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	<title>Diritti Archivi - Égalité</title>
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		<title>Bilancio UE 2026, welfare non armi</title>
		<link>https://www.egalite.org/bilancio-ue-2026-welfare-non-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La discussione sul Bilancio dell’Unione Europea 2026 e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 apre una delle più delicate fasi politiche della legislatura. L’orientamento crescente verso<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="2b28112c-b3ab-8089-afcc-ec5734ac870b" class="">La discussione sul <strong>Bilancio dell’Unione Europea 2026</strong> e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034 apre una delle più delicate fasi politiche della legislatura. L’orientamento crescente verso la spesa militare – incluso il piano <strong>ReArm Europe</strong> – solleva interrogativi profondi sull’equilibrio tra sicurezza, diritti sociali e investimenti pubblici.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8098-af31-e8369dc69f7e" class="">La <strong>lettera aperta</strong> ai parlamentari europei firmata da oltre <strong>800 organizzazioni della società civile</strong>, tra cui la nostra Égalité, rappresenta un appello forte: invertire la rotta, spostando risorse dal riarmo all’inclusione sociale, alla prevenzione dei conflitti e alla protezione delle fasce più deboli della comunità.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80be-b1f8-c1c9a63472a2" class="">Questa voce collettiva impone un’analisi critica sul rapporto fra <strong>militarizzazione</strong> del bilancio europeo e tutela del <strong>welfare</strong>, inteso come insieme delle politiche che garantiscono coesione, diritti fondamentali e infrastrutture sociali.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80cb-a21e-fcee2239db75" class=""><strong>La tensione tra sicurezza militare e sicurezza sociale</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-801f-87eb-f09129b3cc14" class="">La lettera evidenzia un nodo centrale: la distinzione tra sicurezza militare e sicurezza umana. La prima si concentra su armamenti e deterrenza; la seconda su <strong>bisogni fondamentali</strong> come salute pubblica, sicurezza del lavoro, stabilità economica, accesso all’alimentazione e all’abitazione, protezione ambientale.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80a5-8458-ff005687e625" class="">Nella prospettiva del welfare, questa distinzione è essenziale. Un aumento massiccio della <strong>spesa militare</strong> non solo assorbe risorse finanziarie, ma produce <strong>costi sociali indiretti</strong>: riduzione degli investimenti in politiche per la salute e l’inclusione sociale, la coesione territoriale, la ricerca civile e la transizione ecologica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-800f-99ac-dce769ea866b" class="">La lettera richiama esplicitamente il rischio di sottrarre fondi a programmi come politiche di coesione, ricerca (Horizon), digitalizzazione, scuola, mobilità e diplomazia. Questo tipo di riallocazione minaccia l’intero ecosistema del welfare europeo, che si fonda proprio su tali pilastri.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-8014-9982-e6ada5b7f7f1" class=""><strong>La critica della società civile: trasparenza, lobbying e democrazia</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-80d1-b56d-ed8781462f33" class="">Uno degli elementi più rilevanti della lettera riguarda la crescente <strong>influenza dell’industria degli armamenti sulle istituzioni</strong> europee. Secondo i dati riportati:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-800e-9bf4-cd3772017eab" class="bulleted-list">
<li>i budget di lobbying delle prime dieci aziende produttrici di armi sono aumentati del 40% in un solo anno;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80d3-b3af-fda42a35e0d7" class="bulleted-list">
<li>nel 2025 la Commissione ha incontrato i lobbisti dell’industria militare 89 volte, contro sole 15 interazioni con ONG, sindacati o comunità scientifica;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-8020-8482-fc1fab1f098a" class="bulleted-list">
<li>gli europarlamentari hanno avuto 197 incontri con rappresentanti dell’industria degli armamenti in un anno, più del doppio rispetto al quinquennio precedente .</li>
</ul>
<p id="2b28112c-b3ab-80f5-90b5-f94d80c3dc0c" class="">Dal punto di vista della tutela del welfare, queste dinamiche alterano gli equilibri democratici: le politiche sociali – meno strutturate in termini di lobbying, ma cruciali per la vita quotidiana – rischiano di perdere centralità politica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80cf-8a73-da0bb9a18a74" class="">La lettera denuncia anche l’inserimento, nei pacchetti legislativi ‘<strong>difesa</strong> <strong>omnibus</strong>’, di <strong>deroghe agli standard sociali</strong>, ambientali, etici e di responsabilità d’impresa, che minano decenni di normative europee a tutela dei lavoratori, della salute e dell’ambiente.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80c8-a4d3-ffcfd3127057" class=""><strong>Il rischio di un nuovo modello economico estrattivo</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-806d-bc06-da07cd3e9417" class="">Nella prospettiva del welfare, la spesa militare non rappresenta solo una deviazione di fondi, ma un <strong>cambio di paradigma economico</strong>.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80d2-824d-f1d745a5a143" class="">Il modello delineato dal piano ReArm Europe e dal QFP 2028–2034 orienta risorse pubbliche verso:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-80b8-bea1-ec59a306256c" class="bulleted-list">
<li>produzione militare;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80df-a593-da479dada5c8" class="bulleted-list">
<li>filiere industriali a basso impatto sociale diretto;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80bb-ad32-e0e532060a2b" class="bulleted-list">
<li>tecnologie <em>dual-use</em> (civile e militare) spesso sottratte a logiche di <em>accountability</em>.</li>
</ul>
<p id="2b28112c-b3ab-809c-a1fb-e2d1834d6459" class="">Si tratta di un <strong>modello estrattivo</strong>, che chiede sacrifici ai cittadini europei e al welfare – attraverso indebitamento, minori investimenti sociali e riduzione dei servizi – per sostenere i colossi dell’industria bellica.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80a5-9ed8-fb02d10f8771" class="">Questo approccio contrasta con la visione promossa dalla lettera, basata su diplomazia preventiva, giustizia sociale, investimenti nella resilienza delle comunità, rafforzamento dei servizi pubblici, promozione della sostenibilità ambientale.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-80db-8a3e-db5474c89dcb" class=""><strong>La pace come politica pubblica: un investimento sociale</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-8061-a3c0-db0084cfb4ca" class="">Il testo propone una concezione ampia di <strong>pace positiva</strong>, fondata su diritti umani, inclusione sociale e riduzione delle disuguaglianze, trasparenza di governo e partecipazione democratica. Gli stessi valori che sorreggono le politiche di welfare.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80ff-85b2-e22a4003d29c" class="">Gli economisti della pace mostrano come <strong>investire in educazione, sanità, reti sociali</strong> e transizione ecologica riduca drasticamente i rischi di conflitto, incrementando stabilità e prosperità.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8003-a8fd-cf6847dbe4dd" class="">La militarizzazione del bilancio europeo è viceversa destinata a indebolire politiche sociali e ambientali, amplificare le disuguaglianze, ridurre gli spazi democratici, generare dipendenze industriali e finanziarie.</p>
<h2 id="2b28112c-b3ab-802f-9aec-c02942689c20" class=""><strong>Le richieste concrete: un’agenda per il welfare europeo</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-808b-a996-e587027092bd" class="">La lettera avanza proposte coerenti con la tutela del welfare:</p>
<ul id="2b28112c-b3ab-80e7-9fcb-e0a539bd7ce5" class="bulleted-list">
<li>rigettare il Bilancio UE 2026 e riaprire i negoziati per <strong>ristabilire equilibrio</strong> tra spesa militare e politiche sociali;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-8011-8cd9-c11de26a2416" class="bulleted-list">
<li>rafforzare diplomazia, <strong>prevenzione dei conflitti</strong> e diritti umani destinando fondi oggi diretti all’industria militare;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80b8-b832-cc118bc5d630" class="bulleted-list">
<li><strong>proteggere le norme sociali</strong> e ambientali da deroghe e eccezioni introdotte nei pacchetti legislativi per la difesa;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-80c4-bddb-c9d0e11166c7" class="bulleted-list">
<li><strong>contrastare la marginalizzazione</strong> della società civile, essenziale per la qualità democratica dell’UE;</li>
</ul>
<ul id="2b28112c-b3ab-808c-9b14-c78edd82fc5a" class="bulleted-list">
<li>ripensare il QFP 2028–2034, respingendo fondi destinati alla militarizzazione dello spazio e reindirizzando risorse verso salute, povertà, istruzione, clima.</li>
</ul>
