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Covid-19, il ruolo cruciale della telemedicina

Covid-19, il ruolo cruciale della telemedicina

La telemedicina può avere un ruolo davvero cruciale, nell’era Covid-19. Brevi cenni di riflessione.

Contagi da Covid-19 in Italia, numeri incerti

Il bollettino web del ministero della Salute riferisce 103.616 contagi e 20.465 decessi da SARS-CoV-2 in Italia al 13.4.20 (aggiornamenti sul sito). Se questi fossero i dati reali, il tasso di mortalità da Covid in Italia sarebbe straordinario. Ma non è certo così, per alcune semplici ragioni:

– il virus può essere asintomatico ovvero esprimersi con sintomi lievi, facili da ignorare o confondere con un banale raffreddore,

– il servizio sanitario pubblico in diverse Regioni d’Italia non è ancora in grado di eseguire analisi su soggetti sintomatici che pure abbiano fatto richiesta di venire sottoposti a tampone.

Pressione idraulica sul sistema sanitario

Oltre il 70% delle positività indicate dal ministero della Salute, 72.333 persone al 13.4.20, si trova in isolamento domiciliare fiduciario. Ed è questa la condizione ideale, per la salute del singolo ma anche per i minori rischi complessivi di diffusione del contagio.

Il sistema sanitario pubblico, del resto, è sottoposto a una pressione idraulica a causa della pandemia. La quale ha afflitto le regioni del nord Italia, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte in particolare. Con uno straordinario carico di lavoro anche su operatori medici e paramedici, soprattutto ospedalieri. Ove il personale lavora a ritmo continuo, con turni che raggiungono le 12-15 ore.

Il ruolo della telemedicina

Le tecnologie digitali possono fornire soluzioni eccellenti su entrambi i fronti di:

– knowledge sharing. Formazione e condivisione di conoscenze, nonché consultazioni in linea con gli specialisti. Essenziali anche e soprattutto quando si debbano affrontare emergenze come quella in atto, (1)

– telemonitoring clinico domiciliare. La relazione diretta tra medico e paziente può venire mantenuta con efficacia, integrando gli strumenti ordinari di comunicazione (via telefono e web) con strumenti di rilevazione e trasmissione dei dati relativi ai parametri sanitari di rilievo per il paziente (es. temperatura, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno nel sangue).

I vantaggi della telemedicina

Il primo vantaggio della telemedicina è rappresentato dalla possibilità di evitare a persone anziane, disabili e malate la necessità di uscire di casa per recarsi dal medico o in una struttura ospedaliera, allorché la consultazione non richieda una visita clinica. La telemedicina può così consentire di mantenere una relazione diretta medico-paziente riducendo al minimo la necessità per quest’ultimo di esporsi tra l’altro a rischi di contagio.

Gli accessi alle strutture sanitarie possono venire modulati e indirizzati online, fino a predisporre il triage telematico. Così da ridurre anche i tempi d’attesa e la densità di persone nei locali (es. pronto soccorso) e su percorsi non sempre necessari, oltretutto pericolosa per rischio contagio.

La continuità della relazione tra paziente e personale sanitario – abbinata alla disponibilità degli strumenti per la rilevazione e trasmissione online dei dati di salute – può inoltre consentire di ridurre i casi e i tempi dei ricoveri, con privilegio ove possibile verso la degenza domiciliare.

Si può dunque ridurre la pressione sulle strutture sanitarie e i rischi di trasmissione del virus che in ambienti chiusi potrebbe tra l’altro avvenire per via aerea, attraverso gli impianti di condizionamento. (2)

Telemedicina, l’appello di @ITIM

Ogni contributo, organizzativo e tecnologico, capace di ridurre l’estenuante carico di lavoro sanitario provocato da COVID-19 e i contatti tra operatori e malati è auspicabile e fondamentale.

@ITIM, Associazione Italiana di Informatica Medica e Telemedicina, ha lanciato un appello per costituire una task force di telemedicina e informatica biomedica. A tale appello hanno aderito vari ricercatori, operatori sanitari, professionisti e aziende ICT. Con l’obiettivo e l’impegno di mettere a disposizione delle autorità sanitarie, in tempi rapidi, piattaforme di teleassistenza sanitaria dei pazienti e sistemi intelligenti di tracciabilità del contagio. Per contribuire anche così alla battaglia contro il coronavirus.

