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	<title>giovani Archivi - &Eacute;galit&eacute;</title>
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		<title>Sacchetti di nicotina, la nuova frontiera della dipendenza</title>
		<link>https://www.egalite.org/sacchetti-di-nicotina-la-nuova-frontiera-della-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 19:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo le sigarette elettroniche e i liquidi da svapare, è la volta dei sacchetti di nicotina aromatizzati e dolcificati. L’ultimo business dell’industria del tabacco suscita timori<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le sigarette elettroniche e i liquidi da svapare, è la volta dei sacchetti di nicotina aromatizzati e dolcificati. L’ultimo business dell’industria del tabacco suscita timori per il rischio di indurre assuefazione tra i giovanissimi. E un test del mensile dei consumatori francesi 60 Millions de consommateurs ne rivela la contaminazione con sostanze tossiche.</p>
<h2>Sacchetti di nicotina, come funzionano</h2>
<p><strong>I nicotine pouches</strong> sono piccoli incarti usa e getta in cellulosa contenenti sali di nicotina, aromi, edulcoranti e altre sostanze. Si consumano ponendoli tra il labbro superiore e la gengiva per assimilare in circa 30 minuti la dose di nicotina contenuta.</p>
<p><strong>La novità </strong>studiata dall’industria del tabacco &#8211; la francese Nicoswitch, Velo di British American Tobacco, Zyn di Philip Morris International ed Estonian Nois, per ora &#8211; vanta l’utilità di una somministrazione di nicotina senza emissioni, fruibile anche in luoghi ove vige il divieto di fumo.</p>
<p><strong>È proposta ai fumatori </strong>come strumento utile nel percorso di disassuefazione, ma ha il giusto appeal per sedurre gli adolescenti: sapore dolce in diversi gusti, piccola confezione rotonda, consumo di nicotina ‘pulito’, senza emissioni né odori sgradevoli, facile da assumere ovunque, persino a scuola durante le lezioni.</p>
<h2>L’escamotage del ‘senza tabacco’</h2>
<p><strong>Prezzo e quantità </strong>dei sacchetti di nicotina per confezione sono simili a quelli del pacchetto di sigarette ‘a combustione’. La dose di nicotina e il gusto sono variabili. La vendita avviene in tabaccheria o online.</p>
<p><strong>L’assenza di tabacco</strong> e derivati è il jolly dei sacchetti di nicotina. Questi prodotti sono infatti esclusi dal campo di applicazione della Tabacco Products Directive 2014/40/EU della Commissione europea sui prodotti del tabacco. La norma, si ricorda, ha vietato lo snus, il tabacco umido per consumo orale, nella UE, a eccezione della Svezia, che ha chiesto e ottenuto la deroga. Ma nulla ha previsto per le nicotine pouches, con nicotina ma senza tabacco.</p>
<h2>Pericolose per ipertesi e cardiopatici</h2>
<p><strong>La formula </strong>edulcorata e aromatizzata di questi somministratori di nicotina solleva preoccupazione per il rischio di diffusione e abuso tra i minori e per gli effetti nocivi anche a carico degli adulti.</p>
<p><strong>L’industria del tabacco</strong> cerca di sottrarsi alle proprie responsabilità per eventuali intossicazioni e reazioni avverse riferendo tali rischi nelle avvertenze sul packaging mediante</p>
<p>&#8211; l’alert generico, ‘<em>La nicotina crea forte dipendenza. Sconsigliato ai non fumatori</em>’</p>
<p>&#8211; altre informazioni, scritte ovviamente in caratteri microscopici sul retro della confezione. Philip Morris International sulle sue Zyn, per esempio, riferisce dei pericoli per chi soffre di diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete, epilessia, convulsioni. Oltre che dei rischi di irritazione e allergia, fino a difficoltà respiratorie.</p>
<h2>Cosa contengono</h2>
<p><strong>Oltre alla nicotina</strong>, i nicotine pouches contengono altre sostanze destinate a venire assimilate mediante la mucosa della bocca e la saliva.</p>
<p><strong>Le Zyn</strong> Cool Mint di Philip Morris International, secondo l’area FAQ del sito aziendale, contengono cellulosa derivata dal bambù, acqua e aromi. Da quanto si intravede nelle immagini delle scatoline, tuttavia, si rileva anche la presenza di acesulfame k (E 950), un dolcificante artificiale che WHO (World Health Organization) sconsiglia &#8211; al pari di altri edulcoranti di sintesi &#8211; perché espone a malattie come il diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e mortalità. (1)</p>
<h2>Edulcoranti e coloranti</h2>
<p><strong>L’edulcorante E 950</strong>, il cui potere dolcificante è circa 200 volte superiore a quello del saccarosio, è un ingrediente sempre presente nei sacchetti di nicotina. Lo troviamo anche nei francesi Dlice by Kapz gusto ‘menta di ghiaccio’, ove compaiono altre sostanze problematiche, come</p>
<p>&#8211; maltitolo (E 965) e idrossi-propil-cellulosa (E 463), entrambi responsabili di disagi intestinali come gonfiore e diarrea;</p>
<p>&#8211; coloranti come la tartrazina (E 102), che può causare reazioni allergiche e quando presente negli alimenti richiede l’avvertenza in etichetta ‘<em>Può influire negativamente sull&#8217;attività e l&#8217;attenzione dei bambini’</em>, e il Blu brillante FCF (E 133), che uno studio del 2015 associa a un possibile effetto citotossico e genotossico sui linfociti umani; (2)</p>
<p>&#8211; olio MCT (Medium Chain Triglycerides), grassi ottenuti dalla lavorazione di oli (cocco o palma);</p>
<p>&#8211; gelatina animale (da pelle di suini e bovini, com’è certo quando non viene precisato altrimenti); (3)</p>
<p>&#8211; aromi, molecole di sintesi per creare i vasti gusti.</p>
<h2>Contaminanti e dosi sballate</h2>
<p><strong>Altre sostanze</strong> sono presenti come contaminanti. Un test comparativo della rivista dei consumatori francesi ’60 Millions de Consommateurs’ su sette sacchetti di nicotina rivela che</p>
<p>&#8211; in tutti i campioni è stato trovato dell&#8217;arsenico. In alcuni anche piombo, antimonio, molibdeno e cromo;</p>
<p>&#8211; i livelli di nicotina sono diversi da quelli dichiarati. In diversi prodotti il reale contenuto è inferiore fino a un quarto di quanto riferito sulla confezione. Ciò rivela la mancanza di controllo da parte dei produttori e pone problemi in caso di un percorso per la cessazione dal fumo (scopo ufficiale dei sacchetti di nicotina).</p>
<h2>Le richieste di vietare le bustine di nicotina</h2>
<p><strong>Troppi rischi </strong>e benefici per la disassuefazione non provati. Per questo, contro le bustine di nicotina cresce la richiesta di un divieto totale.</p>
<p><strong>‘<em>Belgio e Paesi Bassi </em></strong><em>hanno già vietato queste bustine. Il CNCT (Comité national de lutte contre le tabagisme, ndr) chiede alla Francia di vietarli a sua volta, così come l&#8217;Alleanza contro il tabacco. Anche il National Consumer Institute (INC, editore di 60 Millions) ritiene che questo sia il modo più efficace per proteggere rapidamente i giovani consumatori e i non fumatori. Si attende una decisione europea</em>’, riferisce 60 Millions de Consommateurs. (4)</p>
<h2>Italia, mozioni e pressioni</h2>
<p><strong>In Italia</strong>, dove il 4% degli adolescenti ha già cominciato a usarli, i sacchetti di nicotina sono stati dapprima ritirati dal commercio in seguito all’allarme delle istituzioni sanitarie, poi riammessi nella legge 15/2022, su pressione delle lobby dell’industria di settore. (5)</p>
<p><strong>L’Istituto Mario Negri e la SITAB</strong> (Società Italiana di Tabaccologia) segnalano che la diffusione di questi prodotti ‘<em>porterebbe a un incontrollabile aumento dell’assunzione di nicotina e quindi della dipendenza</em>’. Nel luglio 2023 hanno promosso una mozione per vietarli. Ad oggi inascoltata.</p>
<p>Messaggi di incerta paternità sui social network, frattanto, illudono falsamente i giovani sull’assenza di pericoli per la salute nella nicotina senza tabacco.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/senza-zuccheri-gli-edulcoranti-sintetici-sono-inutili-e-nocivi-avverte-who/">‘Senza zuccheri’? Gli edulcoranti sintetici sono inutili e nocivi, avverte WHO</a>. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.5.23</p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.foodtimes.eu/food-system-en/toxicity-of-synthetic-food-colors-scientific-review/">Toxicity of synthetic food colors, scientific review</a>. FT (Food Times). 31.8.24</p>
<p>(3) <a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/goleador-la-caramella-gommosa-e-adatta-per-vegetariani-e-vegani-risponde-lavvocato-dario-dongo/">Goleador, la caramella gommosa è adatta per vegetariani e vegani? Risponde l’avvocato Dario Dongo</a>. FARE (Food Agricolture and Requirements). 5.6.17</p>
<p>(4) Adélaïde Robert. Test de sachets de nicotine: des produits à bannir. 60 Millions de Consommateurs. 10.12.24. <a href="https://www.60millions-mag.com/2024/12/10/test-de-sachets-de-nicotine-des-produits-bannir-23812">https://www.60millions-mag.com/2024/12/10/test-de-sachets-de-nicotine-des-produits-bannir-23812</a></p>
<p>(5) Tobacco Endgame. I sacchetti di nicotina si diffondono tra gli studenti italiani. 2.11.24. <a href="https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina">https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina</a></p>