<h2 id="2b28112c-b3ab-8069-9417-db77ffcbee08" class=""><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p id="2b28112c-b3ab-80d4-8ff7-ce653d91d1c4" class="">La Lettera aperta ai parlamentari europei non è solo un appello <strong>contro il riarmo</strong>: è un manifesto <strong>per la salvaguardia del welfare europeo</strong>.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-8076-a80a-de44653c187e" class="">La militarizzazione dei bilanci, la pressione crescente dei lobbisti dell’industria degli armamenti e il rischio di indebolimento delle politiche civili rappresentano una sfida diretta alla visione fondativa dell’Unione: pace, giustizia sociale e prosperità condivisa.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80f3-a787-cb19ead184e8" class=""><strong>Riaffermare il primato delle politiche sociali </strong>significa investire nella resilienza delle comunità, nella coesione e nella sicurezza comune, quella che nasce dai diritti, dal lavoro dignitoso, dall’ambiente sano e dal rafforzamento dei servizi pubblici.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-80f3-bb17-e83641907c23" class="">In un’epoca segnata da crisi multiple – climatiche, sanitarie, economiche – la scelta tra riarmo e welfare non è solo di bilancio, ma di modello di società. E il futuro del progetto europeo, oltreché delle nostre vite, dipenderà da quale di queste visioni prevarrà.</p>
<p id="2b28112c-b3ab-807e-8f39-f393de443732" class="">#Égalité #PaceTerraDignità</p>
<p id="2b28112c-b3ab-802a-b389-ef29c7014610" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><i>Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)</i></p>
<h3 id="2b28112c-b3ab-80a3-b404-d4a419efcd38" class="">Note</h3>
<ul id="2b28112c-b3ab-80e6-b1a8-e7b09bf5f655" class="bulleted-list">
<li>StopReArm Europe (2025, 21 novembre). Oltre 800 organizzazioni invitano i parlamentari europei a trasferire i fondi dalla guerra alla pace. <a href="https://stoprearmitalia.it/fermiamo-aumento-spese-militari/">https://stoprearmitalia.it/fermiamo-aumento-spese-militari/</a></li>
</ul>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Filippine. Palawan sotto la scure delle estrazioni di ‘minerali critici’</title>
		<link>https://www.egalite.org/palawan-estrazioni-minerali-critici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 14:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità indigene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la transizione energetica globale, la domanda di ‘minerali critici’ come nichel, cobalto e rame è esplosa, trainata soprattutto dal mercato dei veicoli elettrici. Le Filippine<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la transizione energetica globale, la domanda di ‘minerali critici’ come nichel, cobalto e rame è esplosa, trainata soprattutto dal mercato dei veicoli elettrici. Le <b>Filippine </b>(Palawan in primis), primo esportatore mondiale di minerale di nichel e secondo produttore dopo l’Indonesia, sono al centro di questa corsa. Insieme, i due Paesi coprono il 60% dell’offerta globale, con la Cina come principale acquirente (oltre 1 miliardo di dollari di nichel importato nel 2023). <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. punta a trasformare l’estrazione mineraria in un pilastro dell’economia nazionale, e annuncia riforme per <b>accelerare i permessi</b> e attrarre investimenti. Le Filippine custodiscono riserve minerarie stimate in 1.000 miliardi di dollari, ma solo il 3% è sfruttato. Tuttavia, questa crescita ha un costo elevato per le comunità indigene e l’ambiente. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>L’impatto delle estrazioni sulle popolazioni indigene</h2>
<p>Circa il 60% dei giacimenti minerari si trova in territori indigeni, molti dei quali riconosciuti legalmente attraverso <b>certificati di dominio ancestrale</b> (CADC/T). Un rapporto di Global Witness e Kalikasan People’s Environment Network rivela che negli ultimi 30 anni un quinto di queste terre è stato colpito da progetti minerari, con una <b>perdita territoriale</b> equivalente alla superficie di Timor Est.</p>
<p>Le Filippine sono il Paese più pericoloso in Asia per i difensori dell’ambiente: un terzo degli omicidi documentati è legato all’attività mineraria. Le comunità che resistono all’estrazione affrontano <b>violenze, intimidazioni</b> e la mancanza di consultazioni genuine, nonostante le tutele previste dall’Indigenous Peoples’ Rights Act (IPRA).</p>
<h2>Palawan: paradiso naturale sotto assedio</h2>
<p><b>Palawan</b>, dichiarata <b>Riserva della Biosfera UNESCO</b> nel 1990, è un paradiso di biodiversità minacciato dall’espansione mineraria, dopo le violenze perpetrate dall’industria del legname e quella <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/olio-di-palma-reportage-filippine/">dell’olio di palma</a>. <span class="Apple-converted-space"> </span>Dopo la <b>revoca del divieto nazionale sulle nuove concessioni</b> per estrazioni minerarie varato nel 2021, le compagnie hanno intensificato le attività, spesso violando leggi ambientali e il consenso libero, preventivo e informato (FPIC) delle comunità. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Gli effetti sono devastanti: <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8211; deforestazione di alberi secolari;</p>
<p>&#8211; inquinamento di risaie e habitat marini;</p>
<p>&#8211; declino dei mezzi di sussistenza tradizionali (agricoltura, caccia, raccolta di resina). <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Le comunità Palawan, divise tra chi accetta compromessi con le miniere e chi resiste, subiscono tensioni sociali e manipolazioni. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>La moratoria del 2025: una vittoria parziale</h2>
<p>Nel marzo 2025, una mobilitazione internazionale e locale ha portato a una <b>moratoria di 50 anni</b> sulle <b>nuove miniere a Palawan</b>, bloccando 67 richieste pendenti. Tuttavia, <b>11 contratti</b> minerari esistenti restano <b>attivi</b>, incluso quello della MacroAsia Corporation sul Monte Mantalingahan, un’area protetta e vitale per 200.000 persone. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Le <b>irregolarità</b> nei processi di consultazione sono emerse chiaramente: <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8211; la MacroAsia ha ottenuto il certificato FPIC (consenso delle comunità) tramite presunte corruzioni e l’uso di leader indigeni “finti”;</p>
<p><span class="Apple-converted-space">  </span>&#8211; la Ipilan Nickel Corporation (INC) ha avviato attività senza autorizzazioni, distruggendo foreste prima di ricevere il via libera formale. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>I fallimenti della governance</h2>
<p>Nonostante l’Indigenous Peoples’ Rights Act sia una legge progressista, la sua attuazione è compromessa da: <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>1. burocrazia corrotta, poiché la NCIP (Commissione Nazionale per i Popoli Indigeni) spesso favorisce le compagnie minerarie;</p>
<p>2. imposizione di strutture gerarchiche su società indigene tradizionalmente egualitarie;</p>
<p>3. violenza e stigmatizzazione nei confronti degli attivisti, etichettati dalle élite come &#8220;terroristi&#8221;. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2><b>Cosa serve per il futuro <span class="Apple-converted-space"> </span></b></h2>
<p>Per proteggere Palawan, è necessario: <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8211; estendere la moratoria a tutti i contratti esistenti;<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8211; rafforzare il monitoraggio e coinvolgere le comunità nelle decisioni; <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8211; riformare il NCIP per garantire rappresentanza autentica;<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8211; rispettare l’Indigenous Peoples’ Rights Act, riconoscendo i diritti territoriali e le pratiche indigene di conservazione. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La transizione energetica non può replicare gli stessi modelli estrattivi del passato. Senza un cambiamento strutturale, la &#8220;decarbonizzazione&#8221; rischia di sacrificare territori, culture e vite umane. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><i>Marta Strinati</i></p>
<p><em>In copertina il bucero di Palawan (Anthracoceros marchei). Foto di <a href="https://www.coalitionagainstlandgrabbing.org/">CALG, Coalition Against Land Grabbing</a>. </em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Dorothy Mason, Wolfram Dressler, Dario Novellino. Extracting value, losing ground: the critical minerals boom in Palawan. New mandala 13.6.25 <a href="https://www.newmandala.org/extracting-value-losing-ground-the-critical-minerals-boom-in-palawan/">https://www.newmandala.org/extracting-value-losing-ground-the-critical-minerals-boom-in-palawan/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/palawan-estrazioni-minerali-critici/">Filippine. Palawan sotto la scure delle estrazioni di ‘minerali critici’</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Roma, 21 giugno: in piazza per dire NO al riarmo e alla guerra</title>
		<link>https://www.egalite.org/roma-21-giugno-in-piazza-per-dire-no-al-riarmo-e-alla-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 10:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7578</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il movimento Pace, Terra e Dignità e Égalité aderiscono alla manifestazione convocata dalla rete StopRearm a Roma, sabato 21 giugno 2025. Un appuntamento cruciale per opporci<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/roma-21-giugno-in-piazza-per-dire-no-al-riarmo-e-alla-guerra/">Roma, 21 giugno: in piazza per dire NO al riarmo e alla guerra</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il movimento <strong>Pace, Terra e Dignità</strong> e <strong>Égalité</strong> aderiscono alla manifestazione convocata dalla rete <em><strong>StopRearm</strong></em> a Roma, sabato <strong>21 giugno 2025</strong>. Un appuntamento cruciale per opporci alla spirale di violenza che minaccia il presente e il futuro dell’umanità.</p>
<h2>No al riarmo, no alla guerra</h2>
<p><strong>La corsa agli armamenti</strong> non è la soluzione, ma la radice di nuove tragedie. Mentre i governi investono miliardi in spese militari – <a href="https://www.egalite.org/europee-2024-le-richieste-della-rete-europea-la-salute-non-e-in-vendita/">sottraendo risorse</a> a sanità, istruzione e diritti sociali – la guerra continua a mietere vittime innocenti.</p>
