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Coronavirus, si ferma l’Italia ma non la solidarietà (digitale)

Coronavirus, si ferma l’Italia ma non la solidarietà (digitale)

Martina Novelli and Dario Dongo

Coronavirus, si ferma l’Italia ma non la solidarietà. Quella digitale, promossa dal Ministero dell’Innovazione e accolta da vari gruppi delle telecomunicazioni e l’editoria. E quella sul campo, delle decine di migliaia di individui nei settori medico paramedico e di vigilanza. Aggiornamenti.

Covid-19, l’Italia che si ferma fino al 25.3.20

L’11.3.20 – mentre l’OMS ha elevato a pandemia l’emergenza Covid-19 (1) – il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha decretato misure drastiche di contenimento a valere fino al 25.3.20.

Sono sospese le attività di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), fatte salve le mense e le forniture continuative di catering, nonché la ristorazione con consegna a domicilio (food delivery). E si fermano le attività commerciali di vendita al dettaglio, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione. (2)

Gli esercizi aperti

Rimangono aperti gli esercizi di vendita di generi alimentari e di prima necessità, vale a dire:

– ipermercati, supermercati, minimercati, discount e altri esercizi non specializzati di generi alimentari vari,
ecommerce e distributori automatici
– farmacie e parafarmacie, sanitarie e ortopedie,
– profumerie, prodotti per l’igiene personale,
– negozi di saponi, detersivi e affini,
– giornali e tabacchi con eventuale vendita di alimenti annessa (codice Ateco 47.2),
– vendita al dettaglio di piccoli animali domestici,
– negozi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo (audio e video), elettrodomestici,
– esercizi specializzati di informatica e telecomunicazioni (ICT. (codice Ateco 47.4),
– ottica e fotografia, articoli per l’illuminazione,
– venditori di combustibile per uso domestico e riscaldamento,
– distributori di carburante per autotrazione,
– ferramenta e negozi di vernici, vetro piano, materiale elettrico e termoidraulico.

Centri commerciali, mercati, servizi alla persona

I centri commerciali possono venire mantenuti aperti purché l’accesso venga limitato alle sole attività ricomprese nel decreto. Rimangono aperti, invece, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e in ospedali.

I mercati rimangono aperti per le sole attività di vendita dei generi alimentari.
Le attività che attengono ai servizi alla persona (es. parrucchieri, barbieri, estetisti) vengono sospese. Con eccezione di:

– lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia,
– lavanderie industriali,
– altre lavanderie e tintorie,
– servizi di pompe funebri e attività connesse.

Servizi essenziali

È garantita la continuità dei servizi bancari, finanziari e assicurativi, nonché delle attività dei settori agricolo, zootecnico e di trasformazione agro-alimentare. Comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

Il trasporto pubblico è soggetto a misure di riduzione e soppressione da parte dei Presidenti di Regione. Il servizio delle Aziende del Trasporto pubblico locale devono venire programmate per contenere l’emergenza e assicurare tuttavia i ‘servizi minimi essenziali’.
Con obbligo di assicurare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro e attuare protocolli di sicurezza adeguati a garanzia dei lavoratori. Gli spostamenti, in tutti i casi, devono venire limitati alle sole esigenze essenziali.

Solidarietà digitale a supporto di cittadini e imprese

La pagina web Solidarietà Digitale indica i servizi gratuiti e le soluzioni disponibili a tutti, in particolare ai bambini e i giovani che possono accedere gratuitamente a un’ampia varietà di contenuti digitali.

È possibile così compensare almeno in parte le restrizioni di movimento, in modo da:

– lavorare da remoto, mediante connettività rapida e gratuita, nonché l’utilizzo di piattaforme avanzate di telelavoro (smart working),

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fase 2

– leggere gratuitamente i quotidiani senza andare in edicola, i libri senza andare in libreria, tramite smartphone o tablet,

– mantenere i percorsi scolastici e di formazione, a seguito della chiusura delle scuole già stabilita fino al 3.4.20, grazie a piattaforme di e-learning.

#Solidarietà!

Martina Novelli e Dario Dongo

Note

(1) WHO characterizes COVID-19 as a pandemic https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/events-as-they-happen
(2) DPCM 11.3.20, (GU Serie Generale 11.3.20 n. 64) https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/11/20A01605/sg

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