<p>(6) Sacchetti di sali di nicotina: mozione dell’Istituto Mario Negri e della Sitab contro la commercializzazione in Italia. Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri &#8211; IRCCS. 17.7.23 <a href="https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina">https://www.marionegri.it/magazine/sali-di-nicotina</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 16:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La povertà assume forme diverse. Povertà è anche non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, non poter far fronte a spese impreviste, non avere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La povertà assume forme diverse. Povertà è anche non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni, non poter far fronte a spese impreviste, non avere una connessione internet o delle scarpe che calzano bene. Oltre alla povertà assoluta, esiste infatti una condizione di deprivazione materiale e sociale grave che spiega concretamente le difficoltà in cui versano cittadini e famiglie. Il rapporto diffuso dall’Eurostat (1) a luglio 2024 e relativo al 2023 rivela che il 9,5% della popolazione europea non si è potuto permettere un pasto a base di carne, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni. Un aumento dell’1,2% rispetto al 2022, quando si trovava in questa condizione – una delle voci della grave deprivazione materiale e sociale – l’8,3% dei cittadini europei.</p>
<h2>Un quinto di europei a rischio povertà</h2>
<p><strong>Oltre un quinto</strong> (22,3%) dei cittadini dell&#8217;Unione europea nel 2023 è risultato a rischio di povertà. Nel biennio precedente questa percentuale era al 19,7% e al <a href="https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/">21,7% della popolazione</a>.</p>
<p><strong>A livello nazionale</strong>, evidenzia l’Eurostat, “<em>la quota più elevata di persone a rischio di povertà che non possono permettersi un pasto adeguato è stata registrata in Slovacchia (45,7%), seguita da Ungheria (44,9%) e Bulgaria (40,2%). D’altro canto, la quota più bassa è stata registrata in Irlanda (4,2%), seguita da Cipro (5,0%) e Portogallo (5,9%)</em>”.</p>
<p><strong>Il fenomeno</strong> si accompagna alla povertà dei bambini (2). Sempre nel 2023 quasi 20 milioni di bambini nell&#8217;Ue erano a rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta di un quarto, il 24,8%, dei minori al di sotto dei 18 anni, sostanzialmente stabile (su un valore drammatico, c’è da dirlo), in leggero aumento rispetto al 2022 (più 0,1%). La povertà morde soprattutto gli under 18. E l’Italia ne è la dimostrazione.</p>
<h2>Cosa è la grave deprivazione materiale e sociale</h2>
<p><strong>Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale</strong> (<em>severe material and social deprivation rate,</em> SMSD) è un indicatore che mostra la “mancanza forzata di elementi necessari e desiderabili per condurre una vita adeguata”.</p>
<p>Rientrano nella grave deprivazione le fasce di popolazione che sperimentano, su un elenco di 13 “voci di deprivazione”, almeno 7 di queste mancanze, carenze o difficoltà.</p>
<p>Sei elementi di deprivazione riguardano l’individuo e sette sono relativi alla situazione familiare (3).</p>
<p>L’item comprende a <strong>livello familiare</strong> la capacità di</p>
<ul>
<li>affrontare spese impreviste;</li>
<li>permettersi di pagare una settimana di ferie all’anno lontano da casa;</li>
<li>far fronte agli arretrati di pagamento (per pagamenti di mutui o affitti, bollette, rate di acquisto rateale o altri pagamenti di prestiti);</li>
<li>permettersi un pasto con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni;</li>
<li>mantenere la casa adeguatamente calda;</li>
<li>avere accesso a un’auto/furgone per uso personale;</li>
<li>sostituire mobili usurati.</li>
</ul>
<p><strong>A livello individuale</strong>, le voci di deprivazione che concorrono a identificare la grave deprivazione sono:</p>
<ul>
<li>avere una connessione a Internet;</li>
<li>sostituire i vestiti logori con altri nuovi;</li>
<li>avere due paia di scarpe che calzano bene (incluso un paio di scarpe per tutte le stagioni);</li>
<li>spendere una piccola somma di denaro ogni settimana per se stesso;</li>
<li>avere attività ricreative regolari;</li>
<li>riunirsi con amici/familiari per un drink/pasto almeno una volta al mese.</li>
</ul>
<h2>Italia, un disastro sociale</h2>
<p><strong>In Italia</strong>, lo scorso maggio l’Istat, nel suo rapporto annuale, ha certificato di fatto un disastro sociale (4). Aumenta la povertà assoluta, che nel 2023 riguarda l’8,5% delle famiglie (un dato in crescita rispetto al 6,2% del 2014) e quasi il 10% dei cittadini (nel dettaglio il 9,8%).</p>
<p>&#8216;<em>Seppure in un quadro di sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, <strong>si raggiungono livelli mai toccati in precedenza</strong>, per un totale di 2 milioni 235 mila famiglie e di 5 milioni 752 mila individui in povertà&#8217;</em>, rileva l’Istat.</p>
<p><strong>L’andamento della povertà</strong> è condizionato prima dagli anni della pandemia (quando risente delle misure restrittive introdotte durante l’emergenza sanitaria e dei comportamenti delle famiglie che, prudenti, hanno determinato un calo della spesa nel 2020 solo in parte recuperato nel 2021) e nel 2022 dal forte aumento dell’inflazione, con la crisi dei prezzi che <a href="https://www.egalite.org/reddito-minimo-poverta-ed-esclusione-sociale/">ha colpito soprattutto le famiglie meno abbienti</a>.</p>
<h2>La povertà dei bambini</h2>
<p>Oltre alla crescita della povertà assoluta, c’è il fenomeno del <strong>lavoro che non protegge le famiglie</strong> e la <strong>diffusione della deprivazione materiale e sociale fra i giovani</strong>, con numeri drammatici. Fra bambini e ragazzini al di sotto dei 16 anni, oltre un milione si trova in condizione di deprivazione materiale e sociale.</p>
<p>Nel 2023, l’incidenza di povertà assoluta più elevata si registra per i <strong>minori di 18 anni</strong> (il 14% dei minorenni sono poveri, rispetto al 9,8% della media della popolazione, per un totale di 1,3 milioni di minori).</p>
<p>Valori più elevati della media nazionale si registrano anche per i <strong>18-34enni e i 35-44enni</strong> (11,9 e 11,8%, rispettivamente). L’incidenza individuale decresce fino al 5,4% dei 65-74enni, il valore più basso, per poi risalire al 7% nella fascia di popolazione più anziana, quella degli individui con 75 anni e più.</p>
<p><strong>I minorenni in Italia</strong> sono la fascia di popolazione con la più alta incidenza di povertà assoluta. E il distacco con le altre fasce di età si è aggravato negli anni compresi fra il 2014 e il 2023. La situazione è poi particolarmente grave per i minori stranieri, tra i quali l’incidenza della povertà assoluta è pari al 43,7 per cento, contro un’incidenza del 9,7 per cento tra i minori italiani (dati provvisori 2023).</p>
<p><strong>“</strong><em><strong>L’incremento del disagio economico per bambini e ragazzi</strong>, oltre a compromettere il benessere psico-fisico, può pregiudicarne le opportunità future, con ritardi difficilmente colmabili e un i<strong>mpatto duraturo sulle disuguaglianze</strong> socio-economiche, educative e territoriali</em>”, riconosce l’Istat.</p>
<h2>Under-16 peggio della media Ue</h2>
<p><strong>L’Istituto nazionale di statistica</strong> nel 2021 ha rilevato, nell’ambito dell’Indagine sul reddito e le condizioni di vita, alcune caratteristiche dell’ambiente di vita degli under 16 anni che rimandano all’indice di deprivazione dei minori.</p>
<p><strong>Emerge</strong> che in Italia il 13,5% dei minori di 16 anni risulta in condizione di deprivazione materiale e sociale: sono circa circa 1 milione 127 mila ragazzi e ragazze, più 0,5% in più rispetto alla media della Ue. Non tutti i territori sono uguali: l’incidenza è del 20,1% nel Mezzogiorno, dell’11,9% al Nord e del 5,7% al Centro.</p>
<p><strong>Il fenomeno</strong> della deprivazione quasi triplica tra i bambini e ragazzi stranieri residenti in Italia: riguarda il 34,4% del totale (quasi 415mila minori) e arriva al 33,9% dei minori di 16 anni se i genitori hanno al più la licenza media.</p>
<p><strong>Deprivazione</strong> significa anche non poter invitare gli amici a casa. E significa non avere cibo adeguato. I bisogni di base di molti bambini non vengono soddisfatti.</p>
<h2>Poco cibo di qualità e nessuna vacanza</h2>
<p><strong>Ancora i dati</strong> snocciolati dall’Istat: “<em>Il 16,9 per cento dei minori non si può permettere “una settimana di vacanza all’anno lontano da casa” per motivi economici; sempre per una mancata disponibilità economica, il 9,1 per cento del totale dei minori non può svolgere regolarmente “attività di svago fuori casa a pagamento”, valore che triplica nel caso dei minori stranieri. Per questi ultimi si segnala inoltre che il 16,5 per cento non si può permettere di “invitare gli amici per giocare</em>”.</p>