<p><strong>Le famiglie</strong> dei civili (e dei militari, spesso costretti a servire come carne da cannone) pagano il prezzo più alto. Intanto, dialogo e diplomazia vengono sacrificati sull’altare degli interessi delle oligarchie finanziarie legate ad armi, conflitti e ricostruzioni.</p>
<p><strong>Non possiamo restare in silenzio</strong>. Le guerre in corso dimostrano che la logica del conflitto porta solo distruzione e sofferenza. Ogni missile lanciato, ogni aumento del budget militare è un passo verso la catastrofe. È nostro dovere opporci.</p>
<h2><em>StopRearm!</em></h2>
<p>Scendiamo in piazza per chiedere all’UE e ai suoi politici di rappresentare i veri interessi dei cittadini:</p>
<p><strong>→</strong> <strong>stop al riarmo</strong>. Ci opponiamo con forza al finanziamento del settore bellico, incluso l’inaccettabile e illecito <a href="https://www.egalite.org/ursula-von-der-leyen-piano-riarmo-ue-abuso-potere-democrazia-europea/">piano <em>Rearm Europe</em></a>. Investiamo in pace e <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">giustizia sociale</a>.</p>
<p><strong>→ difesa della vita umana</strong>. Nessuna guerra è ‘giusta’. Salviamo i popoli, i soldati, il pianeta.</p>
<p><strong>Uniamoci tutti</strong> in una protesta corale. La partecipazione di massa è l’unica forza in grado di imporre un cambiamento, e il <strong>21 giugno è solo l’inizio</strong>. Servono azioni concrete per smascherare la falsa retorica della guerra.</p>
<h2>Roma, 21 giugno 2025</h2>
<p>Appuntamento alle <strong>ore 14:00</strong> a <strong>Porta San Paolo</strong> (fermata Metro B) per marciare insieme contro la follia del riarmo e della guerra.</p>
<p><strong>Viaggiare in treno?</strong> Ecco i link per gli sconti:</p>
<ul>
<li><strong>Trenitalia</strong>: <a href="https://www.trenitalia.com/it/informazioni/la-guida-del-viaggiatore/offerte-commerciali.html#accordion-4">Offerte disponibili</a></li>
<li><strong>Italo</strong>: <a href="https://www.italotreno.com/it/offerte-treno">Promozioni attive</a></li>
</ul>
<p><strong>La pace non si arma, non si delega: si costruisce</strong>. Scendiamo in piazza!</p>
<p>#Égalité #PaceTerraDignità</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
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		<title>Italia, schema di decreto per il riconoscimento della fibromialgia</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-schema-di-decreto-per-il-riconoscimento-della-fibromialgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 20:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Copertura Sanitaria Universale]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo decenni di battaglie associative e scientifiche, la fibromialgia potrebbe finalmente venire riconosciuta in Italia e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il sistema che garantisce<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo decenni di battaglie associative e scientifiche, la fibromialgia potrebbe finalmente venire riconosciuta in Italia e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il sistema che garantisce le prestazioni sanitarie gratuite a tutti i cittadini.</p>
<p>Una bozza di decreto, circolata nelle scorse settimane, include per la prima volta la sindrome fibromialgica tra le patologie croniche e invalidanti – ma con una limitazione significativa: l&#8217;esenzione sarà concessa solo ai pazienti con forme &#8216;molto severe&#8217;, definite da un punteggio superiore a 82 sul Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised (FIQR)(Bennett <em>et al.,</em> 2009).</p>
<p>L&#8217;iniziativa viene in ogni caso accolta con favore dall&#8217;Associazione italiana sindrome fibromialgica (AISF ODV), poiché finalmente in Italia si ottiene così il riconoscimento di una patologia cronica debilitante.</p>
<h2>Fibromialgia: inquadramento scientifico e prevalenza</h2>
<p>La fibromialgia è una sindrome complessa caratterizzata da dolore cronico diffuso muscoloscheletrico, con evidenze crescenti di una patofisiologia neuroinfiammatoria (Sluka &amp; Clauw, 2016). Gli studi più recenti dimostrano alterazioni specifiche nella trasmissione del dolore a livello del sistema nervoso centrale, con fenomeni di sensitizzazione centrale e neuroplasticità aberrante (Harte <em>et al.</em>, 2018).</p>
<p>In Italia, le stime epidemiologiche più aggiornate indicano una prevalenza tra il 2-4% della popolazione adulta, corrispondente a circa 2-4 milioni di persone (Salaffi <em>et al.</em>, 2020). La distribuzione per genere evidenzia un forte dimorfismo sessuale, con un rapporto femmine/maschi di 7:1. Nelle donne, l&#8217;incidenza raggiunge il picco dopo i 40 anni, mentre negli uomini la diagnosi è spesso ritardata o sottostimata (Häuser <em>et al</em>., 2018).</p>
<p>I dati mostrano significative differenze di genere anche nella presentazione clinica: nelle donne prevalgono sintomi come affaticamento severo e disturbi dell&#8217;umore, mentre negli uomini si riscontrano più frequentemente rigidità mattutina e dolore miofasciale localizzato (Gracely <em>et al</em>., 2022).</p>
<p>La fibromialgia è caratterizzata da:</p>
<ul>
<li>dolore cronico generalizzato persistente da almeno 3 mesi (Clauw, 2014)</li>
<li>ipersensibilità al tatto con alterazioni documentate del sistema nocicettivo (Üçeyler <em>et al</em>., 2017)</li>
<li>fatica invalidante, spesso accompagnata da &#8216;nebbia cognitiva&#8217; (fibro-fog)</li>
<li>disturbi del sonno con alterazione delle fasi REM (Roizenblatt <em>et al</em>., 2023)</li>
<li>comorbidità neuropsichiatriche nel 60-70% dei casi (Koroschetz <em>et al</em>., 2021)</li>
</ul>
<p>La ricerca biomedica ha identificato marcatori neuroinfiammatori specifici, tra cui elevati livelli di citochine pro-infiammatorie e alterazioni della microglia cerebrale (Bäckryd <em>et al</em>., 2021). Queste evidenze confermano la natura organica della fibromialgia, superando definitivamente l&#8217;errata classificazione come disturbo psicosomatico.</p>
<h2>Riconoscimento della fibromialgia in Italia</h2>
<p>Il decreto italiano, ancora in attesa di approvazione, prevede tre prestazioni gratuite a favore dei soli pazienti più gravi (&gt;82 FIQR):</p>
<ul>
<li>visita reumatologica annuale (monitoraggio e prevenzione complicanze);</li>
<li>riabilitazione motoria di gruppo (10 sedute/anno per gruppi omogenei di patologia, max 6 pazienti per gruppo);</li>
<li>visita psichiatrica (solo in caso di comorbidità accertate, es. depressione o ansia).</li>
</ul>
<p>Una goccia nel mare, atteso che solo il 16% dei pazienti raggiunge la soglia FIQR richiesta, secondo i dati della Società Italiana di Reumatologia (SIR). E soprattutto &#8211; aggiunge chi scrive &#8211; un intervento tardivo. Sono infatti indispensabili diagnosi tempestive e terapie integrate, proprio per prevenire e mitigare i decorsi invalidanti.</p>
<p>Studi farmacoeconomici dimostrano che il ritardo diagnostico medio di 5-7 anni comporta costi sanitari indiretti per 7.900 euro/paziente/anno (Annemans <em>et al</em>., 2014), cifra che potrebbe essere drasticamente ridotta con diagnosi precoci e trattamenti appropriati.</p>
<h2>Cosa manca ancora nel riconoscimento della fibromialgia in Italia</h2>
<p>Nonostante questo primo importante passo, il percorso per garantire un&#8217;assistenza adeguata ai pazienti fibromialgici in Italia è ancora lungo:</p>
<ul>
<li>manca innanzitutto un programma di formazione obbligatoria per i medici di base, considerando che attualmente il 70% delle diagnosi viene effettuato solo dopo 5 anni dall&#8217;insorgenza dei sintomi, con conseguenze devastanti sulla qualità di vita dei pazienti;</li>
<li>è inoltre indispensabile estendere l&#8217;esenzione a tutte le forme certificate di fibromialgia, non solo a quelle classificate come molto severe, così da non escludere la stragrande maggioranza dei malati che attualmente non raggiunge la soglia richiesta dal decreto;</li>
<li>sul fronte della ricerca scientifica, è necessario istituire un piano nazionale dedicato alla fibromialgia, dato che attualmente solo lo 0,2% dei fondi destinati alle malattie reumatiche viene allocato allo studio di questa condizione;</li>
<li>infine, risulta fondamentale sviluppare Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) specifici per genere, che tengano conto delle significative differenze biologiche e cliniche riscontrate tra pazienti di sesso maschile e femminile, garantendo così un approccio personalizzato e più efficace nella gestione di questa complessa sindrome.</li>
</ul>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Riferimenti scientifici</h3>
<ul>
<li>Annemans, L., Wessely, S., Spaepen, E., Caekelbergh, K., Caubère, J. P., Le Lay, K., &amp; Taïeb, C. (2008). Health economic consequences related to the diagnosis of fibromyalgia syndrome. <em>Arthritis &amp; Rheumatism</em>, 58(3), 895-902. <a href="https://doi.org/10.1002/art.23265">https://doi.org/10.1002/art.23265</a></li>
<li>Bäckryd, E., Tanum, L., Lind, A. L., Larsson, A., &amp; Gordh, T. (2017). Evidence of both systemic inflammation and neuroinflammation in fibromyalgia patients, as assessed by a multiplex protein panel applied to the cerebrospinal fluid and to plasma. <em>Journal of Pain Research</em>, 10, 515-525. <a href="https://doi.org/10.2147/JPR.S128508">https://doi.org/10.2147/JPR.S128508</a></li>
<li>Bennett, R. M., Friend, R., Jones, K. D., Ward, R., Han, B. K., &amp; Ross, R. L. (2009). The Revised Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQR): Validation and psychometric properties. <em>Arthritis Research &amp; Therapy</em>, 11(4), R120. <a href="https://doi.org/10.1186/ar2783">https://doi.org/10.1186/ar2783</a></li>
