine-il-registro-italiano-per-curare-lemicrania/">I-GRAINE, il Registro italiano per curare l&#8217;emicrania</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anticorpi monoclonali per il trattamento dell&#8217;emicrania, convegno dall’Accademia di Medicina di Torino</title>
		<link>https://www.egalite.org/anticorpi-monoclonali-per-il-trattamento-dellemicrania-convegno-dallaccademia-di-medicina-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 10:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=4854</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le novità nel campo dell’uso degli anticorpi monoclonali nel trattamento dell’emicrania verranno esposte contemporaneamente in presenza e a distanza dall’Accademia di Medicina di Torino, venerdì 21.5.21<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/anticorpi-monoclonali-per-il-trattamento-dellemicrania-convegno-dallaccademia-di-medicina-di-torino/">Anticorpi monoclonali per il trattamento dell&#8217;emicrania, convegno dall’Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le novità nel campo dell’uso degli anticorpi monoclonali nel trattamento dell’emicrania verranno esposte contemporaneamente in presenza e a distanza dall’Accademia di Medicina di Torino, venerdì 21.5.21 alle ore 17.30. L’appuntamento è un’occasione per venire a conoscenza di nuove misure volte a mitigare una frequente problematica, le cui cause precise sono ancora sconosciute.</p>
<h2>Cefalee ed emicrania</h2>
<p><strong>Il mal di testa</strong>, identificato con il termine scientifico di “cefalea”, presenta 13 forme principali ed oltre 150 sottocategorie e ad oggi non esistono trattamenti farmacologici specifici per il loro trattamento. Il principale raggruppamento prevede la distinzione in:</p>
<p><strong>&#8211; cefalee primarie</strong>, forme non dovute ad altre patologie e che non determinano conseguenze negative sulla funzionalità cerebrale, ma compromettono la qualità di vita del soggetto colpito,</p>
<p><strong>&#8211; cefalee secondarie</strong>, conseguenza di altre patologie come, ad esempio, ipertensione arteriosa, trauma cranico, sinusite, malattie oculari, <em>etc</em>. (1)</p>
<p><strong>L’emicrania</strong> è una delle forme più frequenti di cefalea primaria e si distingue, a sua volta, nelle sue forme senz’aura e con aura.</p>
<p><strong>Senz’aura</strong>: gli attacchi di dolore sono ricorrenti e pulsanti, da uno o entrambi i lati del capo e talmente fastidiosi da impedire lo svolgere delle attività quotidiane. Può essere accompagnata da fastidi verso la luce, suoni e odori e anche da sensazioni di nausea e/o vomito nelle forme più gravi, con frequenza variabile da poche a diversi giorni nei vari soggetti.</p>
<p><strong>Con aura</strong>: il dolore è preceduto da sintomi neurologici reversibili e di breve durata (massimo 20 minuti), con attacchi meno frequenti e di durata più irregolare rispetto a quelli senz’aura. La denominazione è dovuta ai problemi visivi quali l’annebbiamento, lampi o una visione deformata degli oggetti. A queste sensazioni si possono accompagnare formicolii o una riduzione del tatto dalla mano fino alla bocca, insieme a debolezza e difficoltà di espressione.</p>
<h2>Trattamenti innovativi con anticorpi monoclonali</h2>
<p><strong>Le novità</strong> presentate nell’incontro riguardano l’individuazione di un possibile meccanismo direttamente coinvolto con i circuiti dell’emicrania, il gene della calcitonina (CGRP), su cui è possibile intervenire a livello di neuropeptide o recettore con dei farmaci di nuova concezione a base di anticorpi monoclonali, sperimentati in <em>trial</em> clinici randomizzati con ottimi risultati in termini di efficacia e sicurezza, tenendo in considerazione alcune categorie a rischio che non possono ricevere questo trattamento. Il blocco della trasmissione del CGRP può essere un nuovo e risolutivo sistema per la prevenzione e il trattamento dell’emicrania. (2) (3)</p>