<p><strong>Non si cresce senza cibo adeguato</strong>. Ma nel 2021, rileva ancora l’Istat, “<em>il 4,9 per cento dei minori di 16 anni vive in famiglie che hanno sperimentato difficoltà economiche tali da impedire l’acquisto del cibo necessario. Inoltre, il 2,5 per cento dei minori di 16 anni non consuma almeno un pasto proteico al giorno perché la famiglia non può permetterselo. L’incapacità da parte della famiglia di sostenere le spese per un pasto proteico al giorno oppure l’incapacità di affrontare le spese per comprare il cibo necessario delinea una condizione di deprivazione alimentare che, nel 2021, interessa complessivamente il 5,9 per cento dei minori di 16 anni (6,2 per cento nel Nord, 2,5 nel Centro e 7,6 nel Mezzogiorno)</em>”.</p>
<p>È una condizione di deprivazione e povertà attuale che pregiudica salute, crescita e futuro dei bambini.</p>
<p>#PaceTerraDignità</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Eurostat. Almost 1 out of 10 in the EU could not afford proper meal <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240712-1">https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240712-1</a></p>
<p>(2) Eurostat. Children at risk of poverty or social exclusion in 2023 <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240719-1">https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240719-1</a></p>
<p>(3) Eurostat. Glossary:Severe material and social deprivation rate (SMSD) <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Severe_material_and_social_deprivation_rate_(SMSD)">https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Severe_material_and_social_deprivation_rate_(SMSD)</a></p>
<p>(4) Rapporto annuale 2024 Istat. Le condizioni e la qualità della vita <a href="https://www.istat.it/it/files//2024/05/Capitolo-3.pdf">https://www.istat.it/it/files//2024/05/Capitolo-3.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/quando-il-cibo-e-un-lusso-la-deprivazione-sociale-e-materiale-in-ue-e-in-italia/">Quando il cibo è un lusso. La deprivazione sociale e materiale in Ue e in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ConsumAttori si diventa. Formazione a premi con l’Antitrust</title>
		<link>https://www.egalite.org/consumattori-si-diventa-formazione-a-premi-con-lantitrust/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2024 10:36:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti adolescenti hanno probabilmente scoperto l’Antitrust in occasione della recente sanzione comminata alle società della influencer Chiara Ferragni. (1) Un caso come tanti di ‘pratica commerciale<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti adolescenti hanno probabilmente scoperto l’Antitrust in occasione della recente sanzione comminata alle società della influencer Chiara Ferragni. (1) Un caso come tanti di ‘pratica commerciale sleale’ consumato sui social network. (2) Indignarsi non basta a prevenire questi fenomeni, serve la conoscenza.</p>
<p>Proprio per istruire i più giovani sulle tante trappole che minano il quotidiano dei consumatori &#8211; inclusi i disabili alle prese con l’assistenza per ausili guasti &#8211; (3) l’Authority organizza, per il terzo anno consecutivo, la campagna a premi #convienesaperlo rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori.</p>
<h2>Diritti e rovesci</h2>
<p><strong>Il portale</strong> dedicato alla formazione dei giovani esemplifica il complesso quadro di tutela dei diritti del consumatore mediante il richiamo a procedimenti eclatanti, tra i quali alcuni che impattano direttamente sui ragazzi. Qualche esempio:</p>
<p>&#8211; le clausole vessatorie nella vendita di abbonamenti e biglietti per seguire le partite di calcio,</p>
<p>&#8211; le stampanti HP che (senza avviso all’acquirente) funzionano soltanto con cartucce originali, sebbene sia diffuso (e legittimo) rimpiazzarle con quelle commerciali,</p>
<p>&#8211; i contratti di telefonia e mobile conclusi a distanza dalle principali compagnie telefoniche (Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali) senza fornire al cliente informazioni adeguate,</p>
<p>&#8211; le pubblicità del gasolio ‘green’ di ENI.</p>
<p><strong>Molte altre trappole</strong> insidiano i più giovani, persino incoraggiandoli a consumare cibo spazzatura. (4)</p>
<h2>Conoscere per consumare</h2>
<p><strong>La campagna</strong> formativa di Antitrust coinvolge i giovani mediante il concorso a premi ‘#convienesaperlo (anche a scuola) 2.0’ che ha il suo momento clou nel gioco online a quiz.</p>
<p><strong>Il concorso</strong> è organizzato assieme a Skuola.net ed è riservato agli studenti delle scuole medie e superiori pubbliche e private paritarie che competeranno in una classifica riservata ai parigrado.</p>
<h2>C’è tempo fino al 15 marzo</h2>
<p><strong>Per partecipare</strong> basta collegarsi al sito <a href="https://convienesaperlo.skuola.net/">https://convienesaperlo.skuola.net/</a>, fino al 15 marzo 2024. Oltre alla parte formativa &#8211; utile sin da quando si comincia a consumare in prima persona &#8211; gli studenti possono giocare e vincere premi per sé e per la scuola di provenienza.</p>
<p><strong>Il videogioco</strong> permette di svolgere tre tipi di attività attraverso le sezioni:</p>
<ul>
<li><strong>Impara</strong>: per prepararsi sui diritti dei consumatori attraverso flash card, che rimandano al sito <a href="https://convienesaperlo.agcm.it">https://convienesaperlo.agcm.it</a> per approfondimenti;</li>
<li><strong>Prova:</strong> per esercitarsi nel gioco attraverso tre domande di esempio, senza limiti di tentativi, prima della sessione di gioco vera e propria;</li>
<li><strong>Gioca</strong>: per iniziare una partita e quindi partecipare al concorso “#convienesaperlo (anche a scuola) 2.0”, dopo essersi registrati.</li>
</ul>
<p><strong>La sessione di gioco</strong> prevede cinque livelli di difficoltà crescente. Per completare ogni livello, occorre rispondere a sette domande sui diritti di tutela del consumatore e sulle funzioni dell’Autorità.</p>
<h2>Un iPhone 15 in premio</h2>
<p><strong>I primi classificati</strong> vincono un iPhone 15 e le loro scuole un voucher del valore di 1.500 euro per acquisti tecnologici;.</p>
<p><strong>Agli istituti dei secondi classificati</strong> andranno un voucher del valore di 1.000 euro e agli istituti dei terzi classificati un voucher del valore di 500 euro.</p>
<p><strong>I primi tre classificati di ciascuna graduatoria</strong>, insieme alla propria classe e ad un’altra a scelta dell’istituto, riceveranno i premi in occasione di un evento finale organizzato dall’Antitrust che offrirà il viaggio per partecipare alla cerimonia finale del concorso, a Roma.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><em>Immagine di copertina da https://convienesaperlo.agcm.it</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) PS12506 &#8211; Sanzione di oltre 1 milione alle società riconducibili a Chiara Ferragni e di 420 mila euro a Balocco per pratica commerciale scorretta. Comunicato stampa. Antitrust. 15.12.23 <a href="https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2023/12/PS12506--">https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2023/12/PS12506&#8211;</a></p>
<p>(2) Dario Dongo, Selena Travaglio. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/influencer-marketing-quali-regole/">Influencer marketing, quali regole?</a> GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 23.7.20</p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/garanzia-su-ausili-per-la-disabilita-lantitrust-afferma-il-diritto-allassistenza-immediata/">Garanzia su ausili per la disabilità, l’Antitrust afferma il diritto all’assistenza immediata</a>. <em>Égalité</em>. 27.7.20</p>
<p>(4) Dario Dongo, Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/bambini-e-cibo-spazzatura-pubblicizzato-su-youtube-il-caso-del-nutella-day/">Bambini e cibo-spazzatura pubblicizzato su YouTube. Il caso del Nutella Day</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 5.2.20</p>
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		<title>Disturbi del sonno per un minore su tre a causa dei monitor. Lo studio italiano</title>
		<link>https://www.egalite.org/disturbi-del-sonno-per-un-minore-su-tre-a-causa-dei-monitor-lo-studio-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 12:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un minore su tre ha sviluppato disturbi del sonno a causa dell’uso eccessivo di monitor (smartphone, computer, Playstation, etc.), durante la pandemia Covid-19. È quanto emerge<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un minore su tre ha sviluppato disturbi del sonno a causa dell’uso eccessivo di monitor (<em>smartphone</em>, <em>computer</em>, <em>Playstation</em>, <em>etc</em>.), durante la pandemia Covid-19. È quanto emerge da uno studio italiano pubblicato su <em>Sleep Medicine</em>. (1)</p>
<h2>Disturbi del sonno e monitor, lo studio</h2>
<p><strong>Lo studio</strong> è basato sui questionari somministrati, tra aprile e giugno 2021, ai genitori di 1.000 minori di età compresa tra i 2 e i 18 anni.  Lo <em>Sleep Disturbance Scale for Children</em> è un questionario standard che include domande specifiche come la durata del sonno, le difficoltà nell’addormentarsi e nello svegliarsi, il numero di volte in cui ci si sveglia durante la notte, lo stato di agitazione durante il sonno, <em>etc</em>.</p>