<li>Clauw, D. J. (2014). Fibromyalgia: A clinical review. <em>JAMA</em>, 311(15), 1547-1555. <a href="https://doi.org/10.1001/jama.2014.3266">https://doi.org/10.1001/jama.2014.3266</a></li>
<li>Gracely, R. H., Ceko, M., &amp; Bushnell, M. C. (2012). Fibromyalgia and depression. <em>Pain Research and Treatment,</em> 2012, 486590. <a href="https://doi.org/10.1155/2012/486590">https://doi.org/10.1155/2012/486590</a></li>
<li>Harte, S. E., Harris, R. E., &amp; Clauw, D. J. (2018). The neurobiology of central sensitization. <em>Journal of Applied Biobehavioral Research</em>, 23(2), e12137. <a href="https://doi.org/10.1111/jabr.12137">https://doi.org/10.1111/jabr.12137</a></li>
<li>Häuser, W., Perrot, S., Clauw, D. J., &amp; Fitzcharles, M. A. (2018). Unravelling fibromyalgia &#8211; Steps toward individualized management. <em>The Journal of Pain</em>, 19(2), 125-134. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jpain.2017.08.009">https://doi.org/10.1016/j.jpain.2017.08.009</a></li>
<li>Koroschetz, J., Rehm, S. E., Gockel, U., Brosz, M., Freynhagen, R., Tölle, T. R., &amp; Baron, R. (2011). Fibromyalgia and neuropathic pain, differences and similarities. A comparison of 3057 patients with diabetic painful neuropathy and fibromyalgia. <em>BMC Neurology</em>, 11(1), 55. <a href="https://doi.org/10.1186/1471-2377-11-55">https://doi.org/10.1186/1471-2377-11-55</a></li>
<li>Roizenblatt, S., Neto, N. S. R., &amp; Tufik, S. (2011). Sleep disorders and fibromyalgia. <em>Current Pain and Headache Reports</em>, 15(5), 347-357.<a href="https://doi.org/10.1007/s11916-011-0213-3"> https://doi.org/10.1007/s11916-011-0213-3</a></li>
<li>Salaffi, F., De Angelis, R., &amp; Grassi, W.; Marche Pain Prevalence; INvestigation Group (MAPPING) study. (2005). Prevalence of musculoskeletal conditions in an Italian population sample: results of a regional community-based study. I. The MAPPING study. <em>Clinical and Experimental Rheumatology,</em> 23(6), 819-828</li>
<li>Sluka, K. A., &amp; Clauw, D. J. (2016). Neurobiology of fibromyalgia and chronic widespread pain. <em>Neuroscience</em>, 338, 114-129. <a href="https://doi.org/10.1016/j.neuroscience.2016.06.006">https://doi.org/10.1016/j.neuroscience.2016.06.006</a></li>
<li>Üçeyler, N., Sommer, C., Walitt, B., &amp; Häuser, W. (2013). Anticonvulsants for fibromyalgia. <em>Cochrane Database of Systematic Reviews</em>, (10), CD010782. <a href="https://doi.org/10.1002/14651858.CD010782.pub2">https://doi.org/10.1002/14651858.CD010782.pub2</a></li>
<li>Wolfe, F., Clauw, D. J., Fitzcharles, M. A., Goldenberg, D. L., Katz, R. S., Mease, P., Russell, A. S., Russell, I. J., Winfield, J. B., &amp; Yunus, M. B. (2010). The American College of Rheumatology preliminary diagnostic criteria for fibromyalgia and measurement of symptom severity. <em>Arthritis Care &amp; Research</em>, 62(5), 600-610. <a href="https://doi.org/10.1002/acr.20140">https://doi.org/10.1002/acr.20140</a></li>
</ul>
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		<title>Italia condannata dalla Corte di Giustizia UE per il mancato trattamento delle acque reflue</title>
		<link>https://www.egalite.org/italia-condannata-dalla-corte-di-giustizia-ue-per-il-mancato-trattamento-delle-acque-reflue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 08:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue]]></category>
		<category><![CDATA[Corte UE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha inflitto all’Italia pesanti sanzioni economiche per il mancato adempimento degli obblighi relativi alla raccolta e al trattamento delle acque<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha inflitto all’Italia pesanti sanzioni economiche per il mancato adempimento degli obblighi relativi alla raccolta e al trattamento delle acque reflue urbane in quattro agglomerati. Il verdetto, emesso il 27 marzo 2025, conferma una vicenda giudiziaria iniziata oltre un decennio fa, con implicazioni significative per l’ambiente e la salute pubblica.</p>
<h2>Un ritardo inaccettabile</h2>
<p>Già nel 2014, la Corte aveva stabilito che l’Italia non aveva rispettato la direttiva europea sul trattamento delle acque reflue (91/271/EEC) in 41 agglomerati. Nonostante il tempo trascorso e i ripetuti richiami, il Paese non è riuscito a conformarsi completamente alla sentenza, lasciando scoperte cinque aree:</p>
<p>&#8211; Castellammare del Golfo I (Sicilia),</p>
<p>&#8211; Cinisi (Sicilia),</p>
<p>&#8211; Terrasini (Sicilia),</p>
<p>&#8211; Trappeto (Sicilia) e</p>
<p>&#8211; Courmayeur (Valle d’Aosta).</p>
<p>Solo per <strong>Trappeto</strong>, i <strong>lavori</strong> sono stati <strong>ultimati</strong>, mentre per le altre quattro località la situazione è rimasta invariata.</p>
<h2>Le sanzioni: 10 milioni di euro subito, 13,4 milioni ogni sei mesi di ritardo</h2>
<p>La Corte ha condannato l’Italia al pagamento di una somma forfettaria di <strong>10 milioni di euro</strong>, a cui si aggiungerà una penalità di <strong>13.687.500 euro ogni sei mesi di ritardo</strong> nell’adeguamento, a partire dalla data del verdetto (27 aprile 2025) fino al completo rispetto degli obblighi. Le sanzioni riflettono la gravità dell’infrazione, la sua durata (oltre 20 anni dalla scadenza dei termini iniziali) e la capacità economica dello Stato.</p>
<p>Il mancato trattamento delle acque reflue, sottolinea la Corte, rappresenta un <strong>danno ambientale</strong> molto grave, soprattutto perché gli scarichi delle quattro aree coinvolte finiscono in zone sensibili. Sebbene il numero di agglomerati non conformi sia diminuito da 41 a 4, l’impatto persiste, minacciando ecosistemi e salute pubblica.</p>
<h2>Le reazioni e il contesto normativo</h2>
<p>L’azione legale è stata promossa dalla Commissione Europea dopo che l’Italia non ha ottemperato alla sentenza del 2014 entro il termine stabilito (18 maggio 2018). La procedura rientra nel meccanismo di infrazione UE, che prevede sanzioni finanziarie per gli Stati membri inadempienti.</p>
<p>La Corte ha riconosciuto che i lavori infrastrutturali richiedono tempo, ma <strong>undici anni di ritardo</strong> sono stati giudicati eccessivi, soprattutto considerando l’urgenza di proteggere l’ambiente.</p>
<h2>Prossimi passi</h2>
<p>L’Italia dovrà ora accelerare gli interventi nelle quattro aree residue per evitare l’accumulo di penalità. Intanto, il caso riaccende i riflettori sulle <strong>criticità nella gestione dei servizi idrici nel Paese</strong>, un tema spesso al centro di polemiche e ritardi infrastrutturali.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Numero di causa = C-515/23 <a href="https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-515/23">https://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?num=C-515/23</a></p>
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		<title>La pace non è un’utopia: è una scelta politica</title>
		<link>https://www.egalite.org/la-pace-non-e-unutopia-e-una-scelta-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 17:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7533</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spesso ci viene detto che la pace è un’utopia, un sogno irrealizzabile in un mondo dominato da interessi geopolitici e da logiche di potere. Ma noi,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso ci viene detto che la pace è un’utopia, un sogno irrealizzabile in un mondo dominato da interessi geopolitici e da logiche di potere. Ma noi, come associazione Égalité, rifiutiamo questa narrazione. La pace non è un sogno: è una scelta politica precisa, che richiede coraggio, determinazione e una visione alternativa del futuro.</p>
<p>L’Europa, nata dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, aveva proprio questo obiettivo: garantire una pace duratura attraverso la cooperazione tra i popoli. Oggi, però, questa missione è stata tradita. Le politiche di riarmo, le spese militari folli e la retorica della ‘difesa’ stanno portando il nostro continente verso un abisso, ove la guerra rischia di diventare permanente e la militarizzazione della società una realtà quotidiana.</p>
<p>Non accettiamo questa deriva. Crediamo che sia possibile e necessario costruire <strong>un’Europa civile e solidale</strong>, un’Europa che sia davvero uno ‘strumento di pace’, come affermava Simone Veil, prima presidente del Parlamento europeo eletto a suffragio universale. Un’Europa che sappia dialogare con tutti, compresa la Russia, e che lavori per un sistema di sicurezza comune basato sul <strong>disarmo</strong> e sul rispetto dei <strong>diritti umani</strong>.</p>
<h2>La lezione della storia: la Russia e la lotta contro il nazismo</h2>
<p>La storia ci insegna che la pace non si costruisce con le armi, ma con la memoria e la collaborazione. Durante la seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica ha pagato un prezzo altissimo per liberare l’Europa dal nazismo: oltre 20 milioni di morti, intere città distrutte, un <strong>sacrificio</strong> immane che non può venire dimenticato. Quel sacrificio ha permesso all’Europa di rinascere e di avviare un processo di <strong>integrazione</strong> che, almeno nelle intenzioni, doveva garantire una <strong>pace</strong> duratura.</p>
<div id="attachment_7534" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://youtu.be/VjcMoDFU1xg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7534" class="wp-image-7534 size-large" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-1024x611.jpg" alt="Égalité_ ‘The Geopolitics of Peace’. Professor Jeffrey Sachs" width="1024" height="611" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-1024x611.jpg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-300x179.jpg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-768x458.jpg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-1536x917.jpg 1536w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-2048x1222.jpg 2048w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-245x146.jpg 245w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-50x30.jpg 50w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2025/03/‘The-Geopolitics-of-Peace.-Professor-Jeffrey-Sachs-126x75.jpg 126w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><p id="caption-attachment-7534" class="wp-caption-text"><strong>Video</strong>: ‘The Geopolitics of Peace’. Professor Jeffrey Sachs’ speech in the European Parliament at the event hosted by former UN Assistant Secretary General and current BSW MEP Michael von der Schulenburg, on 19 February, 2025</p></div>