<p><strong>La soluzione</strong> potrebbe essere più efficace del trattamento con tossina botulinica, al momento molto costosa e su cui non vi è ancora una effettiva evidenza di una capacità nella prevenzione e risoluzione delle emicranie nei soggetti trattati. (4)</p>
<p><strong>L’incontro</strong> può essere seguito direttamente in presenza presso l’Aula Magna dell’Accademia di Medicina (via Po 18, Torino), su prenotazione da effettuare all’indirizzo mail accademia.medicina@unito.it, oppure a distanza, sul sito www.accademiadimedicina.unito.it.</p>
<p><em>Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h2>Note</h2>
<p>(1) Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (2019) Estratto da: <em>La cefalea – Conoscerla per curarla</em>. <a href="https://anircef.it/wp-content/uploads/2019/01/Conoscere_la_cefalea.pdf" target="_blank" rel="noopener">https://anircef.it/wp-content/uploads/2019/01/Conoscere_la_cefalea.pdf </a></p>
<p>(2) Diener et al. (2020) <em>Prevention of migraine with monoclonal antibodies against CGRP or the CGRP receptor.</em> Neurological Research and Practice 2:11, <a href="https://doi.org/10.1186/s42466-020-00057-1" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1186/s42466-020-00057-1 </a></p>
<p>(3) Raffaelli et al. (2019) <em>Monoclonal antibodies for the prevention of migraine. Expert Opin.</em> Biol. Ther. 19(12):1307-1317, doi:10.1080/14712598.2019.1671350</p>
<p>(4) Herd et al. (2018) <em>Botulinum toxins for the prevention of migraine in adults (Review).</em> Cochrane Database of Systematic Review 6:CD011616, doi:10.1002/14651858.CD011616.pub2</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/anticorpi-monoclonali-per-il-trattamento-dellemicrania-convegno-dallaccademia-di-medicina-di-torino/">Anticorpi monoclonali per il trattamento dell&#8217;emicrania, convegno dall’Accademia di Medicina di Torino</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diabete di tipo 2, l’epidemia avallata dalla politica</title>
		<link>https://www.egalite.org/diabete-di-tipo-2-lepidemia-avallata-dalla-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2020 22:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=4117</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’era Covid-19 è valsa a mostrare la l’inefficienza di un sistema seviziato dai tagli alla sanità pubblica. E la mala politica continua a far danno, in<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diabete-di-tipo-2-lepidemia-avallata-dalla-politica/">Diabete di tipo 2, l’epidemia avallata dalla politica</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’era Covid-19 è valsa a mostrare la l’inefficienza di un sistema seviziato dai tagli alla sanità pubblica. E la mala politica continua a far danno, in direzione opposta alla prevenzione delle malattie cronico-degenerative. Dopo l’esame di scellerate riforme a favore dei pesticidi, <a href="https://www.egalite.org/agrotossici-e-tumori-il-piu-grande-studio-su-dicamba/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primi indiziati di tumori</a> e varie disgrazie, ecco il caso del diabete di tipo 2.</p>
<p><strong>Il diabete </strong>è una malattia cronico-degenerativa che si verifica quando il pancreas non produce abbastanza insulina, o quando il corpo non può utilizzare efficacemente l&#8217;insulina che produce. L&#8217;insulina è un ormone che regola lo zucchero nel sangue. L&#8217;iperglicemia, o aumento della glicemia, è un effetto comune del diabete incontrollato e nel tempo porta a gravi danni a molti dei sistemi del corpo, in particolare ai nervi e ai vasi sanguigni.</p>
<h2>Diabete, salute e qualità della vita</h2>