<p>I neurologi dello sviluppo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e delle Università La Sapienza e Tor Vergata hanno rilevato che nel periodo di osservazione nella maggior parte dei casi (68,7%) il tempo trascorso davanti a uno schermo è aumentato, in confronto ai comportamenti pre-pandemia.</p>
<h2>Tra DAD e intrattenimento</h2>
<p><strong>La didattica a distanza</strong> ha più che triplicato il tempo di esposizione ai monitor (da poco meno di un’ora al giorno a tre ore e mezza) e ha riguardato il 72% di bambini e ragazzi.</p>
<p><strong>L’uso a scopo ricreativo</strong> è quasi raddoppiato (da un’ora e trequarti a tre ore) e ha riguardato il 49,7% dei soggetti.</p>
<h2>Dopo le 18 aumenta il rischio</h2>
<p><strong>Il fattore cruciale</strong> è però legato all’esposizione al monitor durante le ore serali, dopo le 18, quando aumenta il rischio di insorgenza di disturbi del sonno.</p>
<p>Nelle ore serali,</p>
<p>&#8211; il 30% del campione (325 soggetti) ha trascorso più tempo davanti ai monitor,</p>
<p>&#8211; la quota di minori impegnati davanti a uno schermo per più di due ore è passata dal 13,7% pre-Covid al 29,1% (più del doppio).</p>
<h2>Il risultato</h2>
<p><strong>Lo studio</strong> evidenzia un aumento di oltre il 50% dei disturbi del sonno rispetto al periodo pre-pandemia. Nel dettaglio, si è passati da 240 bambini e adolescenti che mostravano già <a href="https://www.egalite.org/insonnia-cause-e-cure-riunione-scientifica-dellaccademia-di-medicina-di-torino/">disturbi del sonno</a> prima dell’inizio della pandemia, ai 367 durante la pandemia: il 33,9% di tutto il campione, praticamente un minore su tre.</p>
<p>‘<em>I dati dello studio hanno dimostrato una <strong>correlazione tra l’aumento dell’uso di dispositivi elettronici</strong> durante il Covid e l’<strong>aumento dei disturbi del sonno</strong></em>’, spiega la dottoressa Romina Moavero della Neurologia dello sviluppo del Bambino Gesù.</p>
<p><em>‘Ma c’è un altro elemento molto importante. E cioè che lo stile di vita dei bambini e di ragazzi è cambiato profondamente. Ormai i dispositivi elettronici fanno parte della loro vita, sia scolastica che sociale, e questo persiste anche ora che siamo molto lontani dalle chiusure pandemiche. </em></p>
<p><em>Tutto questo non fa che sottolineare <strong>l&#8217;importanza delle raccomandazioni di igiene del sonno</strong> che devono essere sempre considerate la prima linea di trattamento per promuovere comportamenti adeguati a favorire il buon sonno in infanzia e in adolescenza. Soprattutto perché <strong>il sonno in questa fascia di età è cruciale</strong> per migliorare apprendimenti, abilità cognitive, scolastiche e anche sociali’</em>.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Romina Moavero, Valentina Di Micco, Giusy Forte, Alessandra Voci, Luigi Mazzone, Massimiliano Valeriani, Leonardo Emberti Gialloreti, Oliviero Bruni. Screen exposure and sleep: How the COVID-19 pandemic influenced children and adolescents – A questionnaire-based study. <em>Sleep Medicine</em>, Volume 107, 2023, Pages 48-54, <a href="https://doi.org/10.1016/j.sleep.2023.04.009">https://doi.org/10.1016/j.sleep.2023.04.009</a>.</p>
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		<title>Inclusione scolastica degli alunni con disabilità, un miraggio in Italia</title>
		<link>https://www.egalite.org/inclusione-scolastica-degli-alunni-con-disabilita-un-miraggio-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 08:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inclusione degli alunni con disabilità delle scuole in Italia rimane un miraggio, con il 66% dei plessi scolastici inaccessibile ai bambini e ragazzi con disabilità fisiche<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inclusione degli alunni con disabilità delle scuole in Italia rimane un miraggio, con il 66% dei plessi scolastici inaccessibile ai bambini e ragazzi con disabilità fisiche e neurologiche associate, il 98,5% a quelli con disabilità sensoriali. Ogni parte politica è indifferente alle barriere culturali e architettoniche.</p>
<p>Il rapporto ISTAT sull’anno scolastico 2021-2022 conferma infatti l’assenza di progressi rispetto ai due anni precedenti (1,2). E la legge di bilancio 2023 ha dedicato pochi spiccioli alle migliaia di infrastrutture scolastiche, talora fatiscenti, nonché ai piani di eliminazione delle barriere architettoniche. (3)</p>
<h2>1) Barriere architettoniche, accessibile una scuola su tre</h2>
<p><span style="color: #ff0000;">&#8216;<em>Nell’anno scolastico 2021-2022 nelle scuole sono ancora presenti molte barriere fisiche: soltanto <strong>una scuola su tre</strong> risulta <strong>accessibile per gli alunni con disabilità motoria</strong>.</em></span></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">La situazione è migliore nel <strong>Nord</strong> del Paese dove i valori sono superiori alla media nazionale (39,5% di scuole a norma) mentre peggiora, raggiungendo i livelli più bassi, nel <strong>Mezzogiorno</strong> (31,8%).</span></em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>La regione più virtuosa è la <strong>Valle d’Aosta</strong>/Vallée d&#8217;Aoste, con il 58,4% di scuole accessibili, di contro la Provincia autonoma di <strong>Bolzano</strong>/Bozen si distingue per la presenza più elevata di barriere fisiche (soltanto il 19% di scuole accessibili)</em>’. (1)</span></p>
<h2>1.1) Barriere architettoniche per gli alunni con disabilità fisica, cosa manca</h2>
<p><em>‘L’assenza di un <strong>ascensore</strong> o la mancanza di un ascensore adeguato al trasporto delle persone con disabilità rappresenta la barriera più diffusa (45%). Numerose anche le scuole sprovviste di <strong>servoscala</strong> interno (31%) o di <strong>bagni</strong> a norma (24%). </em></p>
<p><em>All’interno degli edifici, invece, raramente le <strong>scale</strong> o le <strong>porte</strong> non sono a norma (rispettivamente 6% e 3 % dei casi)</em>’. (1)</p>
<h2>1.2) Accessibilità per gli alunni con disabilità sensoriale, il guaio assoluto</h2>
<p>‘<em>L’accessibilità degli spazi deve comprendere anche gli <strong>ausili senso-percettivivi</strong> destinati all’<strong>orientamento</strong> degli alunni con disabilità sensoriali all’interno del plesso scolastico: solo il 16% delle scuole dispone di segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre le <strong>mappe a rilievo</strong> e i <strong>percorsi tattili</strong>, necessari a rendere gli spazi accessibili agli alunni con cecità o ipovisione, sono <strong>presenti solo nell’1,5% delle scuole</strong>.</em></p>
<p><em>La situazione riguarda <strong>tutto il territorio nazionale</strong>, con poche differenze tra il Nord e il Sud.</em><br />
<em>Nonostante si rilevi ancora un grave ritardo nei livelli di accessibilità, solo il 19% delle scuole ha effettuato, nel corso dell’anno scolastico, lavori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche mentre il 17% dichiara di non averlo fatto anche se l’edificio ne avrebbe avuto bisogno</em>’. (1)</p>
<h2>2) Eliminazione delle barriere architettoniche, le regole in vigore dal 1978</h2>
<p><strong>La legge 28 febbraio 1986 n. 41</strong> ha introdotto i divieti di:</p>
<p><strong>– approvare ‘<em>progetti</em></strong><em> di costruzione o ristrutturazione di opere pubbliche che non siano conformi alle disposizioni del <strong>DPR 27 aprile 1978, n. 384</strong>, in materia di superamento delle barriere architettoniche</em>’,</p>
<p><strong>– erogare contributi o agevolazioni</strong>, da parte dello Stato e altri enti pubblici, per la realizzazione di progetti in contrasto con le norme del predetto DPR 384/78.</p>
<h2>2.1) Accessibilità di spazi, edifici e servizi pubblici. Inclusione nelle scuole</h2>
<p><strong>Il DPR 24 luglio 1996 n. 503</strong> ha prescritto di eliminare le barriere architettoniche in <strong>tutti gli edifici, spazi e servizi pubblici </strong>in Italia. Garantire l’inclusione, nelle scuole come in altri edifici pubblici, comporta il rispetto di alcuni requisiti minimi di accessibilità. Alcuni esempi:</p>
<p>&#8211; accesso dall&#8217;esterno con <strong>rampe di pendenza &lt;8%</strong>,</p>
<p>&#8211; <strong>scale a norma</strong>, cioè con alzata &lt;16 cm, pedata &gt;30 cm),</p>
<p>&#8211; <strong>ascensori</strong> per il trasporto di persone con disabilità, misure minime <strong>140&#215;110</strong> cm,</p>
<p>&#8211; piattaforme elevatrici,</p>
<p>&#8211; <strong>bagni a norma</strong> per le persone con disabilità,</p>
<p>&#8211; <strong>porte</strong> di larghezza minima <strong>90 cm</strong>.</p>
<h2>2.2) Requisiti di accessibilità per le persone con disabilità sensoriali</h2>
<p><strong>I requisiti di accessibilità </strong>comprendono ausili senso-percettivivi per le persone e gli alunni con disabilità sensoriali. Quali:</p>
<p><strong>&#8211; segnali visivi e acustici</strong> per segnalare emergenze ed evacuazioni,</p>
<p><strong>&#8211; mappe a rilievo e/o percorsi tattili</strong> su ogni piano, ove indicare i luoghi di uso comune e le uscite di emergenza.</p>
<p><strong>I percorsi tattili </strong>in gomma speciale, a pavimento, devono:</p>
