

Spesso ci viene detto che la pace è un’utopia, un sogno irrealizzabile in un mondo dominato da interessi geopolitici e da logiche di potere. Ma noi, come associazione Égalité, rifiutiamo questa narrazione. La pace non è un sogno: è una scelta politica precisa, che richiede coraggio, determinazione e una visione alternativa del futuro.
L’Europa, nata dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, aveva proprio questo obiettivo: garantire una pace duratura attraverso la cooperazione tra i popoli. Oggi, però, questa missione è stata tradita. Le politiche di riarmo, le spese militari folli e la retorica della ‘difesa’ stanno portando il nostro continente verso un abisso, ove la guerra rischia di diventare permanente e la militarizzazione della società una realtà quotidiana.
Non accettiamo questa deriva. Crediamo che sia possibile e necessario costruire un’Europa civile e solidale, un’Europa che sia davvero uno ‘strumento di pace’, come affermava Simone Veil, prima presidente del Parlamento europeo eletto a suffragio universale. Un’Europa che sappia dialogare con tutti, compresa la Russia, e che lavori per un sistema di sicurezza comune basato sul disarmo e sul rispetto dei diritti umani.
La storia ci insegna che la pace non si costruisce con le armi, ma con la memoria e la collaborazione. Durante la seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica ha pagato un prezzo altissimo per liberare l’Europa dal nazismo: oltre 20 milioni di morti, intere città distrutte, un sacrificio immane che non può venire dimenticato. Quel sacrificio ha permesso all’Europa di rinascere e di avviare un processo di integrazione che, almeno nelle intenzioni, doveva garantire una pace duratura.

Video: ‘The Geopolitics of Peace’. Professor Jeffrey Sachs’ speech in the European Parliament at the event hosted by former UN Assistant Secretary General and current BSW MEP Michael von der Schulenburg, on 19 February, 2025
Oggi, invece di riconoscere questo contributo storico e di lavorare per una collaborazione costruttiva con la Russia, l’Europa sta seguendo gli ordini atlantisti di una nuova guerra fredda, che rischia di dividere ulteriormente il continente e di portare a nuovi conflitti. Noi rifiutiamo questa logica. Crediamo invece che sia possibile e necessario trovare una via diplomatica per risolvere le tensioni attuali, senza ricorrere alla forza militare e senza alimentare una corsa al riarmo che avvantaggia solo le oligarchie finanziarie che investono nell’industria bellica.
Un’altra conseguenza delle politiche di riarmo è la crescente militarizzazione della società. Sempre più risorse vengono destinate alle spese militari, sottraendole ai servizi essenziali come la sanità, l’istruzione e il welfare. Sempre più spesso, i governi giustificano misure autoritarie e restrizioni delle libertà civili in nome della ‘sicurezza nazionale’.
La militarizzazione della società è un pericolo per la democrazia e per i diritti fondamentali delle persone. Dobbiamo opporci con forza a ogni tentativo di normalizzare la guerra e di trasformare i nostri Paesi in caserme. Dobbiamo difendere la nostra salute, la nostra libertà e la nostra democrazia, perché senza questi valori non può esserci vera pace.
La via della pace è chiara: disarmo, diplomazia e multilateralismo. Dobbiamo ridurre le spese militari e investire in progetti di cooperazione internazionale, in programmi di sviluppo sostenibile e in iniziative per la risoluzione pacifica dei conflitti. Dobbiamo ridare forza alle Nazioni Unite e lavorare per un nuovo sistema di sicurezza comune, che coinvolga tutti i Paesi europei, dalla Spagna alla Russia, dall’Islanda alla Turchia.
Dobbiamo anche promuovere una cultura della pace, che parta dalle scuole e arrivi alle istituzioni, e che sappia contrastare la propaganda di guerra e l’odio verso l’’altro’. La pace non è solo assenza di guerra: è la premessa per la giustizia sociale, è rispetto dei diritti umani di tutti, è solidarietà tra i popoli.
Per tutte queste ragioni, l’associazione Égalité parteciperà alla parata ‘Disarm Europe’, il 15 marzo 2025 a Roma. Sarà un’occasione importante per dire no alla guerra, no al riarmo e sì alla pace, alla diplomazia e alla cooperazione internazionale. Invitiamo tutti i nostri lettori, i nostri sostenitori e tutti coloro che credono in un’Europa di pace a unirsi a noi.
La parata si svolgerà sotto la bandiera della pace e del disarmo, e vedrà la partecipazione di associazioni, movimenti e cittadini da tutta Italia. Sarà un momento di unità e di speranza, per dimostrare che un’altra Europa è possibile, un’Europa che sappia fare della pace la sua ragion d’essere.
Data e ora: Sabato 15 marzo 2025, ore 10:00
Punto di ritrovo: Piazza della Repubblica, Roma
Percorso: La parata si snoderà per le vie del centro di Roma, con arrivo in Piazza del Popolo.
Contatti: Per ulteriori informazioni, visitate il sito della Rete Italiana per il Disarmo. (1)
La pace non è un dono: è una conquista. E per conquistarla, dobbiamo lottare ogni giorno, con coraggio e determinazione. Partecipare alla parata del 15 marzo è un primo passo importante, ma non basta. Dobbiamo continuare a mobilitarci, a informare, a sensibilizzare l’opinione pubblica e a fare pressione sulle istituzioni, perché la pace diventi una priorità assoluta.
Uniamoci sotto la bandiera della pace e del disarmo. Costruiamo insieme un’Europa e un mondo migliori, in cui la dignità umana e la giustizia sociale siano al centro di ogni azione.
In solidarietà e pacifica lotta,
Dario Dongo
#Égalité #PaceTerraDignità
(1) Rete Italiana Disarmo https://www.perlapace.it/non-basta-dire-europa-europa-evitare-linferno/

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.