<p><strong>L’impatto</strong> del diabete su salute e benessere è grave. Questa malattia richiede infatti monitoraggi, limitazioni e trattamenti farmacologici che incidono sulla qualità della vita individuale ma anche sulla spesa sanitaria pubblica, con un’incidenza globale stimata nel 2017 in 727 miliardi di dollari.</p>
<p><strong>È una</strong> delle principali cause di cecità, insufficienza renale, attacchi di cuore, ictus e amputazione degli arti inferiori. Ed è una delle prime 10 cause di mortalità prematura negli adulti, che si stima avere causato quattro milioni di decessi a livello globale nel 2017 (<a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/diabetes">fonte WHO</a>).  Delle sue tre forme &#8211;  diabete di tipo 1 (T1D), diabete mellito di tipo 2 (T2D) e diabete mellito gestazionale (GDM) &#8211; il diabete mellito di tipo 2 rappresenta oltre il 90% dei casi.</p>
<h2>Diabete mellito di tipo 2</h2>
<p><strong>Il diabete mellito di tipo 2</strong> si sviluppa principalmente in età adulta e senile. Seguire una dieta equilibrata &#8211; rigorosamente priva di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/classificazione-nova-alimenti-naturali-e-ultraprocessati-amici-e-nemici-della-salute" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alimenti ultraprocessati HFSS</a> (<em>High Fats, Sugars and Sodium</em>), c.d. cibo spazzatura &#8211; e praticare attività fisica regolare, assieme al controllo della glicemia, sono gli unici strumenti idonei a prevenzione, controllo e limitazione dell’impiego di insulina. (1)</p>
<p><strong>L’insorgenza</strong> del diabete di tipo 2 è attribuita a uno stile di vita inadeguato, poco salutare. I suoi principali fattori di rischio sono infatti identificati in pregressa obesità o stato di sovrappeso &#8211; vale a dire diete squilibrate, anche <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/il-sale-favorisce-il-diabete" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per eccesso di sale</a> &#8211; e inattività fisica, oltre al fumo. (2) Laddove invece i fattori eziologici del diabete di tipo 1 sono in prevalenza genetici e si manifestano nei primi anni di vita.</p>
<h2>Prevalenza globale</h2>
<p><strong>La prevalenza del diabete </strong>è stata stimata nel 2019 in almeno il 9,3% della popolazione del pianeta, pari a 463 milioni di persone. Con una previsione di crescita al 10,2% (578 milioni) di qui al 2030, fino al 10,9% (700 milioni) entro il 2045. La prevalenza è maggiore nelle aree urbane (10,8%) rispetto alle zone rurali (7,2%) e nei Paesi ad alto reddito (10,4%) rispetto a quelli a basso reddito (4,0%).</p>
<p><strong>Una persona su due </strong>(50,1%) convive con il diabete senza averne conoscenza. La ridotta tolleranza al glucosio, che ne può costituire la premessa, è stimata a livello globale nel 7,5% degli individui (374 milioni), nel 2019. E si prevede raggiungerà l&#8217;8,0% (454 milioni) entro il 2030, l&#8217;8,6% (548 milioni) entro il 2045. Di conseguenza, la <em>International Diabetes Federation </em>(IDF) prevede un incremento significativo della malattia nei prossimi decenni (+25% nel 2030, +51% nel 2045). (3)</p>
<h2>Prevalenza in Italia</h2>
<p><strong>In Italia</strong> la prevalenza di diabete mellito complessiva è superiore al 5,4% rispetto alla popolazione complessiva. Oltre 3,2 milioni di abitanti, secondo rilevazioni condotte nel 2017 che peraltro, <a href="https://www.diabete.com/impatto-del-diabete-italia/">secondo altre fonti</a>, risultano già essere superate. Almeno il 5% degli italiani è afflitto dal diabete di tipo 2. Il doppio rispetto a 30 anni fa, quando i diabetici rappresentavano il 2,5% degli italiani. (4)</p>