<p>&#8211; collegare tutti i locali, inclusi uffici e servizi comuni (es. palestra, spogliatoi, aula informatica, bagni),</p>
<p>&#8211; indicare i percorsi e le aree che collegano le aule, le aule con i bagni e le aule con altri spazi frequentati dagli alunni,</p>
<p>&#8211; segnalare con continuità i percorsi esterni all’edificio scolastico, inclusi ad esempio i campetti sportivi e il percorso dal cancello all’edificio scolastico.</p>
<h2>3) <em>Special Education Needs</em></h2>
<p><strong>Gli <em>Special Educational Needs</em></strong> (o Bisogni Educativi Speciali, BES): comprendono tre aree:</p>
<p>&#8211; disabilità,<br />
&#8211; disturbi evolutivi specifici, (4)<br />
&#8211; svantaggi legati all’ambiente socio-economico, linguistico e culturale di provenienza.</p>
<p><strong>Gli alunni </strong>con<em> Special Education Needs</em> in Italia, nell’anno scolastico 2021-2022, hanno superato l’8% degli iscritti complessivi, con un aumento del +23%, pari a 113.000 alunni, rispetto al 2017-2018. Con prevalenza dei disturbi specifici dell’apprendimento (51,8%) sui casi di alunni con svantaggi socio-economici, linguistici e culturali (35,4%). (1)</p>
<h2>3.1) Bisogni educativi speciali maggiori nella scuola secondaria</h2>
<p><strong>I Bisogni educativi speciali</strong> &#8211; senza considerare quelli degli alunni con disabilità, rappresentano il 12,3% degli iscritti nella scuola secondaria di secondo grado, con un incremento di circa 85.000 unità negli ultimi 4 anni. La maggiore concentrazione è negli istituti professionali e di tipo artistico, ove gli alunni con BES (o <em>Special Education Needs</em>) rappresentano il 17,5% e il 16,6% degli iscritti, rispettivamente. Molto inferiore la loro presenza all’interno nei licei classico e scientifico (5%).</p>
<p><strong>La scuola primaria </strong>registra il 7% degli alunni con Bisogno educativo sociale, che è in aumento anche nella scuola dell’infanzia (asili), dallo 0,9% all’1,3% dei bambini negli ultimi quattro anni. Le scuole devono quindi predisporre e attuare un Piano didattico personalizzato (PDP) per ciascun alunno con <em>Special Education Needs</em>.</p>
<h2>3.2) Piani annuali per l&#8217;inclusività, ancora scarsa la programmazione</h2>
<p><strong>L’esistenza di alunni con disabilità</strong> e altri bisogni educativi speciali &#8211; un dato ineluttabile &#8211; suggerisce la stesura, da parte delle scuole, dei piani annuali (e pluriennali) per l’inclusività. Il PAI è ‘<em>uno strumento che consente alla scuola di programmare e organizzare in tempo le risorse necessarie per i propri alunni e contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi</em>’.</p>
<p><strong>La programmazione </strong>annuale o pluriennale dei piani per l&#8217;inclusività rimane tuttavia in ampia parte sottoutilizzata, atteso che nell’anno scolastico 2021-2022:</p>
<p>&#8211; solo il 45% delle scuole ha attuato una programmazione a lungo termine (per l’anno scolastico in corso e quello successivo),</p>
<p>&#8211; il 32% delle scuole ha eseguito una programmazione a breve termine, provvedendo alla stesura del PAI per un solo anno scolastico (32%),</p>
<p>&#8211; almeno il 6% delle scuole, 8% al Nord, non ricorre ad alcuna programmazione. In aggiunta al 18% degli istituti che non ha neppure fornito l’informazione richiesta da ISTAT.</p>
<h2>4) Scenario Italia &#8211; Unione Europea. Meno scuole e più armi</h2>
<p><strong>L’unico investimento</strong> in (d)istruzione dichiarato dal governo riguarda la formazione militare degli ucraini in Italia. (5) Il ministro della difesa Crosetto ha poi ribadito la volontà di dedicare alle spese militari il 2% del PIL e annunciato € 1,5 miliardi di spesa in sommergibili (6,7). Una somma pari a 1500 volte le spese dedicate alla messa in sicurezza dell’edilizia scolastica in Italia verrebbe spesa solo per i due sottomarini militari.</p>
<p><strong>La Commissione europea</strong> a sua volta ha deciso di destinare alle giovani generazioni &#8211; attraverso il #RecoveryFund, rinominato #NextGenerationEU &#8211; ricche dotazioni di armi di distruzione di massa. (8) E la sua presidente non eletta Ursula Von der Leyen attribuisce priorità all’ASAP (<em>Act in support of ammunition production</em>), spese pubbliche miliardarie per produrre munizioni da utilizzare in Ucraina. (9)</p>
<p>L’educazione è un vero un disastro.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) <em>ISTAT</em>. L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Anno scolastico 2021-2022. <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/12/Alunni-con-disabilita-AS-2021-2022.pdf">https://www.istat.it/it/files//2022/12/Alunni-con-disabilita-AS-2021-2022.pdf</a> 2.12.22</p>
<p>(2) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. <a href="https://www.egalite.org/2-scuole-su-3-inaccessibili-agli-alunni-con-disabilita-rapporto-istat/">2 scuole su 3 inaccessibili agli alunni con disabilità. Rapporto ISTAT</a>. <em>Égalité</em>. 12.2.20</p>
<p>(3) Dario Dongo. <a href="https://www.egalite.org/scuole-barriere-architettoniche-piste-ciclabili-nessuna-priorita-in-italia/">Scuole, barriere architettoniche, piste ciclabili. Nessuna priorità in Italia</a>. <em>Égalité</em>. 18.2.23</p>
<p>(4) I disturbi specifici dell’apprendimento DSA (<em>Specific Learning Disorders</em>) comprendono la sindrome da deficit dell’attenzione (ADHD, <em>Attention deficit hyperactivity disorder.</em> V. <a href="https://bit.ly/41dJmj7">https://bit.ly/41dJmj7</a>). V. anche legge 8 ottobre 2010, n. 170</p>
<p>(5) &#8216;Glad&#8217; to be able to train Ukrainian soldiers &#8211; Crosetto. <a href="https://www.ansa.it/english/news/general_news/2023/03/29/glad-to-be-able-to-train-ukrainian-soldiers-crosetto_24b8e5a8-c2a9-41e7-8ee6-b0a42472fb57.html">https://www.ansa.it/english/news/general_news/2023/03/29/glad-to-be-able-to-train-ukrainian-soldiers-crosetto_24b8e5a8-c2a9-41e7-8ee6-b0a42472fb57.html</a> <em>ANSA</em>. 29.3.23</p>
<p>(6) Difesa. Crosetto, spese a 1,38% Pil, rischio Italia &#8216;Pierino&#8217; Nato. <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/02/16/difesacrosetto-spese-a-138-pilrischio-italia-pierino-nato_eb3b0310-d712-42eb-9150-c94866c5c3d1.html">https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/02/16/difesacrosetto-spese-a-138-pilrischio-italia-pierino-nato_eb3b0310-d712-42eb-9150-c94866c5c3d1.html</a> <em>ANSA</em>. 16.3.23</p>
<p>(7) Pronti 1,3 miliardi per due nuovi sottomarini. <a href="https://www.lanotiziagiornale.it/pronti-13-miliardi-per-due-nuovi-sottomarini/">https://www.lanotiziagiornale.it/pronti-13-miliardi-per-due-nuovi-sottomarini/</a> <em>La Notizia</em>. 13.4.23</p>
<p>(8) Ue, &#8216;i fondi del Pnrr utilizzabili per produrre munizioni&#8217;. https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/europa/2023/05/03/ue-i-fondi-del-pnrr-utilizzabili-per-produrre-munizioni_eb43a669-cd5f-49bf-985d-1bedaccf67e4.html <em>ANSA</em>. 3.5.23</p>
<p>(9) La Commissione lancia il fondo che accelera la produzione di munizioni per l&#8217;Ucraina. <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2023/05/03/la-commissione-lancia-il-fondo-che-accelera-la-produzione-di-munizioni-per-lucraina_2de1ac93-8821-4f5c-bf2f-5a92e6628b2d.html">https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2023/05/03/la-commissione-lancia-il-fondo-che-accelera-la-produzione-di-munizioni-per-lucraina_2de1ac93-8821-4f5c-bf2f-5a92e6628b2d.html</a> <em>ANSA</em>. 3.5.23</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/inclusione-scolastica-degli-alunni-con-disabilita-un-miraggio-in-italia/">Inclusione scolastica degli alunni con disabilità, un miraggio in Italia</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Povertà in Europa, a rischio più di un quinto della popolazione</title>
		<link>https://www.egalite.org/poverta-in-europa-a-rischio-piu-di-un-quinto-della-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 13:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.egalite.org/?p=6193</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rischio di povertà morde. Nel 2021 in Europa più di una persona su 5 è a rischio di povertà o di esclusione sociale. È il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio di povertà morde. Nel 2021 in Europa più di una persona su 5 è a rischio di povertà o di esclusione sociale. È il 21,7% della popolazione.</p>
<p>Gli ultimi dati Eurostat sul rischio di povertà e di esclusione sociale si riferiscono al 2021 (1). Considerata la crisi dei prezzi dell’energia e la corsa dell’inflazione il timore è che, a oggi, la situazione sia anche peggiore. Mentre già è salito l’allarme sul rischio di un aumento della povertà energetica (2).</p>
<h2>Eurostat: il rischio di povertà in Europa</h2>
<p><strong>Nel 2021</strong>, 95,4 milioni di persone nell’Ue, pari al 21,7% della popolazione, erano a rischio di povertà o esclusione sociale, ossia vivevano in famiglie che presentavano almeno uno dei tre fattori di rischio:</p>
<ul>
<li>rischio di povertà,</li>
<li>grave deprivazione materiale e sociale o</li>
<li>residenza in una famiglia con intensità di lavoro molto bassa.</li>
</ul>