@ITIM, programma e gruppi di lavoro

Il programma di @ITIM – come descritto dal caro amico Francesco Sicurello, presidente di @ITIM e di IITM (Istituto Internazionale di Tele-Medicina), nonché professore a contratto di Informatica Medica e Telemedicina presso l’Università di Milano Bicocca – si articola sull’attività di 3 gruppi di lavoro, che operano nei seguenti ambiti:

1) sviluppo e messa in opera di piattaforme ICT integrate per il telemonitoring e assistenza domiciliare di persone contagiate da Covid-19, anziani in particolare.
Il sistema info-telematico integra un database sanitario delle persone seguite col monitoraggio quotidiano. Registro medico o fascicolo sanitario personale che comprende i dati anamnestici e quelli sulle patologie in corso, aggiornato con i dati clinici inviati da casa attraverso un kit di sensori digitali di cui saranno forniti i pazienti, assieme a un questionario di poche domande a cui rispondere,

2) teleconsulto e televisita da eseguire sia con app specifiche, sia attraverso contatti telefonici con ogni paziente in follow-up. Il gruppo di lavoro è composto da una squadra di operatori sanitari e medici specialisti. Cardiologi, pneumologi, oculisti, diabetologi, neurologici, psicologi, geriatri. Esperti di @itim, di centri clinici e divisioni ospedaliere.
Questo tipo di squadre sanitarie deve venire articolato a livello regionale. Sono già state raccolte le adesioni di medici e operatori sanitari, nonché esperti in telemedicina, da Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio,

3) informatica biomedica, per il supporto a studi epidemiologici predittivi e di simulazione delle infezioni. Nonché alla ricerca clinica e farmacologica, per accelerare sviluppo e produzione di nuovi farmaci e vaccini. Questo gruppo si avvarrà di sistemi informatici efficaci e di algoritmi di Intelligenza Artificiale, reti neurali, software di Data Analytics ed elaborazione statistica (R, Data Miner, Pyton, Tensorflow, etc.).
Vi partecipano epidemiologi, bioinformatici, biologi molecolari, genetisti, fisici e bioingegneri di diversi ospedali, varie università ed enti di ricerca e sviluppo (es. CNR, INFN, IRCCS, IZS, ecc.). Oltre al gruppo di lavoro @itim di Informatica in Veterinaria.

Un quarto gruppo di lavoro – su uso di tecnologie robotiche (droni, robot, etc.) per supporti automatici a cure ospedaliere in terapia intensiva o per fornire cibi e farmaci a persone in quarantena – non è ancora stato attivato. In attesa di raccogliere i riscontri sufficienti a sviluppare progetti operativi. A tal uopo sono già disponibili colleghi e membri @itim esperti di robotica e automazione industriale.

Sanità in Italia, la svolta necessaria

Il British Journal of Medicine ha di recente pubblicato una risposta di @ITIM all’allarme lanciato dagli anestesisti dell’ospedale di Bergamo, in relazione alla forte impennata nel ricorso alle terapie intensive. Per evidenziare come la medicina di base e il telemonitoraggio basato sui saturimetri e altri sensori di facile utilizzo possano allentare la pressione sulle strutture ospedaliere, trattando i casi di lieve e media gravità. (3)

La Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) e i Medici del 118, col loro presidente nazionale, affermano che il saturimetro a casa è come un salvavita. Ed è perciò essenziale che questi salvavita – come altri, in relazione a varie altre malattie anche croniche che mantengono epidemicità, sebbene oscurate dalla pandemia COVID-19 – possano esprimere la loro funzione in un rapporto efficace con i medici di base. (4)

Solo ora iniziano a diffondersi alcuni servizi di telemedicina, grazie anche a recenti bandi di finanziamento a livello nazionale, regionale ed europeo di sistemi digitali per la teleassistenza sanitaria. È indispensabile che tali servizi possano venire attivati ed entrare subito a regime, superando i vari intralci burocratici che caratterizzano la nostra pubblica amministrazione.