<p><strong>La Società</strong> Nazionale di Diabetologia ha da tempo associato a uno <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/diabete-emergenza-italia">stile di vita ‘obesogeno’</a> la diffusione epidemica della malattia nella popolazione italiana, la cui insorgenza si va affermando già in giovane età. Si osserva perciò con preoccupazione la continua crescita di obesità e sovrappeso, che incidono rispettivamente sul 9,3% e il 21,3% dei minori in Italia (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/stili-alimentari-e-di-vita-gli-italiani-veg-senza-e-piatti-pronti-rapporto-eurispes">Eurispes, 2020</a>). (5) ISTAT a sua volta ha evidenziato alcuni aspetti di rilievo:</p>
<p><strong>&#8211; l’obesità</strong> rappresenta il fattore di rischio più importante. Il 32,8% delle donne e il 28,9% degli uomini obesi, in età 45-64, ha il diabete,</p>
<p><strong>&#8211; il livello di istruzione</strong> ha un impatto drammatico sull’incidenza della malattia. Che è doppia negli uomini con licenza media, rispetto a quelli laureati. Addirittura quintupla tra le donne (3,4% le donne laureate con diabete, 17,3% quelle con la terza media),</p>
<p><strong>&#8211; il Meridione </strong>è l’area più afflitta. Con una prevalenza del 5,8%, a fronte del 4% al Nord. Calabria, Basilicata, Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo superano la media italiana. Sul fronte opposto le province autonome di Trento e Bolzano, in Liguria e Valle d’Aosta. (6)</p>
<h2>Misure legislative</h2>
<p><strong>L’Italia</strong> è stato uno dei primi Paesi a promulgare una legge per la prevenzione e la cura del diabete mellito. La legge 115/1987 (<em>Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito</em>) ha definito il diabete una patologia ‘<em>di alto interesse sociale</em>’, fissando alcuni obiettivi fondamentali:</p>
<p>&#8211; prevenzione e diagnosi precoce,</p>
<p>&#8211; miglioramento della cura attraverso una rete di assistenza specializzata,</p>
<p>&#8211; prevenzione delle complicanze,</p>
<p>&#8211; inclusione dei diabetici nella scuola, il lavoro e lo sport,</p>
<p>&#8211; miglioramento dell’educazione sanitaria e della consapevolezza della malattia,</p>
<p>&#8211; aggiornamento del personale sanitario,</p>
<p>&#8211; individuazione della popolazione a rischio,</p>
<p>&#8211; distribuzione gratuita dei presidi diagnostici e terapeutici essenziali,</p>
<p>&#8211; istituzione della tessera personale del diabetico,</p>
<p>&#8211; istituzione di una rete diabetologica a opera di Regioni e Province autonome.</p>
<h2>Discrepanze</h2>
<p><strong>La prevenzione </strong>del diabete &#8211; come quella di obesità e sovrappeso &#8211; è fallita, con buona pace della legge 115/87 e del terzo tra i <em>Sustainable Development Goals</em> (SDGs), <a href="https://www.who.int/sdg/targets/en/"><em>Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages</em></a>. La diagnosi precoce è gravemente ostacolata, nell’era Covid-19, a causa della <a href="https://www.egalite.org/covid-19-paralisi-della-sanita-a-livello-globale-rapporto-oms/">paralisi dei servizi sanitari</a>.</p>
<p><strong>Le politiche nutrizionali</strong> sono peraltro ferme, a causa delle interferenze tossiche delle <em>lobby</em> di <em>Big Food</em>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/nutrizione-e-salute-ecco-come-big-food-ostacola-loms/">A livello internazionale</a>, europeo e nazionale. Ove il governo si ostina a rinviare l’adozione della <em>soda tax</em>, cioè la tassa sulle bevande zuccherate, la cui efficacia è ampiamente dimostrata in <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/bevande-zuccherate-e-dolcificate-snack-dolci-studi-su-mortalita-prematura-e-sugar-tax/">numerosi studi ed esperienze</a> di Paesi più ‘socialmente responsabili’.</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) Vespasiani et al. (2005) <em>Epidemiologia del diabete.</em> Ministero della Salute – Area Editoriale, http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1218_allegato.pdf</p>