<p><strong>È un dato</strong> in leggero aumento rispetto al 2020, quando in questa situazione si trovava già il 21,6% della popolazione (94,8 milioni).</p>
<p><strong>Il rischio</strong> di povertà o di esclusione sociale non dipende strettamente dal livello di reddito di una famiglia, perché riflette anche lo stato di disoccupazione, la bassa intensità di lavoro, le condizioni lavorative e una serie di caratteristiche socioeconomiche, spiega Eurostat.</p>
<h2>Più a rischio donne e giovani</h2>
<p><strong>Il rischio di povertà</strong> o esclusione sociale è maggiore nella Ue per le donne (piuttosto che per gli uomini), per i giovani adulti (piuttosto che per le persone di mezza età o gli anziani), per le persone con un basso livello di istruzione (rispetto a chi ha titolo di studio medio o terziario) e, in particolare, per i disoccupati.</p>
<p><strong>Fra gli oltre 95 milioni</strong> di europei in difficoltà, ci sono circa 5,9 milioni (pari all’1,3% della popolazione totale) che vivono in famiglie dove si presentano contemporaneamente tutti e tre i fattori di rischio di povertà/esclusione sociale.</p>
<p>Nel dettaglio dell’analisi Eurostat, nel 2021 ci sono nella Ue</p>
<ul>
<li>73,7 milioni di persone a rischio di povertà,</li>
<li>27 milioni gravemente svantaggiate dal punto di vista materiale e sociale,</li>
<li>29,3 milioni che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro.</li>
</ul>
<h2>Il fattore figli a carico</h2>
<p>La presenza di figli a carico è incisiva. Nel 2021, più di un quinto (22,5%) delle persone che vivevano in famiglie con figli a carico nell&#8217;Ue era a rischio di povertà o esclusione sociale, una quota in realtà anche abbastanza vicina a quella delle famiglie e senza figli a carico (20,9%).</p>
<p>Queste percentuali cambiano però molto da un paese europeo all’altro. Per le famiglie con figli a carico, il rischio di povertà/esclusione sociale varia da un massimo del 35,4 % in Romania, al 31,7 % in Grecia e 31,5% in Spagna fino all&#8217;11,4 % in Finlandia e al 9,9 % in Slovenia.</p>
<h2>Il fattore generazionale</h2>
<p><strong>Un’altra spaccatura</strong> riguarda il fattore generazionale. Non è un’Europa per giovani, perché sono i giovani (e i bambini) le persone più colpite da povertà e disagio.</p>
<p>Se analizzato per età, infatti, nel 2021 nella Ue il rischio più alto di povertà o esclusione sociale si registra per i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni (27,3%), mentre il rischio più basso c’è per le persone di età pari o superiore a 65 anni (19,6%).</p>
<p>Fra questi due estremi ci sono tutti i valori intermedi: il rischio è pari al 20,2 % per le persone di età compresa tra 25 e 49 anni e al 21,9 % per la popolazione di età compresa tra 50 e 64 anni.</p>
<p>Sono a rischio anche i giovanissimi, adolescenti e bambini: fra le persone under 18 anni, quasi uno su quattro (il 24,4%) è a rischio alto di povertà o di esclusione sociale.</p>
<h2>Il livello di istruzione</h2>
<p><strong>Oltre all’età</strong>, un aspetto che pesa è anche è il livello di istruzione.</p>
<p><strong>Nel 2021</strong>, più di un terzo (34,8%) di tutte le persone di età pari o superiore a 18 anni con un basso livello di istruzione nell&#8217;Ue è a rischio di povertà o esclusione sociale, rispetto al 10,3% di persone della stessa fascia di età con un livello di istruzione alto.</p>
<p><strong>Ci sono poi le differenze nazionali</strong>, che evidenziano la situazione disomogenea della comunità europea e dei popoli che la abitano. Le percentuali più elevate di persone a rischio di povertà o esclusione sociale ci sono in Romania (34%), Bulgaria (32%), Grecia e Spagna (entrambe al 28%). Mentre le percentuali più basse ci sono in Cechia (11%), Slovenia (13%) e Finlandia (14%). In Italia dati provvisori indicano che è a rischio di povertà o di esclusione sociale il 25% della popolazione, un cittadino su quattro.</p>
<h2>Povertà e disabilità</h2>
<p><strong>Povertà e disabilità</strong> vanno spesso insieme. Sbarcare il lunario è più difficile per le persone con disabilità. Così accade che il “povero disabile” sia spesso iscritto nella categoria di ‘disabile povero’. La prevalenza della povertà tra i disabili <em>over</em>-16 supera infatti di 10 punti, 26,1% vs. 16%, quella dei non-disabili (come evidenzia un rapporto Eurostat di febbraio 2021) (3).</p>
<p><strong>Nel 2019</strong>, il 26,1% degli adulti (di età pari o superiore a 16 anni) con disabilità nell&#8217;Ue viveva in famiglie che hanno riferito di avere difficoltà a sbarcare il lunario, con risorse finanziarie che non coprivano le spese necessarie (4).</p>
<p><strong>Il 41% dei cittadini</strong> con disabilità nella Ue non può permettersi una settimana di ferie annuali – povertà e disabilità significa anche vacanze off limits.</p>
<p><strong>L’11,3 % delle persone con disabilità</strong> nell&#8217;Ue non può permettersi di mangiare carne, pesce o un equivalente vegetariano a giorni alterni (contro il 5,8% delle persone senza disabilità che si trova in questa condizione). Il 40,9 % delle persone con disabilità nell&#8217;Ue non può sostenere spese finanziarie impreviste (rispetto al 27,4% tra coloro che non hanno alcuna disabilità). Una riparazione in casa, la sostituzione di un elettrodomestico, anche un dispositivo o ausilio indispensabile, o un intervento chirurgico, un funerale, sono spesso insormontabili per i disabili. I dati Eurostat sono del 2019 e, ancora una volta, c’è da temere che la crisi europea dei prezzi, dell’energia e dell’inflazione non farà che peggiorare la situazione.</p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Eurostat. Over 1 in 5 at risk of poverty or social exclusion https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/ddn-20220915-1</p>
<p>(2) Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="eCVKKcUHfw"><p><a href="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/">Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Povertà energetica e razionamenti, bonus e diritti di disabili e anziani&#8221; &#8212; Égalité" src="https://www.egalite.org/poverta-energetica-e-razionamenti-bonus-e-diritti-di-disabili-e-anziani/embed/#?secret=eCVKKcUHfw" data-secret="eCVKKcUHfw" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>(3) Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="uqphtoOVXB"><p><a href="https://www.egalite.org/disabilita-e-poverta-il-rapporto-eurostat/">Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Disabilità e povertà, il rapporto Eurostat&#8221; &#8212; Égalité" src="https://www.egalite.org/disabilita-e-poverta-il-rapporto-eurostat/embed/#?secret=uqphtoOVXB" data-secret="uqphtoOVXB" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>(4) Eurostat. Disability statistics &#8211; financial situation</p>
<p>https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Disability_statistics_-_financial_situation</p>
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		<title>Alcol, tabacco e pubblicità occulta</title>
		<link>https://www.egalite.org/alcol-tabacco-e-pubblicita-occulta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 13:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità occulta]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Charles Bukowski scriveva che ‘il problema di chi beve’ è trovare sempre una scusa per continuare a bere. E così, ‘se succede qualcosa di brutto si<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Charles Bukowski scriveva che ‘<em>il problema di chi beve</em>’ è trovare sempre una scusa per continuare a bere. E così, ‘<em>se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; se non succede niente si beve per far succedere qualcosa</em>’.</p>
<p><strong>Trovo questa frase</strong> molto realistica perché anche il cinema, le serie tv, i <em>social</em> ci mostrano persone di tutte le età che bevono per dimenticare, per rilassarsi dopo una giornata stressante, ma anche per divertirsi o sballarsi. O anche soltanto per passare il tempo, magari con una birra al lago o al mare.</p>
<p><strong>Sembra di vedere</strong> dappertutto una pubblicità di vino, birra, <em>whiskey</em>, vodka, ma anche di sigarette. E questo, anche per un ragazzo come me, induce nella tentazione di fare uso di queste sostanze come se fosse la cosa più ovvia. E invece <strong>è la cosa più stupida</strong>, oltretutto vietata alla mia età (14 anni) e sconsigliata per tutti.</p>
<p><strong>Molti ragazzi e ragazze</strong>, anche amici e amiche, sono però influenzati da questi modelli perché credono di essere più <em>sweg</em>, cioè più ‘fighi’. Senza rendersi conto che non cambia nulla e si resta sempre gli stessi, anche se magari un po’ brilli o ‘affumicati’.</p>
<p><strong>Il problema</strong> è che questi comportamenti diventano poi parte delle persone, come lavarsi i denti tutte le mattine. Sembra che tanti non possano fare a meno di una sigaretta accesa o una bottiglia di birra in mano. E non si rendono conto dei problemi che l’alcol e il fumo possono comportare.</p>
<p><strong>Basta guardarsi in giro</strong>, vedere le persone al bar, i vecchietti sotto casa che parlano ad alta voce alle 10 di mattina con una birra in mano. E qui casca l’asino. I ragazzi prima, i giovani adulti poi, le persone più grandi, tutti attaccati a una bottiglia o a un bicchiere di vino o di superalcolici come fossero biberon.</p>