‘La riorganizzazione generale dei servizi socio-sanitari, sia nel nostro che in altri Paesi europei e del mondo devono puntare su un numero più elevato di medici ed infermieri, sui riequilibri tra strutture territoriali e ospedaliere e tra settore pubblico e privato. Le reti dei medici di base e dei distretti ambulatoriali di zona devono essere integrate con le reti ospedaliere. E poi necessariamente si dovrà far ricorso alle nuove tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni. E soprattutto bisognerà puntare, realmente e non a parole, sulla ricerca biomedica e l’innovazione tecnologica in Sanità’ (Francesco Sicurello, presidente @ITIM).

Il paradosso digitale

La comunicazione digitale trova applicazione crescente e formale riconoscimento, anche in Italia, nel settore privato come in quello pubblico. COVID-19 ha costretto ogni ambito operativo a sviluppare e incentivare attività come smart working ed e-learning, per la formazione e la didattica scolastica a distanza (5,6,7). Addirittura i controlli pubblici ufficiali sulla filiera alimentare possono venire eseguiti a distanza, in questo periodo. (8)

Anziani, malati e disAbili sono invece costretti a tirare le loro carrette in giro per strada, come meglio possono. I mangiapane a tradimento della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e dell’ecommerce in Italia si ostinano a non rispondere al nostro appello per garantire consegna prioritaria e gratuita della spesa online alle fasce di cittadini più vulnerabili. I quali sono esposti a gravi difficoltà e rischi di contagio, ogni qualvolta escano di casa. Per la spesa, la ricetta medica o i farmaci e altri servizi essenziali che questo Stato incivile continua a relegare ai caregiver familiari, salvo negare (anche a) loro ogni diritto.

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#Égalité!

Dario Dongo

Note

(1) Chi scrive (Dongo) ha avuto modo di osservare in loco l’efficacia del sistema di telemedicina adottato nel 2011 dalla Democratic People’s Republic of Korea (DPRK), con il sostegno di WHO (World Health Organization). Grazie a tale sistema gli operatori in oltre 250 presidi sanitari nel Paese, anche in località remote, possono riferirsi in via continuativa agli specialisti basati a Pyongyang

(2) Li Y, Huang X, Yu IT, Wong TW, Qian H. Role of air distribution in SARS transmission during the largest nosocomial outbreak in Hong Kong. Indoor Air. 2005;15(2):83–95. doi:10.1111/j.1600-0668.2004.00317.x

(3) Gianluca Castelnuovo, Giada Pietrabissa, Gian Mauro Manzoni, Francesco Sicurello Enrico Molinari. On the front lines of coronavirus: the Italian response to covid-19. BMJ 2020; 368 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.m1065

(4) Gli Ordini degli psicologi e psicanalisti in Italia hanno a loro volta introdotto servizi di assistenza online, per aiutare i bisognosi (oltreché per proseguire le loro attività professionali in una nuova configurazione)

(5) Decreto #RestiamoaCasa, 11.3.20, v.

Coronavirus, si ferma l’Italia ma non la solidarietà (digitale)

(6) Decreto ‘Cura Italia’, 17.3.20, v. https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/covid-19-decreto-cura-italia-le-misure-a-favore-di-persone-fisiche-lavoratori-e-imprese-abc. Sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, v. https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/decreto-cura-italia-startup-innovative-e-bonus-pubblicità

(7) Protocollo 14.3.20 per il contenimento di Covid-19 negli ambienti di lavorohttps://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/coronavirus-misure-di-contenimento-negli-ambienti-di-lavoro-protocollo-14-3-20

(8) Controlli pubblici ufficiali a distanza nella filiera agroalimentare, reg. UE 2020/466, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/controlli-pubblici-ufficiali-deroghe-covid-19-scenario

(9) Consegna della spesa a domicilio di anziani, malati e disabili. Il vergognoso flop del retail in Italia. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/esselunga-consegna-gratis-a-disabili-e-anziani

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