<p>(2) Tamayo et al. (2014) <em>Diabetes in Europe: an update</em>. Diabetes Res. Clin. Pract. 103(2):206-17, doi:10.1016/j.diabres.2013.11.007</p>
<p>(3) Pouya Saeedi et al. (2019). <em>Global and regional diabetes prevalence estimates for 2019 and projections for 2030 and 2045: Results from the International Diabetes Federation Diabetes Atlas, 9th edition.</em> doi:<a href="https://doi.org/10.1016/j.diabres.2019.107843">https://doi.org/10.1016/j.diabres.2019.107843</a></p>
<p>(2) Disoteo et al. (2015) <em>State-of-the-art review on diabetes care in Italy.</em> Annals of Global Health 81(6):803-813, <a href="https://doi.org/10.1016/j.aogh.2015.12.013">https://doi.org/10.1016/j.aogh.2015.12.013</a></p>
<p>(4) Associazione Medici Diabetologi &amp; Società Italiana di Diabetologia (2018). <em>Standard italiani per la cura del diabete mellito 2018.</em> <a href="https://aemmedi.it/wp-content/uploads/2009/06/AMD-Standard-unico1.pdf">https://aemmedi.it/wp-content/uploads/2009/06/AMD-Standard-unico1.pdf</a></p>
<p>(5) Bonora et al. (2016). <em>Il diabete in Italia. Società Italiana di Diabetologia</em> – Bononia University Press, ISBN 978-88-6923-146-9</p>
<p>(6) Istat (2017). <em>Anni 2000-2016. Il diabete in Italia.</em> <a href="https://www.istat.it/it/files/2017/07/REPORT_DIABETE.pdf">https://www.istat.it/it/files/2017/07/REPORT_DIABETE.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/diabete-di-tipo-2-lepidemia-avallata-dalla-politica/">Diabete di tipo 2, l’epidemia avallata dalla politica</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</title>
		<link>https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&#160;and&#160;Andrea Adelmo Della Penna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 13:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[teleassistenza]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=4073</guid>

					<description><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, come si è visto, dalla pandemia Covid-19. Telemedicina e teleassistenza possono<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/">Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, <a href="https://www.egalite.org/impazzire-di-covid-19-rapporti-oms-e-onu/">come si è visto</a>, dalla pandemia Covid-19. <a href="https://www.egalite.org/covid-19-il-ruolo-cruciale-della-telemedicina/">Telemedicina</a> e <a href="https://www.egalite.org/wikiparky-teleassistenza-ai-malati-di-parkinson-in-emergenza-covid-19/">teleassistenza</a> possono avere un ruolo cruciale anche nel supporto psicologico, come i recenti studi dimostrano.</p>
<h2>Salute mentale e disturbi</h2>
<p><strong>La salute mentale </strong>è definita come ‘l<em>o stato di benessere che permette alle persone di comprendere le proprie abilità, risolvere i problemi che si presentano quotidianamente, lavorare al meglio e contribuire significativamente al benessere delle persone che fanno parte di una comunità</em>’. (1)</p>
<p><strong>Situazioni personali inconsuete</strong>, ivi compresa l’insorgenza di malattie, possono condurre alla riduzione dello stato di benessere psicologico e alla necessità di interventi di sostegno. I quali spesso non vengono accettati, per difficoltà a riconoscere la necessità di aiuto ma anche per vergogna. (2)</p>
<h2>Prevenzione e terapia online, i primi riscontri</h2>
<p><strong>Il sostegno psicologico</strong> sta andando incontro a una radicale trasformazione, grazie al crescente impiego di strumenti di relazione digitale. Computer, <em>smartphone</em> e altri <em>device</em> digitali aiutano i professionisti a interagire con le persone bisognose di supporto, le quali a loro volta riescono a superare più facilmente alcune barriere (fisiche e mentali) nell’accesso ai servizi. (3)</p>