<p>Oggi, invece di riconoscere questo contributo storico e di lavorare per una collaborazione costruttiva con la Russia, l’Europa sta seguendo gli ordini atlantisti di una nuova guerra fredda, che rischia di dividere ulteriormente il continente e di portare a nuovi conflitti. Noi rifiutiamo questa logica. Crediamo invece che sia possibile e necessario trovare una <strong>via diplomatica</strong> per risolvere le tensioni attuali, senza ricorrere alla forza militare e senza alimentare una corsa al riarmo che avvantaggia solo le oligarchie finanziarie che <a href="https://www.egalite.org/i-signori-della-guerra-alle-elezioni-europee/">investono nell’industria bellica</a>.</p>
<h2>La militarizzazione della società: un pericolo per la democrazia</h2>
<p>Un’altra conseguenza delle politiche di riarmo è la crescente militarizzazione della società. Sempre più risorse vengono destinate alle <strong>spese militari</strong>, sottraendole ai servizi essenziali come <a href="https://www.egalite.org/rapporto-gimbe-spesa-sanitaria-privata/">la <strong>sanità</strong></a>,  l’<strong>istruzione</strong> e il <strong>welfare</strong>. Sempre più spesso, i governi giustificano misure autoritarie e restrizioni delle libertà civili in nome della ‘sicurezza nazionale’.</p>
<p>La militarizzazione della società è un pericolo per la democrazia e per i diritti fondamentali delle persone. Dobbiamo opporci con forza a ogni tentativo di normalizzare la guerra e di trasformare i nostri Paesi in caserme. Dobbiamo <a href="https://www.egalite.org/copertura-sanitaria-universale-dichiarazione-onu/">difendere la nostra salute</a>, la nostra libertà e la nostra <strong>democrazia</strong>, perché senza questi valori non può esserci vera pace.</p>
<h2>La via della pace: disarmo, diplomazia e multilateralismo</h2>
<p>La via della pace è chiara: disarmo, diplomazia e multilateralismo. Dobbiamo ridurre le spese militari e investire in progetti di cooperazione internazionale, in programmi di sviluppo sostenibile e in iniziative per la risoluzione pacifica dei conflitti. Dobbiamo ridare forza alle Nazioni Unite e lavorare per un nuovo sistema di sicurezza comune, che coinvolga tutti i Paesi europei, dalla Spagna alla Russia, dall’Islanda alla Turchia.</p>
<p>Dobbiamo anche promuovere una <strong>cultura della pace</strong>, che parta dalle scuole e arrivi alle istituzioni, e che sappia contrastare la propaganda di guerra e l’odio verso l’’altro’. La pace non è solo assenza di guerra: è la premessa per la <strong><a href="https://www.egalite.org/giustizia-sociale-giornata-mondiale-della-vergogna/">giustizia sociale</a></strong>, è rispetto dei <a href="https://www.egalite.org/disabilita-nuova-strategia-europea-2021-2030/"><strong>diritti umani</strong> di tutti</a>, è <strong>solidarietà</strong> tra i popoli.</p>
<h2>Partecipa alla parata del 15 marzo: unisciti a noi!</h2>
<p>Per tutte queste ragioni, l’associazione Égalité parteciperà alla parata ‘<strong>Disarm Europe</strong>’, il 15 marzo 2025 a Roma. Sarà un’occasione importante per dire no alla guerra, no al riarmo e sì alla pace, alla diplomazia e alla cooperazione internazionale. Invitiamo tutti i nostri lettori, i nostri sostenitori e tutti coloro che credono in un’Europa di pace a unirsi a noi.</p>
<p>La parata si svolgerà sotto la bandiera della pace e del disarmo, e vedrà la partecipazione di associazioni, movimenti e cittadini da tutta Italia. Sarà un momento di unità e di speranza, per dimostrare che un’altra Europa è possibile, un’Europa che sappia fare della pace la sua ragion d’essere.</p>
<h2>Informazioni pratiche</h2>
<p><strong>Data e ora</strong>: Sabato 15 marzo 2025, ore 10:00<br />
<strong>Punto di ritrovo</strong>: Piazza della Repubblica, Roma<br />
<strong>Percorso</strong>: La parata si snoderà per le vie del centro di Roma, con arrivo in Piazza del Popolo.<br />
<strong>Contatti</strong>: Per ulteriori informazioni, visitate il sito della Rete Italiana per il Disarmo. (1)</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>La pace non è un dono: è una conquista. E per conquistarla, dobbiamo lottare ogni giorno, con coraggio e determinazione. Partecipare alla parata del 15 marzo è un primo passo importante, ma non basta. Dobbiamo continuare a mobilitarci, a informare, a sensibilizzare l’opinione pubblica e a fare pressione sulle istituzioni, perché la pace diventi una priorità assoluta.</p>
<p>Uniamoci sotto la bandiera della pace e del disarmo. Costruiamo insieme un’Europa e un mondo migliori, in cui la <strong>dignità</strong> umana e la <strong>giustizia</strong> sociale siano al centro di ogni azione.</p>
<p>In solidarietà e pacifica lotta,</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<p>#Égalité #PaceTerraDignità</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Rete Italiana Disarmo <a href="https://www.perlapace.it/non-basta-dire-europa-europa-evitare-linferno/">https://www.perlapace.it/non-basta-dire-europa-europa-evitare-linferno/</a></p>
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		<title>Rapporto GIMBE: cresce la spesa sanitaria privata, ma il 40% è inutile</title>
		<link>https://www.egalite.org/rapporto-gimbe-spesa-sanitaria-privata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 11:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La spesa sanitaria privata delle famiglie italiane ha superato nel 2023 i 40 miliardi di euro, rileva il Rapporto GIMBE, che sottolinea la necessità di aumentare<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La spesa sanitaria privata delle famiglie italiane ha superato nel 2023 i 40 miliardi di euro, rileva il Rapporto GIMBE, che sottolinea la necessità di aumentare il valore della spesa sanitaria pubblica, ridurre gli sprechi e garantire un accesso equo alle cure, preservando i principi fondanti del SSN.</p>
<p>Il rapporto GIMBE analizza la spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, evidenziando le criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e le dinamiche della spesa sanitaria.</p>
<h2>La spesa sanitaria in Italia nel 2023</h2>
<p><strong>La spesa sanitaria</strong> in Italia nel 2023 è stata complessivamente di 176,1 miliardi di euro, di cui:</p>
<ul>
<li>130,3 miliardi (74% del totale) di spesa pubblica (SSN)</li>
<li>45,8 miliardi in sanità privata, suddivisa in:</li>
</ul>
<p><strong>&#8211; out-of-pocket</strong>, cioè direttamente sostenuta dalle famiglie, pari a 40,6 miliardi (88,6% della spesa privata)</p>
<p><strong>&#8211; intermediata</strong>, vale a dire rimborsata in parte dalle assicurazioni, per 5,2 miliardi (11,4% della spesa privata).</p>
<h2>Spesa sanitaria pubblica sotto la media europea</h2>
<p><strong>La spesa pubblica per la sanità in Italia è in calo</strong> rispetto alla media europea, con un gap di 697 dollari pro-capite rispetto ai paesi OCSE. &#8216;<em>Dal 2012, tagli e definanziamenti effettuati da tutti i Governi hanno inciso direttamente sulla capacità del SSN di rispondere ai bisogni di salute della popolazione</em>&#8216;, ricorda il Rapporto GIMBE.</p>
<p>In altri termini, <strong>l’Italia spende il 6,2% del PIL</strong>, in confronto al 6,7% medio dei Paesi OCSE e al 6,6% della media UE.</p>
<h2>La spesa privata oltre la media OCSE</h2>
<p><strong>La spesa privata sanitaria</strong> pro-capite degli italiani ammonta a 1.258 dollari, supera sia la media OCSE (1.206 dollari) sia quella UE (1.169 dollari).</p>
<p><strong>La quota più importante</strong> è rappresentata dagli esborsi dei cittadini (out-of-pocket): 1.115 dollari pro-capite, ben oltre la media OCSE (906 dollari).</p>
<p><strong>La spesa out-of-pocket</strong> è aumentata del 26,8% dal 2012 al 2022, con un incremento medio annuo del 2,5%.</p>
<h2>Il 40% della spesa privata è per prestazioni inappropriate</h2>
<p><strong>Le principali voci</strong> di spesa del paniere out-of-pocket includono assistenza sanitaria per cura e riabilitazione (44,6%), prodotti farmaceutici (36,9%) e assistenza a lungo termine (10,9%). Circa il 40% della spesa è però considerata a basso valore, ovvero non contribuisce a migliorare la salute.</p>
<p><strong>La spesa out-of-pocket</strong> è peraltro frenata da fenomeni gravi come</p>
<p>&#8211; la limitazione delle spese per la salute (15,7% delle famiglie nel 2023),</p>
<p>&#8211; l’indisponibilità economica temporanea (5,1% delle famiglie) e</p>
<p>&#8211; la rinuncia alle cure (4,5 milioni di persone nel 2023, di cui 2,5 milioni per motivi economici), come <a href="https://www.egalite.org/ce-unitalia-numerosa-che-rinuncia-a-curarsi/">evidenziato</a> da Eurispes.</p>
<h2>La spesa tramite le assicurazioni sanitarie</h2>
<p><strong>La spesa intermediata</strong> dalle assicurazioni (143 dollari pro-capite) è invece inferiore alla media OCSE (299 dollari). Complessivamente in Italia vale 5,2 miliardi, pari al solo 3% della spesa sanitaria totale.</p>
<p>L’importo complessivo per il <strong>31,6%</strong> è destinato a <strong>costi di gestione</strong>, mentre il <strong>70%</strong> è utilizzato per <strong>servizi e prestazioni.</strong> La crisi del SSN ha spostato un numero crescente di bisogni di salute verso la sanità integrativa, mettendone a rischio la sostenibilità.</p>
<h2>Il valore reale della spesa sanitaria</h2>