<p><strong>Alla fine</strong>, quello stesso comportamento che vediamo sempre in tv e sui social viene riprodotto nella realtà. C’è chi vince, come le aziende che producono bevande alcoliche, e c’è chi perde &#8211; la salute &#8211; a dipendere da loro. E la morale non c’è.</p>
<p><em>Michele Dongo</em></p>
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		<title>Pilastro europeo dei diritti sociali, il Piano d’azione invisibile</title>
		<link>https://www.egalite.org/pilastro-europeo-dei-diritti-sociali-il-piano-dazione-invisibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;and&nbsp;Elena Bosani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 09:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano d’azione UE varato dalla Commissione europea a marzo 2021 poneva l&#8217;obiettivo di accelerare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dalle istituzioni UE nel 2017 (1,2).<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Piano d’azione UE varato dalla Commissione europea a marzo 2021 poneva l&#8217;obiettivo di accelerare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dalle istituzioni UE nel 2017 (1,2). Venti principi essenziali sono stati indicati per correggere i mercati del lavoro e i sistemi di protezione sociale nelle direzioni di equità, sostenibilità ed efficienza.</p>
<p>Il programma richiamava gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs, <a href="https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/"><em>Sustainable Development Goals</em></a>), per riferire a tre obiettivi che dovrebbero venire conseguiti entro il 2030 grazie anche al supporto finanziario del <em>Next Generation EU</em> (o <em>Recovery Plan</em>. V. note 3,4). Qualcuno si è forse accorto di tutto ciò?</p>
<h2>1) Lavoro per tutti</h2>
<p><strong>Almeno il 78% della popolazione</strong> residente in UE in età 20-64 anni, entro il 2030, dovrebbe avere un lavoro. Una ricerca della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro mostra come il 28% degli europei abbia perso il lavoro a causa della pandemia, quasi il 50% abbia subito una riduzione di orario (e compensi), il 15% creda di rimanere senza lavoro nei tre mesi successivi. Più di uno su cinque ha difficoltà a trovare i mezzi di sussistenza e il 27% afferma di non avere risparmi su cui fare affidamento. (5)</p>
<p><strong>Il recupero dell’occupazione</strong> dovrebbe venire sostenuto, dagli Stati membri, con risorse adeguate alle seguenti misure:</p>
<p>&#8211; ridurre al minimo il divario di genere nei livelli d’occupazione,</p>
<p>&#8211; accrescere la disponibilità per tutti di servizi di educazione e cura per la prima infanzia,</p>
<p>&#8211; ridurre la prevalenza dei giovani NEET (<em>Not in Education, Employment, or Training</em>), in età 15-29 anni. Dal 12,6% (dato 2019) al 9%,</p>
<p>&#8211; garantire salari congrui e condizioni di vita e di lavoro adeguate ai lavoratori e alle loro famiglie.</p>
<p>&#8211; promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e le transizioni verso settori in espansione, quali digitale ed ecologia. (6)</p>
<h2>2) Formazione continua</h2>
<p><strong>Ogni anno</strong> almeno il 60% di tutti gli adulti dovrebbe partecipare, entro il 2030, ad attività di formazione. Nel 2016 solo il 18% degli adulti con qualifiche basse e il 37% complessivo ha partecipato ad attività di apprendimento e formazione. Abbandono, dispersione scolastica e fallimenti formativi già drammatici sono peggiorati rispetto ai dati che preoccupavano già nel 2019, allorché il 10,2% dei giovani ha lasciato istruzione e formazione, non appena assolto l’obbligo scolastico (10 anni di istruzione a partire dal sesto anno di età), senza venire più coinvolto in attività similari.</p>
<p><strong>La Commissione europea </strong>ha quindi evidenziato la necessità di intensificare gli sforzi per ridurre l’abbandono scolastico, migliorare i livelli di rendimento nell&#8217;istruzione e la formazione di base, aumentare la partecipazione degli adulti alla formazione. Si richiamano alcune iniziative già adottate nel 2020:</p>
<p><strong>&#8211; Agenda europea per le competenze</strong>. (7) Ove si afferma la necessità di consentire alle persone lo sviluppo di ‘<em>competenze per l’occupazione</em>’, sulla base di un’analisi solida del fabbisogno di <em>skills</em> e un’offerta formativa moderna e dinamica,</p>
<p><strong>&#8211; Piano d’azione per l’educazione digitale</strong>. Alfabetizzazione digitale, compresa la lotta alla disinformazione, educazione informatica, competenze avanzate per formare profili specializzati e competitivi, garantendo alle donne e alle giovani ragazze una equa partecipazione agli studi e le carriere. (8)</p>
<h2>3) Riduzione di povertà ed esclusione sociale</h2>
<p><strong>L’Unione Europea </strong>si è prefissa di ridurre di almeno un quarto il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale. Sottrarre cioè alla miseria almeno 15 milioni di persone, tra le quali di 5 milioni di bambini. <em>Save the Children </em>ha riferito in circa 20 milioni i bambini europei che oggi crescono in condizioni di povertà. E sono così privati delle possibilità di accedere a scuole, corsi di formazione, attività sportive, ludiche e culturali, con evidenti limiti allo sviluppo delle loro potenzialità. (9)</p>
<p><strong>L’ascensore sociale è rotto</strong>, in UE <a href="https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/">come in Italia</a>.</p>
<p><strong>Un sistema europeo</strong> di garanzia per i bambini vulnerabili (<em>European Child Guarantee</em>) è stato così previsto nel Piano d’azione, onde garantire misure specifiche per minorenni e prevenire situazioni di loro indigenza economica. (10) Il Consiglio d&#8217;Europa ha poi raccomandato di adottare un reddito minimo nel 2022 e lanciare una piattaforma per i senzatetto, al fine di sostenere gli Stati membri e le città nella condivisione delle migliori pratiche e nell&#8217;identificazione di approcci efficienti e innovativi.</p>
<h2>#Égalité</h2>
<p><strong>Salute e sicurezza sul lavoro</strong>, parità di genere e altre iniziative intraprese nel contesto della c.d. ‘Unione nell’eguaglianza’ &#8211; già adottate nel 2020 in relazione a Lgbtiq, Rom, razzismo, inclusione degli immigrati e <a href="https://www.egalite.org/disabili-inclusione-sociale-sdgs-2030-risoluzione-parlamento-europeo/">persone con disabilità</a> &#8211; sono state pure richiamate in questo Piano d’azione. (11)</p>
<p><strong>Il diritto alla salute </strong>è stato ricordato anche nella strategia per un’unione della salute e nel <em>Beating Cancer Plan</em> (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/beating-cancer-plan-all-indice-pesticidi-sostanze-chimiche-tossiche-alcol-junk-food">BECA</a>), che il Parlamento europeo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/bevande-alcoliche-il-parlamento-ue-cancella-la-proposta-di-avvertenza-in-etichetta-su-alcol-e-rischi-di-tumori">ha parzialmente rinnegato</a> (12,13). Su partecipazione e dialogo sociale, la Commissione ha inoltre annunciato un’apposita iniziativa nel 2022.</p>
<h2>Dalle parole ai fatti</h2>
<p><strong>Un anno è trascorso</strong> e i fatti purtroppo non si sono registrati. Men che meno in Italia, ove rimangono tragici e invariati i dati sulla povertà assoluta che affligge 5,6 milioni di persone (9,4% della popolazione. Fonte ISTAT. V. Figura 1 e nota 14). Affinché il Piano d&#8217;Azione UE non rimanga una mera dichiarazione di principi ma si trasformi in un vero e proprio strumento operativo capace di garantire un impatto significativo sulla vita dei cittadini, è indispensabile un&#8217;assunzione di responsabilità dei diversi livelli di governo in UE, Stati membri, Regioni e amministrazioni locali.</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-5730 size-full" src="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0.jpeg" alt="" width="1169" height="472" srcset="https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0.jpeg 1169w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-300x121.jpeg 300w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-1024x413.jpeg 1024w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-768x310.jpeg 768w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-370x149.jpeg 370w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-800x323.jpeg 800w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-185x75.jpeg 185w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-740x299.jpeg 740w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-20x8.jpeg 20w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-400x162.jpeg 400w, https://www.egalite.org/wp-content/uploads/2022/03/image0-119x48.jpeg 119w" sizes="(max-width: 1169px) 100vw, 1169px" /></strong></p>