<p><strong>Il progetto <em>ICare</em></strong>, finanziato dalla Comunità europea, ha di recente analizzato l’efficacia dei trattamenti a distanza per la salute mentale (Taylor <em>et al.</em>, 2020). Le terapie <em>online</em> sono risultate più efficaci su alcuni dei disturbi più frequenti quali depressione e ansia. Meno efficaci, viceversa, su disordini alimentari (anoressia, bulimia) e dipendenze. Lo sviluppo di nuove applicazioni peraltro, secondo i ricercatori, potrebbe aiutare a identificare strategie specifiche per i vari problemi di natura psicologica. (4)</p>
<h2>Sostegno ai <em>caregiver</em> familiari</h2>
<p><strong>I <em>caregiver</em> familiari,</strong> come si è <a href="https://www.egalite.org/italia-madri-e-caregiver-senza-tutela/">più volte annotato</a>, sono gli eroi di una società che vi si affida senza riconoscer loro nulla. Nei <a href="https://www.egalite.org/se-questo-e-uno-stato-disabilita-gravi-e-caregiver-familiari/">casi di disabilità gravi</a> e meno gravi, i <em>caregiver</em> aiutano tra l’altro a ridurre i ricoveri ospedalieri. (5) Ma essi stessi incorrono nel rischio di logoramento fisico e mentale (<em>burnout</em>), senza una rete di sostegno, soprattutto in caso di problemi mentali dei propri cari. (6)</p>
<p><strong>La teleassistenza </strong>può rappresentare un’opportunità importante anche per aiutare i <em>caregiver</em> che spesso si sentono abbandonati a se stessi e hanno scarso accesso a forme di aiuto in presenza anche per necessità di non allontanarsi dal proprio caro accudito. L’efficacia già dimostrata di questi sistemi di assistenza <em>online</em> indica la necessità di una implementazione e un potenziamento per migliorare i risultati raggiungibili. (7)</p>
<h2>Covid-19 e salute mentale</h2>
<p><strong>La pandemia </strong>Covid-19, con i suoi catastrofici effetti a livello sociale ed economico, ha esacerbato i disturbi mentali a livello globale. Il <em>lockdown</em> ha costretto alla drastica interruzione delle <em>routine</em>, causando incertezze e paure diffuse. La consulenza a distanza è stata provvidenziale per garantire una continua assistenza per le persone più bisognose. (8)</p>
<p><strong>La consulenza psicologica</strong> <em>online</em> si è dimostrata utile a favore di coloro che abbiano sviluppato o accentuato problemi psicologici durante e dopo il <em>lockdown</em>, ma anche degli operatori del settore sanitario. I quali possono così prepararsi al confronto con pazienti difficili e assicurare un migliore servizio, soprattutto per categorie a svantaggio come anziani o pazienti psichiatrici. (9)</p>
<h2>Anziani e <em>digital divide</em></h2>
<p><strong>Gli anziani </strong>sono una delle categorie più fragili e bisognose di supporto. Con l’avanzare dell’età, i problemi mentali si possono accentuare e innescarne altri. Ivi compresa la malnutrizione che, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/coronavirus-e-infezioni-come-rafforzare-le-difese-degli-over-65-con-una-buona-dieta">come si è visto</a>, è a sua volta causa di varie patologie.</p>
<p><strong>Internet</strong> è uno strumento potenzialmente formidabile per raggiungere nelle loro case persone che vengono spesso trascurate e perciò aumentano il senso di solitudine, la perdita di speranza. Ed è perciò necessario intervenire sul <a href="https://www.egalite.org/digital-divide-sicurezza-e-salute/"><em>digital divide</em></a>, cioè garantire la disponibilità e istruire all’uso di strumenti come <em>tablet</em> e <em>smartphone</em>. (10)</p>
<h2><em>Social media</em>, le due facce della medaglia</h2>
<p><strong>I <em>social media</em> </strong>integrano la quotidianità di uno straordinario numero di utenti. Nella sfera personale e lavorativa, per l’informazione e la socialità. I loro effetti, in particolare sui giovani, possono essere benefici come negativi. Il loro uso improprio può infatti causare o aggravare anche i disturbi psichici, come osservato in diversi studi scientifici. (11)</p>