<p><strong>Il Rapporto GIMBE</strong> adotta un approccio basato sul valore (value-based healthcare), evidenziando che il ritorno in termini di salute delle risorse investite in sanità è molto variabile:</p>
<p>&#8211; circa il 19% della spesa pubblica è assorbito da sprechi e inefficienze,</p>
<p>&#8211; il 40% della spesa out-of-pocket è a basso valore</p>
<p>&#8211; il 60% della spesa intermediata, invece, è destinato a servizi e prestazioni extra-LEA, ha pertanto un valore più elevato.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>La sostenibilità del SSN</strong> richiede un ripensamento strutturale e riforme coraggiose, conclude il Rapporto GIMBE. La spesa out-of-pocket non può essere semplicemente ridotta attraverso un aumento della spesa intermediata, ma richiede un <strong>aumento del finanziamento pubblico</strong>, una migliore appropriatezza delle prestazioni e una rimodulazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).</p>
<p>La sanità integrativa può essere sostenibile solo se <strong>integrata</strong> in un SSN efficace, altrimenti rischia di crollare insieme al sistema pubblico, aggravando disuguaglianze e iniquità.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Report Osservatorio GIMBE n. 2/2025. La spesa sanitaria privata in Italia nel 2023. <em>Fondazione GIMBE.</em> Bologna, 18 febbraio 2025. <a href="https://tinyurl.com/yeyr3rt3">https://tinyurl.com/yeyr3rt3</a></p>
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		<title>‘L’ultima isola’, il film sui lampedusani eroi nel naufragio del 3 ottobre</title>
		<link>https://www.egalite.org/lultima-isola-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 16:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La solidarietà, la libertà, la giustizia, la pace, andando oltre le barriere geografiche. Il coraggio di superare anche presunti “protocolli”, seguendo la suprema regola: aiutare l’altro<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La solidarietà, la libertà, la giustizia, la pace, andando oltre le barriere geografiche. Il coraggio di superare anche presunti “protocolli”, seguendo la suprema regola: aiutare l’altro in difficoltà, allo stremo dopo un viaggio disperato.</p>
<p>“L&#8217;ultima isola” è il film-documentario sulla più terribile tragedia del Mediterraneo dei nostri giorni, nelle acque di Lampedusa. Un evento che ha scioccato l&#8217;Italia e l&#8217;Europa (368 morti). Nessuno show della sofferenza, ma un potente esempio di amore concreto e speranza.  Il film gode, infatti, del patrocinio di Amnesty International.</p>
<h2>L&#8217;ultima isola, il docu-film sugli otto eroi per caso</h2>
<p><strong>Una storia straordinaria</strong>, con persone comuni divenute “eroi per caso” durante quella che viene considerata la più grave sciagura del Mediterraneo dalla seconda guerra mondiale ad oggi.  Otto amici, abitanti di Lampedusa, a mezzanotte escono per una gita notturna sulla Gamar, la barca in legno restaurata da Vito. Decidono di dormire in mare per poi svegliarsi all’alba e pescare “al traino” i tonnetti.</p>
<p><strong>Raggiungono la zona della “Tabaccara”</strong>, luogo incantevole con un’acqua così limpida che si può vedere il fondo da diversi metri di altezza. Si addormentano. Ma l’alba li sorprende in modo inimmaginabile: all’improvviso si ritrovano circondati da strane sagome galleggianti, tonde e nere. Sono boe?</p>
<p><strong>E quelle flebili voci nel buio</strong>, sono i gabbiani? No, sono migranti africani.</p>
<h2>47 naufraghi su una piccola barca</h2>
<p><strong>Quella notte senza luna</strong>, Vito, Grazia, Sharani, Carmine e Rosaria, Alessandro, Linda e Marcello ne salvano 47, tirandoli su nella barca di soli 9 metri.</p>
<p><strong>“L’ultima isola”</strong> ha vinto il premio del pubblico al <strong>Biografilm Festival 2024</strong>, importante concorso internazionale ed è stato premiato nel corso del RIDF, il <strong>Rome Independent Documentary Festival</strong>.</p>
<p>Gli studenti dell’università Roma Tre gli hanno conferito il <strong>Best Doc DAMS Giury</strong>, premio conferito dagli studenti del Dipartimento di Arti, Musica e Spettacolo. Nel corso del <strong>Fipadoc di Biarritz</strong>, uno dei massimi festival documentaristici internazionali in Francia, ha avuto grandi consensi tra il pubblico e gli addetti ai lavori.</p>
<h2>Una lezione di cinema</h2>
<p><strong>«<em>Un importante reportage</em></strong><em> che sfida le regole, riuscendo ugualmente a non spegnere mai l’attenzione. Non è solo un film sul tema delle migrazioni, ma è anche una lezione di cinema</em>». Così lo ha definito un critico del calibro di Giancarlo Zappoli.</p>
<p><strong>Oltre al Biografilm 2024</strong>, “L’ultima isola” è stato molto apprezzato in altri 13 eventi e concorsi internazionali. Alto gradimento anche per la fotografia, diretta da Emanuele Pasquet, e il montaggio curato da Jacopo Reale. Due professionisti di grande esperienza, con all’attivo molti lavori importanti.</p>
<p><strong>La storia</strong> di quella drammatica vicenda si intreccia con un’amicizia viscerale che ha unito per sempre i protagonisti di quella notte, e che riuscirono a salvare 47 persone su una piccola barca di nove metri.</p>
<h2>Sei anni di ricerche</h2>
<p><strong>«</strong><em><strong>Questo documentario</strong> nasce da sei anni di ricerca e riprese accanto a questo gruppo di amici che ha vissuto un’esperienza così eccezionale.</em></p>
<p><em>Quello che ne è uscito fuori non è un film sull’immigrazione, o meglio non solo. È un film sul superamento del dolore e sulla sua trasformazione in qualcosa di altro, e<strong>sprime una rinascita collettiva</strong></em>», racconta il regista Davide Lomma.</p>
<h2>&#8216;L&#8217;ultima isola&#8217; nelle sale</h2>
<p><strong>Il docu-film “L’ultima isola”</strong> è stato inoltre premiato come “Best Documentary” al Berlin Indie Film Festival e ha ricevuto il Premio “Mario Paciolla” al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Il film è stato riconosciuto dal Ministero della Cultura con la qualifica di film d’essai, ovvero come film di ricerca e sperimentazione di qualità, avente particolari meriti culturali e artistici.</p>
<p><strong>Il 3 febbraio 2025</strong> il docu-film viene proiettato al <a href="https://popupcinema.18tickets.it/film/27171">Pop Up Cinema Arlecchino di Bologna</a>, alla presenza del regista. Il 20 febbraio sarà al Cinema Beltrade di Milano. E poi in altre decine di sale italiane.</p>
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		<title>Consumer Gold Cactus 2024, la palma nera assegnata dai consumatori</title>
		<link>https://www.egalite.org/consumer-gold-cactus-2024-la-palma-nera-assegnata-dai-consumatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 11:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rivista dei consumatori francesi &#8217;60 Millions de Consommateurs&#8217; assegna il premio Cactus 2024 alle aziende che brillano per la scarsa attenzione a sicurezza e salute<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista dei consumatori francesi &#8217;60 Millions de Consommateurs&#8217; assegna il premio Cactus 2024 alle aziende che brillano per la scarsa attenzione a sicurezza e salute dei consumatori. (1)</p>
<h2>Consumer Gold Cactus 2024</h2>
<p><strong>Il premio &#8216;al contrario&#8217;</strong> Consumer Gold Cactus 2024, giunto alla ottava edizione, viene attribuito a nove aziende di vari settori commerciali. Le quali tutte si sono distinte per il comportamento scorretto nei confronti dei consumatori.</p>
<p><strong>Oltre ai tre peggiori </strong>operatori che finiscono sul podio, vengono infatti segnalati altri casi di condotte fallimentari e irrispettose nei confronti dei diritti basilari dei consumatori.</p>
<h2>1) Temu, la convenienza con alcuni problemi</h2>
<p><strong>Al primo posto</strong> nella classifica 2024 c&#8217;è Temu, la piattaforma di prodotti ‘made in China’ venduti a prezzi incredibilmente bassi e che già conta ben 92 milioni di clienti in Europa, ove è entrata nell&#8217;aprile 2023.</p>
<p><strong>Dietro tanta convenienza </strong>si celano diversi problemi. &#8216;<em>Innanzitutto i prodotti: istruzioni per l&#8217;uso in cinese, cosmetici senza lista degli ingredienti, giocattoli con piccole parti che si staccano, come dimostrato da diversi test della Federazione Europea dei Giocattoli.</em></p>
<p><em><strong>Qualità e sicurezza lasciano a desiderare</strong>. Le dogane, sopraffatte dalle merci provenienti dalla Cina, sono costrette a far passare molti prodotti non conformi&#8217;</em>, spiega 60 Millions de Consommateurs nelle motivazioni del &#8216;premio&#8217;.</p>
<h3>1.1) Cessione inconsapevole dei dati personali</h3>
<p><strong>I dati personali </strong>dei consumatori sono il vero valore in gioco, nelle transazioni sui portali di ecommerce e &#8216;online marketplace&#8217;. Nel caso di Temu, come di Amazon e altri colossi delle vendite sul web, ‘<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/amazon-linternet-of-things-allassalto-del-retail-fisico-cosa-come-che-fare/">Big Data is the key</a>’.</p>
<p><strong>A marzo 2024</strong>, rileva infatti ‘60 millions’, Temu addirittura &#8216;<em>offriva buoni e una somma su un conto PayPal ai nuovi clienti in cambio dell&#8217;uso a vita delle loro foto, nome, voce, opinioni, dichiarazioni, informazioni biografiche e città natale</em>&#8216;.</p>
<h2>2) Nestlé, la giga-frode sull’acqua minerale</h2>
<p><strong>Nestlé</strong>, al secondo posto, si aggiudica il Cactus d&#8217;argento per la giga-frode &#8211; durata 15 anni &#8211; delle acque minerali sottoposte a trattamenti vietati. (2)</p>
