

La spesa sanitaria privata delle famiglie italiane ha superato nel 2023 i 40 miliardi di euro, rileva il Rapporto GIMBE, che sottolinea la necessità di aumentare il valore della spesa sanitaria pubblica, ridurre gli sprechi e garantire un accesso equo alle cure, preservando i principi fondanti del SSN.
Il rapporto GIMBE analizza la spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, evidenziando le criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e le dinamiche della spesa sanitaria.
La spesa sanitaria in Italia nel 2023 è stata complessivamente di 176,1 miliardi di euro, di cui:
– out-of-pocket, cioè direttamente sostenuta dalle famiglie, pari a 40,6 miliardi (88,6% della spesa privata)
– intermediata, vale a dire rimborsata in parte dalle assicurazioni, per 5,2 miliardi (11,4% della spesa privata).
La spesa pubblica per la sanità in Italia è in calo rispetto alla media europea, con un gap di 697 dollari pro-capite rispetto ai paesi OCSE. ‘Dal 2012, tagli e definanziamenti effettuati da tutti i Governi hanno inciso direttamente sulla capacità del SSN di rispondere ai bisogni di salute della popolazione‘, ricorda il Rapporto GIMBE.
In altri termini, l’Italia spende il 6,2% del PIL, in confronto al 6,7% medio dei Paesi OCSE e al 6,6% della media UE.
La spesa privata sanitaria pro-capite degli italiani ammonta a 1.258 dollari, supera sia la media OCSE (1.206 dollari) sia quella UE (1.169 dollari).
La quota più importante è rappresentata dagli esborsi dei cittadini (out-of-pocket): 1.115 dollari pro-capite, ben oltre la media OCSE (906 dollari).
La spesa out-of-pocket è aumentata del 26,8% dal 2012 al 2022, con un incremento medio annuo del 2,5%.
Le principali voci di spesa del paniere out-of-pocket includono assistenza sanitaria per cura e riabilitazione (44,6%), prodotti farmaceutici (36,9%) e assistenza a lungo termine (10,9%). Circa il 40% della spesa è però considerata a basso valore, ovvero non contribuisce a migliorare la salute.
La spesa out-of-pocket è peraltro frenata da fenomeni gravi come
– la limitazione delle spese per la salute (15,7% delle famiglie nel 2023),
– l’indisponibilità economica temporanea (5,1% delle famiglie) e
– la rinuncia alle cure (4,5 milioni di persone nel 2023, di cui 2,5 milioni per motivi economici), come evidenziato da Eurispes.
La spesa intermediata dalle assicurazioni (143 dollari pro-capite) è invece inferiore alla media OCSE (299 dollari). Complessivamente in Italia vale 5,2 miliardi, pari al solo 3% della spesa sanitaria totale.
L’importo complessivo per il 31,6% è destinato a costi di gestione, mentre il 70% è utilizzato per servizi e prestazioni. La crisi del SSN ha spostato un numero crescente di bisogni di salute verso la sanità integrativa, mettendone a rischio la sostenibilità.
Il Rapporto GIMBE adotta un approccio basato sul valore (value-based healthcare), evidenziando che il ritorno in termini di salute delle risorse investite in sanità è molto variabile:
– circa il 19% della spesa pubblica è assorbito da sprechi e inefficienze,
– il 40% della spesa out-of-pocket è a basso valore
– il 60% della spesa intermediata, invece, è destinato a servizi e prestazioni extra-LEA, ha pertanto un valore più elevato.
La sostenibilità del SSN richiede un ripensamento strutturale e riforme coraggiose, conclude il Rapporto GIMBE. La spesa out-of-pocket non può essere semplicemente ridotta attraverso un aumento della spesa intermediata, ma richiede un aumento del finanziamento pubblico, una migliore appropriatezza delle prestazioni e una rimodulazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
La sanità integrativa può essere sostenibile solo se integrata in un SSN efficace, altrimenti rischia di crollare insieme al sistema pubblico, aggravando disuguaglianze e iniquità.
Marta Strinati
Report Osservatorio GIMBE n. 2/2025. La spesa sanitaria privata in Italia nel 2023. Fondazione GIMBE. Bologna, 18 febbraio 2025. https://tinyurl.com/yeyr3rt3