<p><strong>Il dibattito</strong> in merito all’impatto dei <em>social media</em> sulla salute mentale non si risolverà a breve. Tanto più a fronte dell’asimmetria di conoscenze su neuromarketing e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/influencer-marketing-la-nostra-segnalazione-allantitrust/"><em>influencer marketing</em></a>. Il <em>social networking</em> &#8211; cioè la creazione di reti sociali sul <em>web</em> &#8211; rappresenta in ogni caso un elemento cruciale nell’influenza della propria salute mentale, in funzione della qualità e della quantità delle relazioni instaurate. (12)</p>
<p><em>Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna</em></p>
<h2><strong>Note</strong></h2>
<p>(1) WHO, <em>World Health Organization</em> (2004). <em>The world health report 2004 – changing history</em>. https://www.who.int/whr/2004/en/report04_en.pdf?ua=1<br />
(2) Falloon (2003). <em>Family interventions for mental disorders: efficacy and effectiveness.</em> World Psychiatry 2(1):20-28<br />
(3) Fairburn <em>et al.</em> (2017). <em>The impact of digital technology on psychological treatments and their dissemination. </em>Behav. Res. Ther. 88:19-25, <a href="https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012">https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012</a><br />
(4) Taylor <em>et al</em>. (2020). <em>Current state of scientific evidence on Internet-based interventions for the treatment of depression, anxiety, eating disorders and substance abuse: an overview of systematic reviews and meta-analyses.</em> European Journal of Public Health 1-8, doi:10.1093/eurpub/ckz208<br />
(5) Brodaty <em>et al</em>. (2003). <em>Meta-analysis of psychosocial interventions for caregivers of people with dementia.</em> J. Am. Geriatr. Soc. 51(5):657-664, <a href="https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x">https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x</a><br />
(6) Magliano <em>et al</em>. (2005). <em>Family burden in long-term diseases: a comparative study in schizophrenia vs. physical disorders. </em>Social Science &amp; Medicine 61(2):313-322, <a href="https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064">https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064</a><br />
(7) Spencer <em>et al.</em> (2019) <em>Internet-based interventions for carers of individuals with psychiatric disorders, neurological disorders, or brain injury: systematic review.</em> J. Med. Internet Res. 21(7):e10876, doi:10.2196/10876<br />
(8) Parrish (2020). <em>The next pandemic: COVID-19 mental health pandemic</em>. Perspect Psychiatric Care 56:485, doi:10.1111/ppc.12571<br />
(9) Talevi<em> et al.</em> (2020). <em>Gli esiti di salute mentale della pandemia di CoViD-19. </em>Riv. Psichiatr. 55(3):137-144, doi:10.1708/3382.33569<br />
(10) Serafini <em>et al.</em> (2020). <em>Aged patients with mental disorders in the COVID-19 era: The experience of Northern Italy.</em> Am. J. of Geriatric Psychiatry 28(7):794-795, <a href="https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015">https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015</a><br />
(11) Karim <em>et al.</em> (2020). <em>Social media use and its connection to mental health: a systematic review. </em>Cureus 12(6):e8627, doi:10.7759/cureus.8627<br />
(12) Berryman <em>et al.</em> (2017). <em>Social media use and mental health among young adults. </em>Psychiatric Quarterly 89:307-314, <a href="https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6">https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/telemedicina-e-teleassistenza-per-affrontare-i-disturbi-mentali-studi/">Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