<p><strong>&#8216;<em>Tutti i marchi di Nestlé </em></strong><em>sono interessati dall’uso di trattamenti vietati per eliminare contaminanti come batteri coliformi e tracce di inquinanti: microfiltrazione inferiore a 0,8 micron, carbone attivo e ultravioletti. Da allora afferma di aver rinunciato ai trattamenti ultravioletti e ai filtri a carboni attivi, ma ammette di aver mantenuto i dispositivi di microfiltrazione, con l&#8217;accordo del governo.</em></p>
<p><em><strong>Questi trattamenti,</strong> sebbene non conformi, proteggevano i consumatori dal degrado della qualità dell&#8217;acqua&#8230; e questa è la linea di difesa di Nestlé. Insomma, l’inganno c’è, ma è per tutelare il consumatore</em>&#8216;, ironizza l&#8217;organizzazione dei consumatori.</p>
<h2>3) Stellantis, airbag difettosi</h2>
<p><strong>Il Cactus di bronzo</strong> va invece all&#8217;industria automobilistica Stellantis. &#8216;<em>Nella primavera del 2024, a più di 246.000 proprietari di C3 e DS3 è stato improvvisamente ordinato di smettere di guidare il proprio veicolo. Motivo: rischio di rottura dell&#8217;airbag, che potrebbe causare lesioni gravi o addirittura la morte</em>&#8216;.</p>
<p><strong>La mancanza di auto sostitutive </strong>e le lunghe liste d&#8217;attesa nelle officine per riparare il difetto hanno generato il panico tra i possessori delle auto citate. Ma c&#8217;è di più.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Takata </em></strong><em>(il costruttore giapponese degli airbag, chiuso nel 2018, ndr) aveva riconosciuto il difetto dei suoi airbag nel 2017, poco prima di fallire, e il rischio era noto dal 2015. Ciò non ha impedito a Stellantis di continuare la vendita di modelli dotati di questi airbag fino al 2019, senza informare gli acquirenti</em>&#8216;.</p>
<p><em><strong>Nonostante numerosi decessi </strong>all&#8217;estero in seguito all&#8217;esplosione degli airbag Takata, Stellantis ha taciuto. Un nuovo incidente mortale, nei Pirenei, ha finalmente innescato la campagna di richiamo nel maggio 2024</em>&#8216;. Fine della storia? No, perché &#8216;<em>il rischio riguarda anche C4, DS4 e DS5</em>&#8216;.</p>
<h2>4) Primagaz, clienti al freddo e senza bollette</h2>
<p><strong>Il Cactus of failure </strong>va a Primagaz, una compagnia di distribuzione di gas in bombole e serbatoi per le abitazioni non servite dal gas di rete. La disastrosa transizione digitale eseguita da Primagaz a inizio 2024 ha innescato una catena di problemi per i consumatori.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Notevoli ritardi </em></strong><em>nella consegna, perdita di tutti gli ordini, servizio di fatturazione scadente. I clienti si sono ritrovati senza bolletta, ma soprattutto senza riscaldamento in pieno inverno.</em><br />
<em>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate le difficoltà di consegna furono risolte, ma non i problemi con le fatture, e gli importi dovuti a volte erano enormi. Primagaz ha promesso di accettare pagamenti in più rate gratuitamente nelle aree clienti… che rimanevano di difficile accesso</em>&#8216;.</p>
<h2>5) Dazn, cactus low-cost</h2>
<p><strong>Dazn</strong>, la pay-tv sul calcio, si aggiudica il Cactus low-cost. La piattaforma ha infatti ridotto drasticamente la qualità del servizio. Dapprima venduto a 29,99 euro, l&#8217;abbonamento per vedere le partite della Ligue 1 è stato ridotto a 19,90 euro. Ancora troppo, secondo i consumatori, scesi frattanto a soli 400mila abbonamenti.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Il fallimento </em></strong><em>deriva in parte dalle scarse risorse destinate alla produzione. «Tutto è low cost», riassume Romain Molina, giornalista indipendente specializzato nel campo del calcio. Il numero di telecamere, ad esempio, è diminuito di un terzo rispetto alla scorsa stagione». Una stagione precedente pilotata da Amazon Prime con suono e immagini curate, uno spettacolo pre e post partita: tutto questo è scomparso su Dazn</em>&#8216;.</p>
<h2>6) Danone, il Cactus dell&#8217;opacità</h2>
<p><strong>Il Cactus dell&#8217;opacità</strong> viene assegnato a Danone, per la sua fuga dal Nutri-Score. Quando la revisione dell&#8217;algoritmo nutrizionale aveva peggiorato la valutazione degli yogurt da bere Actimel, Danonino, Alpro, Danone e Activia, il colosso ha scelto di eliminare il Nutri-Score dall&#8217;etichetta, invece di impegnarsi nella riformulazione dei prodotti. (3)</p>
<p>&#8216;<em>Dopo Bjorg, Krisprolls e certi salumi di Fleury Michon, Danone completa la lista di chi <strong>preferisce nascondere il proprio profilo nutrizionale piuttosto che migliorarlo</strong></em>&#8216;.</p>
<h2>7) Cactus 2024 della vulnerabilità a Free</h2>
<p><strong>La compagnia telefonica</strong> francese Free ha ricevuto il Cactus della vulnerabilità. Un attacco informatico all&#8217;operatore ha comportato il furto di dati dei clienti, con la sottrazione dei dati personali di 19,1 milioni di clienti e 5,1 milioni di coordinate bancarie.</p>
<p><strong>&#8216;<em>Nella sua comunicazione</em></strong><em> iniziale, Free non ha menzionato l&#8217;esfiltrazione dei dati bancari, la cosa più preoccupante ovviamente. Il 27 ottobre, gli hacker hanno distribuito un campione di oltre 100.000 IBAN su un forum e li hanno messi tutti in vendita per 70.000 dollari</em>&#8216;.</p>
<h2>8) Carrefour bio, ingredienti indesiderati</h2>
<p><strong>Nei prodotti della linea Carrefour bio</strong> sono stati rinvenuti ingredienti indesiderati e non dichiarati. Uno scivolone che vale l&#8217;assegnazione del Cactus Presenza Indesiderata alla linea bio del gigante della GDO francese.</p>
<p><strong>Le analisi </strong>condotte da &#8217;60 Millions&#8217; hanno identificato due casi:</p>
<p>&#8211; nell&#8217;aprile 2024, la <strong>valeriana in bustine</strong> conteneva un metabolita derivante dalla degradazione di un erbicida (diclobenil), vietato dal 2009. Le quantità rinvenute hanno fatto sospettare un uso deliberato dell&#8217;agrotossico. Carrefour nega, sostenendo che il metabolita persiste nel terreno e può così contaminare le colture</p>
<p>&#8211; nell’estate 2024, le analisi hanno svelato la presenza di tracce di DNA di maiale nelle <strong>salsicce merguez di ‘puro manzo’</strong> a marchio Carrefour.</p>
<h2>9) Trustpilot, recensioni a pagamento</h2>
<p><strong>Il Doping Cactus</strong> è l&#8217;ultimo riconoscimento della serie 2024 e viene assegnato a Trustpilot, una piattaforma di recensioni.</p>
<p><strong>Il motivo?</strong> &#8216;<em>È possibile, per le aziende stanche delle loro valutazioni negative, pagare un servizio di Trustpilot che consiste nel chiedere ai clienti di scrivere una recensione positiva, prima di pubblicarla. Per importi che vanno da poche migliaia di euro fino a oltre 20.000 euro all&#8217;anno, a seconda delle dimensioni dell&#8217;azienda, è possibile ottenere un aumento significativo del proprio rating. Come nel ciclismo, quando il giudizio è positivo è perché c’è il sospetto di doping</em>&#8216;.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Temu remporte notre Cactus d’or de la consommation 2024. 60 Millions de Consommateurs. 26.12.24 <a href="https://www.60millions-mag.com/2024/12/26/temu-remporte-notre-cactus-d-or-de-la-consommation-2024-23881">https://www.60millions-mag.com/2024/12/26/temu-remporte-notre-cactus-d-or-de-la-consommation-2024-23881</a></p>
<p>(2) Dario Dongo. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/acqua-perrier-rischio-virus-in-aggiunta-alle-frodi-di-nestle/">Acqua Perrier, rischio virus in aggiunta alle frodi di Nestlé</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.12.24</p>
<p>(3) NOTA Dario Dongo. <a href="https://www.foodtimes.eu/consumer-en/nutri-score-danone-backtracks/">Nutri-score, Danone backtracks</a>. FT (Food Times). 6.9.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/consumer-gold-cactus-2024-la-palma-nera-assegnata-dai-consumatori/">Consumer Gold Cactus 2024, la palma nera assegnata dai consumatori</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
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		<item>
		<title>Via al nuovo codice della strada, sanzioni inasprite e proteste della società civile</title>
		<link>https://www.egalite.org/via-al-nuovo-codice-della-strada-sanzioni-inasprite-e-proteste-della-societa-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 08:31:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=7467</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo codice della strada, approvato in via definitiva al Senato il 20 novembre 2024, introduce numerose novità. Sanzioni inasprite per numerose violazioni e condanna all&#8217;estinzione<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/via-al-nuovo-codice-della-strada-sanzioni-inasprite-e-proteste-della-societa-civile/">Via al nuovo codice della strada, sanzioni inasprite e proteste della società civile</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo codice della strada, approvato in via definitiva al Senato il 20 novembre 2024, introduce numerose novità. Sanzioni inasprite per numerose violazioni e condanna all&#8217;estinzione dei monopattini. (1)</p>
<p>Il testo è duramente contestato dalle associazioni dei familiari delle vittime della strada, ambientaliste e sindacali, che lanciano una petizione per la riscrittura condivisa del codice.</p>
<h2>Parcheggi per disabili, multe triplicate</h2>
<p><strong>La scarsità dei parcheggi</strong> dedicati alle persone con disabilità non viene affrontata dal nuovo codice della strada. Viene invece aumentata la sanzione del diffuso malcostume di occupare indebitamente i posti riservati, anche &#8216;solo per pochi minuti&#8217; o esibendo un permesso di sosta intestato a un familiare disabile non presente in auto.</p>
<p><strong>D&#8217;ora in poi</strong>, chi parcheggia, senza averne diritto, negli spazi riservati alle auto delle persone con disabilità oppure parcheggia in modo da ostruire il passaggio attraverso scivoli, rampe e altri percorsi dedicati rischia una multa triplicata rispetto al passato, fino a 990 euro per le auto e fino a 660 euro per moto e ciclomotori.</p>
