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Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi

Telemedicina e teleassistenza per affrontare i disturbi mentali, studi

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La prevalenza di disturbi e disordini mentali rappresenta un problema in crescita a livello planetario. Aggravato tra l’altro, come si è visto, dalla pandemia Covid-19. Telemedicina e teleassistenza possono avere un ruolo cruciale anche nel supporto psicologico, come i recenti studi dimostrano.

Salute mentale e disturbi

La salute mentale è definita come ‘lo stato di benessere che permette alle persone di comprendere le proprie abilità, risolvere i problemi che si presentano quotidianamente, lavorare al meglio e contribuire significativamente al benessere delle persone che fanno parte di una comunità’. (1)

Situazioni personali inconsuete, ivi compresa l’insorgenza di malattie, possono condurre alla riduzione dello stato di benessere psicologico e alla necessità di interventi di sostegno. I quali spesso non vengono accettati, per difficoltà a riconoscere la necessità di aiuto ma anche per vergogna. (2)

Prevenzione e terapia online, i primi riscontri

Il sostegno psicologico sta andando incontro a una radicale trasformazione, grazie al crescente impiego di strumenti di relazione digitale. Computer, smartphone e altri device digitali aiutano i professionisti a interagire con le persone bisognose di supporto, le quali a loro volta riescono a superare più facilmente alcune barriere (fisiche e mentali) nell’accesso ai servizi. (3)

Il progetto ICare, finanziato dalla Comunità europea, ha di recente analizzato l’efficacia dei trattamenti a distanza per la salute mentale (Taylor et al., 2020). Le terapie online sono risultate più efficaci su alcuni dei disturbi più frequenti quali depressione e ansia. Meno efficaci, viceversa, su disordini alimentari (anoressia, bulimia) e dipendenze. Lo sviluppo di nuove applicazioni peraltro, secondo i ricercatori, potrebbe aiutare a identificare strategie specifiche per i vari problemi di natura psicologica. (4)

Sostegno ai caregiver familiari

caregiver familiari, come si è più volte annotato, sono gli eroi di una società che vi si affida senza riconoscer loro nulla. Nei casi di disabilità gravi e meno gravi, i caregiver aiutano tra l’altro a ridurre i ricoveri ospedalieri. (5) Ma essi stessi incorrono nel rischio di logoramento fisico e mentale (burnout), senza una rete di sostegno, soprattutto in caso di problemi mentali dei propri cari. (6)

La teleassistenza può rappresentare un’opportunità importante anche per aiutare i caregiver che spesso si sentono abbandonati a se stessi e hanno scarso accesso a forme di aiuto in presenza anche per necessità di non allontanarsi dal proprio caro accudito. L’efficacia già dimostrata di questi sistemi di assistenza online indica la necessità di una implementazione e un potenziamento per migliorare i risultati raggiungibili. (7)

Covid-19 e salute mentale

La pandemia Covid-19, con i suoi catastrofici effetti a livello sociale ed economico, ha esacerbato i disturbi mentali a livello globale. Il lockdown ha costretto alla drastica interruzione delle routine, causando incertezze e paure diffuse. La consulenza a distanza è stata provvidenziale per garantire una continua assistenza per le persone più bisognose. (8)

La consulenza psicologica online si è dimostrata utile a favore di coloro che abbiano sviluppato o accentuato problemi psicologici durante e dopo il lockdown, ma anche degli operatori del settore sanitario. I quali possono così prepararsi al confronto con pazienti difficili e assicurare un migliore servizio, soprattutto per categorie a svantaggio come anziani o pazienti psichiatrici. (9)

Anziani e digital divide

Gli anziani sono una delle categorie più fragili e bisognose di supporto. Con l’avanzare dell’età, i problemi mentali si possono accentuare e innescarne altri. Ivi compresa la malnutrizione che, come si è visto, è a sua volta causa di varie patologie.

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Internet è uno strumento potenzialmente formidabile per raggiungere nelle loro case persone che vengono spesso trascurate e perciò aumentano il senso di solitudine, la perdita di speranza. Ed è perciò necessario intervenire sul digital divide, cioè garantire la disponibilità e istruire all’uso di strumenti come tablet e smartphone. (10)

Social media, le due facce della medaglia

social media integrano la quotidianità di uno straordinario numero di utenti. Nella sfera personale e lavorativa, per l’informazione e la socialità. I loro effetti, in particolare sui giovani, possono essere benefici come negativi. Il loro uso improprio può infatti causare o aggravare anche i disturbi psichici, come osservato in diversi studi scientifici. (11)

Il dibattito in merito all’impatto dei social media sulla salute mentale non si risolverà a breve. Tanto più a fronte dell’asimmetria di conoscenze su neuromarketinginfluencer marketing. Il social networking – cioè la creazione di reti sociali sul web – rappresenta in ogni caso un elemento cruciale nell’influenza della propria salute mentale, in funzione della qualità e della quantità delle relazioni instaurate. (12)

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

Note

(1) WHO, World Health Organization (2004). The world health report 2004 – changing historyhttps://www.who.int/whr/2004/en/report04_en.pdf?ua=1
(2) Falloon (2003). Family interventions for mental disorders: efficacy and effectiveness. World Psychiatry 2(1):20-28
(3) Fairburn et al. (2017). The impact of digital technology on psychological treatments and their dissemination. Behav. Res. Ther. 88:19-25, https://doi.org/10.1016/j.brat.2016.08.012
(4) Taylor et al. (2020). Current state of scientific evidence on Internet-based interventions for the treatment of depression, anxiety, eating disorders and substance abuse: an overview of systematic reviews and meta-analyses. European Journal of Public Health 1-8, doi:10.1093/eurpub/ckz208
(5) Brodaty et al. (2003). Meta-analysis of psychosocial interventions for caregivers of people with dementia. J. Am. Geriatr. Soc. 51(5):657-664, https://doi.org/10.1034/j.1600-0579.2003.00210.x
(6) Magliano et al. (2005). Family burden in long-term diseases: a comparative study in schizophrenia vs. physical disorders. Social Science & Medicine 61(2):313-322, https://doi.org/10.1016/j.socscimed.2004.11.064
(7) Spencer et al. (2019) Internet-based interventions for carers of individuals with psychiatric disorders, neurological disorders, or brain injury: systematic review. J. Med. Internet Res. 21(7):e10876, doi:10.2196/10876
(8) Parrish (2020). The next pandemic: COVID-19 mental health pandemic. Perspect Psychiatric Care 56:485, doi:10.1111/ppc.12571
(9) Talevi et al. (2020). Gli esiti di salute mentale della pandemia di CoViD-19. Riv. Psichiatr. 55(3):137-144, doi:10.1708/3382.33569
(10) Serafini et al. (2020). Aged patients with mental disorders in the COVID-19 era: The experience of Northern Italy. Am. J. of Geriatric Psychiatry 28(7):794-795, https://doi.org/10.1016/j.jagp.2020.04.015
(11) Karim et al. (2020). Social media use and its connection to mental health: a systematic review. Cureus 12(6):e8627, doi:10.7759/cureus.8627
(12) Berryman et al. (2017). Social media use and mental health among young adults. Psychiatric Quarterly 89:307-314, https://doi.org/10.1007/s11126-017-9535-6

Laureato in Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti, tecnologo alimentare abilitato, segue l’area di ricerca e sviluppo. Con particolare riguardo ai progetti di ricerca europei (in Horizon 2020, PRIMA) ove la divisione FARE di WIISE S.r.l. società benefit partecipa.

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