<p><strong>Gli ambiziosi obiettivi</strong> che nessuno può ‘non condividere’ devono venire tradotti in impegni vincolanti con appositi calendari dei lavori, per ottenere l’attuazione nel Vecchio Continente di riforme sociali indispensabili. E gli Stati membri devono venire chiamati a rispondere per inadempimenti e ritardi, proprio come avviene in altri ambiti cruciali, qual è ad esempio la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/acque-reflue-in-agricoltura-salute-pubblica-e-sicurezza-alimentare-le-regole-ue-e-il-disastro-italiano">gestione delle acque reflue</a>.</p>
<p><strong>Politiche reflue</strong> urgono bonifica e riconversione</p>
<p><em>Dario Dongo ed Elena Bosani</em></p>
<h3> Note</h3>
<p>(1) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0102">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021DC0102</a></p>
<p>(2) <a href="https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_it.pdf">https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_it.pdf</a></p>
<p>(3)<a href="https://sdgs.un.org/goals"> https://sdgs.un.org/goals</a></p>
<p>(4) <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pd">https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pd</a></p>
<p>(5) <a href="https://www.eurofound.europa.eu/data/covid-19/financial-situation">https://www.eurofound.europa.eu/data/covid-19/financial-situation</a></p>
<p>(6) Raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione su un sostegno attivo efficace all&#8217;occupazione a seguito della crisi COVID-19 (EASE)</p>
<p>(7) <a href="https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1223&amp;langId=it">https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1223&amp;langId=it</a></p>
<p>(8) <a href="https://ec.europa.eu/education/education-in-the-eu/digital-education-action-plan_it">https://ec.europa.eu/education/education-in-the-eu/digital-education-action-plan_it</a></p>
<p>(9) <a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/garantire-il-futuro-dei-bambini">https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/garantire-il-futuro-dei-bambini</a></p>
<p>(10) <a href="https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/rights-child/eu-strategy-rights-child-and-european-child-guarantee_en">https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/rights-child/eu-strategy-rights-child-and-european-child-guarantee_en</a></p>
<p>(11) <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2021:101:FIN&amp;qid=1615105669638">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2021:101:FIN&amp;qid=1615105669638</a></p>
<p>(12) Unione europea della salute | Commissione europea (europa.eu)</p>
<p>(13) Piano europeo per la lotta contro il cancro: la salute in tutte le politiche (<a href="http://www.asvis.it">asvis.it</a>)</p>
<p>(14) (3) ISTAT. Nel 2021 stabile la povertà assoluta. 8.3.22, <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf">https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf</a></p>
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		<title>Giovani e diseguaglianze in Italia, l’ascensore sociale è rotto</title>
		<link>https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Bergamini&nbsp;and&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 07:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Oxfam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dimmi da quale famiglia vieni e ti dirò dove arriverai. Non è la maga Circe ma la statistica infame di un ’ascensore sociale’ che in Italia<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dimmi da quale famiglia vieni e ti dirò dove arriverai. Non è la maga Circe ma la statistica infame di un ’ascensore sociale’ che in Italia si è rotto. I giovani sono le prime vittime di diseguaglianze che pregiudicano le loro possibilità di emanciparsi rispetto alle condizioni della famiglia di appartenenza. ‘<em>Non rubateci il futuro. I giovani e le disuguaglianze in Italia</em>’, l’ultimo rapporto di Oxfam Italia. (1)</p>
<h2>Giovani e diseguaglianze in Italia</h2>
<p><strong>Quanto più la famiglia d’origine</strong> è benestante, tanto più sarà facile mantenere lo stile di vita, ottenere una buona istruzione, accedere a posizioni lavorative ben remunerate. Ma se i genitori sono più poveri e meno istruiti, le loro difficoltà saranno destinate a perpetuarsi. Una situazione già vista, che richiama i romanzi di Giovanni Verga, si ripresenta nell’Italia dei giorni nostri.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>Le disuguaglianze di reddito</em></strong><em> dei genitori diventano, in sostanza, disuguaglianze di istruzione dei figli che si trasformano, a loro volta, in disuguaglianze di reddito, replicando, sebbene con intensità diversa, quelle che esistevano tra i rispettivi genitori</em>’.</span></p>
<p><strong>La scuola pubblica </strong>e i servizi per la prima infanzia che la precedono &#8211; a partire dagli asili nido, <a href="https://www.egalite.org/asilo-nido-e-poverta-educativa-in-italia/">come si è visto</a> &#8211; non sono in grado di colmare il divario iniziale. Un divario che non dipende dal talento dei piccoli ma dalla capacità dei genitori di consentire loro di frequentare il nido, per sviluppare le capacità cognitive e relazionali utili all’apprendimento.</p>
<p><strong>L’istruzione è sotto-finanziata</strong>, risente di forti differenze territoriali nell’offerta formativa, non è in grado di arginare i crescenti tassi di abbandono. E la diseguaglianza prosegue, fino all’età lavorativa, riducendo le possibilità di emancipazione sociale rispetto alle condizioni socio-economiche della famiglia di origine. Di generazione in generazione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>Condizioni che persistono</em></strong><em> nel passaggio generazionale a tal punto che i figli delle persone collocate nel 10% più povero della popolazione italiana, sotto il profilo retributivo, ad oggi avrebbero bisogno di 5 generazioni per arrivare a percepire il reddito medio nazionale. Allo stesso tempo, ai due estremi della distribuzione della ricchezza, 1/3 dei figli di genitori più poveri, è destinato a rimanere fermo al piano più basso dell’edificio sociale, mentre il 58% di quelli i cui genitori appartengono al 40% più ricco, manterrebbe una posizione apicale</em>’.</span></p>
<h2>L’Italia delle caste</h2>
<p><strong>L’esito prevedibile</strong> di questa asimmetria sistemica è una società che rimane immobile e tende al contempo a sgretolarsi. Poiché la meritocrazia cede il posto alle caste, la produttività alle convenienze familiari e i clientelismi. Un terzo dei giovani di umile estrazione (32%) rimane nella fascia reddituale di partenza, mentre solo il 12% riesce a ‘salire al piano superiore’. D’altra parte il 38% dei giovani rampolli mantiene il presidio, mentre il il 58% di loro raggiunge le due fasce di ricchezza più elevate.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>‘<em>A parità di istruzione</em></strong><em>, le origini familiari hanno impatti non trascurabili sulle retribuzioni lorde dei figli. Il figlio di un dirigente ha oggi un reddito netto annuo superiore del 17% rispetto a quello percepito dal figlio di un impiegato, che abbia concluso un ciclo di studi di uguale durata</em>’.</span></p>
<p><strong>Il lavoro</strong> &#8211; al di fuori dei posti al sole, generalmente riservati agli ‘amici degli amici’ &#8211; è troppo spesso precario, dequalificato o comunque sotto-qualificato. I <em>working poors</em> sono circa il 13% degli occupati tra i 16 e i 29 anni (dati 2018). Così molti, soprattutto i giovani laureati, vanno all’estero. Sono i ‘cervelli in fuga’, mezzo milione negli ultimi quattro anni. Altri invece si deprimono, senza studiare né lavorare né seguire percorsi di formazione. Sono i Neet (<em>Not in Education, Employment or Training</em>), 1 su 4 tra i 15 e i 34 anni (dati 2018).</p>
<h2>Rancore e populismo</h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>‘<em>Marcate disparità</em></strong><em>, tutt’altro che casuali ed ineluttabili, alimentano il serbatoio del rancore, sviliscono il patto sociale e generazionale su cui si fondano le nostre società, contribuiscono alla riduzione del grado di partecipazione dei cittadini alla vita democratica, al rafforzamento della sfiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche e all’incremento dell’adesione a proposte politiche populiste ed estremiste</em>’.</span></p>
<p><strong>Rancore, sfiducia</strong> generalizzata, scarsa partecipazione alla democrazia sono le risposte più ovvie a problemi che la politica continua a sottovalutare. Così l’attuale ministro dell’istruzione, lo scienziato politico Lorenzo Fioramonti, svia l’attenzione del volgo sui crocifissi nelle aule. Tutto qui?</p>
<p><em>Sabrina Bergamini e Dario Dongo</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Oxfam Italia (2019). Rapporto ‘<em>Non rubateci il futuro. I giovani e le disuguaglianze in Italia</em>’ <a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/09/MB_NON-RUBATECI-UL-FUTURO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2019/09/MB_NON-RUBATECI-UL-FUTURO.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.egalite.org/giovani-e-diseguaglianze-in-italia-lascensore-sociale-e-rotto/">Giovani e diseguaglianze in Italia, l’ascensore sociale è rotto</a> proviene da <a href="https://www.egalite.org">&Eacute;galit&eacute;</a>.</p>
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