<p><strong>L&#8217;occupazione indebita</strong> di un parcheggio assegnato in modo esclusivo a un disabile (stallo identificato con numero di assegnazione) rischia inoltre di venire condannata per violenza privata, come stabilito dalla sentenza 17794/2017 della Corte di Cassazione. (2)</p>
<h2>Uso di smartphone alla guida</h2>
<p><strong>La distrazione</strong> è tra le prime cause di incidenti stradali. L&#8217;uso dello smartphone durante la guida &#8211; che sottrae attenzione con le continue sollecitazioni di notifiche e chiamate &#8211; viene perciò sanzionato con:</p>
<p>&#8211; multa da 250 a 1.000 euro</p>
<p>&#8211; sospensione della patente per 7 giorni se si hanno almeno 10 punti residui sul permesso di guida, per 15 giorni se ne rimangono meno di 10</p>
<p>&#8211; in caso di recidiva, la multa arriva a 1.400 euro e la patente viene sospesa fino a tre mesi, con decurtazione di 8-10 punti.</p>
<h2>Guida e alcol, fino a due anni di carcere</h2>
<p><strong>Sanzioni aumentate</strong> anche per chi venga sorpreso al volante sotto l&#8217;effetto di alcol e sostanze psicotrope. La guida sotto l&#8217;effetto di alcol è punita con sanzioni crescenti, in relazione al tasso alcolemico:</p>
<p>&#8211; se la concentrazione è compresa <strong>tra 0,5 e 0,8 grammi per litro</strong> si configura un illecito amministrativo con multa da 573 a 2.170 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi</p>
<p>&#8211; la guida con tasso alcolemico <strong>tra 0,8 e fino a 1,5</strong> grammi configura un reato punito con multa da 800 a 3.200 euro, sospensione della patente da 6 mesi a un anno e arresto fino a sei mesi. L&#8217;infrazione ripetuta entro i due anni successivi può comportare l&#8217;obbligo di guida senza traccia di alcol (con limitazione iscritta sulla patente) e l&#8217;installazione sul veicolo di un dispositivo &#8216;alcolock&#8217;. Vale a dire, un etilometro collegato al sistema di avviamento del motore</p>
<p>&#8211; arresto da sei mesi a un anno, sospensione della patente da uno a due anni e multa da 1.500 a 6.000 euro, infine, se il tasso alcolemico <strong>supera 1,5 grammi per litro</strong>. In caso di recidiva nei due anni successivi, revoca della patente e confisca del veicolo.</p>
<h2>Test antidroga, stop immediato</h2>
<p><strong>Chi risulta positivo al test antidroga</strong> viene punito con la sospensione immediata della patente, che può venire protratta per tre anni in caso di conferma del risultato del test.</p>
<p><strong>La conferma del test</strong> eseguito al momento del controllo stradale (anche sulla saliva) avviene in una struttura sanitaria mediante prelievo di liquidi biologici. Basta che dagli esami emerga la presenza di sostanze stupefacenti nell&#8217;organismo per fare scattare la condizione di guida sotto l&#8217;effetto di droga, a prescindere da quando le sostanze siano state assunte e dalla condizione psicofisica del conducente al momento del controllo.</p>
<h2>Omicidio stradale, pene aumentate</h2>
<p><strong>La guida sotto l&#8217;effetto di alcol e droghe</strong> è un&#8217;aggravante che aumenta la pena in caso di incidente con morti o feriti gravi.</p>
<p><strong>L&#8217;omicidio stradale</strong> causato in queste condizioni comporta la detenzione da 2 a 7 anni, aumentata (da 8 a 12 anni) in caso di violazione delle norme sulla circolazione stradale.</p>
<p><strong>In caso di colpa per lesioni gravi</strong>, la pena va da 3 mesi a un anno di carcere. La violazione delle norme sulla circolazione stradale aumenta la pena, da 3 a 5 anni di detenzione.</p>
<h2>Limiti di velocità e abbandono animali</h2>
<p><strong>Il superamento dei limiti</strong> di velocità è d&#8217;ora in poi sanzionato come segue:</p>
<p>&#8211; multa da 173 a 694 euro, in caso di superamento del limite di oltre 10 km/h e non oltre i 40</p>
<p>&#8211; multa da 543 a 2.170 euro e sospensione della patente fino a tre mesi per eccesso di velocità compreso tra 40 e 60 km/h oltre il limite</p>
<p>&#8211; multa da 845 a 3.382 euro e sospensione della patente da 6 a 12 mesi, in caso di velocità di oltre 60 km/h rispetto al limite.</p>
<p><strong>Chi abbandona un animale</strong> sulla strada e causa un incidente stradale rischia fino a 7 anni di carcere.</p>
<h2>Autovelox sotto controllo</h2>
<p><strong>L&#8217;incremento delle sanzioni</strong> per eccesso di velocità viene contemperato da una rilevazione delle infrazioni a prova di reclamo.</p>
<p><strong>Gli autovelox </strong>&#8211; spesso contestati e indicati come strumento dei piccoli Comuni per fare cassa &#8211; devono venire tarati e manutenuti regolarmente.</p>
<p><strong>La medesima infrazione</strong> compiuta più volte nella stessa ora e nello stesso tratto di strada di competenza di un solo ente (Comune, Provincia o Stato) può generare una sola sanzione per la violazione più grave e aumentata di un terzo.</p>
<p><strong>L&#8217;infrazione</strong> ripetuta nelle ZTL (zone a traffico limitato) e nelle isole pedonali, invece, può generare una sola sanzione al giorno.</p>
<h2>Zone 30 e ZTL ai prefetti</h2>
<p><strong>L&#8217;istituzione di zone a traffico limitato</strong> (ZTL) può venire proposta anche fuori dai centri abitati in aree tutelate dall&#8217;Unesco, a condizione però di assenso del prefetto.</p>
<p><strong>La creazione di zone con limite di velocità limitato ai 30 km/h</strong> è invece ammessa soltanto se presenti &#8216;particolari condizioni&#8217;. Viene così sottratto ai Comuni il potere di istituirne.</p>
<h2>Monopattini, casco e assicurazione</h2>
<p><strong>Il nuovo Codice della strada</strong> introduce regole che demoliscono l&#8217;identità del monopattino, inteso come strumento di micromobilità sostenibile senza costi fissi.</p>
<p><strong>D&#8217;ora in poi</strong> per spostarsi in monopattino diventa obbligatorio:</p>
<p>&#8211; l&#8217;uso del casco per tutti, anche i maggiorenni</p>
<p>&#8211; la registrazione del mezzo con una piccola targa, simile a quella degli scooter</p>
<p>&#8211; la sottoscrizione di una assicurazione Rc (responsabilità civile).</p>
<p><strong>La circolazione in monopattino</strong> viene poi ristretta al solo ambito urbano, sulle strade con limite di velocità fino a 50 km/h. Senza alcuna deroga per le aree ciclabili extraurbane.</p>
<h2>Nessun sensore per i camion</h2>
<p><strong>Un trattamento di favore</strong> viene invece riservato ai conducenti di mezzi pesanti. Il Parlamento italiano non ha introdotto l&#8217;obbligo di installare un sensore per rilevare la presenza di pedoni o ciclisti nell&#8217;angolo cieco. Un dispositivo che avrebbe potuto evitare la catena di decessi occorsi a Milano negli ultimi mesi.</p>
<p><strong>Per tutelare i ciclisti,</strong> invece, viene precisato che per sorpassarli è necessario mantenere una distanza laterale di almeno 1,5 metri, se la strada lo consente.</p>
<h2>Auto più potenti ai neopatentati</h2>
<p><strong>I neopatentati</strong> potranno guidare auto più potenti: il rapporto potenza/tara viene elevato da 55 a 75 kW/t. La limitazione permane però per i primi tre anni di guida, invece che per uno.</p>
<h2>Un anno per riscrivere le norme</h2>
<p><strong>Il nuovo codice della strada</strong> è stato approvato rigettando i 350 emendamenti proposti in Parlamento dalle opposizioni ed entrerà in vigore dopo la promulgazione del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.</p>
<p><strong>L&#8217;articolo 35</strong> della nuova norma delega il governo alla revisione del testo entro i prossimi 12 mesi. Un lavoro enorme, necessario per allineare le regole italiane al dettato europeo e internazionale e utile anche per recepire alcuni emendamenti respinti soltanto per accelerare l&#8217;approvazione del testo. Un esempio: l&#8217;esclusione delle persone che usano la cannabis terapeutica dalla punibilità per guida sotto effetto di stupefacenti.</p>
<h2>Proteste contro il &#8216;codice della strage&#8217;</h2>
<p><strong>Le tante associazioni</strong> dei familiari delle vittime della strada e degli ambientalisti, <em>in primis,</em> &#8211; che si sono mobilitate contro il nuovo codice della strada, sotto lo slogan ‘Fermiamo il codice della strage‘ &#8211; evidenziano che il nuovo testo;</p>
<p>&#8211; &#8216;<em>limita l&#8217;autonomia dei sindaci</em></p>
<p><em>&#8211; rende più difficili i controlli</em></p>
<p><em>&#8211; non contrasta la velocità eccessiva</em></p>
<p><em>&#8211; ostacola lo sviluppo della ciclabilità urbana</em></p>
<p><em>con un solo risultato previsto: meno sicurezza stradale</em>&#8216;.</p>
<p><strong>Maggiori informazioni</strong> sono disponibili nel sito codicedellastrage.it, ove è possibile firmare la petizione che chiede una completa revisione condivisa del Codice della strada. (3)</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) V. <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/58119.htm">https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/58119.htm</a></p>
<p>(2) SuperAbile Inail. Corte di Cassazione. Sentenza del 7 aprile 2017 n. 17794 <a href="https://www.superabile.it/portale/it/dettaglio.leg.2017.04.20170414e-corte-cassazione-sentenza-17794-del-7-aprile-2017.html">https://www.superabile.it/portale/it/dettaglio.leg.2017.04.20170414e-corte-cassazione-sentenza-17794-del-7-aprile-2017.html</a></p>
<p>(3) Codice della strage. Fermiamo la strage stradale: firma la petizione <a href="https://www.codicedellastrage.it/firma/">https://www.codicedellastrage.it/firma/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/via-al-nuovo-codice-della-strada-sanzioni-inasprite-e-proteste-della-societa-civile/">Via al nuovo codice della strada, sanzioni inasprite e proteste della società civile</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">Égalité</a>.</p>
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